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  • Google ci ricorda che è Autunno, con un doodle

    Google ci ricorda che è Autunno, con un doodle

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    E alla fine è arrivato l’Autunno e ce lo ricorda anche Google con un doodle. Alle 2:29 di oggi nell’emisfero boreale, inizia il giorno dell’equinozio d’Autunno, 23 settembre, e terminerà il 21 dicembre

    Ed è arrivato anche l’Autunno. Dopo un estate che per lunghi periodi sembrava, in verità, proprio novembre inoltrato, ecco che da oggi inizia davvero la stagione. E ce lo ricorda anche Google con un doodle animano, visibile , oltre che in Italia, anche negli Usa e in Canada (fra qualche ora), in gran parte dell’Europa, in Giappone e in Corea del Sud.

    Da sempre sappiamo che il 21 di Settembre arriva l’Autunno, ma quest’anno la stagione arriva oggi, 23 Settembre. Infatti, alle 2:29 di questa mattina, nell’emisfero boreale, è iniziato il giorno dell’Equinozio d’Autunno. Il primo effetto che si noterà è che le ore di luce si ridurranno, oltre che una progressiva riduzione delle temperature. E questo punto è tutto da verificare.

    E sono tanti i riferimenti, nella storia della letteratura, italiana e internazionale, a questa stagione e vogliamo riproporne qualcuno:

    Come d’autunno si levan le foglie | l’una appresso dell’altra, fin che ‘l ramo | vede alla terra tutte le sue spoglie, | similmente il mal seme d’Adamo | gittansi di quel lito ad una ad una, | per cenni come augel per suo richiamo” – Inferno (Dante Alighieri)

    Se io preferisco tanto l’autunno alla primavera, è perché in autunno si guarda il cielo — in primavera la terra.” – (Søren Kierkegaard)

    Si sta come | d’autunno | sugli alberi | le foglie” – Soldati (Giuseppe Ungaretti)

    I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno feriscono il mio cuore d’un monotono languore.” – (Paul Verlaine)

    Come un sentiero d’autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche.” –  (Franz Kafka)

    D’autunno l’infermità si addensa, come le nuvole in cielo, e molti mali che l’estate aveva assopito si risvegliano.” –  (Theodore Francis Powys)

     

  • Google rende omaggio a Leo Tolstoy con un doodle

    Google rende omaggio a Leo Tolstoy con un doodle

    Dopo aver reso omaggio a Ludovico Ariosto, Google torna ad omaggiare un altro grande. Il nuovo doodle che vediamo oggi sulla homepage, a livello globale, è dedicato ai 186 anni dalla nascita di Leo Tolstoy, l’autore di “Guerra e Pace” e di “Anna Karenina”

    Google torna ad omaggiare un nuovo grande personaggio. Dopo aver dedicato il doodle, visibile solo in Italia, a Ludovico Ariosto, oggi sulla homepage troviamo un altro doodle, questa volta visibile a livello globale. La dedica è per i 186 anni dalla nascita di un grande della letteratura russa e mondiale. Si tratta di Leo Tolstoy, autore di opere celeberrime come “Guerra e Pace” e “Anna Karenina“.

    Il doodle che vediamo oggi è opera di Roman Muradov, disegnatore su New York times, Wall Street Journal, Vogue, Time, Washington Post e guest doodler del giorno. Muradov ha raccontato per Google la difficoltà che ha incontrato nell’interpretare un personaggio così complesso come Tolstoy, rileggendo tutte le sue opere e trovando ispirazione nel suo modo di scrivere particolare, robusto, importante. L’opera finale è quella che si vede oggi e riprende alcuni dei capolavori dello scrittore:

    Google doodle tolstoy guerra pace

    Google doodle tolstoy anna karenina

    Google doodle tolstoy iliych

    Google tolstoy doodle

    Leo Tosltoy oggi avrebbe compiuto 186 anni, era nato infatti il 9 settembre del 1828. La sua non fu una vita facile, a cominciare dalla sua infanzia. E questa suo vivere in situazioni difficile lo si intravede in molti dei suoi romanzi. Ma Tolstoy alla fine elabora le sue difficoltà alimentando e costruendo un suo pensiero, filosofico e anche religioso, orientato alla non violenza. Il suo impegno sociale, oltre che il suo pensiero, influeanzò altri grandi uomini come Ghandi e Martin Luther King.

    Per meglio conoscere la figura di questo personaggio così complesso potete leggere la pagina a lui dedicata su Wikipedia.

