Tag: Kevin Systrom

  • Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    Instagram compie 10 anni. Era il 6 ottobre del 2010 quando l’app di Kevin Systrom e Mike Krieger veniva lanciata su iOS. Per celebrare questa giornata, l’app di Facebook lancia qualche novità, lo shopping su IGTV, e anche una sorpresa per gli utenti. Ma quale sarà il suo futuro?

    Instagram compie 10 anni. Era il 6 ottobre del 2010 quando l’app di Kevin Systrom e Mike Krieger, i due co-fondatori, veniva lanciata su iOS. Impiegherà circa due anni per poi arrivare su Android. E da allora tante cose sono cambiate.

    Instagram non è solo una semplice app, sembra quasi riduttivo definirla tale. Si tratta di una piattaforma che, piaccia o meno, ha cambiato lo scenario dei social media. Potremmo dire, senza esagerare, che è la piattaforma che ha contribuito più di altre a cambiare e a rivoluzionare la cultura del “visual content”.

    Per certi versi, almeno nella fase iniziale, Instagram ha dato la sensazione a tutti di sentirsi fotografi. In un attimo, con il proprio smartphone, chiunque può scattare una foto, modificarla con qualche filtro, abbellirla, renderla magica e condividerla con gli altri. Era questo il senso iniziale, tra l’altro, come certamente saprete, i due co-fondatori si erano ispirati proprio a due macchine fotografiche per creare la loro app: alla Kodak Instamatic e alla Polaroid SX 70. Le caratteristiche di queste due macchine venivano fuse in un’unica app. Da lì il successo iniziale.

    instagram 10 anni kevin primo logo instagram 10 anni sito instagram 10 anni kevin

    Poi col tempo le cose sono evolute, l’app è cresciuta, è stata acquisita da Facebook, i due co-fondatori oggi non ci sono più e l’app è diventata quasi sinonimo di Influencer Marketing.

    Forse sul che cosa sia diventata oggi Instagram bisognerebbe dedicarci un approfondimento perchè merita e perché, in effetti, 10 anni sono davvero tanti.

    Per l’occasione lancia alcuni aggiornamenti e alcune novità, e cioè:

    Mappa delle storie: una mappa e un calendario privati delle storie condivise negli ultimi tre anni, che ti permetteranno di rivivere e ricordare i tuoi momenti migliori.  La funzione consente di condividere, scaricare e salvare le storie nei tuoi highlight.

    Timeline di prodotto: una timeline che ripercorre i momenti chiave della storia di Instagram.

    Instagram 10 anni

    Aggiornamenti su shopping: questa news è stata appena annunciata. Nei prossimi giorni lo shopping sarà disponibile anche su IGTV, mentre un test della stessa funzione sarà avviato nei prossimi mesi su Reels. L’obiettivo è semplificare l’esperienza di acquisto anche nei video, oltre che supportare i creator nel far crescere la propria attività tramite la piattaforma.

    IGTV Shopping Bag

    Una sorpresa nell’app – fateci sapere se riuscite a trovarla.

    E poi, a partire da oggi, in Italia apparirà un’icona “Reels” direttamente sulla schermata principale di Instagram.

    Ecco questo era il nostro post per celebrare Instagram, ma come saranno i prossimi 10 anni? A dire il vero, bisognerebbe anche chiedersi se ci saranno mai i prossimi 10 anni. Questo perchè Facebook ormai punta a fare un’operazione di unificazione delle app, come Messenger WhatsApp e la stessa Instagram, sotto un unico cappello, cioè Facebook. Quindi, non è così scontato che Instagram possa andare avanti per i prossimi 10 anni così come la conosciamo oggi.

    Insomma, 10 anni di Instagram sono tanti. E voi che ne pensate? Lo usate? E come? Raccontatecelo.

  • COVID-19, i fondatori di Instagram lanciano il loro sito web di monitoraggio

    COVID-19, i fondatori di Instagram lanciano il loro sito web di monitoraggio

    Si chiama Rt.live ed è un sito web per monitorare la diffusione del Covid-19 negli Usa. A lanciarlo sono i fondatori di Instagram, Mike Krieger e Kevin Systrom.

