Autore: Franz Russo

  • Ecco la nuova offerta 3 per i titolari di carta PAYBACK

    Ecco la nuova offerta 3 per i titolari di carta PAYBACK

    3 in partnership con PAYBACK, il programma multi-partner che permette di accumulare punti da usare poi come sconti, consente ai titolari di carta, fino al 30 giugno, di scegliere ALL-IN 300 PAYBACK e avere 300 minuti di chiamata, 300 sms e 2 GB di traffico internet, per sempre, a 5€ al mese.

    3 in partnership con PAYBACK riserva una offerta davvero speciale per tutti i possessori della carta. PAYBACK è il nuovo programma multi-partner che permette di raccogliere punti grazie ai partner che partecipano al programma. I punti raccolti dai titolari possono essere poi trasformati in sconti presso i negozi oppure per richiedere dei premi a catalogo.

    L’offerta che 3 mette a disposizione dei titolari di carta PAYBACK e disponibile fino al 30 giugno. In pratica passando al nuovo operatore potrete scegliere la ricaricabile ALL-IN 300 PAYBACK e con 5 euro al mese (invece di 10 euro) avrete, per sempre:

    • 300 minuti di chiamate (75 minuti a settimana);
    • 300 SMS (75 SMS a settimana);
    • 2 GB di traffico internet (500 MB a settimana).

    payback

    Per aderire a questa offerta è molto semplice. Basta rivolgersi ad un negozio 3 Store, mostrare la vostra carta PAYBACK e attivare l’offerta ALL-IN 300 PAYBACK. In caso di richiesta di portabilità sulla nuova SIM attivata con ALL-IN 300 PAYBACK, il numero di telefono non deve essere stato 3 nei 60 giorni precedenti alla portabilità verso 3. Poi è necessario abbinare il numero della vostra carta PAYBACK al vostro numero 3 entro 15 giorni dall’attivazione della SIM 3. Se non si effettua questa operazione allora il rischio è quello di perdere il vantaggio della tariffa speciale e pagherete 10 € al mese invece di 5 €. Per effettuare l’abbinamento vi consigliamo di dare un’occhiata a questa pagina. Il numero 3 deve essere abbinato ad una carta PAYBACK utilizzata almeno una volta o registrata entro il giorno dell’acquisto della SIM 3.

    Una volta effettuato l’abbinamento, sulla vostra carta PAYBACK saranno automaticamente accreditati 2 punti ogni euro speso per ogni ricarica telefonica che effettuerete. E’ possibile abbinare fino a 5 utenze telefoniche 3 alla stessa carta PAYBACK: potrete così avere più opportunità per accumulare punti con 3.

    Buzzoole

  • #DiversieInsieme, il contest sulla diversità rivolto ai giovani

    #DiversieInsieme, il contest sulla diversità rivolto ai giovani

    “#DIVERSIEINSIEME – Voce ai giovani: una gara di idee” è il nuovo contest organizzato da AIED Roma e Cocoon Projects, rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, che ha lo scopo di raccogliere idee per valorizzare la diversità di genere, tema di grande attualità in questo periodo.

    Dopo l’edizione 2013 che ha riguardato la violenza contro le donne, #NoViolenza #Donne (www.noviolenza.it) e #Giovani #LiberiDiAmare nel 2014 sulla sessualità consapevole e felice (www.liberidiamare.it), l’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) di Roma e Cocoon Projects hanno lanciato l’iniziativa #DIVERSIEINSIEME – Voce ai giovani: una gara di idee, per invitare i giovani tra i 18 e i 35 anni a prendere parte ad un contest nazionale, presentando progetti innovativi, con un impatto concreto sulla realtà, per valorizzare la diversità di genere, tema di grande attualità in questo periodo.

    #DIVERSIEINSIEME nasce dalla convinzione che essere consapevoli di chi si è e di chi si può essere, al di là degli stereotipi, permette di non aver paura della diversità, ma di apprezzarla e imparare da questa. Uguaglianza non significa omologazione.

    #diversieinsieme_

    Fino al 30 maggio le idee potranno essere caricate sul sito dedicato all’iniziativa www.diversieinsieme.it ed essere votate dalla comunità web. In una fase successiva avrà luogo la votazione anche di un apposito comitato.

    La graduatoria finale unirà la classifica provvisoria della community online a quella provvisoria del comitato selezionando le proposte arrivate ai primi cinque posti. I team selezionati parteciperanno ad un pitch contest durante il convegno che si terrà a Roma il 13 giugno 2015 presso il Grand Hotel de la Minerve, alla presenza di esperti, giornalisti e di molti giovani.

