Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Google rende visibili i tweet anche da desktop, solo in inglese al momento

    Dopo l’accordo raggiunto nel mese di febbraio tra Google e Twitter e dopo l’avvio dell’indicizzazione dei tweet da mobile, da ieri Google annuncia che l’indicizzazione dei tweet in tempo reale è possibile anche da desktop, al momento solo in inglese.

    Come certamente ricorderete, nel mese di febbraio di avevamo dato notizia del fatto che Google e Twitter avevano chiuso un accordo per portare i tweet direttamente sul motore di ricerca. Una indicizzazione in tempo reale che ovviamente porta giovamento ad entrambi, specie per Twitter che in questo modo può attrarre nuovi utenti sulla piattaforma. E dopo aver reso possibile l’indicizzazione da mobile, a partire dal mese di maggio, con una riga di aggiornamento apportata proprio al post sul blog ufficiale di Google che dava quella notizia, da ieri è dunque possibile l’indicizzazione dei tweet in tempo reale anche da desktop. Al momento però questo vale solo per la lingua inglese.

    https://twitter.com/twitter/status/634779747445276672?ref_src=twsrc%5Etfw

    L’annuncio è corso ovviamente anche via Twitter con questo siparietto che annunciava che da oggi i tweet sono incorporati nei risultati di ricerca da Google e rintracciabili anche da desktop.

    E’ quindi una svolta, non è difficile immaginare che questa opzione possa poi essere disponibile anche in altre lingue nel breve periodo. Ma è una svolta se vista proprio nell’ottica di ciò che sta accadendo in questi giorni in relazione alle difficili vicissitudini di Twitter e alle voci di una possibile acquisizione proprio da parte di Google. E’ questa forse una prova di un possibile accordo più vasto? Al momento si possono fare solo delle ipotesi, certo è che con questa possibilità Twitter ha davvero l’occasione di attrarre nuovi utenti.

    google-tweet-dr-dre

    Infatti se un utente effettua una ricerca per Dr Dre, ad esempio (lo scree che vedete in basso lo abbiamo rilevato da google.co.uk) lo stesso si troverà tra i risultati anche i tweet del personaggio in tempo reale.

    #blacklivesmatter--google-tweet

     

    Oppure se viene effettuata una ricerca per una notizia del momento e prova a inserire nel motore di ricerca l’hashtag relativo a un evento o notizia in particolare, come #BlackLivesMatter, ecco che tra i risultati vengono visualizzati anche gli ultimi tweet ed possibile scorrerli cliccando sulla freccetta di destra che si vede nello screenshot rilevato sempre da google.co.uk.

    E’ in effetti una grande possibilità per Twitter di poter raggiungere un pubblico più vasto sfruttando l’enorme potenzialità che offre Google che ancora è il motore di ricerca più usato sul web e da mobile. Google, dal canto suo, aggiunge un altro elemento “in tempo reale”.

    Allora, che ne pensate? E’ davvero questa l’anticamera di un possibile matrimonio tra le due società?

  • Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Lo studio di Pew Research ha rivelato che, tra i Social Media, Facebook è ormai il leader incontrastato, con un crescita ormai piatta. Ma dietro crescono molto Instagram e Pinterest: in tre anni il loro utilizzo è raddoppiato. Ferma la crescita di Twitter e in calo LinkedIn rispetto al 2014.

    Lo studio pubblicato un paio di giorni fa da Pew Research Center, indagando un campione di 1.907 americani adulti, offre, nonostante ci riguardi in maniera diretta, comunque degli spunti interessanti . E’ ormai chiaro che la comunicazione, meglio le conversazioni, oggi non sono scomparse, ma si spostano via via sul digitale. E il massiccio uso di social network e di servizi di messaggistica istantanea ne è la chiara dimostrazione. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere il succo di questo studio, la dimostrazione che ormai le persone conversano usando strumenti digitali, senza però sminuire l’importanza del contatto diretto, della relazione, del “faccia a faccia”.

    social-media-gente-facebook

    Lo studio, corposo per la verità, per quel che riguarda l’aspetto legato ai Social Media in realtà non ci rileva grandi novità quando vediamo che Facebook è il leader incontrastato, il social network più usato. La percentuale di utilizzo è passato dal 67% del 2012 al 72% del 2015, 1 punto percentuale in più rispetto al 2014. Vuol dire che ormai la crescita è piatta, si è toccato il livello massimo oltre il quale non si può più andare. Il social network di Zuckerberg è quello più usato più o meno da tutte le fasce di età monitorate nella ricerca, lo è un po’ meno per quanto riguarda gli over 65.

