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  • Twitter ripristina il vecchio retweet dopo il calo delle interazioni

    Twitter ripristina il vecchio retweet dopo il calo delle interazioni

    Twitter rispristina il vecchio modo di fare retweet, senza citazione quindi, messo in pausa in vista delle elezioni presidenziali negli Usa. E la decisione deriva dal fatto che i retweet negli ultimi due mesi sono calati del 20 percento.

    A differenza di quanto avessimo prospettato, due mesi fa, Twitter ritorna sui suoi passi e ripristina il vecchio modo di fare retweet, quindi abbandonando la citazione. La modifica era stata decisa dalla società di Jack Dorsey per dare un freno alla disinformazione in occasione delle elezioni presidenziali Usa e, quindi, frenare la condivisione “automatica” di contenuti, imponendo un momento di lettura e riflessione. Qualora l’utente avesse voluto retwittare, avrebbe dovuto soffermarsi un attimo e, se lo desiderava, procedere al retweet con citazione.

    A noi sembrava una soluzione ideale per fermare la disinformazione, ma avevamo sottolineato che questa modalità avrebbe messo a repentaglio l’interazione. E così è stato.

    twitter ripristina vecchio retweet franzrusso.it 2020

    Infatti Twitter, nel dare notizia del ripristino del vecchio modo di fare retweet, precisa che in queste ultime settimane le citazione sono aumentate, solo che il 45 percento aveva solo una parola e il 70 percento aveva meno di 25 caratteri.

    Inoltre, ed è questa la notizia più importante, i retweet sono calati del 20 percento. Ecco il motivo, quindi, per cui Twitter si è vista costretta a ritornare sui propri passi e a ripristinare la vecchia modalità.

    Twitter fa sapere di lavorare a nuove modalità per cercare di rendere la condivisone sempre più significativa e utile, ma resta il fatto che quella poteva essere una buona strada.

    Il vero problema è che Twitter al momento non è in grado di assumere decisioni poco popolari, non ne ha la forza. Deve quindi trovare un equilibrio nel tentativo di assecondare gli utenti, che non vedevano di buon occhio il retweet con citazione (e lo hanno dimostrato), frenare la disinformazione sulla piattaforma e tenere buoni gli investitori che vogliono vedere la piattaforma crescere ogni giorno.

    Twitter cambia temporaneamente il modo di fare ritweet in vista delle elezioni USA

    Insomma, la ricerca di questo equilibrio, ancora molto lontano, fa presagire che ci vorranno ancora molti mesi, se non anni. Intanto, però, le occasioni sprecate aumentano, come quella di abbandonare Periscope, l’applicazione di broadcasting lanciata nel 2015, quando ancora Facebook Live non esisteva.

  • Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Dopo averli testati in Italia a maggio, Twitter lancia Fleets a livello globale. E intanto sperimenta una funzionalità per la conversazione in audio, come accade su Clubhouse. Ma siamo sicuri che sia quello che serve a Twitter?

    Twitter lancia Fleets, il suo formato effimero, a livello globale, un formato che noi in Italia abbiamo conosciuto per primi a fine maggio, dopo i test fatti in Brasile. In realtà, il lancio in Italia, insieme a quello in Corea del Sud e in India, è servito per affinare meglio lo strumento che permette di creare dei contenuti che scompaiono nell’arco delle 24 ore successive. Prima del lancio ufficiale, qualche giorno fa c’era stato il rilascio della funzionalità in Giappone.

    Creare un contenuto effimero usando Fleets è molto semplice, per semplificare il tutto diciamo che è simile alle Stories di Instagram. A differenza però di quello che era il layout di maggio, il formato che vediamo oggi risulta essere molto più ricco. Infatti adesso è possibile usare il grassetto per i testi, cambiare colore al testo e allo sfondo, spostare l’immagine che si vuole usare (prima era fissa al centro). Insomma, viene introdotta una serie di tool che sicuramente aiutano a creare dei contenuti sì effimeri, ma comunque interessanti.

    twitter feets global franzrusso.it

    Adesso si possono condividere i tweet all’interno di Fleets, basta semplicemente cliccare su “Condividi” che si trova in basso a destra e scegliere “Condividi su Fleets“. Al momento però questa possibilità on sembra essere ancora attiva in Italia (ma attendiamo aggiornamenti), ma siamo sicuri che sarà molto apprezzata.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328684389388185600

    Come già sapete, specie se le state usando (?), la risposta ad un contenuto effimero avviene sempre via DM, allo stesso modo di quello che succede anche per le Instagram Stories (ancora per poco però, come abbiamo visto qui).

    Come già detto in altre occasioni, Fleets sicuramente sembra essere una modalità tardiva per una piattaforma come Twitter, sembra quasi che questi step sottolinei una sorta di lentezza ad abbracciare le innovazioni da parte della piattaforma. Una considerazione non del tutto sbagliata, anche se molto dipende dall’ingresso nella società del Fondo Elliott, sì quello che possiede il Milan (anche questo avevamo scritto) che tra fine febbraio e inizio marzo di quest’anno voleva mandare via Jack Dorsey, in minoranza di fatto all’interno del consiglio di amministrazione della società, salvo poi trovare un accordo in extremis nel giro di qualche giorno.