    Durante il convegno sarà proclamato il vincitore, che riceverà un premio di 10.000 euro, 3.000 euro in denaro da parte dell’AIED e 7.000 euro in servizi di supporto alla definizione e all’avvio del progetto, erogati da Cocoon Projects per i tre mesi che seguiranno l’evento.

    Luigi Laratta, Presidente dell’AIED di Roma, ha dichiarato:

    #DIVERSIEINSIEME vuole rappresentare un collegamento ideale tra le due precedenti iniziative , nel nome della modernizzazione del Paese. Significa vedere la diversità come valore fondante per la crescita culturale e sociale, guardando soprattutto ai giovani.

    Ognuno di noi è diverso e speciale e dovrebbe avere il diritto di esprimere e condividere la propria unicità in un contesto sociale capace di difendere, sostenere ed integrare anziché annullare l’individualità. Anche in questa edizione l’idea vincitrice inizierà a diventare realtà, un passo concreto nella giusta direzione.”  ha sottolineato Cocoon Projects.

    Tra i testimonial dell’evento ci sono Giovanna Nina Palmieri, Marco Rossi, Sabrina Ancarola e gli Anonimi Armonisti.

    Anche il nostro blog InTime partecipa come media partner della manifestazione.

  • I top brand del turismo e dei trasporti sui Social Media ad Aprile 2015

    I top brand del turismo e dei trasporti sui Social Media ad Aprile 2015

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    L’analisi di Blogmeter che vi proponiamo oggi si concentra sui settori del turismo e dei trasporti mostrandoci quali sono stati i top brand nel mese di aprile 2015 su Facebook e su Twitter. Tra tutti, si evidenziano Paesionline, Intoscana, Infoatac, Italo Treno, Easyjet e Alitalia. Ma vediamo i dettagli con un’infografica.

    Seguiamo sempre con molto interesse le analisi di Blogmeter che ci offrono sempre dati interessanti su come i brand italiani usano Facebook e Twitter nelle loro attività. Quella che vi proponiamo oggi è l’analisi relativa al mese di aprile 2015 che prende in esame due settori molto importanti per il nostro paese: il turismo e i trasporti. E seguendo lo stesso schema visto nelle altre analisi, valutando quindi engangement, nuovi utenti e time response, vediamo quali sono i brand che si sono distinti.

    E partiamo, come sempre, con Facebook. Nel mese di aprile la pagina più coinvolgente, ossia qualle che raccoglie più condivisioni, interazioni e like, risulta quella di Paesionline, leader anche nella Top Brands generale. Nelle altre posizioni vediamo pagine che hanno finalità molto diverse tra loro. Infatti Al secondo, terzo e quinto posto troviamo rispettivamente Intoscana, Torinonightlife e Musei d’Italia. Interessante la pagina di Voyage Privè Italia che propone pacchetti viaggi a prezzi scontati.

    Su Twitter si nota una situazione differente per tipologia di profili proprio a causa del carattere più informativo e immediato del canale. Qui troviamo prevalentemente account delle principali aziende di trasporto locale o pubblico utilizzati dai viaggiatori per essere informati in tempo reale su orari, variazioni sui percorsi, e per effettuare richieste o più semplicemente, per lamentarsi in presenza di disservizi.

    Infoatac è il brand più coinvolgente su Twitter, al terzo e quarto posto troviamo gli account di Atm e FSNews. In seconda posizione invece troviamo un profilo più “tradizionale”, è l’account dei Musei Civici di Roma, esempio virtuoso di network virtuale tra istituzioni culturali pubbliche. In quinta posizione il profilo di quella che è la guida per eccellenza per i viaggiatori, ovvero la Lonely Planet, su cui vengono promossi eventi ed iniziative legati al tema del viaggio.

    Per quanto riguarda i brand dei trasporti che crescono di più in termini di fans/follower notiamo che su Facebook è Italo Treno il brand che cresce di più, con poco più di 40 mila nuovi fans in un mese, che utilizza la fanpage per informare su sconti e promozioni. In terza svetta la pagina dell’azienda che riunisce gli scali romani di Fiumicino e Ciampino che informa i viaggiatori quasi in tempo reale su variazioni e cambi, con poco più di 14 mila nuovi fans. Tra le pagine che invece si occupano di turismo e servizi troviamo al secondo posto Bed and Breakfast.it (20.170 nuovi fans) e al quinto Paesionline (7.344 nuovi fans).

