Autore: Franz Russo

  • Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram ha annunciato ieri l’inizio della sperimentazione di un algoritmo che mostrerà agli utenti i contenuti più interessati. E in contemporanea Quintly ha pubblicato uno studio che dimostra come nel corso del 2015 il coinvolgimento sui contenuti sia calato.

    La notizia interessante di oggi è che Instragram ha annunciato con un post sul blog ufficiale che sta cominciando a sperimentare, da ieri, l’introduzione di un algoritmo che regolerà la visualizzazioni dei contenuti in base a quello che l’utente ritiene essere più interessante.

    La visualizzazione sarà quindi centrata sulla qualità dei contenuti e potremo dire quindi addio alla visualizzazione cronologica che fino ad ora aveva caratterizzato la piattaforma. Al momento non si conosce il numero degli utenti che stanno sperimentando la novità.

    È una modifica sostanziale per quanto riguarda la piattaforma, una di quelle modifiche che gli addetti ai lavori sapevano benissimo che sarebbe arrivata, era infatti solo questione di tempo.

    Instagram in questo modo di allinea alle recenti modifiche apportate da Facebook a da Twitter, ad esempio, che un mese fa ha introdotto la visualizzazione della timeline sulla base degli interessi degli utenti, modalità comunque opzionabile.

    Cosa comporta la modifica dell’algoritmo per Instagram? E’, come dicevamo prima, una modifica notevole, attesa anche per via delle dimensioni crescenti della piattaforma. Ricordiamo che la base utenti ad oggi supera i 400 milioni di utenti. Ma non è solo questa la motivazione.

    Nel post ufficiale Instagram fa sapere che il 70% degli utenti, in media, rischia di perdere contenuti interessanti dal proprio feed. Con questa sperimentazione il risultato sarà quello di vedere in alto contenuti degli account che seguiamo più in alto di quelli che ci interessano meno.

    Si capovolge quindi la visualizzazione dei contenuti, quindi il feed a cui eravamo stati abituati. Del resto il fondatore Kevi Systrom al New York Times ha detto che quello che si punta a fare “è che il 30% che si vede sia il 30% migliore possibile”.

    Ma quasi in contemporanea con l’annuncio di Instagram è stato pubblicato uno studio di Quintly che in effetti aiuta a capire meglio sul perchè Instagram abbia deciso di introdurre un algoritmo per fare in modo che gli utenti possano visualizzare il contenuto migliore possibile in base ai suoi interessi.

    instagram calo coinvolgimento algoritmo

    E dall’interessate studio, realizzato sull’analisi di 10 mila account, viene fuori che nel corso del 2015 se da un lato i brand hanno aumentato la frequenza a il numero di post pubblicati, dall’altro viene rilevato che il coinvolgimento è in calo.

    Quindi, se in media si pubblicano 1,04 messaggi al giorno (in crescita dallo 0,84), l’engagement passa dal 4,96 al 3,10 nel corso dell’anno. Lo studio rivela che l’interazione sembra diminuire anche in relazione ad un aumento dei follower da parte di un account.

    Una modifica della visualizzazione del feed potrebbe aiutare i brand a recuperare il coinvolgimento perso in questi ultimi 12 mesi.

    Instagram con l’introduzione dell’algoritmo dimostra di essere diventato più maturo, quasi adulto, e il calo progressivo dell’engagement è il segnale inconfutabile.

    È evidente che la pubblicazione dello studio non faccia altro che confermare quello che Instagram sapeva già, e l’annuncio di ieri lo dimostra benissimo.

    Gli utenti più affezionati al feed cronologico resteranno inizialmente scontenti, forse incentivati anche a migliorare i propri contenuti.

    E voi che ne pensate?

  • Talent Garden Roma, dove nasce l’Innovazione

    Talent Garden Roma, dove nasce l’Innovazione

    Talent Garden apre a Roma e non è certo un segreto, ne hanno parlato in tanti perché nella capitale non poteva mancare, era atteso da tempo. Imprenditori e professionisti del digitale hanno finalmente a Roma il loro habitat naturale, un campus dove incontrare altri talenti, un “giardino” dove coltivare le idee e farle maturare. Dove fare innovazione.

    talent garden 3Oltre 1.000 mq, 100 postazioni, 100 eventi all’anno, aperto 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Sono questi i numeri con cui Nicola Mattina ci presenta il nuovo Talent Garden di Roma. L’apertura è prevista per lunedì 14 marzo 2016 ma non abbiamo resistito alla curiosità e siamo andati a visitarlo. Seguiamo Nicola negli ampi spazi, dove fervono gli ultimi preparativi. La cosa che maggiormente colpisce è la luce che riempie gli ambienti, grazie alle grandi finestre e alla complicità di una splendida giornata di sole. La conformazione e l’esposizione dell’edificio della storica sede delle Poste di viale Mazzini, fa sì che l’illuminazione naturale non manchi mai. TAG è al secondo piano, con accesso al civico 9 di via Giuseppe Andreoli.

