Autore: Franz Russo

  • L’Italia che comunica nel 2024 tra social media, IA e Tv

    L’Italia che comunica nel 2024 tra social media, IA e Tv

    Il 19° Rapporto Censis sulla Comunicazione rivela come il digitale, l’IA e i social media modellino la comunicazione in Italia nel 2024. Resistono ancora la TV e radio.

    Si è tenuta ieri la presentazione del 19° Rapporto sulla comunicazione Censis. Un momento importante per comprendere la relazione degli italiani con gli strumenti di comunicazione, sempre più orientati verso il digitale.

    È da evidenziare il fatto che il rapporto continua a parlare, dopo dieci edizioni, di ‘era biomediatica’. Per riferirsi a quella dimensione digitale, social media e non solo, attraverso cui scorre il racconto della nostra vita.

    Siamo arrivati al 2024 e sembra quasi scontato che il digitale, Internet e i social media siano sempre più parte rilevante della vita degli italiani. Per informarsi e comunicare.

    Digital, social media e IA alla base della comunicazione

    E questa volta il rapporto prende a considerare, non poteva essere altrimenti, l’avanzata del fenomeno della Intelligenza Artificiale (IA). Tant’è vero che il titolo del rapporto è “Il vero e il falso”. Un invito agli italiani a porre attenzione a tutto ciò che viene diffuso online per non scambiarlo come informazione e notizia. Quando invece non lo è.

    Un avvertimento che trova valore nel momento in cui sui social media spesso sono diffusi contenuti palesemente falsi, e ben confezionati, che traggono in inganno anche gli operatori dell’informazione. Questo è un tema su cui bisognerà, prima o poi approfondire.

    Ma veniamo al rapporto, riportando qualche dato più interessante.

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    La Tv e la Radio nel 2024

    Ricorderete come, più o meno 10 anni fa, si diceva che quel momento, con l’ascesa del della social tv, avrebbe segnato il declino della Tv. E invece, a distanza di anni, le cose stanno diversamente.

    La Tv non solo non è sparita, ma nel corso ha saputo ritagliarsi un proprio spazio. E quindi andare avanti.

    La Tv risulta ancora preferita dal 95,9% degli italiani. Un consolidamento dato dal fatto che la Tv ha saputo ben sfruttare Internet per posizionarsi sempre più in alto. Non dimentichiamo la mobile tv che oggi raggiunge un terzo degli italiani, delineando un cambiamento nelle abitudini di consumo mediatico.

    La radio, invece, presenta un quadro di lieve declino, pur conservando una solida base di ascoltatori tradizionali e in-car. Il vero cambiamento lo si percepisce nel consumo online. Dove il lungo periodo testimonia una crescita robusta, sebbene vi sia stato un recente calo.

    I giovani e i social media in Italia nel 2024

    E, come dicevamo prima siamo nel 2024 non sorprende se smartphone e social media sono ormai parte della nostra vita.

    L’89,1% degli italiani naviga sul web, quasi allo stesso livello degli utilizzatori di smartphone. E i social media sono usati dall’82,0% degli italiani.

    Tra gli utenti più giovani, sono saldamente usati YouTube e Instagram.

    Nel dettaglio. Il 93,0% utilizza WhatsApp, il 79,3% YouTube, il 72,9% Instagram, il 56,5% TikTok. In lieve flessione tra gli under 30, oltre a Facebook (passato dal 51,4% del 2022 al 50,3%), anche Spotify (dal 51,8% al 49,6%) e X, quella prima era Twitter, (dal 20,1% al 17,2%). BeReal è al 14%.

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    Il calo di piattaforme come X e Telegram

    Colpisce la discesa di due piattaforme partite bene ma che nel tempo hanno arrestato la loro corsa: Telegram (passato dal 37,2% del 2022 al 26,3%) e Snapchat (dal 23,3% all’11,4%).

    Il calo di Telegram tra i giovani, nonostante l’aggiunta delle stories (perchè???) arriva quando la piattaforma annuncia il traguardo dei 900 milioni di utenti a livello globale.

    La spesa delle famiglie per i dispositivi digitali racconta una storia di cambiamento e adattamento, con un incremento che supera i 8,7 miliardi di euro, una cifra che parla da sola sul valore che le tecnologie hanno assunto nella vita quotidiana.

    Gli italiani e la IA nel 2024

    E non possiamo ignorare l’ombra lunga dell’Intelligenza Artificiale. Il rapporto ci mostra un’Italia divisa tra speranze e timori, tra chi vede l’IA come un’opportunità e chi come una minaccia alla privacy e alla capacità di discernere la verità dalla menzogna. Una tematica che solleva interrogativi sulla direzione futura della nostra società.

    Il 74,0% degli italiani ritiene che i suoi sviluppi siano al momento imprevedibili. In percentuali simili vengono espressi giudizi sia ottimistici che pessimistici sugli effetti che l’Intelligenza Artificiale potrà produrre.

    Tra gli ottimisti, il 73,2% pensa che le macchine non potranno mai sviluppare una vera forma di intelligenza come gli umani. Tra i pessimisti si colloca il 63,9% che teme che sarà la fine dell’empatia umana.

    Molti credono che aumenteranno le notizie non verificabili, di conseguenza non sapremo più distinguere il vero dal falso. Con grandi rischi per le democrazie (68,3%). Altri pensano che sarà la fine della privacy dei cittadini, perché saremo tutti controllati dagli algoritmi (66,3%).

    Lo scenario ibrido tra vecchio e nuovo in trasformazione

    In conclusione, il 19° Rapporto sulla Comunicazione ci offre uno spaccato interessante e sfaccettato sul rapporto sempre più intrecciato degli italiani con il digitale.

    L’epoca vede i confini tra reale e virtuale sempre più sfumati. Il ruolo della tecnologia si fa sempre più centrale nel nostro quotidiano. Internet, social media, Intelligenza Artificiale non sono più semplici strumenti. Rappresentano vere e proprie estensioni del nostro modo di essere e di interagire con il mondo.

    La TV e la radio, longeve protagoniste del panorama mediatico, si reinventano in chiave digitale, dimostrando che l’adattamento è chiave di sopravvivenza nell’era dell’informazione.

    Da questo incontro tra vecchio e nuovo, emergono questioni fondamentali sul futuro della nostra società. Questioni che ci chiamano a un’attenta riflessione.

    In definitiva, l’evoluzione del nostro rapporto con i media non è solo una storia di tecnologia. È il racconto di come stiamo cambiando noi stessi in risposta ai ritmi sempre più veloci di un mondo interconnesso.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

     

  • X pronta a cancellare i conteggi delle interazioni

    X pronta a cancellare i conteggi delle interazioni

    X continua ad essere rimaneggiata da Musk. Adesso vuole rimuovere conteggi di Mi piace e repost per una timeline più pulita e forse meno stressante.

    Da quando Elon Musk ha acquisito Twitter, oggi X, il suo obiettivo è stato sempre quello di provare a stravolgere. Una operazione che va avanti a colpi di novità che per alcuni sono negativi e per altri molto positivi.