    Per quanto riguarda Twitter fatta eccezione per l’account dei Musei civici di Roma (in quarta posizione), le restanti posizioni sono occupate dai profili delle aziende di trasporto locale e non. Infoatac guida anche la classifica con 4.737 nuovi followers, seguito a stretto giro da Atm Informa (4.683 nuovi followers), mentre Ibtraffic Torino si attesta in coda alla classifica con numeri di acquisizione follower modesti (908 nuovi followers), completa la classifica FsNews in terza posizione (2.571 nuovi followers).

    Per quanto riguarda i brand che utilizzano i canali Facebook e Twitter per mettersi in dialogo con i propri utenti, notiamo che questi appartengono per lo più alla categoria dei trasporti, sia locale che nazionale. Su Facebook le prime due posizioni sono occupate da due compagnie aeree Easyjet (1 ora e 29 minuti) e Alitalia (3 ore), seguite da Italo Treno con un tempo lunghissimo di 21 ore e 47 minuti. Se paragonata alla Top Brands generale possiamo notare che i tempi di reazione sono tutt’altro che immediati, per cui l’utente è costretto a tempi di attesa che possono variare tra l’ora e mezza e le due ore, e oltre talvolta.

    Su Twitter la prima posizione spetta a Infoatac, con un tempo di risposta di 5 minuti, seguito da FsNews (11 minuti), Le Frecce (12 minuti) e Atm (1 ora e 23 minuti). Lonely Planet Italia al quinto posto con il tempo di risposta di 5 ore e 33 minuti, unico profilo non legato ai trasporti.

    Infografica-brand-trasporti-turismo

     

  • La Mobile Economy in Italia vale 25,7 miliardi di euro

    La Mobile Economy in Italia vale 25,7 miliardi di euro

    L’Osservatorio Mobile Economy del Politecnico di Milano rileva che in Italia la Mobile Economy vale 25,7 miliardi di euro, in crescita del 16%. A fare da traino è il Mobile Commerce. Inoltre, entro la fine dell’anno si prevedono 40 milioni di smartphone e 10 milioni di tablet.

    La fotografia che scatta l’indagine a cura dell’Osservatorio Mobile Economy del Politecnico di Milano ci illustra l’Italia sempre più orientata verso il Mobile, in forte crescita. Una crescita che ha fatto emergere un ecosistema, “Mobile Economy“, di servizi rivolti alle aziende e agli utenti che oggi vale 25,7 miliardi di euro.

    E tutto questo è possibile, e diventa realtà, in un paese in cui entro la fine di quest’anno gli smartphone saranno 40 milioni e i tablet saranno 10 milioni, a conferma che il nostro paese continua ad apprezzare particolarmente i dispositivi mobili. Recentemente ne abbiamo avuto una nuova conferma rispetto alle attività che gli italiani fanno da mobile, dedicando più di 13 ore al mese ai social network proprio dai loro dispositivi mobili. Ogni giorno 18 milioni di italiani navigano internet da mobile, sono invece 13 milioni coloro che lo fanno da pc.

    L’analisi dell’Osservatorio Mobile Economy del PoliMi ci dà quindi la dimensione reale, nel nostro paese, di quale sia la forza economica della Mobile Economy che vale quasi l’1,65% del PIL italiano. In uno scenario economico ancora negativo (anche se da più parti cominciano ad intravedersi segnali positivi), la Mobile Economy è quell’insieme di attività che genera valori economici in positivo e genera anche posti di lavoro.

    Conseguenze di questo andamento sono il calo del 16% dei servizi tradizionali erogati dalle telco, mentre invece aumenta la spesa dei consumatori verso la connettività da Mobile: +14%.

    E ancora, un quinto del mercato è costituito dalla vendita di dispositivi mobili, smartphone e tablet, che cresce però “solo” del 3% per il fatto che si è registrato un calo delle vendite di tablet.

    Come dicevamo in apertura, il vero traino della Mobile Economy è il Mobile Commerce, tutte le attività di vendita di beni e servizi da dispositivi mobili, che nel nostro paese fa registrare una forte crescita: +55%. Il Mobile Commerce arriva a pesare il 10% dei consumi della Mobile Economy e il 18% del totale ecommerce italiano. L’acquisto di contenuti Mobile, come giochi, video, news, musica, si avvicina ormai al miliardo alla cifra di 1 miliardo di euro facendo registrare una crescita del 18%. Gli acquisti dagli app store pesano per il 40% di questo segmento.

    Da notare l’effetto che ha l’Internet of Things (IoT) all’interno della Mobile Economy. L’analisi rileva che gli investimenti legati all’IoT valgono oltre un quinto degli investimenti complessivi della Mobile Economy e crescono del 28%. I principali ambiti di sviluppo riguardano il mondo dell’auto, “smart car”, e quello domestico, “smart home” e “smart buildings”. Ricordiamo che in Italia l’IoT vale 1,55 miliardi di euro e che da oggi sono 8 milioni gli oggetti connessi.

