Autore: Franz Russo

  • Infinity lancia Bob Torrent, la web series diretta da Maccio Capatonda

    Infinity lancia Bob Torrent, la web series diretta da Maccio Capatonda

    Infinity, il servizio streaming on demand, lancia la nuova web series “Bob Torrent” diretta da Maccio Capatonda. Nata da un’idea dell’agenzia Leo Burnett, la serie di 10 puntate racconta il lato oscuro della cinematografia pirata, in maniera divertente.

    Infinity, il servizio streaming on demand, lancia la nuova web series Bob Torrent diretta da Maccio Capatonda. La serie nasce da un’idea dell’agenzia Leo Burnett e in 10 puntate verrà raccontato il lato oscuro della cinematografia pirata, in chiave surreale e divertente.

    Questa di Bob Torrent è la prima web series che Infinity produce con la collaborazione di uno dei comici che deve molto al web per la sua notorietà, come appunto Maccio Capatonda, il quale in questa occasione si troverà a vestire i panni di regista insieme ai suoi compagni di avventura che lo seguono sin dai tempi di Mai dire Gol. E lo stesso Maccio in alcune puntate della serie prenderà parte con alcuni divertenti cameo.

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    Bob Torrent narra le vicende dell’omonimo protagonista, personaggio megalomane e perfido. Produttore cinematografico fallito, Bob decide di vendicarsi diventando il re dei film pirata. Come? Producendo nei fatiscenti studios della Torrent Production film e serie tv di bassissima qualità che spaccia per grandi capolavori di Hollywood o serie tv cult, imbrogliando gli utenti del web. Puntata dopo puntata Bob sarà alle prese con la creazione di serie tv di bassa qualità, orrendi film indiani, piattaforme in streaming che non funzionano, torrent pieni di virus. In aiuto del protagonista vi è un team di collaboratori imbranati e divertenti. Come Licio Chiss me (interpretato da Herbert Ballerina), la stagista Assunta May, la segretaria Silvia Pelvica, il responsabile IT Giobbe e il magazziniere Pino detto Abete (interpretato da Ivo Avido). Delle vicende di Bob Torrent ne farà le spese una coppia di ragazzi che scarica contenuti pirata che col passare del tempo scopre i lati negativi della pirateria.

    Tutte le puntate di Bob Torrent le trovate su Infinity e ad aprile le potrete guardare, in super HD e anche da qualsiasi dispositivo mobile, con una promozione dedicata: 15 giorni di prova gratuita poi 1€ per il primo mese di visione.

  • L’Internet delle Cose in Italia vale 1,55 miliardi di euro

    L’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato dei dati interessanti relativi all’Internet delle Cose in Italia. Sono 8 milioni gli oggetti connessi nel 2014 ed è ormai un settore che vale 1,55 miliardi di euro.

    L’Internet delle Cose (Internet of Things, conosciuto anche come IoT) è ormai una realtà nel nostro paese. E ce lo conferma anche l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che ha presentato dei dati davvero interessanti circa lo stato dell’Internet delle Cose nel nostro paese.

    Il valore di mercato registrato nel 2014 è di 1,55 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente del 28%. Le aree che crescono di più sono quelle delle smart car (+38%) e delle smart home (+23%) che insieme rappresentano più del 60% in termini di diffusione e di valore di mercato. E sono 8 milioni, nel 2014, gli oggetti connessi tramite cellulare con una crescita del 33% rispetto al 2013. E anche qui le smart car trainano il settore con una crescita del 55%. E crescono anche lo Smart Metering e lo Smart Asset Management nelle utility, con circa 1,7 milioni di oggetti connessi tramite SIM (21% degli oggetti, 16% del mercato). Mentre la Smart City oggi rappresenta solo il 2% degli oggetti e il 4% del mercato, trainata principalmente dal trasporto pubblico e dall’illuminazione intelligente.