    In arrivo le chat audio su Twitter

    In realtà, Elliott chiedeva di innovare la piattaforma, un po’ quello che per anni hanno chiesto gli stessi utenti Twitter. Innovazione che da subito ha portato verso un’accelerazione verso Fleets e ora, almeno da quello che è stato annunciato proprio da Twitter, verso una sorta di social network completamente in audio. Per intenderci, si tratta di una sorta di Clubhouse. Si parla quindi di stanze, di chatroom, solo in audio, per conversazione singole o in gruppo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328838299419627525

    Questa potrebbe essere una vera innovazione, solo che la domanda sorge spontanea. Siamo sicuri che è questo quello che serve a Twitter? E poi, altra domanda, siamo sicuri che Twitter sia in grado di gestire una cosa del genere? Perdonate la banalità, ma come osservato anche da altri, soprattutto negli Usa, Twitter, soprattutto negli ultimi due anni, ha faticato a gestire il fenomeno hate speech, contenuti di violenza, disinformazione. Cosa potrebbe succedere con le chat audio?

    La risposta sarebbe, appunto, quello che già è successo con Clubhouse, ancora in versione beta nonostante sia valutata già 100 milioni di dollari, con conversazioni trapelate all’esterno che hanno riguardato un reporter del New York Times e e altre conversazione sfociate poi nell’antisemitismo. Tenete in considerazione che Clubhouse è solo su invito.

    twitter audio chat
    Ecco come potrebbero essere le chat audio su Twitter

    Quindi, davvero Twitter sarebbe in grado di gestire delle conversazioni audio? E, soprattutto, perché puntare sull’audio?

    Semplice risposta anche qui, perché lo vuole il Fondo Elliott che punta a presentare Twitter come una piattaforma che sa innovare e renderla appetibile agli investitori.

    Mudge nuovo responsabile della sicurezza di Twitter

    Sulla capacità di gestione della sicurezza della piattaforma in generale, va detto che Twitter nelle ultime ore ha fatto un annuncio importante, ossia la nomina come nuovo responsabile della sicurezza Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”. Riferirà direttamente al CEO, Jack Dorsey.

    A tutto questo, aggiungiamo un’altra considerazione e cioè che Twitter comunque non ha il fiuto per le innovazioni. Solo in un caso, arrivò prima con Periscope, il fenomeno del self video broadcasting, ma perse tempo facendosi superare in curva da Facebook Live.

    Adesso prova ad agganciare il fenomeno audio, da come presentato, non sarà di grande aiuto.

  • La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana che sta per terminare è stata sui social media caratterizzata, ovviamente, dalle elezioni Usa. Non ci sono grandi novità quindi, a parte quella di WhatsApp, il contatore dei follower per i creator su Snapchat, la “soffiata” che riguarda Instagram e il nuovo layout di LinkedIn.

    Settimana caratterizzata dalle elezioni Usa (di cui ancora, a distanza di quattro giorni non si conosce il nome del 46° presidente degli Stati Uniti d’America) quella che sta per terminare sui Social Media. Ovviamente in questo frangente le piattaforme sono state al centro del dibattito e hanno svolto, come sempre del resto, il ruolo informativo che gli compete.

    social media settimana

    E per questo ruolo, anche per evitare gli errori fatti nel 2016, Facebook e Twitter in particolare hanno messo in campo una serie di strumenti per evitare la diffusione di disinformazione e di notizie false, per evitare, quindi, che le piattaforme si trovassero ancora una volta a fungere da megafono per tutti coloro che avessero interessa ad usarle in questo senso.

    Facebook pubblicherà il nome del presidente con una notifica

    La notizia si in questi giorni e ha a he fare proprio con il ritardo che sta caratterizzando le operazioni di conteggio dei voti, soprattutto in quelli che sono definiti gli stati chiave, dove appunto il divario dei candidati è molto ridotto. Facebook pubblicherà il nome del presidente eletto nella parte alta dell’app, con una notifica. Lo stesso avverrà su Instagram. La pubblicazione del nome del nuovo presidente Usa si baserà su delle fonti specifiche, come ABC News, CBS News, Fox News, NBC News, CNN, The Associated Press e Reuters.

    Twitter alle prese con i deliri di Steve Bannon e di Donald Trump

    Anche per Twitter questa non è stata una settimana semplice. Più volte la piattaforma è dovuta intervenire nell’apporre l’etichetta grigia ai vari tweet di Donald Trump, etichetta che viene apposta nel momento in cui il contenuto viene ritenuto controverso e fuorviante. In questo modo, il tweet non può essere condiviso come qualsiasi altro tweet, ma può solo essere retwittato con citazione obbligatoria. Ossia, chi volesse condividerlo in questo unico modo, si prende la responsabilità di diffondere disinformazione. E non compare il numero delle volte in cui il tweet viene condiviso.

    La piattaforma è intervenuta anche per evidenziare le varie disinformazioni che dall’account di Donald Trump sono state twittae mentre il presidente ribadiva, in sostanza, di non voler concedere la vittoria a Biden e di continuare a parlare di brogli e truffa senza averne le prove. Ed intervenuta anche per disattivare l’account di Steve Bannon che aveva incitato alla violenza, scrivendo di voler “tagliare la testa” al dottor Fauci, consulente per il Covid-19 della amministrazione Trump. Lo stesso ha fatto YouTube chiudendo il suo account.

    I messaggi effimeri arrivano su WhatsApp

    Nel corso di questo mrse sara possibile attivare i messaggi effimeri su WhatsApp. Si tratta di messaggi che, se attivati, scompariranno nel giro di 7 giorni:

    WhatsApp, ecco i messaggi effimeri che scompaiono entro 7 giorni

    Il contatore dei follower per i creator di Snapchat

    Snapchat per la prima volta offre ai suoi creator a possibilità di pubblicare un dato numerico, ed è quello che riguarda il numero dei follower. Il dato può essere attivato, o disattivato, direttamente dallo stesso creator dalle impostazioni dell’app.

    I profili creator sono stati lanciati dall’app nel mese di settembre di quest’anno, un modo per permettere gli utenti di poter gestire la propria area al fine di lavorare con le aziende. Di conseguenza, il dato del numero dei follower è diventato fondamentale, utile per i creator per dimostrare il loro “peso” alle aziende.