    Come ben sa chi usava prima Twitter, la piattaforma era il punto di riferimento per le notizie. Notizie e informazioni scorrevano come un fiume in piena senza soluzione di sosta. Un fiume che tante volte è diventato un ostacolo per tanti utenti che non riuscivano ad entrare in sintonia con la piattaforma.

    Ma per tanti altri quello scorrere di notizie rappresentava la parte vitale della piattaforma.

    Ora, tra le tante novità annunciate da Elon Musk ce n’è una in particolare che sta facendo discutere da due giorni. E continuerà a far discutere, e a storcere nasi. Questo è sicuro.

    X nascondere conteggio like repost franzrusso

    Musk vuole dire addio al conteggio dei like

    Forse qualcuno lo ricorderà, ma già ad ottobre dello scorso anno Musk avanzò l’idea di voler stravolgere la timeline. Per intenderci, la sezione “Per te”.

    Ed ecco che qualche giorno fa è ritornato sull’argomento, dopo l’assist di uno degli utenti che seguono molto da vicino le sue gesta.

    Ad un post in cui @cb_dodge scriveva: “𝕏 sta valutando la possibilità di rimuovere il conteggio dei Mi piace e dei ripubblicazioni dal feed. Rimarrà comunque visibile quando tocchi un post”. Musk ha risposto:

    “Questo sta per  accadere sicuramente. Sulla sequenza temporale verrà visualizzato solo il conteggio delle visualizzazioni, come proxy per le altre metriche”.

    In pratica, Musk vuole eliminare i conteggi delle interazioni che si vedono sotto ad ogni post, come il numero dei like e il numero di tutte le volte che il post è stato ricondiviso.

    Addio ai conteggi per una timeline più pulita

    Questo perché Musk vuole che quella che una volta si chiamava, appunto timeline, sembri “più pulita”. Da quello che si sa fino a questo momento, resterà solo in alto a destra il numero delle visualizzazioni totali.

    Il conteggio delle interazioni non scomparirà del tutto. Per visualizzarle bisognerà cliccare effettivamente sul post.

    Due brevi considerazioni a riguardo.

    Sappiamo bene che il gioco delle interazioni ha finito per costituire un problema enorme. Un fenomeno che ha scatenato la corsa al numero dei like. E su qualche piattaforma questo ha finito per avere effetti molto seri dal punto di vista della salute mentale.

    Quali vantaggi e quali gli svantaggi

    Quindi se provassimo a guardare la decisione di Musk da questo punto di vista, forse potrebbe avere un senso anche su X. E avrebbe senso.

    Altra considerazione che si può fare è che, ragionando su Twitter, il numero delle interazioni ben visibile in molti casi era una sorta di discriminante. Un dato che, in alcuni casi, aiutava a dare forma e sostanza rispetto alla notizia.

    Questo perché essendo una piattaforma nata con 140 caratteri, passati poi a 280, vedere le interazioni aveva senso.

    Da un lato, potrebbe ridurre la pressione sociale e l’ansia da prestazione legate ai like. Dall’altro, potrebbe rendere più difficile per gli utenti valutare la popolarità e l’importanza di un post.

    X non è Twitter

    Ora, a pensarci bene, X non è Twitter. Tutto è cambiato. E Twitter non c’è più.

    Al momento questo è tutto quello che si sa. Poi, sappiamo bene che quando si ha a che fare con Elon Musk la parola definitiva non c’è mai. Quello che è vero oggi forse non lo sarà domani.

    Anche se su questo fronte si stanno già muovendo tutti i suoi fan. C’è chi addirittura ha fatto un sondaggio con un risultato a favore nella cancellazione dei conteggi delle interazioni dalla timeline.

    E altri invitano Musk a tenere conto della vox populi. Sapendo bene quale sia la considerazione che Musk ha verso la libertà di parola degli utenti che decidono.

    Vedremo se davvero sarà così.

     

  • Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna 2024

    Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna 2024

    Giornata Internazionale della Donna. Il doodle di Google come occasione per ricordare donne straordinarie. Le cui storie ispirano ancora oggi.

    La Giornata Internazionale della Donna è l’occasione per riflettere su come sta evolvendo la nostra società. E quindi dal punto di vista della parità di genere.

    Non è una festa e non serve fare gli auguri. Serve piuttosto riflettere su come migliorare questo mondo. Iniziando dai grandi esempi che arrivano da grandi donne che, per perseguire le proprie ambizioni; per realizzare i propri sogni; per realizzarsi nella società in ogni ambito hanno dovuto lottare affrontando mille difficoltà.

    Questo è il senso di questa giornata e il doodle di Google ce lo ricorda.

    Il doodle, opera della disegnatrice e illustratrice Sophie Diao, vede questa signora anziana che racconta le gesta di grandi donne ai suoi nipoti.

    La saggezza che viene raccontata e tramandata per raccontare i progressi fatti nel corso degli anni. Ogni singolo pezzo della trapunta rappresenta un settore in cui le donne si sono affermate.

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    Ecco 24 donne da ricordare in questa giornata

    Ed ecco alcune delle donne che in questi anni hanno saputo superare mille difficoltà. Riuscendo nei loro scopi, diventando esempi da seguire per tante altre donne. E non solo.

    Frida Kahlo: artista messicana. Diventata celebre per le sue opere che riflettono il suo rapporto con il proprio corpo martoriato e il folclore messicano.

    Malala Yousafzai: attivista pakistana per l’istruzione femminile, ottenne il Premio Nobel per la Pace nel 2014.

    Katherine Johnson: matematica afroamericana, contribuì al programma spaziale americano. Il suo lavoro risultò di fondamentale importanza per le missioni Apollo. Il suo personaggio è stato raccontato anche nel film “Il diritto di contare”.

    Rita Levi-Montalcini: neurologa, fu Premio Nobel per la Medicina 1986 per la scoperta del fattore di crescita nervoso.

    Grazia Deledda: scrittrice, fu prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, nel 1926.

    Tra le donne da ricordare anche la “mamma del computer”

    Ada Byron Lovelace: la prima donna che elaborò il primo algoritmo della storia per essere elaborato da una macchina. In altre parole, stiamo parlando della mamma del computer.

    Simone de Beauvoir: filosofa e scrittrice francese. Pioniera del femminismo, nota per la sua opera “Il secondo sesso” e il suo attivismo per i diritti delle donne.

    Margherita Hack: astrofisica e divulgatrice scientifica. Famosa in tutto il mondo, ha lavorato con gruppi di ricerca della NASA e dell’ESA, notevole per le sue posizioni su temi cruciali per l’umanità.

    Marie Curie: fisica e chimica polacca, naturalizzata francese, fu Premio Nobel per la Fisica (1903) e per la Chimica (1911).

    Rosalind Franklin: chimica e cristallografa britannica, nota per il suo ruolo nello studio della struttura del DNA.

    Amelia Earhart: aviatrice americana, famosa per essere stata la prima donna a volare da sola attraverso l’Atlantico.

