Autore: Franz Russo

  • Più Internet e più Mobile, ecco l’app di Radio RAI

    Più Internet e più Mobile, ecco l’app di Radio RAI

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    Ecco l’app di Radio RAI che permette agli utenti di accedere a una serie di contenuti multimediali che arricchiscono la fruizione dei programmi, dandoci l’accesso all’intera offerta multimediale disponibile per ogni canale di Radio Rai. Con una particolare attenzione per l’informazione. L’app è gratuita ed è disponibile per iOS, Android, Blackberry

    Qui sul nostro blog da sempre raccontiamo di come il Mobile stia sempre di più prendendo piede nella nostra società, dando la possibilità di fatto agli utenti di poter fruire dei contenuti preferiti anche in movimento. E in questo contesto vi presentiamo oggi l’app di Radio RAI, l’applicazione che vi permette di ascoltare la radio da mobile e di fruire di tutti i contenuti che essa propone. Del resto, la radio è sempre stata vicina alle persone nel loro movimento; basta pensare alla tipica famiglia di qualche anno fa in passeggiata domenicale: il padre con la radiolina all’orecchio intento a seguire le dirette sportive di “tutto il calcio minuto per minuto”. Un’immagine che con il tempo si è dissipata, ma non di è dissipata certo la radio che continua invece ad evolversi, quindi a vivere il cambiamento dei nostri tempi.

    E proprio in questo che è l’anno della radio, si celebrano infatti i 140 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi, i 90° della radiofonia Italiana, il 40° compleanno delle radio private, Radio Rai potenzia la sua offerta con la propria app. L’obiettivo è portare la Radio di qualità sempre più vicina al suo pubblico, anche grazie alla nuova incarnazione dell’app, che ci porta la Radio RAI, in modalità crossmediale, sui cellulari e i tablet. Aggiungendo ai contenuti “naturali” un valore aggiunto non banale. Oggi è possibile ascoltare in mobilità, in diretta, anche quei canali di Radio RAI che non erano disponibili in radio. L’app permette di accedere a una serie di contenuti multimediali che arricchiscono la fruizione dei programmi, dandoci l’accesso all’intera offerta multimediale disponibile per ogni canale di Radio Rai: Radio 1, Radio 2, Radio 3, Fd4, Fd5, Isoradio, GR Parlamento e i tre canali di webradio Rai, Wr6, Wr7 e Wr8.

    Una particolare attenzione è stata dedicata all’informazione: nuove sezioni sono state dedicate all’informazione del Giornale Radio Rai in cui sarà possibile riascoltare e scaricare le ultime edizioni di Gr1, Gr2 e Gr3 e consultare gli archivi delle edizioni dei giorni precedenti. L’app ci mette a disposizione la Guida Programmi dei prossimi 7 giorni, aprendoci tutto il mondo dei contenuti on demand disponibili per quel programma (audio delle puntate, video e foto) e l’elenco dei programmi on demand disponibili per ogni canale (sia in onda che web only). Ovviamente, potremo riascoltare in podcast tutta una serie di contenuti che ci siamo persi “in diretta”.

    Con l’app Radio RAI possiamo addormentarci con il nostro programma preferito, e lo smartphone si spegnerà da solo; o usare il nostro device come una vera e propria radiosveglia, che ci farà iniziare giornata svegliandoci con il programma radio RAI che preferiamo. L’app ci permette di interagire direttamente con i programmi inviando messaggi ai conduttori utilizzando il proprio smartphone e ascoltare in anteprima la playlist musicale dei tre canali radio delle Rai.

    Se vogliamo ascoltare Radio RAI in auto, specialmente quei canali che non sono disponibili sulle onde hertziane, l’app propone una Modalità Car – un’interfaccia semplificata per cambiare diretta con un semplice tocco, utile nelle situazioni in cui possiamo (e dobbiamo) prestare poca attenzione alla navigazione dell’app.

    Insomma, un’app davvero completa a cui non manca proprio nulla. L’app è completamente gratuita ed è disponibile per:

    • iOS (iPhone, i Pad…)
    • Smartphone e Tablet Android
    • Kindle Fire
    • Blackberry

    Maggiori informazioni potete ottenerle a questo link.

