Autore: Franz Russo

  • Instagram, in arrivo i post con 10 foto o video. Ecco come crearli

    Instagram, in arrivo i post con 10 foto o video. Ecco come crearli

    La notizia era nell’aria da tempo e, infatti, Instagram ha annunciato l’arrivo della possibilità di creare post ai quali aggiungere fino a 10 contenuti. Quindi non più una sola foto o un solo video come è stato finora. Una sorta di “stories” esteso anche ai post, i quali verranno individuti sul feed da puntini blu.

    Nel turbinio di nuove funzionalità lanciate negli ultimi giorni, soprattutto per quel che riguarda le Stories, Instagram lancia la possibilità di poter creare un post al quale aggiungere fino a 10 foto o video. Una modalità che era, in realtà, molto attesa e, infatti, è arrivata a soddisfare un’esigenza che era emersa tra gli utenti. Con questa posssibilità, che sarà disponibile nel nuovo aggiornamento dell’app per iOS, la 10.9, e per Android nelle prossime settimane, gli utenti potranno raccontare una vera e propria “storia” (e torniamo sempre sullo stesso tema) superando quella che in effetti cominciava ad essere visto come un limite, ossia quello di condividere solo un’immagine quando invece quella storia o quell’evento meritava di essere raccontato con qualche contenuto in più.

    instagram 10 foto video album

    La possibilità di creare un album con fino a 10 contenuti andrà certamente a soddisfare l’esigenza di tanti degli utenti che in passatto hanno dovuto limitare ad un solo contenuto il proprio racconto. In alcuni casi, si “occupava” il feed lanciando di seguito tutti i post che si sarebbero voluti raccogliere, in effetti, in un unico luogo, rischiando invece di limitare la visbilità degli stessi, con un coinvolgimento effettivo molto scarso. Con gli album e la possibilità di aggiungere fino a 10 contenuti tutto questo viene superato e, anzi, i post con più contenuti avranno una visibilità diversa, nel senso che saranno individuabili sul feed grazie a dei puntini blu che appariranno in basso al contenuto, a destra del “like”. Significa che quel post contiene più di un contenuto e, come è facile preveder, l’utente cliccherà ben volentieri.

    Si tratta quindi di una modalità molto simile alle Stories, ormai diventato un vero e proprio tormentone negli ultimi giorni, ma che non scompare, anzi, resta sulla bacheca dell’utente. Ma come si crea un post con più contenuti?

    Ecco come creare un post su Instagram e aggiungere fino a 10 foto o video

    Il video che vedete in basso in effetti mostra bene come creare un post che possa contenete fino a 10 foto o video. la modalità di creazione è molto semplice. Una volta aggiornata l’app, è sufficiente crea un post nella stessa modalità di prima, cliccando il simbolo più, “+”, come prima.

    Ora dal rullino del vostro telefono sarà possibile scegliere fino a 10 contenuti. Una volta scelte, le foto possono essere modificate singolarmente, aggiungendo il filtro a piacere, e sarà possibile anche cambiare l’ordine delle foto che state aggiungendo, tenendo premuta l’immagine e spostarla a destra o a sinistra. La galleria che andrete a creare avrà solo il formato quadrato. Ovviamente saranno commentabili allo stesso modo.

    Allora, che ne pensate di questa nuova possibilità?

  • La scoperta dei 7 pianeti nell’instant doodle animato di Google

    La scoperta dei 7 pianeti nell’instant doodle animato di Google

    La Nasa ha annunciato di aver scoperto un nuovo sistema planetario con 7 pianeti “fratelli” della Terra. I pianeti presentano caratteristiche simili al nostro pianeta ed la prima volta che viene scoperto un sistema planetario così grande a meno di 40 anni lce da noi. Un’occasione che Google non è si è fatta sfuggire lanciando un “instant” doodle dedicato all’evento.

    Il mondo intero da ieri sta commentando la nuova scoperta della Nasa, un nuovo sistema planetario all’interno del quale sono stati scoperti 7 pianeti che presentano caratteristiche simili a quella della Terra. Una scoperta storica che ovviamente affascina tutti. Il sistema planetario, all’interno del quale la stella più luminosa si chiama Trappist-1, quello che per noi è il nostro Sole, dista poco meno di 40 anni luce da noi. E questo rende ancora più affascinante la scoperta. Un’occasione che Google non si è lasciata sfuggire, lanciando quello che viene definito un “instant” doodle. Sappiamo che Google celebra, tenendo fede alla regola non dichiarata, eventi e personaggi senza una logica ben precisa, ma in alcuni casi, come questi, adotta la regola dell’istantaneità, con modalità simili a quelle che un’azienda potrebbe fare con un contenuto di real time marketing.

    google doodle 7 pianeti nasa terra

    Il doodle, ad opera di Nate Swinehart, è animato e gioca sul fatto che la Terra, insieme alla “sorella” Luna, osserva da un telescopio lo spazio, quando la sua attenzione viene attratta da un pianeta che sembra proprio la Terra. Soffermandosi a guardarlo, ad un certo punto appaiono i 7 pianeti “fratelli. La reazione della Terra, e della Luna, è ovviamente di felicità. Forse perchè crede che un bel po’ di essere umani possano, prima o poi, “sloggiare” da un’altra parte.

