Autore: Franz Russo

  • Il Super Bowl 50 tra tweet e spot televisivi – #SB50

    Il Super Bowl 50 tra tweet e spot televisivi – #SB50

    Il Super Bowl è ormai uno degli eventi attesi dell’anno, non solo dal punto di vista sportivo ma anche dal punto di vista del Marketing. Il match del #SB50 che ha visto prevalere i Denver Broncos sui Carolina Panthers ha totalizzato oltre 5 milioni di tweet e l’half-time è stato il momento più condiviso con Beyoncé la più citata. E vediamo quali sono stati gli spot più belli della serata.

    super bowl 50 2016

    Il Super Bowl è sicuramente uno degli eventi più attesi dell’anno e non solo in termini sportivi, ma anche di Marketing. Basti pensare alla grande attesa che si crea nei giorni precedenti sui Social Media e specialmente durante la diretta con Twitter che diventa il canale principale. Per non parlare poi del tradizionale momento degli spot televisivi, un momento in cui le aziende sfoderano tutta la loro creatività per sfruttare uno dei momenti televisivi più visti dell’anno. E questa edizione del Super Bowl 50 è l’edizione più seguita dalla tv con una audience di 114 milioni di persone, in aumento rispetto a quella dello scorso anno di 110 milioni. Cresce l’audience e cresce anche la spesa per i famosi 30 secondi di video spot all’interno del match. Quest’anno gli spot sono costati infatti 5 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 4,5 milioni di dollari dello scorso anno.

    Il Super Bowl 50 su Twitter

    Twitter ha diffuso dal suo blog ufficiale tutta una serie di informazioni su come è stato seguito il match dalla piattaforma a 140 caratteri. Il momento più condiviso è stato la fine dell’half-time, che ha totalizzato 3,9 milioni di tweet, e che ha visto la partecipazione di Beyoncè, Coldplay e Bruno Mars. Tra questi artisti, la più citata è stata Beyoncè con 1,3 milioni di tweet; i Coldplay sono i secondi più citati del momento con 774 mila tweet; e poi Bruno Mars con 341 mila tweet.

    A questo link potete visualizzare la mappa interattiva di tutto il match mentre qui in basso vedete proprio il momento dell’half-time. Anche dall’Italia, nonostante fosse notte fonda, si è twittato molto.

    super-bowl-50-#sb50-mappa-tweet-halftime

    super-bowl-50-#SB50-momento-condiviso

    E in assenza di un dato complessivo dei tweet della serata, abbiamo provato a monitorarli con Talkwalker seguendo l’hashtag ufficiale #SB50 e i due hashtag dei team, e cioè #Broncos e #KeepPounding. Ebbene, il totale è di 6,2 milioni di tweet con questa ripartizione: #SB50 5,1 milioni di tweet; #Broncos 582 mila tweet; #KeePounding 450 mila tweet. Con una reach di 30,6 miliardi. L’80% dei tweet ovviamente proviene dagli Usa, poi il 2,7% da Uk; 2,1% dal Brasile; 2,1% dal Messico; 1,9% dal Canada; 1,7% dalla Spagna; 0,8% dalla Francia; 0,5% dall’Australia e poi da altri paesi.

    super-bowl 50 #sb50 totale tweet

    super bowl 50 #sb50 tweet paesi

    (cliccare sulle immagini per ingrandire)

    Update

    Secondo Twitter Data, i tweet complessivi del #SB50, comprensivi del pre e del post partita, sono stati in totale 27 milioni e hanno totalizzato la bellezza di 4,3 miliardi di visualizzazioni.

    I migliori spot televisivi del Super Bowl 50

    Altro aspetto molto atteso del Super Bowl 50 riguardava gli spot televisivi che ormai il più delle volte sono dei veri e propri capolavori. AdWeek ha selezionato quelli che dal loro punto di vista sono i migliori, parere che ci sentiamo di condividere e di seguito vi mostriamo i miglio tre.

    Al primo posto è lo spot di Fiat Chrysler per i 75 anni della Jeep, “Portraits”. Lo spot è una carrellata di volti noti e meno noti per raccontare attraverso questi come si è evoluta nel tempo la fuoristrada che tutti noi conosciamo. Tanto semplice quanto intenso.

    https://www.youtube.com/watch?v=wKn5K5V7tRo

    Al secondo posto lo spot di T-Mobile, “Hotline Bling”, con la partecipazione di Drake. Molto divertente.

    https://www.youtube.com/watch?v=iMWzX0RC7f4

    Al terzo posto lo spot di Audi, “Commander”. Bellissimo spot dell’Audi R8, vera supercar, dove “Starman” di David Bowie fa da colonna sonora e mai scelta fu più azzeccata.

    https://www.youtube.com/watch?v=diU_09jb4bI

    Nell’articolo di AdWeek trovate anche le speciali menzioni con una bella carrellata di spot.

