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  • Social Tv, The Voice bene su Twitter, Le Iene su Facebook

    Social Tv, The Voice bene su Twitter, Le Iene su Facebook

    Come di consueto riportiamo i dati dell’osservatorio Audisocial Tv® di Reputation Manager per la settimana 8-14 Marzo. Il nuovo talent musicale di Rai 2 “The Voice” fa registrare una buona performance su Twitter, mentre su Facebook vanno bene “Le Iene”

    “The Voice” il nuovo talent di Rai 2 conferma e supera l’ottima partenza della prima puntata, ottenendo un risultato audisocial da record: registra infatti il 77,6% dei tweet totali della settimana. Su Facebook invece al primo posto troviamo “Le Iene” (Italia 1). Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

    L’ottimo risultato della seconda puntata di “The Voice” su Twitter– commenta Andrea Barchiesi CEO di Reputation Managerconferma il successo di questo tipo di format sui social, ricalcando il fenomeno che avevamo già osservato per X factor” .

    Social-TV-The-Voice-©2013-franzrusso

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana il 77,6% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito con grandissimo distacco da “Piazza Pulita” (LA7) che registra il 5,5% dei tweet. Seguono “Le Iene” (Italia 1) con l’2,3%, “Avanti un altro” (Canale 5) e “Otto e Mezzo” (La7) con l’1.4 % , “In Onda” (La7) con l’1,2%, e “Servizio Pubblico” (La7) con l’1,1%.

    Su Facebook, “Le Iene” (Italia 1) è al primo posto nella classifica Active Fan con 6.535 fan attivi che hanno prodotto 7.814 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma, seguito da “Amici di Maria de Filippi” (Canale 5) con 5.529 fan attivi e 7.930 post e commenti. “Servizio Pubblico” (La 7) si colloca al terzo posto con 3.345 fan attivi e 5.635 post commenti dei fan. Al quarto posto si conferma “Uomini e Donne” (Canale 5) con 2.228 fan attivi e 5.002 commenti e al quinto “Ballaro” (Rai 3) con 1.920 fan attivi e 3.339 commenti.

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, sono anche questa settimana “Le Iene” (Italia 1) a dominare con 83.091 like, che precedono “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) stabile al secondo posto con 61.391 like e “Uomini e Donne” (Canale 5) in terza posizione con 18.314 like. Bene anche “La prova del cuoco”(Rai 1) al quarto posto con 15.868 like, mentre Servizio Pubblico (La7) scende dal terzo al quinto posto con 13.670 like.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Uomini e Donne” (Canale 5) è il programma più attivo della settimana con 132 post della redazione, seguito da “Servizio Pubblico” al secondo posto con 94 post e da “Porta a Porta” (Rai1) al terzo con 90 post, davanti a “Agorà” al quarto posto con 67 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (23.267), condivisioni (555) e commenti (3.326) è la foto postata sulla fapage de “Le Iene” (Italia 1): “Il Look di Ilary raccoglie sempre moltissimi commenti. Cosa ne pensate di quello di questa sera?

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  • UE difende gli utenti App e crea normativa per trattamento dei dati

    UE difende gli utenti App e crea normativa per trattamento dei dati

    
 [dropcap]L[/dropcap]e  autorità europee per la protezione dei dati
 hanno approvato il primo documento congiunto in merito alla privacy nelle applicazioni mobili nel quale si analizza l’incidenza ed i rischi che riguardano la protezione dei dati

    È la prima legge sulla protezione dei dati nel campo delle Applicazioni mobili, un settore poco coperto in termini di protezione dell’utente (e dei dati), che definisce gli obblighi del rivenditore e degli altri ruoli che intervengono nella distribuzione e nella vendita delle App con particolare attenzione verso le App usate dai minori.

    Le autorità ricordano che il quadro giuridico applicabile a qualunque App che si rivolge agli utenti europei è la Direttiva di Protezione dei Dati 95/46, in combinazione con la Direttiva 2002/58/CE sulla Privacy e Comunicazione elettronica. In particolare sottolinea la necessità di ottenere il previo consenso informato degli utenti.

    Un recente studio riflette che soltanto il 61% delle 150 Applicazioni più scaricate ha una informativa sulla privacy. Per ciò che riguarda il consenso, che costituisce la base giuridica per permettere ad un’azienda di trattare i dati personali di un utente, le autorità sottolineano che spesso questo si riduce ad una casella di verifica che indica che l’utente accetti i termini e le condizioni applicabili, senza offrire una opzione che permetta il rifiuto di tal termini e condizioni. Secondo uno studio realizzato per GSMA, al 92% degli utenti di App piacerebbe che gli si offrisse la possibilità di scegliere a quali funzioni del proprio apparecchio mobile possa accedere l’applicazione ed a quali non possa farlo.

    Questo quadro normativo è applicabile indipendentemente dalla collocazione territoriale dello sviluppatore dell’applicazione o del negozio che la commercializza, perché questi programmi utilizzano attrezzature che si trovano nell’Unione europea, come i computer degli utenti stessi.

    Gli App Store ricevono più di 1.600 nuove Applicazioni ogni giorno e, in media, un utente di uno smartphone ne scarica 37. Queste Applicazioni sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati personali attraverso l’accesso, ad esempio, all’album di foto, alla rubrica o ai dati di localizzazione.

