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  • X tra Like privati e nuove regole per i contenuti per adulti

    X tra Like privati e nuove regole per i contenuti per adulti

    Le trasformazioni su X, quella che prima era Twitter, continuano. Presto i Like saranno privati per tutti gli utenti; al momento lo sono solo per gli utenti Premium. E, in tutto questo, cambiano le regole rispetto alla condivisione di contenuti pornografici.

    Le trasformazioni della piattaforma che una volta si chiamava Twitter, e oggi si chiama X, proseguono ormai senza sosta. Questa di cui stiamo per parlare si presta a più di una considerazione. Di base, si tratta di una funzionalità che interessa in maniera diretta il nuovo proprietario Elon Musk. E questo è un dato, neanche tanto celato.

    Iniziamo col dire che si tratta di una funzionalità che è già presente tra le opzioni per gli utenti abbonati Premium. E che presto sarà disponibile per tutti.

    Si tratta della possibilità di rendere i “Like” privati, quindi non più visibili.

    X e i like privati

    Parliamo di quei contenuti a cui spesso mettiamo “Like” e che possono, in alcuni casi, essere lontani da ciò che ci interessa abitualmente, al punto da suscitare perplessità e critiche, anche feroci.

    A dare conferma di questa nuova modifica è l’ingegnere di X, Haofei, in un post: “Sì, stiamo rendendo i ‘Mi piace’ privati.

    I ‘Mi piace’ pubblici stanno incentivando un comportamento sbagliato. Ad esempio, molte persone si sentono scoraggiate dal mettere ‘like’ a contenuti che potrebbero essere ‘taglienti’ per paura di ritorsioni da parte dei troll o per proteggere la propria immagine pubblica.

    Presto potrai mettere ‘Like’ senza preoccuparti di chi potrebbe vederlo. Ti ricordiamo inoltre che più post ti piacciono, migliore sarà il tuo algoritmo ‘Per te’.

    x like privati contenuti per adulti 2024 franz russo

    Per X la privacy è al centro di tutto

    Quindi questa modifica è parte di un’operazione di X che mette al centro la privacy degli utenti, garantendo la sicurezza di potersi muovere sulla piattaforma senza dover subire ritorsioni, che possono derivare dai contenuti apprezzati.

    Di questa modifica si è parlato dopo che era stata scoperta sull’app iOS. E presto sarà disponibile per tutti gli utenti, quindi non solo per gli utenti abbonati.

    Cosa comporta rendere i Like privati

    Nel tentativo di chiarire meglio cosa comporterà questa modifica, sull’argomento è intervenuto anche Enrique Barragan, ingegnere di X, il quale ha chiarito che:

    • si potrà vedere a chi sono piaciuti i propri post;
    • si potrà vedere il numero di “Like” per tutti i post/risposte/commenti;
    • non si vedranno le persone a cui è piaciuto il post di qualcun altro;
    • scomparirà la scheda “Mi piace” degli altri sul loro profilo.

    La sezione “Mi piace” sul proprio profilo ci sarà ancora, ma in alto apparirà una scritta: “I tuoi Mi piace sono privati. Solo tu puoi vederli”. Quindi, come ricordato prima, non sarà più visibile la sezione “Mi piace” all’interno dei profili altrui.

    Sono tantissimi i casi in cui i “Like” hanno destato stupore e perplessità.

    X e alcuni casi di “Mi piace” ad insaputa

    Negli USA, a questo proposito, si ricorda il caso del senatore Ted Cruz che mise “Mi piace” su un video pornografico. In quel caso, il senatore disse che era stato uno dei suoi collaboratori.

    Anche Samuel L. Jackson fu sorpreso ad apprezzare video pornografici. Ammi poi tutti una volta che i suoi follower lo avvertirono che i suoi “Like” erano pubblici.

    E anche lo stesso Musk è stato “sorpreso”. Infatti, il proprietario di X nel 2022 mise “like” a un tweet (allora si potevano chiamare ancora così) ostinatamente transfobico.

    Ora, chiunque si è trovato, in molte situazioni, nella condizione di limitare una sua azione rispetto a un contenuto. Sarà capitato almeno una volta, anche solo per evitare di accendere polemiche o discussioni che, purtroppo, spesso finiscono per aumentare le distanze.

    Ma se davvero qualcuno ha bisogno di sentirsi al riparo con una funzionalità del genere, allora, forse, X non è la piattaforma giusta. O, comunque, non è questo il modo di usare questi strumenti.

