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  • Spotify Wrapped 2024: dieci anni di musica e connessioni

    Spotify Wrapped 2024: dieci anni di musica e connessioni

    Spotify Wrapped 2024 segna il decimo anniversario con una campagna celebrativa che unisce fan e artisti, evidenziando trend globali, successi italiani. Taylor Swift è sempre l’artista più ascoltata.

    Questo è quel momento dell’anno in cui ormai c’è tanta attesa per fare i conti rispetto all’anno che sta per finire. E tra i momenti più attesi c’è proprio quello che oggi celebra il suo decimo anno.

    E sì, lo Spotify Wrapped 2024 è tornato, e questa volta non celebra solo un anno di musica, ma anche un decennio di emozioni condivise.

    L’edizione di quest’anno, rilasciata oggi 4 dicembre, segna infatti il decimo anniversario di Spotify  Wrapped, un format diventato ormai un appuntamento iconico per fan, artisti e creator di tutto il mondo.

    Dieci anni fatti di storie di ascolti, tendenze emergenti e dello straordinario potere della musica di unire persone e culture.

    Spotify Wrapped 2024 evolve con la musica

    La campagna di Wrapped 2024 si distingue per la sua forza creativa ispirata alla ciclicità e alla continua evoluzione della cultura pop. Generi che si mescolano, influenze senza tempo che incontrano nuove idee, e tendenze di nicchia che esplodono fino a ridefinire la cultura mainstream.

    spotify wrapped 2024 franzrusso
    spotify wrapped 2024 franzrusso

    È in questo contesto che Spotify ha dato vita a un design vibrante e trasformativo. Colori audaci, layout dinamici e animazioni accattivanti raccontano un anno fatto di scoperte musicali e connessioni globali.

    Spotify Wrapped 2024 l’Italia al centro della scena

    Milano si conferma protagonista di questa celebrazione globale con un’installazione OOH straordinaria: la stazione di Cadorna è stata trasformata in una “station domination” che omaggia i successi di 28 artisti, di cui ben 26 italiani.

    Tra i protagonisti ci sono brani che hanno definito l’anno, come “Sesso e Samba” di Tony Effe con Gaia, “Sinceramente” di Annalisa e “Tuta Gold” di Mahmood.

    Una celebrazione che dimostra come la musica italiana abbia conquistato non solo le classifiche nazionali, ma anche il cuore degli ascoltatori a livello internazionale.

    Spotify Wrapped 2024, Taylor Swift la regina indiscussa

    Con oltre 26 miliardi di streaming, Taylor Swift si riconferma l’artista più ascoltata al mondo per il secondo anno consecutivo.

    Spotify ha deciso di celebrare questo traguardo con iniziative uniche pensate per i suoi fan, gli Swifties. Una delle novità più intriganti è il Badge Global Top Artist, che sarà assegnato sul profilo della cantante, dando il via a un riconoscimento annuale per gli artisti più ascoltati.

    Inoltre, gli appassionati potranno scoprire Easter Egg speciali nell’app: animazioni che richiamano le diverse ere discografiche della carriera di Taylor Swift, dai brillantini di Fearless ai gabbiani di 1989.

    Dieci anni di Wrapped: il commento di Spotify

    Wrapped 2024 segna un decennio di celebrazione della musica su Spotify” ha dichiarato Ester Gazzano, Head of Consumer Marketing Europe. “Con questa edizione vogliamo rendere omaggio al potere della musica di connettere le persone, andando oltre i trend per coinvolgere direttamente i nostri 640 milioni di utenti. Wrapped è diventato un evento culturale che non solo celebra l’anno musicale degli utenti, ma li rende parte di una narrazione più ampia e sempre in evoluzione”.

    Cosa aspettarsi dallo Spotify Wrapped 2024

    Spotify Wrapped non è solo una festa musicale. È un viaggio attraverso i trend globali, le top list di artisti, canzoni, album e podcast più ascoltati. È, inoltre, una celebrazione del ruolo centrale degli ascoltatori.

    Per esplorare tutte le novità e curiosità di quest’anno, Spotify ha messo a disposizione l’hub ufficiale Wrapped 2024 su Spotify For the Record, un punto di riferimento per immergersi in questa esperienza collettiva.

    Con Wrapped 2024, Spotify non solo celebra i primi dieci anni di una tradizione amata, ma rinnova il suo impegno nel rendere la musica un elemento chiave della cultura contemporanea. Un appuntamento imperdibile per chi, come milioni di utenti in tutto il mondo, vede nella musica non solo una passione, ma un linguaggio universale.


    La Campagna di Spotify Wrapped 2024

    Head of Marketing Spotify: Ester Gazzano

    Marketing Manager Italia Spotify: Ginevra Caprino, Valeria Spinelli

    Agenzia creativa: Dentsu

    Agenzia media: Publicis Media

    La campagna è stata realizzata in collaborazione con le Brand Solutions di IGPDecaux.

  • La UMG inizia a ritirare la musica da TikTok

    La UMG inizia a ritirare la musica da TikTok

    La disputa tra Universal Music Group e TikTok è arrivata al culmine, con la rimozione da TikTok di brani di artisti come Taylor Swift e Drake.

    La vicenda ricorda molto quella abbastanza recente che vide scontrarsi, proprio sui diritti musicali, la SIAE e Meta. Solo che adesso lo scontro nasce direttamente tra la più grande etichetta discografica del mondo, la Universal Music Group, UMG, meglio conosciuta col nome Universal, e TikTok, la piattaforma social media molto apprezzata dagli utenti più giovani. Apprezzamento che si basa proprio sulla possibilità i usare la musica all’interno dei propri video brevi.

    La notizia è che ormai TikTok, proprio per il mancato accordo, ha iniziato a ritirare la musica targata Universal.

    Cosa è accaduto tra i due colossi?