    Rischi per la privacy

    Le Autorità collegano il rischio dalla protezione dei dati all’elevato numero di agenti coinvolti nell’ecosistema mobile. Ognuno di loro ha la responsabilità per i suoi utenti in materia di privacy. Mentre gli sviluppatori di Applicazioni perseguono l’obiettivo di fornire servizi nuovi e innovativi, si deve ricordare che le loro Applicazioni possono comportare gravi rischi per la privacy degli utenti di dispositivi intelligenti, se non sono conformi alla legislazione sulla protezione dei dati nell’UE .

    Nella direttiva si definisce che gli utenti devono essere in grado di controllare i propri dati personali. Pertanto, gli sviluppatori di Applicazioni devono fornire informazioni sufficienti sui dati che devono essere trattati preventivamente, in modo che possano ottenere un valido consenso.

    Con questa misura, si precisa che l’utente non deve affrontare una schermata la cui unica opzione è quella di dire”sì” e che si deve permettere la visualizzazione di un pulsante per l’annullamento dell’installazione. L’utente deve essere in grado di sapere a quali informazioni accederà lo sviluppatore della App prima di installarla. In questo senso, lo scopo del trattamento di tali dati deve essere ben definito e comprensibile per l’utente medio, escludendo improvvisi cambiamenti delle condizioni di servizio.
    La direttiva mette in evidenza che il fatto che si clicchi sul pulsante “Installa” non è sia un valido consenso al trattamento dei dati personali, se non accompagnato da sufficienti informazioni sia sulle condizioni di trattamento sia sul fatto che il click sul pulsante “installa” dia di fatto il consenso al trattamento di dati in base alle condizioni dichiarate.

    Diritti degli utenti

    Il responsabile del trattamento dei dati deve informare in merito alla sua identità, a quali dati saranno raccolti, per quale uso o finalità, se queste informazioni saranno cedute a terze parti e in che modo l’utente può revocare il suo consenso e cancellare i suoi dati. La direttiva sottolinea che gli utenti delle Applicazioni devono poter esercitare il proprio diritto di accesso, rettifica, cancellazione e opposizione.

    Trasposizione in italiano dell’articolo “Se aprueba el primer dictamen de privacidad en las Apps móviles”
     
    (image credits: thanks to fotolia.com)
  • Facebook pronta ad introdurre l’hashtag. Ma ce n’è bisogno?

    Facebook pronta ad introdurre l’hashtag. Ma ce n’è bisogno?

    Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Facebook starebbe pensando di introdurre l’utilizzo dell’hashtag, il famoso cancelletto #, anche per gli utenti del più grande social network. Ma ce n’è davvero bisogno? A nostro avviso no e non aggiungerebbe nulla di nuovo

    La notizia sta ormai facendo il giro del web, il giro del mondo è il caso di dire, anche perchè a parlarne è l’autorevole Wall Street Journal, il più importante quotidiano economico a livello internazionale. Secondo una fonte che il quotidiano ha intercettato, sembra che Facebook, ricordiamolo, il più grande social network, della rete, starebbe pensando di rendere disponibile l’hashtag (#) per i suoi utenti. Certo è qualcosa che sorprende, un’azione che non ti aspetteresti, ma che ad un primo sguardo, se fosse vera, non porterebbe certo un grande valore. Non è una innovazione, è soltanto una cosa già vista. C’è anche di chi parla di monopolio social e non è una cosa tanto fuori luogo. Per chi usa Twitter, l’hashtag è fondamentale, è lo strumento attraverso il quale seguire conversazioni a tema, ideare nuovi argomenti e incanalare nuove conversazioni. Un modo eccellente per guidare l’utente nella miriade di notizie che ogni giorno si trovano su Twitter. Quindi, dal punto di vista di Facebook, non si parla certo di una grande novità.

    E allora perchè dotarsi di uno strumento che è già in uso con successo su un’altra piattaforma? Semplice, se vogliamo. Da quando Facebook è stata quotata in borsa, si è trovata costretta, come nuova realtà aziendale che deve rendere conto ai propri azionisti in termini finanziari, a sviluppare settori fino a quel momento inesplorati, se non in piccola parte. E in particolare il Mobile. Ricorderete poco prima di approdare a Wall Street il grande colpo che Zuckerberg portò a casa acquisendo Instagram, un grande passo in avanti in un settore che lo stesso Zuckerberg aveva conosciuto poco. Da quel momento l’impegno in questo senso si estese al massimo. Ma perchè tutto questo? Dicevamo prima degli azionisti, certo, ma quello che interessa è fare guadagni, quindi pubblicità. E secondo i dati del 2012 Twitter da mobile ha guadagnato 129 milioni di dollari contro i 72,7 di Facebook, quindi una differenza molto evidente che ci dà la misura di quello che si parla. Ma è anche vero, ed è la conferma di ciò che sosteniamo, che secondo i dati diffusi al CES 2013, un paio di mesi fa, al momento il 20% della pubblicità di Facebook è sul Mobile.

    A fronte di questo quadro, Facebook penserebbe bene di sfruttare anche l’utilizzo dell’hashtag per fare breccia sul mobile. Basti pensare, come riporta anche il WSJ, che l’hashtag è diventato uno strumento efficace anche per la promozione di annunci pubblicitari, renderli ancora più evidenti e con questi sviluppare interazioni con gli utenti, come è successo anche durante il recente Super Bowl. Una cosa che a Facebook fa molta gola.

