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  • Social Tv, Servizio Pubblico torna primo su Facebook

    Social Tv, Servizio Pubblico torna primo su Facebook

    Nell’ultima settimana, dal 22 al 28 Marzo, per quel che riguarda la Social Tv, il dato rilevante è il ritorno di Servizio Pubblico tra i programmi più seguiti. Il programma di Santoro è il più seguito su Facebook, mentre The Voice Italy rimane primo su Twitter

    Eccoci nuovamente a vedere come è andata l’ultima settimana, quella che va dal 22 al 28 Marzo, dal punto di vista della Social Tv grazie ai dati Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web. “Servizio Pubblico” (LA 7), come dicevamo prima, torna dopo molte settimane in testa alla classifica di Facebook, mentre “The Voice” (Rai 2) anche questa settimana domina l’audisocial di Twitter, con il 46,6% dei tweet.

    Questa settimana si è riaccesa l’attenzione sull’informazione politica- commenta Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager – i relativi programmi infatti hanno riconquistato le prime posizioni delle classifiche Audisocial”.

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-22-28marzo-2013-Reputation-Manager

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana con una il 46,6% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito da “Piazza Pulita” (La 7) che registra il 21,9% dei tweet. Al terzo posto con grande distacco “Le Iene” (Italia 1) con il 3,9%, poi “Che tempo che fa” (Rai 3)  con il 3,6%, “Servizio Pubblico” (La7) e Report (Rai 3) con il 2,8 %.

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    Su Facebook, “Servizio Pubblico” (La 7) è al primo posto nella classifica Active Fan con 5.211 fan attivi che hanno prodotto 9.789 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma superando “Le Iene” (Italia 1) che scende dopo molte settimane di primato al secondo posto con 3.642 fan attivi e 4.502 post e commenti. “Uomini e Donne” (Canale 5) sale al terzo posto con 2.591 fan attivi e 6.335 post commenti dei fan. Al quarto posto segue “Amici di Maria de Filippi” (Canale 5) con 2.591 fan attivi e 4.559 commenti e al quinto “The Voice” (Rai 2) con 1.378 fan attivi e 2.923 commenti.

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    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, sono anche questa settimana “Le Iene” (Italia 1) a dominare con 48.172 like, che precedono “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) stabile al secondo posto con 39.791 like e “Servizio Pubblico” (La 7) in terza posizione con 18.274 like. “La prova del cuoco”(Rai 1) scende al quarto posto con 16.228 like, poi “Uomini e donne” (Canale 5) al quinto con 13.814 like e “Che tempo che fa” (Rai 3) al sesto con 13.726 like.

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    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Uomini e Donne” (Canale 5) questa settimana è il programma più attivo con 119 post della redazione, seguito da “Servizio Pubblico” (La 7) al secondo posto con 110 post e da “Agorà” (Rai 3) al terzo con 98 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (7.909), condivisioni (25) e commenti (1.243) è sulla fapage de “Le Iene” (Italia 1): “Un’altra puntata de Le Iene sta per giungere al termine! Come vi è sembrata???”

  • Twitter domina nel Mobile Advertising

    Twitter domina nel Mobile Advertising

    eMarketer ha reso noto attraverso un suo studio che Twitter toccherà nel 2014 la cifra di 1 miliardo di dollari di guadagni nel Mobile Advertising, quasi il doppio del 2013 che sono previsti a 583 milioni di dollari. Da questo punto di vista, Twitter domina il Mobile grazie anche al rilascio delle API per le campagne pubblicitarie

    Ormai è certo che Twitter domina, nel senso stretto della parola, il Mobile Advertising. eMarketer ha infatti rilasciato ieri un estratto di una sua ricerca dalla quale viene fuori che Twitter nel 2013 dalla pubblicità sul Mobile guadagnerà 583 milioni di dollari, ma nel 2014 il guadagno sarà ancora più alto, ossia quasi 1 miliardo di dollari. In buona sostanza, il 53% delle entrate pubblicitarie di Twitter provengono dal Mobile. Pensate che solo nel 2011 questo dato era nettamente inferiore. Certamente questo enorme risultato è frutto di una strategia ben ponderata e orientata a “conquistare” il Mobile, vuoi per la crescente presenza dei due diretti competitor, cioè Google e Facebook, e per la “naturale vocazione” della piattaforma stessa che sfrutta ovviamente queste qualità per crescere e fare business.

