Autore: Franz Russo

  • Al via la #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata ai Musei

    Al via la #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata ai Musei

    La #MuseumWeek 2016 sta per arrivare. La settimana dedicata ai Musei su Twitter, giunta alla terza edizione, prenderà il via il prossimo 28 marzo fino al 3 aprile. E sono già più di 3 mila i musei che vi prenderanno parte, 290 dall’Italia. Ecco tutti i temi e gli hashtag da usare durante la settimana.

    La #MuseumWeek 2016, la settimana dedicata su Twitter ai Musei e quindi all’Arte e alla Cultura, sta per prendere il via. Giunta alla terza edizione, quella di quest’anno prenderà il via il prossimo 28 marzo e durerà fino al 3 aprile. Questa del 2016 si annuncia come un’edizione di successo e per questo è sufficiente guardare il numero dei musei che ha aderito rispetto allo scorso anno. Per la #MuseumWeek fino a ieri si sono registrati 3 mila musei a livello globale, 290 dall’Italia, numeri che potrebbero salire ancora. La partecipazione è quindi più alta rispetto all’edizione del 2015 quando i musei furono poco meno di 2 mila e dall’Italia si arrivò a 250.

    #museumweek 2016

    Lo scorso anno i tweet complessivi furono 600 mila, quest’anno possiamo tranquillamente prevedere che saranno molti di più.

    #UPDATE

    Prende il via oggi la #MuseumWeek e i musei che vi partecipano globale sono aumentanti in questi ultimi due giorni e sono 3.100 a livello globale, 311 i musei dal nostro paese, 20% rispetto all’edizione dello scorso anno.

    Altra novità di quest’anno è che Su Twitter, ogni volta che si Twitterà con l’hashtag #MuseumWeek o con uno dei 7 hashtag giornalieri, apparirà automaticamente una Twitter emoji con il logo della MuseumWeek nel Tweet.

    #museumweek 2016 cover

    Su Periscope, i musei più rappresentativi trasmetteranno video live per teletrasportare gli spettatori all’interno delle loro mura. E durante la settimana, i cuori di Periscope si trasformeranno in cornici ogni volta che si aggiungerà #MuseumWeek al titolo del broadcast.

    I temi della #MuseumWeek 2016 saranno legati alla tutela e alla celebrazione della cultura, alla memoria e al patrimonio culturale, ma anche alla tolleranza, al vivere insieme e alla libertà d’espressione, valori duramente colpiti dai fatti di attualità più recenti. E per scoprire i musei coinvolti sarà sufficiente seguire gli hashtag che caratterizzeranno i giorni della settimana con temi diversi, uno per ciascun giorno, e sono:

    Lunedi 28 marzo – #secretsMW per fare scoprire al pubblico il dietro le quinte della vostra istituzione e, perché no, anche qualche segreto ben custodito;

    Martedì 29 marzo – #peopleMW  – giornata dedicata a tutte le persone (famose o no) che hanno reso o rendono oggi la vostra istituzione quella che è. È l’occasione ideale per parlare dei fondatori della vostra istituzione, delle sue figure emblematiche, ma anche di coloro che vi lavorano tutti i giorni e delle loro occupazioni.

    Mercoledì 30 marzo – #architectureMW  – giornata per raccontare la storia del vostro edificio, dei suoi giardini, del suo quartiere e dei suoi luoghi emblematici. Un modo per presentare la vostra istituzione sotto un’altra angolatura.

    Giovedì 31 marzo – #heritageMW  – giornata dedicata al patrimonio culturale, ai tesori e alle riserve (materiali e immateriali). L’occasione perfetta per far scoprire al pubblico, sia in loco che sul sito web, quello che offre la vostra istituzione.

    Venerdì 1 aprile – #futureMW – giornata per condividere con il pubblico i vostri programmi innovativi, le sfide, i progetti di ricerca, gli obiettivi istituzionali e tutto ciò che illustri i vostri sviluppi futuri!

    Sabato 2 aprile – #zoomMW  – giornata dedicata ai dettagli e agli aneddoti, un approccio interessante per scoprire contenuti e opere in modo alternativo: particolari delle mani, cornici di quadri, aneddoti sulla nascita di un libro, …fate uno zoom sui vostri tesori.

    Domenica 3 aprile – #loveMW  – è la giornata dei colpi di fulmine al museo! Approfittatene per mettere in risalto le punte di diamante della vostra istituzione (opere, mostre, spazi…) e usate Twitter per fornire consigli sulla visita.

    https://twitter.com/FondVOLUME/status/713163780142837761

    E sono tante le iniziative legate all’evento come quella organizzata all’interno del MUBA di Milano (@MUBA_Milano), il Museo dei Bambini, sabato 2 aprile. Chiamata #TwLab, l’attività propone ai giovani ospiti una breve ma significativa esperienza di scrittura creativa ispirata a Gianni Rodari e alla sua “Insalata di Favole”: tramite lo scambio di “paper tweet”, i bambini giocano a smontare e rimontare in modo alternativo favole già esistenti, facendo incontrare personaggi appartenenti a storie diverse e generando così nuove, inedite e buffissime narrazioni.

    Il meccanismo del gioco proposto da #TwLab, che nasce da un’idea dell’insegnante Stefania Bassi e s’inserisce nel contesto di @TwLetteratura, può essere riproposto ai bambini anche a casa, a scuola e sulla rete, come modo per educare i più piccoli all’uso graduale e consapevole dei social.

    #museumweek #twlab

    In occasione della #MuseumWeek 2016, #TwLab sarà ospitato dal MUBA, sabato 2 aprile, in due appuntamenti, il primo alle ore 10 e il secondo alle ore 11. Sarà aperto ai bambini dai 5 agli 11 anni e per parteciparvi è richiesta la prenotazione telefonica da effettuare direttamente presso il MUBA al numero 02 43980402. L’iniziativa è sostenuta da Twitter Italia, MUBA, TwLetteratura, Nòva24, CampusStore e @wlascuolaviva.

    Durante la settimana cercheremo di seguire l’evento segnalandovi i contenuti più interessanti e anche alcuni dati. Intanto c’è ancora tempo per iscriversi sul sito della #MuseumWeek 2016.

  • Alimentazione sana per uno stile di vita sano – #DiVitaDay

    Alimentazione sana per uno stile di vita sano – #DiVitaDay

    Il Despar Festival che si è tenuto a Padova dal 15 al 20 marzo è stata un’occasione per mettere al centro un tema importante: Alimentazione sana per uno stile di vita Sano. Semplici suggerimenti da mettere subito in pratica, ma con un grande spirito di volontà.

