Autore: Franz Russo

  • Ecco Cobox, il coworking per ricerca e sviluppo di startup

    Ecco Cobox, il coworking per ricerca e sviluppo di startup

    Si inaugura oggi, giovedì 27 novembre alle ore 17:45, a Cremona, Cobox lo spazio di coworking che si pone come obiettivo quello di diventare la “casa” delle startup e degli imprenditori, emergenti o già affermati, nel campo dell’information technology. Ospite di eccezione sarà Riccardo Luna, da poco nominato Digital Champion dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Manca davvero pochissimo al taglio del nastro di Cobox, lo spazio di coworking di Cremona che verrà inaugurato oggi giovedì 27 novembre, con inizio alle 17:45. Nato dalla volontà del consorzio CRIT (Cremona Information Technology) e soprattutto di MailUp, Microdata Group e Linea Com, Cobox si pone come obiettivo quello di diventare la “casa” delle startup e degli imprenditori, emergenti o già affermati, nel campo dell’information technology.

    La sede di Cobox è a Cremona, in via dei Comizi Agrari 10, e nasce come spazio attrezzato e funzionale: sono 26 le postazioni in openspace per coworker, a cui si aggiungono quattro uffici, già occupati da quattro aziende residenti. Esiste poi una zona formazione di 30 posti, un’ala ristoro, uno spazio per eventi, workshop e presentazioni; infine, una sala riunioni con videoproiettore da 12 posti e salette per riunioni da quattro posti. Tutto lo spazio è provvisto di collegamenti in banda ultra larga grazie a Linea Com.

    Cobox è un ecosistema locale a supporto della digital innovation e delle imprese nascenti. Perché, oltre a mettere a disposizione postazioni di lavoro, Cobox crea sinergie e partnership, mettendo in contatto startup e imprenditori con consulenti qualificati. Tutto questo grazie alle collaborazione già siglata, tramite PoliHub, con la sede cremonese del Politecnico di Milano.

    E per l’inaugurazione di oggi, Cobox ha scelto un ospite d’eccezione: Riccardo Luna, il principale interprete della cultura digitale in Italia, insignito lo scorso settembre del titolo di Digital Champion dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    Se ne avete la possibilità, vi consigliamo di partecipare all’evento ed è sufficiente iscriversi qui: http://inaugurazionecobox.eventbrite.it.

  • Internet, per l’80% degli italiani è un Diritto dell’Uomo

    Internet, per l’80% degli italiani è un Diritto dell’Uomo

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    Un’indagine condotta da Ipsos in 24 paesi, tra cui l’Italia, per CIGI (Centre for International Governance Innovation) presentata ieri, rileva che Internet è per l’80% degli utenti italiani da ritenersi come un Diritto dell’Uomo

    E’ evidente che Internet è lo strumento che ha cambiato la nostra società ad una velocità mai vista prima. Internet, ed è sotto gli occhi di tutti, ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, ha influenzato la nostra economia, la politica e anche il diritto. Proprio ieri all’Internet Governance Forum Italia si discuteva di regole da dare alla rete, di Net Neutrality, valore, questa è la mia personale opinione, assolutamente da preservare per fare si che davvero tutti abbiano uguale accesso alla rete e quindi uguale accesso alle opportunità che Internet offre. E gli italiani questo lo sanno bene, meglio degli stessi politici.

    Infatti, sono otto su dieci gli italiani che ritengono l’accesso a Internet come un Diritto dell’Uomo, quindi alla stregua di un Diritto Fondamentale. E’ questo il dato che emerge da un’indagine condotta da Ipsos in 24 paesi per CIGI (Centre for International Governance Innovation) e presentata ieri ad Ottawa, in Canada. Un dato importante che ci conferma quanto ormai Internet sia sempre più uno strumento importante per la crescita anche del nostro paese. A patto però che si superino gli annosi problemi strutturali che ancora affliggono il nostro paese. Ma su questo si intravede qualche segnale positivo.

    Tornando ai dati della ricerca, l’80% degli utenti italiani ritiene che il Web sia importante per lo svago e il 63% ritiene sia importante per il futuro economico. Ma il 55% mostra qualche preoccupazione per la sua privacy online rispetto a un anno fa; il 69% poi teme un furto dei dati bancari e il 71% dei dati personali.

