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  • MoneyFarm, nuovo finanziamento di 2,65 mln di euro da Principia SGR

    MoneyFarm, nuovo finanziamento di 2,65 mln di euro da Principia SGR

    MoneyFarm la Startup della finanza nata dal web continua a crescere. Raccoglie un aumento di capitale di 2,65 mln di euro a pochi mesi dall’esordio online, ottenendo così la fiducia di Principia SGR per poter investire in sviluppo e consolidamento sul mercato italiano

    moneyfarm_logo[dropcap]I[/dropcap]fondatori di MoneyFarm sono fra gli esponenti emergenti del Fin Tech in Italia: Paolo Galvani, Giovanni Daprà e Andrea Scarso hanno lanciato un’idea, già visualizzando il loro progetto di consulenza online come un’azienda a tutti gli effetti. Queste caratteristiche hanno convinto prima Annapurna Ventures e JV Capital, e ora Principia, che oggi finanzia MoneyFarm con un’iniezione di capitale pari a 2,65 mln di Euro. MoneyFarm è una SIM (società d’intermediazione mobiliare), autorizzata da Banca d’Italia e iscritta all’albo Consob, che lo scorso agosto ha debuttato sul web con MoneyFarm.com, aprendo la strada nel nostro mercato alla consulenza indipendente via Internet, o meglio all’utilizzo di tecnologie avanzate per «democratizzare» l’accesso a prodotti finanziari più efficienti e innovativi.

    In pratica, MoneyFarm è una piattaforma web molto intuitiva di raccomandazioni personalizzate che fanno l’interesse del risparmiatore, a seconda del suo profilo e degli obiettivi. Basta un computer. Una volta che siete sul portale, il primo passo è il questionario. In questo modo, si classifica il tipo d’investitore e la sua propensione al rischio. Un potenziale investitore può essere «prudente», «misurato», «equilibrato», «curioso», «avventuroso», «intrepido». In linea di massima, vengono proposti portafogli conservativi, adatti ai risparmiatori, non agli speculatori.

    L’obiettivo ambizioso di MoneyFarm è quello di restituire agli italiani il potere di conoscere per decidere consapevolmente; di offrirgli la consapevolezza di poter verificare sempre e in modo autonomo i propri investimenti. Da qui nasce il suo slogan «Power to the Saver». Questa per la Startup è stata la prima fase di lancio, in cui, numeri alla mano, MoneyFarm ha già totalizzato 200 clienti per un totale di 20 milioni di investimenti sotto la voce “consulenza”.

    Penso che il progetto di MoneyFarm sia un primo passo in quella che è e sarà una rivoluzione nell’ambito dei servizi di finanza personale. Rivoluzione che cambierà il rapporto del risparmiatore, trasformandolo in consumatore sempre più consapevole delle proprie esigenze. Su queste premesse, MoneyFarm potrà diventare un leader di un settore, che è destinato a modificarsi così intensamente. Come Principia vogliamo sostenere il progetto e soprattutto i suoi promotori che dimostrano tutte le competenze e l’entusiasmo necessari”, dichiara Andrea Di Camillo, Responsabile Fondi e Investimenti di Principia SGR.

    Il capitolo successivo di crescita si apre proprio grazie a questo nuovo input di risorse finanziarie, che saranno investite sia in sviluppo tecnologico sia nel consolidamento sul mercato italiano. MoneyFarm inaugura quindi i nuovi uffici di Cagliari, dove avranno sede la tecnologia e il customer service. Con il finanziamento di oggi, la piattaforma di consulenza finanziaria online potrà anche offrire servizi aggiuntivi (ricezione e trasmissione ordini), che renderanno la vita degli utenti-risparmiatori ancora più semplice, per fare tutto ciò che gli serve in pochi “click”.

    MoneyFarm, le origini

    La start up MoneyFarm nasce in concomitanza con altri casi collaudati in America e Gran Bretagna come Wealthfront, Simple, NutMeg e Personal Capital. Ora la professione di www.moneyfarm.com è quella di dispensare consigli via Internet su come investire i risparmi, in cambio di un minimo abbonamento mensile che parte da 9,99 euro. L’intenzione è quella di “educare” e “responsabilizzare” il piccolo medio risparmiatore, quello che ha dai 30 / 50 ai 100 mila Euro e che non sa come investirli. MoneyFarm.com guida l’investitore passo dopo passo per permettergli di riprendere il controllo delle sue finanze.