    Il perché di questa sede? Perché questo Campus apre a Roma grazie alla collaborazione tra Digital Magics e Poste Italiane, nell’ambito della strategia di innovazione e trasformazione di quest’ultima, prevista dal Piano industriale Poste 2020.talent garden 5

    Continuiamo la visita nei grandi spazi dove si stanno allestendo le postazioni di coworking e in cui si affacciano le meeting room e gli uffici privati, in uno dei quali incontriamo i ragazzi della startup Deliveroo già al lavoro. talent garden 1Nicola ci spiega come saranno allestiti tutti gli ambienti, compresa l’area cucina, mentre ci accompagna nella zona riservata agli eventi. Prima di entrare nella sala usciamo nel terrazzo, dove si può passeggiare su un prato verde, su cui a breve saranno sistemati ombrelloni e altri allestimenti per poter godere appieno di questo spazio aperto. Infine entriamo nella grande sala che sarà attrezzata per ospitare gli eventi. È tutto in divenire ma a breve sarà pronto per essere vissuto. Ogni giorno.

    talent garden 4

    E a viverlo ogni giorno in prima persona sarà anche Nicola Mattina, a cui abbiamo chiesto di raccontarci il motivo che l’ha spinto ad affrontare questa bella avventura.

    Sono due i motivi per cui ho deciso di co-fondare, con Davide Dattoli ed Emanuele Pepe, Talent Garden Roma e ho accettato di assumere il compito di gestirlo in prima persona.
    Innanzitutto l’innovazione non accade a caso e uno dei modi migliori per favorirla è creare luoghi dove sia naturale l’incontro, il confronto e la contaminazione delle idee. TAG Roma è uno di questi, con i suoi oltre 100 talenti che condivideranno un ambiente stimolante.
    Il secondo motivo è legato alle esperienze fatte negli anni passati: ho diretto un chapter del Founder Institute, ho lavorato con Microsoft e Nokia sul programma di Appcampus, ho partecipato ai programmi di accelerazione di Seedcamp e 500 Startups con la mia startup Stamplay incontrando persone che come me e Giuliano Iacobelli, erano impegnate ad avviare la propria azienda e altre decine di persone che le aiutavano a farlo. Lo scorso anno ho condensato queste esperienze nel programma di un corso universitario che ho tenuto all’Università Roma Tre. Talent Garden Roma è oggi il posto perfetto per condividere queste esperienze con un numero maggiore di persone contribuendo a far fare loro i primi passi da imprenditore»

    talent garden 6E sono già in tanti coloro che tra pochi giorni animeranno la nuova sede di TAG Roma; tra questi, oltre a Deliveroo qui potremo incontrare i team delle startup Scuter, Med in Action e Stamplay. Anche le agenzie H-Art e Healthware International hanno scelto di lavorare in questo Campus.

    talent garden 2Entrare in TAG non è chiudersi in uno spazio limitato ma aprirsi alle opportunità che può offrire una rete di 16 campus sparsi in diverse nazioni, che coinvolge 85000 persone ogni anno. E la sfida di Talent Garden Roma sarà oggi quella di riuscire ad avvicinare il mondo dell’imprenditoria tradizionale a quello dei professionisti del digitale.

  • Al Despar Festival ’16 si parla di Cibo, Digitale e Territorio

    Al Despar Festival ’16 si parla di Cibo, Digitale e Territorio

    Dal 15 al 20 marzo, presso il Centro Culturale Altinate/San Gaetano a Padova, si terrà “Despar Festival ’16 – Il nostro meglio, per tutti”, una settimana di incontri per parlare di Cibo, di Digitale, di Territorio e di Ambiente. Tante le attività, workshop e laboratori previsti. Sarà presente anche lo chef Stefano Polato con i suoi interessanti show cooking.

    “Despar Festival ’16 – Il nostro meglio, per tutti” è l’evento che Aspiag Service, concessionaria Despar per il Nordest, organizza dal 15 al 20 marzo presso il Centro Culturale Altinate/San Gaetano a Padova per raccontare come l’azienda, presente in Triveneto e in Emilia Romagna con 219 supermercati Despar, Eurospar e Interspar, e una rete di 345 dettaglianti associati, interagisce con il territorio e con le persone. Una settimana di incontri interessanti che saranno l’occasione per affrontare i temi che costituiscono il cuore dell’evento. E quindi si parlerà di Cibo, Persona, Territorio, Ambiente. Sono queste le parole chiavi che caratterizzano il modo in cui l’azienda interpreta il concetto di dare valore al territorio, elemento essenziale per restare in contatto le realtà locali e con le persone che ne fanno parte. L’azienda rivolge poi molta attenzione alle nuove tecnologie, all’innovazione e al digitale, introducendo nuovi strumenti per interagire meglio con le persone e per offrire loro un’esperienza sempre più coinvolgente.

    despar festival 16

    L’evento è fitto di eventi e incontri, dove troveranno spazio attività riservate alle scuole, workshop formativi, suggestioni digitali, laboratori creativi, rappresentazioni teatrali per famiglie, degustazioni, e anche appuntamenti istituzionali, come la conferenza stampa che venerdì 18 renderà noti i primi dati del bilancio 2015 di Aspiag Service.

