Tag: social media

  • Ecco il primo colpo dei Social Saldi, Digg!

    Ecco il primo colpo dei Social Saldi, Digg!

    I saldi sono iniziati da pochi giorni ed ecco messo a segno il primo grande colpo dei Social Saldi. Ieri infatti Digg il popolare sito di social news è stato venduto, meglio “svenduto”, per 500 mila dollari a Betaworks, proprietaria anche di Bit.ly. E il prossimo?

    Digg venduta a BetaworksLa notizia sta facendo il giro del web ed è una di quelle notizie che fanno pensare. Si perchè sebbene Digg, spece negli ultimi due anni, non abbia avuto vita facile con diverse vicissitudini, nessuno immaginava però che sarebbe stata svenduta alla prima occasione. Svenduta perchè se pensate che solo poco tenpo fa aveva ricevuto un finanziamento di ben 45 milioni di dollari, come riporta il Wall Street Journal, da Greylock Partners, che investe anche su Facebook, da Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, e da Marc Andreessen, venture capitalist. E se a questo aggiungiamo che l’azienda che ha comprato Digg, Betaworks, è proprietaria tra gli altri brand anche di Bit.ly che solo tre giorni fa ha ricevuto un finanziamento di 15 milioni di dollari, allora si capisce che non è un affare, ma una pura e semplice svendita. Un saldo di fine estate. (altro…)

  • E’ in Italia la crescita più alta di utenti su Internet

    E’ in Italia la crescita più alta di utenti su Internet

    Sembra difficile pensarlo, non fosse altro per la difficile situazione del web nostrano, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale. Ma quello che ha riportato eMarketer qualche giorno fa è davvero una bella notizia. L’Italia è il primo paese in Europa con un tasso di crescita del numero di utenti su Internet pari al 24% rispetto allo scorso anno

    Crescita utenti in Italia - eMarketer 2012Sapete bene che riportiamo periodicamente tutti i dati che rilascia Audiweb sul numero di italiani connessi nel mese, notando comunque un incremento costante degli italiani che accedono alla rete e, da ultimo, l’incremento importante degli italiani connessi nel giorno medio che ha superato i 14 milioni di italiani. Ma quello che riporta eMarketer in una sua recente indagine non può non essere considerata una bella notizia. Si perchè nonostante in nostro paese abbia grandi difficoltà, soprattutto dal punto di vista infrastutturale, nel garantire una connessione veloce e per tutti, nel mese di Aprile del 2012 ha fatto registrare un tasso di crescita degli utenti su Internet pari al 24%, ossia il più alto registrato in Europa e tra i primi al mondo. Meglio di noi fanno l’Indonesia, l’India e il Venezuela con una crescita record del 62%! (altro…)

  • Getty Images, ecco i vincitori dei Creative Grants 2012

    Getty Images, ecco i vincitori dei Creative Grants 2012

    Getty Images ha annunciato oggi i vincitori dei premi Creative Grants 2012. Il premio consente a fotografi e agenzie creative di supportare le organizzazioni no-profit nella creazione di prodotti di comunicazione visiva che fanno la differenza. I vincitori sono i fotografi Linka Anne Odom e Klaus Thymann

    Klaus-Thymann_Getty-Images-Creative-Grant-recipient-2012Getty Images ha il piacere di annunciare che i fotografi Linka Anne Odom e Klaus Thymann, insieme alle agenzie Good Pilot e Mother London, sono i vincitori dei premi Getty Images Creative Grants di quest’anno. I due team, composti da un fotografo e un professionista della comunicazione, riceveranno ciascuno la somma di 15.000 dollari per sostenere i costi di sviluppo di una nuova campagna creativa al servizio della comunicazione di un’organizzazione no-profit di loro scelta. All’appuntamento con i Getty Images Creative Grants sono state presentate 75 candidature da fotografi e agenzie di 20 Paesi. I vincitori dei premi finali sono entrambi europei. Il programma Getty Images Creative Grants supporterà dunque i due seguenti progetti:  (altro…)

  • Twitter, ecco i paesi che twittano di più [Infografica]

    Twitter, ecco i paesi che twittano di più [Infografica]

