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  • Nuove strategie digital e modi di comunicare al tempo del Covid-19

    Nuove strategie digital e modi di comunicare al tempo del Covid-19

    Con l’arrivo del Covid-19 le aziende in Italia hanno dovuto riformulare le loro strategie di social media marketing, puntando a un diverso tono di voce, a nuove tipologie di contenuti ma anche all’introduzione o l’utilizzo creativo di strumenti e piattaforme online. Youtube, Spotify, Issuu e Telegram sono alcuni validi esempi, ecco qualche suggerimento.

    Un’efficace strategia di social media marketing deve sempre essere mirata al raggiungimento di un obiettivo specifico, misurabile e raggiungibile e deve essere limitata a un circoscritto arco di tempo, sempre tenendo conto di eventuali imprevisti che possano costringere a doverla affinare o riformulare. Non c’è ente pubblico o privato, attività commerciale o azienda, infatti, che in questo periodo di emergenza sanitaria non si sia trovato costretto a pianificare da zero una nuova strategia digital, mirando a un nuovo tono di voce e a nuove tipologie di contenuti e che tenesse conto dei limiti ma anche delle opportunità della situazione attuale.

    Strumenti a supporto di una comunicazione digital attuale e innovativa

    Come ogni imprevisto, anche quello del Covid-19 rappresenta un’occasione per reinventarsi e una sfida per lanciare nuovi progetti e nuovi contenuti. Per farlo, molte aziende hanno deciso di puntare a una comunicazione digital multicanale e a una strategia che includesse l’introduzione o l’impiego creativo di strumenti di comunicazione e piattaforme che possano fungere da utile supporto informativo e contenutistico. Andiamo allora a scoprire alcune iniziative particolarmente interessanti, che possono rappresentare un nuovo trend o uno spunto utile da tener presente per future attività di strategic planning.

    nuove strategie marketing franzrusso.it 2020

     

    1) Canali YouTube e gamification per le visite virtuali di luoghi

    L’impossibilità di viaggiare, con l’avvicinarsi della stagione estiva, è uno dei temi caldi del lockdown e sta avendo non poche ripercussioni da un punto di visto turistico. Sul fronte del social media marketing questo periodo di pausa sul fronte degli spostamenti ha acceso però, ancora di più, la volontà da parte delle aziende di raccontare le bellezze del territorio ricorrendo a contenuti visivi emozionali e a tour virtuali sempre più in chiave social. Nell’ambito del visual storytelling del settore viaggi hanno infatti preso vita alcune interessanti iniziative, quali ad esempio il nuovo canale YouTube del MIBACT e il suo progetto #Italiamimanchi. Questo palinsesto è curato dal Fondo Ambiente Italiano e ha come scopo quello di svelare, attraverso immagini suggestive e aneddoti, luoghi d’arte e cultura.

    Simile e altrettanto suggestiva l’iniziativa #CIAndremo della Confederazione Italiana Archeologi, per la quale l’ente ha rispolverato il suo account YouTube per proporre una serie di video con cui mostrare e divulgare le bellezze archeologiche italiane.

    Accanto a YouTube, piattaforma già ampiamente utilizzata in chiave strategica per contenuti del settore viaggi e cultura anche prima del Covid-19, hanno preso il via anche altri innovativi progetti digital. In alcune regioni d’Italia si è deciso di optare per la gamification come strumento esperienziale di viaggio virtuale, ne sono un esempio una serie di videogiochi sviluppati da enti di promozione turistica per giocare visitando alcuni dei musei più belli d’Italia. Uno di questi è Beyond Our Lives, un’app con relativi account Facebook e Twitter che consiste in una caccia al tesoro nella Toscana etrusca.

    2) Issuu per scaricare fumetti e riviste

    La cultura, però, non passa solo attraverso le immagini e lo dimostra il fatto che, in questo periodo, alcuni enti turistici e case editrici abbiano deciso di inserire all’interno delle loro strategie uno strumento web di cui si parla poco da un punto di vista digitale, ovvero la piattaforma di publishing Issuu. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una sorta di edicola virtuale, con contenuti gratis e a pagamento, su cui è possibile caricare documenti quali riviste o pubblicazioni che possono essere sfogliate, scaricate o condivise dagli utenti. La Coconino Press, ad esempio, ha lanciato #QuarantenaAFumetti, una serie di titoli messi a disposizione gratis e a cadenza settimanale, o sulla pagina Facebook della casa editrice o sull’account Issuu.

    3) Spotify per podcast educativi e di intrattenimento

    I podcast, ovvero i file audio digitali che possono essere caricati online o ascoltati in diretta, sono un altro contenuto facilmente fruibile e particolarmente adatto a intrattenere gli utenti in quarantena. Per questo tipo di contenuto molti account business hanno puntato a Spotify, servizio musicale digitale famoso in tutto il mondo, in cui stanno gradualmente prendendo piede anche i contenuti non musicali tra cui appunto i podcast. La Lysoform, ad esempio, ha pensato alle famiglie e sul proprio canale Spotify ha da poco lanciato una serie di podcast con favole e storie pensate per educare, intrattenere o far addormentare bambini di diverse fasce d’età.

    Il boom dei podcast sta riguardando però anche molte altre categorie, tra cui salute e lifestyle, psicologia, giochi, formazione, politica e naturalmente informazione. Insomma, Spotify e il suo hub di pillole audio rappresentano per le aziende italiane una valida e strategica alternativa, presente e futura, al social network YouTube.

