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  • Twitter, nel 2018 quasi la metà degli utenti arriverà dall’Asia

    Twitter, nel 2018 quasi la metà degli utenti arriverà dall’Asia

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    Secondo una interessante ricerca di eMarketer, Twitter entro il 2018 avrà il 40% degli utenti attivi che arriveranno da Asia, esclusa, almeno per ora, la Cina. I paesi occidentali invece cresceranno meno, Italia compresa. E’ il segno che saranno le economie emergenti a fare in modo che Twitter possa superare lo stallo attuale

    Come è ormai molto evidente, il problema che affligge Twitter in questi ultimi mesi è proprio quello di trovare il modo per fa crescere la sua base di utenti. E questo è il problema che sta conoscendo in maniera più consistente proprio dallo sbarco a Wall Street e che sta impensierendo non poco gli investitori che stanno mettendo in pressing Dick Costolo & Co. per fare in modo che si ricominci a crescere e quindi si cominci a guadagnare sul serio. Si perchè quello che gli investitori continuano a sognare, più o meno tutte le notti dal novembre scorso, forse come un incubo, è: +utenti=>+introiti pubblicitari, quindi più soldi. Detto questo, a quanto pare il problema potrebbe presto risolversi nel giro di qualche anno, quattro per la precisione, come sottolinea la nuova ricerca pubblicata qualche giorno fa da eMarketer.

    In pratica, entro il 2018 il 40% degli utenti di Twitter arriverà dall’Asia, quindi da quei paesi definiti “economie emergenti”, come Indonesia e India, che faranno da forte traino alla base utenti della piattaforma di microblogging. Lo studio non considera la Cina per il fatto che Twitter è bloccato, ma se le cose dovessero cambiare prima del 2018, allora da quel 40% si potrebbe salire ancora di più. Ma la ricerca contiene anche dei dati interessanti che sicuramente tranquillizzeranno tanto il management di Twitter a San Francisco, quanto gli investitori che aspettano di tirare un po’ di fiato. Infatti, Twitter nel 2014, quindi in questo anno, crescerà, sempre nei paesi asiatici, del 32,8%; un po’ meno nel Nord America, dove risiede la maggior parte degli utenti Twitter. E questo è un altro dei punti interessanti evidenziati dalla ricerca.

    I paesi occidentali di Nord America ed Europa cominciano a toccare il loro punto massimo di maturità per quanto riguarda la base utenti. Come potete vedere dal grafico, fino al 2018 la crescita degli, relativamente ai paesi di queste due grandi aree, va via via riducendosi. E il grafico sulla crescita globale, evidenziato dalla linea rossa, mette in chiaro quale sarà l’andamento complessivo. Quindi, sì crescita, trainata dalle economie emergenti, ma un andamento complessivo che nel 2018 sarà del 10,7%, oltre la metà della crescita del 2014 che sarà del 24,4%.

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    E in Italia?

    Anche per quanto riguarda l’Italia vale il discorso della maturità della base utenti di Twitter, ossia si sta arrivando, così come rilevato dalla ricerca, a quel livello di base di utenti che si potrebbe definire “saturo”. Il nostro paese nel 2012 fa registrare una percentuale di crescita del 43,2%, per poi dimezzare questo valore l’anno successivo, 20,3%. Nel 2014 in Italia la base utenti crescerà del 16,6%, quindi più di quanto si registrerà negli Usa, in Uk, in Francia o in Spagna. Successivamente la crescita rallenterà progressivamente, fino ad arrivare all’11,3% nel 2018. Anche stavolta più degli Usa (6,4%), Uk (4,3%), Germania (8,9%), Francia (8,1%), Spagna (5,5%).

    Insomma, la crescita di Twitter ci sarà e questo assicurerà certamente nuovi introiti pubblicitari. E da questo punto di vista la piattaforma di adv mobile sarà certamente di aiuto. Ma c’è un ultimo dato molto interessante che da pensare e cioè che la ricerca rileva che la base di utenti attivi nel 2013 è di 183 milioni e non di 255 milioni come si era saputo dalla relazione finanziaria relativa al 2013, il Q1. eMarketer elabora i suoi dati incrociando diversi fattori, però resta il dubbio che i numeri forniti da Twitter non siano poi così veritieri.

    E voi che ne pensate?

