Tag: social media

  • Ma i Social Network possono diventare la rovina delle relazioni?

    Ma i Social Network possono diventare la rovina delle relazioni?

    Più del 20% delle coppie che oggi si separano motiva la decisione con i messaggi compromettenti scoperti su Facebook. Lo sostiene l’Associazione Italiana degli Avvocati Matrimonialisti. Da tempo i Social Network sono entrati nelle nostre case, ma non si ripete altro che sono un pericolo per le relazioni amorose. L’altro giorno, un noto blogger ha scritto la frase provocatoria: “I Social Network sono la tomba dell’amore”. Ma davvero?

    Relazioni-Social-MediaGeneralmente io ironizzo, perché per lavoro sui Social Media passo quasi tutta la giornata. Ma anche perché sono iscritta a Facebook da quando è arrivato in Italia, non lo uso per lavorarci e, anzi, ci posto pure foto e commenti personali. La prima cosa che mi verrebbe da rispondere, però, è che oggi non esistono più molte scuse per non sapere usare Facebook senza farsi scoprire, se proprio si vuole tradire il partner. Le impostazioni di privacy le conoscete tutti, vero? Ma facciamo un passo indietro. C’è una coppia che sta insieme da anni – l’età non conta, dicono le statistiche -. Lui o lei – anche il sesso non conta, anche se magari non ci credete – torna regolarmente a casa presto la sera, quindi accende il computer. Vede le foto di una persona affascinante, clicca sul Like e inizia uno scambio di battute in pubblico. Il giorno dopo – stessa scena – la battuta in pubblico si eclissa in un messaggio privato, e per diversi giorni va avanti così. Magari i due si fermano alle dichiarazioni platoniche e non s’incontreranno mai nella vita reale, ma lo stesso, quella coppia che sembrava tanto solida all’inizio si sgretola. (altro…)

  • L’effettiva integrazione dei siti coi Social Media

    L’effettiva integrazione dei siti coi Social Media

    Sappiamo bene che la homepage di un sito web è un pò la casa dalla quale tutto parte. E vivendo nell’era dei Social Media è facile domandarsi quanto effettivamente i siti web siano integrati coi Social Media. Per rispondere facciamo riferimento ad un recente studio di Royal Pingdom che ci dice che il 24,3% dei 10 mila siti presi in esame è integrato con Facebook, il 10% con Twitter

    Social-Media-IntegrationParliamo spesso di Social Network, o Social Media, e di quanto siano ormai necessari strumenti per aziende o anche per il personal branding per promuoversi e per comunicare nell’Era dei Social Media. Sappiamo bene quanto ancora sia difficile, lato aziende, una perfetta integrazione con questo nuovo modo di comunicare, più aperto e più diretto. Allora guardiamo quanto siano effettivamente integrati coi Social Media le homepage di ben 10 mila siti web, tanti quanti ne ha presi in esame lo studio di Royal Pingdom. Integrazione significa in questo caso l’utilizzo sulla homepage di plugin e di widget che rimandano ai vari profili creati sui social network. Da questo studio viene confermata la presenza massiccia di Facebook con una percentuale molto alta di integrazione, il 24,3%, però solo il 7,3% usa il like button ufficiale. E i suoi rivali come Twitter, LinkedIn o Google Plus? (altro…)

  • Lo stato di Pinterest in Italia a Maggio 2012, più visite durante la settimana

    Lo stato di Pinterest in Italia a Maggio 2012, più visite durante la settimana

    Circa due mesi fa avevamo visto la popolarità di Pinterest nel mondo e in particolar modo in Italia. Quello che ormai si può considerare davvero il fenomeno social del 2012 ha conquistato il nostro paese. Ma allo stato attuale quanto è popolare Pinterest in Italia? Anche da noi il terzo social network più famoso al mondo è così visitato e usato?