    eMarketer _twitter mobile advMa non è tutto, perché eMarketer prevede che nel 2015 il miliardo di dollari verrà superato e i guadagni si attesteranno a 1,33 miliardi di dollari. Insomma, pare che Twitter abbia imboccato la strada giusta e come abbiamo già altre volte ricordato, questa strategia può essere la strada che porta alla quotazione in borsa che pare, molto probabilmente, verrà lanciata proprio nel 2014. Se i dati che rilascia eMarketer, come tutti crediamo, vengano confermati, allora con questo vento in poppa lo sbarco a Wall Street non sarà così traumatico.

    eMarketer - Twitter mobile advA contribuire a questo grande risultato è anche il rilascio delle API per l’advertising sulla piattaforma. In pratica gli inserzionisti avranno modo di creare e gestire le proprie campagne pubblicitarie e anche comprarle da terzi. E’ quindi sulla base di questo che si basa la previsione del miliardo di dollari di entrate pubblicitarie nel 2014, il vero punto di svolta.

    eMarketer - Twitter mobile adv marketsSe guardiamo poi da dove arrivano queste entrate, allora notiamo che il mercato Usa al momento è quello più rappresentato  anche se in leggero calo. Era il 90% nel 2012, è l’83% nel 2013 e sarà il 79% nel 2014 e il 76% nel 2015. A questo ribasso si accompagna una crescita negli altri mercati, infatti la quota “non Usa” che era il 10% nel 2012, è del 17% nel 2013 e sarà del 21% nel 2014 e del 24% nel 2015.

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  • Brands & Social Media, analisi del settore Fashion [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Fashion [Infografica]

    Prende il via, con un’analisi del settore Fashion, la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media. Il settore, guidato da Burberry, si caratterizza per una forte comunicazione visuale e un uso dei social media come canali “verticali”, attraverso i quali gli utenti esprimono la loro affezione ai brand

    Avevamo già trattato l’argomento Fashion proprio in relazione ad una ricerca di Reputation Manager che indagava come i grandi brand del settore utilizzassero i social media nella loro comunicazione. E oggi ritorniamo sul tema che aveva riscontrato molto interesse parlandovi di una nuova ricerca, “Fashion – Luxury & Haute Couture“, ad opera dell’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica che da il via alla seconda edizione di ricerche intese ad analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano. La metodologia è stata arricchita e resa in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico.

    Per questo report sono state selezionate 14 aziende leader di settore a livello internazionale, i cui social media sono stati analizzati nel mese di gennaio 2013.

    Presentiamo con entusiasmo la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media, che si distingue per l’utilizzo di una metodologia arricchita, elaborata ad hoc per questa ricerca integrando il tradizionale approccio quantitativo con uno sguardo qualitativo e che comprende complessivamente oltre 60 indicatori. Durante il 2013 analizzeremo sette nuovi settori. Il primo settore preso in considerazione, “Fashion – Luxury & Haute Couture”, si caratterizza per una presenza intensiva sui social media, in grado di movimentare un vasto bacino di utenti, anche se con ampi margini di potenziamento delle forme di socialità”, spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom.

    Leader della classifica è Burberry, seguito da Dior e Dolce & Gabbana. Il risultato di Burberry deriva dall’uso intensivo dei social media dal punto di vista dei contenuti, incentrati sulle caratteristiche distintive del brand: prodotti di punta, come il trench, o tratti caratterizzanti, come l’inglesità, in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti sulle diverse piattaforme.

    Il settore si avvale ovviamente di strategie globali, con la tendenza a creare profili internazionali che raccolgono utenti da tutto il mondo, e la presenza ridotta di profili localizzati per singole lingue o Paesi.

    Rispetto alle piattaforme utilizzate, Facebook si conferma quella più adottata insieme a YouTube. Questo settore si distingue anche per un’elevata tendenza alla sperimentazione su nuovi social media, come Pinterest e Instagram, e nel mondo delle app.

