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  • Lo spam su Facebook vale oltre 200 milioni di dollari l’anno [Ricerca]

    Lo spam su Facebook vale oltre 200 milioni di dollari l’anno [Ricerca]

    Una ricerca tutta italiana, condotta da Andrea Stroppa e Carlo De Micheli, insieme al loro team di collaboratori, ha rilevato che lo spam su Facebook rastrella una cifra pari a 200 milioni di dollari l’anno! Una cifra enorme che ci dà la dimensione del fenomeno sul più grande social network della rete. Il risultato evidenzia che sono 30 mila le pagine da cui viene diffuso lo spam

    Di sicuro i nomi di Andrea Stroppa e Carlo Di Micheli ad alcuni di voi non saranno nuovi, i due ricercatori italiani si sono già fatti notare per le loro competenze e abilità con altre ricerche che hanno riscosso l’attenzione dei media di tutto il mondo. Ora i due ricercatori italiani propongono una nuova ricerca, prima al mondo e pubblicata in esclusiva sul The Guardian, che ci dà la dimensione della relazione che c’è tra lo spam, problema che tutti noi conosciamo, e Facebook, il più grande social network della rete che ha ormai superato la soglia di 1 miliardo di utenti registrati, senza dimenticare i 600 milioni di utenti che vi accedono via mobile. La relazione esiste ed forte, date le dimensioni, a tal punto da valere addirittura 200 milioni di dollari l’anno! Una cifra enorme che ci dà un quadro netto del problema.

    Come sapete, sono proprie le fanpage ad amplificare il fenomeno dello spam per la loro stessa natura “aperta” e non chiusa come invece sono le pagine profilo, limitate ad un masso di 5 mila fans. Ora i due ricercatori insieme al loro team hanno deciso di avviare una ricerca su quello che è ormai a tutti gli effetti un business sotterrano e non regolamentato. E sono poi le pagine amatoriali che sono l’anima, se così possiamo dire, di questo business. Esempi di pagine amatoriali, ossia fanpage non legate ad un brand specifico, è quella di 4chan, oggi “Welcome to the Internet“, con oltre 2 milioni di fans su cui vengono pubblicati post capaci di raggiungere fino a 80 mila likes e centinaia di migliaia di condivisioni. Tanto per fare un esempio che la ricerca evidenzia come tale.

    Molti di voi si saranno certamente imbattuti in esempi di spam su Facebook, ne siamo certi. Ebbene quello che evidenzia la ricerca è che spesso il modo più efficace (per lo spammer, ovvio) è quello di associare al testo un’immagine seguita da uno short url, link accorciati cone servizi come Bit.ly o Tinyurl.com. Così facendo si rende irriconoscibile l’indirizzo verso cui verrete indirizzati. Sei fate un attimo mente locale, quante volte ci è capitato? Moltissime si presume, ma comunque, occhio.

    La ricerca ha anche permesso di scoprire dei siti in cui gli spammer propongono di creare fanpage fake al fine di indurre gli utenti di Facebook a cliccare sui link.

    Ma il dato sorprendente è il valore economico che questo business può realizzare.

    Coloro che pubblicano spam vengono pagati con una media di 13 dollari per post, per quanto riguarda le pagine con circa 30.000 fan, fino a una media di 58 dollari per quanto riguarda le pagine con più di 100.000 fan” ha detto De Micheli al Guardian. “Se consideriamo questi due estremi, le pagine abbiamo analizzato generano un gettito di 18.000 messaggi al giorno, quindi calcolare i ricavi per post – con un range che va da 13 a 58 dollari, per 365 giorni l’anno”

    Questo da vita ad una forbice compresa tra gli 87 milioni di dollari e i 390 milioni di dollari. Di conseguenza facendo una media ponderata della cifra, viene fuori che il giro di affari dello spam su Facebook è di oltre 200 milioni di dollari l’anno.

    Ora il network degli spammer si estende veramente a macchia d’olio. Infatti la ricerca rileva che molti gestori di fanpage, create per la vendita di spam, possono aggiungere altre pagine fan tra i loro preferiti. Di conseguenza, gli spam sellers aggiungono tra le loro pagine preferite altre pagine che vendono spam, o altra pagine gestite da amici conosciuti proprio attraverso forum di spam. A questo punto il circolo vizioso è avviato.

    La ricerca rileva anche che sono state 30 mila le pagine coinvolte nel postare spam e tutti hanno un numero di fans superiore ai 30 mila.

    Ma come si distingue uno spam da un contenuto che non è spam?

