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  • OpenAI, impossibile non usare opere coperte da copyright

    OpenAI, impossibile non usare opere coperte da copyright

    OpenAI risponde al New York Times, dopo la querela per violazione del copyright dei giorni scorsi. Ammettendo che è impossibile non usare opere protette da copyright.

    Subito dopo Natale, lo scorso 27 dicembre, il New York Times aveva fatto sapere di aver querelato OpenAI, la società non profit che ha creato ChatGPT, per violazione del copyright.

    E oggi arriva la risposta di OpenAI.

    Partendo dal presupposto che il NYT non racconti tutta la storia, OpenAI sul suo blog scrive – sostanzialmente – che sarebbe “impossibile” costruire reti neurali di alto livello senza utilizzare opere protette da copyright. Questo perché l’utilizzo di materiali di pubblico dominio porterebbe a software AI di qualità inferiore.

    Le sfide legali legate all’IA

    Un recente rapporto di IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers), dei giorni scorsi, ha concluso che servizi di IA generativa, come Midjourney e DALL-E 3 di OpenAI, possono ricreare scene protette da copyright basandosi sui loro dati di addestramento, documentando casi di “prodotti copiati”​​​​.

    openai nyt impossibile non usare copyright franzrusso

    Resta quindi la questione, molto complessa, se questa pratica sia legale e se i fornitori di servizi IA rischiano responsabilità legale.

    Come sappiamo, OpenAI e Midjourney possono produrre materiali che sembrano violare il copyright, senza fornire informazioni agli utenti sulla provenienza delle immagini prodotte​​.

    Inoltre, è stato indicato da ricerche recenti, sempre su questo ambito, che ChatGPT di OpenAI può essere indotto a riprodurre testi di libri memorizzati in fase di addestramento​​.

    OpenAI ha dichiarato di credere che il suo addestramento su materiale protetto da copyright sia legale, ma riconosce che c’è ancora lavoro da fare per supportare e valorizzare i creator.

    OpenAI mantiene la sua posizione

    La società guidata da Sam Altman mantiene la sua posizione. Affinché i modelli di intelligenza artificiale possano apprendere e risolvere nuovi problemi, hanno bisogno di accedere a “l’enorme aggregato della conoscenza umana“.

    Ha ribadito che, sebbene rispettasse il diritto legale di possedere opere protette da copyright, ritiene che la formazione di modelli di intelligenza artificiale con dati provenienti da Internet rientri nelle regole di equo utilizzo, che consentono di riproporre le opere protette da copyright.

    In ogni caso, è sempre possibile bloccare l’accesso a servizi come ChatGPT semplicemente bloccandolo, inserendo un codice apposito all’interno del proprio sito.

    OpenAI e NYT, collaborazione possibile?

    Di fronte a questo scenario, OpenAI lascia comunque le porte aperte.

    La società di Altman ha detto che spera ancora di poter continuare i negoziati e arrivare a sigillare una partnership simile a quelle che ha stretto con Axel Springer e l’Associated Press. “Siamo fiduciosi per una partnership costruttiva con il New York Times e rispettiamo la sua lunga storia“, ha affermato la società.

    Ora, la questione legale attorno all’uso di materiale protetto da copyright nella formazione di modelli di intelligenza artificiale, come nel caso di OpenAI, è molto complessa.

    Dal punto di vista legale, le aziende si affidano alla difesa di “uso lecito”, argomentando che l’utilizzo di tali dati è necessario per lo sviluppo tecnologico.

    Diritto d’autore e utenti finali

    Questa posizione però si scontra con la realtà attuale. In quanto non è universalmente accettata e potrebbe portare a nuove sfide legali. Incluse potenziali cause legali e richieste di risarcimento danni.

    Per gli utenti finali, l’uso di strumenti IA basati su dati protetti da copyright potrebbe creare delle situazioni di incertezza. Se un utente genera contenuti che violano il copyright utilizzando questi strumenti, potrebbe trovarsi a fronteggiare questioni legali dal punti di vista personale. E sarebbe un bel problema.

    Le aziende come OpenAI cercano di mitigare questo rischio, adottando con termini di servizio che limitano la loro responsabilità. Ma la questione resta tutta aperta.

    La sfida è tra innovazione e protezione del diritto d’autore

    In conclusione, mentre le aziende di servizi di intelligenza artificiale operano in questo scenario tutto in divenire, è fondamentale per gli utenti comprendere i rischi associati alla generazione di contenuti utilizzando questi strumenti.

    Il caso NYT/OpenAI sottolinea l’importanza di un dialogo continuo tra sviluppatori IA, detentori di diritti d’autore e legislatori per definire chiare linee guida che bilancino innovazione e protezione dei diritti d’autore. Questa è la vera sfida di oggi.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

  • Evoluzione della IA Generativa, da Grok a ChatGPT Turbo

    Evoluzione della IA Generativa, da Grok a ChatGPT Turbo

    L’IA generativa non è più solo una chatbot, è molto di più. Il lancio di Grok di xAI, insieme a ChatGPT Turbo rappresentano una evoluzione che impone oggi una seria riflessione sulle implicazioni che l’IA generativa più avere su larga scala.

    In un mondo in cui la tecnologia si evolve a passi da gigante, l’intelligenza artificiale (IA) si è affermata come una delle forze più trasformative del nostro tempo. Non più relegata alle pagine di romanzi di fantascienza o ai laboratori di ricerca. L’IA generativa ha fatto irruzione nella vita quotidiana, promettendo di rivoluzionare ogni aspetto della nostra esistenza. Dalle auto che si guidano da sole alle assistenti virtuali che gestiscono le nostre case, l’IA sta ridefinendo il concetto di automazione e interazione uomo-macchina. 

    Un futuro che è già presente. E porta a fare delle considerazioni di tipo economico, sociale ed etico per comprendere meglio quello che sta per arrivare.

    Il recente OpenAI Day ha segnato un momento storico in questa rapida evoluzione. Con l’annuncio di ChatGPT Turbo, un’innovazione che promette di accelerare ulteriormente l’integrazione dell’IA nella società. Questo sviluppo segue il lancio di Grok da parte di xAI, un altro pioniere nel campo dell’IA generativa. Grok ha introdotto nuove possibilità di interazione e comprensione tra umani e macchine. Qui esploreremo il panorama attuale dell’IA generativa, delineando come queste tecnologie stanno plasmando il nostro futuro. 