    Il Coronavirus, quello che ormai conosciamo tutti come COVID-19, sta allentando la sua morsa un po’ ovunque, nel nostro paese, uno dei primi in Europa ad essere colpito, e nel resto del mondo. Negli ultimi due mesi, tra i vari numeri che ci sono stati raccontati in merito alla diffusione del virus, abbiamo sentito parlare spesso di sigle come R0 (R con zero), ossia il dato relativo alla capacità del virus di diffondersi in assenza di misure di contenimento, e forse meno di RT (R con t), cioè il parametro che indica l’indice di riproducibilità del virus in un dato momento in presenza di misure (fonte: Ministero della Salute). Mentre ci stiamo avviando sempre più, ogni giorno che passa, verso una diffusione del virus sempre più tendente allo zero (anche se ci vorrà ancora qualche settimana) è forse utile concentrarsi sul dato Rt, quello che fotografa meglio la situazione.

    coronavirus app covid 19 rt live

    Tutta questa premessa, doverosa vista anche la complessità dell’argomento, per segnalarvi la nascita, negli Usa, del sito Rt.live, un sito che si propone di offrire il monitoraggio live della diffusione del virus tenendo conto proprio del dato Rt.

    La notizia diventa ancora più interessante per il fatto che a lanciare questo sito sono i due fondatori di Instagram, ossia Mike Krieger e Kevin Systrom, che si imbattono in una nuova iniziativa per la prima volta dopo aver abbandonato Instagram nel settembre del 2018.

    I dati che vengono mostrati su Rt.live si basano su quelli elaborati dal COVID Tracking Project, lanciato nel mese di marzo su The Atlantic, che si propone di offrire dati un po’ diversi da quelli elaborati dalla Johns Hopkins University, che abbiamo imparato a conoscere bene in questi ultimi mesi. Infatti, il progetto vuole colmare le lacune dei dati considerando il numero di persone infette, testate e identificate, aggiungendo anche quando e dove sono stati effettuati i test.

    rt live app coivid 19 coronavirus

    Ecco, sulla base di questi dati, Kevin Systrom dal 19 marzo ha cominciato a studiare i dati e a studiare come calcolare l’Rt su base giornaliera. Obiettivo era quello di realizzare un lavoro che permettesse la visualizzazione grafica della diffusione del virus, stato per stato.

    Il sito, secondo Mike Krieger e Kevin Systrom, permetterà alle autorità governative che stanno gestendo l’emergenza, di prendere decisioni più puntuali circa la ripartenza delle città e dei vari stati. I dati possono aiutare le autorità a convincere le persone a stare in casa, shelter-in-place, dimostrando coi numeri l’efficacia di questa strategia che, insieme alla distanza sociale, sembra essere quella più adatta ad affrontare questa emergenza. E potrebbe anche tornare utile per stabilire dove e quando iniziare la riapertura delle aziende in sicurezza.

    Dal sito si accede alle informazioni stato per stato, come dicevamo, dalle quali si evince che in Georgia è ancora alto con Rt 1,1, mentre a New York è a 1, dopo che il 13 aprile era arrivata a 0,77. E ancora, il Texas è a Rt 1,2 e la California 1,3, il Nord Dakota invece è a 1,7, quindi molto alto.

    Caso di studio è la Louisiana. Nel giro di una settimana, dal 4 all’11 aprile, è passata da Rt 1,1 a Rt 0,045, quasi zero. Salvo poi ricominciare a salire, arrivando alla data del 17 aprile con Rt 0,90.

    Il grafico che mostra l’andamento del dato Rt, stato per stato, negli Usa ci illustra una situazione, seppur in miglioramento, lo si vede dal dato temporale, ancora in emergenza.

    Il progetto in effetti aiuta molto a capire come sta evolvendo il virus dal punto di vista dei contagi, negli Usa. In attesa che si faccia un progetto simile anche in Italia.

    E voi che ne pensate?

  • Con l’addio dei due co-fondatori, ora Facebook si aggrappa a Instagram

    Con l’addio dei due co-fondatori, ora Facebook si aggrappa a Instagram

    I co-fondatori di Instagram, Kevin Systrom (CEO) e Mike Krieger (CTO), hanno annunciato che lasceranno la società nei prossimi giorni, senza indicare particolari motivazioni. Ma la ragione di questa decisione è che Facebook, nel corso degli ultimi tempi, ha ridotto l’indipendenza dell’azienda, quell’indipendenza che era alla base dell’accordo di acquisizione del 2012. Zuckerberg ha bisogno di rilanciare Facebook e lo fa aggrappandosi a Instagram.

