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  • Horyou, ecco il social network per il bene comune

    Horyou, ecco il social network per il bene comune

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    E’ stato lanciato ieri in beta pubblica Horyou, il social network per il bene comune. Lo scopo di questa nuova piattaforma è quello di dare agli utenti e organizzazioni che si impegnano nel sociale la possibilità di poter interagire tra loro, promuovendo e creando attività a scopo sociale anche grazie alle nuove tecnologie

    Già immaginiamo quello che potrebbe essere la vostra reazione alla lettura del solo titolo: ma come, un altro social network? In effetti di social network ce ne sarebbero anche troppi, però vogliamo segnalarvi Horyou perchè ci sembra interessante, ma anche perchè interpreta secondo noi una tendenza che vedremo sempre di più applicata, ossia la nascita e la diffusione di luoghi sul web dove coltivare, fare crescere e promuovere interessi specifici. Spesso i social network hanno sopra di sè l’etichetta “generalista”, nel senso che lì si può parlare di tutto e se si prova a promuovere azioni specifiche, come nel caso specifico di Horyou, il rischio è quello di non riuscire ad ottenere il giusto coinvolgimento, nonostante una platea potenziale molto ampia. E per questo che oggi vi parliamo di questa nuova piattaforma, Horyou, che ieri è andato online a livello internazionale in beta pubblica, che si pone uno scopo ben preciso: mettere in relazione organizzazioni e utenti impegnati nel sociale allo scopo di creare e diffondere progetti che possano trovare l’interesse di tutti. Un’idea che ci piace e che crediamo possa essere utile conoscere e utilizzare. Ma vediamo di conoscere meglio la piattaforma.

    Horyou.com è il  nuovo social network orientato all’azione per il bene comune e , come detto all’inizio, ieri ha lanciato la sua versione beta pubblica internazionale. In questa prima fase, la piattaforma è a disposizione di tutti gli utenti Internet in quattro lingue: inglese, spagnolo, portoghese e francese. Manca per ora l’italiano.

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    Horyou è una società internazionale che si pone come scopo quello di promuovere un approccio umanistico alla tecnologia attraverso una piattaforma online che incoraggia i membri a sognare, ispirarsi ed agire. Questo nuovo social network raccoglie personalità, organizzazioni (fondazioni, enti senza fini di lucro, associazioni) e utenti web provenienti da tutte le discipline. Horyou vuole aprire le porte del social network ad un pubblico impegnato in attività a scopo sociale, che consiste in una comunità universale e diversificata di membri che condividono le conoscenze di tutti i giorni, le esperienze, gli interessi comuni, le cause, i progetti, le azioni di solidarietà e altro ancora.

    Horyou vuole, dunque, proporsi come piattaforma attraverso la quale tutti, utenti di tutte le età, possano realizzare un rapporto costruttivo con la tecnologia, condividendo la conoscenza e le esperienze di vita che possono facilitare e promuovere, appunto, il bene comune. E questa nuova piattaforma offre modi molto coinvolgenti di sostenere le iniziative, pubblicarle e mostrare i risultati a tutti i livelli (locale, nazionale e internazionale).

    L’inizio del nostro periodo beta pubblico è contraddistinto da un passo importante verso il lancio internazionale del nostro social network orientato all’azione nel sociale. Horyou è consapevole dell’impatto e dell’influenza che i social network hanno nelle nostre vite quotidiane. Stiamo quindi offrendo un’alternativa agli utenti Internet alla ricerca di un’esperienza positiva; si tratta di un pubblico impegnato in attività sociali e pronto a fare la differenza nell’ambiente in cui vive. Per arricchire l’interazione sociale e creare equilibrio tra il mondo on-line e quello off-line, Horyou conta sulla tecnologia. Stiamo invitando tutte le personalità, organizzazioni e utenti Internet, che si dedicano con passione ai loro progetti, azioni e idee, ad entrare a far parte della nostra piattaforma e promuovere una nuova filosofia Internet”, Yonathan Parienti, CEO di Horyou SA.

    Allora, come detto all’inizio, Horyou ci piace e speriamo che possa davvero incontrare il favore di tanti che sono coinvolti in associazioni ma anche di semplici utenti che vogliano interessarsi proponendo idee e progetti, sapendo di rivolgersi ad un pubblico potenzialmente più interessato. E poi ci piace la sfida che si pone Horyou, quella di diventare un luogo in cui “gli ideali diventano azioni e il social network è al servizio di tutti“.

    Riuscirà nell’intento? E voi che ne pensate? Fateci sapere la vostra opinione e raccontateci le vostre esperienze tra impegno sociale e nuove tecnologie.