    Ma c’è anche da considerare il recente lancio del Search Graph e in effetti introdurre l’hashtag in questa ottica potrebbe tradursi in un certo vantaggio, è evidente. Sarebbe molto più semplice contraddistinguere e seguire determinate conversazioni.

    Tornando quindi alla domanda che ci siamo posti, e che vi poniamo perchè ci piacerebbe anche conoscere il vostro parere, ma Facebook ne avrebbe davvero bisogno? Da un punto di vista di competizione ì, strettamente legata al mobile, per i motivi visti prima, sembrerebbe di sì, ma certamente denota carenza di creatività. Il primo e più grande social network del web guarda e cerca di imitare quello che da un più o meno diretto competitor, molto più piccolo e, senza dubbio, differente, ma ben radicato in un settore strategico.

    Allora voi che ne pensate?

  • Nuovo Kindle Fire HD 8.9”, l’anti iPad ora disponibile su Amazon.it

    Nuovo Kindle Fire HD 8.9”, l’anti iPad ora disponibile su Amazon.it

    La versione a grande schermo del tablet HD più venduto su Amazon è ora disponibile in Italia, a partire da 269. Kindle Fire HD 8.9” dispone di uno splendido schermo HD, di un sistema audio Dolby stereo in esclusiva e di Wi-Fi ultra veloce. Prezzo a partire da € 269,00

    Kindle Fire HD è sin dalla data di lancio il prodotto più venduto su Amazon in tutto il mondo. Amazon.it annuncia che da oggi, Kindle Fire HD 8.9”, la versione a grande schermo del tablet HD più venduto su Amazon, è disponibile per i clienti di Amazon.it. Kindle Fire HD 8.9” dispone di uno splendido schermo HD 1920×1200 da 254 ppi, un esclusivo sistema audio Dolby, un processore e un motore grafico potenti, doppia antenna e Wi-Fi dual-band con MIMO, a partire da 269 € su www.amazon.it/kindlefireHD.

    Kindle Fire HD 8.9” è il prodotto di punta della serie Kindle Fire. Caratteristiche:

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    – uno schermo da 8,9” con risoluzione 1920×1200 da 254 ppi dai vivaci colori
    – doppia antenna, Wi-Fidual-band con tecnologia MIMO
    processore TI OMAP 4470 di ultima generazione e motore grafico Imagination SGX544, in grado di processare più di 12 miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo
    – due altoparlanti stereo con audio Dolby Digital Plus, lo standard per alte prestazioni audio, disponibile esclusivamente su Kindle Fire HD
    batteria di lunga durata – oltre 10 ore
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    videocamera HD frontale per foto e videochiamate grazie all’applicazione Skype, appositamente studiata per effettuare chiamate video in qualsiasi parte del mondo
    ricco ecosistema di contenuti – oltre 22 milioni di applicazioni, giochi, libri; video, film e riviste attraverso applicazioni
    – “Acquista una volta, sempre con te” con le applicazioni Amazon disponibili sul più ampio numero di piattaforme, per godersi i propri contenuti Amazon sul proprio dispositivo
    – L’eccezionale qualità dell’efficiente Servizio Clienti di Amazon

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    Kindle Fire HD è già il prodotto più venduto su Amazon in tutto il mondo e siamo entusiasti di annunciare che da oggi è disponibile la versione a grande schermo del nostro tablet più venduto” ha detto Jorrit Van der Meulen, Vice Presidente Kindle EU. “Pensiamo che ai nostri clienti piacerà navigare su internet, inviare e-mail, giocare, guardare video o film e sfogliare riviste attraverso applicazioni e molto altro sullo straordinario grande schermo HD con Wi-Fi ultra veloce e un audio eccezionale.”

    Ecco alcune considerazioni sul nuovo Kindle Fire HD 8.9″:

    Kindle Fire è un servizio

    Kindle Fire è più di uno straordinario dispositivo, è un servizio. Quando un cliente ordina Kindle Fire, il dispositivo arriva pre-registrato all’account Amazon e contiene una lettera di benvenuto che riporta il nome del cliente. Tutti i contenuti Kindle acquistati dal cliente sono pronti per essere scaricati, permettendo di iniziare subito, senza bisogno di configurare o sincronizzare il dispositivo e senza bisogno di cavi. Kindle Fire consente l’accesso istantaneo direttamente dal dispositivo ai contenuti digitali Amazon e a tutte le funzioni che i clienti apprezzano di più, come i consigli personalizzati, le recensioni dei clienti, gli acquisti 1-Click e altro ancora. Ogni volta che i clienti acquistano su Amazon.it, comprano un Kindle o un contenuto digitale, sanno che possono fare affidamento sull’efficiente Servizio Clienti di Amazon. I clienti acquistano su Amazon.com da più di 15 anni e continuano a farlo grazie a un esperienza d’acquisto senza precedenti.

    Straordinario schermo HD progettato su misura

    Lo schermo da 8,9” di Kindle Fire HD dispone di 254 pixel per pollice con una risoluzione di 1920×1200. Kindle Fire HD utilizza il Gorilla Glass per garantire un’incredibile affidabilità e durata e un sensore touch la minato per ridurre i riflessi e rendere lo schermo più facile daguardare anche quando la luce proviene dall’alto. Inoltre dispone di un filtropolarizzante Advanced True Wide per ottenere lo stesso contrasto e colori vividie intensi da ogni angolazione.