    Ecco uno screenshot che evidenzia bene la differenza e quello su cui da oggi dobbiamo fare più attenzione:

    ricerca-Fanpage-Facebook-spam-esempi

    Qui invece vediamo un esempio di spam in una pagina:

    ricerca-Fanpage-Facebook-spam

     

    Infine, vediamo il potenziale per lo spam su Facebook in rapporto ad altra piattaforme.

    ricerca Fanpage Facebook-luoghi-condivisione-spam

    Come vedete dall’immagine in alto, analizzando uno dei tanti url e nello specifico uno che porta ad un programma affiliato a Chacha.com, si nota che i clicks su Facebook sono stati quasi 90,000 rispetto ai 54 su Twitter.

    Tutto lo studio dimostra come in effetti agendo con sistemi veramente poco leciti gestiti con meccanismi in terze parti, su Facebook lo spam oltre che essere eccessivamente invasivo, è anche in grado di generare un volume di affari enorme, anche troppo.

    E’ ovvio che a questo punto Facebook, di fronte a questa ricerca, debba necessariamente fare la sua parte e prendere coscienza del fatto che il fenomeno spam su Facebook esiste eccome. E comunque sia, come abbiamo detto già all’inizio, è bene fare sempre attenzione su quello che si clicca!

    Vedremo cosa accadrà!

  • Shared Album: finalmente tutte le foto del tuo matrimonio su Facebook!

    Shared Album: finalmente tutte le foto del tuo matrimonio su Facebook!

    Facebook, senza sosta ormai, continua ad arricchire le funzionalità del social network. E ieri ha lanciato lo Shared Albums, ossia la possibilità di poter caricare immagini sullo stesso album creato e estendere agli amici, fino ad un massimo di 50, di poter contribuire a caricare immagini. Immaginate come sarebbe poter collezionare insieme agli amici le immagini di un matrimonio

    Nella mia bacheca è stata un’estate di matrimoni e vacanze (com’è ovvio per questo periodo dell’anno!).
    Il tormento degli sposi che si affannano alla ricerca delle foto mentre pronunciavano il fatidico “si”, si è fatto pressante, il tag multiplo agli amici per mostrare le foto delle vacanze insieme è diventato infestante. MagoZuck ci ha salvati da questo bailamme, a breve arriveranno gli “shared albums” o album condivisi per dirla in italiano.

    Questa nuova funzione permetterà a 50 amici di pubblicare le foto direttamente nell’album del matrimonio o delle vacanze da voi creato!

    Cosa cambia rispetto alla creazione dell’album che abbiamo attualmente a disposizione?
    Pochi semplici click, una volta creato l’album ci si trova nella parte inerente le informazioni relative a tale album, una volta caricate le foto in nostro possesso, si avrà la possibilità di selezionare “album condiviso”. A questo punto sarà sufficiente cercare e aggiungere fino a 50 amici di Facebook come “collaboratori” per l’album. Successivamente potrete impostare, come accade anche adesso, il grado di visibilità dell’album: pubblico, amici dei collaboratori o collaboratori; oltre a stabilire se i collaboratori potranno o meno invitare altri collaboratori per quell’album, oppure se è il caso che tale invito arrivi solo ed esclusivamente dal creatore dell’album.

    Facebook Shared Photo Albums

    Anche questo tipo di album è modificabile successivamente alla pubblicazione in qualsiasi momento utilizzando il link “modifica” per cambiarne il titolo, la descrizione, le impostazioni di privacy o i contributori. Sarà quindi possibile rimuovere dalla cerchia dei contributori quei parenti o amici che non hanno reso giustizia alle vostre fattezze! :)

    Attualmente la funzione è disponibile da lunedì per piccoli gruppi di utenti inglesi, ma a breve dovrebbe arrivare ovunque.
    Gli shared album non sono purtroppo disponibili per le pagine brand, forse a causa dell’eccessivo controllo che servirebbe per evitare catastrofi? Quali utilità potrebbe avere per una pagina brand? E’ lecita la limitazione a 50 utenti/amici collaboratori o dobbiamo aspettarci un’apertura maggiore a breve?

    E voi, quali album condividereste e perché? Io un’idea ce l’avrei…ma attendo i vostri commenti! :)

  • Ecco gli Italiani su Facebook: sono 15 milioni via Mobile

    Ecco gli Italiani su Facebook: sono 15 milioni via Mobile

    Ecco quanti sono ad oggi gli Italiani su Facebook, grazie ai dati che Vincenzo Cosenza ha da poco reso noti, in via esclusiva per l’Italia. Sono 24 milioni gli italiani che vi accedono almeno una volta al mese, in aumento. Salgono a 17 milioni gli italiani connessi nel giorno medio e sono 15 milioni quelli che vi accedono al mese via Mobile

    Quanti sono gli italiani su Facebook? E’ una domanda che ci poniamo spesso e che si pongono spesso gli addetti ai lavori e gli stessi inserzionisti che vorrebbero fare advertising su Facebook. Ecco che allora i dati che Vincenzo Cosenza ha da poco reso noti, in via esclusiva per l’Italia, sono davvero preziosi, utili per avere un quadro completo della situazione. Da sottolineare che, nonostante in alcuni paesi si comincia a parlare di stallo, in Italia Facebook invece è in crescita costante, anche se inferiore rispetto ai dati precedenti.

