Autore: Franz Russo

  • Facebook condannata per concorrenza sleale, ha copiato un’app italiana

    Facebook condannata per concorrenza sleale, ha copiato un’app italiana

    La notizia è stata diffusa in seguito alla pubblicazione della sentenza del Tribunale di Milano che ha dichiarato, in primo grado, Facebook responsabile di violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale nei confronti della software house Business Competence. L’azienda di Zuckerberg avrebbe copiato un’app italiana per realizzare Nearby.

    Quello che forse potrebbe sembrare incredibile a molto in realtà è successo davvero, e per il momento la notizia è questa. Facebook, l’azienda fondata da Mark Zuckerberg, è stata condannata in primo grado dalla Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano in quanto responsabile, con sentenza n. 9549 del 1° Agosto 2016, di concorrenza sleale nei confronti dell’azienda italiana Business Competence S.r.l. e per violazioni del diritto di autore sulla banca dati rappresentata dall’applicazione “Fararound” della stessa azienda milanese. Il Tribunale di Milano ha inibito alle tre società del gruppo Facebook, Facebook S.r.l., Facebook Inc. e Facebook Ireland LTD, ogni ulteriore utilizzo dell’applicazione di Facebook denominata “Nearby” per il territorio italiano.

    nearby facebook

    Nearby, l’app che permette di sapere la posizione di vostri amici nelle vicinanze, direttamente dal social network, è un’app che è disponibile nel nostro paese dal 2015, implementata dalla startup italiana Glancee, fondata da Andrea Vaccari, che Facebook ha acquisito a maggio del 2012.

    E’ la prima volta che Facebook viene condannata per una violazione del genere e ovviamente bisognerà vedere quale sarà la mossa che faranno adesso da Menlo Park. Intanto, c’è da dire che Facebook ha già impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello di Milano, solo che la Corte ha, con provvedimento del 28 Dicembre 2016, rigettato l’istanza di Facebook di sospensione della “provvisoria esecutività della sentenza impugnata”. La vicenda quindi andrà avanti.

    Per rendere la situazione più chiara, anche per capire come mai si sia arrivati a tanto, va rilevato che proprio nel 2012 Business Competence aveva proposto a Facebook la sua app “Fararound”, ma da quel momento non aveva ricevuto nessun feedback. Fino a quando, pochi mesi dopo, Facebook rende pubblica Nearby, che fa praticamente le stesse cose. Da lì scatta tutto l’iter giudiziario.

    Insomma, vedremo quali saranno gli sviluppi.

  • Digital Magics Palermo lancia Spidwit, la startup social

    Digital Magics Palermo lancia Spidwit, la startup social

    Poco più di un anno fa Digital Magics aprì al sua sede a Palermo con lo scopo di far crescere le startup siciliane. E dopo il lancio Morpheos, la prima startup lanciata, adesso è la volta della seconda startup: SpidWit, la startup social.

    Digital Magics Palermo, la sede siciliana del business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (DM), ha annunciato il lancio della seconda startup, dopo il lancio di Morpheos, la startup che realizza Momo, il robot domestico dotato di un’intelligenza artificiale. A distanza quindi di poco più di un anno, la seconda startup che viene lanciata è SpidWit, startup di Catania che ha sviluppato un’applicazione web innovativa per facilitare la gestione delle pagine sui social network (Facebook, Twitter e LinkedIn) e dei loro contenuti.

    spidwit

    SpidWit, la startup fondata da Dino De Luca (CEO) e da Antonio Parlato (CTO) si rivolge a professionisti, piccole e medie imprese, ma anche freelance e agenzie di digital marketing che possono realizzare con semplicità una strategia di comunicazione sui social media, permettendo di ottimizzare budget e tempo. La caratteristica di SpidWit è il motore semantico tecnologico proprietario, basato su algoritmi di ricerca intelligente. Supporta, infatti, l’intero ciclo di gestione dei social: dalla ricerca e creazione di contenuti, alla pubblicazione e raccolta delle metriche dei risultati.

    Nei prossimi giorni SpidWit rilascerà l’Assistente Virtuale: un programma chatbot che semplifica la complessità dell’interazione sul web, utilizzando logiche di conversazione più familiari. L’Assistente Virtuale di SpidWit comunica tramite la chat di Facebook e interagisce attivamente con gli utenti, consigliandoli e suggerendo contenuti per poi pubblicarli agli orari migliori, in pochi click e senza nessuno sforzo.

