Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Facebook spiega la strategia per contrastare il deepfake

    Facebook spiega la strategia per contrastare il deepfake

    Facebook in un post ha spiegato la sua strategia per contrastare il fenomeno del deepfake. Verranno rimossi tutti i contenuti modificati “in modo da far credere che il soggetto del video abbia detto cose che in realtà non ha detto”. Anche quelli modificati in modi che “non sono riconoscibili da un utente medio”.

    Con una campagna elettorale in corso per le presidenziali Usa 2020, campagna dai toni ormai sempre più accesi, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, Facebook mette in chiaro in un post ufficiale quella che è la sua strategia a proposito del crescente fenomeno del deepfake, un fenomeno che lo scorso anno abbiamo tutti, più o meno, imparato a conoscere. E sono molti i media americani che sottolineano come questa strategia venga resa pubblica alla vigilia di una importante audizione presso la Camera dell’Energia e del Commercio, proprio sui media manipolati, che vedrà protagonista proprio Monika Bickert, vice presidente della gestione globale delle politiche di Facebook, autrice del post.

    Il fenomeno deepfake

    Facebook rende nota, quindi, quella che è la sua strategia per contrastare il fenomeno del deepfake, ossia il crescente fenomeno di tecniche che, grazie all’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, riescono a modificare contenuti video riuscendo a modificare radicalmente il contenuto. La strategia della società fondata da Mark Zuckerberg si basa sulla collaborazione di 50 esperti, provenienti da diversi settori come quello tecnico, politico, mediatico, legale, civico e accademico, al fine di migliorare le tecniche per individuare i contenuti modificati.

    facebook strategia deepfake

    Deepfake, la strategia di Facebook

    In pratica, Facebook rimuoverà tutti qui contenuti che sono stati modificati in modi che non sono facilmente riconoscibili dall’utente medio, che indurrebbero a pensare che qualcuno abbia fatto affermazioni che nella realtà, invece, non ha mai dichiarato. Saranno rimossi tutti quei contenuti modificati facendo uso di Machine Learning al fine di unire, sostituire e sovrapporre le persone che compaiono all’interno di video o immagini.

    Restano fuori da questa strategia tutti quei contenuti di parodia o satira, quei contenuti in cui è evidente la sola inversione dell’ordine delle parole. Tutti gli altri contenuti modificati saranno comunque visionati all’interno della partnership con 50 istituzioni, a cui accennavamo prima, a livello globale in oltre 40 lingue.

    Facebook inoltre fa parte della Deepfake Detection Challenge, annunciata a settembre dello scorso anno, di cui fanno parte anche Amazon Web Services, Microsoft, accademici provenienti da università come Cornell Tech, MIT, University of Oxford, UC Berkeley, University of Maryland, College Park e State University of New York.

    Cresce dell’84% in uno anno il fenomeno deepfake

    Secondo Deeptrace, sono 14.678 i video deepfake online individuati durante il 2019, con un incremento dell’84% rispetto all’anno precedente. Erano infatti 7.964 nel 2018. Il 96% di quelli condivisi online nel 2019 provengono dal mondo del porno. Si tratta quindi di un fenomeno che cresce in maniera vistosa e preoccupante. Per le sue caratteristiche infatti potrebbero essere il volano per diffondere, in maniera molto veloce, informazioni e notizie false proprio in un momento in cui, anche alla luce delle prossime elezioni Usa di quest’anno, è necessaria la massima attenzione. Anche per evitare il ripetersi di quanto avvenne esattamente quattro anni. E questo Facebook lo sa bene.

  • Social Media Marketing 2020, ecco cosa ci aspetta per il nuovo anno

    Social Media Marketing 2020, ecco cosa ci aspetta per il nuovo anno

    Con l’arrivo del 2020 non solo inizia un nuovo anno, ma inizia un nuovo decennio. Siamo quindi di fronte ad un passaggio cruciale per i Social Media, sempre più strumenti per fare Marketing e Comunicazione. Ma cosa cambierà per il nuovo anno?

    Più volte abbiamo ripetuto negli ultimi anni che davvero si può parlare di Social Media Revolution, quella rivoluzione che ha cominciato a manifestarsi materialmente tra il 2004 e il 2010, gli anni in cui sono nate la maggior parte delle piattaforme ancora in uso. Una rivoluzione che ha dato vita a strumenti che prima non esistevano, cambiando completamente il paradigma comunicativo. Facebook, LinkedIn, Twitter e altri hanno cambiato le regole, o forse hanno assecondato un nuovo bisogno di comunicare, più diretto, orizzontale, senza filtri.

    Gli anni in cui si sono manifestati gli effetti di questa rivoluzione li possiamo inquadrare tra il 2010 e il 2016. Poi, come era forse inevitabile, ha cominciato a manifestarsi una serie di conseguenze a cui, forse, non avevamo prestato molto attenzione fino a quel momento. Il riferimento alla privacy e al fenomeno delle fake news è puramente voluto. Dal 2016 è iniziata una fase interlocutoria per i Social Media. Per molte piattaforme era il momento di cambiare, di svoltare per cercare di offrire agli utenti quello che chiedevano: maggiore attenzione alla privacy e lotta alle fake news.

    Tutto questo, ovviamente, ha avuto enormi riflessi anche per il Social Media Marketing, le aziende negli ultimi anni hanno sempre avuto enormi difficoltà nel prendere dimestichezza con questi strumenti. L’assenza di filtri e quindi quel modo di comunicare più diretto, orizzontale, con gli utenti di riferimento, è stato spesso vissuto come un problema. Invece era una risorsa, una opportunità che non tutti hanno saputo riconoscere, perseguendo la via, più facile, della quantità.

    Questa premessa, perdonate la lunghezza, ma doverosa, per cercare di sintetizzare il momento, gli ultimi dieci anni per lo più, e di provare a identificare un nuovo corso per i Social Media, per il Social Media Marketing quindi, che con l’inizio di questo nuovo anno, 2020, in qualche modo si manifesterà. Con il 2020 non inizia solo un nuovo anno, ma inizia anche un nuovo decennio, una fase importante per questi strumenti, quella della piena maturità.

    social media marketing 2020 franzrusso.it

    Lo scorso anno avevamo provato a dare dei consigli su come usare al meglio le piattaforme durante l’anno. Adesso vogliamo invece delineare alcuni elementi che troveranno spazio in questo 2020 appena iniziato che, in qualche modo, sono il sintomo che qualcosa sta cambiando, un sintomo che le aziende non possono più sottovalutare.

    Il contenuto sarà sempre più effimero

    Pur restando ancora valido che le aziende devono raccontarsi sempre di più, c’è da considerare però che il contenuto sta diventando sempre più effimero. Nel senso che nel 2020 vedremo sempre più emergere quelle piattaforme che spingono verso questa forma, come le Stories di Instagram o come TikTok. Di conseguenza, le aziende dovranno iniziare a considerare questa modalità per agganciare quella fetta di audience che è più vicina al proprio modo di comunicare.

    Sarà un storytelling forse più effimero che si manifesterà in diverse forme, ma che inizierà a farsi strada.

    Le Stories da questo punto di vista potrebbero funzionare per lanciare nuove occasioni per il proprio pubblico (pensiamo a qualche promozione limitata) o anche si potrebbe pensare di usarle come momento flash per catturare l’attenzione degli utenti per poi portarle ad approfondire. TikTok invece per le aziende è più difficile da usare. Nel senso che per considerarne l’uso, occorre fare un’attenta analisi della propria audience per comprendere le effettive opportunità. Non è una piattaforma dove condividere news o informazioni (non è annoverabile tra i social media in senso stretto!), è una piattaforma dove diventa necessario entrare nel mood della piattaforma, quindi veloce, dinamico, spensierato. Se non si apprende quel mood e se l’audience a cui si vuole mirare non è lì, allora forse è meglio lasciar perdere.

