Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Io o Noi? L’Interdipendenza nell’Era Digitale

    La Comunicazione sui Social Network potenzia un particolare aspetto del nostro comportamento: l’Interdipendenza nelle Relazioni. Si lavora, si pensa, si vive in Comunità OnLine che rispecchiano perfettamente le norme di appartenenza al Gruppo. Individuo e Gruppo, tuttavia, non sono compatibili. Essere consapevoli di queste dinamiche sociali ci aiuta a capire quando le collaborazioni potranno essere vincenti.

    Si può trattare di una scambio simmetrico o asimmetrico – anche a seconda delle piattaforme Social – ma l’essenza principale della Comunicazione 2.0 è sicuramente l’Interdipendenza tra chi parla (scrive) e chi ascolta (commenta e risponde).

    E’ stata questa la grande rivoluzione delle dinamiche sociali introdotta con il Web 2.0, per altro in continua evoluzione e mutamento.
    Se ancora pochissimi di noi possono sapere realmente cosa comporterà il futuro – Internet of Things, Smart Cities, Database, Web Semantico e tecnologia pronta a rimpiazzare il ruolo umano nella maggior parte delle sue attività – oggi comunichiamo sul Web con messaggi che si aspettano di ricevere risposte, commenti e condivisioni.
    La comunicazione che avviene sui Social Network, così come attraverso i blog, implica di per sé varie forme di Interdipendenza, che è un legame molto più stretto rispetto alla semplice Interazione.

    Fra i comportamenti potenziati dalla Comunicazione 2.0, la forma più collaborativa e costruttiva dell’Interazione è quella dell’Identificazione Sociale.
    Dall’Io si passa al Noi. Dall’individuo al gruppo.

    interdipendenza-era-digitale---franzrusso.it-2015

    Fare gruppo è da sempre una forma di protezione.
    Fin dalle nostre origini, si afferma il senso di appartenenza per difendere la specie e garantirne la sopravvivenza. Il gruppo è regolato da norme che lo difendono dall’esterno, da possibili “attacchi” estranei. Sono regole primitive e ancora oggi per la maggior parte istintive.
    Il gruppo, tuttavia, è un’entità complessa in cui è sempre presente una struttura organizzativa e una gerarchia. E per quanto sia una realtà dinamica, sempre in mutamento, ciò che ne caratterizza l’insieme è l’interdipendenza, non la somiglianza. (Kurt Lewin 1848).
    In altre parole, l’aggregazione non comporta affatto omologazione, ma l’identificazione di ruoli precisi all’interno di una scala sociale.

    C’è una distinzione essenziale da sottolineare: Identità Personale e Identità di Gruppo non saranno mai compatibili.
    Perché si realizzi una reale collaborazione, con la soddisfazione di tutti, si deve per forza limitare la competizione fine a se stessa. Quella competizione che, magari, nasce da una sana ambizione e diventa un’arma vincente, ma fa a pugni con qualsiasi progetto di più ampia visione.

    La legge del gruppo ha tutt’altri scopi, infatti, rispetto alla difesa del singolo individuo.
    L’individuo si distingue in un continuo confronto coi suoi simili e si autodefinisce in base a somiglianze e differenze. Deve, però, trattarsi di un confronto che necessita di reciprocità e fiducia. Aspettative analoghe, scopi comuni e mutua collaborazione.
    Questo significa, di fatto, rinunciare al vantaggio personale a breve termine in favore di un obiettivo di gran lunga maggiore: la condivisione di ruoli, responsabilità e impegno per raggiungere un successo finale più grande, un successo condiviso.

    Si parla allora di coesione, la caratteristica più positiva del gruppo di appartenenza, perché attrae e trattiene i membri di valore e incoraggia la cooperazione verso un destino comune.
    I gruppi più coesi sono quelli di maggior successo, perché diventano capaci di esercitare un’influenza più forte nella società globale.