    pinterest-logoDi Pinterest non si finisce mai di parlare, di discutere. Già solo per le diverse considerazioni e interpretazioni che ogni giorno se ne fanno, è a buon diritto davvero il fenomeno social media del 2012. Nonostante molti attendevano l’exploit di Google Plus, noi compresi, il social network per i pinners ha davvero spopolato, conoscendo un livello di popolarità altissima nei primi mesi del 2012. Poi, in maniera abbastanza normale, ha conosciuto un momento di stabilità, da molti vista come una possibile crisi, ma ricordiamo che stiamo parlando non di un social network di massa, ma di quello che amiamo definire “social network per interessi“. L’Italia ha subito dimostrato di apprezzare molto questo nuovo modo di condividere i contenuti, per la maggior parte immagini. E dopo aver visto la Mappa dei Social Network aggiornata di Vincenzo Cosenza ci chiediamo: “Ma quanto è popolare invece Pinterest nel nostro paese?” Già circa due mesi fa avevamo visto dei primi dati. Oggi vi proponiamo quelli raccolti con Google AdPlanner, Google Trends e Alexa. Volete sapere i risultati? (altro…)

  • Le Amministrative 2012 sul web, risonanza tutta politica

    Le Amministrative 2012 sul web, risonanza tutta politica

    Ecco che torniamo a parlare di politica e web. Dopo avervi parlato del Movimento 5 Stelle qualche settimana fa, sempre in riferimento ad un’indagine Nielsen, oggi vediamo come le Amministrative 2012 sono state viste dalla rete. 28,000 messaggi con una media di 900 post al giorno dalla fine di aprile ad oggi

    amministrative-2012La rete ha mostrato presenza e vivacità nei confronti della recente tornata elettorale. Tra la fine di aprile e oggi si contano quasi 28.000 messaggi di utenti che parlano delle  elezioni amministrative, con una media di oltre 900 post al giorno. Un livello di attenzione e partecipazione che si è inevitabilmente ridimensionato tra il primo e il secondo turno, riflettendo la tendenza all’astensione rilevata nei ballottaggi, ma pur sempre rilevante. Gli esiti elettorali hanno poi, come spesso accade (anche se questa volta con modalità parzialmente impreviste), assunto un significato più ampio. Se delle elezioni amministrative si è infatti parlato parecchio, del Movimento 5 stelle e del PD, entrambi considerati dai politologi i principali vincitori delle urne, se ne è parlato ancor di più. Come a dire che, al di là del singolo comune e del suo sindaco eletto, il significato attribuito a tale esito è anzitutto di natura politica, con ripercussioni assai più macro rispetto alle realtà dei municipi.

    Le-elezioni-amministrative-2012---buzz-mensile

    Tra i candidati sindaci che hanno attirato maggiormente l’attenzione della community online spicca il “grillino” Pizzarotti, divenuto sindaco di Parma a gran sorpresa di molti. Praticamente sconosciuto o trascurato dalla rete fino ai giorni antecedenti il primo turno, egli raccoglie nelle due settimane di elezioni circa 4.000 post, oltre il doppio di quelli del candidato vincente di Palermo (Leoluca Orlando) e oltre il triplo di quelli del neo-sindato di Genova (Marco Doria).

    Le-elezioni-amministrative-2012-_trend-discussioni-sindaco-Parma-Pizzarotti

    Il Movimento 5 Stelle è dunque presente online anche attraverso i suoi candidati. Una presenza che conferma la dinamica digitale virale sulla quale si basa, che sfrutta soprattutto le potenzialità dei social network. Nonostante la notorietà del blog di Beppe Grillo, sono soprattutto Facebook e Twitter le piattaforme sulle quali si svolge la maggior parte delle discussioni sul M5S. Una modalità che è stata cavallo di battaglia del Movimento di Grillo, soprattutto negli esordi, distinguendolo, anche nel metodo, dai partiti più tradizionali.

    Le-elezioni-amministrative-2012-_discussioni-Movimento-5-Stelle-Beppe-Grillo

    In realtà i social network hanno svolto un ruolo assai rilevante in trasversale. Nell’arco temporale considerato, anche le discussioni inerenti il Partito Democratico risultano ben presenti, seppur in maniera più contenuta rispetto al M5S, su Facebook (37%) e Twitter (20%). I profili ufficiali di Facebook del PD e di Bersani risultano molto attivi e frequentati.