    A sorpresa, ma non tanto per gli addetti ai lavori e per i conoscitori degli affari Facebook, Kevin Systrom e Mike Krieger, co-fondatori e, rispettivamente, CEO e CTO di Instagram, hanno annunciato che lasceranno la società, di proprietà di Facebook ormai da 6 anni. In un comunicato Systrom non indica particolari motivazioni, ma in tanti sanno che la vera motivazione è la ridotta indipendenza nella gestione della società, quell’indipendenza che era stata alla base dell’accordo di acquisizione nel 2012, per 1 miliardo di dollari.

    Una decisione che segue, a distanza di pochi mesi, quella di Jan Koum che, a fine aprile di quest’anno, lasciò WhatsApp, lui co-fondatore insieme a Brian Acton, che aveva già abbandonato la sua creatura, in seguito allo scandalo Cambridge Analytica. Quindi per evidenti contrasti con Facebook sulla gestione della privacy.

    Kevin Systrom Mike Krieger-co-fondatori Instagram Facebook
    Kevin Systrom e Mike Krieger

    Il perchè delle dimissioni di Kevin Systrom e Mike Krieger da Instagram potrebbe avere una motivazione precisa, non da poco. Nel mese di maggio ci fu un passaggio di pedine importanti da Instagram verso Facebook e viceversa. In pratica, il fedelissimo VP di Systrom, Kevin Weil, passava a Facebook e dalla società di Zuckerberg arrivava a prendere il suo post Adam Mosseri, fedelissimo di Zuckerberg e responsabile del News Feed di Facebook. E non è tutto, perchè un altro fedelissimo di Zuckerberg, Chris Cox, è diventato il supervisore di WhatsApp e Instagram.

    Insomma, Zuckerberg ha inserito le sue pedine importanti all’interno di Instagram con lo scopo di avere maggiore controllo sulle decisioni aziendali. Di fatto venendo meno a quell’accordo del 2012 che recitava più o meno così, da parte di Kevin Systrom e Mike Krieger: “Noi ti diamo la società, ma tu ci darai la massima libertà e indipendenza“. E’ durato sei anni.

    Mark Zuckerberg sa benissimo quale sia la potenza di Instagram, quest’anno si prevedono profitti per oltre 8 miliardi di dollari. E ha bisogno di avere maggiore controllo e zero contrasti sulle sue decisioni, per un motivo molto semplice: rilanciare Facebook dopo gli scandali degli ultimi mesi. Mantenere al suo interno persone che avrebbero ostacolato le sue decisioni avrebbe comportato lungaggini che Facebook potrebbe pagare care.

    Zuckerberg deve rilanciare Facebook grazie a Instagram, ha bisogno di dare ai suoi investitori quello che vogliono, ossia spazi pubblicitari sui video. E quindi anche sulle Instagram Stories e su IGTV, che ancora stenta.

    Di fronte agli scandali sulla privacy, sulle fake news, Zuckerberg sa bene che per uscirne deve usare quell’alternativa che ha costruito in questi anni, dal 2012 ad oggi, proprio per questa evenienza, in caso di bisogno. Ora Facebook ha bisogno, ma adesso comincia la parte più difficile, ossia quella di sfruttare Instagram senza snaturarla, altrimenti sarebbe la fine. Di Facebook.

  • Instagram, in Italia gli utenti sono 9 milioni

    Instagram, in Italia gli utenti sono 9 milioni

    Il fondatore e CEO di Instagram, Kevin Systrom, è stato in visita in Italia, ha avuto modo di incontrare Papa Francesco anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E in un’intervista al Corriere della Sera ha raccontato come è nata Instagram, ma soprattutto ha confermato che in Italia gli utenti sono 9 milioni.

    Kevin Systrom, il fondatore e CEO di Instagram, è in visita in Italia e ha avuto modo di incontrare Papa Francesco in udienza privata e ha incontrato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il quale ha scattato anche un selfie. L’incontro con Papa Francesco è testimoniato anche da una foto che Kevin Systrom ha condiviso dal suo account su Instagram, scrivendo

    Oggi ho avuto l’onore di incontrare Papa Francesco. Abbiamo parlato del potere delle immagini come strumento per unire i popoli di diverse culture e lingue. E’ stata una delle esperienze più memorabili della mia vita”.

    https://www.instagram.com/p/BCP_SbOgBDr/?taken-by=kevin

    Systrom ha poi donato un libro in cui sono contenute alcune delle immagini più significative pubblicate su Instagram e provenienti da tutto il mondo.