    La disputa tra UMG e TikTok

    Ebbene, solo due giorni fa la disputa tra le due società si è accesa in modo quasi sorprendete per i più. Ma, in realtà, le trattative per il rinnovo dell’accordo andavano avanti da settimane. Trattative che avevano come scopo un accordo che potesse essere in continuità con quello, poi scaduto, sancito nel febbraio 2021.

    tiktok umg musica franzrusso 2024

    Lo scontro si concentra su questioni come: una compensazione più adeguata per gli artisti e autori di canzoni e la protezione dagli effetti dell’uso dell’intelligenza artificiale. Questi i due temi della trattativa, poi arenatasi.

    La posizione di UMG e le su richieste

    Universal accusa TikTok di voler costruire attività basate sulla musica senza pagare un valore equo per gli artisti. Infatti, l’etichetta discografica sostiene che TikTok ha proposto di pagare artisti e autori di canzoni a una tariffa che rappresenta solo una parte di quella che viene pagata da altre piattaforme sociali media.

    Inoltre, UMG ha sollevato preoccupazioni sull’invasione della piattaforma da parte di registrazioni generate attraverso l’intelligenza artificiale, sostenendo che questo rappresenta un ostacolo e un problema per le royalties degli artisti.

    La posizione di TikTok

    Dal canto suo, TikTok ha replicato accusando UMG di mettere la propria avidità al di sopra degli interessi degli artisti e degli autori delle canzoni. TikTok ha sottolineato comunque di essere riuscita a raggiungere accordi con gli artisti di altre etichette discografiche. In buona sostanza, la critica mossa dalla società controllata da ByteDance è che così facendo la Universal non sta curando gli interessi degli artisti, degli autori delle canzoni e anche dei fan.

    Come dicevamo, il primo accordo tra UMG e TikTok è stato siglato nel febbraio 2021. Tale accordo consentiva agli utenti TikTok di incorporare clip dal catalogo musicale di UMG nei loro video. Il valore di tale accordo risiedeva nel fatto che rendeva legalmente disponibile una vasta gamma di musica pop per la creazione di contenuti sulla piattaforma TikTok, contribuendo all’engagement e alla popolarità dell’app.

    TikTok vale per UMG solo l’1%

    C’è anche da sapere che TikTok rappresenta solo circa l’1% del fatturato totale di UMG. Un dato che indica, in effetti, il valore esiguo con cui TikTok compensa artisti e autori di canzoni, nonostante la sua crescente base di utenti.

    Ora, ritirare la musica Universal da TikTok significa togliere la musica di Taylor Swift e Drake, tanto per citare due nomi di artisti la cui musica è spesso usata all’interno dei video brevi. Questo perché Taylor Swift, in particolare, ha un accordo con Republic Records, che fa parte del gruppo Universal Music. Mentre Drake pubblica la sua musica attraverso Young Money Entertainment e Cash Money Records, che sono distribuite da Republic Records, anch’esse parte di UMG.

    Gli artisti coinvolti

    Gli effetti di tale decisione sono evidenti. I video con brani di proprietà di UMG verranno disattivati ​​e gli utenti avranno la possibilità di scegliere un nuovo brano per la colonna sonora dei propri contenuti.

    Questo significa che gli utenti di TikTok, poco più di 1 miliardo, dovranno trovare alternative alle canzoni di artisti come i già citati Taylor Swift, Drake e anche di Bob Dylan. Ammesso che qualcuno abbia mai usato canzoni di “strummer”.

    Ma questa disputa potrebbe avere effetti anche su Sanremo. Questo perché tra gli artisti italiani che fanno parte della etichetta Universal ci sono anche alcuni che si apprestano a prendere parte dal Festival. Come Alessandra Amoroso e Il Volo.

  • Meta non rinnova l′accordo con la SIAE, ecco cosa cambia

    Meta non rinnova l′accordo con la SIAE, ecco cosa cambia

    Meta non rinnova l’accordo con la SIAE. A partire da oggi inizierà la rimozione del catalogo di musica con licenza dell’organismo per la tutela del diritto d’autore da tutte le piattaforme del colosso di Mark Zuckerberg. Ecco cosa cambia.

    La notizia è ormai nota è sta facendo molto discutere. Però cerchiamo di chiarire alcuni aspetti per meglio comprendere cosa accadrà da adesso in poi, fino a quando le cose non cambieranno.

    Stiamo parlando di Meta che ha deciso di non rinnovare l’accordo con la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) l’organismo, fondato nel 1882, che si occupa della tutela del diritto d’autore.

    Un portavoce di Meta ha dichiarato che non si è riusciti ad arrivare ad un accordo con l’organismo. “La tutela dei diritti d’autore di compositori e artisti è per noi una priorità assoluta” – ha continuato il portavoce – “e per questo motivo, a partire da oggi, non potremo più rendere disponibili i brani del repertorio SIAE all’interno della nostra libreria musicale.

    Crediamo che sia un valore per l’intera industria musicale permettere alle persone di condividere e connettersi sulle nostre piattaforme utilizzando la musica che amano. Abbiamo accordi di licenza in oltre 150 paesi nel mondo e continueremo a impegnarci per raggiungere un accordo con SIAE che soddisfi tutte le parti“.

    meta siae mancato accordo 2023 franzrusso

    Quindi esiste un difficoltà sulla ricerca di un accordo ma la porta resta aperta. Meta ha accordi, come sottolineato dal portavoce, anche con altri paesi. Infatti, la società di Mark Zuckerberg ha trovato accordi con gli organismi di tutela dei diritti d’autore in Francia, Spagna e Germania, tanto per citare qualche esempio.

