Tag: internet

  • Lo stato del web in Europa

    Interessante studio di Royal Pingdom che questa volta ci illustra lo stato del web in Europa. L’Italia è sesta per il numero di utenti sul web, male invece per quanto riguarda la penetrazione del web nel nostro paese

    Lo studio in questione si proponeva di analizzare i paesi europei da un punto di vista del numero dei navigatori in internet e dal punto di vista della penetrazione del web all’interno di ciascun paese. La situazione viene analizzata per ogni singolo paese in quanto, sottolinea il rapporto, quando si parla di Europa non è come parlare di Usa. Le distinzioni sono nette e tali da avere risultati differenti, non considerabili nel complesso. I risultati sono, dunque, da considerare con attenzione. (altro…)

  • Il web oggi, un enorme contenitore di dati

    Chissà quante volte vi sarà capitato di chiedervi “ma quanto è grande il web?”. Non è certo facile rispondere, ma con questa infografica proviamo ad avere un’idea di quanto è grande la Rete.

    La rete sin da quando è stata creata è in costante crescita, nel senso delle dimensioni, diventando ad oggi un enorme contenitore di dati quasi impossibile da misurare. Sappiamo tutti oggi l’impatto del web sul nostro lavoro o sul nostro tempo libero, tramutandosi in una costante raccolta di dati sul web. Provate a pensare questo motiplicandolo per l’intera popolazione di internauti nel pianeta. Ne viene fuori una marea di dati, attraverso milioni di siti web. Se a questo aggiungiamo anche che mediamente un utente trascorre 25 ore al mese su facebook, con tutto quello che si deposita sulla propria pagina direi che è impossibile misurare la rete. (altro…)

  • In Finlandia il Web è un Diritto

    Da ieri in Finlandia il web è un diritto legale per ogni cittadino, definendola servizio universale. E’ il primo paese al mondo ad adottare questo provvedimento. E in Italia?

    Il web è un Diritto

    La notizia è di quelle che desta particolare attenzione, specie se si pensa che nel nostro paese ci sono zone dove si va ancora a 56kbps, a Nord come a Sud. Da ieri in Finlandia ogni cittadino, oltre 5 milioni di abitanti, ha garantito per diritto una connessione a banda larga di almeno 1 Mbps! Avete letto bene, 1 Mega e non 56 k. (altro…)

  • I conti carta vivacizzano l’internet banking

    Secondo i dati del rapporto DigitalFinance, realizzato da Nielsen Online e CommStrategy, a chiusura del 2009 gli italiani che usano Internet per il banking sono 7,7 milioni. 5,5 milioni utilizzano il proprio conto su Internet almeno una volta nel mese mentre 2,2 milioni si fermano alla consultazione delle pagine pubbliche dei siti delle banche. Cresce l’interesse verso i conti carta, che raccolgono l’attenzione di più di 250 mila consumatori al mese.

    Nielsen Online – CommStrategy

    Sono 5 milioni e mezzo gli italiani che hanno utilizzato i servizi di internet banking nel mese di dicembre 2009, pari a circa il 25% della popolazione online. Per il 72% sono clienti dei primi tre gruppi sul mercato, i quali accedono al proprio conto utilizzando, oltre agli sportelli e agli ATM, Internet sul pc e in misura crescente sul cellulare. Si tratta di un segmento maturo, che nel 65% dei casi ha almeno 35 anni e presenta consumi internet superiori del 55% alla media per quanto riguarda i principali indicatori: tempo, sessioni, pagine viste.

    Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, i clienti attivi sono cresciuti di circa mezzo milione, quasi esclusivamente grazie al contributo delle banche tradizionali che hanno convinto una quota crescente della propria clientela a usare i servizi online, arginando la concorrenza delle banche dirette, la cui quota di mercato sembra aver raggiunto un limite fisiologico.

    Tra i grandi gruppi tradizionali, si registra la buona prestazione di MPS che recupera il terreno perduto negli anni passati grazie a una offerta di prodotti sottoscrivibili a distanza che è oggi la più ampia sul mercato (conti correnti, carte prepagate, conti deposito, PCT) e all’aggiornamento delle politiche di sicurezza sul canale Internet.

    Un fenomeno emergente è invece rappresentato dai conti carta. Immessi sul mercato in una fase caratterizzata da tassi estremamente ridotti, i conti carta associano le caratteristiche dei conti correnti low cost con quelle delle carte ricaricabili, intercettando i bisogni bancari di base di una parte di consumatori che è costretta a rinunciare alla remunerazione della liquidità e non è disponibile a sostenere costi di gestione per l’accesso a servizi internet di base, come bonifici e ricariche.