    Da quest’ultima tornata elettorale i partiti ne sono dunque usciti tutti un po’ diversi, certamente più ‘social’ e digitali rispetto a prima. Basti osservare il modo in cui i candidati sindaco di quasi tutti gli schieramenti hanno usato i social media, non solo come strumenti di campagna, ma come mezzi di comunicazione e ascolto diretto dei cittadini. E il vantaggio di queste scelte in termini di accorciamento delle distanze tra “palazzo e popolo” è più che evidente e conosciuto. Una interessantissima novità dunque nelle modalità comunicative dei politici, se non vogliamo azzardare e utilizzare il termine ‘rivoluzione’.

    Informazioni su Nielsen
    Nielsen Holdings N.V. (NYSE: NLSN) è un’azienda globale con posizione di leadership nelle misurazioni e informazioni di marketing relative a consumer, retail, advertising, televisione, internet, mobile e altri media. E’ presente in oltre 100 Paesi con sede a New York, USA e Diemen, Olanda.
  • Il Community Manager in Italia, ecco i dati del sondaggio [Infografica]

    Il Community Manager in Italia, ecco i dati del sondaggio [Infografica]

    Qualche mese fa avevamo lanciato un sondaggio per capire quale sia la figura del Community Manager in Italia. Dai dati raccolti si evince che il guadagno medio è di 18,000 euro e che l’età media è di 31 anni. Sono stati definiti anche quattro profili cluster. L’indagine è stata fatta in collaborazione con Freedata Labs e Web In Fermento che ha curato e realizzato l’infografica

    Profilo Community Manager ItaliaFinalmente dopo un pò di tempo siamo in grado di pubblicare i dati relativi al sondaggio che avevamo lanciato qualche mese fa. L’indagine è stata condotta e resa possibile grazie alla collaborazione di Freedata Labs che ha estrapolato i dati analizzandoli e di Web In Fermento che ha realizzato e curato l’infografica che vi presentiamo oggi. Ma guardiamo subito alcuni dati. Il numero dei partecipanti al sondaggio è di 164, un numero ovviamente rappresentativo ma sufficiente per conoscere meglio la figura del Community Manager in Italia. L’età media complessiva è di 31 anni, per gli uomini è 31 mentre per le donne è 30. Il guadagno medio complessivo è di 18,000 euro e va notato che si evidenzia una regressione positiva, cioè al crescere dell’età, cresce lo stipendio. Il guadagno medio per le donne è di 17,000 euro, per gli uomini è leggermente più alto, 19,000 euro.

    Dall’analisi effettuata risulta che ad influenzare il dato dello stipendio del Community Manager sono tanto la provenienza geografica, quanto l’attività svolta. E per quest’ultima c’è da evidenziare che tra quelle indicate, le più applicate sono, in ordine di importanza, Community engagement; Content creation; Facebook engagement; Twitter engagement; Analitycs Reporting; Customer service.

    Per quanto riguarda la provenienza geografica si evince che al Nord i Community Manager sono uomini un pochino più vecchi e guadagnano di più, mentre al Sud i Community Manager sono donne un pochino più giovani e guadagnano di meno. Tra Nord e Sud in effetti la grande differenza sta appunto nel guadagno. Al Centro si registra il profilo medio del CM, sia per età che per guadagno.

    Inoltre, guadagna di più il Community Manager che lavora nel B2B perché il B2B è appunto gestito al Nord. In sostanza, quello che fa da traino è il Nord, non tanto la tipologia di lavoro.

    Se poi guardiamo alla relazione guadagno/provenienza geografica, notiamo che al Sud non si guadagna più di 20.000€: il 75% guadagna meno 10.000€, 25% tra 11/20.000€. Al Centro, tranne pochissimi casi, si guadagna più di 30.000€. Circa il 75% guadagna meno 20.000€, restante 25% tra 20/30.000€. Al Nord il 60% guadagna meno 20.000€, il 22% guadagna 20/30.000€, restante 18% si divide a metà tra 30/40.000€ e 40/50.000€.