    La posizione della SIAE è piuttosto netta, definendo la scelta di Meta “unilaterale e incomprensibile”

    A SIAE viene richiesto di accettare una proposta unilaterale di Meta prescindendo da qualsiasi valutazione trasparente e condivisa dell’effettivo valore del repertorio. Tale posizione, unitamente al rifiuto da parte di Meta di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo, è evidentemente in contrasto con i principi sanciti dalla Direttiva Copyright per la quale gli autori e gli editori di tutta Europa si sono fortemente battuti. Colpisce questa decisione, considerata la negoziazione in corso, e comunque la piena disponibilità di SIAE a sottoscrivere a condizioni trasparenti la licenza per il corretto utilizzo dei contenuti tutelati

    L’organismo conclude il comunicato sostenendo che “SIAE non accetterà imposizioni da un soggetto che sfrutta la sua posizione di forza per ottenere risparmi a danno dell’industria creativa italiana“. Una frase piuttosto dura.

    Ma come stanno le cose? Cosa è successo a tal punto da portare ad un mancato accordo?

    Come detto, Meta ha stretto accordi con gli organismi pari a quello della SIAE anche con altri paesi e nel momento in cui si è intavolata la trattativa per un nuovo accordo con la SIAE, ecco che tutto salta.

    E il motivo è che la SIAE chiede a Meta di applicare un tipologia di accordo che prevede la condivisione delle entrate. In sostanza l’organismo italiano vuole che Meta quantifichi il valore generato dai contenuti condivisi dagli utenti sulle piattaforme della casa di Menlo Park e sulla base di quello passare alla condivisione delle entrate. SIAE sostiene che questo è il modello già in essere con altre società come Google per YouTube e ByteDance per TikTok.

    Meta, dal canto suo, non intende modificare la sua tipologia che le ha permesso già di concretizzare accordi in 150 paesi, come ricordava il portavoce della società di Zuckerberg. Da oggi meno uno.

    Cosa succederà quindi per tutte le persone che condivideranno brani musicali coperti da licenza SIAE sulle piattaforme Meta?

    Allora, su Facebook e Instagram si tratta di un cambiamento evidente, visto che gli le persone non potranno più utilizzare brani del repertorio SIAE all’interno di Reels, video e Stories. Meta presto bloccherà tutti i contenuti che utilizzano musica di cui non ha i diritti.

    E poi:

    • I video di Facebook con musiche del repertorio SIAE saranno bloccati. Sarà possibile ricaricarli andando a sostituire il brano musicale.
    • Su Instagram, dove la musica può essere inserita sia nei post con foto che nei Reels, le canzoni saranno silenziate. In ogni caso, gli utenti potranno decidere di sostituire la musica silenziata con un brano del catalogo che non sia musica italiana.
    • Nelle Storie di entrambe le piattaforme, Facebook e Instagram, le musiche del repertorio SIAE verranno silenziate e non saranno più disponibili per futuri contenuti.

    La rimozione del catalogo SIAE dalle piattaforme Meta praticamente partirà già da oggi, ossia giovedì 16 marzo 2023, anche se ci vorrà almeno un paio di giorni perché la stesa rimozione sia applicata.

    Sulla vicenda è intervenuto anche Enzo Mazza, Federazione Industria Musicale Italiana, che sottolinea su LinkedIn come il mancato accordo “rischia di causare gravi danni anche all’industria discografica“.

    Insomma, se non si arriverà ad un accordo, cosa difficile per il momento come è facile da intuire, il mancato accordo avrà un impatto non da poco visto che il 99% della musica italiana è coperto da licenza SIAE.

    [Aggiornamento] Da segnalare che viene silenziata in automatico anche la musica straniera che in Italia viene rilasciata con licenza SIAE. Ecco spiegato perché, inserendo anche musica non italiana, la stessa viene silenziata

  • Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    Anche la Musica sposa le Stories, ecco come fare da Tidal e Spotify

    La musica si affaccia sempre più prepotentemente sulle Stories. E così, a distanza di pochi giorni, Tidal, prima, e Spotify, dopo, annunciano la possibilità di condividere musica dalle app direttamente sulle stories. Tidal su entrambe le modalità e Spotify adesso anche sulle Facebook Stories.

    Se le Stories stanno diventando sempre più un canale attraverso cui gli utenti raccontano le proprie giornate, anche se in modalità effimera, allora la musica può essere un ulteriore elemento di narrazione, soprattutto delle emozioni e delle sensazioni. Ebbene, la musica può essere condivisa anche sulle Instagram e le Facebook Stories. In questi giorni sia Tidal, prima, che Spotify, dopo, hanno annunciato la possibilità di poter condividere la musica che si ascolta dalle app direttamente sulle Stories.

    E così, a distanza di pochi giorni, Tidal e Spotify hanno annunciato importanti novità che a molti potrebbere risultare molto interessante.

    musica stories tidal spotify franzrusso.it 2019

    La musica da Tidal verso le Instagram e Facebook Stories

    Il 21 agosto scorso Tidal, l’app di musica in streaming di proprietà della Project Panther Bidco Ltd. di Jay-Z dal 2015, ha annunciato la possibilità di condividere i brani che si ascoltano dall’app direttamente sulle Instagram e Facebook Stories. Interessante la possibilità di condividere anche 15 dei video musicali, la clip sarà visibile solo sulle Instagram Stories mentre sulle Facebook Stories comparirà un’immagine statica. La condivisione da Tidal è possibile sia dall’app iOS che da quella Android.

    Un aspetto importante questo per Tidal che punta a catturare l’attenzione di un pubblico molto attento alla musica, come è quello che usa le Stories. Una modalità utile per cercare di accrescere il numero degli utenti iscritti. L’app oggi conta quasi 4,5 milioni di utenti abbonati e il valore dell’azienda si avvicina ai 600 milioni di dollari. Tidal ha in catalogo licenze per oltre 60 milioni di brani e oltre 250 mila video musicali.

    Spotify permette la condivisione anche sulle Facebook Stories

    Diverso il discorso di Spotify che già da qualche mese permette agli utenti la condivisione di musica dall’app sulle Instagram Stories. La notizia è infatti che Spotify adesso estende la condivisione anche sulle Facebook Stories.

