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  • Ecco i Top Brands su Facebook a Maggio 2014 [Infografica]

    Ecco i Top Brands su Facebook a Maggio 2014 [Infografica]

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    Ecco i Top Brands su Facebook a Maggio 2014, la classifica dei brands che si sono distinti nell’ultimo mese stilata da Blogmeter. Ottima performance di ScuolaZoo, la fanpage è la più coinvolgente ed è quella più di tutte acquisisce nuovi fan. Tra i media, spicca Fanpage.it

    Ecco la nuova classifica dei Top Brands su Facebook a Maggio 2014, classifica stilata ogni mese da Blogmeter che la elabora analizzando 130 milioni di conversazioni, monitorando 2.700 pagine gestite da brands. In questo ultimo mese, la fa da padrone la fanpage di ScuolaZoo, pagina dove si trovano contenuti ironici e divertenti, ma anche offerte vacanze per gli studenti. La fanpage, prima in tre categorie su quattro, dal punto di vista del “coinvolgimento”, realizza numeri interessanti: 243 interazione giornaliere per ogni mille fan, che si traducono in oltre 880 mila interazioni totali nel mese tra like, condivisioni, commenti e post degli utenti. Tra i media, sempre tra le fanpage più coinvolgenti, Fanpage.it fa registrare ben 131 milioni interazioni, con un page engagement di 169. Sempre tra le pagine media,  quella che si piazza in prima posizione è Motori Fanpage che riesce ad ottenerne più di 222 per ogni mille fan in media ogni giorno. Tra le nuove entrare, da segnalare  I LOVE CALCIO, sempre del gruppo Fanpage.it, in terza posizione, e Calciatori Panini che promuove l’album dei mondiali di calcio.

    Per quanto riguarda le fanpage che acquisiscono nuovi fans nel mese, ScuolaZoo è prima tra i brand con 255 mila nuovi fans; in seconda posizione la pagina fan della Juventus. Tra i media, quella che riesce ad acquisire nuovi fans nel mese è Made in Sud, pagina legata al programma televisivo, con 126 mila nuovi fans. In seconda posizione troviamola new entry de Lo Zoo di 105, pagina dedicata al celebre programma radiofonico, con 102 mila nuovi fans.

    Nella classifica dei brand e dei media più veloci a rispondere, troviamo in prima posizione, tra i brands, Wind che con 1.526 post pubblicati sulla pagina Facebook il tempo di risposta è stato di soli 11 minuti. Anche in seconda posizione troviamo una fanpage del settore telefonia, è quella di Tiscali che fa registrare un tempo di risposta nel mese di 17 minuti, gestendo il maggior numero il maggior numero di richieste. Tra i media, in prima posizione e new entry, troviamo Mtv Italia con un tempo di risposta di 4 ore e 5 minuti. New entry anche Fox Italia (12 ore e 29 minuti) e Altroconsumo (26 ore e 33 minuti).

    I post più coinvolgenti sono, quello di Scuola Zoo che con un’immagine che raffigura una storia di solidarietà nei confronti di un cane abbandonato raccoglie 220 mila interazioni, e quello di Fanpage.it:

    Di seguito l'infografica con tutte le classifiche per categoria: top-brands-facebook-maggio-2014-infografica

  • Tempo si rinnova e lancia il concorso Pimp My Tempo su Facebook

    Tempo si rinnova e lancia il concorso Pimp My Tempo su Facebook

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    Tempo, lo storico brand famoso per i suoi fazzolettini, ha deciso di rinnovarsi e ringiovanirsi. Per farlo si è affidato ai ragazzi dello IED di Milano e ha lanciato un concorso su Facebook, “Pimp My Tempo”. Le 4 migliori proposte per i nuovi packaging si sfideranno online

    Tempo, brand storico nato nel 1929 e famoso per i suoi fazzolettini, ha deciso di rinnovarsi e ringiovanirsi, in un ottica di innovazione continua che da sempre contraddistingue il marchio. Nei mesi scorsi ha deciso di rinnovare il packaging del suo prodotto di punta, quello più conosciuto, ossia il Tempo Classic, recentemente eletto Prodotto dell’anno 2014 grazie all’innovazione Cotton Touch. L’azienda ha voluto affidare questa operazione ai ragazzi dello IED di Milano, mettendo in palio per il vincitore una borsa di studio, un viaggio/soggiorno a New York con visita al MOMA e la realizzazione del proprio lavoro su oltre 21 milioni di pacchetti di fazzoletti.

