Autore: Franz Russo

  • Twitter, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia

    Twitter, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia

    Annunciato una settimana fa, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia. Il motore appare una volta cliccata l’icona “GIF” e si accede a una serie di GIF per categoria. Il motore di ricerca è stato realizzato in collaborazione con GIPHY e Riffsy. La condivisione è possibile sia via tweet che via DM.

    Dopo esattamente una settimana dall’annuncio ufficiale da parte di Twitter, il motore di ricerca di GIF sulla piattaforma a 140 caratteri è disponibile anche per il nostro paese. Grazie agli screenshot da iOS che ci ha inviato Il Sognivendolo possiamo vedere come questo motore, nato in collaborazione con GIPHY e Riffsy, appare sulle app.

    Una volta che si clicca sull’icona GIF che appare sulla vostra app, si apre il motore di ricerca che offre centinaia di immagini animate suddivise per categorie. Dalle immagini che ci ha mandato @sognivendolo si vedono decine di categorie, e ce n’è per tutti i gusti. Tanto per citarne alcune: “Applausi”, “Non puoi farci niente”, “Aww”, “Danza”, “Non voglio”, “Deluso”, “Batti il pugno”. E una volta scelta una categoria si ha accesso a decine di GIF per cui c’è davvero l’imbarazzo della scelta.


    twitter gif @sognivendolo @franzrusso.it 2016

    Questo è quello che appare invece una volta cliccato sulla categoria “Applausi”:

    twitter gif applausi @sognivendolo @franzrusso.it 2016

    A cosa servirà un motore di ricerca per le GIF su Twitter? Certamente ad allinearsi con altre app ma soprattutto potrebbe ritornare molto utile nel contesto della Social TV e Twitter da questo punto di vista è molto forte. E’ sufficiente dare un’occhiata a quello che accade durante trasmissioni televisive molto seguite proprio su Twitter, buona parte dei contenuti sono proprio GIF. Anche se, come sostiene anche @sognivendolo, “avranno comunque sempre meno successo di quel ‘qualcosa’ reso gif all’istante e twittato“.

    Nella presentazione di questo motore di ricerca la settimana scorsa, Twitter aveva dichiarato che lo scorso anno sulla piattaforma erano state condivise 100 milioni di GIF. Ecco il perchè della realizzazione di un motore interno con due partner come Giphy e Riffsy. E proprio Giphy qualche giorno fa annunciato un finanziamento di 55 milioni di dollari che fa lievitare il suo valore a 300 milioni di dollari.

    Il motore di ricerca per GIF sarà disponibile per iOS, Android e su twitter.com

    Allora, vi piacciono le GIF su Twitter?

  • A Milano torna il workshop Lean Startup Machine

    A Milano torna il workshop Lean Startup Machine

    I primi tre giorni di aprile si svolgerà a Milano il workshop Lean Startup Machine, presso la sede di StartMiUp. Tre giorni per mettere alla prova le proprie idee, le proprie competenze e il proprio carattere in un contesto stimolante.

    Idea geniale non è sinonimo di successo. Qualsiasi idea, anche se unica, originale, innovativa, non garantisce di per sé la conquista del mercato. Nella creazione di un’impresa, soprattutto nella fase iniziale, si commettono diversi errori ma è nella capacità di trasformare questi errori in opportunità che si nasconde la via per il successo.

    Fear is the enemy of innovation. Fallire può avere molti significati, molte interpretazioni. Nella metodologia LEAN il fallimento non decreta la fine di un’iniziativa imprenditoriale ma una tappa essenziale di un percorso di perfezionamento dell’idea originaria, che ne accelera lo sviluppo aumentando in modo concreto le probabilità di successo.

    Fail Fast, Succeed faster è il claim di LEAN, ed è ciò che ha imparato Trevor Owens nella sua personale esperienza imprenditoriale di founder di una startup che sembrava fallimentare. Dopo aver appreso che esistono modi piu’ intelligenti ed efficaci di costruire un’impresa Owens decide di trasferire ad altri aspiranti imprenditori le conoscenze acquisite sul campo; è così che nasce Lean Startup Machine Workshop.

    Ma cos’è?
    È una vera e propria maratona, tre giorni intensi in cui si susseguono attività formative, brainstorming, testing e mentoring.