    4) Telegram e open data per news istituzionali sul Covid-19

    Il canale di messaggistica istantanea Telegram rappresenta da molto tempo un valido strumento di marketing che può essere utilizzato a supporto delle attività aziendali con caratteristiche e finalità diverse. In questo momento di emergenza Coronavirus in cui le breaking news e gli aggiornamenti in tempo reale hanno un ruolo fondamentale, alcuni Comuni e Regioni hanno deciso di inaugurare nuovi canali pubblici, anche per contrastare il sempre più diffuso fenomeno delle fake news. Ne è un esempio la Regione Piemonte che attraverso il suo nuovo canale Telegram condivide con i cittadini notizie locali di rilievo e provenienti da fonti istituzionali certificate.

    Sempre a supporto delle esigenze informative di questo momento, anche le banche dati aggiornate e verificate rappresentano un prezioso strumento digitale. La Protezione Civile, ad esempio, mette a disposizione una mappa-open data sull’andamento nazionale dei contagi basata sui dati dati forniti giornalmente dal Ministero della Salute; gli utenti possono accedere a questa applicazione web sia da desktop che da mobile.

    Covid-19 e strategie digital: non solo dirette su Instagram e Facebook

    Queste case history sono la dimostrazione di quanto ampia e diversificata possa essere la scelta di contenuti, canali e piattaforme in funzione per una vincente strategia di marketing e di quali soluzioni originali possano essere adottate. Insomma, è ora che le aziende guardino oltre le dirette su Instagram e Facebook per sfidare, informare, coinvolgere e intrattenere la community costretta a casa, ma che considerino quindi anche l’implementazione o l’uso diversificato di altri mezzi di comunicazione online.

  • Social Media e Aziende, la principale sfida resta la carenza di risorse

    Social Media e Aziende, la principale sfida resta la carenza di risorse

    Una recente ricerca, condotta da The Manifest e Smart Insights, evidenzia come una delle principali sfide che le aziende devono affrontare per adottare i social media all’interno del proprio business è la carenza di risorse, sia finanziare che risorse umane (26%). Per il 24% dei casi, invece, la principale sfida è l’assenza di una strategia.

    Trattiamo spesso il tema social media in chiave business qui sul nostro blog, cercando di offrire spunti e idee alle aziende, ai professionisti, ai marketer al fine di dare una panoramica sempre più ampia soprattutto per quelle che sono le sfide da affrontare. Ed è proprio in termini di sfide che vogliano parlarne oggi, presentandovi questa interessante ricerca di The Manifest, agenzia globale con sede a Whashington, e Smart Insights che hanno interpellato 344 social media marketer provenienti da aziende, B2B e B2C, con almeno 10 dipendenti, da Regno Unito (30%), Stati Uniti (22%), Australia (5%), India (5%) e Germania (3%).

    Certo, penserete, c’è poca Europa e niente dall’Italia, ma quello che davvero interessa è sapere come le aziende di tutto il mondo affrontano la sfida di rendere i social media strumenti di business sempre più efficaci e quali siano le difficoltà o le sfide che esse affrontano per realizzare questo obiettivo. Un tema che riguarda anche le aziende del nostro paese.

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    Prima di partire con i  risultati, va detto che il 52% degli interpellati ha dichiarato che i social media hanno contribuito ad aumentare i ricavi e le vendite delle aziende in cui collaborano.

    Dalla ricerca emerge per il 26% dei marketers, quindi oltre un quarto degli interpellati, la prima vera grande sfida da affrontare è la carenza di risorse, in termini di risorse umane e finanziarie. Questa è una delle sfide principali che le aziende devono affrontare, un dato che vale anche per il nostro paese. E come si supera? Prima di tutto occorre che l’azienda intenda i social media come un vero strumento di marketing e ancora questo non succede ovunque. I social media sono strumenti per portare avanti azioni di marketing e, come tali, necessitano di persone e di risorse finanziarie adeguate. Un suggerimento, che viene anche dalla ricerca e da alcuni casi di studio, è quello di implementare strategie di Influencer Marketing. In assenza di risorse, il lavorare con influencer, mirati e affini con l’azienda, può essere una valida alternativa per superare la carenza di risorse e assicurarsi, grazie all’attività degli influencers che diffondono il messaggio dell’azienda, brand awarness e followers. Alternativa valida, certo, ma può non essere valida in alcuni contesti. Pensiamo al nostro paese, dove è difficile affrontare questi temi in un contesto di PMI. Ma non è detto che sia impossibile.

    social media sfide aziende

    Al secondo posto, delle principali sfide che i marketers devono affrontare per usare i social media all’interno dell’azienda in cui operano, troviamo l’assenza di una strategia al 24%, ossia quasi un quarto degli interpellati. Si tratta di un dato elevato e preoccupante. Significa che ci sono ancora aziende che non reputano i social media come strumenti per fare marketing, non li prendono ancora troppo sul serio. In questo contesto ci sarebbe piaciuto conoscere il dato italiano. E’ bene essere chiari, senza una strategia non si va da nessuna parte. Non ci può essere adozione dei social media come strumenti se non si ha ben di fronte che cosa si vuole ottenere. E cioè: quali siano gli obiettivi di business; quale sia il pubblico a cui si vuole mirare e quale sia il contesto dei competitors; quali siano i canali social media che meglio possono essere adeguati rispetto ad altri; quale sia il contenuto che si vuole diffondere; quali siano le risorse (torniamo alla prima sfida); quali siano gli strumenti per tracciare i risultati. Senza questi elementi non si va da nessuna parte, utili per capire la strategia da mettere in atto.

    Terza sfida principale riscontrata dai marketers è la costruzione di una community, anche questa sfida al 24%. Vero, è difficile costruire una community di followers al giorno d’oggi. Un problema che riscontrano molte aziende, per il semplice fatto che tutte, più o meno, agiscono allo stesso modo, senza far emergere cosa le distingue davvero dalle altre. In dato che oggi gli utenti notano e apprezzano di più, in un contesto di aziende molto affollato, è quel qualcosa in più, quel dato caratteristico che distingue ogni azienda, quell’elemento che porta l’utente a sceglierle. Non è facile, ma la strada per la costruzione di una community di followers passa anche da qui. E, soprattutto, non commettere l’errore di usare i social media come strumenti passivi, come può essere un manifesto, sperando che poi gli altri lo vedano. No, i social media sono strumenti attivi, bisogna andare a prendere le persone, bisogna guadagnarsi lo spazio, come scrivevamo qualche mese fa, e non comprarlo.