    La batteria dura 10 ore

    Kindle Fire HD 8.9” è ottimizzato per ottenere le massime prestazioni senza sacrificare la durata della batteria, per oltre 10 ore di autonomia.

    Tutti i contenuti – Oltre 22 milioni di canzoni, applicazioni, giochi e libri

    Kindle Fire HD 8.9” offre ai clienti un’ampia selezione di contenuti digitali, tra cui migliaia di applicazioni. Con l’App-Shop di Amazon, i clienti hanno accesso a un’ampia selezione di applicazioni sempre aggiornate così come alla “App gratuita del giorno”, che consiste in un’applicazione popolare a pagamento selezionata e offerta gratuitamente ogni giorno. L’App-Shop di Amazon include funzionalità quali i consigli personalizzati, le recensioni dei clienti e gli acquisti 1-Click. Per fare in modo che i clienti abbiano la migliore esperienza possibile con le applicazioni che acquistano, quest’ultime sono testate da Amazon e usufruiscono dell’eccezionale supporto clienti di Amazon. Le applicazioni e i giochi acquistati da Amazon possono essere utilizzati su tutti i dispositivi Android dei clienti, così da permettere di effettuare l’acquisto di una app o di un gioco una volta e di usufruirne poi ovunque.

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    – I clienti avranno accesso immediato alle applicazioni più popolari tra cui Evernote, Rai TV, Flipboard, Spotify, GialloZafferano, Skyscanner, ognuna ottimizzata per Kindle Fire HD
    – Creato per il gioco, con comandi completi di inclinazione, rotazione, multi-touch e l’esclusivo servizio Gamecircle, Kindle Fire HD permette ai clienti di godersi i più popolari giochi quali Real Racing 3, Subway Surfers, Pou, Temple Run 2, Ruzzle, Angry Birds Star Wars, ognuno ottimizzato per Kindle Fire HD
    Le riviste e i quotidiani più popolari attraverso applicazioni che includono Donna Moderna, Panorama, Vanity Fair, Wired così come Corriere della Sera Digital Edition, La Repubblica e La Stampa
    – Titoli esclusivi e prezzi vantaggiosi: oltre ad applicazioni esclusive per Android come “FC Barcelona iCroms”, i clienti avranno inoltre accesso a una selezione di applicazioni di gioco popolari e leggendarie a soli 0,99 € fino al 17 Marzocome “Modern Combat 4”, “Prince of Persia Classic”, “Petworld 3D”, “Rayman Jungle Run”, “Broken Sword II – The Smoking Mirror: Remastered” e l’italiano“F18 Carrier Landing”
    – 20 milioni di canzoni di centinaia di migliaia di artisti tra cui l’ultimo album di David Bowie “The Next Day” e di Bon Jovi “What About Now”. I clienti potranno ascoltare in streaming gli acquisti dal Cloud, scaricare playlist per l’ascolto offline e archiviare la loro collezione personale nel Cloud per accedervi ovunque e in ogni momento
    – Oltre un milione e mezzo di libri tra cui 300,000 titoli presenti esclusivamente su Kindle Store. Oltre 41,000 libri in italiano:[/one_half]

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    – Oltre15,000 libri al prezzo uguale o inferiore a 3 €
    – La migliore selezione di bestseller in Italia (in base a Servizio Classifiche Arianna di Informazioni Editoriali); tra i titoli vi sono “Il corpo umano” di Paolo Giordano, “Di tutte le ricchezze” di Stefano Benni, “Inverno del mondo” di Ken Follet e, già disponibile in pre-ordine, “Inferno” di Dan Brown
    – Libri per bambini, tra cui gli eBook di Geronimo Stilton, “Il Piccolo Principe” e “i Puffi”
    – Libri di cucina esclusivi di chef famosi come Luca Montersino e Carlo Cracco o conduttori di programmi televisivi popolari come Antonella Clerici e Benedetta Parodi
    – Fumetti come Diabolik, Corto Maltese, Starwars e Zerocalcare
    – Oltre 4,500 titoli KDP tra cui i bestseller “Zona d’Ombra” di Riccardo Bruni, “L’Amazzone di San Giorgio” di Max Dezzi e “Amabilmente Condannato a Moglie” di Alessandro Venturini

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    Da segnalare che manca la fotocamera posteriore e la risoluzione di quella anteriore ci si attendeva fosse un po’ più alta, per il resto è davvero un bel dispositivo.

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  • Addio a Google Reader, ma le alternative ci sono

    Addio a Google Reader, ma le alternative ci sono

    [dropcap]G[/dropcap]oogle, a sorpresa, ha annunciato ieri la seconda fase di quelle che ha definito le”pulizie di primavera”. In pratica l’annuncio è la chiusura di una serie di servizi,  a partire dal 1° Luglio 2013, tra cui lo storico Google Reader. Grande dispiacere tra i tanti che lo usano, ma le alternative non mancano

    Da ieri sera, da quando si è diffusa la notizia, gli utenti del web oltre a seguire l’elezione di Papa Francesco I hanno anche cominciato a manifestare il loro grande dispiacere nell’apprendere che dal 1° Luglio 2013 Google Reader non sarà più attivo. Per tanti, se non per tutti, un vero fulmine a ciel sereno, come si dice, una notizia che ha colto tutti di sorpresa. In effetti, nell’annuncio dato sul blog ufficiale di Google non si parla solo di Google Reader, ma di altri servizi che verranno cessati, facenti parte di quella che è stata definita la seconda fase delle “pulizie di primavera“. In sostanza, è in atto una rivisitazione di quei servizi che a fronte dell’evoluzione degli scenari, potrebbero non essere più indispensabili. E nell’ottica di sviluppare sempre di più Google+, forse questa politica non dovrebbe più sorprendere.