  • L’86% degli italiani sceglie l’albergo solo se con il wi-fi incluso

    L’86% degli italiani sceglie l’albergo solo se con il wi-fi incluso

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    Secondo un’indagine condotta a livello europeo e promossa da Holiday Inn Express, brand alberghiero molto conosciuto, il wi-fi incluso è il fattore chiave che determina la scelta di un hotel, soprattutto quando si viaggia per lavoro. Dall’indagine risulta che l’86% degli italiani sceglie un albergo solo se ha il wi-fi incluso; oltre il 50% di chi viaggia per lavoro rimane connesso per più di 4 ore

    L’indagine che vi presentiamo oggi ci offre una nuova conferma di quanto Viaggiare faccia sempre più rima con Connessione, intesa sia nel senso tecnico del termine ma anche nel senso di restare in contatto con le persone. Ecco quindi un’altra conferma di quanto le infrastrutture tecnologiche influiscano sul sistema ricettivo italiano: l’86% degli italiani dichiara di scegliere un hotel solo se ha il wi-fi incluso. Lo riporta un’indagine europea promossa da Holiday Inn Express®, brand alberghiero del gruppo InterContinental Hotels Group (IHG®), dove si rileva che il wi-fi incluso è il fattore chiave che determina la scelta di un hotel, soprattutto quando si viaggia per lavoro. In Italia, ad oggi, il 58% delle strutture alberghiere include il wi-fi nel costo del soggiorno.

    Avere a disposizione il wi-fi è quindi una condizione imprescindibile in molte circostanze, specialmente quando si parla di spostamenti. Una parte importante del viaggio, è costituita dalla comunicazione con i propri contatti in tempo reale durante tutto il soggiorno. E la questione è ancora più pressante nel caso in cui gli ospiti di un hotel siano in viaggio d’affari, quando oltre il 50% sta connesso per più di 4 ore ogni giorno. Da 0 a 10, l’importanza data al wi-fi quando si soggiorna in un albergo raggiunge per gli italiani il livello 8. La fascia più interessata alla connessione è identificata tra i 40-49 anni.

    Nei viaggi di lavoro, il 62% degli italiani passa più di 4 ore connesso, un dato che dall’indagine risulta essere superiore alla Spagna (53%) e alla Francia (45%). Il 29% degli italiani, se al lavoro, dichiara persino di stare connesso più di 8 ore. Gli spagnoli sono i più decisi quando si tratta di staccare la spina: solo il 39% rimane connesso per più di 4 ore nel tempo libero contro il 52% di italiani e il 53% di francesi.

    In albergo, gli ospiti si connettono alla rete wi-fi principalmente la mattina presto e prima di cena per inviare email (77%), cercare informazioni in merito al luogo in cui ci si trova (68%) e accedere ai social network (65%). Gli italiani, come sappiamo bene amano particolarmente i social network e anche in viaggio non si smentiscono: il 65% usa il wi-fi per connettersi ai social network e parlare con amici. In Spagna la percentuale scende al 62% e in Francia al 51%. Nel 12% dei casi la connessione in hotel serve ai francesi per guardare film per adulti, mentre gli spagnoli per il 23% preferiscono le video-conferenze.

    Qui in alto, vedete il video dal titolo “Password: Keep it simple”, che racconta attraverso la comicità di attori dello Zelig (si riconosce Massimiliano Cavallari dei Fichi d’India) gioie e dolori del wi-fi in hotel, rassicurando il pubblico con una certezza.

    Anche voi scegliete il vostro albergo in base al wi-fi? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

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  • Land Rover Discovery compie 25 anni, il film degli utenti

    Land Rover Discovery compie 25 anni, il film degli utenti

    Land Rover Discovery compie 25 anni e per l’occasione Land Rover ha chiesto ai possessori di Discovery di tutto il mondo di inviare un video o una foto che li ritraesse durante un’avventura vissuta con la propria auto. Il risultato è un video che racconta una storia di 25 anni di emozioni

    Per celebrare i 25 anni di storia della Land Rover Discovery, Land Rover ha chiesto ai possessori di Discovery di tutto il mondo di inviare un video o una foto che li ritraesse durante un’avventura vissuta con la propria auto. Il risultato è un video emozionante (lo vedete in alto in copertina al post), che racconta una storia lunga ben 25 anni e che è stato diffuso sui canali social di Land Rover, come Facebook, Twitter, YouTube.

