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In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Pinterest, nuovo finanziamento e crescita globale. E in Italia?

    Pinterest, nuovo finanziamento e crescita globale. E in Italia?

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    Da quello che si apprende oggi da diverse fonti, poi confermate, Pinterest ha ricevuto un nuovo importante finanziamento di 225 milioni di dollari che farebbe crescere il valore complessivo da 2,5 miliardi di dollari fino a 3,8 miliardi. E intanto il social network dei pin continua la sua crescita: +125% a livello globale, in particolare in Francia, Inghilterra e anche in Italia

    Le voci si sono rincorse quando in Italia era già notte fonda, ma quello che AllThingsD ha rivelato in effetti ha trovato conferma. La notizia è che Pinterest, il popolare social network dei pin, ha ricevuto un nuovo importante finanziamento di 225 milioni di dollari, quindi più alto di quello ricevuto lo scorso febbraio di 200 milioni di dollari. A guidare la cordata di investitori c’è Fidelity Investments e poi anche Andreessen Horowitz, FirstMark Capital, Bessemer Venture Partners e Valiant Capital Management. Rakuten, il gruppo giapponese di e-commerce che aveva già finanziato Pinterest con 100 milioni di dollari nel 2012, non partecipa in questa occasione. Notizia nella notizia è che questo nuovo investimento da aumentare il valore dell’azienda passando dai 2,5 miliardi di dollari a 3,8 miliardi, un passaggio non da poco se consideriamo la giovane età dell’azienda, nata nel 2010.

    E’ chiaro che questo nuovo finanziamento verrà utilizzato, così come l’ultimo, per accrescere e diffondere la piattaforma a livello internazionale. Cosa che tra l’altro sta già avvenendo visto la crescita che il social network ha fatto registrare nell’ultimo anno, +125%. Ma la crescita internazionale che appronterà Pinterest sarà quella a livello locale in modo da sfruttare soluzioni più vicine ai mercati di riferimento insieme alle soluzioni mobile, altro elemento che contraddistingue la crescita della piattaforma e i dati diffusi in questi giorni parlano di una crescita di +50%. Ad esempio LinkedIn è al 38%.

    Al momento Pinterest ha in piano un’espansione internazionale che riguarderà 10 paesi. I mercati internazionali già avviati sono la Francia, con una sede dedicata, l’Inghilterra e l’Italia, dove l’azienda fa sapere di aver assunto un country manager. Ci farebbe piacere qualcosa in più al riguardo, visto il grande interesse che il pubblico italiano ha sempre riservato a Pinterest sin dai primi passi. Abbiamo fatto richiesta a Pinterest, non avendo trovato riferimenti ufficiali italiani a cui fare delle domande su quale sia il programma di espansione sul territorio nazionale e quindi attendiamo con fiducia. Ma qualora ci siano gli interessati che volessero intervenire, noi siamo qui a disposizione per capire quali saranno le prossime strategie.

    Allora cosa ne pensate di questo nuovo finanziamento e della crescita inarrestabile, ormai di Pinterest? Quali pensate che siano le strategie approntate per il nostro paese?

     

     

  • E’ il cashback la chiave per il successo dell’E-commerce in Italia

    E’ il cashback la chiave per il successo dell’E-commerce in Italia

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    Interessante ricerca, condotta da Ipsos per Webloyalty, quella di cui vi proponiamo oggi, che rileva come il 26,4% dei consumatori italiani online sia stato spinto ad effettuare acquisti su siti di e-commerce beneficiando di buoni sconto e altre formule di risparmio, contro il 25,8% della Spagna e il 24% in Francia

    Abbiamo già altre volte visto quanto l’E-commerce sia un fenomeno in costante crescita nel nostro paese. Lo abbiamo notato anche con una recente ricerca che sottolineava quanto l’integrazione con Mobile e Social Media fosse importante, ma ci siamo tornati anche ieri con i risultati di un’altra ricerca, ad opera di comScore, che sottolineava di nuovo quanto il mobile stia dando una grossa mano alla crescita dell’E-commerce. La ricerca che vi proponiamo oggi, condotta da Ipsos per Webloyalty, azienda specializzata in programmi di sconti e nella generazione di reddito supplementare per aziende che fanno commercio online, non solo ci dà nuovi spunti di riflessione, ma ci dà uno spaccato più aggiornato di quale siano i siti online più frequentati dagli italiani per fare acquisti o anche quali siano i dispositivi più usati per effettuare acquisti. Vediamo allora la ricerca in dettaglio.

    Intanto per i consumatori italiani la voce “risparmio” costituisce il principale incentivo allo shopping online. Risparmio che è rappresentato non solo dai prezzi interessanti che un sito di e-commerce è in grado di garantire, ma anche dalla possibilità di usufruire di offerte speciali, buoni sconto e altre formule come il cosiddetto cashback, ovvero il meccanismo che prevede il rimborso per il consumatore di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato online.