    Solitamente sul nostro blog non trattiamo temi legati alla salute all’alimentazione, se non strettamente legati ai temi che sono i pilastri del nostro modo di comunicare. E quindi comunicazione digitale, social media, nuove tecnologie, digital marketing. Ma l’interesse è sempre quello di spaziare, anche perchè in un modo o nell’altro anche i temi che solitamente sono alla base di quello che raccontiamo rientrano nei temi legati all’alimentazione e alla salute.

    Despar Festival alimentazione sana

    Oggi ve ne parliamo perchè l’esperienza diretta al DiVita Day, evento conclusivo del Despar festival il 20 marzo scorso, è stata un’esperienza bella ma al tempo stesso che ci ha fatto riflettere, e molto, sul nostro stile di vita attuale, certamente non il massimo esempio da questo punto di vista. Perchè viviamo ormai assorbiti da ritmi sempre più frenetici che al tempo stesso ci impongono di stare sempre legati a strumenti e dispositivi per il nostro lavoro, come pc o smartphone, facendoci completamente dimenticare che spesso quello che mangiamo non è salutare e che il nostro stile di vita forse andrebbe rivisto.

    Questa riflessione viene assolutamente rafforzata dopo aver partecipato all’evento conclusivo del Despar Festival, il 20 marzo, dove sono stati trattati proprio questi temi. Senza per forza entrare in una sfera di argomenti di cui non disponiamo le dovute competenze, è comunque abbastanza ovvio che in un’epoca in cui tutti siamo sempre connessi, in cui la frenesia della giornata assorbe ormai quasi tutte le nostre energie, è necessario avere un cambio di passo. Cominciando proprio dal modo in cui mangiamo e da quello che mangiamo. E fa piacere sottolineare che questa riflessione venga portata avanti da un grosso brand della grande distribuzione come Despar Nordest, che tutti noi conosciamo, molto radicato in Triveneto e in Emilia-Romagna, che indica la strada da percorrere. L’occasione del Divita Day era proprio quella di indicare un nuovo modo di mangiare presentando un nuovo Concept Format, che – grazie alla consulenza di nutrizionisti e specialisti alimentari – aiuterebbe i clienti a seguire un percorso sano fatto di alimenti semplici e condimenti naturali, quindi senza sale e senza zucchero grazie al grande potere delle spezie. In attesa che questo nuovo format trovi la sua concreta realizzazione, sul sito casadivita.it, sito che vi invitiamo a consultare, è già possibile vivere questa esperienza in modo “virtuale”, consultando e creando il proprio percorso alimentare settimanale, sulla base delle proprie esigenze e supportati dai consigli degli esperti.

    Despar Festival alimentazione sana 4-pilastri Despar Festival alimentazione sana blogger despar festival piatto unico alimentazione

    Ad illustrare un modo diverso di alimentarsi, più salutare e attento ad un stile di vita nuovo c’era Filippo Ongaro, responsabile editoriale di DiVita Magazine e Casa Di Vita, medico nutrizionista e anti-aging, esperto di questi temi, ha scritto di versi libri, che ha tracciato la strada da seguire. Serve uno stile di alimentazione sano, senza eccessi, senza alimenti ricchi di grassi e di alimenti raffinati. Non è una dieta, anche perchè non sono indicati quantità, ma piuttosto è necessario fare attenzione alla qualità degli alimenti e alle giuste proporzioni: 50% carboidrati (frutta e verdura), 25% di carboidrati (da cereali integrali o patate), 25% proteine (pesce, carne, uova e legumi). Tutto questo però deve basarsi su uno stile di vita sano e quindi su 4 pilastri: Nutrizione, Allenamento fisico, Tecniche di rilassamento, Integrazione alimentare. E soprattutto serve una grande volontà per portare avanti un cambiamento come questo. Pensate che servono 66 giorni per formare un’abitudine, quindi se ci si munisce di volontà per poco più di due mesi, allora si è sicuri di riuscire.

    All’evento era presenta anche Stefano Polato, chef di DiVita Magazine e di Casa Di Vita, attento ad una cucina più sana. Nel suo intervento ha ricordato che oggi è necessario scoprire il cibo, quello sano, che non deve costituire una rinuncia. E soprattutto che bisogna rieducare il nostro palato a cibi sani, genuini.

    Il Despar Festival si rivela quindi un momento interessante per riflettere su questi temi.

    Ma Despar Nordest è anche molto attenta al digitale e alle nuove tecnologie, intese come “strumenti per estendere l’esperienza dei clienti all’interno dei punti vendita”, come ci di dice Marco Marchetti, responsabile area Digital per Aspiag Service SRL.

    Marco Marchetti Despar festival alimentazione

    Il nostro processo di digitalizzazione continua con l’avvenuta installazione di 1.600 scanner per la lettura del QR code in cassa, quindi andiamo avanti con la smaterializzazione dei coupon. Anche il volantino verrà pian piano soppiantato dal digitale. In prospettiva, Despar Nordest ha ormai tantissimo punti vendita sparsi nel Nord Est e quindi ha sempre di più un legame molto forte con il territorio. Che si traduce in attenzione ai propri fornitori, quindi a tutte le aziende che forniscono prodotti di qualità, e anche dando supporto al territorio con iniziative concrete. Basta guardare alle iniziative legate all’educazione alimentare, oppure allo gestione dello spreco con la cessione delle merci alle Onlus del territorio. Tutta l’attività di CSR di Despar Nordest è assolutamente orientata a questo. Servono chiaramente tante energie, di investimenti, anche se siamo sicuri che tutto questo sarà largamente ricompensato”.

     

  • Ridi! Migliorerà il tuo lavoro sul Web

    Ridi! Migliorerà il tuo lavoro sul Web

    Ridere è una delle attività più sane e più serie dell’Uomo. L’Ironia sconfigge lo Stress, sviluppa l’Intelligenza, aumenta l’Adattamento e migliora la Comunicazione. La risata è qualcosa di innato, che purtroppo crescendo perdiamo, come perdiamo l’abitudine al Gioco. Col risultato di ridurre la spontaneità, l’elasticità mentale e la creatività.