    Era il 16 settembre 1989 quando al Salone di Francoforte Land Rover sorprende tutti presentando un nuovo veicolo battezzato Discovery, che arriverà po in Italia nei primi mesi del 1990. Il progetto venne sviluppato da David Evans e dal suo team, con il nome di “progetto Jay”. Land Rover Discovery venne venduta inizialmente solo in versione 3 porte, probabilmente la Land Rover temeva una sovrapposizione con la Range. Per risparmiare sui costi di produzione, molti componenti della Discovery vennero presi in prestito da vecchi modelli Austin Rover come la strumentazione, le maniglie delle porte (Morris Marina) e i fari (quelli posteriori sono gli stessi della Maestro Van).

    Fino a quella data Land Rover veniva considerato un brand conservatore, legato essenzialmente a modelli come il Range e la Land Rover, ma con il Discovery tutto cambia.

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    La Discovery prima serie subisce il classico restyling di metà carriera nel 1994. Nel 1999 cede invece il testimone alla generazione successiva, la Discovery II Series. Nonostante nell’aspetto fosse molto simile alla prima Discovery, la seconda serie era completamente nuova e disponibile solo con carrozzeria a 5 porte. Nuovo e profondo restyling nel 2002, il design fu adeguato al nuovo corso stilistico inaugurato con l’attuale Range Rover che fece il suo debutto lo stesso anno. Il 2004 vede il lancio della Discovery 3 con rivoluzionarie soluzioni tecniche adottate con l’aggiunta, sui modelli top di gamma, delle sospensioni pneumatiche regolabili in altezza su tutte e quattro le ruote e del sistema “Terrain Response”. La nuova generazione 2010 della Discovery è stata presentata ufficialmente al Nyias, nel 2009 a New York durante l’International Automobile Show, meglio conosciuto come Salone di New York. Si tratta pur sempre di un restyling della versione 3, ma con importanti novità tecnologiche che, da quanto indicato dalla Land Rover, la rendono ancora uno tra i fuoristrada più validi presenti sul mercato.

    Il nuovo modello, la Land Rover Discovery Sport sarà disponibile in Italia dai primi mesi del 2015 e sarà chiamata a sostituire la Freelander. Dal punto di vista dello stile la nuova Discovery Sport mostra un forte legame di parentela con la Evoque, quindi si presenta con un fuoristrada dalla linea moderna e accattivante.

  • Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

    Twitter, tutti i tweet sono ricercabili dal 2006 ad oggi

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    Twitter in un post sul blog ufficiale annuncia che da oggi tutti i tweet, si parla di centinaia di miliardi, sono ricercabili. In verità lo erano già prima ma con forti limiti. Adesso sono rintracciabili dal 2006 ad oggi. E’ quindi possibile risalire a tutti i tweets del terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, oppure delle Elezioni Usa del 2012, #Election2012

    Twitter ha annunciato attraverso un post sul blog ufficiale, a firma di Yi Zhuang, ingegnere che si occupa della parte search della piattaforma, che da oggi tutti i tweet dal 2006 ad oggi sono ricercabili. Un bel passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Sì perchè i tweet che noi ogni giorno inviamo sono già rintracciabili, ma solo fino ad una settimana indietro, quelli più vecchi venivano rintracciati sono se avevano ottenuto un forte livello di condivisione, quindi molti RTs e preferiti. Stiamo parlando di una enorme massa di tweet che si potrebbe definire come centinaia di migliaia, l’intero indice sarebbe di “mezzo trilione di documenti” che cresce al ritmo di diversi miliardi di tweet a settimana.

    Con questa nuova possibilità, sarà possibile quindi rintracciare tutti i tweet durante il terremoto in Giappone, #JapanEarthquake, i tweet delle elezioni Usa del 2012, #Election2012, oppure ancora rintracciare i tweets relativi al recente referendum in Scozia, #ScotlandDecides, e tanti altri ancora. Come ricorda Zhuang, questa possibilità sarà disponibile per tutti gli utenti nei prossimi giorni.