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  • In Italia sono stati 300 mila i tweets per le Elezioni Europee

    In Italia sono stati 300 mila i tweets per le Elezioni Europee

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    La giornata di oggi ci ha dato i risultati di queste ultime Elezioni Europee, ma è anche l’occasione per vedere come e quanto se ne è parlato sui Social Media, in special modo su Twitter. E grazie a Blogmeter, scopriamo che in Italia sono stati 300 mila i tweets fino ad oggi. L’hashtag più usato è stato #ep2014

    Elezioni Europee possiamo dire, almeno in termini di numeri e di risultati, archiviate, e di cui si parlerà nelle prossime ore e nei prossimi giorni in termini prettamente politici. Ma come sempre facciamo in questi casi, ci interessa sapere invece come e quanto si è parlato di queste Elezioni Europee 2014 sui Social Media, in special modo su Twitter, strumento che la politica negli ultimi tempi ama usare ovviamente in procinto di elezioni.

    E allora, grazie a Blogmeter, società di social media analytics che molti di voi conoscono in quanto più volte menzionata qui sul nostro blog, possiamo conoscere anche questi dati.

    Quindi, dall’analisi dei principali hashtag in lingua italiana relativi alle Elezioni Europee sono stati rilevati oltre 300.000 tweets, pubblicati da più di 81.000 autori unici nell’intera giornata del 25 maggio, fino alle ore 12 del 26 maggio. Numerosi sono stati gli hashtag utilizzati per commentare le votazioni e i risultati delle Elezioni, primo su tutti #ep2014, usato in oltre 93.000 tweets, seguito da #iovoto, 43.000 tweet, che invitava gli italiani a partecipare alle votazioni.

    Gli utenti di Twitter mostrano il suo sostegno a Matteo Renzi, il cui tweet sul “risultato storico” delle europee ha raccolto oltre 7.000 retweet.

    Ma anche in questa occasione non sono mancati i commenti ironici, come mostra il tweet di @Zziagenio78 che ha ottenuto più di 900 retweet.

    Il più colpito dall’ironia di Twitter è il Movimento a 5 Stelle, vittima dell’hashtag #vinciamopoi (da stamane, a lungo in vetta tra i trending topics) parodia del “Vinciamo noi” slogan della campagna del leader Beppe Grillo.

     

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  • Uno studio rivela le regole per ottenere il tweet perfetto

    Uno studio rivela le regole per ottenere il tweet perfetto

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    Alcuni ricercatori della Cornell University (Usa) hanno elaborato un sistema scientifico attraverso il quale ottenere quello che si definisce il “tweet perfetto”, o tweet ideale. Quello che garantisce il massimo delle interazioni, in pratica quello che tutti vorrebbero ottenere. Ecco alcune semplici regole da seguire

    Gli utenti pratici di Twitter sanno quanto sia difficile riuscire in soli 140 caratteri riuscire a scrivere messaggi che possano incontrare l’attenzione di altri utenti al fine di rendere quel messaggio molto condiviso e quindi popolare. E’ praticamente il primo pensiero che affligge chi scrive su Twitter, data l’enorme rapidità con cui si avvicendano i tweets sulla propria timeline. E quindi si cerca sempre di ricercare quell’elemento giusto per riuscire a rendere quel messaggio molto attraente. Non è affatto un’operazione semplice, ma allo stesso tempo, bastanop davvero alcune regole semplici. Ad elaborarle ci hanno pensato dei ricercatori della Cornell University, guidati da Chenhao Tan, i quali hanno elaborato un sistema affinché i nostri tweets possano ottenere la popolarità che meritano. Il fatto stesso che ci sia bisogno di un sistema scientifico, meglio un algoritmo, in parte rende l’idea di quanto sia difficile scrivere quello che tutti consideriamo il “tweet perfetto“, o se preferite il “tweet ideale”.

    Sapete che esistono diversi tweets simili, generati dallo stesso utente e che puntano tutti sul medesimo Url ed è proprio da questa considerazione che nasce lo studio. In pratica il tentativo è quello di riuscire a spiegare e a trovare la formula perfetta del tweet, anche indipendentemente dall’argomento e dall’autore. Sono stati quindi presi in considerazione 236 mila utenti per poi passare alla ricerca delle coppie di tweets simili. Da qui è venuto fuori che quegli utenti avevano generato 1,8 milioni di copie di tweets, tutti sullo stesso argomento e che puntavano allo stesso link. Procedendo in questa direzione, sono stati poi estrapolate 630 mila coppie di tweets identiche, cambiava solo la spaziatura.

