Autore: Franz Russo

  • Reddit adesso vale più di 10 miliardi di dollari

    Reddit adesso vale più di 10 miliardi di dollari

    Nuovo finanziamento da 700 milioni di dollari per Reddit, il cui valore adesso cresce oltre i 10 miliardi di dollari. E intanto viene confermata l’intenzione di sbarcare a Wall Street.

    Dopo aver ricevuto un finanziamento da 700 milioni di dollari dal fondo Fidelity Management, il valore di Reddit ha superato i 10 miliardi di dollari. E con questo traguardo, l’azienda, sempre molto attiva a contrastare contenuti d’odio sulla piattaforma, conferma l’intenzione di diventare presto pubblica. Infatti, dopo la notizia del nuovo finanziamento il co-fondatore e CEO di Reddit, Steve Huffman, al New York Times ha dichiarato: “Stiamo ancora pianificando di andare in borsa, ma non abbiamo ancora una linea temporale fissa”.

    La finalità del finanziamento sarà, ovviamente, quella di fare crescere Reddit sempre più a livello internazionale e a rendere la piattaforma sempre più semplice.

    Prima di questo finanziamento Reddit ha ricevuto un altro finanziamento da 250 milioni di dollari che aveva fatto crescere il valore di Reddit a 7 miliardi di dollari a inizio di quest’anno.

    Reddit valore 10 miliardi dollari franzrusso

    Reddit, come forse già saprete, realizza i suoi fatturati attraverso la vendita di pubblicità che è arrivata a 100 milioni di dollari nel secondo trimestre di quest’anno, con un tasso di crescita di bel il 192% rispetto al 2020. Certo, numeri piccoli se vengono paragonati ai fatturati miliardi di giganti come Facebook o Google, ma sono comunque indicativi di una crescita di interesse su Reddit.

    Per dare qualche numero di Reddit rispetto al numero di utenti, a livello di utenti giornalieri la piattaforma conta 52 milioni di utenti al giorno, circa un quarto dei 200 milioni di utenti al giorno di Twitter e una piccola parte degli 1,85 miliardi di utenti giornalieri di Facebook. Tanto per rendere l’idea. Le subreddit attive, il nome con cui vengono individuate le aree di interesse su Reddit, sono oltre 100 mila.

    Reddit nasce nel 2005 e viene fondato da Steve Huffman, come abbiamo ricordato sopra, da Alexis Ohanian, oggi marito di Serena Williams, e dal compianto Aaron Swartz fondendo la sua Infogami in quella che sarebbe appunto diventata Reddit.

  • Twitter, nuovo font e altri cambiamenti su app e desktop

    Twitter, nuovo font e altri cambiamenti su app e desktop

    Twitter è cambiato, sia su app (iOS e Android) che desktop. Nuovo font, Chirp, e nuovi colori. Sparisce quasi del tutto il blu per fare spazio ai contrasti nero e bianco. Non il massimo sul tasto “Segui”.

    Molti di voi si saranno già accorti di qualcosa di diverso su Twitter, sia da app (iOS e Android) che da desktop. Ebbene, tutto ok, non è il vostro device che è cambiato, è Twitter che ha introdotto alcuni cambiamenti, del resto annunciati già all’inizio di quest’anno.

    L’intento di Twitter è quello di offrire un layout semplice, accessibile, focalizzato sui contenuti condivisi, con colori di base che non distraggano l’utente. E, cosa più importante, offrire una visione unica tra app e desktop, in modo da non “sorprendere” troppo gli utenti.

    Ebbene, da questo punto di vista l’intento è stato raggiunto in pieno sotto tutti i punti di vista, dall’accessibilità, tema sempre molto caro a Twitter, all’idea di offrire una piattaforma unica che si muova da desktop e mobile senza troppi traumi. E poi, cambiare non è mai facile, il rischio di scontentare tutti è sempre molto alto e dietro l’angolo, ma è un rischio che val la pena di correre se l’obiettivo è rendere sempre più facile Twitter e più intuitivo. Alle novità poi ci si abitua (si spera).

    twitter nuovi colori design franzrusso.it

    Ma vediamo insieme quelle che sono le novità che riguardano il nuovo layout di Twitter.

