Tag: web

  • Google e la Privacy

    Anche Google si pone forse uno dei problemi più spinosi che al momento investe il web, che è quello della Privacy. E dal suo blog ufficiale definisce i principi fondamentali. Vediamo quali sono.

    Google e la Privacy

    Google, anche per onorare l’International Data Privacy Day di oggi, ha pubblicato una serie di principi fondamentali per la gestire la privacy sul suo blog ufficiale. Vista così non sembrerebbe niente di eccezzionale , ma il fatto stesso che la grande G definisca una serie di regole allora tutto acquista più importanza e valore. Inoltre c’è la possibilità di approfondire l’argomento secondo quanto Google stabilisce direttamente qui. (altro…)

  • La Guerra Fredda del Web

    Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sembra richiamare alla memoria il periodo gelido della Guerra Fredda. Il terreno dello scontro oggi è il Web, da una parte censurato e dall’altra sancito come diritto fondamentale. Come finirà?

    Dal momento in cui Google ha deciso di contrastare e di non sottostare più alla politica censoria e restrittiva praticata dalle autorità cinesi sul web, e direi anche che ha fatto bene, si è scatenato un inevitabile scontro a livello internazionale, coinvolgendo i massimi livelli governativi, cinesi da una parte e americani dall’altra. Uno scontro in vero stile “guerra fredda”, combattuto su un terreno nuovo, il web, che rischia di far saltare equilibri finora costruiti con minuzia e pazienza. Proprio con la Cina Obama all’inizio del suo mandato presidenziale si era ripromesso di costruire nuovi rapporti. Ebbene a distanza di un anno tutto questo è già messo a dura prova.  (altro…)

  • Ecco finalmente uno strumento utile per il Web Marketing!

    Il 2010 inizia con  un aumento della consapevolezza culturale dell’informazione: ogni singola decisione viene presa senza intermediari e nasce il bisogno di un punto di aggregazione per gli operatori del web marketing.

    Web Marketing

    In questo contesto entra in gioco Web Marketing University (http://www.webmarketinguniversity.net), un nuovo portale in grado di offrire agli utenti una vasta scelta di servizi e prodotti legati all’universo del web marketing.
    Il suo ideratore, Alessandro Sportelli, è anche il fondatore del forum italiano Web Marketing Forum (http://www.webmarketingforum.it),  il miglior concentrato di conoscenze, competenze e professionalità dedicate agli addetti ai lavori.

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  • Investire in Visibilità

    La necessità di avere un sito web è sicuramente quella di avere più visibilità, quindi essere facilmente o quasi riconoscibili. Allora ha senso spendere un sacco di soldi quando poi il sito è invisibile?

    Investire in VisibilitàQuesto è ormai un problema che chiunque deve affrontare se vuole, e secondo me deve, dotarsi di un sito web per poter meglio rendere visibile la propria attività e anche la propria immagine. In un altro post ho trattato del perchè avere un sito web è necessario, e di come la rilevanza di contenuti ben strutturati di per sè è già un bel passo verso la visibilità ambita. Ma guardando bene la situazione attuale, oltre che essere inficiata da una scarsa fiducia (ancora!) verso il web e in particolar modo verso il web 2.0, ci si accorge facilmente che siti che sono stati messi su con un notevole esborso economico, sono quasi invisibili. L’investimento in questo senso si rivela inutile e anche dannoso perchè dietro un bel sito in html o in flash non è stato previsto un minimo di strutturazione dei contenuti per far scattare la molla della visibilità. Allora vedi che molti siti stanno sul web “parcheggiati” sensa che nessuno sappia della loro esistenza.  (altro…)

  • Iab, rallenta l’advertising online

    I dati diffusi dallo Iab ci dicono che l’advertising online continua nel suo stato di difficoltà. Non sono dati catastrofici ma comunque fanno segnare un rallentamento. L’unico dato positivo proviene dall’in-game advertising.