    Allora, cominciamo col dire che sono 24 milioni gli italiani che si connettono a Facebook almeno una volta al mese, dato che mette in evidenza una crescita del 7% rispetto al 2012. Volendo rapportare ai dati degli italiani che almeno una volta al mese si connette a internet, significa l’86% di essi. Quindi è vero quando sosteniamo che la stragrande maggioranza degli italiani che si connettono alla rete è perchè si connettono a Facebook. Anche volendo seguire il suggerimento di Cosenza, ossia di voler applicare una correzione del 6%, si tratta comunque di un numero enorme.

    Gli uomini sono il 52%, mentre le donne sono il 47%. Le fasce d’età più rappresentate sono quella 19-24 (19%) e 36-45 (20%). La città più rappresentata è Roma (2 milioni e 600 mila utenti), poi Milano (1 milione e 680 mila utenti), Napoli (1.020.000), Torino (500 mila), Bologna(340 mila), Firenze (300 mila).

    Aumentano anche gli italiani che si connettono al più grande social network della rete. Sono adesso 17 milioni nel giorno medio, erano 15 milioni solo ad aprile.

    Ma il dato che più ci interessa è quello relativo al mobile. E ci interessa per verificare se la massiccia strategia che Facebook ha avviato con l’acquisto di Instagram ha avuto qualche effetto da questo punto di vista. E pare proprio che per quanto riguarda il nostro paese gli effetti ci sono, evidenti, e positivi. Dunque, sono 15 milioni gli italiani che si connettono almeno una volta al mese via Mobile. Un dato impressionante, e in linea con la crescita esponenziale del mobile nel nostro paese. Infatti, solo due anni fa gli utenti Facebook via mobile in Italia erano 7,5 milioni; 10 milioni solo ad Aprile 2013. Quindi nel giro di pochi mesi si è aumentati di ben 7 milioni!

    Insomma a vedere questi dati, sembra proprio che la strategia di Facebook sul Mobile sia sulla strada giusta.

    E voi che ne pensate di questi dati? Raccontateci tra i commenti il vostro punto di vista.

    Facebook-italia-2013-vincos

    (l’immagine di copertina è di © mdesignstudio)
     
  • Gli Embedded Posts su Facebook ora sono disponibili per tutti

    Gli Embedded Posts su Facebook ora sono disponibili per tutti

    Gli Embedded Posts da ieri sono disponibili per tutti su Facebook. La nuova opzione era stata presentata agli inizi di agosto e limitata all’uso solo di alcuni grandi grossi player del mondo dei media digitali, come Mashable, CNN e Huffington Post. Ma da oggi chiunque potrà incorporare un post da Facebook

    Quello che era stato presentato agli inizi di Agosto come un possibilità limitata, da oggi invece è stata estesa a tutti. Infatti gli Embedded Posts su Facebook sono ora disponibili per tutti gli utenti. Questo permetterà a tutti di poter incoroporare dei post dal social network e riportarli sul vostro blog o sul vostro sito. Potete vedere il nostro piccolo esperimento fatto in occasione del doodle di Google di oggi dedicato a Debussy, incorporando all’interno del post il contenuto dalla pagina Facebook.

    Per importare il vostro post all’interno del vostro sito o blog, basta cliccare la freccetta in alto a destra del post e scorrere fino alla voce “Incorpora post”, come da esmpio in basso:

    InTime embedded post debussy

    Ma oltre a renderli disponibili per tutti, la vera novità è che i contenuti da condividere possono essere anche video, come quello che vedete in basso usato da Facebook come esempio. E’ un video dei Mumford and Sons:

    Altra novità è che da oggi la visualizzazione dei post incorporati e migliorata via mobile, riducendo la larghezza dei messaggi.

    Ricordiamo che per incorporare i post da Facebook non occorre nessun plugin particolare, basta semplicemente incorporare il codice che viene rilasciato all'interno del vostro post o pagina. Comunque per coloro che usano WordPress esiste un plugin di Facebook che aiuta in questo senso.