    Twitter e il nuovo font: Chirp

    Quello che sicuramente ha attirato la vostra attenzione è il nuovo font Chirp, unico tra mobile e desktop. Si tratta di un font che venne annunciato a gennaio come parte dell’evoluzione del un cambiamento di Twitter in atto, un font che strizza l’occhio al tweet ironico, quanto al contenuto più serio. Prima di questo, Twitter aveva usato altri font come SF Pro, Roboto e Helvetica Neue. Ad un primo sguardo, Chirp non è male, anche se sono in tanti gli utenti che lamentano di leggere i tweet con difficoltà.

    Twitter e i nuovi colori, sempre meno blu

    Altra grande novità che sta attirando non poche critiche è il cambio di colore dei bottoni. La cosa che si nota è che c’è meno blu per far posto al nero. Il poco di blu che resta è per indicare il tasto per fare un tweet.

    Anche il cambio di colore va nella direzione di mettere sempre più in risalto i contenuti e meno contorno, sempre in ottica di accessibilità. Il risalto del coloro nero appare più evidente con il tema classico, quello bianco. Il colore dei bottoni invece diventa bianco nel momento in cui impostate il tema scuro.

    https://twitter.com/TwitterDesign/status/1425505308563099650

    Cambio di colore non agevola il “follow”

    Una critica però va fatta rispetto al pulsate “Segui”, il follow. Il cambio di colore in effetti destabilizza l’utente, fino a mettere in dubbio se l’utente che pensiamo di seguire lo si segue per davvero. Il rischio è di fare per errore qualche defollow. Insomma, in questa occasione in cambio di colore non aiuta del tutto e sarà difficile farci l’abitudine.

    Ecco queste le principali novità del nuovo design di Twitter, con i nuovi colori. E a voi piace? raccontateci cosa ne pensate, qui o sui nostri canali social.

  • Dopo 30 anni, ecco quanti sono i siti web oggi nel 2021

    Dopo 30 anni, ecco quanti sono i siti web oggi nel 2021

    Era il 6 agosto 1991 quando venne lanciato il primo sito web. Ad oggi ce ne sono più di 1,88 miliardi e il numero continua a crescere. Nel 1998 andò online Google e online c’erano già più di 2 milioni di siti.

    Era il 6 agosto del 1991 quando Tim Berners-Lee, il papà del World Wide Web (W3), pubblicò il primo sito web della storia. Il sito, ospitato dal CERN sul computer NEXt di Berners-Lee, si presentava con una pagina bianca, molto minimal, e spiegava cos’era il Web e come usarlo, questo l’indirizzo: http://info.cern.ch.

    Sono passati 30 anni da allora e i siti web sono cresciuti a dismisura. Secondo le statistiche che offre Internet Live Stats, ad oggi il numero dei siti web online supera il numero di 1,88 miliardi, un numero che continua a crescere.

    Il traguardo di 1 miliardo di siti web è stato superato nel 2014 e, dopo qualche andamento verso il basso, il numero è poi ricominciato a salire due anni più tardi, nel 2016, arrivando a 1,7 miliardi del dicembre dello stesso anno.

    30 anni siti web 2021 franzrusso.it

    Ma guardando dall’inizio, dopo quel 6 agosto del 1991 i siti web erano 10 nel 1992, anche se fu poi da 1993, quando il CERN rese il World Wide Web disponibile per tutti, che si assistette ad un aumentare progressivo del numero dei siti web.

    E infatti, nel 1994 nacque il primo vero motore di ricerca che era Yahoo! e si chiamava originariamente “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web“. Amazon viene pubblicato nel 1995, quando online vi erano 23.500 siti web. Nel 1998 fa il suo ingresso Google e all’epoca era online oltre 2 milioni e 400 mila siti web.

    siti web online

    Nel 2001 nasce Wikipedia, la enciclopedia online più famosa, quella che sarebbe passata alla storia come uno dei più grandi esempi di conoscenza collaborativa. Nel 2003 vede la luce WordPress, la piattaforma che ha sancito il fenomeno blogging, e anche LinkedIn, la prima piattaforma social nel senso vero del termine. L’anno successivo, nel 2004 nacque poi Facebook, la piattaforma social media per antonomasia.

