Autore: Franz Russo

  • #Fuorileliste, il tweet bombing dei fundraiser per il 5×1000

    #Fuorileliste, il tweet bombing dei fundraiser per il 5×1000

    #fuorileliste

    #Fuorileliste è il tweet bombing che i fundraiser e le organizzazioni italiane hanno organizzato oggi per chiedere all’Agenzia delle Entrate la pubblicazione delle liste del 5 per mille del 2013 che tarda ad arrivare, un ritardo come potrebbe bloccare tutte le attività delle associazioni e delle organizzazioni.

    Qualcuno di voi più attento a certi fenomeni avrà certamente notato che da stamane nei trending topics su Twitter figura nelle primissime posizioni #Fuorileliste che fino a questo momento conta già più di 1.900 tweet.

    Ebbene l’iniziativa #Fuorileliste è di fatto un vero e proprio tweet bombing che i fundraiser e le organizzazioni italiane, quelle che fanno riferimento al Terzo Settore, hanno lanciato per chiedere all’Agenzia delle Entrate di pubblicare le liste del 5×1000 del 2013. L’Agenzia delle Entrate ancora oggi non ha fatto sapere nulla e questo ritardo potrebbe bloccare tutte le attività. Cercando di essere più chiari, le associazioni e le organizzazioni hanno bisogno di queste informazioni per poter programmare tutte le loro attività e per ottenere le anticipazioni bancarie utili per poter finanziare i loro progetti.

    Senza avere queste informazioni, le associazioni si vedono privati di una importante fonte finanziaria tale da permettere loro di poter andare avanti con le loro attività che vanno dalla ricerca scientifica, alle problematiche sociali fino alla diffusione della cultura.

    Insomma, stiamo parlando di un vasto settore che è così importante per la vita del nostro paese e sosteniamo anche noi questa iniziativa invitando tutti voi a fare un tweet indirizzato all’Agenzia delle Entrate (@Agenzia_Entrate) chiedendo la pubblicazione di queste importanti informazioni usando appunto #Fuorileliste.

    L’iniziativa è nata su Facebook all’interno del gruppo “Fundraisers d’Italia” che raggruppa fundraiser e organizzazioni che condividono informazioni e danno anche vita ad iniziative come queste nata proprio qualche giorno fa e che si è animata con il contributo di tutti. Promotori dell’iniziativa sono Daniela Motti, Armanda Salvucci, Fabio Ceseri, Paolo Ferrara, Massimo Coen Cagli e Gianluca Testa.

    Il tweet bombing è proprio lo strumento adatto per questo tipo di iniziative che si pone l’obiettivo di rompere gli schemi per riuscire a catturare l’attenzione anche di coloro che di solito non sono attenti a certi temi. E’ uno strumento spesso utilizzato per scopi sociali ma anche politici, ne ha fatto uso, ad esempio, anche Barack Obama.

  • Philip Kotler domani a Milano, evento da non perdere – #PKMF

    Philip Kotler domani a Milano, evento da non perdere – #PKMF

    Domani è il grande giorno del “Philip Kotler Marketing Forum 2015”, l’evento molto atteso che vedrà protagonista “il padre del Marketing Sociale”: Philip Kotler. Un’occasione unica per ascoltare colui che è stato indicato come “il quarto guru del management” rivolgersi direttamente alle aziende italiane.

    E finalmente il grande giorno sta per arrivare. Domani 15 maggio presso l’Aula Magna dell’Università Bicocca di Milano si terrà il tanto atteso “Philip Kotler Marketing Forum 2015“, una occasione unica per vedere e ascoltare il grande guru del marketing Philip Kotler.