    E vi lasciamo con una sua massima, anche questa molto conosciuta, che invita ad essere felici semplicemente facendo ciò che ci piace. Non sempre questo riesce e non sempre è facile ottenerlo, però è assolutamente vero:

    Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.

  • Il doodle di Google oggi è per Anna Castelli Ferrieri

    Il doodle di Google oggi è per Anna Castelli Ferrieri

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    Oggi il doodle di Google è dedicato ad Anna Castelli Ferrieri, la celebre designer italiana, di cui oggi si celebrano i 94 anni dalla nascita. Un doodle tutto italiano e visibile solo nel nostro paese. Anna Castelli Ferrieri è stata la prima designer italiana capace di proporre un uso innovativo della plastica

    Doodle tutto italiano quello che vediamo oggi sulla homepage del più usato motore di ricerca della rete. E’ dedicato ad Anna Castelli Ferrieri, una delle più importanti designer e architetto, di cui oggi si celebrano i 94 anni dalla nascita. Il suo cammino verso l’innovazione e il design inizia subito, dietro l’impulso di Bauhaus. Lascia Milano nel 1943, in quel periodo sotto l’occupazione tedesca, ma vi rientra nel ’46, fondando un proprio studio di design. Tra le sue opere, ci sono gli uffici dell’Alfa Romeo di Arese, della Tecnitub a Podenzano, della Castek a Milano, e della Kartell a Binasco.

    E fu proprio la Kartell l’azienda con la quale Anna Castelli Ferrieri riuscì ad esaltare il suo talento. L’azienda fu fondata nel 1949 da Giulio Castelli, ingegnere chimico milanese, che produceva accessori per auto e casalinghi in plastica. Ma la svolta per l’azienda avvenne proprio quando fece il suo ingresso Anna Castelli Ferrieri negli anni sessanta, un periodo particolarmente florido per il design italiano. Tra i principali progetti vi sono la sedia sovrapponibile 4870, vincitrice del Compasso d’oro, ed i mobili 4970/84, contenitori componibili per la casa, in linea con l’ideale di Anna Castelli Ferrieri secondo cui, agli oggetti di uso comune, poteva coniugarsi un design funzionale.

    E alcuni degli oggetti realizzati dalla designer italiana sono rappresentati proprio nel doodle di oggi con cui anche Google rende omaggio all’estro e all’innovazione introdotta da Anna Castelli Ferrieri nell design italiano.

    In una intervista per la Rai per “Lezioni di design” disse:

    Sono una di quelle poche persone che ha vissuto, in prima persona, tutta la storia del design, del design razionalista italiano. Perchè ho sempre fatto parte di quel piccolo gruppo di architetti razionalisti che avevano consuetudine e, anche, occasioni di incontro con quei personaggi che ora sono chiamati maestri del movimento moderno”.

    E sul designer di “oggi”:

    Noi dobbiamo disegnare solo quando questo è necessario. E dobbiamo, visto che tanto parliamo con leggerezza di Ecologia, pensare che la prima cosa ecologica è non creare rifiuti”

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  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Nelson Mandela

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Nelson Mandela

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    Il doodle che si vede oggi sulla homepage di Google è dedicato a Nelson Mandela che oggi avrebbe compiuto 96 anni. E’ un doodle animato realizzato da Katy Wu, una del teal dei doodler, che vede un percorso tra i luoghi dove lui è vissuto accompagnato da citazioni del politico e premio Nobel sudafricano

    Dopo averci accompagnato per tutte le partite dei Mondiali di Calcio di Brasile 2014, Google riparte coi doodle dedicati a personalità ed eventi che hanno caratterizzato la nostra storia. E il doodle che vediamo oggi è dedicato ad un personaggio amatissimo a livello mondiale, scomparso sette mesi. Si tratta di Nelson Mandela che oggi avrebbe compiuto 96 anni, un personaggio monumentale. Una dedica particolare e un omaggio da parte della casa di Mountain View.

    A realizzare il doodle animato è stata Katy Wu, disegnatrice e grafica americana che fa parte del team dei doodler. E nella presentazione del doodle, lei spiega che il progetto iniziale prevedeva un doodle più serioso, degno di un personaggio di così alto spessore. Ma poi conoscendo meglio Mandela, studiando e facendo riferimento al responsabile dei doodle per il Sud Africa, Wu si è resa conto della grandezza del personaggio e soprattutto del potere evocativo che avevano le sue parole.