    Il fondatore di Instragram ha poi incontrato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il quale ha scattato anche un selfie, ed è stata anche l’occasione per annunciare l’apertura dell’account su Instagran del Quirinale, @Quirinale, attraverso il quale verrà pubblicato l’archivio fotografico storico per celebrare i 70 anni della Repubblica Italiana.

    https://www.instagram.com/p/BCQ18-AOW2v/?taken-by=quirinale

    Al Corriere della Sera ha poi rilasciato un’intervista in cui ha raccontato come è nata l’applicazione che ad oggi è usata da 400 milioni di persone, un numero di utenti superiore a quelli che usano Twitter. Systrom ha ricordato che grazie a 400 milioni di fotocamere in giro per il mondo, Instagram

    È un network visivo sempre acceso, puoi vedere che cosa accade ovunque e nel momento stesso in cui accade. Penso che un buon esempio sia stato quando sono avvenuti gli attacchi terroristici a Parigi: c’erano in quel momento oltre sette milioni di persone connesse tra di loro che stavano raccontando quello che stava accadendo. È un tipo di copertura visiva che nessun altro strumento è in grado di fornire. È questo che rende Instagram così speciale, così diversa da tutte le altre piattaforme”.

    Kevin Systrom ha poi confermato che in Italia gli utenti sono 9 milioni:

    E se si considera che da voi ci sono circa 36 milioni di persone che possiedono uno smartphone, significa che il 25% di questi utilizza Instagram. È un bel gruppo di persone, direi”.

    instagram italia kevin systrom

    Ricordiamo che ad oggi sono state condivise 40 miliardi di immagini e 80 milioni sono quelle condivise ogni giorno, con 3,5 miliardi di like al giorno. E 200 mila sono già gli inserzionisti sulla piattaforma, il 75% dei quali proviene da fuori degli Stati Uniti. E anche il 75% delle community proviene da fuori gli Usa.

  • Instagram sorpassa Twitter, gli utenti sono 400 milioni

    Instagram sorpassa Twitter, gli utenti sono 400 milioni

    Instagram ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese. Un traguardo importante che viene raggiunto nove mesi dopo aver annunciato i 300 milioni. Ed è anche importante perchè con questo dato l’app di Facebook supera Twitter per numeri di utenti.

    Instagram ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese sulla piattaforma. Un traguardo importante che arriva dopo appena nove mesi dall’annuncio dei 300 milioni di utenti, era infatti dicembre dello scorso anno. Instagram continua a crescere aggiungendo altri 100 milioni di utenti attivi in meno di un anno, a dimostrazione che l’app piace, viene usata sempre di più. Di recente ha implementato anche la possibilità per i brand di poter fare pubblicità, una modalità molto attesa tra l’altro.

    Instagram-logo-colori

     

    Per dare qualche numero di questo importante risultato, va detto che ad oggi le foto condivise sull’app sono qualcosa come 40 miliardi e il 75% degli utenti proviene da paesi diversi dagli Usa, da cui proviene il restante 25%. E la media dei “like” giornalieri è di 3,5 miliardi. Numeri enormi che testimoniano che oggi Instagram è molto di più di una semplice app.

    Gli ultimi 100 milioni che si sono aggiunti in questi mesi provengono da Europa e Asia, e il maggior numero proviene da Brasile, Indonesia e Giappone.

    instagram 400 milioni

    Su Facebook sono arrivate anche le congratulazioni di Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, a Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram nel 2010 insieme a Mike Krieger.

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/zuck/posts/10102385638997121/” width=”600″/]

    Ma a pochi è sfuggito che questo risultato vale ancora di più se lo si guarda da un’altra ottica. Proprio in occasione dell’annuncio del traguardo dei 300 milioni di utenti, da qual momento è partito il raffronto con Twitter che di utenti ad oggi ne ha poco più di 300 milioni (316 milioni per l’esattezza). Il risultato di oggi è che Instagram (nata nel 2010) ha superato Twitter (nato nel 2006) in termini di utenti attivi al mese. Un sorpasso che da un lato dimostra la crescita dell’app, recentemente dimostrata dalla ricerca di Pew Research Center, che evidenziava il fatto che l’app di Facebook insieme a Pinterest erano quelli che crescevamo di più. Dall’altro lato, questo risultato evidenzia, ancora una volta (in effetti), le difficoltà in cui naviga, e continua a navigare, Twitter, alla ricerca ancora di un nuovo CEO. E a quanto pare, dopo oltre 100 giorni non di vede all’orizzonte alcuna via d’uscita da questo punto di vista.