    Venerdì 1 aprile si inizierà con i pitch delle idee al temine dei quali si formeranno i team. Ciascun team lavorerà sull’idea assegnata sviluppando, in modo indipendente, il proprio esercizio problema – ipotesi, soluzione – ipotesi, con l’obiettivo di creare la propria impresa o il proprio prodotto in sole 36 ore. Ai partecipanti non mancherà il prezioso supporto di mentor competenti.

    Questo il programma.

    lsmmilan_1 lsmmilan_2 lsmmilan_3

     

    Dopo i tre intensi giorni non sarà l’idea migliore a vincere ma sarà premiato il team che avrà saputo applicare al meglio la metodologia LEAN.

    Se siete disposti a mettere in gioco voi stessi e la vostra idea, il modo migliore per farlo è partecipare a Lean Startup Machine Workshop di Milano.

    Per farlo basta iscriversi sul sito www.leanstartupmachine.com/cities/milan. #MilanGoesLean

  • Twitter, Natalie Kerris è la nuova Responsabile Comunicazione

    Twitter, Natalie Kerris è la nuova Responsabile Comunicazione

    Dopo il terremoto provocato dalla “fuga” di quattro top manager, e dopo la nomina di Leslie Berland come nuovo CMO, a stretto giro, Twitter procede con le nuove nomine per rilanciare il management. E come nuova Responsabile Comunicazione arriva un nome di prestigio: Natalie Kerris, ex Apple.

    Ricorderete senz’altro il terremoto che aveva colpito Twitter esattamente un mese da con la “fuga” contemporanea di quattro top manager dell’azienda. Un episodio che aveva reso la situazione davvero pesante, più di quante non lo fosse già per le già note vicissitudini dell’azienda guidata da Jack Dorsey non proprio positive. Ci si aspettava una qualche mossa, un qualche segnale per dimostrare che tutto fosse orientato a superare quel momento e a guardare al futuro. E quella mossa è arrivata. Dopo la nomina di Leslie Berland come nuovo CMO (arrivò esattamente due giorni dopo la fuga dei manager) Twitter porta all’interno della sua azienda un nome davvero di prestigio, molto noto nella Silicon Valley. Stiamo parlando di Natalie Kerris, già responsabile comunicazione di lungo corso in Apple, che è la nuova vice presidente per le Comunicazioni a livello globale. Il suo nome in effetti girava ormai da un mese.

    Natalie Kerris Twitter

    Se è vero che uno dei grossi problemi emersi in questa recente fase di crisi di Twitter è proprio legato alla comunicazione di quello che davvero l’azienda fa per la piattaforma a 140 caratteri, ecco che il nome di Natalie Kerris è assolutamente il più adatto, vista la sua grande esperienza. Quella infatti che attende la Kerris è una delle più importanti sfide che riguarda Twitter per il suo futuro. Grazie alla sua profonda conoscenza della Silicon Valley e alla sua esperienza in Apple, sicuramente saprà dare nuovo slancio, lavorando a stretto contatto proprio con la Berland.

    Natalie Kerris in 14 anni di Apple ha lavorato a stretto contatto con Steve Jobs e ha contribuito al lancio di iPod, iPhone, iPad, MacBook Air e, più recentemente, Apple Pay e Apple Watch. Ha lasciato l’azienda di Cupertino nell’aprile dello scorso anno con l’intento di andare in pensione, dopo aver trascorso  due settimane di vacanze in Italia con la sua famiglia.

    Ma adesso ha deciso di rimettersi in sella e di provare a dare il suo contributo in Twitter.

  • Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Mark Zuckerberg dall’acquisizione di Oculus VR, avvenuta due anni per 2 miliardi di dollari, non ha mai fatto mistero che quello era il segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato la Realtà Virtuale. E quel futuro è già qui. A Barcellona proprio Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione. E a guardare quella foto un po’ di inquietudine sale.

    Due anni fa, a sorpresa, Facebook acquisiva per 2 miliardi di dollari Oculus VR, startup americana che aveva realizzato lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. Era il chiaro segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato proprio nella Realtà Virtuale, quella social, anche se ancora non si conosceva quando quel futuro sarebbe arrivato. Questo fino a due giorni fa quando dal Mobile World Congress di Barcellona, Zuckerberg irrompe sulla scena in occasione della presentazione aperta alla stampa di Samsung, in una platea di giornalisti tutti dotati del visore per la Realtà Virtuale.