    Il nuovo layout di LinkedIn arriva in Italia

    Annunciato a settembre di quest’anno, dopo qualche settimana il nuovo layout di LinkedIn è visibile anche per gli utenti italiani. Un layout che si apprezza forse più da nobile he da desktop, con un blu che strizza l’occhi ad altre piattaforme. Però, c’è da dire che l’esperienza utente è migliorata, specie, per quello che abbiamo notato, per la sezione ricerca. Adesso più ordinata e intuitiva, divisa per sezioni.

    LinkedIn oggi conta 700 milioni di utenti, quella italiana è una delle prima dieci community al mondo, dove ogni minuto 3 persone trovano una opportunità professionale. E poi, sono già 2,5 milioni gli utenti che hanno adottato all’interno del loro profilo “Open to Work”, un modo per evidenziare di essere alla ricerca di lavoro, una modalità che ha permesso agli utenti di ricevere il 40% di messaggi da reclutatori e il 20% in più di messaggi dalla community.

    Instagram prova dare vita alle interazioni nelle Stories senza messaggi

    Diciamolo subito, non ci sono conferme ufficiali rispetto a questa che, più che novità, va considerata come una “soffiata”. E quindi non vi è certezza che possa vedere la luce un giorno sull’app.

    Ci riferiamo alla possibilità di poter interagire con le Stories su Instagram, ma senza per forza passare dai DM, come avviene adesso. In pratica, Instagram potrebbe lasciare la possibilità agli utenti di interagire con le Stories cliccando sull’icona delle faccine che potrebbe comparire prima di quella dei DM. In questo modo, l’interazione non andrebbe ad incanalarsi in una conversazione privata, ma sarebbe pubblica. E in che modo questo influirà sulla visibilità del contenuto? L’algoritmo considererà quindi il maggior numero di faccine ottenute per evidenziare una Storia? Ovviamente sono solo alcune domande che sorgono spontanee. E voi che ne pensate?

    Ecco, questo era il nostro piccolo resoconto della settimana sui social media per come l’abbiamo vista noi. Se avete altre segnalazioni, noi siamo qui oppure segnalatele attraverso i nostri canali social media.

  • Twitter, bene i ricavi ma gli utenti non aumentano

    Twitter, bene i ricavi ma gli utenti non aumentano

    Twitter ha presentato i dati del terzo trimestre di quest’anno. Se i ricavi, rispetto allo scorso anno, sono aumentati del 14%, lo stesso non si può dire degli utenti attivi giornalieri, cresciuti solo del 29%. Appena 1 milione nell’ultimo trimestre.

    Come abbiamo sempre raccontato qui sul nostro blog, il problema numero uno che attanaglia Twitter, da anni ormai, è la crescita piatta della base utenti. Abbiamo sempre ritenuto che questo problema derivasse da una scarsa innovazione sulla piattaforma. Ma, a vedere quanto fatto nell’ultimo anno, non si può negare che molto è stato fatto.

    Solo che, a fronte di tante iniziative intraprese sulla piattaforma, Twitter continua a soffrire di questo problema.

    twitter q3 utenti giornalieri

    La società guidata da Jack Dorsey ha presentato gli ultimi dati finanziari che si riferiscono all’ultimo trimestre, il terzo del 2020 (Q3 2020). Si tratta di dati contrastanti, come contrastanti lo erano stati nel secondo trimestre, il Q2 2020. Con la differenza che. Infatti, se a giungo 2020 si era registrata una crescita del numero degli utenti giornalieri e un calo dei ricavi, nell’ultimo trimestre si è registrato il contrario, e cioè una crescita dei ricavi e una crescita piatta del numero degli utenti giornalieri.

    Questo terzo trimestre non è stato facile per nessuna società tech che hanno dovuto affrontare ancora gli effetti del Covid-19, la restrizione della pubblicità in vista delle elezioni presidenziali Usa, come ha fatto Twitter e tutta una serie di complicazioni legate alla rimodulazione degli eventi.

    Tutto questo alla fine ha fatto bene a Twitter che, appunto, ha visto crescere i ricavi del 14% su base annua, arrivando a 936 milioni di dollari, gli analisti si aspettavano un dato vicino ai 778 milioni di dollari. Sono cresciuti anche i ricavi pubblicitari del 15%, sempre rispetto all’anno scorso, arrivando a 808 milioni di dollari.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1321907213829505024

    Se invece guardiamo il dato relativo alla base utenti, allora in discorso cambia, ed è l’elemento che ha provocato -15,6% sul titolo nell’after hours a Wall Street, dopo che il titolo aveva chiuso le contrattazioni ordinarie a +8%.

    La base degli utenti attivi giornalieri “monetizzabili” (ricordiamo che Twitter ormai dal Q4 2018 rende noto solo ed esclusivamente questo dato rispetto alla propria base utenti) è cresciuta, rispetto allo scorso anno (quando erano 145 milioni), “solo” del 29%, fermandosi a 187 milioni di utenti giornalieri. Un dato che è al di sotto delle attese degli analisti che si aspettavano 195 milioni di utenti, quindi +35%. Pensate che, rispetto all’ultimo trimestre, il dato riporta una crescita di 1 milione di utenti: 1 milione di utenti in tre mesi. Davvero poca roba rispetto alle tante iniziative messe in campo.

    Quella crescita sostenuta e costante, che sembrava alla portata della piattaforma, non si è verificata, nonostante tutto quanto fatto per informare sul Covid-19, per aggiornare e tenere “pulito” il dibattito sulle elezioni presidenziali Usa di martedì 3 novembre 2020.