    Social Media 2020, le nicchie van sempre bene

    E’ vero, Facebook resta sempre più la piattaforma regina dei social media con oltre 2,7 miliardi di utenti. Resta la piattaforma generalista per eccellenza. Così come generalista è Instagram o Twitter. Nel 2020, ma è un trend iniziato già nel 2019, saranno attive anche le piattaforme di nicchia. La già citata TikTok è una piattaforma di nicchia, la sua audience è prevalentemente giovane, così come resta di nicchia LinkedIn per il fatto che le aziende continuano a vederla come piattaforma di elezione B2B. Ma ci sono altre piattaforme che hanno la loro motivazione in una nicchia specifica, come Twitch ad esempio. Queste piattaforme continueranno ad essere molto usate, perché gli utenti sono alla ricerca di piattaforme più vicine ai loro interessi.

    Vale la pena comunque evidenziare il ruolo di Twitter che, per il suo carattere dinamico e divulgativo, può essere utile da volano per costituire “conversazioni di nicchia“. Come già detto, l’hashtag su Twitter permette proprio la personalizzazione delle conversazione, diventando un carattere distintivo.

    Le vanity metrics avranno meno valore, si punterà sulla qualità?

    Nella seconda parte del 2019 ha fatto molto discutere la decisione di Instagram di rimuovere i like, un tema che abbiamo affrontato anche sentendo la voce di esperti della materia. Una decisione che ha, per certi versi, destabilizzato, nel senso che chi fino a quel momento era abituato ad un approccio orientato alle vanity metrics ha dovuto repentinamente rivedere la sua strategia, puntando sulla qualità. L’addio ai like lo vedremo presto anche su Facebook, i test sono già iniziati, nel corso del 2020.

    Dal punto di vista delle aziende ha comportato, ovviamente, un cambio di strategia. L’assenza del dato numerico quantitativo ha reso più difficile l’analisi dell’impatto del messaggio. Di conseguenza le aziende hanno l’occasione di puntare sulla qualità, sul contenuto, sfruttando le piattaforme per costruire Relazione (è questo il vero senso). Oppure, via più pratica, le aziende si orienteranno verso contenuti effimeri (le Stories) e, soprattutto, sugli annunci, con la possibilità di misurarne analiticamente l’impatto.

    L’Influencer Marketing crescerà anche nel 2020

    Se le aziende decideranno di spostarsi verso gli annunci pubblicitari, come conseguenza dell’addio ai “like”, è evidente che questo avrà anche una ricaduta sull’Influencer Marketing. Ma non nel senso negativo. Perché se le aziende devono prendere in considerazione l’idea di costituire budget per l’advertising, l’Influencer Marketing, trend non certo nato ieri, ha comunque ancora il suo valore. Resta ancora uno strumento efficace per le aziende perché più economico ed è anche più efficace, sempre rispetto agli annunci pubblicitari.

    tiktok social media maketing 2020 franzrusso.it

    L’Influencer Marketing sarà ancora un trend del 2020 per il fatto che ci saranno sempre più influencer, sempre più “micro”, e ci saranno nuove opportunità su altre piattaforme. E, di nuovo, citiamo TikTok, piattaforma che nel 2020 sarà presa in considerazione dalle aziende per le loro strategie di IM. Salvo prima fare una attena analisi della piattaforma, della audience che si vuole mirare e del messaggio che si vuole veicolare.

    Social Media 2020, tra Paid Media e community

    Senza girarci troppo intorno, i Social Media sono ormai piattaforme Paid Media. Vero, non è un trend del 2020, ma lo sarà sempre di più anche in questo anno appena iniziato. Le aziende saranno sempre più portate ad un approccio tipico dei media a pagamento, solo con caratteristiche di immediatezza e dinamicità che altre forme di media non potranno mai dare. Per questo i Social Media saranno sempre parte di una strategia di marketing e di comunicazione. Bisogna cambiare approccio, questo sì, e non sarà facile.

    Come non sarà facile per le aziende comprendere la logica delle community. Gli utenti sono sempre più orientati verso una conversazione più ristretta, più privata, più orientata a temi specifici con persone specifiche. Ecco che per le aziende tutto si complica, perché le community saranno sempre più costituire all’interno di Gruppi. Basta guardare Facebook. Ma da una difficoltà nasce sempre una opportunità. Allora le aziende hanno la grande occasione di lanciare, a loro volta, gruppi specifici, per dare vita a community social. Si tratta di dare vita a gruppi in modo da coinvolgere la propria audience conversare e discutere di ari argomenti legati al brand e, magari, trovare anche delle soluzioni. Passaggio difficile, ma necessario.

    Ecco, ci sembrava utile mettere in evidenza questi trend che crediamo saranno molto presenti nel 2020 per dare modo alle aziende di diversificare la propria strategia di marketing e comunicazione sui Social Media. Sono trend che val la pena sfruttare in questo 2020 per restare sempre competitivi e attivi, perché i Social Media restano sempre degli strumenti potenti per comunicare. Aspetto questo da non dimenticare mai.

  • L’evoluzione tech e digital del 2019, cosa ha funzionato e cosa no

    L’evoluzione tech e digital del 2019, cosa ha funzionato e cosa no

    All’inizio del 2019 avevamo indicato alcune novità tech e digital che avrebbero caratterizzato l’anno che sta per concludersi. Ebbene, non tutto si è evoluto come ci si aspettava.

    All’inizio del 2019 avevamo indicato quelle che, secondo noi, sarebbero state le novità tech e digital che avrebbero caratterizzato l’anno che sta per concludersi. In verità, qualcosa è andata come avevamo indicato, ma al tempo stesso alcune di queste tecnologie non si sono sviluppate come pensavamo.

    Facebook e la Privacy

    Se vi ricordate, avevamo detto che per Facebook il 2019 sarebbe potuto essere l’anno della svolta, e anche delle multe. La svolta vera e propria non c’è stata, la fiducia degli utenti va ancora pienamente conquistata dopo lo scandalo Cambridge Analytica. E proprio il grande scandalo scoperto nel 2017 ha tenuto banco anche nel corso del 2019, perché le multe, quelle che infatti avevamo previsto, ci sono state. La prima, in ordine di tempo, è stata quella del Garante della Privacy che a fine giugno ha multato Facebook proprio per lo scandalo Cambridge Analytica. Per lo stesso scandalo, due settimane dopo è arrivata anche la multa della FTC negli Usa: 5 miliardi di dollari, frutto di un accordo tra le parti. Da quel momento il colosso di Mark Zuckerberg ha ripreso quota. Nonostante le tante novità che Facebook ha introdotto durante l’anno, resta ancora quella terribile macchia.

    tech digital 2019 franzrusso.it getty images

    Apple e iPhone

    Effettivamente il 2019 è stato l’anno dell’aggiornamento per il dispositivo lanciato nel 2007 da Steve Jobs. E’ arrivato anche il nuovo modello con tre fotocamere, solo che la concorrenza è sempre più fitta e nei 12 mesi appena passati hanno pesato anche per il colosso di Cupertino la guerra di dazi tra Cina e Usa voluta da Donal Trump. Pare che si apra qualche spiraglio, ma è stato un anno difficile.