    E crescono del 24% gli investimenti per lo sviluppo di App e soluzioni Mobile a supporto sia dei processi interni all’azienda, sia della relazione con il cliente finale. Una componente che pesa il 14% sul totale degli investimenti. Anche la spesa in Comunicazione e Marketing Mobile fa un balzo in avanti, cresce infatti del 41% e conquista l’8% del mercato grazie ad un incremento significativo degli investimenti pubblicitari su smartphone e tablet, che arrivano a valere poco meno del 20% degli investimenti in Internet Advertising.

  • Google comincia ad indicizzare i tweet su Mobile

    Google comincia ad indicizzare i tweet su Mobile

    Quello che si diceva a febbraio, quando si seppe dell’accordo tra Twitter e Google per indicizzare i tweet all’interno del più grande motore di ricerca del web, adesso ha conferme ufficiali. Da oggi i tweet verranno visualizzati tra i risultati di ricerca, ma per ora solo quelli in lingua inglese e solo su mobile.

    A febbraio vi avevamo dato notizia di un accordo tra Twitter e Google, riportato inizialmente da Bloomberg, per indicizzare i tweet all’interno del motore di ricerca. E oggi si hanno le conferme ufficiali. Infatti sia Twitter che Google, all’interno dei rispettivi blog, confermano che l’operazione ha preso ufficialmente il via, ma per il momento è limitata solo ai tweet in lingua inglese. E, sempre al momento, tutta l’operazione è limitata solo su Mobile.

    Da quello che si legge sul post pubblicato sul blog ufficiale di Google, se siete interessati a conoscere notizie su Taylor Swift (che su Twitter conta quasi 58 milioni di followers) o se state cercando notizie su #MadMenFinale allora da Google verranno visualizzati gli ultimi tweet e subito si potrà accedere su Twitter.

    Come già ricordato in precedenza, questo non è il primo accordo tra le due società. Un accordo simile era stato già raggiunto nel 2009 che poi termino due anni più tardi quando ad un certo punto l’intesa svanì.

    accordo-twitter-google

    Ma a distanza di quattro anni la situazione è ben diversa. La considerazione da fare subito è che da questo accordo chi spera di guadagnarci di più è senza dubbio Twitter che ha vitale bisogno di estendere la base utenti che continua a crescere poco, anzi molto poco. Con questa modalità Twitter sfrutta il grande potenziale del mobile su cui Google gioca un ruolo rilevante, ma vuole sfruttare anche il fatto che l’80% degli utenti oggi usa Twitter proprio dal proprio smartphone o dal proprio tablet. Questa potrebbe essere una strada attraverso la quale riuscire a raggiungere un pubblico ancora più vasto e sperare che gli utenti che effettuano ricerche da mobile usando Google possano poi accedere a Twitter e registrarsi.

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    Questa strategia si lega anche alla nuova home che Twitter ha messo online solo negli Usa (per ora) che risulta ora molto più attraente in cui i tweet adesso compaiono suddivisi per argomenti cliccando i quali si accede ad una timeline che propone i tweet degli account più popolari.

    Quindi, Twitter è la parte di questo accordo che spera in un guadagno più concreto, ma anche Google ha da guadagnarci avendo la possibilità di arrivare ad indicizzare oltre mezzo miliardo di tweet.

    Vedremo se Twitter sarà in grado di approfittarne. Voi che ne pensate?

  • Ecco il Digital Carisma di Rudy Bandiera nel suo nuovo libro

    Ecco il Digital Carisma di Rudy Bandiera nel suo nuovo libro

    A distanza di un anno dal successo ottenuto con il primo, esce oggi in tutte le librerie il nuovo libro di Rudy Bandiera, “Le 42 leggi Universali del Digital Carisma”. In questa nostra breve conversazione, Rudy ci ha spiegato come è nato questo nuovo libro e cos’è il Digital Carisma.

    Esce oggi il nuovo libro di Rudy Bandiera, “Le 42 leggi Universali del Digital Carisma“, che ho avuto modo di leggere e di apprezzare da subito. Perchè qui c’è il vero Rudy, nel senso che in questa occasione viene spiegato un percorso, fatto appunto di “regole”, che non sono altro che il frutto di tutta l’esperienza fatta in questi anni.

    E in questa nostra breve conversazione, che riporto testualmente (lo so che poi controlla!), Rudy spiega come è nato questo nuovo progetto e ci indica anche la regola che sente più sua.