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  • L’uso di Internet dal tablet è meno del 5% a livello globale

    L’uso di Internet dal tablet è meno del 5% a livello globale

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    Sappiamo bene quanto i dispositivi mobili siano in continua diffusione, ma oggi grazie a StatCounter vediamo l’uso di internet che ne fanno gli utenti attraverso lo smartphone e il tablet. E scopriamo che a Novembre 2013 l’uso del web dai tablets è stato meno del 5% a fronte del 19,1% dagli smartphones. Dati quasi simili per quanto riguarda l’Italia

    Parliamo spesso della diffusione dei dispositivi mobili e di come questi stiano modificando radicalmente le nostre abitudini. Bene, con l’ausilio dei dati che qualche giorno fa ha diffuso StatCounter, una delle aziende più importanti per la web analytics, vediamo l’uso del web attraverso i dispositivi mobili, smartphone e tablets, da parte degli utenti a livello globale e anche a livello italiano.

    Nel mese di Novembre  2013 a livello globale l’uso di internet dai tablets è stato solo del 4,8%, decisamente inferiore al 19,1% dagli smartphones. Domina di conseguenza ancora il desktop, infatti sempre a livello globale l’utilizzo di internet è del 76%. E StatCounter Global Stats riporta anche che l’iPad di Apple è il tablet in assoluto più utilizzato. Samsung, l’altro grande brand, da questo punto di vista risulta molto più distaccato ed è secondo con un distacco davvero notevole. Infatti Apple ha una quota di mercto pari al 74,5%, comunque in calo rispetto al 2012 quando aveva 82,7%, mentre Samsung si attesta al 10,85%, in crescita rispetto al 2012 quando aveva l’8%.

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    Quindi, nonostante la grande diffusione dei dispositivi mobili e nonostante questi stiano per sostituire in termini di utilizzo i vecchi e cari pc, il dato poi risulta sorprendente quando lo si guarda in ottica di uso della rete attraverso questi dispositivi. E se guardiamo paesi con alta concertazione e diffusione del mobile, i dati non cambiano. Negli Usa l’suo di internet da tablets è del 6,8%, invece in UK è del 9,6%. E in Italia?

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    In Italia a Novembre 2013 l’uso di internet da tablets è del 4,95% quindi perfettamente in linea con il dato globale, mentre per quanto riguarda gli smartphone è del 10%. In Italia gli utenti navigano il web per l’85% da desktop, anche se questo dato è in calo rispetto allo stesso periodo del 2012 quando era del 91%.

    Per quanto riguarda i vendors di tablets, anche in Italia Apple è leader assoluto con una quota di mercato del 69% mentre Samsung segue con il 18,3%, in crescita rispetto al 10,8% del 2012.

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  • Ecco cosa abbiamo cercato nel 2013 su Google

    Ecco cosa abbiamo cercato nel 2013 su Google

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    Ed eccoci arrivati all’ormai tradizionale appuntamento con Google Zeitgeist 2013, lo “Spirito dei Tempi”, che ci illustra quello che  abbiamo cercato durante il 2013 su Google. I più ricercati sono stati Nelson Mandela e Paul Walker, scomparsi di recente, ma tra le ricerche globali figurano anche iPhone 5S, Samsung S4 e Playstation 4. In Italia al primo posto tra le ricerche troviamo le “Elezioni 2013”

    E dopo aver visto il 2013 raccontato attraverso Facebook e Twitter, vediamo anche come è andato quest’ultimo anno su Google, il più grande motore di ricerca della rete. L’appuntamento tradizionale con Google Zeitgeist 2013 è appunto quello di vedere cosa gli utenti hanno ricercato di più in questo 2013 e da un primo sguardo, sia dal punto di vista globale che quello che più riguarda da vicino il nostro paese, gli eventi di cronaca influenzano le ricerche e come già visto su Facebook e su Twitter, non manca la ricerca di personalità scomparse. Infatti non sorprende che al primo posto delle ricerche globali ci sia Nelson Mandela, scomparso lo scorso 5 dicembre, un vero eroe dei nostri tempi, una figura molto amata e in questi giorni ne abbiamo avuto la dimostrazione. Come non sorprende al secondo posto, sempre della classifica globale, ci sia Paul Walker amatissimo attore famoso per la serie di film Fast & Furious recitati al fianco di Vin Diesel, morto a soli 40 anni in un incidente d’auto.

      • Nelson Mandela
      • Paul Walker
      • iPhone 5s
      • Cory Monteith
      • Harlem Shake
      • Boston Marathon
      • Royal Baby
      • Samsung Galaxy s4
      • PlayStation 4
      • North Korea

    Ma sempre nella classifica globale dei trends del 2013, troviamo Cory Monteith, altro attore scomparso giovanissimo e famoso per la serie Glee, troviamo l’immancabile “Royal baby“, lo abbiamo trovato davvero dappertutto sul web, troviamo anche la Corea del Nord, per via delle minacce di guerra rivolte agli Stati Uniti, ma non mancano i prodotti tecnologici che hanno caratterizzato il 2013. E infatti troviamo iPhone 5S, Samsung S4 e Playstaion 4. Sicuramente nel 2014 il fenomeno si ripeterà.