    Per quanto riguarda le Smart City, l’Osservatorio rileva che ormai quasi metà dei comuni italiani ha avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto basato su tecnologie Internet of Things, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di progetti in fase sperimentale. Ma i benefici potenziali sono enormi. Infatti, un’adozione pervasiva di soluzioni per l’illuminazione intelligente, per la gestione della mobilità e per la raccolta rifiuti potrebbe far risparmiare complessivamente ogni anno in Italia 4,2 miliardi di euro e migliorare la vivibilità delle città, tagliando l’emissione di 7,2 milioni di tonnellate di CO2 ed evitando l’equivalente di quasi 5 giorni l’anno per ogni utente della città in coda nel traffico sulla propria auto oppure alla ricerca di un parcheggio libero.

    Per quanto riguarda le Smart Home c’è da rilevare che la forte attenzione dei consumatori italiani verso questa area dell’Internet delle Cose. La ricerca dell’Osservatorio rileva che il 46% dei proprietari di casa si dice intenzionato ad acquistare prodotti, soprattutto per la sicurezza e il risparmio energetico.

    Di fronte a questo scenario c’è anche da rilevare la proliferazioni di startup che cominciano a presidiare questo settore. Nell’ultimo triennio sono cresciute del 40% le startup che offrono soluzioni per la Smart Home e nello stesso periodo l’entità dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali è cresciuta del 270%. Si registra l’entrata nel mercato di numerose aziende con un’ampia base di clienti consumer che in molti casi hanno acquisito startup. Gli italiani come dicevamo sono fortemente interessati alla casa connessa: un proprietario su quattro dispone già di almeno un oggetto intelligente per la sua casa e uno su due ha intenzione di acquistarne altri in futuro. E cresce l’interesse verso la sicurezza che interessano il 47% dei proprietari. Interessa anche il risparmio energetico, infatti il 46% è interessato a soluzioni per la gestione del riscaldamento, il 33% per il monitoraggio consumi energetici e il 31% per la gestione da remoto degli elettrodomestici. E l’interfaccia preferita per la gestione sono appunto le app, per il 69%, a dimostrazione che il mobile gioca un ruolo determinante per l’Internet delle Cose e la sua stessa diffusione. E sapendo bene della passione degli italiani anche per il mobile, ecco che si spiega anche il forte interesse per l’IoT.

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  • La possibilità di commentare i tweet arriva anche su Android

    La possibilità di commentare i tweet arriva anche su Android

    Ad una settimana esatta dal lancio della nuova nuova funzionalità per iOS che permette, oltre al ritweet, anche di commentare i tweet, ecco che la possibilità da oggi viene estesa anche per Android. Una volta aggiornata da Play Store l’app, per ogni tweet vedrete “Ritwitta” oppure “Cita il Tweet”.

    Siamo sicuri che già qualcuno di voi se ne sia accorto, ma dopo solo una settimana dal lancio della funzione che, inizialmente solo per iOS, ha reso possibile il commento ai tweet, oltre che il retweet, ecco che da oggi questa funzione viene estesa anche ad Android. Dopo aver aggiornato l’app dal Play Store vedrete, per ogni tweet, la possibilità di fare RT con “Ritwitta” oppure di commentare con “Cita il Tweet”.

    Quindi se cliccate su “Cita il tweet” il tweet che volete commentare viene incorporato e sopra avrete uno spazio, all’interno del quale vedete scritto “Aggiungi un commento”, di 116 caratteri con cui scrivere la vostra considerazione. Questa nuova funzione di fatto è la risposta ai tanti che si lamentavano di non poter aggiungere molto una volta cliccato “Cita” perchè lo spazio era davvero minimo in quanto il commento stesso veniva implementato all’interno dello stesso tweet. In questo modo il commento vive di vita propria portandosi dietro il tweet originale e di conseguenza rende la discussione più facile da seguire.

    I 116 caratteri a disposizione certamente non sono tanti, ma sempre meglio della situazione precedente che di fatto rendeva confuso il commento che si voleva lasciare ad un tweet.

    Twitter dunque completa anche questa funzione rendendola disponibile per Android, anche se molti utenti del sistema operativo mobile di Google stanno attendendo con molto interesse il rilascio dell’applicazione del momento. Stiamo parlando ovviamente di Periscope che continua a generare interesse anche nel nostro paese. Vedremo se nei prossimi giorni si saprà qualcosa. E ovviamente vi aggiorneremo appena possibile.