    E allora, cosa ne pensate? Avete seguito anche voi #SB50?

  • Il doodle di Google è per Mendeleev e la Tavola periodica

    Il doodle di Google è per Mendeleev e la Tavola periodica

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 182 anni dalla nascita del chimico russo Dmitri Mendeleev, il padre della Tavola periodica degli Elementi da lui creata nel 1869.

    In occasione dei 182 anni dalla sua nascita, Google dedica il doodle di oggi al chimico russo Dmitri Mendeleev, più conosciuto per essere passato alla storia come il padre della Tavola periodica degli Elementi, o anche semplicemente Tavola periodica.

    Nel doodle di Robinson Wood vediamo infatti la tavola periodica sullo sfondo e Dmitri Mendeleev.

    mendeleev tavola periodica

    E come ci fa fatto giustamente notare @AryRuysch, si tratta una delle rare volte in cui in un doodle non appare la scritta “Google”:

    Il nome Dmitri Mendeleev è senza dubbio molto noti a tutti gli studenti e a tutti gli studiosi della chimica ed è proprio grazie a lui se oggi conosciamo molto elementi e soprattutto il loro ordine. Diversamente da quando fatto in precedenza, Mendeleev nel 1869, dopo tutta una serie di studi, presentò quella che sarebbe poi diventata la Tavola periodica degli Elementi, uno schema che ordinava gli elementi chimici conosciuti fino a quel momento, ed erano 56, classificandoli peso atomico.

    mendeleev tavola periodica-doodle

    A differenza degli altri tentativi, la tavola periodica di Mendeleev prevedeva l’esistenza di altri elementi, ecco perchè esistevano degli spazi vuoti all’interno della stessa tabella. L’importanza della tavola periodica e delle previsioni di Mendeleev furono riconosciute pochi anni dopo, in seguito alla scoperta degli elementi scandio, gallio e germanio, che andarono ad occupare alcuni posti lasciati vuoti nella tavola e possedevano le proprietà fisiche previste dalla loro posizione in essa. Era la dimostrazione dell’importanza della tabella creata dal chimico russo. In pratica lo schema della tabella era talmente preciso da prevedere la scoperta di nuovi elementi. E pensare, come lui stesso raccontò in seguito, che quello schema gli venne un giorno in sogno.

    La tabella nel corso degli anni è stata sviluppata e tra il 1895 e il 1901 vennero aggiunti anche l’elio (He), il neon (Ne), l’argon (Ar), il krypton (Kr), lo xeno (Xe) e il radon (Rn). Altri ne furono aggiunti in seguito.

    L’elemento 101, il Mendelevio, prende il nome proprio da Dmitri Mendeleev.

  • Facebook compie 12 anni e lancia il #friendsday

    Facebook compie 12 anni e lancia il #friendsday

    Facebook, il social network più utilizzato con 1 miliardo e 600 milioni di utenti, compie oggi 12 anni e per l’occasione lancia il #friendsday, la giornata degli amici. E oggi tutti gli utenti vedranno in cima al proprio feed un video celebrativo, personalizzabile. Ecco come fare il vostro video.

    Era il 4 febbraio del 2004 quando Facebook venne lanciato per la prima volta ad Harvard da Mark Zuckerberg, oggi CEO dell’azienda Facebook Inc., insieme a  Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Il progetto iniziale era stato pensato solo per gli studenti dell’Università, infatti il nome Facebook riprende il “face book” che alcune università danno agli studenti, il libro dove sono elencati tutti gli studenti con una foto e una descrizione. Da lì il social network si è poi esteso ad altre scuole ed università della zona, fino a diventare in poco tempo il social network più usato. E lo è ancora oggi a distanza di 12 anni.

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10102630663126801&set=a.612287952871.2204760.4&type=3&theater/” width=”600″/]

    L’idea era quindi di mettere in “connessione” tutte quelle facce, in modo tale che potessero entrare in contatto e condividere interesse ed emozioni. Facebook oggi è un’azienda quotata in borsa dal 2012, è la quarta azienda che vale di più al mondo con un capitalizzazione di 326 miliardi di dollari. Ed è soprattutto molto di più del social network, che comunque resta il fulcro attorno al quale ruota tutto il business.