    E poi Twitter nel 2006, il cui nome iniziale era TWTTR (in basso come appariva 15 anni fa), Dropbox nel 2008 (come il nostro InTime Blog), Instagram e Pinterest nel 2010.

    twttr twitter 2006

    Questo per citarne solo alcuni, quelli che hanno sicuramente segnato la nostra storia, quella collettiva e individuale di ciascuno di noi.

    Sono 30 anni di siti web che rappresentano la nostra storia. Basta dare un’occhiata a come si presentavano e a come sono oggi i siti web, quelli che rappresentano la Home, la casa dove ognuno in qualche modo ha rappresentato ciò che era e ciò che voleva essere. E nonostante tutto, i siti web sono ancora oggi importanti per crearsi un proprio spazio, per raccontare la propria azienda, per fare e-commerce, per fare informazione.

  • Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces introduce la possibilità di aggiungere fino ad un massimo di due co-host. Una funzionalità che era stata annunciata e che era molto attesa.

    La funzionalità era stata annunciata a maggio di quest’anno, quando si seppe che Twitter Spaces sarebbe stato attivato per tutti gli utenti con più di 600 follower, e adesso c’è l’annuncio. In uno spazio organizzare dall’account ufficiale di Twitter Spaces sono state annunciate alcune interessanti novità tra cui, la più importante, quella che introduce la funzione di co-hosting, molto attesa da tutti gli utenti che tengono spazi audio.

    Come attivare i co-host su Twitter Spaces

    La possibilità di avere uno o più co-host si era resa subito necessaria e ora Twitter spinge in questa direzione anche per creare un ulteriore vantaggio competitivo sul competitor Clubhouse che di certo non se la passa bene in questo periodo.

    L’host su Twitter Spaces, colui che apre lo spazio, può adesso invitare alla gestione dello spazio fino a due co-host. L’invito può avvenire solo una volta che lo spazio è stato avviato e non prima, nemmeno se programmato.

    Cosa possono fare i co-host su Twitter Spaces

    Cosa può fare il co-host? In realtà può fare tutto quello che fa l’host, e quindi parlare,  invitare i relatori, gestire le richieste a parlare, rimuovere i partecipanti, appuntare i tweet nella parte alta dello spazio. Ma ci sono alcune cose che non può fare.

    Twitter Spaces ecco co-host moderazione franzrusso.it

    Ad esempio, solo l’host può invitare gli utenti a prendere parte allo spazio come co-host, infatti un co-host non può invitarne un altro. E poi, cosa importante, solo l’host può terminare lo spazio, non il co-host. Questo è un grosso limite, perché in molti casi, purtroppo, sarebbe stato utile che lo spazio potesse continuare in presenza del solo co-host. Vedremo se questa possibilità sarà introdotto più avanti.

    E ancora, altro aspetto interessante, il numero dei co-host, abbiamo detto fino ad un massimo di due, espande il numero delle persone che possono parlare contemporaneamente in uno spazio. Quindi, se prima a parlare erano l’host e 10 speaker partecipanti, adesso il numero aumenta con i due co-host.

    L’introduzione del co-host è una bella notizia, soprattutto perché quella figura può essere molto utile in presenza di spazi molto “affollati”, dove c’è necessità di avere una mano nella moderazione. Ma può essere utile anche per le aziende che vogliono provare a sperimentare Twitter Spaces, potendo contare su una figura che può essere utile a gestire meglio lo spazio.

    Come sapete, Twitter questa settimana ha detto addio ai Fleets, le stories di Twitter, un addio che non ha sconvolto più di tanto gli utenti (segno che quel formato non era effettivamente apprezzato) e ha eletto lo spazio in alto come “Space bar“, lo spazio dedicato agli spazi una volta che sono live, per renderli più visibili.

    Ovviamente, anche questa è solo una posizione temporanea (o almeno di questo si parla) in attesa di vedere attiva la sezione dedicata a Twitter Spaces, in test su iOS, dove vedere gli spazi live del momento in un colpo solo, che è quello che ci vorrebbe.

    Tutto questo sottolinea quanto Twitter stia investendo in Twitter Spaces e nella modalità audio, trovandosi adesso più avanti rispetto a Clubhouse che, nonostante l’estensione ad Android e all’eliminazione degli inviti, fatica a fare breccia tra gli utenti.