    Non ci sono segnali di crescita particolari negli Usa, con 36 milioni di utenti giornalieri il mercato più grande (30 milioni nello stesso periodo dello scorso anno), lo stesso numero del trimestre precedente, e non ci sono segnali particolari neanche a livello internazionale con 152 milioni di utenti giornalieri (115 milioni lo scorso anno) ed erano 150 milioni lo scorso trimestre.

    twtr twitter q3 2020

    Il riflesso di tutto questo è che il titolo in questo momento perde quasi il 20% a Wall Street, un tonfo che rischia di mangiarsi le buone performance degli ultimi tempi. Infatti quest’anno le azioni TWTR erano cresciute del 60%. Peccato.

    Ma di buono c’è che i ricavi sono in crescita, anche se il tessuto della società resta ancora molto fragile. Le prospettive e le previsioni per la prossima trimestrale, l’ultima del 2020, sono comunque positive, vedremo se sarà così.

  • Twitter limiterà la visibilità dei tweet copia-incolla

    Twitter limiterà la visibilità dei tweet copia-incolla

    Twitter punta a limitare la visibilità dei tweet “copia-incolla”. Per lo più si tratta di quei contenuti copiati e twittati per diffondere propaganda e disinformazione.

    Chissà quante volte vi sarà capitato di imbattervi in un flusso di tweet tutti uguali, copiati e incollati senza citare la fonte. Tutti identici, spesso condivisi in una sequenza temporale molto ravvicinata, al punto da far sorgere più di un sospetto.

    Ebbene, qualche giorno fa Twitter, dall’account @TwitterComms, ha fatto sapere di aver notato ormai questo fenomeno, molto diffuso, e di provvedere a “limitarne la visibilità”, rinviando alla lettura di una sezione dell’Help Center, quella dedicata alla “Safety and Security”. All’interno di questa sezione si legge che Twitter, pur rispettando la libertà di espressione di tutti gli utenti, interviene però in casi specifici, provvedendo a limitare la visibilità di quei contenuti ritenuti abusivi e spammosi. Come appunto quello di fare copia incolla dei tweet. Nel gergo questi contenuti vengono definiti “copypasta“, da “copy and paste“.

    tweet copia incolla visibilità

    Non si tratta di censura, ma quanto di limitare un fenomeno che spesso si rifà a scopi ascrivibili allo spamming e alla disinformazione.

    In alcuni casi, questa del “copia-incolla” è proprio una tecnica usata per fare andare in trending topic hashtag che hanno il chiaro obiettivo di disinformare.

    Secondo i media Usa, quello che ha reso necessario l’intervento di Twitter, di fronte all’ennesima manifestazione di questo fenomeno, è stato l’attacco subito dall’emittente sportiva ESPN, il cui account è stato oggetto di un flusso di tweet, praticamente identici, con su scritto: “I’m done with NBA. It’s turned into an extension of the far left. Won’t watch. Don’t care. Used to enjoy games. Enough is enough“. Se provate a riportare la frase all’interno del motore di ricerca di Twitter vi renderete conto di quanto siano stati i tweet, tutti uguali. L’episodio è avvenuto subito dopo che i Milwaukee Bucks si erano rifiutati di scendere in campo, in gara 5, dopo i fatti di Kenosha con il drammatico ferimento alla schiena di Jacob Blake.

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1298810494648688641

    In Italia, per fare un esempio, che generò più di un sospetto, si può citare il tweet di Luigi Di Maio, nel 2018, quando approvò l’azione dell’ambasciatore italiano in Francia dopo che a Bardonecchia la gendarmerie superò il confine italiano per svolgere azioni di controllo. In quel caso, il tweet di Di Maio, “Bene ha fatto la Farnesina a convocare l’ambasciatore francese. Quanto accaduto a #Bardonecchia deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto” venne poi copiato e incollato prima dagli stessi esponenti del M5S e poi da tantissimi utenti, molti dei quali in modo ironico. Infatti da lì nacquero numerosissimi “meme”. In quel caso forse Twitter sarebbe intervenuta. Ma come?

    Ecco, questo è quello che Twitter non ha provveduto a chiarire. Infatti, non è stato spiegato il modo in cui verrà limitata la visibilità dei tweet “copia-incolla”. È molto probabile che Twitter agirà riducendo le potenziali views dei tweet una volta che l’algoritmo ha rinvenuto il fenomeno. Come è anche possibile che possa inserire una etichetta, come già avviene nel caso in cui qualcuno condivida tweet con contenuti fake, vedi i casi che hanno coinvolto ad esempio Donald Trump. Al momento non è chiaro, però da oggi è sempre meglio fare molta attenzione.

    Qualche tempo fa, in una intervista a Wired, Jack Dorsey disse che Twitter stava lavorando ad un modo per tracciare quante volte un tweet viene copiato. Ecco questo potrebbe essere un modo evidente per individuare meglio i “copypasta”.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter aggiunge tweet di contesto ai trending topics

    Twitter aggiunge tweet di contesto ai trending topics

    Twitter introduce i tweet di contesto per spiegare meglio i trending topic, gli argomenti del momento più discussi sulla piattaforma. Un modo per evitare che argomenti legati alla disinformazione possano ottenere visibilità. Anche se in Italia dovremo attendere.

    Twitter decide di aggiungere dei tweet di contesto all’interno dei trending topic, gli argomenti più discussi del momento. Questo per aiutare gli utenti a comprendere meglio del perché di discute di quel tema (o personaggio). Come sappiamo, spesso un trending topic è individuato da un nome, da una frase, da un luogo e spesso ci si chiede come mai gli utenti stiano scrivendo così tanto su quello specifico hashtag o su quella specifica parola. Ecco, Twitter risponde con il tweet di contesto a tutti quegli utenti che solo lo scorso anno hanno twittato questa domanda, “perché è in trending?” ben più di 500 mila volte.

