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  • E-commerce, gli Italiani acquistano sempre più via Mobile

    E-commerce, gli Italiani acquistano sempre più via Mobile

    Oggi, in occasione del Netcomm e-Payment 2013 che si è svolto a Milano  sono stati diffusi i dati dell’indagine mensile condotta in collaborazione con Human Highway sull’andamento degli acquisti online degli italiani, con un particolare focus sull’utilizzo di device mobili e tradizionali nell’e-Shopping. E crescono a tripla cifra (+165% anno su anno) gli acquisti da dispositivo mobile, che passano dal 4% del 2012 a oltre il 10% del 2013

    L’E-commerce nel nostro Paese è in costante progressione e continua a crescere il numero di utenti che hanno fatto acquisti online negli ultimi tre mesi. Si tratta di 13,8 milioni di individui, ovvero il 47,7% dell’utenza internet (era il 35,8% al febbraio del 2012).  Di questi, il 24% dichiara di aver comprato più di 5 volte nel trimestre, al punto da poter essere definito un heavy e-Shopper e, complessivamente, negli ultimi tre mesi si sono avuti 47,6 milioni di atti d’acquisto sulla rete. Aumenta e a tripla cifra (+165%) l’incidenza degli acquisti da Smartphone e Tablet, che nel 2012 superano quota 10% del totale delle transazioni online. Queste sono solo alcune delle salienze emerse in occasione del Netcomm e-Payment 2013, in cui sono stati diffusi i dati rilevati da Human Highway sui comportamenti degli utenti, con un focus specifico dedicato all’utilizzo per gli acquisti di device mobili e tradizionali, e alla propensione verso gli strumenti di pagamento più usati sul web.

    E-commerce-italia---trend-acquirenti-online

    “I pagamenti elettronici hanno sempre rappresentato un elemento chiave per lo sviluppo dell’E-commerce nel nostro Paese, soprattutto per via della minore abitudine dei consumatori italiani ad utilizzare per gli acquisti online la moneta elettronica in tutte le sue forme – dichiara Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italianoMa oggi stiamo assistendo a un forte processo di innovazione nel settore. Nuove forme di pagamento si sono affacciate su un mercato sempre più ampio, popolato ormai da 14 milioni di individui, che hanno effettuato acquisti nell’ultimo trimestre. Peraltro, assistiamo anche ad una forte evoluzione tecnologica nei device, al punto che smartphone e tablet sono diventati essi stessi strumenti di pagamento. E i consumatori stanno dimostrando fiducia in questo genere di dispositivi, anche per effettuare i propri acquisti, al punto che in un solo anno segnano un incremento del +165% delle transazioni E-commerce. Anche le recenti norme volte a limitare l’uso del contante, congiuntamente all’accettazione degli strumenti di pagamento digitali da parte delle amministrazioni e dei servizi pubblici, inducono a favorire sia la concorrenza fra gli operatori, sia la sicurezza e la trasparenza nelle transazioni a tutto vantaggio degli utenti.”

    Tornando all’indagine realizzata da Netcomm in collaborazione con Human Highway, si osserva che la distribuzione del sistema di pagamento utilizzato in occasione dell’ultimo acquisto su Internet da parte degli acquirenti online degli ultimi tre mesi vede al primo posto l’utilizzo di PayPal per il 36,6% dei casi, seguito dall’uso della carta prepagata per il 24,4%, quindi dalla carta di credito per il 19,2%, il bonifico per il 3,7%. Mail vero dato che sorprende è che a febbraio 2013, oltre il 10% degli acquisti online risulta generato attraverso un dispositivo mobile: in meno di un caso su due si tratta di un Tablet e prevale l’acquisto da Smartphone. La maggioranza (poco meno del 90%) delle transazioni online è prodotta attraverso un PC tradizionale. Solo un anno fa, febbraio 2012, il 4% degli acquisti online era generato attraverso un dispositivo mobile: in due casi su tre era un Tablet (solo nell’1,3% dei casi è stato utilizzato uno Smartphone). La stragrande maggioranza (96% delle transazioni online) era, quindi, gestita con un PC tradizionale. In sintesi vuol dire che in un anno il numero di transazioni negli acquisti online da dispositivi mobile, Smartphone e Tablet, è cresciuta a tripla cifra, mettendo a segno un +165%. Va poi rilevato che l’utilizzo dei sistemi di pagamento basati su carte (Bancomat, Carte di credito e prepagate) è molto diffuso anche nel segmento che non acquista online (62,8% del campione), ma la penetrazione è pressoché totale tra gli acquirenti da dispositivo mobile (98,5%) e i pagamenti bancari (RID, bonifici) nel segmento evoluto si fermano al 72%.

    Anche il grado di conoscenza della tecnologia Nfc (Near field communication) su telefonini e tablet è stata indagata nella rilevazione di Netcomm e Human Highway. Come è noto, si tratta di una tecnologia che serve per effettuare i pagamenti di prossimità, facendo passare il telefonino a pochi centimetri di distanza dalla strumentazione abilitata: ideale, ad esempio, per pagare il biglietto della metro o dell’autobus, ma non solo. Alla domanda se il proprio telefonino fosse abilitato o meno alla comunicazione via Nfc, più della metà dei rispondenti, circa il 50,4%, non possiede o non pensa di possedere un cellulare abilitato della comunicazione via NFC; il 12,8%  non è sicuro ma crede di avere un telefono con comunicazione NFC e solo il 9,5% ha un cellulare abilitato a questo tipo di tecnologia. Il restante 27,3% non capisce neppure la domanda, quindi probabilmente non conosce nemmeno cosa sia il sistema NFC.

    E-commerce-italia--beni-acquistati

    Osservando, poi, la tipologia dei beni oggetto dell’ultimo e-Shopping, sono i libri ad attestarsi in vetta all’ideale classifica (14,8%), seguiti dai capi di abbigliamento (13,9%), computer o periferiche per pc (11,3%), biglietti di viaggio (9,9%), soggiorni (5,4%), musica/dvd (4,8%), telefonino/smartphone (4,2%), cosmetici (4%), a chiudere gli elettrodomestici con l’1,5%. In quasi quattro casi su cinque l’acquisto online è «premeditato», ovvero l’acquirente ha già maturato la decisione di effettuarlo su Internet, nonostante sia spesso disponibile l’alternativa del canale tradizionale. Nel 65% dei casi l’acquisto online si indirizza a un prodotto già identificato in modo preciso dall’acquirente. Una quota significativa di decisioni di acquisto (un terzo circa) richiede, invece, uncerto percorso di informazione e orientamento. La soddisfazione nell’esperienza di acquisto online in una scala da 1 (pessima) a 10 (ottima) si attesta ad un voto medio di 8,34.