    Fu proprio Sigmund Freud a regalarci una perla di saggezza: “Scherzando si può dire tutto, anche la verità”
    Il che non significa affatto prendere in giro i punti deboli e i limiti delle personalità altrui.
    Scherzare qui equivale a Ridere, a fare dell’Umorimo sensato, a imparare soprattutto l’Autoironia.
    Forme elevatissime di Intelligenza Umana.
    Perché chi sa prendersi in giro o fare dell’umorismo è capace di elasticità mentale, di plasmare i pensieri, di avere tra le mani le redini di un problema per poterlo risolvere.
    Chi sa ridere ha una capacità di Adattamento alla realtà superiore alla norma.

    E’ vero anche che Ridere comporta una serie di effetti fisiologici estremamente positivi: l’aumento del Cortisolo e di Endorfine, responsabili del nostro buon umore, ma anche una maggior ossigenazione nel sangue e la distensione della muscolatura non volontaria.
    Si può senz’altro dire, inoltre, che Patologie Fobiche e Ossessive del carattere impediscono generalmente la capacità di ridere e, proprio per questo, si cristallizzano e tendono a cronicizzarsi.
    Al contrario, chi ha una buon livello di Autostima ricorre più facilmente alla risata, perché ha coscienza di avere un sufficiente controllo sugli eventi della vita.
    Estroversi e Introversi non hanno livelli differenti di Umorismo: cambia solo il modo di fare ironia. Talvolta risulta -paradossalmente – che proprio gli introversi sono quelli capaci di far ridere di più. E questo succede perché la loro modalità di pensiero è più sottile.

    ridere ridi web social media

    Dunque Ridere aumenta la flessibilità della mente.
    E’ anche scientificamente provato che questo processo riduce fortemente il livello di qualsiasi tipo di stress. 
    Come si ossigena il sangue, ridendo, si ossigena anche l’intelletto.
    Si riesce con maggior facilità ad uscire dalla famosa Confort Zone, per osservarci dall’esterno.
    E dall’esterno i problemi si ridimensionano sempre. Dall’esterno siamo capaci di cambiare prospettiva, di spezzare il circolo vizioso della comunicazione quando questa diventa inefficace e sterile.
    Si ridà vita e potere alla Comunicazione.
    Sul Web, sui Social Media e, allo stesso modo, nella realtà quotidiana.

    Una Comunicazione migliore porta sempre a relazioni più felici.
    Ridere
    , dunque, è un importante facilitatore dei rapporti sociali.
    E’ indubbio che le persone dotate di Autoironia sono più ascoltate, come se la risata permettesse momentaneamente di sospendere le gerarchie di lavoro e dare un messaggio di comune partecipazione.
    Ridere unisce. Rafforza il gruppo. 
    Di più: rende complici.
    E questi sono gli ingredienti fondamentali per creare interazioni felici, nel lavoro sul Web e nella realtà quotidiana.
    L’apertura mentale, inoltre, è generalmente considerata sintomo di fantasia, creatività e immaginazione. Altri ingredienti che regalano marce in più alla comunicazione e alla viralità dei contenuti.

    Da bambini tutti quanti ridiamo molto più spesso e senza pensarci.
    La risata è un comportamento innato e solo successivamente, nella storia della società così come nella nostra storia privata, lentamente smettiamo di ridere.
    Certo: perché non c’è da scherzare, si sta lavorando.
    E lavorare è ben diverso dal Giocare, dove prevale l’ironia e l’apertura mentale.
    Abbiamo smesso di ridere così come abbiamo smesso di giocare. Con le parole, con i nostri stessi difetti e con i limiti posti dallo stress e dal nervosismo. Per la velocità della vita e del lavoro, sostituendo la lamentela al progetto.
    Ci blocchiamo davanti a un problema molto più facilmente, siamo meno pronti a reagire.
    Andiamo in apnea, e solo la risata è la soluzione per riemergere e tornare a respirare.
    Ridere è una cosa seria.
    Plasma il nostro carattere, inconsapevolmente riduce i difetti, torna a dare il vero potere all’Intelligenza Umana che, prima di tutto, vuole poter essere autentica.
    Genuina come una risata.

    L’effetto esplosivo del mettersi a ridere è paragonabile all’abilità di smuovere i confini.
    Quelli che ci poniamo interiormente da soli e quelli che ci pone la realtà.
    Smettendo di giocare pensiamo di essere diventati adulti, ma la realtà è che progressivamente – senza accorgercene – abbiamo accettato di assumere un solo, rigido ruolo.
    Il “Gioco dei Ruoli” che facevamo da bambini è tutt’altra cosa.
    Era quel decidere ogni volta che identità assumere, chi essere, cosa voler fare. Cambiando senza paura.
    Era quel “facciamo che io adesso sono…” che ci dicevamo da piccoli, giocando.
    Trasformandoci nella fantasia nei personaggi più disparati, solo per il puro spirito di sperimentare ruoli diversi, viaggiare con la mente, capire.
    Crescere. Siamo diventati grandi anche grazie a questo gioco.
    Liberatorio ed esplosivo.

    Se oggi ci spaventano le difficoltà quotidiane, proviamo ansia e soffriamo di eccessivo stress è perché, forse, quell’esperienza di gioco e di trasformazione di sé non l’abbiamo vissuta abbastanza.
    La rigidità del nostro carattere non dipende, naturalmente, dal numero di risate che facciamo.
    E’ nello spirito positivo, creativo, immaginario, costruttivo e aperto al dialogo che si riconosce la capacità di Ironia.
    La capacità di non camminare muovendosi sempre sugli stessi passi, ma avanzando nell’avventura della nostra vita.
    Che muta, cambia in continuazione, e deve poterlo fare per essere vera Vita e non un semplice, rassicurante rifugio mentale e fisico che accomuna, purtroppo, chi si esprime solo lamentandosi e delegando le redini della propria vita.

    A chi?
    Procrastiniamo troppo spesso la nostra vita.
    Perché? Chi o che cosa aspettiamo?
    Una riflessione che invito tutti a fare, ciascuno a suo modo, eppure magari prendendosi tutti anche un po’ in giro.

  • Huawei, ecco il teaser su Milano per il lancio del 6 aprile

    Huawei, ecco il teaser su Milano per il lancio del 6 aprile

    Huawei, il colosso cinese ormai molto forte anche in Europa, in questi giorni sta lanciando un teaser che coinvolge la città di Milano, in particolar modo l’Arco della Pace di Corso Sempione. Il prossimo 6 aprile scopriremo di cosa si tratta, intanto la curiosità cresce.