    L’idea di aggiungere dei tweet per spiegare il perché la community di Twitter stia discutendo di quel preciso argomento, sarà quindi molto apprezzata, anche perché, nonostante gli sforzi fatti in passato, spesso non è così intuitiva. Va bene dare una visione d’insieme, come è lo stato attuale, di ciò che viene discusso sulla piattaforma, mostrando appunto la classifica dei trending, ma aggiungere un contenuto che spieghi il contesto è una buona idea.

    tweet contesto twitter franzrusso.it 2020

    Diciamo subito che la funzionalità non sarà subito disponibile nel nostro paese, Twitter ha previsto che nelle prossime settimane sarà disponibile, per Android, iOS e twitter.com, in Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Egitto, Emirati Arabi, Francia, India, Irlanda, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Spagna, Stati Uniti e UK.

    A selezionare i tweet di contesto per spiegare meglio i trending topics sarà una combinazione tra algoritmi e un gruppo di persone che analizzeranno i contenuti. Gli algoritmi serviranno ad individuare meglio i contenuti spam per evitare che questi possano entrare in trending, come, purtroppo, è capitato qualche volta.

    Anche di recente, negli Usa in special modo, gli hashtag di QAnon sono entrati in trending. In Italia capita poi che hashtag che si ispirano a gruppi negazionisti o dediti alla disinformazione arrivino ad essere molto discussi ottenendo visibilità tra i trending.

    Ecco, forse questa novità sarà molto di aiuto per evitare che si ripetino situazioni come queste. Anche se in Italia dobbiamo ancora attendere.

  • Twitter, ecco la nuova interfaccia delle conversazioni sul web

    Twitter, ecco la nuova interfaccia delle conversazioni sul web

    Twitter nel mese di maggio annunciò l’introduzione di un nuovo layout delle conversazioni, sul web e su iOS. Ed ecco come si presenta. Più semplice comprendere a chi rispondere e ottenere informazioni.

    Forse a qualcuno di voi la cosa sarà sfuggita, l’annuncio è stato fatto più di tre mesi fa. Ma siamo sicuri che qualcuno ha già visualizzato il nuovo layout delle conversazioni di Twitter. “Qualcuno” perché il rilascio del nuovo modo di visualizzare le conversazioni sulla piattaforma è per ora limitato agli utenti mobile su iOS e alla versione web. E anche in quest’ultimo caso, non è detto che ancora tutti lo visualizzino.

    In ogni caso, siamo qui a spiegarvi questa novità che aiuta, e non poco, a seguire meglio le conversazioni su Twitter, un miglioramento notevole che segue quello del 2015.

    Il nuovo layout è frutto del test avviato con la versione beta dell’app Twitter denominata “twttr”, quella a cui hanno accesso poco più di mille persone che passano al vaglio tutta una serie di nuove funzionalità che vengono poi introdotte all’interno della piattaforma e che riguardano diversi aspetti.

    twitter layout delle conversazioni

    Questo nuovo layout rappresenta una grossa mano a seguire meglio le risposte ad un tweet. Le linee sono più sottili e per visualizzare le altre risposte, basta cliccare su “Mostra risposte”

    Come notate dall’immagine (grazie agli amici Gianluca e Riccardo), adesso vengono utilizzate linee e rientranze che aiutano a seguire meglio le conversazioni. Il nuovo layout si presta meglio nel seguire conversazioni più lunghe, in quel caso è più facile creare una sorta di conversazione diretta con un utente, all’interno della conversazione aperta a tutti.

    esempio nuovo layout conversazioni twitter

    Uno dei tanti problemi era proprio quello, proprio nel caso di una conversazione abbastanza lunga, di riuscire a rispondere all’utente cercando di preservare un minimo di filo logico dal punto di vista grafico, per permettere a tutti di seguirla. Chissà quante volte vi siete trovati in situazioni di tweet in cui decine di utenti hanno risposto e di non riuscire seguire bene chi ha risposto a chi.

    Ecco, il nuovo layout aiuta a:

    • seguire “chi risponde a chi”, in maniera sintetica;
    • ottenere maggior informazioni sulla conversazione stessa;
    • visualizzare i dettagli in un unico punto.

    Questo layout però è molto diverso da quello che venne presentato al CES nel 2019, in quel caso si trattava di visualizzare bolle colorate, quasi a ricordare layout simili a quelli presenti sulle più comuni app di instant messaging. Evidentemente la fase di test all’interno dell’app “twttr” ha poi portato verso un layout più leggero.

    Ma Twitter, proprio nel mese di maggio, fece cenno ad un’altra novità che sarebbe dovuto essere introdotto nelle settimane successive. Ed è quella che porterebbe a nascondere i tasti per “Retweet”, “Like” e “Rispondi” proprio per seguire meglio le risposte ai tweet. In questo caso, i tasti di engagement si troverebbero poi in un altro luogo. Anche questa è comunque in fase di test.

    Allora, anche voi state visualizzando, sul web o su iOS, il nuovo layout delle conversazioni su Twitter? Che ne pensate?

  • Hashtag e Social Media, ecco come usarlo su Twitter e sulle altre piattaforme

    Hashtag e Social Media, ecco come usarlo su Twitter e sulle altre piattaforme

    L’hashtag su Twitter è ormai un modo per personalizzare la propria comunicazione e renderla più efficace. Diventa importante usarlo nella propria strategia di contenuti, di visibilità del brand e di personal branding. E sulle altre piattaforme? Vediamolo insieme.

    Ieri abbiamo celebrato l’Hashtag Day che su Twitter è ormai presente da 13 anni, da quando Chris Messina lo usò per la prima volta in un suo tweet (quando ancora erano da 140 caratteri) scrivendo #barcamp. Anche se poi il primo utente ad usare questa forma, ossia parola contrassegnata da cancelletto, è stato Nate Ritter, qualche mese dopo , sempre nel 2007.