    Infine, l’indicatore di propensione ad effettuare un acquisto online fra chi non ha mai comprato sulla rete nel mese di Febbraio 2013 è pari al 9,0%. Ovvero, si tratta di persone che non hanno mai usato l’online per fare shopping, ma che si dichiarano propensi cambiare idea nei prossimi tre mesi. Sono gli «hot prospects» dell’E-commerce, e nel complesso dell’utenza Internet italiana sono circa il 3%, cioè 950 mila individui.

  • UE difende gli utenti App e crea normativa per trattamento dei dati

    UE difende gli utenti App e crea normativa per trattamento dei dati

    
 [dropcap]L[/dropcap]e  autorità europee per la protezione dei dati
 hanno approvato il primo documento congiunto in merito alla privacy nelle applicazioni mobili nel quale si analizza l’incidenza ed i rischi che riguardano la protezione dei dati

    È la prima legge sulla protezione dei dati nel campo delle Applicazioni mobili, un settore poco coperto in termini di protezione dell’utente (e dei dati), che definisce gli obblighi del rivenditore e degli altri ruoli che intervengono nella distribuzione e nella vendita delle App con particolare attenzione verso le App usate dai minori.

    Le autorità ricordano che il quadro giuridico applicabile a qualunque App che si rivolge agli utenti europei è la Direttiva di Protezione dei Dati 95/46, in combinazione con la Direttiva 2002/58/CE sulla Privacy e Comunicazione elettronica. In particolare sottolinea la necessità di ottenere il previo consenso informato degli utenti.

    Un recente studio riflette che soltanto il 61% delle 150 Applicazioni più scaricate ha una informativa sulla privacy. Per ciò che riguarda il consenso, che costituisce la base giuridica per permettere ad un’azienda di trattare i dati personali di un utente, le autorità sottolineano che spesso questo si riduce ad una casella di verifica che indica che l’utente accetti i termini e le condizioni applicabili, senza offrire una opzione che permetta il rifiuto di tal termini e condizioni. Secondo uno studio realizzato per GSMA, al 92% degli utenti di App piacerebbe che gli si offrisse la possibilità di scegliere a quali funzioni del proprio apparecchio mobile possa accedere l’applicazione ed a quali non possa farlo.

    Questo quadro normativo è applicabile indipendentemente dalla collocazione territoriale dello sviluppatore dell’applicazione o del negozio che la commercializza, perché questi programmi utilizzano attrezzature che si trovano nell’Unione europea, come i computer degli utenti stessi.

    Gli App Store ricevono più di 1.600 nuove Applicazioni ogni giorno e, in media, un utente di uno smartphone ne scarica 37. Queste Applicazioni sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati personali attraverso l’accesso, ad esempio, all’album di foto, alla rubrica o ai dati di localizzazione.

    Rischi per la privacy

    Le Autorità collegano il rischio dalla protezione dei dati all’elevato numero di agenti coinvolti nell’ecosistema mobile. Ognuno di loro ha la responsabilità per i suoi utenti in materia di privacy. Mentre gli sviluppatori di Applicazioni perseguono l’obiettivo di fornire servizi nuovi e innovativi, si deve ricordare che le loro Applicazioni possono comportare gravi rischi per la privacy degli utenti di dispositivi intelligenti, se non sono conformi alla legislazione sulla protezione dei dati nell’UE .

    Nella direttiva si definisce che gli utenti devono essere in grado di controllare i propri dati personali. Pertanto, gli sviluppatori di Applicazioni devono fornire informazioni sufficienti sui dati che devono essere trattati preventivamente, in modo che possano ottenere un valido consenso.

    Con questa misura, si precisa che l’utente non deve affrontare una schermata la cui unica opzione è quella di dire”sì” e che si deve permettere la visualizzazione di un pulsante per l’annullamento dell’installazione. L’utente deve essere in grado di sapere a quali informazioni accederà lo sviluppatore della App prima di installarla. In questo senso, lo scopo del trattamento di tali dati deve essere ben definito e comprensibile per l’utente medio, escludendo improvvisi cambiamenti delle condizioni di servizio.
    La direttiva mette in evidenza che il fatto che si clicchi sul pulsante “Installa” non è sia un valido consenso al trattamento dei dati personali, se non accompagnato da sufficienti informazioni sia sulle condizioni di trattamento sia sul fatto che il click sul pulsante “installa” dia di fatto il consenso al trattamento di dati in base alle condizioni dichiarate.

    Diritti degli utenti

    Il responsabile del trattamento dei dati deve informare in merito alla sua identità, a quali dati saranno raccolti, per quale uso o finalità, se queste informazioni saranno cedute a terze parti e in che modo l’utente può revocare il suo consenso e cancellare i suoi dati. La direttiva sottolinea che gli utenti delle Applicazioni devono poter esercitare il proprio diritto di accesso, rettifica, cancellazione e opposizione.

    Trasposizione in italiano dell’articolo “Se aprueba el primer dictamen de privacidad en las Apps móviles”
     
    (image credits: thanks to fotolia.com)
  • Google sceglie Banjo tra le prime app per il lancio di Google+ Sign-in

    Google sceglie Banjo tra le prime app per il lancio di Google+ Sign-in

    Banjo è tra le prime app ad essere stata scelta da Google per il lancio di Google+ Sign-in. Grazie all’aggiunta di nuove funzionalità, l’app prosegue il proprio percorso di integrazione con nuovi social network

    Banjo, la principale piattaforma geolocalizzata di content discovery per la condivisione di feed in tempo reale dai più diffusi social network, è da oggi ancora più completa: Google ha stretto una partnership con Banjo, selezionandola tra le prime app con accesso a Google + Sign-in.

    damien_pattonE’ stato semplice integrare a Banjo il Google+ Sign-in” ha detto Damien Patton, fondatore e CEO di Banjo. “Abbiamo lavorato insieme per potenziare al massimo tutto quello che la community Banjo può fare grazie all’integrazione e siamo davvero entusiasti della funzione di Google che consente l’installazione diretta dell’app dal web. Uno degli aspetti più difficili per qualsiasi società nel mercato delle app mobile è quello di farsi trovare dagli utenti e questo è il sogno di qualsiasi sviluppatore. “

    Integrando Google e il suo ecosistema, Banjo è ora in grado di creare un’esperienza social in tempo reale sempre più interattiva per milioni di utenti in tutto il mondo. Quando non è possibile assistere di persona agli eventi più attesi, dal Super Bowl ai Mondiali di calcio, dagli Oscar al Mardi Gras , Banjo permette ai suoi utenti di vivere in tempo reale luoghi ed esperienze che si svolgono dall’altra parte del globo o sotto casa, nella maniera più semplice, divertente e veloce, grazie alla condivisione del flusso di immagini, video e post messi online dai propri contatti e connessioni comuni.