    #friendsday facebook 2016

    E per celebrare questa giornata, Facebook lancia il #friendsday, la giornata degli amici, una giornata per celebrare quelle connessioni che colo tempo gli utenti hanno costruito con altri utenti, diventati poi amici. Oggi tutti gli utenti del social network troveranno in altro al proprio feed un breve video celebrativo che raccoglie alcuni momenti trascorsi con gli “amici”. Il video già in automatico imposta i momenti e gli amici, ed è impressionante l’accuratezza della scelta, ma è anche personalizzabile.

    #friendsday facebook

    Ecco come creare il vostro video. Prima di tutto andate su questo link e personalizzate facebook.com/friendsday/ dove visualizzate già un’anteprima del video. Cliccando su modificare potete modificare il video a vostro piacimento. Una volta apportate le vostre modifiche, allora siete pronti a condividerlo con i vostro amici.

    Gli “amici” sono la parte più importante di Facebook, tutti sono connessi con altri ed è interessante sapere che i gradi di separazione si stanno via via riducendo. Era di 3,74 nel 2011, è di 3, 57 oggi. Un elemento significativo di quanto siamo sempre più connessi tra noi, a livello globale.

     

  • E Twitter rende disponibile la nuova home anche in Italia

    E Twitter rende disponibile la nuova home anche in Italia

    Twitter finalmente ha deciso da oggi di rilasciare la nuova homepage anche in Italia, e in altri 22 paesi. Accedendo alla nuova home si ha una visione completa, e per categorie, di quello che viene condiviso di più sulla piattaforma in tempo reale. Lo scopo è di attrarre quei 500 milioni di utenti che visitano la home ma non si registrano.

    Se ne parlava proprio ieri, in occasione dei nostri suggerimento per salvare la piattaforma a 140 caratteri da un possibile declino. E tra i suggerimenti che avevamo avanzato c’era anche quello di rilasciare presto la nuova home, inizialmente rilasciata sono negli Usa ad aprile del 2015. Quasi un anno di tempo per il rilascio quasi globale. Ci piace pensare che abbiamo ascoltato i suggerimenti e che quindi passino in fretta a seguire anche gli altri. Ma sappiamo che così non è.

    Twitter si decide finalmente a rilasciare la nuova home anche nel nostro paese e in altri 22, e sono: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Giappone, Kenya, India, Indonesia, Messico, Olanda, Nigeria, Portogallo, Arabia Saudita, Corea del Sud, Spagna, Sud Africa, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti.

    twitter nuova home

    La nuova home è quindi molto più attraente di quella statica precedente. Adesso accedendo a twitter.com si fa di fronte un wall, diviso per categorie, che offre un quadro completo su quello che viene più condiviso, in tempo reale, usando i 140 caratteri. Le categorie sono: In primo Piano; Sport; Informazione; Politica; Arte, Moda & Design; Musica; Altro che conduce a due sotto categorie Televisione e Spettacolo; Personaggi Web.

    Obiettivo è quindi quello di attrarre quei famosi 500 milioni di utenti (ne restano poi solo 320 milioni) che tutti i mesi arrivano sulla piattaforma ma non tutti poi decidono di registrarsi. Evidentemente perchè, vista la home precedente dove non era possibile visualizzare nulla, non erano attratti a farlo. E la stessa cosa, sempre da oggi, avverrà anche per gli utenti mobile.

    La nuova home forse potrebbe essere d’aiuto per rilanciare la piattaforma ma serve anche, a questo punto, rilasciare Twitter Moments per avere la possibilità, una volta registrati sulla piattaforma, di potersi orientare al meglio a 140 caratteri. Se poi, come sugfìggerivamo sempre ieri, ci fosse la possibilità personalizzare i Moments, allora sì che la piattaforma comincerebbe ad essere consultata con più facilità. Senza dover per forse abbandonare il limite dei 140 caratteri, caratteristica peculiare che deve assolutamente rimanere.

    Se volete anche voli suggerire qualche idea per risollevare e salvare Twitter, potete commentare il post di ieri oppure commentare sui social media usando l’hashtag #SaveTwitter che oggi è arrivato anche in trending topic.

  • Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Twitter attraversa ormai da tempo una crisi che potrebbe rivelarsi molto rischiosa per le sorti dell’azienda. Tra down, crisi di prodotto e crolli in borsa la situazione non accenna a migliorare. Proviamo adesso ad indicare qualche idea che potrebbe rivelarsi utile per la salvezza della piattaforma.