    Per quanto riguarda l’Italia guardano alle ricerche emergenti nel 2013, quindi quello che di fatto abbiamo cercato di più in questi ultimi 12 mesi, troviamo al primo posto le Elezioni 2013, le elezioni politiche del Febbraio scorso, un periodo insolito per votare nel nostro paese e abbiamo visto che l’argomento è stato molto discusso anche sui Social Media. Al secondo posto troviamo anche qui Paul Walker e al terzo si piazza Zalando, il popolare sito di vendita di abbigliamento e accessori online. La politica ritorna poi con il MoVimento 5 Stelle e Beppe Grillo, troviamo anche qui da noi iPhone 5S e iOS 7, mentre Papa Francesco si trova solo in ottava posizione.

    E questo è il dato che più sorprende proprio per il fatto che Papa Francesco è stata di sicuro una delle personalità che hanno caratterizzato il 2013 anche in Italia. Il Time lo ha definito Uomo dell’Anno e anche su Facebook e Twitter lo abbiamo trovato ai vertici degli argomenti più discussi. Ma lo stesso non accade su Google (anche se viene celebrato nel video che vedete in alto), infatti è assente anche dalla classifica dei trends del 2013 a livello globale. Anche se poi vediamo che nella classifica “Cosa significa” la parola più ricercata è stata “gesuita”, proprio l’ordine da cui proviene Papa Francesco.

    Tra tutte le classifiche che potrete consultare su Google Zeigeist 2013, desta non poche perplessità la prima posizione della classifica “Mangiare“, al primo posto infatti troviamo la Carta igienica!

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  • MAXXIinWeb, “Il Bello nell’Architettura” con Stefano Boeri [Live Streaming]

    MAXXIinWeb, “Il Bello nell’Architettura” con Stefano Boeri [Live Streaming]

    MAXXIinWeb, progetto ideato da Telecom Italia e MAXXI – Museo delle Arti del XXI Secolo, nato nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la cultura digitale in rete, propone dalle h. 19 il quinto e ultimo incontro del ciclo che avrà come tema “Il Bello nell’Architettura” con Stefano Boeri. Potrete seguire l’evento in live streaming anche qui sul nostro blog

    MAXXIinWeb è un progetto nato due anni fa da un’idea di Telecom Italia e MAXXI – Museo delle Arti del XXI Secolo con l’obiettivo di promuovere la cultura digitale in rete. Un modo per avvicinare tante persone alla conoscenza delle espressioni artistiche contemporanee, sfruttando le potenzialità che oggi offrono le nuove tecnologie.

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    L’edizione 2013 si è presentata con 5 incontri, che abbiamo in live streaming qui sul nostro blog e cogliamo l’occasione per ringraziare Telecom Italia per questa nuova opportunità che ci ha offerto, che hanno avuto come tema: “Il Bello”. Quello che trasmetteremo stasera, l’ultimo del ciclo di incontri previsti avrà come argomento “Il Bello nell’Architettura” e a parlarne sarà Stefano Boeri.

    stefano-boeriCon un’attività multiforme che va dall’architettura, all’urbanistica, alla politica, all’editoria, Stefano Boeri è un protagonista indiscusso del dibattito culturale contemporaneo. Tra i suoi progetti più noti, il polo marittimo di La Maddalena realizzato per il G8 del 2009 (poi spostato all’Aquila), le due Torri del Bosco Verticale a Milano e Villa Méditerranée di Marsiglia, un centro di mostre e ricerche sul Mediterraneo inaugurato nel 2013 in occasione di Marsiglia Capitale europea della Cultura. Oltre ad essere stato direttore delle riviste di architettura Domus (2004-2007) e Abitare (2010) è ordinario di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano, visiting professor in varie università e contributor di riviste e quotidiani. Ha fondato l’agenzia di ricerca Multiplicity, che si dedica allo studio delle trasformazioni delle città e ai flussi dell’immigrazione clandestina nel Mediterraneo (Kassel,  Documenta XI, 2002). Nel 2012 ha curato come direttore artistico SaoPaulo Calling, una ricerca sulle favelas e gli insediamenti informali in sei metropoli contemporanee.

    A moderare l’incontro saranno Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, e Hou Hanru, Direttore Artistico MAXXI.

    Vi invitiamo, anche stavolta, a non perdere questa nuova e speciale diretta dalle ore 19 e vi invitiamo anche ad intervenire nel dibattito con domande all’artista, usando l’hashtag #MAXXInWeb, e a condividere spunti e riflessioni con tutti gli altri appassionati connessi in Rete. Le discussioni sui canali social network sono inoltre moderate dai curatori del Museo MAXXI per rispondere in maniera esaustiva a tutte le curiosità e sollecitazioni provenienti proprio dalla Rete.

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  • Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

    Come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello

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    Per chi vende online questo è uno dei temi che più interessa e vediamo oggi quali consigli ci dà Webtrends su come trasformare in acquirenti gli utenti che abbandonano il carrello. Intanto sono tre i fattori forte impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati e vediamo insieme quali sono

    Accade spesso che i visitatori online trascorrano del tempo su un sito, guardino diverse pagine di prodotto, scelgano gli articoli e li mettano nel carrello. Ma subito dopo spariscono. Perchè? Secondo Forrester Research, l’87% dei consumatori abbandona il carrello e il 70% lo fa subito prima del check-out. L’abbandono del carrello è una fase che lascia i retailer perplessi, in quanto questa si traduca in una perdita di opportunità di fatturato pari 18 miliardi di dollari l’anno.