    Ecco, queste sono le tre sfide principali, quelle più sentite dai marketers interpellati dalla ricerca. A seguire troviamo il tracciare i risultati (17%), tema molto sentito anche nel nostro paese. Ebbene, i social media sono strumenti che ci permettono di raccogliere dei dati, questi devono poi essere analizzati, bisogna che ci siano strumenti che permettano di tracciare questi dati per avviare una strategia che abbia come obiettivo quello di investire sempre sulla relazione con i clienti, che è quello che maggiormente interessa.

    Questi sono i risultati più rilevanti che emergono da questa interessante ricerca che ci ha permesso, ancora una volta, di fronte alle sfide che sono emerse, di ritornare a rimarcare alcuni punti che riteniamo essere fondamentali, anzi, sono proprio “i fondamentali”, ossia le basi che servono per adottare al meglio i social media come strumenti di marketing.

    E coi che ne pensate?

     

  • Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Del fatto che le aziende hanno bisogno dei Social Media si è detto, e si continuerà a farlo come è giusto che sia, molto. Ma forse, in questo contesto, vale mettere in evidenza un principio troppe volte dato per scontato, ma mai chiarito del tutto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare.

    L’era dei Social Media che stiamo vivendo ha di fatto ribaltato il paradigma della comunicazione, da verticale a orizzontale, nel senso che oggi gli utenti possono partecipare ad una conversazione diretta, come mai prima. Se guardiamo il fenomeno dei Social Media in relazione alle aziende, è proprio questo quello che risalta prima di tutto. Le aziende hanno la possibilità di creare un coinvolgimento diretto con i propri utenti e, di conseguenza, gli utenti possono entrare in relazione diretta con i brand di riferimento. E’ sufficiente dare un’occhiata ad una recente analisi su come gli utenti usano i social media oggi per accorgervi che una delle principali attività è proprio quella di usare questi strumenti per entrare in contatto con in brand che piacciono si più. Un elemento nuovo questo, nella relazione tra utente e azienda/brand.

    Fin qui abbiamo parlato di concetti che sono, bene o male, noti a tutti. Non c’è nulla di nuovo in tutto questo. Vero?

    aziende social media guadagnare spazio

    Ma forse c’è qualcosa che spesso, e volentieri, la si dà come scontata, sbagliando. Nel considerare la costruzione di una presenza sui social media per un’azienda, impostando una strategia, pianificando tutti i passaggi che occorrono, è facile che ad un certo punto l’azienda stessa cominci ad usare un approccio non proprio in linea con quanto pianificato. Succede ancora troppo spesso. Allora, si lavora riesaminando la strategia, mettendo in evidenza tutte le esigenze, verificandole di nuovo, con l’obiettivo di renderla più chiara. Con l’obiettivo, come abbiamo più volte evidenziato, di puntare ad una strategia volta alla costruzione di una Relazione con gli utenti, l’aspetto che spesso manca. Manca perchè non viene percepito ancora come il vero obiettivo su cui puntare attraverso i Social Media.

    E allora, perchè parlare di cose forse sono già note a tutti. Per il semplice motivo che forse quel principio che spesso viene dato come scontato vale la pena di evidenziarlo, di metterlo come primo punto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare, non comprare. 

    Le aziende hanno da subito approcciato ai Social Media nella maniera sbagliata, pensando di usarli come avevano usato prima i giornali, la radio, la televisione. Strumenti dove compravano i propri spazi, di conseguenza la comunicazione attraverso questi media avveniva con dei filtri, gli strumenti stessi.

    Con i Social media tutto questo decade, non ci sono più i filtri che mettono “a riparo l’azienda” che a fanno sentire più al sicuro. No, non più. I Social Media non sono dei luoghi dove comprare lo spazio e attendere che accada qualcosa. Tutt’altro. Con questo non si vuole instaurare un clima di terrore, sia chiaro. Ma per le aziende l’idea di comunicare “senza un filtro”, spesso diventa elemento di distrazione.

    Il principio basilare è che stavolta le aziende lo spazio se lo devono guadagnare. E come? Condividendo contenuto, originale, che sia capace di trasmettere Valore agli utenti, al fine di costruire una Relazione.

    Condividere, Contenuto, Valore, Relazione – sono queste le parole chiavi.

    E voi che ne pensate?

  • Fare business con gli SMS. Webinar di MailUp con Marco Massarotto

    Fare business con gli SMS. Webinar di MailUp con Marco Massarotto

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    E’ possibile fare business con gli SMS? Secondo Nielsen l’invio di SMS resta ancora una delle attività più coinvolgenti che si effettuano su telefonini e smartphone, con un grosso potenziale. MailUp ha quindi organizzato per oggi, 28 Novembre dalle ore 16.30, un interessante webinar sul tema con l’aiuto prezioso di Marco Massarotto, founder e CEO di Hagakure

    Secondo le ultime rilevazioni Nielsen, inviare SMS resta ancora tra le attività più coinvolgenti che si effettuano su telefonini e smartphone: per questo il suo potenziale è da tenere in grande considerazione anche in ambito business. La comunicazione via SMS è diretta e chiara: inoltre gli SMS hanno dei tempi di lettura quasi immediati, alti tassi di apertura e la possibilità di personalizzare e automatizzare gli invii, in tutto il mondo e in tutte le lingue. Nel webinar di MailUp, in programma oggi, giovedì 28 novembre alle ore 16.30, gli esperti dell’azienda leader in Italia nell’Email Marketing, spiegheranno con dovizia di dettagli come ideare campagne di comunicazione efficaci attraverso l’SMS marketing.