    Il 2019 e il 5G

    Durante l’anno si è parlato molto di 5G, noi stessi abbiamo fatto visita a Huawei per conoscere la tecnologia più da vicino, ma non è stato il 2019 l’anno della grande diffusione, a differenza di quello che si pensava. Lo sarà molto probabilmente, anzi sicuramente, il 2020, e allora sì che sarà una vera svolta. Il Mobility Report di Ericcson prevede già che ntro i prossimi 5 anni saranno 2,6 miliardi gli abbonamenti al 5G, con un aumento del traffico mobile per utente che arriverà ad essere di 24 Gb al mese, gli attuali sono 7,2 Gb al mese. Un esempio che spiega come cambierà l’esperienza lato utente.

    Ericsson Mobility Report, saranno 2.6 miliardi gli abbonamenti al 5G entro il 2025

    Il gaming e la realtà aumentata

    Gli appassionati di videogame e di Realtà Aumentata non si saranno fatti scappare l’occasione di vivere un’esperienza aumentata con il nuovo Harry Potter: Wizards Unite, il gioco che Niantic, la società che aveva lanciato nel 2016 Pokemon Go, ha lanciato nel 2019 sperando di ripetere e superare l’esperienza di tre anni prima. Fatto sta che non è andata proprio così.

    Nel senso che, pur classificandosi come il secondo gioco in realtà aumentata più scaricato, dopo proprio Pokemon Go, non è riuscito a superare l’illustre predecessore della casa. Infatti, nel primo giorno di lancio il gioco ha fatto registrare 400 mila download e un incasso pari a 300.000 dollari in acquisti in-game negli Usa e in Uk; a fine luglio poi erano 15 milioni i download e 12 milioni di dollari a livello globale. Ma tutto questo non è bastato a superare Pokemon Go che fece registrare, nel 2016, 182 milioni di download e 300 milioni di dollari in acquisti.

    La Realtà Aumentata ancora stenta a decollare come dovrebbe, in maniera più diffusa. Se i videogame stentano ecco che anche il fenomeno in generale ne risente. Vedremo cosa succederà il prossimo anno.

    Il fenomeno “Amazon Go” nel 2019

    Il fenomeno dei negozi senza cassa, sul modello di Amazon che con la sua tecnologia ha dato vita alla “Just Walk Out Shopping“, ha continuato ad espandersi nel 2019, ma non come forse si credeva. La società di Jeff Bezos ha continuato ad aprire altri negozi, una quindicina in tutto, negli Usa, anche se solo nei grandi centri, ma molto meno dei 56 negozi previsti, e saranno ancora meno rispetto ai 155 previsti entro il 2020. Un rallentamento vistoso che potrebbe essere spiegato con il fatto che si tratta di una tecnologia ancora troppo costosa e che comporta più implicazioni del previsto.

    Ma, durante l’anno, il fenomeno ha finito per influenzare alcuni diretti competitor di Amazon, come Tesco in Uk, Carrefour in Francia e anche Conad in Italia che nel frattempo ha acquisito Auchan. Il gruppo di Bologna ha iniziato il suo test a Sassari per poi estenderlo in due negozi in Toscana, a Santo Stefano Magra e Madonna dell’Acqua a Pisa. Siamo ancora agli inizi, ma certamente si tratta di un fenomeno che stenta proprio a decollare.

    Auto a guida autonoma, bisognerà attendere ancora

    Eppure nel 2016 si diceva che entro il 2020 sarebbero state 10 milioni le auto a guida autonoma in circolazione sulle strade, ma evidentemente non è così e il 2019, da questo punto di vista, non ha segnato nessun dato in particolare. Le difficoltà riscontrate fino ad oggi sono state tante. Prima fra tutte quella legata all’omologazione di auto senza guidatore in un contesto di auto con guidatore, come è allo stato attuale. Non sono mancate le polemiche e non sono mancati, purtroppo, i morti sulle strade. I grandi costruttori di auto hanno rallentato vistosamente e i pochi che ancora proseguono su questa strada hanno compreso che l’unico modo è collaborare con altre aziende, spesso startup, per provare a realizzare una modello di auto a guida autonoma che possa davvero realizzarsi in maniera concreta. E non sarà certo il 2020 l’anno in cui vedremo l’esplosione della guida autonoma. Ci vorrà ancora un po’ di tempo.

    Lo streaming nel 2019 è cambiato molto

    L’arrivo nel 2019 di Disney+, come previsto, ha in effetti acceso un mercato che, a differenza di altri, è in grande fermento. Per un bel po’ di tempo ci eravamo abituati ad un mercato a guida Netflix, poi l’arrivo di Prime Video, di Amazon, ha un po’ aperto il mercato, e, infine, l’arrivo di altri grandi player ha dimostrato che il mercato è in gran movimento. Nel 2019 non è approdata solo Disney ma anche Apple ha provveduto a lanciare la sua Apple TV +, arrivata a novembre anche in Italia, con prezzi decisamente concorrenziali, così come l’offerta. Il 2020 forse evidenzierà una certa maturazione del mercato, dove vincerà chi saprà coniugare migliore offerta al prezzo giusto. E la Tv tradizionale, per come l’abbiamo sempre conosciuta, non resterà certo a guardare.

    Gli italiani scelgono sempre più la TV in streaming

    2019, l’anno dell’Intelligenza Artificiale tra le nuvole

    Come anticipato, l’anno che sta per concludersi è stato l’anno dell’Intelligenza Artificiale tra le nuvole, nel senso che ormai tutti i progetti di Artificial Intelligence sono sempre più integrati al Cloud Computing. Non solo i dati sono disponibili in Cloud, ma tutte quelle normali funzionalità che di solito vengono espletate con macchine fisiche. Aumenta l’utilizzo di queste macchine, in quanto per avvedervi è sufficiente un browser per avere accesso a tutte le funzionalità in Cloud, di conseguenza aumentano i dati. Da qui l’esigenza di implementare l’Intelligenza Artificiale proprio per una migliore gestione delle funzionalità e dei dati. Nel 2019 aziende come Amazon, Google, Microsoft ha sempre di più sviluppato nuovi progetti.

    Anche il 2019 è stato l’anno di Fortnite

    Così come il 2018, anche il 2019 è stato certamente l’anno di Fortnite. In particolare, il 13 ottobre è stato il giorno in cui 250 milioni di persone sono state letteralmente stregate dal Buco Nero che ha risucchiato Fortnite 1 per poi dare vita a Fortnite 2. Al momento non vi sono però competitor che riescano a tenere testa al fenomeno della Epic Games, che nel frattempo vede lievitare la sua valutazione arrivata a 15 miliardi di dollari, ed è probabile che il 2020 potrà essere un anno con qualceh novità in più.

    2019, l’anno degli smartwatch

    Onestamente, qualche anno fa, nessuno avrebbe scommesso su una completa esplosione del mercato degli oggetti indossabili. E il 2019 è stato proprio l’anno in cui il mercato è esploso e in particolare è esploso il fenomeno degli smartwatch. Secondo i dati IDC, rispetto al terzo trimestre del 2019, nello stesso periodo del 2019 il mercato è cresciuto del 65%. E le aziende cinesi come Xiaomi e Huawei, prima e terza sul mercato, hanno guidato questa crescita. Al secondo posto si piazza Apple. A seguire Fitbit, acquisita proprio di recente da Google, e poi Samsung. E Google potrebbe recuperare su un mercato in cui non ha particolarmente ben figurato proprio grazie a questa acquisizione, riuscendo a competere con i grandi player cinesi a suon di dati sanitari. E si completerebbe, anche in questo conteso, la contrapposizione Cina vs Usa che ha caratterizzato, per via dei dazi sul mercato voluti da Donald Trump, il 2019.