    Le nuove funzionalità portate dal Google+ Sign-in includono:

    • Lo stesso livello di sicurezza e di protezione della privacy garantita da Google ai propri utenti
    • Post interattivi che rimandano direttamente all’applicazione. Gli utenti possono condividere i contenuti in tempo reale da un luogo fisico o un evento.
    • La funzione di installazione Over the Air consente agli utenti Android di scaricare Banjo direttamente sul proprio dispositivo senza dover accedere a un app store.
    • L’integrazione del servizio Google+ Sign-in offre agli utenti login e funzionalità aggiuntive per le versioni di Banjo per Android e iOS.

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    Banjo

    Banjo è la principale piattaforma di geolocalizzazione e social discovery che aggrega in un solo spazio tutti i feed di amici e follower iscritti ai più conosciuti social network. Banjo è l’unica app che permette di ottenere una visione globale di ciò che sta accadendo in una determinata località attraverso gli aggiornamenti di amici e contatti, sia che si trovino dietro l’angolo così come in qualsiasi parte del mondo. Fondata da Damien Patton durante l’estate del 2011, Banjo ha raggiunto 1 milione di utenti in soli 9 mesi e oggi conta oltre 4 milioni di utenti. L’applicazione è disponibile gratuitamente in 14 lingue su Android e iOS
    e viene utilizzata in più di 190 paesi.
  • AppsBuilder entra nel nuovo BlackBerry World

    AppsBuilder entra nel nuovo BlackBerry World

    La soluzione online di AppsBuilder, la start up internet italiana che ha lanciato il sistema cloud per la creazione self service di app mobili multipiattaforma,supporterà anche BlackBerry 10

    AppsBuilder, la start up internet italiana che ha lanciato il sistema cloud per la creazione self service di app mobili multipiattaforma, annuncia un progetto speciale dedicato alla piattaforma BlackBerry®: tutti gli utenti, che da apps-builder.com  creano un’applicazione mobile – in 4 operazioni da 5 minuti – potranno aumentare i propri ricavi e la popolarità delle proprie applicazioni, grazie alla loro rivendita su BlackBerry® World™, l’elegante vetrina dove sono già disponibili più di 70mila app.

    Per celebrare il lancio della nuova applicazione nativa, AppsBuilder offre a tutti i suoi membri la straordinaria opportunità di pubblicare gratuitamente,per un anno a partire da oggi, la propria applicazione su BlackBerry World, previa creazione e attivazione di un account BlackBerry.

    Sulla piattaforma AppsBuilder sarà possibile realizzare applicazioni native per BlackBerry® 10 e gli smartphone BlackBerry® Z10 e BlackBerry® Q10, fra i device più attesi del 2013. Questa rilevante novità va a completare la gamma di ambienti mobili e sistemi operativi supportati da AppsBuilder (iPhone/iPod e iPad, smartphone e tablet Android, dispositivi Windows Phone 7.5, Windows 8, e le web app in HTML5).

    Commentando l’iniziativa, Daniele Pelleri, AD e co-fondatore di AppsBuilder spiega:

    Siamo lieti di aver avviato questa collaborazione con un player prestigioso come BlackBerry. Come dimostrano le ultime statistiche di Vision Mobile, il BlackBerry World è un marketplace che promette una crescita esponenziale: gli sviluppatori BlackBerry potranno guadagnare una media mensile di 3.853 dollari per applicazione”.

    AppsBuilder è una realtà tutta italiana, che ha iniziato a prendere forma nel 2010 dalla mente di due giovani studenti di ingegneria informatica del Politecnico di Torino: Daniele Pelleri (27 anni) e Luigi Giglio (25 anni) hanno lanciato ufficialmente ad aprile 2011 la startup grazie al sostegno iniziale di Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures ), lead investor dell’operazione, e di Mario Mariani (The Net Value ), che li hanno sostenuti nella fase di seeding. Sono stati loro, i due Angel Investor, che hanno convinto i gestori dei fondi Vertis Venture e Zernike Meta Ventures , a finanziare la Startup Internet con un’iniezione di capitale pari a 1,5 milioni di euro (23 ottobre 2012).

  • Con restOpolis debutta la ristorazione Web 2.0

    Con restOpolis debutta la ristorazione Web 2.0

    Con restOpolis, debutta la ristorazione Web 2.0: dalla pizzeria al ristorante stellato a portata di clic. Si presenta così la start-up che ci semplifica la vita consentendoci di prenotare anche all’ultimo minuto il ristorante preferito via web o smartphone

    3mila ristoranti partner presenti sulla piattaforma e 150mila utenti registrati entro la fine del 2013: questi gli obiettivi della start-up restOpolis, che ha presentato ieri ufficialmente il proprio servizio per la prenotazione online di ristoranti, totalmente gratuito per gli utenti. Oggi restOpolis sente infatti di aver raggiunto una massa critica di ristoranti affiliati, nonché un’affidabilità della tecnologia alla base della piattaforma tali da poter lanciare il proprio servizio su larga scala.

    restOpolis nasce dall’investimento di competenze e risorse di Almir Ambeskovic, Antonio Sorrentini e Sergio Nava, tre soci giovani, ma con già un passato di imprenditori di successo, che hanno saputo intuire il potenziale di mercato dell’idea originaria proposta loro da Carlalberto Guglielminotti e Andrea Rossi, poi usciti dalla società.

    restOpolis consente di prenotare il ristorante preferito online e in tempo reale, senza necessità di conferma da parte del ristorante stesso, scegliendo, in questo momento, tra 500 ristoranti in Italia. Attualmente, il numero maggiore di ristoranti è a Milano, ma i piani di espansione per i prossimi mesi prevedono di stringere nuove partnership innanzitutto a Roma e Torino per poi concentrarsi su Veneto, Emilia Romagna e resto d’Italia.

    restOpolis_appSempre oggi, restOpolis lancia anche la nuova versione della propria app. Disponibile per smartphone iOS e Android, ha come caratteristica fondamentale e innovativa il fatto di essere geolocalizzata, il che significa che dal luogo in cui ci si trova la si può interrogare per scoprire quali ristoranti sono disponibili in promozione (e non) in quella zona e prenotarli direttamente in tempo reale. Le funzioni disponibili sull’app sono completamene speculari rispetto a quelle del sito restOpolis, compresa la possibilità di scegliere in base a cosa si vuole mangiare e di inserire recensioni, commenti e immagini. Non esiste alcuna app mobile oggi in Italia con una serie di funzionalità così completa nell’ambito della prenotazione di ristoranti.

    restOpolis è un servizio evoluto non solo per chi vuole mangiare alla carta prenotando anche all’ultimo minuto e scegliendo in base a cibo e cucina preferita, zona, fascia di prezzo e promozioni scontate (unico servizio con opzioni così complete in Italia), ma anche una piattaforma che avvicina il mondo della ristorazione alle dinamiche del web 2.0. restOpolis sfrutta infatti le potenzialità del “passaparola digitale” e le tecniche dei social network per ampliare i clienti potenziali raggiunti dal ristorante.