    L’operazione è frutto di un lavoro iniziato nel 2012 quando l’indice 2 miliardi di tweet, tra quelli più condivisi, nel 2013 venne poi esteso e poi in questo anno l’indice è stato esteso ancora di più. Il post di Zhuang si spinge poi nello spiegare tutto il meccanismo che portato alla costruzione dell’indice che è quindi in grado di sostenere una tale mole di dati.

    Ecco questa è una nuova funzione che renderà Twitter ancora più completo, sempre nell’ottica di migliorare l’esperienza di utilizzo degli utenti. Come detto all’inizio, la rintracciabilità esisteva già prima ma per periodi francamente ridotti che non esaudivano le effettive richieste degli utenti. E quasi sempre bisognava ricorrere a applicazioni di terze parti per poter avere un minimo di ricerca più approfondita (basti pensare a Topsy), se non rivolgersi qui https://twitter.com/search-home.

    E voi che ne pensate?

  • Spotify continua crescere e assume 500 lavoratori

    Spotify continua crescere e assume 500 lavoratori

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    Spotify, il servizio di musica in streaming più usato al mondo, continua ormai la sua crescita inarrestabile. E Martin Lorentzon, co-founder di Spotify, intervenendo a Slush, evento dedicato alle tecnologie e alle startup che si sta tenendo ad Helsinki, ha detto che presto verranno assunte 500 persone per potenziare la presenza a New York e Stoccolma

    Spotify, il servizio di musica in streaming più usato al mondo, continua ormai la sua crescita inarrestabile e in virtù di nuovi programmi di sviluppo, orientati soprattutto a potenziare la sua presenza a New York e Stoccolma, sta assumendo nuove persone. Obiettivo è quello di arrivare ad aumentare la propria forza lavoro del 33%.

    Ad affermarlo è il co-founder di Spotify, Martin Lorentzon che ha parlato a Slush, uno degli eventi dedicati alle tecnologie e alle startup tra i più importanti in Europa che si sta tenendo ad Helsinki. Lorentzon ha dichiarato che la compagnia conta ad oggi 1.500 lavoratori e che ne sta reclutando altre 500 per arrivare a 2.000 impiegati. Al momento non si conoscono altri dettagli, soprattutto per quel che riguarda la tempistica con cui si procederà alle assunzioni e ancora meno si conosce quali saranno i profili ricercati.

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    Una notizia che conferma l’ottimo stato di salute di Spotify che da poco, praticamente da ieri, ha suggellato una nuova partnership questa volta con Uber, grazie alla quale gli utenti potranno scegliere la propria colonna sonora anche quando viaggeranno in auto.

    Attivarlo è molto semplice, basta collegare il proprio account sulla schermata del profilo Uber; richiedere l’auto; toccare la barra della musica e selezionare i brani dalla playlist già pronta; si può controllare la musica dall’app Uber o da Spotify. L’integrazione tra Uber e Spotify sarà lanciata sulle auto abilitate per Spotify il prossimo 21 novembre in 10 città: Città del Messico, Londra, Los Angeles, Nashville, New York, San Francisco, Singapore, Stoccolma, Toronto e Sydney. Il lancio globale seguirà nelle settimane successive.

    Spotify conta ad oggi oltre 50 milioni di utenti attivi ogni mese, dei quali più di 12,5 milioni hanno sottoscritto un abbonamento E’ il servizio di musica in streaming più popolare anche se non mancano rivali importanti come Deezer a Rhapsody a Beats Music. E nel settore è da poco sbarcato anche YouTube che nei giorni scorsi ha lanciato un servizio musicale a pagamento chiamato Music Key. E anche su questo Lorentzon ha detto la propria, sostenendo che ”è una buona cosa, mi spinge a correre più veloce”.

  • E’ online ShoppingVerify, dove recensire i siti e-commerce

    E’ online ShoppingVerify, dove recensire i siti e-commerce

    ShoppingVerify

    Presentato alla Conferenza Europea sull’E-commerce, è da oggi online ShoppingVerify, il sito realizzato da “Casa del Consumatore” che consente agli utenti di lasciare commenti e recensioni sugli e-commerce italiani, europei e del resto del mondo. ShoppingVerify è un’iniziativa del progetto “Check-up Diritti”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico

    E’ stato presentato oggi alla Conferenza Europea sull’E-commerce, ShoppingVerify, il sito realizzato da Casa del Consumatore che permette agli utenti di lasciare  commenti e recensioni sugli e-commerce italiani, europei e del resto del mondo. Il sito, online proprio da oggi, esce in contemporanea nelle versioni italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola. Entro la fine di questo anno saranno online anche le versioni greca, rumena e norvegese.

