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  • Facebook è sempre più una Mobile company

    Facebook è sempre più una Mobile company

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    Facebook ha presentato i dati finanziari relativi all’ultimo trimestre del 2014, il Q4. Ebbene l’azienda fa registrare ricavi oltre le previsioni; la base utenti è di 1,39 miliardi e il 69% dei ricavi arriva da Mobile. Facebook è ormai una società mobile.

    Facebook ha presentato i dati finanziari relativi all’ultimo trimestre del 2014, il Q4. E i dati hanno superato le previsioni degli analisti finanziari facendo segnare 3,85 miliardi di dollari di ricavi, contro i 3,77 miliardi delle previsioni. Erano 3,2 miliardi nell’ultimo trimestre ed erano 2,59 miliardi di dollari nello stesso periodo del 2013. I ricavi per azione, EPS, sono stati di 54 centesimi di dollaro contro i 48 delle previsioni. Ma dai dati emerge che Facebook sta costruendo una macchina di adv che va oltre lo stesso sito. Facebook ormai punta molto sul mobile advertising che arriva ad essere il 69% dei ricavi totali, era il 66% nell’ultimo trimestre. L’attività sul mobile è ormai salda. L’utile netto è di 701 milioni di dollari, in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 34%. Sono aumentate le spese anche per via delle acquisizioni di WhatsApp e di Oculus VR.

    La base utenti cresce del 3,18% rispetto al trimestre precedente arrivando ad essere 1,39 miliardi di utenti (+13% in un anno). Una crescita lenta, come già ricordava la ricerca di Pew Research, ma con un capacità di engagement più alta. Sono 890 milioni gli utenti attivi al giorno (217 milioni in Europa), in crescita del 18% rispetto ad un anno fa; mentre sono 1,19 miliardi gli utenti attivi ogni mese da mobile (in crescita del 6,2% nell’ultimo trimestre e del 26% in un anno) e sono 745 milioni gli utenti attivi ogni giorno sempre da mobile (in crescita del 6% rispetto allo scorso trimestre e del 34% rispetto ad un anno fa). Quindi Facebook continua a crescere da Mobile, infatti gli utenti che accedono a Facebook solo da mobile sono cresciuti del 15,3% rispetto all’ultimo trimestre e sono 526 milioni di utenti. Una crescita che spiega gli sforzi di Facebook verso i paesi “economie emergenti” che usano poco i desktop e molto i dispositivi mobili.

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    Facebook negli ultimi mesi ha investito molto soprattutto nel tentativo di migliorare la qualità dei contenuti visualizzati dagli utenti. basti pensare all’ultimo aggiornamento con cui si mira ad eliminare le “bufale” che adesso si possono segnalare o anche anche alla maggiore capacità di controllo del news feed da parte degli utenti, senza dimenticare anche l’introduzione della sezione trending.

    Ma quello che evidenziano dati che abbiamo conosciuto insieme è che Facebook comincia ad essere non più una società “mobile first”, oggi è una società mobile a tutto tondo ed è questo il vero obiettivo, quasi raggiunto, che Mark Zuckerberg si era prefissato nel 2012.

    Sarà interessante vedere come Facebook gestirà poi la crescita nei paesei ad economie emergenti soprattutto dal punto di vista dell’advertising.

  • Twitter, nel 2018 quasi la metà degli utenti arriverà dall’Asia

    Twitter, nel 2018 quasi la metà degli utenti arriverà dall’Asia

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    Secondo una interessante ricerca di eMarketer, Twitter entro il 2018 avrà il 40% degli utenti attivi che arriveranno da Asia, esclusa, almeno per ora, la Cina. I paesi occidentali invece cresceranno meno, Italia compresa. E’ il segno che saranno le economie emergenti a fare in modo che Twitter possa superare lo stallo attuale

    Come è ormai molto evidente, il problema che affligge Twitter in questi ultimi mesi è proprio quello di trovare il modo per fa crescere la sua base di utenti. E questo è il problema che sta conoscendo in maniera più consistente proprio dallo sbarco a Wall Street e che sta impensierendo non poco gli investitori che stanno mettendo in pressing Dick Costolo & Co. per fare in modo che si ricominci a crescere e quindi si cominci a guadagnare sul serio. Si perchè quello che gli investitori continuano a sognare, più o meno tutte le notti dal novembre scorso, forse come un incubo, è: +utenti=>+introiti pubblicitari, quindi più soldi. Detto questo, a quanto pare il problema potrebbe presto risolversi nel giro di qualche anno, quattro per la precisione, come sottolinea la nuova ricerca pubblicata qualche giorno fa da eMarketer.