    Allora mettendo insieme i colori del suo paese e le tante citazioni di Mandela, nasce il doodle che vediamo oggi che rappresenta un percorso, meglio un viaggio attraverso le tante tappe che hanno caratterizzato la vita di Nelson Mandela.

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    Nessuno nasce odiando un’altra persona per il colore della sua pelle, per la sua condizione sociale o per la sua religione

     

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    Essere liberi non è solo liberare un uomo dalle catene, ma significa vivere in modo da rispettare e valorizzare la libertà degli altri

     

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    La più grande gloria nella vita non è non cadere mai, ma rialzarsi ogni volta che si cade

    Un doodle bello e intenso che ci regala la grandezza di questo uomo che nella sua vita è caduto tante volte. Ma proprio quando sembrava impossibile farlo, ecco che trovava sempre le energie e la forza per rialzarsi e non abbandonare mail i suoi ideali di libertà e di rispetto reciproco. Valori che dovrebbero essere sempre alla base delle relazioni umane.

    Grazie Madiba!

  • Google Domains, Google si lancia anche nel mercato dei domini

    Google Domains, Google si lancia anche nel mercato dei domini

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    Google non smette mai di stupire. Ed ecco che a sorpresa annuncia di voler lanciare una propria piattaforma, Google Domains, attraverso la quale registrare domini web. Al momento l’utilizzo la piattaforma è in versione beta a invito, aperta solo ad un ristretto numero di persone. Una mossa che avrà enormi conseguenze sul mercato

    E’ proprio il caso di dire che Google non smette mai di stupire. Infatti, con un comunicato rilasciato su Google+, dall’account Google+ Your Business, la casa di Mountain View annuncia la sua piattaforma Google Domains, lanciandosi di fatto nel mercato dei domini. Al momento la piattaforma è in versione beta su invito, aperta solo ad piccolo numero si persone, ma certamente è una di quelle mosse che avrà sicuramente conseguenze sul mercato. Basti pensare alla curiosa coincidenza del fatto che solo pochi giorni fa, il 9 giugno, GoDaddy ha presentato la sua IPO, quindi il suo sbarco in borsa a cui pensava ormai dal 2006, e a distanza di pochi giorni Google annuncia la sua piattaforma. Certo una coincidenza. Resta il fatto che questo è un mercato in cui un’azienda come Google avrebbe dovuto entrarci già anni fa, invece in tutti questi anni ha lasciato la sua potenziale fetta ad altri, anche a GoDaddy uno dei player che Google ti suggeriva se volevi comprare un dominio.

    Come dicevamo, al momento la piattaforma è su invito, accessibile solo da un ristretto numero di persone che possono acquistare domini come .com, .biz, .org oppure uno dei tanti domini che ad oggi sono in uso sul Web. E comunque anche voi potete fare richiesta semplicemente andando sulla pagina di Google Domain, cliccate la voce in alto a destra “Manage my domains” e vi comparirà una finestra per fare la richiesta del codice per accedere alla piattaforma. Cliccate su “I’d like to request an invitation code” e da lì approderete ad un form dove dovrete inserire il vostro indirizzo email per procedere con la richiesta. Al momento non si sa a quante persone verrà estesa questa modalità, certo è che se volete provare dovete fare in fretta.

    Nel comunicato che annuncia la piattaforma Google Domains, Google spiega che ad oggi, nel 2014, attraverso qualsiasi dispositivo, desktop o anche mobile, per effettuare ricerche in ambito business il sito in effetti è la prima cosa che andiamo a vedere. E, sempre ad oggi, il 55% delle piccole e media aziende, le nostre PMI per intenderci, non hanno ancora un sito web.

    Google sta lavorando al momento sul servizio assistenza e sta collaborando con provider come Shopify, Squarespace, Weebly e +Wix.com.

    Il prezzo per un anno sarà di 12 dollari, più o meno 10 euro.

    Allora che ne pensate di questa mossa? Quali saranno gli esiti sul mercato secondo voi?

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  • Diritto all’Oblio: nuovi equilibri o un nuovo Panopticon?

    Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 13 Maggio scorso, che ha introdotto il “Diritto all’Oblio,” ne è scaturito un acceso dibattito, dal quale vengono fuori scenari diversi. Proviamo allora a prefigurarli ponendoci questa domanda: ma da questa vicenda scaturiranno davvero nuovi equilibri o quello che ci aspetta è un nuovo “Panopticon”?