    Un’altra considerazione da fare è che questa funzionalità rischia di invalidare lo stesso utilizzo della piattaforma.

    X, i Like e le conseguenze sull’algoritmo

    Non dobbiamo mai dimenticare che l’algoritmo enfatizza anche i contenuti sui quali mettiamo il nostro “like”. Di conseguenza, la sezione “Per te” presenterà contenuti che ci piacciono man mano che aumenta la nostra reazione verso quel tipo di contenuti.

    Se si è alla ricerca di un modo per mettersi al riparo e sentirsi liberi di mettere “like” su contenuti che possono intaccare anche la vostra reputazione, sappiate che poi tutta la vostra timeline sarà piena proprio di quei contenuti.

    Questo per mettere le cose in chiaro.

    X, nuove regole per la condivisione di contenuti pornografici

    E a proposito di questo tema, c’è da rilevare che da poco X permette di pubblicare contenuti per adulti, a “condizione che siano adeguatamente etichettati e non visualizzati in maniera chiara”.

    Secondo le nuove regole di X, gli utenti potranno creare e distribuire materiale relativo a temi sessuali purché sia prodotto e distribuito consensualmente.

    Secondo X, è contenuto per adulti:

    qualsiasi materiale prodotto e distribuito consensualmente che raffigura nudità o comportamenti sessuali di adulti che siano pornografici o destinati a provocare eccitazione sessuale. Ciò vale anche per contenuti generati dall’intelligenza artificiale, fotografici o animati come cartoni animati, hentai o anime. Gli esempi includono raffigurazioni di:

    nudità totale o parziale, compresi primi piani di genitali, glutei o seni;
    comportamento sessuale esplicito o implicito o atti simulati come rapporti sessuali e altri atti sessuali“.

    Tutto questo nonostante le crescenti preoccupazioni riguardo al proliferare di contenuti pornografici sulla piattaforma.

    Contenuti per adulti destinati ad aumentare

    Secondo Reuters, nel 2022 i contenuti a sfondo sessuale sulla piattaforma rappresentavano il 22%. Adesso la percentuale è sicuramente più alta. E, di fronte alle nuove regole, c’è da attendersi che crescerà ancora.

    Ricorderete tutti quando, ad ottobre 2023, l’Australia multò X per non aver fornito informazioni sui contenuti pedopornografici. Più o meno in quello stesso periodo, l’India notificò a diversi social media, incluso X, di rimuovere materiale pedopornografico dalle loro piattaforme.

    Ah, bei tempi quelli in cui al posto del cuore c’era la stella e “stellinare” era sinonimo di segnalibro. Un modo per dire “me lo segno per leggerlo più avanti”. Quello era il vero valore di quell’azione.

    Dimenticavo, il prossimo passaggio è quello di mandare in soffitta i conteggi delle interazioni.

  • Ecco la situazione di X: numero di utenti e engagement

    Ecco la situazione di X: numero di utenti e engagement

    Dopo un anno e mezzo dall’acquisizione di X da parte di Elon Musk, proviamo a fare il punto della situazione. Cerchiamo di capire quanti sono gli utenti e qual è il livello di coinvolgimento sulla piattaforma.

    Da quando è stata acquisita da Elon Musk non si è mai riuscito ad avere un quadro completo di X. La piattaforma, ricordiamolo, non è più pubblica come lo era Twitter. Il primo atto di Musk fu proprio quello di procedere al delisting di Twitter e trasformare la nascente società X Corp in una società privata.

    Tutto questo ha avuto effetti su quelli che sono i numeri reali della piattaforma. Numeri che fino all’arrivo di Musk venivano resi pubblici come parte della performance trimestrale del titolo in borsa.

    Riuscire ad ottenere un quadro completo e veritiero di X in questo momento è operazione ardua.

    In questa occasione provo a mettere insieme due letture dei dati che sono emerse nei giorni scorsi. La speranza è quella di riuscire ad offrire un quadro completo rispetto al numero di utenti, al tempo trascorso sulla piattaforma, quindi il coinvolgimento. Quello che si suole definire engagement.

    situazione X utenti coinvolgimento franzrusso

    Gli effetti dell’acquisizione di Elon Musk

    Prima di vedere qualche numero, è utile ricordare a chi legge che uno dei tanti problemi che affiggeva Twitter era proprio la crescita del numero degli utenti. Spesso uno dei motivi che impediva l’aumento di utenti era individuato nella “complessità” della piattaforma. Un altro era individuato nella scarsa innovazione della piattaforma.