    L’indagine, oltre che in Italia, è stato condotto in altri 23 paesi. A livello globale, l’accesso abbordabile al web dovrebbe essere un diritto dell’uomo per l’83% del campione. Si sale fino all’89% in Africa e Medio Oriente, per poi scendere al 77% nelle nazioni del G8. In Medio Oriente e in Africa si registrano le percentuali più alte di chi considera il web importante per avere accesso alle informazioni, 96%, e libertà d’espressione, 87%, così come per il futuro economico, 88%; mentre sono poche le differenze tra i paesi sulla rete come fonte di svago, che in media si attesta all’87%.

    In generale, il 64% del campione dimostra preoccupazione per la privacy, con una punta massima dell’81% in America Latina. La percentuale minima, del 51%, si registra invece in Europa. La paura che gli hacker accedano ai dati bancari online è condivisa dal 78% degli intervistati; il 77% teme il furto dei dati personali;  il 74% è preoccupato che le sue attività online vengano monitorate e rivendute a scopo commerciale; in Italia il dato è del 67%.

    La censura sul web preoccupa il 64% del campione, in testa ci sono i messicani (87%) e in coda gli Svedesi (37%). In Italia si registra il 59%, più della Cina, ferma al 50%.

    Anche voi ritenete Internet come un Diritto dell’Uomo? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

  • Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

    Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

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    Twitter fa un passo in più nella direzione dell’e-commerce. Da poco è stato presentato sul blog ufficiale Twitter Offers, un modo attraverso il quale agganciare un’offerta direttamente dalla timeline, aggiungerla alla propria carta di credito o di debito e poi riscattare il tutto presso il negozio. Twitter Offers è per adesso solo disponibile negli Usa

    La tendenza, evidente in questa fase dell’anno con il Black Friday e Cyber Monday in arrivo, per non parlare del Natale, è quella di agganciare gli interessi e le conversazioni sui socia media per tramutarli in vendite. Una tendenza che sicuramente avrà modo di consolidarsi meglio nel 2015. E Twitter oggi compie un altro passo in questa direzione, verso l’e-commerce per permettere agli utenti di agganciare offerte direttamente dalla timeline. Ed ecco che negli Usa arriva Twitter Offers, un esperimento che consentirà agli inserzionisti di connettersi con i propri utenti, potenziali acquirenti, su Twitter per poi trasformarli in clienti affezionati sul proprio sito o sulle loro app. L’annuncio è stato dato dal blog ufficiale a firma di Tarun Jain (@tarunkj) responsabile commerce di Twitter.

    Il funzionamento di Twitter Offers è molto semplice.

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    Quando gli utenti vedranno un’offerta sulla loro timeline, la stessa offerta (parliamo di sconti) la potranno agganciare alla loro carta di credito o alla loro carta di debito (una carta prepagata, ad esempio) e riscattare il tutto presso il negozio. Quindi se l’offerta reclama uno sconto di 2€ su un servizio o un prodotto che ne costa 5€, basta pagare con la stessa carta che si utilizza per agganciare l’offerta per pagare il prezzo scontato. Non c’è bisogno quindi di coupon o altro.

    Twitter Offers da quindi la possibilità alle aziende di misurare in maniera rapida il ROI di quella campagna, cosa non da poco. Il tutto senza che l’azienda sia costretta ad usare software particolari o che abbia bisogno di fare una formazione particolare ai propri collaboratori.

    I dati saranno criptati, quindi saranno resi sicuri e gli utenti avranno anche la possibilità di rimuoverli in qualsiasi momento.

    Al momento Twitter Offers è in fase sperimentale negli Usa per il web e per il mobile e Twitter sta lavorando con una serie di brand dei quali ancora non si conoscono i loro nomi, ma verranno rivelati presto.

    Twitter Offer segue a pochi mesi dall’introduzione di Buy, il tasto Compra, che Twitter introdusse nel mese di settembre, sempre solo per gli Usa, la modalità con cui formulare l’acquisto direttamente cliccando il tasto Buy all’interno del tweet.