    In pratica, gli utenti hanno la possibilità di condividere anche sulle Facebook Stories 15 secondi del brano preferito in quel momento. A differenza di Tidal (che permette anche la condivisione delle playlist), solo i singoli brani possono essere condivisi.

    Ad aprile Spotify ha superato i 100 milioni di utenti abbonati, arrivando a 217 milioni di utenti attivi al mese.

  • Instagram Stories ha 400 milioni di utenti, ma con la musica lancia la sfida a Musically?

    Instagram Stories ha 400 milioni di utenti, ma con la musica lancia la sfida a Musically?

    Dopo aver annunciato il traguardo di 1 miliardo di utenti, e dopo il lancio di IGTV, Instagram fa sapere che Instagram Stories ha ormai raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti. E, per l’occasione, lancia, in 7 paesi per il momento, anche un’altra funzionalità: quella che permette di aggiungere musica alle Stories. Si tratta di una sfida a Musical.ly?

    Poco più di una settimana fa Instagram annunciava che sulla piattaforma era stato raggiunto il traguardo d 1 miliardo di utenti. E, per l’occasione, veniva anche annunciata IGTV, la sfida di Instagram a YouTube grazia alla possibilità di poter caricare video per una durata massima di 1 ora. Ma gli annunci e il lancio di nuove funzionalità non finiscono qui e questa volta riguardano Instagram Stories, quello che è diventato ormai il fiore all’occhiello della piattaforma in soli due anni.

    Instagram Stories ha ad oggi ben 400 milioni di utenti, un traguardo raggiunto in appena due anni, la modalità dedicata ai contenuti effimeri (palesemente copiata da Snapchat) venne appunto lanciata nell’agosto del 2016. Solo a novembre dello scorso anno gli utenti erano complessivamente 300 milioni, ciò significa che la piattaforma è cresciuta ad un ritmo di oltre 16,5 milioni di utenti al mese di media. Mentre esattamente un anno fa erano 250 milioni. Instagram Stories ha quindi dimostrato un ritmo di crescita, per mese, più alto in questi primi 5 mesi del 2018. Numeri che sono più alti di quelli raggiunti da Snapchat, la piattaforma ad oggi conta, in totale, 191 milioni di utenti.

    instagram stories musica

    E veniamo alla novità che riguarda Instagram Stories. Da oggi, ma solo in 7 paesi per il momento e non è compresa ancora l’Italia (e sono Australia, Nuova Zelanda, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti), all’interno delle Stories sarà possibile aggiungere la musica che accompagna il racconto. Una possibilità derivante dagli accordi musicali che Facebook ha stretto con le etichette musicali.

    Vista così potrebbe sembrare una banale operazione di arricchimento di funzionalità, ma, considerando che Instagram (leggi Facebook) non fa nulla di scontato, l’operazione potrebbe essere anche una sorta di sfida verso Musical.ly, l’app che sta spopolando tra i giovanissimi che permette di produrre un video in playback mimando gesti che equivalgono al testo, i video possono durare fino a 15 secondi. Musical.ly ha superato, a livello globale, i 200 milioni di utenti complessivi e riscontra un certo successo anche nel nostro paese.

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    Inserire musica all’interno delle Stories sarà semplicissimo. Una volta caricato il video, aprendo la sezione degli adesivi si noterà anche un’icona musicale. Una volta fatto tap-in sull’icona si aprirà una libreria di brani musicali. Diciamo che la selezione somiglia molto a quella che di fa per le GIF, si possono scegliere canzoni specifiche oppure ci si lascia consigliare a seconda dell’umore. Importante è la possibilità di poter ascoltare il brano in anteprima in modo da capire se può essere usato per il vostro contenuto. E sarà anche possibile, ecco perchè facevamo accenno a Musical.ly, scegliere prima il brando musicale e su questo registrare il video. Ne vedremo diversi, statene certi.

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    Una volta pubblicata la Stories, comparirà un adesivo che mostrerà autore e titolo della canzone.

    Insomma, anche stavolta Instagram punta ad un pubblico giovane con la musica. Non è difficile immaginare come appunto i giovani useranno questa funzionalità, vedremo quindi molte Stories con potenziali “artisti”.

  • Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Secondo i dati di idealo, il mito del Vinile comincia a rivivere grazie all’e-commerce in Europa e anche in Italia. L’interesse verso il vinile negli ultimi anni è cresciuto dell’80%, mentre quello per i giradischi del 28%. In Italia l’interesse da metà 2016 è cresciuto del 70%. E intanto la Sony, dopo 30 anni, aprirà una nuova fabbrica nel 2018.

    Che il Vinile stesse riapparendo era cosa abbastanza nota, ma non certo con i numeri e i dati che stiamo per conoscere. Il fenomeno che si credeva defunto con l’avanzare dei CD e con la crescita del fenomeno digitale in realtà sta riprendendosi nuovamente, proprio grazie a Internet e, in particolare, all’e-commerce.

    Il 2016, dal punto di vista del mercato, è stato un anno che ha chiuso in positivo, con streaming in continua corsa, cd e download che calano e vinile che acquista maggior importanza in alcuni paesi, soprattutto in Europa. Interessanti sono a questo punto i dati raccolti da idealo, piattaforma internazionale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali, che ha analizzato i dati sul tema dai suoi principali portali europei per fotografare la situazione dal punto di vista del consumo online e capire se davvero si può parlare di una ripartenza in questi ultimi anni. I dati raccolti tracciano un quadro che racconta dell’impatto delle nuove abitudini di acquisto dei consumatori digitali, e dei nuovi canali di vendita offerti dall’e-commerce, nel rilancio di un supporto tradizionale che attrae appassionati, nostalgici, puristi e “cultori della vera musica”.

    vinile e-commerce

    Secondo i numeri analizzati, tra il 2015 e il 2016 l’interesse è aumentato circa dell’80%. Non solo, se il trend si mantenesse costante, questo numero, entro fine anno, potrebbe arrivare ad un +110%, se confrontiamo l’anno appena trascorso con il 2017. idealo ha voluto indagare anche sui generi che più di altri alimentano la cosiddetta “vinil-mania”. Da questo punto di vista il rock emerge come genere più diffuso, con il 33,1% sul totale dei vinili disponibili. Segue il pop, con il 19,1%; buon piazzamento anche per il genere alternative, con l’8,7%; quote più basse per il jazz, attorno al 6%; troviamo poi i dischi per gli amanti di metal & hard rock (5,3%), di musica classica (3,9%), di elettronica & dance (3,5%) e di hip hop & rap (3,4%). Percentuali più basse per gli ultimi posti della classifica, occupati da blues e musica country (rispettivamente con il 2,9 e il 2,7%).