    Nella mia testa la domanda nasce retorica, e spero mi perdonerete se, come mio solito, mi schiero apertamente.

    La Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 13 maggio 2014, quella che ha pronunciato nella causa C-131/12 – Google Spain SL e Google Inc. contro l’Agencia Española de Protección de Datos ed il signor Mario Costeja González – quella di cui tutti hanno parlato e scritto, e sul cui caso concreto non vi tedio rimandandovi direttamente agli atti ufficiali – non mi convince e mi intimorisce.

    Certo, le questioni giuridiche affrontate sono di indubbio interesse e investono questioni fondamentali per la definizione della materia del contendere – il concetto di “stabilimento” delle società estere, il “ricorso a strumenti situati nel territorio di detto Stato membro”, ma, soprattutto, se l’attività “consistente nel localizzare le informazioni pubblicate o messe in rete da terzi, nell’indicizzarle in maniera automatica, nel memorizzarle temporaneamente e infine nel metterle a disposizione degli utenti di Internet secondo un determinato ordine di preferenza”…omissis…”debba considerarsi rientrante nella nozione di “trattamento di dati” ai sensi dell’articolo 2, lettera b), della direttiva [95/46]”, con conseguente individuazione di Google quale“responsabile del trattamento” dei dati personali contenuti nelle pagine web da essa indicizzate, e possibile ed autonomo ordine di rimozione.

    Tra le domande che la sentenza pone, quesito dei quesiti, se “per quanto concerne la portata del diritto di cancellazione e/o opposizione al trattamento di dati in relazione al diritto all’oblio”…omissis…”si debba ritenere che i diritti di cancellazione e congelamento dei dati, disciplinati dall’articolo 12, lettera b), e il diritto di opposizione al loro trattamento, regolato dall’articolo 14, [primo comma,] lettera a), della direttiva [95/46], implichino che l’interessato può rivolgersi ai motori di ricerca per impedire l’indicizzazione delle informazioni riguardanti la sua persona pubblicate su pagine web di terzi, facendo valere la propria volontà che tali informazioni non siano conosciute dagli utenti di Internet, ove egli reputi che la loro divulgazione possa arrecargli pregiudizio o desideri che tali informazioni siano dimenticate, anche quando si tratti di informazioni pubblicate da terzi lecitamente”.

    La sentenza sembra trovare tutte le risposte:

    • “l’attività di un motore di ricerca consistente nel trovare informazioni pubblicate o inserite da terzi su Internet, nell’indicizzarle in modo automatico, nel memorizzarle temporaneamente e, infine, nel metterle a disposizione degli utenti di Internet secondo un determinato ordine di preferenza, deve essere qualificata come «trattamento di dati personali», ai sensi del citato articolo 2, lettera b), qualora tali informazioni contengano dati personali, e che, dall’altro lato, il gestore di detto motore di ricerca deve essere considerato come il «responsabile» del trattamento summenzionato, ai sensi dell’articolo 2, lettera d)”;
    • Google Spain viene considerato uno “stabilimento” del responsabile del trattamento Google Inc. – con una interpretazione molto estensiva del concetto di “contesto di attività”, collegato alla vendita di spazi pubblicitari, che rende, in sostanza, Google Spain partecipe del trattamento dati effettuato, appunto, da Google Inc.; pertanto, “l’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 95/46 deve essere interpretato nel senso che un trattamento di dati personali viene effettuato nel contesto delle attività di uno stabilimento del responsabile di tale trattamento nel territorio di uno Stato membro, ai sensi della disposizione suddetta, qualora il gestore di un motore di ricerca apra in uno Stato membro una succursale o una filiale destinata alla promozione e alla vendita degli spazi pubblicitari proposti da tale motore di ricerca e l’attività della quale si dirige agli abitanti di detto Stato membro”;
    • “gli articoli 12, lettera b), e 14, primo comma, lettera a), della direttiva 95/46 devono essere interpretati nel senso che, al fine di rispettare i diritti previsti da tali disposizioni, e sempre che le condizioni da queste fissate siano effettivamente soddisfatte, il gestore di un motore di ricerca è obbligato a sopprimere, dall’elenco di risultati che appare a seguito di una ricerca effettuata a partire dal nome di una persona, dei link verso pagine web pubblicate da terzi e contenenti informazioni relative a questa persona, anche nel caso in cui tale nome o tali informazioni non vengano previamente o simultaneamente cancellati dalle pagine web di cui trattasi, e ciò eventualmente anche quando la loro pubblicazione su tali pagine web sia di per sé lecita”. Quindi, non solo nel caso in cui tali dati siano inesatti, “ma anche segnatamente dal fatto che essi siano inadeguati, non pertinenti o eccessivi in rapporto alle finalità del trattamento, che non siano aggiornati, oppure che siano conservati per un arco di tempo superiore a quello necessario, a meno che la loro conservazione non si imponga per motivi storici, statistici o scientifici”.