    Tra i motivi che che spingono a scegliere un sito per lo shopping online la prima volta, al primo posto c’è sicuramente il prezzo vantaggioso  (45,2%, 51,6% in Spagna), seguito dalla comodità rispetto al negozio tradizionale (35,8%, in Spagna è il 38,4%) e dalla facilità nel trovare il prodotto desiderato (22,3%, in Spagna è il 25,7%). Mentre le prime 3 ragioni che spingono a ripetere l’acquisto sono l’esperienza positiva vissuta con il primo acquisto (28,6%), un sito user-friendly (26,9%) e l’ampiezza dell’offerta che il sito propone; per i francesi la principale ragione rimane rappresentata dai prezzi (72%, contro il 32,9% di Spagna e il 21,7% Italia).

    Un focus particolare, come già detto, è posto sulle dinamiche del cashback che in Italia sono ancora poco note rispetto ad altri paesi europei (29% in Italia  contro il 44% della Francia) e meno sfruttate che altrove, considerando che solo il 9% degli italiani è iscritto a un programma di cashback. Numeri che ci collocano dietro Francia (18%) e Spagna (11%), ma che sono in parte compensati dall’interesse che questo meccanismo, che prevede il rimborso di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato su un sito di e-commerce, suscita: infatti ben il  79% degli italiani ad oggi non iscritti a programmi di cashback, dopo aver ricevuto informazioni in proposito, si dichiara potenzialmente intenzionato a utilizzarlo. Il 60% è interessato a programmi di cashback grazie  alla combinazione virtuosa tra convenienza del prezzo praticato online e del rimborso, oltre alla possibilità di scelta tra svariati store online (36%). High tech (50%), turismo (43,5%), accessori moda e per la casa (36,2%) sono gli ambiti in cui gli italiani – e spagnoli – sfruttano i vantaggi del cashback, laddove i consumatori francesi privilegiano prodotti culturali come libri e DVD (36%).

    Il panorama dell’e-commerce in Italia si caratterizza come dinamico e in continua evoluzione” – afferma Alexandre Cotigny, Direttore Generale Sud Europa di Webloyalty – “grazie anche ad alcune peculiarità del mercato: la diffusione di smartphone e tablet, la propensione alla multicanalità da parte dei player e la soddisfazione per gli acquisti online. Ora un’adozione massiccia del cashback promette, come dimostrano le risposte date dagli utenti italiani, di fornire ulteriore impulso alla diffusione del commercio elettronico, permettendo di colmare almeno in parte il gap tuttora esistente con le economie più avanzate. Webloyalty opera da tempo in questo senso, e il portale “Acquisti e Risparmi” è nato specificamente per incentivare l’e-commerce e promuovere l’iscrizione a programmi che garantiscono sconti su ogni acquisto online”.

    Nel complesso, per i consumatori italiani l’esperienza di e-commerce è molto soddisfacente, solo per il 17% è negativa a causa della qualità del prodotto ricevuto (4,6%), del prodotto che non soddisfa le aspettative (3,8%) o dei lunghi tempi di attesa per ricevere il prodotto (3,5%).

    Il profilo dell’acquirente online in Italia: mediamente su base mensile si affida a quattro siti (in linea con Spagna e Francia) ed effettua almeno un’operazione. I cosiddetti heavy buyer, cioè i più attivi, sono fortemente presenti in Umbria (89,5%), Liguria (87,2%) e Toscana (83,6%). Mentre gli acquirenti occasionali si concentrano in Friuli (36,4%), Calabria (33,3%) e Marche (32,1%).

    Alcune differenze tra i consumatori dei paesi latini si notano rispetto alla stagionalità degli acquisti: se il 22% degli spagnoli, infatti, incrementa il numero delle proprie spese online durante i saldi invernali, solo il 16% di italiani e francesi lo fa.  Minore discrepanze si hanno invece per il periodo natalizio, con un terzo di francesi e spagnoli che compera più prodotti e servizi (il 28% in Italia).

    Lo studio dedica naturalmente un’ampia sezione al mobile commerce, con dati che sottolineano ancora una volta la vasta diffusione e il massiccio utilizzo di smartphone e tablet da parte degli italiani: il 17,9% dei  nostri connazionali usa uno smartphone per fare acquisti online, inferiore al 20,2% degli spagnoli ma ben al di sopra del 12% dei francesi, mentre il 13,3% utilizza un tablet (superiamo il 12,8% degli spagnoli e distanziamo i francesi fermi al 9%).

    Insomma, questa ricerca ci delle conferme su dati e rilevazioni già note e che quindi trovano ulteriore conferma. E ci riferiamo nello specifico al mobile commerce. Ma introduce quella che potrebbe essere davvero la chiave per accrescere il successo dell’E-commerce nel nostro paese, ossia il cahback. Vedremo se e come questi dati verranno confermati continuando a seguire l’argomento.

    Intanto, voi conoscevate già il cashback? Siete iscritti a programmi del genere? Raccontateci le vostre esperienze con l’E-commerce.