  • Ecco Snapseed 2.0 con nuova interfaccia e nuovi filtri

    Ecco Snapseed 2.0 con nuova interfaccia e nuovi filtri

    Snapseed, una delle applicazioni di foto ritocco più usate, oggi di proprietà di Google, presenta il suo aggiornamento più importante dal 2012. La versione 2.0, per Android e iOS, presenta una nuova interfaccia con nuovi filtri e nuovi strumenti.

    Nel 2012 Google acquisì la Nik Software, l’azienda che aveva realizzato Snapseed, l’applicazione di foto ritocco che già nel 2011 era stata eletta “Applicazione dell’anno per iPad”. Da allora l’applicazione non aveva subito grandi modifiche, fino a ieri. Infatti è stata presentata Snapseed 2.0, un grande aggiornamento dell’app per la felicità di tanti appassionati di foto da mobile che necessitano di strumenti più avanzati per migliorare le proprie immagini. E a vedere quello che ne è venuto fuori si può dire che Snapseed è l’applicazione “da avere”.

    La nuova versione è stata rilasciata, gratis, per Android e per iOS e presenta una interfaccia praticamente rivista. Una volta che avete caricato la vostra dal telefono, vi trovate nella parte in altro gli “Strumenti” come “Ritaglia”, “Trasforma”, “Pennello” e altri; nella parte in basso vi trovate i “Filtri” con i nuovi effetti di “Sfocatura”, “Grana”, “Contrasto tonale”, “Enfasi”.

    (Clicca le immagini per ingrandire)

    Snapseed 2.0 offre adesso una precisione più alta rispetto alla precedente versione, inclusa la possibilità di salvare e copiare le modifiche per poi usarle su un’altra immagine. Diventa un’applicazione potente capace di competere con altre applicazioni, mantenendo la sua forza di essere gratis, cosa non da poco.

    L’applicazione è disponibile per iOS e per Android. Nel caso in cui vi accorgeste che da Google Play visualizzate ancora la precedente versione e non volete attendere oltre, a questo link trovate il file apk da scaricare e da installare facilmente.

    L’invito ovviamente è quello di scaricarla, sia iOS che Android, in base al vostro sistema operativo, e poi, se vi va, raccontateci cosa ne pensate e come vi siete trovati, ci farebbe molto piacere.

  • Periscope migliora la gestione dei live e continua a crescere

    Periscope migliora la gestione dei live e continua a crescere

    Periscope ha aggiornato l’applicazione migliorando soprattutto la gestione dei live con la possibilità di ridurre lo spam, problema sollevato da molti utenti. E intanto cresce l’interesse nel nostro paese. Ad oggi è la quarta app più scaricata nella sezione “Social Networking” dell’App Store per quanto riguarda l’Italia.

    Con l’aggiornamento di ieri la gestione dei live su Periscope migliora notevolmente. Già nei primi giorni da suo utilizzo erano stati diversi gli utenti che avevano segnalato il fatto che non ci fosse modo di gestire il pubblico che poteva seguire i live, dato che molti disturbatori (troll) potevano “spammare” senza problemi. Una delle caratteristiche più apprezzate di Periscope è proprio il fatto che in pochi minuti si  può avviare un live e avere subito un pubblico di sconosciuti, appunto. E allora, in quello che è già il secondo aggiornamento in una settimana, viene introdotta la possibilità di condividere le dirette con i followers permettendo di bloccare gli utenti molesti, basta toccare il nome per poterli bloccare.

    Periscope da oggi in poi metterà in risalto gli stream degli utenti che si seguono e in una sezione a parte le dirette live da tutto il mondo. Una modalità che dovrebbe aiutare gli utenti a distinguere più velocemente i contenuti di utenti che si conoscono da quelle di sconosciuti. All’inizio di ogni stream si potrà quindi decidere se escludere dai commenti gli utenti di cui non si è follower.

    Altra novità che introduce Periscope è quella del “bollino blu” per gli utenti verificati, molto simile a quello che si vede su Twitter.