    Alla mattina l’attenzione sarà riservata alle scuole, con il progetto di educazione alimentare, ambientale e motoria “Le Buone Abitudini”, che compie dieci anni proprio nel 2016. A partire dalle 15, invece, il “Despar Festival” sarà aperto al pubblico e liberamente accessibile. L’evento si concluderà poi con il “Di Vita Day“, un evento davvero unico in programma per domenica 20 marzo, dalle 11 alle 16, nell’auditorium del Centro Culturale.

    E al Despar Festival ’16 sarà presente anche lo chef Stefano Polato, cuoco ufficiale di tutti gli eventi dedicati all’alimentazione consapevole, ma è anche lo chef autore di tutte le ricette del cosiddetto “comfort food” che ha accompagnato l’astronauta Samantha Cristoforetti nella sua lunga permanenza nello spazio. Infatti Stefano Polato collabora con Argotech, l’azienda torinese partner ufficiale di ESA e NASA, ed è l’azienda che ha sviluppato e mandato in orbita la macchinetta per il caffè della Lavazza.

    despar festival 2016 stefano polato

    Allora, per tutti voi interessati di alimentazione desiderosi di conoscere e partecipare ad eventi interessanti per conoscere meglio le realtà territoriali in cui viviamo, l’appuntamento è a Padova presso il Centro Culturale Altinate/San Gaetano e il consiglio e di iscrivervi agli eventi che troverete elencati in questa pagine con le informazioni necessarie.

    Per interagire al meglio con il Despar Festival vi consigliamo di seguire gli account su Facebook, Twitter e Instagram seguendo questi hashtag: #desparfestival e #CSR. Mentre per seguire l’evento del 20 marzo vi consigliamo di seguire i canali di Casa di Vita su Facebook, Instagram e Twitter con questi hashtag: #divitaday e #CSR.

    E se volete, noi ci vediamo lì domenica 20 marzo dalle ore 11, per fare insieme questo viaggio alla scoperta della buona e sana alimentazione condita da innovazione e digitale.

  • Peeple, ecco l’app che sembra Yelp per le persone

    Peeple, ecco l’app che sembra Yelp per le persone

    Lanciata lo scorso anno, da qualche giorno si torna a parlare di Peeple, definità Yelp per le persone, in occasione del suo ri-lancio con delle novità rispetto alla prima versione. L’app ideata da Julia Cordray e da Nicole McCullough serve a raccomandare le persone in tre ambiti: professionale, personale e “dating”. E’ necessario un account Facebook e 21 anni di età.

    Da qualche giorno si torna a parlare di Peeple, l’app che serve a raccomandare le persone lanciata lo scorso anno che, in verità, non venne accolta benissimo. L’avvio era stato permesso grazie ad un finanziamento di oltre 400 mila dollari. Molte furono le critiche negative, alcuni la definirono “l’app per i bulli”, ma Julia Cordray e Nicole McCullough, le co-fondatrici hanno comunque deciso di andare avanti e di lanciare, anzi di ri-lanciare, l’app lo scorso 7 marzo in Usa e in Canada per ora solo in versione iOS. E in questi mesi non ha certo aiutato a migliorare le attese verso l’app che proprio nell’articolo del WP era stata definita  come “il Yelp delle persone“, una definizione sfortunata che non ha aiutato. Ma adesso ci riprovano con alcune novità e sono già 10 mila gli utenti per testare la versione “beta”.

    peeple app

    La vera novità è che nella nuova versione viene abbandonato il sistema di valutazione a “stellette”, quello che in effetti aveva fatto molto discutere, e viene rimpiazzato dalle “raccomandazioni”, adesso gestibili direttamente dall’utente e i profili possono essere disattivati. La valutazione quindi viene definita per il numero di raccomandazioni ricevute e appare al’interno dell’avatar dell’utente. Sembra quasi una sorta di Klout che in questo caso determina l’affidabilità di un utente. E’ come se fosse anche LinkedIn, nel senso viene ripreso il sistema delle raccomandazioni anche se le stesse valgono per le persone con cui si lavora. Tutte queste informazioni possono poi essere condivise sui social media.

    Non è possibile registrarsi a Peeple in maniera anonima, infatti è necessario avere 21 anni e un account Facebook attivo da almeno sei mesi. L’attivazione sicura dell’account viene poi garantita dall’invio di un codice sul proprio numero di telefono.

    Con Peeple è possibile anche cercare l’anima gemella infatti è possibile costruire relazioni in questo senso ed è anche attiva la ricerca geolocale per trovare persone entro un raggio di 10 miglia (16 km circa). E’ possibile poi cercare altre persone e anche chattare.

    peeple cordray

    Il mese prossimo verrà poi rilasciata una feature premium, al costo di 1 dollaro, “The Truth License” che permetterà di vedere tutto ciò che è stato scritto su un dato utente, una sorta di documento che rivela tutto quello che si dice su quella persona.