    Hedy Lamarr e la scoperta del wi-fi

    Hedy Lamarr: attrice e inventrice austriaca-americana, contribuì allo sviluppo di una tecnologia precursore del Wi-Fi.

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    Susan B. Anthony: attivista americana per i diritti delle donne e figura chiave nel movimento per il suffragio femminile.

    Greta Thunberg: attivista svedese per la tutela dell’ambiente, ispiratrice del movimento Fridays for Future.

    Anna Magnani: considerata tra le maggiori interpreti femminili nella storia del cinema, è stata la prima attrice, non di lingua inglese, a vincere un Oscar per la miglior attrice protagonista con “La rosa tatuata” nel 1956.

    Nilde Iotti: politica italiana, fu la prima donna a ricoprire la carica di presidente della Camera dei Deputati, ricoprendo il ruolo per tre legislature, con un mandato record.

    Maria Montessori e il suo metodo

    Maria Montessori: educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata, ha sviluppato un metodo educativo ancora oggi utilizzato in tutto il mondo. Fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia.

    Artemisia Gentileschi: pittrice, nota per essere stata una delle prime pittrici italiane a raggiungere una fama pari ai colleghi maschi dell’epoca.

    Rosa Parks: attivista americana, figura-simbolo del movimento per i diritti civili, celebre per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco.

    Tina Anselmi: politica italiana, si distinse come partigiana durante la Resistenza e divenne il primo ministro donna d’Italia nel 1976, assumendo il ruolo di ministro del lavoro e della previdenza sociale.

    Matilde Serao: giornalista e scrittrice, fondò e diresse il quotidiano “Il Corriere di Roma” e poi “Il Mattino” di Napoli, diventando una delle prime donne a dirigere un giornale.

    Lina Wertmüller: regista cinematografica, la prima donna a ricevere una candidatura agli Oscar come Miglior Regia per il film “Pasqualino Settebellezze” nel 1977.

    Sibilla Aleramo: scrittrice e giornalista, nota per il suo romanzo autobiografico “Una Donna”, che narra la sua rinascita dopo aver lasciato un marito violento.

    Tina Modotti: fotografa di fama internazionale, si dedicò anche all’attivismo politico, diventando un simbolo di resistenza e libertà artistica.

    Semplici storie di donne straordinarie

    Le storie di queste donne straordinarie non sono semplici narrazioni del passato. Rappresentano testimonianze potenti che continuano a risuonare nella nostra società.

    Ogni passo verso la parità di genere che compiamo oggi è costruito sulle fondamenta create da queste pioniere.

    Ricordando i loro trionfi, riconosciamo anche le sfide che persistono ancora oggi e rafforziamo il nostro impegno a costruire un mondo dove l’uguaglianza di genere non sia solo un obiettivo, ma una realtà vissuta.

    Le loro storie non sono solo una parte della nostra storia, ma sono i capitoli fondamentali del libro che continuiamo a scrivere ogni giorno verso un futuro più giusto.

     

  • Come disattivare le chiamate su X per la privacy

    Come disattivare le chiamate su X per la privacy

    X ha introdotto le chiamate audio/video per tutti. Il fatto è che la funzionalità espone l’indirizzo IP degli utenti. Ecco come disattivarla per proteggere la propria privacy.

    Qualche giorno fa X, la piattaforma che fu Twitter, ha ufficializzato che la possibilità di effettuare chiamate, in video e in audio, sarebbe stata estesa a tutti gli utenti. Questo perché in precedenza era possibile solo per gli utenti abbonati alla versione Premium.

    Immediatamente si è posto un enorme problema di privacy, infatti ho subito invitato a disattivare questa nuova funzionalità per i rischi che comporta.

    E ora è venuto il momento di spiegare e entrare più nel dettaglio di questo invito, partendo da un elemento che sta facendo molto discutere.

    In realtà, i timori non erano affatto infondati.

    L’esposizione dell’indirizzo IP su X

    La minaccia più rilevante, nel concreto, è l’esposizione del proprio indirizzo IP. Questo potrebbe permettere a malintenzionati di accedere a informazioni sensibili o, addirittura, di dirottare il nostro dispositivo.

    La nuova funzionalità di X rappresenta un passo ulteriore verso il grande disegno di Elon Musk. Quello che vede X diventare una vera app “per qualsiasi cosa”. Anche per telefonare.

    Rappresenta anche un modo per iniziare a competere con app come WhatsApp, Signal, Telegram. Da notare che le prime due condividono il medesimo protocollo e sono tra le più sicure in assoluto.

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    Ora, ammettiamo che qualcuno volesse usare questa funzionalità di X, assolutamente lecito, è opportuno che si sappia del rischio a cui si va incontro.

    In parole semplici, questa funzione permette di effettuare chiamate audio e video direttamente all’interno dell’app X.

    Perché è un rischio?

    Il problema sorge dal fatto che la funzione in questione connette, come impostazione prestabilita, direttamente i dispositivi degli utenti. Senza passare per i server di X. Questo significa che l’indirizzo IP è visibile a chiunque si chiami, anche se non si conosca direttamente la persona e non si segua su X.

    Come proteggersi dalla funzionalità di X

    Come proteggersi:

    Fortunatamente, esistono diverse misure che possiamo adottare per proteggerci da questo rischio:

    • Disattivare la funzione: la prima e più semplice soluzione è quella di disattivare la funzione di chiamata. Per farlo, è necessario: aprire l’app X; toccare l’icona del proprio profilo; selezionare “Impostazioni e privacy”; toccare “Privacy e sicurezza”; scorrere verso il basso e tocca “Messaggi diretti”; disattivare l’opzione “Chiamate audio e video”.
    • Limitare chi può chiamarti: se si vuole comunque utilizzare la funzione di chiamata, si può limitare chi può chiamarvi. Per farlo, è necessario: seguire i passaggi fino ai “Messaggi diretti”; toccare “Chi può chiamarti”; scegliere tra:”Persone che segui”, “Persone nella tua rubrica”, “Utenti verificati”, “Tutti”.
    • Usare una VPN: una VPN (Virtual Private Network) cripta la nostra connessione internet e la reindirizza attraverso un server situato in un’altra posizione. In questo modo, il nostro indirizzo IP rimane nascosto e non può essere tracciato.
    • Essere consapevoli dei rischi: è importante essere consapevoli dei rischi associati all’utilizzo di internet e adottare le opportune precauzioni. Esistono diverse risorse online che possono aiutarci a proteggere la nostra privacy e sicurezza.

    Il consiglio che mi sento di dare, ribadisco, è semplicemente quello di disabilitare le chiamate. Fortunatamente esistono app che offrono la possibilità di usare questa funzionalità con maggiore sicurezza. E quindi si può ovviare a questa tranquillamente.

    Prima di arrivare alle conclusioni, è opportuno spiegare cosa è un indirizzo IP e che significa l’esposizione pubblica di questo.

    Cos’è l’indirizzo IP e perché va protetto

    Immaginiamo l’indirizzo IP come se fosse il numero civico della propria casa su internet. Proprio come il numero civico permette ai postini di consegnarci la posta, l’indirizzo IP permette ai computer di comunicare tra loro e di trovare il tuo dispositivo online.

