Autore: Franz Russo

  • Il doodle di Google è per René Laennec, inventore dello stetoscopio

    Il doodle di Google è per René Laennec, inventore dello stetoscopio

    Il doodle che vediamo oggi online sulla home di Google è dedicato a René Laennec, medico francese, in occasione dei 235 anni dalla nascita. Laennec è passato alla storia per aver inventato nel 1816 lo stetoscopio.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato al medico francese René Laennec, in occasione dei 235 dalla nascita. René Laennec è passato alla storia per aver inventato nel 1816 lo stetoscopio, il popolare strumento medico.

    René Laennec nacque il 17 febbraio del 1781 in Francia e studiò medicina grazie a suo zio. Fu poi chiamato come medico cadetto durante la Rivoluzione Francese. Riprese poi i suoi studi nel 1815.

    Nel 1816 fu poi l’anno dell’invenzione dello stetoscopio, strumento medico in uso ancora oggi. Un giorno, mentre stava visitando una paziente, che aveva avvisato dei dolori al torace, pensò di arrotolare un foglio di carta sul petto della donna per sentire meglio i battiti del suo cuore. Un gesto semplice ma rivoluzionario, se si pensa che allora i medici erano soliti sentire i battiti appoggiando l’orecchio. Alcuni pensano che l’invenzione fu ispirata dal flauto, altri invece dicono che si ispirò ad un gioco di alcuni bambini che un giorno vide in strada durante una passeggiata.

    google doodle René Laennec

    Da quel momento costruì diversi prototipi e poi gli diede il nome di stetoscopio dalle parole greche “Stethos” (petto) “Scopos” (osservazione).

    Lo strumento ebbe subito una rapida diffusione in Europa e poi negli Stati Uniti. Laennec morì di tubercolosi all’età di soli 45 nel 1826, ma era consapevole dell’importanza della sua scoperta, definendola “la più grande eredità della mia vita.”

    Lo stetoscopio venne poi ripreso da Arthur Leared nel 1852 che inventò lo stetoscopio biauricolare e nel 1852 George Camman ne perfezionò la forma, per la produzione industriale.

    Negli anni successivi furono apportati molti altri minori aggiustamenti, fino a quando nel 1960 il dottore David Littmann, dalla Harvard Medical School, crea un nuovo stetoscopio, più leggero rispetto agli altri modelli e con un’acustica migliorata. Alla fine del 1970, Littmann introdusse la membrana fluttuante.

  • I Blog non sono Morti, stanno solo cambiando Forma

    I Blog non sono Morti, stanno solo cambiando Forma

    Qualche anno fa li avevano dati per morti, l’arrivo dei Social Media, dicevano, avrebbero spazzato via i Blog. E invece eccoli ancora presenti, infatti non sono mai spariti del tutto, hanno solo cambiato la loro forma. Vediamo adesso cosa è successo in questi ultimi anni e quale piattaforma scegliere per fare blogging oggi.

    Era il 2011 quando cominciava a circolare la voce che i Blog erano morti, tutti sembravano esultare e pochi erano quelli che quasi piangevano la prematura dipartita. Tranne quegli irriducibili e radicali che vanno sotto il nome di “blogger”, parola che ultimamente pochi sanno davvero pronunciare. A parte questo inizio non certo coloratissimo, il tema di oggi è molto serio ed certamente più allegro. Sì, perchè la bella notizia è che i Blog non sono mai morti, hanno solo cambiato la loro forma. Più di altri, in questi ultimi 5 anni almeno, hanno saputo cambiare pelle e adeguarsi ai tempi.

    blog blogging social media franzrusso.it 2016

    Blog, alcuni cenni storici

    Come forse buona parte di voi sanno, il Blog nasce nel 1997, anche se ci sono altri che indicano la data al 1994, quindi molto prima del Web 2.0 e dei Social Network. La piattaforma di quell’anno era stata realizzata da Dave Winer insieme a Microsoft (si quello di Redmond) e con quella piattaforma Jorn Barger, un cacciatore americano diede diario online, “Robot Wisdom”, ad oggi indicato come il primo Blog. A quel tempo (sembra di parlre di centinaia d’anni, ma sono solo qusi 20 anni) si chiamava “Web-log” e solo nel 1999 gli venne dato il nome Blog e il primo a farlo fu Peter Merholz. E, restando in qualche cenno storico, sempre nel 1999 nasceva “Blogger” piattaforma realizzata da Pyra Labs, successivamente comprata da Google nel 2003. E sempre nel 2003 nasceva WordPress, la prima vera piattaforma di blogging e in quell’anno i blog attivi erano poco più di 2 mila. Sempre restando nei numero di diffusione, nel 2006 i Blog erano 50 milioni secondo i dati che forniva Technorati. E nel 2011 erano 173 milioni, in 5 anni si erano più che triplicati. E fin qui i numeri ufficiali perchè poi Nielsen chiuse quel servizio utile che era Incite, sviluppando verso i social media.

    blog 2011

    Intanto era nato il Web 2.0 nel 2004, lo stesso anno in cui erano nato Facebook. Ma a pensarci bene il Blog anticipa il concetto della condivisione alla base del Web 2.0 e dei social network, il contenuto era elemento di condivisione già nel 1997.