    Nella realtà 2.0 tutto questo è ancora più che attuale. Essere consapevoli delle dinamiche sociali che influenzano la comunicazione sul Web è essenziale per comprendere che i gruppi non si creano principalmente in base agli interessi lavorativi. 
    Sono, di fatto, le nostre caratteristiche psicologiche e le nostre differenze caratteriali a guidare le collaborazioni e a determinarne il successo. 

    Sapere di poter essere condivisi e sostenuti così come criticati pubblicamente migliora, ad esempio, la “prestazione” del singolo nei soggetti dominanti, ovvero le persone dotate di maggior autostima e più capaci di gestire la tensione psicologica.
    Nei soggetti più remissivi, la presenza di un pubblico – virtuale o reale che sia – può, invece, generare uno stato di apprensione tale da bloccare l’individuo.

    Dall’Io al Noi e, di ritorno, dal Noi all’Io.
    Un passaggio in cui l’Individualismo diventa problematico.
    Un equilibrio tra due realtà comportamentali non compatibili, ma un equilibrio che è nostra responsabilità trovare per lavorare al meglio e produrre di più.
    Per poter dire davvero di vivere la Comunicazione 2.0 in maniera costruttiva, condividendo l’impegno altrui e rafforzando le nostre collaborazioni.

    La parola a voi: cosa rende vincente il vostro lavoro di gruppo?

    [divider]

  • WhatsApp inarrestabile, gli utenti ormai sono 900 milioni

    WhatsApp inarrestabile, gli utenti ormai sono 900 milioni

    WhatsApp prosegue inesorabile la sua cavalcata e il traguardo del miliardo di utenti si avvicina sempre di più. Così come è stato in altre occasioni, il fondatore dell’app di messaggistica istantanea più usata, Jan Koum, ha reso noto su Facebook il traguardo dei 900 milioni raggiunti a fine agosto. Quattro mesi fa erano 800 milioni.

    WhatsApp vede ormai sempre più vicino il traguardo di 1 Miliardo di utenti e continua inesorabile la sua cavalcata. Sappiamo bene che WhatsApp è l’app di messaggistica istantanea più usata e sappiamo anche quanto sia amata dagli utenti italiani. L’app di proprietà di Facebook ha oggi 900 milioni di utenti attivi al mese e, così come già successo in altre occasioni simili, l’annuncio è stato dato dal fondatore, Jan Koum, proprio su Facebook.

    E pensare che solo 4 mesi fa, ad aprile 2015, gli utenti erano 800 milioni, quindi WhatsApp sta mantenendo una crescita di 100 milioni di utenti al mese. E questo significa che a dicembre si potrà toccare il traguardo di 1 Miliardo di utenti.

    E come potete notare dai commenti al post di Koum, uno dei primi a congratularsi è stato proprio Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, il quale qualche giorno fa, sempre con un post, aveva dato notizia che il social network più usato della rete aveva, in un solo giorno, raggiungo 1 Miliardo di utenti. Al commento ne segue poi un altro con allegata la foto in cui si vede Koum mentre scrive proprio il suo post.

    Una crescita di 25 milioni di utenti al mese, ossia 833 mila utenti al giorno. Numeri enormi che danno la dimensione del fenomeno.

    Il Rapporto Assinform 2015 ci aveva infatti svelato che i servizi più apprezzati da mobile sono quelli di messaggistica istantanea e che WhatsApp è l’app più usata (25%). E una conferma era arrivata anche, dopo qualche settimana, da un’indagine di comScore che rilevava che WhatsApp è l’app più usata dagli italiani, molto usata poi dagli under 35 (69%).

    Insomma, dopo il Miliardo raggiunto da Facebook, tra un po’ sarà la volta anche di WhatsApp, su base mensile però.

    E voi che ne pensate?