    Mentre ci avventuriamo in questa nuova era, è essenziale comprendere non solo le capacità tecniche di sistemi come Grok e ChatGPT Turbo. Ma anche il contesto più ampio in cui queste innovazioni stanno emergendo. In questo contesto vedremo come Grok e ChatGPT Turbo rappresentano i più recenti balzi in avanti in questo campo dinamico. E certamente da qui inizia una nuova era dell’IA generativa sempre più performante e precisa.

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    Il panorama attuale dell’IA Generativa 

    L’IA generativa ha superato il semplice riconoscimento di immagini e testo, evolvendo in sistemi capaci di creare contenuti, risolvere problemi complessi e interagire con gli utenti in modi sempre più sofisticati. Questo campo si è espanso per includere la generazione di linguaggio naturale, la creazione di arte e musica, e persino la simulazione di dialoghi umani. Con ogni innovazione, l’IA generativa si avvicina sempre di più a replicare la complessità e la creatività umana. E in alcuni casi anche l’emotività.

    Grok: la promessa di xAI, e di Elon Musk

    Grok, sviluppato da xAI, rappresenta un salto qualitativo nell’IA generativa. Con i suoi 33 miliardi di parametri, mira a simulare la curiosità innata e le capacità di apprendimento simili a quelle umane. Grok è progettato per interagire e comprendere con un livello di profondità e naturalezza senza precedenti.

    Come chatbot AI, risponde a domande e fornisce insight su una vasta gamma di argomenti, sfruttando la piattaforma X (quella che un tempo era Twitter) per un accesso in tempo reale a informazioni globali. Il suo lancio segna il primo rilascio pubblico di xAI nel settore degli strumenti di IA generativa.

    Il nome “Grok” fa riferimento al romanzo di fantascienza “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams. Qui “grok” significa comprendere qualcosa in modo profondo e intuitivo. 

    Va anche detto che il termine informale grok è stato un’invenzione dello scrittore di fantascienza Robert A. Heinlein, il cui romanzo di fantascienza del 1961 Straniero in terra Straniera attribuiva grande importanza al concetto di grokking. Nel libro, grok significa entrare in empatia così profondamente con gli altri da fondersi o fondersi con loro.

    Elon Musk ha introdotto Grok come la sua risposta a ChatGPT, con l’obiettivo di competere nel campo dell’intelligenza artificiale. Grok è progettato per rispondere alle domande con uno spirito arguto e ha un carattere ribelle. Molto in linea con lo spirito della “Guida galattica per autostoppisti”. E in linea con il suo fondatore, Elon Musk.  

    ChatGPT Turbo: l’Innovazione di OpenAI 

    OpenAI, noto per il suo lavoro pionieristico nell’IA conversazionale, ha recentemente annunciato ChatGPT Turbo durante l’OpenAI Day. Questa nuova interazione del modello GPT-4 è stata migliorata con funzionalità avanzate. Come una finestra di contesto più ampia e una maggiore efficienza dei costi.

    ChatGPT Turbo è stato progettato per essere più veloce, più intuitivo e più accessibile, rendendolo un’opzione attraente per gli sviluppatori e le aziende che cercano di integrare l’IA nelle loro operazioni. 

    ChatGPT Turbo fa riferimento a una versione ottimizzata dei modelli GPT-3.5 e GPT-4 per le interazioni via chat. OpenAI ha sviluppato l’API di completamento chat, che utilizza il Chat Markup Language (ChatML), come metodo preferito e unico per accedere a questi modelli più avanzati, inclusa la versione GPT-4 Turbo.

    Il modello gpt-3.5-turbo è il più capace ed economico della famiglia GPT-3.5 ed è stato ottimizzato per le chat utilizzando l’API Chat completions, ma è adatto anche per compiti di completamento tradizionali. Durante il DevDay, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha annunciato la nuova versione avanzata del modello ChatGPT chiamata GPT-4 Turbo, che presenta una maggiore capacità di gestione del contesto. 

    GPT-3.5 Turbo offre agli sviluppatori un modello stabile raccomandato, con la flessibilità di scegliere una versione specifica del modello. Ad esempio, è stata rilasciata la versione gpt-3.5-turbo-0301, che sarà supportata fino almeno al 1° giugno, e ci saranno aggiornamenti futuri per mantenere il modello stabile e aggiornato. 

    Inoltre, OpenAI ha riferito che ChatGPT ha raggiunto 100 milioni di utenti attivi settimanali e ha lanciato il nuovo modello di intelligenza artificiale GPT-4 Turbo per gli sviluppatori, capace di analizzare oltre 300 pagine di testo. Queste innovazioni mostrano l’impegno di OpenAI nel migliorare costantemente le capacità e la portata dei suoi modelli di linguaggio AI.  

    Confronto tra Grok e ChatGPT Turbo 

    Mentre Grok si concentra sulla comprensione profonda e sull’apprendimento, ChatGPT Turbo si distingue per la sua velocità e la sua capacità di gestire un contesto più ampio.

    confronto Grok ChatGPT 4 franzrusso.it
    Grafico di @lvntblsn

    Grok potrebbe eccellere nell’adattamento e nella personalizzazione. Mentre ChatGPT Turbo potrebbe essere la scelta migliore per applicazioni che richiedono risposte rapide e precise su larga scala. Entrambi i sistemi rappresentano il vertice dell’IA generativa, ma con filosofie e punti di forza distinti. 

    Il grafico in alto mette a confronto le due intelligenze, subito dopo il lancio di Grok. E quindi subito prima del lancio di ChatGPT Turbo. Potrebbe quindi non contenere più informazioni aggiornate, ma resta comunque utile per avere un’idea di confronto.

    Il futuro dell’IA Generativa 

    Il futuro dell’IA generativa è ricco di potenzialità, un dato fuor di dubbio. Con l’accelerazione del progresso tecnologico, possiamo aspettarci che l’IA diventi più integrata nella vita quotidiana. Capace di offrire soluzioni personalizzate e migliorando l’efficienza in vari settori.

    La sfida sarà garantire che queste tecnologie siano sviluppate in modo etico e responsabile, con una considerazione attenta per l’impatto sulla società e sull’occupazione. 

    L’annuncio di ChatGPT Turbo da parte di OpenAI e il lancio di Grok da parte di xAI rappresentano momenti significativi nella storia dell’IA generativa.

    Mentre queste tecnologie continuano a evolversi, è chiaro che stiamo entrando in una nuova era dell’intelligenza artificiale. Una nuova era che promette di ridefinire il nostro rapporto con la tecnologia e di ampliare i confini di ciò che è possibile.