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  • In Europa 1 utente su 7 effettua acquisti da mobile

    In Europa 1 utente su 7 effettua acquisti da mobile

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    Crescono in Europa gli utenti possessori di smartphone che effettuano acquisti dal proprio dispositivo: 43% rispetto al 2012. E 1 utente su 7, il 14,6%, ha effettuato acquisti nell’ultimo mese. E’ questo il quadro delineato da comScore che ha esaminato i cinque principali mercati mobile: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna

    comScore, azienda leader nella misurazione del mondo digitale, ha rilasciato di recente una interessante panoramica di utilizzo degli smartphone nei cinque principali mercati europei, utilizzando i dati del servizio MobiLens comScore. Lo studio ha dimostrato che l’audience del mobile retail è cresciuta del 43% rispetto allo scorso anno, con il 20% degli utenti di smartphone che accedono siti di online retail dal loro dispositivo mobile. Inoltre, 1 utente smartphone europeo su 7 nell’ultimo mese ha riferito di aver completato una transazione di acquisto al dettaglio.

    acquisti da mobile in europa - attività

    Durante i tre mesi di monitoraggio, terminato ad agosto 2013, si è verificato che il 20,4% degli utenti smartphone dei cinque paesi presi ad esame, EU5 (Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Spagna), accede a siti di vendita al dettaglio on-line, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La Spagna è il paese in cui il mercato è in rapida crescita, facendo registrare un tasso di crescita del 66,5% e quasi 3,3 milioni di utenti  che accedono a siti di vendita al dettaglio da proprio smartphone. L’Italia è al secondo posto con un tasso di crescita del 61,3%  e quasi 5,6 milioni di utenti di smartphone che accedono a siti di retail dal proprio dispositivo. Ma il nostro paese è primo in termini di crescita del numero di possessori di smartphone che accedono siti retail on-line, con un incremento del 4,8%, raggiungendo un livello del 19,3% di utenti che accedono siti di vendita al dettaglio in un mese. Mentre per quel che riguarda l’audience, la Germania ha fatto registrare nel periodo monitorato, il maggior numero di utenti di smartphone che accedono siti di vendita al dettaglio, precisamente 9,9 milioni di utenti; segue poi il Regno Unito con 9,7 milioni di utenti.

    attività in store - acquisti mobile in europa

    Scattare la foto di un prodotto, mentre ci si trova fisicamente in un negozio, è stato l’attività in-store maggiormente eseguita da possessori di smartphone in EU5, con quasi un quarto degli utenti, ossia il 23,5% pari a 36,6 milioni di utenti. Nel momento in cui si trovano a dover effettuare un acquisto, gli europei tendono anche a chiedere il parere di amici e parenti: il 14,3% ha inviato loro una foto di un prodotto e il 14% ha chiamato o mandato un sms amici o  familiari riguardo ad un prodotto.

    acquisti da mobile in europa - categorie

    E veniamo ora a quella che ci è sembrata la notizia più interessante. In pratica dalla ricerca viene fuori che circa 1 possessore di smartphone europei su 7, quindi il 14,6%, ha effettuato acquisti dal proprio dispositivo ad agosto 2013. Il numero di cittadini europei impegnati in operazioni di mobile commerce è cresciuto del 37% rispetto all’anno precedente, passando da 16,6 milioni di utenti nel mese di agosto 2012 a 22,8 milioni di utenti nel mese di agosto 2013.

    Tra primi 5 beni e servizi acquistati tramite smartphone troviamo abbigliamento o accessori (5,4%), elettronica di consumo/elettrodomestici (3,8% degli utenti possessori di smartphone) che sono risultate essere le categorie più di vendite al dettaglio. Altri servizi o beni acquistati sono libri (3,8%), biglietti (3,4%) e prodotti per la cura personale o l’igiene (2,6%).

    Allora, cosa ne pensate di questa ricerca? Siete anche voi tra quelli che effettuano acquisti via mobile? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Il doodle di Google è per il lancio di André-Jacques Garnerin

    Il doodle di Google è per il lancio di André-Jacques Garnerin

    Google doodle André-Jacques Garnerin

    Il doodle di oggi è uno di quelli che piacerà a molti. E’ dedicato al primo lancio col paracadute avvenuto il 22 Ottobre di 216 anni fa ad opera di André-Jacques Garnerin, lanciandosi da una pallone aerostatico fatto di seta da un’altezza di 900 metri

    Il doodle di oggi sulla homepage di Google è interattivo, di quelli che piacerà sicuramente a molti. Infatti vedete una mongolfiera che con dentro André-Jacques Garnerin, l’inventore francese che il 22 Ottobre del 1797 sperimentò il primo lancio da un paracadute lanciandosi da un pallone aerostatico dall’altezza di 900 metri.

    Il doodle che vedete riproduce proprio quell’esperimento, una mongolfiera che si alza fino all’altezza che venne usata per il lancio e poi dovrete guidare con le freccette della vostra tastiera, a destra e a sinistra, l’atterraggio del pallone aerostatico.