    Allora vi starete chiedendo quali siano queste regole per il tweet perfetto. Ebbene l’algoritmo approntato in sostanza tiene conto delle informazioni chiare, del fatto che la lingua usata sia sempre quella e che sia in linea con i messaggi precedenti e che sia rivolta alla community di riferimento. Infine, elemento che viene ritenuto utile, è l’invito a condividere tipo: “RT per favore!”. In genere gli essere umani hanno il 61% di probabilità di individuare un contenuto che sia popolare, questo algoritmo arriva al 66%. Quindi riesce ad essere un po’ più preciso degli essere umani.

    Allora, se volete esercitarvi ad individuare il vostro tweet perfetto, potete farlo su chenhaot.com/retweetedmore/, dove avrete modo di sperimentare la vostra abilità. Poi potete anche esercitarvi ad individuare quelli che secondo voi sono tweets perfetti e con l’aiuto dell’algoritmo capirete come correggere il tiro, il sito è questo chenhaot.com/retweetedmore/quiz. Se volete, infine, studiarvi l’estratto della ricerca, potete scaricare qui il pdf.

    Allora, che ne pensate? Siete riusciti a creare il vostro tweet perfetto? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

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  • Sono stati più di 5 milioni i tweets per la finale di #Eurovision

    Sono stati più di 5 milioni i tweets per la finale di #Eurovision

    Grande successo di #Eurovision anche su Twitter, sono stati infatti ben più di 5 milioni i tweets per la finale dell’Eurovision Song Contest 2014, l’evento canoro che ha visto il trionfo di Conchita Wurst. Picco di tweets della serata è stato il momento dell’annuncio della vittoria della cantante austriaca, con 47.136 tweets

    Twitter si conferma ancora una volta di essere un canale preferenziale per quanto riguarda la social tv, lo vediamo affermarsi per ciò che riguarda il contesto nazionale, ma mostra poi il meglio di sè in eventi a caratteri internazionale. E la conferma la vediamo coi dati che Twitter ha ufficializzato, relativi alla finale dell’Eurovision Song Contest 2014, #Eurovision, che ha visto il trionfo della cantante austriaca @ConchitaWurst.

    Ebbene durante la finale di sabato scorso, 10 Maggio, sono stati più di 5 milioni i tweets durante tutta la serata, precisamente 5.384.678. I tweets di media sono stati 22.158, gli autori coinvolti sono stati 1.124.463. Il momento più twittato della serata, quindi quelo in cui si è registrata la massima attività su Twitter, è stato l’annuncio della vittoria della cantante austriaca @ConchitaWurst, in quel momento il picco è stato di 47.136 Tweet per minuto (TPM). Poco prima di questo momento, anche durante la performance dell’artista si era registrato un volume d tweets molto alto: 42.660 TPM.

    eurovision-tweets-2014 5 milioni

    Ma @ConchitaWurst non ha soltanto vinto la competizione, ma ha anche ottenuto un numero strabiliante di nuovi follower, come potete vedere dal grafico in basso. Il suo account ha visto crescere il numero di followers di 495 volte la portata normale:

    eurovision-conchita-wurst-tweets 5 milioni

    Questo che vedete in basso è il grafico che mostra le conversazioni su Twitter in tutta Europa. Spiccano, come attività, Inghilterra, Spagna, Danimarca, paese in cui si teneva l’evento canoro. Per vedere la mappa in modalità interattiva potete visualizzarla qui

    eurovision-grafico-tweets

    L’Italia all’evento era rappresentata da @MarroneEmma e sono stati tanti i sostenitori che hanno supportato la cantante via Twitter, sia prima che durante la trasmissione che è andata in onda su @Rai2.

    Lo show è stato condotto da Linus e @NicoSavi e commentato dal pubblico italiano in diretta Twitter con gli hashtag #Eurovision e #ESCita. Prima del 10 maggio, abbiamo potuto seguire in tempo reale tutta la preparazione di @MarroneEmma, che ha raccontato su Twitter il suo percorso verso Copenaghen, twittando in tempo reale le proprie emozioni e alcune immagini in anteprima.

    Ma la star della serata, e dell’intero evento, è stata senza dubbio Conchita Wurst:

    Allora, questo il riassunto dell’evento coi dati ufficiali di Twitter, ma voi lo avete seguito? Avete twittato anche voi il vostro o la vostra cantante preferita?