    Commentando il finanziamento appena ottenuto, Paolo Galvani, CEO e co-fondatore di MoneyFarm spiega:

    “Con Giovanni, ci siamo incontrati per fortuna o per destino quando lavoravamo a Londra in Deutsche Bank. E’ da lì che è partita la nostra avventura di trasformarci in consulenti finanziari via Internet. Volevamo scommettere su noi stessi e su un progetto che sentivamo,. Per imprenditori della finanza come noi una delle principali sfide con cui misurarci è trovare capitali iniziali per poter partire. Pensiamo di avercela fatta: abbiamo convinto Annapurna Ventures e JV Capital. Ora abbiamo ottenuto la fiducia di Principia”.

    “La vera novità in campo finanziario è offrire soluzioni alle necessità reali dei risparmiatori più che concentrarsi sulle esigenze di chi il prodotto lo vende. E noi di MoneyFarm vorremo essere tra gli attori di questo cambiamento.Il nostro orizzonte sono i piccoli medi investitori, una nicchia di mercato interessante e finora trascurata dal sistema tradizionale. Ci siamo lanciati in corsa per colmare questo «gap» della consulenza. Non è sempre  tutto rose e fiori quando ti proponi con idee innovative, ma puntiamo veramente ad una nuova formula di gestione del risparmio grazie alla democratizzazione consentita dalla rete”, aggiunge Giovanni Daprà, Direttore Investimenti e co-fondatore di MoneyFarm

  • Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker che seguiamo ormai da tempo ha annunciato oggi di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. La startup bolognese si così porta in primo piano nell’ambito dei servizi online internazionali

    spreaker logoSiamo particolarmente felici nel dare questa notizia anche perchè seguiamo Spreaker praticamente da quando è nata e abbiamo sempre seguito con interesse tutte le varie tappe che ne hanno segnato il percorso in crescita di questa startup nata a Bologna nel 2010, molto conosciuta e usata in Italia e anche negli Usa. Spreaker è la piattaforma che ti permettere di creare podcast LIVE e di condividerli e distribuirli facilmente in Rete e oggi ha annunciato di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. Una uova tappa importante per la startup bolognese che, grazie a questo nuovo traguardo, si porta in primo piano nel panorama internazionale dei servizi sul web.

    Un milione di utenti registrati, una FanPage con più di 25 mila like, 500 mila iscritti attraverso l’app di Facebook, la grande forza del prodotto sta nella sua estrema semplicità d’uso e nel grande potenziale di utilizzo.

    Ogni mese sulla piattaforma si contano più di 48 mila ore di registrazione: i produttori, in maggioranza americani e italiani, raccontano e si confrontano su svariati temi d’attualità: dalle recenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, alla cronaca dell’ultima partita della squadra del cuore, alle trasmissioni tech per gli amanti della Rete e delle ultime novità in ambito mobile.

    Artisti come i Ting Tings hanno presentato in diretta mondiale il loro primo album chattando con i fans e ricordando attraverso alcuni brani chiave il loro percorso discografico; i protagonisti delle primavere arabe hanno portato le loro testimonianze in diretta dalle piazze delle rivoluzioni, gli Indignados hanno raccontato attraverso la piattaforma l’occupazione delle principali piazze spagnole.

    Quindi non solo musica e intrattenimento ma anche informazione e attenzione ai fatti che accadono nel mondo, con la possibilità di veicolare e condividere messaggi in audio e interagire con utenti da ogni parte del mondo. Questa la grande forza di Spreaker.

    Per il 2013 l’azienda ha come obiettivo incrementare la crescita degli utenti focalizzandosi sul miglioramento dell’offerta mobile che avrà sempre maggiori tool professionali per un’ottima qualità della registrazione. Allo stesso tempo verranno migliorati gli strumenti web per favorire ed arricchire l’esperienza utente.

    A questo punto non ci resta che fare i complimenti allo straordinario team di Spreaker e augurare traguardi ancora maggiori. E ovviamente noi saremo qui a raccontarveli!

  • Cresce il Mobile in Italia e in Europa

    Cresce il Mobile in Italia e in Europa

    Da una recente indagine condotta da comScore in EU5 (Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito) la penetrazione degli smartphones è al 53,7% con 130 milioni di persone che li posseggono. E tra questi il 15,5% possiede un tablet, dato in crescita rispetto allo scorso anno

    Cresce l’uso dei dispositivi mobili in Europa e anche nel nostro paese. Ricordiamo che il nostro paese da questo punto di vista è uno dei paesi che possiede il numero di smartphones più alto, di conseguenza sappiamo bene quanto si alta la penetrazione degli smartphones nel nostro paese. Però oggi ne abbiamo un’ulteriore conferma da questa recente ricerca ad opera, avente come periodo gli ultimi tre mesi, di comScore che riporta i dati in riferimento a EU5, ossia Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito.