    facebook-social-media

    Ma la vera notizia, il vero dato interessante che rileva la ricerca di Pew Research è che Instagram e Pinterest sono i social network che negli ultimi tre anni sono cresciuti di più. Il loro utilizzo è addirittura raddoppiato. Instagram è passato da una percentuale di utilizzo nel 2012 del 13% e nel 2015 fa registrare una percentuale del 28%, e due punti percentuali in più rispetto al 2014. Instagram, di proprietà proprio di Facebook, riscontra molto successo soprattutto tra i più giovani (55% nella fascia di età 18-29 anni) e fa registrare il più alto livello di coinvolgimento sulla piattaforma, dopo Facebook ovviamente (70%): ogni giorno la usa infatti il 59% degli utenti.

    facebook-social-media-coinvolgimento

    Anche Pinterest fa registrare una forte crescita, è infatti passato da una percentuale di utilizzo del 15% nel 2012 al 31% del 2015, con una crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2014. Sin dalla sua apparizione, nel 2011, Pinterest ha da subito riscontrato molto successo tra i pubblico femminile e a distanza di cinque anni questo dato trova ancora conferme. Le donne sono infatti il 44% degli utenti totali e la maggior parte ha un’età inferiore ai 50 anni.

    Twitter è ormai nel pieno della crisi legata alla scarsa crescita della base utenti, un problema che abbiamo ancora un volta sottolineato nella nostra recente analisi sul futuro della piattaforma. Il social network a 140 caratteri passa dal 16% del 2012 al 23% del 2015, solo che negli ultimi due anni la percentuale è rimasta praticamente identica.

    E LinkedIn per la prima volta fa registrare un dato negativo rispetto al 2014. Infatti è in calo del 3%, passando dal 28% del 2014 al 25% del 2015. Nel 2012 la percentuale era del 20%. E’ il dato che forse sorprende di più rispetto a tutti gli altri. Inoltre, tra quelli monitorati, è il social network che fa registrare la più bassa percentuale di engagement, lo usa giornalmente solo il 22% degli utenti. Gli utenti tipo sono per lo più di età matura, con una posizione economica forte.

    Insomma, Facebook resta leader, mentre avanzano i social network che fanno del visual il loro core business.

    E voi che ne pensate?

  • Con Twitter Audience Platform l’adv va oltre Twitter

    Con Twitter Audience Platform l’adv va oltre Twitter

    Twitter presenta Twitter Audience Platform, la piattaforma per gli inserzionisti con la quale aumentare l’audience. Con questa piattaforma, l’evoluzione di Twitter Publisher Network, sarà quindi più facile raggiungere un pubblico mirato sia su Twitter che sulle app. Anche fuori la piattaforma.

    Lo scorso anno venne Twitter lanciò Twitter Publisher Network, un sistema per aiutare gli inserzionisti a connettersi con il loro pubblico al di fuori di Twitter, su migliaia di app mobile, grazie a una serie di strumenti creativi, di targeting e analisi. E oggi quella stessa piattaforma si sviluppa cambiando nome e promettendo di essere più efficace. La nuova piattaforma si chiama Twitter Audience Platform, un sistema con cui gli inserzionisti potranno raggiungere  oltre 700 milioni di persone dentro e fuori da Twitter.

    Infografica-Twitter-Audience-Platform

    Twitter Audience Platform promette agli inserzionisti di raggiungere due obiettivi, ossia:

    • le interazioni con i Tweet;
    • le visualizzazioni dei video.

    Entrambi saranno disponibili per la prima volta in versione beta per tutti i clienti gestiti. Inoltre verranno lanciati nuovi formati per permettere agli inserzionisti di interagire al meglio con il proprio pubblico in-app.

    E quindi da oggi sarà possibile estendere a Twitter Audience Platform anche le campagne di Promoted Video e di interazione con i Tweet in maniera molto semplice, con un solo clic. E molti dei criteri di targeting presenti su Twitter come interessi, nome utente e parole chiave possono essere applicati alle campagne sulle app mobile. Anche su Twitter Audience Platform, come già avviene su Twitter, i Promoted Video sono visualizzati automaticamente con l’immagine visibile al 100%.

    I Promoted Tweet all’interno di Twitter Audience Platform  saranno trasformati in uno dei formati pubblicitari di Twitter, vale a dire video, native advertising, banner e interstitial. E quindi si verificheranno situazioni di questo tipo:

    • su Twitter, le campagne di interazione con i Tweet diventano interstitial e native advertising;
    • le campagne di Promoted Video si trasformano in pubblicità video in-app;
    • le campagne di installazione dell’app e nuove interazioni con l’app diventano interstitial o banner.

    Agli interstitial sono state poi aggiunte funzionalità creative che permettono di espandere i contenuti migliori al di fuori di Twitter. Gli utenti di Twitter potranno quindi retwittare e aggiungere ai preferiti direttamente dall’annuncio apparso in Twitter Audience Platform. Sono stati poi aggiunti  bottoni CTA personalizzabili per dare più efficace all’azione che si desidera compiere.