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  • Le interazioni su Twitter sono più positive di quelle su Facebook

    Le interazioni su Twitter sono più positive di quelle su Facebook

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    Un recente studio condotto da Converseon, social media agency statunitense, ha rivelato che i Social Media consentono ai brand di avere con i propri utenti di riferimento interazioni più positive. Tra i social media, Twitter è quello che permette ai brand di avere conversazioni più positive di quelle che avvengono invece su Facebook

    Di fronte a questo recente studio di Converseon, social media agency statunitense, non si può non fare riferimento ad uno dei capisaldi del marketing contemporaneo che caratterizza il Social Media Marketing. E cioè che

    I Mercati sono Conversazioni (Cluetrain Manifesto, 1-6, ed. 1999)

    Un assioma che si ritrova pienamente in questa ricerca che ha analizzato, nei primi tre mesi di quest’anno, 2.500 interazioni con 20 brands leader di mercato a livello globale. Abbiamo sempre sostenuto che le conversazioni, il modo di entrare in contatto coi i propri utenti di riferimento, sia sui Social Media il passaggio fondamentale sui cui poggia l’intera strategia. Certo, non è facile e conosciamo bene quali siano le difficoltà che le aziende incontrano nell’aprirsi al proprio pubblico di riferimento, e sappiamo anche che spesso sono i grandi marchi che meglio riescono da questo punto di vista. Ma, detto questo, lo studio si rivela comunque interessante e offre spunti e indicazioni importanti, per i marketers, ossia coloro i quali sono chiamati a organizzare e a mettere in pratica le strategie, e anche per i brand stessi, grandi e piccoli che siano.

    Lo studio, in sostanza, rivela che il 55% delle interazioni su Twitter hanno un carattere positivo, mentre il 25% è neutro e il 20% sono negative. Mentre su Facebook le interazioni positive sono di meno, cioè il 49%, quelle neutre sono il 32% e quelle negative sono, anche qui, il 20%. Google+ si piazza nel mezzo, infatti le interazioni positive sono il 53%, quindi 2 punti percentuali in meno da Twitter, quelle neutre sono il 29% e quelle negative sono il 18%, il dato più basso tra i tre principali social network. In basso il grafico realizzato da eMarketer e dedicato alla ricerca.

    social media interazioni eMarketer

    Da notare che le conversazioni tendono ad essere positive o neutrali e solo un quinto di esse tende ad essere negativo.

    Quindi questo studio ci rivela un dato importante e cioè che i brand sui Social Media devono aprirsi alle conversazioni con i propri utenti, affrontare i dibattiti sulle varie piattaforme, senza mai snobbarli, anzi. Questi stessi momenti di conversazioni sono per definizione, momenti di crescita e di miglioramento per le aziende. E i dati positivi sulle interazioni ne sono la chiara dimostrazione. Certo, di errori se ne commettono e sono sotto gli occhi di tutti, ma se non ci si apre fino in fondo, allora il rischio di sbagliare è sempre dietro l’angolo.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Quali sono state le vostre esperienze in questi senso? Raccontatecelo!

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  • Il nuovo profilo Twitter sarà disponibile per tutti dal 28 Maggio

    Il nuovo profilo Twitter sarà disponibile per tutti dal 28 Maggio

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    Adesso è ufficiale, dal prossimo 28 Maggio 2014 tutti i profili su Twitter avranno di default la nuova, e molto discussa, veste grafica. L’annuncio, nell’aria tra l’altro, arriva da Twitter con un tweet che comunica appunto la data. Se prima si pensava di non usarlo, adesso lo avremo tutti comunque

    Lo scorso 23 Aprile avevamo rilanciato la notizia della disponibilità della nuova veste grafica dei profili su Twitter. In pratica da quel giorno Twitter offriva a tutti, quelli già iscritti, la possibilità di usare da subito il nuovo layout (mentre ai nuovi account era già attivo), ma era una scelta che molti, poco convinti e poco affascinati dal nuovo stile, non hanno in realtà fatto. Ebbene, dal prossimo 28 Maggio il nuovo layout sarà di fatto disponibile davvero per tutti.