    Insomma, questo risultato dovrebbe dare una svegliata ai vertici di Twitter, il tempo passa e gli altri crescono, rubando quote di mercato. Ad oggi Twitter ha una soluzione che potrebbe rilanciare la piattaforma, parliamo di Project Lightning che verrà lanciata solo alla fine di questo anno. Solo che potrebbe rivelarsi anche troppo tardi.

  • Quando Instagram voleva vendere le foto: fenomeno di social-isteria collettiva

    Quando Instagram voleva vendere le foto: fenomeno di social-isteria collettiva

    Si è molto discusso di Instagram che in un primo momento sembrava volesse vendere le foto degli utenti, poi il passo indietro per spiegare meglio quale fosse l’intenzione. Solo che la social-isteria collettiva era ormai innescata. Forse sarebbe stato meglio approfondire ed è quello che spesso manca

    E’ una tranquilla mattina di Dicembre quella in cui testate giornalistiche, guru della comunicazione, esperti e non esperti dei social media, iniziano a diffondere il panico al suon di “Instagram dice che ha il diritto di vendere le tue foto”.

    BBCCNNGuardian, solo per citare alcune “fonti autorevoli”, raccontano il cambio di policy della famosa app, grazie al quale Instagram si arrogherebbe il diritto di vendere  ai pubblicitari le foto caricate dagli utenti, senza notifica e senza compenso.

    Sui social e sui blog di tutto il mondo si legge lo sconcerto, seguito da rabbia e disgusto, per una scelta tanto sbagliata quanto assurda: Mashable riporta le reazioni dei big d’oltreoceano, tra chi grida “morte ad Instagram!” e a chi giura di cancellare il proprio account per questi nuovi “ridicoli termini d’uso”.

    Delirio.

    Utenti che abbandonano Instagram per FlickrCancellazioni di massa, dichiarazioni di odio diffuse su Facebook, Twitter, G+, un National Geographic che sospende temporaneamente il proprio account, minacciando di cancellarlo e post a profusione su come salvare le proprie foto e cancellare l’account da Instagram.

    Dalla certezza al dubbio che vede la luce: se tutti dicono che è vero non è detto che lo sia

    Personalmente, mi sono ritrovata le timeline di tutti i social invase da post, dichiarazioni di odio, promesse di cancellazione di account relative alla faccenda “Instagram venderà le nostro foto” in una manciata di minuti.

    Lì per lì, ho dato uno sguardo alla nuova policy di Instagram (di cui, per la verità ho letto pochi paragrafi, causa mancanza di tempo) e di valutare da che genere di fonti proveniva la notizia.

    “Beh, se lo dice la BBC…Se lo dice quel professionista delle comunicazione lì…se lo dicono tutti, sarà vero!” e posto un link su Facebook con un paio di commenti in merito alla faccenda (della serie “spero abbiate fatto bene i vostri conti a Palo Alto perché a cancellare il mio account da Instagram ci metto 30 secondi”).

    Una manciata di like al mio post poi alcuni professionisti della comunicazione, tra i quali Maurizio Galluzzo, mi fanno gentilmente notare quanto sia ridicola la faccenda.

    In particolare Maurizio Galluzzo pubblica il post  “State calmi. Instagram non vende le vostre foto”, in cui cerca di spiegare quanto sia stata mal interpretata la nuova policy che in realtà spiegava solo che Instagram si allineerà a Facebook per quanto riguarda la pubblicità sulla piattaforma e che quindi si avvarrà di nome, preferenze e foto degli utenti per sponsorizzare le proprie inserzioni.

    Punto, fine della storia, anche perchè una pratica del genere, nota ancora Maurizio, violerebbe la norma internazionale sui diritti ‘autore.

    Il giorno dopo puntualmente, Kevin Systrom co-fondatore di Instagram, si scusa per il misunderstanding (in effetti, non era proprio chiarissimo questo cambio di policy) e garantisce che non ha alcuna intenzione di vendere le foto degli utenti.

    Tutto è bene quello che finisce bene.

    O forse no.

    Forse, abbiamo una lezione da imparare.