    Al momento, anche in questa seconda versione, l’app è stata accolta con un certa freddezza, certamente non ha entusiasmato come forse Julia Cordray e Nicole McCullough si aspettavano, pesa certamente il lancio non felicissimo della prima versione. Peeple si presenta come l’app che dovrebbe aiutare gli utenti a gestire meglio la propria reputazione, mettendo insieme aspetti professionali e personali che in realtà servono solo a confondere e non a fare chiarezza. L’idea di mettere insieme una sorta di LinkedIn più una sorta di Tinder e sulla base di questo ricevere delle raccomandazioni è solo un modo per confondere e non specializzarsi. Che vuole cercare persone con cui fare business probabilmente non la userà perchè non specifica, idem per chi cerca l’anima gemella. Quindi? La raccomandazione in versione “estesa” non sembra essere una buona idea. Per ora il lancio è solo negli Usa e in Canada e difficilmente l’app potrà andare oltre oceano.

    E voi che ne pensate?

  • Il doodle di Google per la Giornata della Donna guarda al futuro

    Il doodle di Google per la Giornata della Donna guarda al futuro

    Ancora una volta Google non fa mancare il suo doodle per la Giornata Internazionale della Donna 2016 e per l’occasione decide di raccontare le aspirazioni delle donne per il futuro con #OneDayIWill. 337 donne di 13 paesi raccontano in un video quello che vorrebbero fare un giorno.

    Anche quest’anno Google non vuole mancare nel celebrare la Giornata Internazionale della Donna 2016 con un doodle, anzi quello che vediamo è ben più di un semplice “scarabocchio”. A differenza degli altri anni, quando Google con un doodle raccontava quello che le donne hanno fatto nella storia, nel celebrare la Giornata delle Donne ha voluto invece lanciare un’iniziativa che guarda al futuro. Infatti con #OneDayIWill Google ha raccolto le aspirazioni di 337 donne di 13 paesi per farsi raccontare cosa vorrebbero fare un giorno.

    goog doodle giornata donna 2016 #onedayiwill

    E quindi donne di tutte le età da San Francisco, Rio de Janeiro, Città del Messico, Lagos, Mosca, Il Cairo, Berlino, Londra, Parigi, Jakarta, Bangkok, Nuova Delhi e Tokyo hanno raccontato in un video quelle che sono le loro aspirazioni. Tante donne di diversi paesi che hanno manifestato idee diverse, come quello di “dare voce a chi non può urlare“.

    All’iniziativa hanno preso parte anche donne che hanno già realizzato le loro aspirazioni, aggiungendo qualche altro sogno come Jane Goodall che ha condiviso la sua speranza di discutere un giorno di ambiente con Papa Francesco, mentre il premio Nobel Malala Yousafzai e l’attivista Muzoon Almellehan continuano a lavorare, senza paura, verso un futuro in cui ogni ragazza può andare a scuola.

    Google doodle giornata donne 2016

    Anche i gruppi che hanno lavorato alla realizzazione dei video erano costituiti da sole donne, questo per rende l’atomosfera ancora più celebrativa e incoraggiante.

    L’iniziativa continua oggi invitando tutte le donne a condividere le proprie aspirazioni in questa giornata con #OneDayIWill.

    E cogliamo ancora una volta l’occasione per segnalarvi tutte le iniziative che si tengono oggi, e nei prossimi giorni, in tema di innovazione e tecnologia in Italia, settori dove la presenza delle donne sta crescendo molto, anche se ancora molto resta da fare.

  • Innovazione e digitale. Gli eventi per la Festa della Donna

    Innovazione e digitale. Gli eventi per la Festa della Donna

    Sono molti gli eventi previsti in tutta Italia in occasione della “Giornata internazionale della Donna” o, come siamo abituati a definirla, “Festa della Donna”. Noi vi segnaliamo quelli che riteniamo tra i più utili e di sicuro interesse, con particolare attenzione al settore del digitale.

    Siamo ormai lontani dagli anni ’50, periodo storico in cui distribuire la mimosa era considerato un gesto atto a turbare l’ordine pubblico. Quel gesto ha ormai perso la sua connotazione negativa e la mimosa è ancora oggi il simbolo della “Giornata internazionale della Donna”.
    L’8 marzo però non è solo il giorno in cui si ricordano le storiche e sofferte conquiste sociali e politiche delle donne ma è il giorno in cui si portano all’attenzione di tutti le difficoltà, le discriminazioni, la disparità di genere ancora oggi presenti in molti settori, digitale compreso.

    Un solo giorno? In realtà no, sono tanti gli eventi previsti nei giorni precedenti e successivi l’8 marzo 2016 in tutta Italia e abbiamo ritenuto utile segnalarvi quelli rivolti ai settori STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Non eventi commemorativi fine a sé stessi e colmi di retorica ma incontri con donne che, raccontando attraverso le loro esperienze e il loro impegno, le conquiste e le difficoltà quotidiane, aiutano uomini e donne a comprendere quanto la diversità di genere non sia un ostacolo ma un valore aggiunto, un’opportunità per tutti.