  • Phab Plus e Yoga Tab 3 Pro, i gioielli di Lenovo a IFA 2015

    Phab Plus e Yoga Tab 3 Pro, i gioielli di Lenovo a IFA 2015

    Lenovo, in anteprima mondiale mondiale a Berlino, ha presentato diversi nuovi prodotti e non poteva mancare l’attenzione al mobile. La novità è il PHAB Plus, phablet da 6,8″ e poi il nuovo Yoga 3 Tab Pro, tablet da 10 pollici con proiettore integrato che ruota di 180°.

    Grandi novità ieri sera qui a Berlino dove Lenovo ha presentato in anteprima mondiali i suoi nuovi prodotti nelle giornate che precedono l’apertura di IFA 2015, la fiera dedicata al mondo dell’elettronica e della tecnologia tra le più importanti al mondo. E dopo avervi presentato Moto 360, ecco che vi presentiamo anche le altre novità della giornata, sempre dispositivi mobile.

    Lenovo-PHAB-PLUS-franzrusso.it-2015

    Il primo è il nuovo phablet PHAB Plus, uno smartphone da 6,8″ di schermo (FHD) con fotocamera da 13 megapixel; batteria da 3.500 mAh; processore Qualcomm Snapdragon 615; 2 GB di RAM; Android 5.0. Phab Plus ha un’autonomia della batteria che dura tutta la giornata, la possibilità dual SIM e la connettività 4G LTE come uno smartphone. Ottimizzato anche per l’uso con una mano sola, il PHAB Plus offre cinque modi semplici/shortcut per eseguire ancor più facilmente le attività più tipiche. Questo dispositivo nasce, spiega Lenovo, dal fatto che ormai sempre più persone usano i dispositivi mobili per altre attività e solo il 7% lo usa effettivamente per telefonare. E quindi spazio alla musica, all’intrattenimento e ai social media, le attività principali che interessano gli utenti.

    Yoga-Tab-3-Pro-lenovo-franzrusso.it-2015

    Yoga-Tab-3-Pro-lenovo-proiettore-franzrusso.it-2015

    Altra grande novità e il nuovo YOGA TAB 3 Pro il nuovo un prodotto all’avanguardia della casa cinese.  Questo tablet è il primo da 10 pollici che monta un proiettore da 70’ e che ruota di 180°. YOGA TAB 3 Pro si presenta alla grande offrendo un’esperienza d’uso essendo molto diverso da qualsiasi altro tablet. E’ la prima volta che un tablet è dotato di Dolby Atmos, un potente sound bar JBL per riprodurre il suono in modo più intenso, 18 ore di durata della batteria e uno schermo QHD da 10,1 pollici.

    YOGA TAB 3 Pro è prodotto con materiali di qualità come metallo, alluminio e pelle davvero molto bello a vedersi. Ad accompagnare il Lenovo YOGA Tab 3 Pro ci sono anche gli YOGA TAB 3 da 8 e 10 pollici, con una fotocamera ruotabile di 180°, autonomia fino a 20 ore, supporto LTE e riconoscimento gestuale per foto ancora più semplici.

  • Ecco la nuova serie Moto 360, la star di Lenovo ad IFA 2015

    Ecco la nuova serie Moto 360, la star di Lenovo ad IFA 2015

    Era senza dubbio il più atteso della grande presentazione che Lenovo ha tenuto a Berlino, in occasione di IFA 2015, presentando un anteprima mondiale nuovi prodotti. La nuova serie di Moto 360 è personalizzabile con 300 opzioni e presenta 3 linee: per uomo, donna e sport. Disponibili più di 4 mila applicazioni.

    Qui a Berlino nella prima delle due giornate dedicate alle anteprime che precedono l’apertura di IFA 2015, era senza dubbio il prodotto più atteso. E si è presentato come la vera star di Lenovo che nella serata di ieri ha presentato, sempre in anteprima mondiale, altri nuovi prodotti. Ma Moto 360 era senza dubbio il più atteso e, si può certamente dire, non ha deluso le attese.