    Se vivete a Milano in questi giorni, e specialmente se vivere o frequentate per studio o lavoro la zona di Corso Sempione, vi sarete certamente accorti di una campagna che vede protagonista proprio l’Arco della Pace. Si tratta di un teaser di Huawei quindi di una campagna preliminare del colosso cinese che si appresta a lanciare sul mercato un nuovo prodotto di cui ancora si conosce poco se non nulla. Il lancio è previsto per il prossimo 6 aprile e pare che la sede del lancio sarà Londra.

    huawei teaser milano

    La campagna di questi giorni è guidata da un hashtag particolare #OO e il mood è quello di invitare tutti a osservare il mondo in un altro modo: “Change the Way you see the World“.

    Di cosa si tratterà? Di un nuovo smartphone? Di un altro tipo di prodotto?

    #OO arco pace huawei teaser

    La curiosità cresce ovviamente anche se i segnali che la campagna sta lanciando fanno intendere che si è di fronte ad un prodotto che sarà molto legato al mondo della fotografia, l’hashtag stesso richiama questa visione, quindi alla fotocamera.

    Intanto, attendiamo con molta curiosità il lancio di questo nuovo prodotto che sarà il prossimo 6 aprile probabilmente a Londra, anche sulla location non ci sono molte notizie certe.

    #OO arco pace huawei teaser

    #OO arco pace huawei teaser

    L’azienda cinese di Shenzhen, nata nel 1987, oggi è un vero colosso mondiale, da oltre 46 miliardi di dollari di fatturato (2014) detenuta al 100% dai suoi dipendenti che sono in totale più di 170 mila. Huawei punta molto sulla ricerca e sviluppo possedendo 40 centri in tutto il mondo, uno dei quali si trova in Italia, proprio a Milano.

  • Come migliorare le conversioni delle tue campagne su mobile

    Come migliorare le conversioni delle tue campagne su mobile

    Come migliorare le conversioni per quel che riguarda le campagne da Mobile? Per fare chiarezza su questo punto, oggi ospitiamo qui sul nostro blog Silvio Porcellana, fondatore e CEO di mob.is.it.

    Le campagne su mobile funzionano 5 volte di più rispetto a quelle da desktop. Tra le ricerche effettuate su smartphone, 9 su 10 portano all’azione, oltre la metà all’acquisto. È naturale che il marketing stia spostando sempre più i suoi investimenti su questo canale: nel 2015 sono stati spesi 35 bilioni di dollari in campagne mobile, oltre il doppio di quanto speso nel 2013.

    mobile conversioni campagna @franzrusso.it 2016

    Ma il mobile è ancora in gean parte una terra incontaminata: nonostante le persone passino su smartphone il 10% del tempo totale dedicato ai media, solo il 9% degli investimenti in pubblicità è destinato a questo canale.

    investimenti mobile

    Perchè i brand hanno paura di investire sulle campagne mobile?

    Ecco i motivi principali per cui alcune compagnie temono di lanciarsi maggiormente nel mobile (e perchè stanno sbagliando):

    Primo: Ad blocking – la possibilità offerta agli utenti di bloccare le pubblicità è utilizzata dal 5% della popolazione digitale. Molti marketer temono che questa tendenza sia in crescita e renderà sempre meno visibili gli annunci pubblicitari. Tuttavia si tratta di un fenomeno sopravvalutato, che colpisce prevalentemente chi non posiziona correttamente i propri annunci: se la campagna proposta è in target, le persone saranno felici di ricevere il nostro messaggio. Se invece ci bloccano, poco male: avremo risparmiato budget per quelle davvero interessate.

    mobile ad-blocking

    Secondo: Mancanza di informazione – Google e Facebook sono due spazi fondamentali per le pubblicità su mobile. Entrambe le piattaforme offrono la possibilità di creare un annuncio e renderlo visibile in prevalenza o esclusivamente da smartphone, di targettizzare il pubblico e di creare molti stili di annuncio. Il problema è che offrono poca trasparenza sui risultati: costi, posizionamenti, a chi vengono mostrati gli annunci. La buona notizia è che in futuro gli investitori potranno avere le idee più chiare: grazie alla diffusione di nuove opzioni per il programmatic buying, sarà possibile raccogliere dati più precisi e sfruttarli per conoscere sempre meglio il proprio target.

    Terzo – Difficoltà di tracciamento – la pubblicità on-line, a differenza di quella tradizionale, permette di avere molti più dati per misurare l’effetto di una campagna. Ma da quando le pubblicità possono essere bloccate, è molto più domplicato sapere quante persone hanno visto l’annuncio. Inoltre i dati da monitorare sono davvero tantissimi, non sempre è facile determinare quali sono le statistiche più importanti da tenere sott’occhio. Per fortuna esistono tool come ComScore o Socdir, in grado di aggregare ed elaborare i dati, offrendo una visione più chiara sui risultati e spunti utili per determinare i futuri obiettivi delle campagne.

    4 idee per creare subito campagne su mobile efficaci

    Per far rendere al massimo gli investimenti pubblicitari su mobile, ti offriamo 4 assi nella manica che ti aiuteranno a migliorare conversioni e risultati.

    1. Pensa mobile: segui nuove strade

    Il mobile prevede modalità di fruizione personali, immediate, diverse rispetto a quanto avviene per il desktop. Le campagne di conseguenza devono tenere conto della localizzazione degli utenti, essere sincronizzate con le loro azioni, prevedere che gli annunci possano essere visti prima o durante il  processo d’acquisto.

    In quest’ottica, Google ha studiato una soluzione che permette di tracciare meglio i comportamenti degli utenti. A fine 2015 ha iniziato a rendere disponibili alle aziende i dati sulle keyword  maggiormente cercate in relazione al loro brand, rispetto al periodo, al giorno e all’ora. Un’informazione che permette di mettere in atto strategie multicanale interessanti.

    Ad esempio, se un brand di prodotti cosmetici sa da Google che la parola chiave più ricercata nel weekend è “crema viso”, potrà programmare in questi due giorni un annuncio dedicato. Poi potrà mettere in evidenza questo articolo nei punti vendita, abbinando uno sconto valido esclusivamente per il fine settimana.

    mobile traffic

    2. Aumenta le conversioni con il remarketing

    Solo il 2-4% delle visite a un sito crea direttamente una conversione. Ma i percorsi di acquisto on-line non sono lineari, prevedono ricerche e confronti con altre pagine prima di trasformarsi in azione. Specialmente su mobile. Il remarketing ti aiuta proprio in questo: puoi seguire l’utente nelle sue esplorazioni, facendo apparire un annuncio che ricorda il tuo brand a chi ha visitato il sito. Oppure puoi creare diverse liste di utenti e mostrare la campagna solo a chi è in target.

