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  • Se Instagram diventa più grande anche di Twitter

    Se Instagram diventa più grande anche di Twitter

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    Instagram, il servizio di photo sharing di proprietà di Facebook, ha dichiarato ufficialmente di aver raggiunto la quota di 300 milioni di utenti attivi al mese. E con questo dato supera anche Twitter che di utenti attivi al mese ne conta 284 milioni. E se fosse stato un servizio indipendente, oggi Instagram varrebbe circa 20 miliardi di dollari

    La notizia che Instagram ha raggiunto i 300 milioni di utenti al mese fa felice certamente Mark Zuckerberg che l’ha acquisita nel 2012 per la cifra di 1 miliardo di dollari e fa felice anche il suo fondatore, Kevin Systrom, che si compiace certamente di questo nuovo grande risultato raggiungo in soli 4 anni. Instagram sin dalla sua prima apparizione su iPhone nell’ottobre del 2010 ha catturato l’attenzione degli utenti che attraverso un’app possono condividere immagini (e in seguito anche video) dando vita ad un modo di comunicare proprio basato sulle emozioni che le immagini riescono a trasmettere. L’applicazione già dopo due mesi dal lancio contava 1 milione di utenti. Nel 2012, l’anno in cui Facebook riuscì ad acquisirla, l’applicazione contava 30 milioni di utenti. Da quel momento, e con in contemporaneo rilascio dell’applicazione anche per Android, Instagram è cresciuta molto, fino al traguardo di oggi. Solo nove mesi fa aveva 200 milioni di utenti attivi.

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    Se fosse stata oggi un’applicazione ancora indipendente, il suo valore si aggirerebbe introno ai 20 miliardi di dollari. E qualcuno dice che sarebbe stato almeno quanto quello di Uber che oggi vale 40 miliardi di dollari.

    E con questi numeri, con 70 milioni di immagini condivise al giorno, Instagram è più grande di Twitter che conta, secondo gli ultimi dati relativi al terzo trimestre di quest’anno, 284 milioni di utenti attivi. E questa invece non è affatto una bella notizia anche considerato il fatto che rispetto al 2013 la piattaforma a 140 caratteri guidata dal CEO Dick Costolo ha visto diminuire la propria base di utenti attivi mensili crescere di appena il 5%. Una crescita quasi piatta che ha costretto Costolo ad adottare nuove strategie improntate ad aumentare la reach totale che era calata notevolmente, soprattutto nel primo trimestre del 2014. Il rinvigorimento apportato dai Mondiali di Calcio in Brasile infatti si è verificato solo un episodio che non ha apportato benefici duraturi. E questo lo si spiega anche per la natura stessa di Twitter, molto legato agli eventi, alle notizie, quindi ad eventi che accadono in questo momento, piuttosto che sul contenuto delle condivisioni.

    E la strategia nuova messa in atto è stata ormai ribattezzata “facebookizzazione” della piattaforma che ha adottato una serie di misure già viste altrove, ma che chiariscono l’obiettivo stesso della strategia, cioè fare in modo che più utenti utilizzino la piattaforma per più tempo. Facile a dirsi ma difficile da applicarsi. Certo è che ora Twitter ha un problema in più in questa fine d’anno che si ritroverà anche con l’inizio del 2015.

    Instagram ha ancora molte carte da giocare e Costolo è costretto a rincorrere di nuovo.

  • Facebook 2014, sono i Mondiali i più discussi in Italia

    Facebook 2014, sono i Mondiali i più discussi in Italia

    E Facebook rende noto quello che gli utenti hanno discusso e condiviso sulla piattaforma in questo 2014 con “Facebook 2014, year in review”, con un video e un sito dedicato. A livello globale gli argomenti più discussi sono stati i Mondiali di Calcio, il virus Ebola e le Elezioni in Brasile. Anche in Italia troviamo i Mondiali, poi la Pasqua e Papa Francesco

    Questo è tradizionalmente il periodo dei bilanci, si passa in rassegna quando è accaduto durante l’anno e si evidenziano gli eventi più importanti che l’hanno caratterizzato. Ed è quello a cui ci ha abituati anche Facebook che, puntuale, pubblica “Facebook 2014, year in review“, una rassegna globale e locale degli argomenti diffusi attraverso un video e un sito dedicato yearinreview.fb.com.

