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  • Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    A sorpresa, dal 3 agosto Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri”. Esperimento non riuscito.

    A sorpresa, anche se si attendeva un riscontro da qui a poco sull’esito dell’esperimento, Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri“. Un esperimento che non è riuscito del tutto e che terminerà, come comunicato dalla società guidata da Jack Dorsey, il prossimo 3 agosto.

    Il contenuto effimero, quello che compare ancora in alto sulla timeline di Twitter, non ha convinto molto gli utenti. La speranza era che Fleets attraesse più persone nell’usare anche questo strumento, cosa che non è successa come ha ammesso Twitter.

    Al momento l’idea è quella di sfruttare questa esperienza per arricchire l’editor del tweet, quindi formattando il testo e arricchendo a libreria dei GIF.

    Twitter addio Fleets franzrusso.it

    Pur ammettendo l’errore, Twitter sostanzialmente ammette che non correre rischi significa rendere stagnante la piattaforma, cosa che invece è l’ultima cosa che si vuole fare. Eppure l’ondata di innovazione che ha investito la piattaforma negli ultimi due anni, innovazione tanto rchiesta dagli utenti, doveva in qualche modo evidenziare un punto debole ed era proprio nei Fleets.

    https://twitter.com/Twitter/status/1415362679095635970

    Twitter comunque dice che continuerà a lavorare su nuovi prodotti e che lo spazio in alto sarà l’ideale per mostrarli. Vedremo cosa ne verrà fuori.

    Peccato perché se solo si fosse arricchito il formato con qualche altro tool forse l’esperimento poteva riuscire. Per quella che è stata la nostra esperienza, i Fleets sono stati un momento interessante, pur riconoscendo i limiti del formato stesso.

    E pensare che l’Italia era stato il primo paese in cui i Fleets erano stati lanciati, nel maggio dell’anno scorso.

    Il siparietto tra Jack Dorsey e Elon Musk

    Intanto, da segnalare il curioso siparietto, a colpi di Tweet con l’immancabile Elon Muck, che praticamente adora Twitter. L’annuncio dell’addio ai Fleets è stato dato attraverso gli account ufficiali di Twitter e Jack Dorsey ha ripreso il tweet dall’account @Twitter con la mano che saluta.

    Esilarante la risposta del fondatore della Tesla: “Una nuova emoji che ride nei DM sarebbe fantastica”. Solo che, finora, Dorsey non ha risposto.

    È andata così, ora si volta pagina. Twitter ha provato ad assecondare i propri investitori che a gran voce chiedevano innovazione attraverso l’introduzione del formato effimero, così da garantirsi un nuovo spazio per fare advertising. Ma l’esperimento non ha funzionato. Sarà interessante vedere cosa ne verrà fuori.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Dopo averli testati in Italia a maggio, Twitter lancia Fleets a livello globale. E intanto sperimenta una funzionalità per la conversazione in audio, come accade su Clubhouse. Ma siamo sicuri che sia quello che serve a Twitter?

    Twitter lancia Fleets, il suo formato effimero, a livello globale, un formato che noi in Italia abbiamo conosciuto per primi a fine maggio, dopo i test fatti in Brasile. In realtà, il lancio in Italia, insieme a quello in Corea del Sud e in India, è servito per affinare meglio lo strumento che permette di creare dei contenuti che scompaiono nell’arco delle 24 ore successive. Prima del lancio ufficiale, qualche giorno fa c’era stato il rilascio della funzionalità in Giappone.

    Creare un contenuto effimero usando Fleets è molto semplice, per semplificare il tutto diciamo che è simile alle Stories di Instagram. A differenza però di quello che era il layout di maggio, il formato che vediamo oggi risulta essere molto più ricco. Infatti adesso è possibile usare il grassetto per i testi, cambiare colore al testo e allo sfondo, spostare l’immagine che si vuole usare (prima era fissa al centro). Insomma, viene introdotta una serie di tool che sicuramente aiutano a creare dei contenuti sì effimeri, ma comunque interessanti.

    twitter feets global franzrusso.it

    Adesso si possono condividere i tweet all’interno di Fleets, basta semplicemente cliccare su “Condividi” che si trova in basso a destra e scegliere “Condividi su Fleets“. Al momento però questa possibilità on sembra essere ancora attiva in Italia (ma attendiamo aggiornamenti), ma siamo sicuri che sarà molto apprezzata.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328684389388185600

    Come già sapete, specie se le state usando (?), la risposta ad un contenuto effimero avviene sempre via DM, allo stesso modo di quello che succede anche per le Instagram Stories (ancora per poco però, come abbiamo visto qui).