    Doodle ovviamente simpatico e scherzoso, nel chiari stile dei doodle di Google. Ma il tema è invece molto serio.

    La notizia della scoperta del nuovo sistema planetario e della scoperta di 7 pianeti, di cui tre addirittura abitabili, simili alla nostra Terra arriva in un momento in cui non si para d’altro che di andare nello spazio per cercare nuove condizioni di vita , su cui sta lavorando Jeff Bezos e il suo “Blue Origin”; oppure di andare su Marte, su cui sta lavorando molto la Nasa, l’ente europeo Esa, e anche Elon Musk con il suo progetto “Space X”.

    E ora che faremo? Dopo anni di studi su Marte dirotteremo tutta l’attenzione su questo nuovo sistema? Potrebbe essere, d’altronde 40 anni luce potrebbe essere anche una distanza “raggiungibile” nel corso degli studi per raggiungere quel sistema. Staremo a vedere, nel frattempo siamo in tanti a sognare.

    E voi che ne pensate?

  • Social Network: il grande Talento che si nasconde nella Noia

    Social Network: il grande Talento che si nasconde nella Noia

    Esiste un’apparente nemica quando si lavora in particolare sul Web e sui Social Network: la Noia. Argomenti ripetuti, indefinito sentimento di demotivazione, bisogno inespresso di cambiamento. Tuttavia, la Noia nasconde un talento particolare e una speciale capacità di sfidare ogni giorno il nuovo, con un’incredibile e profonda creatività.

    Ogni mattina, chi lavora sui Social ha più o meno consapevolmente una prospettiva della propria giornata.
    Può essere piena di stimoli, di nuove sfide, di riconoscimenti e soddisfazioni, e questo è per fortuna quello che capita più frequentemente.
    Tuttavia, succede anche di trovarsi annoiati, di scorrere i post altrui sulle piattaforme Social senza provare emozione.
    E non è perché manchi la qualità o scarseggino le idee, è perché – esattamente – manca la reazione emotiva.
    Magari capita tutto a un tratto: le vicende della vita non lavorativa riempiono i pensieri. Eppure è proprio dalle vicende della vita non lavorativa che la maggior parte dei professionisti del Web trova ispirazione.
    Cos’è venuto meno?
    Per definizione, la noia è uno stato di demotivazione profonda ed è un esemplare “circolo vizioso”.
    Non ho voglia, non faccio niente, mi annoio ancora di più a non fare niente, perdo sempre più la voglia.
    L’emozione, s’è detto.
    Sì, perché è questa la chiave per spezzare l’incantesimo negativo, per far tornare la voglia di fare, di pensare, di muoversi, di lavorare.
    Soprattutto di creare.

    social media social network noia

    Per quanto illogico possa apparire, la noia nasconde un’essenza creativa particolarmente intensa.
    La si teme, perché è un ostacolo sicuro alla produttività, senza bisogno di arrivare a parlare di innovazione.
    Oltretutto, sempre, la noia comporta fastidio: fastidio di se stessi, della propria incapacità di reagire, di quell’indifferenza che c’è caduta addosso senza darci spiragli di luce: è un distacco dal mondo interiore ed esteriore, un non senso della vita.
    Tanto più se si ha coscienza di “avere tutto”: un buon lavoro, una buona reputazione, un successo costante, un’esistenza facile.

    Dalla noia si fugge, creando problematiche psicologiche difficili poi da rimarginare. Ci si isola, si cerca la solitudine – più per vergogna sociale che per altro – e si cercano emozioni forti su altri fronti. Medicine inutili, anzi dannosissime in sé.
    Certo le abitudini più o meno forzate, le ripetizioni, la routine sono – sul Web così come nella vita reale – le amiche migliori della noia: si perde lentamente il desiderio di fare le cose.
    La necessità che l’uomo ha di percepire e produrre adrenalina è la spinta a vivere. E’ molto semplice.
    E non bastano le distrazioni. Servono vere e proprie gratificazioni.
    Magari silenziosamente date a se stessi, come quel sorriso che nasce spontaneo quando per strada si incontra una persona soddisfatta di sé.
    Per definizione, la noia soffoca. Si può immaginarla come un velo nero che lentamente copre pensieri, emozioni ed azioni. E il passo verso un umore depresso è molto vicino.

    Eppure – lo ripetiamo: pare illogico – ma la noia è solo una delle facce della moneta: dall’altra parte c’è sempre la scintilla di una creatività vivace e profonda.
    Ce ne si rende conto se si impara un esercizio tutt’altro che semplice: abbracciare la noia.
    Cercare la noia. Viverla fino in fondo.
    Sentirsi in diritto di annoiarsi. Ogni giorno imparare a ritagliarsi del tempo per non fare assolutamente nulla, spegnere il pc, mettere in silenzioso qualsiasi genere di notifica arrivi dai Social e rigenerare la mente.
    E’ molto più difficile di quanto si pensi: si può iniziare con pochi momenti, per arrivare a togliersi l’orologio, imparare a non rispondere sempre in tempo reale agli stimoli del Web.