    L’appuntamento vedrà anche il prezioso contributo di Marco Massarotto, Founder & CEO di Hagakure (una delle web agency più importanti d’Italia), nonché autore del libro “Mobile Marketing: riflessioni sul nuovo rapporto tra azienda e consumatore”. Insieme a Massarotto si comprenderà come applicare tutte le regole e le strategie dell’SMS marketing per creare campagne di successo finalizzate alla fidelizzazione dei clienti acquisiti, ma anche al raggiungimento di nuovi potenziali prospect. Il seminario online sarà anche l’occasione per presentare il decimo Ebook tematico di MailUp: “SMS: sai che puoi usarli per fare business? 5 idee per integrare email ed SMS senza dar fastidio”. La guida di MailUp spiegherà in 5 mosse: come sfruttare i vantaggi dell’SMS, le Golden Rules dell’SMS Marketing, come scrivere e inviare SMS, come ideare una campagna di SMS e come inviare il messaggio giusto, al momento giusto.

    Per scaricare l’Ebook di MailUp sugli SMS, visita il sito: http://bit.ly/MailUpEbook10.

    Come partecipare al webinar

    Le iscrizioni sono ancora aperte e si effettuano online all’indirizzo http://www.mailup.it/email-marketing-webinar.htm. Il giorno dell’evento, cioè oggi, verrà inviato via email un link per collegarsi al webinar. Il seminario è aperto ai primi 500 iscritti che si collegheranno oggi, giovedì 28 Novembre, e ricordiamo alle ore 16.30.

    MailUp

    MailUp è la piattaforma di email marketing più scelta in Italia per l’invio di Email, Newsletter e SMS. Nata nel 2004, MailUp permette alle aziende di creare, inviare e monitorare in pochi clic campagne di comunicazione di successo profilate sui propri destinatari. La società, con sede a Cremona e Milano, è presente sul mercato internazionale tramite la controllata MailUp Inc. di San Francisco.

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  • Email Marketing 2013, ecco statistiche e tendenze in Italia

    Email Marketing 2013, ecco statistiche e tendenze in Italia

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    Qualche giorno fa MailUp, azienda leader in Italia per l’Email Marketing, ha diffuso i dati relativi all’”Email Marketing Statistics 2013″, la ricerca annuale che fa il punto sullo stato dell’Email Marketing in Italia. Ebbene, sono 12 miliardi le email inviate in un anno a sottolinearne il buono stato di salute. Ma questi dati sono anche utili per delineare una strategia più proficua

    Se ci fosse ancora qualcuno che nutrisse dubbi sull’efficacia dell’email nel 2013, nell’era dei social media, allora è il caso di dare un’occhiata a questi dati che ogni anno MailUp, azienda leader in Italia per l’Email Marketing, pubblica per offrire uno spaccato sullo stato dell’Email Marketing in Italia. Sebbene, appunto, ci sia ancora qualcuno che ritiene l’email come quasi defunta, i dati raccolti nella ricerca, “Email Marketing Statistics 2013“, parlano di quasi 12 miliardi di email inviate in un anno, tra newsletter, DEM e transazionali, con queste pecentuali: 69% newsletter, 30,08% DEM e 0,2% transazionali. Insomma, una bella massa di email che ne delineano certamente un buono stato di salute.

    La ricerca offre molto spunti su cui riflettere e anche qualche utile consiglio per chi in questo momento vorrebbe ottimizzare  al meglio la propria strategia di Email Marketing, quindi se desiderate aumentare traffico sul vostro sito, far crescere il numero di iscritti nel proprio database, rafforzare la vostra brand awarness, favorire l’acquisto dei vostri prodotti/servizi e costruire una relazione con in vostri utenti/clienti, questi dati vi possono tornare davvero molto utili.

    Un dato da sottolineare subito è che in un anno aumenta la percentuale delle email recapitate, passando dall’88 al 94%, segno di una maggiore attenzione nella costruzione delle proprie liste. Altro dato che va messo in risalto, su cui abbiamo già scritto qui, è che ormai il 30% delle email viene consultato attraverso dispositivi mobili come smartphone o tablets ed è quindi necessario fare in modo che il template scelto per l’invio delle vostre email sia assolutamente responsive, se non volete perdere utenti.

    E’ interessante notare come sono rappresentati i tassi di apertura (OR) delle email e anche le percentuali di clic (CTR), il grafico in basso ci offre una panoramica per settori B2B e B2C e vediamo che il B2C è quello che più risponde positivamente sia in termini di aperture (39%) che in termini di click (5%) e in entrambi i casi, come potete notare, sono le transazionali a ricevere più attenzione, proprio perchè contengono all’interno di esse tutta una serie di informazioni personalizzate, dedicate al singolo utente.

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    Anche le newsletter fanno registrare numeri positivi, mentre le DEM (Direct Email Marketing) sono efficaci quando sono inviate a a segmenti di utenti ben profilati.

    Interessante è anche l’analisi fatta per settore merceologico, dove si nota che tra i 28 esaminati, quelli che fanno registrare coefficienti di OR più alti, nell’invio di newsletter, sono i settori delle Assicurazioni/Finanze/Banche, per il contenuto molto personalizzato e con un tasso OR del 63%; poi Commercio all’Ingrosso e Ristorazione.