    Passaggio storico doveroso, sintetico (ci sarebbe poi da tanto altro da dire) ma necessario per inquadrare meglio l’argomento e ribadire il concetto che i Blog non sono morti.

    Blog: Hosted o Self-Hosted?

    Altro passaggio necessario riguarda una distinzione che è utile fare per non entrare in confusione. Oggi chiunque, e in pochi minuti, può aprire il suo blog e di piattaforme (che adesso vedremo) ce ne sono. Parliamo in questo caso di “hosted”, ossia di blog che si attivano in pochi minuti senza avere problemi di ricercare il servizio di hosting migliore. L’altra categoria è poi quella del “self-hosted” e in questo caso la scelta di fare blogging è molto più impegnativa. E’, quasi sempre la scelta che fa chi vuol fare il blogger per mettere in pratica un suo progetto stabile dal quale scaturisce un vero e proprio lavoro.

    Ecco, avendo più chiaro questo passaggio, diamo una ulteriore prova che i Blog non sono morti. Perchè chi vuole oggi aprire un proprio Blog in pochi e veloci passaggi non ha che l’imbarazzo della scelta in termini di piattaforma tra:

    • WordPress.com – la piattaforma offre una vasta scelta di temi ma non offre nulla dal punto di vista dei plug-in e dal punto di vista della pubblicità. E’ una piattaforma con cui è davvero facile, con pochi click, cominciare a pubblicare.
    • Medium – è la piattaforma di blogging del momento, lanciata nel 2012 da Evan Williams (co-fondatore ed ex CEO di Twitter), è semplice da usare, infatti si apre subito con il proprio account Twitter. E’ forse la dimostrazione di quanto i Blog siano cambiati nel tempo, avendo questa una chiara connotazione social.
    • Blogger – la piattaforma di Google resiste ancora oggi, anche se non ha mai conosciuto nel tempo una grande diffusione. Si può integrare con il proprio account Google ed è possibile monetizzare utilizzando AdWords. Offre diversi temi da scegliere, ma è anche la dimostrazione di come Google non abbia mai investito seriamente su questa piattaforma.
    • Tumblr – la piattaforma nata nel 2007 e oggi di proprietà di Yahoo! è molto diffusa anche nel nostro paese. E’ una piattaforma per il blogging veloce, dinamico e social. Se avete interesse a fare blogging di altro tipo, allora è meglio scegliere altre piattaforme.

    Le piattaforma self-hosted sono invece scelte, come dicevamo prima, da chi ha in mente di aprire un blog con l’idea di avviare un progetto nuovo che quasi sempre, con un adeguato percorso di crescita, fatto di costanza e impegno, finisce per diventare un vero e proprio lavoro. Certo, non mancano gli esempi di blog hosted che poi passano alla modalità self-hosted, ma diciamo che questa modalità è quella che richiede più impegno.

    E tra le piattaforme (e non sono poi tantissime) più facile da usare, a differenza di Joomla o Drupal più orientate ad un pubblico di sviluppatori, si possono citare:

    • WordPress.org – a differenza della piattaforma .com, questa offre molti più strumenti, da accesso all’utilizzo dei plug-in, è customizzabile. Tra le versione self-hosted è certamente la più usata.
    • Ghost – è una piattaforma più recente, facile da usare e sta cominciando ad essere usata da diversi blogger. Semplice da usare, stile pulito e backend di facile intuizione. La community è ancora piccola e non paragonabile a quella di WordPress, la si segnala di certo per la facilità d’uso.
    • Movable Type – piattaforma di blogging molto conosciuta, a differenza di WordPress e Ghost è un CMS a pagamento. Facile da usare, con diverse features a disposizione, conta ancora su una community molto ristretta e questo può essere un limite.

    Se dovessimo dare dei consigli, allora è opportuno orientarsi su WordPress, per la sua facilità e per la sua diffusione. Qualche mese fa scrivevamo che il 25% dei siti web nel mondo sono su piattaforma WordPress e che tra i CMS la percentuale sale al 58%.

    Ma l’importante, prima di scegliere la piattaforma, è capire bene cosa si vuole fare e con quale impegno si decide di aprire un Blog.

    Spero che l’obiettivo di dimostrare che ad oggi i Blog sono ancora vivi e vegeti sia riuscito. In ogni caso, mi piacerebbe molto conoscere anche la vostra opinione.

    Molte di queste opinioni le trovare anche in questo video al DigitalicX dello scorso dicembre presso la Rai di Milano.