    Aggiungiamo a questo anche la scarsa leadership nel guidare la società e quindi la piattaforma.

    Per correttezza, iniziamo subito con quelli che sono i numeri diffusi proprio da X. Elon Musk sta continuamente alimentando la narrazione secondo la quale X è in costante crescita.

    Ecco un quadro dei numeri condivisi da X nei giorni scorsi.

    X ha 250 milioni di utenti attivi giornalieri

    X (ancora si chiamava Twitter, sotto la gestione Musk) aveva annunciato di aver già raggiunto 250 milioni di utenti attivi giornalieri nel novembre 2022. Quindi sembra che non si sia registrato alcun dato in crescita degli utenti giornalieri.

    Prima che arrivasse Musk, l’obiettivo per il 2023 era stato fissato a 315 milioni di utenti giornalieri.

    X ha 550 milioni utenti attivi mensili

    A marzo dello scorso anno, Musk aveva dichiarato che X aveva raggiunto un nuovo traguardo di 500 milioni di utenti mensili. Nell’ottobre dello stesso anno aveva poi riportato la stessa identica cifra.

    Adesso, marzo 2024, sono stati aggiunti altri 50 milioni, apparentemente tra ottobre e oggi. Una crescita che equivale a 10 milioni di nuovi utenti al mese.

    Gli utenti trascorrono su X 30 minuti al giorno

    Gli utenti trascorrono in media 30 minuti al giorno su X. In aggiunta, X registra in media oltre 8 miliardi di minuti riferito agli utenti attivi giornalieri nel 2024.

    Numeri particolarmente elevati.

    Nel mese di ottobre, X ha riferito che gli utenti trascorrevano 32 minuti al giorno nell’app. Nei giorni scorsi poi X ha riferito che questo valore è di 30 minuti. X sostiene che il tempo trascorso da mobile è cresciuto del 17%.

    Però, se si fanno conteggi precisi, in realtà i dati non corrispondono.

    Sono 1,7 milioni i nuovi utenti al giorno. Ma dove sono?

    X afferma che sono 1,7 milioni i nuovi utenti che si uniscono alla piattaforma ogni giorno. Considerando questi numeri, significherebbe che sono 51 milioni le persone che si aggiungono al mese.

    Come abbiamo visto prima, X non ha aggiunto alcun nuovo utente giornaliero. E sono solo 10 milioni gli utenti attivi mensili al mese, negli ultimi 5 mesi. Quindi questi nuovi utenti si registrano e poi escono immediatamente. Potrebbe essere una spiegazione.

    Cresce il coinvolgimento coi brand

    X sostiene che gli utenti interagiscono con i brand in maniera notevole. Si parla di +63% in più di Like; +20% di repost (quello che era retweet); +14% di visualizzazioni; +6% di impressioni in più in media.

    Dati che non possono essere confermati o smentiti. Ci sono però dati di applicazioni di terze parti che rilevano che il coinvolgimento su X è leggermente diminuito negli ultimi due anni.

    Crescono le ricerche su X, ma su Twitter erano più alte

    X dichiara che fino ad oggi, nel 2024, ci sono state oltre 59 miliardi di ricerche sulla piattaforma a livello globale.

    Nel 2016, su Twitter avvenivano 2,1 miliardi di ricerche al giorno. Significha che i dati di X non corrispondono.

    Posto che sono trascorsi appena 85 giorni, diviso 59 miliardi fa poco più di 694 milioni di ricerche al giorno. Un dato nettamente inferiore a quello che si verificava anni fa su Twitter.

    Gli spazi su X in realtà non aumentano 

    X dichiara che nel 2024 sono stati già creati più di 5 milioni di spazi. In realtà, anche in questo caso, la realtà ci dice che il numero è ben inferiore. A dicembre 2023 X sosteneva che gli spazi ospitati erano 560.000 a settimana.

    Ora, anche qui, 5 milioni diviso le 11 settimane di quest’anno, fanno 454.545 spazi a settimana. Dato quindi inferiore a pochi mesi fa.

    Questo è solo la parte più cospicua dei dati, la restante parte la potete trovare sull’account @XData.