    Si ha il diritto di provare noia.
    Così come si ha il dovere di rinascerne.
    Tornare a riempire ogni più piccolo vuoto nutrendo cervello e cuore. Partendo da una risata spontanea – facile, leggendo gli status su Facebook -, ritrovando la voglia di essere in prima fila.
    Non per essere osannati dai Social Network, ma per ritrovare la passione.

    Eccola, la parola tanto cercata. Noia e passione vanno di pari passo, solo che la seconda necessita di cure costanti, non si può perderla di vista un secondo.
    Passione spontanea, ma anche passione coltivata, nutrita colmando il proprio Ego. Passione come scintilla magica per dar fuoco ad una creatività sconcertante, illuminante, profonda.
    Una creatività che è talento innato proprio di chi tende ad annoiarsi in fretta.
    Forse perché conosce già la maggior parte delle risposte?

    Nel lavoro sui Social Media e sul Web, dove talento e creatività emergono molto in fretta, non si può concedersi di perdere il contatto con la propria interiorità. Si andrebbero a snaturare le competenze più importanti.
    E non esiste passione – dunque, illuminazione, innovazione, creatività in continua evoluzione – se non si possono accettare e abbracciare anche quei momenti di vuoto, in cui – nella noia – tutto sembra già scontato.

     

     

  • Seo and Love 2017, il racconto dalla voce dei protagonisti [Video]

    Seo and Love 2017, il racconto dalla voce dei protagonisti [Video]

    Anche InTime era presente ieri al Seo and Love di Verona, l’evento ideato da Salvatore Russo e dedicato alla SEO e al Content Marketing con il suo inviato speciale Claudio Gagliardini che ha raccolto la voce dei protagonisti della giornata al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Ecco le sue interviste a Salvatore Aranzulla, Riccardo Scandellari, Rudy Bandiera e molti altri.

    Anche InTime era presente al Seo and Love che si è tenuto ieri a Verona al Palazzo della Gran Guardia, affollato da 700 persone desiderose di apprendere i preziosi suggerimenti dei tanti esperti coinvolti nella giornata. E il nostro super inviato speciale era Claudio Gagliardini che ha raccolto la voce dei protagonisti nelle sue interviste che il mitico Andrea Tadioli ha girato e montato per noi.

    seo and love 2017 verona

    Il Seo and Love va sempre più affermandosi nel panorama degli eventi dedicati al social media e digital marketing come uno dei più interessanti, grazie alla sua capacità di mettere insieme formazione, intrattenimento e, ovviamente, tanto networking. Sebbene sia solo alla seconda edizione. Il nostro Claudio è andato a seguirlo e nel video che vi mostriamo qui racconta l’evento, ideato da Salvatore Russo, con la voce di chi ha preso parte all’intensa giornata.

    Le interviste al Seo and Love 2017 di Claudio Gagliardini

    Ospite particolarmente atteso era certamente Salvatore Aranzulla, non che gli altri fossero meno attesi, ma era forse una delle poche occasioni per incontrare dal vivo uno che sul content e sulla capacità di condividere ha costruito tutto il suo personaggio. Aranzulla.it oggi è conosciuto come il sito che risolve i problemi dell’informatica, è oggi uno dei 30 siti più frequentati in Italia ed è visitato ogni giorno da 500 mila utenti che risolvono i loro problemi informatici con i contenuti realizzati appositamente.

    Sul palco del Seo and Love sono saliti ieri, tra gli altri, anche Rudy Bandiera, Riccardo Scandellari che ha parlato di newsjacking e di come farlo, Sonia Milan, Matteo Pogliani, Alessandro Agostini che ha pubblicato un nuovo libro “Seo & Content” scritto a quattro mani con Salvatore Russo, Francesco De Nobili.

    Ringraziamento speciale dunque a Claudio Gagliardini e ad Andrea Tadioli sempre più partner di InTime per quanto riguarda i contenuti video.

    E voi siete stati al Seo and Love? Raccontateci la vostra giornata.

  • Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Lexicocalorimeter: per una informazione corretta, serve verificare le fonti

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate. Un piccolo esempio è quello di Lexicocalorimeter, erroneamente diffuso da alcuni media italiani come Lexicoalimenter, rendendo la notizia stessa poco affidabile.

    Il ritmo con cui si diffondono le notizie sul web e, soprattutto, sui social media è, come sappiamo bene, molto elevato, al punto che spesso rischiamo di condividere informazioni e notizie errate, solo per il fatto di non avere avuto tempo per approfondire un po’ meglio. Non parliamo in questo caso di notizie importanti o di fenomeni legati alle “bufale”, no. L’esempio che facciamo oggi è su una notizia che ieri su alcuni media italiani è stata diffusa molto, perchè legata anche al capitolo “curiosità” che arrivano dal web e dai social media. La notizia è quella che riguarda uno studio dell’Università del Vermont che ha messo a punto uno strumento per misurare “il contenuto calorico dei tweet”. E qui si evidenzia la leggerezza che è partita da Ansa e Repubblica per poi diffondersi su diversi media. Lo strumento non si chiama Lexicoalimenter come hanno riportato tutti, è sufficiente fare una veloce ricerca per rendersi conto che questo nome richiama solo pagine in italiano. In realtà lo strumento si chiama Lexicocalorimeter e c’è una bella differenza con Lexicoalimenter.