    Tirendo, azienda produttrice di pneumatici ha sperimentato il remarketing creando una campagna  dedicata a chi ha visitato il sito e un’altra per chi ha cercato uno specifico tipo di gomme. Il risultato è stato buono per la prima campagna, ma straordinario per la seconda, ottenendo un incremento del 22% nelle vendite e del 163% nelle conversioni. Sia Google sia Facebook permettono agli inserzionisti di attivare annunci con funzione remarketing. Se non lo utlizzi già, inizia a farlo.

    3. Usa il potere dell’immediatezza: chiama ora!

    L’88% delle ricerche effettuate da mobile ha carattere locale. Il 61% delle persone che ha cercato un’informazione di questo tipo, ha effettuato una chiamata, trasformando la sua ricerca in azione diretta. Per rendere immediato questo passaggio è fondamentale inserire un pulsante “chiama ora” negli annunci destinati al mobile. È possibile farlo per gli annunci su Google, Facebook e Twitter: in tutti e tre i casi una semplice procedura permette di integrare questa funzionalità e rendere ancora più efficaci le proprie campagne. Il risultato è una ottimizzazione dei costi della campagna e un aumento delle conversioni.

    Ad esempio, IHG, un gruppo internazionale di hotel, ha ottenuto con una campagna Google click-to-call un aumento del traffico sul sito da mobile del 20% e una crescita nella mobile search activiy pari al 91%.

    4. Aggiungi rilevanza ai contenuti

    Molte persone trovano le pubblicità fastidiose e invadenti. Il motivo principale è che gli annunci contengono messaggi poco rilevanti, mentre le persone su mobile si aspettano di ricevere informazioni personalizzate sui loro interessi, come personale è l’utilizzo di smartphone e tablet.

    Ed ecco spiegato il successo dei tool per bloccare le pubblicità. I messaggi di massa non funzionano su mobile, ma se l’annuncio viene mostrato alla persona giusta, nel luogo e momento opportuno, le conversioni crescono.  Per farlo bisogna segmentare il target e creare annunci dedicati, che portino gli utenti a cliccare perchè fortemente coinvolti.

    Nice Tees, azienda di abbigliamento, ha preso davvero sul serio l’idea di segmentazione: nella sua campagna su Facebook è arrivata a mostrare a ciascun utente l’immagine di una felpa personalizzata con il suo cognome. Un messaggio che non passa inosservato.

    L’attenzione ai contenuti non si risolve nella campagna in sè: i click generati devono portare a un sito a sua volta rilevante nei contenuti, che devono essere accattivanti, immediati e ottimizzati per tutti i dispositivi. Come realizzare un sito efficace su mobile? Esistono sistemi on-line che permettono di creare pagine web e app in pochi minuti, che ogni marketer può utilizzare per creare un sito ottimizzato e aggiornare personalmente i contenuti a seconda della strategia che ha in mente.

    Quali sono le strategie della tua prossima campagna mobile?

    I marketer sono sempre più consapevoli dell’importanza del mobile e che investire su questo strumento non è più un optional ma una necessità. Probabilmente entro pochi anni, visti i risultati dei competitor, anche i meno coraggiosi si decideranno a destinare più budget al mobile.  L’importante, per non sprecare risorse, non è solo acquistare spazi ma pensare a cosa si vuole comunicare: oltre a pianificare bene l’annuncio, dire qualcosa che interessi l’utente. La pubblicità dovrà essere sempre meno un’interruzione, un disturbo, sempre più un consiglio, un approfondimento interessante, come sta dimostrando il successo crescente del native advertising. Pensa al tuo consumatore ideale: come potresti essergli utile?

  • Instagram, le notifiche da oggi sono visibili anche via web

    Instagram, le notifiche da oggi sono visibili anche via web

    A pochi giorni dalla notizia dell’inizio della fase test che riguarderebbe l’introduzione di un algoritmo sulla piattaforma, Instagram introduce da oggi un’altra interessante novità. Da oggi infatti le notifiche vengono visualizzate anche sulla modalità web dell’app.

    Come fatto notare da VentureBeat, Instagram ha cominciato a rilasciare una nuova feature puntando decisamente, stavolta, sulla modalità web. Infatti da oggi tutti gli utenti che accedono a Instagram dalla modalità web potranno visualizzare anche le notifiche. Le trovate in alto alla sinistra dell’icona “account”, rappresentata da un cuoricino in una nuvola di conversazione. Una volta cliccato sull’icona potrete vedere gli utenti che hanno cominciato a seguirvi e gli utenti che hanno messo “like” sulle vostre foto.

    instagram notifiche web

    E’ una notizia che verrà molto apprezzata dagli utenti che adesso avranno la possibilità di visualizzare come i contenuti vengono condivisi anche accedendo via web da desktop. Una modalità che verrà apprezzata, immaginiamo, in una ottica di business, per esempio. Avere adesso anche la possibilità di consultare come un contenuto viene condiviso dai propri follower mentre si sta lavorando al computer perchè non si ha la possibilità in quel momento di consultare il proprio dispositivo mobile, è senza dubbio comodo. Pensate alla scena nel momento in cui viene richiesta un feedback da un cliente e voi siete al computer nella impossibilità di usare lo smartphone. Ecco, proprio in quel momento, mentre stavate scrivendo una e-mail, accedete all’account e potete dare un riscontro anche da desktop. Esempio banale, però era solo per rendere l’idea.

    Ovviamente, tutte le altre funzionalità di pubblicazione dei contenuti, di editing restano relegate all’uso esclusivo da mobile. Qui si tratta solo di estendere al web la modalità di consultazione.

    instagram logo notifiche web

    Instagram, che come sappiamo è di proprietà di Facebook, si unisce alle altre applicazioni della casa di Menlo Park che nell’ultimo anno hanno iniziato un maggiore presidio anche per quel che riguarda la modalità web. E’ stato il caso, lo scorso anno, di WhatsApp che ha lanciato la modalità di utilizzo dell’app di instant messaging anche via web, e lo scorso anno è stata lanciata anche la versione web di Messenger, per ora in uso solo per gli utenti di lingua inglese.