    Philip Kotler, nato a Chicago e classe 1931, è considerato per tanti un vero mito, una leggenda del Marketing che ancora oggi riesce ad interpretare al meglio le evoluzioni di questi tempi e a tracciare le linee da seguire. Kotler è colui che ha cominciato a sostenere che il Marketing fosse da considerare come una disciplina scientifica e che oggi le aziende devono orientare tutte le loro strategie avendo ben presente che “il Cliente è sovrano“. Il Marketing per Kotler è uno “strumento per comprendere, creare, comunicare e distribuire valore”.

    philip-kotler
    Philip Kotler

    “Le aziende più accorte creano costantemente nuovo valore per i clienti, sono profondamente orientate al cliente e alla soddisfazione delle sue esigenze.” [300 risposte sul Marketing, 2005]

    “Internet sta contribuendo a rafforzare più il potere degli acquirenti che dei venditori. Oggi il cliente è sovrano.” [300 risposte sul Marketing, 2005]

    Quindi, la capacità delle aziende oggi deve orientarsi sulla creazione di Valore ed essere consapevoli, anche nell’era di Internet e delle nuove tecnologie, che il Cliente è sovrano.

    Sarà dunque molto interessante ascoltare Kotler rivolgendosi direttamente alle aziende italiane alle quali ricorderà certamente il valore della competizione senza la quale, sostiene Kotler, non si avrebbe la capacità di interpretare i cambiamenti e quindi ad agganciare l’innovazione.

    Questa di domani è poi una grande occasione che le nostre PMI hanno per aprirsi ad una visione internazionale del mercato e a migliorarsi anche con le nuove tecnologie.

    Il programma di domani è di assoluto interesse e vede la partecipazione di altri importanti speaker tra esperti di comunicazione e di business. Alcuni nomi: Riccardo Scandellari, Giorgio Soffiato, Mirko Pallera, Alberto Mattiacci, Tobias Bayer, Davide Malaguti, Carlo Borriello e altri ancora.

    Anche noi saremo domani ad assistere al #PKMF 2015 insieme a tanti amici e colleghi blogger che in questi mesi hanno contribuito alla campagna di comunicazione dell’evento organizzato da Nexo Corporation.

    E’ un’occasione quindi da non perdere e potete ancora approfittare delle condizioni last minute per la giornata, qui trovate tutte le informazioni.

    Quindi ci si vede domani!

  • Groupon celebra l’Eccellenza Italiana a sostegno di AIRC

    Groupon celebra l’Eccellenza Italiana a sostegno di AIRC

    Groupon lancia il progetto “Eccellenza Italiana” per celebrare la ristorazione “made in Italy”. Il progetto, partito l’11 maggio, è a sostegno di AIRC: per ogni coupon acquistato, Groupon devolverà 3 euro a favore della ricerca sul cancro. Testimonial dell’iniziativa sono Benedetta Parodi e Moreno Cedroni, insieme a numerosi Chef Stellati come Ambasciatori.

    Proprio durante il semestre di Expo 2015 Groupon celebra il meglio del Food Made in Italy rinnovando la collaborazione con AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. La campagna online, che è già partita l’11 maggio su groupon.it e andrà avanti fino al prossimo 7 giugno, ha l’obiettivo di raccogliere fondi grazie alle migliori offerte deal della Ristorazione Italiana. E per ogni coupon acquistato dai clienti, Groupon devolverà 3 euro ad AIRC.

    Tra i Ristoratori impegnati nel progetto, si contano numerosi Chef Stellati, primo fra tutti il testimonial AIRC Moreno Cedroni, due stelle Michelin e protagonista di uno speciale contest: fra tutti coloro che faranno una donazione ad AIRC verrà, infatti, estratta una cena per due persone presso il suo esclusivo ristorante La Madonnina del Pescatore, sul lungomare di Senigallia.

    Eccellenza-Italiana---Groupon

    Sono sette gli Ambassador stellati che partecipano al progetto con una vera e propria campagna su Groupon, e parliamo di: Claudio Sadler – Sadler; Massimiliano Mascia – San Domenico; Walter Eynard – Walter Eynard Restaurant; Sandro e Maurizio Serva – La Trota; Raffaele Vitale – Casa del Nonno 13; Katia Maccari – I Salotti; Christian e Manuel Costardi – Christian e Manuel. Per l’occasione, Madrina d’eccezione invece è Benedetta Parodi.

    L’iniziativa “Eccellenza Italiana” fa parte delle campagne di Groupon Community, il canale solidarietà di Groupon che sostiene le organizzazioni no profit italiane. In poco più di 3 anni di attività Groupon Italia, grazie al contributo dei suoi clienti e dei partner, ha raccolto più di 420 mila euro per progetti solidali e sociali.

  • Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    A proposito di Periscope in Italia oggi si è riaccesa l’attenzione verso l’app di video live streaming di Twitter che fa registrare un calo negli Usa uscendo fuori dalla classifica delle 100 app più scaricate. Nel nostro paese si registra in effetti un calo: si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate ed è 11° nella categoria Social Networking, secondo i dati di App Annie.

    Si parla molto di Periscope che negli Usa farebbe registrare un calo di attenzione uscendo dalle prime 100 app più scaricate nell’App Store di Apple ed è comunque tra le 25 app più scaricate nella sezione Social Networking. Su questa notizia in Italia oggi si è molto discusso per la verità, molti hanno solo riportato la notizia senza però verificare l’effettiva situazione. Eppure ci siamo occupati tra i primi nel monitoraggio della situazione di Periscope soprattutto per ciò che riguarda il nostro paese, indicando anche il tool con cui verifichiamo i dati relativi alla diffusione dell’applicazione. In una prima fase abbiamo utilizzato Distimo e App Annie e come forse qualcuno di voi saprà Distimo si è fusa in App Annie proprio in questi giorni ed è di fatto il solo strumento, ad oggi, in grado di dare qualche dato concreto in merito. Tra l’altro lo hanno usato come primobolan fonte anche siti e blog come TechCrunch, Mashable, TNW, The Verge, insomma tutti i blog specializzati che danno questo tipo di informazioni con la solita autorevolezza che li contraddistingue.

    periscope-logo

    In seguito alla notizia molti hanno riportato dell’effettivo calo di Periscope anche in Italia ma senza verificarlo in realtà, cioè senza andare a vedere come stanno le cose usando lo strumento adeguato. Allora ci permettiamo di offrirvi una visione più reale usando, appunto, il prezioso tool di App Annie che ci dice che, alla data di ieri 11 maggio, Periscope in Italia si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate in generale, e in 11° posizione tra le app più scaricate della categoria “Social Networking” del market che fa riferimento a iOS. Ad aprile era la quarta app più scaricata, il miglior risultato dal 26 marzo, ossia dal debutto.

    periscope-italia-maggio-2015

    Questa invece la situazione negli Usa: in posizione 161 nella classifica delle app in generale e in posizione 22 tra le app più scaricate della categoria “Social Networking”.

    periscope-usa-maggio-2015

    Situazione molto simile la troviamo in Spagna (qui il calo è un poì più accentuato rispetto agli altri paesi europei), in Francia e in Germania. Resta forte in Arabia Saudita (3° app più scaricata nella categoria “Social Networking”, 10° in generale), in Qatar.

    Intanto Periscope continua ad aggiornare l’applicazione, con il nuovo aggiornamento dell’app (ancora solo disponibile per iOS) è possibile registrarsi senza usare le credenziali di Twitter, anche se poi Twitter raccomanda di tenere collegati i due account per poter raggiungere un pubblico più ampio nell’utilizzo dell’app.

    Da tenere in forte considerazione il fatto che a breve verrà rilasciata la versione per Android, anzi è probabile che di fronte a questi dati il rilascio possa essere anticipato. Ed è plausibile che da quel momento in poi si possano vedere delle conseguenze dirette, in positivo, in relazione ad un maggiore utilizzo dell’applicazione. Vedremo.

    Certo, altro aspetto poco considerato, era tutto sommato fisiologico osservare un calo dell’utilizzo. Stiamo parlando di un’applicazione che non si rivolge ad un uso tadalafil generico di massa, ma si rivolge ad utenti definiti ormai “broadcaster”, cioè persone che hanno già una vocazione al video e al live streaming. Resta quindi un’applicazione interessante che certamente ha ancora alcuni aspetti da migliorare, ma è ancora presto prevedere un fallimento come si vuol far credere. Attendiamo il rilascio per Android e poi vedremo di fare un altro controllo.

    E voi che ne pensate di Periscope, la state usando?