    André-Jacques Garnerin studiò fisica per poi arruolarsi con l’esercito napoleonico. André-Jacques  Garnerin iniziò a progettare i suoi paracadute tre anni prima del lancio previsto, quando si trovava in prigione a Buda, in Ungheria. Un periodo durante il quale definì quello che poi si rivelò essere il primo lancio da un paracadute mai riuscito a nessuno prima. Il paracadute usato era fatto di seta (alcuni sostengono fosse canapa) con oltre otto metri di diametro, retto da un sostegno di 36 stecche semirigide. Una caduta da quasi mille metri e nessun danno, anche se André-Jacques Garnerin dimenticò di inserire un’apertura per l’aerazione in cima al paracadute, così che la discesa fu decisamente movimentata, facendolo atterrare diverse centinaia di metri più in là rispetto al punto di lancio.

    E, per non essere da meno in famiglia in fatto di primati, nel 1799 la moglie di Andrè, Jeanne-Genevieve Garnerin, è stata diventata la prima donna a lanciarsi con il paracadute.

     

     

  • #FacebookDown, il più grande social network fuori uso nel pomeriggio

    #FacebookDown, il più grande social network fuori uso nel pomeriggio

    #facebookdown

    Facebook, il più grande social network della rete, dalle ore 14,30 circa (ora italiana) ha avuto seri problemi di funzionamento. In molti hanno riscontrato problemi nell’aggiornare status dai propri profili o dalle proprie fanpage. Quello che sembrava un problema locale, in realtà ha investito diversi paesi. Ancora nessuna comunicazione ufficiale dal quartier generale in Menlo Park

    Facebook è down da oggi pomeriggio, erano circa le 14,30 quando si sono cominciati a registrare i primi disagi che via via hanno coinvolto un po’ tutti gli utenti. Le difficoltà erano estese, dall’aggiornamento dello status profilo all’aggiornamento di qualsiasi fanpage. Verso le 16 sembrava che il tutto ricominciasse a funzionare, ma in realtà era tutto a singhiozzi e continua ad esserlo. Nel frattempo la notizia cominciava a comparire anche sui siti e sui blog americani. Da quello che è dato sapere, non ci sono ancora comunicazioni ufficiali su quali siano stati le reali cause di questo malfunzionamento. Su facebook.developers in tempo quasi reale si nota che anche il sistema dei pagamenti, quelli che riguardano la piattaforma di advertising di Facebook, sembra subire la stessa sorte: infatti, adesso è ancora segnato come “Payments is down“, con ultimo aggiornamento delle ore 15.

    #facebookdown InTime

    Adesso la situazione sembra essere tornata alla normalità.

    E come era prevedibile, Twitter è stato preso d’assalto e #FacebookDown è balzato in pochissimo tempo al vertice dei trending topic, e lo è tutt’ora. Tantissimi i tweets di quelli che danno feedback sul funzionamento del social network, ma altrettanti sono quelli ironici. Da poco abbiamo cominciato a monitorare l’hashtag a livello globale, #facebookdown,  e il picco comincia ad evidenziarsi in queste ore, precisamente dalle 17. Il tweet italiano con più condivisioni in questo momento è quello di

    Mentre il più condivido in assoluto, ad ora, è quello di

    Immaginiamo in quanto siano andati nel panico di fronte ad una situazione di down così lunga, con le pagine da aggiornare e con gli aggiornamenti programmati che non partivano. Quindi ecco spiegato il tono dei tweets ironico e scherzoso.

    Comunque sia, da quello che abbiamo visto tramite Pingdom Tools, adesso sembra che la situazione sia in netto miglioramento, come potete vedere dai grafici in basso:

    E’ molto probabile che si sia trattato di un bug, ma al momento non ci sono ancora notizie o informazioni ufficiali dal quartier generale di Facebook in Menlo Park e neanche dall’account ufficiale su Twitter: @facebook.

    Allora, raccontateci come avete vissuto questa esperienza e se, e quali, disagi vi ha provocato. Ovviamente raccontateci se la cosa vi ha divertito, anche.

     

  • Social Tv, è X Factor il programma più seguito su Facebook e su Twitter

    Social Tv, è X Factor il programma più seguito su Facebook e su Twitter

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    X Factor entra nel vivo e per quanto riguarda la Social Tv questo comincia ad avvertirsi. Infatti quello che nella scorsa edizione fu il programma più seguito, sembra volersi confermare in questa. Nella settimana che va dall’11 al 17 Ottobre, secondo Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, il talent di Sky è il più seguito su Facebook e su Twitter

    X Factor con la scelta dei cantanti e dei gruppi che hanno formato le squadre, dando il via alla gara ufficiale, si avvia a dominare il panorama della Social Tv in questa fase della stagione. Ed era abbastanza prevedibile. In questa settimana, dall’11 al 17 Ottobre 2013, il famoso talent in onda su Sky Uno ha dominato il panorama della Social Tv, imponendosi come programma più seguito sia su Facebook che su Twitter. E proprio su Twitter il divario con gli altri programmi è enorme, nonostante la discussa puntata di Servizio Pubblico di giovedì scorso. Diamo un’occhiata allo share generale, suddiviso per reti,  e vediamo che Mediaset è la rete più seguita con il 36,5%, segue la Rai 26,5%: il divario tra queste due reti la settimana scorsa era molto più ridotto. Sky fa registrare una percentuale del 17,2%, in salita di quasi 5 punti rispetto alla settimana precedente, mentre La7 è al 19,6%, in calo di poco. Ma vediamo il dettaglio di tutti i dati.