    Le nostre considerazioni rimangono in sostanza quelle fatte in occasione del primo lancio, quello di qualche settimana fa. Facebook ha intenzione di porsi come fonte di notizie in tempo reale e in sostanza entra in diretta competizione con Twitter. Solo che dal lancio degli hashtag ad ora, sembra proprio che ci si sia solo limitati a copiare quello che in realtà il diretto competitor rende disponibile da tempo, es. l'incorporazione dei post dal 2010, e proprio queste possibilità sono diventate anche carattere distintivo della stessa piattaforma. Ora Facebook decide di fare lo stesso. Vedremo con quale risultato.

    Altra nota, molti hanno fatto notare che il rilascio ufficiale degli Embedded Posts per tutti è stato quasi in contemporanea del lancio del progetto Internet.org, di cui vi abbiamo parlato proprio ieri. Ora guardando il comunicato ufficiale per la presentazione degli Embedded Posts, noterete che uno degli esempi citati per l'incorporazione di contenuto è proprio il post con cui Zuckerberg presenta il progetto, in realtà in partnership con altre sei grosse aziende. Ora, senza voler essere maliziosi, ma suona come uno spot pubblictario. Abbiamo detto che l'iniziativa è lodevole e ben venga se serve veramente a portare su Internet i due terzi della popolazione mondiale che ancora oggi non possono farlo. Non si poteva usare un altro post?

    E voi che ne pensate degli Embedded Posts? Li userete per arricchire i vostri contenuti sul vostro blog o sul vostro sito?

    (l'immagine di copertina è di © peshkova)
     

  • Nasce Internet.org per rendere internet accessibile a tutti

    Nasce Internet.org per rendere internet accessibile a tutti

    Nasce Internet.org, un progetto realizzato da 7 grandi aziende del mondo della tecnologia con lo scopo di rendere internet accessibile a tutti, quindi ai due terzi del mondo che ancora trova barriere insormontabili. Le aziende coinvolte sono Facebook, Ericsson, Opera, Nokia, Samsung, Qualcomm, MediaTek

    Facebook e altre sei grandi aziende del mondo della tecnologie e delle telecomunicazioni per la prima volta si mettono insieme per dare vita ad un progetto lodevole. Infatti è stato annunciato ieri da Facebook con un comunicato il lancio del progetto Internet.org che vede insieme all’azienda di Menlo Park altri sei partner del mondo della tecnologia e delle telecomunicazioni come Ericsson, Nokia, Samsung, Qualcomm, MediaTek e Opera. Obiettivo è quello di rendere internet accessibile a tutti, in particolare ai due terzi degli abitanti del mondo che ancora trovano grosse difficoltà.

    Tutto quello che Facebook ha fatto è stato dare alle persone di tutto il mondo la possibilità di connettersi”, spiega MarkZuckerberg, CEO e fondatore di Facebook. “Ci sono enormi barriere nei paesi in via di sviluppo nel collegare e mettere insieme l’economia della conoscenza. Internet.org riunisce un partenariato globale che lavorerà per superare queste sfide, tra cui rendere disponibile l’accesso internet a tutti coloro che non possono attualmente farlo.”

    internet-org

    Ad oggi solo 2,7 miliardi di persone hanno accesso a internet e il numero di persone che vi accedono cresce, in termini percentuali, del 9% l’anno. Per garantire un accesso sempre più esteso, questa partnership di pone tre obiettivi:

    ACCESSIBILITA’

    “Nessuno dovrebbe essere posto davanti alla scelta tra l’accesso a Internet e cibo o medicine.
    I partner di Internet.org uniranno le forze per sviluppare soluzioni tecnologiche volte a far diminuire il costo per il trasferimento dei dati a livello globale e rendere Internet accessibile alle comunità dove ancora non lo è.”

    EFFICIENZA
    “Per la trasmissione di dati (anche sotto forma di SMS o di pagine Web) è necessaria una certa larghezza di banda, una misura ancora scarsa in molte parti del mondo.
    I partner investiranno in strumenti e software per migliorare le capacità di compressione dei dati e l’efficienza delle reti e dei servizi dati.”

    MODELLI DI BUSINESS

    “La connessione di diversi miliardi di persone richiederà un impegno notevole a livello globale e un’innovazione costante.
    Sviluppatori, operatori mobili e aziende che fabbricano dispositivi collaboreranno per introdurre modelli aziendali che consentano alle persone di accedere a Internet in più modi.”

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    Obiettivi che rendono l’iniziativa, come abbiamo detto prima, lodevole. Anche se questo non è certo il primo esempio di iniziative del genere. Si potrebbe citare il Progetto Loon di Google che prevede, con le stesse finalità, la costruzione un anello di palloni che volano attorno al globo sfruttando i venti stratosferici e forniscono l’accesso a internet ai territori sottostanti. Ma anche Twitter si è attivata in questa direzione.