    Advertising online
    Advertising online

    I dati resi pubblici oggi attraverso questo documento segnalano un periodo di rallentamento della pubbliità online negli ultimi sei mesi. Il documento riassume con queste parole il rallentamento: “Le entrate pubblicitarie sul Web negli Stati Uniti hanno totalizzato 10.9 miliardi di dollari per i primi sei mesi del 2009, con il secondo trimestre che totalizza approssimativamente 5.4 miliardi. Le entrate da Internet advertising per i primi sei mesi del 2009 scendono del 5.3% rispetto allo stesso periodo del 2008“. A ben vedere non si registra un crollo, ma comunque il segno meno in un settore che nelgi ultimi mesi è cresciuto a ritmi vertiginosi desta un pò di preoccupazione negli addetti ai lavori. E infatti Randall Rothenberg, CEO IAB, spiega la nuova situazione in questo modo: “Siamo in una delle più difficili crisi economiche degli ultimi decenni. Negli ultimi anni la rivoluzione digitale ha guidato la trasformazione del modo in cui i consumatori sperimentano l’advertising ed i media”. Appunto. (altro…)

  • Pubblicità sul Web, binomio vincente!

    Se c’è un settore che non conosce crisi questo è quello della pubblicità sul web. I dati che vengono diffusi in questi giorni e in questi mesi dimostrano come investire sul web  sia sempre più la scelta preferita dalle aziende italiane.

    Prendo spunto da un articolo apparso ieri su il sole 24ore, in occasione del convegno dell’Upa (Utenti pubblicità associati) “Tutto cambia. Cambiamo tutto?”, dal titolo Il web rivoluziona il mercato pubblicitario dove Mainardo De Nardis, amministratore delegato di OMD Worldwide, uno dei principali network media del mondo, che ormai anche il mondo della comunicazione sta cambiando andando nella direzione del web cambiando la propria visione del mercato e dei consumatori. Più concretamente, De Nardis sottolinea come i giovani tra i 18 e i 24 anni stanno ogni giorno, in media, due ore e mezza on line. Il 94% legge ogni giorno la posta elettronica, il 75% guarda un video e i tre quarti si tengono aggiornati on line. Questa “generazione on line” è «misurabile» molto meglio del pubblico dei media tradizionali ma le «informazioni sono praticamente infinite» sottolinea De Nardis e quindi il lavoro di elaborazione che attende gli operatori è gigantesco.

    I media tradizionali, di fronte al cambiamento della società «liquida», come la definisce il presidente della Fieg Carlo Malinconico, puntano sulla moltiplicazione digitale. E sulla molteplicità delle piattaforme distributive, come la radio. L’asso nella manica é la qualità dei propri contenuti a fronte del caos “senza garanzie” del Web. La crisi, prima o poi, passerà, ripetono tutti ma, aggiunge Enrico Finzi, «la sua eredità sarà una diminuzione tendenziale del saggio di profitto per tutti». Anche perché «il nuovo costa». Costa: ma negli Stati Uniti Arianna Huffington «con zero dollari spesi nel marketing» ha costruito un portale informativo – che include news, commenti, blog – che ha venti milioni di utenti. Il segreto sta nell’indipendenza giornalistica.

    Particolare che più interessa l’inserzionista che si appresta ad una campagna pubblicitaria sul web è proprio la misurabilità della campgna stessa, cioè il poter avere a disposizione dati certi che altrimenti sarebbero indisponibili con campagne di tipo tradizionale. E infatti questo concetto è sostenuto anche da Layla Pavone, presidente Iab Italia, che sostiene: ”Ci sono molte ragioni alla base del fenomeno – spiega -. Intanto se la vogliamo mettere sul fronte dei costi, la pubblicita’ su Internet e’ parecchio competitiva rispetto a quella veicolata attraverso i media tradizionali. Investire sull’advertising online non solo costa meno ma i risultati in termini di performance sono migliori: soltanto veicolando un contenuto sul Web, piuttosto che sulla stampa, si moltiplica per dieci la sua capacita’ di diffusione per effetto delle ‘economie di scala’ tipiche dell’online. E poi c’e’ la misurabilita’ del risultato, impossibile con altri media con la stessa puntualita’ e certezza del dato. E oggi le aziende sono molto attente ai risultati effettivi”.

    Quest’anno il mercato pubblicitario online in Italia crescerà di un buon 13%, che si aggiungerà al +21,7% registrato nel 2008. Dati più che confortanti  che spingono ad approfittare di questo andamento.

    Domanda finale: i media italiani e i suoi principali operatori, così come le agenzie e i centri media, sono davvero pronti ad accettare la sfida sintetizzata dal presidente dell’Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi nel binomio «trasparenza» e «responsabilità»?

    Fiduciosi attendiamo risposta.

    (fonti utilizzate: ilsole24ore e Affaritaliani.it)

  • Il Web secondo gli Italiani

    Da un’indagine effettuata da Nielsen pare che internet sia il mezzo utilizzato dagli italiani per allontanare la Crisi. Allora bisogna continuare a crederci.