    Come sapete il dibattito, non ancora cessato del tutto, verte sulle critiche verso il nuovo stile dei profili, molto simile a quello che si vede su Facebook, e questo aspetto ha infatti rallentato molti nella scelta se mantenere il vecchio stile o se invece usare il nuovo da subito. Come già detto in altre occasioni, Twitter sta operando queste sostanziali modifiche proprio nel tentativo di apparire più engaging, ossia più coinvolgente. Il problema che attanagliando Twitter in questo periodo è la crescita ai minimi storici dal punto di vista degli utenti e anche il coinvolgimento degli stessi. Ed è la richiesta che fanno a gran voce gli investitori di Twitter, cioè aumentare il numero di utenti, quella che sta alla base di tutte le prossime operazioni. Questa dei nuovi profili è la prima di una serie che saranno messe in atto nei prossimi mesi, addirittura si parla di eliminare gli hashtag (le parole anticipate dal simbolo #) per rendere il modo di comunicare su Twitter meno geek. Se mai questa notizia avesse un seguito, sarebbe un altro brutto colpo per la piattaforma.

    Comunque sia, a tutti gli utenti che ancora non avete il nuovo profilo, preparatevi quanto segue.

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    Una bella immagine da 1500×500 px per il vostro header; una bella immagine profilo da 400×400 px. Questo per il primissimo kit. Poi da sapere che adesso c’è la possibilità di “fissare” (ma non si poteva trovare un’altra espressione?) un vostro tweet in alto, quindi renderlo più visibile rispetto ad altri, funzione molto apprezzata. Vedrete sulla vostra sinistra i dati che riguardano il vostro account, mentre sulla destra trovate tutti gli altri suggerimenti e anche i trending topics. Altra cosa da sapere è che sulla vostra bacheca (lapsus da Facebook) noterete che alcuni tweets vi sembreranno più grandi di altri, è perchè sono quelli che hanno più condivisioni.

    Bene per adesso questo può bastare, ma fateci sapere come vi sembra!

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  • Tranquilli, nessun encomio: Twitter non è morto

    Tranquilli, nessun encomio: Twitter non è morto

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    Un articolo apparso su The Atlantic “A Eulogy for Twitter”, “Encomio per Twitter”, sta facendo molto discutere su quale sarà il futuro della piattaforma a 140 caratteri, in evidenti difficoltà. Twitter non sparirà, ma dovrà certamente rivedere subito il suo modello, per non smarrirsi.

    Quando si parla di “encomio” di fatto si narrano e si esaltano le gesta di personalità di fronte ad un vasto pubblico. Ecco, The Atlantic ha fatto l’encomio di Twitter di fronte al grande pubblico che è la Rete con il post “A Eulogy for Twitter“, elencando le gesta, le caratteristiche che hanno reso celebre la piattaforma da 140 caratteri, ma sostanzialmente sostenendo la tesi che Twitter non sia più la piattaforma che tutti abbiamo conosciuto, sta cambiando e rischia di sparire, per come lo abbiamo appunto conosciuto e apprezzato fino ad oggi. Per quello che ci riguarda, non siamo molto d’accordo con questa idea. Twitter non è morto, anzi, come si direbbe in questi casi, “è vivo e lotta insieme a noi!”.

    Tutto il dibattito sul futuro di Twitter, val la pena di riepilogarlo, è nato con lo sbarco della società a Wall Street e con i primi numeri finanziari che si sono succeduti. Numeri che evidenziavano un calo nella crescita degli utenti e un aumento delle perdite, nonostante i ricavi si siano sempre dimostrati superiori alle attese.

    Twitter, è abbastanza evidente, ma anche questo va più volte sottolineato, non è Facebook e, forse non lo sarà mai, nel senso che non riuscirà mai ad emulare la forza del più grande social network che si manifesta in tanti modi. Ma ha comunque una sua forza, una sua specificità che ha reso possibile che un piattaforma basta su 140 caratteri riuscisse addirittura ad arrivare a Wall Street. E il vero problema sta proprio in questo passaggio.

    lead encomio twitter

    Tutti voi ricorderete lo sbarco in borsa di Facebook, grande entusiasmo al debutto, ma nel giro di poche settimane il titolo crollò vistosamente arrivando a toccare anche i 17 dollari per azione, di fatto un fallimento. Inoltre, man mano che si sbloccavano stock di azioni, anche gli stessi manager di Facebook vendevano le proprie azioni. Sembrava una sorta “salviamoci prima che la barca affondi!”. Ma non era così, in effetti.

    Facebook si era messa sul mercato, aveva degli investitori che chiedevano cambio di strategia, di seguire una strada che fosse orientata a marginalizzare prima possibile, senza aspettare troppo. E chiedere questo ad una società che sbarca in Borsa senza un vero modello di business, ma sostanzialmente con un’operazione esclusivamente finanziaria, è al quanto rischioso, quindi suscettibile di variazioni repentine. A quel punto Zuckerberg e i suoi danno ascolto agli investitori, cambiano strategia e i risultati ce li abbiamo di fronte ai nostri occhi, oggi. Titolo oltre il 67 dollari e una capitalizzazione forte da mettere Facebook tra le aziende più potenti del mondo.