    Al di là delle ineludibili questioni giuridiche, è possibile parlare anche di una “etica della rete”?

    Sono consapevole di aver utilizzato una parola impegnativa: ma l’etica, quella che a volte ci fa sorridere (o temere?) appartenendo al mondo dei massimi sistemi, passa, come tutto, attraverso scelte quotidiane.

    Questa sentenza ne è un esempio paradigmatico: rimettendo ad un “over the top”, dominatore incontrastato della ricerca in rete – quindi della stessa esistenza delle cose, perché “se non appari, non esisti” – il delicatissimo “giusto equilibrio”, necessario a contemperare la tutela della riservatezza di ciascuno con il diritto di cronaca – e il diritto alla memoria, ad esso comunque collegato – addossa ad un unico soggetto – e quale soggetto – la responsabilità di “filtrare” i contenuti della rete, rendendoli disponibili – quindi indicizzandoli – o meno.

    Bilanciamento che, al momento, Google affronta con apparente serenità, affidando ad una intervista delFinancial Times a Larry Page e ad un modulo – una sorta di duplicato digitale di quello già visto per il “notice & take down” per i procedimenti di violazione del copyright secondo il DMCA – l’avvio di un procedimento volto alla rimozione dei contenuti lesivi, su segnalazione dell’interessato.

    Parlo di serenità apparente perché credo che, inizialmente, la stessa società californiana si sia sentita investita di una grande responsabilità; d’altro canto, allo stesso modo non credo sfugga ai più come tale responsabilità diventi, sotto un altro profilo, la possibilità di esercitare un potere immenso: costruire o distruggere la nostra memoria collettiva, anche “solo” orientandola.

    Parole politicamente scorrette, per i più; forse, però, il genus di tutto – la sentenza – lo è almeno altrettanto.

    Le conclusioni rese dall’avvocato generale Niilo JÄÄSKINEN del 25 giugno 2013 avevano fatto ipotizzare una decisione in senso diametralmente opposto:  “ritengo che un’autorità nazionale per la protezione dei dati non possa imporre a un fornitore di servizi di motore di ricerca su Internet di ritirare alcune informazioni dal suo indice, salvo i casi in cui tale fornitore di servizi non abbia rispettato i codici di esclusione o non abbia soddisfatto una richiesta di aggiornamento della memoria cache proveniente dal sito web”; su tale argomentazione, l’Avvocato Generale aveva proposto alla Corte “di rispondere al secondo gruppo di quesiti nel senso che, nelle circostanze indicate nella domanda pregiudiziale, un fornitore di servizi di motore di ricerca su Internet «tratta» dati personali ai sensi dell’articolo 2, lettera b), della direttiva. Tuttavia, il fornitore di servizi non può essere considerato «responsabile del trattamento» di tali dati personali ai sensi dell’articolo 2, lettera d), della direttiva, fatta salva l’eccezione sopra illustrata”.

    Parole inequivoche, che avrebbero dovuto avere come conseguenza l’impossibilità, per l’interessato, di rivolgersi a Google per far valere il diritto di cancellazione e di congelamento dei dati, previsto all’articolo 12, lettera b), e il diritto di opposizione, previsto all’articolo 14, lettera d), della direttiva 95/46.

    Che il tema fosse – e sarà – di estrema rilevanza, era già chiaro a gennaio 2012, quando l’adozione della bozza del nuovo regolamento europeo sulla tutela dei dati personali aveva sollevato molti interrogativi proprio sulla concreta applicazione dell’articolo 17, sul “diritto all’oblio e alla cancellazione”, ai sensi del quale “l’interessato ha il diritto di ottenere dal responsabile del trattamento la cancellazione di dati personali che lo riguardano e la rinuncia a un’ulteriore diffusione di tali dati, in particolare in relazione ai dati personali resi pubblici quando l’interessato era un minore, se sussiste uno dei motivi seguenti:

    a) i dati non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;

    b) l’interessato revoca il consenso su cui si fonda il trattamento, di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), oppure il periodo di conservazione dei dati autorizzato è scaduto e non sussiste altro motivo legittimo per trattare i dati;

    c) l’interessato si oppone al trattamento di dati personali ai sensi dell’articolo 19; d) il trattamento dei dati non è conforme al presente regolamento per altri motivi”.