    Il futuro dell’IA è non solo brillante ma anche imprevedibile. Sta a noi navigare in questo futuro con cura e attenzione. 

    Di certo, serve lavorare anche da punto di vista della regolamentazione di questo fenomeno, talmente veloce e potente. E con altrettanta forza e velocità, serve intervenire perché questi strumenti restino tali. E che non diventino occasioni per riempire dei vuoti che saranno difficili da governare.

    Quasi sempre di fronte a tali innovazioni è facile perdere la bussola del ragionamento, abbandonandosi in tutto e per tutto. Lo abbiamo già visto coi social media: da strumenti di comunicazioni in poco tempo sono diventati anche contenitori di esistenze. E i risultati sono sotto gli occhi si tutti.

    Ma adesso la posta in gioco è ancora più alta. Serve attenzione, misura, concentrazione, curiosità e responsabilità, oltre che consapevolezza.

    Dimostriamo a noi stessi di aver imparato la lezione e cominciamo a governare questo fenomeno, prima che questi finiscano per governare le nostre esistenze.

  • L’IA generativa e la rivoluzione nel Marketing

    L’IA generativa e la rivoluzione nel Marketing

    L’intelligenza artificiale generativa sta trasformando diversi ambienti, incluso il mondo del marketing. Per cercare di comprendere meglio come l’IA può essere di aiuto alle aziende, ecco tre esperti che condividono le loro visioni.

    Nell’era digitale contemporanea, l’intelligenza artificiale (IA) sta emergendo come una forza trainante anche per il mondo del marketing. L’IA generativa sta rivoluzionando il modo in cui le aziende interagiscono con i clienti, creano contenuti e prendono decisioni strategiche. Ci troviamo in un momento cruciale in cui l’IA generativa sta definendo lo scenario tra presente e futuro del marketing.

    Questa tecnologia offre opportunità senza precedenti per personalizzare la comunicazione, ottimizzare le campagne pubblicitarie e persino rivoluzionare i motori di ricerca. E, come ogni innovazione, porta con sé sfide e domande sul suo impatto anche sul marketing.

    Ma come vedono il futuro del marketing attraverso l’uso dell’IA generativa gli esperti del settore? Tre professori di importanti università italiane hanno condiviso le loro opinioni in un approfondimento realizzato da Giorgia Pisano, Gartner.

    IA generativa e Marketing, il parere degli esperti

    Francisco Villarroel, Università LUISS Guido Carli:
    Quando si parla di IA generativa, una delle domande più frequenti è se in futuro la maggior parte dei contenuti sarà creata dall’IA piuttosto che dall’uomo. Secondo Villarroel, questo è un futuro molto probabile. Già oggi si notano algoritmi che decidono quali contenuti visualizzare. Il passo successivo sarà la creazione di tali contenuti. Tuttavia, sottolinea l’importanza della supervisione umana, essenziale per garantire l’efficacia dell’IA, soprattutto nella preparazione e nella valutazione del contenuto generato.

    IA generativa e la rivoluzione nel Marketing franzrusso.it

    Andreina Mandelli, SDA Bocconi:
    La dott.ssa Mandelli evidenzia come l’IA generativa stia diventando parte integrante dei processi aziendali. Le aziende devono monitorare l’evoluzione di questa tecnologia per sfruttarla al meglio. La tecnologia crea valore quando è utilizzata per generare efficienza o per creare nuove risorse strategiche, come dati e insight utili per comprendere e servire al meglio i clienti.

    Guido Di Fraia, Università Iulm:
    Il dott. Di Fraia fornisce esempi pratici di come l’IA generativa possa essere utilizzata nelle strategie di marketing. Ad esempio, nella fase di awareness, le imprese possono utilizzare l’IA per raggiungere il target specifico. Questo permette di evitare sprechi di tempo e risorse. Nell’email marketing, l’IA può creare email personalizzate; mentre negli A/B test può aiutare a evitare bias, offrendo soluzioni più efficaci basate su test reali sui clienti.

    L’IA Generativa: opportunità e sfide per le aziende

    Mentre ci avviciniamo a un futuro sempre più digitalizzato, l’importanza dell’IA generativa nel panorama del marketing non può essere sottovalutata.

    Secondo un articolo di Salesforce, l’IA generativa ha il potenziale di fornire bozze in pochi secondi. Questo permetterebbe alle aziende di produrre contenuti in modo più efficiente e mirato. Questa capacità di generare contenuti rapidamente e accuratamente può rivoluzionare il modo in cui le aziende interagiscono con i loro clienti.

    Ancora, come sottolineato da Capterra, l’IA generativa può apportare contributi significativi in tutte le fasi del processo di marketing, dalla conversione all’awareness. Questa tecnologia non solo offre alle aziende strumenti avanzati per ottimizzare le loro strategie, ma anche la possibilità di innovare e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.

    L’innovazione tecnologica continua a progredire e l’IA generativa emerge come uno strumento fondamentale per le aziende. Una tecnologia che si rivela fondamentale in ottica di competitività.

    Sebbene tutti riconoscono la capacità della IA e le sue potenzialità, è essenziale che le aziende ricordino il valore insostituibile dell’intervento e della creatività umana. Insieme, tecnologia e ingegno umano possono dare vita strategie di marketing davvero rivoluzionarie, centrando le esigenze del cliente in modi assolutamente innovativi.

    [L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3]

  • Dall-E 3 di OpenAI è ora disponibile gratis per tutti su Bing

    Dall-E 3 di OpenAI è ora disponibile gratis per tutti su Bing

    Microsoft porta DALL-E 3 di OpenAI su Bing, disponibile gratuitamente per tutti. L’evoluzione di DALL-E offre immagini creative e fotorealistiche con un modello più grande e una migliore capacità generativa.

    Microsoft ha annunciato che l’ultimo modello Dall-E 3 di OpenAI è ora disponibile gratuitamente per tutti gli utenti di Bing Chat e Bing Image Creator. Si tratta di un importante aggiornamento per il generatore di immagini all’interno della chat di Bing alimentato dall’intelligenza artificiale, che ora è in grado di generare immagini più creative e fotorealistiche.

    Dall-E 3 è la terza versione del modello di generazione di immagini di OpenAI. La società di Redmond afferma che comprende le richieste molto meglio di prima. E può creare immagini più creative e molto più fotorealistiche.