  • Sanremo 2016 è il festival dei Millennials: 2,7 milioni i tweet totali

    Sanremo 2016 è il festival dei Millennials: 2,7 milioni i tweet totali

    Nella serata finale del Festival di Sanremo 2016 i tweet totali sono stati, secondo i dati Nielsen, 603.500. Nelle 5 serate Sanremo 2016 totalizza 2,7 milioni di tweet superato i 2 milioni dello scorso anno. Juventus-Napoli, totalizza 100 mila tweet e i due grandi eventi monopolizzano la social Tv della serata con il 92%.

    La serata finale del Festival di Sanremo 2016 conferma che questo è stato davvero il festival più social di sempre. L’edizione di quest’anno supera il record dei 2 milioni di Sanremo 2015 e fa registrare un totale record di 2,7 milioni di tweet. La serata finale di ieri sera ha generato 603.500 tweet, finora la serata più twittata in assoluto. Gli autori complessivi della serata finale sono stati 71.500 e l’audience è di 440.200. Le impressions sono state 48 milioni e complessivamente, considerando tutte e cinque le serate, sono state 230 milioni.

    La composizione dell’audience di ieri sera conferma quella che abbiamo visto in queste serata con una prevalenza dei Millennials al 60%  con un pubblico maschile al 55%.

    #sanremo2016 finale sanremo nielsen

    Il minuto di picco si è registrato alle 00:53 con 4.394 tweet postati da 3.343 autori al momento dell’annuncio della classifica provvisoria e dei tre concorrenti che si sarebbero contesi la vittoria.

    Nielsen ci offre anche qualche dato in merito all’altro grande evento sella serata di ieri, ossia il big match tra Juventus e Napoli che ha totalizzato 100 mila tweet da 27.000 autori. E quindi la finale del Festival ed il match scudetto giocato a Torino hanno generato, in termini di numero di tweet, insieme il 92% della Social TV.

    #sanremo sanremo finale-stadio

    Questa di Sanremo 2016 è sicuramente l’edizione più social di sempre e presumibilmente quella del prossimo anno lo sarà ancora di più. L’elmento che ci ha particolarmente interessato è che sui social il Festival è seguito dai giovani, il dato dei Millennials che sono il 60% dell’audience totale è un segno evidente. Il Festival di Sanremo aprendo le sue porte ai fenomeni dei talent ha sicuramente attirato l’attenzione proprio del pubblico più giovane che solitamente segue i talent show assiduamente. Le aziende che hanno investito in questi giorni in termini di visibilità, sotto ogni punto di vista, non hanno colto questo elemento. Anzi, non hanno neanche considerato i social media. Ovviamente Ceres è un caso a parte.

    Grazie a Talkwalker vediamo che i più citati della serata sono proprio i vincitori, gli Stadio con oltre 40 mila citazioni. Francesca Michielin, seconda classificata, totalizza oltre 38 mila citazioni, mentre Gabriel Garko arriva a 19 mila citazioni.

    Il 76% degli utenti ha twittato da dispositivi mobili: 43% Android e 33% iPhone.

    E ora vediamo, come sempre, gli account più coinvolgenti della serata finale, e vediamo che @trash_italiano si conferma l’account che riesce ad essere più coinvolgente di tutti.

    sanremo #sanremo2016 influencer twitter finale

    (cliccare sull’immagine per ingrandirla)

    E ora, qualche tweet tra i più condivisi della serata finale di Sanremo 2016:

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/698656479201599488

    Questo il resconto della serata finale del Festival di Sanremo 2016. Ringraziamo voi per averci seguiti e ringraziamo anche Nielsen Italia per i dati e Talkwalker.

    (foto di copertina, credits: @ANSA)

  • Sanremo 2016, sui social è un Festival per i Millennials

    Sanremo 2016, sui social è un Festival per i Millennials

    Nella quarta serata del Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2016 i tweet sono calati, secondo i dati Nielsen, rispetto alle serate precedenti. Complessivamente sono stati 409.600. Dal punto di vista dell’audience, sui social continuano a essere più presenti i Millenials, 60% del totale.

    Come fatto per le serate precedenti del Festival di Sanremo 2016, vediamo insieme com’è andata la quarta serata della rassegna canora più attesa dell’anno sui social media grazie ai dati che tutti i giorni elabora Nielsen Italia e anche ai dati che stiamo seguendo con Talkwalker.

    sanremo #sanremo2016 quarta-serata-nielsen

    I tweet complessivi della quarta serata sono in calo rispetto alle tre serate precedenti, il calo fisiologico si è finalmente presentato e non dovrebbe inficiare il risultato della finale di stasera, quando si potrebbero superare i 2 milioni di tweet dello scorso anno. In totale i tweet sono stati 409.600 da 60.500 autori che hanno generato, anche questo dato in calo, 34,1 milioni di impressions. Facendo una rapida somma, i tweet totali delle serate sono oltre i 2 milioni e le impressions sono state 180 milioni.

    sanremo #sanremo2016 quarta-serata-nielsen-dettagli

    Il minuto di picco della quarta serata si è registrato alle 22:17 con 2.509 tweet postati da 2.007 autori durante l’esibizione di Elio e le Storie Tese.