    La foto che lui stesso ha condiviso su Facebook è la prova più evidente che ormai quel futuro è già qui. Una foto che a guardarla bene fa un certo effetto.

    Dal corridoio della sala, in mezzo ai giornalisti (i quali non sapevano nulla) dotati di visore, si vede Zuckerberg che ha un’espressione certamente soddisfatta, ma tutti non si curano della sua presenza, immersi in un altro mondo. Lui passa alla loro destra, mentre quasi tutti sono girati dalla parte opposta.

    Una scena quasi surreale che in molti hanno paragonato a Matrix. Una scena che dà l’idea di quello che sarà la Realtà Virtuale Social, un networking di persone riprodotto in un mondo non reale, totalmente ricostruito, simulato.

    Zuckerberg realtà virtuale
    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    Ed è questo il punto su cui si discute, la simulazione, la realtà non reale attraverso la quale instaurare relazioni tra persone. Se proviamo a pensarci meglio, un passaggio totalmente lontano dalla realtà dell’oggi. Attraverso Facebook instauriamo relazioni che poi sfociano in relazioni dirette, personali nella realtà di tutti i giorni. Come sarà dunque una relazione tra persone in una realtà simulata?

    Zuckerberg ha annunciato che si sta costituendo un team per lavorare proprio sulla realtà virtuale social, anche se non ha rilasciato altre informazioni riguardo alle app al momento allo studio.

    Nell’articolo di presentazione del nuovo corso di Facebook si legge che questo sarà il terreno su cui verranno canalizzati i prossimi investimenti, dopo aver connesso le persone in maniera diretta attraverso Messenger e WhatsApp.

    Con la Realtà Virtuale Social le opportunità di connessione tra amici saranno molte di più al punto da vivere insieme, quindi virtualmente, esperienze che si svolgono in parti del mondo diverse.

    C’è da dire che Facebook non è il solo a puntare sulla Realtà Virtuale, lo stanno facendo anche Google e Microsoft, solo che portare la realtà virtuale in un social network fatto di relazioni e di persone apre effettivamente scenari del tutto nuovi. Quello che era quindi il pallino di Zuckerberg sta per arrivare. E, dopo aver inventato il social network, Zuckerberg vuole passare alla storia come il pioniere della Realtà Virtuale Social.

    Ma voi che ne pensate? Vi affascina o vi inquieta?

  • Con Morpheos parte l’avventura di Digital Magics Palermo

    Con Morpheos parte l’avventura di Digital Magics Palermo

    Si chiama Morpheos ed è impegnata nello sviluppo di Momo, un robot domestico dotato di intelligenza artificiale, la prima startup siciliana lanciata da Digital Magics Palermo.

    “Il territorio siciliano è ricco di talenti e giovani creatori” così Gabriele Ronchini, Fondatore e Amministratore Delegato di Digital Magics per il Portfolio Development, annuncia l’arrivo di Morpheos nella squadra dell’incubatore, a poco più di un mese dall’inaugurazione della sede di Palermo, anticipando anche l’arrivo di altre startup, principalmente impegnate nello sviluppo di progetti nel settore Internet of Things.

    momo morpheos

    Ma scopriamo Momo, il robot domestico dotato di un’intelligenza artificiale che promette di rendere la nostra casa o il nostro ufficio un ambiente più sicuro e confortevole, con attenzione alla sicurezza ma anche al risparmio energetico.

    Momo è un dispositivo smart home dotato di sensori gestiti da un’intelligenza artificiale che, grazie a tecnologie proprietarie sviluppate dal team di Morpheos, ha la capacità di riconoscere i volti e di analizzare gli ambienti, adattando in tempo reale luminosità, temperatura e suoni, alle esigenze o all’umore delle persone che li abitano.

    Non sono necessarie installazioni o configurazioni, semplicemente collegandolo alla presa elettrica Momo è già in grado di svolgere molte azioni per cui è stato progettato, come ad esempio la gestione di tutti i dispositivi collegati alla corrente elettrica o accessibili via internet o tramite WiFi.