    Proprio in un post ad inizio anno, prendendo anche spunto dal messaggio augurale del Presidente della Repubblica Napolitano, avevo parlato di guardare al 2009 in modo positivo, nonostante tutto,  in modo che da questo anno così pesantemente colpito dalla crisi possano venire fuori le nostre energie migliori per poter guardare al futuro con più concretezza. E con molto piacere ho avuto modo di constatare che pare che gli italiani dall’inizio dell’anno hanno preso ad avere uno slancio più ottimistico, almeno per quanto riguarda il web. E ce lo confermano proprio i dati diffusi da Nielsen Ratings che ha pubblicato tre giorni fa un’indagine dalla quale è venuto fuori che sin dai primi giorni dell’anno gli italiani consultano il web per darsi dei “buoni propositi”. Cresce il tempo trascorso sul web per mese, si passa dalle 26 ore del 2008 alle quasi 28 del 2009, e c’è una forte attenzione per categorie particolarmente legate a situazini di cambiamento. Infatti i siti più visitati sono stati quelli immobiliari, con 2,4 milioni di visitatori; a questo segue la categoria dei viaggi, dove è vero che il periodo registrato riguarda anche le ferie natalizie e quindi è più facile notare una forte attenzione a viaggiare, ma questo è un settore forte anche durante tutto l’anno e i dati lo confermano. Altro settore che è stato molto visitato, che si collega molto più degli altri alla crisi di questo peridodo, è quello del Lavoro. Sono stati 3,3 milioni le persone che hanno navigato siti per la ricerca di un nuovo lavoro, il 20% in più rispetto al dicembre 2008. Questo anche perchè il web, con il recruiting online, è oggi lo strumento più veloce dove poter trovare una nuova opportunità di lavoro e sta cominiciando a diffondersi come nuova cultura anche nel nostro paese.

    Ma Nielsen Rating ha anche diffuso dei dati molto interessanti sul rapporto che hanno gli italiani riguardo alle istituzioni presenti online e per quanto riguarda la propensione crescente verso la multicanalità per i propri consumi. Prima di tutto diciamo che gli Italiani rispetto al web sono molto più avanti paragonati alle istituzioni pubbliche presenti sul web. E questo la dice lunga su come le istituzioni guardano al web. Se infatti il navigatore italiano dimostra ancora delle lacune verso tutto ciò che riguarda internet figuriamoci coda dimostrano i nostri enti pubblici. E infatti Nilesen ci da questio spaccato: intanto un navigatore su due visita ogni mese un sito di e-government, ma come dice Andrea Boaretto, Responsabile Progetti Area Marketing della School of Management del Politecnico di Milano, “sia alle imprese sia alle PA manca una piena consapevolezza del potenziale multicanale nonché una visione strategica e integrata di tutti i punti di contatto. Ad esempio una nostra ricerca effettuata nel mese di gennaio 2009 ha rilevato solo 50 Comuni Italiani con una presenza su Facebook, ma nella maggior parte dei casi replicando informazioni e notizie del sito, senza un‟apertura al dialogo e al confronto attivo con il cittadino”. Analisi molto chiara che riguarda anche le aziende, quindi, dove proprio in un’altra indagine recente di Nielsen, si metteva in evidenza il fatto che nonostante il cittadino sia più orientato alla multicanalità, di conseguenza internet visto come fonte di orientamento per i consumi grazie ai corporate-blog e ai siti di socialnetwork, le aziende hanno ancora molto da fare per migliorare le proprie strategie multicanali rimanendo ancora molto legate a quelle tradizionali.

    Vale a dire che c’è ancora molto da fare, ma i presupposti fanno ben sperare.

  • I Famosi del Web

    I 25 personaggi più famosi e celebri del web per il 2009. Al settimo posto c’è Beppe Grillo.

    Arianna Huffington
    Arianna Huffington

    Come tutti sapranno Forbes è una rivista economica che ogni anno stila la classifica dei 100 uomini più ricchi del pianeta. E su questo esempio, da qualche anno si cimenta a stilare la classifica dei personaggi più famosi del web andando a individuarli tra imprenditori, bloggers, esperti di media. Quest’anno tra i primi 25 personaggi più famosi del Web, al 7° posto c’è Beppe Grillo, l’unico italiano. E non è la prima volta che Grillo viene citato da un giornale internazionale di questo genere. Già l’Independent, il quotidiano inglese, il giorno dopo il suo V-day lo aveva definito “il nuovo principe clown d’Italia“. Adesso si tratta di una consacrazione e Forbes scrive che  “il suo nome è sconosciuto a molti americani, ma Beppe Grillo è molto conosciuto in Italia. Anche se ha studiato da ragioniere, la sua fama è legata alla comicità e alla televisione . Nel 2005 ha iniziato a condividere i suoi pensieri politici su un blog, ora disponibile in italiano, inglese e giapponese, che è uno dei più letti e questo lo rende una vera web-celebrità”. (altro…)

  • Protezione o Censura?