    E questa notizia arriva dopo l’annuncio dei giorni scorsi dell’inizio di una fase di test per l’introduzione di un algoritmo all’interno della piattaforma che regola la visualizzazione dei contenuti, il feed, sulla base degli interessi degli utenti. Al momento non si conosce molto sulla fase di test e quanti utenti sono coinvolti, di certo la notizia non è stata accolta bene dagli utenti più affezionati che reclamano il mantenimento dell feed attuale impostato sulla modalità cronologica.

  • Twitter compie 10 anni, ecco i momenti storici in Italia

    Twitter compie 10 anni, ecco i momenti storici in Italia

    Oggi 21 Marzo 2016 Twitter compie 10 anni, un traguardo importante per la piattaforma da 140 caratteri che ha sicuramente cambiato il nostro modo di comunicare. E per l’occasione, ripercorriamo qualche momento storico che riguarda il nostro paese.

    Il 21 marzo del 2006 Jack Dorsey mentre si trovava in un parco mangiando cibo messicano, inviava il suo primo tweet su quella piattaforma che era stata pensata per inviare messaggi tipo SMS ad un ristretto gruppo di persone. E oggi quella che originariamente era stata chiamata “twttr”, fortunatamente si chiama Twitter e compie 10 anni, un traguardo fondamentale per la piattaforma da 140 caratteri che ha cambiato, comunque la si pensi, il modo in cui comunichiamo.

    Su Twitter, specie in questi ultimi mesi e settimane, si è scritto e abbiamo scritto molto, dei problemi, delle possibili soluzioni, ma anche delle trasformazioni in atto. Ma oggi vogliamo sottolineare il valore che questa piattaforma ha avuto e ha acquisito nel corso di questi anni, un valore enorme che oggi va festeggiato.

    https://twitter.com/twitter/status/711658625924620288

    Provate per un attimo a pensare a come avete usato Twitter in questi anni e cosa ha comportato tutto questo. Sicuramente l’aver conosciuto tante persone, aver interagito con esse, l’aver anche iniziato un’amicizia, una collaborazione professionale, insomma una Relazione. Twitter è un social network, ma è diverso da tutti gli altri, gioca molto sulla dinamicità, sulla sintesi.  Ma al tempo stesso lascia spazio all’approfondimento di argomenti, di contatti e di relazioni che lo rende particolare. Ecco perchè l’hashtag scelto per la giornata di oggi #LoveTwitter è assolutamente giusto. Avrete certamente notate che cliccando il cuoricino del “Like” vengono fuori i coriandoli.

    twitter compie dieci anni

    E diamo un’occhiata ai momenti più importanti che hanno riguardato Twitter in Italia.

    Nel 2010 Lorenzo Jovanotti apre il suo account e ben presto diventerà uno degli account più seguiti su Twitter con oltre 3 milioni di followers. Questo il suo primo tweet:

    In occasione dell’alluvione in Liguria, nel 2011, che ha colpito le zone di Val di Vara, Cinque Terre, Lunigiana e la città di Genova, Twitter dimostra di essere essere lo strumento più adatto a diffondere e richiedere informazioni e, poi, a diffondere e richiedere aiuto nelle zone più duramente colpite. L’hashtag #AllertaMeteoLG.

    Il 2012 è stato poi l’anno della liberazione di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita in Algeria e rilasciata nel luglio del 2012 dopo quasi un anno di prigionia. Durante l’ultima serata del festival di Sanremo Geppi Cucciari parlò della sua storia e attirò l’attenzione dei mezzi di comunicazione e dell’opinione pubblica con#freerossellaurru.

    E sempre nel 2012 Twitter si rivelò strumento essenziale per sapere cosa stava avvenendo nelle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia. A mezzogiorno del 20 maggio i trending topic era tutti per #terremoto e per i nomi dei paesi colpiti.

    E nel 2012 Papa Benedetto apre l’account su Twitter @pontifex_it.

    Nel 2013 abbiamo conosciuto #PapaFrancesco, dibattuto sulle vicende politiche del Paese, e abbiamo ripetuto #ForzaSardegna nei giorni dell’alluvione. Non solo: ci siamo emozionati con le foto di @astro_luca in diretta dallo Spazio ed abbiamo seguito con apprensione le proteste a Istanbul e in Egitto.

    Il 2014 è stato l’anno della vittoria di Paolo Sorrentino e della sua “Grande Bellezza” ai Golden Globe (@GoldenGlobe) e agli Oscar (@TheAcademy), delle secchiate ghiacciate dell’#IceBucketChallenge, della nomina del premier Matteo Renzi (@matteorenzi) e dei Mondiali di calcio in Brasile.

    Sempre nel 2014, Twitter è il gruppo d’ascolto e commento degli show preferiti, dai talent show quali #amici13 The Voice of Italy (#tvoi) e X Factor (#XF8) ai talk show come #ServizioPubblico e#Piazzapulita, fino alle serie italiane o straniere, come #BraccialettiRossi o Pretty Little Liars (#PLLitalia1). Twitter è il second screen d’eccellenza per tutti coloro che si appassionano ai programmi televisivi e, twittando in tempo reale, condividono come da un grande “divano nazionale” i momenti più divertenti e drammatici, insieme ad altri fan del piccolo schermo.

    Nel 2015 su Twitter in Italia gli utenti hanno raccontato la loro esperienza legata ad Expo 2015 (@Expo2015Milano), aggiornandoci sui tempi di attesa, e raccontando la bellezza e la vita dei padiglioni. Attraverso Twitter in migliaia hanno interrogato @AskExpo, il primo servizio di social customer care creato da Twitter per una manifestazione di questa importanza, ottenendo risposte precise e puntuali.

    Nel corso del 2015, Twitter ha continuato ad affermarsi quale companion della TV, luogo d’elezione per commentare in tempo reale gli show del piccolo schermo, fino a dar vita a conversazioni originali diventate a volte veri e propri tormentoni. Ma non è tutto: Twitter è stato anche uno strumento prezioso per diffondere informazioni importanti e aggregare la solidarietà delle persone intorno ad alcune tematiche sociali, come nel caso di #messinasenzacqua.

    Ma anche #SaveRummo, la vittoria agli Us Open della coppia Pennetta-Vinci.