    Sicuramente non sorprende di certo sapere che il paese che twitta di più siano gli Usa ma l’infografica, realizzata dalla Oxford University e dalla Humboldt State, rivela che il paese che si piazza al secondo posto è il Brasile. I tweets sono stati esaminati nel mese di marzo su un totale di 4,5 milioni di tweets

    worldmap_webCome dicevamo prima, non sorprende sapere che gli Usa siano il paese dove si twitta di più, è cosa abbastanza risaputa. Quello che sorprende è sapere che il Brasile si piazza al secondo posto, così come sorprende vedere paesi, le cosiddette “economie emergenti” come Messico, Indonesia, Malaysia e anche la Russia che sembrano confermare quei trends che all’inizio del 2012 prevedevano grandi passi in avanti di questi paesi verso l’uso delle nuove tecnologie e quindi dei Social Media. L’indagine è stata condotta da Mark Graham della Oxford University, Oxford Internet Institute, e da Monica Stephens della Humboldt State in California. Il loro studio si è centrato su un periodo compresa tra il 5 e il 13 marzo considerando un totale di 4,5 milioni di tweets geolocalizzandoli, potendo in questo modo vedere i paesi dove effettivamente si twitta di più. (altro…)

  • Indagine Nielsen, la Disabilità in Rete

    Indagine Nielsen, la Disabilità in Rete

    Un’indagine condotta da Nielsen per AriSLA (Fondazione Italiana di ricerca per la SLA) e AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) mette finalmente in luce un tema di grande rilevanza sociale: la percezione della disabilità in rete. I dati sono stati raccolti e analizzati tra aprile 2011 e aprile 2012, attraverso NMIncite, uno strumento di ascolto del passaparola digitale che raccoglie e analizza più di 180 milioni di siti web, Blog e Forum

    Disabilità-in-ReteLa prima considerazione che emerge è che il web è in grado di potenziare il senso civico degli italiani. In rete, negli ultimi 12 mesi, sono stati pubblicati più di 70.000 messaggi sui temi legati alla disabilità. A parlarne sono prima di tutto giornalisti e blogger, pronti a diffondere notizie, proposte di legge e nuovi servizi, e naturalmente chi dalla disabilità è colpito da vicino. Parenti, educatori, care given e i disabili stessi. Ma non solo: i semplici cittadini sono sempre di più impegnati a denunciare i fatti di cronaca e ad esprimere il loro dissenso morale nei confronti degli atti di discriminazioni. Questo dato diventa più evidente quando si tocca il tema delle barriere architettonicheNell’ultimo anno sono stati pubblicati 6.000 messaggi, che affrontano direttamente i problemi dei parcheggi, dei mezzi pubblici di trasporto, delle condizioni delle strade e dell’accesso ai localiAttraverso il web vengono diffuse informazioni sui servizi e denunciati i disservizi, richiesto un confronto aperto con le Istituzioni e, non per ultimo, commentate le buone pratiche.

    E’ un dato che rassicura molto: la rete potenzia il senso civico degli italiani. La gente comune, pur non essendo direttamente coinvolta, è attenta e sensibile nel mostrare solidarietà e pronta a sanzionare i comportamenti scorretti e gli atti di inciviltà.

    Dove si parla di disabilità in rete?  

    Più su Twitter che su Facebook: il microblogging è più veloce e più attento, con il 14,1% dei commenti  rispetto al 9,7% di quelli pubblicati su Facebook. I Tweet più frequenti sono quelli di denuncia dei singoli episodi di disservizi e mal sanità.

    I Blog evidenziano uno specifico interesse sulla disabilità, raccogliendo il 42,4% delle pubblicazioni in rete. Nell’arco di un anno 22.400 blog hanno ospitato discussioni sulla disabilità. Emerge, tuttavia, una grande frammentazione della tipologia di notizie e di commenti e si tratta per lo più di Blog generalisti.

    I forum, circa 5.000, contengono il 32,7% delle discussioni e sono il luogo in cui si cerca soprattutto supporto affettivo e sociale in relazione alle difficoltà dirette o indirette causate dalla disabilità. Ed è qui che le donne si mostrano più sensibili e apprensive: sono loro che intervengono maggiormente per i problemi di disabilità dei bambini.

    Dall’analisi degli oltre 70 mila messaggi rilevati emerge che il web crea e diffonde non solo informazioni, ma una vera e propria “cultura sulla disabilità”.