    Cresce il mobile in Italia e in Europa

    In sostanza il dato generale è che il 53,7% della popolazione di questi paesi possiede uno smartphone, quasi 130 milioni di persone e tra questi, il 15,5% detiene un tablet, un dato in crescita rispetto allo scorso anno quando erano 9,3%. Una crescita in un anno del 6,2% che testimonia l’effettiva crescita dei tablet in Europa.

    Se guardiamo ai singoli paesi, in Italia la percentuale è del 15,1% al pari della Francia. La percentuale più alta è del regno Unito col 17,7%, segue poi la Spagna col 16,9%. Chiude la Germania con la percentuale più bassa del 12,8%, ben al di sotto della stessa media europea.

    Allora, al di là della conferma della forte penetrazione dei dispositivi mobile nel nostro paese, che ne pensate? Anche voi siete tra il 15,1% di persone che detiene uno smartphone e un tablet? Fateci sapere

  • Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Sono donne, giovani, in quattro casi su dieci provengono dal Sud o dalle Isole. Ecco gli utenti che comprano di più e più spesso: in diversi casi acquistano in un anno più di 20 prodotti all’anno e negli ultimi tre mesi. Si aggiornano sui social network e amano condividere i propri look. Sono i risultati dell’ultimo approfondimento estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 realizzato da ContactLab

    Se è vero che non vi sono grandi differenze di genere tra chi in Italia fa acquisti online, è vero anche che lo shopping ‘modaiolo’ è ancora una pratica ad appannaggio femminile: tra gli acquirenti online di abbigliamento e calzature che hanno comprato più di sei prodotti nell’ultimo anno sette su dieci sono donne. Ma dove abitano e quanti anni hanno questi fashion addicted digitali? Due su cinque vivono al Sud e nelle Isole e più della metà ha meno di 35 anni.

    Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dalla ricerca Fashion ed e-commerce in Italia: le abitudini degli acquirenti online (disponibile in download gratuito su http://www.contactlab.com/report-ecommerce-moda), un approfondimento inedito a cura di ContactLab, estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 e condotto sull’analisi dei comportamenti dei rispondenti che hanno acquistato online nell’ultimo anno almeno un prodotto di abbigliamento e calzature.

    E-commerce-e-moda-ContactLab

    Tra gli acquirenti del settore fashion si distinguono soprattutto coloro che in un anno acquistano online più di sei prodotti di questa categoria, arrivando in molti casi a superare i 20: è con loro che ContactLab traccia il profilo tipo dei ‘fashion addicted digitali’.

    Sono utenti la cui frequenza di acquisto è significativamente più alta rispetto a quella del totale degli utenti Internet italiani intervistati nell’indagine: uno su tre, infatti, ha acquistato online negli ultimi tre mesi più di 5 volte, mentre la metà degli utenti internet nel complesso dichiara di non avere acquistato online più di una volta nello stesso periodo di tempo.  Insomma, chi acquista dai siti e-commerce dedicati alla moda, acquista di più e più spesso.

    “Poter osservare così da vicino un determinato target di utenti, in questo caso gli acquirenti online di abbigliamento e calzature, permette alle aziende del settore di comprendere meglio le abitudini e i comportamenti dei propri utenti – dichiara Emanuela Del Forno, marketing manager di ContactLab. I dettagli della fotografia scattata offrono infatti spunti utili per elaborare strategie di comunicazione e vendita in linea con le aspettative e le esigenze della propria customer base. Questa tipologia di approfondimenti fa parte di un sistema di servizi a valore aggiunto che ContactLab grazie alle sue competenze specifiche mette a disposizione di aziende e brand che vogliono approfondire il proprio mercato di riferimento”

    Il ‘profilo tipo’ del fashion addicted digitale

    L’acquirente fashion più assiduo ha un’età piuttosto giovane – concentrata tra i 25 e i 44 anni, è donna in sette casi su dieci e nel 42% dei casi risiede al Sud o nelle Isole. Questo è molto interessante poiché dimostra come – almeno in questo comparto merceologico – l’acquisto online è una pratica consolidata in queste regioni, contrariamente al ‘ritardo digitale’ che spesso viene imputato a questi territori.

    Prendendo in considerazione la frequenza di acquisto, vi è un numero decisamente alto di ‘fashion addicted digitali’82% contro il 68% del totale degli acquirenti online monitorati dall’ECBR12- che hanno effettuato almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi indipendentemente dalla categoria merceologica. Parliamo quindi di utenti che hanno un’alta frequenza di spesa e che, come per l’intero universo degli acquirenti online, comprano in rete già da anni usando l’e-commerce come una modalità di acquisto alla pari con i canali tradizionali.