    Come abbiamo già sostenuto in altre situazioni, internet può davvero essere un volano per incrementare la crescita economica di un paese, è davvero un’occasione per creare sviluppo e innovazione. Ma spessi ci si trova di fronte la sordità delle istituzioni, arroccate a posizioni non più compatibili con la società odierna, oppure ci si trova di fronte a costi per la stessa connessione che in alcuni paesi è anche superiore allo stesso guadagno che una persona ottiene in un mese di lavoro.

    Allora ben vengano iniziative come queste che troveranno sempre il nostro sostegno.

    Ma vogliamo lanciare anche una provocazione, consentitecela. Ma proviamo a immaginare 7 colossi alimentari che si mettono insieme per sconfiggere la fame nel mondo. Anche questa sarebbe un’iniziativa lodevole ed è davvero alla portata di aziende importanti, solo che ancora nessuno ci ha pensato davvero. E speriamo allora che l’esempio di Facebook e degli altri partner possa essere da stimolo per altri progetti vitali per il nostro pianeta.

    #ConnectTheWorld è l’hashtag ufficiale dell’iniziativa e Internet.org è anche su Facebook, Twitter e Google+.

    [divider]

    UPDATE


    La CNN ha da poco pubblicato una video intervista a Mark Zuckerberg che presenta il progetto Internet.org. La potete vedere qui in alto.

  • San Pellegrino, Three Minutes in Italy via Facebook

    San Pellegrino, Three Minutes in Italy via Facebook

    San Pellegrino, il popolarissimo marchio beverage italiano, lancia insieme ad Ogilvy NY una campagna dal titolo “Three Minutes in Italy”. In pratica gli utenti via Facebook hanno la possibilità di visitare Taormina direttamente da casa loro e possono anche conversare coi passanti nella piazza

    Pur trattandosi di un marchio italiano, in realtà la campagna che stiamo per raccontarvi non ha avuto grande risalto nel nostro paese, soprattutto perchè mirata ad un pubblico che avesse voglia di visitare l’Italia, conoscendolo grazie ad un grande brand ormai conosciuto in tutto il mondo come appunto è San Pellegrino.

    In sostanza, ci sembra di capire per la giornata di oggi, scusate ma non ci sono molte informazioni a riguardo, attraverso la pagina Facebook del marchio è possibile visitare Taormina controllando direttamente la camera e anche di poter entrare in contatto coi passanti nella piazza principale, Piazza IX Aprile. Il tutto per la durata di tre minuti, come dice il titolo della campagna infatti: “Three Minutes in Italy”. La campagna è stata progettata è realizzata da Ogilvy New York.

    san pellegrino-robot2

    san pellegrino-robot4

    Appena entrate in questa pagina https://apps.facebook.com/sfb_dl_tmii/ vi si apre l’applicazione che vi propone le opzioni che potete usare:

    • “Stroll the Streets“, con questa modalità potete esplorare il posto con il robot e potete anche ascoltare le voci intorno alla piazza, quasi come se foste lì.
    • “See the sights“, con questa modalità si ha la possibilità di godere di un panorama a 360° di uno dei posti più belli del mondo, senza esagerazione. Una volta scelta una delle due opzioni scatta il countdown dei tre minuti a disposizione.
    • “People Watch“, vi consente di vedere chi è in quel momento online.

    Insomma, l’esperienza è davvero notevole e ci sembra davvero un peccato che non ci sia stata molta informazione a riguardo. E ci sembra anche di poter affermare che questo sia uno dei pochi, se non l’unico esperimento di questo tipo almeno attraverso Facebook.

    Comunque sia, vi invitiamo, senza perdere tempo a dare un’occhiata e ovviamente dopo fateci sapere le vostre impressioni!

    UPDATE

    L’esperienza si ripeterà anche nella giornata di oggi, 14 Agosto 2013, sempre dalla stupenda Piazza IX Aprile a Taormina, dalle 15 alle 21. Se ieri ve la siete persa, oggi dovete assolutamente provarla!

     

  • Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Come già sicuramente saprete, Facebook nella serata italiana di ieri ha rilasciato una nuova versione del News Feed. Una novità importante in quanto ridefinisce il nuovo algoritmo. Adesso viene data più rilevanza ai contenuti più condivisi e non necessariamente i più recenti. Obiettivo è aumentare sempre di più l’engagement con gli utenti

    Certo che a Menlo Park, quartier generale di Facebook non stanno con le mani in mano, neanche ad agosto. E continuano a lavorare nell’obiettivo, abbastanza evidente, di migliorare l’esperienza degli utenti all’interno di quello che è il più grande social network della rete. Così, dopo gli hashtag, dopo gli Embedded Posts, ecco un’altra grande novità, ossia le modifiche al News Feed. Ieri durante una conferenza stampa sono state presentate le nuove caratteristiche che verranno adottate dal News Feed, ridefinendo l’algoritmo che sta alla base, quello che tutti noi abbiamo imparato a conoscere nel tempo col nome di Edge Rank.