    Risulta quindi evidente che si tratta di un dato da proteggere.

    Conoscendo l’indirizzo IP, qualcuno potrebbe:

    Localizzare la posizione approssimativa: è come se qualcuno potesse guardare la tua città e il tuo quartiere, ma non la tua via specifica.

    Ricavare informazioni sulla propria attività online: siti web che si visitano, cosa si cerca online, a altro ancora.
    Compromettere la propria sicurezza informatica: hacker potrebbero sfruttare vulnerabilità del dispositivo in uso per sferrare un attacco.

    Come proteggere il proprio indirizzo IP

    Come proteggere il proprio indirizzo IP:

    Usare una VPN: una VPN, come ricordato in precedenza, cripta la connessione internet e la reindirizza attraverso un server situato in un’altra posizione, rendendo il proprio indirizzo IP invisibile.

    Evitare di utilizzare reti Wi-Fi pubbliche: queste reti sono spesso meno sicure e possono essere vulnerabili ad attacchi informatici.

    Assicurarsi che il proprio software di sicurezza sia aggiornato: gli aggiornamenti software spesso includono patch di sicurezza che proteggono da vulnerabilità note. Da fare sempre.

    Mostrarsi cauti con i siti web che si visitano e con le informazioni che si condividi: non bisogna cliccare mai su link sospetti e non bisogna fornire mai informazioni personali a siti web non affidabili.

    Queste informazioni di base potrebbero essere sufficienti per rendere più chiaro il quadro.

    La nuova funzionalità di X potrebbe rivelarsi utile, per certi versi. Ma è importante essere consapevoli dei rischi che essa comporta.

    Con le giuste precauzioni, possiamo però proteggerci efficacemente e continuare a utilizzare X in relativa sicurezza.

  • Virtual Influencer, la nuova frontiera del digital marketing

    Virtual Influencer, la nuova frontiera del digital marketing

    I virtual influencer sono la nuova frontiera del marketing digitale. Personaggi creati con intelligenza artificiale e grafica 3D, stanno conquistando i social media e guadagnando cifre da capogiro. Ma quali sono i vantaggi per le aziende?

    Immaginate un mondo in cui i testimonial dei vostri marchi preferiti non siano persone reali, ma personaggi digitali creati con intelligenza artificiale. IA e grafica 3D.

    Un mondo in cui questi avatar possano vantare milioni di follower su Instagram e guadagnare cifre da capogiro per ogni post sponsorizzato.

    Il fatto è che questo mondo non è più fantascienza. Anzi, è già realtà. Ed è già parte del digital marketing odierno, dove gli influencer virtuali stanno diventando, pian piano, i nuovi protagonisti.

    Virtual influencer, una nuova era digitale

    Tali avatar, dotati di personalità e storie costruite attraverso sofisticate tecniche di intelligenza artificiale e grafica computerizzata, stanno guadagnando un’importanza crescente su piattaforme come Instagram. Dimostrando di poter accedere a potenziali guadagni davvero elevati.

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    Nati come esperimenti di software e intelligenza artificiale, gli influencer virtuali sono personaggi digitali iperrealistici che, come gli influencer in carne ed ossa, pubblicano foto, video e storie sui social media, creando un’identità e un seguito di fan.

    La loro popolarità è in rapida crescita: basti pensare che i primi 60 influencer virtuali “Human Replica”, uno studio di SAP, possono guadagnare più di 30 mila euro per un singolo post sponsorizzato. Una cifra che supera di gran lunga il salario medio annuale di un lavoratore in Italia (circa 22 mila euro).

    Ed è il caso, ad esempio, di Lu Do Magalu.

    Ascesa dei virtual influencer, vantaggi e svantaggi

    I vantaggi

    L’ascesa degli influencer virtuali sta rivoluzionando il modo in cui i marchi si approcciano al marketing digitale.

    Questi avatar offrono una serie di vantaggi rispetto agli influencer umani:

    Flessibilità: possono essere adattati a qualsiasi campagna o messaggio, senza limiti di location, orari o restrizioni fisiche.

    Controllo: il loro aspetto, la loro personalità e i loro contenuti possono essere completamente controllati dai creatori, garantendo una coerenza del messaggio e un’immagine impeccabile.

    Costo: a lungo termine, possono essere più convenienti rispetto agli influencer umani, soprattutto se si considera la loro capacità di generare un elevato numero di engagement e conversioni.

    Gli svantaggi

    Solo che a fronte di questi vantaggi visti in maniera sintetica, esistono anche degli svantaggi. Elencati qui sempre in maniera sintetica:

    Mancanza di autenticità: alcuni utenti potrebbero percepire gli influencer virtuali come meno autentici e affidabili rispetto agli influencer umani.

    Costi di produzione: la creazione e la gestione di un influencer virtuale può richiedere un investimento iniziale significativo.

    Difficoltà di gestione: la loro gestione richiede competenze specifiche e tecnologie avanzate.

    La classifica dei 10 virtual influencer che guadagnano di più

    Vediamo nel dettaglio i primi 10 virtual influencer in termini di guadagni, come rilevato dallo studio Human Replica:

    Al primo posto di piazza @magazineluiza, apparso su Vogue Brasile, che potrebbe vantare un guadagno potenziale fino a 1,4 milioni di euro in un solo mese, se tutti i suoi post fossero stati sponsorizzati.

    Miquela – LilMiquela, al secondo posto, potrebbe guadagnare fino a poco più di 15 mila euro per post. I suoi creatori, Trevor McFedries e Sara Decou, hanno collaborato con marchi come BMW e Samsung, e hanno realizzato una campagna per Calvin Klein.

    Al terzo posto troviamo Leya Love di Cosmiq Universe AG, con un potenziale di 4.560 euro per post sponsorizzato. L’avatar si muove tra moda e attivismo ambientale.

    Alara X, al quarto posto, potrebbe guadagnare poco più di 4.200 euro per post. Il suo creatore, IAMX Digital Human, punta a portare avatar umanoidi nel metaverso.

    Thalasya POV, al quinto posto, può guadagnare 3.860 euro per post. È nota come il primo personaggio digitale umano indonesiano.

    Virtual influencer e collaborazioni con grandi marchi

    Noonoouri, al sesto posto, con un potenziale di circa 3.700 euro per post. È nota per il suo stile elegante e si fa promotrice della cultura vegana. Ha collaborato con marchi come Marc Jacobs e Balenciaga.

    Al settimo posto, IMMA. Vanta un guadagno potenziale di circa 3.500 per post, distinguendosi per la sua capacità di mettere insieme moda e arte contemporanea.

    Alexis Ivyedge e Aitana Lopez, rispettivamente all’ottavo e al nono posto, possono guadagnare fino a, rispettivamente, 3.050 euro e 2.800 euro per post.

    Chiude la classifica dei dieci virtual influencer, Shudu, “la prima top model digitale al mondo. Si piazza al decimo posto, con la possibilità di guadagnare fino a 2.340 euro per post.