    Per quanto riguarda nuovi account famosi, dal mondo dello spettacolo italiano troviamo Geppi Cucciari (@GeppiC), Cristina D’Avena (@CristinaDAvena) e Marco Bocci(@MarcoBocci) e anche la sfera istituzionale rivela qualche sorpresa con Equitalia (@equitalia_it), l’Arma dei Carabinieri(@_Carabinieri_) o la Guardia di Finanza (@GDF). Per il calcio, fra i nuovi arrivati troviamo il portiere della Nazionale italiana, Federico Marchetti (@fmarchetti22).

    E il 2016? Vedremo cosa accadrà e noi saremo sempre qui a raccontarvelo grazie a Twitter.

  • Google celebra Alda Merini con un doodle

    Google celebra Alda Merini con un doodle

    Il doodle che troviamo oggi sulla versione italiana del popolare motore di ricerca è dedicato ad una delle potesse italiane più amate degli ultimi anni. In occasione degli 85 anni che avrebbe compiuto oggi, Google celebra Alda Merini, indimenticata poetessa e scrittrice dei Navigli.

    Google oggi rende omaggio ad una delle potesse e scrittrici più amate in Italia negli ultimi anni. Nella versione italiana della home in occasione del compimento degli 85 anni, il doodle celebrativo è dedicato ad Alda Merini, la poetessa e scrittrice dei Navigli. E proprio il luogo in cui è nata e cresciuta lo si intravede del doodle realizzato dall’illustratrice, e doodler, Alyssa Winans, rappresentando Alda Merini mentre tra le braccia stringe un libro e una penna.

    google doodle alda merini

    Alda Giuseppina Angela Merini, questa il suo nome completo, nasce il 21 marzo 1931 a Milano e lei stessa celebra questa data in una poesia dal titolo “Sono nata il 21 a primavera” contenuta in “Vuoto d’amore” una antologia di poesie di Alda Merini pubblicata da Einaudi nel 1991:

    Sono nata il ventuno a primavera
    ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle
    potesse scatenar tempesta.
    Così Proserpina lieve
    vede piovere sulle erbe,
    sui grossi frumenti gentili
    e piange sempre la sera.
    Forse è la sua preghiera.

    (Alda Merini)

    Della sua infanzia non si sa molto e lei stessa ne racconta in alcune brevi note autobiografiche:

    ragazza sensibile e dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: … perché lo studio fu sempre una mia parte vitale”.

    E pensare che non venne ammessa al Liceo Manzoni perchè non superò la prova di italiano.

    Alda Merini

    Parlare di una poetessa come Alda Merini non è semplice, certamente l’esperienza del manicomio, come lo chiamava lei stessa, ha fatto di lei una grande del nostro tempo. E’ del resto lei che arriva a questa conclusione in “La pazza della porta accanto“, libro in prosa edito da Bompiani nel 1995. Al termine dell’opera si trova “La polvere che fa volare“, una conversazione con Alda Merini dalla quale si possono estrapolare molte notizie autobiografiche.

    Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.”
    (Alda Merini, “La pazza della porta accanto”)

    Per conoscere meglio Alda Merini potete consultare il sito a lei dedicato dalle sue quattro figlie, aldamerini.it, e anche la pagina a lei dedicata su Wikipedia.

    Non èpoi la prima volta che Google dedica un doodle a personaggi italiani. Era già successo, tra gli altri, con Italo Calvino, con Giò Pomodoro, con Alessandro Manzoni, con Luigi Pirandello, con Gae Aulenti, con il Tiepolo, con Anna Castelli Ferrieri, con Alessandro Volta, con Nino Rota, con Federico Fellini e con Gioacchino Rossini.

  • InTime presto avrà una nuova casa, più spaziosa

    InTime presto avrà una nuova casa, più spaziosa

    Qualcuno si sarà già accorto da stamane che sono in atto operazioni di trasferimento del sito. Sì, InTime ha preso una nuova casa, più grande e più confortevole per continuare a crescere.

    intime nuova casa

    In questi (quasi) otto anni ci avete sempre supportato e avete fatto in modo che InTime crescesse sempre di più con il vostro incoraggiamento e sostegno. Oggi è arrivato il momento di fare un altro grande e importante come è appunto la scelta di una nuova casa, il luogo che più di ogni altro è sinonimo di familiarità, di calore, di umanità, di valori. E in questo viaggio ci accompagna un’azienda che ha segnato la vita stessa, almeno nella prima fase, di InTime e parliamo di Innovando GmbH, adesso gruppo internazionale con sede in Svizzera, con cui da sempre condividiamo idee e, appunto valori. Ed è come un ritornare a casa.

    Il sito procederà nella sua fase di trasferimento in questi giorni e vi preghiamo di segnalarci eventuali disagi possibilmente sulla pagina Facebook di InTime oppure contattando @franzrusso, @franciungaro e @andreacreativo via Twitter.

    Grazie per tutto il vostro sostegno e vi invitiamo a sostenerci ancora e sempre più numerosi. Un nuovo corso avrà inizio e ci piacerebbe avervi ancora al nostro fianco!

    #UPDATE

    Il sito è già stato trasferito alla velocità della luce ed è già operativo nella nuova casa. Grazie ad Innovando per il prezioso supporto!

  • Il Problem Solving sul Web e sui Social Media

    Il Problem Solving sul Web e sui Social Media

    Il Problem Solving è un insieme di processi essenziali da eseguire con ordine. La Psicologia può essere di grande aiuto con alcuni consigli pratici che portano non solo a risolvere il problema, ma anche a gestire il nostro mondo emozionale, a migliorare le relazioni e imparare a comunicare con più efficacia. Sul Web e sui Social Media così come nella vita reale.

    Che la Psicologia possa aiutare solo nella teoria è uno stereotipo ormai superato.
    E se così non fosse, ecco alcuni consigli pratici per la Soluzione dei Problemi, sul Web, sui Social Media e nella vita reale.
    “Non si possono risolvere i problemi di oggi con lo stesso modo di pensare che li ha generati ieri”, sosteneva lo scienziato e filosofo Ervin Laszlo.
    Da qui si può iniziare a riflettere. Facendo, anzi, un ulteriore passo indietro.