    Su Twitter poi #lexicoalimenter porta zero risultati, mentre #lexicocalorimeter offre tutta una serie di contenuti dai  quali poi approfondire meglio.

    informazione corretta fonti lexicocalorimeter

    Dicevo, era rimasto incuriosito da questa informazione che sono andato subito alla ricerca di fonti, visto che quasi mai questo tipo di notizie, riportate in italiano, le offre. E avendo quel solo quel nome, ritendolo corretto e credendo che ci fosse stato un minimo di controllo preventivo, ho continuato a cercare senza successo. Allora, ho cambiato il mio modo di cercare e mi sono concentrato sull’Università del Vermont, soprattutto dal lato “notizie” di Google, qualcosa doveva pur spuntare. E infatti, in pochi secondi sono risalito alla fonte (o comunque la notizia più citata) che riportava il nome corretto, Lexicocalorimeter. A quel punto bastava fare una ricerca col nome corretto per rendersi conto che solo in Italia avevano sbagliato il nome.

    Ecco, questa piccolissima esperienza per dire che scrivere sul web e sui social media non è come scrivere sulla carta e nemmeno deve essere un continuo copia-incolla. E’ infatti bastato che una fonte italiana sbagliasse il nome perchè tutti gli altri riportassero la notizia nel modo sbagliato, senza fare un minimo controllo, così come vi ho mostrato. Niente di fantascientifico intendiamoci. Ma solo l’intenzione di fare un lavoro che sia rispettoso della notizia in sè per informare i ltettori nella maniera corretta. So bene che spesso manca il tempo e che, ancora pià spesso, è la velocità che conta. Il difficile è fare le due cose, ossia essere veloci ma allo stesso tempo verificare bene le fonti per non cadere il errore. Perchè anche se piccoli come questo, sempre di errore parliamo.

    Comunque sia, per restare sul Lexicocalorimeter perchè credo che un po’ di curiosità vi sia arrivata, il sito è questo e lo strumento in realtà esiste da un po’ di tempo, usato per scoprire, attraverso i tweet, le abitudini alimentari degli utenti. Uno strumento per raccogliere dati per poi analizzarli. Lo studio a cui si riferisce la notizia era stato pubblicato a dicembre su PLOS One, rivista scientifica che spesso pubblica ricerche che riguarda i social media.

    In questo caso la ricerca ha prso in esame 50 milioni di tweet pubblicati tra il 2011 e il 2012 scoprendo che gli americani twittano spesso ciò che mangiano. Ovviamente vengono considerati i tweet geolocalizzati. E quindi da parole come “gelato”, “bacon”, mettendolo in relazione con “passeggiate” o “guardare la tv” il Lexicocalorimeter è capace di tirar fuori qualche elemento in più sullo stile di vita degli americani e del loro rapporto con l’alimentazione. E’ uno strumento di salute pubblica, molto utile e innovativo soprattutto. Un esempio di come i social media, grandi produttori di big data, possano essere utilizzati per scopi come questi.

    Insomma, questo è un esempio di come alle volte un po’ di attenzione in più sia utile per rendere l’informazione utile (perdonate la ripetizione) e corretta, soprattutto corretta. Perchè sbagliare anche di poco può rendere poco affidabile la notizia stessa.

    E voi che ne pensate?

  • La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2017

    La Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza, che la redige dal 2009, in questi giorni è stata rilasciata nella nuova versione “gennaio 2017”. Facebook ormai la fa da padrone ovunque, è il social network preferito in 119 paesi su 149. La sfida si gioca tra Instagram, in crescita, e Twitter.

    Era il 2009 quando Vincenzo Cosenza cominciò a stilare, e a curare, la Mappa dei Social Network, una vera e propria mappa attraverso la quale osservare come i social network si diffondono nel mondo. Se volete, potete guardare qui quando scrivemmo della mappa la prima volta proprio nel 2009, epoca in cui c’erano piattaforme come hi5, Orkut e Facebook aveva da poco raggiunto i 250 milioni di utenti iscritti. Davvero un’epoca fa. E quindi è arrivato il momento di sapere come le piattaforme sono evolute nel tempo e come queste hanno conquistato il mondo. Una considerazione generale che si può fare subito è che nel corso degli anni si è assistito ad una progressiva scomparsa delle decine di piattaforme che popolavano il web solo 7/8 anni fa, con la conseguente crescita quasi monopolistica di Facebook. L’analisi per arrivare a realizzare la mappa viene fatta attraverso i dati di  SimilarWeb e Alexa “che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari“, dice Vincenzo Cosenza.