    Insomma, Periscope cerca di fornire agli utenti possibilità di personalizzare l’app per renderla più interessante e coinvolgente. E ad un settimana dal nostro piccolo monitoraggio su come l’applicazione è stata accolta nel nostro paese, sempre usando i nostri due strumenti, Distimo e App Annie, notiamo che Periscope continua a comunque riscuotere interesse nel nostro paese. Ricordiamo che Periscope è ancora solo per iOS, nel momento in cui verrà rilasciata anche la versione per Android ( a giorni dicono i meglio informati) la crescita sarà maggiore.

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    Ad oggi Periscope è la quarta applicazione più scaricata nella categoria “Social Networking”, come ci conferma anche Distimo.

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    Meerkat invece continua a perdere colpi, lo troviamo infatti in posizione 77.

     

  • Twitter: addio a Scopri, i trending adesso sono più dettagliati

    Twitter: addio a Scopri, i trending adesso sono più dettagliati

    Twitter dice addio a “Scopri” su mobile e rende rintracciabili i trending topics direttamente dal motore di ricerca interno. Tutti gli argomenti più discussi compariranno adesso con una descrizione e con alcuni dettagli relativi al tweets.

    L’annuncio è dato da Twitter sul blog ufficiale con un post a forma di Gabor Cselle (@gabor), Group Product Manager, Content & Discovery, che illustra l’importante aggiornamento per mobile che di fatto dice addio alla tab “Scopri” (introdotta nel 2011), la tab che una volta cliccata ci rivelava quelli che erano i trending topics in quel momento.

    Da oggi, sia per la versione Android che per quella iOS, gli argomenti trending su Twitter saranno individuabili direttamente da motore di ricerca interno attraverso la tab “Cerca su Twitter”. Sarà sufficiente cliccare sulla “lente di ingrandimento” per vedere subito la lista degli argomenti più discussi sulla piattaforma in quel momento. Interessante è notare che ora gli argomenti vengono presentati con una descrizione e anche con un dettaglio dei tweet che quell’argomento ha collezionato fino a quel momento.

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    Da quello che si legge nel post che annuncia l’aggiornamento, l’intento è quello di dare una veste nuova al modo in cui vengono presentati i trending topics, prima presentati senza alcun dettaglio specifico e senza alcuna spiegazione del contesto in cui si sono sviluppati. Ecco, con l’addio al tab “Scopri” oggi si ha la possibilità di visualizzare oltre all’argomento anche una descrizione che indica qualche informazione in più. Così ad esempio si comprenderà meglio cosa si intende per #NYFW, cioè New York Fashion Week.

    Al momento l’aggiornamento è attivo per gli Stati Uniti ed già operativo aggiornando l’app all’ultima versione per Android e iOS. L’intento è quello di rendere l’aggiornamento disponibile entro pochi giorni per tutti gli altri paesi e anche per la versione desktop.

    Per dirla tutta, si notano molte analogie con quanto fatto da Facebook qualche mese fa (solo per gli Usa fino a questo momento) proprio in occasione del lancio della funzione “Trending”, offrendo 5 diverse sezioni specifiche con cui presentare gli argomenti più discussi.

  • Facebook lancia Messenger in una versione standalone per Web

    Facebook lancia Messenger in una versione standalone per Web

    Facebook ha lanciato la versione web di Messenger, un modo per usare il servizio di messaggistica istantanea al di fuori di Facebook in maniera esclusiva. Tutte le funzionalità presenti sull’app mobile saranno utilizzabili anche via web e al momento è solo per gli utenti di lingua inglese, presto lo sarà anche per gli altri.

    Solo un po’ di tempo fa Facebook decise di rendere Messenger una app mobile “standalone”, decisione che fece molto discutere tra gli utenti e solo dopo se ne scoprirono le reali intenzioni. Adesso, con una certa sorpresa, Facebook lancia Messenger in un’altra versione “standalone” ma questa volta per il Web. Il servizio di messaggistica istantanea sarà utilizzabile anche via messenger.com. Da quanto riporta Re/Code, che ha sentito un portavoce di Facebook, al momento Messenger sarebbe utilizzabile via web solo dagli utenti di lingua inglese e presto lo sarà anche per gli altri.