    Twitter negli ultimi mesi ha ricevuto diversi feedback positivi su come Twitter Audience Platform abbia permesso agli inserzionisti di ottenere installazioni e nuove interazioni con le loro app, con un tasso di interazione più elevato e una reach notevolmente più alta.  Gli inserzionisti che hanno avviato campagne sia su Twitter che su Twitter Audience Platform sono arrivati a raddoppiare la reach e abbassato il CPE del 30%.

    Nello scorso mese di giugno MediaScience ha reso noto uno studio commissionatogli che dimostrava come i consumatori, utenti Twitter e non, avevano trascorso circa il 123% di tempo in più sugli annunci di Twitter Audience Platform che sulle tradizionali pubblicità mobile interstitial. E gli utenti non registrati su Twitter che hanno visto un’inserzione su Twitter Audience Platform avevano espresso un sentiment positivo rispetto al brand dell’11% superiore.

    macy's-twitter-audience-platform

    Un esempio da indicare è la campagna di Macy’s (@Macys) avviata a luglio per aumentare la brand awareness. Il risultato è stato un tasso di interazione del 7,85%, che è al di sopra dei benchmark di settore per le campagne display mobile. E poi  l’espansione della reach dai Promoted Tweet alle app ha creato un unico grande flusso pubblicitario che ha di fatto elevato l’engagement con il brand.

    samsung-uk-twitter-audience-platform

    Altro esempio è stata la campagna di @SamsungMobileUK,  il primo inserzionista britannico a estendere i propri Promoted Video a Twitter Audience Platform e a raggiungere il loro target di riferimento in-app. Il risultato è stato  un incremento del 365% nelle visualizzazioni video su Twitter Audience Platform e una diminuzione dell’84% del CPV.

    Twitter Audience Platform è disponibile da oggi a livello globale per tutti gli inserzionisti che generano interazioni con i Tweet e visualizzazioni video.  Un’altra versione verrà testata da una selezione di inserzionisti che promuovono installazioni di app e nuove interazioni con app. Nel corso dei prossimi mesi il programma verrà esteso ad altri obiettivi, inclusi i clic verso il sito web e le conversioni.

  • WhatsApp, da oggi la versione web è anche per utenti iOS

    WhatsApp, da oggi la versione web è anche per utenti iOS

    WhatsApp, dopo aver rilasciato all’inizio di quest’anno la versione web per Android, ha da ieri rilasciato la versione web per utenti iOS. La notizia si è diffusa, come riporta VentureBeat, dopo che alcuni utenti su Twitter si erano accorti della novità, la stessa poi confermata, sempre su Twitter, da Neeraj Arora, VP Business Development di WhatsApp.

    Dopo aver rilasciato la versione web per gli utenti Android all’inizio di quest’anno, WhatsApp ha da ieri rilasciato anche la versione web per utenti iOS, un rilascio molto atteso dagli utenti di dispositivi mobili Apple. Al momento però non tutti gli utenti iOS possono avere accesso alla piattaforma via web, come accade in questi casi il rilascio avviene per fasi e non è escluso che si possa poi risolvere in breve tempo.

    Come riporta VentureBeat, la notizia si è diffusa via Twitter quando alcuni utenti hanno cominciato a twittare il nuovo rilascio. Sul blog ufficiale non vi è alcuna conferma ufficiale, come invece avvenne per la versione web di Android, ma la notizia trova conferma in un RT ad un utente da parte di Neeraj Arora, VP Business Development di WhatsApp, un RT che vale come una conferma appunto. Altra conferma è che sulla versione web dell’app di instant messaging adesso compare anche il logo iOS.

    https://twitter.com/ofkrishna/status/634002726439878657

    WhatsAppWeb-iPhone-iOS

    Ecco come usare WhatsApp anche da desktop

    In questo caso, come forse già saprete, non si tratta di una versione web stand-alone, ma si tratta di una vera e semplice integrazione tra la piattaforma mobile e la piattaforma web. Per abilitare il vostro account non dovete fare altro che andare a questo indirizzo web.whatsapp.com, contemporaneamente dalla app sul vostro smartphone cliccare sui tre pallini che trovate sull’estrema destra in alto e poi cliccare su “WhatsApp Web”. A questo punto abilitate lo scanner dal vostro smartphone e quindi potete scannerizzare il QR code che vi compare sulla pagina web. E il gioco è fatto. Da questo momento avrete il vostro WhatsApp anche via web. E, se volete, potete anche abilitare le “notifiche desktop”, in modo da essere avvisati direttamente sul vostro pc nel momento in cui ricevete un nuovo messaggio.

    Allora, che ne pensate? La state già usando?