    Google acquista Fitbit per 7,3 miliardi di dollari ed entra nel settore wearable

    Smartphone pieghevoli, sarà per il 2020

    I foldable phone sono realtà certo, ma non si sono imposti come fenomeno di massa nel 2019. Samsung, Huawei e Motorola (Lenovo) sono ormai pronte per i loro smartphone pieghevoli, i prezzi sono molto vicini ai 2 mila euro, che forse vedranno una loro affermazione nel 2020, non nel 2019 come si sperava. Le condizioni di mercato per la verità non erano particolarmente indicate, per tanti motivi. Prima tra tutti il prezzo dei dispositivi e poi era necessario capire se il mercato degli smartphone, che nel 2018 aveva chiuso in calo, fosse pronto. E infatti, non era pronto. Vedremo se sarà così il prossimo anno.

    Ecco, questa era il nostro resoconto rispetto a quello che erano state anche le nostre previsioni tech e digital sulle novità che avrebbero dovuto caratterizzare il 2019 che a giorni saluteremo definitivamente.

    Qualcosa ha funzionate e qualcosa no. Vuol dire che le tecnologie hanno bisogno di più tempo di propagarsi, proprio perché i mercati sono sempre più maturi. E anche perché le implicazioni che queste novità comportano sono sempre più estese, a differenza di quello che si è soliti pensare, dipingendo una realtà forse troppo spinta in avanti che poi così, nei fatti concreti, non è.

  • TikTok, nel 2019 in Italia caricati 236 video al minuto

    TikTok, nel 2019 in Italia caricati 236 video al minuto

    Il 2019 è stato l’anno di TikTok, senza dubbio, e l’app ha riscosso molto successo anche nel nostro paese. Gli italiani si sono cimentati con un altro tipo di creatività e hanno condiviso ben 236 video al minuto. Ecco Trend, video e creator che hanno caratterizzato il 2019 di TikTok in Italia.

    Avevamo già parlato di TikTok e del suo primo anno di successo in Italia, mentre invece adesso scopriamo qualcosa in più facendo il classico resoconto di fine anno, giusto per non farci mancare nulla.

    Il primo dato che colpisce, e che ci offre la dimensione del successo dell’app del momento anche nel nostro paese, è quello che riguarda i ben 236 video al minuto caricati dagli utenti italiani durante questo anno che sta per concludersi, a base di danze, meme, creatività, video virali e celebrità. Agli italiani piace TikTok, non vi è dubbio. Le ore più creative per gli italiani? La pausa pranzo, dalle 12:30 alle 14:00, e la sera dopo le 20:00.

    Questa nuova passione degli utenti italiani di raccontarsi e fari conoscere in una veste molto creativa,  è passata attraverso la commedia, il beauty, il fashion, il mondo degli animali, la natura, i viaggi, lo sport, il food, l’arte e l’education. Tutto questo fatto con molta creatività, ma anche molto senso dell’umorismo, dell’ironia che agli italiani di certo non manca.

    Come molti di voi già molti sapranno, perché utilizzano già l’app, le “challenge” rappresentano la modalità attraverso la quale è possibile personalizzare il flusso di condivisione dei contenuti, con video a tema, una modalità che si presta molto per le aziende. Una challenge che merita una menzione speciale è #nowlookatme, la challenge globale in cui si mostra in modo spettacolare un cambio d’abito, altre sono nati proprio in Italia per poi diventare trend in tutto il mondo, come la hit “Senza Filtro” di Loomy o il trend #carote. E proprio il settore musicale è quello che ha visto la nascita di alcuni dei talenti più apprezzati di quest’anno tra cui Vago con la canzone “Io e Lei”, Random con “Chiasso” o Dandy Turner con “Troppi Sguardi”.

    tiktok italia 2019

    TikTok è l’app che sta riscuotendo molto successo specialmente tra gli utenti che appartengono alla Generazione Y o ai Millennals e tra i creator più amati che sono nati proprio sull’app troviamo Gabriele Vagnato, Cecilia Cantarano, e Daniele Davì ma non mancano i creator che parlano alle famiglie, come Vanessa Padovani, o quelli che realizzano i propri video con l’aiuto dei nonni, tra cui spicca Botteo, a conferma del fatto che sulla piattaforma chiunque può lasciare libera la creatività, esprimere il proprio talento e divertirsi ma anche e soprattutto trovare messaggi positivi come l’inclusione e l’accettazione di sé. Molte sono infatti state le campagne sociali promosse su TikTok tra cui ricordiamo le challenge #SaveOurOceans, #TheRealChallenge e #ForClimate.

    Nata nel 2017, anno in cui acquisisce Musical.ly, l’applicazione viene lanciata in tutto il mondo nel 2018 come TikTok, nome con cui è conosciuta e presente oggi in oltre 150 Paesi e tradotta in ben 75 lingue, e con il quale è diventata la piattaforma di intrattenimento e la destinazione preferita per la creazione e fruizione di brevi video direttamente dal proprio smartphone. La mission di TikTok è quella di ispirare la creatività e portare allegria, incoraggiando gli utenti a condividere le proprie passioni e momenti della loro vita reale attraverso video di 15 secondi e offrendo un Feed video personalizzato su ciò che gli utenti guardano, apprezzano e condividono.

    TikTok ha sviluppato nel corso di quest’anno una serie di risorse, policy e linee guida per la community per promuovere un ambiente positivo, invitando i propri utenti a rispettarle e utilizzarle. Per fornire ulteriore e continuo supporto ai creator della community è stato inoltre creato il Centro Sicurezza, sezione dedicata del sito e app che include numerose misure, strumenti di controllo e impostazioni di privacy che TikTok ha messo a punto specificamente per proteggere gli utenti da un uso improprio.

    Ma ecco il 2019 di TikTok in Italia. Questa la Top 10 dei video:

    1. [Comicità: Il sensore di parcheggio “umano] https://www.tiktok.com/@fabiolatte/video/6735044780063001861?enter_from=h5_
    2. [Comicità: la fidanzata virtuale] https://www.tiktok.com/@lapresatwins/video/6756639060325944582?enter_from=h5_m
    3. [Comicità: l’interpretazione comica del trend #iosonogiorgia] https://www.tiktok.com/@manuelspadea/video/6755809621920795909?enter_from=h5_m
    4. [Creatività & Glam: la giacca con la “presa d’aria”] https://www.tiktok.com/@not.your.alex/video/6753210616137272581?enter_from=h5_m
    5. [Cibo: gli gnocchi della nonna sono sempre i più buoni] https://www.tiktok.com/@chiaraclemot/video/6762846587728235782?enter_from=h5_m
    6. [Cibo: l’intepretazione stellare del trend #carote da chef Barbieri] https://www.tiktok.com/@bruno.barbieri/video/6742786385335422213
    7. [Celebrity: Chiara Ferragni si prepara per il red carpet] https://www.tiktok.com/@chiaraferragni/video/6761093091836382470?enter_from=h5_m
    8. [Animali: il citofono a quattro zampe] https://www.tiktok.com/@thelifeofyoda_/video/6760906472739048709?enter_from=h5_m
    9. [Animali: gatti e coccole] https://www.tiktok.com/@lyothecat/video/6749655661275073797?enter_from=h5_m
    10. [Cause sociali: puliamo il Pianeta] https://www.tiktok.com/@sespo/video/6729871045483891974

    tiktok italia 2019

    Questi sono i 5 Top Trend, questi i più popolari:

    1. #nowlookatme – la sfida basata sul cambio d’abito sulle note della hit “Absolutely Anything” di CG5 con 746 milioni di visualizzazioni
    2. #senzafiltro – la hit estiva Made in Italy di Loomy con 1.7 milioni di video caricati in tutto il mondo
    3. #solocarote e #carote – che ha fatto scoppiare nel mese di settembre una vera e propria “febbre da carote” con oltre 2.5 milioni di visualizzazioni
    4. #iosonogiorgia – il meme che ha ispirato la vena ironica dei TikToker italiani con migliaia di video pubblicati
    5. #forclimate e #salvailpianeta – le sfide che hanno mosso tantissimi giovani in tutto il mondo, animati dalla voglia di far sentire la propria voce per tutelare il Pianeta

    Questi i 5 Top Filtri più usati nel 2019 in Italia su TikTok:

    1. Senza Filtro per la naturalezza
    2. Double Split Screen per la dicotomia colore/bianco e nero
    3. 9 schermi per la moltiplicazione degli schermi
    4. Selfie_cavolo tra gli effetti speciali
    5. Italianodocquiz e Roulettemusicale tra le proposte interattive

    Questi la Top 10 dei Creator italiani per categoria:

    1.     Jessica Brugali 6.     Sespo
    2.     Rosalba 7.     Maryna
    3.     Gabriele Vagnato 8.     Elena Rossi
    4.     Daniele Davì 9.     Cecilia Cantarano
    5.     Vincenzo Tedesco 10.     Simone Vandelli

    Guardando invece al mondo delle celeb italiane e dei personaggi famosi troviamo:

    1.     Fiorello 6.     Fabio Rovazzi
    2.     Michelle Hunziker 7.     Chiara Ferragni
    3.     Aurora Ramazzotti 8.     Chef Barbieri
    4.     Marco Montemagno 9.     Elisabetta Canalis
    5.     Barbara D’Urso 10.  Paulo Dybala

     

    Su scala internazionale, tra le star più attive su TikTok più seguite in Italia figurano:

    1.     Will Smith 6.     Selena Gomez
    2.     Miley Cyrus 7.     Arnold Schwarzenegger
    3.     Dwayne “The Rock” Johnson 8.     Steve Harvey
    4.     Howie Mandel 9.     Post Malone
    5.     Terry Crews 10.  Shawn Johnson

    Questa invece la Top 5 della Musica

    1. Vago con “Io e Lei”
    2. Random con “Chiasso”
    3. Dandy Turner con “Troppi Sguardi”
    4. NDG con “Panamera”
    5. Ludwig con “Weekend”

    Non sono poi mancate le challenge musicali tra cui quelle che hanno generato il maggior numero di video:

    1. #doveequando di Benji e Fede
    2. #tijuanachallenge di Emis Killa
    3. #ognigiornoweekend di Ludwig
    4. #tivoglioberev di Lemandorle
    5. #thinkabout di Andrea Damante

    Le canzoni italiane più utilizzate come colonna sonora dei video dei creator sono state:

    1. “Io e Lei” di Vago
    2. “Chiasso” di Random
    3. “Uno Squillo” di Capo Plaza
    4. “Mancavi Tu” di Peppe Soks
    5. “Soldi” di Mahmood

    Quelle internazionali più usate in Italia sono invece:

    1. “Pookie” di Aya Nakamura feat. Capo Plaza
    2. “Pump It Up!” di Danzel
    3. “Wannabe” di Why Mona
    4. “Can We Kiss Forever?” di Kina
    5. “Love Songs” di Kaash Paige

    Ecco, con questo abbiamo visto per intero il resoconto di TikTok in Italia nel 2019 e siamo sicuri che per l’app il 2020 sarà un anno importante dove le dinamiche di influencer marketing saranno sempre più presenti. Noi saremo qui a raccontarvelo.

  • Instagram, l’Intelligenza Artificiale per individuare le didascalie offensive

    Instagram, l’Intelligenza Artificiale per individuare le didascalie offensive

    Instagram ha annunciato che da oggi verrà introdotta una nuova funzionalità che impedirà la pubblicazione di didascalie, su foto o video, offensive. La funzionalità, che si basa su Intelligenza Artificiale, viene rilasciata in alcuni paesi “selezionati”, nei prossimi mesi verrà rilasciata a livello globale.

    Instagram continua il suo sforzo nel cercare di rendere la piattaforma più pulita e rispettosa di tutti. Uno sforzo che può fare solo bene ad una piattaforma che su questo punto ha molto da lavorare. La società oggi proprietà di Facebook ha annunciato che da oggi verrà rilasciata una nuova funzionalità che impedirà la pubblicazione di didascalie, su foto o video, che risultano essere offensive. Nel momento in cui un utente dovesse un contenuto che offende altre persone o una categoria di persone, il sistema, attraverso strumenti che si basano su Intelligenza Artificiale, interviene bloccando la pubblicazione e facendo comparire una notifica in cui comparirà una scritta simile “sembra simile ad altre che sono state bloccate”.

    Instagram didascalie offensive

    Il messaggio che compare sarà quindi un incoraggiamento per l’utente a modificare la sua didascalia per evitare di non vederla pubblicata, anche se nelle opzioni compare anche “condividila comunque”. Un modo per indurre gli utenti a riflettere bene prima di scrivere per evitare che sulla piattaforma i contenuti offensivi e violenti possano celarsi anche dietro la descrizione di una foto o di un video. Un modo per spingere gli utenti ad usare la piattaforma in modo più responsabile.

    Ancora una volta Instagram prende una posizione netta riguardo al bullismo online, una posizione necessaria per il fatto che sono sempre più i giovani che usano la piattaforma.

    instagram didascalie offensive

    Questa funzionalità segue quella che è stata lanciata lo scorso mese di luglio a proposito dei commenti. Il meccanismo e la struttura basata su Intelligenza Artificiale è infatti simile. E poi a ottobre è stata rilasciata la possibilità di segnalare i commenti offensivi e di “oscurare” gli utenti, una modalità molto simile al “Silenzia” che è a disposizione su Twitter.

    Ed è proprio l’esperienza fatta con i commenti che Instagram ha deciso di estendere la funzionalità anche sulle didascalie. Il rilascio per ora riguarda solo alcuni paesi “selezionati”, Instagram non specifica quali siano, ma nei prossimi mesi verrà rilasciata per tutti a livello globale.

  • Cos’è Bluesky e cosa vuole fare Twitter per il futuro dei social media

    Cos’è Bluesky e cosa vuole fare Twitter per il futuro dei social media

    Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha annunciato nei giorni scorsi l’avvio, e il finanziamento, di un progetto chiamato Bluesky che avrà il compito di realizzare un piattaforma “libera e decentralizzata”. L’idea è quindi quella di trasformare Twitter in un protocollo, simile a Mastodon che esiste già dal 2016.