    Come abbiamo visto, gli influencer virtuali sono generalmente gestiti da team di creativi e tecnologi che si occupano di: sviluppare la loro personalità; creare i loro contenuti; gestire le loro relazioni con le aziende.

    Il giro d’affari generato dagli influencer virtuali è ancora in fase di crescita. E si stima che nel 2024 possa raggiungere i 15 miliardi di dollari. Il numero degli influencer virtuali dovrebbe essere di circa 50 mila ad oggi.

    Virtual influencer e casi di studio

    Ecco alcuni casi di studio che vedono coinvolti virtual influencer:

    KFC e il Colonnello Sanders virtuale

    KFC ha creato un Colonnello Sanders virtuale, una versione iperrealistica del loro iconico fondatore. Il Colonnello Sanders virtuale è stato utilizzato in diverse campagne di marketing, tra cui spot televisivi, post sui social media e persino un gioco per cellulare. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness e le vendite di KFC.

    Lil Miquela e la collaborazione con Supreme

    Lil Miquela è una virtual influencer con oltre 3 milioni di follower su Instagram. Ha collaborato con diversi brand di moda, tra cui Supreme. La collaborazione con Supreme ha visto Lil Miquela indossare alcuni capi della collezione del brand in una serie di post sui social media. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare l’hype per la collezione di Supreme.

    Noonoouri e Balenciaga

    Noonoouri è una virtual influencer con oltre 300.000 follower su Instagram. È stata scelta da Balenciaga per essere la protagonista della campagna per la loro collezione Primavera/Estate 2023. La campagna ha visto Noonoouri indossare alcuni capi della collezione in una serie di post sui social media e video. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness di Balenciaga.

    Shudu Gram e Fenty Beauty

    Shudu Gram è la prima modella virtuale al mondo. È stata creata da Cameron-James Wilson, un fotografo britannico. Shudu Gram ha collaborato con diversi brand di bellezza, tra cui Fenty Beauty. La collaborazione con Fenty Beauty ha visto Shudu Gram indossare alcuni prodotti della collezione del brand in una serie di post sui social media. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness di Fenty Beauty.

    Imma e la sua collaborazione con Vogue

    Imma è una virtual influencer creata da Immagram, un’artista digitale italiana. È stata scelta da Vogue Italia per essere la protagonista della copertina del numero di settembre 2022. La copertina ha fatto molto discutere, ma ha anche contribuito ad aumentare la brand awareness di Vogue Italia e di Imma.

    Lil Miquela e BMW

    Lil Miquela ha collaborato con BMW per lo spot della iX2, tutt’ora in rotazione.

    La campagna si chiama “Make It Real” ed è stata lanciata nel 2024. Lil Miquela, un’influencer virtuale nota per il suo stile e la sua propensione a sfidare lo status quo, è protagonista dello spot in cui si immerge in un mondo digitale che la costringe a confrontarsi con la realtà e l’importanza delle connessioni umane.

    Alcuni dettagli in più sulla campagna “Make It Real”:

    Obiettivo: promuovere la nuova BMW ix2 e il suo connubio tra innovazione tecnologica e il valore dell’esperienza umana.

    Messaggio: invitare il pubblico a “tornare alla realtà” e vivere appieno le esperienze autentiche.

    La scelta di Lil Miquela: sfruttare la sua immagine innovativa e la sua capacità di generare discussioni sul rapporto tra reale e virtuale.

    Virtual influencer, il futuro in grande ascesa

    Il futuro degli influencer virtuali è assolutamente in ascesa. Sembra evidente che questo fenomeno è destinato a crescere nei prossimi anni. Insieme alla possibilità di generare guadagni elevati e all’interesse dei marchi verso questa forma di marketing.

    La chiave del successo per i virtual influencer sarà, quindi, la capacità di creare contenuti sempre più coinvolgenti. In grado di connettersi con un pubblico sempre più ampio e diversificato.

    L’ascesa degli influencer virtuali apre, dunque, nuovi interrogativi sul futuro del digital marketing e della comunicazione.

    Come cambierà il nostro rapporto con i brand? Quali saranno le implicazioni etiche di questa nuova tecnologia? E come distingueremo la realtà dalla finzione in un mondo sempre più virtuale?

    Queste sono solo alcune domande che, a fronte di questo fenomeno, viene naturale porsi.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

  • Threads, nuove funzionalità e la sfida a X

    Threads, nuove funzionalità e la sfida a X

    Threads, la rivale di X, lancia la funzione di salvataggio post, con la possibilità di attirare utenti. Ecco un veloce raffronto tra le due piattaforme e le sfide che hanno davanti.

    Threads, la piattaforma di Meta approdata in UE nel mese di dicembre scorso, ha recentemente introdotto una funzionalità molto attesa. Vale a dire la possibilità per tutti gli utenti di salvare i post.

    Questa nuova funzionalità consente agli utenti di archiviare contenuti di interesse in una sezione dedicata, accessibile in qualsiasi momento. Questa funzionalità mira a migliorare l’esperienza utente, permettendo una maggiore personalizzazione e organizzazione dei contenuti.

    Su Threads si possono salvare i post

    Inizialmente disponibile solo per un numero limitato di utenti beta, è stata ora estesa a tutti, alimentando la competizione con X di Elon Musk.

    La funzione di salvataggio dei post consente agli utenti di Threads di archiviare i post che considerano interessanti o utili, creando una sorta di collezione personale.

    I post salvati possono essere organizzati in raccolte personalizzate e possono essere facilmente consultati in qualsiasi momento.

    L’introduzione del salvataggio dei post rappresenta un passo importante per Threads. La funzionalità mira a:

    • Migliorare l’esperienza utente. E quindi permettere agli utenti di conservare facilmente i contenuti che apprezzano per consultarli in futuro.
    • Aumentare l’engagement. Nel senso di incentivare gli utenti a esplorare e interagire con la piattaforma, creando un archivio di contenuti di valore.
    • Agevolare la scoperta di contenuti. Vale a dire facilitare la ricerca di post interessanti su una varietà di argomenti.

    Threads salva post franzrusso 2024

    Threads si sta posizionando come piattaforma concreta nel difficile panorama dei social media. Ormai prona a sfidare direttamente piattaforme consolidate come X di Elon Musk.

    Con un’interfaccia intuitiva e funzionalità innovative, Threads sta attirando un numero crescente di utenti.

    La piattaforma sta sperimentando costantemente nuovi aggiornamenti, puntando a una personalizzazione accurata e ad una esperienza utente sempre più fluida e coinvolgente.

    Threads e X, numeri a confronto

    Ma proviamo a fare un veloce raffronto tra le due piattaforme. Ricordiamo che Threads è stata presentata a luglio scorso come alternativa appunto di X. Di conseguenza, appare logico il raffronto con la piattaforma di Musk.

    Sappiamo bene che oggi proprio la piattaforma di Musk rispecchi sempre di più gli umori del suo proprietario. Umori che rivelano, in maniera sempre più evidente, un concetto controverso della libertà di espressione.

    Ma Threads per ora non demorde e va consolidando il suo ruolo di “vera alternativa” a X.