    Sarà interessante quindi verificare quanto Twitter Spaces sarà in grado di “resistere” come modalità di contenuto integrata all’interno di altre funzionalità che Twitter già permette. Anche alla luce del superamento della situazione pandemica, con i vaccini che procedono un po’ ovunque a passo spedito, aprendo di nuovo alla possibilità di dare vita ad incontri in presenza.

    Come usare Twitter Spaces e organizzare uno spazio coinvolgente

    Siamo convinti che Twitter Spaces potrà trovare un suo “spazio” anche all’interno degli eventi live in presenza, come momento di “debriefing” dopo un evento, come possibilità di incontrare gli ospiti, gli speaker, i relatori di un evento e metterli a contatto in uno spazio audio su Twitter con tutte quelle persone che non sono riuscite ad essere in presenza. Insomma, le possibilità ci sono.

  • Lo spot Omega per Tokyo 2020, vero trionfo di creatività

    Lo spot Omega per Tokyo 2020, vero trionfo di creatività

    Avrete sicuramente visto già lo spot di Omega per Tokyo 2020, un video di un minuto che è un trionfo di creatività, “fatta in casa”.

    Mancano pochi giorni al termine dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, dove la squadra italiana ci ha dato grandi soddisfazioni. Ma l’occasione non è solo quella di ricordare le prestazioni sportive degli atleti, abbiamo già visto come l’impresa di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi è stata vissuta sui social media.

    Quello che vogliamo è portare alla vostra attenzione che un grande evento globale come le Olimpiadi, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia ancora in corso, sono anche occasione di comunicazione e creatività per le aziende che sfruttano questo momento per promuoversi.

    E una su tutte ci ha colpito in modo particolare. Stiamo parlando di Omega, la celebre casa svizzera specializzata nella produzione di orologi di lusso, per la 29esima volta cronometrista ufficiale della manifestazione (dal 1932), che ha realizzato uno spot di 60 secondi che è un trionfo di creatività. Uno spot che sicuramente avete già visto in televisione che su YouTube ha totalizzato oltre 57 milioni di visualizzazioni.

    spot Omega Tokyo 2020 creatività franzrusso.it intime

    Tradizione e Creatività

    Lo spot è intitolato “Timekeeping and tradition: Omega meets Japan” – “Cronometraggio e tradizione: Omega incontra il Giappone”. La canzone che fa da colonna sonora allo spot è Dreams degli Imagine Dragons (del 2015) e combina in maniera magistrale e coinvolgente momenti della tradizione giapponese insieme a momenti sportivi. “Una celebrazione a schermo diviso tra la precisione al secondo e i tradizionali costumi giapponesi“, così spiega lo spot la casa svizzera.

    Vi starete di certo chiedendo a questo punto, ma chi ha realizzato questo spot meraviglioso? Chissà quale grande agenzia internazionale?

    Spot Omega per Tokyo 2020, tutto fatto in casa

    E invece no, si tratta di uno spot realizzato da un team di comunicazione interno all’azienda, un prodotto “fatto in casa”, si direbbe. E il risultato è eccezionale. Un anno e mezzo per realizzarlo, con riprese effettuate in Giappone e negli Usa. Un lavoro che rappresenta il meglio di quello che è oggi Omega, azienda leader nella produzione di orologi, fondata a La Chaux-de-Fonds (Cantone Neuchâtel) nel 1848, la sua storia, la cura per i dettagli che ben si concilia con le tradizioni del Giappone.

    Un lavoro creativo che si è basato sulla conoscenza piena dell’azienda e del paese che ospita i Giochi Olimpici, in modo da far emergere al meglio le caratteristiche di ognuno. E il risultato è quello che vedete nello spot.

    Se avete tempo, leggete anche i commenti degli utenti lasciati su YouTube.

    Molte volte tanti progetti si sviluppano in maniera sbagliata, per la smodata voglia di voler stupire con effetti speciali, spesso integrando degli elementi estranei alla propria storia, al proprio modo di essere.

    Questo spot dimostra anche che a guardarsi dentro una risposta la si trova sempre e che la conoscenza delle cose arriva sempre dopo un attento studio. Il tutto condito da una sana creatività. Il bello è che questo può essere anche realizzato internamente, anche se questa non è sempre la regola.

    E voi che pensate, vi piace questo spot? Ne avete notati altri durante questi Giochi Olimpici di Tokyo 2020?

  • WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    Novità in casa WhatsApp. Tra pochi giorni sarà attiva per tutti gli utenti la modalità “Visualizza una volta” che permetterà l’invio di foto o video che scompaiono una volta visualizzati.

    Novità da WhatsApp che va nella direzione di rendere sempre più sicure le conversazioni tra gli utenti. L’app di proprietà di Facebook fa sapere, attraverso un post sul blog ufficiale, che presto gli utenti potranno inviare foto e video con una nuova modalità: “Visualizza una volta“. Ammesso che resti così la denominazione in italiano, questa funzionalità permetterà presto agli utenti di inviare foto e video che scompaiono una volta visualizzati.

    Come funziona “Visualizza una volta” su WhatsApp

    whatsapp visualizza una volta franzrusso.it

    Come già accade per tutte le conversazioni su WhatsApp coperte da crittografica E2E (qui potete leggere un approfondimento sul tema crittografia), anche i contenuti multimediali sono garantiti dalla possibilità di non poter essere visualizzati da esterni. Solo che WhatsApp adesso include una possibilità in più.

    Quando si invia una immagine o un video sarà possibile renderlo visualizzabile una sola volta toccando il pulsante “1”. Una volta che il destinatario aprirà il contenuto, questo scomparirà.

    WhatsApp ritiene che questa funzionalità ossa tornare utile in tutti quei casi in cui si è ben consapevoli che uno screenshot è meno sicuro, e quindi si opta per una modalità che scompare da subito, senza la possibilità di essere consultata nuovamente.

    L’esempio che fa WhatsApp è quello della password Wi-Fi, situazione che sarà capitata sicuramente a molti di voi che state leggendo. Fare una foto e inviarla con la modalità “visualizza una volta” garantisce maggiore sicurezza.

    Se viene usata questa modalità, non sarà possibile, come abbiamo già sottolineato, rivedere il contenuto; se abilitata questa modalità, non sarà possibile salvare, classificare o condividere foto inviate o ricevute; sarà possibile vedere se il destinatario ha visualizzato il contenuto solo se ha le conferme di lettura attive; l’impostazione “visualizza una volta” deve essere attivata ogni volta che si vuole inviare un contenuto multimediale con questa modalità.

    Ovviamente, si tratta di una novità importante per WhatsApp, anche se qualcosa di simile esiste già in alcune app come Telegram, all’interno di conversazioni segrete, e anche con la modalità “Vanish Mode” su Instagram e Messenger, non attiva ancora in Italia. E ancora, una modalità simile esiste anche su Snapchat e, volendo estendere il raggio, esiste anche su Gmail, permettendo di impostare la data di scadenza di una e-mail.

    La modalità “visualizza una volta” sarà disponibile nei prossimi giorni (si parla di una settimana) per tutti gli utenti a livello globale.

    E voi che ne pensate?

  • Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2021

    Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2021

    Ma cosa succede ogni 60 secondi su Internet, nel 2021? Scopriamolo con i dati di AllAccess elaborati di recente anche da Statista. Ogni minuto vengono condivise 695 mila stories su Instagram.

    L’ultimo anno e mezzo, ormai, caratterizzato dalla pandemia ha visto crescere l’utilizzo di Internet e degli strumenti digitali in generale. Un aumento che si è concretizzato nella crescita del tempo trascorso su Internet e nella crescita del numero degli utenti. Due voci che si possono riscontrare ovunque, in qualsiasi paese del mondo, Italia inclusa ovviamente.

    Ebbene, come sempre accade in questo periodo dell’anno, quando ormai si è già superata la metà, è tempo di fare il classico “tagliando” e vedere cosa succede su Internet nel 2021, soprattutto, cosa succede ogni minuto, quindi ogni 60 secondi, su Internet.

    Per farlo, ci serviamo dell’aggiornamento ad uno dei due grafici che in questi anni ci sono venuti in soccorso e stiamo parlando di quello di AllAccess che da poco anche Statista ha voluto sintetizzare in una grafica altrettanto chiara.

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    Gli ultimi dati riguardo agli utenti online, a livello globale, ci dicono che siamo bel 4,7 miliardi (59,5% della popolazione mondiale) di persone connesse a Internet nel mondo, con 4,2 miliardi di persone che usano i social media (53,6% della popolazione mondiale).

    E cosa fanno tutte queste persone connesse, ogni giorno, ogni ora e, quindi ogni minuto?