    Certo, lo scriviamo subito e lo ribadiamo ancora una volta, l’hashtag non è nato su Twitter, era già usato dalla fine degli anni ’80 per dare vita a delle stanze di discussione su IRC, la piattaforma antesignana delle moderne chat.

    Ma possiamo ben dire che Twitter è la piattaforma che meglio di altre ha saputo sfruttare la possibilità che permette il “cancelletto”, ossia quella di catalogare attorno ad una determinata parola tutte le discussioni. Non è molto diverso da quello che era l’uso su IRC, se ci pensate, solo che su Twitter su quella determinata parola possono discutere tutti gli utenti.

    hashtag social media franzrusso.it 2020

    L’hashtag ha finito per essere in questi anni l’elemento distintivo di Twitter perché, proprio per la sua brevità, il cancelletto è riuscito a dare la possibilità di ampliare alcuni temi e alcuni concetti. Ma non solo. Già, perché c’è una caratteristica ben più importante che proprio su Twitter è diventata basilare.

    E cioè che grazie all’hashtag è possibile personalizzare la comunicazione. Se è vero che l’hashtag ha cambiato il modo di comunicare, è anche vero che l’hashtag permette di aggiungere qualcosa in più. Permette alle aziende, ai professionisti, agli utenti di realizzare un termine distintivo, una parola che può essere usata per farsi “riconoscere”. Banalmente potremmo definirla una sorta di etichetta, ma è molto di più.

    Pensate poi alle campagne adv, agli eventi (quando si potevano fare in presenza, ma anche online), sempre caratterizzati da un hashtag. Questo per meglio indicare quella specifica conversazione agli utenti, per seguirla e conoscere meglio l’argomento di cui si parla in quel momento. “In quel momento“, ecco una caratteristica che Twitter ha in più rispetto alle altre piattaforme, il racconto in tempo reale di un evento grazie ad uno specifico hashtag. Perché Twitter, meglio di altre, è la piattaforma per raccontare ciò che avviene in tempo reale e permette agli utenti di sapere cosa sta avvenendo proprio grazie al cancelletto.

    Su questa “strategia” chi scrive ci lavora ormai da anni insieme ad un team di professionisti di altissimo livello, proprio per mettere meglio in risalto gli eventi delle aziende, valorizzarli e renderli più proficui, riuscendo a fornire loro dati e informazioni su cui lavorare in seguito.

    Hashtag Day, Twitter celebra i 13 anni del cancelletto

    Quello che vorremmo fare, a questo punto, dopo questa introduzione doverosa, era una breve panoramica sulle piattaforme che oggi permettono l’utilizzo degli hashtag e cercare di ottimizzarli al meglio.

    Intanto, meglio fissare alcune regole di base per confezionare il proprio hashtag.

    • La parola che viene dopo il cancelletto deve essere senza punteggiatura, in generale, trovate qualche forma poco utile utilizzando il tasto “underscore” (_), es. #social_media.
    • Meglio usare sostantivi e non ripetere nel contenuto la parola che viene determinata dal cancelletto.
    • Andate alla ricerca del vostro hashtag che meglio spiega cosa fate e di cosa vi occupate. Ad esempio #socialmedia è molto usate con milioni di conversazioni, per emergere dovete costruire attorno ad esso tutta la vostra strategia di contenuti. Se usato spesso, se usato nelle vostre conversazioni, allora pian piano riuscirete ad imporvi e ad essere visibili.
    • Se avete bisogno di qualche suggerimento, potete dare un’occhiata su Hashtagify o su RiteTag che vi offre una panoramica degli hashtag correlati. Ma potete verificare voi stessi sulla piattaforma di riferimento, quella su cui andrete ad operare. Ad esempio su Twitter provate a generare il vostro hashtag e verificare se già in uso, e da quando tempo, o se “libero”, in quel caso fatelo subito vostro cominciando ad usarlo e a farvi riconoscere.
    • Un buon hashtag, usato a dovere, diventa un prezioso strumento di analisi delle conversazioni.

    Gli Hashtag su Twitter

    Come detto, su Twitter l’hashtag compare 13 anni fa. Diventato simbolo dell piattaforma, permette agli utenti, alle aziende, ai professionisti di “personalizzare” la propria comunicazione.

    Intanto, meglio non abusarne, come spesso accade. Ricordate sempre che infarcire tweet di hashtag, specie se non correlati con il tema trattato nella conversazione e nel tweet, viene letto dalla piattaforma come spam. Di conseguenza, otterrete il risultato opposto. Meglio usarne fino ad un massimo di 5 (meglio sarebbe stare su 2/3). Un tweet con hashtag ottiene il 90% in più di interazioni, se infarcito di hashtag l’engagement sarebbe pari a zero.

    Da non sottovalutare gli hashtag del giorno (#24agosto ad esempio) e quelli geografici (#Bologna), aiutano a connotare meglio la conversazione essendo molto usati.

    Se usato bene l’hashtag, per raccontare un evento o suggellare meglio un momento, può arrivare in poco tempo in trending topic, il che non significa dare a questo momento una caratteristica meramente “vanity” (in parte lo è), significa portare a conoscenza a più persone possibili, coinvolgendole, il proprio argomento.

    Gli Hashtag su Instagram

    Se c’è una piattaforma che, dopo Twitter, riesce a valorizzare meglio gli hashtag, questa è proprio Instagram. Anche su questa piattaforma gli utenti, le aziende, gli influencer, i professionisti hanno bisogno di creare una conversazione quanto più mirata rispetto al loro ambito proprio usando il cancelletto. E Instagram premia tutto questo.