    Nei mesi di Marzo e Aprile, 14 studenti IED del secondo anno dei corsi di Interior Design, Product Design, Fashion Design e Shoes and Accessories Design, Fashion Stylist, Graphic Design, Illustrazione e Animazione e Fotografia hanno avuto modo di incontrare l’azienda e sviluppare il proprio concept per reinterpretare l’essenza del brand. Il tema era volutamente libero, proprio per consentire agli studenti di esprimere la propria creatività e di trasformarla in esecutivo assieme ai tutor professionisti dello IED.

    Ma la parte più interessante inizia proprio in questi giorni. I lavori dei ragazzi passeranno al vaglio dei consumatori attraverso i social media: infatti, nel mese di Maggio saranno proprio gli utenti dei social a decretare il vincitore finale tra 4 i finalisti.

    Il concorso per decidere quali saranno i nuovi packaging è “Pimp My Tempo“, partito su Facebook in questi giorni.

    Dal 7 al 18 maggio tutti gli utenti FB potranno recarsi sulla pagina dedicata per votare la loro creazione preferita. Il 19 maggio sarà poi annunciato il nome del vincitore che riceverà come premio un viaggio a New York per due persone, l’ingresso al Moma e la possibilità di vedere la sua creazione sugli scaffali a partire da settembre 2014.

    Il 6 giugno invece verranno estratti 5 utenti FB che hanno partecipato al contest e premiati con un cofanetto Total Wellness Terme & Relax.

    Abbiamo voluto affidare questo progetto allo IED perché è una delle realtà principali di formazione e supporto dei giovani designer. Il nostro obiettivo è quello di dare un look più fresco e nuovo al nostro prodotto icona, il fazzoletto classico, che da sempre è presente nelle vite di tutti gli italiani. Il giovane designer che riuscirà a combinare la creatività con il rispetto dell’essenza del brand Tempo, vedrà realizzato il proprio lavoro e godrà quindi di grande visibilità. Questo progetto ci sta a cuore, inoltre, perché prevede l’interazione diretta con i consumatori, che sceglieranno in prima persona la loro grafica preferita”, afferma Elisa Albanese, Marketing Manager Tempo.

    Questa iniziativa di Tempo ci è sembrata molto interessante specie in un periodo come questo, un momento in cui sappiamo benissimo quali siano le difficoltà nel campo lavorativo, soprattutto per i giovani. L’occasione che hanno potuto cogliere questi ragazzi è stata proprio quella di potersi presentare come veri professionisti, sfruttando un palcoscenico davvero prestigioso. I ragazzi che hanno partecipato hanno avuto così modo di confrontarsi con la realtà lavorativa, con quello che poi li attenderà fuori. Sicuramente, partecipare a questa iniziativa è servito anche come momento per arricchire il proprio bagaglio di esperienza, utile per il futuro.

    Allora, non ci resta che invitarvi a partecipare al concorso su Facebook!

     

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  • Le interazioni su Twitter sono più positive di quelle su Facebook

    Le interazioni su Twitter sono più positive di quelle su Facebook

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    Un recente studio condotto da Converseon, social media agency statunitense, ha rivelato che i Social Media consentono ai brand di avere con i propri utenti di riferimento interazioni più positive. Tra i social media, Twitter è quello che permette ai brand di avere conversazioni più positive di quelle che avvengono invece su Facebook

    Di fronte a questo recente studio di Converseon, social media agency statunitense, non si può non fare riferimento ad uno dei capisaldi del marketing contemporaneo che caratterizza il Social Media Marketing. E cioè che

    I Mercati sono Conversazioni (Cluetrain Manifesto, 1-6, ed. 1999)

    Un assioma che si ritrova pienamente in questa ricerca che ha analizzato, nei primi tre mesi di quest’anno, 2.500 interazioni con 20 brands leader di mercato a livello globale. Abbiamo sempre sostenuto che le conversazioni, il modo di entrare in contatto coi i propri utenti di riferimento, sia sui Social Media il passaggio fondamentale sui cui poggia l’intera strategia. Certo, non è facile e conosciamo bene quali siano le difficoltà che le aziende incontrano nell’aprirsi al proprio pubblico di riferimento, e sappiamo anche che spesso sono i grandi marchi che meglio riescono da questo punto di vista. Ma, detto questo, lo studio si rivela comunque interessante e offre spunti e indicazioni importanti, per i marketers, ossia coloro i quali sono chiamati a organizzare e a mettere in pratica le strategie, e anche per i brand stessi, grandi e piccoli che siano.