    Sarà stato il viaggio in Africa a stimolarlo oppure l’idea di fare qualcosa che abbracciasse la blockchain. Sta di fatto che Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha espresso, qualche giorno fa, in una serie di tweet, quella che è la sua idea sul futuro della piattaforma. E cioè, trasformarla in un protocollo. Nel suo annuncio, e ragionamento, Dorsey fa riferimento al progetto Bluesky, un progetto che si basa sull’idea di una piattaforma “libera e decentralizzata”, che Twitter sta finanziando direttamente e che dovrebbe essere, al momento, composto da cinque persone. Ovviamente diventeranno di più se le cose proseguiranno.

    Ma perché Twitter dovrebbe mettere su un progetto come Bluesky? Qual è il fine?

    twitter bluesky social media protocollo

    Innanzi tutto, come già detto in altre occasioni, ci troviamo di fronte al periodo in cui, forse, bisognerebbe ripensare i social media per come li conosciamo e usiamo oggi. Il pensiero di Dorsey, per altro molto condivisibile, è quello di creare una piattaforma libera e decentralizzata, quindi indipendente, per permettere a chiunque di usare i social media come protocollo, come strumenti che ognuno di noi può usare liberamente. Per rendere l’idea in maniera più esplicita, Twitter diventerebbe una sorta di protocollo simile all’e-mail. Per inviare un tweet non ci sarà più bisogno di avere l’app, ma basterà un client con cui creerò il mio account (@handle) e poi gestirò i messaggi, quelli ricevuti e inviati, come avviene con la posta elettronica.

    Ma il pensiero di Dorsey forse guarda più in direzione della blockchain, suo pallino ormai da un po’ di tempo, si è parlato molto di una eventuale moneta elettronica legata a Twitter e anche legata a Square, l’altra sua società di pagamenti elettronici.

    Al momento si tratta solo di una idea, il progetto è stato appena lanciato e si prevede che possa servire anche degli anni per arrivare ad una forma di piattaforma che diventa, quindi un protocollo.

    Nella lunga serie di tweet, Dorsey spiega che questa strada potrebbe essere quella che permetterebbe una gestione più diretta, senza ritrovarsi, come accade adesso, invasi da fake news, contenuti di odio e di violenza, bot di ogni tipo. Ed è proprio questo il punto per cui, forse, è arrivato il momento di ripensare i social media per come li abbiamo conosciuti finora.

    Se questa idea dovesse prendere piede, anche Facebook potrebbe diventare un protocollo, anzi di più. Si potrebbe avere un client che mi permetterebbe di scegliere se inviare un tweet o un post su Facebook, o altro ancora. Una comunicazione quindi del tutto scollegata dalla piattaforma.

    Ecco a questo mira Jack Dorsey.

    Ma, attenzione, perché siamo sicuri che anche a voi che siete arrivati fin qui, non sarà sfuggita, come hanno già fatto notare in tanti, che questa idea in realtà già esiste e si chiama Mastodon. Del resto, quando Twitter era in piena crisi, si parlò già qualche anno fa di trasformarla in qualcosa che somigliasse a quel modo di fare social media. E infatti Mastodon, il cui fondatore è Eugen Rochko, non ha perso l’occasione di rispondere direttamente a Dorsey, sottolineando come l’intento di Twitter sia quello di “costruire un protocollo che riesca a controllare, come fa Google con Android“. In pratica Twitter creerebbe un suo protocollo per raccogliere dati sugli utenti, questa è la risposta di Mastodon.

    Certo, Dorsey conosce bene Mastodon, solo che, al di là di quelle che possono essere le critiche, e anche in assenza di altri dettagli, ha posto al centro un problema e indicato una sorta di via d’uscita. Perché, al di là di quelli che possono essere gli sforzi, apprezzabili, per contrastare fake news, bot, contenuti d’odio e via discorrendo, il problema difficilmente verrà risolto alla radice. E Jack Dorsey lo ha ammesso pubblicamente.

    Per il momento, ci fermiamo qui, in attesa di capire quali saranno i prossimi passaggi e i dettagli di tutta questa operazione che ci vede tutti molto interessati e tutti coinvolti. E ci sembrava utile mettere in evidenza qualche punto, senza entrare per forza in tecnicismi poco comprensibili al momento, per cercare di capire di cosa si sta parlando. Sperando di aver fatto cosa utile per tutti voi.

    E, se volete, fateci sapere cosa ne pensate.

  • Il 2019 su Google in Italia: Nadia Toffa e Notre Dame tra le parole emergenti

    Il 2019 su Google in Italia: Nadia Toffa e Notre Dame tra le parole emergenti

    E’ arrivato il momento di scoprire “Un anno di ricerche su Google”, il resoconto che il motore di ricerca fa alla fine di ogni anno. Il 2019 in Italia è stato caratterizzato dal ricordo di Nadia Toffa. Per la categoria “Come fare…?” emerge “Domanda navigator”.

    E’ arrivato il momento anche per Google, dopo aver visto quello di Twitter, di fare un po’ il punto conclusivo di questo anno per il colosso di Mountain View con “Un anno di ricerche su Google“. Un momento che è quasi diventato una tradizione ormai che, per certi versi, ci offre uno spaccato di come ci siamo comportati su Google, perché da quello che cerchiamo forse trasmettiamo anche quello che siamo. Potrebbe essere una forzatura, ma a vedere bene i risultati forse non lo è del tutto.

    Così come lo avevamo notato anche su Twitter, anche su Google il ricordo di Nadia Toffa ha caratterizzato tutte le ricerche fatte sul motore in questo 2019. Infatti, Nadia Toffa figura come Personaggio emergente e anche come Parole emergenti. Da segnalare, sempre in quest’ultima categoria, “Notre Dame“, a ricordarci del tragico incendio che il 15 aprile scorso ha colpito la Cattedrale di Parigi.

    un anno ricerche google 2019 franz russo

    Ma prima ancora di addentrarci e vedere tutte le categorie, classifica per classifica, ci ha incuriosito quella su “Come fare…?” dove, tra le parole più ricercate, troviamo “Domanda navigator“. Infatti, nel 2019 si è tenuto il mega concorso per selezionare i navigator, 3 mila in tutta Italia, da avviare come sostegno a tutti coloro che hanno diritto al reddito di cittadinanza per cercare un nuovo lavoro.

    E curiosa anche la categoria dei “Perché“. Qui troviamo “perché è caduto il governo”, “perché si chiamano sardine”, “perché la Turchia attacca i curdi”, “perché c’è la guerra in Siria” e “perché il Mose non funziona”; passando per le curiosità storiche con il “perché non siamo più tornati sulla Luna” e il ricorrente “perché si festeggia ferragosto”.

    Dopo i “Perché“, incuriosiscono anche “Cosa significa”. E qui abbiamo cercato in relazione a luoghi turistici, come “Macchu Picchu” e Hollywood, nei tormentoni estivi, nell’attualità economico-politica, con la “Flat Tax” e “Cuneo Fiscale”, e, anche, un pò nel gossip.

    Ed è sul “Fai-da-te” che diamo il massimo. Al vertice troviamo “Gnomi di Natale“, utile da fare proprio in questo periodo, poi “Costumi di Carnevale“, “Maschera Viso“.

    Infine, per chiudere con queste categorie, trovate tutte le altre, per ogni paese, qui non possono mancare le ricette. Almeno una volta chiunque ha consultato Google per avere una ricetta da fare in casa, per qualsiasi occasione. Ecco, la ricetta più ricercata nel 2019 su Google è quella della “Pastiera napoletana”, classico dolce pasquale della tradizione, seguita dalla rietta del “Tiramisù” e poi quella delle “Lenticchie”.

    E voi cosa siete soliti cercare su Google?