    AudiSocialTV share

    Twitter

    “X Factor” (Sky) si conferma al primo posto con il 42,8% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito al secondo posto da “Pechino Express” (Rai 2), che ottiene il 7,8% % dei tweet. Al terzo posto “Report’” (Rai 3) con il 6,1% dei tweet totali e al quarto “Ballarò” (Rai 3) con il 4,6% dei tweet totali. Seguono “Le Iene” (Italia 1) con il 4,0%, “Servizio Pubblico” (La 7) con il 3,7%, “Piazza Pulita” (La 7) con il 3,4% e “Uomini e Donne” (Canale 5) con il 3,3%. 

    SocialTv-Twitter-Hashtag-11-17ott-2013 X Factor

    Facebook

    “X Factor” conquista il primo posto nella classifica Active Fan con 5.707 fan attivi che hanno prodotto 11.029 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma.  Al secondo posto troviamo “Uomini e Donne” (Canale 5) con 4.556 fan attivi e 5.881 post e commenti, seguito al terzo posto da “Servizio Pubblico” (La 7) con 4.422 fan attivi e 6.622 post e commenti dei fan. Al quarto posto “Le Iene” (Italia 1) con 3.244 fan attivi e 3.687 post e commenti e al quinto “Pechino Express” (Rai 2) con 1.944 fan attivi e 2.486 post e commenti.

    SocialTv-Facebook-Active-Fan-11-17ott-2013-X Factor

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, “X Factor” conquista il primo posto con ben 134.795 like, seguito da  “Le Iene” (Italia 1) che è al secondo posto con 57.490 like. In terza posizione “Servizio Pubblico” (La 7) con 49.530 like che precede “Uomini e Donne” (Canale 5) al quarto posto con 45.281 like e “Cotto e Mangiato” (Italia 1) con 24.426 like al quinto.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Servizio Pubblico” (La 7) è il programma più attivo con 69 post della redazione, seguito da “La prova del cuoco” (Rai 1) al secondo posto con 63 post e “X Factor” (Sky) al terzo con 59 post. Al quarto “Piazza Pulita” (La 7) con 45 post e “Agorà” (Rai 3) con 40 post.

  • Facebook, Pinterest e Twitter sono le fonti di traffico principali

    Facebook, Pinterest e Twitter sono le fonti di traffico principali

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    Facebook, Pinterest e Twitter, secondo il nuovo rapporto annuale di Shareaholic, sono le principali fonti di traffico sul web per quanto riguarda i Social Media. E Pinterest è quello che cresce di  più degli altri. Google+ è ultimo delle 8 piattaforme esaminate

    Shareaholic, che tutti conoscerete per via dei widget e dei plugin che produce per lo sharing dei contenuti sui social media, ha stilato il nuovo rapporto 2013 che questa volta indaga le 8 principali piattaforme social media per vedere quanto traffico essi trainano. Lo scorso anno avevamo assistito alla grande perfomance di Pinterest che si piazzava come quarta fonte di traffico principale, superando Twitter. Ora, sulla base di questo studio, condotto negli ultimi 13 mesi analizzando i dati da 200 mila publishers, viene fuori che le prime tre fonti di traffico principale sono Facebook, che cresce in anno del 58,81%, Pinterest, che cresce del 66,52% ed è quello che cresce più di tutti, e Twitter, che cresce del 54,12%. Questi sono i principali attori sui Social Media che guidano la maggior parte del traffico, che in pratica sarebbe il 15,22% del traffico del mese scorso.

    Come abbiamo detto, la crescita più rilevante la fa registrare Pinterest e si conferma piattaforma e fonte importante tra i referral. E sarà ancora più interessante vedere come questa crescita verrà influenzata dall’introduzione della pubblicità e non sarà difficile prevedere che sarà un’influenza positiva, ma comunque vedremo.

    Ancora qualche altra considerazione, perchè come avrete notato, il dato che salta agli occhi da questo studio è la performance di Google+, decisamente al di sotto delle aspettative.

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    La piattaforma di proprietà di Google è cresciuta, come fonte di traffico, del 6,97%, piazzandosi quindi all’ultimo posto della classifica tra le otto piattaforme analizzate. E, se guardiamo il dato del mese scorso, Google+ ha inciso come fonte di traffico solo dello 0,04%; la media a 13 mesi è dello 0,06%!

    Quindi quella che doveva essere di fatto la piattaforma che avrebbe dovuto smuovere le acque tra i principali player nei Social Media, vale a dire Facebook e Twitter, di fatto finora, e stando anche a questi dati, ha fatto davvero poco, nonostante una strategia messa in atto da Google per far diventare G+ la sede principali a cui confluiscono tutte le altra directories. E’ vero anche che Google+ si è distinta per numero di utenti attivi, dietro solo a Facebook, ma questa è conseguenza di tutte le altre attività che Google ha messo in atto per questo proposito. Nei fatti, in termini di referall, i dati sono molto scarsi.