    Molti forse attendevano un seguito dopo il primo libro in cui parlavi dei rischi e delle opportunità del web di oggi. Invece con questo tuo nuovo libro tratti del Digital Carisma. Come nasce questo libro e che cos’è il digital carisma?

    In effetti ho cambiato del tutto approccio, completamente. Il punto è molto semplice, il primo libro è il libro che “avrei dovuto scrivere” e il secondo quello che “avrei voluto scrivere” ma senza il primo il secondo non avrebbe avuto credito, non avrebbe avuto peso perchè questo secondo libro è frutto di un percorso.
    Ho cambiato direzione perchè nel primo metto al centro di tutto la tecnologia e i suoi rischi contro alle opportunità ma poi ho pensato “ma l’uomo, che questi rischi e opportunità se le sciroppa, dove lo mettiamo?”.
    E quindi ho fatto un libro con al centro le persone, noi tutti, frutto delle mie esperienze personali che, in peno stile condivide et impera, voglio condividere.

    Il digital carisma, non mi stancherò mai di dirlo, NON è leadership. Questo non è un libro sui leader, sulla leadership o sul come diventare dei capi, per nulla, anzi, è un libro sugli altri. Il carisma è una sorta di fluido, parliamo sempre in ottica digitale, che dobbiamo fare fluire da noi agli altri. E’ quello che ci rende speciali proprio grazie alle attenzioni che abbiamo verso il prossimo.
    Messianico, eh amico? :D

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    Quanto è utile per te “essere umili”? Può essere in certi contesti un segno di debolezza oppure, al contrario, è un segno di forza morale, intellettuale?

    Ti rispondo con una BELLISSIMA frase di Giacomo Leopardi che in quanto a parole ci sapeva fare più di noi due:

    E’ curioso vedere che gli uomini di molto merito hanno sempre le maniere semplici, e che sempre le maniere semplici sono state prese per indizio di poco merito.”

    Ecco cosa intendo io per umiltà e cosa dico spesso nel libro: non è quella modestia stucchevole che esce da quelle persone che fingono di avere avuto le cose in sorte ma ti guardano dall’alto al basso ma è un atteggiamento NORMALE a prescindere da chi sei, cosa fai o cosa hai fatto. E’ l’atteggiamento della persona sicura e consapevole che non è attraverso un comportamento borioso che si ottiene l’amore degli altri o il loro rispetto: è parlare con parole semplici ed essere semplici nel modi. Non gretti, bassi, ignoranti o volgari ma semplici.
    La semplicità è equilibrio, l’equilibrio è il carisma. Il carisma è un segno di forza morale, senza dubbio.

    Quale tra queste “regole universali” vuoi consigliare ai tuoi lettori e qual è la più importante per Rudy Bandiera?

    Domanda DIFFICILISSIMA. A me piacciono tutte, è evidente, ma quella che forse racchiude tutte le altre e le riassume è la Legge 38: “Fa la cosa giusta. Sempre”.
    Potrebbe sembrare banale ma non lo è per nulla: fare la cosa giusta implica SEMPRE una scelta, molto complessa, perchè la cosa giusta non sempre coincide con la cosa giusta “per noi”. Fare sempre la cosa giusta è complesso, utile bellissimo e… giusto :)

    Ovviamente, il nostro consiglio è di leggere questo nuovo libro che racchiude, sotto forma di “42 regole universali”, tutto il percorso che Rudy ha fatto in tutti questi anni. E mi permetto di indicare la regola che più sento mia che è proprio quella che indicava prima Rudy, ossia quella che ci sprona a fare quello che sentiamo come giusto. Si è davvero credibili quando si fanno le cose con coerenza, con impegno e con consapevolezza del percorso che ci attende.

    Adesso tocca a voi leggere il libro (qui tutte le info per acquistarlo) e, se vi va, indicateci poi qual è la vostra regola.

  • Facebook Messenger, le video chiamate disponibili anche in Italia

    Facebook Messenger, le video chiamate disponibili anche in Italia

    A distanza di quasi tre settimane dal lancio, da oggi le video chiamate da Facebook Messenger sono disponibili anche nel nostro paese. La funzionalità è disponibile sia per iOS che per Android e per attivarla è sufficiente scaricare l’ultima versione dell’applicazione.

    Alla fine di aprile Facebook rilasciò le video chiamate su Messenger, l’applicazione di messaging che ormai vive di vita propria e che conta già più di 600 milioni di utenti a livello globale. Il rilascio era disponibile solo in 18 paesi e cioè: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay.