    Realizzato grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da un’associazione nazionale di consumatori libera da rapporti economici con gli e-commerce, ShoppingVerify offre agli utenti la possibilità di segnalare all’associazione e agli altri utenti sia gli abusi che le eccellenze del commercio elettronico.

    Con ShoppingVerify la nostra associazione di consumatori entra nel settore dei commenti e recensioni degli utenti del web, tradizionalmente in mano a pochi colossi internazionali o ad imprese che promuovono i commenti a soli fini pubblicitari o di fidelizzazione. Il sito è semplice da usare e consente a chiunque di conoscere e verificare e-commerce di diverse nazioni, grazie ad una banca dati condivisa tra tutte le versioni di ShoppingVerify e lo strumento della traduzione automatica dei commenti, che consente un reale scambio di idee ed esperienze tra consumatori di diverse lingue” – commenta così Giovanni Ferrari, Presidente di Casa del Consumatore

    ShoppingVerify nasce quindi come strumento di conoscenza per i consumatori ma anche per gli e- commerce, che avranno l’opportunità di rispondere ai clienti ed evidenziare le proprie positive performance a livello internazionale.

    ShoppingVerify è un’iniziativa del progetto “Check-up Diritti”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da Casa del Consumatore insieme ad Acu, Altroconsumo, Codici e Lega Consumatori.

  • Data Visualization, ecco perchè è importante [E-book]

    Data Visualization, ecco perchè è importante [E-book]

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    Ecco alcuni motivi per cui è importante conoscere la Data Visualization spiegati in un ottimo e-book, disponibile gratuitamente, realizzato da SAS, una delle più importanti in ambito di business analytics. Nell’era dei Big Data serve ottimizzare questi dati e renderli facilmente comprensibili, ecco perchè è importante questa attività

    Si sente parlare molto più spesso di Big Data, di Internet delle Cose, o Internet of Things (IoT) se volete, ma si sente parlare molto meno del come rendere facilmente comprensibili i dati che sono raccolti all’interno di questa macro aree. Viviamo un’era scandita ormai da dati che riempiono le nostre vite, così come le nostre attività, e capita spesso di avere la necessità di dover “mettere mano” ad una moltitudine di dati e di trovare difficoltà per farlo. Ecco che comincia sempre più ad emergere un’attività specifica in questo senso e si parla di Data Visualization, ossia quella attività, che molti vedono come l’equivalente della Visual Communication, che risulta fondamentale conoscere e utilizzare per meglio comprendere i dati con cui si ha a che fare. Il compito della Data Visualization è, quindi,quello di trasmettere alle aziende le informazioni in modo chiaro ed efficiente attraverso grafici o tabelle. E’ quindi un’attività, ma allo stesso tempo un prezioso strumento essenziale per cercare di “vedere” meglio i dati con cui dobbiamo misurarci e soprattutto uno strumento grazie al quale possiamo ordinarli e quindi comprenderli meglio.

    Attraverso la Data Visualization dunque le aziende hanno la possibilità di identificare i dati di cui dispongono e assegnare ad essi un valore che è utile per loro business. Val la pena di ricordare che la Data Visualization comporta benefici come:

    • ottimizzare i processi decisionali;
    • aumentare l’affidabilità delle analisi;
    • aumentare la condivisione delle informazioni;
    • aumentare il ROI (Return On Investment).

    Ecco che oggi vi presentiamo questo interessante e-book, disponibile gratuitamente, realizzato da SAS, azienda leader nella business analytics con ormai alle spalle quasi 40 anni di attività:

    [button color=”blue” size=”medium” link=”http://www.sas.com/gms/redirect.jsp?detail=GMS10756_13536 ” target=”blank” ]4 motivi per cui non puoi fare a meno della Data Visualization[/button]

    Un percorso durante il quale scoprire tutti i vantaggi di questa attività che sta diventando sempre più un’esigenza.