    Interessano di più i vecchi album o quelli di artisti più vicini nel tempo? Secondo idealo, la top 3 dei dischi più gettonati vede, al primo posto, gli album che si rifanno all’universo musicale degli anni Ottanta (con il 29,4%); a seguire, le produzioni quasi contemporanee, del primo decennio del 2000 (con il 26,3%); terzo posto per quelle che fanno riferimento agli Anni Settanta, con il 13,5%.

    vinile 2017

    La diffusione del Vinile è anche data dal fatto che i giradischi, da sempre, sono considerati come supporti in grado di riprodurre “un suono più caldo”. Infatti, il giradischi sta generando un interesse sempre maggiore nei consumatori digitali. Per il periodo 2015-2016 si parla di un trend positivo, in Europa, del + 28,2%. Questa tendenza sembra essere in continua crescita e i numeri mostrano una situazione particolarmente interessante per l’Italia: se il paragone tra lo scorso anno e quello in corso mostra, sempre a livello europeo, un +18%, nella sola penisola italiana l’interesse verso i giradischi sembra essere aumentato del 70,10% dalla metà del 2016 ad oggi. È interessante osservare poi come, sia per i vinili, sia per i giradischi, si registrino picchi di interesse di una certa importanza soprattutto nel periodo pre-natalizio.

    Le ultime cifre rivelate dall’indagine riguardano il “B-side” del tema, ovvero gli shop che mettono a disposizione vinili sui portali europei di idealo. Anche il loro numero è aumentato del 10,5% tra il 2015 e il 2016. Se si considera poi la quantità di negozi attivi nei primi sei mesi del 2016 a confronto con il numero di quelli attivi da inizio 2017 ad oggi, l’aumento appare ancora più significativo, visto che sfiora il +27%.

    E dopo quasi 30 anni la Sony Music torna a produrre vinili in proprio, aprirà infatti una fabbrica in Giappone nel marzo 2018. La multinazionale aveva smesso la produzione casalinga del supporto nel 1989 dopo l’avvento dei cd. La decisione è stata presa per tenere proprio il passo della crescente richiesta di vinili. Secondo i dati della Bpi, l’industria di settore inglese, nel 2016 le vendite di vinili hanno raggiunto i livelli di prima del 1991.

    Allora, anche voi state ritornando al vinile? Cosa ne pensate di questi dati?

  • Karaoke One, il social network per gli appassionati della musica

    Karaoke One, il social network per gli appassionati della musica

    Karaoke One è l’applicazione che permette a tutti di cantare i brani preferiti, registrare le proprie performance e condividerle con la propria community. Ed è questo che lo rende un social network, grazie anche alla reaction “You Rock”. Il progetto startup, nato tre anni fa, è stato inserito nel programma di accelerazione di LUISS ENLABS, una volta terminato hanno ricevuto un finanziamento di 450 mila euro. E ora si guarda già all’estero per crescere ancora.

    Come sapete siamo sempre alla ricerca di progetti e idee interessanti da raccontarvi, all’interno di questa sezione del nostro blog, che guarda con grande attenzione al mondo delle startup. E oggi vogliamo raccontarvi di un progetto tutto italiano nato da un gruppo di ragazzi pugliesi che qualche anno fa hanno deciso di reinventarsi il proprio futuro. L’idea si chiama Karaoke One e nasce dall’idea di Giovanni Parato, Antonio Vecchio, Marco Grasso, Chiara Parato e Domenico Rosito che, circa tre anni fa, analizzando i trend topics delle app più ricercate in rete, si sono resi conto che quelle sul Karaoke andavano per la maggiore, ma che non esisteva un vero leader sul mercato. Fatte tutte le analisi e le valutazioni del caso, i ragazzi decidono di presentare il progetto la loro idea a Roma ed entrano subito nel programma di accelerazione di LUISS ENLABS, l’acceleratore di startup più grande d’Europa.

    Il primo passo è stato quello di ricevere un primo investimento di capitale di 60 mila euro da LVenture Group per superare i 6 mesi di accelerazione, da agosto 2015 a gennaio 2016, seguiti da altri 450 mila al primo round dopo la fine del programma di accelerazione, così ripartiti: 150 mila euro da LVenture e 300 mila euro da Business Angel.

    karaoke one app mobile

    Karaoke One è un’app disponibile per tutti i dispositivi, Apple, Android e Windows, e permette agli utenti registrati, una volta effettuato l’accesso alla sezione Be Rock dell’app, di cantare, registrare e condividere video e audio delle proprie performance e interagire con la community degli amanti della musica lasciando commenti, seguendo gli altri utenti e mostrando il proprio apprezzamento con la reaction “You Rock”. Di recente Karaoke One ha dato vita alla partnership con X Factor, dando modo agli utenti di cimentarsi nella veste di cantanti, con la possibilità di vedere le migliori perfomance, in video, sul sito ufficiale della manifestazione.

    Karaoke One sta crescendo, oggi sono già in 15 le persone che lavorano al progetto e il prossimo passo è quello di guardare all’estero, soprattutto verso il mercato asiatico, dove il karaoke è molto amato dai più giovani.