    La dimostrazione che Twitter vuole agganciare il treno dell’e-commerce, il trend che determinerà il prossimo futuro dei social media, che nel 2015 prenderà una forma più consistente. Dopo la fase delle conversazioni, una volta in grado di conoscere meglio l’utente attraverso le informazioni a disposizione, la fase successiva è quella di agganciare gli interesse per proporre occasioni di acquisto interessanti. Non è un caso che la sperimentazione parta dagli Usa dove risiede la grande maggioranza della base utenti della piattaforma.

    Allora che ne pensate di Twitter Offers?

  • Ecco Whooming, l’app contro le telefonate moleste

    Ecco Whooming, l’app contro le telefonate moleste

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    Whooming è l’app gratuita contro il fenomeno dello stalking. E proprio oggi nella Giornata contro la Violenza sulle Donne, l’applicazione lancia nuovi servizi. Obiettivo di Whooming è quello di eliminare definitivamente il problema delle chiamate anonime moleste che spesso rappresentano il primo passo della violenza

    Whooming, letteralmente “Who might be” è  la prima app contro gli stalker. Dopo aver lanciato il servizio gratuito per sapere chi chiama con numero anonimo e aver raggiunto il milione di download fornendo dati utili anche ad alcune indagini della Polizia e delle forze dell’ordine, Whooming (nel suo secondo significato, dal cinese Wu ming, inteso come senza nome, che era la firma dei cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà di parola), raddoppia i servizi per l’utente e scende in campo in una nuova versione oggi, 25 novembre, insieme a milioni di donne che dicono NO alla violenza di genere.

    Gli sviluppatori di Whooming infatti hanno scelto di lanciare proprio nella Giornata contro la Violenza sulle Donne le nuove applicazioni della app con la quale sarà possibile avere un aiuto in più contro le molestie telefoniche. Infatti con la seconda versione di Whooming sarà possibile ricevere la chiamata da anonimo e in tempo reale, svelare sul proprio display l’identità del chiamante. E poi volendo, registrare la chiamata che proviene da numero anonimo. Con questo strumento la vittima ha un elemento decisivo in più, da presentare, eventualmente, a chi indaga.

    Per usare Whooming basta registrarsi al sito www.whooming.com e poi seguire le semplici istruzioni di configurazione. In questo modo ogni volta che si rifiuterà una chiamata anonima, verrà automaticamente deviata a Whooming che la trasformerà in cifre numeriche.

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    Obiettivo di Whooming è quello di eliminare definitivamente il problema delle chiamate anonime moleste che spesso rappresentano il primo passo della violenza. Perché nascondere la propria identità dietro ad un telefono? Ognuno ha il diritto di sapere chi lo sta chiamando, ed è proprio su questo proposito che si basa l’azione di Whooming.

    Con la nuova versione, Whooming si arricchisce di diverse modalità per rispondere ai bisogni più diversi. Resta l’offerta base gratuita, ma arrivano anche nuove opzioni per chi decide di comprare il pacchetto premium o anche solo di condividere su Facebook la propria preferenza.  E’ sufficiente un click per avere i servizi premium per 24 ore.

    Per far funzionare Whooming è necessario che sia attiva la deviazione di chiamata: all’arrivo di una chiamata anonima bisogna rifiutarla, così Whooming potrà “agganciarla” e riconoscere il numero. Whooming non invade la privacy in quanto identifica solamente il numero della telefonata e lo inserisce nell’elenco chiamate all’interno del profilo dell’utente interessato. Alcuni telefoni non hanno la possibilità di rifiutare la chiamata se occupato; in questo caso Whooming potrà essere utilizzato durante la notte attivando la deviazione su tutte le chiamate. Il servizio funziona sia con i fissi sia con i cellulari e senza costi di attivazione. Per qualsiasi tipo di problema si potrà contattare l’assistenza attiva 24 ore su 24.