    Digital Magics Palermo entra, quindi, nel capitale sociale di SpidWit con una quota del 9,3% della società (Digital Magics 4,65%; Factory Accademia 4,65%) e affianca la startup innovativa nello sviluppo strategico e tecnologico con i propri servizi di incubazione.

    Digital Magics Palermo è l’incubatore di Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), aperto a gennaio 2016 nel capoluogo siciliano in collaborazione con la società partner Factory Accademia.

  • Ecco alcune regole per fare un buon Live Tweeting, in modo organico

    Ecco alcune regole per fare un buon Live Tweeting, in modo organico

    Fare Live Tweeting è ancora oggi un’attività utile per far conoscere e raccontare un evento, una conferenza, un brand. Ma esistono alcune semplici, e poche, regole per farlo al meglio, soprattutto per renderla un’attività efficace. Il primo obiettivo è quello di trasmettere Valore finalizzato alla Relazione, in maniera organica.

    So bene che qualcuno di voi si sta chiedendo se, leggendo il titolo, abbia ancora senso fare live tweeting oggi, con tutte le difficoltà in cui versa Twitter. La risposta è assolutamente sì! Soprattutto perché, al di là delle difficoltà in cui versa l’azienda, Twitter è e resta ancora oggi un prezioso strumento per raccontare, informare, trasmettere valore e costruire Relazioni. E quella che abbiamo definito più volte “una finestra sul mondo“. E perché considerare anche un’attività di Live Tweeting? Semplice, perché è questa la migliore attività per raccontare in tempo reale un evento, una conferenza, un brand. Non limitiamoci solo a guardare la base utenti, pensando, perché così è, più ridotta di altre piattaforme. Ma pensiamo anche che su Twitter ogni mese arrivano quasi 1 miliardo di persone perché attratte dai contenuti. Certo, poi i loggati, ossia gli utenti effettivamente registrati sono 319 milioni, ma pensiamo invece all’audience organica che possiamo raggiungere utilizzano Twitter per il racconto live.

    Ecco, oggi voglio parlare di questa particolare attività perché ormai me ne occupo da qualche anno, prima di tutto perché mi piace, così come mi piace Twitter, strumento che mi ha permesso meglio di costruire la mia identità digitale, dopo il blog. E il live tweeting è una delle attività a cui mi dedico con costanza ormai da tempo. Ebbene, sapendo che è un’attività in cui spesso ci si improvvisa, o, anche, la si affronta pensando che sia ala portata di tutti, vi dico che non è così. Fare Live Tweeting, così come per qualsiasi altra attività, non è per tutti e non tutti lo sanno fare in maniera adeguata. Serve molta capacità di sintesi, velocità nel trasmettere e veicolare concetti e pensieri in pochi caratteri, serve molta attenzione per non sbagliare, al fine di non dare l’idea che l’attività sia di scarsa qualità.

    twitter live tweeting regole

    Ma oggi ve ne voglio parlare perché l’impressione che si ha, ogni qual volta che si parla di Live Tweeting, è quella di fare una gara a chi va prima in trending topic, gli hashtag più twittati che si aggiornano sulla piattaforma. Riconosco, e lo sottolineo, che riuscire a portare il proprio argomento dia grande visibilità al proprio racconto, allo scopo di attrarre altri utenti potenzialmente interessati, ma non deve essere questo il primo obiettivo da raggiungere “ad ogni costo”. Il primo obiettivo all’interno di una strategia di comunicazione che preveda anche un’attività di live tweeting è trasmettere contenuti che diano Valore e siano in grado di costruire Relazioni. Tutto qua.

    Allora vediamo di fissare al cune semplici regole tra cosa fare e, soprattutto, cosa non fare.