    Lo strumento è anche progettato per essere molto più facile da usare, cosa che possiamo confermare dalla nostra veloce prova.

    dall-e 3 gratis bing image creator franzrusso.it

    Dall-E 3 è dunque integrato in Bing Image Creator e arriverà su ChatGPT durante questo mese. Su ChatGPT sarà a pagamento.

    Microsoft vuole comunque andare avanti con il processo di integrazione degli strumenti. E infatti è in programma lo sviluppo di uno strumento di creazione di immagini AI nell’app Paint chiamata Paint Cocreator che porterà il modello Dall-E direttamente dentro Windows.

    Cosa cambia con DALL-E 3, le caratteristiche

    Oltre alle nuove funzionalità e miglioramenti, Dall-E 3 presenta anche una serie di differenze tecniche rispetto alla versione precedente.

    Ecco le principali:

    • Dimensione del modello: DALL-E 3 ha un modello più grande di DALL-E 2, con 1,6 trilioni di parametri rispetto ai 12 miliardi di DALL-E 2. Questo significa che DALL-E 3 è in grado di generare immagini più realistiche e complesse.
    • Tecnologia di generazione: DALL-E 3 utilizza una nuova tecnologia di generazione chiamata Diffusion Models, che è più efficiente e produce immagini di migliore qualità.
    • Capacità di modifica: DALL-E 3 è in grado di modificare le immagini esistenti, mentre DALL-E 2 era in grado solo di generare immagini nuove.

    DALL-E 3 per tutti su Bing, la prova

    Dalla nostra breve prova, possiamo affermare che DALL-E 3 aderisce quasi fedelmente a istruzioni (prompt) complesse. Infatti, DALL E 3 può rappresentare accuratamente scene con oggetti specifici.

    Dall-E 2 spesso rendeva immagini con evidenti dettagli artefatti.

    Nella nostra prova abbiamo usato prompt molto veloci e quasi basici. Tipo: “cane che fa il bagno in una cascata“, oppure “una donna che passeggia a New York con capelli castani“; o ancora, “uomo che dimentica di fare backup“; e poi ancora, “uomo che passeggia a new york“.

    Il risultato è evidentemente superiore rispetto all’esperienza precedente.

    Un particolare che abbiamo notato è che quando Dall-E 3 si imbatte nella realizzazione di una immagine con un testo, questo viene adesso scritto in maniera quasi corretta e leggibile. A differenza di Dall-E 2 che spesso creava testi illeggibili.

    Dunque, l’introduzione di Dall-E 3 all’interno di Bing evidenzia momento fondamentale per la tecnologia di generazione di immagini AI, e Microsoft non vuole perdere l’occasione. Soprattutto con la crescita di potenziali concorrenti come Google, con Bard, Midjourney e Stability AI.

    Dall-E 3, attenzione agli aspetti etici

    Come abbiamo già detto, lo strumento è ora disponibile a un pubblico più ampio e offre una serie di nuove funzionalità e miglioramenti. Tra cui una dimensione del modello più grande, una nuova tecnologia generativa e la capacità di modificare le immagini esistenti.

    Grande attenzione per tutto ciò che riguarda l’aspetto etico dell’utilizzo di strumenti come questi. Questo per i rischi che si corrono, di cui si è molto discusso con i modelli precedenti. L’azienda si dice impegnata nel rispetto dei diritti d’autore, della privacy e della sicurezza degli utenti.

    Microsoft, inoltre, afferma di aver implementato dei meccanismi per prevenire la generazione di immagini inappropriate o offensive. Inoltre, afferma di monitorare costantemente le opinioni degli utenti al fine di migliorare il servizio.

    [L’immagine di copertina è stata realizzata con Bing Image Creator con tecnologia Dall-E 3]

  • Meta al lavoro per un sistema IA più potente di GPT-4

    Meta al lavoro per un sistema IA più potente di GPT-4

    Meta non ama stare a guardare e si prepara a entrare nel competitivo mondo dell’Intelligenza Artificiale Generativa. Ovviamente si presenta con grandi ambizioni e una strategia unica, consapevole di sfidare OpenAI e Google.

    Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg, sta progettando di entrare nel competitivo mercato dell’intelligenza artificiale generativa. Vediamo insieme qualche dettaglio in più del progetto e le implicazioni per l’industria tecnologica.

    Meta e il suo nuovo progetto IA

    Come riportato dal Wall Street Journal, Meta è attualmente impegnata nello sviluppo di un avanzato sistema di intelligenza artificiale che mira a superare il modello linguistico GPT-4 di OpenAI. L’azienda prevede che il nuovo modello sia pronto per il 2024 e ha l’obiettivo di offrire analisi di testo avanzate e altri servizi alle imprese.

    Obiettivi di Meta nell’IA

    Meta ha ambizioni significative per quanto riguarda l’intelligenza artificiale. L’azienda mira a sfruttare questa tecnologia per potenziare le capacità di analisi del testo e altri servizi aziendali. Ciò include il miglioramento dell’elaborazione del linguaggio naturale, il riconoscimento dei modelli nei dati e l’automazione di attività complesse basate sul testo, come la ricerca, il marketing digitale e l’assistenza clienti.

    Meta al lavoro per un sistema IA più potente di GPT-4

    Come sappiamo bene, Meta non è l’unico attore che punta sull’IA generativa. OpenAI ha già lanciato GPT-4, un modello di intelligenza artificiale avanzato, mentre Google sta sviluppando Gemini, un modello di linguaggio di grandi dimensioni. La competizione è intensa, e ciascuna azienda cerca di dimostrare la superiorità dei propri modelli.

    Per questa nuova iniziativa, Meta può contare su una strategia unica rispetto agli altri competitor. A differenza di OpenAI, che ha utilizzato il cloud computing di Microsoft Azure per distribuire il suo modello, Meta intende addestrare il nuovo sistema utilizzando la propria infrastruttura, compresi i potenti chip di addestramento AI Nvidia H100. Questo approccio potrebbe offrire a Meta un maggiore controllo sulla formazione e le prestazioni del modello.

    Inoltre, Meta ha l’intenzione di rendere il suo modello di intelligenza artificiale open source e gratuito per le aziende, aprendo la strada a una diffusione più ampia. In ogni caso, ci sono preoccupazioni legate a questo approccio, come il possibile uso improprio delle informazioni protette da copyright e la diffusione della disinformazione attraverso sistemi basati sull’IA.