    Online Shopping Customer Experience Study, un’indagine comScore del 2012, condotta da eMarketer su 2.625 acquirenti online negli Stati Uniti, rivela diverse ragioni per le quali gli utenti abbandonano il carrello. In primis:

    • l’intenzione di farsi solo un’idea dei costi (57%);
    • la volontà di salvare il carrello per un acquisto futuro (56%);
    • i costi di spedizione troppo alti (55%);
    • l’importo insufficiente per la spedizione gratuita (51%);
    • i costi di spedizione comunicati solo alla fine (40%).

    Ci sono, tra queste, anche ragioni di tipo comportamentale. I potenziali acquirenti potrebbero usare il carrello come lista della spesa, decidendo poi di acquistare nello store. Potrebbero non aver voglia di registrarsi sul sito per procedere con l’acquisto e quindi decidere per il checkout. Potrebbero anche utilizzare il carrello per confrontare i prezzi con quelli di un sito concorrente, o come wish list in attesa di eventuali offerte e ribassi. Inoltre, l’utilizzo crescente di smartphone sta determinando un aumento del tasso di abbandono: secondo eMarketer, chi riempie il carrello da smartphone spesso preferisce completare l’acquisto dal PC o dal portatile.

    L’email remarketing offre un’enorme opportunità di conversione. Tuttavia, solo il 20% delle aziende Fortune 500 fa qualcosa per coinvolgere i potenziali acquirenti e il retargeting di coloro che abbandonano il carrello conta solo per il 2% delle azioni via email.

    Ma attenzione, perchè quando gli acquirenti tornano al carrello, accade quello che non ti aspetteresti, ossia oltre la metà degli utenti spende di più. Il tasso di “add-to-cart”, la percentuale dei visitatori che aggiunge prodotti al carrello, non solo permette una maggiore comprensione del comportamento durante lo shopping, ma dovrebbe anche essere presa in considerazione come metrica importante per le azioni di remarketing.

    Ma vediamo allora quali sono i tre fattori che hanno un impatto sulla conversione dei carrelli abbandonati:

    1. Tempistica

    Due diversi studi condotti dal Massachusetts Institute of Technology hanno dimostrato che il 90% dei lead si “raffredda” nel giro di un’ora; nell’arco di 12 ore, la maggior parte dei clienti che ha intenzione di comprare lo farà. Le azioni di remarketing hanno il maggior impatto nelle prime 12 ore; una finestra temporale che offre l’opportunità di raggiungere l’audience che ha riempito e poi abbandonato il carrello. 

    2. Frequenza

    Ugualmente importante, è la frequenza con la quale le email vengono inviate. Listrak ha condotto un’indagine su gli Internet Retailer (IR) 1000 a proposito delle azioni da loro intraprese a seguito dell’abbandono del carrello e ha rilevato una crescente tendenza da parte dei retailer a effettuare azioni di remarketing sugli acquirenti che abbandonano il carrello. Lo studio ha dimostrato che il 19% degli IR 1000 invia almeno un’email (14,6% nel 2011, con un aumento del 30%). Inoltre, un numero sempre maggiore di retailer opta per l’invio di una serie di messaggi, anziché di un’unica email.

    3. Personalizzazione

    Il remarketing non riguarda solo ciò che era nel carrello quando è stato abbandonato, ma anche tutto quello che l’acquirente ha visualizzato durante la sessione. Se, ad esempio, un cliente si sofferma su tre articoli, ne mette uno nel carrello e poi abbandona il sito, dopo pochi secondi riceverà un’email con l’offerta di spedizione gratuita per l’acquisto del prodotto nel carrello. Se nessun acquisto viene effettuato, riceverà una seconda offerta via email: uno sconto del 25% se acquista due prodotti.

    In conclusione, alla luce di queste considerazioni, è necessario tenere presente che oggi le analisi web sul comportamento dei visitatori devono soddisfare esigenze molto differenti rispetto a soli pochi anni fa. Sono gli strumenti di analisi che forniscono tutte le informazioni che servono per l’email retargeting. I nuovi scenari impongono agli strumenti di analisi un’evoluzione e richiedono la capacità di rivelare il comportamento del singolo visitatore mentre si trova sul sito o immediatamente dopo l’abbandono e di fornire informazioni dettagliate sul livello di interazione dell’utente, al fine di classificarlo come candidato per il retargeting.

    E’ necessario, quindi, non solo misurare le azioni specifiche di conversione, ma anche il coinvolgimento del visitatore durante la sessione, analizzando il comportamento nelle visite precedenti. In buona sostanza, le web analytics devono fornire dati immediatamente utilizzabili, frutto di analisi scientifiche sul comportamento dei visitatori, andando oltre la semplice attività di reporting.