    Dai dati di AllAccess vediamo che ogni 60 secondi:

    • vengono condivise 695 mila stories su Instagram (era 277 mila nel 2019);
    • vengono inviati 69 milioni di messaggi su WhatsApp e Messenger;
    • si verificano 5 mila download su TikTok;
    • vengono inviate 197,6 milioni di e-mail;
    • si verificano ben 2 milioni di “swipe” su Tinder;
    • 28 mila abbonati su Netflix guardano video;
    • su LinkedIn si creano 9.132 connessioni;
    • su Facebook si registrano 1,4 milioni di scroll;
    • su YouTube vengono caricate 500 ore di video;
    • su Twitch si registrano 2 milioni di visualizzazioni;
    • vengono spesi 1,6 milioni di dollari online.

    Ma ci sono ancora altri dati interessanti che potete visualizzare in questa grafica.

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    Sono dati che continueranno a crescere nei prossimi anni, perché se c’è un dato chiaro che viene fuori da questo ultimo anno e mezzo è che gli utenti continueranno ad utilizzare Internet sempre di più, specie dopo aver sperimentano nuovi utilizzi, quasi sempre rinviati per poco tempo a disposizione o anche per scetticismo.

    Le aziende devono prendere dimestichezza con questi dati e sapere che oggi è sempre più importante “ascoltare” gli utenti, cercando di superare l’arroccamento sulle vanity metrics. Quello che conta davvero è la conversazione con gli utenti, capire e interpretare i segnali per dare loro il vero valore che ogni azienda può personalizzare, che va sotto il nome di: Esperienza.

  • L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media per l’oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo2020. Questo il risultato principale rilevato dall′analisi effettuata in collaborazione con Talkwalker.

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media. Questo l’esito più importante che si può ricavare dalle conversazioni sui social media generate dai due straordinari ori vinti a Tokyo 2020 da Marcell Jacobs e da Gianmarco Tamberi, tutto nel giro di pochi minuti. Un avvenimento storico per l’Italia che è stato celebrato anche su Twitter, Facebook e Instagram.

    Il dati degli oltre 4 milioni di interazioni è stato rivelato da Talkwalker Social Content Ratings, la piattaforma che monitora come gli eventi televisivi vengono vissuti sulle piattaforma social media, specialmente dal punto di vista delle interazioni che riescono a generare.

    E grazie a Talkwalker abbiamo monitorato a grande giornata storica del 1 agosto 2021, con la vittoria di due ori, nei 100 metri maschili e nel salto in alto maschile.

    oro Jacobs Tamberi Tokyo 2020 social media franzrusso

    Abbiamo monitorato le conversazioni tenendo in considerazione tutte le citazioni riguardo ai due atleti, Jacobs e Tamberi, associate a #Tokyo2020 e a #GiochiOlimpici con #ItaliaTeam, l’hashtag ufficiale della squadra olimpica italiana a Tokyo 2020. Il risultato è di oltre 440 mila contenuti condivisi, la maggior parte dei quali condivisi nell’arco di un paio d’ore, tra le 14 e le 16.

    social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Come dicevamo in apertura, le interazioni totali sono state oltre 4 milioni, più del 60% generate su Instagram che dimostra, ancora una volta, di essere la piattaforma dell’engagement; mentre Twitter resta comunque la piattaforma del racconto live. E più avanti vedremo quali sono stati i contenuti più coinvolgenti su tutte le piattaforme, in special modo su quella a 280 caratteri dove si è sviluppato oltre il 95% del flusso di conversazioni.

    La “mappa di calore” che identifica, dal punto di vista geografico, le attività sulle piattaforme, ci spiega meglio come il momento sia stato vissuto anche all’estero, con grande partecipazione.

    mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Dal punto di vista di chi ha partecipato a raccontare e a condividere le proprie emozioni sui social media, possiamo rilevare che vi è quasi parità tra maschi e femmine (50,7% e 49,3%) e l’83% ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, oltre il 50% la fascia 25-34 anni.

    età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E queste sono due grafiche che mostrano i temi più discussi (su oltre 600 mila rilevati) e gli hashtag più usati.

    hashtag età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E ora il momento dedicato agli influencer, ossia a quagli utenti che si sono distinti per capacità di coinvolgimento nel periodo monitorato. E notiamo come l’account ufficiale della squadra olimpica italiana sia saldamente in vetta con oltre 210 mila interazioni generate e con una media di 6.800 interazioni per ogni contenuto condiviso. Seguiti da Eurosport e dall’account del Coni.

    influencer temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Da sottolineare, se guardassimo la classifica dal punto di vista delle dell’engagement per menzione, quindi per contenuto, in vetta ci sarebbe l’account Instagram di Radio Deejay, con oltre 56 mila interazioni, essendo quindi il contenuto più condiviso in assoluto.