    All’epoca, avevo sottolineato come lo studio effettuato dalla Enisa sulla fattibilità pratica del “right to be forgotten” previsto dall’art. 17 aveva rilevato come solo con strumenti di filtraggio della rete, a livello di ISP o di motore di ricerca, avesse senso parlare di oblio, con tutte le possibili conseguenze.

    Non sono lontane gli scenari prefigurati da Orwell – “who controls the past now controls the future, who controls the present now controls the past” – né l’idea di un Panopticon.

    E la riflessione diventa obbligatoria.

    Non solo tra giuristi.

    [l’articolo è ripreso da MySolution Post]

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2014/06/Morena-Ragone.jpeg” ]Morena Ragone – Giurista tra nuove tecnologie,open data e diritto d’autore. Amo politica,musica,cinema. Mi trovi a WIkitalia, SGInnovazione, Spaghettifolks, Wister, Iwa, CircoloGT – [follow id=”morenaragone” ][/author]

  • Il ritorno del Polpo Paul nel doodle di Google per Brasile 2014

    Il ritorno del Polpo Paul nel doodle di Google per Brasile 2014

    google doodle polpo paul

    In questi giorni Google sta mettendo in pratica una vera novità per i doodle per i Mondiali di Brasile 2014, cioè il “Real time doodle”. Quindi i doodle cambiano in tempo reale. E in questo momento, visto che non ci sono partite, ricompare il Polpo Paul, famoso per aver azzeccato i risultati di tanti match, ve lo ricordate?

    Avevamo detto, con il primo doodle della serie, che Google per questi Mondiali di Brasile 2014 ci avrebbe sorpreso e infatti è stato così. Ma il fatto è che per la prima volta Google sta sperimentano una nuova tecnica, il “Real time doodle”, cioè con questa tecnica i doodle compaiono in tempo reale sottolineando l’evento in campo. Abbiamo visto in queste giornate diversi doodle dedicati alle partite che raffiguravano proprio le squadre che in quel momento di stavano sfidando sul campo, con una visibilità ristretta a seconda dei casi. E per gli appassionati dei doodle questa è una ghiotta novità, un po’ meno per noi che cerchiamo sempre di raccontarveli, difficile davvero stare dietro a tutti. Ma stavolta Google ci ha spiazzati.

    E quando non ci sono partite, allora Google a livello globale, mette online un doodle che rimane visibile per più tempo, cioè fino all’inizio del prossimo match. E oggi, anzi adesso visto che siamo in real time, vediamo il ritorno, con tanto di aureola visto che è passato a miglior vita, del Polpo Paul, il polpo che tra il 2008 e il 2010 azzeccava i pronostici delle partite, specie quelle della Germania. Ve lo ricordate?

    La scelta di riportare sulla scena il Polpo Paul non è casuale, infatti secondo Google Trends le ricerche su Google relative al Polpo Paul erano cresciute di 25 volte. A quel punto è stato pensato di dedicargli un doodle, quello che vediamo adesso online, mentre Paul si cimenta nel pronostico sul match tra Belgio-Algeria.

    Il Polpo Paul viveva nel Sea Life Centre di Oberhausen, in Germania, quando a un certo punto, era il 2008 anno degli Europei di Calcio, nella sua vasca gli presentarono due scatole, sulle quali vi erano le bandiere delle due squadre contendenti, contenenti cibo. Ogni volta che Paul sceglieva la sua scatola di cibo, quello si dimostrava poi essere un pronostico azzeccato. Fu un successo clamoroso che venne consultato anche per i Mondiali del 2010 arrivando ad indovinare l’85% dei risultati pronosticati. Chissà se indovinerà anche quello di oggi?