    Interessante è anche guardare ai profili che sono stati delineati grazie alla cluster analysis realizzata da Freedata labs. Con questa modalità sono stati raggruppati tutti gli individui in base alle variabili di comportamento: tipologia di lavoro (B2B – B2C), realtà lavorativa (agenzia/azienda/freelance), tipo di attività svolta e piattaforma più utilizzata. L’intero campione è stato successivamente suddiviso in quattro gruppi, che si diversificano gli uni dagli altri, per la presenza di caratteristiche intrinseche.

    Il primo cluster (37%), quello più rappresentativo, è composto da quei Community Manager che:

    – lavorano in agenzia o come freelance

    – svolgono un tipo di lavoro rivolto al B2C

    – a livello di attività svolgono per lo più Content Creation, Analitycs e Reporting, e Customer Service

    – e come piattaforma utilizzano prevalentemente: Facebook

    Il secondo cluster (28%) è composto dai Community Manager più competenti, che :

    –  lavorano in azienda/Brand

    –  svolgono un tipo di lavoro rivolto al B2B

    –  a livello di attività svolgono in prevalenza: Community Engagement, Analitycs e Reporting, e Twitter engagement

    –  e come piattaforma si affidano a: Linkedin, Twitter e alle email

    Gli appartenenti a questa tipologia infatti sono i più anziani del campione e guadagnano di più della media.

    Il terzo cluster (12%) è composto da quei Community Manager che ricoprono il ruolo di blogger, gestiscono le comunità di lettori dei blog e collaborano con le agenzie.

    Il quarto cluster (23%) è composto dai Community Manager meno esperti, che utilizzano esclusivamente Facebook e praticano il Facebook engagement. Gli appartenenti a questo profilo, lavorando all’interno delle Aziende/Brand, vengono incaricati della  gestione della pagina Facebook. Si presume che essi non siano affiancati da un Social Media Marketing Team, e che l’attività condotta in Facebook sia slegata dalle altre iniziative marketing.

    Ringraziamenti

    Nel lanciare l’idea del sondaggio abbiamo trovato e accolto subito la collaborazione di Web In Fermento che ha realizzato la sintetica e efficiente infografica. E poi anche di Freedata Labs che ha realizzato l’analisi dei risultati con grande professionalità e competenza. A loro vanno i nostri ringraziamenti. Possiamo dire che questo è stato un esempio di grande collaborazione e affiatamento nel tentativo di delineare, per la prima volta nel nostro paese, il profilo del Community Manager in Italia. Una figura importante e in forte crescita che merita di essere analizzata e monitorata. Auspicio infatti è quello di tornare fra qualche mese a raccogliere nuovi dati per verificare gli sviluppi di tale profilo professionale. Lo studio in questione è stato discusso di recente, in anteprima, da Daniela Gerosa nella sua tesi di laurea presso l’Università degli Studi di Milano, Laurea Specialistica in Teoria e Metodi per la Comunicazione. E di questo ne andiamo davvero orgogliosi.

    Infografica profilo Community Manager in Italia

  • Come i Retailers usano i Social Media [Infografica]

    Interessante infografica realizzata da Campalyst che indaga l’uso dei Social Media da parte di 250 Top Retailers. Dai dati raccolti si nota che ben il 97% ha una fanpage su Facebook con una media di 935,758 fans. Il 96% usa Twitter con una media di followers di 57,097

    top-250-internet-retailers-on-social-mediaQuella che vi proponiamo oggi è davvero un’interessante infografica che serve un pò a chiarirsi le idee su come i Retailers usano i Social Media per estendere ed allargare le loro attività di Marketing, ma soprattutto per accrescere l’engagement con il proprio pubblico. Campalyst ha indagato l’uso dei Social Media da parte dei 250 Top Retailers negli Usa e ha raccolto i dati differenziandoli per i principali social network. Ne è venuto un quadro completo con numeri interessanti. Il 97% ha una fanpage su Facebook che è il social network più utilizzato dai Retailers, con una media di fans di 935,758. 43 di queste fanpage superano anche il milione di fans. I brand retailers più seguiti sono Victoria’s Secret, che ha superato da poco i 18 milioni e mezzo di fans, Walmart, Adidas e Nike. Anche Twitter è usato, sebbene la differenza nelle dimensioni fans/followers sia evidente, ma nonostante questo il 96% dei Retailers lo usa. (altro…)