    Lo studio, in sostanza, rivela che il 55% delle interazioni su Twitter hanno un carattere positivo, mentre il 25% è neutro e il 20% sono negative. Mentre su Facebook le interazioni positive sono di meno, cioè il 49%, quelle neutre sono il 32% e quelle negative sono, anche qui, il 20%. Google+ si piazza nel mezzo, infatti le interazioni positive sono il 53%, quindi 2 punti percentuali in meno da Twitter, quelle neutre sono il 29% e quelle negative sono il 18%, il dato più basso tra i tre principali social network. In basso il grafico realizzato da eMarketer e dedicato alla ricerca.

    social media interazioni eMarketer

    Da notare che le conversazioni tendono ad essere positive o neutrali e solo un quinto di esse tende ad essere negativo.

    Quindi questo studio ci rivela un dato importante e cioè che i brand sui Social Media devono aprirsi alle conversazioni con i propri utenti, affrontare i dibattiti sulle varie piattaforme, senza mai snobbarli, anzi. Questi stessi momenti di conversazioni sono per definizione, momenti di crescita e di miglioramento per le aziende. E i dati positivi sulle interazioni ne sono la chiara dimostrazione. Certo, di errori se ne commettono e sono sotto gli occhi di tutti, ma se non ci si apre fino in fondo, allora il rischio di sbagliare è sempre dietro l’angolo.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Quali sono state le vostre esperienze in questi senso? Raccontatecelo!

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  • Facebook è la prima fonte di traffico mobile per i siti di notizie

    Facebook è la prima fonte di traffico mobile per i siti di notizie

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    Da una prossima ricerca di Quantcast, specializzata in misurazione dei dati digitali, è venuto fuori che sulla base di 250 siti di notizie monitorati, Facebook si impone come la principale fonte di traffico, battendo Twitter che si piazza al secondo posto e molto distaccato

    Proprio un po’ di tempo fa analizzando con voi i dati di Shareaholic che davano Facebook come principale fonte di traffico tra i social media, notavamo come questo traffico di fatto arrivasse proprio da Mobile, cioè il 51%. Una conferma della diretta strategia che Facebook ha intrapreso proprio due anni fa, nel tentativo, riuscito a questo punto, di affermarsi anche via Mobile. E oggi, a conferma di tutto questo, vi parliamo della prossima ricerca di Quantcast, leader nella misurazione di dati digitali e nel real time advertising, dal titolo “How Mobile is changing content discovery”, con qualche anticipazione. In pratica Facebook è la principale fonte di traffico mobile per i siti di news e informazione. Gli utenti che vogliono tenersi informati e aggiornati quando usano il proprio dispositivo mobile, lo fanno proprio via Facebook.

    La ricerca ha esaminato le fonti di traffico mobile di 250 siti di informazione, e che ovviamente usano Quantcast come strumento di misurazione, nel corso dell’ultimo anno, fino a Gennaio 2014. La scoperta è stata quella di verificare che da Facebook provenivano la maggior parte dei rinvii, più di tutte le altre piattaforme social media.

    facebook-fonte

    Come potete vedere dal grafico in alto, il 24% del traffico referral mobile arriva da Facebook. Twitter è secondo con il 7%, quindi molto distaccato. Pinterest è al 2% e da notare, lo certifica la ricerca, che Google+ è praticamente assente.

    Insomma Facebook si è affermato sul Mobile e questo è ormai un dato acquisito, ma ora si impone anche come fonte di traffico rilevante per i siti di informazione e i recenti progetti come Paper o come anche FB Newswire, vanno proprio in questa direzione.

    Sarà interessante vedere il contenuto dell’intera ricerca, ma ci sembrava già molto interessante condividere con voi queste anticipazioni. Allora, che ne pensate? Facebook diventerà una sorta di Google Reader?