    In aggiunta a tutto questo, val la pena riportare i dati rilevati da Sensor Tower e riportati da NBC News. Con tanto di contestazione da parte di X. E perché?

    situazione X utenti coinvolgimento 2024 franzrusso

    X e i dati di Sensor Tower

    I dati di Sensor Tower hanno rilevato che sono sempre meno le persone che usano X. E questo vale da quando X ha acquisito la piattaforma. Stiamo parlando da fine ottobre del 2022.

    La società di analisi, che ha sede a San Francisco, ha rilevato che a febbraio di quest’anno, X aveva negli Usa 27 milioni di utenti attivi giornalieri da mobile. Numero in calo del 18% rispetto all’anno precedente

    La base utenti Usa è quindi rimasta stabile o in calo, ogni mese a partire da novembre 2022. Ossia, il primo mese intero in cui Musk è proprietario dell’app. In totale è diminuita del 23% da allora.

    Sono numeri negativi che riguardano in ​​tutto il mondo, poiché gli utenti attivi giornalieri sull’app mobile sono scesi a 174 milioni a febbraio. In calo del 15% rispetto all’anno precedente.

    Numeri negativi a livello globale

    Le altre app social media hanno registrato, nello stesso periodo, aumenti modesti delle loro basi di utenti. Snapchat in crescita dell’8,8%; Instagram del 5,3%; Facebook dell’1,5% e TikTok dello 0,5%.

    C’è da dire che tutte queste app hanno subito un calo negli Usa, ma nessuna ha fatto registrare dati negativi come quelli di X.

    Ora, senza voler essere estremamente critici, ma meramente oggettivi, X non gode di ottima salute. E questo è un dato evidente.

    L’aver voluto forzare Twitter per trasformarla in X non è stata una ottima idea. Sia chiaro, azione assolutamente lecita e ci mancherebbe pure. Ma, vista la resa che ha avuto, forse bisognava agire in modo più rispettoso. Degli utenti e della piattaforma stessa.

    I dati che abbiamo visto ci mostrano il risultato di questa forzatura.

    E voi che ne pensate?

  • Come disattivare le chiamate su X per la privacy

    Come disattivare le chiamate su X per la privacy

    X ha introdotto le chiamate audio/video per tutti. Il fatto è che la funzionalità espone l’indirizzo IP degli utenti. Ecco come disattivarla per proteggere la propria privacy.

    Qualche giorno fa X, la piattaforma che fu Twitter, ha ufficializzato che la possibilità di effettuare chiamate, in video e in audio, sarebbe stata estesa a tutti gli utenti. Questo perché in precedenza era possibile solo per gli utenti abbonati alla versione Premium.

    Immediatamente si è posto un enorme problema di privacy, infatti ho subito invitato a disattivare questa nuova funzionalità per i rischi che comporta.

    E ora è venuto il momento di spiegare e entrare più nel dettaglio di questo invito, partendo da un elemento che sta facendo molto discutere.

    In realtà, i timori non erano affatto infondati.

    L’esposizione dell’indirizzo IP su X

    La minaccia più rilevante, nel concreto, è l’esposizione del proprio indirizzo IP. Questo potrebbe permettere a malintenzionati di accedere a informazioni sensibili o, addirittura, di dirottare il nostro dispositivo.

    La nuova funzionalità di X rappresenta un passo ulteriore verso il grande disegno di Elon Musk. Quello che vede X diventare una vera app “per qualsiasi cosa”. Anche per telefonare.

    Rappresenta anche un modo per iniziare a competere con app come WhatsApp, Signal, Telegram. Da notare che le prime due condividono il medesimo protocollo e sono tra le più sicure in assoluto.

    X disattivare chiamate indirizzo IP franzrusso

    Ora, ammettiamo che qualcuno volesse usare questa funzionalità di X, assolutamente lecito, è opportuno che si sappia del rischio a cui si va incontro.

    In parole semplici, questa funzione permette di effettuare chiamate audio e video direttamente all’interno dell’app X.

    Perché è un rischio?

    Il problema sorge dal fatto che la funzione in questione connette, come impostazione prestabilita, direttamente i dispositivi degli utenti. Senza passare per i server di X. Questo significa che l’indirizzo IP è visibile a chiunque si chiami, anche se non si conosca direttamente la persona e non si segua su X.