  • Il 90% delle aziende in UK usa i Social Media, ma solo il 14% li monitora

    Il 90% delle aziende in UK usa i Social Media, ma solo il 14% li monitora

    Più del 90% delle aziende utilizza strumenti di social media marketing, ma solo il 14% monitora i risultati. Lo rivela un’indagine condotta da Webtrends, leader di mercato nelle web, social e mobile analytics, condotto su un campione di 100 marketing manager, che indaga il ruolo dei social media nelle strategie marketing

    Social Media MarketingOltre il 90% delle aziende utilizza i social media per fini di marketing: tuttavia solo il 14% impiega strumenti specifici per monitorarne i risultati. E’ questo il dato sorprendente che emerge da uno studio realizzato da Webtrends, leader di mercato nelle web, social e mobile analytics, condotto su un campione di 100 marketing manager in Gran Bretagna, volto a indagare il loro approccio al social marketing. “Si tratta di un dato piuttosto allarmante, poiché la misurazione è una parte fondamentale della strategia di marketing: perché preoccuparsi di avere una presenza online se poi non si monitora quanto si dice sul web?”, commenta Nick Sharp, VP e General Manager EMEA & Australia di Webtrends.Poter disporre di dati concreti che mostrano come i consumatori interagiscono online con i brand consente al marketing di prendere decisioni più oculate, perché basate sulla conoscenza delle persone che desiderano coinvolgere”.  (altro…)

  • Facebook aiuta i grandi brand nei paesi emergenti [Infografica]

    Facebook aiuta i grandi brand nei paesi emergenti [Infografica]

    SocialBakers ha rilasciato ieri una nuova interessante infografica che mostra come Facebook dia una grande mano ai grossi brand, come Coca Cola, RedBull, Starbucks, a presidiare meglio i mercati internazionali grazie proprio al popolare social network che si appresta venerdì a sbarcare in Borsa

    facebook paesi emergenti infograficaA pochi giorni ormai dall’ingresso in Borsa per il popolare social network, SocialBakers, leader nella social media analytics, rilascia nuovi interessanti dati circa la presenza dei brand nei mercati internazionali. E si scopre che grazie all’enorme potenziale costituito dai 901 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo, Facebook si rivela un prezioso strumento per i grandi brand che desiderano essere più presenti a livello globale e soprattutto in quei paesi che vengono definiti “emergenti”. Con il 17% di utenti che risiede negli Usa, i grandi brand hanno a disposizione il restante 83%. L’analisi mette in luce il fatto che i grandi marchi stanno attingendo a quella che si definisce la “social economy” per disegnare nuove dinamiche(altro…)

  • Ford si affida ai Social Media Influencers con Peerindex per il lancio della nuova B-Max

    Ford si affida ai Social Media Influencers con Peerindex per il lancio della nuova B-Max

    Per il lancio ufficiale del nuovo modello B-Max, Ford si affida ai social media influencers con una iniziativa realizzata con Peerindex che rappresenta il primo esempio in Europa mai realizzato prima. 1000 influencers sono stati selezionati in Francia, Spagna, Germania, Italia, Romania e Regno Unito ai quali verrà dato un rendering 3d veramente unico.