    Google Reader, tra gli altri servizi, è quello più “vecchio”, forse meglio dire “storico”. Infatti è attivo dal 2005 e milioni di utenti per ricordare, raccogliere e i propri siti preferiti, per raccogliere le notizie più interessanti, hanno sempre usato questo servizio che si è sempre dimostrato prezioso. Come scritto nel post sul blog ufficiale di Google che ne annuncia la chiusura, Google Reader ha visto via via diminuire il numero degli utenti che lo usano e , in virtù dell’integrazione fatta con Google+ nel 2011, che aveva fatto infuriare tanti utenti, adesso la chiusura è definitiva. Per consentire il passaggio dei propri dati e abbonamenti, è possibile farlo con Google Takeout e conservare tutto quello che si è costruito nel corso degli anni su un altro servizio alternativo. E qui comincia il bello.

    Già perchè chi ha sempre usato Google Reader nona ha mai avuto l’esigenza di usare altro e adesso vive questa chiusura come una sorta di smarrimento. In realtà di alternative valide ce ne sono, Mashable ne ha raccolte alcune che potete trovare in questo post, anche C|Net prova a suggerire qualche alternativa.

    Se ci possiamo permettere di darvi qualche suggerimento, anche sulla base di quelle che in queste ore vengono segnalate, allora vi indichiamo anche noi Pulse, eccellente aggregatore, raccoglitore, facile da usare e con una forte propensione anche alla condivisione sui vari social network. Da poco ha attivato anche le “Highlights”, le notizie che gli utenti possono segnalate su Twitter, Facebook o Google+ e renderle visibili coi propri amici. Altra valida alternativa e certamente Flipboard e poi vi segnaliamo anche Feedly, davvero un bello strumento e anche questo facile da usare.

    Insomma, superato il momento di sconforto ci si guarda intorno e ci si accorge che le alternative ci sono e sono altrettanto valide, rimane il fatto che Google ha ormai puntato tutta la sua strategia nel cercare di rendere Google+ il centro di tutto. E voi che ne pensate?

    (image credits: thanks to fotolia.com)
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  • Atooma, GamePix e Discordia all’Heidelberg Innovation Forum 2013

    Atooma, GamePix e Discordia all’Heidelberg Innovation Forum 2013

    Saranno Atooma, GamePix e Discordia le tre startup italiane che saranno presenti all’Heidelberg Innovation Forum 2013, evento che raduna le 20 migliori imprese europee di industrie creative e le mette in contatto con investitori ed esperti internazionali

    Di loro abbiamo parlato già in altre occasioni e ormai le conosciamo bene e rappresentano le realtà italiane più innovative e web-based del panorama tecnologico mostrano. Stiamo parlando di Atooma, GamePix e Discordia, le 3 realtà laziali che il 20 marzo presenteranno il proprio modello di business all’Heidelberg Innovation Forum, evento che raduna le 20 migliori imprese europee di industrie creative e le mette in contatto con investitori ed esperti internazionali. La partecipazione all’Heidelberg Innovation Forum, permetterà alle due startup incubate da Enlabs e al team Discordia (vincitore del premio Filas “Castro Adventure Game” al Global Game Jam 2013) di definire meglio il proprio modello di business, ricevere supporto nella fase di ricerca dei finanziamenti ed entrare a far parte della community di FAME, il progetto europeo coordinato da Filas che ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle industrie creative.

    Premiata di recente al Mobile World Congress di Barcellona come migliore App, Atooma è stata sviluppata da Simple Srl, una startup formata da quattro ragazzi di 27 anni. Come già ci raccontato Gioia Pistola durante l’intervista che ci concesse qualche mese fa, quest’applicazione Android, che conta già 90 mila utenti, è in grado di interagire con tutte le funzionalità del telefono – dai messaggi alle chiamate, alle email – ed è in grado di automatizzare e personalizzare compiti che normalmente vengono svolti da  App diverse. Attraverso Atooma ad esempio è possibile programmare lo smartphone ad attivare il wifi appena entrati in casa, mandare un messaggio in automatico a qualcuno per avvisarlo che sei rientrato, attivare automaticamente il bluetooth quando si è in auto ma anche disattivare bluetooth, wifi, 3g e abbassare la luminosità automaticamente se si ha la batteria scarica. Il tutto attivando una semplice ‘regola’ e senza bisogno di codici di programmazione.

    Di EnLabs è anche la neonata GamePix, startup specializzata nei giochi online che ha già ideato il videogame BattlePix e che adesso punta alla creazione di un grande game-network: una sorta di sito web con tanti giochi in cui gli utenti possono competere gratuitamente utilizzando un unico avatar virtuale e condividere la loro esperienza con gli amici e altri giocatori sparsi per il pianeta (i videogame utilizzano mappe del mondo reale).  Le partecipazioni di Atooma e GamePix sono frutto anche dell’accordo Filas-Enlabs per operare congiuntamente in favore delle startup del Lazio.