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    Come saprete, ogni utente si comporta diversamente in termini di reattività nel momento in cui riceve una mail nella propria casella di posta e questo è un dato che per chi si occupa di Email Marketing, o per chi sta cercando di costruire la propria strategia, fondamentale. Da questo punto di vista, la ricerca di MailUp, “Email Marketing Statistics 2013“, ci offre qualche spunto interessante. A livello internazionale, le nazioni che risultano più reattive sono la Polonia, il Portogallo, il Niger, il Giappone e la Svezia, con percentuali del 50%. L’Italia è al 32%, l’Inghilterra al 29%, la Germania al 27% e la Francia al 26%. Gli Usa sono al 19%.

    Ma come si integra lo strumento dell’Email Marketing con i Social Media? La ricerca anche da questo punto di vista ci offre spunti interessanti. Da sottolineare che Email Marketing e Social Media non entrano in contrasto, anzi. Se integrati bene, possono essere davvero molto utili. E’ opportuno che il momento di sharing della vostra newsletter, ad esempio, possa avvenire anche attraverso Facebook, Twitter o LinkedIn, attraverso l’introduzione del link che riporti al form di iscrizione della newsletter stessa. Così facendo, avrete modo di intercettare e coinvolgere nuovi utenti. E la ricerca questo metodo ce lo descrive mettendo in evidenza che tra i vari canali, Facebook è quello che in termini di condivisioni è il più performante con condivisioni all’82%, po segue Twitter (9%) e LinkedIn (4%).

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    Rispetto alla ricerca precedente, da questo punto di vista aumenta la reattività sulle newsletter.

    Guardiamo anche la condivisione sui Social Media per settore. E qui notiamo che il settore B2C è quello che fa registrare percentuali più alte, 64%. Il 4% del B2B non deve ingannare in quanto è un dato in crescita e significa che qualcosa si muove.

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    Sempre in ottica di integrazione tra strategia di Email Marketing e quella sui Social Media è utile annotare ancora un altro dato. E cioè che se guardiamo alla newsletter, le aziende che riescono a integrare bene le due strategie ottengono in termini di coefficienti di apertura, risultati molto positivi: +96% di OR.

    Insomma, per tornare a quello che dicevamo in apertura, l’email gode davvero di ottima salute ed è capace, vista la sua flessibilità, di poter essere sempre utile e di sapersi integrare al meglio anche in presenza di strategie più complesse. La ricerca di MailUp ci evidenzia bene questi aspetti che abbiamo qui sintetizzato. Ma vi invitiamo comunque a scaricare la ricerca da questo link per consultarla al meglio.

    Allora che ne pensate di questi dati e se vi va raccontateci come vi rapportate oggi nei confronti dell’Email Marketing.

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  • Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media sono ormai parole chiavi obbligate per le aziende che vogliono iniziare ad usare canali di comunicazione digitale. Spesso proviamo a dare suggerimenti per fare in modo che una strategia di comunicazione possa essere d’aiuto, ma oggi vi proponiamo dei consigli preziosi che ci da LivePerson, azienda leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale

    Engagement, ossia essere coinvolgenti coi propri utenti/clienti, ha assunto ormai un valore di fondamentale importanza nell’intento di comunicare attraverso i Social Media. Sappiamo che tante aziende, oggi, scelgono di essere presenti sui social media, ma quante di queste seguono una strategia precisa? Quante si sono prefissate un preciso obiettivo da raggiungere? Quante si pongono il problema di come gestire al meglio i canali social e massimizzare il coinvolgimento degli utenti. Chi ci segue sa quanto teniamo a questo tipo di argomenti e spesso abbiamo provato a fornire dei suggerimenti, ma oggi facciamo nostri e ve li proponiamo i consigli di Mario Manzoli, Regional Sales Manager per l’Italia di LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale. Alcuni vi saranno già noti e forse vi sembreranno anche scontati, ma val la pena di ricordarli. In complesso sono essenziali e precisi, vediamoli insieme.

    1. Scegli un social media e gestiscilo al meglio

    Se ancora non hai adottato una strategia di social engagement, può non essere facile decidere da dove cominciare: Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, Google+, Pinterest, Blogging… la cosa migliore è identificare il social network che più di altri possa aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di business e il livello di engagement prefissato. Per far ciò sarà necessario fare qualche ricerca a monte, per comprendere che tipo di target utilizza ciascuna piattaforma e in che modo. In un secondo momento, sarà poi ovviamente possibile estendere la propria presenza ad altri canali, ma sceglierne uno e gestirlo al meglio è il modo migliore di cominciare.

    2. Crea un team dedicato

    Niente di peggio di un canale social che non interagisca con i suoi fan/follower o che ignori le loro domande. Non basta postare contenuti di tanto in tanto: i social vanno alimentati con regolarità e il dialogo con il pubblico è fondamentale. Allo stesso modo, se decidi di abbandonare un profilo precedentemente creato, ricordati di cancellarlo definitivamente: l’inattività non è mai percepita positivamente.

    3. Ascolta il web

    Monitorare quanto viene detto sul web è fondamentale: gli Alert di Google non bastano.  Cosa devi monitorare? Per prima cosa le parole chiave associate al tuo brand, ma non solo: segui anche ciò che viene detto sul tuo settore, sui tuoi concorrenti, sui vostri prodotti. Ascoltando la voce del web potrai comprendere meglio i tuoi utenti e garantire loro un’offerta più mirata.

    4. Stabilisci la social media policy interna

    E’ sempre bene esplicitare una serie di linee guida relative al comportamento che i dipendenti di un’azienda sono tenuti a seguire sui social. Ma attenzione: l’accento non va tanto posto sulle restrizioni, ma piuttosto su ciò che i dipendenti possono fare per contribuire a sviluppare una percezione positiva dell’azienda sul web.

    5. Mostra il volto umano del brand

    Per quanto possano amare il vostro brand, i clienti ricercano un contatto umano. Anche quando si comunica per conto di un’azienda, è bene far capire al pubblico chi c’è dietro l’account, specialmente nel caso di servizi di assistenza. Ad esempio, non è una cattiva idea quella di far firmare all’operatore un tweet o un post!