    • Prima di tutto, scegliere un hashtag che sia breve e chiaro, che faccia capire subito di che cosa si vuole parlare. So che non è facile e questa è una delle prime difficoltà da superare, ma una volta trovato, questa è già un grande risultato.
    • Costruire il team che porterà avanti l’attività considerando anche il coinvolgimento di influencer, ossia quegli utenti che sono capaci e coinvolgenti in quella data materia.
    • Comunicare  e fare conoscere l’evento nei giorni precedenti, usando l’hashtag scelto. Questa attività è necessaria per attirare i vostri utenti che di solito vi seguono e per attirarne di nuovi. Promuovetelo anche su altre piattaforme.
    • Durante il live tweeting è necessario ricordarsi di fare un racconto live di quello che sta accadendo. Introdurre le proprie opinioni è utile, ma differenziatele dal racconto.
    • Fare attenzione allo spamming. Twitter, una volta notato una forma di attività irregolare da un account, è anche la velocità con cui si scrive può esserlo, può anche sospendere l’account. Quindi fate molta attenzione.
    • Inserite per ogni tweet un’immagine, questa è una regola non basilare ma sicuramente consigliata. Prima di tutto per dare ancora più capacità di coinvolgimento al vostro contenuto. Da poco le immagini non concorrono più alla composizione del tweet facendovi risparmiare caratteri. E poi perché in un’immagine potete taggare fino a 10 utenti. Badata che la scelta dei 10 utenti non deve essere fatta a caso, pena l’accusa di essere spammer, ma scegliete gli utenti che secondo voi sono potenzialmente interessati al tema e che potrebbero darvi una mano a far conoscere l’evento che state raccontando. Questa è una regola che funziona sempre. Buona norma è di solito avvisare prima quegli utenti che sapete essere interessati ma che non conoscete direttamente, perché vedersi citati in tanti tweet di seguito per alcuni non è proprio il massimo.
    • Come detto, essere in trending topic è molto utile per dare visibilità al proprio evento, ma non deve essere il primo vero obiettivo. Certo, fa piacere quando questo accade, ma se riuscite  a trasmettere valore e ad ottenere interazioni di qualità che possono dare vita a Relazioni anche senza il trending topic, sappiate che l’obiettivo è stato raggiunto.
    • Dovete sapere che esiste un numero per entrare in trending topic, deve quindi verificarsi una massa di contenuto costante e continuativa su quell’hashtag per poi entrare in trending topic. Il difficile poi è entrare nei primi 10 se avete poco tempo a disposizione.
    • Sappiate che per alcuni andare in trending topic è quasi come una gara di 100 metri, vince chi arriva prima, chi è quindi più veloce. Ma vince chi è più veloce a trasmettere valore e a costruire relazioni. Se l’obiettivo, come spesso accade purtroppo, è quello di andare in trending topic usando tool impostati su quell’hashtag in modo tale che tre/quattro utenti facciano in automatico retweet a tutti coloro che twittano in quel momento, nel medesimo secondo (senza per altro essere presenti all’evento), ecco che state vincendo col doping. State quindi invalidando la vostra gara, solo per ottenere una visibilità effimera che no vi porterà la benché minima interazione o relazione. Caso concreto: mi è capitato di recente i osservare alcuni hashtag legati a degli eventi e twittare in alcuni casi, in pochi secondi i miei contenuti erano retwittati sempre dai medesimi utenti, tutti rigorosamente “non presenti” all’evento. Notavo che lo stesso accadeva anche con tutti gli tweet. Quei tre o quattro utenti usavano un tool che faceva RTs automatici su quell’hashtag al fine di figurare come tra gli utenti più attivi (vale anche il retweet) e per fare andare l’hashtag primo in trending topic. Non mi pare ci sia nulla di organico, ma solo un automatismo che non porta valore.
    • E quindi, ricordare che tutta l’attività deve essere monitorata e analizzata con dei tool specifici che vi permettono di estrarre tutti i risultati in modo tale da verificare se avete ottenuto i risultati sperati. Questa è un’attività che non deve assolutamente mancare.

    Mi rendo conto che mi sono dilungato molto e che ci sia bisogno di ritornare sul tema, magari specificando meglio tutte le fasi. Qui ho voluto solo fissare alcune regole di base per lasciare arrivare il messaggio che il live tweeting deve essere fatto da persone che hanno determinate caratteristiche e deve essere fatto, soprattutto, in maniera organica.

    E voi che ne pensate?

  • Il Parco Nazionale di Komodo nel doodle di Google, con un quiz

    Il Parco Nazionale di Komodo nel doodle di Google, con un quiz

    Il doodle di Google oggi è dedicato ai 37 anni dalla creazione del Parco Nazionale di Komodo, in Indonesia, più conosciuto per la protezione del “Drago di Komodo”, ce ne sono infatti 5.700. Ma voi lo conoscevate? Il doodle infatti è un quiz che con poche domande vuole testare la nostra conoscenza di questo parco così peculiare. Dal 2011 fa parte delle nuove sette meraviglie del mondo.