    Intanto diciamo che è una delle poche piattaforme che permette un uso “generoso” degli hashtag all’interno dei post, se ne possono usare fino ad un massimo di 30. Significa che se ne usate di più e spesso, Instagram annullerà la visibilità al post e quindi verrete sottoposti ad una sorta di “shadow ban”. Siccome 30 sono una massa enorme, forse sarebbe meglio fissare un numero più basso e usare hashtag quanto più vicini al tema del contenuto e a quello che vi occupate.

    Per le aziende, quindi per tutti i profili business, Instagram mette a disposizione tutta una serie di strumenti per migliorare l’uso degli hashtag, ma potete sempre cercare all’interno della piattaforma in “Cerca”, quello che fa al caso vostro e quelli più popolari.

    Qui qualche utile suggerimento https://business.instagram.com/blog/how-to-get-discovered-on-instagram

    Inoltre, dal 2017 Instagram offre agli utenti la possibilità di seguire gli hashtag, modalità molto utile. E non dimenticate che gli hashtag sono molto utili anche nelle Stories, se ne possono usare fino ad un massimo di 10, anche qui meglio usarne di meno e più efficaci, per dare ancora più visibilità ai propri contenuti effimeri.

    Gli Hashtag su TikTok

    TikTok, piattaforma del momento, per tanti motivi, ultimo dei quali per il fatto che presto potrebbe essere bannata dagli Usa, a meno che qualcuno non riesca a comprare le sue attività sul territorio americano. E la lista dei possibili compratori, dopo Microsoft, si allunga.

    Ovviamente, anche su TikTok gli hashta sono molto utili per tanti usi. Per scoprire argomenti, per le challenge e lanciarne di nuove. Anche qui, come su Instagram, è possibile scoprire quelli più rilevanti e anche qui usare l’hashtag serve a farsi riconoscere, a rendersi visibile.

    Considerando la brevità dei caratteri a disposizione, e considerando che non vi è un limite specifico per l’uso di hashtag, è sempre meglio non abusarne. In teoria, se ne potrebbe usare una trentina, ma meglio stare su numeri inferiori.

    Gli Hashtag su LinkedIn

    Dopo Twitter e Instagram, le due piattaforme che meglio permettono di attuare una sorte di “hashtag strategy“, anche LinkedIn da qualche anno sta cominciando a spingere sul cancelletto. La piattaforma di social media business, di proprietà di Microsoft, permette di usare parole chiavi anticipate dal cancelletto per meglio spiegare il proprio contenuto. Attenzione, “spiegare” non è usato a caso, perché la piattaforma su questo è abbastanza rigida. L’hashtag deve essere correlato strettamente al contenuto e se ne possono usare fino ad un massimo di 3 (c’è chi dice fino a 5, ma meno è meglio e se ne usate di più il post verrà contrassegnato come spam), che vadano a definire meglio ciò che è trattato nel post.

    Anche qui gli hashtag geografici, o locali, assumono significato, usateli per identificare meglio l’evento della vostra azienda, ad esempio.

    Come visto su Instagram, anche LinkedIn permette agli utenti di seguire gli hashtag, li potete cercare allo stesso modo di quando cercate un utente o una specifica professione.

    Gli Hashtag su Facebook

    Già a leggere il titolo di questo paragrafo, immagino molti di voi molto perplessi, ma aspettate prima di andare via e abbandonare questo post, è utile sapere qualcosa anche su Facebook.

    Come sapete, gli hashtag si possono usare anche su Facebook ma, tra tutte le piattaforme, questa è quella che peggio valorizza il cancelletto. Nel senso che esiste una struttura per poterli valorizzare, solo che l’algoritmo non li premia a dovere. Anche se proprio di recente, scrivendo una parola anticipata da cancelletto, Facebook comincia a suggerirne qualcuno.

    Ma nonostante questo sforzo, il risultato non cambia.

    Allora possiamo solo dire che su Facebook non serve a niente infarcire il post si hashtag sperando in un miracolo, meglio usarne 1, al massimo 2, che sia strettamente legato all’argomento. Va bene usare anche gli hashtag geografici, anzi questi performano meglio di altri. Su tutto il resto, meglio aspettare ancora qualche anno.

    Gli Hashtag su Pinterest

    Come sapete certamente, gli hashtag si possono usare anche su Pinterest, anche se, non avendo possibilità di monitorare in modo analitico questa piattaforma, in realtà non si ha ben chiara quale sua la loro efficacia.

    Sicuramente gli hashtag tornano utili per la descrizione di un pin, ma attenzione anche qui perchèé un uso eccessivo delle parole con cancelletto viene segnalato dall’algoritmo come spam, e quindi niente visibilità.

    Gli Hashtag su YouTube

    Prima di lasciarvi, non potevamo non menzionare la piattaforma video più usata al mondo, il secondo sito più visitato dopo Google. Ecco, su YouTube gli hashtag servono a descrivere meglio il contenuto e si possono usare anche nei titoli. Se è vero che gli hashtag possono aiutare alla visibilità dei video postati, è anche vero che abusarne, come abbiamo visto anche su tutte le altre piattaforme, è invece dannoso.

    Secondo YouTube “se un video ha più di 15 hashtag, tutti gli hashtag di quel video saranno ignorati“, ecco, fissate bene questa regola. E fate attenzione anche a questa regole, se gli hashtag non sono allineati al tema del video, o se sono fuorvianti, questo non solo penalizzerà la visibilità del video, ma porterà anche alla rimozione dello stesso. Quindi fate molta attenzione ad usare gli hashtag nei vostro video.

    Ecco, questo è la nostra breve panoramica su come usare gli hashtag, nel 2020, sulle piattaforme social media per meglio sfruttarli nella propria strategia di contenuti, nella propria strategia di brand awareness e di personal branding.