    Parole emergenti

    • Nadia Toffa
    • Notre Dame
    • Sanremo
    • Elezioni europee
    • Luke Perry
    • Governo
    • Joker
    • Mia Martini
    • Mahmood
    • Thanos

    Personaggi emergenti

    • Nadia Toffa
    • Luke Perry
    • Mia Martini
    • Mahmood
    • Mauro Icardi
    • Cameron Boyce
    • Matthijs De Ligt
    • Achille Lauro
    • Emma Marrone
    • Patty Pravo

    Come fare…?

    • Domanda navigator
    • Cubo di Rubik
    • Valigia
    • Nodo alla cravatta
    • Passaporto
    • Boccoli
    • Testo argomentativo
    • Fattura elettronica
    • Aereo di carta
    • Chignon

    Ricette

    • Pastiera napoletana
    • Tiramisu
    • Lenticchie
    • Colomba pasquale
    • Chiacchiere
    • Pancake
    • Tortano napoletano
    • Nocino
    • Brasato
    • Crepes dolci
  • Twitter 2019: un anno tra sport, politica e notizie

    Twitter 2019: un anno tra sport, politica e notizie

    Si avvicina sempre più la fine dell’anno e comincia il periodo dei resoconti. E vediamo quello che è successo su Twitter in questo 2019 coi tweet, hashtag e argomenti più condivisi durante l’anno.

    La fine del 2019 si avvicina e per Twitter è il momento di fare un bel resoconto di tutto quello che è accaduto sulla piattaforma. Prima di passare a vedere i tweet, gli hashtag e gli argomenti più condivisi sulla piattaforma, è il caso di dire che per Twitter questo che sta per concludersi può dirsi un buon anno. Il 2019 per Twitter è stato l’anno della presa di coscienza che la piattaforma aveva bisogno di un rilancio e così è stato. La società guidata da Jack Dorsey ha iniziato a lavorare su come migliorare la piattaforma, soprattutto dal lato delle conversazioni e della sicurezza, rilasciando, nel corso dei mesi, diverse funzionalità che andavano proprio in questa direzione. Non ci resta quindi che vedere il lavoro di test fatta sull’app beta, con nuove migliorie, che dovrebbe fare il suo debutto proprio nei primi mesi del 2020.

    Allora, in attesa di quel che sarà, vediamo quel che è stato di Twitter nel 2019, nel mondo e in Italia.

    In assoluto, questo è stato il tweet più condiviso dell’anno, lo ricordate?

    A seguire questo dei BTS:

    Un anno su Twitter in Italia 2019

    In Italia il tweet più condiviso è stato quello de Le Iene dello scorso agosto per la scomparsa di Nadia Toffa, condiviso oltre 60 mila volte.

    Segue lo stesso tweet dei BTS che vediamo in alto e poi questo di Harry Styles:

    Il tweet del ministro Bellanova è quello che, dopo il tweet de Le Iene, colleziona il maggior numero di Like, con #vestocomevoglio:

    Segue in quarta posizione la campionessa ​Federica Pellegrini​, che con questo tweet ringrazia i messaggi degli utenti in occasione della sua vittoria della medaglia d’oro nei 200 stile libero nei Mondiali di Nuoto a Gwangju in Corea del Sud.

    Invece, questo di Laura Pausini, è il tweet più ritwittato con la funzione “retwitta con commento”. La cantante ha risposto infatti ad un utente che la critica per non essere meritevole di essere conosciuta all’estero, facendo il pieno di retweet.

    Questi gli hashtag più usati in Italia nel 2019:

    twitter hashtag italia 2019

    Tre le categorie più contrassegnate da hashtag su Twitter: ​politica, intrattenimento e sport. Per la politica è ​Salvini il personaggio in cima alla classifica, seguito dal movimento nato su Twitter ​#Facciamorete.

    #Amici18 ​è invece il primo hashtag nella classifica intrattenimento, seguito dalla band KPOP ​BTS​, ​Sanremo2019​, ​Skamitalia​ e ​Jimin​ (membro della band BTS).

    Infine, per la classifica sport, la Juventus è in primo posto in classifica, seguito da Milan e Inter. La ​Formula 1 ​si inserisce in classifica in quarta posizione e chiude il ranking il motto della Juventus ​#finoallafine​.

    E poi, questi sono i profili più menzionati su Twitter
    ​Salvini anche in questo caso è in prima posizione, seguito di nuovo dalla band ​BTS​. Seguono in classifica altri personaggi politici: ​Matteo Renzi, Giorgia Meloni e Carlo Calenda:

    1. @Matteosalvinimi
    2. @BTS_twt
    3. @MatteoRenzi
    4. @giorgiameloni
    5. @carlocalenda

    Un anno su Twitter nel mondo nel 2019

    A livello globale, un anno su Twitter nel mondo è stato caratterizzato dalle serie TV, su tutte la più discussa è stata proprio Game Of Thrones che nel 2019 ha totalizzato oltre 100 milioni di tweet. A seguire un’altra serie TV che conta milioni di appassionati in tutto il mondo come Stranger Things. Sul podio anche The Simpsons, mentre resta fuori dalla vetta La Casa de Papel, di cui certamente si parlerà anche nel 2020 in vista della nuova serie di episodi.

    Tra i film più discussi a 280 caratteri nel 2019, in prima posizione troviamo The Avenger: the endgame, poi Toy Story 4 e Joker, il film con Joaquin Phoenix che ha riscosso ovunque molto successo.

    Tra gli attori più discussi al primo posto, a livello globale, troviamo Tom Holland, stella nascente del cinema noto per aver preso parte in “The Avenger: the endgame”; in seconda posizione troviamo “Capitan America” Chris Evans e poi, in terza, Zendaya, conosciuta dal popolo amante delle serie Disney che ha intrapreso anche una carriera da cantante solista.

    twitter anno 2019 attori

    Ma Twitter è anche una piattaforma dove si discute, e molto anche, di musica. E non sorprende che tra i cantanti più discussi sulla piattaforma, a livello globale, ci siano proprio i BTS, molto conosciuti anche in Italia, con un account da oltre 23 milioni di followers. A seguire Ariana Grande e Drake.

    twitter anno 2019 cantanti

    Twitter nel 2019 si caratterizza anche per essere una piattaforma perfetta per condividere notizie e informazioni che riguardano tutti gli sport. E non è un caso che sia il Barcellona, seguito dal Real Madrid, la squadra più discussa a 280 caratteri, così come non è un caso che sia Neymar lo sportivo più discusso. Megan Rapinoe, capitano della nazionale statunitense di calcio che ha trionfato in Francia ai Mondiali di Calcio femminili, è l’atleta femminile più discussa durante l’anno.

    twitter anno 2019 atlete

    twitter anno 2019 atleti

    twitter anno 2019 squadre

    Diamo poi un’occhiata agli hashtag, legati al mondo dello sport, che a livello globale hanno caratterizzato il 2019.:

    • #UCL (Uefa Champion’s League)
    • #RWC2019 (Rugby World Cup 2019)
    • #CWC19 (Cricket World Cup 2019)

    Tra gli hashtag, legati al mondo delle notizie, più usati a livello globale su Twitter troviamo #NotreDame, a ricordarci il tragico incendio che ha colpito la basilica nel cuore di Parigi lo scorso 15 aprile. A seguire #令和, l’inizio dell’era Reiwa (periodo di bella armonia) che ha segnato, lo scorso 1° maggio l’inizio del trono del Crisantemo del principe della corona Naruhito, figlio dell’imperatore Akihito, come 126º Imperatore del Giappone, a conferma che in Giappone Twitter è molto usato. E poi #Venezuela, legato ai fatti politici del paese sud americano che vede ancora contrapposti Maduro e Guaidò.