  • Natale 2014, quasi 10 milioni di italiani faranno acquisti online

    Natale 2014, quasi 10 milioni di italiani faranno acquisti online

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    Secondo gli ultimi dati raccolti da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, sono quasi 10 milioni gli italiani che in occasione del Natale 2014 effettueranno acquisti online. Erano 7,2 milioni nello stesso periodo dello scorso anno

    Come era prevedibile, anche in occasione del Natale 2014 gli italiani non rinunceranno a fare i propri regali natalizi online e il dato è in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo gli ultimi dati raccolti da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, attraverso una ricerca che ha considerato gli ultimi tre mesi, con un focus particolare sugli acquisti natalizi, sono infatti quasi 10 milioni gli italiani che faranno acquisti online, per la precisione: 9,2 milioni. Erano 7,2 milioni un anno fa, quindi si registra un aumento di quasi il 30%. La spesa si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro.

    Ancora una volta abbiamo la dimostrazione di quanto gli italiani apprezzino l’E-commerce anche in occasioni speciali come è appunto il Natale. E il tasso di crescita registrato in questo periodo dell’anno risulta superiore a quello degli acquirenti online in generale, indice evidente di come la prassi di acquisto online sia ormai stata assunta a “nuova normalità” da molte persone.

    E saranno 2 milioni gli italiani che effettueranno acquisti natalizi principalmente o esclusivamente su internet, registrando un aumento del +35% rispetto allo scorso anno. Un segmento che rappresenta circa il 20% di coloro che dichiarano di acquistare almeno un regalo di Natale sul web e composto da persone che si rivolgono in prima istanza alla Rete già per compiere buona parte dei loro acquisti abituali, dai libri all’elettronica, dai viaggi ai contenuti digitali. Il trend di crescita è confermato, inoltre, dall’analisi delle intenzioni di acquisto per questa stagione: il 35% degli acquirenti online dichiara infatti che quest’anno farà più acquisti di regali di Natale online rispetto all’anno scorso. La quota di coloro che sono orientati a fare meno acquisti di regali online scende negli anni, indice della soddisfazione verso una soluzione che risulta comoda e piena di opportunità.

    Il 2014 è stato un anno positivo per l’E-commerce italiano” – dichiara Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italiano – “In particolare, in vista del periodo natalizio l’aumento degli acquirenti online come vediamo è una tendenza che si conferma in crescita ormai da quattro anni. Nel corso del 2014 abbiamo assistito a un forte incremento del numero degli e-shoppers. Secondo i dati degli ultimi mesi gli italiani che hanno comprato online almeno una volta nella vita sono 21,8 milioni, di questi 10 milioni sono acquirenti online abituali, ovvero persone che compiono questa operazione una volta al mese. Cifre considerevoli raggiunte grazie alla convergenza di diversi fattori. Tra questi, sicuramente incide la diffusione degli acquisti proveniente da dispositivi mobile, si attesta, infatti, al 23% la quota di chi, negli ultimi sei mesi, ha fatto acquisti via App da smartphone o tablet. Secondo le nostre ultime rilevazioni ogni 100 acquisti online 15 sono originati da dispositivo mobile. Si tratta di un segmento di consumatori molto interessanti in quanto acquistano con importi medi più elevati e con frequenza maggiore della media. Questi fenomeni sono indice del fatto che ci troviamo davanti a una nuova tipologia di consumatore che abbiamo definito Superconsumatore, un individuo abituato alla multicanalità e che possiede il pieno controllo sul processo di acquisto per soddisfare i propri bisogni.”

    In un periodo che vede le famiglie italiane ancora in fase di assestamento rispetto alla crisi economica anche i settori delle flash sales e del couponing hanno giocato un ruolo positivo nello sviluppo dell’E-commerce in quanto propongono prodotti e servizi di qualità a prezzi assolutamente vantaggiosi. Per quanto riguarda, invece, le tendenze nelle diverse categorie l’abbigliamento ha sicuramente avuto un peso rilevante nello sviluppo degli ultimi anni, ma anche il food e l’arredamento si stanno affermando come categorie emergenti”.

    Le categorie che ricavano maggior impulso dagli acquisti della stagione natalizia sono, nell’ordine, prodotti di:

    • Salute & Benessere
    • Attrezzatura sportiva
    • Biglietti di viaggio
    • Abbigliamento e scarpe
    • Soggiorni di vacanza.