     

  • Ecco LinkedIn Lookup, l’app per cercare colleghi

    Ecco LinkedIn Lookup, l’app per cercare colleghi

    LinkedIn, il social business network più usato per le relazioni professionali, ha presentato ieri una nuova app. Si chiama Lookup e ha lo scopo di facilitare la ricerca tra colleghi che possono ora anche inviarsi dei messaggi. L’app per ora è per iOS, presto lo sarà anche per Android, ed è attivabile se si ha un account LinkedIn e se la società per cui si lavora ha una business page attiva.

    LinkedIn, popolare social business network, il più usato per le relazioni professionali, ha presentato ieri una nuova app, Lookup, descrivendola sul blog ufficiale con la forma di Ankit Gupta, il co-fondatore dell’app di news readind, Pulse. Con questa nuova applicazione, disponibile per ora solo per iOS,  e presto lo sarà anche per Android, LinkedIn mira a diventare una grande rubrica aziendale dando la possibilità di creare relazioni immediate tra colleghi che lavorano per la stessa azienda. Infatti l’acceso all’app è consentito solo a coloro che hanno un account LinkedIn e solo se l’azienda per cui si lavora ha una business page attiva.

    LinkedIn-Lookup-app

    Con LinkedIn Lookup è possibile cercare colleghi per nome, per titoli, per esperienza, per competenze o per formazione. L’applicazione consente anche di inviare messaggi ai colleghi che potranno riceverli anche se non hanno ancora scaricato l’applicazione.

    LinkedIn ha deciso di puntare su questo tipo di app perchè si è resa conto che in seguito ad un sondaggio dell’aprile scorso solo il 38% degli intervistati (la base era di 814 professionisti negli Usa) utilizza directory interne per cercare informazioni sui colleghi. Inoltre su LinkedIn il 30% delle ricerche effettuate riguarda proprio la ricerca di informazioni sui propri colleghi che spesso porta ad avere informazioni più approfondite.

    linkedin-lookup

    Allora sulla base di questi elementi nasce Lookup, un modo per mettere in relazione diretta collegi di una stessa azienda. Un utilizzo concreto potrebbe essere per colleghi di una grande azienda che hanno bisogno di scambiarsi informazioni riguardo ad un progetto sul quale sono coinvolti, sebbene appartengano a dipartimenti diversi.

    Come dicevamo prima, con questa app LinkedIn, con il suo enorme potenziale, si presenta anche con la veste di grande rubrica aziendale. Allora che ne pensate? Credete che possa funzionare?

  • Twitter, è giunta l’ora di puntare sulla qualità

    Una riflessione sul futuro di Twitter e dei problemi che attanagliano la piattaforma. Uno su tutti è la crescita della base utenti, ormai quasi stagnante. Ma Twitter per tornare a crescere deve puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Serve una strategia e una leadership capace. Sullo sfondo resta lo scenario di una possibile acquisizione da parte di Google.

    Twitter dopo la pubblicazione dei dati finanziari del Q2 2015 ha visto ancora una volta la propria situazione resa sempre più difficoltosa. I dati sebbene hanno rilevato un aumento dei ricavi, e un andamento delle perdite ridotto rispetto ai dati finanziari precedenti, hanno evidenziato invece, e per l’ennesima volta, quello che è ormai diventato il problema numero 1 per gli investitori (e non solo), e cioè la lenta, lentissima crescita degli utenti. Tanto lenta da poter quasi parlare di stagnazione.

    Infatti, da questo punto di vista, la crescita della base utenti rispetto a tre mesi prima è stata di soli 2 milioni. Adesso sono in effetti 304 milioni gli utenti attivi mensili sulla piattaforma. Altri 12 milioni arrivano dai paesi emergenti ed ecco spiegato perchè si parla di 316 milioni di utenti.

    Ma questo non è solo un problema. Accanto alla lentissima crescita degli utenti i dati finanziari della fine di luglio hanno evidenziato un crollo dell’engagement sulla piattaforma, qualcosa come -40%. E tutto questo nonostante le tante (ma poco efficaci in realtà) novità introdotte.

    Bene, fatta questa premessa, che tanti di voi già conosceranno perchè se ne è parlato molto, vediamo di capire insieme quale potrebbe essere un strategia di uscita da questo lungo impasse che attanaglia Twitter.

    E’ evidente che dalla quotazione a Wall Street la situazione, già non proprio eccellente, è peggiorata, eppure la quotazione avrebbe dovuto provocare l’effetto opposto. Ma Wall Street ha in effetti acuito quelle che sono le mancanze e i difetti della società e della piattaforma, di riflesso. Apro una parentesi ricordando che anche Facebook immediatamente dopo la quotazione visse un momento di smarrimento, il titolo arrivò a toccare il fondo, ossia 17 dollari per azione e tutti erano pronti ad elencare i giorni che distavano dalla sua fine. Ma tempo un paio di mesi la situazione di risolse subito, e sapete perchè? Semplice, si diedero una strategia, una visione, sapendo bene che da quel momento tutto sarebbe stato diverso. E la strategia fu quella di orientare tutto il business sul Mobile. A distanza di cinque anni quella strategia è risultata vincente.