    Sono high spender: uno su tre ha speso online nell’ultimo anno solo per l’abbigliamento più di 1000€, e c’è anche chi (il 15%) ha superato i 2000€. In generale oltre la metà di loro ha acquistato nell’ultimo anno beni per un valore di oltre 500€. Il dato acquisisce ancor più valore se consideriamo che il 27% di questi fashion addicted digitali ha meno di 25 anni e che nel tracciare il loro profilo la loro età non supera – in nove casi su dieci- i 44 anni. Un dato tanto caratterizzante quanto lo è la loro spesa media annua online, che si aggira sugli 850€, prevedibilmente più alta rispetto a quella dell’utente Internet Italiano (circa 650€).

    Inoltre questi acquirenti sono utenti internet più evoluti, come dimostra l’uso più consistente che fanno dei dispositivi mobili: due su cinque infatti si informano o acquistano da mobile, contro una media di tre utenti su dieci a livello nazionale. Un altro fattore degno di nota è l’utilizzo più massiccio che questi utenti fanno dei metacomparatori.

    Un target mattiniero, che fa acquisti responsabili

    In generale gli high spender del fashion, così come tutti gli altri utenti Internet italiani che hanno effettuato acquisti online, in un caso su due non hanno preferenze sull’orario di acquisto. Se però consideriamo solo gli utenti che esprimono una preferenza netta, invece di dichiarare di acquistare online indifferentemente nel corso della giornata, li scopriamo mattinieri: uno su quattro solitamente acquista prodotti di moda mentre fa colazione, mentre si reca in ufficio o comunque prima della pausa pranzo.

    Molto importante come sempre risulta essere la disponibilità del metodo di pagamento preferito sul sito prescelto per l’acquisto: per quasi nove acquirenti fashion su dieci incide sulla decisione di acquistare online.

    Tra questi utenti vi è inoltre una propensione maggiore al pagamento tramite PayPal – oltre alle carte di credito prepagate, ormai uno dei mezzi preferiti da buona parte di tutti gli acquirenti online – il che evidenzia non solo l’esigenza di un metodo più comodo interamente online, ma anche una maggiore attenzione alla privacy e alla garanzia nell’acquisto.

    Compro, mi vesto, condivido

    Infine questa parte di acquirenti forti ama condividere sui social network la propria esperienza d’acquisto: in un caso su tre scrivono recensioni e commenti sui social network, ma soprattutto amano diventare follower del brand raccontando le proprie esperienze e, nel caso dell’abbigliamento, condividendo talvolta anche i propri look.

    “Un dato molto importante per le aziende del comparto – conclude Del Forno –che possono trovare nel canale social una strada privilegiata per ottenere la fiducia dei propri consumatori e promuoverli ad ambasciatori del brand. In particolare, una strategia integrata che sfrutti le potenzialità dei diversi canali per fidelizzare e valorizzare il rapporto coi propri utenti è infatti la direzione che le aziende del settore devono seguire se vogliono fare la differenza”

    E-commerce-e-moda-ContactLab-Infografica

  • Record su Twitter per il confronto video per le Primarie del PD

    Record su Twitter per il confronto video per le Primarie del PD

    Come spesso accade per ciò che riguarda eventi importanti, BlogMeter ci offre la dimensione su Twitter del confronto video tra i candidati alle Primarie del PD. Ed è stato subito record: 127.426 tweets con picchi di 1.500 tweets al minuto. #csxfactor è stato più utilizzato dell’hashtag ufficiale #ilconfrontoskytg24

    Non che sia annoverabile tra i grandi eventi televisivi, ma per la polemica scaturita dal fatto che il confronto dovesse essere fatto sulla Tv pubblica e non su una privata, per la vignetta, che ha fatto il giro della rete proprio ieri, che ritraeva i 5 candidati alle Primarie del PD come i “Fantastici 5”, sta di fatto che ieri sera tutta l’attenzione del web italiano era rivolta al confronto andato in onda su Sky e in chiaro sul canale del digitale terrestre Cielo. E come di consueto, si attendevano i risultati dell’analisi del confronto su Twitter da parte di BlogMeter che ha registrato un vero e proprio boom di tweets. E se la scorsa settimana guardavamo al numero di tweets generati nella notte elettorale che ha visto la conferma di Barack Obama a presidente degli Usa con un picco di 327.452 TPM (tweets al minuto), guardando i dati e considerandoli in proporzione si può dire che è stato davvero un boom di tweets!

    Ma guardiamo i dati raccolti da BlogMeter, tenendo presente che i dati fanno riferimento all’hashtag ufficiale lanciato per l’occasione da Sky, #ilconfrontoskytg24, e quello non ufficiale, #csxfactor lanciato da @nomfup, che è risultato poi essere stato il più utilizzato.