    A livello globale, i temi più discussi nel 2014 sono stati, tra gli altri, i Mondiali di Calcio in Brasile, evento che sicuramente troveremo tra i più discussi anche su Twitter, la diffusione del virus Ebola, Robin Williams, scomparso lo scorso agosto, e poi l’Ice Bucket Challenge. Questa la classifica dei 10 argomenti discussi a livello globale:

    1. Coppa del Mondo
    2. L’epidemia di Ebola
    3. Elezioni in Brasile
    4. Robin Williams
    5. Ice Bucket
    6. Guerra a Gaza
    7. Malaysia Airlines
    8. Super Bowl
    9. Michael Brown/Ferguson
    10. Giochi Olimpici invernali di Soci

    facebook-2014-italiaNegli Usa al primo posto invece c’è proprio la diffusione del virus Ebola che ha colpito proprio gli Stati Uniti nei mesi scorsi; al secondo l’Ice Bucket Challenge, l’evento benefico per la SLA che ha coinvolto tutto il mondo l’estate scorsa; e poi la morte di Robin WIlliams.

    Un anno in Rassegna in Italia

    Nel nostro paese tra gli argomenti più discussi su Facebook nel 2014 troviamo in prima posizione, e non poteva essere diversamente, i Mondiali di Calcio, la Pasqua, poi Papa Francesco, che si conferma personaggio più discusso dell’anno (lo scorso anno fu l’argomento più discusso a livello globale), e poi troviamo anche il premier Matteo Renzi. Robin Williams lo troviamo in ottava posizione e Ebola in decima.

    Questi i 10 temi più discussi in Italia:

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    Il Duomo di Milano è il luogo più condiviso sulla piattaforma, seguito da Piazza San Pietro (Vaticano), e da Gardaland. Di seguito i 10 luoghi più condivisi in Italia nel 2014:

    facebook-luoghi-2014

    Allora che ne pensate di queste classifiche? Come è stato il vostro anno su Facebook?

  • Il Dark Social è tre volte le condivisioni su Facebook

    Il Dark Social è tre volte le condivisioni su Facebook

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    Una interessante ricerca di RadiumOne, “The Light and Dark of social sharing”, ci offre un quadro più chiaro su quello che viene definito Dark Social, cioè quella attività non tracciabile con analytics che avviene via email o messaggi istantanei. E rappresenta tre volte l’attività di condivisione su Facebook. In Europa rappresenta il 77%

    Il primo a parlare di Dark Social fu nel 2012  Alexis C. Madrigal, senior editor presso The Atlantic, riferendosi alla condivisione social dei contenuti che si verifica al di fuori di piattaforme misurabili con programmi di web e social analytics. Quindi il Dark Social si verifica quando un link viene inviato tramite messaggi istantanei o e-mail, piuttosto che essere condiviso su una piattaforma di social media, da cui rinvii possono essere misurati. In sostanza, è quando si copia/incolla un link da un sito web all’interno di un messaggio privato che può essere quindi anche una email (o anche post nei forum), per poi essere condiviso in maniera selettiva con amici, parenti e colleghi di lavoro. Fatta questa premessa, anche perchè il fenomeno Dark Social non è stato mai approfondito bene con dati alla mano, ecco che in aiuto arriva questa interessante analisi di RadiumOne, The Light and Dark of social sharing, che sulla base delle condivisioni a livello globale da parte di 9.027 utenti, con i dati forniti durante il mese di ottobre 2014 da Po.st con 900 milioni di utenti unici, ci offre le reali dimensioni del fenomeno, a livello globale appunto.

    Dall’analisi risulta che il Dark Social è praticamente tre volte l’attività di condivisione che avviene su Facebook, quindi un fenomeno molto ampio che costituisce per gli advertisers e per i publishers un bacino di traffico molto interessante anche per comprendere in real-time gli interessi e le intenzioni dei consumatori. Una componente quindi tale da attrarre nuovi utenti e nuovi consumatori.

    A livello globale la ricerca rileva che l’84% degli utenti condivide contenuti online e che il 32% lo fa solo attraverso i Dark Social. A livello globale, il 69% dei contenuti viene condiviso proprio attraverso il Dark Social e che solo il 31% viene condiviso via Facebook o altri piattaforme (23% Facebook, 8% altre piattaforme). Il 36% dell’attività di Dark Social avviene poi via mobile. Un fenomeno che non si può ignorare.

    Guardando ai dati che ci interessano più da vicino, quindi quelli europei, notiamo che il 77% dei contenuti viene condiviso con attività di Dark Social, il 16% via Facebook e 7% via altre piattaforme. Dati più alti di quello che accade negli Usa dove la condivisione via Facebook è al 31% e il Dark Social al 59%. In Uk Dark Social è il 75%, 19% Facebook e 7% altre piattaforme; in Francia, 81% l’attività di condivisioni via Dark Social (il dato più alto rilevato dalla ricerca) e 11% Facebook, 8% via altre piattaforme.

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    La ricerca evidenzia anche che regolarmente il 94% degli utenti europei utilizza attività di Dark Social accanto alle altre attività di condivisione che definiamo “tradizionali”. E che il 34% degli utenti europei condividerà contenuti solo attraverso il Dark Social. Provando un po’ a tradurre questi ultimi dati, significa che se un brand non contempla nella sua strategia anche il monitoraggio e la comprensione dell’attività che avviene attraverso il Dark Social, rischia di non sapere nulla di più di un terzo degli utenti europei, questo dato arriva ad essere il 32% a livello globale.