  • Gli italiani navigano da Mobile e si dedicano ai social network

    Gli italiani navigano da Mobile e si dedicano ai social network

    Audiweb rende noti i dati della Total Digital Audience relativa a Marzo 2015. Dato generale è che sono 28,5 milioni gli italiani che navigano internet ogni mese. Ogni giorno sono 17,4 milioni gli italiani che navigano il web da mobile, mentre sono 12,5 milioni quelli che navigano da pc. Ai social network dedicano più di 13 ore al mese.

    Come di consueto, Audiweb rende noti i dati relativi alla Total Digital Audience del mese di marzo 2015. Sono dati comunque significativi perchè ci danno delle indicazioni importanti sul modo in cui gli italiani si relazionano con la rete e soprattutto offre interessanti indicazioni sui tempi e sui dispositivi utilizzati per navigare in internet. Inutile dire che si consolida sempre di più una grossa fetta di italiani che naviga internet dai dispositivi mobili, a testimonianza del fatto che il Mobile piace agli italiani essendo tra i maggiori possessori di dispositivi mobili in Europa.

    Partiamo dalla considerazione generale che in Italia, nel mese di marzo, sono stati 28,5 milioni gli italiani che si sono collegati almeno una volta alla rete che tradotto in percentuale fa il 52,8% della popolazione italiana dai 2 anni in su. E’ interessante notare che nel giorno medio la TDA è di 21,5 milioni con un tempo di connessione di 2 ore. Restando in ambito di navigazione giornaliera, dai dati della TDA notiamo che ancora una volta gli italiani che si connettono alla rete da Mobile sono maggiori di quelli che lo fanno da pc, 17,4 milioni contro 12,5 milioni. I tempi di connessione da Mobile sono di 1 ora e 40 minuti, mentre da pc sono di 1 ora e 12 minuti. Altro dato da segnalare, sempre in relazione al fatto che il Mobile piace molto agli italiani, se guardiamo i dati relativi al tempo di connessione nel mese per persona notiamo che da dispositivi mobili è di 44 minuti e 22 secondi, mentre da pc è di 17 minuti e 40 secondi, molto meno della metà.

    La TDA del mese di marzo di offre anche qualche dato demografico e si nota che nel mese la fascia di età che più si è connessa alla rete è quella compresa tra i 18 e i 24 anni (67%), segue staccata di pochissimo quella 25-34 anni (66%), poi 35-44 anni (56%), poi 55-74 (22%). I giovanissimi segnano percentuali tra il 4 e il 12%.

    La fascia di età più presente, 18-24 anni, è quindi quella che resta connessa per più tempo con una media superiore alle 2 ore e mezza; i 25-24 anni restano connessi in media per 2 e 21 minuti.

    E cosa fanno e cosa cercano in rete gli italiani? Ecco che la TDA ci da delle indicazioni anche da questo punto di vista e scopriamo che l’attività di Search (92,2%) è quella più presente alla quale dedichiamo 1 ora e 53 minuti ogni mese; segue “portali generalisti” (90,6%) con un tempo di 1 ora e mezza.

    Ai “social network” (87,6%) dedichiamo la bellezza di 13 ore e 35 minuti, il dato più alto di quelli rappresentati (quasi un terzo del tempo complessivo) e se proviamo a dividerlo per 30 giorni viene fuori un dato di circa 45 minuti al giorno. Stiamo parlando ovviamente di media.

    Allora questo è un po’ il resoconto di questi dati TDA. Che ne pensate? Ci sono dati che vi sorprendono e perchè?

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    (cover image: @ ra2 studio #82253984 via Fotolia)

  • Ecco la lunghezza giusta per il tuo post [Infografica]

    Ecco la lunghezza giusta per il tuo post [Infografica]

    Per chi ha un blog o anche per chi usa i Social Media la prima cosa che ci si chiede è se il post è troppo lungo o è troppo breve. E se, in relazione a questo, i lettori o i followers/fans lo troveranno interessante. In questa infografica ci sono alcuni utili suggerimenti pratici, anche se molto sta all’abilità e alla capacità di chi scrive.