  • Google con un doodle ci ricorda che oggi inizia l’Autunno

    Google con un doodle ci ricorda che oggi inizia l’Autunno

    Se credevate ancora che l’Autunno fosse iniziato ieri, allora ricredetevi. L’Equinozio d’Autunno inizia oggi, precisamente dalle 16 e 21 di oggi 22 settembre 2016. E Google non poteva mancare nel ricordare questa giornata che corrisponde anche all’inizio della Primavera nell’emisfero australe. E vediamo anche come la Musica ha celebrato questa stagione.

    Tra qualche ora daremo il benvenuto all’Autunno, la nuova stagione che inizia oggi. Già, siamo sempre lì a credere ala tradizione che ci dice che è il 21 settembre l’inizio della nuova stagione, ma poi la realtà ci mostra che l’Equinozio d’Autunno inizia oggi, 22 settembre 2016, alle ore 16 e 21. A quell’ora il Sole si troverà nello Zenit dell’Equatore, praticamente perpendicolare. Questo avrà come conseguenza che il giorno e la notte avranno la stessa durata e cominceremo a notare una progressiva riduzione della luce nelle ore diurne, le giornate si accorceranno. Lo scorso anno l’Equinozio d’Autunno si registrò il 23 settembre.

    google doodle autunno 2016

    E Google, come fa di solito, non ha voluto mancare nel ricordarci questa giornata con un doodle animato sulla home. Il doodle rappresenta le classiche foglie arancioni che cominciano a cadere, tipico scenario della stagione che sta per iniziare, aggiungendo alcuni sassi che si animano.

    Negli ultimi due anni abbiamo considerato due momenti per l’Autunno, il primo era come la poesia ha trattato il tema Autunno e il secondo, come l’arte ha visto nella storia l’Autunno. Quest’anno invece vogliamo vedere insieme a voi come la Musica ha cantato la stagione, indicandovi alcuni brani e, ovviamente, attendiamo anche qualche vostra segnalazione.

    google doodle autunno musica 2016

    Impossibile non iniziare con:

    • “Autunno” di Francesco Guccini;
    • “Ballata d’autunno” di Mina;
    • “Autunno dolciastro” di Carmen Consoli;
    • “Autunno” degli Stadio;
    • “Pioggia di novembre” di Vinicio Capossela;
    • “Settembre” di Cristina Donà;
    • “Autunno a Milano” di Piero Ciampi;
    • “Impressioni di Settembre” della PFM.

    Ma anche,

    • “November rain” dei Guns N’ Roses;
    • “Autumn in New York” della mitica Billie Holiday;
    • “October” degli U2;
    • “Autumn” di Paolo Nutini;
    • “Autumnsong” dei Manic Street Preachers;
    • “Autumn Leaves” Ed Sheeran.

    Ci siamo dimenticati di qualcuno? Scriveteci nei commenti la vostra canzone d’Autunno.

  • Lidia Schillaci, quando il Digitale incontra il Talento e la Musica

    Lidia Schillaci, quando il Digitale incontra il Talento e la Musica

    Quando tecnologia e digitale incontrano il talento, la passione e la musica, ecco che il risultato è una bella storia come quella di Lidia Schillaci, cantante e autrice, che ha usato Periscope come mezzo per promuoversi, farsi conoscere e far sentire la sua voce stupenda. E oggi è uno dei profili più seguiti su Periscope in Italia.

    Come sapete, leggendo il nostro blog, abbiamo seguito sin dall’inizio la vicenda di Periscope in Italia, quindi sin dal suo arrivo il 26 marzo scorso, quando l’app per i video in live streaming venne rilasciata nel nostro paese. E vi abbiamo anche raccontato in questi mesi come gli utenti hanno accolto quest’app che di fatto permette a tutti di diventare “broadcaster di sè stessi”, una definizione non a caso. Dal racconto che ne abbiamo fatto per la verità ne è venuto fuori che l’app, nonostante le sue enormi potenzialità e anche la sua crescita, non ha ottenuto il grande successo che tutti, Twitter in primis (ma su questo ci ritorneremo), si aspettavano. Per tanti motivi, ma esistono dei casi nel nostro paese che hanno ottenuto davvero un grande successo. E a questo proposito oggi ve ne vogliamo raccontare uno in particolare.

    lidia schillaci

    La storia che vi raccontiamo è quella di Lidia Schillaci, cantante palermitana, molti di voi che ricorderanno in “Operazione Trionfo”, il talent di qualche anno fa che l’ha fatta conoscere al grande pubblico. Da lì in poi la sua vita artistica è stata un crescendo collaborando con artisti del calibro di Eros Ramazzotti, Elisa, Max Pezzali e altri.

    Ad un certo punto della sua carriera Lidia si accorge di voler dare e fare qualcosa di più, vuole provare a cercare nuove strade, a fare quello che spesso si chiama “il salto nel vuoto (senza la rete)”. Vuole scommettere sul suo talento, ha una voce Lidia che mette i brividi per quanto è bella. Il mercato della musica in questi anni è cambiato molto sia dal punto di vista della produzione che della distribuzione, ma Lidia non si perde d’animo, anzi. Vuole raggiungere il suo obiettivo. E in questa fase la tecnologia e il digitale giocano un ruolo fondamentale.

    E quindi arriviamo al mese di marzo di quest’anno quando scopre in anteprima Periscope ed è amore a prima vista, anche se, per sua stessa ammissione, non è una digital addicted. Lidia capisce subito che quell’applicazione, quello strumento per comunicare può essere di grande aiuto nel fare il salto. Lidia inizia ad usare Periscope in maniera diversa, non è un caso dopo poco tempo viene citata anche su Mashable  da Lance Ulanoff ed è da quel momento cresce notevolmente la sua popolarità sull’app. E viene notata poi da tutti i media italiani.