    mappa dei social network gennaio 2017 vicenzo cosenza

    La nuova versione aggiornata a gennaio 2017 della Mappa dei Social Network di mostra il ruolo incontrastato di Facebook, non che fosse una novità, ma fa specie vedere come la piattaforma di Mark Zuckerberg sia la più usata in 119 paesi su 149 monitorati. Un vero monopolio, verrebbe da dire. Nonostante il forzato indietreggiamento in 5 paesi, dove è stato fermato da: Odnoklassniki, piattaforma russa nata nel 2006; in 2 da Vkontakte e in altri 2 da LinkedIn. Facebook fa qualche passo indietro anche in Iran e in Indonesia, paesi dove invece crescono Instagram e LinkedIn. Dall’analisi di Vincenzo Cosenza emerge quindi che LinkedIn conquista 9 paesi mentre Instagram prevale in 7. VKontakte e Odnoklassniki, entrambi facenti parte del gruppo Mail.ru, accrescono la loro presenza, rispettivamente, in 7 e 5 territori sovietici.

    QZone, il social network creato da Tencent nel 2005, continua ad essere la piattaforma più usata in Cina.

    E Twitter? La piattaforma di Jack Dorsey continua ad avere la meglio in Giappone, ormai da qualche anno, anche se qui, sottolinea Cosenza, “c’è una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione“. Restando ad osservare la piattaforma a 140 caratteri, quello che emerge dalla nuova versione della Mappa dei Social Network è che adesso Twitter ha come diretto competitor non più Facebook, come era stato fino a poco tempo fa, non più. Adesso il rivale numero uno si chiama Instagram che già ha superato la piattaforma di Dorsey per numero di utenti attivi al giorno, per non parlare del numero di utenti attivi al mese.

    Nelle 57 nazioni che Cosenza non è riuscito ad analizzare, Instagram è la seconda piattaforma più usata in 37 paesi, mentre Twitter è presente in 8 paesi. Il primo, in questo anno, è cresciuto fino a conquistare 600 milioni di utenti mensili, mentre il secondo è rimasto fermo a 319 milioni.

    Da segnalare l’outsider di questa nuova versione della Mappa dei Social Network che è Reddit, piattaforma lanciata nel 2005 di social news e intrattenimento, dove gli utenti registrati (chiamati “redditors”) possono pubblicare contenuti sotto forma di post testuali o di links. E’ molto forte negli Usa e a quanto pare comincia ad affermarsi in altri paesi conquistando la seconda posizione in Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda.

    Allora, che ne pensate?

  • Nel giorno di San Valentino Twitter lancia la emoji per #LoveHappens

    Nel giorno di San Valentino Twitter lancia la emoji per #LoveHappens

    La parola più twittata del 2016 è Love in 12 lingue diverse, con 2,5 miliardi di citazioni. E nel giorno di San Valentino, Twitter lancia una emoji speciale con #LoveHappens. Ma Twitter è anche il luogo dove Grumpy Carer cerca quello che serve per il suo figlio autistico e anche la storia di Bana al-Abed, la bambina di 7 anni che ha raccontato la tragedia di Aleppo: “Love is greater than Hate”.

    Come diciamo spesso, Twitter è una finestra sul mondo dalla quale osservare tutto ciò che accade nel mondo, e questo vale anche oggi, il giorno di San Valentino. Per l’occasione, Twitter lancia una emoji speciale che si può sbloccaare semplicemente aggiungendo #LoveHappens ai vostri tweet. Un’altra emoji speciale appare con #ValentinesDay e #valentines. E di amore su Twitter, a quanto pare, si parla ogni giorno. Dovete sapere che la parola “Love” è la più twittata del 2016 con 2,5 miliardi di citazioni, in 12 lingue diverse.

    twitter #lovehappens emoji san valentino 2017

    twitter #lovehappens emoji

    E tanti sono anche gli hashtag e le emoji che si possono scegliere per parlare d’amore su Twitter. Per questo San Valentino, Twitter ha esaminato tutti i tweet che hanno collezionato il maggior numero di “like” ❤ su Twitter, a partire dal 14 febbraio dello scorso anno. Alcuni di questi, come #Love, #LoveisLove e #loveTwitter sono anche nella classifica degli hashtag più utilizzati in Italia lo scorso anno, accanto ai più classici #Amore e #SanValentino.

    twitter hashtag top ten #lovehappens

    Queste le emoji a tema amore che hanno riscosso più successo su Twitter nel 2016:

    twitter emoji top ten #lovehappens

    Twitter è un luogo dove stringere Relazioni, dove coversare ma anche dove chiedere aiuto, come fece, a novembre dello scorso anno, il papà @GrumpyCarer che aveva bisogno di trovare una tazza @tommeetippee_UK che fosse chiusa con un coperchio per il figlio autistico. E questa è stata la risposta:

    Bana al-Abed, la bambina di sette anni  che con i suoi Tweet ha raccontato la tragedia dell’assedio di Aleppo, ha guadagnato centinaia di migliaia di seguaci su Twitter. L’account di Bana è stato creato a settembre 2016 e ha spinto tutto il mondo a Twittare il sostegno per la gente di Aleppo.

    Bana da allora è stata evacuata senza rischi e con il suo account sta ricordando a tutti che l’amore è più grande e più forte di tutto.