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    Questi che vedete sono le categorie dei contenuti condivisi e notiamo che in Europa tra le più condivise via Dark Social ci sono Real Estate (86%), Society (84%), Travel (89%), Careers (87%), Arts and Entertainment (84%).

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    E dopo tutto questo l’analisi ci offre anche l’attività di “clickback” che il Dark Social genera. Il clickback si ha quando un utente clicca effettivamente sul link condiviso. In Europa questo valore è del 20% via Dark Social, 72% via Facebook e 9% via altre piattaforme. Si nota quindi che il Dark Social essendo un’attività di condivisione one-to-one, quindi più intima, non ottiene un livello di click che si riesce a ottenere via Facebook, abbracciando un pubblico più ampio.

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    Come fare per monitorare le attività di Dark Social? Semplice (a dirsi), basterebbe usare i servizi di short Url, un esempio valido da questo punto di vista può essere Bit.ly, o anche Goo.gl. Questi servizi, specie Bit.ly, permettono di personalizzare l’Url, quindi renderlo facilmente individuabile.Quindi una volta creato lo short Url,il consiglio è quello di inserirlo all’interno del sito perchè una volta che quell’indirizzo viene condiviso diventa al tempo stesso tracciabile e quindi capace di illuminare tutta quella attività che altrimenti diventerebbe Dark Social.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Fate anche voi uso di Dark Social? Utilizzate servizi come Bit.ly? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

    Facebook lancia Say Thanks, un tool per dire grazie a qualcuno

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    Facebook ha annunciato un nuovo tool, si chiama Say Thanks e serve a creare video personalizzabili con cui dire grazie ai vostri amici. Basterà andare su facebook.com/thanks, scegliere l’amico e personalizzare il vostro video. Il tool punta sul video, il futuro del content marketing, mirando ad elevare l’engagement degli utenti

    Nell’intento di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, Facebook rilascia una nuova feature questa volta orientata ai video. Si chiama Say Thanks e permetterà agli utenti di realizzare video personalizzabili, utilizzando dei temi prestabiliti e usando vostre foto e immagini. E poi i video potranno essere condivisi sulla vostra timeline e con quella dei vostri amici.

    Per realizzare i video basta andare su questo link, facebook.com/thanks, selezionare l’amico a cui volete dire grazie, scegliere tema (al momento ce ne sono solo due: “Amici di vecchia data” e “Amici”) e immagini che volete utilizzare e poi, dopo aver visualizzato l’anteprima del vostro video, potete condividerlo sulla bacheca del vostro amico, inserendo un messaggio personalizzato. Noterete che di default troverete #grazie.

    Il lancio di questa nuova funzionalità arriva a due settimane dal Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, festività diffusa negli Usa e in Canada che si celebra il quarto giovedì di Novembre. Da Facebook fanno sapere che il tool non c’entra nulla con la festività imminente, ma negli Usa in queste ore su molti siti si fa notare molto la similitudine. Infatti il tool è disponibile da oggi al livello globale in inglese, francese, tedesco, indonesiano, italiano, portoghese, spagnolo e turco.

    Say Thanks ricorda molto “Year in Review” il video generato in automatico a fine anno che passa in rassegna i momenti salienti degli utenti trascorsi su Facebook. Questo invece sembra sia un tool non temporaneo e ha certamente lo scopo di invogliare gli utenti a creare contenuti. E anche la scelta del video non è affatto casuale. Il Video è il futuro del Content Marketing e, come ha sottolineato una ricerca di Cisco, i contenuti video saranno il 69% dell’intero traffico web. Insomma, contenuti video e alto livello di engagement e il gioco è fatto.

    E voi che ne pensate?

     

     

  • Facebook Messenger raggiunge i 500 milioni di utenti

    Facebook Messenger raggiunge i 500 milioni di utenti

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    Facebook ufficializza che Messenger, lanciato nel 2011, ha raggiunto i 500 milioni di utenti che lo usano ogni mese. Nel mese di aprile contava 200 milioni mentre ha più che raddoppiato i suoi utenti, nonostante dall’estate scorsa sia obbligatorio scaricare l’app per poterla utilizzare

    Giovedì scorso Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, in occasione del primo Q&A, “Q&A with Mark”, rispondendo alle tante domande che gli utenti gli hanno rivolto, ha spiegato anche perchè Messenger è diventato obbligatorio dalla scorsa estate. Semplicemente “per consentire agli utenti una migliore esperienza. Ogni giorno gli utenti inviano più di 10 miliardi di messaggi, quindi Facebook ha pensato bene che di fronte a questo dato bisognasse dare uno strumento dedicato”. Ecco in virtù di queste parole i dati da poco diffusi sugli utenti che utilizzano Messenger ogni mese danno ragione al ragionamento di Zuckerberg. Infatti i dati dicono che sono 500 milioni che lo usano ogni mese. I dati sono stati diffusi direttamente da Facebook in un post.