    La portata della comunicazione per i ristoratori viene poi ulteriormente accresciuta grazie alle partnership che restOpolis ha siglato con realtà quali Vivimilano.it, DoveViaggi.it, Viaggi24 (Il Sole 24 Ore), Secretary.it e Italiaatavola.net, che integrano il suo servizio di prenotazione all’interno dei loro portali. A questi partner, si aggiungerà a breve anche TIM.

    Come funziona restOpolis

    La prenotazione attraverso restOpolis è del tutto gratuita per l’utente e non comporta alcun tipo di sovrapprezzo rispetto a quanto si andrà a spendere al ristorante prescelto. Anche per le offerte scontate, il menu è quasi sempre alla carta e quindi l’utente non è mai “di serie B”. Non trascurabile inoltre il fatto di poter prenotare all’ultimo minuto, anche mentre ci si trova per strada (attraverso l’app). Il guadagno per restOpolis viene da una commissione riconosciuta dal ristorante su ogni coperto prenotato ed effettivamente consumato. restOpolis offre al ristorante partner un servizio di comunicazione integrata attraverso la propria piattaforma, quella dei partner e l’app personalizzata che viene sviluppata per ogni singolo ristorante.

    restOpolis è anche un social network: chi tiene fede alla prenotazione effettuata, guadagna dei punti che potranno poi essere convertiti in premi e utilizzati per speciali promozioni. Inoltre, gli utenti sono invitati a pubblicare su restOpolis la loro recensione sul ristorante in cui sono stati e – grazie all’app – possono farlo anche mentre sono seduti al tavolo.

    Su restOpolis le possibilità di scelta sono davvero “per tutti i gusti”: dalla pizza (anche gratis come per la promozione attiva da questo lunedì e fino al 28 febbraio) fino al ristorante stellato come il “VUN” di Milano, o agli altri ristoranti per veri gourmet presenti sul portale.

    “In questi mesi, abbiamo lavorato sia per arrivare a un numero significativo di ristoranti affiliati sia per stringere partnership importanti per l’integrazione di restOpolis all’interno di portali di altre realtà, in modo da ampliare la copertura del nostro servizio e la visibilità della proposta per i ristoratori. Queste partnership sono un elemento cardine della nostra strategia di sviluppo e insieme un vantaggio competitivo chiave per restOpolis”,

    Spiega Almir Ambeskovic, il CEO 35enne di restOpolis, imprenditore fin dall’età di 20 anni (due aziende tecnologiche fondate e fatte crescere) e attuale vice-presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda.

    “Abbiamo applicato le nostre competenze tecniche per concretizzare la semplice idea originaria trasformandola in una piattaforma che, dietro all’apparente semplicità dell’interfaccia di navigazione, nasconde una non piccola complessità tecnologica. E’ per noi motivo di orgoglio che la tecnologia che sta sotto restOpolis sia interamente italiana”

    Aggiunge Antonio Sorrentini, direttore tecnico di restOpolis, programmatore da quando aveva 14 anni, fondatore di una sua società di sviluppo software a 21 e quindi socio fondatore di Last Minute Tour, per cui ha sviluppato l’intera infrastruttura tecnologica.

    Della squadra di restOpolis fa parte anche Sergio Nava, 35 anni, direttore creativo della start-up, nonché architetto e designer, fondatore di NTT DESIGN, azienda dell’arredamento e dell’industrial design per la quale ha creato il famoso marchio KREATON e disegnato tutta la linea di prodotti.

    Negli ultimi due anni, l’uso di Internet da parte degli utenti italiani è cresciuto enormemente, per non parlare di quanto è aumentata la diffusione degli smartphone e dei tablet. Di pari passo è diminuita la naturale diffidenza degli italiani nei confronti del web: ora è pratica comune non più solo cercare informazioni sui motori di ricerca, ma anche semplificarsi la vita utilizzando i numerosi servizi online. Allo stesso tempo – forse anche a causa del rallentamento indotto dalla crisi economica – l’apertura dei ristoratori verso il mondo online è cresciuta, insieme alla disponibilità a sperimentare nuove idee.

    I responsabili di restOpolis sono quindi convinti che i tempi siano maturi per fare un passo ulteriore rispetto ai puri servizi di social deal (basati sui coupon), per offrire al mondo della ristorazione uno strumento che amplifica la proposta (raggiungendo un numero vastissimo di utenti rispetto al puro sito web del ristorante) e la possibilità di avvalersi di un partner tecnologico sempre all’avanguardia per promuovere la loro offerta.

  • Acquisti online: il 59% degli italiani spende più di quanto pianificato

    Acquisti online: il 59% degli italiani spende più di quanto pianificato

    LivePerson indaga come cambiano le abitudini dei consumatori con la convergenza dei canali. L’indagine condotta in diversi paesi, ha coinvolto un totale di 5710 utenti, di cui 530 in Italia, che hanno effettuato acquisti online. E il 59% degli italiani spende più di quanto pianifica

    LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale, rende noti nuovi risultati a seguito dell’indagine realizzata per esaminare il comportamento d’acquisto di oltre 5.700 utenti, di cui 530 italiani, di siti di e-commerce, turismo, intrattenimento, telecomunicazioni e utility.

    L’accesso immediato alle informazioni, in ogni luogo e da ogni dispositivo, sta cambiando il modo in cui i consumatori effettuano i loro acquisti: gli utenti utilizzano in modo ormai indistinto tutti i canali a loro disposizione – web, mobile e negozi fisici – selezionando di volta in volta quello che meglio si adatta alle esigenze del momento.

    E’ chiaro che questa convergenza va a condizionare anche il processo d’acquisto, in particolare:

    Si diffonde sempre più l’effetto ROPO

    Il 78% degli utenti globali intervistati dichiara di compiere ricerche online prima di acquistare in negozio (effetto ROPO) con la percentuale minore riscontrata in Francia (73%) e la maggiore in Italia (84%). Quasi un intervistato su 4 dichiara inoltre di compiere ricerche sul proprio cellulare mentre è all’interno dello store.

    Un utente su due spende online più di quanto pianificato

    Il 50% degli intervistati ammette di aver acquistato online più di quanto aveva preventivato originariamente, sfatando il mito che vede gli acquisti impulsivi legati al negozio fisico. I consumatori italiani alzano la media: il 59% degli intervistati dice di spendere più di quanto pianificato, mentre sono i tedeschi i più parsimoniosi (almeno online!): solo il 45% si lascia andare agli acquisti più del dovuto.