    Ma perchè una scelta del genere? Perchè prima spostare tutto l’utilizzo, in sostanza, dalla piattaforma verso l’app mobile e poi tornare indietro? In realtà si parla comunque di un utilizzo esterno al social network. In questo modo Messenger continuerà ad essere un servizio per messaggiare però sul web e all’esterno di Facebook. Secondo il portavoce raggiunto da Kurt Wagner gli utenti preferiscono usare il servizio in maniera esclusiva, senza quindi distrazioni particolari che potrebbero arrivare dal seguire la timeline, le notifiche, le interazioni e così via.

    messenger-desktop

    Al momento sembrerebbe che le due modalità, ossia messaggiare all’interno di Facebook o usare questa modalità esclusiva via web, continuino a vivere in modo parallelo, evitando di proporre nuovamente agli utenti di usare separatamente i due servizi come avvenne in occasione del lancio di Messenger come app mobile separata dalla piattaforma.

    E come dicevamo prima, quella separazione ha trovato successivamente diverse spiegazioni. E cioè quella di fare diventare Messenger un applicazione di instant messagging in grado di competere in quel settore in maniera autonoma. Prova ne è il lancio, solo per gli Usa, della possibilità di ricevere ed effettuare pagamenti all’interno dell’applicazione, una funzionalità che mette Messenger in diretta competizione con WeChat che già da tempo offre questa possibilità.

    messenger-web

    Da quello che si sa, tutte le funzionalità sfruttabili su Messenger via mobile, compresa quella dei pagamenti, saranno sfruttabili anche via web. E non sarebbe una necessità quella di avere Messenger su mobile per usare poi l’applicazione anche via web.

    Messenger via web è ancora tutto da sviluppare e da migliorare, tra le tante funzioni ci sarà anche un alert, sotto forma di pop-up, che comparirà sul desktop nel momento in cui riceverete un messaggio.

    E’ presto per fare qualsiasi valutazione nel merito prima di un utilizzo effettivo. Certo è che Facebook continua la sua intenzione di lasciare che Messenger, che oggi conta 600 milioni di utenti, viva di vita propria con caratteristiche precise. Bisognerà attendere quindi per verificarne l’effettiva utilità.

    E a voi che ve ne pare? Vi piace l’idea di poter utilizzare Messenger anche via web?

  • Amazon: tra SEO e classici, ecco gli ebook più sottolineati del 2014

    Amazon: tra SEO e classici, ecco gli ebook più sottolineati del 2014

    Tra testi motivazionali e la SEO di Google, Amazon presenta gli ebook più sottolineati del 2014. In mezzo ai grandi classici come “I Miserabili” di Hugo o a “Pensa e arricchisci te stesso” di Hill, gli italiani hanno sottolineato molto anche l’ebook “SEO Google. Guida al web marketing con gli strumenti di Google” di Francesco De Nobili.

    Amazon ha reso noto oggi, per il secondo anno, la classifica dei 10 ebook più sottolineati del 2014. Ricordiamo, tanto per dare qualche numero, che in Italia nel 2014 il mercato dell’ebook (fonte AIE, Associazione Italiana Editori) è cresciuto del 39,4% rispetto al 2013, con una quota di mercato del 4,4% e un valore di 51,7 milioni di euro. Detto questo, vediamo un po’ cosa ci dice questa classifica relativa agli ebook.

    Ebbene, la cosa che balza agli, almeno a noi, è che gli italiani nel 2014 hanno sottolineato parecchio l’ebook dell’amico Francesco De Nobili, “SEO Google. Guida al web marketing con gli strumenti di Google”, un ebook ai vertici delle vendite per il suo settore di riferimento e sicuramente uno dei più interessanti per quel che riguarda la materia. L’ebook di De Nobili si va a piazzare a centro classifica, in sesta posizione, in mezzo ai grande classici e a grandi autori che sono molto letti anche in formato elettronico.