    Se avete suggerimenti o altre indicazioni, siamo qua. E intanto fateci sapere cosa ne pensate.

  • Hashtag Day, Twitter celebra i 13 anni del cancelletto

    Hashtag Day, Twitter celebra i 13 anni del cancelletto

    Il celebre “cancelletto” compie oggi, 23 agosto 2020, 13 anni. Il primo ad usarlo su Twitter fu Chris Messina, quando scrisse #barcamp nel suo tweet. In occasione dell’Hashtag Day, vediamo allora gli hashtag più usati nell’anno e, ovviamente, a guidare la classifica c’è il Covid-19.

    Come ormai saprete, l’hashtag, il celebre cancelletto, è ormai uno dei simboli di Twitter. Fu infatti Chris Messina, il 23 agosto del 2007, ad usare per la prima volta in cancelletto in un tweet, la parola era #barcamp. Quello fu un momento importante per Twitter che, in qualche modo, diede vita ad una forma di comunicazione che, ormai, ci piace definire “personalizzabile”.

    hashtag day 2020 franzrusso.it

    E oggi, per ricordare quel momento, si celebra l’Hashtag Day, una giornata dedicata a ripassare quelli che sono stati gli hashtag più usati durante l’ultimo anno. Un anno caratterizzato ovviamente dalle conversazioni attorno al Covid-19, la pandemia che ha colpito il nostro paese verso la fine di febbraio. Ma non sono mancati anche altri temi di attualità, che adesso vedremo insieme, evidenziando come Twitter sia il luogo principale in cui tenersi informati, aggiornati.

    hashtag day chris messina

    E tutto questo grazie proprio al cancelletto che permette agli utenti di individuare il tema, di seguirlo e quindi di approfondire l’argomento attraverso i contenuti condivisi dagli utenti. Un meccanismo che su Twitter il più delle volte da vita a delle Relazioni, ossia quel momento in cui gli interessi tra gli utenti coincidono e, per proseguire la conoscenza dell’argomento, si instaura una relazione diretta. In 280 caratteri.

    Questa è la vera forza di Twitter che, purtroppo, tanti ancora non riescono a cogliere.

    #HashtagDay 2020, gli Hashtag più usati in Italia su Twitter

    Ma vediamo insieme gli Hashtag più usati su Twitter in Italia nell’ultimo anno segnato, come dicevamo prima dal Covid-19.

    Il virus, le misure igienico-sanitarie, i bollettini sull’andamento dei contagi, le manovre
    politiche, ma anche il lockdown e la quarantena: le persone si sono riunite su Twitter per
    condividere riflessioni e dibattiti e per trovare informazioni da fonti autorevoli. E gli hashtag
    utilizzati lo dimostrano.

    Non solo, quindi, #Covid19, #Coronavirus, #coronavirusitalia e #covid19italia, ma anche
    #lockdown, #quarantena, #mascherine, #conte, soprattutto in occasione degli annunci più
    salienti, e, in particolare nel periodo più critico tra marzo e aprile, #andratuttobene.

    Ricordiamo quei momenti in questi tweet:

    Tra gli hashtag più utilizzati in assoluto, con l’inizio della quarantena, figura anche
    #iorestoacasa, per incoraggiare le persone a contenere la diffusione dei contagi rimanendo
    a casa:

    Tra gli hashtag più utilizzati, è interessante ricordare #Distantimauniti, l’hashtag lanciato
    dall’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei primi giorni di marzo, e
    #grazie, hashtag che ha visto un’impennata nell’utilizzo – spesso accompagnato dalle emoji
    preghiera 🙏🏼 e applauso 👏🏻 – per esprimere gratitudine in particolare a tutti i medici e
    gli operatori sanitari attivi nel contrasto all’epidemia e nella cura dei malati. E i ringraziamenti  si sono propagati in tutto il mondo: nel periodo tra marzo e maggio sono stati pubblicati oltre  265 milioni di tweet a livello mondiale contenenti espressioni riconducibili alla parola “grazie”.

    I Coronavirus ha monopolizzato le conversazioni in Italia, e non solo, negli ultimi mesi, ma nello stesso periodo sono avvenuti altri fatti che hanno comunque scosso la comunità di Twitter che ha usato la piattaforma per esprimere i propri pensieri. Ed è quello che è successo con #BlackLivesMatter, hasthag che ha avuto un picco tra l’ultima
    settimana di maggio e la prima di giugno a seguito dell’uccisione di George Floyd in America, che ha permesso di amplificare i messaggi di protesta e di lotta contro il razzismo.

    Leggi anche:

    Il caso Twitter, quando prendere posizione serve al brand

    Ma, nonostante tutto, su Twitter non è mancato l’intrattenimento. Gli hashtag che hanno avuto più successo comprendono infatti popolari trasmissioni televisive, da #TemptationIsland a #GfVip e #CiaoDarwin, fino al fenomeno musicale K-Pop della band coreana #Bts (e tutti gli hashtag connessi come #Jimin o #kpop).

    Rimanendo sempre in tema musica, #Sanremo2020 si conferma tra gli hashtag più condivisi dagli italiani su Twitter, uno degli ultimi momenti prima che arrivasse il Covid-19 e il conseguente lockdown. E ogni tanto riappare anche tra i trending, come qualche settimana fa.

    Per quanto riguarda lo sport, grande tema molto condiviso su Twitter, gli hashtag più usati nell’ultimo anno, nonostante la sospensione del campionato nei mesi del lockdown, sono #SerieA, #Inter, #Milan, #Roma e #Juventus.

    Ecco, questo era il nostro modo per celebrare l’Hashtag Day 2020 e…buon hashtag a tutti!

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