    A distanza di un anno dalla prima serie, Moto 360, lo smartwatch di Motorola, storico brand ora di proprietà di Lenovo, si aggiorna, si migliora e si fa in tre. Si perchè lo smartwatch diventa adesso molto personalizzabile con 300 opzioni disponibili e si presenta con una vera Collection: per uomo, donna e per lo sport. Per uomo i formati a disposizione sono due, uno di 46 mm e uno di 42 mm. Ecco il primo passo avanti rispetto alla prima edizione, e cioè che una sola misura non potesse andare bene per tutti e che bisognava dare spazio ad altre tipologie. Per essere davvero un orologio, particolare.

    La prima sensazione che si ha appunto guardando il nuovo Moto 360 è che adesso sembra proprio un orologio, proprio come quelli che di solito ci piace portare al polso.

    Lenovo sostiene anche che adesso Moto 360 ha uno schermo più ampio del 22% rispetto ad un Apple Watch.

    moto-360-presentazione-berlino-display - franzrusso.it 2015

    Se la prima edizione aveva evidenziato una durata limitata della batteria, la seconda edizione di Moto 360 prevede una batteria che dura più a lungo, l’azienda afferma che adesso dura 2 giorni.

    Moto 360 è adesso personalizzabile, i cinturini infatti si possono staccare facilmente e si possono scegliere tante tipologie sia in metallo che in pelle, a seconda del look che si preferisce. Inoltre ci sono raffinate lunette disponibili in diverse varianti. Il modello per le donne è di 42 millimetri e presenta cinturini più stretti, anche qui ci sono tante possibilità di personalizzazione.

    moto-360-presentazione-berlino - franzrusso.it 2015

    moto-360-presentazione-berlino-android-wear franzrusso.it 2015

    Moto 360 è equipaggiato con la migliore tecnologia Android Wear e questo permette di aver un controllo ancora più diretto delle funzionalità del proprio smartphone dando un’occhiata alle notifiche e permettendo anche di rispondere ai messaggi con la voce. Lo smartwatch è dotato di Wi-Fi e questo consente di restare connessi anche quando il tuo telefono è al di la del range del Bluetooth. Vi è poi la funzione esclusiva “Live Dial” che consente di raggiungere più facilmente, grazie a delle scorciatoie disponibili sulla superficie dell’orologio, le app che più si utilizzano.

    moto-360-sport - franzrusso.it 2015

    Altro modello è poi Moto 360 Sport, dedicato a tutti coloro che amano fare sport e desiderano avere a portata di polso alcune informazioni specifiche. Questo modello prevede un Gps che monitora la velocità, la distanza che si percorre e l’andatura, mentre un sensore cardiaco traccia altri importanti valori vitali. Si può archiviare e ascoltare la musica preferita direttamente dal tuo polso. Inoltre, il nuovo display ibrido AnyLight permette di  leggere chiaramente tutte le informazioni anche in condizioni di eccessiva luminosità.

    Ecco, queste sono le informazioni più importanti che riguardano Moto 360 e va detto sarà disponibile negli Usa da subito e da ottobre in tutti gli altri paesi. I prezzi variano a seconda del design e della linea, a partire da € 299.

  • Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter sta cominciando a testare gli stickers su immagini e video, così come accade già su Snapchat e Facebook. Durante gli MTV VMA 2015 si è notato che alcuni cantanti come Taylor Swift o Pharrell Williams condividevano foto e video con stickers, anche personalizzati. Lo stesso si è notato con l’inizio del torneo US Opens.