    Sapete bene che qui sul nostro blog seguiamo con molta attenzione le vicende legate a Twitter in questo periodo, cercando di raccontarvi tutti i fatti che scaturiscono da una crisi che è iniziata ormai da diversi mesi e che non accenna, nonostante il ritorno del co-fondatore Jack Dorsey, a placarsi. La crisi che vive oggi Twitter è una crisi di prodotto, la piattaforma che trova la sua caratteristica nei 140 caratteri stenta ora ad attrarre nuovi utenti e al tempo stesso non è supportata da un modello di business tale da potersi permetter di monetizzare. Questi ultimi due punti non sono altro che le richieste che fa il mercato, quindi Wall Street. Già, Wall Street. Un passaggio, quella della quotazione, che Twitter ha gestito male, senza un’dea chiara. Lo dimostra il ruolo giocato da Dick Costolo, bravo traghettatore dell’azienda nelle mani degli investitori, ma poi non più capace di condurre l’azienda con una leadership sicura e con una visione chiara del business.

    Eppure in tutti questi mesi Twitter ha elaborato e lanciato delle interessanti novità, basti pensare a Periscope, con un potenziale enorme ma non saggiamente sfruttato, e a Moments, comunque non ancora disponibile in Italia. Ma c’è anche la nuova home, anche questa non ancora disponibile, che si prospetta più interessante e in grado di attrarre quei milioni di utenti (si parla di 500 milioni, altri addirittura 1 miliardo) che si avvicinano alla piattaforma ma poi decidono di non registrarsi perchè troppo complicata.

    twitter consigli salvare @franzrusso.it-2016

    Twitter è una piattaforma straordinaria per la diffusione di notizie, gioca un ruolo fondamentale in quel grande fenomeno che è la Social Tv, è un grande strumento di relazioni e informazioni istantanee e trova tutta la sua peculiarità nell’essere dinamico e sintetico. Molte volte viene paragonato a Facebook, ma le ultime caratteristiche elencate rendono bene l’idea che stiamo parlando di due piattaforma opposte. E a nulla, o quasi, servirebbe estendere il limite dei 140 caratteri fino a 10 mila, significherebbe snaturare la piattaforma, si parlerebbe di altro e non più di Twitter per come lo conosciamo oggi.

    E quindi di cosa avrebbe bisogno oggi Twitter. L’idea è quella di dare qualche suggerimento, oltre a quello già indicato a suo tempo, tra gli altri, del famoso tasto “modifica” che potrebbe ottimizzare l’utilizzo. Ma vediamo insieme qualche suggerimento.

    Riaprire il discorso delle API

    Qualcuno di voi ricorderà certamente quando nel 2012 Twitter decise di rivedere la gestione delle API, prima aperta a tutti, cominciando a puntare di più sulla propria offerta interna, introducendo delle regole molto rigorose. Ricorderete anche che una delle prime vittime fu LinkedIn e che a stretto giro si dimostrò che quel cambio di passo andava ad avvantaggiare Facebook. Un’azione che di fatto, pur nella sua ragionevolezza, si è rivelata sbagliata a tal punto che lo scorso lo stesso Dick Costolo si scusò dicendo di voler mantenere un rapporto più aperto con gli sviluppatori. Rivedere questa strada potrebbe oggi essere una soluzione.

    Puntare sui Video

    Twitter ha al suo interno due strumenti, Vine e Periscope, che si poggiano sulla modalità di contenuti che sarà quella che caratterizzerà il 2016 e anche il futuro. Eppure non sono adeguatamente stati valorizzati. Puntare sui Video significa mettere questi strumenti a servizio della piattaforma e farli diventare parte di essa, anche da punto di vista dell’advertising. Ma presto, perchè intanto gli altri competitor parte ci hanno già pensato.

    Migliorare e potenziare le Liste

    Come sapete per aiutare a orientarsi meglio sulla piattaforma esiste lo strumento delle “Liste” con cui raccogliere e seguire gli account più interessanti in base all’argomento di riferimento. Ma perchè non provare ad ottimizzare questo strumento aggiungendone altri affinché si creino delle relazioni dirette tra gli utenti interessati a quello specifico argomento?

    Migliorare l’advertsing

    Chiunque abbia provato a fare advertising su Twitter sa bene che si tratta di una modalità più costosa rispetto allo strumento che offre Facebook e che spesso, per le esigenze più comuni, non riesce a dare risultati soddisfacenti. Un’idea potrebbe essere allora di creare uno strumento che possa essere in grado di soddisfare richieste più basse in termini di prezzo, quindi più smart. Un esempio potrebbe essere quello di un “Promoted Tweet” al giorno per 1 euro. Non sarebbe male.

    Queste sono solo alcune idee che potrebbero già rivelarsi adeguate e che forse potrebbero rendere la piattaforma più utilizzabile. A queste uniamo anche quella di Moments, non ancora disponibile nel nostro paese, pensando ad una sorta di Moments personalizzabile.

    Ma prima, c’è ancora un’altro suggerimento da dare, forse il più importante.