    E voi lo conoscevate già il Parco di Komodo? Già, perchè oggi il doodle che vidamo sulla home di Google è un mini doodle-quiz che vuole testare la nostra conoscenza sul Parco di Komodo, creato il 6 marzo del 1980 in Indonesia. Il parco, situato nei pressi delle piccole Isole della Sonda nella regione racchiusa tra le provincie di Nusa Tenggara Orientale e Nusa Tenggara Occidentale, dal 2011 è stato inserito nelle Nuove 7 meraviglie del mondo. La sua particolarità, ed è il motivo per cui è nato, è quella di proteggere al suo interno il “Drago di Komodo“, un varano lungo tra i due e tre metri, tra i più temibili animali sulla Terra e capace di attaccare anche l’uomo.

    google doode drago di komodo

    Il doodle vuole quindi celebrare questo luogo e questo animale così particolare con un quiz che mette alla prova la nostra conoscenza. E quanti di voi già lo conoscevano? Una bella iniziativa per far conoscere meglio, e a tutti, luoghi di cui si parla poco, ma che si devono conoscere.

    google doodle drago di komodo quiz

    Il Parco è nato quindi per proteggere questo enorme rettile, ne sono presenti 5.700, ma al suo interno vive anche il cervo di Timor, che è poi la principale fonte di cibo del Drago di Komodo. All’interno del parco vivono anche 72 speci di uccelli come Cacatua Sulphurea e anche tartarughe marine, delfini e balene.

    I primo esemplare di Drago di Komodo venne scopertonel 1910 e oggi vive protetto all’interno di qeusto parco che copre un’area complessiva di 1871 Km quadrati.

  • Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify raggiunge un nuovo importante traguardo, dopo quello di settembre dello scorso anno quando annunciò i 40 milioni di utenti abbonati. E oggi la società fondata da Daniel Ek fa sapere, attraverso un tweet dall’account ufficiale, di aver raggiunto il traguardo dei 50 milioni di utenti paganti. Una crescita del 25% in sei mesi.

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha raggiunto un nuovo importante traguardo. Dopo quello di settembre scorso, quando raggiunse i 40 milioni di utenti abbonati, la società fondata da Daniel Ek, con un tweet dall’account ufficiale, fa sapere di aver raggiunto i 50 milioni di utenti abbonati. Questo significa che la base utenti è cresciuta del 25% negli ultimi sei mesi, vale a dire 600 mila nuovi utenti che ogni mese hanno sottoscritto un abbonamento sulla piattaforma di musica in streaming.

    spotify 50 milioni utenti paganti globali

    Di questo passo, con un ritmo di crescita così costante, Spotify potrebbe dare luogo ad una quotazione a Wall Street, uun’idea che la società accarezza ormai da due anni, come avevamo infatti prospettato in questo articolo. Non è certo, ma potrebbe essere.

    E Spotify, con questi ritmi, si impone sempre di più come piattaforma leader sul mercato. Infatto se si guarda ai competitor diretti, notiamo che Apple Music è “fermo” a 20 milioni di utenti abbonati, erano 11 milioni a febbraio del 2016.

    Nei giorni scorsi Spotify ha iniziato a testare su un piccolo numero di utenti un nuovo servizio, chiamato Spotify Hi-Fi, che offre musica con una qualità audio superiore a un prezzo di 5-10 dollari al mese in aggiunta all’abbonamento mensile da 10 dollari. Un servizio che va a contrastare Tidal, il servizio di musica in streaming di Jay Z che fa della qualità audio elevata il suo punto di forza. E oggi Tidal ha poco più di 1 milione di abbonati.

    E pensare che nel 2011 Spotify poteva contare 2 milioni circa di abbonati, che arrivarono poi ad essere 5 milioni l’anno successivo, nel 2012; tra il 2014 e il 2015 Spotify cresce tra i 10 e i 20 milioni; fino ad arrivare ai numeri di oggi. Ma quanti potrebbero essere gli utenti registratti complessivi. Ecco, questo è un dato che non viene confermato da nessuna fonte, ma si sa quasi per certo che a giugno del 2016 erano 100 milioni a livello globale. Un numero che nel corso dei mesi potrebbe essere cresciuto anche ad un ritmo più elevato.

  • Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, ha debuttao ieri a Wall Street con un risultato, come previsto, molto positivo: +44% e valore vicino ai 30 miliardi di dollari. Ma quale sarà il suo futuro? Seguirà le orme di Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    L’approdo a Wall Street di Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, la piattaforma social ormai famosa per la condivione di video messaggi, è stato ovviamente un successo. Era infatti prevedibile che dopo il tradizionale suono della campanella, alla presenza dei due fondatori di Snapchat, Evan Spiegel, oggi CEO, e Bobby Murphy, il titolo arrivasse a 24 dollari per azione, partendo da 17 dollari, con un guadagno del 44%, facendo così crescere il valore dell’azienda che è arrivato fino a superare i 30 miliardi di dollari per poi stabilizzarsi sui 28,4 miliardi di dollari. Un valore che risulta quindi superiore a quello che aveva determinato la IPO di 24 dollari. Un debutto col botto, così lo hanno definito molti analisti e giornalisti, anche se non così eclatante.

    snapchat borsa wall street social media

    Quando Facebook si quotò in borsa nel 2012, al primo giorno di contrattazione il titolo arrivo a 42 dollari, dai 38 fissati con la IPO, anche Twitter fece un vero debutto col botto: chiuse a 44,94 dollati (dai 27 della IPO), con una crescita del 72,84%! Anche LinkedIn fece un buon debutto con 83 dollari dalla IPO, subito raggiunse i 120 dollariper poi stabilizzari intorno a 95 dollari. Un’azione valeva oltre 195 dollari al momento dell’acquisizione da parte di Microsoft.