    Riprova sociale, scorciatoie cognitive e superficialità: gli ingredienti della social-isteria collettiva

    Dopo aver letto il post di Maurizio Galluzzo mi sono sentita abbastanza stupida.

    C’era scritto che Instagram avrebbe potuto vendere le nostre foto ad altre aziende nella nuova policy?

    O piuttosto riportava

    “You agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you”

    che è la stessa identica cosa che permettiamo di fare a Facebook con le Ads ogni giorno?

    Dopo tutto, Instagram è un’azienda (ora di Facebook) e, in quanto tale, deve generare profitti.

    Ma il punto non è tanto il fatto che Instagram come Facebook o Twitter stia cercando di monetizzare la quantità di dati che ha su di noi e la spinosa questione della privacy:

    il punto è che milioni di persone, me compresa, hanno creduto che fosse possibile la storia della vendita delle foto, semplicemente perchè non si ci siamo fermati un attimo a riflettere.

    Perchè corriamo, andiamo tutti di fretta, siamo subissati ogni giorno dal mare di informazioni che il Web ci fa piovere addosso e a volte, “per far prima”, ottundiamo la nostra capacità critica.

    Scorciatoie cognitive e riprova sociale sono, a mio avviso, le cause principali di migliaia di cancellazioni da Instagram, milioni di anatemi lanciati contro l’app stessa e centinaia di articoli fuffosi scritti sull’onda del trend topic.

    E milioni di link viralizzati e viralizzanti.

    panicoLe scorciatoie cognitive (o euristiche) ci permettono di sopravvivere alla quantità di informazioni che ci viene richiesto di elaborare ogni giorno: ci facciamo un’idea generale della situazione ed agiamo di conseguenza, risparmiando le nostre risorse intellettive per altre azioni.

    Non c’è materialmente il tempo (talvolta, nemmeno la volontà) di approfondire tutto, ancora di più di fronte ad una timeline che straborda di link, foto, pensieri condivisi in tempo reale: cerchiamo di capire, a grandi linee, se un contenuto sia o meno condivisibile ed agiamo di conseguenza.

    La riprova sociale è il meccanismo sul quale, si può dire, Facebook ha fatto la sua fortuna: di base

    “le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone”

    Così, se vediamo che molti dei nostri contatti esprimono un determinato pensiero, condividono un certo link (a maggior ragione se riteniamo questi contatti influenti e preparati in quel determinato settore), saremo portati ad allinearci a quell’opinione e, magari, a condividere quel link.

    E così, dietro a Forbes, a Mashable e a tutte le testate, i blog e gli utenti che ci hanno raccontato l’incredibile storia di Instagram che venderà le foto, ci siamo persi in tanti.

    Ci siamo indignati ed arrabbiati perché si indignavano e arrabbiavano tutti, senza concederci il tempo di una lettura attenta a questa benedetta nuova policy, senza concederci il dubbio dell’assurdità di una decisione del genere.

    Kevin Systrom si è scusato per la poca chiarezza di questa nuova policy ed ha fatto bene.

    Ma, forse, dovremmo anche noi scusarci un attimo con noi stessi per non esserci concessi il tempo di valutare con senso critico questa storia, che è solo un piccolo esempio, ma ce la dice lunga su quanto i social media possano essere non solo propagatori di “virus positivi” o pubblicitari, ma anche di superficialità e di scorciatoie viziose.

    instagram-roll-out_@giustommasini

    (Thanks to Giuseppe Tommasini, @GiusTommasini, for the cover picture. The original is above)
  • Instagram, da zero a 1 miliardo di dollari in meno di due anni

    Instagram, da zero a 1 miliardo di dollari in meno di due anni

    Ormai è la notizia del giorno e lo sarà ancora per un bel pò. L’acquisizione di Instagram da parte di Facebook ha sorpreso il mondo dei social media. Il valore di 1 miliardo di dollari è comunque straordinario se pensiamo che Instagram è una startup con meno di due anno di vita

    Facebook and InstagramI record in effetti sono due: il primo per l’altissimo valore con cui si è chiusa l’operazione dell’acquisizione di Instagram da parte di Facebook; e il secondo è l’altra faccia della medaglia, cioè il valore stesso con cui viene acquistata una startup con meno di due anni di vita. Due record in un solo colpo. Nata nel marzo del 2012 dall’idea di Kevin Systrom e Mike Krieger, l’applicazione Instagram viene lanciata ufficialmente, solo per iPhone, nell’ottobre dello stesso anno nell’App Store ed è subito boom di utenti. Fino a qualche giorno fa contava 30 milioni di utenti registrati, ma dopo il lancio dell’applicazione per Android gli utenti sono già aumentati di altri 5 milioni in soli 6 giorni! Paradossalmente Google sta portando utenti a Facebook se la guardiamo da un altro punto di vista, ma questa è un’altra storia. (altro…)