    Ma vediamo quali sono queste caratteristiche.

    Story Bumping

    I tecnici di Facebook valutano visibili per ogni utente una media di 1.500 posts, provenienti da pagine, amici, brand che si seguono e questi venivano resi visibili secondo un principio che metti in evidenza i post più recenti. Fino ad ora, quindi, i post nel news feed ci vengono mostrati in base a quella che è il nostro rapporto amicale con gli utenti e in base alla freschezza del contenuto stesso. Con lo Story Bumping invece le storie meno fresche, anche quelle che l’utente non ha avuto modo di vedere perchè offline, se continuano a ricevere interazioni, quindi like, commenti, verranno mostrate alla cima del nostro news feed. Il grafico che vedete, mostrato sul blog ufficial di Facebook che ha illustrato le novità, lo mostra in maniera abbastanza evidente.

    facebook news feed

    Ovviamente l’obiettivo è quello di migliorare l’esperienza degli utenti su Facebook e quindi aumentare il grado di coinvolgimento, l’engagement, degli stessi. Di recente si è parlato più volte di un calo di engagement sui contenuti di Facebook, bene lo Story Bumping mira ad coinvolgere ancora di più gli utenti e a mostrare posts che evidentemente sono interessanti per gli utenti, secono un principio diverso questa volta, orientato più a premiare le condivisioni.

    Quindi il nuovo algoritmo tiene conto di:

    • quante volte interagiamo con un amico, una pagina o un personaggio pubblico;
    • quante condivisioni, like, commenti ottiene il post, considerando in particolare quelle dei nostri amici;
    • quante volte in passato si è interagito con quel tipo di contenuto;
    • se qualcuno ha segnalato o nascosto quel contenuto.

    Sulla base di questi nuovi principi, in fase di testing si è notato che:

    • è aumentato del 5% il numero di likes, commenti e condivisioni per quanto riguarda i contenuto postati da amici;
    • è aumentato dell’8% il numero di condivisioni, likes e commenti sulle pagine;
    • è aumentato il numero di storie lette, dal 57% al 70%.

    Last Actor

    Con questa nuova caratteristica verranno prese in considerazione le ultime 50 condivisioni e interazioni più recenti. Obiettivo è quello di mettere in evidenza contenuti provenienti dall’utente, actor, con cui ci si è relazionati maggiormente di recente. E’ chiaro che per chi è per i brand il desiderio è quello di essere in quelle 50 per essere. In fase di test si è visto un miglioramento non proprio eclatante, si è passati dall’1% al 2%, ma Facebook vuole comunque dare il via a questa nuova modalità.

    Chronological Ordering

    Questa nuova modalità per ora è stata solo annunciata e rimane ancora da applicare. Se adesso provassimo ad aggiornare i vari status su Facebook per raccontare la diretta tv di un programma o una partita di calcio questi verrebbero pubblicati senza seguire un ordine cronologico. Con Chronological Ordering, invece sarà possibile pubblicare posts e vederli apparire, in riferimento ad un dato evento, in ordine cronologico, appunto.

    facebook chronological-by-actor

    Queste nuove ridefinizioni dell’algoritmo non riguarderanno i contenuti pubblicitari, per i quali Facebook adotta altri strumenti, ma come già detto saranno molto utili al fine di aumentare l’esperienza su Facebook e l’engagement degli utenti.

    Allora che ne pensate di queste nuove caratteristiche?

     

  • Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Anche sulla Rete si è vissuta la lunga attesa prima della lettura della “Sentenza Mediaset” dal Palazzo di Giustizia di Roma sede della Cassazione che ha condannato definitivamente Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione. Un momento storico, comunque la si pensi. Al momento della lettura della sentenza su Twitter si è toccato il picco di 1.183 tweets al minuto (TPM), secondo Blogmeter

    Come spesso facciamo in questi casi, ci siamo interessati a seguire come e quanto la Rete ha conversato, soprattutto nella giornata di ieri, della Sentenza Mediaset che ha riguardato Silvio Berlusconi. L’attenzione è stata davvero tanta e la Rete è stata sicuramente il luogo dove tanti hanno fatto sentire la loro voce e hanno espresso la loro opinione. Per dare un quadro più completo e chiaro possibile, ci affidiamo all’indagine più ad ampio raggio che ha realizzato Blogmeter e anche di un focus più specifico su Twitter. Intanto Blogmeter ha rilevato che, per quanto riguarda proprio Twitter, il picco più alto di tweets si è toccato proprio al momento della lettura della sentenza, ossia 1.183 tweets al minuto (TPM).