    In pratica, entro il 2018 il 40% degli utenti di Twitter arriverà dall’Asia, quindi da quei paesi definiti “economie emergenti”, come Indonesia e India, che faranno da forte traino alla base utenti della piattaforma di microblogging. Lo studio non considera la Cina per il fatto che Twitter è bloccato, ma se le cose dovessero cambiare prima del 2018, allora da quel 40% si potrebbe salire ancora di più. Ma la ricerca contiene anche dei dati interessanti che sicuramente tranquillizzeranno tanto il management di Twitter a San Francisco, quanto gli investitori che aspettano di tirare un po’ di fiato. Infatti, Twitter nel 2014, quindi in questo anno, crescerà, sempre nei paesi asiatici, del 32,8%; un po’ meno nel Nord America, dove risiede la maggior parte degli utenti Twitter. E questo è un altro dei punti interessanti evidenziati dalla ricerca.

    I paesi occidentali di Nord America ed Europa cominciano a toccare il loro punto massimo di maturità per quanto riguarda la base utenti. Come potete vedere dal grafico, fino al 2018 la crescita degli, relativamente ai paesi di queste due grandi aree, va via via riducendosi. E il grafico sulla crescita globale, evidenziato dalla linea rossa, mette in chiaro quale sarà l’andamento complessivo. Quindi, sì crescita, trainata dalle economie emergenti, ma un andamento complessivo che nel 2018 sarà del 10,7%, oltre la metà della crescita del 2014 che sarà del 24,4%.

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    E in Italia?

    Anche per quanto riguarda l’Italia vale il discorso della maturità della base utenti di Twitter, ossia si sta arrivando, così come rilevato dalla ricerca, a quel livello di base di utenti che si potrebbe definire “saturo”. Il nostro paese nel 2012 fa registrare una percentuale di crescita del 43,2%, per poi dimezzare questo valore l’anno successivo, 20,3%. Nel 2014 in Italia la base utenti crescerà del 16,6%, quindi più di quanto si registrerà negli Usa, in Uk, in Francia o in Spagna. Successivamente la crescita rallenterà progressivamente, fino ad arrivare all’11,3% nel 2018. Anche stavolta più degli Usa (6,4%), Uk (4,3%), Germania (8,9%), Francia (8,1%), Spagna (5,5%).

    Insomma, la crescita di Twitter ci sarà e questo assicurerà certamente nuovi introiti pubblicitari. E da questo punto di vista la piattaforma di adv mobile sarà certamente di aiuto. Ma c’è un ultimo dato molto interessante che da pensare e cioè che la ricerca rileva che la base di utenti attivi nel 2013 è di 183 milioni e non di 255 milioni come si era saputo dalla relazione finanziaria relativa al 2013, il Q1. eMarketer elabora i suoi dati incrociando diversi fattori, però resta il dubbio che i numeri forniti da Twitter non siano poi così veritieri.

    E voi che ne pensate?

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  • Ecco un profilo degli utenti di Twitter, più tecnologici della media

    Qualche giorno fa la Frank N. Magid Associates, società di consulenza e di ricerca americana, ha tracciato un profilo di quello che sono gli utenti unici medi di Twitter. E ne viene fuori che sono più giovani e più tecnologici della media degli utenti web e dei social media in generale

    Twitter in questo periodo sta cercando di abbracciare con diverse strategie, compresa la ricerca di un nuovo design grafico come vi abbiamo documentato in questi giorni, un numero più alto possibile di utenti, il dato che è risultato essere negativo dall’ultimo Q4 2013, i primi dati dopo lo sbarco a Wall Street. E in questa ottica, sappiamo quanto il Mobile possa fungere da terreno ideale per il raggiungimento di questo scopo. Ma va anche considerato l’apporto diretto degli stessi utenti che utilizzeranno la nascente piattaforma di advertising che si preannuncia più performante anche di quella di Facebook.

    E allora, tenuto conto di tutto questo, la Frank N. Magid Associates, società di consulenza e di ricerche di mercato americana, ha provato a tracciare un profilo degli utenti unici di Twitter, per cercare di capire chi sono e come si rapportano rispetto alla media degli utenti del web e dei social media in generale.