    Eventi Festa della Donna 8 marzo 2016

    La presenza delle donne nel mondo della tecnologia sta crescendo più rapidamente di quella degli uomini, ne avevamo già parlato in questo articolo, ma c’è ancora molto da fare. Competenza, professionalità e saper fare non mancano e gli eventi di quest’anno lo dimostrano.

    Ecco l’elenco che vi proponiamo:

    HITalk WoW! “Woman is noW. Amore. Forza. Genialità.”
    Roma – 5, 6 e 8 marzo 2016
    Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni, 1
    Serie di incontri organizzata da HITalk – High Idea Talk
    Per informazioni: http://bit.ly/HiTalkWow – #HITalkWoW

    Start Women Up – Inspiring Stories of Success
    Milano – lunedì 7 marzo 2016 – ore 18:30
    Università Bocconi – Room 1, Via Roberto Sarfatti, 25
    Evento organizzato da WIB – Women in business e BYSE – Bocconi Young Students Entrepreneurs
    Per informazioni: http://bit.ly/StartWomenUp

    Nell’ambito delle iniziative promosse dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca in occasione del “Mese delle STEM – Le studentesse vogliono contare!” segnaliamo:

    Yes WE_STEM: Women Empowerment in STEM
    Roma – martedì 8 marzo 2016 – 0re 13:30
    Commissione Europea, Via IV Novembre
    Conferenza organizzata da Rete WISTER – Stati Generali dell’Innovazione
    Per informazioni: http://bit.ly/YesWeSTEM_EU

    Il Futuro del futuro: dove saremo – “Ingegneria aerospaziale e ICT”
    Milano – mercoledì 9 marzo 2016 – ore 15:30
    Aula Magna del Politecnico di Milano, P.zza L. Da Vinci 32
    Primo di una serie di workshop organizzati da Le Ragazze Possono
    Per informazioni: http://bit.ly/leragazzepossono – #leragazzepossono

    Molti gli eventi che aderiscono all’iniziativa “La settimana del Rosa Digitale”  – #RosaDigitale – organizzata da RosaDigitale, movimento nazionale contro il divario di genere in ambito tecnologico e informatico. Sul sito ufficiale c’è un’utile mappa dove trovare l’evento più vicino a voi. Tra questi vi segnaliamo:

    Futuro Digitale: ma le donne no?
    Perugia – mercoledì 9 marzo 2016 – ore 12:00
    Università di Perugia, Dipartimento di Matematica e Informatica – Aula 2, via Vanvitelli, 1
    Iniziativa organizzata dall’Associazione LibreItalia e dal Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Perugia

    Donne e professioni digitali: un binomio vincente!
    Siracusa
    – giovedì 10 marzo – ore 17:30
    Impact Hub Siracusa, Via Mirabella, 29
    Iniziativa organizzata da Impact Hub Siracusa

    Women Wide Web
    Legnano (MI) – sabato 12 marzo 2016 – ore 9:00
    Ok Network , Viale Toselli 56/B
    Corso/incontro organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Alto Milanese

    PINKTECH
    Pescara – sabato 12 marzo – ore 16:00
    SpazioPiù, via del Santuario, 156
    Incontro per genitori, insegnanti e bambine organizzato da PescaraLUG

    mibalumni2Sarà online su Periscope l’evento organizzato da MIB Alumni Association per il giorno 10 marzo alle ore 18:00.
    Gender Diversity and Inclusion
    Per seguire l’evento: @MIBAlumni – #MIBAlumni

    governanceLa Governance al Femminile
    Milano – venerdì 11 marzo 2016 – ore 9:30
    Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo, Corso Magenta, 59
    L’evento, promosso da Associazione Donne e Tecnologie, è parte dell’iniziativa “L’Europa per le Donne”
    Per informazioni: http://bit.ly/GovernanceAlFemminile

    Infine vi segnaliamo anche l’evento “HeForShe. Un Passo Avanti. La parità di genere riguarda tutti. Anche gli uomini“ – #HeForShe – organizzato da Vodafone che si terrà martedì 8 marzo 2016 dalle 15:00 presso il Vodafone Theatre in Via Lorenteggio, 240 a Milano.

    Tanti eventi quindi per vivere la ricorrenza dell’8 marzo non tanto e non solo come commemorazione ma come opportunità concreta per il presente e per il futuro. Di tutti.

    Un ringraziamento particolare per il prezioso contributo a questo post a: Paola Santoro, Flavia Marzano, Nicoletta Staccioli, Francesca Maria Montemagno e Agnese Addone.

  • Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, WhatsApp permette la condivisione di documenti, per ora solo informato PDF. L’applicazione più amata dagli italiani, che da poco ha raggiunto 1 miliardo di utenti, dopo le telefonate aggiunge un’altra funzionalità che sarà molto apprezzata.

    WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea, la più amata dagli italiani (potrebbe essere un “claim” non da poco questo!) che da poco ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti, introduce una nuova funzionalità che sarà molto apprezzata dagli utenti. Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, da oggi è possibile condividere anche documenti, per ora solo in formato PDF. Una funzionalità attesa dagli utenti e che si rivelerà molto utile, per il fatto che l’app viene sempre più spesso utilizzata anche in ambito lavorativo. Di conseguenza, come un messaggio può essere istantaneo, allo stesso modo lo sarà anche l’invio di un documento.

    whatsapp documenti pdf

    Come inviare documenti su WhatsApp da Android e iOS

    Inviare e ricevere documenti sarà molto facile sia da Android che da iOS.

    Da Android, quando vi trovate in una chat, è sufficiente toccare l’icona a “graffetta”, tra quella del telefono e tra i tre puntini delle impostazioni, per vedere poi le funzionalità a disposizione. La prima da sinistra verso destra è “Documenti”, una volta toccata potrete allegare il vostro documento in PDF. Su iOS è altrettanto semplice, basta toccare l’icona a freccia e poi “Condividi documento” dal menù.

    Una volta inviato il documento, nella chat vi comparirà l’anteprima del documento stesso, insieme al numero di pagine, dimensione del file e tipo.

    Un suggerimento che potrà sembrare scontato ma non lo è, se dalla vostra app non visualizzate nulla di tutto questo, allora dovrete effettuare un aggiornamento dell’applicazione scaricandola dal vostro market di riferimento.

    Altro elemento interessante, così come accade per le telefonate, se un utente al quale state inviando il vostro PDF non ha una versione aggiornata dell’app, vi comparirà un pop-up che vi avviserà del mancato invio.

    WatsApp permette la condivisione di documenti anche da Dropbox, Google Drive, iCloud e altre app, oltre ai vostro documenti già visualizzabili.

    Insomma, con questa nuova funzionalità WhatsApp da seguito a quello che Jan Koum, fondatore e CEO, diceva a gennaio quando preannunciava il lancio di strumenti che avrebbero agevolato la comunicazione e la condivisione dal lato business. E la condivisione dei documenti va decisamente in questa direzione.

  • Google mette in vendita negli Usa Cardboard per la Realtà Virtuale

    Google mette in vendita negli Usa Cardboard per la Realtà Virtuale

    Qualche anno fa Google aveva presentato Cardboard, il visore per la Realtà Virtuale di facile utilizzo. E da qualche giorno è in vendita negli Usa a 15 dollari. Cardboard ha già a disposizione diverse app e ad altre si possono integrare.

    Si parla sempre di più di Realtà Virtuale, il tema del momento e quello che caratterizzerà il prossimo (neanche tanto lontano) futuro. Qualche giorno fa ce ne ha dato una netta dimostrazione Mark Zuckerberg ritratto mentre attraversa la sala, al MWC 2016 di Barcellona, e tutti i presenti dotati di un visore Oculus VR che sembravano assolutamente assenti da tutto ciò che accadeva intorno a loro. E anche Google è una di quelle aziende che punta molto sulla Realtà Virtuale e nel 2014 ha realizzato Cardboard, un visore per la Realtà Virtuale, completamente di cartone e compatibile con tutti gli smartphone Android, da 4 fino a 6 pollici. Un visore concepito per permettere a tutti, dotati di uno smartphone, di vivere un’esperienza di realtà Virtuale

    Google cardboard smartphone

    Da qualche giorno Cardboard è in vendita online da Google, e per ora solo negli Usa. Ed è facile pensare che presto il visore sarà in vendita anche da noi. Il prezzo è di 15 dollari e rappresenta ovviamente un visore indicato per chi volesse approcciarsi alla Realtà Virtuale, anche se dall’esperienza diretta trasmette benissimo il senso della Realtà Virtuale. Definirlo un visore low cost ci può stare, nel senso che per pochi dollari (e quindi per pochi euro quando sarà disponibile anche in Italia) è possibile vivere esperienze di Realtà Virtuale molto coinvolgenti.

    Come usare Google Cardboard

    Usare Cardboard è semplicissimo, prima di tutto è necessario scaricare l’app da Google Play, poi una volta aperta la confezione in cartone è sufficiente inserire il vostro smartphone con lo schermo rivolto verso l’interno, richiudere la “scatola” e dal visore vivere l’esperienza in Realtà Virtuale. E’ possibile osservare foto scattate con la modalità VR, potete anche scattarle voi scaricando la fotocamera Cardboard. E’ possibile girare il mondo con Google Earth, potrete anche vedere i vostri video scegliendoli tra un wall che vi girerà intorno. E’ possibile anche vedere in 3d delle opere d’arte.

    Google cardboard

    E poi ci sono già diverse app da scaricare, come quella del New York Times “NYT VR“,  oppure vivere un’esperienza con Paul McCartney, o ancora vivere la sensazione di essere dentro Star Wars. Coca Cardboard è possibile vedere anche i video a 360 gradi di YouTube. E poi c’è anche The Space Titans, alla scoperta del nostro sistema solare.