    Se volessimo quindi andare a vedere quale sarebbe la capitalizzazione oggi, dopo l’ingresso di Sna Inc. a Wall Street, scopriremmo che proprio l’azienda che detiene Snapchat è la seconda per valore, dietro solo a Facebook che ormai supera i 400 miliardi di valore complessivo.

    valore aziende socal media tech snapchat 2017 marzo

    Il valore di Snap è superiore ad aziende come la CBS, American Airlines, Viacom e anche di Twitter che ora ha più o meno lo stesso valore di quando approdò a Wall Street nel 2013. Un segno evidente che l’azienda non è cresciuta sotto il profilo finanziario.

    Per fare un paragone più vicino, così come abbiamo fatto prima, proprio per affinità, Facebook oggi ha un valore per azione di 136 dollari, come ricordato partiva da 38 dollari, significa che nel corso degli anni ha sperimentato nuove strategie, quella Mobile su tutte, e ha continuato ad innovare. Situazione ben diversa per Twitter che oggi ha un valore per azione di 15,79 dollari, ben al di sotto dei 27 dollari del 2013. Significa che l’azienda guidata oggi da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter Inc., non cresce da tutti i punti di vista. La via d’uscita, come già ricordato altre volte, sta nell’innovare il prodotto. Non significa solo scegliere se allungare o meno i 140 caratteri, significa adottare strategie in grado di far crescere l’azienda.

    snapchat primo giorno wall street

    E adesso è la volta di Snap Inc., sarà interessante vedere già oggi, dopo l’euforia di ieri, quale sarà la quotazione, pronti a gridare al tracollo nel caso in cui il titolo si mangiasse tutto quello guadagnato ieri. E’ possibile che accada, proprio per l’alta volabilità del titolo, è necessario quindi aspettare una sorta di stabilizzazione del titolo. E come può stabilizzarsi? Prima di tutto, se esiste da oggi una chiara strategia dell’azienda per far crescere bene e in maniera costante la base utenti. Gli investitori vogliono capire come da oggi Snap si appresta ad intraprendere un percorso di crescita costante. Certo, la IPO è servita soprattutto a questo, ma alla prova dei fatti sul mercato le cose cambiano velocemente. E Twitter ne è la prova.

    Se Snapchat non trova subito la sua strada, come fece Facebook a suo tempo, quando arrivò a toccare i 17 dollari per azione nel giro di pochi mesi, allora potremo dire di essere davanti ad un nuovo caso Twitter. Diversamente, se Snap Inc. riesce da subito a trovare la strada per la crescita, allora sì che potrà candidarsi a diventare il nuovo fenomeno Facebook.

    Vedremo allora quali saranno gli sviluppi immediati.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco come è andata la Milano Fashion Week su Instagram

    Ecco come è andata la Milano Fashion Week su Instagram

    L’Instagram Fashion Index di Blogmeter ha monitorato l’andamento della Milano Fashion Week su Instagram e dal report si rileva che il record va alla sfilata unisex di Gucci con 3,8 milioni di interazioni, seguito a distanza da Versace e Moschino con 2 milioni di interazioni. E Gucci è anche il brand che ottiene più seguito durante la settimana con 156 mila nuovi followers.

    Al termine della settimana della Moda milanese, la Milano Fashon Week, Blogmeter rende noti i dati che hanno caratterizzato l’evento soprattutto su Instgram, canale social adatto proprio quando si parla del mondo Fashion. E con l’Instagram Fashion Index, Blogmeter ci fa conoscere come i brand hanno usato la piattaforma di photo-sharing nella settimana e quale interazioni hanno ottenuto. L’analisi è raccolta in un report che potete trovare a questo link e comprende anche il dettaglio dei Top Performer nei singoli giorni delle sfilate e un’analisi dei tre Top Social Influencer durante la #MFW, realizzata grazie al nuovissimo tool Blogmeter Social Influencer.