    Quindi se la decisione, della scorsa estate, di renderlo come una “app stand-alone“, quindi non più inglobata nell’applicazione mobile del social network ma considerata come app indipendente, aveva fatto tanto clamore, nei fatti i numeri dicono il contrario. Infatti solo ad aprile Messenger contava 200 milioni di utenti, mentre nel giro di pochi mesi riesce addirittura a raddoppiare il numero degli utenti. E stiamo parlando ancora di numeri “piccoli” se paragonati agli utenti complessivi di Facebook che sono 1,35 miliardi. Ma è chiaro che i margini di crescita ci sono e sono evidenti e gli utenti, per quanto si vedano “costretti”, usano comunque Messenger per inviare e ricevere messaggi con i propri amici.

    Un dato dunque che vede Facebook, in senso generale, vincitore. Il “rivale” in casa, WhatsApp, conta ormai 600 milioni di utenti e se Messenger continua con questo ritmo di crescita rischia anche di superarlo. Anche se va specificato che in questo WhatsApp non vede alcun ritorno, vivendo bene di vita propria. E’ chiaro, anche alla luce di questi numeri, che Facebook continuerà ad investire in questa ottica introducendo nuove funzionalità, come quella di inviare pagamenti proprio attraverso Messenger. Perchè come dice Peter Martinazzi, Director of Product Management, nel post che ufficializza il dato, Messenger “è una pietra miliare”. E’ un prodotto di quella strategia, tutta orientata sul Mobile, che Zuckerberg mise in atto nel 2012 e che ha portato ad allargare Facebook acquisendo, come ben sapete, anche Instagram.

    Insomma, quella “costrizione” di cui tanto si è parlato non trova risconto nei numeri, anzi si trasforma in un dato in forte crescita per Messenger.

    E voi che ne pensate? State usando anche voi Facebook Messenger?

  • Facebook, più controllo del News Feed e facilità di unfollow

    Facebook, più controllo del News Feed e facilità di unfollow

    Facebook ha annunciato, attraverso il Product Manager Greg Marra, nuove funzionalità che daranno un maggiore controllo all’utente del News Feed e anche la possibilità di decidere di non seguire più qualche contatto in maniera più rapida. Due novità che mirano a rendere Facebook più funzionale per gli utenti

    A poche ore dal primo Q&A di Mark Zuckerberg, la sessione di domande e risposte aperta a tutta la community di Facebook, ecco arrivare l’annuncio di due nuove funzionalità che mettono in condizione l’utente di poter gestire e ottimizzare al meglio il proprio News Feed. A conferma, come ha detto il fondatore del più grande social network del web (1,35 miliardi di utenti al 30 settembre 2014), che la piattaforma tende a valorizzare i contenuti che condividono gli utenti.

    Le novità sono state annunciate in un post da Greg Marra, Product Manager, che vedete nel video in alto spiegare quali sono le funzionalità che sono attive già da oggi. Il consiglio è quello dunque di aggiornare l’app sul vostro dispositivo iOS o Android.

    Queste nuove funzionalità vanno dunque nella direzione di ottimizzare ed eliminare tutte quelle notizie che sono in evidente sovraccarico, frutto, guarda caso, di tutti quei suggerimenti di Facebook che abbiamo collezionato negli anni. Alla fine viene dato agli utenti uno strumento per eliminare quello che già ci veniva consigliato. Comunque, meglio così.

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    Da oggi sarà quindi possibile ottimizzare il proprio News Feed accedendo dal vostro menù Impostazioni=> Gestisci la sezione Notizie. Da qui potrete gestire i vostri account decidendo di non seguirli più, che non significa eliminarli dai vostri contatti, ma semplicemente non vedere più nel vostro News Feed i contenuti che condividono. E’ molto simile alla funzionalità di Twitter che vedete dal menù Impostazioni dall’account che vin interessa, cliccando poi “Togli voce a @…”. In questo modo Facebook rende l’utente più capace di ottimizzare i contenuti che vuole visualizzare sul proprio News Feed. Se qualche vostro contatto posta contenuti che vi danno fastidio e non li ritenete interessanti, ecco che in questo modo l’ottimizzazione del nostro feed è più semplice.news feed controls

    Da oggi si può intervenire direttamente sulle storie che i vostri contatti condividono. Dal vostro News Feed cliccate la freccetta in alto al destra del box della storia condivisa dal vostro contatto e intervenire direttamente, avendo la possibilità anche da questo menù di accedere a quello di cui parlavamo prima e decidere quindi di non seguire più l’utente.