    Di grande interesse sono le applicazioni rivolte alla sicurezza delle persone, quali ad esempio bambini e anziani. Il dispositivo infatti, grazie ai suoi sensori, è capace di rilevare situazioni di pericolo ed eventuali incidenti domestici e di avvisare in tempo reale, tramite messaggi o via telefono, terze persone. Potremo dire addio a “radioline baby monitor” e dispositivi “salva vita” al collo dei nostri nonni? momo_bollettinopostale morpheos

    Un solo dispositivo per queste e altre applicazioni che vanno dalla regolazione automatica della temperatura di un ambiente o della sua illuminazione, in base alla quantità di persone e ai loro comportamenti, ad azioni “su richiesta” come ad esempio il pagamento di un bollettino postale semplicemente mostrandolo a “Momo”.

    LogoMorpheos2 morpheosUn progetto sicuramente interessante, che si rivolge ad un mercato che vedrà sempre maggiore crescita. Una startup italiana, forte di un team di persone motivate e competenti, che ha vinto nel 2015 il bando Smart & Start Italia, ottenendo un finanziamento di oltre 800.000 Euro e che ha convinto Digital Magics e Factory Accademia, entrate nel capitale sociale di Morpheos.

    Sarà interessante seguire lo sviluppo e la crescita di Momo.

  • Contactless e sicurezza, facciamo il punto della situazione

    Contactless e sicurezza, facciamo il punto della situazione

    Il Contactless è ormai un sistema di pagamento che si sta diffondendo velocemente e sarà il metodo di pagamento del futuro. Oggi proviamo a vedere il livello di sicurezza che questo innovativo sistema di pagamento prevede.

    A proposito di nuovo del  fenomeno Contactless, nel post precedente abbiamo analizzato il fenomeno nel tentativo di comprendere meglio come si sta sviluppando, dove abbiamo visto che ormai questo sarà il sistema di pagamento del futuro e il nostro paese da questo punto di vista segue il trend in crescita. Oggi ritorniamo sull’argomento, andando ad approfondire l’aspetto della sicurezza del Contactless vista la particolare importanza dell’argomento. Il nostro intento è quello di cercare di capire meglio questo strumento e fare più chiarezza possibile.

    Quando si parla di sicurezza riferita al sistema di pagamento Contactless, ossia il sistema di pagamento “senza contatto” –  cioè quelle carte di credito, o debito, che permettono il compimento dell’operazione senza che la carta venga inserita nel POS (point-of-sale), si possono ricordare alcune caratteristiche di base di questi strumenti. Intanto, che questo sistema di pagamento si attiva solo e soltanto quando la carta di trova molto vicina al POS, stiamo parlando di una distanza di 4 centimetri. Le carte Contactless inoltre rispondono ai medesimi requisiti di sicurezza delle carte tradizionali, requisiti molto stringenti tra l’altro. Va poi aggiunto un altro elemento di fondamentale importanza e cioè che, in generale, i possessori di carte di pagamento, siano esse dotate di tecnologia Contactless o meno, sono sempre tutelati da eventuali pagamenti fraudolenti effettuati a loro insaputa e hanno diritto al rimborso, attraverso la propria banca. Tutto questo è a norma di legge.

    contactless sicurezza

    Ma per fare ulteriore chiarezza, forse è il caso di mettere ben in evidenza anche alcuni punti ulteriori:

    • Ogni transazione avvenuta con carta Contactless, genera un unico crittogramma di sicurezza. Questo stesso crittogramma non può essere usato per effettuare una nuova transazione con la stessa carta o dispositivo in quanto sarebbe incompatibile con i sistemi di monitoraggio/sicurezza delle banche.
    • Come già ricordato nel nostro primo post sull’argomento, per transazioni Contactless con importi superiori a 25 euro, in Italia è richiesto l’uso del codice PIN o della firma.
    • Se la carta sia di tipo tradizionale o Contactless, i rischi in caso di furto o smarrimento sono gli stessi: fino al blocco della carta, verrà addebitato al cliente un massimo importo di 150 euro per eventuali utilizzi illeciti.
    • Forse anche questo aspetto non è molto conosciuto, ma il nome del possessore della carta e il codice di sicurezza di 3 cifre (il CVC2), richiesto per le transazioni su siti internet e stampato sul retro della carta, non possono essere letti da una carta utilizzata in modalità Contactless.
    • Con le carte Contactless è  impossibile effettuare pagamenti “per sbaglio”: la carta funziona solo quando la si avvicina al lettore e a pochissimi centimetri di distanza. Di conseguenza, non esiste dunque alcun rischio di doppio addebito: anche se si sfiora più di una volta il lettore con la carta, la transazione è effettuata una sola volta. Ma soprattutto la carta rimane sempre nelle mani del legittimo possessore, che ha sempre il controllo dell’operazione di pagamento.