    Si inventa un suo format #LidiaLive che la porterà a girare l’Italia semplicemente collegandosi da una piazza e con la sua voce entra in contatto con migliaia di utenti da tutto il mondo. In queste settimane ha portato nelle piazze italiane il suo #StreetShow.

    Ecco perchè sono riuscito ad incontrarla in una fredda ma soleggiata mattina d’inverno, per chiederle semplicemente, ma “Perchè lo hai fatto? Perchè ad un certo punto della tua carriera ha deciso di ripartire e soprattutto di ripartire con un’app come Periscope?” E lei, con un sorriso mi risponde:

    Avevo bisogno di trovare un’altra strada che mi permettesse si fare ciò che voglio fare, raggiungere i miei obiettivi. Il mondo della musica è cambiato rispetto a qualche anno fa, fare un disco oggi è molto difficile oggi. Allora mi sono decisa a trovare la mia strada, entrando in contatto con la gente grazie proprio a Periscope che mi permette di essere davvero me stessa, farm conoscere non solo in Italia ma anche nel mondo. Sperimentare nuovi modi di interazione e comunicazione, grazie alla musica”

    lidia schillaci account periscope

    Oggi Lidia su Periscope è seguita da 8.600 followers e ha ottenuto più di 2 milioni di cuoricini, un numero elevatissimo se paragonato proprio alle grandi celebrità che usano quest’applicazione. E il suo talento, insieme al suo modo di approcciare a Periscope non è certo passato inosservato. In poco tempo viene notata da Fiorello che l’invita alla sua “Edicola Fiore“, viene invitata da Nicola Savino a “Quelli che il calcio“.

    Lidia ci tiene a sottolineare poi un concetto, e cioè che:

    La Musica  deve essere un momento di libertà e condivisione, quindi quando la tecnologia facilita l’incontro tra questi due momenti ecco che nasce la magia tra quello che fai e quello che sei con il tuo pubblico. Per me cantare e fare musica è proprio questo, è la possibilità di esprimermi in libertà e di condividere emozioni con chi mi ascolta. Il giorno dopo gli attentati di Parigi ero a Milano in Piazza Duomo ed è stato un momento davvero toccante sentire l’emozione della gente raccogliersi grazie alla musica, un momento che è andato online grazie a Periscope e ha raggiunto altre persone nel mondo, bellissimo.”

    lidia schillaci periscope roma

    lidia schillaci periscope milano

    E adesso dove vuole andare Lidia:

    Voglio continuare questa bella avventura, voglio poi cominciare a condividere i miei nuovi progetti, la musica che sto scrivendo e preparando in questi mesi e che vi farò ascoltare presto. Continuiamo il nostro viaggio e proveremo anche ad andare in altre piazze in Italia e chissà forse anche del mondo, chi può dirlo! Quello che mi interessa é portare la mia musica come messaggio di condivisione e di libertà“.

    Lida Schillaci è stata invitata da Samantha Cristoforetti, la donna che è riuscita a stare nello spazio per 200 giorni di fila, per una performance musicale durante l’evento ‪#‎FlightFirenze di domani, 22 dicembre, a Firenze presso Palazzo Vecchio, e vi consigliamo di andarci se ne avete la possibilità.

    Abbiamo voluto presentarvi, raccontarvi Lidia Schillaci perchè ci ha colpito il suo modo nuovo di proporsi, di far conoscere la sua musica, di scommettere sul suo futuro proprio grazie ad un’app che le ha dato la possibilità di esprimersi come desiderava e che, siamo davvero sicuri, le permetterà di ottenere ciò che vuole. E’ un esempio perfetto di quando tecnologia e talento si incontrano, le opportunità che nascono sono imprevedibili, ma se c’è la passione e la voglia di fare, che certo non manca a Lidia, i successi arriveranno presto. E noi saremo qui a seguirla e a raccontarvela, perchè la musica di Lidia continuerà con o senza Periscope.

    (images and video credits: @AndreaGherpelli)

  • MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    L’esperienza fatta agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. E sono tanti i progetti di startup che provano ad estendere l’esperienza dell’ascoltare musica. Così come sono tante le app che offrono servizi analoghi. La due giorni raccontata e vissuta insieme a Gianvito Fanelli di Polkadot.

    La recente esperienza agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. La due giornate che abbiamo vissuto, con Gianvito Fanelli di Polkadot, agli MTV Digital Days ci hanno offerto una nuova dimostrazione che il mondo della musica è cambiato e che il legame con il digitale e le nuove tecnologie in generale è sempre più forte. I contenuto dei panel organizzati nella splendida Villa Reale di Monza avevano tutti un comune argomento di fondo, e cioè qual è lo stato di questo legame, ossia quanto la musica oggi è digitale. La risposta che mi viene da dare è che la musica oggi vive, se così possiamo definirla, una seconda giovinezza, una seconda era, dopo quella analogica.

    MTV-Digital-Days-2015 musica

    Il mercato musicale, dal punto di vista della fruizione, vede un consumo di contenuti musicali digitali che è ormai pari al 50%. Quindi le persone “consumano” musica in maniera crescente e questo mi pare che ormai sia un dato assodato. Spotify è solo un esempio di questa evoluzione digitale. Nel 2014 il consumo di musica in streaming è cresciuto del 39% e gli utilizzatori sono 41 milioni. Presumiamo che questo numero sia ancora più alto.

    Ma allo stesso tempo il digitale ha aperto nuove frontiere, nuove opportunità per giovani artisti di farsi conoscere e di farsi ascoltare. Si va oltre quindi le piazze ordinarie e si sfruttano le tecnologie per arrivare direttamente sullo smartphone della gente. Non a caso lo smartphone (un po’ meno il tablet) è il dispositivo mobile più usato per lo streaming (invece che per il download). E questo ci dà la dimensione del fenomeno musica oggi, più vicina anche nel senso fisico agli utenti.