    Dalle Impostazioni del News Feed vedrete quindi un elenco di utenti, di pagine e di gruppi che avete seguito di più rispetto alla settimana precedente. Da qui potete gestire meglio il tutto.

    Le nuove modalità nelle Impostazioni sono già disponibili su desktop e su mobile, mentre le nuove opzioni attraverso le quali rilasciare il proprio feedback sono già attive su desktop e presto lo saranno anche su mobile.

    Allora dateci i vostri feedback e diteci cosa ne pensate!

  • Facebook continua ad essere il principale social referral

    Facebook continua ad essere il principale social referral

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    Periodo di chiusura delle trimestrali questo e anche Shareaholic fa il punto della situazione sui social network che nell’ultimo trimestre del 2014, il Q3, sono stati in grado di trainare traffico verso i siti. Inutile dire che Facebook è in assoluto il leader incontrastato, segue Pinterest, mentre Twitter continua a perdere terreno. Segnali positivi da Google Plus

    Nuovo rapporto da Shareaholic che nel periodo delle trimestrali, le terze dell’anno, ci offre un quadro su quali sono stati i social network che negli ultimi tre mesi, da giugno a settembre 2014, sono stati in grado di trainare traffico verso i siti di publishers. Il rapporto prende in considerazione due periodi, l’ultimo trimestre, sulla base di 300 mila di siti web monitorati con una audience di oltre 400 milioni di utenti unici mensili, e poi quello su base annua, settembre 2013-settembre 2014, con 200 mila siti web monitorati che hanno raggiunto una audience di 250 milioni di utenti unici per mese. I social network considerati sono Facebook, Pinterest, Twitter, StumbleUpon, Reddit, Google Plus, YouTube, e LinkedIn. Ed è ancora una volta Facebook il leader in assoluto tra i social referral, anche se è calato un pochino, ma niente di importante. Il social network più usato del web riesce a trainare traffico nella misura di quattro volte tanto di quello che riesce a fare Pinterest, il secondo nella classifica a otto. Twitter continua ad essere staccato e anche in relazione all’ultima trimestrale evidenzia che il social network continua ad avere un problema di utenti e un problema relativo al coinvolgimento degli stessi in piattaforma. Ma diamo un’occhiata ai dati nello specifico.

    Traffic referral facebook

    Relativamente ai dati raccolti per l’ultimo trimestre, come potete vedere nel grafico in alto, tutti perdono un po’ di quota, solo LinkedIn e Google+, fanno segnare numeri positivi, rispettivamente +113,43% e +9,52%. Facebook perde un punto percentuale, ma si attesta comunque con una quota maggioritaria del 22,36% del traffico referral; Twitter perde il 14,34% e si ferma ad una quota dello 0,88% del traffico referral; Pinterest perde il 3,53%, fermandosi al 5,52%, in calo dello 0,2 rispetto al Q2 2014; YouTube perde nell’ultimo trimestre il 39,4% di traffico fermandosi ad una quota dello 0,04%. Presi insieme, gli otto social network considerati costituiscono il 29,5% del traffico referral totale (era il 16,4% lo scorso anno), di cui più del 99% è rappresentato da Facebook.

    Traffic referral facebook 2014

    Uno sguardo al dato negli ultimi 13 mesi ci dice, infatti, che sono tre i social network che sono cresciuti e cioè Facebook (115,63%), Pinterest (50,07%) e Google Plus (57,02%). Tutti gli altri sono in calo, YouTube addirittura perde l’87,27%.

    Insomma, volendo tirare qualche conclusione di fronte a questi dati, certamente non sorprendenti, Facebook continua ad essere il social network che più attrae traffico, un dato che alla luce delle ultime trimestrali e delle novità introdotte in questi mesi, pensiamo al click baiting, assume una certa rilevanza. E dietro di lui non c’è nessuno. E quello che sorprende è che ha ancora margini per crescere. Pinterest è saldamente in seconda posizione e con oltre 70 milioni di utenti non è possibile poter pensare di fare meglio, certamente anche in relazione alle tante novità viste in questi mesi, anche in questo caso i margini di crescita sono enormi.