    Twitter, nel continuo tentativo di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, sta testando in questi giorni nuovi filtri, molto simili a quelli che hanno caratterizzato Snapchat e simili anche a quelli introdotti da Facebook. Stiamo parlando per lo più di stickers che alcuni cantanti hanno utilizzato durante gli ultimi MTV VMA 2015. Al momento infatti lo strumento fotografico presente su Twitter permette solo l’aggiunta di qualche filtro per modificare le immagini senza la possibilità di aggiungere altro. Quindi Twitter ha pensato bene di sfruttare un evento così importante, molto seguito tra l’altro da un pubblico giovane, offrendo la possibilità ad alcuni utenti verificati, di poter “giocare” con le immagini arricchendole con alcuni stickers personalizzati, in alcune occasioni. Quale occasione migliore per testare questa nuova funzionalità?

    twitter-filtri-stickers

    Basta dare un’occhiata ai tweet di Taylow Swift, seguitissima su Twitter con ben 63 milioni di followers, che ha condiviso alcuni tweet inserendo sticker con la scritta “Bad Blood” il titolo della canzone il cui video ha spopolato proprio agli MTV VMA 2015:

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638194847057244160

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638199601808338944

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638121494405496833?ref_src=twsrc%5Etfw

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638152747708100608?ref_src=twsrc%5Etfw

    Pharrel Williams invece ha usato solo l’hashtag ufficiale della manifestazione in un suo tweet:

    E lo stesso lo si è notato con alcuni tennisti, quelli più forti, che in occasione dell’inizio degli US Opens hanno cominciato a condividere contenuti inserendo appunto stickers.

    E’ evidente che l’obiettivo è quello di allargare la base utenti (obiettivo sempre più necessario) e anche quello di provare a misurarsi con piattaforme, come appunto Snapchat e anche Facebook, più di recente, per cercare di incrementare il livello di coinvolgimento degli utenti, inserendo appunto sulle proprie foto e sui propri video emoji e stickers.

    Ancora per la verità non si sa nulla su come questi strumenti saranno implementati sulla piattaforma, nel senso se andranno ad incrementare gli strumenti già esistenti  o se saranno impiegati all’interno di una soluzione nuova.

    Volendo fare una veloce considerazione, Twitter sta cercando di “inseguire”i servizi di messaggistica. Dopo le ultime novità che hanno riguardato per lo più i DM (via il limite dei 140 caratteri e poi le notifiche dei DM sono visibili anche in modalità desktop), con questa novità, tipica tra l’altro di una tipologia di contenuti privati, sembra voler inseguire questa tendenza. Anche se è ancora tutto da vedere quale sarà il vero impiego di questi nuovi strumenti.

    Da questo punto di vista, si continua a rimandare il problema, anche perchè la vera vocazione di Twitter, sin dalla sua nascita, è pubblica. E quella deve restare. Pensare di introdurre cose già viste sperando che gli utenti possano trascorrere più tempo sulla piattaforma non sembra essere questa la soluzione.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    In un post Mark Zuckerberg, CEO e fondatore del più grande e usato social network del web, ha dichiarato che per la prima volta Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse sulla piattaforma in un solo giorno. Tra i commenti al post c’è chi si congratula ed elogia Facebook e chi invece vorrebbe tornare al “vecchio mondo” prima del social network.

    Facebook è il più grande social network del web, un dato ormai difficile da mettere in discussione. E mentre qualche giorno fa, riportando alcuni dati dell’ultima ricerca di Pew Research che sottolineavano che ormai Facebook cresce (negli Usa, ma un po’ ovunque) sempre più lentamente restando saldamente il più usato, oggi scopriamo che in effetti Facebook è sempre più grande.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno---franzrusso.it-2015

    E la conferma di quanto sia grande Facebook ce la da proprio il suo fondatore e CEO, Mark Zuckerberg, che in un post proprio su Facebook (e dove se no?) ha dichiarato che per la prima volta, nella giornata di lunedì, 24 agosto 2015, Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse in un giorno solo. Un traguardo solo fino a poco tempo inimmaginabile, e non solo per Facebook stessa. Come sottolinea lo stesse Zuckerberg nel suo post

    Lunedì 1 persona su 7 sulla Terra ha usato Facebook per connettersi con i suoi amici e familiari”.