    Come già detto in altre occasioni, Fleets sicuramente sembra essere una modalità tardiva per una piattaforma come Twitter, sembra quasi che questi step sottolinei una sorta di lentezza ad abbracciare le innovazioni da parte della piattaforma. Una considerazione non del tutto sbagliata, anche se molto dipende dall’ingresso nella società del Fondo Elliott, sì quello che possiede il Milan (anche questo avevamo scritto) che tra fine febbraio e inizio marzo di quest’anno voleva mandare via Jack Dorsey, in minoranza di fatto all’interno del consiglio di amministrazione della società, salvo poi trovare un accordo in extremis nel giro di qualche giorno.

    In arrivo le chat audio su Twitter

    In realtà, Elliott chiedeva di innovare la piattaforma, un po’ quello che per anni hanno chiesto gli stessi utenti Twitter. Innovazione che da subito ha portato verso un’accelerazione verso Fleets e ora, almeno da quello che è stato annunciato proprio da Twitter, verso una sorta di social network completamente in audio. Per intenderci, si tratta di una sorta di Clubhouse. Si parla quindi di stanze, di chatroom, solo in audio, per conversazione singole o in gruppo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328838299419627525

    Questa potrebbe essere una vera innovazione, solo che la domanda sorge spontanea. Siamo sicuri che è questo quello che serve a Twitter? E poi, altra domanda, siamo sicuri che Twitter sia in grado di gestire una cosa del genere? Perdonate la banalità, ma come osservato anche da altri, soprattutto negli Usa, Twitter, soprattutto negli ultimi due anni, ha faticato a gestire il fenomeno hate speech, contenuti di violenza, disinformazione. Cosa potrebbe succedere con le chat audio?

    La risposta sarebbe, appunto, quello che già è successo con Clubhouse, ancora in versione beta nonostante sia valutata già 100 milioni di dollari, con conversazioni trapelate all’esterno che hanno riguardato un reporter del New York Times e e altre conversazione sfociate poi nell’antisemitismo. Tenete in considerazione che Clubhouse è solo su invito.

    twitter audio chat
    Ecco come potrebbero essere le chat audio su Twitter

    Quindi, davvero Twitter sarebbe in grado di gestire delle conversazioni audio? E, soprattutto, perché puntare sull’audio?

    Semplice risposta anche qui, perché lo vuole il Fondo Elliott che punta a presentare Twitter come una piattaforma che sa innovare e renderla appetibile agli investitori.

    Mudge nuovo responsabile della sicurezza di Twitter

    Sulla capacità di gestione della sicurezza della piattaforma in generale, va detto che Twitter nelle ultime ore ha fatto un annuncio importante, ossia la nomina come nuovo responsabile della sicurezza Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”. Riferirà direttamente al CEO, Jack Dorsey.

    A tutto questo, aggiungiamo un’altra considerazione e cioè che Twitter comunque non ha il fiuto per le innovazioni. Solo in un caso, arrivò prima con Periscope, il fenomeno del self video broadcasting, ma perse tempo facendosi superare in curva da Facebook Live.

    Adesso prova ad agganciare il fenomeno audio, da come presentato, non sarà di grande aiuto.

  • Twitter avvia il test sulle Stories in Brasile: si chiamano Fleets

    Twitter avvia il test sulle Stories in Brasile: si chiamano Fleets

    Twitter avvia, per ora, in Brasile un test su un nuovo formato effimero chiamato Fleets. Si tratta di quelle che avevamo definito Twitter Stories. Non sarà possibile fare like o retweet, ma solo rispondere in DM e con emoji.

    Ne avevamo scritto qualche settimana fa, quando avevamo dato la notizia dell’acquisizione da parte di Twitter di Chroma Labs, del fatto che le Twitter Stories potessero prima o poi approdare sulla piattaforma da 280 caratteri. Ed è andata proprio così, anche più velocemente di quanto potesse pensarsi.