    L’audience totale su Twitter è stata di 434.400 e dal punto di vista della composizione demografica, dato che stiamo seguendo con molto interesse, i Millennials sono la parte più cospicua con il 60% sul totale. Mentre gli uomini con il 55% continuano ad essere i più presenti.

    Rispetto all’anno scorso i tweet sono in crescita del 19%, crescono anche le impressiond del 16%, mentre l’audience cresce solo dell’1%.

    E ovviamente si twitta di più dai dispositivi mobili che da desktop. Solo per citare qualche dato da Keyhole, i dispositivi Android (40%) e iPhone (38%) sono i più usati. Da desktop solo 13,4%.

    Con oltre 32 mila mentions Elisa è la più citata della serata, segue Virginia Raffaele con 31 mila citazioni (da notare più di 11 mila citazioni per Belen) e poi Valerio Scanu che con più di 15 mila mentions è l’artista in gara più citato.

    E, come sempre, diamo un’occhiata anche agli infuencer della serata, ossia gli account più coinvolgenti della quarta serata di Sanremo 2016. E @trash_italiano si conferma ancora al vertice.

    sanremo #sanremo2016 influencer twitter quarta serata

    (cliccare sull’immagine per ingrandire)

    E questi invece alcuni dei tweet più condivisi e divertenti:

    https://twitter.com/trash_italiano/status/698237376871661569/photo/1

    https://twitter.com/TIM_music/status/698267264743825408

    Ecco questo è il nostro resoconto della quarta serata di Sanremo 2016. Ma anche voi state seguendo i Festival?

     

  • Sanremo 2016, aumentano i Millennials sui social

    Sanremo 2016, aumentano i Millennials sui social

    Nella terza serata del Festival della Canzone Italia di Sanremo 2016 i tweet complessivamente son stati, secondo i dati Nielsen, 517.500, in aumento del 31% rispetto al 2015. Cresce l’audience dei Millennials che solo il 61% del totale.

    Continuiamo la nostra analisi delle serate del Festival di Sanremo 2016 grazie ai dati di Nielsen e anche ai dati che raccogliamo ogni giorno grazie a Talkwalker. Secondo quanto rilevato da Nielsen, i tweet complessivi della terza serata di #Sanremo2016 sono stati 517.500 da 75.100 autori che hanno realizzato una audience di 470.200 utenti social. Le impressions sono stati un po’ inferiori alle due serate precedenti, il totale è di 43,7 milioni.

    #sanremo2016 sanremo 2016

    Il minuto di picco si è registrato alle 22:22 con 3.617 tweet postati da 3.030 autori, durante l’esibizione di Clementino.

    sanremo #sanremo2016 terza-serata-nielsen

    Ma quello che si sta interessando molto nelle analisi di queste serate, al di là dei numeri, è l’analisi demografica che ci offre Nielsen, per comprendere meglio chi è che segue il Festival attraverso i social media. Ebbene, rispetto alle due serate precedenti, si registra nella terza serata un aumento del pubblico dei Millennials, gli under 34, che passano dal 60% al 61% di ieri sera. Il pubblico maschile resta il prevalente con il 56%.

    Nielsen rileva anche che, rispetto alla terza serata dello scorso anno, ieri sera si è registrato un aumento dei tweet del 31% e del 18% per quanto riguarda le impressions.

    sanremo #sanremo2016 terza-serata-dettagli-nielsen

    Per quanto riguarda i dati che raccogliamo tutte le sere con Talkwalker, nella terza serata i Pooh sono stati i più citati con oltre 30 mila citazioni, a seguire sempre Gabriel Garko con 17 mila citazioni.

    Di seguito invece gli influencer della serata, come al solito elencati per capacità di coinvolgimento. E vediamo che anche nella terza serata @trash_italiano è al vertice.

    sanremo #sanremo2016 influencer-twitter-terza-serata

    (cliccare sull’immagine per ingrandire)

    E come ogni analisi, diamo spazio anche ai tweet più condivisi e divertenti della serata:

    https://twitter.com/illydancer95/status/697903780688502784

    https://twitter.com/Sarinski_/status/697884876343812096

    https://twitter.com/iPantellas/status/697883934080761857

    Ma state seguendo anche voi #Sanremo2016 attraverso i Social Media? Raccontateci la vostra esperienza.

     

  • Nel 2015 cresce il web advertising, trainato dal social e dal search

    Nel 2015 cresce il web advertising, trainato dal social e dal search

    Nielsen ha diffuso i dati relativi al mercato pubblicitario nel 2015 e la crescita rispetto all’anno precedente è stata dell’1,7%. E il web advertising si distingue dagli altri mezzi per aver fatto registrare una crescita dell’8,5%.