    Più o meno la stessa cosa sta succedendo a Twitter. Necessita e subito di una strategia che soddisfi le richieste degli investitori, per chiarirci, sono quelli che ci mettono i soldi, e quindi vogliono vedere i frutti e subito, perchè loro sono abituato così.

    Ma, tornando a quanto si diceva prima, Twitter non è Facebook. Negli ultimi mesi, nel tentativo di rincorrere la strategia ottimale e soddisfare gli investitori, Twitter ha adottato misure che hanno quasi disorientato la (piccola) community, andando verso modelli già visti. Già piccola community, perchè Twitter non ha gli utenti di Twitter. Dagli ultimi dati sono “solo” 255 milioni gli utenti attivi e le visualizzazioni sulla timeline stanno calando.

    Secondo Dick Costolo, CEO di Twitter, “le visualizzazioni risentono delle recenti modifiche“. Bene, allora caleranno di più perché di altre modifiche ci sarà bisogno per cercare di trattenere più a lungo gli utenti sulla piattaforma e invitarli ad essere più attivi, se è vero come è vero che il 44% degli utenti non ha scritto neanche un tweet!

    Per non parlare, anche se di fondamentale importanza, della strategia da sviluppare, e che sta partendo, per aumentare i profitti via advertising. MoPub sarà molto utile via mobile per aumentare le entrate, anche se bisogna davvero vedere se i numeri saranno quelli di cui si parla.

    Twitter è una piattaforma complessa ad un primo sguardo, non è facile orientarsi subito, questo è evidente. non è una piattaforma “generalista”. Ed evidente che, sempre ad un primo sguardo non è facile orientarsi in un fiume in piena come è la timeline, con un flusso di messaggi in 140 caratteri che ti investe e ti trascina via, se non hai un minimo di nozioni su come funzione e su cosa bisogna fare appena arrivati. Molti vedono Twitter come fosse un “notiziario”, arrivano e si limitano solo a leggere le notizie, e poi vanno via. Vanno alla ricerca di piattaforme “più coinvolgenti”.

    È questo che dovrà fare Twitter: essere più coinvolgente, per usare una parola che piace molto ai marketers “be more engaging“, da engagement, la parola d’ordine per eccellenza.

    E come fa una piattaforma come Twitter che ha puntato molto (anche in modo inconsapevole) sulla immediatezza e sulla velocità, a conciliare i tempi per un maggiore engagement? Semplice, rallentando, modificando e adattando tutta la piattaforma a dinamiche più adatte a trattenete gli utenti. Non c’è altra soluzione. Se non quella che vogliono Twitter come già morto! Niente di più falso.

    The Atlantic sostiene che “Twitter ha cambiato il social pubblishing come Aol ha cambiato il modo delle email, solo che ora nessuno ha più un account su Aol”. Di fatto lo ritiene spacciato, ma Twitter non sparirà, anzi, riuscirà a trovare un nuovo modello e saprà rialzarsi. Forse, ne siamo certi, scontenterà qualcuno, ma ricordiamoci che stiamo parlando di aziende che devono fare profitti. Ora più di prima.

  • Ecco come si forma un contenuto virale sui Social Media [Ricerca]

    Un recente studio condotto da alcuni ricercatori della Yale University e della Università di Madrid ha scoperto il modo attraverso il quale un contenuto, un’informazione, diventa virale sui Social Media. Il metodo addirittura permette di prevedere un contenuto di tendenza fino a due mesi prima

    Come si fa a rendere un contenuto virale? Come fa un’informazione ad essere condivisa da migliaia di utenti sui social media, al punto da diventare argomento di tendenza globale? e soprattutto, come si fa ca capirlo prima? Sicuramente questo è uno di quegli argomenti che tutti, siano essi semplici utenti o aziende, vorrebbero sapere per far girare il più possibile le proprie informazioni e raggiungere quindi un elevato numero di persone. Alle volte un contenuto diventa virale perchè ha la suo interno degli elementi i quali purtroppo non sono spesso replicabili e soprattutto non vi è mai l’assoluta certezza che quel contenuto possa davvero poi raggiungere davvero tutti. E allora vale la pena scoprire il metodo elaborato dai ricercatori della Yale University insieme a quelli della Università di Madrid attraverso il quale è possibile anche prevedere fino a due mesi prima la viralità di un dato contenuto. Il metodo può essere davvero utile per comprendere avvenimenti politici, i comportamenti dei consumatori, addirittura potrebbe rivelarsi utile anche in un contesto sanitario.