    “Il mercato potenziale dei conti carta è in primo luogo rappresentato da individui ad elevato consumo digitale, cioè coloro che trascorrono online oltre due ore al giorno (il doppio della media internet), fruendo dei contenuti web in modo più frequente e al tempo stesso più rapido – commenta Cristina Papini, Sales & Project Manager Nielsen Online -. L’analisi per età evidenzia una coerenza con il segmento degli home bankers, mentre si registrano importanti differenze di genere (gli uomini sono il 66%), che nella clientela banking risultano ormai meno marcate (58% uomini e 42% donne)”.

    “Gli strumenti di pagamento alternativi al cash non sono ancora di largo uso: un cliente delle banche su tre di coloro che hanno usufruito dell’informativa online ha controllato saldo/movimenti delle carte – commenta Fiamma Petrovich Senior Manager Commstrategy – con 4 milioni di accessi a questo servizio nel mese di dicembre. I player specializzati nelle carte catalizzano poi 2 milioni di clienti sullo stesso servizio, con un’ampia sovrapposizione sulla clientela delle banche: si tratta soprattutto del segmento alto di clientela, quello che ha a propria disposizione più di una carta. L’ampia diffusione di prodotti come i conti carta, affini a un profilo di utenza che usa la carta come un borsellino e il web come un ATM, dovrebbe contribuire in modo significativo alla riduzione dell’uso prevalente delle banconote, e del relativo costo per il sistema paese, come auspicato da Banca d’Italia.”

  • Il Web è Libertà!

    Di recente, si è tentato sempre più spesso di reprimere il web, in Italia come in Europa, mentre dall’altra parte dell’Oceano c’è chi combatte una battaglia diversa, come Yoani Sanchez.

    Yoani Sanchez

    La realtà che viviamo noi è totalmente diversa, dal punto di vista della diffusione e della libertà del web, da quella che si vive in altri paesi. In alcuni casi, sempre più frequenti, la classe dirigente politica, come è accaduto anche in Italia, ha cercato di contrastare la forza del web anzichè valorizzarla e raffozzarla, rendendolo elemento fondamentale per la crescita anche culturale di un paese. Yoani Sanchez a Cuba vive una situazione completamente diversa. La battaglia che conduce tra mille difficoltà è quella di rendere il web libero per tutti. (altro…)

  • Internet è un Diritto Fondamentale

    Da un sondaggio a livello mondiale condotto dalla Bbc risulta che 4 persone intervistate su 5 ritiene che il web sia un diritto fondamentale. Anche la Regina Elisabetta.

    Il sondaggio è stato condotto da Bbc World Service su 26 paesi di tutto il mondo (non c’è l’Italia) tra novembre 2009 e febbraio 2010. Il risultato più importante che viene fuori è che 4 persone su 5 ritiene che il web sia un Diritto Fondamentale, un diritto del quale oggi non si può fare a meno. La pensano così in Turchiai, 90%, in Corea del Sud, 96%, in Cina, 87%, paesi in cui, come la Cina appunto, il web è sottoposto a restrizioni. Basti pensare alla recente questione Google-Cina per rendersene conto, tanto per citare un esempio recente.  (altro…)

  • Sul web alla ricerca di notizie

    Uno studio americano ha messo in evidenza che il web risulta essere uno degli strumenti più utilizzati per reperire notizie, più della carta stampata o della radio.

    Social MediaLo studio è stato condotto da Pew Internet che ha voluto indagare su come e dove gli americani reperiscono le notizie. Il campione utilizzato era costituito da 2259 persone e il risultato è stato che i tre quarti, quindi il 75%, usa il web come fonte per le notizie, facendo in modo che poi possano diffondersi attraverso le mail oppure come post sui vari social network, e il 52% poi usa entrambi i metodi. Da qui l’enorme diffusione delle notizie attraverso la rete. (altro…)

  • Google e la Libertà sul Web

    La condanna dei tre dirigenti di Google per il video in cui un ragazzo affetto da autismo veniva picchiato, non solo è un evento fino ad ora unico nel suo genere, ma pone un serio dubbio sulla libertà sul web.

    Comincio subito col dire che non sono d’accordo con questa sentenza, ancor prima di leggerne le motivazioni. Il rischio che da oggi nonn si sia più liberi sul web c’è e rischia di subire sviluppi ancora più pericolosi. Dire che Goole è responsabile insieme a quei balordi che picchiano nel video quel ragazzo a mio avviso è una forzatura. E’ la prima volta che una corte di un paese, evoluto sotto tutti i punti di vista, si prende la briga di mettere a giudizio l’azienda che ha messo in piedi il motore di ricerca sul web più potente. Con questo non voglio dire che Google sia intoccabile. Ma è strano. (altro…)

  • L’UE, la Privacy e i social network

    Dall’UE arriva uno stop ai social network per ciò che riguarda la privacy. Viviane Reding, commissario alle telecomunicazioni, sul suo sito: “Internet non diventi una giungla”.