    milano fashion week 2017 instagram blogmeter

    Dai dati, tenendo in considerazione il livello di coinvolgimento, la capacità di attrarre nuovi followers, attività e content strategy, emerge che Gucci è il brand generato il più alto tasso di engagement con +58% rispetto alla Fashion Week di settembre e3,8 mln di interazioni con i suoi post dedicati alla sua sfilata unisex, che si sono rivelati tra l’altro i contenuti più di successo dell’intera settimana della moda milanese. #GucciFW17 è stato il secondo hashtag più coinvolgente dell’analisi con 3,4 mln di interazioni, mentre #alessandromichele, l’hashtag del fashion designer dell’azienda fiorentina, ha totalizzato 1,3 mln interazioni.

    https://www.instagram.com/p/BQ_cl7uFejb/

    Dopo il brand fiorentino troviamo Versace e Moschino, entrambi con circa 2 mln di interazioni; il profilo di Armani, nonostante si sia posizionato primo nelle singole giornate in cui hanno sfilato i suoi brand Emporio Armani (venerdì 24 febbraio) e Giorgio Armani (lunedì 27 febbraio), ha conquistato solo un quarto posto nella classifica generale con 1,2 mln di interazioni.

    E Gucci è anche il brand che durante la settimana è capace di attrarre il maggior numero di follower con 156 mila nuovo utenti; a seguire Prada con 100 mila nuovi followers. Il profilo Instagram più attivo è stata la casa di moda svedese Annakiki, che durante la settimana ha pubblicato più di 155 post.

    blogmeter social media instagram milano fashion week

    Tra gli hashtag utilizzati durante la Milano Fashion Week, #MFW con 3,7 mln di interazioni, nonostante non tutti i brand lo abbiano menzionato nei loro post dedicati alla Fashion Week come ad esempio Gucci che ha preferito un hashtag ad hoc per la proprio collezione #GucciFW17 (secondo hashtag più engaging). Il terzo è invece #Moschino con 1,6 mln di engagement.

    Nella settimana della Moda milanese i brand che su Instagram hanno pubblicati i post più efficaci con MFW sono stati Moschino e Fendi. Diversi sono stati poi i contenuti postati dai fashion brand che facevano riferimento all’attesissima notte degli Oscar, tra cui il più forte in termini di interazioni è stato il post di Gucci con protagonista Ryan Gosling.

    https://www.instagram.com/p/BQ0NUarjHfM/

    Come accennato all’inizio, Blogmeter ha lanciato da poco un nuovo tool per aiutare i brand ad indiduare meglio gli Influencer e nel caso specifico, grazie proprio al Blogmeter Social Influencer sono stati individuati ha individuate le tre Influencer più coinvolgenti che hanno citato l’hashtag ufficiale #MFW: si tratta della fashion blogger spagnola Aida Domenech (2,4 mln di interazioni) della modella statunitense Ashley Graham (480.100) e della stylist Sarah Sulzberger Perpich (368.400).

  • SEAT punta sulla connettività delle auto del futuro

    SEAT punta sulla connettività delle auto del futuro

    SEAT, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona, ha presentato quella che sarà la sua strategia per concepire l’auto nel prossimo futuro. Il fulcro è la connettività che permette di superare problemi come il traffico delle città grazie a Dongle. Ma il futuro di SEAT è anche elettrico con la nuova eMii e il Metropolis:Lab Barcelona.

    [Barcellona] – SEAT, casa automobilistica nata a Barcellona nel 1950, coglie l’occasione del Mobile World Congress, uno dei più importanti eventi al mondo dedicato al mondo Mobile, per presentare al mondo la sua nuova strategia di concepire l’auto. E non si poteva scegliere location migliore di questa, in una città che da sempre ha nella creatività e nello spirito di innovazione la sua caratteristica principale. Una città che attrae 7,5 milioni di turisi diventando così la terza città più visitata d’Europa; la nona città al mondo per miglio reputazione; la quarta città al mondo proprio per la sua capacità creativa. E la creatività, così come l’innovazione sono valori che appartengono da sempre a SEAT, oggi parte del Gruppo Volkswagen.