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  • Social Tv, ciclone X Factor e la politica resta dietro

    Social Tv, ciclone X Factor e la politica resta dietro

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    La settimana appena trascorsa, dal 9 al 15 dicembre, ha visto affermarsi, a proposito della Social Tv, il ciclone X Factor che in occasione della finale triplica il numero di tweets e raddoppia il numero di utenti unici. Dietro, molto distaccati, i talk show di politica come Servizio Pubblico, Ballarò e La Gabbia

    X Factor anche in questa stagione, come in quella dello scorso anno, si rivela davvero un fenomeno televisivo che registra un grandissimo successo anche per quanto riguarda la Social Tv. E la finale di giovedì scorso lo dimostra nuovamente, infatti l’ultima puntata del popolare talent show ha avuto un impatto devastante su Twitter. X Factor, che già nelle scorse settimane aveva puntualmente incrementato la propria presenza sul social, questa volta ha più che triplicato il numero di tweet arrivando a 317.000 e più che raddoppiato il numero degli utenti unici, 56.700 per complessivi 62.3 milioni di unique impressions. Questi sono i dati che Blogmeter ha raccolto elaborando la Top Social TV Programs secondo metriche precise come il numero di tweet (che citano la trasmissione, gli hashtag e l’account ufficiali), gli autori unici, le unique impressions (somma dei follower degli autori unici che hanno menzionato il profilo) durante la messa in onda del programma e rilevate attraverso l’utilizzo della nuova piattaforma proprietaria socialTVmeter.

    Quindi, a fronte di tutto quello che abbiamo fin qui detto, anche nella settimana che va dal 9 al al 15 Blogmeter incorona X Factor come programma più social su Twitter. Dietro troviamo tutti i talk show che la momento alimentano il dibattito attorno ai temi politici che comunque hanno fatto registrare dei movimenti sensibili. Servizio Pubblico di Michele Santoro con 16.000 tweet, provenienti da 5.100 autori unici, per complessivi 4,5 milioni di unique impressions, è balzato dal terzo al secondo posto. “Ballarò“, il talk politico di RaiTre con 11.500 tweet, provenienti da 4.500 autori unici, per complessivi 6,3 milioni di unique impressions è salito dal quinto al terzo posto, mentre La Gabbia con 10.400 tweet, provenienti da 3.200 autori unici, per complessivi 2,4 milioni di unique impressions mantiene salda la quarta posizione. Il quinto posto di Piazza Pulita, secondo la settimana scorsa, con 10.400 tweet, provenienti da 3.200 autori unici, per complessivi 2,4 milioni di unique impressions, conferma inoltre la forte presa di questo genere di programmi sul popolo di Twitter.

    Sono infatti quattro i programmi di approfondimento che si piazzano nei primi cinque posti di una classifica che rispetto alla settimana precedente si rivela profondamente modificata nelle parte bassa. Se si esclude la sesta posizione ottenuta dal talent di Canale 5 Amici di Maria De Filippi – già presente al decimo posto una settimana fa – con 7.100 tweet, provenienti da 1.700 autori unici, per complessivi 1,6 milioni di unique impressions, le altre posizioni sono state occupate da new entry come “#IoEsisto”, la maratona di Telethon a sostegno della ricerca scientifica in onda su RaiUno e “Virus“, altro talk politico in onda su RaiDue e dal ritorno di due programmi di RaiTre come “Masterpiece” e “Che Tempo che fa“. A uscire dal rating per far posto ai nuovi entranti “Ballando con le stelle”, “Le Iene”, “Lucignolo” e “Tale e quale show”.

    #IoEsisto si è piazzato al settimo posto con 4.400 tweet, provenienti da 2.400 autori unici, per complessivi 5,2 milioni di unique impressions. All’ottavo “Virus” con 4.300 tweet, provenienti da 1.300 autori unici, per complessivi 933.000 unique impressions, al nono “Masterpiece” con 3.900 tweet, provenienti da 1.000 autori unici, per complessivi 1,9 milioni di unique impressions e infine al decimo posto “Che Tempo che fa” con 3.300 tweet, provenienti da 1.600 autori unici, per complessivi 1,9 milioni di unique impressions.

    Per quanto riguarda la performance dei singoli editori, la piattaforma satellitare Sky con X Factor e La7 con i sue tre talk politici si confermano stabili ai piani alti della top ten, cresce la Rai che dai tre programmi della settimana scorsa sale a cinque, di cui tre appartenenti alla terza rete, scende infine Mediaset che da tre rimane con un solo programma in classifica.

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  • EDICOLA ITALIANA, piattaforma responsive grazie a Premium Store

    EDICOLA ITALIANA, piattaforma responsive grazie a Premium Store

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    EDICOLA ITALIANA, il Consorzio Edicola Italiana fondato da Caltagirone Editore, Il Sole 24 ORE, La Stampa, Gruppo Editoriale L’Espresso, Mondadori e RCS MediaGroup, ha stretto un accordo per una partnership con la startup Premium Store, che fa capo all’incubatore tecnologico Digital Magics. Obiettivo creare una multipiattaforma in modo da poter raggiungere EDICOLA ITALIANA anche da dispositivi mobili

    E’ notizia di oggi che il Consorzio Edicola Italiana, fondato da Caltagirone Editore, Il Sole 24 ORE, La Stampa, Gruppo Editoriale L’Espresso, Mondadori e RCS MediaGroup, ha firmato un accordo esclusivo con la startup Premium Store, controllata da Digital Magics. Obiettivo dell’accordo è quello di rendere disponibili tutti i prodotti consorziati, nella primavera 2014, su tutti i dispositivi mobili, tablets e personal computer, grazia alla multipiattaforma responsive realizzata da Premium Store.