    Al link che vedete in alto cliccando il bottone, potete scaricare gratuitamente la vostra copia e cominciare da subito a comprendere come interpretare i vostri dati, perchè è vero che è necessario raccogliere tanti dati, ma è altrettanto vero sapere quali informazioni essi contengono. Quindi un buon inizio può essere la lettura di questo prezioso e-book.

  • BuzzMyVideos, 2,5 milioni di dollari da United Ventures

    BuzzMyVideos, 2,5 milioni di dollari da United Ventures

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    BuzzMyVideos, la startup fondata nel 2011 da Paola Marinone, ex manager di YouTube, ha annunciato oggi un importante finanziamento da United Ventures: 2,5 milioni di dollari. Con queste risorse, la società mira a rafforzare la posizione di leadership quale network internazionale di produttori di contenuti video, capitalizzando sulla rapida crescita dell’intrattenimento online

    BuzzMyVideos, la startup fondata nel 2011 da Paola Marinone, ex manager di YouTube, e sbarcata in Italia nell’aprile dello scorso anno, annuncia di aver ottenuto un finanziamento di 2,5 milioni di dollari da parte di United Ventures (fondo di Venture Capital fondato nel 2013 da Massimiliano Magrini e Paolo Gesess). L’investimento del fondo di venture capital di Massimiliano Magrini e Paolo Gesess consentirà a BuzzMyVideos di espandere la propria leadership nel promettente mercato dell’intrattenimento online.

    Fondato a Londra nel 2011 dall’ex manager di YouTube Paola Marinone, cui si è quasi subito unita Bengu Atamer (anche lei ex YouTube/Google), BuzzMyVideos si è rapidamente affermato quale network di riferimento per la nuova generazione di video star. Ai creatori di contenuto, BuzzMyVideos offre servizi e tecnologie per favorire la crescita dell’audience e la monetizzazione dei contenuti prodotti.

    Con una community internazionale comprendente oltre 5000 YouTuber di talento, tra i quali 1000 italiani, BuzzMyVideos conta oggi quasi 3 miliardi di visualizzazioni e oltre 15 milioni di iscritti ai canali dei content creator partner. BuzzMyVideos è stato il primo multi-channel network (MCN) europeo a firmare un accordo di content syndication con AOL e a lanciare uno strumento innovativo, gratuito e un unico nel suo genere – BuzzScorecard – per la valutazione e ottimizzazione automatica del proprio canale YouTube al fine di incrementarne l’audience, disponibile in quattro lingue: inglese, italiano, russo e turco.

    Grazie alla propria lungimiranza, BuzzMyVideos è oggi ottimamente posizionata per rispondere all’evoluzione e alle nuove richieste del mercato dell’ intrattenimento online, ancora al suo stadio iniziale e dunque con un ampio potenziale da cogliere”, ha dichiarato Massimiliano Magrini, co-fondatore e Managing Director di United Ventures. “Paola e Bengu hanno un’esperienza senza rivali nel mondo del video online e sono supportate da un team eccezionale con un debole per le tecnologie innovative e una prospettiva internazionale. Siamo davvero entusiasti di aiutarli a rafforzare la loro posizione come pionieri nel nuovo territorio del video online”.

    Paola-MarinoneSiamo solo all’inizio di una rivoluzione dell’intrattenimento, dove l’interesse degli utenti si sposta sempre più dal broadcasting allo streaming online. Le modalità di produzione e distribuzione dei contenuti online stanno cambiando rapidamente e i modelli di monetizzazione si stanno reinventando. E’ un momento ricco di opportunità per tutti: siamo orgogliosi di condividerlo con i nostri creator e i brand che credono in noi e nel futuro dell’online video”, ha aggiunto Paola Marinone, co-fondatrice e CEO di BuzzMyVideos.

    Per i creator, questo investimento e la stretta collaborazione con United Ventures saranno fondamentali sia per l’ampliamento dell’audience sia per incrementare le opportunità di monetizzazione. Vision globale e soluzioni tecnologiche evolute sono i fattori chiave per la crescita di BuzzMyVideos e siamo felici di collaborare con un VC di grande reputazione quale United Ventures e in particolare con Massimiliano Magrini, che – come me e Bengu – è un ex Googler”, conclude Paola Marinone.