    Sullo sfondo c’è la grande sfida delle elezioni presidenziali americane del prossimo novembre. Un appuntamento che ci dirà se Threads è davvero l’alternativa che tutti aspettavano.

    E ci dirà anche se quell’appuntamento sarà per X la sua fine o la sua consacrazione.

    Passiamo adesso al veloce raffronto a cui facevo riferimento prima.

    Threads salva post confronto X franzrusso 2024

    Threads conta 160 milioni di utenti

    Approdata in UE il 14 dicembre 2023, Threads  ha 160 milioni di utenti (numero di utenti totali). La piattaforma è partita con una crescita molto rapida ma poi rallentata nei mesi successivi.

    Threads ha guadagnato 70 milioni di utenti entro 48 ore dal suo lancio, diventando la piattaforma social cresciuta più rapidamente nella storia.

    Dopo aver raggiunto il traguardo dei 100 milioni di utenti in soli 4 giorni, ha aggiunto solo altri 60 milioni di utenti nei mesi successivi.

    Threads conta 130 milioni di utenti attivi mensili.

    E quindi, Threads ha un totale di 160 milioni di utenti registrati. E 130 milioni di questi utenti sono stati attivi, al mese, sulla piattaforma.

    X oltre 500 milioni di utenti registrati

    Il numero di utenti globali di X, invece, è un argomento complesso e non esiste una risposta definitiva.

    Invece X ha, secondo statistiche recenti, 528,3 milioni di utenti mensili monetizzabili. Le previsioni dicono che può raggiungere i 652,23 milioni entro il 2028.

    In termini di utenti attivi giornalieri monetizzabili, la piattaforma conta 237,8 milioni di utenti.

    Gli Stati Uniti guidano per numero di utenti, con 95,4 milioni di utenti, di cui 41,5 milioni sono utenti attivi quotidiani monetizzabili

    La maggior parte degli utenti di X si concentra nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni, che costituisce il 38,5% del totale degli utenti.

    Tenendo conto della difficoltà nell’avere dati certi rispetto a X, è evidente che la piattaforma di Musk conta su una base utenti più cospicua.

    Threads e X, le sfide per il futuro

    Threads, dal canto suo, può effettivamente insidiare X migliorando la piattaforma, specie dal punto di vista della sicurezza e della protezione da notizie e informazioni false.

    Certo, Threads deve ancora rendere effettivo il progetto di decentralizzazione basandosi sul protocollo ActivityPub, lo stesso di Mastodon.

    Infatti, questo permetterà agli utenti di poter estendere la visibilità dei contenuti attraverso la pubblicazione su altre piattaforme, come appunto Mastodon.

    Si tratta di un passaggio, questo, che al momento Elon Musk non prende minimamente in considerazione.

    Eppure lui aveva preso inizialmente parte, insieme a Jack Dorsey, alla nascita di quel progetto decentralizzato che oggi è Bluesky.

    Ovviamente, a fronte di queste considerazioni, il tutto potrà essere confermato, o meno, dai dati dei prossimi tre mesi di Meta. Quando si avrà un quadro più chiaro del peso degli utenti UE su Threads.

     

  • Reddit e la IPO che guarda all’intelligenza artificiale

    Reddit e la IPO che guarda all’intelligenza artificiale

    Reddit ha ufficializzato la sua IPO prevista per marzo 2024. Un passaggio storico per la piattaforma social il cui percorso si interseca con l’IA. Ma entrano in gioco anche Google e Sam Altman, CEO di OpenAI.

    L’ufficialità della IPO di Reddit segna un momento importante. Non solo per la piattaforma ma anche per l’intero panorama digitale. Una Ipo che stringe forti legami con l’intelligenza artificiale.

    Reddit, piattaforma nota per le sue comunità di discussione e il suo sistema di voto su contenuti postati dagli utenti, si prepara dunque a entrare in borsa con un’offerta pubblica iniziale prevista per marzo 2024.

    La società, fondata nel 2005 da Steve Huffman, Aaron Swartz, Alexis Ohanian, è stata valutata circa 10 miliardi di dollari in un round di finanziamento nell’agosto 2021. La società prevede di vendere circa il 10% delle sue azioni nell’IPO.

    In ogni caso, Reddit deve ancora raggiungere la redditività. Anche se si quantificano a oltre 800 milioni di dollari le entrate pubblicitarie nel 2023. Un dato in aumento del 20% rispetto all’anno precedente.

    reddit ipo IA 2024 franzrusso

    Inizia una nuova era per Reddit

    La società ha registrato una perdita netta di 90,8 milioni di dollari su un fatturato di 804 milioni di dollari nel 2023. Rispetto a una perdita netta di 158,6 milioni di dollari su un fatturato di 666,7 milioni di dollari dell’anno precedente.

    La IPO appena ufficializzata potrebbe elevare il valore di Reddit a 15 miliardi di dollari.

    Reddit conta oggi 73,1 milioni di visitatori unici attivi giornalieri e più di 100.000 comunità attive. La piattaforma è ormai riconosciuta come “la prima pagina di Internet”. Mette a disposizione un luogo per conversazioni e connessioni rispetto ad una elevata gamma di argomenti.

    Il suo modello di business si basa quindi su pubblicità, abbonamenti premium (al momento gli utenti abbonati sono circa 900 mila) e la vendita di beni digitali come Reddit Coins e NFT.

    La quotazione in borsa di Reddit sottolinea il crescente impatto della piattaforma all’interno del panorama digitale e dei social media. E apre anche scenari interessanti relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa.

    Reddit e la IA, legame molto stretto

    La società ha affermato che prevede di far crescere la propria attività in parte attraverso accordi di licenza dati con società di intelligenza artificiale. Oltre a lavorare sui propri prodotti di intelligenza artificiale.

    Gli accordi di licenza consentiranno all’azienda di utilizzare la sua raccolta di contenuti come maggiore generatore di entrate.

    Il vasto e ineguagliabile archivio di Reddit di conversazioni umane reali, tempestive e rilevanti su qualsiasi argomento è un set di dati inestimabile per una varietà di scopi, tra cui ricerca, formazione sull’intelligenza artificiale e ricerca“, ha scritto, in una lettera che accompagna il documento per il via alla IPO, il co-fondatore e attuale CEO Steve Huffman.

    Nel 2021, Reddit ha annunciato che avrebbe iniziato a far pagare alle aziende l’accesso alla sua API, che è frequentemente utilizzata dalle compagnie tecnologiche per addestrare modelli di linguaggio su grande scala utilizzati nell’intelligenza artificiale.

    Questa mossa ha sollevato alcune preoccupazioni tra gli utenti che utilizzano app di terze parti per accedere a Reddit.

    Reddit, la IPO e Sam Altman

    In questo contesto, è interessante osservare il ruolo di Sam Altman, CEO di OpenAI, l’organizzazione senza scopo di lucro che è dietro lo sviluppo di ChatGPT, uno dei più avanzati modelli di intelligenza artificiale generativa.