    Twitter è anche luogo dove ci si incontra e dove nascono delle belle storie come questa. La scorsa estate, una giovane coppia inglese è convolata a nozze dopo essersi conosciuta proprio grazie a Twitter: lei, Victoria Carlin, appassionata dei Tweet divertenti e brillanti dell’account della catena di librerie Waterstones, ha deciso di indagare chi ne fosse l’autore e, una volta scoperta l’identità di Jonathan O’Brien, ha deciso di farsi avanti portandogli la colazione in ufficio. Di queste storie ce ne sono tantissime.

    Allora, Buon San Valentino per anche su Twitter #LoveHappens.

  • Sanremo 2017, l’edizione più social di sempre. E se provassimo a ridurre le serate?

    Sanremo 2017, l’edizione più social di sempre. E se provassimo a ridurre le serate?

    Il Festival di Sanremo abbraccia e coinvolge sempre di più i social media. L’edizione di Sanremo 2017 ha generato 2,8 milioni di tweet, poco di più della passata edizione. Sui social avrebbe vinto Michele Bravi. Ma perchè non pensare ad un format con meno serate? Non sarebbe meglio?

    Come avrete certamente notato, abbiamo voluto seguire il Festival di Sanremo 2017, come facciamo di solito con grandi eventi, per comprendere come l’evento venisse vissuto anche sui social media. Tutto questo grazie alla collaborazione di Talkwalker che ringraziamo per il supporto. Il notro interesse era ovviamente nel documentarvi i numeri, dati, performance delle singole serate, ma anche quello di capire come viene vissuto oggi un evento come questo. Si, perchè il pensiero che ci è venuto in questa settimana è: ma perchè non provare a rendere il Festival più snello e più corto, e quindi più interessante? Perchè allora non provare a ridurre il numero delle serate, magari riportandolo a tre, come accadeva fino a qualche anno fa? Sapete che dal punto di vista Auditel l’edizione più vista è quella del 1987, l’anno in cui venne introdotto questa metodo di misurazione dell’audience? I numeri che abbiamo esaminato in effetti mostrano che la prima e l’ultima serata sono le più seguite, anche sui social media.

    sanremo 2017 logo

    Allora, prima di passare a motivare questa nostra ipotesi, diciamo che complessivamente Sanremo 2017 sui social fa registrare, nelle 5 serate, 3 milioni di risultati, 2,8 milioni sono i tweet, poco più dell’edizione 2016 quando furono 2,7 milioni. La finale fa poco meglio della prima serata: 623 mila tweet contro 588 mila. L’anno scorso la finale ne generò 603 mila.

    Come vedete anche dal grafico in alto, ovviamente l’interesse si concentra nelle due serata più importanti, la prima e l’ultima. Il resto è un continuo calare. Queso lo stiamo notando sui social media dal 2012 ormai, ma è un dato che si rileva anche dall’Auditel.

    sanremo 2017 5 serate giorni tot

    sanremo 2017 5 serate giorni tot

    Allora, perchè non provare a far diventare il Festival di Sanremo una manifestazione più snella è interessante e concentrare il tutto in tre serate? Dite che è una questione di raccolta pubblcitaria? Si potrebbe raccogliere lo stesso anche in tre serata, se non meglio. Pare che a raccolta di quest’anno sia di circa 25 milioni di euro, a fronte di una spesa complessiva di 15 milioni di euro. Provando a pensare di realizzarli su tre serate, forse il costo rimarrebbe uguale (potrebbe calare di poco), ma la raccolta potrebbe risentirne in meglio, proprio perchè ci sono solo tre serate. Il massimo sarebbe poi realizzarlo in un’unica serata, lì davvero si farebbe il botto di Auditel e sui Social Media. Un po’ come accade per la notte degli Oscar, per i Grammy o per il Super Bowl, fenomeni televisivi ma anche social con milioni di tweet. E poi crescerebbe di molto l’interesse anche da parte del pubblico.

    E poi, questo Sanremo 2017 è stato il primo branded Festival (se così possiamo definirlo) da parte di un grande brand delle telecomunicazioni, con una campagna di advertising a 360°, incluso il branded hashtag che ha fatto tanto discutere.

    Come detto, le 5 serate hanno totalizzato 3 milioni di risultati, 2,8 milioni i tweet complessivi (2,3 milioni solo per #sanremo2017). Gli autori totali sono stati 225 mila e l’engagement totale è stato di 16 milioni.

    Al di là di quello che è stato il risultato finale, sui social media le cose sono andate un po’ diversamente. Osservando le citazioni durante le 5 serate, Michele Bravi avrebbe vinto, riuscendo a registrare oltre 133 mila citazioni, al secondo posto Lodovica Comello e al terzo Francesco Gabbani.

    sanremo 2017 podio social

    Dal punto di vista degli influencer, abbiamo notato che considerando tutte le piattaforme web e social con l’analisi delle 5 serata, Instagram è il canale che permette maggiore coinvolgimento. La Comello ad esempio risulta l’influencer più coinvolgente in assoluto proprio perchè ha puntato tutto sulla piattaforma di photo sharing.

    sanremo 2017 influencer totali

    Questi invece gli influencer su Twitter, la piattaforma più usata per il racconto live, lo strumento adtto per sua natura.

    sanremo 2017 influencer totali twitter

    Il 64% del pubblico che ha seguito il Festival di Sanremo 2017 era composto da donne e il 36,1% da uomini.