    Perché si parli di Problem Solving – da Wikipedia: “l’insieme dei processi atti ad analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche” – è necessario prima di tutto Definire il Problema.
    Primo consiglio: Circoscriverne i limiti per comprenderne la gravità.
    Questo è il primo passaggio che aiuta concretamente a capire quali risorse siano necessarie per la soluzione, ad esempio se si può essere aiutati da altre persone o se si tratta di un problema personale più o meno inconscio.
    Una distinzione in sé già difficile da fare, poiché la maggior parte dei problemi con gli altri nasce o, per lo meno è influenzata, da cause interiori.

    problem solving social media

    Secondo consiglio: imparare ad Ascoltarsi.
    Dandosi tutto il tempo necessario perché la Risposta emerga da sé.
    Facendo Silenzio.
    Saranno in molti in questo momento a voler dare opinioni più o meno rigide o accomodanti.
    Ecco, rifiutiamo qualsiasi giudizio altrui.
    Mettiamo a tacere tutti: è solo del Silenzio che abbiamo bisogno ora.
    Stress, insicurezza, paura di parlare in pubblico, incapacità di cambiare, eccessivo rigore verso se stessi, bassa autostima e difficoltà di comunicazione.
    Queste sono alcune delle cause più frequenti che, se non ascoltate, portano a problemi concreti e ad errori, in misura maggiore sui Social Media dove si è esposti pubblicamente in tempo reale e la “voce” risuona amplificata.
    La marcata tendenza delle persone a esprimere – sempre e comunque – la propria opinione, inoltre, non aiuta a capire quando la risposta ai nostri problemi è solamente dentro di noi.
    L’incomunicabilità e la non comprensione sono il risultato assicurato di un’interazione che non è un vero dialogo e non è un confronto, bensì l’incontro di due monologhi paralleli.

    Circoscritto il problema e comprese le cause dentro di noi, si avrà davanti un nemico che non può più scappare.
    Ecco il terzo consiglio: dare un Nome agli stati d’animo.
    Aiuterà immediatamente a togliere forza al problema.
    Non ne saremo più in balia. Potremo anzi prenderlo in giro, dargli le definizioni e le etichette più impensate.
    Riderne.
    E Ridere è come avere già vinto.
    Ora non è più il momento di chiedersi “perché”, né di ricordarci il passato e lamentarsi.
    Ormai si è diventati forti abbastanza da prendere le redini del problema e renderlo qualcosa di molto più semplice.
    L’Umorismo è la forma più creativa dell’Intelligenza.
    Secondo soltanto all’Autoironia.

    Proviamoci: prendiamo in giro i nostri stessi problemi.
    Non permettiamo agli altri di farlo, ma facciamolo noi.
    Sconfiggeremo quel giudizio interiore che zittisce la nostra spontaneità, nasconde l’autenticità della nostra autostima e aumenta il livello eccessivo di stress.
    Ridere, allora, è come respirare di nuovo dopo una lunga, lunghissima apnea.
    Ancora oggi, nella nostra società, siamo portati a pensare che ridere nelle situazioni critiche o complesse sia sintomo di immaturità e superficialità. La realtà è che ci sono delle forti distinzioni e, soprattutto, che ridere è una vera forma di Terapia.
    Al contrario del continuo rimuginare, l’umorismo spezza le fissazioni mentali che portano ansia e stress, oltre a produrre nel nostro organismo un numero maggiore di ormoni benefici per il sistema immunitario e cardiaco.

    Ci sono, poi, delle Parole che fanno male. A chi le pronuncia (scrive) e a chi le ascolta (legge).
    Questo potrebbe innescare un processo esplosivo, soprattutto nella Comunicazione sul Web e sui Social Media.
    I problemi nella Comunicazione portano sempre a Interazioni infelici.
    Si crea una rottura là dove la Relazione potrebbe essere, invece, un nutrimento per le persone coinvolte.
    E poi non è per nulla facile porvi rimedio.
    La Coerenza della nostra Immagine sul Web ne viene intaccata, più o meno fortemente. Perché dietro a queste “parole errate” c’è sempre un Atteggiamento sbagliato della persona che comunica.

    Ecco, quindi, il quarto consiglio. La comunicazione risente delle Emozioni. Impariamo a Parlarne.
    C’è una differenza abissale, sul Web come nella vita reale, fra dire “sei scemo” piuttosto che “stai facendo lo scemo”, perché Essere e Fare sono due condizioni totalmente opposte.
    Dire “non mi ascolti” piuttosto che “non mi sento ascoltato” mette in gioco emozioni come l’Empatia, caratteristica fondamentale di una comunicazione efficace e di una relazione soddisfacente.
    Non è affatto solo una questione di educazione.
    “Essere scemi” comporta una valutazione di disistima.
    “Non essere ascoltato” rafforza l’insicurezza personale.
    Se al contrario il “Voglio” sostituisce il “Devo” il livello di stress diminuirà all’istante.

    Esiste un altro modo – il quinto consiglio di Problem Solving – che funziona sempre per Gestire le Emozioni: prenderne Coscienza.
    Velocità, poco tempo, troppe cose da dire e da fare in privato e in pubblico.
    Lo stress rende inefficace il lavoro.
    La comunicazione perde il suo spirito brillante e la sua potenza, non raggiunge più il cuore dell’ascoltatore
    .

    Il quinto consiglio viene direttamente dalla mia storia personale.
    Ve lo racconto così come l’ho vissuto.
    Nell’infanzia credo di essere stata una delle bambine più disordinate che si possano immaginare.
    Quel “rimetti a posto la stanza” era una specie di incubo, ogni sera: non sapevo da dove incominciare.
    Era fare peggio ogni volta, non trovare mai le cose che servivano, non sapere come placare mia madre e non finire con le sue urla.
    Finché mia madre non s’inventò il Gioco del Primo Cassetto.
    Io avevo quattro cassetti vicino al mio armadio.
    Il gioco era quello di buttare nel primo cassetto tutto quello che non sapevo che posto avesse in realtà.
    Usare il primo cassetto come “il cassetto del disordine puro”:
    un misto di bambole, cartoncini, disegni, matite e pezzi di pongo. Tutto dentro, lì, nel primo cassetto.
    Era l’unica regola del gioco. Usare solo e soltanto il primo cassetto come contenitore della “spazzatura”.
    Passarono poche settimane. Il primo cassetto restò un disastro, ma il secondo, il terzo e il quarto diventarono perfettamente ordinati. Meticolosamente, direi.

    Avevo imparato una lezione essenziale: lo stress, la confusione mentale, l’indecisione e l’insicurezza sono sentimenti da accettare.
    L’importante è imparare a Gestirli perché non diventino un danno talmente profondo da rivoltarsi contro noi stessi e diventare un Problema irrisolvibile.