    E voi effettuerete i vostri acquisti di Natale online? E in che misura? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Il doodle di Google è per i 150 anni della nascita di Henri de Toulouse-Lautrec

    Il doodle di Google è per i 150 anni della nascita di Henri de Toulouse-Lautrec

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    150 anni fa nasceva Henri de Toulouse-Lautrec, pittore francese, l’ultimo vero artista dell’Impressionismo, a cui Google oggi dedica il doodle. Una vita breve la sua, morì all’età di 37 anni. E’ considerato anche il primo vero pubblicitario, considerato il maestro dei manifesti

    Nuovo doodle di Google dedicato questa volta ad un grande protagonista dell’arte e della cultura a livello mondiale. Il doodle di oggi è dedicato a Henri de Toulouse-Lautrec, il celebre pittore francese, l’ultimo grande artista di quel movimento artistico che era l’Impressionismo, anche se poi gran parte delle sue opere sono da ascriversi nel periodo post-impressionista. Infatti fu il primo e grande artista dell’Espressionismo, il movimento artistico che cercava di cogliere le emozioni dalla realtà di tutti i giorni. Il doodle è visibile quasi a livello globale. Non è (ancora, forse) visibile negli Usa, in gran parte dell’Asia, comprese Cina, India e Giappone.

    Nel doodle vediamo l’artista disegnare una grande G, mentre sull sfondo un manifesto che si rifà ad “Affiche” (1891) cje pubblicizza il Moulin Rouge, dove la scritta compare tre volte, come appunto quella di Google.

    Henri-de-Toulouse-Lautrec

    Henri de Toulouse-Lautrec è stato il pittore delle notti parigine, da Montmartre ci mostra le abbaglianti sale da ballo, le sale dei caffè-concerto, descrivendo però anche la miseria e la sofferenza dei personaggi che lo popolano. Il suo stile sintetico ed espressivo ha influenzato l’illustrazione e addirittura il successivo linguaggio della pubblicità. Infatti Toulouse-Lautrec è considerato il primo vero pubblicitario, Nella sua vita Lautrec eseguì 30 manifesti tra i quali sono famosi i manifesti pubblicitari di locali parigini (Divan Japonais, Moulin Rouge: Bal Tous les soirs, Aristide Bruant all’Ambassadeurs), che nel tempo hanno reso celebre la loro immagine. L’ultimo venne eseguito nel 1896.

    L’artista purtroppo non godeva di buona salute e il suo fisico, era alto solo 1 metro e 51 centimetri, era molto fragile, questo per effetto dei matrimoni consanguinei contratti nelle precedenti generazioni tra dall’aristocratica famiglia dei Toulouse-Lautrec. Tuttavia questo non fi da ostacolo per la sua intensa attività artistica. Nel 1971 venne effettuato un elenco completo delle sue opere quantificate in: 737 dipinti, 275 acquerelli, 369 litografie (compresi i manifesti) e circa 5000 disegni. Trenta disegni sono stati poi scoperti lo scorso anno nel “tesoro” di Cornelius Gurllit, figlio di un mercante d’arte sotto il periodo nazista.

    L’artista muore nel 1901 all’età di 37 anni.

  • Jabra presenta Evolve, le nuove cuffie professionali

    Jabra presenta Evolve, le nuove cuffie professionali

    Jabra-Evolve

    Jabra presenta Evolve, una nuova serie composta da 5 cuffie con tecnologia di cancellazione attiva e passiva del rumore di qualità superiore, indicatore Busy Light per non essere disturbati e braccetto del microfono flessibile che può essere comodamente integrato nell’archetto, per una maggiore versatilità d’uso

    Jabra, leader nella produzione e commercializzazione di dispositivi audio per le comunicazioni a mani libere, annuncia la nuova serie di cuffie Jabra Evolve™, la prima gamma di cuffie professionali che va incontro alle esigenze dei lavoratori mobili, di cui il 69% afferma che i rumori nell’openspace hanno un impatto negativo sui loro risultati. Attraverso una tecnologia di cancellazione del rumore avanzata, Jabra Evolve intende migliorare la produttività offrendo una vera e propria “zona di concentrazione” personale.

    La serie è composta da 5 cuffie, tutte ideate appositamente per cancellare i rumori di fondo, mediante un indicatore, “Busy Light”, che segnala quando l’utente non vuole essere disturbato. Un’altra importante innovazione che caratterizza le nuove Jabra Evolve è il braccetto del microfono flessibile che può essere comodamente integrato nell’archetto, per una maggiore versatilità d’uso: dentro l’ufficio per effettuare e rispondere chiamate e durante il tempo libero per ascoltare musica.