    Nielsen ha diffuso i dati sul mercato pubblicitario in Italia nel 2015, un’occasione per fare il punto sul mercato e sui mezzi, ma soprattutto per comprendere in quale direzione sta andando il mercato degli investimenti pubblicitari. Allora, complessivamente il mercato nel 2015, rispetto all’anno precedente è cresciuto dell’1,7%, un risultato che potrebbe sembrare poca cosa ma invece segna un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni. Quindi un risultato da considerare molto positivo. Osservando il mercato tradizionale, quindi escluso il web, Nielsen registra una performance dello 0,5%.

    E per comprendere meglio come è andato il mercato pubblicitario nel 2015 è bene dare un’occhiata ai mezzi. E qui è il caso di mettere in evidenza che a trainare proprio il mercato verso performance positive e proprio il web advertising. E Nielsen rileva che la crescita degli investimenti pubblicitari sul web in Italia nel 2015 sono cresciuti dell’8,5% rispetto al 2014. E se si prova ad escludere i social e il search, allora anche il web segue la tendenza generale con una performance di -0,7%. Quindi la considerazione da fare è che il social media advertising e i search advertising trainano positivamente l’intero web advertising.

    Tra gli altri mezzi, la TV chiude il 2015 con una crescita dello 0,7%, grazie a un secondo semestre a +5,3%. Confermano  il segno negativo i quotidiani e i periodici che chiudono rispettivamente a -6,6% e –4,1% l’intero  anno. Il mezzo radio si distingue nel 2015 per la crescita sensibilmente sopra la media del mercato: +8,8%.

    Cresce sensibilmente l’out of home che grazie a Expo 2015 chiude con: outdoor +3,3%, transit +15,6% e out of home TV +13,1%.

    A dicembre il mercato fa registrare un dato positivo in crescita del 4,5%, con TV e radio che salgono con 7,3% e 5,1%. Negativi il direct mail e il cinema con -8,3% e -5,1%.

    Tra i settori merceologici si segnalano farmaceutici (+8,6% con 25,8 milioni di euro), alimentari (+6,5% con 51,7 milioni di euro). Negativi assicurazioni/finanza (-8,7%), telecomunicazioni (-7,7%). I maggiori apporti alla crescita arrivano da servizi professionali (+7,9%), bevande/alcolici (+9,3%) e gestione casa (+8,5%).

  • Sanremo 2016, il pubblico social è sempre più giovane

    Sanremo 2016, il pubblico social è sempre più giovane

    Anche la seconda serata del Festival di Sanremo 2016, #Sanremo2016, è stata molto seguita sui social. Complessivamente, secondi i dati di Nielsen, i tweet complessivi sono stati 603.200. Il pubblico è quindi sempre più giovane: 60% sono Millennials e il 25% degli utenti che ha letto almeno un tweet ha un’età compresa tra i 18-24 anni.

    Come già scritto ieri, questa edizione del Festival di Sanremo 2016 si sta rivelando la più social di sempre, tenendo conto delle ultime sei edizioni. E la seconda serata sui social media è stata ancora più seguita rispetto alla prima. I tweet complessivi, secondo i dati racconti da Nielsen, sono stati 603.200 da 83.600 autori unici. L’audience complessiva, gli utenti che hanno visto almeno un tweet, è di 478 mila. Le impressions sono state 52,5 milioni. Ciò significa che già nelle prime due serate di #Sanremo2016 i tweet totali sono 1,2 milioni e le visualizzazioni complessive son oltre 100 milioni.

    #sanremo2016 sanremo 2016

    Il picco della serata è stato rilevato da Nielsen alle ore 21:44 con 7.255 tweet postati da 6.034 utenti che corrispondeva al momento dell’arrivo sul palco del maestro Beppe Vessicchio (dato per disperso la prima serata) per dirigere il brano cantato da Patty Pravo.

    E guardando l’audience dal punto di vista demografico si conferma che sui social il pubblico che segue il Festival è giovane. Anche ieri sera, così come nella prima serata, prevalgono i Millennials (60%) e il pubblico maschile (56%). Altro dato interessante è che il 25% degli utenti che ha letto almeno un tweet su Sanremo è compreso nella fascia di età 18-24 anni.

    #sanremo2016 seconda serata sanremo nielsen

    La seconda serata dello scorso anno invece fece registrare un calo fisiologico dei tweet, cosa che non si è verificata quest’anno.

    Completiamo l’analisi con alcuni dati rilevati da Talkwalker che ci dicono che Ezio Bosso, che ha emozionato l’Ariston con la sua musica, è stato il più citato tra gli ospiti con: EzioBosso (25.300 citazioni), #EzioBoss (17.800), Bosso (11.400), Ezio (10.500). Poi Eros Ramazzotti con 14.700 citazioni. Tra i presentatori Gabriel Garko è sempre il più citato con oltre 23 mila citazioni. Da evidenziare Vessicchio con oltre 19 mila citazioni.