    Per completare il quadro, l’uso di software anti-frode che lavorano su indici di anomalia specifici, profilando il comportamento di spesa del singolo titolare, è ormai una prassi diffusa da parte delle banche e viene messa a disposizione dei clienti, spesso accompagnata anche da alert via SMS  e da opzioni di apertura/chiusura carta in aree geografiche extra-europee, gestite dal cliente via cellulare, home-banking o via telefono.

    E’ bene ribadire, ancora una volta, che i possessori di carte di pagamento, siano esse dotate di tecnologia Contactless o meno, sono sempre tutelati per eventuali pagamenti fraudolenti effettuati a loro insaputa e hanno diritto al rimborso della propria spesa direttamente dall’esercente, attraverso la propria banca, così come previsto dalle regole dei circuiti che operano all’interno di un modello a quattro parti, insieme a banca del consumatore (issuer), banca dell’esercente (acquirer) e esercente. Nel caso degli acquisti online la maggior parte dei siti  garantisce la sicurezza delle transazioni richiedendo l’utilizzo di due codici di sicurezza, il codice di tre cifre presente sul retro della carta di credito (CVV) e un’ ulteriore password di sicurezza (3D Secure), i quali sono fondamentali per completare un acquisto online nella maggior parte dei casi. I siti web che non richiedono i codici di sicurezza aggiuntiva sono pochissimi e in ogni caso utilizzano strumenti alternativi per prevenire le frodi e nei rari ed estremi casi in cui questo avvenga garantiscono il rimborso al consumatore.

    Ecco, queste sono le informazioni che è necessario sapere quando si parla di sicurezza e carte Contactless, informazioni importanti che spesso non si conoscono, ma che è utile evidenziare trattandosi di un tema molto sentito.

  • Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter lancia due nuovi strumenti per le aziende in modo da migliorare il loro customer service. L’obiettivo è quindi quello di migliorare le interazioni tre aziende e clienti. Migliora quindi la possibilità di interagire via DM e viene lanciato una nuova feature chiamata Customer Feedback, per agevolare il rilascio dell’opinione del cliente.

    Come ben sappiamo Twitter è una piattaforma dinamica, unica per quanto riguarda l’informazione in real time. Ma ha anche un’altra caratteristica importante che è quella di agevolare, in modo sempre dinamico, una relazione diretta tra gli utenti. E questo è uno degli aspetti che le aziende, sfruttando la piattaforma anche dal punto di vista dell’advertising, apprezzano molto. Tan’tè che Twitter fa sapere che l’80% delle richieste di customer service avvengono proprio sulla piattaforma a 140 caratteri.

    twitter customer service

    E quindi Twitter, tenendo conto di questo dato, ma, e soprattutto, nel tentativo di fare in modo che le aziende possano investire di più sulla piattaforma, lancia due nuovi strumenti di customer service che vanno proprio nella direzione di agevolare la relazione tra cliente e azienda.

    Il primo servizio è la possibilità di inviare un DM (messaggio diretto) già dal tweet in risposta alla richiesta di un utente. Immediatamente sotto il tweet di risposta dell’azienda la cliente comparirà una dicitura “Invia un messaggio privato”, cliccata la quale l’utente verrà indirizzato in una conversazione dirette e immediata con l’azienda. E’ una funzionalità che il cliente apprezzerà molto, ma sarà apprezzata anche dalle aziende che adesso potranno veicolare in maniera più diretta anche le lamentele più pesanti senza che questa possano essere di pubblico dominio.