    Quello della lunghezza di un post è da sempre uno dei temi più controversi, nel senso che ci si chiede spesso se quel post sul proprio blog o su Facebook o Twitter sia della lunghezza adeguata per cercare di catturare l’attenzione del lettore, o del fan/follower. Sapendo bene che proprio questo tema ne apre tanti, uno su tutti quello che riguarda il fatto che molti non arrivano poi a leggere davvero completamente il post per tanti motivi. Superando quindi questo argomento che magari affronteremo più in avanti, vediamo oggi di comprendere meglio quale davvero sia la lunghezza adeguata con qualche suggerimento utile grazie a questa infografica non proprio recente che alcuni di voi sicuramente già conosceranno.

    L’idea di affrontare questo tema è arrivata dalla lettura di questo post “5 Secrets to Why Longer Posts Work Better” riportato anche su Social Media Today, che svela alcuni segreti riguardo alla lunghezza ideale che dovrebbe avere un post. Tra questi suggerisce che un post più lungo generalmente viene premiato dai lettori per il tempo che è stato dedicato proprio alla creazione del contenuto. E la lunghezza del post, in questo caso il contesto è circoscritto al Blog, porta dietro di sè anche il tempo di permanenza che il lettore trascorre sul blog per leggere appunto il contenuto. Un elemento questo ultimo che piace molto a Google che premia i blog che fanno registrare tempi di permanenza alti. La lunghezza ottimale per un post in termini di tempo è di 7 minuti. A questo link trovate un approfondimento.

    post-lunghezza-contenuto

    Restando sul blog la lunghezza ideale, secondo Buffer, è di 1.600 parole e 74% dei post viaggia su un tempo per post al di sotto dei 3 minuti mentre il 94% è al di sotto dei 6 minuti.

    Ora, di fronte a questi dati (poi passiamo a vedere quelli riferiti anche ai social media) vi posso dire che sin da quando ho iniziato ho cercato sempre di scrivere, di creare dei contenuti che fossero interessanti a prescindere dalle regole SEO. In effetti ho sempre pensato che un tipo di scrittura troppo legato alle regole SEO finisse per reprimere quel giusto livello di creatività e di libertà che la scrittura anche via web necessita. Altrimenti il rischio è quello di scrivere solo per i motori di ricerca e meno per i lettori, che sono la risorsa più importante per un blogger. In effetti ho poi pagato in parte questa mia tendenza dalle continue evoluzioni degli algoritmi, anche se poi col tempo gli stessi motori di ricerca, Google su tutti, hanno cominciato a suggerire un modello di scrittura “più umana”.

    Le regole che seguo sempre per la stesura di un post sono quelle che ormai fanno parte del DNA di un blogger. E cioè un titolo accattivante non più lungo di 60/70 caratteri (e in questo ci siamo con i suggerimenti che trovate nell’infografica), una descrizione adeguata non più lunga di 160 caratteri. Ma soprattutto quello che conta è che il contenuto corrisponda a quello che davvero volete raccontare. Se seguite questi semplici regole, se seguite quello che è il vostro “piano editoriale”, il vero pilastro di tutto il blog, quello che vi guida nei momenti in cui avete la sensazione di essere andati “oltre”, allora il problema della lunghezza, a mio modesto parere, non è il principale.

    Se riuscite a elaborare bene tutti gli elementi e vi rendete conto che il vostro contenuto è interessante, allora sarà interessante anche per i vostri lettori che vi premieranno.

    Passando invece a dare un’occhiata all’infografica, noterete alcuni suggerimenti per i contenuti da postare sui Social Media. E allora, su Twitter restate tra i 70-110 caratteri vi avvantaggerete di un 17% in più in termini di coinvolgimento sul vostro contenuto; su Facebook un post da 40 caratteri ha l’86% in più di coinvolgimento rispetto ad un contenuto molto lungo; su Google+ restate sui 60 caratteri. E poi ci sono altri utili suggerimenti come ad esempio gli hashtag che non dovrebbero superare i 6 caratteri.

    Allora, che ne pensate voi?

    post-lunghezza-infografica

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    (cover image by blossomstar #81428545, via Fotolia)

  • Amplifon compie 65 anni e alle volte #bastaprovarci [Video]

    Amplifon compie 65 anni e alle volte #bastaprovarci [Video]

    #Bastaprovarci è la campagna di sensibilizzazione di Amplifon, brand italiano nel settore delle soluzioni acustiche, che celebra i suoi 65 anni con un video che emoziona davvero. Obiettivo è riuscire a convincere chi soffre di problemi acustici a superare il proprio “muro”. E con questo video ci riesce, eccome.