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    Pur essendo una materia molto discussa in questo momento, e anche durante il 2014, la SEO continua ad essere un argomento che interessa molto gli italiani, sebbene ci siano, da questo punto di vista, molte correnti di pensiero e molti professionisti del settore che la ritengono ormai superata oppure materia ancora valida capace di adattarsi ai tempi. Comunque sia, il testo di De Nobili pare abbia catturato l’attenzione degli italiani per il fatto che sia una buona base e che offre utili strumenti per l’attività. Certo, l’authorship oggi non serve più, ma per il resto è un testo valido ancora oggi.

    E proprio per questo, la frase più sottolineata del testo di De Nobili è questa:

    Google dà grande importanza alle prime parole del titolo e premia una forma di contenuti formata da due parti: una parte sintetica e una parte descrittiva”.

    In prima posizione si piazza “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill. Il saggio contiene utili consigli sugli approcci giusti con gli altri; la frase più sottolineata è stata:

    Chiunque voglia riuscire a vincere in un’impresa, deve essere disposto a bruciare le sue navi e tagliare i ponti per impedirsi di tornare sui suoi passi. Solo così facendo si può assicurare di mantenere lo stato mentale di “ardente desiderio di farcela”, che è essenziale per il successo”.

    In seconda posizione troviamo “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie, un vademecum che contiene consigli utili per interagire in maniera positiva con gli altri in diversi ambiti della vita. Il passaggio più apprezzato è stato:

    La critica è inutile perché pone le persone sulla difensiva e le induce immediatamente a cercare una giustificazione. È pericolosa perché ferisce l’orgoglio della gente, la fa sentire impotente e suscita risentimento”.

    Al terzo posto della classifica si posiziona un ebook orientato allo sviluppo del pensiero positivo, “Pensieri lenti e veloci”, quasi una digressione che spiega il funzionamento reale della mente e del suo modo di condurci alle decisioni, frutto degli studi del premio Nobel Daniel Kahneman. Questo è il passaggio che ha particolarmente colpito i lettori:

    Un modo sicuro di indurre la gente a credere a cose false è la frequente ripetizione, perché la familiarità non si distingue facilmente dalla verità”.

    Come dicevamo, in questa classifica troviamo anche classici come “I Miserabili” di Victor Hugo. La frase più apprezzata dai lettori è stata:

    Il mondo confonde le stelle disegnate dai piedi delle anatre sul fango con le vere stelle che brillano nella profondità del cielo”.

    In classifica anche Tiziano Terzani con “Un altro giro di giostra“, l’ultimo libro scritto dal giornalista e scrittore toscano in cui descrive i suoi ultimi viaggi. La frase più sottolineata è stata:

    E quindi, se ci fosse un letto di rose, sarebbe una benedizione o una maledizione? Forse una condanna, perché se uno vivesse senza mai chiedersi il perché per il quale vive, perderebbe una grande opportunità. E solamente la sofferenza spinge a porsi questa domanda”.

    In ultima posizione il incentrato sulla figura e la forma mentis di un genio del nostro tempo, “Steve Jobs: La biografia autorizzata del fondatore di Apple” di Walter Isaacson, la cui frase più sottolineata è:

    Gli insegnai che, se si agisce come se si fosse in grado di fare qualcosa, quel qualcosa si realizza. Gli dissi: fa’ finta di avere il controllo assoluto della situazione e la gente penserà che tu ce l’abbia davvero”.

    Siete anche voi lettori assidui di ebook? Ritrovate in questa classifica qualche testo che avete sottolineato? Oppure volete segnalarci l’ebook e la frase che vi ha colpito di più?

  • Instagram, ecco due nuovi filtri: Colore e Sfumare

    Instagram, ecco due nuovi filtri: Colore e Sfumare

    Instagram dal blog ufficiale annuncia l’introduzione di due nuovi filtri. Si tratta di “Colore” e di “Sfumare” con i quali aggiungere tonalità diverse alle vostre immagini. Inoltre da oggi è possibile attivare le notifiche per i post di uno specifico utente. Le novità riguardano Android e presto saranno disponibili anche su iOS.

    Instagram, direttamente dal blog ufficiale, ha annunciato ieri alcune novità interessanti per quanto riguarda l’editing delle immagini che dallo scorso anno è stato arricchito con un ventaglio di strumenti di editing e filtri che fa dell’applicazione molto completa da questo punto di vista. Ma con queste due novità il ventaglio delle possibilità di modifiche si arricchisce notevolmente.