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/zuck/posts/10102329188394581?pnref=story/” width=”600″/]

    E’ un dato che impressiona solo a pensare a 1 miliardo di persone connesse tutte sulla stessa piattaforma, tutte intente a condividere e a connettersi con i propri contatti.

    Facebook riesce dunque, nonostante sia ormai saturo, a creare quelle condizioni per cui il coinvolgimento degli utenti sia sempre più alto e costante. Di certo hanno contribuito a questo risultato tutta una serie di progetti che Facebook ha attivato per effettivamente realizzare e portare la connessione in tutto il pianeta, basti pensare a Internet.org, ma è evidente che quel quel progetto di rendere il mondo sempre più “aperto e connesso” porta vantaggio anche a Facebook stesso.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno-susan---franzrusso.it-2015

    Tra i commenti, per la maggior parte contenenti congratulazioni e complimenti a Zuckerberg per il grande traguardo raggiunto, si colgono anche esperienza come quella di Susan Chesney che sottolinea come Facebook fosse stato fondamentale per informare i suoi familiari durante il terribile Terremoto in Giappone del 2011.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno-tarek---franzrusso.it-2015

    Ma c’è anche chi come Tarek Mahmoud dice che Facebook ha distrutto le nostre vite, tutto si vive in maniera virtuale e non più in modo reale e dice di voler tornare al “vecchio mondo” prima di Facebook. E al momento questo è il commento che ha ottenuto il maggior numero di like.

    Due facce della stessa medaglia.

    E voi che ne pensate, qual è il vostro pensiero a riguardo? Meglio adesso o prima senza Facebook?

  • Anche il look conta quando si acquistano prodotti tech

    Anche il look conta quando si acquistano prodotti tech

    Una recente ricerca condotta a livello globale da GfK, importante istituto di ricerca, ha rilevato che un consumatore su tre quando acquista prodotti tecnologici ritiene importante il look e lo stile del prodotto stesso. I consumatori più attenti a questi fattori sono in Turchia, Brasile e Messico. In Italia li ritiene importanti il 27% degli intervistati.

    Come si dice “anche l’occhio vuole la sua parte” e a quanto pare questa interessante ricerca di GfK, uno dei più importanti istituti di ricerca al mondo (presente anche in Italia), ci dimostra che questo detto vale anche quando acquistiamo prodotti tecnologici. La ricerca di GfK è stata condotta a livello globale online (faccia a faccia in Ucraina) su un campione di oltre 26 mila consumatori di età superiore ai 15 anni, in 22 paesi come Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Giappone, Messico, Polonia, Russia, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Taiwan, Turchia, Regno Unito, Ucraina e Usa.

    look-prodotti-tech

    La ricerca evidenzia che 1 consumatore su 3, il 33% degli intervistati, si dice assolutamente d’accordo sul fatto che anche il loook e lo stile dei prodotti tecnologici influiscono sulla decisione di acquisto. Solo 1 consumatore su 10 invece ritiene che questi elementi non siano importanti per l’acquisto definito. Una percentuale di gran lunga più alta quella che invece ritiene siano elementi essenziali e si dicono d’accordo allo stesso modo sia donne che uomini.

    Guardando i dati della ricerca più nel dettaglio, scopriamo che il 37% dei consumatori intervistati con un’età compresa tra i 20-29 anni sono quelli che ritengono importante il materiale con cui p costruito il prodotto; solo il 5% invece ritiene che non sia importante. Percentuale simile la troviamo nella fascia d’età 30-39 anni con a favore il 36% e contrario il 6%. Elemento importante questo per i più giovani, infatti lo ritengono importante anche il 34% degli intervistati della fascia di età 15-19 anni, l’11% non lo ritiene importante. Tra gli over 50 invece lo ritiene importante solo il 23%.