    Ma da oggi le video chiamate su Messenger sono disponibili anche nel nostro paese. Facebook non ha rilasciato per ora notizie ufficiali su quali siano gli altri paesi in cui sarà possibile effettuare video chiamate direttamente dall’app, ma per usarla è sufficiente aggiornare l’applicazione, per iOS e per Android, all’ultima versione disponibile.

    Una volta aggiornata, e dopo aver scelto l’utente che volete video chiamare, noterete che in alto a destra comparirà l’icona del video. Se cliccate l’icona (notate che sia di colore azzurro, cioè che l’utente sia online) a quel punto parte la video chiamata, di qualità ottima.

    Questa è la schermata della video chiamata da Android:

    facebook-messenger-video-chiamate

     

    Una funzionalità che sicuramente farà crescere l’utilizzo dell’applicazione e a quanto si è visto immediatamente dopo il rilascio di qualche settimana fa, gli utenti hanno apprezzato e molto. Nei primi due giorni le video chiamate sono state più di 1 milione.

    E quindi, dopo il rilascio delle chiamate, con questa nuova funzionalità Facebook Messenger diventa ancora più completa da questo punto di vista, anche per il fatto che le video chiamate possono essere effettuate sia in wifi che in 3G/4G.

    A questo punto le due app di Facebook, Messenger e WhatsApp, si avviano ad essere sempre più complete in grado di fornire un ventaglio di strumenti e funzionalità sempre più completi, andando oltre quello che è il legame tra utenti che si costruisce sulla piattaforma Facebook. Ma soprattutto, come già detto in altre occasioni, questo tipo di funzionalità, tanto le chiamate così come le video chiamate, deve portare le telco a riflettere sulle evoluzioni di questi tempi.

    E voi che ne pensate? Usate già le chiamate da Messenger e pensate di usare anche le video chiamate? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

  • 2Pay, il mobile payment del futuro. Intervista a Daniele Bernardi

    2Pay, il mobile payment del futuro. Intervista a Daniele Bernardi

    Intervista a Daniele Bernardi, co-founder di 2Pay, che ci ha raccontato come è nato il progetto che ha dato vita al nuovo sistema di mobile payment che permette di effettuare transazioni a distanza e in prossimità, in tempo reale. “Crediamo di essere riusciti a creare qualcosa di realmente innovativo e dirompente”.

    Qualche settimana fa vi avevamo parlato del nuovo sistema di mobile payment che permette di effettuare transazioni a distanza e in prossimità, in tempo reale. Un sistema innovativo che vuole agganciare l’evoluzione del fenomeno mobile payment anche nel nostro paese.

    E per conoscere meglio 2Pay e per capire come funziona, abbiamo avuto il piacere di rivolgere qualche domanda a Daniele Bernardi che ha fondato 2Pay insieme a Carola Minincleri.

    Come nasce il progetto 2Pay?

    [dropcap]I[/dropcap]l progetto nasce dalla conoscenza professionale del sistema bancario e dalla passione per la tecnologia. Guardando l’evoluzione del mobile payment ci siamo accorti che tutto il mercato si stava concentrando a voler virtualizzare le carte di credito o i bancomat nel portafoglio. L’idea di virtualizzare il contante per facilitare le transazioni delle monete/banconote, nel rispetto delle norme di vigilanza e di antiriciclaggio, rappresentava, per noi esperti di banca e finanza, la vera sfida. Sognavamo di rottamare inutili device aggiuntivi alla cassa, carte di plastica, costi di servizi spesso retaggio di vecchie tecnologie riproposti in versione digitale e crediamo di essere riusciti a creare qualcosa di realmente innovativo e dirompente.

    2pay

    Quali solo le motivazioni che dovrebbero spingere un commerciante o un utente ad usare 2Pay come metodo di pagamento?

    [dropcap]I[/dropcap]l mercato ha bisogno di semplificare la relazione commerciale, eliminare gli intermediari di troppo e utilizzare in maniera ottimale le risorse liberate. Il management di 2Pay è convinto che non basti creare una app accattivante per pagare con il cellulare per rompere le abitudini delle persone, è necessario, invece, dare dei vantaggi concreti a tutti i partecipanti all’ “Equo-Sistema” 2Pay, come ci piace chiamarlo, aiutando l’esercente, non solo a risparmiare nel costo delle transazioni (che diventa fisso a 2 centesimi indipendentemente dall’importo di spesa) ma anche a fare più affari, portando la nostra comunità presso il suo punto vendita a condizione che sia disposto a fare uno sconto; questo sconto che viene riconosciuto ai nostri utenti sotto forma di cash back in realtà ci permette di “ri-pagare” i nostri utenti affinché facciano la spesa con il nostro sistema e aumentino il loro potere di acquisto; un Equo-Sistema appunto dove tutti avranno vantaggi concreti.