    La ricerca ha rilevato che gli utenti di Twitter hanno in media 34 anni, quindi più giovani rispetto ai 37 anni che è l’età media su tutti gli altri social media. Il 14% sono di origine ispanica, contro il 10% degli utenti degli altri social media; il 31% ha un reddito superiore ai 75 mila dollari, rispetto ai 25 mila dollari della media degli utenti dei social media in generale.

    Gli utenti di Twitter sono consumatori assidui di oggetti hi-tech e di mobile e trascorrono il 19% del tempo in più sui social media rispetto al tempo trascorso dagli altri utenti. Mediamente, tra le attività più svolte almeno una volta a settimana, l’81% guarda un video online su pc, rispetto al 67% della media degli utenti social media; il 76% usa uno smartphone (rispetto al 64% della media utenti social media), il 69% gioca con videogame (60%) e il 54% usa un tablet (40%).

    Da questa ricerca viene fuori anche che i teen-agers sono un’importante risorsa per Twitter, rispetto a quello che può succedere altrove. La fascia di utenti compresa tra 12-17 anni è cresciuta nel 39% nel 2012 e del 44% nel 2013. E i teen-agers approcciano a Twitter in maniera più positiva, ritenendolo più unico e più trendy anche. Inoltre lo considerano un valido strumento per tenersi informati, punto questo che potrebbe rivelarsi fondamentale per una crescita ulteriore.

    Ultima considerazione è che gli utenti di Twitter considerano con favore gli annunci pubblicitari sulla piattaforma, meglio di quanto gli altri utenti considerano gli annunci su Facebook. Considerate che un terzo degli utenti di ciascun social network clicca almeno una volta al mese su un annuncio pubblicitario. E gli utenti Twitter vedrebbero con favore anche un aumento del numero dell’adv sulla piattaforma. Significherebbe questo nuovi possibili guadagni, ma per questo meglio attendere l’avvio della nuova piattaforma e della nuova strategia.

    Allora, che ne pensate? Vi riconoscete voi utenti di Twitter sotto questo profilo?

  • Facebook Q3 2013, la crescita del social network è a trazione Mobile

    Facebook Q3 2013, la crescita del social network è a trazione Mobile

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    Facebook ha reso noti ieri i dati finanziari relativi al terzo trimestre del 2013, il Q3, e c’è da sottolineare che i ricavi sono in crescita superando i 2 miliardi di dollari, ma soprattutto c’è da evidenziare la crescita di Facebook via Mobile in termini di utenti e anche in termini di ricavi

    Se vi ricordate, a proposito dei dati finanziari Q1 2013, avevamo detto che la crescita del social network sarebbe arrivata soprattutto via mobile. Bene, secondo quelli che sono i dati finanziari di Facebook nel Q3 2013 si potrebbe ben dire che ormai la trazione principale del social network arriva da Mobile. E questo vale sia in termini di utenti che in termini di ricavi da pubblicità. Infatti, il 48% degli utenti nel giorno medio che frequentano Facebook arrivano da Mobile e quasi la metà dei ricavi, il 49%, arriva proprio dalla strategia di mobile adv che Facebook ha fortemente voluto. Ora, facendo una breve considerazione che vale anche come premessa, se Zuckerberg voleva che il suo social network sfondasse sul mobile, allora si può dire che ci sta riuscendo. Anche se sarebbe più corretto dire che la volontà di sfondare sul Mobile è detta più dagli investitori, ma per Mark va bene lo stesso. E visti questi risultati del Q3 sia il founder che gli investitori possono dirsi soddisfatti.

    Ma diamo un’occhiata ai dati ingenerale.

    In totale i ricavi nel Q3 hanno superato i 2 miliadi di dollari, precisamente 2,02, facendo registrare un utile netto di 425 milioni di dollari. Positivo anche l’EPS, ossia i ricavi per ogni azione scambiata, infatti nell’ultimo trimestre si registra un guadagno di 0,25 cents di dollaro per azione, superando anche le stesse stime degli analisti che prevedevano un valore di EPS pari a 0,19 cents di dollaro.

    In termini di utenti, Facebook cresce complessivamente del 18% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno, toccando il numero di utenti registrati a 1 miliardo e 190 milioni. Cresce molto anche la quota di utenti attivi nel giorno medio, +25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e sono in totale 728 milioni.

    Per quanto invece riguarda gli utenti via Mobile, c’è da evidenziare che gli utenti mensili che accedono a Facebook via mobile sono ad oggi 874 milioni con una crescita del 45% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre gli utenti attivi via mobile nel giorno medio sono 507 milioni.