    SEAT eMii Barcellona mobile world congress @franzrusso 2017

    Fulcro della nuova strategia di SEAT è la connettività che rappresenta ormai una delle grandi sfide del mondo automotive. La casa spagnola nuon vuole farsi sorprendere e per questo presenta i punti nevralgici che rappresentano il nuovo modo di concepire l’auto, più attenta al tema delle smart city, infatti l’auto ne diventa sempre più parte. Quello che propone SEAT è un vero e proprio ecosistema digitale che si basa su SEAT ID, con l’obiettivo di rendere sempre più personalizzabile l’esperienza di connettività dell’utente. Con il suo profilo digitale, l’utente attraverso il proprio smartphone può accedere e gestire una serie di servizi, come quelli per la navigazione predittiva, ossia la possibilità di evitare incolonnamenti ed eventuali incidenti. Questo è un sistema a cui SEAT sta lavorando e che porterà alla possibilità di incrociare i dati sul traffico con quelli dell’uscita delle scuole, ad esempio, facendo sì che il traffico delle città possa essere regolato meglio.

    SEAT punta alle auto di nuova generazione che sono sempre più smart e sempre più intelligenti e attenti, sempre più integrate al mondo in cui si muovono. Ma la casa di Barcellona punta a far si che questa innovazione e tecnologia possa coinvolgere anche auto non di ultima generazione e lo fa con “Dongle”, un dispositivo, che sarà disponibile nella seconda parte del 2017, il quale rende smart anche un’auto non nuovissima, per dirla in maniera sintetica. Dongle permetterà alle auto più vecchie di accedere ai servizi di connettitività come tutte le altre smart cars, e quindi avere accesso a tutta una serie di informazioni che miglioreranno ulteriormente la viabilità nelle città.

    SEAT mobile Barcellona mobile world congress @franzrusso 2017 dongle

    Altro punto importante della nuova strategia di SEAT è l’avvio delle attività del Metropolis:Lab Barcelona, operativo dal prossimo mese di aprile, un luogo che permetterà davvero la sperimentazione delle innovazioni sul campo. Questo di Barcellona è il sesto laboratorio di ricerca avanzata del gruppo Volkswagen, dopo quelli di Wolfsburg, Berlino, Monaco di Baviera e San Francisco. Il Metropolis:Lab Barcellona sorgerà nella Pier01 della Barcelona Tech City, “un luogo che ci permette di essere vicini all’ecosistema innovativo della città e ci consentirà di stringere nuovi rapporti di collaborazione e nuove alleanze”, ha detto Luca De Meo, presidente di SEAT, durante la presentazione del progetto. All’interno del laboratorio lavoreranno 23 persone tra ingegneri, sviluppatori e analisti con l’obiettivo di creare software e algoritmi legati alla mobilità e alle smart city.

    E sempre per l’occasione del Mobile World Congress, SEAT ha presentato il prototipo elettrico eMii, un’auto che permetterà alla casa di Barcellona di andare oltre la connettività delle automobili. La eMii ha un motore elettrico da 82 cavalli e una autonomia dichiarata di 170 km, con la carica della batteria complea, nell’uso reale l’autonomia dovrebbe essere di 120 km. Il concept elettrico di SEAT debutterà a Barcellona nelle prossime settimane all’interno di un progetto sperimentale di car sharing. La eMii sarà infatti l’auto che sarà messa a disposizione dei dipendenti del Metropolis:Lab Barcelona. SEAT però non esclude, dopo questa prima fase, di poter far crescere ancora di più il progetto dopo il 2018.

    Ecco, questo il futuro dell’auto secondo SEAT, un futuro che non potrà quindi fare a meno della connettività visto come strumen to per migliorare la viabilità all’interno delle città e per rendere l’esperienza dell’automobilista sempre più personalizzabile. Tutto questo senza perdere di vista io concetto di auto elettrica che SEAT vede come centrale e innovativo. Seguiremo ancora di più da vicino SEAT per vederne gli sviluppi di questa interessante strategia innovativa.

    [tutte le foto presenti nella pagina sono state scattate da @franzrusso, si prega di citare la fonte qualora vogliate condividerle]

  • Twitter contro gli abusi: ecco la funzionalità Mute e guerra agli ovetti

    Twitter contro gli abusi: ecco la funzionalità Mute e guerra agli ovetti

    Twitter continua la sua lotta contro gli abusi sulla piattaforma e, dopo quelli introdotti poche settimane fa, introduce nuovi strumenti per rendere più sicura la piattaforma. Come la funzionalità Mute che permette ora di rimuovere parole, frasi o intere conversazioni. Viene rafforzato il controllo sui contenuti che possono vedere gli utenti e la possibilità di spospendere utenti molesti in maniera automatica.