    Utenti più flessibili, ma anche più impazienti

    La convergenza dei canali è innanzitutto sinonimo di possibilità di scelta: se durante il processo d’acquisto insorgono intoppi o difficoltà, il consumatore non perderà tempo ma ‘salterà’ piuttosto su un altro canale. Questo nuovo approccio genera per i retailer il problema del tasso di abbandono; un sito web poco attraente e la mancanza di un supporto online in un momento critico possono avere effetti tutt’altro che positivi: il 51% degli utenti abbandona infatti l’acquisto se non trova un supporto immediato o dopo il primo tentativo di ricerca.

    “Sebbene fattori come il cambiamento del comportamento d’acquisto dei consumatori e la convergenza dei canali comportino una serie di sfide per le aziende, essi offrono anche l’opportunità di assicurarsi un vantaggio competitivo.” – spiega Mario Manzoli, Regional Sales Manager di LivePerson per l’Italia – “Se consideriamo il livello di popolarità dei codici QR, degli ordini online con recupero in negozio e l’emergere di punti d’accesso al web all’interno degli store, risulta chiaro che è possibile sfruttare la convergenza dei canali a proprio vantaggio, offrendo ai consumatori quella possibilità di scelta che sempre più spesso richiedono. Integrare un buon customer service su tutti i canali e spianare la strada all’acquisto può aumentare significativamente la fidelizzazione del cliente e aumentare i profitti”.

    Metodologia

    Il Rapporto Connecting with Customers è stato commissionato da LivePerson e realizzato da Loudhouse. L’indagine ha coinvolto un campione di 5710 consumatori online, che hanno ricercato o acquistato dei prodotti o si sono rivolti a un customer service su siti di e-commerce, telecomunicazioni, Utility, turismo & intrattenimento, finanza. Il campione è residente nei seguenti Paesi: USA (n=2012), UK (n=1126), Australia (n=1002), Francia (n=538), Italia (n=530), Germania (n= 502). Il campione è stato bilanciato in termini di età (tra i 18 e i 64 anni) e sesso. L’indagine è stata condotta  nell’ottobre 2012.

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  • Previsioni imbarazzanti: uno sguardo all’ottimizzazione di tablet e dispositivi mobili

    Previsioni imbarazzanti: uno sguardo all’ottimizzazione di tablet e dispositivi mobili

    Fare previsioni in un settore come questo non è sempre facile, anzi è facile sbagliare. Ma nel settore mobile, quindi tablet e dispositivi mobili, è opportuno cominciare a ragionare nell’ottica dell’Ottimizzazione, visto la loro rapida diffusione. Ecco alcuni consigli che si devono assolutamente seguire

    Nel nostro lavoro è normale fare previsioni. Tuttavia, a volte capita che ci si sbagli. Se ripensiamo ad alcune delle previsioni degli ultimi 150 anni, ci rendiamo conto di quanto fossero imbarazzanti: nel 1948, Thomas John Watson, CEO e Chairman di IBM, affermava: “Penso che sul mercato mondiale ci sia posto forse per 5 computer”. Circa 20 anni dopo, nel 1966, i futurologi del Time Magazine dichiaravano che lo shopping da remoto  sarebbe stato un “… flop – perché alle donne piace uscire di casa, toccare le cose con mano, cambiare idea”. Lo scorso anno, il Global Head of Marketing di Dell insinuava che l’iPad sarebbe stato un fallimento. Nei titoli, i media hanno poi riportato così le sue parole: “Manager di Dell dichiara che l’iPad sarà un flop”. L’ottimizzazione dei siti non è poi così diversa: si tratta sempre di fare previsioni. Possiamo dire di averne fatta qualcuna di veramente terribile; proprio per questo motivo facciamo i test.

    Viviamo in un’epoca caratterizzata dalla sempre maggiore popolarità di tablet e smartphone e anche qui c’è molto da imparare. Quindi, anziché fare previsioni, analizzerò alcune delle questioni più pressanti sull’ottimizzazione di tablet e mobile e darò qualche consiglio, basandomi sui miei 5 anni di esperienza nel settore.

    Perchè dovremmo preoccuparci di ottimizzare mobile e tablet?

    La ragione più ovvia risiede nel fatto che, su questi dispositivi, cercare, comprare, registrarsi, è un’esperienza diversa, che si riflette su comportamenti differenti. Di norma, si parla di comportamento del visitatore A differente dal comportamento del visitatore B. Oggi, dovremmo invece pensare a un visitatore A che si comporta diversamente quando visita lo stesso sito da diversi dispositivi.

    omino-ipad

    Poi c’è il multi-channel: clienti diversi che accedono ai vostri contenuti da canali diversi. Qualunque sia l’obiettivo del vostro sito, non potete più permettervi di tralasciare canali come il mobile o tablet; qualcuno potrebbe voler cercare i vostri prodotti in questo momento sul suo smartphone e continuare con un acquisto dallo stesso dispositivo o dal sito web tradizionale.

    Tenete sempre presente che i vostri competitor si stanno già attrezzando o lo faranno presto.

    E’ proprio questo il momento?

    Chiunque dovrebbe pensare all’ottimizzazione, ma se sia questo o meno il momento di  iniziare a ottimizzare è qualcosa da valutare con molta attenzione. Avete traffico su mobile e tablet? Qual è il potenziale di fatturato? Se siete un retailer, considerate che potreste avere meno traffico su tablet che su mobile. Tuttavia, essendo la capacità di spesa dei possessori di tablet più alta, le opportunità con i tablet potrebbero essere maggiori.

    Ed ecco i miei consigli: 

    1.       Sistemate e testate ciò che non funziona

    Oggi, sono molte le organizzazioni che devono sistemare ciò che non funziona nella user experience su tablet e mobile. Probabilmente non l’avete ancora fatto perché questa attività si trova in fondo alla vostra lista delle priorità e perché il sito web principale ha sempre la precedenza. Benché ciò sia perfettamente comprensibile, alcuni di questi problemi potrebbero allontanare i vostri visitatori e dirottarli sul sito di un vostro competitor, che offre un’esperienza mobile migliore della vostra. In pratica, avete appena perso un lead e un po’ di fatturato.

    Prendete quindi in considerazione di sistemare ciò che non va e di testarlo. Potrebbe esserci qualcosa di importante da sapere sulla usability che potrebbe essere velocemente applicato anche ad altre pagine.