    Meta e il futuro nell’Intelligenza Artificiale generativa

    Questo nuovo progetto di Meta rappresenta un tentativo di Mark Zuckerberg di riaffermare il ruolo dell’azienda nell’ambito dell’intelligenza artificiale, dopo gli investimenti nel metaverso che non hanno ancora prodotto risultati tangibili. Come è noto, l’industria della IA si sta evolvendo rapidamente e Meta non vuole certo restare a guardare, consapevole che dovrà affrontare la concorrenza e le sfide legate all’uso dell’IA generativa.

    In conclusione, il nuovo progetto di Meta nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa mette in gioco nuove sfide e opportunità che l’azienda si appresta affrontare. Il futuro di Meta nell’IA sarà interessante da seguire, poiché l’azienda cerca di ridefinire il proprio ruolo nell’industria dell’IA e compete con giganti come OpenAI e Google. Resta da vedere se Meta riuscirà a realizzare con successo questo ambizioso obiettivo, tenendo conto delle sfide e delle incertezze presenti in questo settore in rapida evoluzione.

    Intanto, segnaliamo che il prossimo 13 settembre si terrà un importante evento negli Usa sulla IA, voluto e organizzato dal senatore Chuck Schumer, a cui parteciperanno tra gli altri anche: il CEO di Google Sundar Pichai e l’ex CEO di Google Eric Schmidt; Mark Zuckerberg, CEO di Meta; Sam Altman, CEO di OpenAI; Satya Nadella, CEO di Microsoft; il CEO di Nvidia, Jensen Huang; e anche Elon Musk, oggi CEO di X, ex Twitter.

  • Se anche i rilevatori di scrittura AI fanno confusione

    Se anche i rilevatori di scrittura AI fanno confusione

    I rilevatori di scrittura AI sono strumenti promettenti per identificare il testo generato da AI, ma presentano ancora sfide significative. Possono produrre falsi positivi e possono essere influenzati dai pregiudizi degli esseri umani.

    Nell’era della intelligenza artificiale generativa, scatenata dall’arrivo, a fine 2022, di ChatGPT, il sistema AI ideato da OpneAI, il tema centrale resta la generazione dei testi e come usare questi strumenti nella maniera più efficace possibile.

    Si tratta di un tema non da poco, ma va detto che questi strumenti possono essere molto utili, se maneggiati con cura e attenzione, evitando di affidarsi completamente a ciò che realizzano. Infatti, è molto facile incorrere in situazioni imprecise, non corrette che rischiano di alimentare false notizie, disinformazione.

    Tutto questo lo si può evitare se si accorda un livello di attenzione molto alto e un’attività adeguata di verifica delle informazioni, per evitare, come dicevamo prima, di essere diffusori di notizie non vere.

    Ma come? Stiamo parlando di intelligenza artificiale, sistemi molto complessi e precisi, perché bisogna apprestare attenzione ulteriore? Domande lecite, ma fino ad un certo punto. E questo perché questi sistemi, molto spesso, non sono aggiornatissimi e non sono precisi nel rilasciare testi.

    Apparentemente sembrano esaustivi, ma con un po’ di attenzione ci si accorge che le informazioni contenute nel testo possono essere imprecise.

    rilevatori scrittura AI confusione franzrusso.it

    E questo dipende dai sistemi non aggiornati, appunto, e anche dalle richieste (prompt) che vengono rivolte alla AI. Una domanda o una richiesta posta male, porta la AI a rilasciare una informazione non corretta.

    Il tema che vogliamo trattare adesso riguarda quelli che si chiamano rilevatori di scrittura AI, ossia dei sistemi, a loro volta costituiti da sistemi AI, che aiutano a comprendere se il testo che state leggendo da un sito, un blog o un giornale online è stato redatto da un umano o da una intelligenza artificiale.

    Stiamo parlando quindi di sistemi che possono sbagliare, non sono infallibili infatti e, anche questi, sono da usare con molta cautela.

    I rilevatori di scrittura AI rappresentano strumenti interessanti per identificare il testo generato da una AI, ma presentano ancora sfide significative. I rilevatori esistenti sono ancora per lo più inaffidabili e possono essere facilmente superati nel parafrasare un testo o altri situazioni.

    Come funzionano i rilevatori di scrittura AI?

    I rilevatori di scrittura AI funzionano identificando caratteristiche linguistiche che sono più comuni nel testo generato da AI rispetto al testo scritto dagli umani. Ad esempio, i rilevatori di scrittura AI possono cercare parole o frasi comuni nel testo generato da AI, come “Questo articolo è stato generato da AI” o “Questo articolo è stato scritto da un modello di linguaggio“. Questi strumenti possono anche cercare strutture di frasi o modelli di punteggiatura che sono più comuni nel testo generato da AI rispetto al testo scritto dagli umani.

    Quali sono i limiti dei rilevatori di scrittura AI?

    Questi strumenti, come dicevamo prima, presentano una serie di limiti. Innanzitutto, i rilevatori esistenti sono poco affidabili.

    Ad esempio, se un essere umano parafrasasse il testo generato da AI, il rilevatore di scrittura AI potrebbe non riuscire a rilevare che il testo è stato generato da AI. In secondo luogo, i rilevatori di scrittura AI sono stati messi sotto accusa mostrando pregiudizi contro i non madrelingua inglesi.


    LEGGI ANCHE:

    Su Internet si parla per lo più Inglese, un rischio per l′AI


     

    Questo perché i rilevatori di scrittura AI sono addestrati su set di dati di testo che sono in gran parte composti da testo scritto da madrelingua inglesi. Di conseguenza, i rilevatori di scrittura AI possono essere più propensi a identificare il testo scritto da non madrelingua inglesi come generato da AI, anche se non lo è.

    A proposito della lingua inglese molto presente vi invitiamo a leggere anche questo articolo proprio su questo tema.

    Come dicevamo, i rilevatori di scrittura AI sono uno strumento promettente per identificare il testo generato da AI, ma presentano ancora sfide significative. Uno dei problemi che si sta presentando, di frequente, è che possono produrre dei “falsi positivi”, ciò significa che possono identificare il testo scritto da esseri umani come scritto da AI.

    Si tratta di una situazione che può accadere per una serie di motivi, tra cui la somiglianza tra il testo scritto da esseri umani e il testo scritto da AI, e il fatto che i rilevatori di scrittura AI possono essere addestrati su set di dati di testo che non sono rappresentativi di tutti i tipi di testo scritto da esseri umani.