    Come sappiamo bene, data la grossa mole di informazioni che ad oggi circola sui Social Media ad una velocità sostenuta, è dunque ben difficile riuscire a fare qualche previsione sulla effettiva viralità di un contenuto. I ricercatori hanno concentrato le loro ricerche su un ristretto campione di utenti servendosi di Twitter per meglio individuare quegli utenti, meglio, gruppi di utenti, che fungessero da “sensori”, ossia quegli utenti che sono in grado poi di avviare alla diffusione globale del contenuto. I ricercatori volevano comprendere come il contenuto si sviluppasse verso il centro e come poi lo stesso si diffondesse verso gli altri utenti. Quindi una volta individuati gli utenti, definiti “sensori”, sarebbe poi stato utile monitorare come essi twittavano o conversavano con altri utenti, un procedimento che i ricercatori definiscono “sensor hypothesis“.

    Allora, per sei mesi, nel 2009,  sono stati monitorati contenuti e conversazioni su Twitter. Si è partiti con una rete di utenti di 40 milioni connessa con 1,5 miliardi di “follows”, poi in maniera casuale da questi hanno selezionato piccoli gruppi di utenti centrali, con almeno una persona che li seguisse, e sono stati creati quindi i gruppi di monitoraggio. In sostanza lo studio dimostra il modello dei “piccoli gruppi di amici” è la chiave per l’effettiva diffusione esplosiva di un contenuto e che quindi permette di prevedere la viralità di hashtag, almeno 9 giorni prima. Quindi sono gli individui “sensori” la chiave di tutto. Il modello permette quindi di rilevare che ogni utente ha in media 25 followers che a loro volta hanno 422 followers.

    La ricerca fornisce anche alcuni “prove” a sostegno della effettiva validità di questo modello. Ad esempio, attraverso questo metodo i ricercatori sono stati in grado di prevedere fino a due mesi prima l’effettiva viralità di #Obamacare come tendenza globale su Twitter, e tre mesi prima che diventasse la keyword più ricercata su Google. Il metodo può essere utilizzato anche in tempo reale e implementato anche su diverse aree geografiche.

    Questo metodo a questo punto può risultare di importanza rilevante in una prima analisi degli umori sui social media rispetto ad argomenti di natura politica, economica, sociale, come dicevamo prima utile anche a capire l’atteggiamento dei consumatori. Ma sarebbe utile anche in un contesto sanitario, come per esempio dare delle risposte immediate rispetto a epidemie o altre malattie.

    Insomma, il metodo dei “sensori” ci darà modo di capire l’effettiva portata virale dei contenuti. E voi cosa ne pensate di questa ricerca?

  • Il nuovo profilo di Twitter da oggi disponibile per tutti, ma sa di già visto

    Il nuovo profilo di Twitter da oggi disponibile per tutti, ma sa di già visto

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    E finalmente da oggi è disponibile il nuovo profilo di Twitter per tutti gli utenti. Quello che nelle scorse settimane era solo per pochi, da oggi gli utenti Twitter hanno la possibilità di toccare con mano il nuovo layout. Twitter punta dunque a coinvolgere di più i propri utenti, visto che da una recente ricerca il 44% non scrive neanche un tweet

    Il nuovo layout grafico dei profili di Twitter era molto atteso e da oggi, dopo una fase di test condotta su pochi utenti, è disponibile davvero per tutti gli utenti. Quindi quella che era un’idea di cui vi abbiamo parlato appena un paio di mesi fa era davvero la nuova veste grafica dei profili di Twitter. E quindi buona parte di quelle impressioni avute ad un primo sguardo, rimangono anche adesso toccandole con mano. E cioè che la prima sensazione è di avere davanti un qualcosa di già visto da qualche altra parte. Certo la somiglianza con Facebook è molto evidente, ma la vera sensazione è quella di avere davanti niente di particolarmente innovativo, sono state inglobate idee già usate, senza introdurre qualcosa di originale.