    Le cuffie Evolve di Jabra creano una zona di concentrazione personale che aumenta l’impegno e la soddisfazione per i dipendenti che lavorano in luoghi di lavoro sempre particolarmente affollati e rumorosi”, ci diceHolger Reisinger, Vice Presidente Marketing di Jabra Products & Alliances. “Abbiamo progettato la serie Jabra Evolve tenendo presente sia il datore di lavoro sia l’utente finale, offrendo una soluzione completa al fine di migliorare il ritorno sugli investimenti attraverso una maggiore produttività sul posto di lavoro e un’adozione più rapida e piacevole da parte dei dipendenti,” conclude Holger Reisinger.

    La serie Jabra Evolve offre una varietà di caratteristiche e vantaggi attraverso cinque varianti – 20, 30, 40, 65 e 80. Questa scelta permette a chiunque debba lavorare con cuffie professionali di soddisfare in modo più efficace una vasta gamma di esigenze.

    Le caratteristiche principali della nuova gamma Jabra Evolve includono:

    – Tecnologia di cancellazione del rumore avanzata: La serie è dotata di cuscinetti in gomma appositamente progettati per un adattamento ottimale all’orecchio, bloccando cosi ogni rumore esterno. Il top di gamma – Jabra Evolve 80 – offre una cancellazione del rumore addizionale con uno stile di indossaggio dietro l’orecchio.

    – Busy Light: Indicatori Led busy light integrati che segnalano la disponibilità o l’indisponibilità dell’utente ai colleghi.

    – Ideali per musica e chiamate: audio di qualità superiore sia per le chiamate professionali sia per l’intrattenimento musicale.

    – Studiate per la mobilità: Funzionalità Bluetooth integrata e tecnologia plug-and-play attraverso la presa USB e cavi stereo da 3.5 mm.

    Sicuramente un prodotto da provare.

    Jabra

    Jabra è un marchio di GN Netcom, società controllata da GN Store Nord A/S (GN), quotata al NASDAQ OMX. Jabra conta circa 925 dipendenti in tutto il mondo e nel 2012 ha raggiunto un fatturato pari a 2,612 million DKK. Jabra, produttore numero uno al mondo di innovative soluzioni audio a mani libere, con le sue divisioni business e consumer, sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di auricolari, speakerphone e cuffie Wireless e con filo per la telefonia mobile, gli uffici, i mobile worker e i Contact Center.

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  • Nel dopo Snowden gli utenti più attenti alla Privacy

    Nel dopo Snowden gli utenti più attenti alla Privacy

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    Di recente Edward Snowden, colui che ha fatto conoscere al mondo lo scandalo della NSA, ha invitato gli utenti internet ad abbandonare Dropbox, Facebook e Google. Un’indagine di F-Secure ci dimostra infatti come molte persone siano davvero disposte a farlo per passare a servizi più sicuri

    Sulla scia dei consigli di Edward Snowden di passare da Dropbox, Facebook e Google a servizi che pongono una priorità elevata sulla sicurezza e la privacy, F-Secure sta rilasciando i risultati di un’indagine che mostrano come molta gente sia disposta a mettere in pratica questo suggerimento. L’indagine, che ha coinvolto 4800 persone in sei paesi (USA, UK, Francia, Germania, Brasile e Filippine), mostra anche che la maggior parte delle persone ha cambiato le proprie abitudini in Internet negli ultimi mesi proprio grazie alle problematiche emerse sulla privacy.