    Vendere Twitter al Migliore Offerente

    Le difficoltà finanziarie di Twitter sono ormai senza fine, anche oggi il titolo è in calo di oltre il 7% vanificando lo slancio di ieri del 6% quando giravano rumors su un possibile interessamento da parte di  Mark Andreessen (Netscape) e del fondo Silver Lake. Le azioni adesso valgono 16,5 dollari e la capitalizzazione dell’azienda è di 12,2 miliardi di dollari. Sono segnali che Twitter non può resistere più a lungo come azienda stand-alone, necessita di un partner forte, capace di risollevarla e rilanciarla. Come ho anticipato anche al DigitalicX a fine dicembre scorso, un possibile compratore potrebbe essere Google che ha tutto l’interesse ad avere una piattaforma come Twitter e a rilanciarsi nel mondo dei social media. Alcuni dicono anche Facebook, certo ne ha la forza, ma non sarebbe un grande affare per Zuckerberg.

    E voi che ne pensate? Quali altri suggerimenti aggiungereste? Raccontateceli qui tra i commenti.

  • E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    WhatsApp ha raggiunto un altro grande obiettivo, quello di 1 miliardo di persone che usano attivamente l’app di instant messaging che da poco è diventata gratis per tutti. Un traguardo raggiunto in poco tempo e che davvero in pochi possono vantare.  E intanto lo paghiamo con i nostri dati.

    Era nell’aria e nessuno avrebbe mai pensato che non sarebbe successo. WhatsApp, l’app di instant messaging oggi di proprietà di Facebook, annuncia attraverso il fondatore e CEO Jan Koum di aver raggiunto il traguardo di 1 miliardo di persone. A settembre 2015 erano 900 milioni e ha mantenuto in questi ultimi mesi il ritmo di crescita di 100 milioni ogni 4 mesi, lo stesso ritmo dei precedenti quattro mesi. Quindi una crescita costante, inarrestabile che proietta l’applicazioni verso traguardi che mai nessuno aveva ottenuto prima. Solo poche settimana fa arrivava l’annuncio che WhatsApp diventava totalmente gratuita per tutti confermando, tra l’altro, il suo obiettivo di non aprire l’app alla pubblicità. Cosa che viene confermata ancora oggi.

    whatsapp 1 miliardo di utenti

    Come di consueto, l’annuncio viene dato da Jan Koum su Facebook con un post dove si vede un’immagine che esplicita il traguardo:

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10153874647095011&set=a.10150731994525011.456435.500035010&type=3&theater/” width=”600″/]

    • 1 miliardo di persone che usano l’app attivamente ogni mese;
    • 42 miliardi di messaggi inviati ogni giorno;
    • 1,6 miliardi di immagini spedite ogni giorno;
    • 1 miliardo di gruppi;
    • 53 lingue supportate dall’app;
    • 250 milioni di video condivisi ogni giorno;
    • 57 ingegneri che lavorano nel team e altri se ne cercano.

    Jan Koum fa l’annuncio anche con un tweet, prendendo in giro, anche lui, il povero Leonardo DiCaprio:

    Dopo questo risultato è molto probabile che anche Messenger, l’altra applicazione di instant messaging di Facebook, possa raggiungere questo traguardo sfruttando anche il volano degli oltre 1 miliardo e mezzo di utenti che usano il social network.

    WhatsApp è stata fondata nel 2009 da Jan Koum, giovane di origini ucraine, arrivato negli Usa nel 1992 assieme alla madre, un esperimento che arriva dopo alcune esperienze fatte in grandi aziende come Ernst & Young, Yahoo! e anche il tentativo di approdare a Facebook.

    Nel 2014, con 450 milioni di utenti, Koum vende a Zuckerberg la sua app per una cifra pari a 16 miliardi di dollari, resta CEO e l’app continua ad andare avanti con la stessa filosofia, ossia niente pubblicità.

    WhatsApp continua a crescere, introduce anche le telefonate e in poco tempo, meno di due anni, arriva a raddoppiare la base utenti. E oggi è completamente gratuita.

    Questa applicazione è forse quella che più di ogni altra ha cambiato il nostro modo di comunicare attraverso un dispositivo. È l’app più usata nel nostro paese. Basta fare un giro sui bus, nelle stazioni, in giro per le vostre città e noterete che chiunque ha la stessa abbassata verso il proprio smartphone. Sta usando proprio WhatsApp.

    È l’app che ha rivoluzionato il nostro modo di usare il telefono dove ora non serve, quasi, neanche più il numero di telefono. E l’utilizzo di tutto questo lo paghiamo, si lo paghiamo, altro che gratis.

    Lo paghiamo dando in cambio i nostri dati, dando in cambio pezzi di noi per avere indietro un’app gratuita, con l’illusione di non pagare nulla.