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    Adesso si ha la possibilità di personalizzare l’immagine dell’intestazione che fa da copertina al nuovo stile grafico del profilo, niente di nuovo insomma. L’immagine profilo viene spostata in basso a sinistra per metà incastonata nell’immagine di intestazione e di fianco a questa si ha il menù con tutte le informazioni: tweet complessivi, immagini e video caricati, following, followers, preferiti e liste. A sinistra del menù si trovano i suggerimenti su chi seguire. Nella parte immediatamente sotto all’immagine profilo ci sono le informazioni dell’utente, dove viene aggiunto stavolta anche il mese e anno in cui ci si è iscritti. La sezione centrale, la propria timeline dalla quale è possibile monitorare i propri tweet e le risposte, vede come novità quella di poter mettere in evidenza nella parte superiore un tweet, quello che ritenete sia per voi importante, lo potrete poi sostituire quando volete. Alta novità è che adesso i tweet che ricevono un engagement superiore risulteranno facilmente individuabili, più grandi rispetto agli altri. E infine, da oggi è possibili filtrare i tweet con queste opzioni: tweets, weets con foto/video, tweets e risposte.

    Anche lo schema grafico dei singoli menù ricorda molto qualcosa di già visto, ma al di là di queste veloci impressioni, resta il fatto che Twitter ha bisogno di coinvolgere di più i propri utenti, mantenendoli sulla piattaforma e soprattutto fare in modo che siano più attivi nella creazione di contenuti, viso che un recente studio ha rivelato che il 44% degli utenti non ha scritto neanche un tweet. Sarà interessante vedere quali effetti, se li avrà, provocherà il nuovo layout grafico.

    Intanto, voi che ne pensate? Vi piace il nuovo stile?

  • Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

    Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

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    Twitter ha annunciato oggi il lancio ufficiale della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub, uno strumento che consentirà agli investitori di raggiungere quasi 1 miliardo di dispositivi mobili. Più o meno la cifra che permette anche Facebook, ad oggi. Con questa piattaforma sarà possibile realizzare annunci pubblicitari per installare applicazioni

    La mossa che si attendeva alla fine è arrivata, forse anche prima del previsto. Da oggi Twitter ufficializza l’avvio della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub. Con questa nuova piattaforma Twitter consentirà agli investitori di raggiungere almeno 1 miliardo di dispositivi mobili, più o meno quelli che riesce a garantire oggi Facebook. In pratica da oggi gli investitori avranno la possibilità di realizzare annunci che pubblicizzano una mobile app, quindi, una volta che l’utente vede comparire sul proprio mobile device un annuncio del genere, una volta cliccatoci sopra verrà indirizzato verso un app store, da dove scaricare appunto l’app.

    Twitter metterà a disposizione di brand e inserzionisti una suite di strumenti attraverso cui effettuare il miglior targeting dei propri annunci, ma anche strumenti per la creazione degli stessi annunci e soprattutto strumenti per la misurazione dei risultai che le campagne saranno in grado di dare. Twitter descrive la tipologia dei nuovi annunci a metà strada tra le Twitter Cards e i Promoted Tweets.

    E ci sono già dei partners che hanno avuto modo di provare la piattaforma in versione beta e tra questi ci sono Spotify, HotelTonight, Kabam, Deezer, SeatGeek, GREE e Get Taxi.

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    L’accordo con MoPub fu raggiunto lo scorso Ottobre sulla base di 350 milioni di dollari. La piattaforma ad oggi gestisce 130 miliardi di richieste ogni mese e può raggiungere 1 miliardo di dispositivi mobili.

    Insomma, la guerra tra Twitter e Facebook a questo punto si gioca su un terreno vitale per entrambi, quasi ad armi pari. Dopo aver dato vita in questi ultimi mesi ad un continuo scopiazzamento, da un parte e dall’altra, ora il confronto si fa duro perchè si parla di pubblicità ed lo strumento attraverso il quale le due aziende, oramai adesso accomunate anche dalla quotazione in borsa, raccolgono gran parte dei loro introiti. Twitter non ha certo la base di utenti di Facebook, ma con questo nuovo potenziale e mirando verso aziende di e-commerce e di mobile game ha tutte le carte in regola per giocare quanto meno alla pari.

    Adesso è difficile fare delle previsioni, ma da quello che si sa è che nella fase di testing durata oltre un anno, Twitter ha fatto registrare numeri interessanti. Nell’ultimo trimestre, quello relativo al Q4 2013, Twitter ha ricavato 8 milioni di dollari da MoPub, molto più di quanto era stato previsto. Vedremo nei prossimi mesi l’entità e i numeri della piattaforma.

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