    Logo_EDICOLA ITALIANALa piattaforma è dotata di un metodo di acquisto online, sicuro e facile: una volta inseriti i propri dati, si può accedere all’archivio dei prodotti acquistati e comprarne di nuovi in pochi click. Oltre all’integrazione e all’accesso in maniera automatica alle applicazioni già esistenti degli editori, Premium Store ha sviluppato per EDICOLA ITALIANA uno sfogliatore innovativo e intuitivo in formato HTML5, che può essere utilizzato dagli editori che non hanno una versione digitale dei propri prodotti premium. Caratteristica pressoché unica di EDICOLA ITALIANA. è la possibilità di ricercare una o più parole chiave in modalità full text (tutte le parole in ogni documento archiviato) sui giornali e sui magazine presenti negli scaffali digitali.

    Il Consorzio Edicola Italiana è stato costituito da Caltagirone Editore, Gruppo 24 ORE, Gruppo Editoriale L’Espresso, La Stampa, Mondadori e RCS MediaGroup al fine di consentire agli utenti di acquistare e leggere quotidiani e magazine, o abbonarsi a giornali e riviste preferiti in formato digitale. Il Consorzio Edicola Italiana, il cui presidente è Fabrizio Carotti, direttore generale della Federazione Italiana Editori Giornali, è aperto a tutti gli editori di quotidiani e periodici che vorranno farne parte.

    Il Consorzio Edicola Italiana, il cui presidente è Fabrizio Carotti, direttore generale della Federazione Italiana Editori Giornali, è aperto a tutti gli editori di quotidiani e periodici che vorranno farne parte.

    Come detto all’inizio, Premium Store fondata nel 2012, è una startup incubata e finanziata da Digital Magics, che ne detiene il controllo. Abbiamo ormai imparato bene a conoscere Digital Magics, venture incubator certificato di startup innovative digitali e quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo DM).

    Per quanto riguarda invece altri dettagli dell’accordo, esso prevede la possibilità di allargare la compagine societaria con ulteriori round di finanziamento seed per supportare il piano industriale. Digital Magics si è impegnata a non cedere il controllo del capitale sociale per i primi 18 mesi. Successivamente, il Consorzio Edicola Italiana avrà diritto di prelazione in caso di vendita della società. L’accordo di esclusiva ha durata triennale.

  • Ecco i luoghi e le città più condivise nel 2013 su Instagram

    Ecco i luoghi e le città più condivise nel 2013 su Instagram

    Anche Instagram si avvia a fare un bilancio di quello che è stato l’anno vissuto dagli utenti, oltre 150 milioni attivi al mese. Al primo posto dei primi dieci luoghi più instagrammati nel 2013 troviamo Siam Paragon, enorme complesso commerciale di Bangkok, mentre tra le prime dieci città più instagrammate troviamo solo due capitali europee, Londra e Mosca

    Siamo ormai in pieno periodo di bilanci di fine anno e dopo aver visto il 2013 vissuto su Facebook e su Twitter, vediamo oggi quello che è stato il 2013 su Instagram, il popolare servizio di photo-sharing, anche se in effetti questa definizione è un po’ stretta. Soprattutto dopo l’annuncio di Instagram Direct che di fatto rende possibile lo scambio di immagini e video tra utenti messaggiandosi privatamente. Quindi definire Instagram un vero e proprio social network non è poi così azzardato, anche in virtù del fatto che gli utenti attivi al mese sono oltre 150 milioni e certamente cresceranno anche grazie a Instagram Direct.

    Instagram-2013

    E nel bilancio di Instagram vediamo quelli che sono i luoghi e le città più instagrammate durante il 2013, scoprendo con sorpresa che Instagram ha conosciuto proprio in questo 2013 una grande crescita fuori dagli Usa, da cui comunque proviene il 40% degli utenti complessivi. E questi paesi sono l’Indonesia, la Russia e il Brasile. Ma al primo posto della classifica dei 10 posti più instagrammati del 2013 troviamo un luogo tailandese, il Siam Paragon, il più grande complesso commerciale di Bangkok, al suo interno c’è un cinema, un centro commerciale e anche un acquario. E anche lo scorso anno la Thailandia era al primo posto con il Suvarnabhumi Airport, aeroporto internazionale della capitale tailandese, quest’anno al nono posto.

    Ed esce dalla top ten dei luoghi più instagrammati del 2013 la Tour Eiffel di Parigi, ottava lo scorso anno, di conseguenza non ci sono altri luoghi europei tra i primi dieci. New entry sono invece Walt Disney World, The High Line e il famosissimo Central Park di New York City, e le Bellagio Fountains di Las Vegas.