    Un recente esempio di un “falso positivo”, di cui negli Usa si è molto parlato, si è verificato quando un rilevatore di scrittura AI – GPTZero – ha definito il testo della Costituzione degli Stati Uniti come se fosse stato scritto da una intelligenza artificiale generativa.

    Un caso impossibile, ovviamente, per il fatto che, come tutti sappiamo, la Costituzione degli Stati Uniti è stata scritta da esseri umani nel 1787. Da gente come Benjamin Franklin, per intenderci. Pare che casi simili abbiano riguardato anche porzioni di testo presi dalla Bibbia a fatti analizzare da questi rilevatori.

    In ogni caso, per provare a capire meglio cosa può succedere in casi come questi, il rilevatore di scrittura AI è stato in grado di generare un falso positivo perché il testo della Costituzione degli Stati Uniti è scritto in un linguaggio chiaro e conciso, che è simile al linguaggio che viene spesso utilizzato dai modelli di apprendimento automatico.

    Questo esempio, come tanti altri, dimostra che i rilevatori di scrittura AI non sono perfetti e che dovrebbero essere utilizzati con estrema cautela. Non dovrebbero essere utilizzati come sostituti del giudizio umano e non dovrebbero essere utilizzati per prendere decisioni importanti senza effettuare, opportunamente, ulteriori verifiche.

    Migliorare i rilevatori di scrittura AI

    C’è una serie di cose che può essere fatta per migliorare i rilevatori di scrittura AI. Prima di tutto, i rilevatori di scrittura AI possono essere addestrati su set di dati di testo più grandi e diversificati. Questo potrebbe aiutare a ridurre i pregiudizi nei rilevatori di scrittura AI.

    In secondo luogo, possono essere sviluppati nuovi metodi per rilevare il testo generato da AI che non si basa esclusivamente sulle caratteristiche linguistiche. Ad esempio, i rilevatori di scrittura AI possono essere addestrati a rilevare modelli di comportamento degli utenti che sono più comuni quando gli utenti interagiscono con testi generati da AI rispetto ai testi scritti dagli umani.

    Infine, i rilevatori di scrittura AI possono essere adattati per tenere conto dei pregiudizi esistenti. Ad esempio, possono essere addestrati a dare un peso inferiore al testo scritto da non madrelingua inglesi.

    Il futuro dei rilevatori di scrittura AI

    I rilevatori di scrittura AI hanno il potenziale per migliorare l’affidabilità e l’efficienza di una varietà di attività, tra cui la verifica di fatto, la valutazione dell’originalità e il rilevamento della disinformazione. Continuando a sviluppare e migliorare questi strumenti, possiamo sfruttare il potere dell’IA per rendere l’attività generativa sicuramente più affidabile e sicura. Vedremo se davvero sarà così.

  • Elon Musk lancia xAI, la sua nuova società di intelligenza artificiale

    Elon Musk lancia xAI, la sua nuova società di intelligenza artificiale

    Elon Musk ha lanciato una nuova società di intelligenza artificiale chiamata xAI. La società si propone di rivaleggiare con OpenAI, Microsoft e Google. Musk ha previsto che un’IA più intelligente degli umani sarà realtà tra cinque o sei anni.

    Elon Musk, già proprietario di Twitter e CEO di SpaceX e Tesla, ha ufficialmente lanciato la sua nuova impresa nel settore dell’intelligenza artificiale. Si chiama xAI e si presenta come potenziale competitor di colossi dell’IA come OpenAI, Microsoft e Google (proprio Bard arriva in Italia da oggi).

    xAI è qui per capire la realtà,” così Musk ha annunciato su Twitter, la piattaforma di social media di sua proprietà. Musk aveva costituito l’azienda di IA in Nevada a marzo, reclutando ricercatori nel tentativo di creare un rivale per OpenAI, la compagnia che ha lanciato ChatGPT. Musk ha criticato ChatGPT definendolo e ha avvertito che potrebbe portare l’IA a diventare troppo potente per essere controllata dagli umani.

    La rapida scalata di ChatGPT (100 milioni di utenti in 5 giorni) ha scatenato un vortice di interesse da parte degli investitori nel settore dell’IA. Microsoft, che aveva stretto una partnership con OpenAI, ha poi preferito andare a fondo con la partnership a gennaio con un investimento pluriennale di diversi miliardi di dollari. Google, parte del colosso Alphabet, ha cercato di tenere il passo, rilasciando il proprio chatbot, Bard che, come ricordavamo all’inizio, è finalmente disponibile anche in Italia.

    xAI intelligenza artificiale elon musk franzrusso.it

    La visione di Elon Musk per l’IA

    Durante un spazio live su Twitter, Elon Musk ha presentato la nuova società e la sua visione per l’IA, espremendo il suo sostegno alla regolamentazione governativa dell’IA. Ha, inoltre, suggerito l’idea di una cooperazione internazionale con il governo cinese sulla tecnologia dell’IA.

    Se potessi mettere in pausa l’IA o l’IA superintelligente, lo farei. Ma non sembra realistico,” ha detto Musk. E ancora, il CEO di Tesla crede sia possibile “far crescere” un’IA curiosa riguardo all’umanità e all’universo, e che non sia pericolosa. Musk ha previsto che un’IA più intelligente degli umani sarà realtà tra cinque o sei anni, una tempistica più breve rispetto a quella prevista dalla maggior parte dei ricercatori in Intelligenza Artificiale.

    Durante lo space, Musk ha accolto con favore la supervisione governativa e ha detto di aver avuto recentemente conversazioni con alti funzionari del governo cinese riguardo ai rischi dell’IA e alla regolamentazione.

    Il Futuro dell’Intelligenza Artificiale

    La competizione nell’IA è ora feroce. Google, Microsoft e altre grandi aziende tecnologiche hanno da anni investito miliardi di dollari nella ricerca sull’IA, integrando le loro scoperte in prodotti esistenti come Google Search o per rendere i loro data center più efficienti. L’anno scorso, OpenAI ha suscitato una nuova ondata di entusiasmo attorno alla tecnologia rilasciando ChatGPT direttamente ai consumatori, permettendo loro di vedere gli avanzamenti nell’IA.

    Durante l’evento Twitter Spaces, Musk ha affermato che ci vorrà del tempo prima che xAI raggiunga il livello di OpenAI e Google. Ha inoltre parlato a lungo del suo recente viaggio in Cina, dove ha incontrato alti funzionari governativi e leader aziendali. Ha affermato di credere che la Cina stia regolamentando aggressivamente la propria industria dell’IA e che abbia avvertito i funzionari governativi che un’IA super intelligente potrebbe sottrarre il controllo del paese al Partito Comunista Cinese.