    Insomma, da questo quadro si capisce che Facebook va ormai lanciato a trazione Mobile e il sorpasso sul desktop è ormai cosa fatta, secondo tutti i punti di vista. Non ci sorprenderà certo vedere i dati del Q4 2013 rafforzare questa tendenza.

    E voi che ne pensate? E anche voi accedete a Facebook via mobile più di quanto facciate via desktop?

    (l’immagine di copertina è prelevata da flickr ed è di proprietà di Jennifer Conley)
     
     
  • Italiani più social degli americani, specie gli over 50 [Ricerca]

    Italiani più social degli americani, specie gli over 50 [Ricerca]

    Una interessante ricerca di LiveXtension incrocia i dati del Pew Internet & American Life Project e di Nielsen sugli utenti internet americani con quelli italiani di Audiweb. E ne viene fuori che l’Italia ha un tasso di penetrazione dei social network maggiore rispetto agli USA, soprattutto fra gli over 50

    Già in altre occasioni abbiamo evidenziato il fatto che il nostro paese abbia un tasso di penetrazione dei Social Media molto alto e che il pubblico è via via sempre più maturo. Ma sono delle considerazioni che facciamo di fronte ad alcuni indicatori. Invece quello di cui vi parliamo oggi è la dimostrazione di quello di cui in parte già conosciamo, ma ci si arriva attraverso una ricerca incrociata.

    Infatti, secondo una ricerca di LiveXtension, agenzia di marketing e comunicazione dell’incubatore Digital Magics, l’Italia è più social degli USA. Incrociando i dati sull’utenza internet americana del report Pew Research 2013 (aprile-maggio) e quelli italiani di Audiweb (giugno 2013) è emerso che la penetrazione americana – rispetto a coloro che usano la rete – dei social network è del 72%, in Italia è invece del 75% (20.597.000 milioni di italiani utilizzano almeno un sito di social networking), sfiorando nei mesi scorsi l’80%.

    Grafico 1_Ricerca social LiveXtension

    Un segnale molto interessante è dato dall’analisi della diffusione dei social network per fascia d’età: se in Italia la popolazione più anziana è decisamente meno digitale che altrove, quando utilizza internet è invece super social: oltre il 60% degli utenti internet italiani over 64 usa anche i social network. Negli Stati Uniti sono solo il 43%.

    Per quanto riguarda invece la fascia d’età 50-64: il 60% degli americani usa i social, mentre in Italia è il 75%.

    Una verifica ulteriore di questo fenomeno è stata effettuata confrontando i dati relativi al mese di luglio 2013 di Nielsen USA e di Audiweb per quanto riguarda l’uso dei social network. Pur con qualche differenza rispetto ai dati di Pew Research, il “vantaggio” italiano rimane.

    Grafico 2_Ricerca social LiveXtension

    La penetrazione complessiva dei social network in America è del 63,4% e sui 50-64 del 65,4%. In entrambi i casi siamo lontani dai dati del nostro Paese, gli Italiani che navigano sui social network corrispondono al 73% e al 74,5% nella fascia 50-64 anni. Per quanto riguarda gli over 64 gli USA si allineano al dato italiano del 60%.2

    Sono gli italiani over 50, insomma, che rendono l’Italia più social rispetto al Paese che ha inventato i social network! Questi siti rappresentano un fenomeno assolutamente di massa, che coinvolge ormai larghissime fette degli utenti internet di tutte le età, non solo quelle più giovani.

    La ricerca è online sul blog di LiveXtension con particolari specializzazioni in ambito social.

    Allora che ne pensate? Siete sorpresi da questi dati?

     

  • Mozilla, un 2012 Mobile [Infografica]

    Mozilla, un 2012 Mobile [Infografica]

    Mozilla, uno dei più popolari browser, ha diffuso oggi alcuni dati dal suo blog ufficiale relativi al 2012. E si può dire che l’anno che sta per finire è stato all’insegna del Mobile. Diamo un’occhiata all’infografica

    Mozilla ha diffuso alcuni dati, dal proprio blog ufficiale, relativi al 2012. Un anno che è stato per il browser della Mozilla Foundation, decisamente all’insegna del Mobile. La più grossa novità dal 2004 per il browser è stata il rilascio di Firefox OS, il browser realizzato per i dispositivi mobili, andando in questo modo a coprire una grossa lacuna  e andando incontro ai fedeli utenti del browser che vogliono continuare ad usarlo anche sul proprio smartphone o tablet.