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  • Facebook acquista Oculus per 2 mld di dollari, la realtà virtuale diventa Social

    Facebook acquista Oculus per 2 mld di dollari, la realtà virtuale diventa Social

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    Facebook porta la realtà virtuale sui Social Media. E’ stato da poco ufficializzato l’acquisto di Oculus VR, startup Usa, produttrice di Oculus Rift, lo schermo per la realtà virtuale. L’operazione si è conclusa per 2 miliardi di dollari, 400 milioni in cash e un pacchetto 23,1 milioni di azioni

    Mark Zuckerberg è in vena di acquisti e lo dimostra l’ultima, quanto sorprendete per la sua stessa tipologia, acquisizione miliardaria. E’ stato ufficializzato, per altro dallo stesso CEO di Facebook, l’acquisizione, da parte dell’azienda di Menlo Park, della startup americana Oculus VR, nota al pubblico appassionato di 3d e della realtà virtuale per aver prodotto lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. A vederlo sembra un enorme paio di occhiali, ma è in grado di regalare emozioni in prima persona in realtà virtuale.

    L’affare si è concluso per la cifra di 2 miliardi di dollari, di cui 400 milioni pagati in cash e la restante parte con un pacchetto di 23,1 milioni di azioni Facebook che ammonterebbero a circa 1,6 miliardi di dollari (considerando il prezzo per azione di 69,35 dollari).

    In un comunicato apparso sulla Newsroom di Facebook il fondatore del più grande social network dichiara:

    Il Mobile è la piattaforma di oggi e ora siamo pronti per le piattaforme di domani. Oculus ha l’opportunità di realizzare la piattaforma social mai realizzata prima e di cambiare il nostro modo di lavorare, giocare e comunicare”.

    Anche Brendan Iribe, co-fondatore e CEO di Oculus VR, ha voluto esprimere la sua soddisfazione per l’accordo:

    Siamo entusiasti di lavorare con Mark e il team di Facebook per realizzare la migliore piattaforma di realtà virtuale nel mondo. Crediamo che la realtà virtuale sarà fortemente definita da esperienze sociali che connettono le persone in nuovi modi magici. Si tratta di una tecnologia dirompente, che permette al mondo a sperimentare l’impossibile, ed è solo l’inizio”.

    Secondo l’accordo, il team di Oculus VR rimarra nella sua sede in Irvine, California, e lavorerà in maniera indipendente continuando a sviluppare “Oculus Rift”.

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    Resta da capire quali saranno le prospettive future di questa nuova acquisizione. Certo lascia tutti molto sorpresi e lascia anche un interrogativo che speriamo sia soddisfatto a breve. E cioè per il più grande social network del web che importanza ha la realtà virtuale? Quanto conterà questa nuova tecnologia sul futuro delle relazioni che avvengono e nascono su Facebook? Ci sarà certamente una grossa componente di intrattenimento che pesa su questo accordo, ma vista la mole dell’acquisizione è lecito porsi questi quesiti.

    Oculus VR è una startup americana e per laniare il suo prodotto, appunto “Oculus Rift”, ha ricevuto un finanziamento di 16 milioni di dollari, di cui 2,4 sono stati raccolti attraverso la piattaforma di crowdfunding Kickstarter.

    (l’immagine di copertina è ripresa da TechCrunch)

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  • Nella classifica dei Top Brands di Febbraio 2014 domina la Juventus [Infografica]

    Nella classifica dei Top Brands di Febbraio 2014 domina la Juventus [Infografica]

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    Eccoci di nuovo al consueto appuntamento con cui osserviamo quali brand si sono distinti nel mese precedente, grazie alla classifica Top Brands di Febbraio 2014, realizzata da Blogmeter. E il brand che si è distinto di più è quello di Juventus FC, forte su Twitter, mentre su Facebook si registra la buona performance di PaesiOnLine

    Ritorna la classifica dei Top Brands su Facebook e su Twitter questa volta relativamente alle performance dei brand nel mese di Febbraio 2014, realizzata da Blogmeter. Grossa novità, che riguarda questa rilevazione e le successive, è che da questo mese non vengono più contemplati i brands legati al settore di Media, per i quali Blogmeter ha già realizzato una classifica dedicata che debutta proprio in questi giorni: la “Facebook & Twitter Top Media Brands, Febbraio 2014“.

    Un dato che va subito sottolineato, in relazione alla classifica che brand che si sono distinti al meglio su Facebook e su Twitter, è che, come già notato in altre classifiche dei mesi scorsi, anche nel mese di Febbraio 2014 a trainare l’engagement sono lo sport, calcio in particolare, il settore della Pubblica Amministrazione e anche il settore del Turismo. Ma vediamo meglio i risultati della ricerca che trovate riassunti anche nell’infografica in basso.

    I profili presi in esame, oltre 2.800, sono relativi ad aziende che sui social network si rivolgono esclusivamente ad un pubblico italiano e che in totale hanno prodotto nel mese ben 31 milioni di interazioni.