    6. Proteggi il brand

    Talvolta, le campagne social sfuggono di mano: basta ricordare alcuni #epicfail, come il caso Groupalia durante il terremoto in Emilia oppure l’hastag #McDstories. Qualunque sia la causa – personale poco competente o non adeguatamente formato oppure una scarsa pianificazione – è bene ricordarsi che il web è un amplificatore e che chi gestisce il profilo di un’azienda parla a nome del brand e non a nome proprio.

    7. Occhio al mobile

    Accertatevi che la vostra presenza sui social risponda anche ai bisogni degli utenti mobile, soprattutto se ancora non avete un’app o un sito ottimizzato. Ad esempio, poiché sempre più utenti utilizzano dispositivi mobili in-store, accertatevi che i vostri profili social siano anche in grado di supportare i consumatori in negozio.

    8. State al passo con i tempi

    I social media evolvono alla velocità della luce anche grazie alla costante aggiunta di nuove feature e plug-in. Probabilmente, tra 5 o 10 anni il mondo dei social media sarà completamente diverso, il che significa che non solo è necessario stare al passo con le ultime novità ma anche – e soprattutto – lanciare uno sguardo al futuro!

    Allora che ne pensate?

  • Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    Social Media, solo il 13% delle aziende li usa bene

    In un recente sondaggio condotto da Nasdaq OMX e l’agenzia Ragan negli Usa viene rilevato che solo il 13% delle aziende intervistate ritiene di usare bene i Social Media, il 64% ritiene di dover imparare ancora molto. Facebook è lo strumento più usato, seguito da Twitter e da YouTube

    social_media_effortsSondaggio interessante quello che Nasdaq OMX ha condotto insieme all’agenzia americana Ragan allo scopo di vedere come le aziende Usa usano i Social Media per comunicare. L’indagine è stata condotta sulla base di 2.714 interviste coinvolgendo aziende della PA, Non profit e società con oltre 50 mila dipendenti, quindi parliamo di grandi organizzazioni aziendali. Ebbene  il risultato forse più interessante è che solo il 13% di queste aziende ritiene di usare bene i Social Media all’interno della propria organizzazione. Ma l’altro dato interessante è che il 64%, nettamente la maggioranza, afferma si di usarli ma di avere ancora molto da imparare. Il restante 23% si definisce newbie.

    Il motivo per cui quest aziende hanno cominciato ad utilizzare i Social Media all’interno della propria organizzazione sono diversi. Il primo, nell’87% dei casi, per aumentare la brand awarness, il secondo, nel 62% dei casi, per incrementare il traffico web, e il terzo, nel 61% dei casi, per migliorare la propria Reputazione.

    Dall’indagine viene fuori una certa discrepanza proprio nel cercare di rendere omogenea la strategia, l’azione da intraprendere sui Social Media per cercare di raggiungere l’obiettivo che ci si prefigge. In molti casi si è trattato di situazioni in cui è prevalsa una insufficiente preparazione all’uso dello strumento. Spesso hanno risposto di non riuscire a stare dietro alla grossa mole di informazioni da monitorare, di non riuscire a sfruttare al meglio la piattaforma che si sta usando. Ma anche le grosse aziende hanno problemi, in molti casi lamentano di non trovare tempo a sufficienza da dedicare ai SM e che in alcuni casi mancano delle strutture adeguate, nonostante gli sforzi.

    social_media_platformsTra gli strumenti più utilizzati, Facebook è di gran lunga quello più usato nel 91% dei casi; seguito da Twitter, 88%, da YouTube, 73% e da LinkedIn, 69%. Poi Google+, 33%, e Pinterest, 32%. Molti hanno anche risposto di usare Vimeo e di usare WordPress per il proprio blog aziendale. Tra questi strumenti, alcuni hanno segnalato anche Social Network molto localizzati come i russi Odnoklassniki, Mail.ru  e VKontakte, oppure come i cinesi Sina Weibo, Renren, e Youku. Pensate che in alcuni casi si è verificato un divieto d’uso di alcuni social network all’interno di qualche azienda e tra questi c’è anche Pinterest. E sempre per quanto riguarda Pinterest, in alcuni casi viene indicato, insieme ad Instagram, lo strumento su cui l’azienda punterà nei prossimi anni.

    Molti lamentano che ormai gli strumenti sono troppi e per questo non si riesce a starci dietro. Come abbiamo sempre sostenuto, è bene usare gli strumenti che più sono in linea con la strategia da seguire, ma sostenere che ci sono tanti strumenti e conviene usare sempre gli stessi non è corretto. Si rischia di non raggiungere in effetti il pubblico desiderato. Per questo conviene comunque provare ad usarli e poi sulla base di questo privilegiare quelli dai quali si ottengono maggiori risposte in linea con gli obiettivi.

    Da questo quadro si desume che nonostante i buoni propositi e investimenti, c’è ancora molto da lavorare. E’ necessario avere una formazione adeguata, altrimenti tutti gli sforzi saranno vani ed è comunque necessario, quando possibile, aumentare gli investimenti in tal senso.

    E’chiaro che questo sondaggio fa riferimento agli Usa, ma siamo sicuri che ci sono molte similitudini con il mercato italiano. Sarebbe il caso di conoscere meglio le proporzioni. E per far questo cominciate col raccontarci la vostra esperienza di uso dei Social Media nella vostra azienda.