    Non c’è un diretto scambio di moneta, c’è un diretto scambio di dati, ogni giorno. Dove siamo, cosa facciamo, con chi siamo, tutte informazioni che comunque WhatsApp (e quindi Facebook) utilizza.

    L’importante è farlo in maniera consapevole.

    E voi usate WhatsApp? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Windows 10 continua a crescere e supera Windows 8.1

    Windows 10 continua a crescere e supera Windows 8.1

    Esattamente un mese fa la notizia era che Windows 10 girava già su 200 milioni di dispositivi. Oggi invece la notizia è, secondo quanto rilevato da StatCounter, che Windows 10 supera per la prima volta, a livello globale, Windows 8.1 diventando così il secondo sistema operativo più usato.

    Era l’inizio del mese di gennaio di quest’anno quando Microsoft diffuse la notizia che Windows 10, l’ultimo sistema operativo della casa di Redmond, era già installato su 200 milioni di dispositivi, numeri che evidenziavano il successo del nuovo sistema operativo multi-piattaforma. Anche se a livello mobile il sistema stenta ancora a decollare.

    windows 10

    Ebbene, la notizia di oggi è che Windows 10 ha superato per la prima volta, in termini di diffusione e utilizzo, il suo predecessore, ossia Windows 8.1 che era, fino ad oggi il secondo sistema operativo più usato al mondo da desktop. E ora sul secondo gradino più alto sale il SO rilasciato il 29 luglio del 2015.

    windows 10 globale gennaio 2016

    windows 10 italia gennaio-2016

    La rilevazione è stata fatta da StatCounter secondo cui Windows 10 è al 13,7% a livello globale contro l’11,7% di Windows 8.1. Anche se la distanza da Windows 7, il sistema operativo più utilizzato con il 46,7%, è comunque il segno che Windows 10 ha registrato un gradimento crescente da parte degli utenti.

    E tale sorpasso è confermato anche in Italia dove Windows 10 fa registrare una percentuale di utilizzo più alta di quella globale: 18,5% contro 13,2% di Windows 8.1 e il sorpasso era già avvenuto nel mese di dicembre del 2015. E anche nel nostro paese è Windows 7 il più usato con il 39%, in calo dal 40% del mese di dicembre scorso.

    Analoga situazione quindi la si riscontra ovunque. Negli Usa Windows 10 è 15,7% e in UK è al 22,4%.

    Un risultato ancora più evidente se si considera che è il più alto raggiunto da un sistema operativo nei primi sei mesi dal suo lancio. Windows 8 nei primi sei mesi aveva fatto registrare una percentuale di utilizzo del 5% (aprile 2013) e Windows 7 una percentuale del 13,5% (aprile 2010).

    Sarà interessante vedere cosa accadrà nei prossimi mesi e se il calo continuo di Windows 7 faciliterà il sorpasso oppure se lo renderà difficoltoso come nel caso di Windows Xp che a distanza di 14 si rifiuta di andare definitivamente in pensione e detiene ancora oggi una percentuale di utilizzo globale dell’8%.

  • E-commerce, la paura delle truffe blocca gli acquisti online

    E-commerce, la paura delle truffe blocca gli acquisti online

    Con questa interessante infografica, realizzata da TWOW per ShoppingVerify, il sito che permette agli utenti di lasciare commenti e recensioni sugli e-commerce, facciamo un po’ il punto sullo stato dell’E-commerce in Italia, ad oggi. Se è vero che gli italiani comprano online sempre di più, è vero anche che solo il 10% degli utenti internet italiani si fida di fare acquisti online, la paura di trovarsi di fronte a delle truffe è ancora forte.

    Come abbiamo imparato a conoscere, gli italiani amano fare acquisti online. Certo, il livello di penetrazione dell’E-commerce nel nostro paese è ancora basso, se paragonato agli altri paesi (parliamo del 4%), ma è comunque un fenomeno in forte crescita, specie quando si parla di mobile commerce. Ma se è vero che il 10% degli italiani fa acquisti online, è anche vero che esiste ancora la paura di imbattersi in truffe che blocca la voglia degli italiani di fare gli acquisti online. E oggi, grazie a questa interessante infografica realizzata da TWOW sui dati forniti da ShoppingVerify, il sito realizzato da Casa del Consumatore che permette agli utenti di lasciare commenti e recensioni sugli e-commerce italiani, europei e del resto del mondo.

    e-commerce truffe

    Vi abbiamo già parlato di ShoppingVerify in occasione del lancio ufficiale di questo sito che offre a tutti gli utenti la possibilità di segnalare all’associazione e agli altri utenti sia gli abusi che le eccellenze del commercio elettronico. Al tempo stesso anche i proprietati degli e-commerce possono a loro volta intervenire e trarre spunti per migliorare il loro servizio. ShoppingVerify si pone quindi come anello di confronto tra l’utente e il servizio e-commerce, con l’obiettivo di rendere migliore sia l’esperienza di acquisto che l’esperienza di vendita.