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  • Nuovo doodle danzante di Google per la Coppa del Mondo 2014

    Nuovo doodle danzante di Google per la Coppa del Mondo 2014

    Come già previsto, ecco il nuovo doodle che Google dedica alla Coppa del Mondo 2014 in Brasile, il #2. Il doodle è un chiaro riferimento alla Cerimonia di Apertura che si è tenuta ieri a San Paolo di fronte a 60 mila tifosi che hanno atteso il Brasile nella partita inaugurale, vinta contro la Croazia per 3 a 1

    Coppa del mondo google doodle #2

    Così come avevamo previsto, ma non c’erano grandi dubbi, Google dedica un nuovo doodle alla Coppa del Mondo 2014 che si tiene in Brasile. Il doodle è danzante, chiaro riferimento alla Cerimonia di Apertura che si è tenuta ieri a San Paolo, di fronte a 60 mila tifosi. I tamburi, come quello che vediamo anche nel doodle, la musica e il divertimento hanno fatto da sfondo alla Cerimonia  di Apertura dei Mondiali di Calcio Brasile 2014. Anche se la città ieri è stata comunque teatro delle proteste che ormai da giorni si susseguono in tutto il paese, proteste che evidenziano le grandi difficoltà che vive il paese in una fase molto delicata della propria storia.

    Il doodle è quindi omaggio alla Cerimonia ed è chiaro anche nel breve commento che accompagna la presentazione del doodle da parte di Google:

    La Cerimonia di Apertura della Coppa del Mondo è stata molto stimolante, ed è stata anche una incredibile coincidenza, infatti il nostro doodle presenta un albero danzante. Congratulazioni al Brasile!”

    La Cerimonia ha visto la partecipazione di 600 ballerini che diventano appunto alberi, un chiaro riferimento e omaggio all’Amazzonia. Da segnalare poi “A Bola”, il grande display tondo su cui si illumina il messaggio “Bem vindos“, “Benvenuti!”. La Cerimonia è poi proseguita con la popstar brasiliana Claudia Leitte e poi con Jennifer Lopez che ha cantanto “”We are one (Ole ola)”.

    I tifosi dell’Itaquerao erano comunque impazienti di vedere giocare il loro Brasile che comunque è riuscito a regolare la Croazia, battendola 3 a 1, ma non ha convinto molto, almeno per quelle che erano le attese, specie riguardo all’episodio del rigore, quello del 2-1, palesemente inesistente. Da qui un mare di polemiche.

    Intanto siamo già in attesa di vedere  quale sarà il prossimo doodle e non dimenticate la partita dell’Italia a mezzanotte.

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  • Google celebra la Festa della Repubblica Italiana con un doodle

    Google celebra la Festa della Repubblica Italiana con un doodle

    Festa della Repubblica

    Anche quest’anno Google celebra la Festa della Repubblica Italiana con un doodle. E come già successo in altre occasioni, nel doodle di oggi è presente un aereo con uno striscione tricolore con la scritta “Google”. La Festa ricorda lo storico referendum che si tenne il 2 e il 3 Giugno del 1946 con cui gli italiani scelsero la repubblica come forma di governo

    Come già accaduto negli anni scorsi, anche quest’anno Google vuole celebrare la Festa della Repubblica Italiana con un doodle. Il doodle è molto semplice, forse anche troppo a differenza degli altri in passato, e rappresenta un aeroplano con uno striscione tricolore con su scritto “Google”. Negli anni precedenti, esempio 2010, 2011 e 2012, erano stato decisamente più carini.

    Comunque sia, oggi per il nostro paese è una giornata importante, infatti 68 anni fai, il 2 e il 3 giugno del 1946, gli italiani scelsero, attraverso lo storico referendum (a suffragio universale), di volere la “repubblica” come forma di governo. Dopo 85 anni di monarchia con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l’Italia diventava repubblica e i Savoia venivano esiliati.

    E’ quindi una data importante che viene considerata, a ragione, come festa con il rango di celebrazione istituzionale ufficiale. E non poteva che essere così. In sostanza, è il nostro “4 Luglio”, giorno in cui gli Usa festeggiano il giorno della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776. Solo per noi non ha lo stesso appeal e, negli ultimi anni, il dibattito si è concentrato più sul fare o meno la parata militare che celebrare il momento in sè, sminuendo in generale il grande significato di questa giornata. La parata militare, che si farà anche quest’anno all’insegna della “sobrietà”, fece la sua prima apparizione nel 1948, quindi due anni dopo il referendum, ai Fori Imperiali a Roma, e dal 1950 viene considerata “celebrazione ufficiale”.

    In anni come quelli che stiamo vivendo e in un periodo storico non facile, forse la parata oggi gioca un ruolo considerato “fuori tempo” e non più necessario. Bisognerebbe ridare a questa Festa il vero spirito popolare che la contraddistingue, infatti a scegliere la repubblica furono gli italiani.