    Resta poi il caso Twitter che continua a perdere terreno e non è in grado di risalire la china. Dalla quotazione in borsa sono tante le problematiche emerse, anche perchè adesso gli investitori vogliono qualcosa di più. Il punto è che a Twitter servono utenti per poter poi innescare tutta una serie di dinamiche, pensiamo alla pubblicità, ma fino a quanto il flusso degli utenti resta legato solo a particolari eventi che Twitter riesce a veicolare meglio, pensiamo alla recente Coppa del Mondo di Calcio, allora il limite sarà sempre difficile da superare. E le ultime trimestrali lo hanno evidenziato bene, con un conseguente crollo del titolo del 10% a Wall Street. Resta da capire quali esiti darà la modifica del nuovo algoritmo, quella per cui la timeline degli utenti potrà visualizzare anche tweet di persone che non si seguono ma che sono in linea con gli interessi, una modifica che ha fatto gridare, ancora una volta, alla “facebookizzazione” di Twitter. Twitter è alla ricerca di un proprio modello che dia margini per crescere, ma la stra da è ancora molto lunga.

    Google Plus, nonostante il dato positivo rilevato,anche se timido, resta ancora un punto interrogativo, anche perchè non è chiaro quale sarà il suo futuro. Da Mountain View non si riesce a decifrare quale strategia adottare per questo “social layer” e il tutto rischia di tramutarsi in un misero “nulla di fatto”. Se è verp che i numeri ci sono, allora sarebbe meglio migliorare o, forse, ripensare la strategia. Tra l’altro, i mezzi non mancano.

  • Ecco i top brands italiani su Facebook ad Agosto 2014 [Infografica]

    Ecco i top brands italiani su Facebook ad Agosto 2014 [Infografica]

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    Blogmeter ha diffuso oggi i dati relativi ai Top Brands italiani su Facebook durante il mese di Agosto 2014. E si nota in questo mese il grosso coinvolgimento generato da brand legati sport, turismo e news. La pagina di Amazon è quella che cresce di più, Poste Mobile resta leader nel response time, mentre il post più coinvolgente del mese è quello di Scuola Zoo

    Nuovo appuntamento con gli attesi risultati dell’indagine periodica che Blogmeter diffonde a proposito dei Top Brand italiani su Facebook, una ricerca che ci indica come e con quali risultati i brand italiani usano le proprie pagine ufficiali sul popolare social network. E oggi l’azienda di social media analytics ha diffuso i dati relativi al mese di Agosto, con relativa infografica che trovate in basso al post. Quindi, sulla base di 106 milioni di interazioni su oltre 2.900 pagine, per quanto riguarda l’Engagement, quindi il livello di coinvolgimento realizzato su una pagina, il primo posto appartiene, tra i Brand, a Scuola Zoo con 212 interazioni giornaliere per ogni mille fan. Per quanto riguarda invece il settore dei Media, la pagina più coinvolgente è quella di Libero con un valore di 166 interazioni giornaliere.

    Scuola Zoo è anche la seconda pagina con il maggior numero di interazioni ricevute in valore assoluto: oltre 10,9 milioni, ed è seconda solo a Fanpage.it che ne riceve 13,8. Vanno segnalate poi tre pagine, legate al turismo e alla cultura, che ad agosto vedono aumentare il proprio engagement e sono PaesiOnLine, che pubbliga foto suggestive di alcune tra le più belle località del mondo; Skyscanner, che fa uso di immagini di luoghi incantevoli per invitare i propri fan a visitarli utilizzando gli strumenti di booking online che mette a disposizione; e  Musei Italiani, che promuove il patrimonio artistico del nostro paese.

    Come dicevamo in apertura, per quanto le pagine che attraggono più nuovi fans, è la pagina di Amazon.it quella che si piazza in prima posizione del mese di Agosto con più di 119 mila fan e supera quota 3,3 milioni di like alla pagina. Segue poi la pagina di Samsung Mobile italia con oltre 68 mila nuovi like (il colosso hi-tech coreano è presente in classifica anche con la pagina Samsung Italia). Nelle nuove entrate, segnaliamo Bed and Breakfast, in quinta posizione con 49 mila nuovi fan occupa grazie alla condivisione di immagini e informazioni per chi ama trascorrere le proprie vacanze pernottando in B&B. Nei Media la pagina del quotidiano online Fanpage.it si conferma la testata più seguita su Facebook con 90 mila nuovi fan ad agosto ed un totale di  oltre 2,8 milioni. A seguire la pagina de Il Corriere della Sera con 55 mila nuovi fan e quella dello show televisivo Coca-Cola Summer Festival, che guadagna più di 50 mila nuovi fan nonostante non abbia prodotto aggiornamenti durante il mese.

    Per quel che riguarda i tempi di risposta, c’è da rilevare che anche ad Agosto i più impegnati in attività di CRM su Facebook sono proprio i brand telefonici. Nelle prime due posizioni ritroviamo PosteMobile, con un response time medio di 5 minuti e  126 richieste soddisfatte nel mese, e Wind, con un tempo medio di risposta di 10 minuti per 2.071 risposte nel mese. In terza posizione si piazza la pagina di Tiscali Help Desk, che ha risposto a 1.622 domane degli utenti con un tempo d’attesa medio di 21 minuti. Da segnalare anche la pagina di KLM Italia in quarta posizione, unica nel settore dei trasporti, con un tempo medio di risposta di 27 minuti e 118 risposte. Stacanovista del mese è invece TIM che che ha risposto a 2.647 post impiegando in media 1h e 20m per ogni risposta.