    Twitter e la mancanza di strategia e di leadership

    Quindi, cosa manca in questo momento a Twitter? Una strategia appunto. E la cosa peggiore è che adesso non c’è una figura in grado di dare una direzione. Come sapete Dick Costolo si è dimesso da CEO è dal 1° luglio la figura è gestita ad interim dal fondatore Jack Dorsey. E lo stesso Dorsey non gode di simpatia tra gli investitori che vedono in lui un ostacolo in più. Senza dimenticare che lo stesso Dorsey è impegnato anche su altri fronti, specie quella di dedicarsi alla quotazione in borsa della sua startup Square. Insomma, manca strategia e figura leader in grado di mettere in pratica una tale strategia. E quanta strada può fare un’azienda in queste condizioni? E da quello che si sa il nome del nuovo CEO potrebbe slittare addirittura all’autunno.

    Ma il vero problema che è emerso ormai chiaramente con i dati del Q2 2015, ed in realtà è sempre rimasta in sottofondo, è che Twitter è ormai una piattaforma non per tutti. E questo è evidente, sebbene i più affezionati utenti continuino a negarlo (come me d’altronde). In questo caso è utile una riflessione oggettiva. Twitter ancora risulta a molti di difficile consultazione e a nulla è valsa l’introduzione del “Mentre non c’eri” che di fatto non ha risolto il problema. Per cercare qualcosa di interessante, o comunque le notizie del momento, l’utente deve scrollare in basso diverse volte. Può andare sulla tab “Cerca su Twitter” per verificare gli argomenti più discussi (da mobile) mentre da pc si devono consultare le Tendenze, ma a quanto pare non sembra essere di grande aiuto per la gran parte degli utenti.

    Ed è quindi logico che Twitter a questo punto deve necessariamente puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, caratteristica che è rimasta valida fino a ieri, ma oggi è necessario voltare pagina. Ormai le notizie su Twitter girano a velocità “in tempo reale” ed è l’unica piattaforma su cui questo accade. Ora serve dare un ordine in termini qualità a tutto questo, per fare in modo che lo stesso utente possa trovare la piattaforma più semplice da consultare.

    La strada in effetti sarebbe già pronta ed è rappresentata da Project Lightning, il nuovo progetto che ha proprio lo scopo di mettere in risalto, catalogati per argomenti, i tweet e le notizie più popolari e condivise. Da qui l’utente avrà un accesso più facilitato sulla piattaforma. Qualcosa si sta cominciando a vedere in queste settimane, anche se ancora mancano notizie certe su quando in effetti questo progetto verrà messo in pratica. Ecco che ci risiamo sul problema della strategia e di una leadership in grado di interpretare e attuare una strategia valida.

    Twitter e l’advertising che ancora non soddisfa

    Mettendo in risalto la qualità in questo modo è evidente che questo può essere utilizzato anche in chiave di advertising, altro anello debole della piattaforma. Come sappiamo, a differenza di Facebook, Twitter non ha altri strumenti su cui puntare per monetizzare e quindi provare a diversificare, no. Twitter è afflitto dal problema tanto semplice quanto basilare e cioè che per impostare qualsiasi tipo di strategia di advertising servono gli utenti, altrimenti tutto resta inutile. E quindi, restando sulla strategia della qualità, anche gli advertiser avrebbero interesse a sfruttare questa opportunità avendo l’occasione di essere presenti lì dove si registra l’interesse degli utenti. E subito dopo innescare strumenti in grado di offrire agli advertiser strumenti per intercettare un pubblico sempre più interessato. Qualcosa in questo senso comincia ad intravedersi, ma resta sempre legato al “limbo” proprio perchè la crescita della base utenti è quasi pari a zero.

    Twitter ed un’eventuale acquisizione. Da Google?

    Detto questo, alcune considerazioni su un eventuale acquisizione bisogna farle. Perchè se Twitter non ha la forza di trovare la soluzione al suo interno, allora un possibile scenario (e nemmeno tanto lontano) resta che la società possa essere acquisita da un’altra. E chi potrebbe essere se non Google? Il nome della società di Mountain View è quello che ormai circola insistentemente negli ambienti, anche se in effetti non vi ancora nulla di concreto. Ma come possibile scenario potrebbe essere conveniente sia per Twitter che per Google stessa.

    Prima di tutto perchè uno dei punti deboli di Google continua ad essere ancora quello relativo ai Social Media. Google+ non è riuscito ad imporsi come doveva, l’idea di un’integrazione forzosa con YouTube ad esempio non ha funzionato molto, tra le proteste degli stessi utenti oltre che dello stesso fondatore della piattaforma video che un giorno disse “Google fa schifo”.