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    Altre considerazioni riguardano LinkedIn e YouTube che crescono e bene anche: 52,86% il dato riferito a YouTube e 34,51% il dato riferito a LinkedIn.

    Allora, a questo punto ci interessa sapere cosa ne pensate voi di questi dati e, se volete, dateci un vostro parere riguardo a Google+. Scriveteci tra i commenti.

  • Lo Stato di Internet Q2 2013. Segnali positivi dall’Italia

    Lo Stato di Internet Q2 2013. Segnali positivi dall’Italia

    Akamai ha diffuso oggi i dati relativi allo Stato di Internet nel secondo trimestre del 2013, il Q2 e a quanto pare ci sono segnali positivi per quanto riguarda il nostro paese. Le connessioni broadband sono aumentate dell’88% anno su anno e aumenta anche la velocità di connessione: +11% rispetto al trimestre precedente

    Akamai Technologies, Inc., azienda che ormai conosciamo bene, leader nell’offerta di servizi cloud per l’erogazione sicura e ottimizzata di contenuti online e applicazioni business, ha pubblicato oggi il Rapporto sullo Stato di Internet relativo al secondo trimestre 2013. Il rapporto, basato sulle informazioni raccolte dalla Akamai Intelligent Platform,  offre un’analisi approfondita di dati quali, tra gli altri, velocità di connessione, penetrazione di Internet e origine degli attacchi informatici.  Esso include inoltre un osservatorio sugli attacchi DDoS indirizzati a siti e-commerce e, infine, un esame dell’utilizzo di browser mobile per tipologia di connessione al network, effettuato tramite Akamai IO. Fatta la dovuta premessa, passiamo a vedere insieme a voi i principali rilevamenti europei e italiani.

    L’Italia fa registrare importanti incrementi rispetto allo scorso anno

    Nel secondo trimestre 2013, la velocità media di connessione globale in Europa è aumentata del 5.2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, attestandosi a 3.3 Mbps. Questa crescita ha interessato in modo particolare l’Europa: Gran Bretagna, Belgio, Irlanda, Spagna, Francia e persino l’Italia hanno registrato un aumento superiore al 10% della loro velocità di connessione rispetto al trimestre precedente. Le uniche due nazioni europee ad aver registrato una velocità di connessione media superiore ai 10 Mbps sono la Svizzera, che domina la classifica alla velocità di 11 Mbps (in crescita del 9.1% rispetto al trimestre precedente) e i Paesi Bassi (10.1 Mbps, a +6.2%). Esaminando i cambiamenti anno su anno, i risultati migliori sono quelli conseguiti da Gran Bretagna (+48%, arrivando a 8.4 Mbps) e Svezia (+44%, 8.9 Mbps).

    Nel trimestre in esame, Romania e Svizzera sono gli unici Paesi europei ad avere raggiunto un picco medio della velocità di connessione superiore ai 40 Mbps – rispettivamente 47.5 Mbps e 41.4 Mbps – seguite da Belgio (39.9 Mbps), Paesi Bassi (38.8 Mbps) e Gran Bretagna (37.1 Mbps).  Considerando gli aumenti anno su anno del picco medio, è ancor la Gran Bretagna ad aver registrato la crescita maggiore (+ 52%), mentre Svezia, Austria e Norvegia hanno riscontrato un aumento intorno al 40%.  In generale, l’alto tasso di crescita del picco medio della velocità di connessione è indice di un progressivo miglioramento della qualità delle connessioni internet e della disponibilità di servizi ad alta velocità in Europa. 

    Trend positivi anche in Italia: la velocità media di connessione nel secondo trimestre 2013 si attesta sui 4.9 Mbps, più veloce dell’11% rispetto al trimestre precedente e del 23% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il picco medio di velocità di connessione raggiunto nel nostro Paese è pari a 23.3 Mbps, maggiore del 5.6% rispetto al trimestre precedente e del 34% rispetto allo scorso anno. Sebbene si tratti ancora del picco più basso di tutta Europa, i numeri lasciano ben sperare.

    Penetrazione globale di Internet

    Oltre 752 milioni di indirizzi IPv4 unici in 242 Paesi si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform nel secondo trimestre 2013, circa il 2% in più del trimestre precedente e il 13% in più rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Poichè, in molti casi, un singolo indirizzo IP rappresenta più individui, Akamai stima che il numero totale di utenti web unici connessi alla sua piattaforma durante il trimestre in questione sia ben superiore al miliardo. A livello globale, oltre il 75% dei Paesi ha registrato un aumento di indirizzi IP unici rispetto al 2012. 

    Tra le nazioni europee presenti nella Top 10 dei Paesi con il maggior numero di indirizzi connessi vi sono: Italia (+12% rispetto all’anno precedente, al nono posto nella classifica globale con oltre 20 milioni di indirizzi), Francia (+3.8%, in settima posizione), Gran Bretagna (+9.6%, in sesta posizione) e Germania (+5.3%, in quarta posizione).