    All’Heidelberg Innovation Forum ci sarà anche Discordia, il team di 6 ragazzi -dai 20 ai 35 anni- che ha vinto la sfida “Castro Adventure Game” lanciata da Filas al Global Game Jam di Roma 2013. Il gruppo è stato premiato per aver realizzato in sole 48 ore la migliore demo usando come riferimento il progetto “La Tuscia Farnese” del Distretto Tecnologico per i beni e le attività Culturali del Lazio (www.futouring.com). La demo vincitrice, “Visions of Eris”, è basata su realtà aumentata e marcatori (oggetti reali come carte o libri) che – una volta inquadrati con il tablet – rendono possibile un’esplorazione in 3d dell’ambiente.

    Sono più di 370 le startup e gli sviluppatori provenienti da 10 diversi Paesi che dal 2005 hanno presentato le loro idee all’Heidelberg Innovation Forum: più della metà hanno avuto importanti contatti con investitori e decision-makers del mercato. E ovviamente, facciamo alle tre startup italiane che saranno presenti a questo importante appuntamento un grosso in bocca al lupo!

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  • Pinterest guarda davvero al business con le Web Analytics

    Pinterest guarda davvero al business con le Web Analytics

    Da un pò di tempo Pinterest sta attivando una serie di modifiche che hanno certamente l’obiettivo di rendere sempre più attraente la piattaforma. Così dopo aver aggiunto alle Board il tasto “Find Pins” che permette di trovare Pin simili alla propria board e rinnovato il look, ecco che da ieri su Pinterest è possibile avere il tracciamento delle visite con l’attivazione delle Web Analytics per gli utenti che hanno associato un sito verificato al proprio account (sul blog ufficiale di Pinterest è possibile trovare un post che spiega come verificare il proprio sito sulle varie piattaforme)

    Pinterest dopo il trionfale 2012 ha iniziato il 2013 con grosse novità, trainate anche dal sostanzioso finanziamento di 200 milioni di dollari che ha elevato il valore della società a 2,5 miliardi di dollari, valore raggiunto in soli tre anni. E quindi dopo aver rinnovato il look, Pinterest ha rilasciato, annunciandola dal suo blog ufficiale, ieri una grande novità per il business e cioè la possibilità di visualizzare, all’interno di un profilo con sito web verificato, le proprie metriche relative alle analytics. E’ chiaro che da adesso in poi si apre anche per Pinterest il tema legato alle applicazioni di terze parti e quindi alle gestione delle API, argomento assolutamente inedito per questo social network e per questo sarà interessante vedere a che tipo di evoluzione assisteremo. Di recente, tanto per citare un esempio recente, Twitter ha ristretto molto la gestione delle API e chiudendo la porta a quelle applicazioni che grazie a Twitter potevano giocarsi una grossa fetta di visibilità. Scopo della restrizione è quello di rendere la piattaforma più autonoma e capace di monetizzare da sè. Farà così anche Pinterest? Vedremo, ma intanto torniamo alla novità delle analytics.

    pinterest-il-tuo-sito

    Il servizio di web analytics che è visibile non appena si passa al nuovo loook, e se si ha nel proprio profilo un sito verificato, è di terze parti, ma vale comunque ricordare che finora era possibilie vedere alcune metriche da servizi come Vitrue, Viralheat oppure da Pinfluencer, Pinalyzer, PinReach, Pinster. Quello che propone oggi Pinterest è la possibilità di monitorare, dall’interno del proprio profilo, traffico outbound verso Pinterest, traffico inbound da Pinterest, quante volte viene visualizzato un “pin”, inoltre si possono visualizzare i pins più recenti, i più “repinnati” e i più “cliccati“.

    Da quello che si è saputo ieri, questo è ancora una prima versione e che presto verranno attivate altre metriche. Senza dubbio questo è il primo passo che Pinterest muove verso la possibilità, come si dice, “di fare business” per davvero ma lo fa in modo non frenetico e convulso, una crescita che sembra simile a quella di LinkedIn. Da oggi, quindi, i brand hanno una motivazione in più e possono finalmente avere dei riscontri oggettivi sulla base dei quali cominciare a gestire i propri “pins” in un’ottica diversa.

    Noi saremo qui a raccontarvi delle novità che ci saranno nel futuro di Pinterest, ma voi che ne pensate?

  • Cardinali e Social Media, Sean O’Malley il più attivo della settimana

    Cardinali e Social Media, Sean O’Malley il più attivo della settimana

    La scorsa settimana avevamo visto dai dati di Decisyon, tramite ECCE/Customer, che i Cardinali sono molto attivi sui Social Media. Ora, con l’avvio del Conclave è fatto assoluto divieto twittare e comunque comunicare cui canali digitali, ma possiamo vedere che nell’ultima settimana il cardinale più attivo è stato Sean O’Malley. Luis Antonio Tagle si conferma leader della classifica

    Con l’avvio oggi del Conclave inizia anche il grande silenzio multimediale dei cardinali, chiamati a mantenere la massima discrezione sulle votazioni per l’elezione del nuovo Pontefice. E qualcuno, come dichiarato dal sudafricano Wilfrid Napier a Vatican Insider, già sente la mancanza di tweet e ritweet.