    Su Facebook la pagina che ottiene il maggior interazioni, in rapporto ai fan, è quella di PaesiOnline (portale che fornisce servizi per il turismo) con una media di 146 interazioni giornaliere per ogni mille fan. La pagina ottiene i migliori risultati in termini di coinvolgimento grazie proprio alla pubblicazione di foto suggestive del patrimonio paesaggistico e culturale del nostro paese, nonostante più dell’80% dei post in effetti non sono altro che link i quali risultano meno redditizi in termini di coinvolgimento effettivo, ma risultano anche necessari per trainare traffico sul portale. Serie A TIM si piazza in seconda posizione con 88,2 interazione ogni mille fan, e oltre 1,6 milioni di fan. Nel mese di Febbraio 2014 è la brand page (non media) che produce più interazioni in assoluto a febbraio: ben 3,8 milioni, oltre a essere tra le più attive con circa 47 post pubblicati ogni giorno. In terza posizione si piazza la pagina della Lega Nazionale Dilettanti con 79 interazioni ogni mille fan. Vale la pena segnalare, in quinta posizione, la pagina della community per studenti Scuolazoo che supera il milione di fan ed è terza per numero di interazioni totali nel mese: 1,3 milioni.

    Su Twitter si nota la forte impronta dei brand legati al mondo dello sport. In prima posizione troviano quindi @JuventusFC che fa il vuoto dietro sé con oltre 200 mila interazioni ed un picco di engagement fatto registrare il 2 febbraio in occasione della vittoria contro l’Inter. Segnaliamo il sesto posto ottenuto dal profilo della Federazione Italiana Rugby con 56 mila interazioni nel mese, sesto brand per engagement anche su Facebook; un exploit riconducibile soprattutto all’interesse generato dal torneo Sei Nazioni, con un picco di engagement il 1 febbraio in occasione della gara d’esordio contro il Galles.

    Adesso vediamo i Brand che crescono di più. Su Facebook è Swarovski il brand che riesce ad attrarre il maggior numero di nuovio fans: oltre 100 mila fan (specie a ridosso di S.Valentino). Segue la pagina di meteo.it con più di 83 mila nuovi fan, crescita dovuta in gran parte alle condizioni climatiche, specie alle grandi piogge che hanno investito grandi centri urbani e anche la città di Roma. Su Twitter ritroviamo la Juventus che domina la classifica con picchi di engagement ottenuti in occasione delle tante vittorie in campionato che la confermano la squadra di calcio più seguita in Italia sui social network. Da segnalare il profilo della Camera dei Deputati, presente anche nella classifica di engagement, che guadagna la maggior parte dei 13 mila nuovi follower tra il 25 e il 26 febbraio, in occasione del voto di fiducia dato al governo Renzi.

    La pagina di PosteMobile si conferma anche nel mese di Febbraio 2014 la più veloce nel rispondere alle richieste degli utenti con un tempo di attesa medio di 7 minuti (calcolato h. 24, 7 giorni su 7) e 162 post degli utenti soddisfatti. Seguono la pagina di Wind, con oltre 2 mila richieste soddisfatte e un’attesa media di soli 11 minuti e quella di 3 Assistenza Clienti con 1.180 risposte e un response time di 34 minuti. TIM invece vanta il maggior numero di risposte in assoluto, oltre 2.800, ma un response time di 2 ore e 5 minuti gli vale solo il nono posto. Su Twitter guida la classifica sui tempi di risposta infoAtac, da ormai qualche mese a questa parte, con un response time di 9 minuti per 1.276 risposte, seguita da Wind con 1.149 risposte e una media di 10 minuti di attesa e FSNews con 815 risposte e 26 minuti di response time. da segnalare i profili di Roma Capitale (attivo soprattutto per l’emergenza maltempo del 2 febbraio) e della Polizia di Roma Capitale, quest’ultimo presente anche all’ottavo posto tra i brand più engaging di Twitter.

    E, infine, vediamo qual è stato il post e il tweet più coinvolgente del mese. Il post su Facebook che ottiene maggiore coinvolgimento degli utenti è quello della Juventus che celebra la vittoria per 3 a 1 nella partita contro l’Inter. Mentre su Twitter, sempre in occasione dello stesso match di campionato, l’account ufficiale, @JuventusFC, condivide in tempo reale la scenografia operata dai tifosi prima del calcio di inizio:

     

    Allora, che ne pensate di questa classifica? Raccontateci tra i commenti le vostre opinioni.