    Uno dei trend più rilevanti che emerge dall’ultimo Rapporto sullo Stato di Internet è il fatto che circa metà delle connessioni alla piattaforma di Akamai si sono verificate ad una velocità uguale o superiore ai 4 Mbps, in crescita del 25% rispetto al primo trimestre 2012”, spiega l’autore del Rapporto sullo Stato di Internet, David Belson di Akamai. “Va anche sottolineato che sono diminuiti i Paesi con una velocità di connessione media uguale o inferiore a 1 Mbps: lo scorso trimestre erano 14, oggi sono 11, a ulteriore riprova di una migliore situazione di connettività anche in alcune delle regioni tradizionalmente più lente. Queste tendenze sono sicuramente positive e ci fanno auspicare l’aumento dell’adozione della banda larga nel mondo”

    Traffico legato agli attacchi informatici, in Europa diminuisce del  9%

    Attraverso i rilevamenti di un set distribuito di agenti attivi su internet, Akamai è in grado di monitorare il traffico legato agli attacchi informatici e individuare sia i Paesi origine del maggior numero di attacchi sia le porte loro obiettivo.

    Nel secondo trimestre 2013, l’Indonesia ha sorpassato la Cina diventando così la principale fonte di attacchi, ossia, del 38% di quelli osservati (quasi il doppio rispetto al trimestre precedente). La Cina passa dunque in seconda posizione, responsabile del 33% delle minacce osservate, seguita dagli Stati Uniti. Insieme, Indonesia e Cina hanno originato più della metà del traffico legato agli attacchi a livello mondiale.

    In questo trimestre, l’Europa è stata responsabile di poco più del 10% degli attacchi informatici, scendendo di 9 punti percentuale rispetto al trimestre precedente. L’Italia ha generato solo lo 0.5% degli attacchi osservati.

    Connettività high broadband: la Svizzera registra il maggior numero di adozioni in Europa

    L’high broadband (superiore ai 10 Mbps) continua a crescere in tutta Europa. La Svizzera guida la classifica europea con il 37% di connessioni high broadband, seguita dai Paesi Bassi al 31% e dalla Repubblica Ceca (27%).  Importanti incrementi anno su anno si sono verificati in vari Paesi europei, tra cui Gran Bretagna (+200%) e Irlanda (+93%), mentre Repubblica Ceca, Belgio, Svezia, Germania, Polonia, Spagna e Francia hanno visto aumentare il tasso di adozione del 70% o più rispetto allo stesso periodo nel 2012.

    L’adozione di high broadband è aumentata anche in Italia (+16% rispetto allo scorso trimestre,): ad oggi, il 3.7% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, in crescita del 40% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.  L’adozione della banda larga è aumentata del 88% rispetto allo scorso anno, e del 37% rispetto al primo trimestre 2013, stabilizzandosi al 52%.  Abbiamo dunque superato la soglia del 50%, lasciandoci alle spalle la solita Turchia e, addirittura, la Norvegia, dove le connessioni broadband si sono stabilizzate al 49%.

    Connettività mobile: il traffico di dati è aumentato del 14% rispetto allo scorso trimestre

    Il secondo trimestre 2013 ha registrato una velocità media di connessione mobile tra i 9.7 Mbps e gli 0.5 Mbps. Undici operatori hanno registrato velocità di connessione da banda larga (superiori, cioè, a 4 Mbps), mentre 62 operatori una velocità media superiore a 1 Mbps. Il provider che ha offerto la velocità di connessione maggiore si trova in Repubblica Ceca, con 6.4 Mbps, mentre è un greco ad aver raggiunto il picco medio di velocità di connessione, pari a 54.9 Mbps.

    In Italia esiste un divario di 1.4 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (4.1 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (2.7 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 28.5  Mbps ai 18.9 Mbps.

    I dati raccolti da Ericsson indicano che il volume del traffico di dati mobile è quasi raddoppiato rispetto a un anno fa ed è cresciuto del 14% rispetto al trimestre precedente.

    In base ai dati raccolti da Akamai IO, durante il secondo trimestre 2013, circa il 38% delle richieste globali su reti cellulari connesse alla Akamai Intelligent Platform sono state originate da dispositivi che utilizzano l’Android Webkit, seguiti da Safari Mobile (34%). Se invece analizziamo tutti i network (non solo quelli cellulari), da Safari Mobile sono giunte circa il 54% delle richieste e da Android Webkit circa il 28%.