    – 147.162 sono i tweets considerati durante tutto l’arco della giornata, il 67% dei quali contiene almeno uno dei due hashtag principali

    – nel periodo compreso tra la mezz’ora prima e la mezz’ora dopo la messa in onda del confronto sono stati registrati 127.426 tweets, con una media di 927 cinguettii al minuto e con tre picchi di oltre 1.500 tweet al minuto

    – 21.072 le persone che hanno twittato l’evento, generando un numero di impressions pari a circa 180 milioni

    – i picchi di discussione si sono avuti alle 21.22 quando i cinque candidati si sono rivolti a Sergio Marchionne; alle 22.22 quando Bersani e Vendola citano rispettivamente Papa Giovanni e il Cardinal Martini come figure di riferimento della sinistra; e poi alle 22.28 durante gli appelli conclusivi

    – i termini più citati in 140 caratteri sono stati quelli dei candidati, nell’ordine Renzi (42.688 tweet), Bersani (30.358), Vendola (29.336), Tabacci (16.349), Puppato (14.055). Poi Marchionne (3.998) e il tema del “lavoro” (3.448)

    – Renzi e Bersani, dal punto di vista della sentiment analysis, sono quelli che ne escono meglio con più messaggi positivi, rispettivamente 55% e 54%

    Insomma, in questa analisi c’è davvero tutto quello che occorre sapere circa il confronto su Twitter. Ed è evidente che sono dati dai quali non si può prescindere nel tentativo di dare anche un’interpretazione politica dell’evento. Bisogna considerare, in un’ottica più allargata, anche questo tipo di conversazioni, e soprattutto la politica deve cominciare a misurarsi con questo tipo di opinioni.

    Se è vero, come si dice, che il confronto di ieri potrebbe aver dato vita ad un nuovo modo di confrontarsi nella politica, con risposte secche, senza sproloqui e soprattutto cercando di andare al sodo della questione di cui si sta trattando, è anche evidente che su questo deve valere anche l’opinione che la gente esprime attraverso la Rete.

    Dalla sintesi di questi due nuovi filoni emergenti potrebbe nascere un nuovo modo di comunicare e di dialogare in politica, mettendo avanti i temi concreti e le reali ricette per risolvere i problemi.

    E coi che ne pensate? Avete seguito il confronto e avete twittato? Raccontateci la vostra esperienza.

    Confronto_Primarie_Twitter [Infografica]

  • Il Pensatore di Auguste Rodin nel doodle di Google

    Il Pensatore di Auguste Rodin nel doodle di Google

    Doodle artistico quello di oggi sulla homepage di Google, infatti quello di oggi è dedicato allo scultore e pittore francese, Auguste Rodin. E una delle sue opere più celebri si ritrova proprio al centro dello stesso doodle, Il Pensatore

    Come di consueto Google ci propone un personaggio da ricordare seguendo una logica assolutamente al di fuori di ciò che può considerarsi normale o regolare. Spesso si ricordano personaggi od eventi per i cinquant’anni, per il centenario, ma con i doodle di Google sappiamo bene che questa regola non esiste. E si conferma con il doodle di oggi, artistico, infatti è dedicato allo scultore e pittore francese Auguste Rodin per ricordare i 172 anni dalla nascita.

    Auguste_RodinAuguste Rodin, come quasi tutti gli artisti, vede riconosciuto il proprio genio artistico al di fuori di quelli che al suo tempo erano i templi della formazione artistica. Infatti venne all’esame di ammissione all’École des Beaux­Arts, lavorò come decoratore. Venne poi rifiutato al Salon, l’esposizione periodica che si teneva presso il celebre museo Louvre di Parigi, decise quindi di venire in Italia dove studiò un altro grande scultore come Michelangelo Buonarroti. Dopo l’esperienza italiana, si ripropose al Salon ed espose Nel 1878 espose L’età del bronzo, un nudo virile modellato secondo criteri talmente innovativi da attirarsi l’accusa di essere stato derivato da un calco dal vero.

    Fu poi con il Giovanni Battista, realizzato con la medesima tecnica, ma in scala maggiore del vero, che Rodin s’impose presso il pubblico francese con il suo stile straordinariamente realistico e il suo amore per la resa del movimento. Nel 1880 gli venne commissionata la porta bronzea per il nuovo Musée des Arts Décoratifs; Rodin scelse un soggetto dantesco (da cui il nome di Porta dell’inferno) e lavorò fino alla morte nel tentativo, mai condotto a termine, di realizzare una grande allegoria dell’amore e della dannazione attraverso la rappresentazione del nudo: un romantico e caotico insieme di figure, memori de Il Giudizio Universale di Michelangelo, delle illustrazioni per la Divina Commedia di G. Doré e dell’arte di W. Blake.