    Il difficile problema di Taiwan una volta risolto, spero che ci saranno relazioni positive tra Cina e Stati Uniti,” ha detto Musk. “Probabilmente avremo una strada accidentata tra ora e allora.

    Curiosità. La storia di Musk con la lettera X risale a molto tempo fa. La sua ex startup di servizi bancari online, X.com, è poi diventata PayPal.

    Nonostante le sfide, Elon Musk rimane deciso a plasmare il futuro dell’intelligenza artificiale con la sua nuova compagnia, xAI, portando la competizione nel settore dell’IA a un nuovo livello.

    Vedremo se riuscirà. Certamente, se decidesse di occuparsi solo di IA e la smettesse di occuparsi di Twitter sarebbe pure meglio.

  • Su Internet si parla per lo più Inglese, un rischio per l′AI

    Su Internet si parla per lo più Inglese, un rischio per l′AI

    L’Inglese domina su Internet, ma molte lingue sono quasi assenti. Questo squilibrio potrebbe influenzare l’Intelligenza Artificiale, che rischia di favorire l’inglese, marginalizzando altri idiomi.

    Internet è diventato una parte integrante della vita di circa il 63% della popolazione mondiale, con oltre 5 miliardi di persone connesse digitalmente. Resta ancora, purtroppo, attuale il dato di circa il 37% della popolazione mondiale che non ha accesso a Internet.

    Ora, questa enorme massa di individui proviene da tutte le parti del mondo e parla migliaia di lingue diverse, molte delle quali si possono trovare online, dall’urdu al catalano.

    Ma di recente, uno studio condotto da Rest of World in collaborazione con W3Techs, azienda austriaca specializzata in web scanning, ci mostra un quadro diverso.

    I madrelingua inglese sono il 5% della popolazione globale

    Secondo i dati raccolti da questo studio, oltre la metà dei siti web utilizza l’inglese come lingua principale, una percentuale sorprendentemente alta considerando che i madrelingua inglesi costituiscono meno del 5% della popolazione globale.

    inglese lingua usata internet web franzrusso.it

    Al contrario, le lingue più parlate nel mondo come il cinese e l’hindi, nonostante la loro vasta diffusione, sono rispettivamente presenti solo nell’1,4% e nello 0,07% dei domini. Lingue come il bengalese e l’urdu, parlate da centinaia di milioni di persone, sono quasi assenti online.

    Da quello che sappiamo, W3Techs monitora principalmente i linguaggi di programmazione utilizzati online. La società quindi scandisce regolarmente i domini pubblicamente accessibili, categorizzandoli per lingua e fornendo rapporti in tempo reale ai suoi clienti. I dati raccolti sono stati poi comparati con le statistiche sull’uso delle lingue a livello mondiale, fornite da Ethnologue, un’organizzazione no-profit riconosciuta come autorità mondiale in materia di lingue.

    Alcune lingue europee su Internet sono inesistenti

    La combinazione di questi due set di dati mostra un’evidente sovrarappresentazione e sottorappresentazione di alcune lingue sul web. L’inglese, il tedesco e il giapponese dominano l’internet molto più di quanto non facciano tra i parlanti nativi, mentre molte lingue non europee sono quasi inesistenti online.

    Le organizzazioni internazionali vedono questa discrepanza come un segnale preoccupante per il futuro. Già nel 2003, l’UNESCO esortava i settori pubblici e privati a mantenere contenuti online in tutte le lingue umane. Tuttavia, con l’espansione del web, il divario tra le lingue parlate e quelle utilizzate online non ha fatto che aumentare.

    Bhanu Neupane, manager presso l’UNESCO che si occupa di inequità linguistica, ha espresso la preoccupazione di un futuro in cui solo una manciata di lingue avrà una presenza significativa online. “Il mondo sta convergendo,” ha detto Neupane, “e tra 15 anni potrebbero esserci solo cinque o dieci lingue che vengono effettivamente utilizzate nelle attività commerciali e online.

    inglese lingua usata web

    Anche se i dati presentano delle limitazioni (ad esempio, non tengono conto dei contenuti non pubblicamente accessibili come le app e i social network), il messaggio di fondo è chiaro. Milioni di persone non madrelingua inglesi sono costrette a utilizzare il web in una lingua.

    Le indagini sulla questione variano, ma la valutazione dell’UNESCO è coerente con i risultati di W3Techs, che mostrano solo 14 lingue presenti in più dell’1% dei domini.

    Se vi state chiedendo quale sia la situazione dell’italiano, la risposta è nel grafico che vedete in alto e ci illustra che la nostra lingua sul web è usata per l’1,9%, a fronte di uno 0,81% di persone che la parlano a livello globale.

    In ogni caso, è importante considerare alcune limitazioni di questo set di dati. Le informazioni provengono da scansioni di siti web pubblicamente disponibili, quindi qualsiasi cosa si trovi dietro un login, come app e social network, non viene probabilmente conteggiata. Questo potrebbe implicare una sottostima particolare del web cinese, sebbene sia difficile determinare l’entità di questa discrepanza.

    Inglese e Internet, limiti per l’Intelligenza Artificiale Generativa

    Anche all’interno di social media accessibili al web, come Reddit, le scansioni non sono progettate per esaminare ogni pagina di un dominio, il che significa che potrebbero essere sottostimati anche le comunità non anglofone presenti su siti in lingua inglese.

    Nonostante queste considerazioni, l’immagine complessiva è difficile da ignorare.

    Milioni di persone, dunque, che non hanno l’inglese come lingua madre, o che non parlano affatto inglese, si trovano costrette a utilizzare il web in una lingua diversa da quella con la quale sono cresciuti.

    Questa realtà assume una rilevanza ancora più grande se consideriamo che i testi disponibili pubblicamente su Internet vengono spesso utilizzati per formare grandi modelli linguistici, come Bard e GPT-4.

    In pratica, il punto chiave è che se l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale generativa, come Bard e GPT-4, si basa in gran parte su testi disponibili in inglese, allora si rischia di creare programmi che favoriscono l’inglese e forse non riuscirebbero a comprendere o generare efficacemente contenuti in altre lingue.