     

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    Un post condiviso da Radio DEEJAY (@radiodeejay)

    E ora guardiamo i contenuti più condivisi, dopo aver visto quello in assoluto. Focalizzandoci su Twitter, la piattaforma dove si è sviluppata la grande maggioranza delle conversazioni generate.

     

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    Un post condiviso da Radio105 (@radio105)

     

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    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

    http://twitter.com/sonolaferaz/status/1421904993473503250

    http://twitter.com/afidelf/status/1421847918110248967

    http://twitter.com/dadourado/status/1421825472288247809

    http://twitter.com/JDNalton/status/1421816167220617219

     

     

  • Accenture Startup Challenge, tra Inclusione e Innovazione

    Accenture Startup Challenge, tra Inclusione e Innovazione

    Accenture Startup Challenge ha visto la partecipazione di oltre 200 startup e ha permesso di elaborare una mappatura dalla quale emerge che i temi della Sostenibilità e dell’Inclusione sono rilevanti.

    Accenture, da poco indicata da Forrester come società leader nella consulenza per l’Innovazione, crede fortemente nelle startup, vero motore dell’innovazione tecnologica. E il grande successo della prima call per le startup lo dimostra.

    Sono state infatti oltre 200 le startup che hanno inviato la propria candidatura per Accenture Startup Challenge, nata per sostenere la crescita dell’ecosistema italiano dell’innovazione, ponendosi come punto di incontro tra idee, collaborazione e imprese. Tre elementi che oggi caratterizzano il successo di progetti come questi.

    Si chiude quindi la prima fase e ora la Accenture Startup Challenge entra nel vivo. Infatti adesso si entra nella fase della valutazione e selezione delle startup. Le iniziative di nuove impresa avranno poi la possibilità di lavorare fianco a fianco con team specializzati di Accenture per la co-creazione di progetti altamente rilevanti da proporre, poi, alle più grandi imprese italiane.

    Accenture Startup ChallengeInclusione- Innovazione franzrusso Alla startup vincitrice, che verrà valutata in base a criteri di rilevanza di mercato, rilevanza per Accenture e Innovazione, Accenture Startup Challenge darà la possibilità di mostrare la propria soluzione in uno dei centri di innovazione di Accenture in Italia.

    Due tra le startup che parteciperanno alla challenge verranno selezionate per il potenziale impatto sociale della loro value proposition. E a queste saranno attribuiti rispettivamente due riconoscimenti specifici, il Premio Inclusion & Diversity e il Premio Sustainability, e avranno l’opportunità di essere coinvolte nell’ambito di specifiche attività di comunicazione di Accenture Italia. Due premi, questi, che mostrano la grande sensibilità che Accenture dimostra per la gender equality e per i temi legati alla Sostenibilità.

    Questa prima fase di raccolta delle candidature che, ricordiamolo, ha visto la partecipazione di oltre 200 startup, ha permesso ad Accenture di elaborare una mappatura, costituita da 7 cluster principali, che sono:

    • Start-up di recente fondazione: circa la metà delle candidature provengono da start-up fondate negli ultimi 5 anni (49%), mentre quasi un quarto arriva da start-up nate negli ultimi 3 anni (23%).
    • Provenienza prevalente dal centro-nord Italia: La maggior parte delle candidature giunge da start-up che hanno come regione di fondazione la Lombardia (66 su 208). Nel dettaglio, più della metà delle application provengono dal Nord Italia (56%), circa un quinto dal Centro Italia (19%) e le restanti dal Sud e dalle Isole.
    • Digital Enterprise / Customer Engagement: più della metà delle start-up agiscono su temi di Digital Enterprise (54%). Ciò risulta rilevante in ottica di collaborazione con la clientela di Accenture, in quanto la digitalizzazione dei processi rende le aziende più efficienti in termini di agility, incrementando la competitività e la capacità di soddisfare i bisogni dei clienti.
    • Rilevanza Sustainability e Inclusion & Diversity: tra le start-up applicanti, diverse si sono distinte per il loro potenziale impatto sociale in ambito Sustainability (50 su 208) ed Inclusion & Diversity (23 su 208).
    • Buon grado di adattabilità settoriale: 75 aziende candidate sono risultate essere compatibili con più industry, ciò presuppone che abbiano una forte componente tecnologica alla base della loro offerta, in grado di permettere loro di essere applicabili a più settori e quindi di essere potenzialmente adatte a un maggior numero di clienti di Accenture.
    • Presidio dei frontier trends: un considerevole numero di startup (65 su 210) presenta un match con uno dei 5 Frontier Trends presi in considerazione durante l’analisi (Sostenibilità, Digital Health, Transizione Energetica, Pagamenti e Smart Mobility). In particolare, i più quotati sono Sostenibilità (con 23 start-up) e Digital Health (con 20 start-up).
    • Technology focus: analizzando la tecnologia risiedente alla base dell’offerta delle startup, è emerso che un considerevole numero di esse si appoggia a tecnologie di Intelligenza Artificiale & Machine Learning (23%) e IoT (9%).

    Una mappatura utile che ci permette di comprendere come l’evoluzione delle startup in Italia segua quella che è ‘evoluzione e lo sviluppo dei nostri tempi. Un modo per dire, ancora una volta, che il vero motore d’Innovazione e sono, e restano, le startup.

    Noi continueremo a seguire l’evoluzione di Accenture Startup Challenge qui su InTime Blog e sui nostri canali social media.

    [In collaborazione con Accenture Italia]

  • Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter annuncia l’avvio di un nuovo test che prevede per le aziende la possibilità di aggiungere una gallery di prodotti dalla quale gli utenti potranno acquistare, senza mai abbandonare la piattaforma. Il test è solo per iOS, negli Usa e solo in lingua inglese.

    Twitter, a distanza di qualche anno, torna ad occuparsi di shopping, e stavolta sembra fare sul serio. Con un post sul blog ufficiale, a firma di Bruce Falck, revenue product lead di Twitter, la società guidata da Jack Dorsey annuncia l’avvio di un test che prevede una sezione dedicata allo shopping che i brand potranno inserire all’interno della home del proprio profilo, nella parte superiore. Il test al momento è valido solo su iOS, negli Usa, e solo in lingua inglese, come spesso accade con test come questi.

    Il “modulo Shopping“, così viene denominato, permetterà alle aziende di realizzare una vera e propria gallery che gli utenti potranno sfogliare. Una volta scelto il prodotto che interessa, con un semplice click si accede ad un elenco di opzioni per poter acquistare il prodotto stesso, sempre restando all’interno di Twitter.

    modulo shopping twitter franzrusso.it

    Al momento i marchi coinvolti in questa prima fase di test sono una quindicina e tra loro ci sono anche GameStop e Arden Cove.

    Come dicevamo in apertura, per Twitter non è la prima volta quella di provare a farsi spazio all’interno del grande mondo dello shopping online. Ci aveva già provato del 2015 provando con un tasto “Acquista”, strada poi abbandonata due anni più tardi.

    Ma ora torna a sperimentare di nuovo con un’idea più completa ed una strategia più chiara che passa dall’intenzione di offrire: 1) agli utenti la possibilità di concretizzare le conversazione sui prodotti offrendo loro la possibilità di acquistarli; 2) alle aziende di affinare e strutturare meglio il proprio profilo aziendale/professionale, una delle ultime novità di Twitter lanciata ad inizio di quest’anno, aggiungendo anche i propri prodotti.

    Ovvio che per Twitter si tratta di una modalità per provare a diversificare il proprio business, una strada che la società ha già iniziato a intraprendere con il lancio di una versione dell’app a pagamento e anche con le modalità che permetteranno ad alcuni utenti di poter creare contenuti esclusivi e a pagamento per il proprio pubblico.

    E non è un caso che, proprio con la notizia di questo avvio di test, il titolo TWTR segni a Wall Street già +4%. Probabile che la chiusura si attesti attorno a queste cifre, segno che gli investitori apprezzano questo tipo di sperimentazioni.