    Le 200 e più figure disegnate per questa porta sono alla base di gran parte delle più famose sculture di Rodin e tra queste figura Il pensatore (1880, Parigi, Museé Rodin) che oggi Google omaggia con il doodle, I borghesi di Calais (1884­88, Parigi, Mus. Rodin) e Il bacio (1888, Londra, Tate Gall.; altra versione al Mus. Rodin), una delle sue sculture più famose e che contribuì a confermare la sua fama di sculture erotico.

    Alcune delle sculture e parte della vastissima produzione grafica è oggi custodita nella casa parigina dell’artista in rue de Varenne, donata alla Francia nel 1916 e trasformata in Museo Rodin.

  • “A rete unificata” si parla di Sclerosi Multipla [Live streaming]

    “A rete unificata” si parla di Sclerosi Multipla [Live streaming]

    Trasmettiamo da Roma, grazie ad Altratv.tv, la diretta “a rete unificata” insieme a tanti altri siti, dai grandi network dell’informazione fino a tantissime webtv, il workshop “Sclerosi multipla e diritti: la persona al centro. Progetti e alleanze per la qualità di vita delle persone con SM”

    Accertamento della  e idoneità alla mansione nella sclerosi multipla, contratti collettivi e conciliazione dei tempi vita, cura e lavoro per le persone con : sono questi alcuni dei temi per i quali le persone con sclerosi multipla –  cronica, spesso invalidante e imprevedibile, tra le più gravi  del sistema nervoso centrale – si rivolgono ogni giorno ai consulenti del lavoro, assistenti sociali e neurologi del numero verde AISM. Sono proprio queste le tre sessioni che saranno discusse dagli esperti AISM nel workshop di oggi, venerdì 9 novembre, “Sclerosi multipla e diritti: la persona al centro. Progetti e alleanze per la qualità di vita delle persone con SM”.

    Tra testimonianze dirette e contributi di esperti del settore, al centro i temi più attuali e importanti legati al  e della disabilità riferite in particolare a persone con SM. Molti gli interventi previsti, che vedranno anche i rappresentanti delle principali sigle sindacali (, Cisl, Ugl, Uil), delle ASL, del Dipartimento medicina del lavoro INAIL, dell’ISCOM (Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle  dell’), della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), di  e del Consorzio Nazionale sociale Idee in rete. Ciascuna sessione vedrà la testimonianza diretta di una persona con sclerosi multipla. Il programma completo dell’incontro è disponibile a questo link.

    E anche noi ci uniremo trasmettendo per tutta la giornata l’evento anche qui sul nostro blog. #aism l’hashtag per twittare in diretta.

  • Diritto al lavoro e qualità della vita, in rete si parla di Sclerosi Multipla

    Diritto al lavoro e qualità della vita, in rete si parla di Sclerosi Multipla

    Tra testimonianze dirette e interventi di esperti del settore, in diretta “a rete unificata”, anche qui sul nostro blog grazie ad Altratv.tv, per riaffermare la qualità di vita e il diritto al lavoro delle persone con sclerosi multipla #aism l’hashtag per twittare in diretta

    smi-a-rete-unificata-9-novembre-2012Accertamento della disabilità e idoneità alla mansione nella sclerosi multipla, contratti collettivi e conciliazione dei tempi vita, cura e lavoro per le persone con disabilità: sono questi alcuni dei temi per i quali le persone con sclerosi multipla –  cronica, spesso invalidante e imprevedibile, tra le più gravi malattie del sistema nervoso centrale – si rivolgono ogni giorno ai consulenti del lavoro, assistenti sociali e neurologi del numero verde AISM. Sono proprio queste le tre sessioni che saranno discusse dagli esperti AISM nel workshop di domani, venerdì 9 novembre, “Sclerosi multipla e diritti: la persona al centro. Progetti e alleanze per la qualità di vita delle persone con SM”.

    Tra testimonianze dirette e contributi di esperti del settore, al centro i temi più attuali e importanti legati al mondo del lavoro e della disabilità riferite in particolare a persone con SM. Molti gli interventi previsti, che vedranno anche i rappresentanti delle principali sigle sindacali (Cgil, Cisl, Ugl, Uil), delle ASL, del Dipartimento medicina del lavoro INAIL, dell’ISCOM (Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione), della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), di Cittadinanzattiva e del Consorzio Nazionale sociale Idee in rete. Ciascuna sessione vedrà la testimonianza diretta di una persona con sclerosi multipla. Il programma completo dell’incontro è disponibile a questo link.

    L’evento sarà trasmesso in diretta “a rete unificata” dal Centro Congressi Frentani di Roma domani, venerdì 9 novembre, dalle ore 10.00 su Aism.it, su Altratv.tv e sulle web tv, blog, videoblog e media locali digitali del network. In live streaming anche sui grandi network editoriali come, ad oggi: Tg3 web, Dire.it, Diregiovani.it, Metronews.it, Affaritaliani.it, ilSalvagente.it, Ustation.it. E anche noi ci uniremo trasmettendo l’evento anche qui sul nostro blog. #aism l’hashtag per twittare in diretta.