    Come proteggersi dalla funzionalità di X

    Come proteggersi:

    Fortunatamente, esistono diverse misure che possiamo adottare per proteggerci da questo rischio:

    • Disattivare la funzione: la prima e più semplice soluzione è quella di disattivare la funzione di chiamata. Per farlo, è necessario: aprire l’app X; toccare l’icona del proprio profilo; selezionare “Impostazioni e privacy”; toccare “Privacy e sicurezza”; scorrere verso il basso e tocca “Messaggi diretti”; disattivare l’opzione “Chiamate audio e video”.
    • Limitare chi può chiamarti: se si vuole comunque utilizzare la funzione di chiamata, si può limitare chi può chiamarvi. Per farlo, è necessario: seguire i passaggi fino ai “Messaggi diretti”; toccare “Chi può chiamarti”; scegliere tra:”Persone che segui”, “Persone nella tua rubrica”, “Utenti verificati”, “Tutti”.
    • Usare una VPN: una VPN (Virtual Private Network) cripta la nostra connessione internet e la reindirizza attraverso un server situato in un’altra posizione. In questo modo, il nostro indirizzo IP rimane nascosto e non può essere tracciato.
    • Essere consapevoli dei rischi: è importante essere consapevoli dei rischi associati all’utilizzo di internet e adottare le opportune precauzioni. Esistono diverse risorse online che possono aiutarci a proteggere la nostra privacy e sicurezza.

    Il consiglio che mi sento di dare, ribadisco, è semplicemente quello di disabilitare le chiamate. Fortunatamente esistono app che offrono la possibilità di usare questa funzionalità con maggiore sicurezza. E quindi si può ovviare a questa tranquillamente.

    Prima di arrivare alle conclusioni, è opportuno spiegare cosa è un indirizzo IP e che significa l’esposizione pubblica di questo.

    Cos’è l’indirizzo IP e perché va protetto

    Immaginiamo l’indirizzo IP come se fosse il numero civico della propria casa su internet. Proprio come il numero civico permette ai postini di consegnarci la posta, l’indirizzo IP permette ai computer di comunicare tra loro e di trovare il tuo dispositivo online.

    Risulta quindi evidente che si tratta di un dato da proteggere.

    Conoscendo l’indirizzo IP, qualcuno potrebbe:

    Localizzare la posizione approssimativa: è come se qualcuno potesse guardare la tua città e il tuo quartiere, ma non la tua via specifica.

    Ricavare informazioni sulla propria attività online: siti web che si visitano, cosa si cerca online, a altro ancora.
    Compromettere la propria sicurezza informatica: hacker potrebbero sfruttare vulnerabilità del dispositivo in uso per sferrare un attacco.

    Come proteggere il proprio indirizzo IP

    Come proteggere il proprio indirizzo IP:

    Usare una VPN: una VPN, come ricordato in precedenza, cripta la connessione internet e la reindirizza attraverso un server situato in un’altra posizione, rendendo il proprio indirizzo IP invisibile.

    Evitare di utilizzare reti Wi-Fi pubbliche: queste reti sono spesso meno sicure e possono essere vulnerabili ad attacchi informatici.

    Assicurarsi che il proprio software di sicurezza sia aggiornato: gli aggiornamenti software spesso includono patch di sicurezza che proteggono da vulnerabilità note. Da fare sempre.

    Mostrarsi cauti con i siti web che si visitano e con le informazioni che si condividi: non bisogna cliccare mai su link sospetti e non bisogna fornire mai informazioni personali a siti web non affidabili.

    Queste informazioni di base potrebbero essere sufficienti per rendere più chiaro il quadro.

    La nuova funzionalità di X potrebbe rivelarsi utile, per certi versi. Ma è importante essere consapevoli dei rischi che essa comporta.

    Con le giuste precauzioni, possiamo però proteggerci efficacemente e continuare a utilizzare X in relativa sicurezza.

  • X aggiorna i termini di servizio e ricorda che i tweet sono post

    X aggiorna i termini di servizio e ricorda che i tweet sono post

    I nuovi Termini di Servizio di X (ex Twitter), che entreranno in vigore il 29 settembre, introducono cambiamenti importanti. Sparisce la parola tweet che viene sostituita da post. E poi ci sono restrizioni sullo scraping e l’ampliamento della raccolta dati. La distanza da Twitter è ormai evidente.

    Chiunque sia entrato oggi all’interno dell’app Twitter/X – che da oggi chiameremo solo X – avrà visto il messaggio in basso che invitata a consultare i nuovi Termini di Servizio (TOS, Terms of Service) che entreranno in vigore dal prossimo 29 settembre.