    Solo poche settimane fa Twitter annunciava nuovi strumenti contro gli abusi sulla piattaforma, che seguivano l’intento manifestato proprio da Jack Dorsey ossia quello di “un nuovo approccio” nella soluzione di un problema che da sempre attanaglia la piattaforma. Gli strumenti annunciati lo scorso 8 febbraio riguardava la possibilità di impedire ad utenti già bloccati i aprire nuovi account fake, oppure lo strumento della “ricerca sicura” per rimuovere quei tweet che contengono informazioni sensibili e anche la possibilità di cancellare risposte ai tweet paricolarmente aggressive. L’impegno di Twitter si arricchisce, da questo punto di vista, di nuovi strumenti.

    twitter abusi strumenti ovetti

    Quello che introduce oggi Twitter, annunciandoli in un post sul blog ufficiale, è la possibilità di attivare la funzionalità “Mute” con la quale è possibile rimuovere parole specifiche, nomi di account inclusi, per un tempo indeterminato o anche per un giorno, una settimana, o un mese. Altra possibilità che viene data agli utenti è quella di disattivare gli utenti con gli “ovetti”, ossia quegli account che non utilizzano una loro immagine profilo, ma usano quella di default, e quasi sempre sono proprio account fake. E si possono disattivare anche gli utenti che non hanno verificato l’indirizzo email o il numero di telefono. Una funzionalità non da poco questa, perchè di fatto impone agli utenti, e quindi a quelli che vogliono utilizzare la piattaforma per altri scopi, di verificarsi in due passaggi. Significa quindi rendere più difficoltoso, per tutti questi utenti, l’accesso alla piattaforma.

    twitter abusi notifiche

    twitter abusi mute

    Inoltre, Twitter si affida al “machine learning” per individuare in modo automatico contenuti non appropriati. Quando Twitter rileva che ci sono account che continuano a twittare verso account che non li seguono o che utilizzano la piattaforma per altri scopi che potrebbero essere configurati in abusi, a quel punto Twitter interviene sospendendo l’accesso alla piattaforma. Anche questo è un’altra azione interessante che andrà a limitare la presenza di account molesti sulla piattaforma. L’accesso dovrebbe essere sospeso per una durata di 24 ore, ma Twitter comunque non comunica il tempo di sospensione.

    Si tratta di strumenti annunciati oggi che entreranno sulla piattaforma gradualmente, a livello globale, entro poche settimane, massimo due/tre. Twitter quindi intensifica il suo impegno nel contrastare l’uso della piattaforma a scopi di abusi e mira questa volta a contrastare gli utenti che usano la piattaforma a scopi molesti. Un cambio radicale si trategia che per Twitter potrebbe significare molto, essendo questo uno dei grandi problemi che certamente hanno frenato la crescita della base utenti.

    #UPDATE

    Twitter ha cominciato a rilasciare gli strumenti descritti, come potete vedere dalle immagini qui in basso

    Staremo a vedere quali saranno le evoluzioni e gli sviluppo. E voi cosa ne pensate?

  • Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale. E dopo dopo 12 mesi sappiamo qualche dato in più sull’utilizzo: in un anno sono stati utilizzati 300 miliardi di volte; il più utilizzato è il tasto Love con più della metà dei click totali. Il paese che li usa di più è il Messico, seguito da Usa, Grecia, Suriname e altri.

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale, con l’obiettivo di andare oltre il semplice “Like” e per dare all’utente altre modalità di reazione di fronte alla natura dei contenuti che non sempre può essere commentata con un like. Allo stesso modo, i tasti Reactions hanno finito per offrire alle aziende risposte e reazioni diverse ai contenuti che vengono condivisi.

    facebook reactions @franzrusso.it-2016

    Ebbene, a distanza di 12 mesi esatti siamo in grado di sapere qualche dato in più sull’utilizzo dei tasti Reactions, ossia Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato. Un modo per avere maggiori insights sull’uso di questi tasti che, nonostante il grande utilizzo come questi dati mostrano, non hanno trovato il favore di tutti. Il tasto più usato è Love che totalizza la Reazione più della metà dei click sulle Reazioni totali. E il giorno in cui si è registrato il maggior numero di Reazioni, compreso delle “Love” reaction, è stato il Natale 2016. Gli utenti hanno usato i tasti Reaction 300 miliardi di volte in un anno, cioè 800 milioni di volte al giorno.

    Tra i 10 paesi che li hanno usati di più al primo posto si piazza il Messico, solo un paese europeo nella top ten ed è la Grecia. Tra gli altri ci sono gli Usa, Suriname, Paraguay, Costa Rica, Cile, Brasile e Uruguay. Insomma, il Sud America apprezza molto i tasti Reactions con ben sette paesi nei primi dieci.

    I dati sono stati rilasciati da Facebook in una mail inviata a Social Pro Daily – AdWeek.

    E voi utilizzate i Reactions? Uqale taso usate di più?