    Twitter ha infatti annunciato l’avvio di un test, per ora localizzato solo in Brasile, di un nuovo formato chiamato Fleets, una modalità che permetterà agli utenti di pubblicare tweet che appariranno in alto sulla timeline e che poi scompariranno nell’arco delle 24 ore. È la prima volta, dal 2006, anno della sua fondazione, che su Twitter appare un formato diverso da quello dei tweet. Si tratta, né più e né meno, della versione personalizzata delle Stories, quelle che hanno caratterizzato Snapchat, la piattaforma che le ha lanciate, poi arrivate su Instagram nel 2016. Di fatto, Twitter è una delle ultime piattaforme social ad adottare questo formato di contenuto effimero.

    twitter fleets stories franzrusso.it 2020

    Come funziona Fleets, il nuovo formato effimero di Twitter

    Iniziamo subito col dire che questo nuovo formato effimero di Twitter non sarà mai rintracciabile attraverso search, il motore di ricerca interno alla piattaforma, e non sarà mai esportabile su siti. Si tratta di un formato effimero che sarà visibile dai follower dell’utente, un po’ come funziona su altre piattaforme.

    Per creare una serie di Fleets, sarà sufficiente toccare il segno “+” all’interno della foto profilo che apparirà in un sorta di bolla di conversazione, la si vede in alto nella timeline:

    twitter fleets stories timeline

    Una volta cliccato sul segno più, comparirà uno spazio all’interno del quale sarà possibile inserire un testo fino a 280 caratteri (la caratteristica di Twitter rimane), immagini, GIF, video della durata massima di 2 minuti e 20 secondi. Gli editori “whitelisted” potranno inserire video fino a 10 minuti di durata.

    Dalla timeline sarà possibile scorrere in modo laterale le Fleets (stories) degli utenti che si seguono. La differenza, rispetto al classico formato delle stories che abbiamo imparato a conoscere su altre piattaforme, è che le Fleets di un utente scorrono in modo verticale attraverso il classico gesto dello scroll. E per passare ad un’altra serie di Fleets d un altro account bisognerà toccare verso sinistra (e non verso destra).

    Non sarà possible fare Like o retweet alle Fleets. Sarà possibile rispondere con DM (i messaggi privati) solo se l’utente li prevede e sarà comunque possible interagire con emoji, come succede già su altre piattaforme.

    Per Twitter si tratta di un momento fondamentale per testare nuove forme di condivisione sulla piattaforma al fine di attrarre nuovo pubblico, “spaventato”, per certi versi, dalla natura stessa di Twitter, ossia pubblica. Come abbiamo imparato in questi anni, la forma pubblica di Twitter è stata considerata una grande caratteristica che ha permesso a chiunque di usare la piattaforma. Solo che ad un certo punto, il proliferare del fenomeno dei troll, dei contenuti volenti e degli account fake ha finito per spaventare, e allontanare, buona parte d quel pubblico che arrivava comunque sulla piattaforma. Badate che Twitter attrae circa 1 miliardo di utenti al mese, solo che poco più di 300 milioni risultano effettivamente iscritti.

    Un problema questo che per anni non è stato affrontato come doveva. E che ha finito per mettere in difficoltà lo stesso Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter,finito nel mirino del Fondo Elliott che vuole mandarlo via, avendo preso il controllo del consiglio di amministrazione.

    twitter fleets social media

    Le Stories su Twitter costituiscono un momento fondamentale per la vita della piattaforma, perchè offrono proprio a quella parte di utenti “spaventati” la possibilità di poter usare la piattaforma in modo più intimo, più adeguato al proprio modo di comunicare, pur mantenendo la caratteristica dei 280 caratteri.

    Non dimentichiamo un altro aspetto, e cioè che Twitter sta per trasformarsi in una piattaforma chiusa, offrendo agli utenti la possibilità di scegliere come condividere i contenuti, se in formato pubblico o in formato più chiuso.

    L’effimero potrebbe dare nuove possibilità di rilancio, anche dal punto di vista dell’advertising, a Twitter che si trova ad affrontare un momento cruciale per la propria assistenza.

    E voi che ne pensate?

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