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  • Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

    Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

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    L’affare WhatsApp concluso da Facebook continua a tenere banco sui Social Media e non solo. La cifra pagata e i retroscena che coinvolgono Google continuano a far discutere. Oggi proviamo ad analizzare l’affare anche dal punto di vista finanziario chiedendoci se si tratti solo di takeover oppure di un’operazione orientata all’engagement

    Nei giorni scorsi il mondo si è trovato disorientato di fronte all’acquisizione di WhatsApp da parte del colosso Facebook. Non solo le time-line erano intasate di articoli riguardanti la cifra dell’accordo, ma i professionisti dei Social Media si sono chiesti come questo evento potrà in futuro cambiare una piattaforma pulita e libera come WhatsApp.

    [ironia della sorte, mentre scrivo questo post, i server di WhatsApp sono down da circa 3 ore].

    Di pari passo le frasi taglienti sono arrivate anche dal mondo della finanza. Capire perché una società che fattura 50 milioni di dollari possa essere pagata ben 19 miliardi è tuttora difficile e cercheremo di spiegarlo nelle prossime righe. Sicuramente il prezzo che vi abbiamo riportato è una semplice moltiplicazione:

    costo utente WhatsApp * numero totale utilizzatori.

    facebook-paga-42-dollari-per-utente-whatsapp

    Il capitale quindi non è valutato evidentemente solo in base al fatturato o alla capitalizzazione di borsa, bensì al capitale umano, cioè quanto posso guadagnare da un contatto che possiedo dal momento in cui questi è effettivamente attivo.

    Le strade tuttavia qui possono essere due e, non essendo Mark, cercherò di mostrarvi le possibilità che si sono aperte con questo acquisto:

    1. WhatsApp è stato acquistato per ingrandire il bacino di utenza di Facebook, rincorrere Google e come Google+ avere persone che quotidianamente aprono un account collegato direttamente al social. L’applicazione è infatti semplicissima, riceve circa un milione di download al giorno e, a differenza di molte altre app, ha ben il 70% di utenti attivi che utilizzano il servizio di messaggistica. In linea insomma con la mission di Facebook indicata nel post di acquisizione: “make the world more open and connected”.
      WHATSAPP_chart_2
    2. WhatsApp è stato acquistato per un takeover crudele e strategico, come ogni buona società quotata a Wall Street che si rispetti deve fare per conquistare il mercato. Si ritene infatti che a breve il traffico mobile possa superare quello desktop. Per questo motivo, avendo perso la sfida in molti mercati sulla messaggistica istantanea, Facebook potrebbe distruggere le basi sulle quali era stata costruita una applicazione:
      tumblr_inline_n19kcby0jA1qzzumw
      Centinaia di milioni di utenti avevano fornito completa fiducia [cioè: rubrica e privacy] grazie a questo piccolo post-it e buttarlo nel cestino potrebbe essere un’ottima strategia per convincere gli utenti a cambiare piattaforma.

    Nel primo caso andrebbe velocemente a raddoppiare gli utenti, poiché la crescita di WhatsApp è ormai esponenziale. Nel secondo  caso non avrebbe comunque rimesso nulla, in quanto gli attuali concorrenti di WhatsApp dovrebbero spartirsi la fetta di mercato e Messenger se ne porterebbe via una parte.

    WhatsApp era in concreto una concorrente terza oltre a Facebook e Google [che si è scoperto in seguito abbia tentato l’acquisto senza riuscirci] sulla quale gli utenti mobile spendevano circa 25%. Inglobarla o fermarla sono le soluzioni più adeguate per guadagnare istantaneamente terreno sull’avversario. E in questo caso Facebook ha fissato un prezzo per avvicinare chi sembra già avere in pugno servizi imprescindibili nel mondo 2.0!

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  • E Facebook si compra WhatsApp per 16 miliardi di dollari

    E Facebook si compra WhatsApp per 16 miliardi di dollari

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    Per alcuni era nell’aria e comunque è una di quelle notizie che sorprende e non poco. Facebook ha appena ufficializzato l’acquisizione di Whatsapp, la più usata app di messaggistica istantanea, per una cifra pari a 16 miliardi di dollari, di cui 4 miliardi pagati in cash. L’intenzione è comunque quella di lasciare Whatsapp in piena autonomia

    Si potrebbe davvero dire che è una notizia bomba, del resto i connotati ci sono tutti. Facebook ha appena ufficializzato l’acquisizione di WhatsApp, la mobile app di messaggistica istantanea più usata, per una cifra pari a 16 miliardi di dollari. Sorprende e molto, ma molti degli esperti sentivano che un’acquisizione di questo tipo presto o tardi sarebbe arrivata, e infatti non si è fatta attendere. Nel senso che molti indicavano il 2014 come l’anno in cui uno dei principali trend sarebbe stato proprio quello trainato dal settore delle applicazioni mobili di messaggistica ed eccoci accontentati.