    DMprompthalf customer service twitter

    La seconda funzionalità che Twitter sta per rilasciare si chiama Customer Feedback, una funzionalità attraverso la quale le aziende possono misurare il livello di efficacia del servizio di assistenza offerto al cliente. Dopo una conversazione privata con l’azienda, il cliente può adesso rilasciare la sua opinione attraverso due formati standard: Net Promoter Score (NPS) e Customer Satisfaction (CSAT). E Twitter sta lavorando per rendere questi strumenti integrati su piattaforma come Hootsuite, Conversocial, Hootsuite, Lithium, Salesforce, Sparkcentral, Spredfast, Sprinklr e Sprout Social.

    NPS Feedback half twitter customer service

    Allora cosa ne pensate?

  • Facebook apre Instant Articles a tutti. Cosa cambia per i blog

    Facebook apre Instant Articles a tutti. Cosa cambia per i blog

    Facebook ha annunciato che dal prossimo 12 aprile, in occasione della conferenza F8, Instant Articles sarà aperto a tutti gli editori, blog compresi. La modalità di pubblicazione dei contenuti direttamente su Facebook permette anche di guadagnare fino al 100%. Ma cosa cambia per i blogger?

    A meno di un anno dal lancio ufficiale, Facebook ha annunciato che dal prossimo 12 aprile, in occasione della conferenza annuale per gli sviluppatori F8, renderà accessibile Instant Articles a tutti, quindi anche ai blog. In occasione del lancio dello scorso maggio, Instant Articles era stato dato in uso ad un ristretto numeri di editori, tra i quali vi erano New York Times, BuzzFedd, National Geographic e altri. Dallo scorso ottobre hanno avuto accesso anche alcuni editori italiani. L’annuncio di estendere a tutti questa nuova modalità di distribuzione dei contenuti direttamente in un’area dedicata su Facebook ha sicuramente colto di sorpresa un po’ tutti, e quindi anche i bloggers che non si credeva potessero avere accesso a questa nuova feature.

    facebook instant articles blog

    Come funziona Instant Articles di Facebook 

    Prima di passare a vedere cosa può significare per i blogger e per gli altri editori, è necessario fare un piccolo passo indietro per spiegare meglio cosa siano gli Instant Articles. Intanto vale la pena dire subito che Facebook punta a diventare punto di riferimento per quanto riguarda la distribuzione dei contenuti, viste ormai le considerevoli dimensioni e il costante utilizzo da parte degli utenti, arrivati ad essere ormai 1,6 miliardi. E visto che anche gli editori utilizzano ormai sempre di più Facebook come canale di diffusione dei propri contenuti, nel tentativo (quando accade) di creare un coinvolgimento più diretto con il lettore, Facebook a maggio decide di lanciare una sezione dedicata, all’interno dell’applicazione mobile di Facebook, per dare modo agli editori di ovviare ai classici problemi di lentezza nel caricare i link, infatti la promessa è quella di essere il 10 volte più veloce. Di fatto, con questa nuova modalità, il lettore non si troverà più di fronte ad un post con un link di rimando alla notizia completa, la novità è che il lettore si troverà di fronte alla notizia completa direttamente su Facebook.

    C’è poi l’aspetto dell’advertising da considerare, infatti Facebook non dovrebbe guadagnare nulla dalla vendita dei spazi pubblicitari, il 100% degli introiti dovrebbe restare agli editori. Se poi, come evidenzia il WSJ, a vendere lo spazio è Facebook direttamente, allora all’editore resta in mano il 70% e Facebook trattiene il 30%. Una condizione tutto sommato accettabile.

    Cosa cambia per i Blog con Instant Articles

    Ma visto che dal punto di vista degli editori, considerandoli nell’accezione classica (quindi giornali e siti di informazione), le considerazioni abbondano, dopo questo annuncio ci piacerebbe scoprire insieme a voi cosa potrebbe cambiare per un blog l’accesso ad Instant Articles.