    BM_Sentenza Mediaset

    I tweets totali, sempre rilevati da Blogmeter, nella sola giornata di ieri sono stati 140.000 da 50 mila accounts. Su Facebook i commenti pubblici sono stati oltre 30 mila. Il momento della visione del videomessaggio che Berlusconi ha registrato per parlare al suo elettorato, riproponendo la nascita di Forza Italia, su Twitter, ha fatto risalire il picco di tweets fino a 450 tweets al minuto (TPM).

    Le conversazioni che Blogmeter ha rilevato si sono sviluppate per la maggior parte attorno all’hashtag #sentenzamediaset (usato circa 66 mila volte) e al nome Berlusconi (55 mila volte). Inoltre da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che tiene traccia di tutte le menzioni e delle conversazioni che riguardano i politici, nella sola giornata di ieri Berlusconi, il politico più citato ovviamente, ha fatto registrare 111.089 web mentions. Su Facebook il post della trascrizione del video è quello che nella giornata ha fatto registrare il più alto coinvolgimento con quasi 30 mila like e oltre 6 mila condivisioni.

    All’analisi di Blogmeter, affianchiamo quella che noi abbiamo effettuato con la piattaforma Keyhole, riguardante solo le conversazioni su Twitter. Premettendo che la nostra rilevazioni ha riguardato solo la giornata di ieri, anzi solo una frazione della giornata di ieri. Però allo stato, i dati rilevati si scostano poco rispetto a quelli di Blogmeter, certamente più completi.

    La nostra rilevazione è iniziata dalle ore 13 e il totale dei tweets registrati fino all’1 di questa notte è stata di 83.871 tweets con il picco più alto toccato alle 19 con 19.581 tweets, lo vedete bene nel grafico, seguito poi da quello delle 20 con 17.574 tweets.

    grafico-timeline-sentenza mediaset

    Gli hashtag che abbiamo monitorato sono stati #sentenzamediaset (60,06% delle conversazioni); #berlusconi (32,6%) e #cassazione (6,8%).

    share-of-voice-sentenza mediaset

    Mentre gli uomini sono stati di poco più numerosi delle donne a twittare: 53% contro il 47%.

    demographics-sentenza mediaset

    Infine, dalla nostra rilevazione, si è twittato molto da dispositivi mobili (62,3%); il 37,7% dei tweets è stato registrato da desktop.

    top-sources-sentenza mediaset

    E ora vediamo quelli che sono stati i top tweets della giornata.

    Tra quelli che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni vi è stato anche il tweet di Beppe Grillo, anche lui ieri molto citato e molto twittato:

    Mentre tra quelli che noi abbiamo individuato specificatamente con hashtag #sentenzamediaset, #berlusconi, #cassazione rileviamo il tweet di David Di Tivoli:

    Segue poi quello di @lddio:


    Poi quello di Matteo Grandi:

    E poi ancora Beppe Grillo:

    Infine, per curiosità, volevamo segnalarvi il tweet della CNN in lingua spagnola che rilancia la notizia subito dopo la lettura della sentenza:

    (immagine di copertina ©Ansa)
     
     
  • E su Facebook arrivano anche gli Embedded Posts. Ma non è una novità

    E su Facebook arrivano anche gli Embedded Posts. Ma non è una novità

    Facebook continua a rilasciare nuove opzioni per arricchire quello che è in maniera indiscussa il social network più frequentato del Web. E la grossa novità (mica tanto) rilasciata ieri riguarda gli Embedded Posts, ossia la possibilità di condividere un contenuto da Facebook verso il proprio sito o il proprio blog. E’ molto simile a quello che già permette Twitter

    Facebook ormai è ormai orientato a cercare di rendere l’esperienza di navigazione e di uso del più grande social network del Web sempre più coinvolgente e interessante. Ed è per questo che negli ultimi mesi sta rilasciando sempre più spesso grosse novità. Come quella rilasciata appunto ieri, ma quando qui da noi era già sera, che riguarda gli Embedded Posts, ossia la possibilità di poter condividere un contenuto direttamente sul proprio sito o sul proprio blog. Questa opzione per ora è possibile con le immagini, con i video, con gli hashtag. In sostanza, se vogliamo dirla proprio tutta, è quello che Twitter permette già da tempo, due anni e mezzo per la precisione, e lo notate sotto ad ogni tweet con la possibilità di poterlo riportare all’interno del proprio blog o sito.

    fb-embedded-posts

    facebook-embedded-posts

    La possibilità di poter embeddare il contenuto è visibile una volta che si clicca su “See more” e quindi riportarlo dove si desidera. E solo i post che sono “pubblici” possono essere embeddati.