    Anche se poi, come abbiamo avuto modo di vedere, la musica vive del contatto con la gente. Più di 30 mila persone sono accorse alla Villa Reale per trascorrere due giorni di musica ininterrotta e per vedere da vicino i loro idoli.

    A proposito di idoli, mi riallaccio al pane di Samsung in cui erano ospiti appunti i The Kolors, gruppo fenomeno del momento. In quell’occasione un gruppo giovane, adorato dai giovanissimi, ha messo in evidenza che, in relazioni alle nuove tecnologie, social media in particolare, è meglio avere un rapporto non troppo ossessivo. Questi strumenti, come ha sottolineato lo stesso Stash, leader del gruppo, servono molto a promuovere la propria musica, anzi oggi giocano un ruolo fondamentale da questo punto di vista, anche se è meglio “non restarne schiavi”.

    E sempre in quel panel, dal titolo “Sempre connessi: come utilizziamo la tecnologia“, Samsung ha introdotto il tema dell’essere sempre connessi in virtù del dilagare del fenomeno dell’Internet delle Cose, un fenomeno che nel nostro paese ormai vale 1,55 miliardi di euro. Samsung dunque guarda con molto interesse a questo settore, puntando decisamente alle tecnologie indossabili, come gli smartwatch, con lo sviluppo di applicazioni permettendo alle persone di rimanere “sempre connesse” anche attraverso oggetti che indossano tutti i giorni. E da questo punto di vista i settori i settori sono vasti: si va dalla sanità all’automotive, all’elettronica di consumo, al commercio. Un fenomeno che coinvolgerà sempre più le nostre vite e che ci permetterà di interagire direttamente con gli oggetti di uso quotidiano grazie alla rete.

    Ma l’essere “sempre connessi” lo abbiamo visto anche i due concerti che si sono tenuto ai Giardini della Villa Reale. Abbiamo avito nuove conferme, guardano un pubblico vario, fatto di giovanissimi e non, che era un pullulare di dispositivi mobili, smartphone e tablet. Tutti intenti a “raccontare” dal vivo cosa stava accadendo. E non solo attraverso foto e video condivisi poi tra i vari social network, come Facebook o Instagram, ma abbiamo visto come fossero tanti ad utilizzare app come Periscope, l’app di Twitter che permette di raccontare in live streaming ciò che sta accadendo. Ed è questa la nuova frontiera che si apre davanti a noi. Lo storytelling diventa sempre più “Live” e sempre più interattivo. E nel prossimo futuro assisteremo ad una crescita ulteriore di questa tendenza con app che non faranno che migliorare l’esperienza del “raccontare” ciò che accade intorno a noi. E un concerto, uno show musicale, che diventa un vero e proprio evento, è la condizione ideale.

    E la stessa tecnologia legata alla musica per certi aspetti va percorrendo proprio questa strada, ossia quella di estendere l’esperienza che va oltre lo stesso ascolto. E proprio in occasione degli MTV Digital Days abbiamo conosciuto “Feel the music”, un’installazione permette di sentire la musica e quindi farla diventare anche un’esperienza visiva. Non a caso è stata premiata al RUFA Contest 2015, il concorso indetto dalla Rome University of Fine Arts in collaborazione con MTV. Insomma, il mondo della musica insieme alla tecnologia e al digitale va verso nuovi percorsi che aumentano l’esperienza, una direzione inevitabile.

    E dal punto di vista musicale Gianvito, cosa ha ti ha colpito nella due giorni degli MTV Digital Days?

    Noi, dal canto nostro, ci siamo dedicati con anima e corpo alla parte notturna, quella che dalle 20 fino all’1 ha animato il prato della Villa Reale grazie a dj set e live di grande qualità. Per esempio, quello di Dardust, giovane compositore e autore italiano che ha voluto e saputo miscelare la musica neoclassica con l’elettronica, seguendo il filone di compositori come Nils Frahm e Olafur Arnalds. Promosso da MTV New Generation, il contenitore che ha permesso a tanti artisti di emergere sulla scena contemporanea. Vale davvero la pena ascoltarlo!

    Highlights della prima giornata sono stati sicuramente Robin Schulz e Benny Benassi, il primo certamente più vicino ai nostri gusti musicali, con la sua house allegra ed estiva (e il clima, in effetti, ricordava ancora un po’ l’estate); di Benny Benassi possiamo solo dire che è riuscito a farci mettere da parte i “pregiudizi”, facendoci ballare e sudare.

    Una menzione sicuramente va fatta sulla produzione dell’evento, impeccabile dal punto di vista musicale e dei visual, parte integrante dello spettacolo.

    La seconda giornata ci ha visti sempre impegnati fra panel, start-up ma soprattutto musica. Fra i nostri preferiti, il nostro idolo Julio Bashmore, fresco fresco di “Knockin’ Boots”, il primo disco uscito ad agosto; UK bass e house ai massimi livelli e pubblico ovviamente impazzito. Su Coccoluto è inutile dilungarsi, è una leggenda e non è necessario chiedersi il perché: semplicemente perfetto.

    Ci è piaciuto moltissimo anche il dj set di Klangkarussel, il dj austriaco che ci ha conquistato con Sonnentanz, uno dei maggiori successi degli ultimi tempi.

    Ha chiuso Vitalic, e anche qui forse non c’è bisogno di presentazioni: l’electro-clash al massimo livello, tutti a casa sudati, felici e un po’ più consapevoli della rivoluzione tecnologica in atto.

    E sempre in questa occasione, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo la #NewIbiza4MTV, l’auto che permette davvero una connettività social di cui abbiamo parlato anche qui.

    Grazie Gianvito e grazie SEAT per averci invitato a questo evento a cui speriamo di tornare a parteciparvi anche il prossimo anno.

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    (gallery credits: SEAT Italia)

    [parte del post appare qui: MTV Digital Days: la rivoluzione tecnologica è qui]