    Tutto questo crea una sorta di squilibrio digitale, in cui l’intelligenza artificiale può finire per essere ottimizzata prevalentemente per coloro che parlano inglese, a discapito di coloro che parlano altre lingue.

  • Tech Vision 2023, l′AI guida il cambiamento del lavoro

    Tech Vision 2023, l′AI guida il cambiamento del lavoro

    La Tech Vision 2023 mette al centro l’Intelligenza Artificiale Generativa. Secondo lo studio di Accenture fino al 40% delle ore lavorative potrà essere potenziato dall’IA basata sul linguaggio. E l’AI porterà alla creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori.

    L’ultima edizione del report Accenture Technology Vision 2023Quando gli atomi incontrano i bit” indaga le tendenze che caratterizzeranno il futuro dello sviluppo tecnologico. Questo studio si propone di anticipare i principali trend che avranno un impatto significativo sulle imprese e sui consumatori, nei prossimi anni. Uno dei principali punti di interesse di questo rapporto è l’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa e le sue implicazioni per il mondo degli affari e della ricerca scientifica.

    L’Intelligenza Artificiale Generativa, insieme ad altre tecnologie all’avanguardia, sta aprendo la strada a un nuovo futuro in cui la fusione tra digitale e fisico va oltre la creazione di nuovi prodotti e servizi. Questa convergenza si sta rivelando essere il traino di una nuova era di scoperte scientifiche. Sotto il focus principale del report, troviamo anche l’importanza dell’aggregazione e dell’utilizzo responsabile dei dati come driver fondamentale di questa nuova realtà.

    accenture tech vision 2023 AI lavoro

    Al centro dell’attenzione, come dicevamo in apertura, c’è l’Intelligenza Artificiale Generativa, poiché offre un potenziale notevole nell’aumentare le capacità umane.

    Secondo lo studio di Accenture, e qui arriviamo alla prima grande notizia che si desume dal rapporto, si stima che fino al 40% delle ore lavorative potrebbe essere supportato o potenziato dall’intelligenza artificiale basata sul linguaggio. I dirigenti aziendali sono consapevoli dello sviluppo di questo fenomeno e riconoscono che i modelli di base dell’AI avranno un ruolo significativo nelle strategie delle loro organizzazioni nei prossimi tre/cinque anni.

    Già di per sè, pensare che il 40% delle ore lavorate verrà gestito dall’intelligenza artificiale è uno dei dati più interessanti della ricerca. Ma non c’è solo questo, perché Mauro Macchi, amministratore delegato di Accenture Italia, nella conferenza di presentazione della ricerca tenutosi nell’ACIN di piazza Gae Aulenti a Milano, ha dichiarato che l’IA renderà necessario un percorso di upskill che coinvolgerà 9 milioni di lavoratori e la creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori.

    Oggi l’Italia – dichiara Mauro Macchi, CEO di Accenture Italia – “ha la grande opportunità di raggiungere i livelli di produttività dei principali paesi accelerando l’adozione delle tre tecnologie che rappresentano il digital core delle organizzazioni contemporanee: cloud, dati e intelligenza artificiale. Ciò consentirà di mettere in pratica quella che in Accenture definiamo una reinvenzione totale, una trasformazione continua, consapevole e responsabile in cui la tecnologia gioca il ruolo di abilitatore del cambiamento. Questo, insieme ad un dialogo sempre più strutturale tra pubblico e privato, consentirà di aumentare la competitività e guidare la crescita. Il nostro Sistema Paese sarà in grado di vincere questa sfida solo se riuscirà a sincronizzare ed indirizzare opportunamente le trasformazioni nella tecnologia, nello sviluppo di nuove competenze e nei meccanismi organizzativi.

    L’Intelligenza Artificiale Generativa è senz’altro la tecnologia più promettente e la sua adozione renderà necessario formare non solo i nuovi talenti ma, soprattutto, la forza lavoro attuale con l’upskilling/reskilling di 9 milioni di lavoratori. Investire in formazione porterà anche alla creazione di 2,5 milioni di nuovi lavori direttamente collegati a questa tecnologia“.

    La Technology Vision 2023 di Accenture, che coinvolge 4.777 aziende in 34 paesi e 25 settori merceologici, identifica quattro tendenze fondamentali che caratterizzeranno il prossimo futuro. La prima tendenza è l’AI generativa, considerata dagli intervistati come il co-pilota dell’ingegno e delle capacità umane, stimolando creatività e innovazione. La seconda tendenza riguarda l’identità digitale e la sua importanza come punto di congiunzione tra il mondo digitale e quello fisico. La terza tendenza evidenzia la raccolta e l’utilizzo consapevole dei dati, riconoscendo che i dati sono diventati un fattore chiave di differenziazione competitiva per tutte le organizzazioni in tutti i settori. Infine, la quarta tendenza sottolinea la dialettica tra scienza e tecnologia, in cui l’una accelera il progresso dell’altra.

    La digital identity, la gestione consapevole dei dati e la stretta connessione tra scienza e tecnologia stanno ridefinendo il panorama dell’innovazione. Le aziende devono adattarsi a queste nuove sfide per rimanere competitive. La digital identity rappresenta un imperativo strategico per le organizzazioni, mentre il corretto utilizzo dei dati è considerato un fattore chiave di differenziazione competitiva. Inoltre, la sinergia tra scienza e tecnologia promette di affrontare le sfide più pressanti dell’umanità.

    La gestione delle identità digitali, in particolare, sta aprendo nuovi orizzonti, permettendo un’approccio radicalmente diverso alla condivisione e alla proprietà dei dati. Con l’introduzione di sistemi di core digital identity, l’ecosistema dei dati si basa sempre più sul consenso e sul valore, garantendo maggiore sicurezza e fiducia per le organizzazioni e i loro stakeholder.

    La raccolta e l’utilizzo consapevole dei dati sono diventati prioritari per le aziende, in quanto riconoscono che i dati sono diventati un’importante fonte di vantaggio competitivo. Attraverso l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati, le aziende possono trarre informazioni significative per migliorare l’efficienza operativa, rafforzare le relazioni con i clienti e affrontare le sfide chiave nel loro settore.

    Accenture, in risposta a queste tendenze, ha creato il Generative AI and Large Language Model (LLM) Center of Excellence, che riunisce un vasto team di esperti dedicati all’AI generativa. Con un investimento di 3 miliardi di dollari in tre anni, Accenture mira a rafforzare la propria divisione AI e a lanciare la piattaforma AI Navigator for Enterprise.

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