    Tra le città più instagrammate, al primo posto si piazza New York, segue Bangkok, poi Los Angeles. Al quarto posto troviamo Londra che insieme a Mosca rappresentano le uniche città europee della classifica. Poi ci sono anche Sao Paulo e Rio de Janeiro, mentre le restanti città sono tutte Usa.

    I dieci luoghi più instagrammati del 2013

    1. Siam Paragon (สยามพารากอน) complesso commerciale, Bangkok, Thailandia
    2. Times Square, New York
    3. Disneyland, California
    4. Bellagio Fountains, Las Vegas
    5. Disney World Florida
    6. Staples Center, Los Angeles
    7. Central Park, New York
    8. Dodger Stadium, Los Angeles
    9. Suvarnabhumi Airport (BKK) ท่าอากาศยานสุวรรณภูมิ, Bangkok, Thailandia
    10. The High Line, New York

    Le dieci città più instagrammate del 2013

    1. New York City, NY, USA
    2. Bangkok, Thailandia
    3. Los Angeles, CA, USA
    4. London, UK
    5. São Paulo, Brasile
    6. Moscow, Russia
    7. Rio de Janeiro, Brasile
    8. San Diego, CA, USA
    9. Las Vegas, NV, USA
    10. San Francisco, CA, USA

    E come è stato il vostro anno su Instagram? Quali sono i luoghi e le città che amate instagrammare di più? Raccontateci la vostra esperienza!

  • Droni e app predittive tra i tech trend che Akamai prevede per il 2014

    Droni e app predittive tra i tech trend che Akamai prevede per il 2014

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    Akamai, azienda leader per i servizi in cloud, ha individuato quelli che saranno i tech trend che caratterizzeranno il 2014. Web frammentato, app predittive e droni sono alcuni dei trend individuati. L’Internet of things avrà un peso anche nel nuovo anno che sta per arrivare

    Il 2013 è ormai agli sgoccioli e se ci siamo quasi abituati ai concetti di realtà aumentata, Social TV e cloud in tutte le sue forme, è giunto il momento di guardare avanti. Anche quest’anno, Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai ha individuato per noi alcuni trend e tecnologie che potrebbero caratterizzare i prossimi 12 mesi, pronte a spianare la strada a un mondo sempre più iper-connesso. Vediamo insieme quali sono.

    L’internet of things

    Si è affermato durante l’anno in corso ma avrà un peso sempre maggiore negli anni a venire: aumentano gli oggetti che escono dal quotidiano per diventare più smart e rendere più smart le nostre vite. E si tratta degli oggetti più disparati: come Nest, il termostato 2.0 che, con un wi-fi integrato e un’app dedicata permette di risparmiare sul riscaldamento; Lock8, l’antifurto high-tech per le biciclette e, ancora, DoorBot, un videocitofono che, per mezzo di un’app, interagisce con lo smartphone e ci consente di aprire la porta di casa da remoto (ammesso che l’ospite sia gradito!).

    Un internet sempre più frammentato

    E’ la conseguenza più ovvia dell’internet of things: l’aumento di dispositivi connessi porterà non solo all’esplosione del traffico ma al delinearsi di un panorama web sempre più frammentato. Tante sfide dunque, riassumibili in un unico concetto, quello di ‘situational performance’, ossia la necessità di ottimizzare in modo intelligente a seconda delle circostanze uniche e specifiche in cui si trova l’utente, determinate da una combinazione di fattori quali il canale di fruizione, i dispositivi e i browser utilizzati, l’accesso al network, il tipo di connessione etc.

    La scommessa delle App

    Nel 2013 abbiamo visto nascere sul web aziende che, per la prima volta, hanno osato modificare lo status quo e rivoluzionare i modelli di business a cui siamo abituati: pensiamo a Uber, l’app che consente di chiamare un ‘taxi privato’ e che va a scardinare non solo il concetto di auto a noleggio, ma a mettere in discussione la ben salda lobby dei tassisti. Un caso isolato? Difficile crederlo.

    L’economia virtuale

    In un anno il suo valore è moltiplicato: la bitcoin, la cyber moneta nata da un algoritmo, sfugge di fatto al sistema bancario. Priva di un’autorità centrale a tracciarne le transazioni – che avvengono esclusivamente tra i nodi di rete coinvolti – la bitcoin sembra essere stata creata apposta per il mondo iper-connesso e porterà con sé una serie di nuove sfide legate alla sicurezza.

    App? No, personal assistant

    Oltre Siri, oltre Google Now: le app diventano sempre più predittive. Un esempio su tutti è iBeacon. Molto più di un’app, si tratta di una tecnologia che assume le sembianze di un vero e proprio ‘assistente virtuale’ che accompagna l’utente durante lo shopping. Testato negli Apple store, iBeacon consente all’utente di scansionare gli oggetti visionati per accedere a ulteriori informazioni, recensioni di altri utenti e ricevere preventivi. Certo, di strada da fare iBeacons ne ha ancora parecchia, ma ci sono già altre catene, come la famosa Macy’s (e dunque non solo hi-tech) che già sembrano interessate a una prova in-store.