    Recentemente, abbiamo creato una homepage mobile-friendly per uno dei nostri clienti. Il risultato è stato sorprendente: +60% nel search e un significativo aumento dell’esposizione dei prodotti. Con questo progetto, è possibile risolvere una serie di problemi che oggi affliggono l’esperienza dell’utente mobile, come ad esempio, la “fat finger syndrome” dei Simpson, la frequenza di typo dovuta a caratteri troppo piccoli e link troppo vicini l’uno all’altro.

    fingers-too-fat
    http://www.youtube.com/watch?v=8DtbPOXFk00

    C’è poi la questione della semplicità di accesso: offrite video o foto in flash ai visitatori da tablet e mobile? E’ fondamentale sistemare questo aspetto se volete ottenere traffico da iPhone e iPad.

    Evitate assolutamente di fare ciò che ha fatto un brand del lusso che, proprio perché di lusso,  registra un notevole traffico da iPad. L’errore è stato di escludere completamente quei visitatori che utilizzano dispositivi non abilitati alla tecnologia flash. Sarebbe invece stato così semplice utilizzare una soluzione di ottimizzazione per sostituire l’orrendo schermo nero qui sotto con un’immagine e un messaggio più accettabili.

    black-screen

    Con lo store Converse non è andata molto meglio:

    spot-converse

    Ciò non significa che non dovete utilizzare i video. Anzi. L’87% dei possessori di iPad in UK guarda YouTube (Online Publishers Association); i video sono in grado di potenziare il vostro brand, catturare l’attenzione degli utenti e attrarre nuovi clienti.

    2.       Siate creativi

    E’ l’era di tablet e smartphone, un terreno ancora in gran parte inesplorato. Siate creativi, innovativi, fate ciò che volete.

    Tutti sappiamo che le call to action dovrebbero essere ben visibili e semplici da cliccare, a prescindere dal dispositivo. In uno schermo piccolo, la call to action è la cosa più importante e deve risaltare. Anche senza rinunciare completamente ad alcune delle best practice per i pulsanti standard, c’è molto spazio per la creatività.

    Perché, ad esempio, non inserire un pulsante ‘go to next step’ a scorrimento sulla pagina del carrello? Provate. Rendete l’esperienza più adatta a uno schermo touch.

    next-step

    Considerate anche l’impatto della TV: oltre il 50% di utilizzo dei tablet avviene davanti alla TV [econsultancy.com/uk/blog/9728-tablets-the-opportunity-for-marketers] Considerate attentamente le vostre campagne, tenendo presente gli utenti di tablet; potreste riuscire a raggiungerli proprio attraverso la TV.

    3.       Il form

    form

    Siamo onesti: smartphone e tablet non sono proprio lo strumento ideale per il data entry. I tasti sono sempre troppo piccoli o troppo vicini e spostarsi tra i campi è spesso un incubo. Accertatevi che i pulsanti ‘opzione’ funzionino bene, altrimenti sostituiteli con menù a tendina, più semplici da usare. Riducete la parte di inserimento dati, eliminando tutti i campi non obbligatori: un form troppo lungo su dispositivi mobili ha più probabilità di essere abbandonato. Se il vostro obiettivo è ricevere ordini o generare lead significativi, pensare all’ottimizzazione dei form nei dispositivi mobili potrebbe essere la scelta giusta.

     4.       Dare giusta rilevanza alle cose

    Contenuti ed elementi che dovrebbero essere evidenti sui dispositivi mobili, molto spesso non lo sono. Mettendo bene in evidenza i vostri termini e condizioni di vendita, potreste portar via un cliente a un vostro competitor proprio davanti al suo store. E’ dimostrato che il 70% delle persone utilizza il cellulare mentre si trova in un negozio [googlemobileads.blogspot.co.uk/2011/04/smartphone-user-study-shows-mobile.html]. Prendete il caso di una donna che sta cercando capi d’abbigliamento da un vostro competitor: potrebbe decidere di confrontare i prezzi con quelli di qualcun altro e raggiungere lo stesso prodotto sul vostro sito. Il vostro prezzo è migliore, ma la donna non riesce a trovare le informazioni sui costi di spedizione. Pertanto, abbandona il sito e addio cliente. Dare all’utente le informazioni di cui ha bisogno è fondamentale.

    Tirando le somme

    Tablet e mobile sono diventati critici per ogni tipo di business. Il testing è il modo migliore per sapere cosa funziona per i vostri utenti di dispositivi mobili e tablet e, al contempo, per ridurre i rischi per il vostro business. E se non bastasse, grazie al testing avrete la possibilità di essere in prima linea nel capire come si comportano i visitatori su questi dispositivi, man mano che la potenza della tecnologia mobile crescerà.

    Per saperne di più: webtrends.com/solutions/conversion-optimization

  • Apple e Samsung superano Nokia a proposito di Mobile Internet

    Apple e Samsung superano Nokia a proposito di Mobile Internet

    StatCounter oggi rende noto che per la prima volta, e a livello globale, Apple e Samsung superano la Nokia in termini di utilizzo di internet via mobile. In Italia il sorpasso in effetti è avvenuto già un po’ di tempo fa e si registra anche il netto incremento di Samsung

    Con i dati che diffonde oggi StaCounter, sull’utilizzo di internet via mobile, possiamo dire che Nokia è ormai decisamente superato. Apple e Samsung infatti a gennaio 2013 superano la Nokia, un dato negativo per la casa finlandese che si va a sommare agli altri, sempre dello stesso segno, che decretano il definitivo declino di quello che un tempo era il colosso della telefonia mobile mondiale.

    StatCounter-mobile_vendor-ww-monthly-201201-201301.jpg

    La ricerca di StatCounter rileva dunque che a gennaio 2013 Apple ha fatto registrare un utilizzo del mobile web del 25,86%, Samsung del 22,69% e poi Nokia del 22,15% in calo dal 37,67% del gennaio 2012.

    “In realtà per Apple è si una buona notizia, ma è anche cattiva”, ha commentato Aodhan Cullen, CEO di StatCounter. “Infatti Apple ha conquistato il primo posto nonostante la sua quota di utilizzo sia in calo. Mentre Samsung, a differenza di Apple, ha visto un aumento della sua quota di utilizzo a partire dal gennaio 2012.”

    Infatti la quota di utilizzo internet di Apple in tutto il mondo è scesa dal 28,67% di gennaio 2012 al 25,86% dello stesso mese di quest’anno. Samsung è passata dal 14,84% al 22,69% nello stesso periodo. Nokia, come dicevamo prima, è scesa dal 37,67% al 22,15%.

    Il dato è confermato anche a livello europeo e anche nel nostro paese, ma con proporzioni decisamente diverse. Il sorpasso in effetti si è già verificato e i dati sono molto più ampi. In Italia la quota di utilizzo di internet di Apple è al 41,64%, in calo rispetto allo stesso mese del 2012 quando era del 52,32%. La quota di Samsung è al 33,2%, il aumento rispetto al gennaio del 2012 quando era del 20,11%. Nokia è al 8,3%, in calo rispetto a un anno fa quando era al 17,5%.