    Sappiamo bene ormai quanto sia importante un contenuto video perchè, da quello che dicono le tendenze e le statistiche, è il contenuto che riesce a raccogliere più coinvolgimento, è il contenuto, in alcuni casi, che riesce meglio a trasmettere un messaggio. Quello di cui vi parliamo oggi è uno dei tanti esempi. E’ il caso di un video emozionale che riesce ad esprimere in maniera perfetta un messaggio particolare, è coinvolgente e convincente allo stesso tempo. E la rete per questo tipo di contenuto è il veicolo più adatto. Non vogliamo fare l’analisi del contenuto, è un video che ci ha emozionato e molto perchè tocca il rapporto tra nonni e nipoti, un rapporto da sempre speciale. E siamo sicuri che emozionerà anche voi.

    #bastaprovarci-amplifon

    Amplifon è un brand italiano che offre soluzioni acustiche ed è presente ormai in tutto il mondo. Quest’anno l’azienda, fondata a Milano, compie 65 anni e per l’occasione lancia una campagna di sensibilizzazione #bastaprovarci rivolta a tutte quelle persone che soffrono di problemi uditivi ma che sono restie ad ammetterlo e quindi a farsi aiutare. Tutte le persone che soffrono di questi problemi tendono sempre a negarlo, rimandando il problema che col passare del tempo potrà solo peggiorare. Allora il video che vedete in alto in copertina ci mostra che alle volte sono proprio i legami familiari a fare da leva perchè si possa scatenare quel momento giusto per dire che in effetti #bastaprovarci. E se un nonno pensa il meglio per il proprio nipotino  – “Cosa direste al vostro nipotino per convincerlo che mettere gli occhiali non è un dramma?” – , la stessa cosa vale anche per il nipotino che vuole che il suo nonno stia bene.

    Sul sito dedicato alla campagna avrete la possibilità di condividere il video con un vostro caro o con un vostro amico inviando un messaggio con le parole che più preferite per ricordare anche a loro che #bastaprovarci.

    E sempre sul sito è possibile anche raccontare la vostra storia, quello che avete fatto poi nel momento in cui avete avvertito che quello era il momento del #bastaprovarci.

    E se vi va diteci cosa pensate del video e della campagna anche qui tra i commenti.

  • Facebook, siamo noi che decidiamo non l’algoritmo

    Facebook, siamo noi che decidiamo non l’algoritmo

    Interessante studio quello realizzato da alcuni ricercatori di Facebook pubblicato su Science che ci dimostra che non è tanto l’algoritmo che decide i nostri contenuti, ma siamo noi stessi. Alla fine il nostro feed è alimentato da ciò che in effetti vogliamo vedere e spesso sono notizie trasversali indipendentemente di nostri interessi.

    Spesso si è portati a pensare a Facebook, e ai Social Media in generale, come fosse una “cassa di risonanza”, la “eco-chamber“, dove sarebbe, in teoria, più semplice far girare notizie che ci interessano particolarmente per raggiungere tante persone.

    Eli Pariser nel 2011 sosteneva che i Social Media hanno il potere di distorcere la realtà. La sua teoria era la “bolla del filtro“, ossia una bolla all’interno della quale vengono immagazzinate informazioni e notizie che più ci interessano, tenendo fuori tutto il resto.

    Ecco il perchè parlava di una realtà distorta. E invece lo studio portato avanti da alcuni ricercatori di Facebook e da un docente dell’Università del Michigan, pubblicato su Science, ci dice che in realtà le cose sono un po’ diverse.

    Sappiamo bene dell’esistenza di un algoritmo che agisce all’interno di Facebook per selezionare e proporci notizie e informazioni sulla base di ciò che ci interessa. Una sorta di selezionatore che svolge un’operazione importante all’interno di un fiume in piena di notizie.

    La ricerca portata avanti da luglio 2014 a gennaio 2015 ha preso in considerazione 10,1 milioni di utenti Facebook che si definiscono, come orientamento politico, liberali, moderati o conservatori.