    E adesso vediamo gli influencer su Twitter catalogati per capacità di coinvolgimento e notiamo che @trash_italiano si conferma al vertice anche nella seconda serata.

    #sanremo2016 influencer twitter seconda serata sanremo

    E adesso vediamo qualche tweet tra i più condivisi della serata:

    Ecco, questo il nostro resoconto della seconda serata di #Sanremo2016. Ma lo state seguendo anche voi? Vi piace?

  • Twitter: ecco la nuova timeline, più rilevante e opzionale

    Twitter: ecco la nuova timeline, più rilevante e opzionale

    Twitter annuncia una nuova interessante funzionalità che riguarda la timeline. Da oggi gli utenti avranno la possibilità di visualizzare i tweet più rilevanti in cima alla loro timeline, senza più perdere i tweet rilevanti. Ma la novità è opzionale, si può quindi scegliere la nuova funzionalità. Solo successivamente, in base ai feedback ricevuti, potrà essere attiva per tutti.

    Si è discusso molto lo scorso fine settimana di una possibile modifica della timeline di Twitter nel senso di rincorrere Facebook, fenomeno che ormai va sotto il nome di facebookizzazione. Un articolo di BuzzFeed ha fatto nascere #RIPTwitter seminando il panico tra gli utenti. Ma oggi è arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza con questo annuncio, importante.

    twitter timeline opzionabile

    Twitter annuncia una nuova funzionalità che riguarda la timeline, appunto. Da oggi sarà possibile vedere i tweet più interessanti, più rilevanti, direttamente in cima alla timeline. Quindi, Twitter introduce una vera e importante novità che va nella direzione di rendere Twitter più facile da usare per tutti. Da oggi sarà più facile seguire i contenuti per voi più interessanti anche quando non siete connessi o non siete collegati via app. Impostando, dalle impostazioni, questa funzionalità i contenuti interessanti saranno ben in evidenza in alto.

    E’ sufficiente andare nelle vostre Impostazioni e selezionare “Mostrami i migliori tweet prima“. All’inizio la nuova feature sarà resa opzionabile. E Twitter chiede, in  base a questo, la partecipazione dei propri utenti fornendo il proprio feedback a questo indirizzo. In seguito, sulla base dei feedback ricevuti, si passerà all’introduzione della feature per tutti. Va sottolineato, comunque, che la feature resterà opzionabile comunque, anche in futuro.

    Ho avuto la possibilità di provare in anteprima, come early adopter, questa nuova funzionalità che di fatto non rincorre Facebook, ma mira ad aumentare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. E’ il primo vero, ed interessante, tentativo da parte di Twitter di provare a rendere la piattaforma più coinvolgente per gli utenti, utilizzando il concetto della rilevanza. Infatti, il primo effetto di questa nuova feature è quello di seguire i contenuti più interessati e interagire con essi, attraverso tweet e RTs.

    Update

    L’aggiornamento sta cominciando ad essere rilasciato a tutti gli utenti. E’ già visibile dalle Impostazioni di twitter.com, da Android e da iPhone (thanks @pastazalla):

    Twitter timeline migliori tweet prima desktop

    Twitter timeline migliori tweet prima android

    Twitter timeline migliori tweet prima iPhone

     

    Se avete notato, sin dall’inizio sto parlando di questa nuova funzionalità come opzionale. Ed ecco la seconda grande novità. La nuova feature la si può usare a scelta ed è sufficiente selezionarla dalle Impostazioni. Quindi non si tratta di una funzionalità che verrà adottata di default per tutti, no. Si tratta di una funzionalità opzionale. Ciò significa che coloro i quali finora hanno trovato difficoltosa la piattaforma, perchè trovava altrettanto difficoltoso “scrollare” di continuo fino a trovare contenuti interessanti, allora questa funzionalità farà a caso loro. Mentre per chi ama Twitter così com’è, lasciando la timeline impostata in senso cronologico, basta non attivarla, sempre dalle Impostazioni. Successivamente, come detto prima, in base ai feedback ricevuti, Twitter deciderà il da farsi. Ma sono sicuro che molti utenti, passata la prima fase, finiranno per apprezzarla.

    Per ritornare alla modalità solita, mentre state usando la piattaforma, è sufficiente, dopo aver visualizzato i tweet più interessanti, fare refresh (spingendo verso il basso). E tutto ritornerà come prima. Rivedrete i vostri tweet più interessanti quando ritornerete su Twitter.

    twitter timeline

    Perchè questa funzione è interessante?