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    Insomma, da questi dati Nokia è data per spacciata, ma in effetti ha ancora una grossa carta da giocare grazie alla collaborazione con Microsoft per produrre dispositivi con il sistema operativo proprio della casa di Redmond. Una grande sfida, quasi impossibile, ma il fascino Nokia ha oggi ancora un certo valore, vedremo se e quanto ne verrà sfruttato.

    E voi che ne pensate?

  • Adv, App e Web, nel 2012 marketing e servizi passano dal Mobile

    Nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo e interessante rapporto dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano, dal titolo “Mobile Marketing & Service: crederci per fare il salto!” che ci mostra un mercato in forte crescita che prosegue il trend molto positivo già delineatosi nel 2011

    Continua a crescere in Italia l’utilizzo del canale Mobile secondo la fotografia scattata dalla ricerca dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano. I dati della ricerca, presentata nei giorni scorsi a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Mobile Marketing & Service: crederci per fare il salto!”, mostrano un mercato in forte crescita che prosegue il trend molto positivo già delineato nel 2011. I possessori di Smartphone, sul totale di chi ha un cellulare, passano da poco più del 40% nel 2011 a oltre il 50% nel 2012. Continua a crescere il numero di utenti mensili che si collegano ad Internet dal proprio Telefono cellulare/Smartphone (Mobile Surfer), che sono arrivati alla fine dell’anno a raggiungere i 20 milioni (fonte: Osservatorio Multicanalità, dicembre 2012) pari a due terzi degli utenti Internet mensili da Pc. Il 61% dei Mobile Surfer si collega a internet – tramite Applicazioni o siti Mobile – quotidianamente e almeno per un’ora (indagine condotta in collaborazione con Doxa).

    La dimensione della base dei potenziali clienti crea un terreno fertile per l’aumento dell’offerta pubblicitaria, che, infatti, viene percepita dai navigatori Mobile in maniera sempre più chiara e frequente: il 45% la nota spesso, il 39% qualche volta. Consistente è pure il numero di coloro che cliccano sugli annunci da Mobile: sono circa il 40%. Il 44% dichiara di cliccare per la presenza di un prodotto/servizio/App di suo interesse, il 31% è attratto da una promozione o sconto e il 20%  dalla creatività.

    Mobile-advertising---mercato

    Il balzo in avanti del Mobile salta all’occhio non solo guardando agli utenti, ma anche agli investimenti pubblicitaricrescono, infatti, del 55% (da 57 milioni di euro nel 2011 a 89 milioni nel 2012). Sale così dal 5 al 7% il valore del Mobile Advertising sul totale degli investimenti pubblicitari su Internet, valore che si stima arriverà al 10% nel 2013: in questo campo solo USA e UK fanno meglio dell’Italia, che supera, invece, di poco, Francia, Germania e Spagna. In termini di formati pubblicitari, crescono molto il comparto Search e il DisplayAdv su App e Mobile site.

    Nei prossimi anni, però, ci si rivolgerà con sforzi sempre maggiori anche allo sviluppo di formati graficamente più coinvolgenti, come i Rich media (banner interattivi e coinvolgenti, video HD a tutto schermo, ecc.) e a una maggior integrazione del Mobile ininiziative cross mediali con forti sinergie anche con “mezzi classici” come la Televisione (si pensi, ad esempio, a pubblicità simultanee e integrate su Tv e Smartphone, fenomeno noto con il nome di second screen).

    Nel corso del 2012 non cresce solo il Mobile Advertising ma, più in generale, aumenta la propensione delle imprese italiane verso l’utilizzo del canale Mobile per gestire sempre più attività di promozione e di gestione della relazione con il cliente.

    Mobile-advertising---settori

    Anche a causa della crisi economica, che ha portato le imprese italiane ad utilizzare in maniera massiva e più forte la leva promozionale, nel 2012 il Mobile è cresciuto come strumento a supporto di tali attività, sia tramite strumenti più consolidati ma ancora di grande valore (come gli Sms), sia attraverso quelli più innovativi (ad esempio, portando sulle App la carta fedeltà dematerializzata, la gestione della propria raccolta punti, il volantino cartaceo).

    Infine, il Mobile si è rivelato un canale efficace per offrire servizi a supporto dell’intero processo di acquisto (dalla fornitura di informazioni alla prenotazione, dall’acquisto all’assistenza post-vendita), non solo da parte delle imprese di servizi, ma anche di quelle retail. Gli obiettivi con cui il Mobile viene utilizzato non sono solo intangibili (aumento della customer experience), ma anche tangibili e misurabili (aumento delle vendite o riduzione dei costi): alcuni casi dimostrano chiaramenteche l’investimento in iniziative di Mobile Marketing & Service si può ripagare in un anno.

    Mobile-advertising---asset

    Mobile-advertising---app-site-branded

    E proprio per offrire meccaniche di promozione e servizi, le aziende investitrici stanno stabilendo una propria presenza su Mobile: circa il 60% delle imprese medio-grandi italiane dichiara di avere un Mobile site o una Mobile App e un ulteriore 30% circa sta valutandone l’introduzione. Dati che trovano conferma negli utilizzatori, visto che, guardando agli utenti che navigano da Cellulare, 3 su 4 hanno scaricato almeno un’App o accedono ai siti Mobile delle aziende investitrici e il 60% li usa di frequente.

    Se qualcuno dava per spacciati gli Sms allora deve un po’ ricredersi. Infatti non ci sono solo App e Mobile site nelle strategie delle aziende italiane, si conferma in forte crescita anche la comunicazione via Sms ai propri database clienti: nel 2012 sono stati utilizzati dalle aziende a fini di marketing o customer care quasi 2 miliardi di Sms.

    “Il Mobile Marketing & Service italiano è dunque in piena esplosione – spiega Marta Valsecchi, Responsabile della Ricerca – ma ha potenzialità di crescita ancora grandissime: si prevedono scenari incentrati principalmente su personalizzazione e geo-localizzazione dell’offerta, con sviluppo di prodotti e adv “su misura” per ogni singolo cliente. Proprio una delle novità più attese dall’intero settore è costituita dal Mobile Couponing, ovvero la possibilità di ricevere buoni sconto e promozioni direttamente sul proprio Smartphone. Questa opportunità suscita forte interesse non solo nelle imprese, ma anche negli utenti che in più del 50% dei casi dichiarano di voler ricevere coupon digitali sul proprio Cellulare, ritenendoli più comodi di quelli cartacei; circa il 30% li vorrebbe però profilati sui propri interessi, mentre il 22% gradirebbe la ricezione in prossimità dei punti vendita; solo l’11% non è interessato a riceverli.”

    Conoscere in dettaglio l’utente Mobile è sempre più importante per definire meccaniche di ingaggio efficaci.