    Quindi, se ad esempio si vuole seguire l’evento del momento, si può cliccare sull’hashtag ad esso associato da Facebook e seguire l’evento e poi decidere quale embeddare.

    Al momento questa possibilità però non è accessibile a tutti, in questa fase iniziale è solo per Mashable, CNN, People, Huffington Post e The Bleacher Report. Facebook afferma che presto gli Embedded Posts saranno disponibili per un pubblico più ampio.

    Ora, per fare una veloce considerazione, verrebbe spontaneo pensare che Facebook sta ormai emulando sempre di più Twitter al fine di rendere il proprio social network più appetibile. Infatti dopo l’introduzione degli hashtag, una caratteristica distintiva di Twitter, Facebook ricorre ad un’altra opzione “già vista” e “già usata”.

    Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo dei social network se non un continuo riproporre vecchie idee in salsa nuova.

    E voi che ne pensate? Avete anche voi la sensazione che le idee scarseggiano ed è tanto meglio guardare e riprendere quello che il vicino?

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    UPDATE

    Vogliamo darvi questo aggiornamento perchè si era detto all’inizio che la possibilità di poter embeddare i post su Facebook non è per tutti. Ma grazie all’ingegno di IQUII Social and Mobile factory, ossia la società fondata da Fabio Lalli e Mirko Lalli, questo è già possibile.

    In pratica se andate su questo link, http://lab.iquii.com/facebook-embedded-posts/, avete la possibilità già da subito di embeddare i vostri contenti da Facebook. Accedete al link, vi loggate con il vostro account di Facebook e il gioco è fatto!

     

     (l’immagine in copertina è di Artistan da fotolia)
     
  • Summer Plan, il nuovo concorso UniCredit che premia la tua Estate

    Summer Plan, il nuovo concorso UniCredit che premia la tua Estate

    UniCredit pensa anche alla vostra estate e vi propone un nuovo concorso e far vincere un vero Summer Plan per le vostre vacanze. Il concorso, lanciato qualche settimana fa, è aperto a tutti ma se siete già possessori della Genius Card avrete certamente una marcia in più. In palio tanti premi e si può partecipare fino al 12 settembre

    UniCredit torna ad essere protagonista anche in questa estate, in questi giorni davvero rovente. E quindi anche per refrigerarsi la mente è tempo di cominciare a pensare ad un vero Summer Plan per le vostre vacanze. Per questo, UniCredit vi invita a partecipare al nuovo concorso “Summer Plan“, l’iniziativa estiva che vede in palio numerosi premi per i suoi partecipanti. Il concorso è legato alla carta ricaricabile Genius Card, e per questa ragione i possessori di tale carta avranno una marcia in più rispetto agli altri partecipanti, avendo la possibilità di vincere un superpremio dedicato a loro.

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    Come funziona il gioco ? 

    L’utente che accede al gioco potrà scegliere il tipo di vacanza che preferisce (Relax, Energy o Love) e di conseguenza concorrerà per uno specifico premio dedicato a ciascuna di queste categorie.

    Vi sono 8 fasi settimanali, e per ciascuna saranno proposte 5 domande (una riguardante la Genius Card e 4 riguardanti lo stile di vite e le scelte economiche e di propensione al risparmio). Per ogni risposta l’utente si aggiudicherà un punteggio tra 1 a 3 crediti.

    Sarà possibile incrementare i propri crediti anche invitando amici (ad esempio 10 crediti per oltre 10 amici invitati fino a 30 crediti per oltre 30 inviti effettuati).

    Raggiunti determinati obiettivi e punteggi, l’utente riceverà un badge :

    – FIRST COIN (completamento obiettivi di gioco)
    – MR. RISPARMIO: assegnato al raggiungimento di 35 crediti
    – SALVADANAIO VIVENTE: assegnato al raggiungimento di 70 crediti
    – CASSAFORTE: assegnato al raggiungimento di 100 crediti
    – SUPER SUMMER PLANNER: assegnato al raggiungimento di 150 crediti
    – Per i possessori di Genius Card, GENIUS PLANNER

    I Premi

    Finito il concorso, i primi cinque vincitori per ogni categoria riceveranno i seguenti premi:

    • Sezione Relax: Nr. 5 Smartbox Soggiorno e Percorso Relax Edizione 2013 
    • Sezione Energy: Nr. 5 Smartbox Adrenalina Edizione 2013, 
    • Sezione Love: Nr. 5 Smart Box Due Notti di Incanto Edizione 2013

    Per i 6 possessori di Genius Card con più puntI (anche vincitori nelle singole categorie):

    • N. 6 Nikon Reflex D3200 Obiettivo Nikkor 18/55 VR

    Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito summerplan.unicredit.it. E per il resto, in bocca al lupo!


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