    Questa nuova iniezione di capitali da parte di United Ventures conferma il successo della vision e del modello BuzzMyVideos che la proietta verso una forte crescita internazionale. L’investimento servirà per progettare e migliorare ulteriormente gli strumenti tecnologici a disposizione dei creatori di contenuto e ad ampliare le opportunità di collaborazione con editori e brand partner.

    Contestualmente al cambiamento di preferenze dei consumatori, che progressivamente migrano dalla fruizione dei tradizionali contenuti tv a forme di intrattenimento online via PC, tablet e mobile, nel panorama media si sta sviluppando una nuova generazione di creator dalle potenzialità enormi. In questo ambito, BuzzMyVideos sta emergendo come player internazionale di rilievo operante nei maggiori vertical: beauty, intrattenimento, food, musica, tecnologia e game.

    Come già ricordato, e di recente lo abbiamo fatto anche con una ricerca di Videology proprio orientata al nostro paese, il mercato del video online cresce in maniera vertiginosa e il trend è di ulteriore incremento grazie alla penetrazione del mobile, che presto raggiungerà nuovi record, in particolare nelle economie emergenti. Un’altra ricerca, di Cisco, ci dice che entro il 2017 più dei due terzi (69%) del traffico internet mondiale sarà generato dal consumo di video e, secondo una previsione Informa, il mercato del video online raggiungerà la cifra record di 37 miliardi di dollari.

  • Spreaker si sdoppia in due app e raggiunge i 4 milioni di utenti

    Spreaker si sdoppia in due app e raggiunge i 4 milioni di utenti

    Spreaker, la startup bolognese nata nel 2010, ha annunciato oggi il lancio di due nuove applicazioni: Spreaker Studio, che permette di trasmettere in diretta con una console professionale, e Spreaker Radio, che permette di avere i podcast preferiti sempre a portata di mano. E con l’occasione, Spreaker annuncia di aver raggiunto i 4 milioni di utenti

    Spreaker, la startup nata a Bologna nel 2010, una delle prime piattaforme in podcast nell’era dei Social Media, in questi anni ha conosciuto una crescita importante e oggi ha annunciato la nascita di due nuove applicazioni:

    Spreaker Studio: la nuovissima app per Android che permette agli utenti di trasmettere in diretta con una console professionale  e l’aggiunta di effetti sonori (la versione iOS sarà disponibile a Febbraio 2015).

    Spreaker Radio: l’app per l’ascolto che permette agli utenti di interagire con i tuoi ascoltatori e di avere a disposizione tutti i podcast dei tuoi Dj preferiti a portata di mano.

    Spreaker Studio dunque è focalizzata sulla creazione di contenuti audio. La separazione dell’app dall’originale permette all’utente un’esperienza più snella per lo streaming di programmi radio in diretta o per il consumo di podcast in un secondo momento. Gli ascoltatori hanno quindi a disposizione una versione semplificata per navigare all’interno della stessa in qualsiasi momento.

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    Gran parte degli utenti di Spreaker la utilizzano l’applicazione come strumento per estendere o sostituire la radio tradizionale e trovare contenuti originali, seguendo stazioni e argomenti di proprio interesse. L’applicazione oggi è disponibile disponibile per iOS, Android o Windows Mobile e Spreaker DJ è supportata anche da iPad.

    spreaker-logo

    Ma l’altra notizia è che Spreaker ha raggiunto i 4 milioni di utenti. Un traguardo importante per la startup e pensare che solo due anni fa gli utenti sulla piattaforma erano 1 milione. Segno che l’app piace, l’idea piace e la startup ha ancora davanti a se un enorme potenziale da esprimere.

    E questa crescita è anche sostenuta da dati concreti. Aumenta l’uso di podcast, sempre più fruiti anche da mobile, e che i principali fruitori hanno un’età compresa tra i 18 e i 24 anni. E il 30% degli americani ascolta podcast.

    Questo sviluppo nella storia della nostra azienda è un salto enorme per i nostri utenti. Ora che abbiamo raggiunto i 4 milioni di utenti è il momento di diversificare i nostri prodotti, tenendo conto c’è una vasta gamma di persone che preferisce ascoltare passivamente e c’è un’altra gamma di persone che crea attivamente grandi contenuti audio, Così abbiamo deciso di fare un app specifica per ogni gruppo “, ha detto Francesco Baschieri, co-fondatore e CEO. “Con Spreaker Studio chiunque può costruirsi e mantenere un proprio pubblico, mentre gli ascoltatori possono gestire i loro podcast preferiti e la radio direttamente dal dispositivo mobile preferito.”