    Particolarmente rilevante è il ruolo della comunicazione visuale, realizzata sia attraverso piattaforme dedicate (YouTube, Pinterest, Instagram), sia attraverso l’uso frequente di contenuti visivi su Facebook e Twitter. Questa componente visuale si traduce anche nello streaming delle sfilate attraverso piattaforme social dedicate e nell’archiviazione sistematica dei relativi video su YouTube.

    La forma di socialità che emerge dall’analisi è definibile come “verticale”, caratterizzata da elevatissimi tassi di risposta da parte degli utenti che esprimono in modo emotivo l’attaccamento al brand con like o brevi commenti, senza però instaurare un reale flusso di conversazione fra di loro o con il brand.

    L’analisi ha consentito di evidenziare tre stili comunicativi, che interpretano il brand come prodotto, come mito o come lifestyle. Nel primo caso il racconto si focalizza essenzialmente sui prodotti, nel secondo sulle radici culturali e sulla filosofia della maison, mentre nel terzo il brand viene proposto e celebrato attraverso l’evocazione di un certo stile di vita.

    La ricerca sul settore fashion – dichiara Nicolò Michetti, CEO di Digital PR presenta da un lato uno scenario eterogeneo con scelte contenutistiche differenti, incentrate rispettivamente sul prodotto, sul mito della marca e sulla sua storia, o sul lifestyle, e alcune sperimentazioni su nuove piattaforme. Dall’altro lato evidenzia approcci comuni, nell’andare chiaramente nella direzione del visual e del video, o nel mettere alla portata di tutti quelle esperienze che una volta erano appannaggio esclusivo di un selezionato circolo di eletti (le sfilate). L’eccellente risposta da parte degli utenti, che su questo settore dimostrano un particolare attaccamento emotivo a tutti e tre gli elementi contenutistici presentati dai brand, è sicuramente uno stimolo a capitalizzare, approfondire ed esplorare le opportunità in continua evoluzione offerte dai social media.”

    Il prossimo report dell’dell’Osservatorio Brands & Social Media sarà dedicato al Design e la sua pubblicazione è prevista per il mese di aprile 2013. E ovviamente ve ne daremo conto.

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  • Big Data, quali implicazioni per la sicurezza

    Big Data, quali implicazioni per la sicurezza

    A proposito di Big Data, argomento che sta diventando ormai sempre più di uso quotidiano, Akamai propone la sua piattaforma cloud, Akamai Intelligent PlatformTM, che considerando le implicazioni per la sicurezza si dimostra una valida soluzione

    I Big Data hanno ormai invaso il quotidiano: tutti sappiamo cosa sono ma pochi sanno come sfruttarli, analizzarli e gestirli. E soprattutto pochi capiscono perché è importante farlo: le implicazioni che i big data hanno per le aziende sono parecchie, anche in ambito security, come spiega Luca Collacciani, Regional Sales Manager di Akamai.

    Sebbene negli anni l’information security abbia fatto passi da gigante, oggi è necessario analizzare il settore da un punto di vista totalmente nuovo, che privilegi l’analisi dei dati per scindere il traffico legittimo da quello illegittimo. E’ proprio nella creazione di un internet più sicuro, che i Big Data giocano un ruolo di primo piano.

    In questo contesto, si inserisce la Akamai Intelligent PlatformTM, la piattaforma cloud computing più distribuita al mondo, in grado di aggregare una serie di informazioni relative a un determinato indirizzo internet – ad esempio, la velocità di connessione, la location, il tipo di contenuto richiesto – e stabilirne la reputation. I dati hanno dunque un ruolo fondamentale nella determinazione della legittimità di una richiesta e consentono di individuare quali indirizzi IP vanno filtrati, in modo da bloccare il traffico legato agli attacchi prima che l’azienda ne venga colpita.

    I Big Data possono inoltre mostrare il modo in cui virus e traffico malevolo si diffondono. Capire e prevedere l’evoluzione di questi scenari può permettere alle organizzazioni di isolare gli attacchi e distinguerli da altri tipi di disordini, come la recisione di un cavo, evitando così problemi legati al downtime.