    Altman siede all’interno del consiglio di amministrazione di Reddit. E dal documento che ufficializza la IPO si legge che è indicato come uno dei maggiori azionisti di Reddit.

    Sam Altman ceo OpenAI franzrusso
    Sam Altman – CEO OpenAI

    Altman detiene circa 8,7% delle azioni Reddit.

    Forse non tutti sanno che la storia di Altman si intreccia con quella di reddit. Altman, Steve Huffman e Alexis Ohanian facevano parte del corso inaugurale dell’acceleratore Y Combinator nel 2005.

    E Altman è stato anche per breve tempo amministratore delegato ad interim della società dopo le dimissioni dell’ex amministratore delegato Yishan Wong.

    Reddit e Google per lo sviluppo della IA

    Il coinvolgimento di Google in questo scenario emerge principalmente attraverso la sua attività nel campo dell’intelligenza artificiale e del machine learning, settori in cui la società ha investito significativamente.

    Due giorni fa Reddit ha annunciato, separatamente dalla IPO, un accordo con Google che consente ai prodotti AI di Google di utilizzare i dati Reddit per migliorare la propria tecnologia. I modelli linguistici di grandi dimensioni spesso necessitano di vaste quantità di contenuti generati dall’uomo per essere migliorati.

    Nel 2019 Google ha investito 300 milioni di dollari in Reddit.

    Sebbene non ci siano indicazioni dirette del coinvolgimento di Google nell’IPO di Reddit, il crescente interesse per l’IA e i suoi impatti sulle piattaforme di social media come Reddit evidenziano un’intersezione sempre più rilevante tra questi giganti tecnologici e il mondo delle startup innovative.

    Il futuro di Reddit passa dalla IPO

    L’apertura della IPO comporta per Reddit nuove sfide e nuove opportunità, per quanto possa sembrare scontato.

    Da un lato, la piattaforma dovrà rispondere alle pressioni degli azionisti e dimostrare la sua capacità di generare profitti consistenti.

    Dall’altro, l’accesso al capitale di rischio potrebbe accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie e l’espansione in nuovi mercati.

    Vedremo come andrà.

     

     

  • Il boom di NVIDIA traina il settore della IA

    Il boom di NVIDIA traina il settore della IA

    NVIDIA registra una crescita esponenziale, con ricavi record e un enorme impatto sul settore IA. Il successo di NVIDIA  va oltre il gaming. Puntando tutto sulla IA.

    NVIDIA ha annunciato risultati finanziari straordinari per il quarto trimestre e l’intero anno fiscale 2024. Dai dati emerge una crescita esponenziale che sta influenzando tutto il settore dell’Intelligenza Artificiale (IA).

    Questi dati offrono un’interessante panoramica sulle dinamiche del mercato e sulle prospettive future di NVIDIA e del settore dell’IA in generale.

    NVIDIA, risultati da record

    Per il quarto trimestre del 2024, NVIDIA ha registrato ricavi record di 22,1 miliardi di dollari. Quindi un aumento del 22% rispetto al trimestre precedente e del 265% rispetto all’anno precedente.

    Inoltre, il fatturato annuale ha raggiunto i 60,9 miliardi di dollari, con un incremento del 126%. Numeri che riflettono non solo la solidità di NVIDIA nel suo core business, ma anche la sua capacità di innovare. E di espandersi in nuovi mercati​​.

    Analizzando i dettagli dei risultati finanziari, si osserva che il segmento del Data Center ha avuto un ruolo cruciale. Realizzando un fatturato trimestrale di 18,4 miliardi di dollari. In aumento del 27% rispetto al trimestre precedente e del 409% rispetto all’anno precedente.

    Crescita dovuta alla IA

    Questa crescita è indicativa dell’importanza crescente dell’AI e del computing ad alte prestazioni nei data center. Settori in cui NVIDIA sta investendo in maniera significativa​​.

    Oltre al settore dei Data Center, NVIDIA ha registrato anche un forte aumento nel settore del gaming. Con ricavi per il terzo trimestre del 2024 di 2,86 miliardi di dollari, un aumento del 15% rispetto al trimestre precedente. E dell’81% rispetto all’anno precedente.

    Questo successo è stato supportato da lanci di prodotti innovativi come DLSS 3.5 e nuove soluzioni per il ray tracing. Nonché dall’espansione della piattaforma GeForce NOW​​.

    nvidia ricavi boom IA 2024 franzrusso

    Inoltre, il settore visual computing ha visto un aumento del fatturato di 416 milioni di dollari. Segnando un incremento del 10% rispetto al trimestre precedente e del 108% rispetto all’anno precedente.

    Questa crescita è in parte attribuibile a collaborazioni di rilievo come quella con Mercedes-Benz per l’uso di NVIDIA Omniverse nella creazione di gemelli digitali per la pianificazione e la gestione delle strutture produttive​​.

    Effetto domino sulle aziende IA

    Il boom di NVIDIA ha generato una specie di effetto domino sull’intero settore dell’intelligenza artificiale. Le azioni di aziende come AMD, Intel e Qualcomm hanno registrato un rialzo significativo, a dimostrazione del crescente ottimismo degli investitori sulle potenzialità dell’AI.

    Il successo di NVIDIA

    Il successo di NVIDIA è frutto di diversi fattori.

    Prima di tutto, l’azienda è leader nello sviluppo di chip per l’intelligenza artificiale, offrendo prodotti all’avanguardia che soddisfano le esigenze di un’ampia gamma di clienti.

    In questi ultimi due/tre anni NVIDIA non si è limitata al gaming, ma ha saputo espandere la sua presenza in settori chiave come data center, automotive, healthcare.

    E poi, NVIDIA è un marchio riconosciuto e rispettato a livello globale, da sempre sinonimo di qualità e affidabilità.

    NVIDIA sta dimostrando come l’innovazione tecnologica possa guidare la crescita non solo nell’ambito dei suoi prodotti tradizionali. Ma anche in nuove aree applicative, sottolineando il potenziale di mercati emergenti e la capacità di adattarsi a un panorama tecnologico in rapida evoluzione.

     

  • WhatsApp, nuove formattazioni per gli elenchi

    WhatsApp, nuove formattazioni per gli elenchi

    WhatsApp introduce quattro nuove formattazioni di testo: elenchi puntati e numerati; virgolette; codice in linea. Funzioni che migliorano la chiarezza dei messaggi, rendendo l’app più versatile.

    Disponibili da oggi quattro nuove formattazioni di testo su WhatsApp. Sia nella versione mobile, iOS e Android, che nella versione web.

    Si tratta di formattazioni che aiuteranno gli utenti a realizzare elenchi puntati e numerati, virgolette e codice incorporato. Tutto per evidenziare e organizzare meglio i propri messaggi.

    WhatsApp afferma che i nuovi formati “aiuteranno a risparmiare tempo; aiuteranno le persone a comunicare in modo più efficace tramite i propri messaggi, soprattutto nelle chat di gruppo“.

    Le nuove opzioni saranno disponibili anche per gli amministratori di canale, per consentire una comunicazione più chiara.