    Come detto all’inizio, Spreaker è in forte crescita e ora ha una sede a San Francisco.

  • Glocalnews, il futuro dell’informazione digitale [Live Streaming]

    Glocalnews, il futuro dell’informazione digitale [Live Streaming]

    Seconda giornata della terza edizione di Glocalnews, il Festival del Giornalismo Digitale che si tiene a Varese fino al 16 Novembre. Sul nostro blog trasmetteremo in live streaming tutti gli eventi dalla Sala Campiotti. Tra gli speaker di oggi Massimo Russo, Rudy Bandiera, Sergio Maistrello, Gianluca Neri, Diana Letizia, Rosy Battaglia

    Seconda giornata di Glocalnews, terza edizione del Festival del Giornalismo Digitale che si tiene a Varese fino a domenica 16. Qui sul nostro blog trasmettiamo in live streaming tutti gli eventi dalla Sala Campiotti della Camera di Commercio di Varese, fino alla giornata di Sabato 15 Novembre. Sono oltre 60 eventi e 140 speaker per indagare sui temi caldi e sulle nuove frontiere del giornalismo digitale, e non solo. Dal 13 al 16 novembre a Varese si terranno incontri, spettacoli, laboratori formativi aperti a tutti e workshop riconosciuti dall’Ordine nazionale dei giornalisti per assolvere all’obbligo formativo previsto dalla normativa.

    Tema della giornata di oggi è il futuro dell’informazione digitale che in realtà fa da sfondo al festival.

    Gli appuntamenti di oggi sono:

    [Ore 9.00] “Corso di cultura digitale: Web 3.0: la più potente rivoluzione della storia dell’uomo” Corso di cultura digitale per giornalisti – 1^ tappa. Converseranno Massimo Russo (direttore Wired) e Rudy Bandiera (Giornalista e blogger), coordinerà gli interventi Silvia Giovannini (Giornalista).

    [Ore 10.30] – Sala Campiotti – Camera di Commercio di Varese

    Giornalismo, territori e festival

    Con Gianluca Neri (Festa della rete), Michele Mezza (Internet festival), Massimo Russo (Wired Next Fest), Sergio Maistrello (State of the net), Giusva e Raffaele (TabulaRasa)

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    [Ore 14.00] – Sala Campiotti – Camera di Commercio di Varese

    Corso di cultura digitale: Giornalismo e metriche: statistiche, engagement, Seo come influenzano il lavoro in redazione

    Corso di cultura digitale per giornalisti – 2^ tappa. Con Andrea Iannuzzi (Finegil), Marco Giovannelli (Varesenews) e Alessandro Cappai (Giornalista e Web editor)

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    [Ore 15.30] – Sala Campiotti – Camera di Commercio di Varese

    “L’ultimo click: tendenze e derive nell’informazione digitale”

    Con Antonio Rossano, Francesco Costa (Il Post), Diana Letizia (responsabile della redazione Web del Secolo XIX), Francesco Piccinini (direttore Fanpage), Federico Ferrazza (vicedirettore di Wired Italia), Daniele Chieffi (Giornalista).

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    [Ore 17.00] – Sala Campiotti – Camera di Commercio, piazza Monte Grappa 5

    Appunti per una Donna moderna

    Chiacchiere con il direttore di Donna Moderna Annalisa Monfreda, tra storie di copertina e vita quotidiana 3.0. Un caso esemplare del giornalismo italiano, al femminile ma non soltanto, tra carta e web.

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    [Ore 18.30] – Sala Campiotti – Camera di Commercio di Varese

    Foia4Italy: perchè l’Italia ha bisogno di una nuova legge per l’accesso all’informazione

    Incontro con Guido Romeo (Wired, Diritto di Sapere e Foia4Italy), Rosy Battaglia (Cittadini Reattivi e Foia4Italy), Philip Di Salvo (giornalista e European Journalism Observatory), Marco Renzi (Lsdi).