  • Webtrends Optimize, la soluzione di compagnie aeree e brand del travel

    Webtrends Optimize, la soluzione di compagnie aeree e brand del travel

    Le principali compagnie aeree e aziende travel, tra cui Lastminute.com, Alitalia, Hotels4U.com, registrano un significativo aumento delle conversioni online grazie a Webtrends Optimize

    webtrends-optimizeSono molte le compagnie aeree e le aziende del settore travel che hanno scelto Webtrends Optimize per migliorare le performance online. Negli ultimi anni, le prenotazioni di viaggi in generale hanno registrato una crescita piuttosto debole, mentre le prenotazioni online sono cresciute rapidamente fino a diventare il canale principale per l’acquisto di voli e viaggi. In UK, ad esempio, il 37% degli adulti dichiara di utilizzare l’online per tutte le ricerche relative alle vacanze e il 26% afferma di prenotare online. Secondo una stima di Forrester, la spesa online in viaggi di piacere e lavoro raggiungerà i 102 miliardi di dollari e aumenterà del 41% fino a raggiungere circa 143 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni.

    Emergere in un mercato così affollato non è cosa facile; pertanto, per massimizzare le opportunità di fatturato, è fondamentale coinvolgere visitatori e clienti mentre acquistano la prossima vacanza o viaggio di lavoro sul sito web, mobile o pagina Facebook. Tra le realtà che hanno implementato Optimize, la soluzione di Webtrends di targeting e testing A/B e multivariato, nella loro strategia di e-commerce, compaiono aziende del calibro di Lastminute.com, Alitalia, Hotels4U.com.

    Queste aziende, che hanno scelto la tecnologia e i servizi di Webtrends Optimize per aumentare sensibilmente le conversioni online, commentano così i risultati ottenuti:

    • Alitalia: “Grazie a Optimize, abbiamo registrato un aumento del 7,09% nelle prenotazioni online in soli tre mesi.”
    • Hotels4U: “Abbiamo raggiunto un aumento del 5,52% nelle prenotazioni grazie al testing multivariato.
    • Lastminute.com: “Abbiamo scelto di lavorare con Webtrends… per portare la nostra strategia di testing A/B e multivariato a un livello superiore.”

    Optimize semplifica test sofisticati e consente ai professionisti del marketing di testare in modo efficace i contenuti, segmentare i visitatori e targetizzarli con contenuti più rilevanti, aumentando le conversioni online in modo significativo.

    Anche il mobile registra un aumento sensibile nelle percentuali. Il 39% degli intervistati in UK ha dichiarato di avere una app travel installata sul proprio dispositivo mobile e il 14% ha affermato di aver utilizzato in viaggio il dispositivo mobile per cercare hotel, ristoranti e luoghi di intrattenimento. Il mobile è ancora un canale relativamente nuovo, pertanto devono ancora essere identificate le best practice; tuttavia, quale esperto di canali digitali, Webtrends collabora con alcuni brand per identificare la migliore strategia di testing e targeting per il mobile.

    Germano-Marano---Webtrends“Il settore viaggi e quello delle compagnie aeree fanno sempre più affidamento alle vendite online”, commenta Germano Marano, Territory Manager Southern EMEA di Webtrends. “Per questo motivo, i loro canali e-commerce devono essere in grado di offrire ai clienti la miglior esperienza possibile al fine di massimizzare le conversioni e le opportunità di fatturato. Tuttavia, per far questo, le aziende devono capire cosa effettivamente spinge i clienti a comprare. Ed è proprio qui che il testing multivariato e A/B, il targeting e l’ottimizzazione dimostrano di essere indispensabili. Webtrends Optimize permette ai brand di condurre test in ambienti live e, quindi, di utilizzare solo i test che hanno più successo per ottenere la versione più ottimizzata del loro sito”.

     

    Per maggiori informazioni su Webtrends Optimize, cliccate qui

  • Social Media, ecco le 36 Regole [Infografica]

    Social Media, ecco le 36 Regole [Infografica]

    Spesso abbiamo affrontato l’argomento dal punto di vista di quali regole possano essere utili per gestire la propria immagine sui Social Media e sappiamo che ne esistono di alcune basilari. Ma Fast Company sta invitando i propri lettori ad indicare quali siano quelle fondamentali ed ecco quelle raccolte finora in questa infografica, ben 36

    Quante volte ci si chiede quali siano i passaggi da seguire per approcciare e soprattutto gestire la propria immagine attraverso una strategia di comunicazione sui Social Media. Un pò di tempo fa avevamo provato a tracciare un percorso da ritenersi fondamentale, i primi passi da fare per muoversi all’interno dei Social Media. Un argomento che comunque abbiamo sempre seguito con interesse, soffermandoci spesso su singoli approcci che messi insieme possono essere raccolti all’interno del capitolo “Le Regole dei Social Media“. Proprio alcuni di queste si trovano raccolte in questa infografica che vi presentiamo oggi, pubblicata sul numero della versione cartacea di settembre della celebre rivista, che colleziona 36 Regole per muoversi nei Social Media, un’iniziativa di Fast Company che sta chiedendo da qualche mese ai propri lettori di indicare quali siano le regole da seguire.

    Ed ecco, senza volerle ripercorrere tutte, quelle che noi indichiamo come basilari:

    Essere persuasivi

    Assolutamente sì, é uno sforzo che va fatto . Bisogna essere persuasivi, quindi convincenti altrinti il rischio è di risultare poco credibili;

    Conversare con tutti ascoltarli

    Questa è una di quelle regole che trovano spesso difficile applicazione. Se c’è una regola per approcciare ai Social Media allora la principale è quella di parlare a tutti, allo stesso modo, e di ascoltare tutti, allo stesso modo. Impostare una conversazione, o comunque un atteggiamento strutturandolo con chi sta in alto e chi sta in basso ecco che ci si sta muovendo su una strada fallimentare;

    Essere Social sempre

    Altra regola che trova difficoltà ad essere applicata. Quando dicevamo che una strategia sui Social Media necessità di essere seguita sempre, 24 ore su 24, intendevamo dire proprio che l’essere sui Social Media non deve essere considerato una parentesi, ma un modo di pensare e di conversare che deve coinvolgere tutto e deve essere sempre valido. A volte una distrazione può provocare anche grossi problemi;