    In basso i doodle che Google ha dedicato alle celebrazione della Festa della Repubblica Italiana negli anni passati:

     

    Festa della Repubblica
    Doodle Festa della Repubblica 2010

     

    Festa della Repubblica
    Doodle Festa della Repubblica 2011

     

    Festa della Repubblica
    Doodle Festa della Repubblica 2012

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  • Google omaggia con un doodle i 40 anni del Cubo di Rubik

    Google omaggia con un doodle i 40 anni del Cubo di Rubik

    Google-doodle-cubo-rubik

    Nuovo doodle interattivo quello che troviamo oggi sulla home di Google. E’ dedicato ai 40 anni del celeberrimo Cubo di Rubik, uno dei rompicapo più popolari della storia recente. Ma il doodle permette anche agli utenti di cimentarsi a trovare la soluzione, per niente facile

    Il doodle di oggi sarà certamente ricordato come uno dei più belli, senza dubbio. Infatti quello che troviamo sulla home di Google è dedicato a uno dei giochi, della categoria rompicapo, tra i più famosi al mondo. Stiamo parlando del Cubo di Rubik che compie 40 anni, fu infatti inventato nel 1974 dal professore di architettura e scultore ungherese, Ernő Rubik.

    Il doodle appena accedete alla home appare come un’immagine dinamica, ma non appena cliccate sopra la stessa immagine, ecco che il Cubo si ingrandisce a diventa quindi “giocabile”, cioè permette agli utenti di cimentarsi a risolvere il cubo. E non è tutto, perchè poi potrete anche condividere su Google+, Facebook, Twitter o via email il vostro risultato. Cliccando sull’icona del punto interrogativo vedrete la breve istruzione che vi invita a muovere il mouse per scegliere il lato sui cui giocare. Per muovere i quadrati colorati, basta cliccarci sopra e muovervi nel senso che preferite. Ora, siamo sicuri che sarete in molti a cimentarvi e per questo vi invitiamo a condividere anche qui i vostri risultati, semplicemente inserendo tra i commenti i vostri risultati in modo da sapere a fine giornata chi è stato il più bravo.

    cubo di rubik

    Come dicevamo all’inizio, il Cubo venne inventato da Ernő Rubik, professore di architettura e scultore ungherese che lo creò nel 1974. Inizialmente venne chiamato “Magic Cube“, ma successivamente divenne, per come lo conosciamo ancora oggi, il “Cubo di Rubik, “Rubik’s Cube“, nel 1980. Come già sicuramente saprete, ad oggi il Cubo è uno dei giocattoli più venduti al mondo, ne sono stati venduti quasi 300 milioni.

    Il Cubo di Rubik si presenta con 9 quadrati colorati su ognuna delle 6 facce del cubo, quindi con un totale di 54 quadrati colorati in maniera diversa. Potrete quindi dire di aver “risolto” quando su ognuna delle 6 facce sarete stati in grado di ottenere 6 colori omogenei. tenete anche presente che le combinazioni possibili sono 43 252 003 274 489 856 000, un numero enorme difficile anche da pronunciare.

    Inizialmente Rubik pensava che il Cubo dovesse avere solo scopi didattici e infatti si diffuse tra gli studiosi per risolvere problemi di natura statistica. E quello iniziale era diverso da quello che conosciamo oggi, era infatti di legno e con angoli smussati. ma già nel 1975 Rubik brevetta Cubo e affida alla Polthechnika, azienda produttrice di giocattoli, la distribuzione del giocattolo. Il Cubo resta quasi sconosciuto fino al 1977, ma nel 1980 la Ideal Toys Company compra i diritti per venderlo a livello internazionale e da lì comincia il vero grande successo planetario del Cubo. Solo nel 1982 ne vengono venduti 100 milioni di pezzi.

    Qualche settimana fa negli Usa è stata dedicata, proprio in occasione dei 40 anni, una mostra al Cubo di Rubik, da 5 milioni di dollari, e il protagonista era un Cubo d’oro da 18 carati del valore di 2,5 milioni di dollari.

    Nonostante alcuni ritenessero che il Cubi avesse ormai esaurito la sua storia, di recente è tornato invece alla ribalta grazie anche ad Edward Snowden, la talpa del caso Datagate, che lo usò per rendersi riconoscibile da due giornalisti a cui diede appuntamento ad Hong Kong.

    Allora, fateci sapete i vorti punteggi tra i commenti e buon divertimento, se si può dire.

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