    Da un paio di giorni non si discute d’altro sul web. E’ in arrivo una legge contro la pirateria web che di fatto agirebbe con poteri di censura. Addirittura si ipotizza di poter applicare nel nostro paese la “dottrina Sarkozy”

    Intanto cerchiamo di capire meglio come stanno le cose. Un paio di giorni fa, ma in realtà se ne parla da tempo, e comparso su Repubblica.it un articolo in cui si esaminava più dettagliatamente questa proposta di legge che è già arrivata al Comitato tecnico governativo e che in difesa del diritto di autore andrebbe a colpire non i provider internet che di fatto non sono responsabili, secondo una normativa europea del 2000, di quanto gli utenti pubblichino nel web, ma più precisamente chi diffonde in rete contenuti multimediali coperti da diritto di autore. Tradotto significa Youtube che tra l’altro di recente si è vista recapitare una richiesta di risarcimento di 500 milioni di euro da Mediaset. E sono in molti a pensare che questo provvedimento segua proprio questa richiesta di risarcimento, ma solo che se fosse così a pagarne le spese non sarebbe solo Youtube, ma anche l’utente finale di internet, proprio perchè essendo il provvedimento stesso vago su questo punto, si potrebbe presagire la possibilità di applicare una sorta di versione italiana della “dottrina Sarkozy”, che prefiggendosi di tagliare internet a chi pratica il peer to peer (P2P) ha già ricevuto una bocciatura dal parlamento europeo perché lesivo dei diritti degli utenti.

    Il nostro paese di fronte a questo tema viaggia a due velocità così come sottolinea Athos Gualazzi, presidente dell’Associazione di promozione sociale Partito Pirata, affermando che “mentre nel Forum delle Nazioni Unite sulla Governance di Internet procede la proposta italiana di una Costituzione per la Rete che permetta a tutti di cogliere le opportunità di un futuro migliore, in Italia si tenta d’introdurre leggi e normative che vanno esattamente nella direzione opposta, che ci riportano a concepire il copyright come uno strumento censorio e non di sviluppo sociale”. Una sintesi quanto mai veritiera e condivisibile.

    E quello che aggiunge Stefano Rodotà è ancora più interessante, perchè durante un’intervista rilasciata ad Articolo21 evidenzia che “nel momento in cui si parla di Obama come il presidente eletto da internet e si sottolinea l’importanza determinante che ha avuto il web per la sua campagna elettorale e per la creazione di una nuova rete di relazioni politiche e sociali in Italia non siamo capaci di andare oltre la vecchia logica della censura.” E continua dicendo che “la rete, e soprattutto internet 2.0, il cosiddetto social networking (Facebook, My Space… ndr) stanno cambiando anche il panorama politico e non possono essere intercettati con vecchie logiche autoritarie che tendono a proporre la conoscenza non come un bene ma come un puro oggetto di una proprieta’ da tutelare a ogni costo.”

    Le parole dell’ex-Garante della Privacy sono in linea con il mio pensiero e con quello di tutti, credo. E speriamo che questo pensiero possa far svanire il pericolo di censura come di fatto viene a crearsi con l’approvazione di questa legge.

  • History of the Internet

    Come spiegare la storia di Internet? Molto difficile riuscire a sintetizzarla e soprattutto non basterebbe un blog intero a contenere tutto ciò che ne verrebbe fuori.

    History of the Internet from PICOL on Vimeo

    Ma oggi vi voglio segnalare un esperimento che si prefige di riassumere la Storia di Internet. Ed è questo video realizzato da Melih Bilgil dal titolo “History of Internet” che, utilizzando le immagini di Picol, un progetto che fornisce immagini libere per facilitare un comune linguaggio pittorico sulla comunicazione elettronica, realizza in otto minuti un video durante il quale illustra le origini e lo sviluppo del web fino ai giorni nostri.

    Un esperimento riuscito, e anche se è tutto in inglese è piacevole comunque seguirlo.

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