    Il fermento osservato da parte delle aziende investitrici è ancora più evidente ed elevat ose si guarda alle aziende di filiera. A fianco delle imprese che tradizionalmente curano progetti di Marketing & Service per le aziende investitrici, sono, infatti, nate nel corso degli ultimi anni (con un forte incremento proprio nel 2012) molteplici startup specializzate in soluzioni di Mobile Marketing & Service. Ben il16% di tutte le startup finanziate in Italia in ambito ICT negli ultimi due anni offrono servizi innovativi di Mobile Marketing & Service.

    Se questa è la fotografia, molto positiva, del Mobile in Italia nel 2012, c’è da attendersi dunque un 2013 ancora più in crescita.

  • Audiweb, nel 2012 crescono gli utenti online nel giorno medio e via mobile

    Audiweb, nel 2012 crescono gli utenti online nel giorno medio e via mobile

    Audiweb pubblica i dati complessivi che riguardano gli italiani online nel 2012. Aumentano gli utenti connessi nel giorno medio, +8,4% rispetto al 2011. Poi 16,9 milioni accedono alla rete via cellulare e 2,7 milioni dichiara di farlo dal proprio tablet

    Ed eccoci all’appuntamento che fa il punto sugli italiani connessi durante tutto il 2012 e i dati che riguardano il mese di dicembre 2012. Ad uno sguardo più generale, è un dato interessante che aumentano anche nel 2012 gli italiani online, e questo è senz’altro positivo, ma va sottolineato l’aumento significativo degli utenti che accedono alla rete via mobile. Infatti i dati Audiweb registrano nel 2012 un netto aumento di persone che si connette a Internet via cellulare, +34,8%, e via tablet, +5,6%. E più di un cittadino su tre si connette alla rete via mobile per accedere ai social network, un dato questo molto rilevante.

    E crescono anche gli italiani che sono connessi mediamente ogni giorno, +8,4% rispetto all’anno precedente, pari a 13,8 milioni di utenti. Dai incoraggianti. Ma entriamo un pò più nel dettaglio.

    In base ai nuovi dati di Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, nel 2012 sono 14,5 milioni le famiglie italiane che dichiarano di avere accesso a internet da casa attraverso computer, televisore o console giochi, il 67,4% delle famiglie con almeno un componente fino a 74 anni. Sono 10,2 milioni le famiglie che possono accedere a internet con connessione ADSL/Fibra ottica (il 71% delle famiglie che dichiarano di avere un accesso a internet da casa attraverso computer di proprietà) e quasi la totalità di queste dichiara di aver sottoscritto un abbonamento flat (9,6 milioni di famiglie).

    Audiweb 2012

    Per quanto riguarda i dati di diffusione sugli individui, sono 38,4 milioni gli Italiani che hanno dichiarato di accedere a internet da qualsiasi luogo e device (da casa, ufficio, da luogo di studio o altri luoghi), pari al 79,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni. Più in dettaglio, emerge una maggiore disponibilità di accesso da casa attraverso computer (35,8 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni), mentre l’accesso da luogo di lavoro è indicato dal 48,2% degli occupati (10,9 milioni di individui) e l’accesso da luogo di studio è indicato dal 7,7% dei casi (3,7 milioni). Il 34,8% degli individui ha dichiarato di avere un cellulare con accesso a internet (16,8 milioni) e il 5,6% (2,7 milioni) da tablet.

    L’accesso alla rete si conferma ampiamente diffuso su tutto il territorio e a tutti i livelli socio-demografici, con una concentrazione quasi totale tra i giovani (oltre il 92% degli individui di età compresa tra gli 11 e 34 anni) e tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. Infatti, il 100% dei dirigenti, quadri, docenti e degli studenti universitari hanno dichiarato di poter accedere alla rete. In particolare: il 98% dei laureati, il 93,2% dei diplomati, il 97,7% degli imprenditori e liberi professionisti, il 97,9% degli impiegati e insegnanti e il 95,2% degli studenti di scuole medie e superiori.

    Sotto il profilo socio-demografico tra gli individui connessi a internet da cellulare/smartphone, risultato esposti soprattutto i giovani (oltre la metà degli individui di età compresa tra gli 11 e 34 anni), i residenti del Centro Italia (39,8% della popolazione di quest’area) e del Nord Ovest (37,5%) e coloro che vivono nei centri più popolosi (con più di 100.000 abitanti). I tassi di concentrazione più elevati si riscontrano tra i profili più qualificati in termini di istruzione e condizione professionale. Si segnala, in particolare, un tasso di penetrazione del 53,4% per i laureati, del 46% per i diplomati, del 61,6% per gli imprenditori e liberi professionisti, del 56,5% per i dirigenti, quadri e docenti universitari e tra gli studenti (60,9% per gli studenti universitari e 54,5% per gli studenti di scuole medie e superiori).

    Anche il profilo di coloro che accedono a internet da tablet è decisamente più elevato: a fronte di una penetrazione media del 5,6% sull’intera popolazione dagli 11 ai 74 anni (2,7 milioni di individui), si registra un tasso di concentrazione del 19% per i dirigenti, quadri e docenti universitari, del 12,6% per gli imprenditori e liberi professionisti e del 12% per i laureati.

    Entrando nel dettaglio delle attività effettuate da cellulare da chi dichiara di accedere a internet via mobile, “navigare su internet” è l’attività più citata (il 60,4% dei casi), seguita da “inviare/ricevere e-mail” (il 36% dei casi), “accedere ai social network” (33,9%), “consultare motori di ricerca” (33,3%). Sono 4,8 milioni coloro che hanno dichiarato di aver scaricato almeno una volta un’applicazione e tra quelle più utilizzate negli ultimi 30 giorni risultano i giochi (57,3%), le applicazioni sul meteo (48,1%), quelle che permettono di accedere e chattare sui social network (45%), le mappe, itinerari, informazioni sul traffico (41,2%) e le applicazioni per foto e immagini (39,2%).

    Audience online – Audiweb Dicembre 2012

    In base ai nuovi dati di audience online da PC, nel mese di dicembre 2012 sono stati 28,9 milioni utenti unici, con un incremento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel giorno medio erano online 14,1 milioni gli utenti collegati in media per 1 ora e 25 minuti con 136 pagine viste per persona.

    audience_dic2012

    audience_media

    Per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online (Audiweb Objects Video), nel mese di dicembre 2012 sono state 45,9 milioni le stream views e 5,9 milioni gli utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 28 minuti e 29 secondi di tempo speso per persona. Nel giorno medio le stream views sono state 1,5 milioni, visualizzate da 654 mila utenti che hanno dedicato in media alla visione dei contenuti video 8 minuti e 21 secondi per persona.

    video_dic2012

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