    Le formattazioni lanciate oggi si aggiungono alle opzioni già disponibili: grassetto; corsivo; barrato; spaziatura.

    whatsapp 4 formattazioni elenchi 2024 franzrusso

    Come ottenere le nuove formattazioni di testo su WhatsApp

    Ciascuno dei quattro nuovi formati ha una modalità specifica che gli utenti devono aggiungere nei loro messaggi.

    Ad esempio, l’elenco puntato. Questa formattazione aggiunge punti elenco al testo o aiuta ad evidenziare i punti chiave. Per ottenerlo basta aggiungere semplicemente un “-” (trattino) seguito da uno spazio prima di digitare il messaggio.

    A quel punto il testo verrà elencato con il punto immediatamente.

    Lo stesso vale per le altre formattazioni. Vediamo meglio le istruzioni di seguito.

    Elenchi puntati. Adesso su WhatsApp è possibile aggiungere elenchi puntati ai messaggi per suddividere le informazioni in liste. Come la lista della spesa. Per ottenerlo basta posizionare un simbolo “-” (trattino) all’inizio del testo, seguito da uno spazio.

    Elenchi numerati. Dopo gli elenchi puntati, ecco quelli numerati. Per utilizzare questo formato basta aggiungere una o due cifre, seguite da un punto e uno spazio intero, come ad esempio “1. “.

    whatsapp formattazioni elenchi franzrusso

    Virgolette in blocco. Con questa modalità è possibile bloccare il testo della citazione per evidenziarlo e farlo risaltare all’interno di messaggi più lunghi. Per ottenerlo basta digitare il simbolo “>” seguito da uno spazio prima del testo che si desidera evidenziare.

    Codice in linea. Evidentemente, si tratta di un formato utile per i programmatori. Ma può risultare un buon modo per evidenziare informazioni specifiche nel testo. Per ottenerlo, bisogna racchiudere il testo con il simbolo ‘`’ per utilizzare questo formato: `cos’`.

    Con queste nuove formattazioni WhatsApp vuole offrire più possibilità di personalizzazione del testo agli utenti. WhatsApp, a questo punto, va ben oltre il concetto stesso di app di messaggistica. È molto di più.

    Oltre agli utilizzi quotidiani che si possono fare con queste formattazioni, pensiamo anche all’uso in ambito professionale dell’app. E di come queste formattazioni possono tornare effettivamente molto utili.

    [Immagine realizzata da ChatGPT di OpenAI con Dall-E 3]

     

  • Come sarà l’E-commerce nel 2024, tra IA e chatbot

    Come sarà l’E-commerce nel 2024, tra IA e chatbot

    Il 2024 segna un’evoluzione nell’e-commerce, con focus su IA, chatbot e personalizzazione. Ecco i trend e le strategie per un’esperienza d’acquisto unica e coinvolgente.

    Anche il mondo dell’e-commerce è in continua evoluzione. A testimonianza della trasformazione radicale nel modo in cui i consumatori interagiscono con i brand e acquistano prodotti online.

    Un cambiamento che è stato particolarmente evidente nell’ultimo anno. Come dimostrano i dati raccolti da Qapla’, un software che ha rivoluzionato le spedizioni per l’e-commerce attraverso l’integrazione con oltre 180 corrieri.

    Nel 2023 il settore degli acquisti online ha registrato una crescita sostenuta del 9,3%. Un trend che, sebbene inferiore al picco dei periodi pandemici 2020-21, mostra un’interessante dinamica nei diversi comparti. In particolare, si prevede che nel 2024 settori come Pharma e Pet saranno i principali motori di crescita. Con aumenti rispettivi del 19,7% e 38,5%.

    In questo contesto, emergono tre tendenze principali che caratterizzano l’e-commerce nel 2024: l’iper-personalizzazione dell’esperienza d’acquisto; l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione; una Delivery Experience sempre più raffinata.

    e-commerce 2024 IA chatbot trend franzrusso

    L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sull’e-commerce

    La rivoluzione digitale ha portato all’adozione di tecnologie avanzate come il Machine Learning visivo e l’IA conversazionale. Strumenti che stanno intensificando l’esperienza d’acquisto. L’IA, in particolare, sta trasformando il modo in cui i consumatori interagiscono con i brand. Dall’analisi di comportamenti di acquisto e ottimizzando le strategie di marketing. Il commercio conversazionale, ad esempio, sta guadagnando popolarità. Permettendo agli utenti di interagire con assistenti virtuali per cercare e acquistare prodotti in modo più naturale e fluido.

    La personalizzazione è un aspetto chiave di questa evoluzione, con il 65% dei clienti che si aspetta un’esperienza adattata alle proprie esigenze. Questo ha portato allo sviluppo di app capaci di creare cataloghi personalizzati, anticipando le preferenze degli utenti e offrendo esperienze d’acquisto coinvolgenti.

    Chatbot: i nuovi protagonisti dell’assistenza clienti

    I chatbot rappresentano una vera e propria rivoluzione nell’assistenza e nelle vendite online. Secondo Gartner, entro tre anni diventeranno il principale canale di supporto, offrendo risposte automatiche e supporto audio-visivo in tempo reale.

    La loro capacità di apprendere dai comportamenti degli utenti e di suggerire prodotti in linea con le loro preferenze sta replicando l’esperienza di shopping fisico, arricchendola con l’aggiunta di immagini e video.

    I chatbot si rivelano anche motori di vendita e personalizzazione, grazie all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale per l’apprendimento dei comportamenti degli utenti. E la possibilità di suggerire prodotti in linea con le loro preferenze.

    Secondo recenti ricerche, queste tecnologie non solo migliorano l’esperienza d’acquisto, rendendola maggiormente coinvolgente per il consumatore, ma anche il tasso di conversione, essenziale nell’e-commerce.

    Spedizioni e Delivery Experience nel 2024

    Il settore delle spedizioni e-commerce ha subito importanti cambiamenti nel 2023, con una crescita prevista del 6,7% nel primo semestre del 2024.. Gli e-shopper, tuttavia, cercano più di una semplice esperienza di acquisto online; desiderano un contesto simile a quello di una boutique, con offerte personalizzate e una “Personal Customer Journey”. La trasparenza nel tracciamento degli ordini e la comunicazione “one-to-one” sono diventati elementi fondamentali.

    Una survey di Unguess per Qapla’ ha rivelato che l’assenza di comunicazioni post-spedizione genera ansia nel 47% dei clienti e compromette la credibilità dello shop per il 33%. Di conseguenza, il Marketing Post-Spedizione assume un ruolo chiave, consentendo ai venditori di creare comunicazioni personalizzate basate sui dati del destinatario.

    In conclusione, l’e-commerce sta attraversando una fase di notevole trasformazione, guidata dall’innovazione tecnologica e da una maggiore attenzione alle esigenze e alle aspettative dei consumatori. Nel 2024, aspettiamoci un’esperienza d’acquisto online sempre più sofisticata, personalizzata e coinvolgente.

    [L’immagine di copertina è stata realizzata ChatGPT di OpenAI con Dall-E 3]