    D’altronde proprio l’Arcivescovo emerito di Durban, è stato il secondo nel corso dell’ultima settimana per crescita di tweet, ritweet e risposte: registra infatti un +49,5% rispetto alla settimana precedente, segno dell’attività intensa del suo account e della grande attenzione rivolta da follower e fedeli. Meglio di lui solo l’Arcivescovo di Boston, il frate minore francescano Card. Sean O’Malley, che si attesta primo per l’incremento delle attività con una crescita del 52,6%. La terza crescita più elevata, +33,4%,è stata ottenuta dal profilo del Card. Mahony, Arcivescovo emerito di Los Angeles, al centro delle cronache dell’ultimo periodo.

    Questi sono alcuni dei dati raccolti da ECCE/Customer, soluzione CRM social di Decisyon che monitora in tempo reale l’engagement sociale e la brand reputation nei social media, da alcuni tra i principali profili Facebook e Twitter dei cardinali tra il 1° Gennaio e il 12 marzo.

    Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila e tra i più giovani cardinali con solo 55 anni, mantiene la leadership dei cardinali più coinvolgenti sui social media, con ben 104.809 attività. Tuttavia sembra aver già cominciato il proprio silenzio sui social media: ottiene un incremento di solo lo 0,1% e la percentuale di attività riconducibili al suo profilo passa dal 53% al 50%.

    Una crescita più cospicua è stata ottenuta dall’Arcivescovo di New York Timoty Dolan: mantiene la seconda posizione con il 27% delle attività totali grazie a un incremento di tweet e ritweet pari al 6,2%.

    Al terzo gradino del podio, l’italiano Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura: le sue attività sono il 6% del totale. Ma alle sue spalle sta emergendo l’Arcivescovo di San Paolo, Card. Odilo Scherer: molti media hanno spostato l’attenzione su di lui e le attività sui social sono così cresciute del 12,3%.

    Cardinali-Social-Media

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    [dropcap]D[/dropcap]ai dati registrati da Decisyon, attraverso la soluzione ECCE/Customer, emerge come molti dei i cardinali segnalati dai media come protagonisti del prossimo conclave, abbiano registrato un incremento del coinvolgimento dei propri supporter ” afferma Cosimo Palmisano, CEO & Founder di ECCE/Customer – Decisyon. “Sono infatti aumentati tutti i tipi di azione nei loro profilo e la classifica degli incrementi ci mostra esattamente chi è stato maggiormente sotto i riflettori nell’ultima settimana“

    Contenuti più condivisi

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    Il link al libro online pubblicato dal sito vatican.va con le foto più importanti del papato di Benedetto XVI, postato dal Cardinale Ruben Salazar Gomez, mantiene la palma del contenuto più condiviso su Facebook, raggiungendo le 2.227 condivisioni. Seguono al secondo e terzo posto le notizie dei video pubblicati dal Card. Tagle sul profilo dedicato al suo programma televisivo.

    Nella classifica dei contenuti più condivisi su Twitter, il Card. Timothy Dolan sorpassa il Card. Ravasi grazie a due preghiere che hanno ottenuto 367 e 314 retweet, mentre il Card. Napier si attesa al terzo posto con un post di ringraziamento per l’iniziativa di preghiera “Adotta un Cardinale”

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  • “Reputescion, quanto vali sul Web?”. Al via stasera su La3 Tv

    “Reputescion, quanto vali sul Web?”. Al via stasera su La3 Tv

    Prende il via da stasera, per ogni lunedì, su La3 Tv alle 22,30 “Reputescion, quanto vali sul Web?”, programma interamente dedicato alla reputazione online che vede Andrea Scanzi debuttare alla conduzione

    Da stasera, 11 marzo, e per ogni lunedì, alle ore 22.30 su La3 Tv, il nuovo Social Media Channel (visibile su Sky canale 143, sul DTT canale 134, e in streaming su www.la3tv.it ), grazie alla collaborazione con l’Osservatorio REDDS, andrà in onda “REPUTESCION – Quanto vali su web?”, programma fino ad ora unico nel suo genere nel quale ogni settimana un ospite in studio verrà valutato, su base scientifica, rispetto a quella che è la sua reputazione online. In sostanza, si valuterà come e cosa la rete pensa del personaggio in questione. Una produzione di Showlab per La3.

    Il protagonista della prima delle 12 puntate di Reputescion sarà il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, senza dubbio un personaggio che favorisce lo schieramento delle opinioni, radicalizzandole attraverso il suo giornalismo aggressivo e le incursioni mediatiche da vero “genio guastatore” del giornalismo italiano, un combattente di razza. Le analisi sulla reputazione dei personaggi ospiti, alla base dell’innovativo format, vengono fornite dall’Osservatorio REDDS con la collaborazione di Ventura Research Institute, istituto no profit svizzero specializzato nello studio dei nuovi media e degli scenari evolutivi di mercato, e di Reputation Manager, unica società italiana che ha introdotto il concetto di “ingegneria reputazionale”, ovvero l’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico.

    Reputescion-Andrea-Scanzi-La3-tv

    Come dicevamo all’inizio, debutta in qualità di conduttore il giornalista Andrea Scanzi che ospiterà in studio ogni settimana personaggi di spicco del mondo della politica, della cultura, della società e dello spettacolo offrendo loro un’occasione unica: essere l’oggetto di un analisi che permetta di dedurre informazioni sul personaggio senza andarle a chiedere attraverso inchieste o rilevazioni. Il protagonista di ogni puntata avrà la possibilità di “origliare” cosa si dice di lui sul web, e misurare la forza d’impatto di ciò che lui stesso dice o scrive.