    E’ da ieri infatti sono disponibili, solo per Android con la versione 6.19.0 (per iOS lo sarà entro pochi giorni per la versione 6.10.0), due nuovi filtri. Si stratta di “Colore” e “Sfumare”. Per visualizzarli basta accedere (dopo aver effettuato l’aggiornamento dell’app, ovviamente), una volta caricata l’immagine, alla sezione “Modifica“:

    instagram-colore-sfumare

    Colore: con questo filtro è possibile aggiungere un po’ di colore alle vostre immagini con tonalità che vanno dal rosso al giallo, dal rosa al verde, dal viola al blu.

    instagram-colore

    Sfumare: con questa modalità potete dare alle vostre immagini un tocco più “tranquillo”, quasi “lavando” i colori dando alle vostre immagini una sensazione più morbida.

    instagram-sfumare

    Ma le novità non si esauriscono qui perchè Instagram, sempre da ieri, ha rilasciato un’altra interessante novità che riguarda la possibilità di poter attivare le notifiche per quanto riguarda i post di utenti/amici o parenti. Una volta individuato l’utente che vi interessa, è sufficiente cliccare la sezione in alto a destra per visualizzare le possibilità che comprende stavolta anche “Attiva le notifiche relative al post“.

    instagram-notifiche

    Una possibilità utile che vi aiuta a tenervi informati sulle pubblicazioni di utenti specifici che solitamente non riuscite a seguire essendo la vostra timeline molto affollata. Ecco, con questa modalità riuscirete a vedere sempre i post degli utenti che vi piacciono di più.

    Allora, che ne pensate di queste novità?

  • Facebook è ormai pronta ad integrare WhatsApp sulla timeline

    Facebook è ormai pronta ad integrare WhatsApp sulla timeline

    Secondo quanto riportato dal blog tech Geektime, Facebook starebbe provando ad integrare WhatsApp all’interno della timeline. Nella versione di Facebook per Android sarebbe in fase di test una nuova voce “Invia” con l’icona di WhatsApp.

    Prima o poi doveva succedere. Detta così può sembrare banale, ma quello che ha scoperto il blog tech Geektime tanto banale non lo è. Infatti Facebook starebbe testando l’interazione di WhatsApp all’interno della timeline. Quello che ha scoperto il blog americano è che sarebbe apparsa una nuova voce “Invia” con di fianco una icona di WhatsApp. Quindi, di fianco alle voce che troviamo comunemente come il “Mi piace”, “Commenta” o “Condividi”, troveremo anche la voce per condividere quel contenuto direttamente sull’app di instant messaging di proprietà propri di Facebook. Al momento il test è in fase di evoluzione sulla versione di Facebook per Android.

    E’ la prima volta che Facebook manifesta un contatto diretto con WhatsApp, app che ad oggi conta più di 700 milioni di utenti attivi e che da poco ha reso disponibili, solo per Android, anche le telefonate gratuite. E come sappiamo proprio Facebook ha comunque arricchito il potenziale di Messenger, l’app di messaggistica che molti credevano ormai abbandonata vista l’acquisizione di WhatsApp. Invece Facebook punta alla crescita delle due app, mantenendole distinte, con caratteristiche proprie. Ma un punto di contatto con la timeline doveva pure palesarsi.

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    Le indiscrezioni raccolte sempre da Geektime riportano contatti tra il team di ingengeri di WhatsApp e quello di Facebook per creare addirittura attività di integrazione tra WhatsaApp e Messenger, offrendo ad esempio la possibilità di invio di messaggi tra utenti delle due app.

    Cosa potrebbe comportare una integrazione di questo tipo? Intanto se fosse vera anche la collaborazione tra i team per creare integrazione tra le due app, allora vuol dire che Facebook punta evidentemente ad impossessarsi anche della messaggistica istantanea. Il che significherebbe presidiare un settore che offre spunti interessanti anche da punto di vista di marketing, come abbiamo visto qualche mese fa riportando uno studio interessante di Frank N. Magid Associates.

    Allora, voi che ne pensate?