    Ma Cardboard non è il solo visore di Google, negli Usa online è disponibile anche Mattel View-Master VR che funziona telefoni Android o iOS da 4 a 6 pollici, a 29,95 dollari, e anche Goggle Tech C1-Glass VR Viewer in vendita a 14,99 dollari.

    Quando sarà disponibile anche nel nostro paese, per chi fosse curioso e interessato a vivere un’esperienza di Realtà Virtuale, Cardboard è sicuramente un visore da provare, senza spendere grosse cifre.

  • Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?

    Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?

    Oggi non potremmo più fare a meno dei nostri device e delle piattaforme Social per ricordarci tutto. Siamo facilitati dai motori di ricerca e dalle notifiche. La nostra Memoria conserva, tuttavia, dei Ricordi che appartengono alla nostra Personalità: perdere questi sarebbe come smarrire la nostra Essenza Umana.

    Se perdiamo il nostro cellulare, siamo persi noi.
    Se non facciamo il back up dei dati del nostro pc e li perdiamo, perdiamo noi.
    Non è nulla di nuovo.
    Lavoriamo con la tecnologia e questa è la prima cosa da fare: salvaguardare gli strumenti che conservano il nostro lavoro e le informazioni della nostra vita.
    Spostando il nostro lavoro e il nostro pensiero su device, computer, o molto più semplicemente su piattaforme Web, abbiamo sottoscritto un tacito accordo, moltissimo tempo fa.
    Non abbiamo solo accettato di fornire i nostri dati personali.
    Di più: abbiamo delegato alla Rete una delle funzioni più artistiche e intelligenti del nostro cervello.
    La Memoria.

    internet memoria social network

    Quando è successo? Non potremmo dirlo.
    Di sicuro progressivamente, giorno dopo giorno, ma comunque in un processo inesorabile.
    E come sempre non si tratta di incolpare in qualche modo Internet o i Social Network, ma di essere consapevoli di quanto potenti siano questi mezzi di comunicazione e di usarli al meglio.

    Il dibattito su quanto Internet faccia bene alla nostra Intelligenza, all’intelletto e alle emozioni – Intelligenza Razionale ed Emotiva – è sempre aperto.
    E personalmente credo sia giusto che rimanga così. Aperto.
    Perché solo parlandone e continuando a discuterne possiamo rimanere coscienti del Costo sociale e culturale, ma anche intellettivo ed emotivo, che stiamo pagando.
    Un Costo decisamente alto.

    Che cos’è la Memoria?
    Secondo la definizione di Wikipedia si tratta della “capacità del nostro cervello di conservare informazioni.”
    Una funzione psichica e mentale che ci permette di assimilare, ritenere e richiamare – sotto forma di ricordo – le informazioni apprese durante l’esperienza intellettiva e sensoriale.
    Si tratta di un esercizio intellettivo, dunque, ma anche puramente psichico.
    E’ questa conservazioni di nozioni e di emozioni che ci permetterà di formare nel tempo la nostra Esperienza, la nostra Cultura, le Associazioni Psichiche e, di fatto, la formazione della nostra Personalità.
    Qui si aprono capitoli immensi di discussione, a partire dalle Teorie della Psicologia che posizionano intorno ai nostri 4 anni di età i primi ricordi che influenzano il nostro carattere.

    Quello che su cui ci interessa fare chiarezza ora è che la Memoria si distingue in due tipi: a Breve e a Lungo Termine in base alla durata della ritenzione del ricordo.
    Perché nel mondo sempre più veloce in cui viviamo, con un flusso di informazioni costante e continuo e un’overload di dati, ricorriamo a Internet proprio per salvaguardare la nostra funzione intellettiva.
    Non potremmo mai ricordarci tutti i numeri di telefono dei nostri contatti.
    Non potremmo mai ricordarci tutte le date dei compleanni e degli anniversari.
    Non potremmo mai ricordarci come si scrivono tutte le parole difficili.
    E gli indirizzi, la lista della spesa, l’agenda degli appuntamenti…
    Deleghiamo il ricordo a motori di ricerca fenomenali, che in una manciata di secondi, recuperano l’informazione che vogliamo.

    Certo, è tutto più semplice.
    Io che non ho mai imparato a fare le divisioni ci metto un attimo a non fare figuracce.
    Mia madre è mille volte più brava di me a ricordarsi i nomi delle persone, per non parlare delle parole crociate.
    Una recente ricerca universitaria, per altro, conferma che più del 70% delle persone che quotidianamente usano Internet non conosce a memoria il numero di telefono del partner, mentre il 49% utilizza applicazioni e note sul device per ricordare password e numeri di sicurezza personali delle carte di credito e dei bancomat (PIN).

    La Memoria a Breve Termine non ci serve più.
    Abbiamo strumenti più affidabili del nostro stesso cervello per procedere nella vita quotidiana e nel lavoro quotidiano senza l’ansia di dover ricordare tutto.
    Possiamo concederci di non ricordare, perché in ogni caso recuperiamo le informazioni utili in pochissimo tempo.