    Le informazioni fornite dai Big Data aiutano infine a mantenere il traffico malevolo lontano dai server d’origine delle aziende. In altre parole, consentono alle organizzazioni di combattere una battaglia in prima linea, di ingaggiare uno scontro diretto con l’attaccante senza temporeggiare nelle retrovie come spesso fanno i business online, strategia questa particolarmente rischiosa poichè, spesso, è ormai troppo tardi per respingere l’attacco.

  • Banjo vi porta da Papa Francesco

    Banjo vi porta da Papa Francesco

    L’effetto Papa Francesco comincia a farsi sentire anche sui social network. Infatti a Pasqua Banjo porta la sua community in Piazza San Pietro con un nuovo luogo personalizzato

    Banjo, la principale piattaforma di geolocalizzazione per la condivisione di feed dai più diffusi social network, porta la sua community di oltre 4 milioni di utenti in Piazza San Pietro, per la prima messa di Pasqua celebrata da Papa Francesco. Tutti i feed sul neo eletto Pontefice, che ha già scatenato da ogni parte del mondo un boom di interazioni sui social network, saranno accessibili direttamente dal “luogo” personalizzato disponibile in Home Page il giorno di Pasqua. Grazie a Banjo sarà possibile visualizzare e condividere post, tweet, foto e video sulla celebrazione da un’unica piattaforma – in tempo reale ed ovunque ci si trovi – e godere di una rappresentazione senza filtri dell’incontro in Vaticano, vissuto da una folla di pellegrini, turisti, curiosi, giornalisti, manifestanti, etc

    Sempre più usato anche dalla stampa internazionale come fonte di informazione geo-referenziata, Banjo è l’unica app che permette di seguire in tempo reale i principali avvenimenti attraverso l’aggregazione di post, immagini e video condivisi dal proprio network di amici e connessioni comuni, offrendo un punto di vista unico dai luoghi in cui si svolgono i fatti.

    L’elezione di Papa Francesco ha contagiato il web con milioni di interazioni sui social media e, proprio per questo, prevediamo un nuovo boom di iscritti alla nostra community per il giorno di Pasqua” – ha commentato Damien Patton, founder di Banjo – “In tre mesi abbiamo acquisito oltre 1 milione di nuovi utenti, la maggior parte dei quali durante gli eventi a più alto interesse mediatico. Questo perché, a differenza della altre app geolocalizzate focalizzate sulla dimensione del “qui”, la tecnologia di Banjo è incentrata su ciò che accade “là”, altrove, e che l’utente non può, ma vorrebbe, seguire in prima persona,”

    Sono già centinaia di migliaia gli utenti italiani che hanno scaricato l’app, confermando l’Italia tra i primi 5 mercati in cui si è affermata la startup californiana, che oggi conta più di 4 milioni di utenti in 194 Paesi.

  • Audiweb Febbraio 2013, cresce l’audience durante il giorno medio

    Audiweb Febbraio 2013, cresce l’audience durante il giorno medio

    Audiweb ha rilasciato oggi i dati relativi all’audience online nel mese di Febbraio 2013. Il dato più rilevante è che crescono gli italiani connessi nel giorno medio, sono infatti 14,6 milioni con una crescita, su base annua, del 6,5%

    Audiweb ha diffuso oggi i dati relativi all’audience online nel mese di Febbraio 2013. Complessivamente, sono stati 28,6 milioni gli utenti che si sono collegati a internet almeno una volta tramite computer, il 52% della popolazione dai due anni in su. Rispetto al mese di Gennaio 2013 il dato è un po’ più basso, ma questo perchè il mese di Febbraio è più corto. Su base annua c’è da rilevare che il dato è in crescita del 3,3%. Più rilevante il dato che riguarda invece gli utenti connessi nel giorno medio, infatti durante l’ultimo mese sono stati 14,6 milioni, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il tempo medio trascorso online per ogni utente è stato di 1 ora e 27 minuti.

    Audiweb febbraio 2013 - audience

    I picchi più alti di audience nel giorno medio si registrano tra le 15:00-18:00 (8 milioni di utenti) e le 18:00-21:00 (8,1 milioni), mentre durante la settimana si registra un’audience costante nei giorni feriali, a partire dal lunedì in cui si registra una media di 15,3 milioni di utenti.