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    Droni: mai più senza

    Li abbiamo visti impiegati nei contesti più diversi: dal rilevamento di bracconieri in Africa all’agricoltura di precisione in America, fino al recentissimo esperimento della DHL tedesca che ha messo in campo (anzi, in aria) un drone-corriere, il quale ha consegnato con successo il suo primo pacco dopo un volo di poco meno di tre chilometri. E adesso anche Amazon si appresta ad usarli. L’industria dei droni è pronta a mettere le ali, in tutti i sensi.

    Evoluzione delle minacce

    Una costante. Entro fine 2013, Akamai stima che i propri clienti riporteranno un numero di attacchi DDoS superiore al 30% rispetto al 2012. Cosa ci riserverà il 2014? Sicuramente attacchi più intelligenti, caratterizzati da un targeting più accurato (verso applicazioni specifiche), non più di carattere volumetrico e indirizzati al front-end ma piuttosto di natura ‘slow&low’ e rivolti al back-end, come ad esempio Slow POST e HashDos.

    Bene, questi i trend che Akamai individua per il 2014 e voi che ne pensate? Credete che ci sia ancora qualche altro trend che potrà caratterizzare il nuovo anno? Allora, indicateci tra i commenti quelli che secondo voi saranno i tech trend del 2014!

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  • Ecco WordPress 3.8 “Parker”, più chiaro e più colorato

    Ecco WordPress 3.8 “Parker”, più chiaro e più colorato

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    WordPress ha rilasciato ieri la nuova versione della piattaforma, WordPress 3.8, denominata “Parker”, dedicata al jazzista Charlie Parker. Le novità riguardano per lo più l’aspetto grafico, dove spicca, per la prima volta, la possibilità di poter scegliere delle combinazioni di colori per dare un tocco di vivacità

    Come ormai ci ha abituati sin dalla prima release della piattaforma, stiamo parlando ormai di ben dieci anni fa, WordPress ha rilasciato la nuova versione della piattaforma dedicandola al mitico Charlie Parker, infatti la nuova versione di chiama WordPress 3.8 “Parker”. Una consuetudine che siamo sicuri continuerà ancora. Ma WordPress 3.8 è a suo modo innovatore come fu proprio Charlie “Bird” Parker, tra i fondatori, se non il padre vero e proprio, del movimento musicale “bebop” che aprì al jazz le porte verso nuovi ritmi e nuove armonie. Allo stesso modo WordPress 3.8 può dirsi innovatore, in quanto per la prima volta la piattaforma si colora, introducendo la possibilità di poter scegliere, lato “admin”, tra 8 diverse combinazioni di colori, per dare un tocco di vivacità e di brillantezza contro quel grigiore che lo ha sempre caratterizzato sin dalla nascita.

    wordpress 3.8 overview

    Dicevamo di una nuova luce che accompagnerà la vostra esperienza, a partire dalla dashboard, con questa piattaforma usata, ad oggi, da oltre 70 milioni di siti in tutto il mondo e, da come abbiamo avuto modo di constatare con il nostro sondaggio, da ben il 71% dei blogger italiani. Nuovi colori, dunque, e nuovo font a fare da complemento a questa forte “innovazione” apportata con WordPress 3.8, e il font scelto è Open Sans, un carattere “sans-serif” pulito e moderno, progettato da Steve Matteson e commissionato da Google.

    WordPress 3.8 arriva dopo soli due mesi dal rilascio di WordPress 3.7 e noterete che adesso farà da sfondo un solo colore a delineare la vostra barra laterale e la barra degli strumenti superiore, mettendo quindi in risalto il contenuto.

    Obiettivo nella nuova release”, come ha scritto Matt Thomas, designer di Auomattic, azienda che produce WordPress, “era quello di fare un aggiornamento che apportasse freschezza alla piattaforma, senza spiazzare gli utenti di lunga data. La struttura di base in WordPress 3.8 rimane quella di sempre, in buona sostanza, ma viene rivista totalmente dal punto di vista visivo. Mi piace pensare di WordPress 3.8 come una evoluzione, piuttosto che una rivoluzione”.

    E nuovo è anche il tema di default che si trova all’interno della piattaforma, Twenty Fourteen, con uno stile molto “magazine” che supporta due diversi layout con slider o con griglia. Ovviamente è stata potenziato il lato “responsive” della piattaforma, consentendo di poter lavorare anche da dispositivi mobili con maggiore scioltezza. E tra i vari cambiamenti apportati da WordPress 3.8, segnaliamo anche una rielaborazione dei “Widget”, stavolta in modalità side-by-side per sfruttare le potenzialità di schermi più grandi.

    wordpress 3.8 twenty fourteen

    Per tutte le novità dettagliate vi indichiamo la pagina WordPress Codex, dove sono dettagliate tutte le novità.

    Sarà davvero interessante a questo punto vedere quanti download otterrà WordPress 3.8, sapendo anche che molto non aggiornano spesso la loro versione.

    E allora, che ne pensate voi di queste novità? Avete già aggiornato la vostra piattaforma? Fateci sapere la vostra opinione tra i commenti.

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