    La notizia dell’acquisizione fa rumore anche per il fatto che stiamo parlando di una app molto usata, sono 450 milioni gli utenti attivi al mese ed è l’unico dato relativo agli utenti attivi che si conosce rispetto a tutte le app competitor. E il 70% di questi, circa 300 milioni, sono attivi tutti i giorni. Inoltre il volume di messaggi che si muovono dalla app si avvicina molto volume di SMS di tutta l’industria di telecomunicazioni a livello mondiale. In pratica, una marea. Ma vediamo qualche dettagli finaziario.

    L’operazione si è chiusa sulla cifra di 16 miliardi di dollari, 12 dei quali in azioni Facebook e 4 miliardi in cash. Sono previsti anche altri 3 miliardi di dollari che saranno messi a disposizione dei fondatori e dei dipendenti a distanza di quattro anni.

    WhatsApp è in grado di collegare 1 miliardo di persone. I servizi che permettono di raggiungere questo traguardo sono tutti incredibilmente preziosi” ha dichiarato Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook. “Conosco Jan da molto tempo e sono entusiasta di collaborare con lui e il suo team per cercare di rendere il mondo più aperto e connesso.”

    Jan Koum, co -fondatore e CEO di Whatsapp, ha dichiarato:

    L’elevato coinvolgimento degli utenti di WhatsApp e la rapida crescita sono stati resi possibili dalle semplici funzionalità di messaggistica che offriamo, potenti e istantanee. Siamo entusiasti e onorati di poter collaborare con Mark e con Facebook, mentre continuiamo a portare il nostro prodotto a più persone in tutto il mondo.”

    Ricrodiamo che WhatsApp ha raggiunto risultati starordinari in soli 5 anni e soprattutto senza mai investire in operazioni di marketing e tutta la macchina operativa, composta da 50 dipendenti, è stata portata avanti dagli stessi utenti che hanno contribuito con 0,89 €/c l’anno, dopo il primo gratuito.

    Jan Koum entrerà ne consiglio di amministrazione di Facebook e da Palo Alto fanno sapere che l’intenzione è quella di mantenere WhatsApp assolutamente autonoma. Ecco, sarà interessante vedere come questo progetto riuscirà.

  • Il 51% del traffico referral di Facebook arriva da Mobile

    Facebook è la prima fonte di traffico tra i social media. Ora sempre da Shareaholic si scopre che nel mese di Gennaio 2014 il traffico referral da Facebook arriva per la maggior parte da Mobile: il 51% del traffico referral. Quindi è fondamentale dotarsi di un sito o di un blog che sia responsive

    Facebook tra i social media è la prima fonte di traffico e questo lo abbiamo visto nei mesi scorsi, notando anche le buone prestazioni di Pinterest che supera anche Twitter. Ma Facebook proprio in relazione ai recenti dati finanziari relativi all’ultimo trimestre del 2013 ha confermato che una grossa fetta di entrate pubblicitarie arrivano da Mobile. Ora ci si potrebbe chiedere se questo ha una qualche relazione anche con il traffico referral che arriva da Facebook e la risposta è più che affermativa. Dunque, così come negli altri casi, è sempre Shareaholic, strumento di condivisione che conoscete bene, che ci offre interessanti dati, sulla base dei 200 mila siti monitorati che raggiungono 250 milioni di utenti ogni giorno.

    Ebbene, Shareaholic ha scoperto che nel mese scorso, partendo da settembre 2013, la quota di visite da Facebook mobile verso il netowrk di siti monitorati è aumentata del 197%. Da Facebook mobile è stato trainato l’8,25% del traffico di visite complessivamente ricevute nel mese di Gennaio 2014.

    Facebook-Mobile-Referrals-Report-February-2014-data

    Questo dato trova conferma non solo in quel +53% di ricavi pubblicitari via mobile, a cui facevamo riferimento prima, ma anche all’impegno che Facebook investe nel tentativo di offrire un’esperienza via mobile sempre più alta, in questo contesto si veda anche la prossima introduzione di “Paper”.