    Guardando il dato della popolazione online nel giorno medio a febbraio dal punto di vista demografico, notiamo che essa è composta da:

    • 8 milioni di uomini (il 54% degli utenti online nel giorno medio), +5,2% rispetto al 2012, di cui il 45,7% ha tra i 35-54 anni
    • 6,7 milioni di donne (il 46% degli utenti online nel giorno medio), +8% rispetto all’anno scorso, di cui il 50% ha tra i 35 e i 54 anni
    • 35-54enni (7 milioni) rappresentano ancora il segmento predominante (il 47,6% degli utenti online).

    Audiweb febbraio 2013 - genere

     

    Gli italiani, come sappiamo e come abbiamo già altre volte sottolineato, amano i video online ed è interessante vedere questi dati per il mese di Febbraio 2013.

    Audiweb 2013 - video_online

    Nel giorno medio:

    • 779 mila utenti hanno visualizzato almeno un contenuto video su uno dei siti degli editori iscritti al servizio
    • 1,9 milioni le stream views totali
    • 8 minuti il tempo speso nel giorno medio a persona per la fruizione di contenuti video

    Mentre su base mensile:

    • 6,4 milioni gli utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio
    • 53,8 milioni le stream views totali
    • 27 minuti e 42 secondi il tempo speso per persona nella fruizione di contenuti video online.
  • E-commerce, gli Italiani acquistano sempre più via Mobile

    E-commerce, gli Italiani acquistano sempre più via Mobile

    Oggi, in occasione del Netcomm e-Payment 2013 che si è svolto a Milano  sono stati diffusi i dati dell’indagine mensile condotta in collaborazione con Human Highway sull’andamento degli acquisti online degli italiani, con un particolare focus sull’utilizzo di device mobili e tradizionali nell’e-Shopping. E crescono a tripla cifra (+165% anno su anno) gli acquisti da dispositivo mobile, che passano dal 4% del 2012 a oltre il 10% del 2013

    L’E-commerce nel nostro Paese è in costante progressione e continua a crescere il numero di utenti che hanno fatto acquisti online negli ultimi tre mesi. Si tratta di 13,8 milioni di individui, ovvero il 47,7% dell’utenza internet (era il 35,8% al febbraio del 2012).  Di questi, il 24% dichiara di aver comprato più di 5 volte nel trimestre, al punto da poter essere definito un heavy e-Shopper e, complessivamente, negli ultimi tre mesi si sono avuti 47,6 milioni di atti d’acquisto sulla rete. Aumenta e a tripla cifra (+165%) l’incidenza degli acquisti da Smartphone e Tablet, che nel 2012 superano quota 10% del totale delle transazioni online. Queste sono solo alcune delle salienze emerse in occasione del Netcomm e-Payment 2013, in cui sono stati diffusi i dati rilevati da Human Highway sui comportamenti degli utenti, con un focus specifico dedicato all’utilizzo per gli acquisti di device mobili e tradizionali, e alla propensione verso gli strumenti di pagamento più usati sul web.

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    “I pagamenti elettronici hanno sempre rappresentato un elemento chiave per lo sviluppo dell’E-commerce nel nostro Paese, soprattutto per via della minore abitudine dei consumatori italiani ad utilizzare per gli acquisti online la moneta elettronica in tutte le sue forme – dichiara Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italianoMa oggi stiamo assistendo a un forte processo di innovazione nel settore. Nuove forme di pagamento si sono affacciate su un mercato sempre più ampio, popolato ormai da 14 milioni di individui, che hanno effettuato acquisti nell’ultimo trimestre. Peraltro, assistiamo anche ad una forte evoluzione tecnologica nei device, al punto che smartphone e tablet sono diventati essi stessi strumenti di pagamento. E i consumatori stanno dimostrando fiducia in questo genere di dispositivi, anche per effettuare i propri acquisti, al punto che in un solo anno segnano un incremento del +165% delle transazioni E-commerce. Anche le recenti norme volte a limitare l’uso del contante, congiuntamente all’accettazione degli strumenti di pagamento digitali da parte delle amministrazioni e dei servizi pubblici, inducono a favorire sia la concorrenza fra gli operatori, sia la sicurezza e la trasparenza nelle transazioni a tutto vantaggio degli utenti.”