    Mozilla-2012

    Particolare attenzione è stata rivolta per i dispositivi Android, un vero banco di prova per Mozilla e a vedere anche i risultati questo sarà sicuramente un traino verso il 2013, che si preannuncia cruciale per il settore Mobile. Ricordiamo che Firefox prima dell’arrivo di Google Chrome era l’unico browser capace di tenere a bada Internet Explorer, anzi superarlo nettamente. Poi con l’arrivo del browser da Mountain View, ha sofferto per un pò. Tanto che in poco tempo è stato superato dal nuovo arrivato. Allora Mozilla Foundation ha pensato di riorganizzarsi e di tornare nuovamente alla carica, puntando proprio sul Mobile, senza abbandonare il browser desktop che nel corso del 2012 ha subito significative migliorie rendendolo un pò più fluido e leggero.

    Caratterizzato dall’essere un sistema aperto, Firefox ha colto la sfida di mettere insieme un sistema aperto per il mobile ed è ovvio che per fare questo si deve guardare a quello che fa Google che ha sfrutta proprio un sistema aperto, adesso forte anche sul mobile. Firefox ha come obiettivo quello di mettere insieme un sistema che sia aperto, ma che sia pensato solo per Mobile, una bella sfida e vedremo nel corso del 2012 come si svilupperà. Prima di passare a dare un’occhiata ai dati più interessanti che Mozilla ha fatto registrare in questo anno, va sottolineato che il 19% degli utenti Android hanno attivato la funzionalità “Don’t Track”, l’8% degli utenti l’ha attivata attraverso il desktop, questo a significare che c’è una fetta consistente di utenti che vuole essere libero di decidere quando si tratta della propria privacy. E ricordiamo anche che la Mozilla Foundation ha sostenuto la campagna contro i SOPA, il provvedimento legislativo americano che mirava anche a bloccare l’accesso al sito che avesse violato i diritti sul copyright.

    Dal punto di vista desktop:

    3 miliardi di add-ons scaricati

    social Api e integrazione con Facebook Messenger

    50% più veloce del predecessore e un uso della memoria ridotto di 4 volte

    Da punto di vista Mobile:

    browser 2 volte più veloce

    raggiunti 15 milioni di dispositivi

    Il 2013 sarà quindi per Firefox OS l’anno della prova e anche della maturazione e per questo Mozilla Foundation chiama a raccolta tutti i mozillian per far si che “il mondo che vogliamo sia fatto e costruito sulla base di questo incredibile, aperto, trasparente, potente e umile cosa che chiamiamo Web”.

    E voi avete provato Firefox OS? Vi piace?

    Mozilla-in-2012

  • Audiweb Ottobre 2012, 16 milioni di italiani accedono al web via smartphone

    Audiweb Ottobre 2012, 16 milioni di italiani accedono al web via smartphone

    Audiweb rende noto oggi i dati sulla diffusione dell’online in Italia e sull’audience relativa al mese di Ottobre 2012. Sono 38 milioni gli italiani che accedono ad internet da qualsiasi luogo e ben 16 milioni, in aumento rispetto al mese precedente, lo fanno via smartphone. 2,4 milioni gli italiani che si connettono via tablet

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    Per ciò che riguarda i dati sulla diffusione dell’online in Italia, secondo i nuovi dati di Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, nei primi nove mesi del 2012 oltre due terzi delle famiglie italiane dichiarano di avere un computer di proprietà, il 69% delle famiglie con almeno un componente fino a 74 anni (15 milioni) e, tra queste, 14 milioni hanno la possibilità di accedere a internet da casa. Considerando oltre ai computer di proprietà anche i computer aziendali utilizzati a casa, i televisori e le console giochi, sono 14,3 milioni le famiglie italiane che dichiarano di avere accesso a internet da casa attraverso uno di questi device (il 66,4% del totale famiglie).  

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    La Banda Larga risulta essere nelle case di 9,8 milioni di famiglie (il 69,8% delle famiglie che dichiara di avere un accesso a internet da casa attraverso computer di proprietà), e quasi la totalità di queste dichiara di aver sottoscritto un abbonamento flat (9,2 milioni di famiglie). L’accesso attraverso le chiavette internet è indicato dal 27,4% delle famiglie connesse, pari a 3,9 milioni.

    Analizzando i risultati della ricerca sulla diffusione dell’online tra la popolazione italiana, risultano connessi 38 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, il 79% della popolazione nella fascia considerata che dichiara di accedere a internet da location fisse (da casa, ufficio o da un luogo di studio) o da mobile.