  • Digital Fashion, quando alla moda piace l’E-Commerce

    Digital Fashion, quando alla moda piace l’E-Commerce

    Cresce la quota di chi ha comprato online negli ultimi tre mesi e si supera la soglia dei 12 milioni di eShopper (ad ottobre sono 12,3 milioni), con una media di 3,5 acquisti nel trimestre, secondo quanto riporta una recente ricerca di Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano con Human Highway. I prodotti ‘fashion’ più acquistati online sono capi di abbigliamento (43,7%), seguiti da scarpe (34%), accessori (32%) e borse da donna (18%)

    shopping-onlineContinua a crescere il numero di acquirenti online sul suolo italico. Gli eShopper che hanno comprato sulla rete negli ultimi tre mesi sono, stando alle rilevazioni di ottobre 2012, il 43,4% dell’universo dei navigatori internet, pari a 12,3 milioni di individui (erano 9,2 milioni un anno fa). Gli acquirenti online attivi alla rilevazione di ottobre dichiarano una frequenza media di acquisto pari a 3,5 transazioni per trimestre, poco più di una al mese, secondo l’ultima ricerca condotta da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano con Human Highway. Tra gli ultimi acquisti effettuati troviamo al primo posto i libri (16,5% del campione), seguiti dai capi di abbigliamento (12%), dai biglietti di viaggio (11,3%), dalle ricariche telefoniche (8,2%). E proprio l’acquisto di prodotti “fashion” è fra i più gettonati dai consumatori, che interrogati in proposito rivelano di aver comprato almeno una volta un capi di vestiario per il 43,7%, un paio di scarpe per il 34%, accessori per il 31,6% e borse da donna per il 18%.

    La ricerca che presentiamo oggi conferma come sia in continua crescita il numero di quanti si affidano alla rete per effettuare i propri acquisti, superando la soglia dei 12 milioni di individui negli ultimi tre mesi – commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano. Ma un altro trend colpisce nelle nostre rilevazioni periodiche ed è l’andamento molto positivo di alcuni comparti specifici, fra cui si distingue in modo particolare il “fashion”. Infatti, l’abbigliamento ormai pesa per l’11% sul totale dell’e-Commerce italiano ed è stato in grado nell’ultimo anno di mettere a segno una crescita del 33%, confermandosi la seconda voce di spesa dopo il Turismo. Un altro aspetto rilevante è che solo il 2% di coloro che hanno acquistato capi di abbigliamento online non hanno comprato prodotti di marca, a significare che il brand è un traino fondamentale per orientare all’acquisto”

    L’ACQUISTO DI PRODOTTI FASHION

    Acquisti online - Fashion

    Dalla ricerca emerge che i prodotti ‘fashion’ più acquistati online sono capi di abbigliamento (43,7%), seguiti da scarpe (34%), accessori, ovvero guanti, calze, cappelli e sciarpe (31,6%) e, infine, borse da donna (18%). Il 36% degli acquirenti online dichiara di non aver mai acquistato alcun prodotto di queste categorie. Il tipo di capo di abbigliamento più acquistato è la maglietta/maglia (20,3%), seguito dai jeans (7,5%), giacche/giacconi (5,8%) e pantaloni (5,5%). Il 7,8% di coloro che hanno confermato di aver acquistato capi di abbigliamento online in passato non cita un prodotto ma bensì un brand specifico (es. Trussardi, Dolce&Gabbana, Promod, Guess, Nike, etc…). La marca più acquistata è Bon Prix (6,5%), seguita da Nike (4,5%) e Lacoste (2,6%). Il 2,1% di coloro che ci hanno detto di acquistare capi di abbigliamento online non acquista prodotti di marca. Solo il 38% circa di coloro che hanno acquistato online in passato scarpe cita il tipo di prodotto, in particolare il tipo di scarpe più acquistato online sono quelle da ginnastica (14,7%), seguito da scarpe da uomo (3,5%) e le scarpe per bambino (3,1%). Il restante 62% ha risposto, invece, citando brand famosi al posto dei modelli, come Hogan, Geox, Merrel, Melluso, Birkenstock, ecc…

    Acquisti online categorie - Fashion

    Il 43,5% circa di coloro che in passato ha acquistato online borse da donna cita il tipo di prodotto, in particolare il 30% dice genericamente di aver comperato una borsa, il 7,6% risponde una tracolla e il 5,9% o una pochette o una valigia o uno zaino. Dall’altro lato il restante 56,5% risponde alla domanda citando direttamente un brand, come Guess, Gucci, Louis Vuitton e tanti altri.