    Sono stati poi esaminati 7 milioni di link e considerando notizie riguardanti politica, affari internazionali e ambiente. Da questa attività è derivato un volume di 3,8 miliardi di dati notando 903 milioni di esposizioni uniche, cioè link legati ad un contenuto effettivamente apparso sul news feed dell’account e 59 milioni di click unici tra gli utenti considerati dalla ricerca.

    facebook-algoritmo

    Ebbene, la ricerca rileva che, nonostante tutto, sul nostro feed visualizziamo molte notizie che divergono dalle nostre opinioni. Ed è una quota abbastanza consistente. Infatti stiamo parlando del 25%, ossia un quarto delle notizie a cui siamo esposti ogni giorno.

    Il dato è molto interessante perchè ci dice che in effetti siamo molto più esposti ad un contenuto trasversale, “cross-cutting content“, più di quello che noi stessi crediamo. E che alla fine, nonostante l’algoritmo, siamo sempre noi a “costruire” il nostro feed. Siamo quindi più aperti a notizie e informazioni che vanno oltre i nostri stessi interessi, politici in questo caso, ma vale la stessa cosa in senso generale.

    In generale, ogni utente ha una media di “amici” che la pensano diversamente che va dal 9 al 30%. La ricerca nota anche che i liberali sono leggermente più chiusi, infatti il loro feed è costituito per il 24% da notizie che provengono da conservatori. Invece il feed del conservatore sarà popolato per il 35% da notizie “liberali”.

    facebook algoritmo

    Ora, altro punto messo in evidenza dai ricercatori è che l’algoritmo ha una incidenza molto ridotta nel selezionare il nostro news feed. Nel caso dei conservatori incide del 5%, mentre nel caso dei liberali incide dell’8%.

    facebook algoritmo

    Per arrivare alla conclusione, la ricerca ci dimostra che le “casse di risonanza” in effetti non sono così presenti sui Social Media e che la ricerca è utile anche per comprendere quanto in effetti gli utenti sono facilmente influenzabili dall’operato di un algoritmo. Da quello che si vede in effetti siamo proprio noi stessi a selezionare i nostri interessi e non abbiamo difficoltà ad esplorare informazioni che non appartengono alla nostra sfera di interessi.

    E voi che ne pensate? Mi piacerebbe davvero sapere la vostra opinione a riguardo e se anche voi avete riscontrato questo andamento.

    (cover image by @vege – #82206897)

  • Già più di 1 milione le video chiamate su Facebook Messenger

    Già più di 1 milione le video chiamate su Facebook Messenger

    Ad una settimana esatta dall’introduzione delle video chiamate su Facebook Messenger, non ancora disponibile in Italia, Facebook fa sapere che nei primi 2 giorni le video chiamate dall’app sono state più di 1 milione. Un risultato comunque sorprendete visto che l’app non è ancora disponibile a livello globale ma solo in 18 paesi.

    A quanto pare le video chiamate impazzano su Facebook Messenger nonostante non siano disponibile a livello globale. E forse non c’è neanche da essere sorpresi più di tanto. Ebbene, la notizia è che nei primi due giorni dal rilascio della possibilità di effettuare video chiamate da Messenger, le telefonate in video sono state più di 1 milione. Ad affermarlo è Stan Chudnovsky, Facebook Messenger’s Head of Product, il responsabile di prodotto, in una dichiarazione fatta a Mashable. E questo risultato è stato raggiunto in 48 ore nonostante che sia stata rilasciata solo per 18 paesi: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay. In Italia, come negli altri paesi, le video chiamate saranno rese disponibili nelle prossime settimane.

    facebook-video-chiamate

    Stiamo parlando di un bacino di utenti a livello globale di 600 milioni di utenti e quindi una volta resa disponibile la funzionalità a livello globale il numero sarà sensibilmente più alto. Ma altra notizia interessante è che le telefonate, invece, rilasciate un anno fa sempre su Messenger, rappresentano il 10% del totale delle chiamate VoIP. Un numero anche questo di una certa rilevanza.

    Senza dimenticare che un mese fa le telefonate via internet sono arrivate anche su WhatsApp, altra applicazione della galassia Facebook che conta invece un bacino di utenti di ben 800 milioni di utenti.