    look-prodotti-tech-GfK-infografica

    I consumatori italiani fanno registrare un’attenzione verso il look e lo stile dei prodotti tecnologici pari al 27% (poco più di 1 consumatore su 4), un dato un po’ più basso rispetto a quello rilevato a livello globale dalla ricerca, ossia il 33%. L’11% invece ritiene che non sia poi così rilevante. E’ un elemento a cui prestiamo attenzione mentre acquistiamo uno smartphone, un tablet o un nuovo pc, per fare qualche esempio, ma non tanto quanto i turchi. Per loro questo è l’elemento basilare, infatti i consumatori turchi intervistati fanno registrare il valore, in positivo, più alto: 49% (poco importante per il 6%). Ed è importante anche per i messicani (48%), brasiliani (45%), per gli ucraini e i russi (39%). Per i consumatori in Usa questo è un elemento importante per il 30% di essi (poco importante per il 14%).

    In senso negativo, quindi coloro che ritengono non importante l’elemento del look e dello stile dei prodotti tecnologici nel momento in cui si decide di acquistarli, troviamo con il valore più alto i consumatori svedesi con il 26% (il 17% lo ritiene invece importante). Anche per i consumatori belgi non è poi così rilevante (22%) e per i tedeschi (20% e il 21% lo apprezza).

    La ricerca quindi ci offre dei dati interessanti per quanto riguarda gli elementi che caratterizzano la scelta e poi l’acquisto di prodotti tecnologici. Le aziende produttrici sanno a questo punto che lo stile e il look dei loro prodotti verrà maggiormente apprezzato in Turchia o in Brasile oppure in Messico, sapendo che in questi paesi dovranno prestare, da questo punto di vista, maggiore attenzione.

    Allora, che ne pensate di questi dati e, soprattutto, fate anche voi attenzione al look e allo stile dei prodotti tecnologici che acquistate? E in che misura? Raccontateci la vostra esperienza.

    [divider]

     

  • Twitter, ecco le notifiche dei DM anche su desktop

    Twitter, ecco le notifiche dei DM anche su desktop

    Twitter sta rilasciando una nuova funzionalità che permette di ricevere le notifiche dei Direct Message, i DM, anche sul desktop. Quindi gli utenti che stanno usando Twitter da un browser sul desktop anche mentre stanno consultando altre pagine potranno ricevere la notifica di un messaggio privato.

    Dopo aver eliminato il limite dei 140 caratteri dai DM, quasi due settimane fa, Twitter continua a spingere sulla strada della messaggistica allo scopo di creare maggiore coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. In pratica, da ieri Twitter sta rilasciando la possibilità di ricevere le notifiche dei Direct Messages, i messaggi privati, anche sul desktop. Se si tene una pagina parte del browser su twitter.com, mentre state facendo altro, consultando anche altre pagine, vedrete, in alto a destra del vostro schermo, una notifica (in opt-out) nel momento in cui avrete ricevuto un DM. Nel momento in cui si clicca sulla notifica si vedrà il messaggio.

    twitter-desktop-DM

    Fin qui sembra una novità carina, di quelle che forse non se ne sentiva il particolare bisogno, ma resta comunque un funzionalità che potrà essere utile specie per quelle aziende che puntano molto sul “social care”, quindi sull’assistenza ai propri clienti, sfruttando sia la possibilità di poter scrivere non avendo più alcun limite e anche, adesso, ricevendo delle notifiche che diventano dei veri avvisi di risposta. Per il resto c’è da tenere in considerazione che l’utilizzo maggiore di Twitter avviene da mobile, quindi l’utilità di questa feature sarà circoscritta.

    https://twitter.com/twitter/status/635873695550996480?ref_src=twsrc%5Etfw

    Al momento la funzionalità è in fase di avvio e presto sarà disponibile per tutti gli utenti. Se all’interno della tab dei DM troverete un messaggio tipo “Vuoi ricevere le notifiche dei DM sul tuo computer”, allora vuol dire che la feature è per voi disponibile e cliccando “Sì” avrete modo di ricevere le notifiche.