    Per quanto riguarda la disponibilità di accesso a internet dai vari device e dalle singole location esaminati, risulta un’elevata disponibilità da casa attraverso computer (35,3 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni) indicata nel 73,2% dei casi. L’accesso a internet da telefono cellulare/smartphone è confermato dal 33% degli individui (16 milioni di individui) e quello da tablet (a uso esclusivo) nel 4,9% degli individui (2,4 milioni di individui).

    Il profilo degli Italiani che accedono a internet da mobile, è rappresentato dal 36% degli uomini e dal 30% delle donne, in particolare giovani (il 50% degli 11-17enni e il 53,5% dei 18-34enni), con tassi di concentrazione più elevati tra i livelli più alti in termini di istruzione e condizione professionale.

    Più in dettaglio, dichiarano di accedere a internet da mobile il 49,3% dei laureati, il 43,4% dei diplomati, il 59,5% degli imprenditori e liberi professionisti e il 53,8% dei dirigenti, quadri e docenti universitari. Gli studenti, universitari e non, presentano un tasso di penetrazione dell’accesso da telefono cellulare\smartphone che supera il 50% (55,6% per gli studenti universitari e 52,6% per gli studenti di scuole medie e superiori). Analizzando le dichiarazioni sull’uso del cellulare con accesso a internet, risultano 10,6 milioni le persone che indicano almeno un’attività di navigazione effettuata. Tra le attività più citate: navigare genericamente su internet (il 58,4% dei casi), inviare/ricevere e-mail (il 33,4% dei casi), accedere ai social network (32,5%), consultare motori di ricerca (31,3%). Quote comprese tra il 10% e il 26% per altre attività che implicano la navigazione.

    Sono, inoltre, 4 milioni coloro che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione tramite il cellulare e tra quelle utilizzate negli ultimi 30 giorni, le principali sono applicazioni di giochi (53,6%), meteo (51%), quelle che permettono di accedere e chattare sui social network (47,1%), mappe, itinerari, informazioni sul traffico (41,3%) e le applicazioni per foto e immagini(39,3%).

    Audiweb Ottobre 2012 audience

    Passiamo adesso a vedere l’audience. In base ai nuovi dati di audience online da PC, nel mese di ottobre 2012 è stata registrata un’audience di 29 milioni di utenti unici, con un incremento del 6,9%. Cresce anche l’audience online nel giorno medio, con 14,8 milioni di utenti(+13,2%) che hanno fruito del mezzo per 1 ora e 26 minuti.  

    Audiweb Ottobre 2012 video

    Per quanto riguarda i dati di sintesi sulla fruizione dei contenuti video online(Audiweb Objects Video), nel mese di ottobre sono state rilevate 51,5 milioni di stream views, con 6,2 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video online su uno dei siti degli editori iscritti al servizio, con una media di 25 minuti di tempo speso per persona. Sono 1,7 milioni le stream views nel giorno medio, con 707 mila utenti che hanno dedicato 7 minuti in media per persona alla visione dei contenuti video.

  • Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Il ritmo di crescita dei Social Network, importanti i primi 3 anni [Infografica]

    Con la diffusione dei dispositivi mobili che ci permettono di essere connessi ogni giorno, cresce anche l’uso dei social network che aumentano sempre di più in termini di users. Silverpop ne ha raccolti 20 tra i maggiori e ne ha visto la crescita negli anni, vediamo cosa ne è venuto fuori

    Ne parlavamo proprio qualche giorno fa, a proposito di una recente ricerca di comScore sul crescente uso di smartphone in Europa e in Italia, con l’aggiunta del fatto che aumenta tra questi possessori anche chi possiede un tablet, è inevitabile il riflesso che questo comporta sulla crescita dei Social Network. Il nostro paese ad esempio è tra quelli che vanta il maggior uso dei social network proprio via mobile. E quindi la ricerca di Silverpop che ha raccolto 20 tra i più popolari social network, dimostra proprio questo stretto legame. Alle persone piace essere connessi col proprio social network preferito, ma anche di essere liberi di poterlo fare ovunque.