    Tornando all’indagine realizzata da Netcomm in collaborazione con Human Highway, si osserva che la distribuzione del sistema di pagamento utilizzato in occasione dell’ultimo acquisto su Internet da parte degli acquirenti online degli ultimi tre mesi vede al primo posto l’utilizzo di PayPal per il 36,6% dei casi, seguito dall’uso della carta prepagata per il 24,4%, quindi dalla carta di credito per il 19,2%, il bonifico per il 3,7%. Mail vero dato che sorprende è che a febbraio 2013, oltre il 10% degli acquisti online risulta generato attraverso un dispositivo mobile: in meno di un caso su due si tratta di un Tablet e prevale l’acquisto da Smartphone. La maggioranza (poco meno del 90%) delle transazioni online è prodotta attraverso un PC tradizionale. Solo un anno fa, febbraio 2012, il 4% degli acquisti online era generato attraverso un dispositivo mobile: in due casi su tre era un Tablet (solo nell’1,3% dei casi è stato utilizzato uno Smartphone). La stragrande maggioranza (96% delle transazioni online) era, quindi, gestita con un PC tradizionale. In sintesi vuol dire che in un anno il numero di transazioni negli acquisti online da dispositivi mobile, Smartphone e Tablet, è cresciuta a tripla cifra, mettendo a segno un +165%. Va poi rilevato che l’utilizzo dei sistemi di pagamento basati su carte (Bancomat, Carte di credito e prepagate) è molto diffuso anche nel segmento che non acquista online (62,8% del campione), ma la penetrazione è pressoché totale tra gli acquirenti da dispositivo mobile (98,5%) e i pagamenti bancari (RID, bonifici) nel segmento evoluto si fermano al 72%.

    Anche il grado di conoscenza della tecnologia Nfc (Near field communication) su telefonini e tablet è stata indagata nella rilevazione di Netcomm e Human Highway. Come è noto, si tratta di una tecnologia che serve per effettuare i pagamenti di prossimità, facendo passare il telefonino a pochi centimetri di distanza dalla strumentazione abilitata: ideale, ad esempio, per pagare il biglietto della metro o dell’autobus, ma non solo. Alla domanda se il proprio telefonino fosse abilitato o meno alla comunicazione via Nfc, più della metà dei rispondenti, circa il 50,4%, non possiede o non pensa di possedere un cellulare abilitato della comunicazione via NFC; il 12,8%  non è sicuro ma crede di avere un telefono con comunicazione NFC e solo il 9,5% ha un cellulare abilitato a questo tipo di tecnologia. Il restante 27,3% non capisce neppure la domanda, quindi probabilmente non conosce nemmeno cosa sia il sistema NFC.

    E-commerce-italia--beni-acquistati

    Osservando, poi, la tipologia dei beni oggetto dell’ultimo e-Shopping, sono i libri ad attestarsi in vetta all’ideale classifica (14,8%), seguiti dai capi di abbigliamento (13,9%), computer o periferiche per pc (11,3%), biglietti di viaggio (9,9%), soggiorni (5,4%), musica/dvd (4,8%), telefonino/smartphone (4,2%), cosmetici (4%), a chiudere gli elettrodomestici con l’1,5%. In quasi quattro casi su cinque l’acquisto online è «premeditato», ovvero l’acquirente ha già maturato la decisione di effettuarlo su Internet, nonostante sia spesso disponibile l’alternativa del canale tradizionale. Nel 65% dei casi l’acquisto online si indirizza a un prodotto già identificato in modo preciso dall’acquirente. Una quota significativa di decisioni di acquisto (un terzo circa) richiede, invece, uncerto percorso di informazione e orientamento. La soddisfazione nell’esperienza di acquisto online in una scala da 1 (pessima) a 10 (ottima) si attesta ad un voto medio di 8,34.

    Infine, l’indicatore di propensione ad effettuare un acquisto online fra chi non ha mai comprato sulla rete nel mese di Febbraio 2013 è pari al 9,0%. Ovvero, si tratta di persone che non hanno mai usato l’online per fare shopping, ma che si dichiarano propensi cambiare idea nei prossimi tre mesi. Sono gli «hot prospects» dell’E-commerce, e nel complesso dell’utenza Internet italiana sono circa il 3%, cioè 950 mila individui.