    Statista-Infographic-facebook-referral-traffic-

    Facebook, come sintetizza bene il grafico di Statista, anche a Gennaio 2014 si conferma la prima fonte di traffico con una percentuale pari al 16,2%, di conseguenza notate anche voi che l’8,25% del traffico referral via mobile pesa più del 50% sul totale, appunto il 51%.

    Ora, cosa significa tutto questo? 

    A parte la notizia interessante, c’è da considerare la fondamentale importanza di dotarsi di un sito o di un blog che sia assolutamente responsive, ossia che sia ben sfruttabile, quindi navigabile e consultabile, anche da dispositivi mobili. Visto il crescente diffondersi, a ritmi elevati anche, del numero di dispositivi mobili, parliamo di smartphone e di tablet, anche nel nostro paese, è quindi vitale fare in modo che il proprio sito o il proprio blog sia consultabile anche via Mobile. Sarebbe davvero un peccato perdere occasioni di crescita, quindi di business, per il fatto di non aver ancora dotato il vostro sito o blog del fondamentale carattere “responsive”. Non perdete tempo allora!

  • Se adesso Twitter diventa simile a Facebook nel design

    Se adesso Twitter diventa simile a Facebook nel design

    Da ieri sulla rete si parla di una versione di Twitter, in fase di testing, con un design completamente rinnovato. Talmente rinnovato che a molti è sembrato subito molto simile a Facebook e non solo. Il primo a segnalarlo è stato Matt Petronzio di Mashable. Twitter al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo

    D’accordo, si tratta di un test, quindi non è detto che alla fine il design finale sia questo, nessuno ha conferme e neanche Twitter ha voluto rilasciare dichiarazioni a riguardo. Ma certo è che Twitter si trova in un momento di difficoltà e le ultime notizie finanziarie ne hanno evidenziato l’entità. In sostanza l’azienda guidata dal CEO Dick Costolo ha necessariamente bisogno di estendere l’interesse di Twitter al grande pubblico, tradotto significa diventare più generalista. E allora la soluzione a questo problema può arrivare anche da un nuovo design e quello che ha notato Matt Petronzio di Mashable, insieme ad una strettissima community di utenti abilitati a questa fase di testing, pare sia la strada che Twitter vuole prendere.

    twitter-nuovo-design-grafico

    Da quello che si vede, a colpo d’occhio, del Twitter attuale rimane molto poco, mentre come stile somiglia molto a Facebook o anche a Pinterest. Un design quasi in stile magazine che quasi snatura il senso stesso di Twitter. La timeline, quella dove vedete scorrere i tweets, dal più nuovo al più vecchio, verrebbe sostituita da una bacheca simile a quella di Pinterest ma anche simile a qualsiasi aggregatore di news, come ce ne sono tanti ormai. Sparisce, pardon, sparirebbe quindi il flusso dall’alto verso il basso di tweets, quello per cui il tweet più nuovo spinge via via verso il basso i tweets più vecchi, dando loro un senso di movimento, di dinamicità delle notizie e delle informazioni, finora caratteristica peculiare di Twitter. Motivo per cui, se fosse così, non ci piace.

    In alto, in pieno stile Facebook, compare un’ampia immagine di copertina, alla cui estremità di sinistra si vede incastonata l’immagine utente. Di fianco alla quale ci sono tutte le altre informazioni canoniche che conosciamo. Sinceramente niente di nuovo sotto il cielo di tweets, purtroppo.

    Alla luce di queste brevi considerazioni, ci auguriamo che questa sia una fase di testing che verrà poi completamente rivista. O meglio, non possiamo neanche augurarcelo tanto perchè su questa decisione vale molto l’opinione degli investitori. Già, non dimentichiamoci che ora Twitter è quotata in Borsa.

    UPDATE

    A quanto pare la fase di test non è finita e sempre lo stesso Matt Petronzio via Mashable ci illustra un altro esempio di nuovo design di Twitter.

    new-twitter-profile

    Come potete notare, in questo nuovo esempio, l’immagine in evidenza è più grande, tutto il resto rimane invariato. Se così fosse è logico pensare ad un ritorno al passato, ossia alla timeline di Facebook prima di quella attuale.

    Insomma, a quanto pare le stanno provando tutte, ma rimane comunque la sensazione di “già visto” e “niente di nuovo”.