    twitter anno 2019 notizie

    E passando alla politica, senza alcun dubbio Donald Trump è il politico più discusso su Twitter, del resto lui della piattaforma a 280 caratteri ne fa un grande uso. A seuire, Barack Obama, ex presidente Usa, ancora molto amato. Segue poi il primo ministro indiano, Narendra Modi. Alexandra Ocasio-Cortez, che a 29 anni è diventata la donna più giovane eletta alla carica parlamentare nella storia statunitense, si piazza in quarta posizione.

    twitter anno 2019 politici

    Infine, c’è spazio per gli emoji anche su Twitter, e la faccia che ride fino alle lacrime è la più usata nel 2019.

    twitter anno 2019 emoji

     

  • Instagram inizia a chiedere la data di nascita, per la privacy, senza verifiche

    Instagram inizia a chiedere la data di nascita, per la privacy, senza verifiche

    Instagram inizierà a chiedere la data di nascita nel momento in cui si crea un nuovo account, una impostazione che va nella direzione di rendere più sicura la piattaforma per i minori. Per accedervi è necessario avere 13 anni. Inoltre, l’app di Facebook permetterà agli utenti di scegliere da chi ricevere messaggi privati e da chi ricevere inviti per discussioni di gruppo.

    Instagram inizierà da oggi a chiedere agli utenti l’età. Non sarà un modo per celebrare i compleanni come avviene su Facebook, il dato infatti resterà privato. Si tratta, invece, di una modifica della policy legata alla piattaforma con l’intento di rendere l’app un luogo sempre più sicuro per i minori e per cercare di fare in modo che i messaggi pubblicitari possano raggiungere gli utenti più in linea. Spesso Instagram è stata al centro delle critiche per aver fatto in modo che messaggi pubblicitari di alcolici o di giochi d’azzardo raggiungessero anche utenti minorenni. E con le regole ferree vigenti negli Usa (COPPA, Children’s Online Privacy Protection Act), in Uk e in Europa con il GDPR, Instagram vuole correre ai ripari. Anche se, ma è solo un’impressione, la mossa possa essere stata generata per il fatto di sentire la pressione che arriva dal successo di TikTok. E su questo avevamo dato notizia dell’esperimento avviato di recente in Brasile con Reels.

    Con la richiesta dell’età Instagram, come scrive sul blog ufficiale, vuole “evitare che minori si uniscano alla piattaforma, ci aiuterà a mantenere i giovani in un luogo più sicuro e ad offrire esperienze più adeguate“. Il dato sarà quindi personale, non sarà esposto al pubblico, ma sarà visibile solo dalla propria area all’interno dell’app. Nel caso in cui l’utente abbia collegato Instagram a Facebook, ecco che il dato sarà prelevato da lì e riportato all’interno dell’app.

    instagram richiesta età

    Ora, a fronte di tutto questo, è verrebbe da dire che Instagram avrebbe già dovuto farlo da un pezzo, c’è da aggiungere che proprio Instagram non applicherà alcuna verifica sulla data di nascita degli utenti. In pratica, si affiderà al buon senso degli utenti, sperando che dicano la verità. In pratica, è come se lo stesso tentativo di rendere il tutto più sicuro e omologato alle norme vigenti venisse allo stesso tempo annullato.

    Però, Instagram non nasconde che tutto questo possa essere gestito poi dall’Intelligenza Artificiale che potrebbe apprendere da quanto già viene condiviso sulla piattaforma attraverso messaggi di auguri pubblici e hashtag adottati ad-hoc per comprendere la data di nascita degli utenti e fare le opportune verifiche.

    Vedremo come si svilupperà questo aspetto, intanto pensiamo che questo possa esser positivo per la piattaforma per davvero rendere l’app un luogo più sicuro.

    instagram controlli messaggi

    Ma oltre a questo annuncio, Instagram fa sapere che permetterà agli utenti di gestire meglio i messaggi diretti sull’app. Significa che gli utenti potranno scegliere da chi ricevere i messaggi privati, una modalità molto simile a quella già vista su WhatsApp per i gruppi, scegliendo tra “Tutti” oppure “Solo le persone che segui“. Lo stesso vale per gli inviti che arrivano per prendere parte a gruppi di discussione, anche in questo caso la scelta sarà la medesima. Se si sceglie quindi la seconda modalità, cioè quella di ricevere messaggi o inviti da persone che già si seguono, allora si avrà la certezza di non ricevere più messaggi o inviti da chiunque, quindi anche quelli indesiderati.

  • Facebook, ecco uno strumento per trasferire le immagini su Google Foto

    Facebook, ecco uno strumento per trasferire le immagini su Google Foto

    Facebook annuncia di aver lanciato un nuovo strumento che permette di salvare le foto su altri servizi. Per ora la nuova funzionalità viene avviata solo in Irlanda e il primo servizio ad essere lanciato è Google Foto. Se prevede che entro la prima metà del nuovo anno questa possibilità venga estesa a tutti gli utenti.

    Facebook, con un post a firma di Steve Satterfield, direttore della privacy e delle public policy, annuncia di aver avviato il lancio, per ora solo in Irlanda (dove vi è la sede europea della società di Mark Zuckerberg), di uno strumento che permette il trasferimento delle immagini verso altri servizi esterni. Per ora si inizia con la possibilità di trasferire e salvare le immagini e le foto su Google Foto.

    Si tratta di una funzionalità che viene avviata all’interno del progetto open-source “Data Transfer Project“, un progetto avviato proprio per il trasferimento dei dati, criptato, a cui hanno preso parte, oltre a Facebook, anche Apple, Google, Microsoft, Twitter, tra gli altri. Si tratta di un progetto comune allo scopo di costruire “un quadro comune con codice open-source che permette di collegare due qualsiasi fornitori di servizi online, consentendo la portabilità dei dati tra due piattaforme senza soluzione di continuità, diretta e avviata dall’utente stesso“.

    facebook immagini google foto

    Questo strumento di trasferimento, per ora solo su Google Foto, ma molto probabilmente questa possibilità verrà estesa ad altri servizi, “si basa sul codice sviluppato attraverso la nostra partecipazione al progetto open-source Data Transfer Project” – scrive Satterfield –  “e sarà disponibile per la prima volta in Irlanda, con una disponibilità a livello globale prevista per la prima metà del 2020“.

    In pratica, Facebook dà seguito all’impegno preso con la partecipazione al progetto di condivisione. Lo strumento, per certi versi, può tornare davvero utile, specie per chi non è solito fare backup automatico su Google Foto. Ecco che questa possibilità permette di salvare foto e immagini su un servizio molto usato, come è appunto Google Foto.

    Se è vero che questo strumento può rivelarsi davvero utile, c’è una considerazione da fare.

    E’ vero che si è liberi di poter spostare i propri dati, attraverso un passaggio criptato, con password, ma, come già sappiamo, questo non significa che se l’utente salva le immagini da un’altra parte sottrae le immagini da Facebook. Le immagini e le foto spostate da Facebook verso altri servizi esterni restano sempre nelle mani della società di Menlo Park, dalle quali lo stesso social network trae quelle informazioni sugli utenti che poi si trasformano in promozioni pubblicitarie mirate per gli utenti.

    Questa ci sembrava una precisazione da fare. E voi che ne pensate?

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