  • In arrivo il Facebook Case History Forum 2013

    In arrivo il Facebook Case History Forum 2013

    Il Social case History Forum lancia un’edizione speciale in attesa della prima edizione targata 2013. Infatti a Milano il prossimo 16 Aprile si terrà il Facebook Case History Forum, un’occasione per toccare con mano i casi di studio che riguardano il social network più grande del web

    In attesa della quarta edizione dell’evento, che si svolgerà il 30 maggio 2013, Social Case History Forum ha strutturato un’edizione speciale in collaborazione con Facebook Italia e con la School of Management del Politecnico di Milano: “Facebook Case History Forum” si concentrerà questa volta sul social media più famoso al mondo. L’evento avrà luogo il 16 aprile 2013 presso la Sala Rogers del Campus Leonardo di via Ampère 2 a Milano a partire dalle ore 9.

    Una delle esigenze che si rilevano quotidianamente lavorando con aziende e agenzie è relativa alla carenza di best practice inerenti il mondo social e Facebook in generale. E ancora di più si percepisce una carenza sulla diffusione di case study italiani”

    Partendo da questo presupposto Lorena Di Stasi ha ideato Social Case History Forum che, con le 3 edizioni del 2012 ha iniziato a colmare questo vuoto presentando oltre 70 case history ad un pubblico di oltre 1000 persone fra responsabili marketing e comunicazione, esperti di social media ed influencer della rete.

    L’agenda della mattinata, dopo un veloce benvenuto, sarà aperta dalla School of Management del Politecnico di Milano con una panoramica, e relative dimensioni del mercato Italia, sull’ecosistema digital con particolare focalizzazione sul social media.

    I Social Network stanno cambiando profondamente lo scenario di Internet e il mondo della pubblicità digitale. In un mercato dei media che – nel suo complesso – ha subito nel 2012 una contrazione del 5%, i ricavi generati dai Social Network sono aumentati del 60%” ha dichiarato Andrea Rangone, Responsabile Scientifico Osservatorio New Media & New Internet School of Management del Politecnico di Milano.

    Successivamente sarà fornito un aggiornamento su dati e trend in ambito consumer.

    Il numero di persone che accoglie i grandi brand nella stretta cerchia delle loro amicizie sui social network è in costante crescita. Nascono così nuove relazioni di prossimità con i prodotti e le aziende, che prevedono l’ascolto, la collaborazione, il gioco, ma anche la loro promozione nella rete da parte dei consumatori stessi” ha anticipato Andrea Giovenali CEO&Founder di Nextplora SpA che presenterà la ricerca.

    Seguirà una tavola rotonda formata dai CEO di alcuni dei principali centri media presenti in Italia che commenteranno, dal loro strategico punto di osservazione, i risultati presentati. Dopo una pausa, verranno quindi presentate le case history delle aziende italiane.

    L’ingresso al pubblico è gratuito su registrazione.

    Per informazioni info@socialcasehistoryforum.com

    http://www.facebookcasehistoryforum.it

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  • Reputescion, ospite di stasera è Don Andrea Gallo

    Reputescion, ospite di stasera è Don Andrea Gallo

    [dropcap]T[/dropcap]erza puntata di “Reputescion – Quanto vali sul Web?”, il nuovo programma di Andrea Scanzi per ae ospite della serata sarà Don Andrea Gallo, fondatore e animatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova, molto attivo sul Web

    Nuovo appuntamento da non perdere stasera, lunedì 25 marzo, alle ore 22.30 su La3, il nuovo Social Media Channel (visibile su Sky canale 143, sul DTT canale 134), con “REPUTESCION – Quanto vali su web?”, condotto da Andrea Scanzi, il primo e unico programma in grado di valutare, su base scientifica, la reputazione on line di personaggi di spicco del mondo della politica, della cultura, della società e dello spettacolo, ospitandoli in studio e offrendogli la possibilità di “origliare” cosa si dice di loro sul web e misurare la forza d’impatto di ciò che dicono o scrivono.