    E quindi, se il video è il vero contenuto su cui investire e se è vero che il live streaming (altro punto debole di Google) è la modalità del momento, ecco che acquisendo Twitter Google potrebbe risolvere in un solo colpo i due suoi punti deboli. Il live streaming di Twitter è ovviamente garantito da Periscope che ad oggi conta 10 milioni di utenti. Periscope stessa in questa fase, sin dal lancio avvenuto a marzo di quest’anno, non è stato adeguatamente sostenuto, proprio perchè manca una strategia (e ritorniamo sempre al punto di partenza). Pensate ad un’integrazione YouTube con Twitter e vedere i propri tweet su un contenuto video visualizzati all’interno della stessa pagina del contenuto, non sarebbe male.

    Insomma, Twitter deve cambiare e subito. Serve una strategia immediata e questa può essere solo individuata nel rendere più facile l’utilizzo della piattaforma puntando tutto sulla qualità dei contenuti, ossia puntando a rendere visibili e facilmente rintracciabili i contenuti davvero rilevanti. E’ ora di puntare sulla qualità e subito, di tempo se ne è perso ormai tanto e non ne resta poi tanto

  • Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in un minuto sul Web e sui Social Media nel 2015? A vedere questi dati è proprio il caso di dire che i dati non dormono mai. Negli ultimi due anni la popolazione mondiale online è cresciuta del 20% e sempre negli ultimi due anni si sono emerse nuove realtà come Vine e Uber. Ma guardiamo tutti i dati in questa infografica.

    L’ultima volta che ne siamo occupati era proprio il 2013, ma vedere cosa succede online in 1 minuto, sul Web e sui Social Media in particolare, è sempre molto interessante. E’ proprio dalla verifica di questi dati che si ha la reale dimensione di quanti dati condividiamo in rete in soli 60 secondi, verificando inoltre che i dati, in effetti, non dormono mai. La ricerca di cui vi parliamo oggi è la terza edizione di una raccolta di dati iniziata da Domo, una software house americana, nel 2012 e questa edizione del 2015 è proprio la più ricca, mettendo in risalto altri servizi come Vine o Uber che contribuiscono ormai alla produzione quotidiana di dati.

    minuto-social-media

    Un dato che va assolutamente sottolineato è che in due anni la popolazione online è cresciuta del 20% e oggi le persone online sono 3,2 miliardi, erano 2,4 nel 2013. Cresce dunque la popolazione online e aumenta la quantità di dati che ogni giorno condividiamo. E sono proprio quei dati che in un certo qual modo delineano, in maniera abbastanza chiara, tutto ciò che facciamo online, evidenziano quella che è la nostra identità digitale. Ovvio che di fronte ad una mole di dati di queste dimensioni è necessario affrontare una riflessione più approfondita, anche perchè con il passare del tempo e con il nascere di nuovi servizi, i dati continuano a crescere a dismisura.

    Ma vediamo insieme qualche dato che tra l’altro potete vedere anche nell’infografica in basso.

    Allora:

    • su Facebook, il più grande social network della rete, ogni minuto i “like” sono 4 milioni e 166 mila, nel 2013 erano 1,8 milioni;
    • su Twitter oggi, ogni 60 secondi, i tweet sono 347.222, nel 2013 erano 278 mila;
    • su YouTube ogni minuto vengono caricate 300 ore di nuovi video, nel 2013 erano 72 ore;
    • su Instagram gli utenti mettono “like”, ogni minuto, a 1 milione e 736 mila foto;
    • su Pinterest gli utenti pinnano 9.722 immagini al minuto, nel 2013 erano 3.472.

    Questi un po’ i dati dei social network che conosciamo meglio e che hanno fatto registrare negli ultimi due anno numeri eccezionali. Ma come dicevamo all’inizio, accanto a questi negli ultimi anni sono sorti e si sono affermati nuovi servizi. ad esempio in questa edizione compare Vine sul quale ogni minuto vengono visualizzati oltre 1 milione di video. Interessante anche il dato che riguarda Uber, ogni minuto sono 694 i passeggeri che utilizzano il servizio. E su Netflix ogni minuto sono oltre 77 mila le ore di video streaming visualizzate dagli utenti, servizio che tra l’altro sta per approdare anche nel nostro paese.

    I dati dunque continuano a crescere senza sosta. E voi che ne pensate? Qual è la vostra opinione?

    minuto-social-media-infografica

  • Twitter elimina il limite dei 140 caratteri nei DM

    Twitter elimina il limite dei 140 caratteri nei DM

    Dopo averlo annunciato lo scorso giugno, Twitter da ieri ha eliminato il limite dei 140 caratteri nei DM, i messaggi diretti e privati tra gli utenti. E’ quindi possibile scrivere messaggi che superano il limite che resta invece attivo nei tweet pubblici. L’aggiornamento è iniziato sulle app Android e iOS, su twitter.com, TweetDeck e Twitter per Mac e continuerà a livello globale nelle prossime settimane.