    Tra le tipologie di accessori che è possibile acquistare online, i più gettonati sono le cinture (20,1%), seguite da sciarpa (7,8%), guanti (7,6%) e portafogli (6,3%). Solo il 6,9% risponde citando direttamente un brand (es. Gucci, Guess, Tiffany, Just Cavalli, North Sails, ecc…).

    I prodotti per cui in media si spende di più sono le borse da donna (spesa media 107 euro), seguito dalle scarpe (78 euro) e dai capi di abbigliamento (80 euro). Per gli accessori si tende a spendere in media l’ammontare più basso (circa 63 euro).

    Quanto ai fattori più importanti mentre si effettuano acquisti online primeggia la convenienza, intesa come buon rapporto qualità/prezzo, per il 38,4% degli acquirenti di articoli fashion, seguita da credibilità del sito venditore per il 24,9% dei rispondenti, quindi dall’occasione irrinunciabile per il 18,3%, la difficoltà di trovare quel prodotto in altro modo 14,6%, infine la marca del prodotto in vendita 13,9%.

  • LivePerson sbarca in Italia

    LivePerson sbarca in Italia

    L’azienda americana attiva nel settore dell’online engagement annuncia il proprio sbarco in Italia e nomina Mario Manzoli Sales Account Executive

    logo LivepersonLivePerson (NASDAQ: LPSN), fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, annuncia il proprio ingresso sul mercato italiano con la nomina di Mario Manzoli a Sales Account ExecutiveLivePerson offre soluzioni di proactive engagement nella forma di live chat, click to call e funzioni di content delivery che trovano impiego principalmente in area vendita e assistenza. Applicabile in ambienti web, social e mobile, l’offerta LivePerson migliora sensibilmente la customer experience e aumenta le conversioni online.

    Nata nel 1995 negli Stati Uniti, LivePerson ha fatto della live chat il suo core business in un’epoca presidiata dai numeri verdi, quando l’email era ancora una novità. Evolutasi secondo le esigenze del mercato, oggi l’azienda conta globalmente oltre 600 dipendenti, per un parco clienti che supera le 8600 aziende delle quali oltre 600 di fascia enterprise e mid-market.

    A giugno 2012, l’interesse nei confronti del mercato italiano ha portato la società a sviluppare una presenza diretta sul territorio, nominando Mario Manzoli Sales Account Executive. Manzoli, che porta in azienda una lunga esperienza maturata nell’ICT, avrà come obiettivo il rafforzamento del business specialmente su mercati verticali quali telecomunicazioni, banking, finance e utility.

    “Le soluzioni LivePerson permettono alle aziende di creare una relazione significativa con i loro utenti, quel dialogo diretto e personalizzato che costituisce un indubbio valore aggiunto per ogni tipo di business”,  dichiara Mario Manzoli, Sales Account Executive, LivePerson. “L’Italia è caratterizzata da una forte dinamicità e rappresenta per noi un mercato ad altissimo potenziale: la nostra strategia sarà pertanto molto aggressiva e volta a supportare un numero sempre maggiore di realtà nel migliorare l’esperienza dei loro clienti e fare delle interazioni via web un punto di forza”.

    Importanti aziende – quali Sky Italia e Vodafone – hanno già scelto la tecnologia LivePerson. Dichiara Christian Michieletto, Web Sales Manager, Sky Italia:

    LivePerson ci permette di ottimizzare le conversioni online e la customer experience in modo continuo: grazie alle sue soluzioni di engagement siamo riusciti a individuare le criticità dei nostri processi d’acquisto e a migliorare l’esperienza dell’utente. Oggi LivePerson ci consente di creare proattivamente nuove opportunità di vendita: i nostri tassi di conversione online sono aumentati di circa dieci volte”.

    Attraverso i siti dei propri clienti, LivePerson dialoga ogni mese con circa 1.6 miliardi di utenti, e gestisce oltre 17 milioni di chat.

    Qualche info su LivePerson

    LivePerson, Inc. (NASDAQ: LPSN) offre una piattaforma che permette alle aziende di interagire in tempo con i loro clienti – attraverso live chat, click to call e funzioni di content delivery – su siti web, social media e dispositivi mobili. Totalmente proattivo, l’engagement intelligente è guidato da analisi comportamentali in tempo reale, che danno vita a un’interazione fondata sulla una comprensione reale degli obiettivi aziendali e dei bisogni dei clienti. Circa 8600 aziende si affidano a LivePerson per aumentare le conversioni e migliorare l’esperienza del cliente, tra cui Hewlett-Packard, IBM, Microsoft, Verizon, Sky, Vodafone, IWBank, Walt Disney, PNC, QVC e Orbitz.

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