    Protagonista di questa puntata, la terza delle 12 previste, sarà Don Andrea Gallo, fondatore e animatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova. Personaggio di difficile classificazione Don Gallo unisce in un’unica dimensione sacro e profano, innovazione e tradizione, linguaggio popolare e pensieri da intellettuale. Figura molto presente sul web, anche in prima persona, dove è considerato un paladino degli indifesi e al tempo stesso un fustigatore dei potenti.

    La ricerca sulla reputazione on line è fatta, su base scientifica, dall’Osservatorio REDDS con la collaborazione di Ventura Research Institute e di Reputation Manager, unica società italiana che ha introdotto il concetto di “ingegneria reputazionale”, ovvero quell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico.

    Reputescion offre allo spettatore la possibilità di interagire con il programma in modalità second screen, una funzionalità che, mediante la sincronizzazione dell’audio del programma con il tablet o lo smartphone, consente di fruire di contenuti extra (informazioni sull’ospite e info-grafica sulla sua web reputation) grazie alla sezione HyperSync® dell’App gratuita La3.

    Per commentare la puntata e interagire su Twitter l’hashtag è #reputescion.

    Reputescion è un programma ideato e scritto da Fabio Migliorati e prodotto da  Showlab per La3.

  • Social Tv, The Voice ancora primo su Twitter

    Social Tv, The Voice ancora primo su Twitter

    Per quanto riguarda la Social Tv, anche nella settimana che va dal 15 al 21 Marzo 2013 il talent show di Rai 2, The Voice, si conferma il programma più seguito su Twitter e confermandosi il più twittato con il 48,9% dei tweets. Su Facebook si confermano Le Iene

    “The Voice” (Rai 2) anche questa settimana domina l’audisocial di Twitter, con il 48,9% dei tweet. Su Facebook “Le Iene” (Italia 1) e Amici di Maria De Filippi (Canale 5) sembrano ormai aver consolidato un primato stabile in termini di fan attivi e interazione. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

    Gli show di intrattenimento e i talent – commenta Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager – continuano ad avere un notevole seguito sui social, a discapito dei programmi di informazione e approfondimento politico. Un trend da sottolineare visto il momento molto delicato della politica italiana”.

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana con una il 48,9% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito a grande distanza da “Report” (Rai 3) che registra il 5,5% dei tweet. Al terzo posto “Agorà” (Rai 3) con il 4,4%, poi “Piazza Pulita” (La 7) con il 4,3%, “Otto e Mezzo” (La7) con il 4,3 % e “Servizio Pubblico” (La7) con il 3,7 %.

    Su Facebook, “Le Iene” (Italia 1) è al primo posto nella classifica Active Fan con 5.784 fan attivi che hanno prodotto 7.064 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma, seguito da “Amici di Maria de Filippi” (Canale 5) con 5.572 fan attivi e 8.502 post e commenti. “Servizio Pubblico” (La 7) si colloca al terzo posto con 4.853 fan attivi e 8.424 post commenti dei fan. Al quarto posto si conferma “Uomini e Donne” (Canale 5) con 3.272 fan attivi e 6.458 commenti e al quinto “Ballaro” (Rai 3) con 2.151 fan attivi e 3.946 commenti.

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, sono anche questa settimana “Le Iene” (Italia 1) a dominare con 111.228 like, che precedono “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) stabile al secondo posto con 98.537 like e “La prova del cuoco” (Rai 1) in terza posizione con 13.576 like. “Ballarò”(Rai 3) è al quarto posto con 14.214 like, “Servizio Pubblico” (La 7) al quinto con 14.024 like, “Che tempo che fa” (Rai 3) al sesto con 10.671 mentre “Uomini e Donne” (Canale 5) scende dal terzo al settimo posto con 8.900 like.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Servizio Pubblico” (La 7) questa settimana è il programma più attivo con 110 post della redazione, seguito da “Uomini e Donne” (Canale 5) al secondo posto con 108 post e da “Agorà” (Rai 3) al terzo con 91 post, davanti a “The Voice” (Rai 2) al quarto posto con 72 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (19.293), condivisioni (47) e commenti (1.248) è sulla fapage de “Le Iene” (Italia 1): “Archiviamo un’altra puntata de Le Iene. Vi è piaciuta?”

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