    Questo il contenuto più condiviso in assoluto:

    https://www.instagram.com/p/BQOyGRlgxus/

    E questo il tweet più condiviso nelle 5 serate del Festival:

    Allora, che ne pensate di ridurre il Festival a tre serate?

  • Ecco come si presenta il 2017 di Twitter: conti in rosso e crescita stagnante

    Ecco come si presenta il 2017 di Twitter: conti in rosso e crescita stagnante

    Twitter ha reso noti i dati relativi all’ultimo trimestre del 2016, il Q4 2016, e il quadro che ne viene fuori non è entusiasmante. I ricavi crescono solo dell’1% e deludono le previsioni, fermandosi a 717,2 milioni di dollari. La base utenti cresce solo di 2 milioni, sono adesso 319 milioni, e le perdite sono di 167,1 milioni, in aumento. Un quadro tutt’altro che idilliaco.

    Twitter ha presentato ieri i dati relativi all’ultimo trimestre del 2016, quello che chiude un anno da dimenticare per l’azienda fondata e guidata oggi da Jack Dorsey. E a vedere i numeri, il 2017 per la piattaforma da 140 caratteri nnon si apre sotto i migliori auspici. I dati pubblicati ieri non sono quelli che ci si aspettava, molti attendevano uno spiraglio positivo, a fronte di uno sforzo fatto sulla piattaforma negli ultimi sei mesi dell’anno scorso. Ma a quanto pare non è stato così. E il titolo ieri ha lasciato sul campo più del 12%, portanto il valore dell’azioni a 16,4 dollari per un valore totale di 12 miliardi di dollari.

    Ma vediamo insieme qualche numero per poi fare qualche considerazione più specifica.

    twitter Q4 2016 2017 conti rosso crescita stagnante

    I dati del Q4 2016 di Twitter erano molto attesi, c’era molta attenzione sull’azienda che nel corso dell’ultimo anno ha ceduto a Wall Street molto del suo valore. L’azienda Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2016 con ricavi pari a 717,2 milioni di dollari, al di sotto delle attese che prevedevano una chiusura a 740,1 milioni di dollari. A questo bisogna aggiungere anche la scarsa crescita dei ricavi stessi: +1% in un anno. Erano attesi guadagni per 182 milioni di dollari, invece si sono fermati a 95 milioni di dollari.

    Le perdite nette sono di 167,1 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 90,2 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. La situazione è quindi di perdita, ossia di conti in rosso, una situazione che Twitter si porta dietro dal 2013, proprio dallo sbarco a Wall Street. E Twitter ha messo al primo posto tra gli obiettivi da raggiungere nel 2017 proprio quello di azzerare le perdite. Obiettivo difficile da raggiungere, onestamente.

    La situazione non migliora sul fronte della base utenti. Ma davvero qualcuno sperava che l’endorsement del neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potesse servire a rivitalizzare Twitter? Purtroppo, c’era chi ci sperava. Ma la situazione continua ad essere grave. La base utenti al dicembre 2016 è di 319 milioni, con una crescita di soli 2 milioni di utenti rispetto ai tre mesi precedenti. Una crescita in tre mesi dello 0,6%! Numeri che dichiarano una crescita stagnante, ferma. Una considerazione importante è che questa crescita non arriva dagli Usa, fermi a 67 milioni anche a dicembre 2016.

    utenti twitter q4 2016 2017

    La raccolta pubblicitaria è in leggero calo, anche se in una situazione come questa anche un “leggero calo” diventa pesante. Negli Usa si è registrato una calo della pubblicità su Twitter del 5%. Un dato questo che è strettamente legato alla crescita lentissima della base utenti. Les time poi dicono che entro fine anno il calo sarà dell’1,1%.

    [UPDATE – 1]

    Twitter ieri ha perso ancora a Wall Street: -5,06%, valore per azione a 15,58 (quindi sotto i 16 dollari). Il valore complessivo è quindi sceso a 9,76 miliardi di dollari, ossia quasi la metà del valore del 2013, l’anno in cui si quotò in borsa.

    twitter q4 2017 wall street

    Una situazione difficile da gestire e gli effetti degli sforzi fatti sui video non si sono (ancora) visti. Pensate che sono state 4,2 milioni le visualizzazioni su Twitter nell’ultimo dibattivo che chiudeva la campagna elettorale presidenziale Usa; 7,5 milioni quelle raggiunte all’elezione di Trump e 8,6 milioni quelle raggiunte al giuramento. Altri 3,5 milioni sono arrivati dall’esperienza fatta con alcune partite della NFL. Sono state poi 600 le ore di streaming sulla piattaforma di contenuti video live.