    L’identità digitale: chi è il personaggio sul web e perchè è importante saperlo?

    Nell’era digitale la rete è la “terra di mezzo” – sostiene Mauro Alvisi Presidente di Ventura Research – “il meta-medium che collega tutti gli altri media, li contiene come “first screen” e funge da contenuto di contenuti “user generated” come “second screen”. Il dialogo digitale sposta opinioni, consensi, dissensi e condiziona decisioni di rilievo sociale, economico,politico, etico e finanziario.”

    La reputazione on line del personaggio ospite di “Reputescion” viene indagata come se fosse la sua carta d’identità digitale. Quali sono i suoi caratteri dominanti sul Web? Qual è la percezione e l’affezione sviluppata dagli utenti nei suoi confronti? Esistono parodie o avatar che lo reinterpretano? Quali sono i suoi amici e i suoi nemici on line? Quali sono gli hashtag più associati al suo nome su Twitter? Cosa dicono di lui su Facebook e in generale sul web? Rispondendo a tutte queste domande siamo in grado di delineare un profilo completo del personaggio e di metterlo di fronte al suo alter ego digitale.

    La metodologia REDDS

    La ricerca viene condotta su tutti i canali del web e si basa sulla tecnologia “human search simulation” – spiega Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager – “A partire un modello concettuale, suddiviso in categorie caratteristiche rilevanti che descrivono l’identità del personaggio nel suo complesso, il motore di analisi semantica ricerca i contenuti nel web proprio come se fosse un utente reale a cercarli navigando sui motori di ricerca. Grazie a questo principio l’analisi rappresenta il punto di vista degli utenti del web, rilevato attraverso l’ascolto delle opinioni espresse spontaneamente online, che contribuiscono a costruire la reputazione digitale del personaggio.”

    I risultati ottenuti vengono classificati in base a:

    • presenza degli argomenti rilevanti nel contenuto
    • sentiment (positivo, neutro o negativo)
    • importanza e pertinenza delle fonti online.

    Tutti questi valori si riassumono nel Cerr® (Coefficiente Effettivo di Rischio Reputazionale) rappresentato televisivamente dal “Reputometro” che associa un «punteggio» alla reputazione del personaggio su una scala da -5 a + 5.

    Un appuntamento che si preannuncia interessante e che vi invitiamo a vedere.

  • Il doodle di Google è per Douglas Adams

    Il doodle di Google è per Douglas Adams

    Nuovo doodle interattivo quello che troviamo oggi sulla homepage di Google, stavolta dedicato a Douglas Adams, di cui oggi si ricordano i 61 anni dalla nascita. Scrittore e romanziere, Adams è ricordato per “La Guida galattica per gli autostoppisti” a cui il doodle è ispirato

    L’omaggio del doodle interattivo che vediamo oggi sulla homeapage di Google oggi è per lo scrittore di fantascienza inglese Douglas Adams, famoso per la “Guida Galattica per gli Autostoppisti“, “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy“, un racconto in effetti iniziato nel 1978 ai microfoni della BBC, prima di diventare best-seller in cinque edizioni con 15 milioni di copie vendute. Nel doodle compare spesso dal device ben in evidenza la scritta “Non fatevi prendere dal panico“, farse che compare proprio sulla c copertina della “Guida Galattica per gli Autostoppisti”.

    Il doodle è chiaramente ispirato alla guida galattica più ironica che sia mai stata scritta, ma è pieno di tanti riferimenti ai romanzi di Adams. Nel doodle sentite una musichetta che può essere anche disattivata dal pulsante apposito in basso a destra. In risalto rispetto all’insieme si notano una tazza di thè, un richiamo al romanzo giallo di Adams “The Long Dark Teatime of the Soul“, si vede un asciugamano, elemento essenziale per viaggiare nello spazio, spesso citato da Adams. Ma l’asciugamano è tanto essenziale che il 25 Maggio i fans di Adams celebrano il Towel Day, un modo per celebrare l’autore e i suoi libri in particolare la “Guida Galattica per gli Autostoppisti“.

    In questo brano della “Guida Galattica per gli Autostoppisti”, Douglas Adams spiega l’utilità dell’asciugamano:

    Un asciugamano è la cosa più utile che un autostoppista interstellare può avere. In parte, ha un grande valore pratico, infatti lo potete avvolgere intorno a voi per proteggervi dal freddo passando attraverso le lune fredde di Jaglan Beta; potete stenderlo sulle spiagge di marmo brillante e levigato di Santraginus V e respirare i vapori inebrianti del mare; ci si può dormire sopra, sotto le rosse stelle che brillano sul mondo deserto di Kakrafoon; lo si può utilizzare per navigare un miniraft lungo il lento fiume Falena; bagnarlo per usarlo in un combattimento; avvolgerlo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Bestia Bugblatter Ravenous di Traal; lo si può sventolare in situazioni di emergenza per un segnale di pericolo, e, naturalmente, vi ci potete anche pulire”

    dontpanic_marvin

    Quando invece cliccate sull’ascensore, che compare sulla sinistra, ecco che appare Marvin, l’androide paranoico della “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy“.

    Douglas Noël Adams, noto anche come DNA, proprio come acronimo del suo nome, nacque a Cambridge l’11 marzo del 1952 e morì nel 2001 all’età di 49 anni per un infarto a Santa Barbara, in California.