    In una recente videointervista rilasciata al “The New Yorker” l’11 ottobre scorso, Snowden ha messo in guardia gli spettatori affermando che servizi Internet come Dropbox, Facebook e Google sono pericolosi e dovrebbero essere evitati. Dall’indagine risulta infatti che il 53% degli intervistati sarebbe disposto a passare da servizi come Google verso servizi più attenti alla privacy per evitare di essere profilato mentre naviga in Internet. Il 56% ha confermato di essere diventato più attento nei confronti dei servizi Internet basati negli US nel corso dell’ultimo anno. Il 46% dichiara che sarebbe disposto a pagare per essere certo che nessun dato personale passi attraverso gli Usa. E il 70% si dice preoccupato relativamente al potenziale della sorveglianza di massa delle agenzie di intelligence nei Paesi in cui i propri dati possono passare.

    privacy snowden

    Il 68% di chi ha risposto ha affermato che cerca di proteggere la propria privacy, almeno qualche volta, con la navigazione privata o anonima o criptando le comunicazioni. E il 57% ha dichiarato che non è d’accordo con aziende che usano i dati di profilazione in cambio dell’offerta di un servizio gratuito.

    Dall’indagine risulta anche che paesi come Germania, Brasile e le Filippine hanno mostrato alcuni dei più alti livelli di preoccupazione nei confronti della privacy. Quando è stato chiesto se avessero cambiato alcune delle loro abitudini su Internet nei mesi recenti a causa delle crescenti preoccupazioni nei confronti della privacy, una media del 56% delle persone ha risposto di sì: 45% in UK, 47% negli US, e 49% in Francia, e in misura ancora più elevata 60% in Germania e 67% in Brasile e nelle Filippine.

    Siete anche voi dello stesso parere? Raccontateci cosa ne pensate?

  • Pharmawizard, l’app per conoscere meglio i farmaci

    Pharmawizard, l’app per conoscere meglio i farmaci

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    Da oggi scaricando l’app Pharmawizard sarà possibile cercare e confrontare informazioni ufficiali sui medicinali e trovare le farmacie in modo facile e intuitivo. Tutte le informazioni sui farmaci saranno quindi a portata di mano. L’app è disponibile per Android e iOS

    Quando la tecnologia incontra le competenze in campo farmaceutico ecco che nasce Pharmawizard, il nuovo servizio digitale che aiuta gli utenti a orientarsi nel mondo del farmaco semplificando la ricerca e l’organizzazione delle informazioni collegate ai medicinali. Attraverso l’app per dispositivi Android e iOS, Pharmawizard mette a disposizione degli utenti informazioni ufficiali e affidabili tratte dalla Banca Dati del Farmaco e dagli Open Data del Ministero della Salute, per la prima volta rese chiare e facilmente consultabili.

    Il motore di ricerca di Pharmawizard, grazie a sofisticate tecniche semantiche è stato progettato in modo da rendere la ricerca di farmaci come nizagara 100 un utente inesperto più semplice e flessibile. Cercando il nome del farmaco si può sapere se si tratta di un prodotto di marca, equivalente o della stessa classe terapeutica, se serve la prescrizione o se rientra nella categoria di automedicazione. Digitando un sintomo, si ottengono indicazioni sui medicinali da banco per disturbi passeggeri e di lieve entità (raffreddore, tosse, ecc.) e, in caso di bisogno, su dove si trova la farmacia aperta più vicina. Pharmawizard seleziona le parti più rilevanti dei foglietti illustrativi (i cosiddetti bugiardini), permettendo di capire in pochi click quali sono le indicazioni terapeutiche, le controindicazioni, le interazioni e di confrontare tra loro i farmaci. Inoltre, l’applicazione permette al consumatore di risparmiare soldi mettendo in relazione il prezzo di un farmaco di marca e quello del suo equivalente.

    Pharmawizard non si sostituisce al medico, alle sue prescrizioni e competenze, rappresenta piuttosto una fonte d’informazioni aggiuntiva e autorevole, ricca di funzioni studiate e ideate appositamente per essere il punto di riferimento degli utenti per quanto riguarda la salute e i medicinali, offrendo un servizio sociale al cittadino e contribuendo all’abbattimento del digital divide nel mondo della salute.

    Lavorando come farmacista ho sperimentato in prima persona come spesso i clienti siano confusi in merito a medicinali e terapie e basandomi sulla mia personale esperienza mi sono detta: perché non creare un servizio per aiutare le persone a fare scelte più consapevoli e informate? Ho coinvolto esperti di tecnologia digitale, finanza e marketing per realizzare la mia visione; cosi è nato Pharmawizard”, spiega Luana Longo, fondatrice di Datawizard, società che ha creato Pharmawizard. “Oggi l’applicazione risponde al bisogno dei cittadini di essere informati sull’uso e consumo consapevole di un medicinale. Ma non ci fermiamo qui: la visione complessiva del nostro progetto è molto più ambiziosa e prevede – già dai prossimi mesi – la realizzazione di ulteriori funzioni a copertura di tutto il processo di scelta, acquisto e gestione del farmaco da parte del cittadino”.