    Da circa un paio di anni Twitter ha fatto registrare un calo, lento ma continuo, dell’engagement degli utenti sulla piattaforma, un dato che ha finito, per forza di cose, per coinvolgere anche le aziende che investivano nell’advertising a 140 caratteri. Ecco che rendere facilmente raggiungibili i tweet più interessanti per gli utenti, individuati da un algoritmo in base agli interessi degli utenti, può essere un grande aiuto nella direzione di rendere si più facile ma anche più coinvolgente la piattaforma.

    Sempre per riportare casi concreti, ipotizziamo un account che ha 10 mila follower ma segue solo un centinaio di follower, quindi poca interazione e condivisione, anche impostando la sua timeline nel senso della rilevanza non noterà grandi stravolgimenti, anzi non ne noterà nessuno proprio in relazione al fatto che segue poche persone e l’algoritmo non restituisce risultati interessanti. Ma mettiamo il caso sempre di un utente da 10 mila follower ma ne segue 5 mila, quindi maggiore interazione e condivisione di contenuti, ecco che la sua timeline, impostata nel senso della rilevanza, riceverà in alto i tweet più interessanti.

    Da evidenziare che la nuova funzionalità verrà attivata ogni qual volta si ritorna sulla piattaforma. Quindi se siete degli utenti sempre connessi, dopo il primo accesso non noterete granchè. Ma se siete degli utenti un po’ meno connessi allora in quel caso, entrando e uscendo diverse volte, avrete modo di recuperare ciò che vi siete persi quando non eravate connessi.

    A chi serve questa nuova funzionalità?

    Guardandola dal punto di vista dei contenuti interessanti, questa funzionalità potrà essere favorevole per i blogger ad esempio, i propri follower in questo modo non perderanno mai i contenuti condivisi. Ma sarà utile anche per chi fa informazione, gli utenti in questo modo potranno ritrovare facilmente le notizie twittate mentre non erano connessi.

    E’ quindi una funzionalità che ci piace e che sarà apprezzata. E segue, non a caso, il lancio di qualche giorno fa della nuova home che offre oggi agli utenti un quadro più chiaro di quello che si discute in tempo reale su Twitter. A completare il tutto, a creare quindi un trittico interessante per risollevare l’engagement, sarà poi Moments, una sezione interessante dove seguire più facilmente le storie.

    Insomma, Twitter con il lancio di oggi fa uno sforzo notevole nell’ottica di migliorare l’uso della piattaforma, una sforzo che potrebbe dare risultati nel prossimo futuro anche in termini di crescita della base utenti. Ma per esserne certi dobbiamo attendere i prossimi mesi.

    La nuova funzionalità verrà rilasciata da oggi gradualmente per tutti gli utenti e riguarderà twitter.com e le app per Androi e iOS.

    (l’immagine di copertina è liberamente realizzata da @franzrusso, l’immagine nel testo è prelevata da The Verge)

  • Sanremo 2016, il Festival è ormai sempre più social

    Sanremo 2016, il Festival è ormai sempre più social

    Sanremo 2016, l’edizione numero 66 del Festival della Canzone italiana è iniziato subito con un marcato accento social. La prima serata ha fatto registrare 568 mila tweet, il dato più alto delle ultime sei edizioni. E non poteva essere diversamente visto che il Festival punta ad attrarre i più giovani aprendosi ai fenomeni dei talent.

    Sono ormai sei anni che seguiamo il Festival di Sanremo cercando di comprendere come una manifestazione così importante potesse “resistere” all’avvento dei Social Media, e anche come potesse evolvere. E in effetti proprio di evoluzione si tratta. Il Festival di Sanremo dal 2010 in poi ha assunto una connotazione sempre più marcatamente social, abbracciando i fenomeni dei talent, notoriamente molto forti sui Social Media. X Factor o anche The Voice  sono stati sempre ai vertici dei programmi televisivi più seguiti sui Social Media. E quindi anche il Festival ha dovuto aprirsi a questo nuovo corso. Senza entrare nei dettagli più squisitamente musicali, l’apertura la si nota anche sui social media perchè quei talenti hanno via via acquisito un grande seguito su Twitter come su Facebook.

    #sanremo2016 sanremo 2016

    A conferma di tutto questo, la prima serata dell’edizione numero 66 del Festival della Canzone italiana di Sanremo, Sanremo 2016, è stata la più social degli ultimi anni, come prima serata. E’ quindi molto probabile, così come avvenne lo scorso anno, che questa edizione possa superare i 2 milioni di tweet nella serata finale. La serata di ieri ha fatto registrare 567 mila tweet, un numero molto più alto dei 474 mila tweet dello scorso anno. Secondo i dati Nielesen, Twitter Ratings, i tweet sono stati 568 mila, da 81.500 autori con una 53 milioni di impressions. Il minuto di picco si è registrato alle 21:52 con 4.238 Tweet postati da 3.458 autori durante l’esibizione di Caccamo e Iurato. E a riprova di quello che sostenevamo prima, Nielsen ci illustra anche che, dal punto di vista demografico, prevalgono gli uomini (56%) e i Millennials (60% sotto i 34 anni).