    Se ne parlava un paio di mesi fa, giugno di quest’anno, e ora è diventato effettivo. Twitter da ieri, anche se con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia (infatti si parlava di luglio) ha eliminato il limite dei 140 caratteri nei DM, i messaggi diretti e privati tra gli utenti. Da ieri è quindi possibile scrivere messaggi superando il famoso limite che resta invece attivo per i tweet pubblici. 

    Sappiamo ormai fin troppo bene che la caratteristica di Twitter è proprio quella della brevità, dettata proprio dal limite dei 140 caratteri, un caratteristica che è di fatto un elemento distintivo della piattaforma. Ma lo stesso non valeva per i DM che necessitavano di qualche carattere in più per essere più appetibili. Se ne avete fatto spesso uso, vi sarete accorti di quanti messaggi bisognava scrivere per esprimere un pensiero o un concetto e quasi sempre la discussione finiva per trasferirsi altrove (spesso email) proprio per il limite dei 140 caratteri.

    twitter-DM

    Ebbene, da oggi sarà possibile scrivere messaggi più lunghi senza bisogno di esprimere un pensiero “a tweet“, ma scrivendo utilizzando uno spazio più lungo. Quanto lungo non si sa, ma certamente ben oltre i 140 caratteri.

    E viste le recenti novità, non è un mistero che Twitter negli ultimi mesi ha puntato molto a migliorare i DM, uno strumento che torna molto utile in certe circostanze. Basti pensare all’ultima novità lanciata a gennaio di quest’anno che riguardava proprio i DM di gruppo, ossia la possibilità di poter inviare DM, e quindi avviare una conversazione diretta e privata, tra più utenti.

    L’aggiornamento è iniziato sulle app Android e iOS, su twitter.com, TweetDeck e Twitter per Mac e continuerà a livello globale nelle prossime settimane, mentre l’invio e la ricezione dei DM via SMS rimarrà invece ancora limitato ai 140 caratteri.

    Allora, che ne pensate di questa novità? Fate uso di DM? Raccontateci la vostra esperienza!

  • Twitter sta testando la sezione News da Mobile

    Twitter sta testando la sezione News da Mobile

    Secondo quanto riporta oggi BuzzFeed, da oggi Twitter sta cominciando a testare una sezione dedicata alle News sulle app per Android e iOS. Si tratta di uno sforzo per fare in modo che gli utenti possano trovare in maniera veloce ciò che interessa. Di sicuro è l’anticipazione di Project Lightning.

    Secondo quanto riporta oggi BuzzFeed da oggi Twitter sta testando una sezione dedicata alle News, si tratta di una scheda che al momento sarebbe visibile solo da Mobile, sulle app per Android e per iOS. Dalle immagini raccolte infatti dal sito americano si nota una scheda “Trending News” dove vengono raccolte le notizie diffuse dagli account dei principali organi di informazioni americani. Di fianco invece si vede quello che accade quando si clicca su una notizia, con in evidenza l’immagine, il titolo e la descrizione della notizia e in basso i tweet. Al momento questo esperimento sembra avere molte similitudini con la vecchia tab “Scopri” oppure con l’attuale interfaccia che si visualizza dopo aver effettuato una ricerca. Ma in realtà questa mossa anticipa quello di cui vi abbiamo parlato più di un mese fa, ossia di Project Lightning.

    twitter_news-mobile

    Twitter ha in cantiere un progetto, chiamato appunto Project Lightning, che dovrebbe offrire in maniera più chiara e diretta agli utenti una quelli che sono gli argomenti più twittati, raccogliendoli in sezioni dedicate e arricchite con tweet più condivisi, immagini e video da Vine e Periscope. La piattaforma cerca in questo modo di mettere al centro il vero punto di forza, ossia quello di veicolare informazioni e news, e allo stesso tempo le rende facilmente rintracciabili, andando incontro in questo modo verso quegli utenti che trovano la piattaforma ancora dispersiva. E’ un modo, se non “il” modo, per aumentare senza dubbio il coinvolgimento degli utenti già registrati e anche “il” modo per invogliare una grossa fetta di utenti che ogni mese arrivano sulla piattaforma ma non si registrano.

    Twitter ha quindi bisogno di cominciare a puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Nel senso che è arrivato il momento di puntare a rendere la piattaforma più vicina alla grossa fetta di utenti che ancora trova Twitter un luogo dove è difficile seguire il flusso dei tweet e dove è difficile risalire alla notizia che interessa. Ecco dunque che questo test, ma lo sarà ancora di più Project Lightning, vanno proprio in questa direzione.