    Grazie alla tecnologia oggi – e domani sempre di più con la Realtà Aumentata – si è realizzata un’Evoluzione culturale, sociale, intellettiva e psicologica che non avremmo mai raggiunto altrimenti.
    Che è esattamente quel Costo di cui parlavamo.
    L’altra faccia della medaglia, infatti, è che abbiamo progressivamente perso l’allenamento e la sensibilità che mantengono Umani i nostri Ricordi.
    E Ricordo fa rima con Essere Umano.
    Non con cercare su Google qualsiasi informazione che non ci torna in mente.
    Non con il condividere l’Accadde Oggi di Facebook.

    Ben altro discorso è parlare della Memoria a Lungo Termine.
    Ecco, perdere quella sarebbe decisamente un Costo eccessivo.
    Un Costo intellettivo e psicologico, ma anche sociale e culturale, che non ci possiamo assolutamente permettere.

    Perché vorrebbe dire alterare l’Essenza Umana, i Ricordi della propria Vita e non essere più capaci di Crescere.
    Perché solo grazie alla Memoria, ai processi di ritenzione e immagazzinamento delle informazioni vitali e ai processi di recupero e riconoscimento di queste informazioni, ognuno di noi nasce, cresce e costruisce Se Stesso.
    Solo grazie alla Memoria siamo noi stessi, autentici e genuini proprio per i ricordi che abbiamo. 

    Si tratta di quel passato che ha costruito il nostro presente, la nostra persona, la nostra realtà.

    I ricordi della Memoria a Lungo Termine fanno parte di noi, sono la nostra ricchezza. Sono la nostra storia.
    Perderla non equivale a perdere solamente un cellulare, ma a non riconoscere più se stessi.
    Né dentro né fuori dal Web.

     

     

  • Facebook, i Live Video saranno in alto nel news feed

    Facebook, i Live Video saranno in alto nel news feed

    Facebook ha annunciato in un post ufficiale che sta per modificare l’algoritmo che regola il news feed per fare in modo che i Live Video vengano posizionati più in alto. Si punta al momento live per offrire agli utenti esperienze di contenuto in tempo reale. La prossima modifica sarà per la Realtà Virtuale?

    Non è un mistero che Facebook punti sempre di più al contenuto video. Negli ultimi due mesi abbiamo visto come l’esperienza di test dei Live Video sia diventata, in poco tempo, il momento principale, la forma di contenuto su cui da Menlo Park si vuole investire. Modificando, in questa ottica, anche l’algoritmo che regola il news feed, il flusso di notizie, di immagini e di video (quelli non registrati, fino ad oggi) impostato sul concetto di rilevanza, ossia regolato da quelle che sono le interazioni dei nostri amici in relazione ad un dato contenuto. Quindi è facile trovare in alto un contenuto non freschissimo ma che ha ottenuto un livello di interazione per cui l’algoritmo ritiene che quello per noi sia un contenuto interessante.

    facebook live video news feed

    E oggi Facebook, con un post ufficiale, annuncia che sta per modificare (e non è certo la prima volta che accade) il proprio algoritmo per fare in modo che in alto si visualizzino sempre di più i Live Video, il nuovo formato di video in live streaming che gli utenti possono utilizzare per condividere momento in tempo reale e condividerli con i propri amici.

    Rispetto a tutte le altre modifiche effettuate nel corso di questi anni, questa è forse quella più significativa, semplice ma più vicina a delineare la nuova strategia di Facebook. Per la prima volta (o comunque è una delle rare volte che succede), e guardiamola in relazione ai video ma provando anche a ragionare guardando le altre tipologie di contenuti, Facebook ritiene più importante il concetto della tempestività rispetto a quello della rilevanza, che ha di fatto caratterizzato il news feed degli utenti. Il contenuto video live diventa più importante del contenuto video “registrato”. L’esperienza in tempo reale degli utenti diventa più importante del video realizzato precedentemente. E’ un cambio di passo non da poco, che evidenza come Facebook metta al centro sempre di più le esperienze degli utenti. E quando si scrive Esperienza per Facebook si legge Coinvolgimento, quindi Engagement.

    Di recente anche Twitter ha modificato la propria timeline, dando la possibilità agli utenti di visualizzare in alto alcuni contenuti interessanti che all’interno di una timeline cronologica sarebbero andati persi. Anche se l’esempio non è paragonabile, da diversi punti di vista, è pur sempre una dimostrazione di quanto sia importante coinvolgere gli utenti offrendo loro esperienze sempre più coinvolgenti.

    Non è un caso che questo dei Live Video sia stato uno dei punti su cui Mark Zuckerberg ha creduto e ha voluto investire, nel breve tempo. Come non è un caso, e lo abbiamo visto di recente, che lo stesso fondatore di Facebook punti alla Realtà Virtuale, ad una forma di esperienza sempre più coinvolgente, sempre più diretta tra gli utenti. E non sorprenderebbe se tra qualche anno (due? tre?) il news feed venisse modificato proprio per mettere in evidenza la Realtà Virtuale. No?