    Sempre in tema di messaggi diretti, altra novità riguarda, questa volta da mobile, la condivisione di un tweet pubblico attraverso un messaggio privato. A differenza di prima, quando una volta individuato il tweet da condividere appariva un lungo elenco di utenti, stavolta appariranno prima gli utenti con cui avete interagito di recente e poi gli altri suggeriti. Al momento questa funzionalità e solo per Android.

    condividere-tweet-dm-android

    Insomma, Twitter spinge ad utilizzare i DM in quanto i dati dimostrano che gli utenti usano molto questa opzione. Di conseguenza mira ad un miglioramento costante per accrescere il coinvolgimento degli utenti. Ed ecco che si spiegano le novità di queste settimane, compreso quest’ultima. In attesa di vedere novità interessanti per la piattaforma in generale, come Project Lightning, ormai necessarie.

  • Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Il doodle che Google dedica oggi è per Duke Kahanamoku, un nome certo noto a tutti i surfisti. Infatti l’hawaiiano, oltre che grande nuotatore nei primi anni del ‘900, è considerato il padre del surf moderno. Non è un caso infatti che il doodle sia una grande tavola da surf.

    La grande tavola da surf che troviamo oggi sulla homepage di Google è una dedica particolare. Ricorrono oggi i 125 anni dalla nascita di Duke Kahanamoku, grande nuotatore hawaiiano dei primi anni del ‘900, considerato il padre del surf moderno.

    duke-kahanamoku-google-doodle

    Duke Kahanamoku nasce a Honolulu il 24 agosto del 1890 e già da subito si appassiona al surf, disciplina che nasce proprio nell’isola. Comincia a surfare da giovanissimo con una tavola primitiva che lui chiamerà “papa nui“. Ma non è questo il momento della sua vita in cui mostra le sue grandi doti da surfer, infatti già nel 1912 si qualifica alle Olimpiadi di Stoccolma vincendo i 100 m stile libero e l’argento nella staffetta 4×200 m. Celebre il suo “Kahanamoku kick“, il calcio che lui usava come sua arma in più, una tecnica, dati i suoi grandi piedi, che gli era utile per spingere la sua lunga tavola, e che gli tornò utile da nuotatore. Chi lo vedeva in vasca sosteneva che grazie proprio al “Kahanamoku kick” quasi si sollevava dall’acqua “come un motoscafo”. Kahanamoku si confermerà campione olimpico anche alle Olimpiadi di Anversa del 1920.

    Duke Kahanamoku

    Dopo il nuoto si dedica al surf ed è da questo momento che viene considerato ambasciatore della disciplina negli Usa prima, e “padre del surf moderno” dopo, proprio per le sue grandi doti. E’ celebre la surfata del 1917 su un’onda enorme che si era generata dopo un terremoto in Giappone. Alla vista di quell’onda enorme tutti gli altri surfisti scapparono, ma Kahanamoku decise di affrontarla.

    Nel 1925 Kahanamoku dimostrò che la tavola da surf poteva essere usata anche come strumento salvavita. Mentre si trovava nelle acque californiane insieme ad un gruppo di attori per un film, uno yacht si capovolse al largo di Newport Beach. Kahanamoku prese la sua tavola e si lanciò a surfare verso l’imbarcazione. Delle 12 persone presenti sull’imbarcazione ne portò in salvo 8. Tra il 1920 e il 1930 si mise a produrre tavole da surf grandi specifiche per il salvataggio in mare.

    Duke Kahanamoku fu la prima persona ad essere iscritta sia nella International Swimming Hall of Fame (la Hall of Fame del nuoto) che nella Surfing Hall of Fame (la Hall of Fame del surf).

    Kahanamoku morì per attacco cardiaco nel 1968 all’età di 77 anni.

     

Contatti