    E per chiudere, il post più coinvolgete del mese è stato pubblicato da Scuola Zoo che, coerentemente con la linea editoriale del brand, è all’insegna dell’intrattenimento leggero.

    Tra i media invece quello che riscuote più successo è un video del ballerino Kledi Kadiu, pubblicato dalla pagina di Verissimo, che risponde alla nomination per lo “ice bucket challenge” con una video-donazione in favore della ricerca.

    Ecco, queste tutte le pagine dei brand che si sono distinti nel mese di Agosto. Un mese che comunque si è rivelato impegnativo, nonostante l’estate. Allora, voi  che ne pensate?

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  • What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    Il video di Shaun Higton, “What’s on your mind?”, ha fatto molto discutere sulla rete e sui social media e ha ottenuto finora 8 milioni di visualizzazioni. Il tema di fondo è: quanto c’è di vero in quello che raccontiamo della nostra vita su Facebook? E perchè si sente l’esigenza di raccontare un’altra vita, piuttosto che quella che si vive ogni giorno? La riflessione che segue cerca di dare alcune risposte a queste domande

    Nel momento in cui scrivo questo post, il video “What’s on your mind?”, cortometraggio scritto e diretto da Shaun Higton , ha raggiunto le 8 milioni di visualizzazioni. A testimoniare che il tema riguarda tutti noi. E sono state molte le persone che conosco e stimo sul Web che lo hanno commentano. Si parla di distorsione della realtà, di alter ego fittizi.

    Alessandro Scuratti scrive: “Siamo davvero sicuri che tutto ciò che gli altri postano (e che noi postiamo) sui Social Network sia la verità? Non è che vogliamo presentarci meglio di quel che siamo?“. Giuliano Ambrosio e Alessandro Cosimetti si chiedono quali siano i meccanismi per cui tendiamo a raccontare sui Social una vita non del tutto reale.

    Mi unisco a loro ai loro interrogativi, cercando di approfondirne il perché. Perché proprio su Facebook – luogo pubblico di condivisione – vogliamo dimostrare di avere una vita più bella e felice di quella che abbiamo?

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    L’uomo è un essere relazionale

    Bastk pensare a quanto abbiamo bisogno di confrontare ciò che abbiamo e ciò che siamo con quello che sono e hanno gli altri: un bisogno quasi primario, oggi. In grandissima parte, tutto questo è sano, molto sano: siamo nati per confrontarci. Cresciamo in una famiglia che ci dà i punti di riferimento e i valori per il presente e il futuro, usciamo dalla famiglia per dialogare, discutere, fare paragoni. Ci innamoriamo e creiamo altre famiglie, altri valori, altre storie. Alcune hanno un lieto fine, altre no.

    La natura del confronto smette di essere sana e buona quando gli altri arrivano a condizionarci a tal punto da spingerci a essere diversi, o almeno mostrarci diversi da quello che siamo.

    Una domanda, però: sono gli altri che ci condizionano o sono le aspettative che ci siamo creati, aspettative più o meno istituite dalla società?

    Non ho una risposta univoca, ma so una cosa certa: se ci fosse davvero un nemico – qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa di tutto questo condizionarci – il problema sparirebbe. Un nemico si può sconfiggere o decidere di non ascoltarlo. Diventa tutto più complicato, invece, se i condizionamenti ce li diamo noi. Se, in qualche modo, il nemico è dentro di noi. Mi spiego meglio.

    Vincere le gare, superare gli altri nelle competizioni, avere ragione nelle discussioni, essere più belli e più bravi, confrontare la propria vita con quella degli altri è qualcosa che ci fa stare bene. Fino a che, però, rispettiamo un limite. E il limite è quel punto in cui la smettiamo di guardare gli altri – o di guardarci con gli occhi degli altri – e iniziamo, semplicemente, a guardare dentro di noi. Il confronto è crescita, la crescita è vita. Lo scopo della vita, però, non è vincere La Gara, ma Stare Bene.

    Questo è il punto.

    Questo è l’obiettivo primario della nostra vita: stare bene. E si sta bene soltanto quando le cose dentro di noi vanno bene. Sufficientemente bene. Quando troviamo il tempo e il coraggio di guardarci dentro e capire se si sta bene o no. Trovare tempo, spazio interiore, forza d’animo per occuparci di noi è il primo passo. Qielli successivi verranno più facili: comprendere cosa possiamo fare di più per la nostra vita, volerci più bene, essere persone più soddisfatte.