    Twitter ha dei seri problemi in apertura di questo nuovo anno, e sono gli stessi dello scorso anno. Solo che adesso i numeri danno una dimensione davvero pesante da gestire. A questo punto non si sa se le prossime feature e quelleda introdurre nelle prossime settimane, come il tab Esplora o i nuov strumenti per contrastare troll e abusi, possano risollevare le sorti.

    Due sono le strade adesso percorribili. La prima, è quella di azzerare il management e assumere persone capaci du rilanciare la piattaforma, a cominciare da Jack Dorsey che dovrebbe fare un passo indietro. La seconda, quella che non è riuscita nel 2016, è vendere la piattaforma. Ormai il valore è calato a tal punto che l’azienda potrebbe essere acquisita ance ad un prezzo inferiore di 10 miliardi di dollari. Una situazione che potrebbe essere allettante. Staremo a vedere.

  • Sanremo 2017, la serata delle Cover è meno social

    Sanremo 2017, la serata delle Cover è meno social

    La terza serata del Festival di Sanremo 2017, quella dedicata alle cover, come previsto, ha fatto registrare un calo nelle conversazioni sui social media. Sono state in totale oltre 405 mila, di cui 394.500 su Twitter. Tra i più citati Mika, Michele Bravi e Lodovica Comello.

    La terza serata del Festival di Sanremo 2017, la serata dedicata alle cover, sui social media continua a risentire un calo fisiologico nelle conversazioni che restano comunque molto alte. In totale le cpnversazioni rilevate dalla nostra analisi, che stiamo portando avanti con la collaborazione di Talkwalker, sono state 405.500, di cui 394.500 su Twitter che continua ad essere il canale più adatto per il racconto di un evento live.

    sanremo 2017 ariston

    Gli autori complessivi sono stati 59 mila, quelli su Twitter 55.600 e hanno generato commenti e contenuti per: #sanremo2017, con 329.800; #sanremo, 5.632; #sanremoceres, 10.500; “Sanremo 2017”, 5.086; @sanremorai 19.100; Festival di Sanremo, 4.468; “Sanremo”, 31.300.

    sanremo 2017 terza serata tot

    La reach totale della terza serata è in linea con quella delle altre serata, così come il coinvolgimento totale di 1,4 milioni di persone, identico a quello della seconda serata. I momenti di picco li abbiamo registrati alle 22:00 con 25.516 risultati e alle 23:15 con 25.701 risultati. I più citati della serata sono stati Mika oltre 18 mila citazioni, mentre tra i cantanti in gara continua ad essere molto citato Michele Bravi con oltre 12 mila citazioni e Lodovica Comello con oltre 11 mila citazioni. Tra gli hashtag della serata, legati strettamente alle cover, segnaliamo #lemillebolleblu, la cover della Comello, che totalizza 7.736 citazioni.

    sanremo 2017 terza serata temi

    E sono sempre le donne a seguire  più degli uomini questo Festival di Sanremo 2017 sui social media. Anche nella terza serata il 64,1% era un pubblico femminile e il 35,9% era un pubblico maschile. Da registrare e confermare il dato rilevato anche nella prima serata, e cioè che tra gli interessi più marcati delle persone che commentano il Sanremo 2017 sui social media ci sono proprio Arte e Musica.

    sanremo 2017 terza serata genere

    A confermare il fatto che Twitter sia il canale preferito per seguire e commentare Sanremo 2017 c’è anche il fatto che gli utenti usano per lo più dispositivi mobili: Android 40,8%, iOS 37,7%, iPad 3%, Windows Phone 1%.

    E veniamo alla parte che molti attendono, ossia quella dedicata agli influencer che stanno seguendo questo Sanremo 2017. Nella classifica generale, quella che tiene in considerazione tutti i canali monitorati, notiamo che la pagina Facebook del Festival di Sanremo è la più coinvolgente con un engagement di 114.783 persone. Notate anche come Instagram sia uno strumento molto coinvolgente, la Comello è quella che lo stat usando di più anche se solo concentrata a promuovere, giustamente, il suo codice per votarla.

    sanremo 2017 terza serata influencer

    Questi invece gli influencer su Twitter, dove nella terza serata risulta essere il più coinvolgente l’account del festival, @sanremorai.

    sanremo 2017 terza serata influencer twitter

    E, come di consueto, una carrellata dei contenuti più condivisi durante la terza serata di Sanremo 2017, a cominciare da Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=218596532052&story_fbid=10155034667072053

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=218596532052&story_fbid=10155034116317053

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=6006248039&story_fbid=10154534847233040

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=56028350729&story_fbid=10155423993750730

    Questi i contenuti più condivisi su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BQTgKRSlV-t/

    https://www.instagram.com/p/BQTta3jFwjA/

    https://www.instagram.com/p/BQTalxbg0X9/

    https://www.instagram.com/p/BQTU3jVjO3n/

    https://www.instagram.com/p/BQTNyokhoqs/

    https://www.instagram.com/p/BQTJF-QATE5/

    E questi i tweet più condivisi della serata:

    Ecco, questo il nostro resoconto della terza serata del Festival di Sanremo 2017 visto dai social media. Ringraziamo ancora una volta Talkwalker che ci permette di osservare il festival da questo punto di vista.