    Insomma il video dimostra di essere davvero lo strumento e il contenuto del futuro, essendo sempre più agevolato da una crescente velocità di connessione che renderà la comunicazione sempre più fluida. E soprattutto se il contenuto è in modalità live, come in questo caso. Altre due testimonianza, anche se in un contesto diverso per certi aspetti, sono Meerkat e Periscope, le due app di video live streaming.

    Ma la seconda considerazione da fare è che, come dicevamo la  volta scorsa in occasione dell’annuncio delle video chiamate su Facebook Messenger, sta cambiando lo scenario delle telecomunicazioni. I servizi web e, in questo caso, mobile sono ormai ad uno stato avanzato dal punto di vista della tecnologia e anche dal punto di vista dell’enorme bacino di utenti da poter raggiungere. Esistono almeno altre dieci app che permettono di fare telefonate gratis.

    E’ il caso che le telco comincino a fare una riflessione.

  • #unFordgettable, com’era quando non c’erano i Social

    #unFordgettable, com’era quando non c’erano i Social

    Ford presenta #unFordgettable una  simpatica campagna che ci mostra come era vivere e lavorare con le tecnologie degli anni ’90, quindi con pc fissi, telefoni enormi e floppy disc. Per l’occasione sono stati coinvolti tre manager che per un giorno si sono rituffati nel 1992: Luca Colombo, Country Manager di Facebook Italia; Salvatore Ippolito, country manager di Twitter Italia; e Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia.

    Vivere e lavorare un giorno con le tecnologie degli anni ’90 quindi senza smartphone, senza tablet, senza laptop. E, soprattutto, senza i Social Media. Insomma, senza tutte le nuove tecnologie con cui oggi viviamo e comunichiamo liberamente e senza le quali non sapremmo come fare. Ma #unFordgettable, la nuova e originale campagna di Ford, ci permette di tornare indietro nel tempo di 20 anni per scoprire come facevamo allora senza i nostri dispositivi e senza Facebook o Twitter. Come forse qualcuno di voi ricorderà, le tecnologie di quel tempo erano i pc fissi (non certo veloci come quelli di oggi), i floppy disc (quindi niente penne usb) e telefoni enormi, i primi cellulari che si cominciavano a vedere in quegli anni.

    #unfordgettable-tecnologie

    Per meglio rendere l’idea, la campagna ha chiesto a tre grandi manager italiani di vivere e lavorare per un giorno con le tecnologie di allora e rendere la loro esperienza social. E non sono stati scelti tre grandi manager a caso, no, sono stati scelti tre manager che oggi con le tecnologie devono necessariamente stare in contatto tutti i giorni. E stiamo parlando di Luca Colombo, Country Manager di Facebook Italia; Salvatore Ippolito, Country Manager di Twitter Italia, e Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia i quali hanno accettato con un certo “entusiasmo”. Potete vedere i relativi video delle loro esperienze in alto in copertina al post.

    #unFordgettable landing

    Per l’occasione Ford ha lanciato anche la landing page unfordgettable.it in cui è possibile twittare in ambiente DOS i propri ricordi e condividerli con i propri amici: www.unfordgettable.it

     

    Per completare l’atmosfera dei video, Ford ha utilizzato una Fiesta del 1992 messa a disposizione da uno dei fan della pagina Facebook di Ford Italia, Raffaele Mercorillo. Nel corso di un’operazione legata alla popolarità degli anni Novanta, Ford ha infatti organizzato un’attività in cui i fan sono stati invitati a condividere i propri ricordi, ed in questo caso addirittura la propria auto, legati a quella specifica decade.

    #unFordgettable-tweet

    E allora, come ricordate voi quegli anni? Quali erano i dispositivi che usavate? Condividete anche voi i vostri ricordi degli anni ’90 sulla piattaforma in ambiente DOS usando l’hashtag #unFordgettable. Per farlo è molto semplice, una volta arrivati sulla pagine vi loggate con il vostro account Twitter e subito dopo vi comparirà una schermata in DOS da 140 caratteri dove scriverete cosa è per voi #unFordgettable.