    Anche qui, vale la pena di fare un’altra considerazione. Facebook sa benissimo che gli utenti sono sempre alla ricerca di notizie, di conseguenza Instant Articles è una modalità che risponde a questa esigenza e che prova a rendere l’esperienza dell’utente ancora più estesa. Lo è stata, e lo sarà ancora con i Live Video, lo sarà ancora di più con gli Instant Articles. L’utente è sempre più spinto a restare sulla piattaforma per condividere e leggere. Ma Facebook è cosciente anche del suo potenziale, e non potrebbe essere diversamente. E lancia la sfida a Google, proponendosi come motore di contenuti. Fermiamoci qui, perchè ci sarebbe da scrivere molto, e non è detto che lo si faccia nella maniera opportuna.

    E ora arriviamo alla domanda che si siamo posti all’inizio. Cosa cambia per i blogger con Instant Articles?

    Certamente è una grossa opportunità anche per i blogger che possono contare ad entrare in contatto diretto con i lettori. Anche se il blogger, per definizione, è già in grado di sfruttare al meglio Facebook ora. Il blogger ha necessità che il suo post venga letto sul suo blog e che l’interazione nasca già sul blog stesso, attraverso un contenuto interessante, come quasi sempre accade. Il blogger vede Facebook, e i social media in generale, come strumento di distribuzione e di diffusione dei propri post. Vede Facebook come strumento per costruire attorno una community con cui intavolare una relazione. Una modalità come Instant Articles potrebbe risultare interessante, e questo è innegabile, dal punto di vista dell’advertising. La possibilità di guadagnare dalla pubblicazione dei contenuti potrebbe essere un motivo interessante per i blogger.

    Diciamo anche che per il blogger non sarebbe un problema agganciarsi ad Instant Articles, sarebbe visto come uno strumento in più per crescere. 

    E voi che ne pensate? Raccontateci il vostro punto di vista.

  • Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Uno studio di Burson-Marsteller, “World Leaders on Instagram Full Study”, rileva che tra i leader mondiali presenti su Instagram, il presidente degli Usa, Barack Obama, è il più seguito, con oltre 6 milioni di followers. Al secondo posto si piazza il presidente russo Dimitry Medvedev, con oltre 2 milioni di followers.

    Burson-Marsteller, una delle più importanti agenzie di comunicazione e di pr a livello globale, fa reso noti i dati di uno studio dal titolo “World Leaders on Instagram Full Study” che ci illustra come i leader mondiali usano il canale Instagram. Ad oggi più del 70% dei governi a livello mondiale ha un account, ma quasi un terso dei 305 account sono dormienti o inattivi. Lo studio, che fa parte dello studio Twiplomacy 2016 (che analizza come i leader politici mondiali usano i social media), è stato realizzato sulla base dei dati raccolti durante quest’ultimo mese, scoprendo anche che 136 dei 193 membri delle Nazioni Unite possiede un account su Instagram.

    account Obama Instagram

    Alla data del 2 febbraio scorso tutti i leader mondiali avevano un totale di quasi 23 milioni di followers, pubblicando di 76 mila post e ricevendo più di 160 milioni di like. L’ultimo accoun aperto è quello del numero di 10 Downing Street.

    Ma guardando nel dettaglio la classifica dei leader mondiali più seguiti su Instagram, al primo posto si piazza il presidente degli Usa, Barack Obama, che totalizza più di 6 milioni di followers e di conseguenza è il leader politico mondiale più seguito al mondo. Obama guida anche la classifica relativa alle interazioni, infatti ha una media di 56 mila interazioni (tra commenti e like) per ogni post pubblicato.

    leader mondiali obama instagram

    In seconda posizione, molto lontano da Obama, si piazza il presidente della Russia Dimitry Medvedev con oltre 2 milioni di followers e una media di 25 mila interazioni per post. Al terzo posto troviamo il primo ministro indiano Narendra Modi con 1 milioni e 787 mila followers; la sua media di interaioni per post è di 42 mila con solo 37 immagini pubblicate. Segue poi di poco l’account della Casa Bianca con 1 milione e 736 mila followers.

    La regina Rania di Giordania e il primo ministro degli Emirati Arabi hanno 1,4 milioni di followers. Più distaccato è il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan con 762 mila followers, segue poi Khamenei, leader supremo dell’Iran, con 607 mila followers; poi troviamo il neo presidente dell’Argentina Mauricio Macri con 563 mila followers e chiude la classifica dei 1o leader mondiali più seguiti Abdel Fattah el-Sisi , presidente dell’Egitto, con 556 mila followers.