    #sanremo2016 nielsen sanremo 2016

    La prima serata del 2014 fece registrare 335 mila tweet, quella del 2013 più di 40 mila e qui potete vedere un’analisi del 2012 fatta con un tool che fece la storia per quell’epoca, una dei primi per quanto riguarda la social media monitoring. L’evoluzione è stata sempre più in crescendo. Più ci si apriva a cantanti provenienti dai vari talent show, più il Festival ha aperto la sua audience ai più giovani.

    Con Talkwalker, nel periodo della diretta, vediamo che Gabriel Garko è stato tra i presentatori il più citato con 28.866 mentions; tra i cantanti in gara la più citata è Noemi con 16.036 citazioni. Elton John il più citato tra gli ospiti con 21.500 mentions.

    Questi gli influencer su Twitter della prima serata:

    #sanremo2016 influencer

    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    E qui vediamo qualche tweet tra i più condivisi nella prima serata:

    https://twitter.com/london_girl93/status/697156107899424770

    https://twitter.com/YahooCelebIT/status/697171126447927297

    https://twitter.com/RudyZerbi/status/697164828180377600/photo/1

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/697160255696928768

    Questo il nostro breve resoconto. E voi avete seguito la prima serata di #Sanremo2016?

  • Just10, il social network per soli 10 amici attento alla privacy

    Just10, il social network per soli 10 amici attento alla privacy

    Nell’era dei social network, e del digitale in generale, il tema della privacy è sempre più sentito. E oggi vi vogliamo farvi conoscere Just10, un social network appena nato che permette di creare una network di soli 10 amici e tutti i dati condivisi scompariranno dopo 10 giorni.

    Nell’era dei social network, e del digitale in generale, il tema della privacy è sempre molto più sentito. Gli utenti chiedono sempre più garanzie e le piattaforme devono necessariamente garantire sempre nuovi standard di sicurezza per proteggere i dati dei propri utenti. Temi che anche qui sul nostro blog trattiamo di sovente. Anche se spesso le regole non sono mai all’altezza  di quello che richiedono gli utenti.

    E siccome, come abbiamo detto prima, viviamo nell’era dei social network e della condivisione, oggi vi vogliamo parlare di questo social network appena nato che prova a superare il problema della privacy e della protezione dei dati con la regola del 10.

    just10

    Si chiama Just10, “Solo 10”, presentato qualche giorno fa e non a caso nel (questo di febbraio) Mese Internazionale dell’Amicizia, e permette di creare un mini network aperto solo a 10 amici. Elemento curioso è che i contenuti che verranno condivisi si cancelleranno automaticamente entro 10 giorni. La garanzia della privacy sta nel fatto che i 10 amici selezionati non saranno certamente contatti casuali, ma saranno persone con cui avete una certa confidenza a tal punto da avere la consapevolezza di condividere idee, opinioni e contenuti che se condivise in altri realtà sarebbe davvero rischiose per la propria privacy e anche per la propria reputazione. La piattaforma sarà senza pubblicità e lo sarà per sempre, assicura il suo fondatore Frederick Ghahramani.

    Una volta che vi sarete registrati, vi apparirà una schermata con i 10 esagoni che saranno i vostri amici. Per invitarli è sufficiente avere l’indirizzo email dei vostri amici e una volta che accetteranno il vostro mini-network è già pronto.

    just10 mobile amici

    https://youtu.be/OGOgVy54AOU

    just10 espressioni

    Just10 utilizzerà come strumento di interazione sui contenuti una modalità che va “oltre il semplice like”. Infatti sarà possibile, attraverso Meactions esprimere apprezzamento o meno anche con le espressioni del proprio viso. In quella sezione la piattaforma consente di caricare delle immagini per esprimere delle emozioni e tra queste sarà possibile caricare anche espressioni fatte con il proprio volto.

    Il progetto sembra interessante ed curiosa questa modalità dei 10 amici o dei contenuti che si cancellano, e non saranno mai resi ricercabili e rintracciabili da nessuna parte, entro 10 giorni. Certamente risponde ad un’esigenza di privacy e di sicurezza, la condivisione è si in libertà ma in un numero ristretto, ma avrà un futuro? Ovvio che non sarà questo il nuovo Facebook e forse neanche punta a diventarlo. Gli utenti hanno sempre più voglia di condividere emozioni, immagini, momenti e attraverso quelli fare nuove conoscenze. Anche correndo il rischio di mettere in gioco la propria privacy.

    Altro spunto interessante, visto il numero ristretto dei 10 amici, è quello sollevato da un recente studio dell’Università di Oxford che ha rilevato che solo 4 su 150 sono i veri “amici” su Facebook. Allora la risposta è questa?

    E voi che ne pensate?