  • Facebook pronta per Wall Street e si regala Instagram

    Facebook pronta per Wall Street e si regala Instagram

    La notizia è di quelle forti e l’annuncio viene dato proprio dal fondatore di Facebook Mark Zuckerberg che dalla sua pagina da notizia dell’acquisizione di Instagram per 1 miliardo di dollari. Un’operazione di cui nessuna sapeva fino ad oggi e che proietta Facebook verso risultati ancora più rosei. Ma perché? Proviamo a dare qualche risposta.

    Facebook acquisisce Instagram - Facebook acquires InstagramMentre in Italia ci si avviava alla fine del pomeriggio di Pasquetta, quindi ancora in clima di festa, dagli Usa arriva una notizia che molti hanno definito subito una “bomba”. E infatti lo era. Prima le indiscrezioni circa il possibile acquisto di Instagram da parte di Facebook, poi l’annuncio ufficiale che arriva direttamente da Mark Zuckerberg direttamente dal suo profilo dove afferma che l’operazione di acquisizione si è conclusa per la cifra record di 1 miliardo di dollari! Una notizia che ha colto molti di sorpresa, ma c’era da aspettarsi un colpo del genere perché Facebook sta per approdare a Wall Street con una IPO da record ma soprattutto perché da subito Zuckerberg deve dimostrare ai propri investitori di portare il suo gioiello verso risultati ancora più rosei e anche di essere pronto a soddisfare le esigenze di quanti lo hanno finanziato.

    Questa è una considerazione che accompagnerà l’avventura di Facebook in borsa, da quel momento, e di questo ormai ne è consapevole, Zuckerberg dovrà tenere in considerazione gli investitori per prendere delle decisioni. Anche se forte dell’alto valore, oltre 110 milioni di dollari, e del numero di utenti registrati, oltre 850 milioni, certamente saranno scelte abbastanza agevoli e in linea con gli obiettivi di tutti. E cioè, primo fra tutti, provare a contrastare la concorrenza, anche se debole, e consolidare il primato di Facebook tra i social network con l’obiettivo del miliardo di utenti entro l’anno, o forse anche prima.

    Allora se si tiene conto di questo, si comprende l’acquisto a sorpresa di Instagram. Da questo punto di vista l’acquisto dell’applicazione per lo scambio di immagini per smartphone più desiderata e più usata  al momento va in questa direzione. Certo come non notare certe “coincidenze”. L’11 marzo scorso Kevin Systrom annuncia al SXSW Interactive che il rilascio di Instagram per Android era quasi pronto, solo una questione di giorni. Allora viene da pensare che tutta l’atmosfera di attesa che è stata creata successivamente faceva parte di tutta questa operazione? Ovviamente per acquistare Instagram non è cosa che si risolve in poche ore. Le trattative, di cui ancora non si conosce molto, devono essere iniziate molto prima. Infatti, altra “coincidenza”, nel giorno dell’acquisizione da parte di Facebook, Instagram riceve altri 50 milioni di dollari di finanziamenti, portando la valutazione complessiva a 500 milioni di dollari. E il perché di questo ce lo spiega Christine Herron, venture capitalist:

    “La ragione è semplice: giocare a fare il pollo con un potenziale acquirente può provocare una valutazione molto più alta. E cosa più importante, è necessario chiudere l’acquisizione rapidamente e con successo, se la società target dell’operazione ha denaro a disposizione e gode di un forte gruppo di investitori… è intelligente usare una imminente valutazione di investimento per guidare un’acquisizione più elevata. I valori strategici / di acquisizione sono in genere molto più dei valori di investimento. Ad esempio, ad oggi, Instagram vale più di grazie a Facebook che non grazie ai soldi di Sequoia, perché Facebook aggiunge valore strategico, oltre al valore di mercato.

    Molto chiara come spiegazione e chiarisce un pò di cose.