    Facebook e Twitter sono ormai i grandi protagonisti del panorama dei Social Network con, rispettivamente, 1 miliardo e 500 milioni di users, ma l’aspetto su cui si concentra questa ricerca è un social network cresca in maniera costante nei primi sei anni ed è fondamentale crescere nei primi tre anni di vita. Questo per far si che il progetto possa poi mostrarsi solido e duraturo capace di attrarre nei primi anni dal lancio un numero in crescita costate di utenti. Se guardiamo LinkedIn, ad esempio, notiamo che è uno l’unico a non essere mai riuscito a triplicare il numero degli utenti anno per anno, come invece è successo ad altri, capace però di mantenere ritmi di crescita e di fare il salto di qualità verso il terzo-quarto anno. E oggi LinkedIn è uno dei social network più importanti e seguiti.

    L’analisi effettuata su 20 social networks rivela che 9 su 11 sono cresciuti nei primi tre anni di vita e 5 di questi ha continuato a crescere anche nei successivi tre anni. Come abbiamo imparato la crescita costante del numero degli utenti determina poi il valore reale di un social network, ecco perchè è essenziale che questo ritmo rimanga costante proprio nei primi anni. Un esempio su tutti è Twitter capace di crescere al ritmo di otto volte le sue dimensioni tra il terzo e il quarto anno di vita. Facebook nello stesso periodo di vita è cresciuto di 6 volte e Tumblr invece è cresciuto di 4 volte.

    Chi ha poi puntato molto proprio sul Mobile, come Foursquare, il social network di geolocalizzazione, ha visto raddoppiare la sua base di utenti proprio nell’ultimo anno, questo anche per il fatto che l’unico che poteva contrastarlo, Gowalla, è praticamente uscito di scena essendo stato acquisito da Facebook. Anche Instagram, una delle mobile app più usate, sempre proprietà di Facebook, ha visto raddoppiare il suo numero di utenti tra il primo e il secondo anno, proprio in virtù dell’acquisizione da parte del social network di Zuckerberg. Pinterest, vero astro nascente tra i social network, è stato capace di 25 milioni di utenti in meno di tre anni. Google Plus è cresciuto raggiungendo la cifra di 400 milioni di utenti.

    Questo il quadro complessivo di questa interessante ricerca che a quanto pare mostra un panorama tra i social network comunque in crescita. Certo sarà interessante vedere cosa succederà nei prossimi anni. Voi che ne pensate? Chi credete che saprà mantenere costante la sua crescita e chi no?

    Crescita-social-network-primi-tre-anni

  • Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker raggiunge 1 milione di utenti registrati

    Spreaker che seguiamo ormai da tempo ha annunciato oggi di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. La startup bolognese si così porta in primo piano nell’ambito dei servizi online internazionali

    spreaker logoSiamo particolarmente felici nel dare questa notizia anche perchè seguiamo Spreaker praticamente da quando è nata e abbiamo sempre seguito con interesse tutte le varie tappe che ne hanno segnato il percorso in crescita di questa startup nata a Bologna nel 2010, molto conosciuta e usata in Italia e anche negli Usa. Spreaker è la piattaforma che ti permettere di creare podcast LIVE e di condividerli e distribuirli facilmente in Rete e oggi ha annunciato di aver raggiunto 1 milione di utenti registrati. Una uova tappa importante per la startup bolognese che, grazie a questo nuovo traguardo, si porta in primo piano nel panorama internazionale dei servizi sul web.

    Un milione di utenti registrati, una FanPage con più di 25 mila like, 500 mila iscritti attraverso l’app di Facebook, la grande forza del prodotto sta nella sua estrema semplicità d’uso e nel grande potenziale di utilizzo.

    Ogni mese sulla piattaforma si contano più di 48 mila ore di registrazione: i produttori, in maggioranza americani e italiani, raccontano e si confrontano su svariati temi d’attualità: dalle recenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, alla cronaca dell’ultima partita della squadra del cuore, alle trasmissioni tech per gli amanti della Rete e delle ultime novità in ambito mobile.

    Artisti come i Ting Tings hanno presentato in diretta mondiale il loro primo album chattando con i fans e ricordando attraverso alcuni brani chiave il loro percorso discografico; i protagonisti delle primavere arabe hanno portato le loro testimonianze in diretta dalle piazze delle rivoluzioni, gli Indignados hanno raccontato attraverso la piattaforma l’occupazione delle principali piazze spagnole.

    Quindi non solo musica e intrattenimento ma anche informazione e attenzione ai fatti che accadono nel mondo, con la possibilità di veicolare e condividere messaggi in audio e interagire con utenti da ogni parte del mondo. Questa la grande forza di Spreaker.