    Non è colpa di Facebook se fingiamo di essere più belli e di avere una vita migliore

    E benvenute le foto dei matrimoni, dei bimbi con un dentino soltanto, dei momenti felici degli altri – mille amici sconosciuti -. Benvenuti i selfie divertenti, gli status pieni di dichiarazioni amorose, i successi professionali dichiarati pubblicamente. Non prendiamoci in giro: se Facebook non ci fosse, sarebbe solo un po’ più difficile sapere com’è la vita degli altri. Troveremmo, però, certamente altri modi – altri mezzi di comunicazione – per soffrire d’invidia, per credere che il treno giusto sia passato solo per gli altri, che il nostro sia già passato e non ritorni più.

    Facebook potenzia il nostro esibizionismo perché lo spara in aria e lo rende evidente

    Tutto è lì sotto agli occhi di tutti, in tempo reale. Con modi di comunicare diversi, tuttavia, noi uomini non saremmo diversi. Avremmo lo stesso una gran paura di guardarci dentro per chiederci come stiamo davvero. Saremmo comunque pronti a mentire, conformarsi agli altri, imitare gli altri.

    Per non essere da meno? Forse. Per non assumerci la responsabilità di prendere la nostra vita in mano, anche. Per non avere la costanza e la determinazione di scegliere quello che siamo, quello che abbiamo e quello in cui crediamo.

    Troviamo in Facebook piccole soddisfazioni e grandi confronti e impariamo, guardando la nostra di vita, a stare bene soltanto.

    Difficile, ma ne vale la pena, non credete?

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  • Facebook, gli utenti sono sempre più attenti alla privacy

    Facebook, gli utenti sono sempre più attenti alla privacy

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    Secondo GlobalWebIndex, nel rapporto sullo Stato dei Social Media nel Q2 2014, gli utenti di Facebook sono sempre più attenti alla privacy. Sono il 54% nel secondo semestre del 2014, mentre erano il 44% nello stesso periodo di due anni fa. I risultati pubblicati a pochi giorni dalle polemiche sui test pilotati da Facebook

    Questo è il periodo in cui si fanno i conti dell’appena trascorso secondo semestre di questo anno. E non potevano certo mancare i dati di GlobalWebIndex che monitora lo Stato dei Social Media in questa fase e rilascia delle schede di approfondimento come questa di cui vi parliamo oggi che riguarda un tema molto vicino a ognuno di noi, la privacy sui social media. E non si poteva non cominciare con Facebook ed è pura coincidenza che questi dati vengano pubblicati a pochi giorni dalle roventi polemiche che hanno accompagnato la notizia secondo cui Facebook ha manipolato post pubblicati dagli iscritti (si parla di 700 mila utenti) allo scopo di dimostrare che esiste un contagio emotivo sul social network. E nel Regno Unito su questo è scattata anche un’indagine da parte del Garante della Privacy.

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    Come vedete nell’immagine sopra, nel corso degli ultimi 12 mesi la preoccupazione degli utenti di Facebook rispetto alla Privacy è cresciuta. Si è passati dal 44% dello stesso periodo di due anni fa, poi si è arrivati al 52% nello stesso periodo del 2013 e, infine, al 54% del Q2 di quest’anno, dopo essere rimasta stabile al 53% negli ultimi mesi. Tra il Q1 2014 e il Q2 2014, la crescita è dell’1%. Come sapete, la metodologia usata da GlobalWebIndex è quella dei sondaggi sottoposti agli utenti e il campione a cui è stata posta la domanda circa la privacy ha un’età compresa tra i 16-64 anni.

    La Privacy è certamente uno dei temi centrali quando si parla di Social Network e di conseguenza questi dati confermano questo punto. Certo, assumono ben altra rilevanza in concomitanza con le polemiche di cui parlavamo prima. E’ chiaro che la condivisione di ciò che ci appassiona, di quello che ci piace e di quello che ci emoziona deve essere sempre fatto con consapevolezza. Fatta questa considerazione, basilare, ricordiamo che solo un mese e mezzo fa Facebook ha ridefinito ancora una volta la gestione della privacy per gli utenti. Infatti, adesso l’impostazione di default è che tutto quello che condividiamo all’interno del social network resta visibili sono ai nostri “amici” e resta comunque il fatto che l’utente può rendere ancora più restrittive le opzioni. L’impostazione nuova di default è importante specie per i nuovi iscritti. E non bisogna dimenticare anche la svolta vista alla F8 con Facebook Connect. Gli utenti adesso possono fare “login” su applicazioni che richiedono l’account di Facebook e decidere cosa condividere o anche, con “Anonymous Login“, di non condividere nulla.

    Allora, che ne pensate di questi dati? E come gestite i vostri dati su Facebook, vi sembra ci siano strumenti sufficienti?

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