    Da segnalare che l’account del Dipartimento Informazione del governo del Brunei è quello più attivo arrivando a pubblicare in media 4 post al giorno. E c’è anche sa evidenziare che sono pochi i leader che gestiscono il proprio account autonomamente e quello che vi riescono pubblicano anche i selfie fatti con le persone incontrate e con la propria famiglia.

  • E’ MutuiSupermarket il miglior sito di comparazione online

    E’ MutuiSupermarket il miglior sito di comparazione online

    MutuiSupermarket.it, leader per la comparazione e scelta del proprio mutuo su internet, festeggia l’assegnazione di inizio anno del premio MetrixLab “Miglior Sito Web Italiano di Confronto” del 2015.

    Di MutuiSupermarket.it, il broker di mutui on line che in soli cinque anni è diventato il nuovo punto di riferimento di famiglie e privati per la scelta del proprio mutuo su internet, vi avevamo parlato qualche anno fa proprio in occasione del lancio del nuovo sito. E oggi torniamo a parlarvene in occasione della recente assegnazione del premio MetrixLab “Miglior Sito Web Italiano di Confronto” del 2015. 

    Il riconoscimento viene assegnato annualmente sulla base di migliaia di feed-back forniti da privati e famiglie – in modo indipendente e autonomo – che hanno utilizzato i servizi online dei più popolari siti di comparazione e scelta, fra cui quest’anno sono stati selezionati player storici di eccellenza come Facile.it, Kayak, Trova Prezzi, Altroconsumo e Segugio.it. Nella categoria “Banking” vince il titolo di miglior sito 2015 Banca Fineco del Gruppo Unicredit e in “Assicurazioni” si afferma il sito Genertel del Gruppo Generali.

    MutuiSupermarket

    MutuiSupermarket.it si differenzia nello scenario competitivo dei cosiddetti “comparatori di prezzi on line” per il proprio approccio customer-centric, friendly e innovativo, e per l’esperienza e track-record più che decennale del proprio management, lo stesso che sviluppò per primo in Italia il servizio di comparazione dei mutui su canale internet.

    MutuiSupermarket è 100% responsive – si adatta ad ogni tipo di piattaforma desktop o mobile, dal pc, al tablet allo smartphone – e attraverso un look & feel dinamico e moderno – che permette un utilizzo intuitivo e piacevole – fornisce risposte immediate personalizzate, chiare e aggiornate per trasformare la scelta del mutuo sul web in un processo alla portata di tutti, esperti e non.

    E’ totalmente gratuito: offre a privati e famiglie tutti gli strumenti di educazione finanziaria per diventare più consapevoli, per comprendere le dinamiche di mercato, e ottenere immediatamente la fattibilità del mutuo più adatto alle proprie esigenze.

    Il servizio MutuiSupermarket fornisce un pannello on line di confronto e controllo virtuale e allo stesso tempo offre un servizio di consulenza telefonica che accompagna i consumatori attraverso l’intero percorso di viaggio del mutuo, dalla prima ricerca dell’offerta, alla richiesta di fattibilità del finanziamento sino all’erogazione finale dello stesso.

    Fra gli strumenti on line messi a disposizione dei proprio utenti, MutuiSupermarket ha inoltre sviluppato negli ultimi 3 anni il bollettino trimestrale gratuito “Bussola Mutui” – in collaborazione con CRIF, società leader che gestisce il  principale  sistema  di  informazioni  creditizie  in  Italia – dedicato a chi intende «orientarsi» nell’articolato mondo dei mutui ipotecari nel momento della scelta del proprio finanziamento casa. Esclusivamente per gli utenti MutuiSupermarket, una selezione delle informazioni più rilevanti della Bussola Mutui è pubblicata direttamente online per consultazione autonoma.

    Ma il successo di MutuiSupermarket.it non deriva solo dall’essersi affermato nel tempo per la rilevazione online delle migliori offerte o per essere diventato una sorta di wikipedia del mutuo, ricca di simulatori finanziari e guide di approfondimento.

    Il (vero) motivo del favore degli aspiranti mutuatari è l’estrema cura dedicata al servizio di ciascuno dei propri utenti, che ricevono un’assistenza gratuita e personalizzata.