    E tornando a parlarvi dell’infografica che vi presentiamo oggi, è utile fare la premessa che ad oggi sono 15 milioni gli italiani che fanno acquisti online e gli italiani fanno uso della rete (77%) per confrontare i prezzi, la utilizzano come strumento per cercare informazioni sui prodotti (81%),  per cercare informazioni online per poi effettuare l’acquisto in negozio (66%) e anche per leggere le recensioni dei prodotti prima dell’acquisto (60%).

    Per quanto riguarda il fare acquisti online, gli italiani considerano questa modalità di acquisto come economica (37%), comoda (32%), semplice (19,8%), divertente (7%). La gran parte degli utenti preferisce acquistare online perchè più conveniente e perchè comodo, nel senso di poter acquistare in qualsiasi momento, senza limiti di orari.

    Per quanto riguarda gli svantaggi che gli italiani vivono in relazione all’e-commerce, quindi sensazioni che bloccano l’esperienza di acquisto online, vediamo che il 28,7% degli italiani avverte un altro rischio di truffe; il 23,2% sente questa come un’attività fredda senza contatto umano; il 21,8% avverte un altro rischio in relazione a ritardi e ad articoli difettosi. Questi quindi i motivi per cui gli italiani non si fidano di fare acquisti online. E c’è da riflettere se quasi il 30% degli italiani avverte il rischio di truffe, vuol dire che c’è ancora molto da lavorare sulla qualità del servizio, sulla credibilità, sulla reputazione, elementi che devono essere alla base per una buona riuscita del servizio.

    Ecco perchè solo il 10% dichiara di fidarci completamente nel fare acquisti online, mentre ben il 65,3% dichiara di essere preoccupato delle truffe e che fa acquisti online qualche volta. E poi il 24,4% dichiara di non fidarsi del tutto e non fa acquisti online.

    Da questi dati esce una fotografia più chiara dello stato dell’E-commerce in Italia, evidenziando bene quali siano i limiti che ancora non permettono una crescita ulteriore del fenomeno anche nel nostro paese. Cosa fare allora? In questi casi è opportuno seguire i consigli di ShoppingVerify che suggerisce di:

    • leggere sempre con attenzione le caselle già selezionate in fase di acquisto;
    • controllare sempre il prezzo prima dell’acquisto definitivo;
    • verificare che l’indirizzo dell’area di pagamento cominci sempre per “https”, ossia HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer che viene utilizzato per garantire trasferimenti riservati di dati nel web, in modo da impedire intercettazioni dei contenuti;
    • usare metodi di pagamento sicuri oppure una carta ricaricabile, metodo sempre sicuro.

    Allora, questi sono i dati che fornisce ShoppingVerify in relazione all’esperienza di acquisto online. E voi che esperienza avete? Anche voi siete tra quelli che acquistano meno online per via del rischio di truffe? Raccontateci le vostre esperienze, ci piacerebbe estendere il dibattito e la conversazione su questo tema così importante.

    Infografica e-commerce truffe ShoppingVerify

     

  • Facebook rende disponibili i Live Video per tutti, negli Usa

    Facebook rende disponibili i Live Video per tutti, negli Usa

    A distanza di poco più di un mese, Facebook sta rendendo disponibili i Live Video a tutti gli utenti iOS e solo negli Usa, per ora. Finita la fase di test Facebook comincia a fare sul serio nella competizione con Periscope, ma il social network sembra essere già in avanti.

    Come ricorderete, era l’inizio del mese di dicembre scorso quando vi avevamo dato notizia che Facebook stava cominciando a fare dei test su un piccolo gruppo negli Usa riguardo alla possibilità di usare i Live Video, la modalità che permette agli utenti di diventare dei broadcaster, visualizzando sul feed anche video in live streaming. Un’azione che apparve come una svolta e anche come l’intenzione di Facebook di spingere sui contenuti video.

    E quindi, a distanza di poche settimane, Facebook fa sapere di aver rilasciato la modalità dei Live Video a tutti gli utenti iOS negli Usa. E il rilascio pare che sia ormai prossimo anche a livello globale e, da quello che si sa, pare gli alcuni utenti italiani stiano testando questa nuova possibilità. La versione per Android arriverà in seguito. Da oggi quindi gli utenti americani quando andranno a postare un nuovo contenuto, si troveranno il pulsante “Live” tra gli altri pulsanti per gli status.

    live video Facebook iOS Usa

    Facebook aveva cominciato a rilasciare questa modalità di condividere video Lives qualche mese prima solo per le celebrità e adesso invece la modalità viene estesa a tutti, come da intenzione originale.