    Grazie al Web si riesce a parlare più liberamente, si ha meno timore di toccare argomenti privati e socialmente poco considerati, certamente estranei all’agenda dei media tradizionali. C’è spazio per esprimere e dare valore a testimonianze toccanti, a storie di esperienze dirette, a temi inediti e questioni purtroppo ancora poco convenzionali. Si parla di disabilità e sesso, e ci si accorge finalmente che non è difficile parlarne, che sul web cadono i tabù.

    Il web accoglie e dà voce a tutti i desiderio di normalità: la distanza tra il mondo considerato “diverso” e la società si accorcia.

    Si riesce a parlare di vacanze: si condividono le opinioni sui mezzi più adatti o gli accorgimenti per superare le difficoltà del viaggio e si segnalano le strutture più confortevoli. Si parla di mete non solo comode, ma anche esotiche, lontane e di viaggi avventurosi. Grazie alla condivisione di informazioni e di idee, i desideri diventano più realizzabili.

    Se della disabilità in rete si parla tanto, sulle malattie neuromuscolari e sulla SLA negli ultimi 12 mesi ci sono stati oltre 20.000 messaggi. Commenti e pubblicazioni sul web riguardanti queste malattie aumentano soprattutto in relazione ad annunci e scoperte scientifiche.

    La ricerca scientifica è il grande tema del web sulla SLA. Sono i progressi scientifici che destano maggiore interesse e dibattito, ad esempio l’annuncio della scoperta di un nuovo gene o di un nuovo strumento per migliorare la comunicazione dei pazienti. Anche in questo caso, i luoghi privilegiati di dibattito sono i Forum, su cui si registra il 40,7% delle notizie pubblicate, e i Blog con il 31,7%. Anche Twitter svolge un ruolo interessante: sul microblogging viene postato il 17% delle pubblicazioni online. Il popolo di Facebook anche in questo caso si mostra meno sensibile (7,7%).

    Dalle opinioni pubblicate in rete emerge, poi, una considerazione molto rilevante: la SLA sembra spaventare più dell’AIDS. Le difficoltà della diagnosi, l’impatto che questa malattia ha sulle condizioni di vita dei pazienti, la sofferenza fisica e psicologica, ma anche tutto quello che ancora non si sa e che è circondato da un alone di mistero terrorizza la gente.

    Cristina Papini, Research & Analytics Director di Nielsen, ha commentato i dati emersi da questa importante indagine:

    Il web dà voce non solo ai diretti interessati, ma anche ad una parte della società civile più attenta e sensibile, che si rivela sanzionante nei confronti delle pratiche e dei comportamenti scorretti. I comuni cittadini twittano, ad esempio, le cattive pratiche di altri cittadini o l’assenza di attenzione di istituzioni o di aziende”.

    E ancora:

    Sui Social Media emerge una spiccata libertà di espressione che consente finalmente la diffusione di una contro-cultura sulla disabilità stessa e che contrasta gli stereotipi sedimentati nell’immaginario collettivo. La disabilità viene finalmente testimoniata non solo come una privazione (parlando ad esempio delle barriere architettoniche e delle difficoltà a scuola o sul lavoro), ma viene raccontata da uomini e donne come vita quotidiana, fonte di problemi e di successi nel loro superamento”.

    Non possiamo che augurarci che la diffusione di questa Cultura sulla Disabilità, nata attraverso il web, possa consolidarsi nel tempo e riuscire ad affermarsi. Diffondendosi soprattutto nell’opinione della gente che ancora della disabilità conosce poco o non vuole parlare.

  • Un #TweetSolidale per aiutare la Ricerca sul Cancro

    Un #TweetSolidale per aiutare la Ricerca sul Cancro

    Siamo felici di parlarvi di una bella iniziativa, che partirà domani, realizzata dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro che sbarca sui Social Media e lo fa lanciando il #TweetSolidale, un modo nuovo di partecipare a sostenere la ricerca sul cancro e raccogliere fondi attraverso un tweet donando 2 euro