    Nuova Ford B-MAXIl gigante dell’auto Ford punta sugli utenti più influenti sui social media in tutta Europa per il lancio in del nuovo modello B-MAX. Con inizio oggi 10 maggio, la campagna messa in atto è il più grande progetto di marketing basato sulla social influence mai essere realizzato in Europa. Utilizzando PeerPerks piattaforma di social media influence di PeerIndex, Ford offrirà ai 1000 utenti più influenti sui social media di sei paesi europei un regalo davvero unico proprio in occasione del lancio della nuova vettura. Sviluppato in collaborazione con l’agenzia Blu Hive di Ford, la campagna utilizza le funzionalità di profiling di PeerPerks per identificare gli utenti in Francia, Spagna, Germania, Italia, Romania e Regno Unito che hanno una influenza significativa sui social media su temi come le automobili, lifestyle e technology. Gli utenti individuati saranno invitati a visitare un microsito dedicato, dove possono inserire i propri dati (si usa l’account di facebook e twitter) per verificare se sono qualificati per ricevere il regalo.

    In cosa consisterà il regalo? Ai 1000 influencers sarà dato in regalo un hologram rendering in 3D della nuova B-MAX. L’ologramma è stato creato con la tecnologia che in precedenza è stata utilizzata solo dall’Esercito degli Stati Uniti, infatti il rendering è dotato di una torcia speciale che, quando illumina l’immagine, rivelerà l’ologramma.

    Due parole su PeerPerks. PeerPerks è un nuovo servizio che consente alle persone di trarre beneficio dalla loro profilo sui social media, dando loro la possibilità di ricevere i prodotti in regalo sulla base della loro attività ed influenza su Twitter, Facebook e LinkedIn. Il servizio collega gli utenti dei social media con brands che vogliono raggiungere persone le quali hanno una particolare influenza in aree tematiche specifiche.

    PeerIndex attraverso la sua metodologia valuta i profili sui vari social network di un individuo per identificare quelle persone che hanno un’influenza su argomenti specifici. In questo modo viene facilitata l’interazione tra il brand e l’individuo, offrendo così ai consumatori una grande esperienza per poi poterla condividere con i propri amici attraverso le piattaforme sociali a cui si è iscritti.

    Questo è un momento importante per social influence marketing”, dice Azeem Azhar, CEO di PeerIndex. “L’adozione di questo approccio da uno dei più grandi marchi del mondo per una campagna paneuropea mostra realmente che è questa pratica è diventata maggiorenne. Il nostro approccio permette a marchi come Ford di identificare quelle persone capaci di guidare una conversazione su temi sociali rilevanti e quindi facilita l’interazione con reciproco vantaggio. In questo modo, Ford può raggiungere quelle persone che hanno una reale influenza tra il loro pubblico sui social media, ai quali riconosce poi un regalo. Questa campagna è una grande dimostrazione di come PeerPerks piattaforma di social influence marketing può essere utilizzata anche dai grandi brand di consumo più per creare campagne internazionali sui social media dando vita ad una campagna di buzzing conveniente e semplice.”

    Anche secondo Maureen Graham, Marketing Communications Director di Ford, PeerPerks sembra essere un ottimo strumento”

    PeerPerks rende campagne di questo tipo davvero semplici. Dobbiamo solo dirgli che tipo di influencer vogliamo raggiungere e poi fa tutto il resto. Attraverso la loro tecnologia vusappiamo che stiamo di mirando a quegli utenti più influenti e abbiamo la garanzia che il nostro investimento in questa tipologia di marketing sta andando nella direzione più efficace”

    Davvero interessante come tipologia di marketing e sicuramente è garanzia di un buon successo. Sicuramente dopo questa esperienza ne seguiranno altre, sperando che anche in Italia si possano realizzare esempi come questi. Intanto siamo davvero incuriositi del nuovo modello della B-MAX e soprattutto non vediamo l’ora di vedere l’ologramma.

    Verifica qui se sei tra i 1000 selezionati e potrai avere il tuo ologramma. #BMAXhologram

    Updated

    Ford B-MAX HologramOlogramma ricevuto e possiamo dire che è davvero bello. Complimenti a Ford per aver tentato questa nuova strada e grazie a PeerIndex per averci coinvolto. Di fianco l’immagine che abbiamo scattato oggi. #BMAXhologram

Contatti