    Per il 2013 l’azienda ha come obiettivo incrementare la crescita degli utenti focalizzandosi sul miglioramento dell’offerta mobile che avrà sempre maggiori tool professionali per un’ottima qualità della registrazione. Allo stesso tempo verranno migliorati gli strumenti web per favorire ed arricchire l’esperienza utente.

    A questo punto non ci resta che fare i complimenti allo straordinario team di Spreaker e augurare traguardi ancora maggiori. E ovviamente noi saremo qui a raccontarveli!

  • Pinterest: nasce l’esigenza di un’estetica dei pin?

    Pinterest: nasce l’esigenza di un’estetica dei pin?

    Pinterest più volte lo abbiamo descritto come il vero fenomeno tra i social media del 2012. Grande successo di numeri e le recenti modifiche ne accrescono l’appeal. Eppure tra i tantissimi pin che ogni giorno vediamo non tutti sono adeguati. E’ il caso di parlare di “estetica dei pin”?

    [dropcap]I[/dropcap]n un momento in cui Pinterest è tornato agli onori di cronaca grazie alle ultime novità, dalle notifiche e la gestione degli utenti  alle board segrete ed alle pagine aziendali, ho sentito la necessità di condividere con voi una riflessione autocritica sul modo con cui stiamo usando questo strumento, a maggior ragione se da ieri questo si è fatto ancor più strumento di marketing con le brand pages e se lo sarà ancor di più inserendo elementi di monitoraggio e analisi come sembra voler fare.

    Pinterest: storia autocritica di un cattivo utilizzo

    Da qualche tempo ho notato una mia reticenza nel cliccare su link provenienti da Pinterest rintracciati tramite altri social network. Mi chiedevo perché, perché vedendo un link “pinterestiano” ad esempio su twitter il mio istinto fosse quello di evitare di aprirlo? Non riuscivo a mettere a fuoco il problema fino a quando non mi è passato davanti un tweet di  Rosa Giuffrè

    Pinterest

    con  tema “il pin perfetto”, post che condivido a pieno dato che spesso l’esperienza Pinterest risulta deludente a causa della superficialità con cui vengono inseriti i contenuti su questo social network.

    A questo punto quella “reticenza” ha preso forma ed è diventata una sorta di autocritica al modo di usare Pinterest da parte di molti di noi, me compresa, soprattutto nel settore del social media marketing. In sostanza una volta difronte ad un tweet contenente un link a Pinterest mi sono chiesta:

    Perché per arrivare a leggere “quel” post dovrei cliccare su di un link che mi porta ad un pin la cui immagine non aggiunge e non anticipa nulla e pergiunta mi costringe ad un ulteriore click per raggiungere finalmente il contenuto desiderato?

    Fermo restando che per un’esperienza completa di navigazione su Pinterest siano necessari elementi che vanno “oltre il pin”, ad esempio un link ad un approfondimento, trovo anche che la completezza del messaggio debba essere il pin stesso.

    Capita fin troppo spesso di vedere pin che non contengono alcuna coerenza con il contenuto o che non hanno una completezza, perché parzialmente compilati come dice Rosa ma anche perché l’immagine utilizzata non è stata pensata per quel tipo di comunicazione, così succede addirittura che le stesse immagini portino a contenuti differenti, creando una confusione totale nell’utente che se arriva da un altro social network trova un’immagine “inutile” che è costretto a cliccare per “ottenere soddisfazione”, se invece sta cercando contenuti all’interno di Pinterest si trova davanti una ripetizione di immagini identiche o similari che spesso portano a post diversi tra loro.

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    Credo occorra quindi un piccolo cambio di mentalità, uno sforzo in più, che in parte si è già concretizzato con la nascita delle infografiche ma che deve ancora prendere una forma più concreta: pensare che i nostri contenuti possano essere “pinnati”. Dare ai nostri post immagini esaustive evitando di utilizzare riempitivi standard che farebbero sembrare un pin al nostro post identico ad un post di qualcun altro, dare al lettore un’impatto visivo che renda giustizia al suo click e che sia la leva per il prossimo click di approfondimento. Blogger o brand o editori o copywriter, è indifferente, il pin dev’essere bello e completo nel messaggio.

    Potremmo dire che siamo di fronte ad una ‘“Estetica dei pin”?

    Qual’è la tua esperienza di pinner?  Quanti pin uguali ti è capitato di notare?

    Quante volte hai evitato di cliccare su un link Pinterest da Twitter perchè “troppi click per arrivare al post”?

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