    Il servizio lanciato è solo il primo passo di un progetto molto più ampio, che prevede un’evoluzione nel tempo e lo sviluppo di ulteriori e innovative funzioni indirizzate sia ai consumatori, per una gestione completa dei farmaci, sia al mondo sanitario e delle farmacie.

    Una maggiore conoscenza del farmaco, delle sue modalità di assunzione e di eventuali farmaci equivalenti contribuisce a evitare lo “spreco banale” relativo a una spesa non corretta dei farmaci e ad arginare il problema della mancata aderenza  terapeutica, il cui effetto negativo sulle tasche dei cittadini, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, costa circa 125 miliardi di euro l’anno.

    L’app di Pharmawizard è disponibile su Google Play e iTunes Store.

    PHARMAWIZARD-salute-digitale-infografica

     

  • Twitter, i tweet si possono condividere in DM

    Twitter, i tweet si possono condividere in DM

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    Twitter rilascia una nuova funzionalità che permette di condividere i tweet anche attraverso i DM, i messaggi privati. Le conversazioni quindi si possono sviluppare anche privatamente sulla piattaforma da 140 caratteri. I cambiamenti che Dick Costolo aveva promesso cominciano ora a vedersi

    Twitter comincia a dare seguito a quelle che la settimana scorsa Dick Costolo aveva annunciato come prossime novità. E tra quelle annunciate c’era proprio quella di introdurre una funzionalità che potesse migliorare la messaggistica privata all’interno della piattaforma. Una mancanza sottolineata dallo stesso CEO di Twitter e che doveva essere colmata. Ed eccola arrivata, appunto.

    Con un post sul blog ufficiale Twitter annuncia l’avvio della possibilità di condividere i tweet anche attraverso i DM, i Direct Messages, ossia i messaggi privati. La funzione è già attiva su Twitter.com, via web, su TweetDeck per Chrome e Windows, per Mac arriverà presto. Ed è possibile anche via mobile su Android e iOS dopo aver effettuato l’aggiornamento dell’applicazione.

    tweet in dm

    Per condividere i vostri tweet in DM da Twitter.com e TweetDeck basta semplicemente selezionare il tweet, cliccare su “Altro” (i tre pallini) e selezionare “Condividi via Messaggio Diretto“. Da mobile è ancora più semplice perchè dopo aver selezionato il tweet è sufficiente premere a lungo sul tweet stesso e poi cliccare “Condividi via Messaggio Diretto”. La persona a cui invierete il tweet riceverà una normale notifica di messaggio.

    Con questa nuova funzione Twitter si concentra sulla messaggistica, la parte che in effetti mancava sulla piattaforma. Ovviamente sarà da verificare quanto questa fosse necessaria e se poi gli utenti ne faranno uso. Il tutto si colloca all’interno di una strategia che più volte abbiamo sottolineato, ossia quella di incrementare il coinvolgimento degli utenti, soprattutto dei nuovi utenti, quelli che si avvicinano per la prima volta alla piattaforma. In pratica gli utenti hanno adesso la possibilità di sviluppare conversazioni in privato in quanto troverebbero difficoltoso farlo in pubblico, difficoltà in effetti tutta da verificare.

    Se la vogliamo dire tutta, per quanto sia presentata come novità, questa non lo è affatto. Si ripropone uno schema già visto non solo in epoca recente ma addirittura nelle prima chat degli anni ’90, quando si selezionava l’utente con cui poi conversare “a parte”.

    Oggi Twitter ha bisogno di utenti, un grande bisogno, e ha necessità che gli stessi trascorrano sulla piattaforma più tempo possibile. Vedremo se gli effetti andranno in questa direzione.

    In attesa di altre novità che non tarderanno ad arrivare, che ne pensate voi? Raccontateci la vostra impressione.