    I Video quindi si confermano essere il contenuto del momento, soprattutto il video “in diretta”, come diremmo noi, una opportunità che un colosso come Facebook non poteva lasciarsi sfuggire. E quindi dopo una fase di test per verificare e mettere a punto la piattaforma che dovrà regge una enorme mole di dati, ecco che è già pronta al grande passo. Si perchè i contenuti video live saranno visualizzati all’interno del feed, questo significa maggiore possibilità di attrarre e coinvolgere utenti. E gli stessi contenuti rimarranno poi disponibili per essere visti in seguito.

    A questo punto la sfida con Periscope entra davvero nel vivo e proprio per le sue caratteristiche i Live Video di Facebook verranno preferiti dagli utenti, per il solo fatto che la modalità è interna a Facebook e non esterna come invece è Periscope. Altro grande vantaggio, già sottolineato, è che i video di Periscope sono visualizzabili solo entro le 24 ore, mentre i Live Video di Facebook saranno disponibili sempre. Differenza non di poco conto questa, che è poi uno dei grandi limiti dell’applicazione di Twitter.

    E solo qualche settimana fa Periscope, dopo quasi un anno lad lancio, era arrivato ad integrare i video all’interno dei tweet, un’azione attesa a lungo. Anche se poi, per il limite delle 24 ore sui video, i tweet appaiono con questa finestra grigia inguardabile, essendo il video non più disponibile.

    Facebook quindi appare già in vantaggio su Periscope, mentre Meerkat (il primo a lanciare questa possibilità di live streaming) è già al tramonto.

    Fatte salve le diverse caratteristiche  tra i Live Video e Periscope, anche in termini di condivisione dei contenuti e di visualizzazione (in termini di algoritmo) la vera sfida tra i due sarà su chi è in grado di portare il maggior numero di persone a mettersi davanti ad una camera (quasi sempre lo smartphone) e iniziare il suo live. E vista la grande base utenti, Facebook anche in questo appare in netto vantaggio.

    E voi cosa ne pensate? Cosa ne sarà di Periscope secondo voi?

  • #SEweek16 Gli eventi italiani della Startup Europe Week 2016

    #SEweek16 Gli eventi italiani della Startup Europe Week 2016

    Una settimana, più di 40 paesi, oltre 200 città. È la Startup Europe Week, un’iniziativa di Startup Europe e del Comitato Europeo delle Regioni per promuovere l’imprenditorialità, che si terrà in tutta Europa dal 1 al 5 febbraio 2016.

    Siamo abituati ad eventi per startup che seguono format propri della Silicon Valley ma l’Europa ha una cultura, una storia e politiche economiche diverse e richiede quindi un diverso approccio nella promozione dell’imprenditorialità. La diversità delle Regioni Europee è una ricchezza che i promotori della Startup Europe Week vogliono valorizzare, nella convinzione che un ecosistema europeo possa maturare grazie al consolidamento degli ecosistemi locali.

    SEweekThunderclap

    Il duplice obiettivo dell’iniziativa è quello di portare a conoscenza i potenziali imprenditori di tutte le attività, gli strumenti e i finanziamenti a disposizione della creazione d’impresa, sia a livello locale sia comunitario; al tempo stesso, grazie agli oltre 200 eventi organizzati nelle varie regioni, si potrà avere un quadro più dettagliato e realistico delle opportunità e degli strumenti che i vari territori d’Europa possono offrire.

    Tantissimi gli eventi in tutta Italia. Sono in programma iniziative in quasi tutte le regioni italiane, in Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Umbria, Abruzzo, Basilicata e Calabria. In alcune regioni ci saranno eventi in più giorni della settimana come nel Lazio, dove l’evento di lancio si terrà lunedì a Roma presso la sede di Lazio Innova, per proseguire nei giorni successivi con eventi nelle altre province della regione. In Sardegna l’evento di apertura si terrà mercoledì a Cagliari presso l’Open Campus di Tiscali per poi proseguire sia nel capoluogo che a Nuoro e Assemini. Campania, Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna sono le altre regioni con eventi in più giorni della settimana.

    Per individuare l’evento più vicino a voi potete utilizzare questa mappa interattiva o consultare il sito ufficiale dell’iniziativa Startup Europe Week.

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    Per seguire gli eventi sui social, l’hashtag da utilizzare è #SEweek16 mentre l’account ufficiale dell’iniziativa su Twitter è @StartupEuW