    Privacy e sicurezza
    Privacy e sicurezza

    Come abbiamo già scritto, Facebook ha raggiunto oltre 200 milioni di iscritti e si acuisce di fatto il problema privacy sui social network. E dopo l’appello del Garante sulla Privacy Pizzetti, da sottolineare quello del Commissario Responsabile delle Telecomunicazioni dell’Ue, Viviane Reding, che stringe la morsa sulla protezione dei domini privati su internet e sugli altri supporti elettronici chiedendo, con una campagna, una revisione della legislazione europea a riguardo.

    In un video-messaggio sul suo sito istituzionale, la Reding affronta il tema della tutela delle informazioni personali nell’era digitale e se la prende anche con i social network: “Vuoi che internet diventi una giungla? Potrebbe presto accadere, se non si riesce a controllare l’uso dei vostri dati personali online – questo l’inizio dell’appello del commissario, che poi continua – la privacy è un aspetto importante della cultura europea, tutelato per anni dalle legislazioni. Credo sia un diritto di tutti i cittadini europei controllare come le proprie informazioni personali vengano utilizzate”.

    Il Commissario per le Telecomunicazioni ha avvertito che l’Unione europea agirà contro gli stati membri che non applicheranno le regole per assicurare la privacy e per garantire che i cittadini possano dare il loro parere prima del trattamento dei loro dati personali. Facebook e compagnia sono dunque i primi della lista per l’enorme potenziale di comunicazione che avvicina le persone ma le rende più vulnerabili. Soprattutto per quanto riguarda l’identità dei minori. “Credo che almeno i profili dei minorenni dovrebbero essere esclusi dai risultati dei motori di ricerca – spiega Viviane Reding – la Commissione europea ha già richiamato i principali siti di social networking a trattare i dati dei minori con maggiore attenzione, soprattutto tramite l’auto-regolamentazione”.

  • Il Web in Italia? Un Posto Pericoloso

    Ma veramente il web e i bloggers in generale in Italia possono costituire un problema? Purtroppo la risposta sembra essere di si. Ma soprattutto questa considerazione è generata dall’ignoranza verso le nuove tecnologie nel nostro paese. Lo dice Luca Sofri in un suo articolo su The Huffington Post.

    Ormai da giorni, da mesi anche, sembra che nel nostro paese si voglia colpire il Web in maniera diretta e anche indiretta. Mentre il altri paesi il web contribuisce a migliorare i rapporti in generale, a velocizzare i rapporti con le istituzioni pubbliche, a formare una nuovo modo di fare informazione, più veloce, indipendente e dinamica, a migliorare le relazioni sociali. Ebbene tutto questo nel nostro paese non viene riconosciuto fino in fondo, altrimenti non si spiegherebbero queste continue mortificazioni proprio ai danni del web e dei blogger italiani. Venerdì scorso su The Huffington Post, il blog di Arianna Huffington famosissimo in Usa anche per aver sostenuto la candidatura di Obama alle recenti elezioni presidenziali, è apparso un articolo di Luca Sofri dal titolo “In Italy, the Web is Going to Be a Really Dangerous Place”, abbastanza eloquente sulla situazione attuale. Anche in questo blog ho trattato dell’argomento qui e qui a proposito delle ultime vicende che hanno riguardato alucni provvedimenti inseriti nel disegno di legge sulla sicurezza. Luca Sofri dice che i nostri politici e i media in generale sono ignoranti riguardo a internet e alle nuove tecnologie. E che la cosa di cui si parla di più in questo periodo è Facebook. Impossibile dargli torto. Anch’io ho parlato spesso di Facebook, lo so, ma ho sempre cercato analizzarlo a fondo per verificare le potenzialità, che sono tante. Rimane un eccellente luogo di condivisione, questo sì.

    Il decreto sulla Sicurezza, come sappiamo, prende di mira esageratamente i blogger, in virtù del principio di voler perseguire crimini efferati, come la pedofilia o l’inneggiare alla Mafia come è accaduto su Facebook, senza tener conto che i provvedimenti contenuti nel decreto colpirebber tutti i blogger senza distinzione, minando pesantemente la libertà di poter esprimere il libero pensiero. Come continua Sofri, in Italia “i blogger non stanno combattendo contro una dittatura come quella del Myanmar, ma stanno contrastando l’ignoranza e l’arroganza” che padroneggia tra i nostri politici. Sottoscrivo pienamente queste parole, come credo la gran parte di bloggers ma anche tutti coloro che vedono nel web n modo per poter crescere.

    E ribadisco una domanda rivolta a tutti i politici. Come mai negli Usa Obama vince le elezioni presidenziali con l’aiuto fondamentale del Web e in Italia invece si tende ad ignorarlo, o piuttosto a mortificarlo? Sarei ben felice di ospitare su questo blog l’opinione di chiunque voglia controibuire al dibattitto, politici compresi.

    (ringraziamento particolare a Patrizia Filippetti per la segnalazione)

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