    Altra considerazione da fare è il recente rilascio di Instagram per Android ha aperto l’applicazione ad un potenziale di utenti ancora più ampio. Pensiamo che al momento del rilascio gli utenti di Instagram erano oltre 30 milioni, di conseguenza con Android saranno molti di più, basta guardare le statistiche di download dell’applicazione da Google Play. Questo si tramuterà in un evidente vantaggio per Facebook che potra avere a disposizione un altro bagaglio di utenti per raggiungere l’obiettivo del miliardo, ma per soddisfare nuove esigenza che potranno nascere. Insomma, sembra che Zuckerberg abbia giocato un bello scherzetto a Google, non è così?

    Zuckerberg nel suo annuncio ha sottolineato che l’obiettivo non sarà quello di integrare Instagram a Facebook, ma sarà invece quello di lasciarla attiva in piena autonomia. Ed è quello che a gran voce hanno chiesto gli utenti sul web con appelli come “per favore Facebook non rovinare Instagram!“. Non sarebbe certo un profittevole provare a modificarne la natura, non gioverebbe di sicuro.

    A questo punto si verifica quello che avevamo scritto a proposito dell’ascesa di quelli che avevamo definito social network per interessi, tra cui figura anche Instagram. Avevamo scritto che l’utente va nella direzione di definire al meglio il proprio profilo condividendo gli interessi e in questo nuovo contesto Facebook gioca il ruolo che è del Sole nella galassia, irradia tutti i pianeti, nel senso che rimane comunque inconstrastato. Alla luce di questa acquisizione, Facebook rafforza la sua posizione è evidente. Ed è giusto anche chiedersi cosa faranno gli altri. Soprattutto Google che è quello che di più accuserà il colpo.

    Adesso il prossimo pollo da inseguire è Pinterest? Staremo a vedere.

    Intanto raccontateci di cosa ne pensate di questa acquisizione? Stiamo andando verso un nuovo monopolio del web? Dopo Google adesso è la volta di Facebook?

    (image credits: Franz Russo – 2012)
  • Ecco Instagram, finalmente disponibile per Android

    Ecco Instagram, finalmente disponibile per Android

    E’ da oggi finalmente disponibile per Android Instagram, l’applicazione che tutti i possessori di smartphone col sistema operativo di Google stavano aspettando. Nei giorni scorsi sul sito di Instagram era stato attivata una registrazione per essere avvisati del rilascio via mail. Sono state 430 mila le adesioni

    instagram-androidEccola finalmente la tanto attesa applicazione che ogni androider ormai da troppo tempo invidiava ai possessori di iPhone. Da giorni si attendeva questo annuncio e da poco sul sito di Instagram è apparso il logo con la scritta “Get it on Google Play, segno che da questo momento anche con uno smartphone Android sarà possibile scattare foto con i tipici filtri che contraddistinguono Instagram. L’11 marzo scorso Kevin Systrom aveva annunciato al SXSW che il rilascio sarebbe stato questione di giorni e infatti così è stato. Ma da quel giorno si è assistito ad un clima di attesa mai visto prima. Con l’attivazione della registrazione sul sito di Instagram per essere informati nel momento in cui l’applicazione sarebbe stata rilasciata ha senz’altro caricato l’attesa. E oggi finalmente la si può scaricare gratuitamente da Google Play, il market di Android. (altro…)

  • Instagram per Android? Ci siamo quasi

    Instagram per Android? Ci siamo quasi

    Erano in tanti ieri ad aspettare il tanto atteso rilascio della versione di Instagram per Android, ma Kevin Systrom il co-fondatore della startup ha solo annunciato che tutto è quasi pronto e che la versione Android è addirittura meglio di quella per iOS. Intanto cresce la valutazione potendo arrivare a 500 milioni di dollari

    InstagramDa giorni sul web e su twitter in particolare non si parlava d’altro, il rilascio della versione per Android di Intagram  è diventato un vero e proprio avvenimento. E come tale Kevin Systrom ha voluto trattarlo annunciando dal SXSW Interactive, che si tiene in questi giorni ad Austin, in Texas, che la versione per il sistema operativo di Google è quasi pronta. Anzi, ha aggiunto anche che è addirittura superiore a quella utilizzata attualmente su iOS. Ma di più non ha aggiunto, cioè si sa solo che attualmente la versione è in beta test in privato e che presto sarà rilasciata ufficialmente, ma niente date precise. Systrom ha annunciato anche che attualmente la versione iOS di Instagram è stata scaricata 27 milioni di volte. (altro…)