    Trattandosi appunto di pagamenti, come affronta 2Pay il tema della sicurezza?

    [dropcap]I[/dropcap]nnanzitutto va detto che 2Pay è un Istituto di Moneta Elettronica (IMEL) autorizzata e vigilata dalla Banca d’Italia. L’utilizzo di un doppio livello di identificazione, basato su user e password per l’accesso all’app e un PIN a 6 cifre per effettuare le transazioni, offre livelli di sicurezza ai vertici internazionali per i pagamenti in mobilità.
    Con 2Pay, inoltre, si evitano rischi di clonazione e furti di identità, proprio perché è svincolato da carte di credito e conti correnti.
    Va detto, infine, che l’accredito immediato della transazione evita al commerciante i rischi del salvo buon fine, tipici degli acquisti mediante carta di credito.

    Quali sono le leve che verranno utilizzate per far conoscere 2Pay al pubblico “mobile” italiano?

    [dropcap]P[/dropcap]er diffondere la app tra gli utenti adotteremo diverse strategie, che vanno dalla diffusione tramite internet del nostro sistema, ad eventi mirati per coinvolgere gli early-adopters a campagne di incentivazione per la diffusione virale. Per gli esercenti, stiamo costruendo una rete di venditori con delle società nostre Partner al fine di spiegare i vantaggi, che sono tanti e vanno compresi e adottati, agli esercenti, per aiutarli a fare più business e quindi mettere in moto correttamente il meccanismo di cash back.

    Quali sono gli obiettivi a cui mirate sapendo che ancora in Italia il mobile payment non è ancora un fenomeno molto radicato (sebbene in forte crescita) e sapendo anche che il mobile proximity payment stenta a decollare?

    [dropcap]G[/dropcap]li obiettivi sono ambiziosi sia nel breve che nel lungo termine, direi che puntiamo a diventare uno dei tre o quattro player che si divideranno la torta dei pagamenti digitali.
    Vogliamo integrare tutte quelle “piccole esperienze di pagamento” che il cittadino vive ogni giorno (parcheggio, acquisto biglietti, pagamenti bolli, mensa,..etc). Facilitare il pagamento ricorrente senza costi (rateizzare l’assicurazione, bollettini…). Diffondere con i social l’esperienza dell’acquisto come strumento di marketing e di “comunità”. Includere gli esclusi dal sistema bancario e i deboli nel sistema della “relazione economica” dello scambio del denaro e di pagamento tramite strumenti elettronici.

    L’applicazione è disponibile sia per iOS e che per Android. E comunque vi invitiamo a scoprire il nuovo sito di 2pay e a seguire tutti gli aggiornamenti attraverso la loro fanpage su Facebook, il loro account su Twitter e il loro canale su YouTube. E fateci sapere cosa ne pensate dell’app.

  • Perché i Buoni Fruttiferi Postali sono Buoni al 100%. Sempre

    Perché i Buoni Fruttiferi Postali sono Buoni al 100%. Sempre

    Da sempre, o comunque almeno da 90 anni, i Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono sinonimo di sicurezza e di affidabilità. La storia dei BFP si intreccia con la storia del nostro paese e ancora oggi sono lo strumento con cui fare crescere i nostri sogni e desideri.

    Questo è sicuramente uno dei momenti in cui ognuno di noi avrebbe bisogno di certezze, di ancore robuste per potersi fermare e pensare meglio al proprio futuro. Perché si sa, nelle situazioni incerte, nelle difficoltà quotidiane basta solo sapere che c’è sempre una possibilità a cui affidarsi, che subito si pensa e progetta meglio.

    Tutti noi abbiamo sogni che spesso allontaniamo perché riteniamo siano irrealizzabili; tutti abbiamo progetti che spesso rimandiamo perché non siamo pronti a fare il passo successivo; tutti noi abbiamo dei desideri che teniamo nascosti in un cassetto perché ci manca la giusta ispirazione. E per sogni, progetti, desideri si intende crearsi la propria famiglia, magari fare quella scelta lavorativa che darebbe la svolta alla nostra vita, oppure riuscire a realizzare quell’idea che ci portiamo dietro da troppo tempo e che è ora di concretizzare prima che si perda del tutto nei ricordi.

    Noi italiani siamo molto legati alle nostre tradizioni, abbiamo bisogno di alcuni appigli per meglio progettare il nostro futuro. Da sempre, o comunque almeno da 90 anni, cioè da quando esistono i Buoni Fruttiferi Postali (BFP) che fecero la loro prima apparizione nel 1925. La storia dei BFP si intreccia con la storia del nostro paese; sono stati milioni gli italiani che hanno investito in questo strumento sicuro e affidabile e che hanno consentito allo Stato di finanziare tante e importanti opere pubbliche, che hanno fatto crescere il nostro paese.