    #TweetsolidaleLa Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro è una onlus che, grazie al fundraising, in 25 anni ha dato vita all’Istituto per la Cura e la Ricerca sul Cancro di Candiolo, una grande struttura d’eccellenza che si occupa di finanziare la ricerca sul cancro, oltre che di curare direttamente i malati. E decidendo di sbarcare sui Social Media, decisione assolutamente da sostenere, lancia una bella iniziativa in chiave fundraising 2.o. Infatti, da domani partirà la campagna #TweetSolidale, un hashtag che verrà utilizzato per twittare e partecipare alla raccolta fondi e a sostenere la ricerca sul cancro. In sostanza, viene riproposto in chiave social quello che è il classico sms solidale che tutti noi abbiamo sicuramente inviato almeno una volta. La Solidarietà stavolta viaggia sulla rete e chiama a raccolta il popolo dei Social Media, un appello a cui ci uniamo e che vi rivolgiamo. (altro…)

  • I Social Media rendono le donne capaci (finalmente) di dire quello che vogliono

    I Social Media rendono le donne capaci (finalmente) di dire quello che vogliono

    Nell’Era dei Social Media cambia il modo di comunicare che diventa più dinamico e soprattutto diretto. Se è vero come è vero che la Donna comunica meglio dell’Uomo, è anche vero che i Social Media danno modo alle Donne di esprimersi come vogliono, in modo sempre più schietto. E questo preoccuperebbe gli Uomini

    Social-Media-Donne-ComunicazioneNon è soltanto un luogo comune. Le donne parlano più degli uomini e usano un linguaggio molto diverso. Più articolato, più complesso, soprattutto meno diretto. Diciamo più contorto? Le donne frequentemente dicono una cosa sottintendendo altro – o tutt’altro -, e quasi sempre per loro parlare non è un modo solo per esprimere il proprio pensiero, ma anche per avere la certezza di essere ascoltate e valorizzate. Sarà un retaggio del cosiddetto sesso debole, uno stereotipo. Eppure per un uomo è difficile capire quello che una donna – soprattutto se è la propria donna – intende veramente dire quando dice qualcosa. Con la diffusione dei Social Media e il loro uso sempre più costante, sembra però che tutto questo stia cambiando. In meglio, certamente. (altro…)

  • Social Case History Forum, i Social Media si raccontano

    Social Case History Forum, i Social Media si raccontano

    Seconda edizione del Social Case History Forum giovedì 5 luglio a Milano. Dopo il grande successo ottenuto tre mesi fa, ritorna quello che di sicuro diventerà uno dei punti di riferimento per ascoltare i Social Media che si raccontano. E stavolta lo fanno nella splendida cornice del Palazzo delle Stelline

    Social care, eventi, social banking, citizen journalism, social photography, mobile e geolocalizzazione, produzione video, social TV e turismo sono alcune keyword che guideranno un percorso di storytelling durante tutta la giornata. Su 3 sale in simultanea oltre 20 progetti italiani, applicati ai social media in diversi ambiti, raccontati direttamente dalle Aziende, fra cui 3Italia, Banca IFIS, Citroën, Deejay o dalle Agenzie di comunicazione, fra cui CrowdM, Fullsix, TheBlogTV, Yooplus, Zodiak Active. (altro…)

  • L’appartenenza al Gruppo nell’Era dei Social Media

    L’appartenenza al Gruppo nell’Era dei Social Media

    Da un pò di tempo in rete sia parla di una nuova Sindrome. Si chiama FOMO, acronimo di Fear Of Missing Out, ovvero, secondo lo Urban Dictionary, il timore di perdersi un evento importante, una festa, un trend che sta andando per la maggiore. Che ci pare imperdibile magari proprio perché ce lo siamo persi

    Social-Media-FOMOQuesta paura non è certo nata sul Web, ma per loro natura i Social Network ne amplificano la risonanza. I siti Social come Facebook, Twitter, Foursquare e Instagram ci tengono in contatto reale, immediato: un click sul computer, l’applicazione Smartphone appena scaricata, ed ecco che possiamo sapere con esattezza dove sono e cosa stanno facendo gli amici, gli amici degli amici, i colleghi, i conoscenti. E perché no? La condivisione in rete di eventi, con un invito più o meno pubblico a parteciparvi, la pubblicazione della foto del locale alla moda, la notizia del party che sta facendo scalpore, è uno degli aspetti più divertenti e ludici dell’informazione On Web, a portata di tutti. Ma succede che, anche se siamo indaffarati a fare altro, anche se siamo già fuori con gli amici, o magari i nostri gusti sono diversi e a quel party non ci saremmo andati comunque, ci sentiamo esclusi. Ed è un sentimento fastidioso, irritante. Esattamente come fossimo stati tagliati fuori dal gruppo. (altro…)

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