    Akamai-Stato-Internet-Q2-2013-infografica

     

  • Twitter, ora è possibile ricevere messaggi diretti da tutti i followers

    Twitter, ora è possibile ricevere messaggi diretti da tutti i followers

    twitter-messaggi-diretti

    Twitter, secondo quanto scoperto da “The Verge”, da circa una settimana, avrebbe aggiunto una nuova funzionalità che consentirebbe di ricevere messaggi diretti, i DM, da tutti i nostri followers. Senza, quindi, bisogno di seguire necessariamente un follower. Una funzionalità che apprezzeranno le aziende che avranno modo di ricevere messaggi dai loro utenti

    Per Twitter è giornata di novità. Oggi vi abbiamo parlato della nuova funzionalità che riguarda i tweets programmati, ma solo per gli advertiser, e sempre oggi The Verge scopre che su Twitter è possibile ricevere messaggi diretti, i DM, da tutti i nostri followers. Fino a d oggi questa azione era possibile solo se due utenti si seguivano reciprocamente, ma adesso (e pare che questa funzione sia attiva da circa una settimana) questo vincolo non è più una condizione necessaria. Infatti, se provate a cliccare sulle Impostazioni in basso troverete un nuovo riquadro come quello che vedete nell’immagine in basso.

    Twitter  messaggi diretti

    Se lo spuntate da quel momento in poi chiunque tra i vostri followers potrà inviarvi un DM, senza per forza seguirsi a vicenda.

    A quanto pare questa nuova funzionalità non sarebbe ancora estesa a tutti gli utenti, ma è lecito pensare che lo sarà a breve. Quindi non preoccupatevi se andando a verificare non trovate il riquadro di cui stiamo parlando, sarà disponibile a breve.

    A questo punto si pone il problema che chiunque potrà scriverci, sempre se si decide di spuntare l’opzione, con la probabilità che questa comporterà un elevato numero di messaggi spam. Quindi è vero che chiunque può scriverci, ma è comunque da pensarci bene.

    C’è comunque un lato positivo di questa operazione e cioè che questa potrebbe essere un’opportunità in più per quelle aziende che ad esempio offrono assistenza per i loro prodotti/servizi, in questo modo i followers potrebbero scrivere in DM anche senza il following reciproco.

    Che ne pensate di questa nuova funzionalità? Pensate di attivarla oppure di lasciarla in default, ossia disattivata? Scriveteci tra i commenti e sviluppiamo un dibattito.

  • Twitter, ecco i tweets programmati ma solo per advertiser

    Twitter, ecco i tweets programmati ma solo per advertiser

    Twitter ieri ha rilasciato una importante novità. Sarà infatti possibile programmare i tweets, ma per ora questa possibilità è estesa solo agli advertiser, ossia a chi fa pubblicità via Twitter. I tweets che si potranno programmare saranno non solo i “promoted”, ma anche tutti quelli che il brand vorrà invare ai propri followers

    Twitter in questo periodo vive un momento di particolare fermento. La prossima quotazione in Borsa “costringe” Twitter a cercare di rendere sempre più appetibile la propria piattaforma e quindi si comincia a pensare nuove soluzioni che possano muovere un po’ le acque. Ci sembra che il contesto in cui nasca e venga rilasciata la nuova feature sia proprio questo. Ma veniamo al dettaglio, abbastanza semplice per la verità, della nuova feature.

    Ieri da blog ufficiale, Twitter ha annunciato la possibilità di programmare i tweets, una di quelle funzionalità che qualsiasi CM o comunque social media manager apprezza moltissimo, o anche gli utenti in generale, perchè no. Ma la vera novità è che questa possibilità è stata rilasciata solo per gli advertiser, ossia per quegli utenti che fanno pubblicità utilizzando Twitter, https://ads.twitter.com. La programmazione è già disponibile per tutte le lingue e la programmazione dei tweet può essere estesa fino ad un anno.

    I tweet si possono programmare da ads.twitter.com cliccando il tasto blu in alto a destra, come si vede nell’immagine in basso, e prossimamente sarà disponibile anche una scheda attraverso cui gestire sia i tweets programmati che le Twitter Cards.

    Tweets programmati

    Una volta cliccato il bottone “Compose tweet” si apre un’altra sezione dentro la quale si passa alla programmazione. E’ possibile inserire nei tweets immagini, come di solito succede, e si può decidere se inviarlo a tutti i followers genericamente oppure decidere di inviare il tweet come se fosse parte di una campagna di “Promoted Tweet” e quindi utilizzare strumenti di targeting specifici.

    Tweets programmati

    Ovviamente questa funzionalità era molto attesa da tanti, per il solo fatto che molti advertiser pagano anche piattaforme terze per cercare di fare la stessa cosa. Di conseguenza questa nuova funzionalità non potrà che portare giovamento a Twitter in maniera abbastanza evidente. Se l’azienda risparmia qualcosa non acquistando più feature di programmazione da terze parti, allora avrà qualche soldino in più da investire in pubblicità su Twitter. E il cerchio si chiude.

    Twitter, come dicevamo in apertura, ha necessità di raggranellare quanto più possibile in questo periodo vista la “pressione” che deriva dall’ormai prossimo sbarco a Wall Street. L’acquisto, recente, di MoPub sta inducendo molti esperti del settore, ma ci sono forti rumors in questo senso, che Twitter stia per preparare una piattaforma di advertising basta su ciò che twittano gli utenti e su chi essi seguono. Al momento non ci sono conferme da Twitter, ma tanto basta per testimoniare il periodo di fermento.

    E voi che ne pensate dei tweet programmabili?

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