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    E oggi i Buoni Fruttiferi Postali, da sempre sinonimo di sicurezza e di affidabilità, sono ancora uno strumento valido per realizzare i nostri progetti, i nostri sogni e i nostri desideri. Rientrano nella categoria del risparmio postale (insieme ai libretti di risparmio postali) e sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti di cui il maggior azionista è lo Stato italiano che svolge la funzione di garante dei buoni emessi. Con i Buoni Fruttiferi Postali è possibile investire anche piccole somme e non ci sono spese di emissione, gestione o incasso. La ritenuta fiscale sugli interessi è del 12,50% ed esenti da imposta di successione, sono collocati esclusivamente da Poste Italiane.

    I Buoni Fruttiferi Postali sono quindi, adatti a tutti e garantiscono sempre la restituzione del capitale inizialmente investito e degli interessi eventualmente maturati, in qualsiasi momento.

    I BFP sono disponibili in forma cartacea oppure in forma “dematerializzata” (quindi emessi sotto forma di registrazioni contabili), in questo caso, per sottoscrivere titoli in questo formato è necessario essere titolari di un libretto di risparmio postale o essere titolari di un conto corrente postale. Il taglio minimo è di 50 €.

    Tante sono le soluzioni che offrono i BFP e potete consultarle su questa pagina, che offre tutte le informazioni per facilitare la vostra scelta.

    Se avete dunque un sogno da realizzare o un vostro vecchio progetto da mettere in pratica, oppure se volete cominciare a costruire una solida base per il futuro, è il caso di valutare anche la soluzione dei BFP, sarà l’occasione per investire in sicurezza.

    Perché i BFP sono “Buoni al 100%. Sempre”.

  • Horyou Village porta il Social Good al Festival di Cannes

    Horyou Village porta il Social Good al Festival di Cannes

    Horyou, il primo social network per il bene comune, sarà in questi giorni al Festiva di Cannes. All’interno di Horyou Village si parlerà dei valori del Social Good sotto il segno delle arti, della cultura e della diversità. Tra i tanti eventi anche le cinque Global Cause Days.

    Horyou è il social network del Social Good, del bene comune, infatti il suo obiettivo è quello di mettere in relazione organizzazioni e utenti impegnati nel sociale, allo scopo di creare e diffondere progetti che possano trovare l’interesse di tutti. E da ieri Horyou ha aperto il proprio “Horyou Village” a Cannes in occasione della 68esima edizione del Festival del Cinema di Cannes.

    Per 12 giorni, Horyou Village porta alla luce i valori del Social Good sotto il segno delle arti, della cultura e della diversità. Fra i vari eventi programmati, sono previste anche cinque Global Cause Days. Ogni giorno sarà dedicato ad una causa attorno alla quale i partecipanti potranno scambiare le loro conoscenze ed iniziative e alzeranno la loro voce a favore del Social Good:

    • il 17 maggio sarà dedicato a “Nature & Wildlife“;
    • il 18 il tema è “Education for All“;
    • il 19 si parlerà di “Women Empowerment“;
    • il 20 “Innovation for Good“;
    • il 22 “All for Climate“.

    Personalità, media ed organizzazioni saranno insieme per trasmettere un messaggio di solidarietà e di positività nel cuore di uno degli appunti cinematografici più attesi dell’anno.

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    Horyou Village accoglierà nel suo spazio più di 30 organizzazioni che presenteranno le loro cause e i loro progetti al pubblico. E Horyou durante tutta la durata della manifestazione comunicherà tutte le informazioni del Horyou Village tramite i propri canali, e quindi sito di Horyou Village, la piattaforma Horyou e canale Horyou TV. E poi ci saranno una cinquantina di media partner che contribuiranno a dare copertura mediatica del Horyou Village e i suoi partecipanti al livello internazionale.

    horyou_village

    E tra i media partner che provengono da ogni parte del mondo ci siamo anche noi di InTime, unico media italiano. E siamo felici di rinnovare la nostra collaborazione con Horyou, iniziata lo scorso anno in occasione della prima edizione del SIGEF, forum internazionale dedicato alla Social Innovation e all’Etica Globale.

    Potrete seguire l’evento sul sito dell’evento Horyou Village e potete seguire anche l’account ufficiale su Twitter di Horyou. E ovviamente anche noi vi racconteremo cosa succederà all’interno del villaggio di fronte alla Croisette.