    Al di là di tutte le cose importanti che questo documento contiene, il messaggio di fondo è che con questi nuovi termini X vuole davvero far dimenticare Twitter. Già all’interno del documento quasi mai viene menzionato Twitter, in luogo di X. Quindi il messaggio è chiaro.

    Anche se esistono ancora link di sottodomini che riportano “twitter.com”.

    Ma X ora punta a cambiare completamente il lessico che Twitter aveva creato nel corso dei 16 anni di vita (intendiamo, dal 2006 fino alla cessione a Elon Musk nel 2022).

    X aggiorna i termini di servizio e ricorda che i tweet sono post

    Nuovi termini di servizio di X, addio al tweet

    Infatti, Twitter era stata l’unica piattaforma social media a creare un insieme di parole che presto sarebbero entrate a far parte del linguaggio comune. Come “tweet”, il contenuto che veniva condiviso sulla piattaforma, prima da 140 e poi da 280 caratteri, usato spesso come un invito ad intervenire brevemente: “dai, dimmelo in un tweet”.

    Dal prossimo 29 settembre tweet non esisterà più, in via ufficiale, esisterà solo l’anonimo “post”, termine usato ormai ovunque sulle diverse piattaforme e diventato di uso comune per “contenuto online”.

    E oltre a tweet cambierà anche la celebre forma “retweet”, che adesso diventa “repost”.

    E poi c’è tutta la parte dedicata allo scraping. Ricordate certamente quando un paio di mesi fa Elon Musk ordinò la limitazione sulle visualizzazioni dei tweet perché sosteneva che la piattaforma era presa d’assalto dai robot crawler dei servizi di intelligenza artificiale generativa. In pratica questi bot visitano diversi siti per poi riportare all’interno del software principale per alimentare i contenuti dell’intelligenza artificiale.

    Adesso è scritto nei TOS di X:

    La scansione dei Servizi è consentita se eseguita in conformità con le disposizioni del file robots.txt, tuttavia, la scansione dei Servizi senza il nostro previo consenso è espressamente vietata“.

    Nelle ultime settimane, X ha anche modificato il suo file robots.txt per rimuovere le istruzioni per tutti i bot crawler, tranne Google.

    Nel 2015, Twitter aveva confermato di avere un accordo con Google per far emergere i tweet nei risultati di ricerca. Adesso non è chiaro se la natura o i termini dell’accordo siano cambiati con la nuova gestione di X.

    X ha anche modificato il file robots.txt per impedire ai crawler di ottenere informazioni come “Mi piace” e “retweet” (quando si chiamavano ancora così) relativi a contenuti specifici. Inoltre, impedisce ai bot di guardare i “Mi piace”, i media e le foto di un account.

    Cos’è il file robots.txt

    Per chi non è avvezzo a termini un po’ più tecnici, un file robots.txt è un piccolo documento utilizzato dai siti web per comunicare con i motori di ricerca e altri robot che esplorano il web, come quelli utilizzati da social media e motori di ricerca.

    Questo file dice a questi robot quali parti del sito possono essere esplorate e indicizzate (rese disponibili nei risultati di ricerca) e quali parti dovrebbero essere evitate. In poche parole, è come una “mappa” che dice ai robot dove sono consentiti e dove non sono benvenuti sul tuo sito web. Questo aiuta a controllare quali pagine di un sito vengono mostrate nei risultati di ricerca e protegge le informazioni sensibili o private, se dovesse essere necessario.

    Tornando allo scraping che X non permetterà più sulla propria piattaforma, sarà difficile ottenere il consenso richiesto, sempre qualche settimana fa, all’interno di uno spazio live, uno Spaces, Elon Musk disse che xAI, società di intelligenza artificiale da lui fondata a luglio, utilizzerà dati pubblici come i post della piattaforma per addestrare i suoi modelli. Ecco spiegato il divieto per le altre piattaforme di intelligenza artificiale generativa.

    Inoltre, aspetto certamente non secondario, la nuova versione dei termini di servizio afferma che X amplierà il volume di dati raccolti sugli utenti, inclusi dati biometrici e anche la storia lavorativa.

    Insomma, X vuole farci dimenticare Twitter e mai come adesso, con questi nuovi termini, la distanza tra le due piattaforme è così ampia.

    Se preferite, potete consultare e scaricare i nuovi termini di servizio di X anche in pdf.

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