    Considerare anche gli aspetti negativi

    Assolutamente vero. Pensare di stare sui Social Media e di considerare solo ciò che piace è oltre che sbagliato anche dannoso. Parlare a tutti e con tutti, dicevamo prima, il che significa accogliere complimenti e considerazioni positive, ma anche critiche negative che se approcciate nella maniera corretta, cioè ascoltandole, sono una grossa opportunità di crescita;

    Aggiornare spesso la pagina, quindi i contenuti

    Una pagina non aggiornata, significa scarsa cura non solo dei contenuti ma anche della propria immagine, quindi anche dell’attenzione che voi riponete ai vostri interlocutori. Aggiornare spesso con contenuti coinvolgenti è il miglio modo per coltivare e far crescere le conversazioni;

    Unire il traditional con il Social

    Anche qui spesso nascono difficoltà. Considerare i Social Media come aspetto a sè stante è un errore di valutazione da non fare. L’ideale è coniugare la comunicazione definiamola “tradizionale” con un accezione social in modo da dare un senso di evoluzione al nostro modo di comunicare, rivolto più alla conversazione e al confronto coi nostri interlocutori, altrimenti più difficile da realizzare in maniera diretta con i canali come stampa, radio e tv;

    Approcciare al Mobile

    Se il desktop è da considerarsi terra conquistata ecco che il Mobile oggi è il terreno in cui si combatte una nuova battaglia. Avere un approccio al Mobile oggi diventa necessario. Come si sa, sono tantissimi che oggi conversano sui Social Media attraverso il proprio smartphone. Ma doveroso tener presente che l’Italia è in Europa il paese col maggior numero di smartphone e il paese che più di tutti usa i Social Media via Mobile. Mettere insieme questi due aspetti è quindi necessario;

    Your fans own your Brand

    Mai frase fu più appropriata! Sono i fans i veri proprietari del tuo Brand, sono loro che per buona parte decidono le sorti e soprattutto, se non ci da un preciso impegno a gestire la comunicazione, allora lo faranno loro. E non sempre è un bene.

    Queste le considerazioni su alcune delle regole raccolte in questa infografica e ci piacerebbe sapere se anche voi le ritenete tali, e perchè, invitandovi a dirci, tra quelle raccolte, quali secondo voi non si dovrebbero mai trascurare. Dai, fateci sapere.

    36-regole-sui-Social-Media

     

  • Red Bull miglior Brand nei Social Video

    Red Bull miglior Brand nei Social Video

    Goviral ha stilato la classifica dei 100 migliori brand nella categoria dei Social Video e al primo posto si piazza Red Bull, grazie anche alla recente impresa di Baumgartner, il cui video ha quasi 30 milioni di visualizzazioni su YouTube. Google è seconda e terza è la Disney. La Apple è fuori dalla Top Ten

    Dopo il grande exploit ottenuto col video del lancio libero di Felix Baumgartner da un’altezza di 39 mila metri riuscendo a superare il muro del suono che ha raccolto fino ad oggi quasi 30 milioni di visualizzazioni su YouTube, ecco che Red Bull viene indicata al primo posto della classifica di goviral come miglior brand del campo dei Social Video. Il marchio della famosa bevanda energizzante è riuscita a battere brand come Google, che si piazza al secondo posto, e Disney, al terzo. Più indietro brand come Samsung, mentre Apple si piazza all’11° posto, quindi fuori dai primi 10, e Microsoft al 37° posto.

    Red Bull - sve100_infographic_facts_IT

    Il rapporto tiene in considerazione come i contenuti video vengono utilizzati dai brands globali all’interno della loro strategia di marketing, prendendo come parametri di misurazione le visite totali e l’effettivo engagement sui contenuti caricati su YouTube, Vimeo e Facebook. Ma prima ancora di considerare la valenza social del contenuto, è stata anche considerata la qualità, l’innovazione e la rilevanza del contenuto stesso.

    Ogni brand considerato nella classifica ha collezionato più di 50 milioni di visualizzazioni e Red Bull, Prada e Google hanno raccolto oltre 1 milione di likes e commenti. Ecco qualche risultato interessante dal rapporto di goviral:

     – I brands legati al mondo della moda, fashion, sono tutti nelle prime 20 posizioni della classifica con elevati livelli di engagement, Prada (7 °), Burberry (16 °) e Louis Vuitton (18°);

     – E’ battaglia tra i brand del settore auto con BMW che si trova al 12° posto dabanti a Volkswagen (13°), poi Mercedes Benz (15°), Toyota (20°) e Porsche (22°);

    Le marche di bevande alcoliche sono tutte in fondo alla classifica, quindi  Smirnoff (90°), Corona (93°) e Jack Daniels (99°);

    – I brand del settore finanziario si confermano ben posizionati, Visa è al 24° con una campagna video massiccia in seguito alla sponsorizzazione dei recenti Giochi Olimpici di Londra 2012.

    Tra i canali di diffusione più utilizzati ovviamente YouTube è il preferito, mentre solo il 15% utilizza Vimeo.

    “I risultati del Goviral Social Video Equity Report dimostrano che quando si tratta di contenuti che riguardano le grandi marche, la fortuna aiuta gli audaci”, dice Mads Holmen, direttore della pianificazione di GoViral. “Marchi come la Red Bull, Old Spice e Nike sono abituati a rischiare e a rompere gli schemi all’interno di una struttura di conversazione omologata. Una strategia efficace sui social video è capace di elevare il brand fuori dal prodotto, offrendo all’utente un’esperienza in cui si sente parte di esso”.

    Social-Video---infografica

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