    Al momento questa nuova sezione per le news è visibile in Giappone e ancora non si conoscono altri dettagli su quando sarà visibile in altri paesi. Certo che bisogna fare presto, come bisognerà fare presto anche a nominare un nuovo CEO, altrimenti tutte queste novità potrebbe risultare vane. Per Twitter ormai si è nella fase in cui il tempo è un fattore determinante.

  • Il 60% degli italiani ha uno smartphone e usa molto WhatsApp

    Il 60% degli italiani ha uno smartphone e usa molto WhatsApp

    Secondo un’indagine condotta da comScore, gli italiani amano e usano gli smartphone più degli altri cittadini europei. Il 60% degli italiani possiede uno smartphone e lo usa per app di messaggistica istantanea e per social network. Infatti, WhatsApp è l’app più usata dagli italiani.

    Gli italiani amano e usano molto gli smartphone. In effetti non sarebbe neanche una notizia, essendo ormai un dato abbastanza assodato. Ma vi parliamo dei dati della nuova ricerca comScore sul mobile in Europa perchè, in relazione al nostro paese, troviamo in effetti mole conferme. Di recente vi avevamo riportato i dati di Audiweb del mese di marzo 2015 in cui si vedeva bene che gli italiani navigano su internet sempre più da Mobile e si dedicano ai social network. E poi i dati del recente Rapporto Assinform 2015 ci avevano confermato proprio questo, e cioè che gli italiani sono sempre più digital grazie al Mobile e ai Social Media.

    I dati di comScore ci offrono qualche dato in più, in un contesto dunque già conosciuto, con un piccolo raffronto con gli altri paesi europei. E’ quindi interessante notare che il 60% degli italiani possiede uno smartphone e che lo usa per più tempo e per più servizi. La ricerca è mirata ai paesi EU5, ossia Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Il sistema mobile operativo più usato in Italia è Android (67%) e cresce del 7% rispetto al 2014; Apple nel nostro paese detiene una quota di mercato stabile tra il 2014 e quest’anno (17%); Windows è ancora indietro (11%).

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    Anche comScore rileva che gli italiani amano particolarmente le app di messaggistica istantanea (52%), preferite dal 75% degli uomini (60% è il dato riferito alla media europea) e dall’83% delle donne (63% media europea). E non è un caso quindi che anche comScore (così come rilevato anche dal Rapporto Assinform 2015) rilevi WhatsApp come l’app più usata (59,6%). Interessante notare che WhatsApp risulta essere l’app più usata dagli under 35 (69,2%) ma anche dagli over 35 (52%). I possessori di smartphone più giovani poi usano Facebook (59,4%) e poi Google (56,8%). Guardano a possessori over 35 le posizioni si invertono, infatti troviamo prima Google (46,4%) e poi Facebook (40,1%).

    comscore-smartphone-app-browser---franzrusso.it--2015

    Non vi sarà certo sfuggito che Twitter compare solo per quanto riguarda gli utenti smartphone più giovani con una percentuale di utilizzo del 10,2%, in ultima posizione tra le 15 app più usate dagli smartphone. Mentre non compare, ovviamente, nella media e nella classifica delle 15 app più usate dagli over 35.

    Notate che gli under 35 usano più eBay (14,2%) che Amazon (13,8%). Negli over 35 si invertono, anche se le percentuali d’uso sono molto vicine: Amazon (9,8%) e eBay (9,6%).

    Guardando alle categorie di app più consultate, notate che, da mobile, dopo il Meteo (una costante ormai, 33,2%), troviamo il social networking (31,5%). Poi troviamo la consultazione delle mappe (26,8%) e la consultazione delle email (23.8%). Da browser invece gli italiani usano molto fare attività di search (37,9%), è del 15,2% rispetto alle app), leggere notizie (35,6%), il Meteo (29,1%, percentuale più bassa rispetto all’app) e poi attività di intrattenimento (27,9%), messaggistica istantanea (27,7%) e poi social networking (27,3%, anche in questo caso dato più basso rispetto alle app).

    Infine, per quanto riguarda le abitudini di acquisto degli utenti smartphone italiani, la ricerca rileva differenti atteggiamenti per quanto riguarda la tipologia dei beni acquistati. Infatti, gli utenti che possiedono un iPhone sono più propensi all’acquisto di beni per la Persona, abbigliamento, biglietti aerei e offerte giornaliere. Gli utenti che possiedono smartphone Android invece sono più propensi ad acquistare prodotti di elettronica, o per la casa, e giochi per bambini. Mentre gli utenti che possiedono Whindows Phone sono più propensi all’acquisto di libri o prodotti per cura e igiene personale.

    Allora, cosa ne pensate di questi dati?

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