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  • Facebook, prima rivincita sulla FTC e vola a Wall Street

    Facebook, prima rivincita sulla FTC e vola a Wall Street

    Facebook si è presa la sua prima rivincita sulla FTC e, subito dopo, ha spiccato il volo a Wall Street, toccando per la prima volta i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.

    Facebook si è presa la sua prima rivincita sulla FTC e, subito dopo, ha spiccato il volo a Wall Street, toccando i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. In questo modo, la società di Facebook è la quinta tech company per capitalizzazione, superando il trilione di dollari; la prima è Apple che supera i 2 mila miliardi di dollari.

    Ma cerchiamo di capire bene cosa è successo ieri e quali conseguenze su Facebook sul mercato in generale.

    Come sappiamo bene, FTC (Federal Trade Commission), ossia la autorità federale sulla concorrenza americana, aveva denunciato Facebook per monopolio, in quanto l’acquisizione di Instagram e WhatsApp poneva la società di Mark Zuckerberg in una posizione dominante sul mercato. Una vicenda questa che ha molto pesato negli Usa in termini di equilibri anche a livello politico. In aggiunta a questa denuncia, ne esisteva un’altra avanzata da 48 procuratori federali, praticamente da quasi tutti gli stati, sempre ad evidenziare l’eccessiva presenza di Facebook a danno degli altri competitor. Obiettivo era quello di dimostrare praticamente che Facebook violasse le norme sulla concorrenza e obbligare, per legge ovviamente, il colosso di Menlo Park a cedere Instagram e WhatsApp.

    facebook capitalizzazione 2021 franzrusso

    La causa mirava a dimostrare che Facebook fosse in palese violazione per aver acquisito quelli che erano potenziali competitor.

    E qui succede l’imprevedibile e il colpo di scena.

    Il giudice James E. Boasberg, giudice della Corte Federale del distretto di Columbia, ha di fatto firmato una sentenza in cui si dice chiaramente che la FTC non è riuscita a dimostrare coi fatti la violazione da parte di Facebook, dichiarando soltanto che Facebook in questo modo controlla oltre il 60% del mercato. Una dimostrazione che il giudice Boasberg ha ritenuto insufficiente. Anche perché, come è scritto nella sentenza, “questo caso non coinvolge un mercato ordinario e intuitivo“.

    Facebook e FTC, cosa dice la sentenza

    La FTC non è riuscita a dichiarare abbastanza fatti per stabilire in modo plausibile un elemento necessario di tutte le sue rivendicazioni della Sezione 2 – ossia che Facebook ha un potere monopolistico nel mercato dei servizi di Personal Social Networking (PSN)“, scrive Boasberg nella sentenza.

    La denuncia della FTC non dice quasi nulla di concreto sulla questione chiave di quanto potere Facebook aveva, e ha ancora, in un mercato del prodotto antitrust correttamente definito“, si legge nel documento. “È quasi come se l’agenzia si aspettasse che la Corte annuisse semplicemente alla dichiarazione convenzionale che Facebook è un monopolista“.

    In pratica, la FTC non è riuscita a dimostrare portando “prove concrete” a riprova della sua denuncia ed è significativa l’affermazione del giudice Boasberg quando afferma che comunque ci si riferisce ad un mercato non “ordinario”. Su questa espressione ci sarebbe molto da riflettere in quanto potrebbe significare, per le leggi sulla concorrenza Usa, che sarebbe difficile dimostrare in modo pratico una violazione sul mercato di riferimento, per società come Facebook si intende.

    Boasberg ha respinto anche la denuncia dei procuratori federali.

    C’è da dire che questo è solo un primo round a favore di Facebook, in quanto il giudice ha dato tempo fino al 29 luglio di quest’anno alla FTC per presentare una denuncia puntuale che miri a specificare meglio e in modo più concreto i fatti contestati.

    La sentenza di Boasberg sta facendo molto discutere negli Usa, proprio nel momento in cui il Congresso americano si trova a discutere diversi disegni di legge con l’obiettivo di produrre norme sull’anti-concorrenza sempre più restrittive. Nel mirino ci sono proprio le compagnie tech.

    Facebook: 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione

    facebook capitalizzazione 2021 franzrusso

    Intanto a Wall Street, Facebook ha messo in pratica la sua rivincita. Dopo la sentenza, le azioni del colosso di Menlo Park sono cresciute del 4,18%, tanto è bastato per far elevare la capitalizzazione di Facebook a oltre 1.000 miliardi di dollari, 1.008 per la precisione. Si tratta della prima volta in cui la società fondata da Mark Zuckerberg supera questo traguardo, di fatto ponendola tra le prime 5 delle compagni tech che hanno superato il trilione di dollari del valore totale delle sue azioni.

    Al primo posto troviamo la Apple con 2.249 miliardi di dollari di capitalizzazione, seguita da Microsoft con 2.023 miliardi di dollari, poi Amazon con 1.736 miliardi di dollari e, infine, Facebook.

    E pensare che Facebook aveva iniziato il suo percorso a Wall Street con una capitalizzazione di 104 miliardi di dollari nel 2012. Un colpo di arresto si era registrato nel 2018, in conseguenza dei fatti legati a Cambridge Analytica, perdendo il 19%. Ma da luglio 20218 le azioni Facebook sono cresciute del 90%.

  • Facebook, ecco la risposta a Clubhouse e lo streaming dei podcast

    Facebook, ecco la risposta a Clubhouse e lo streaming dei podcast

    A distanza di 15 mesi dal lancio Clubhouse, arriva la risposta di Facebook. Si chiama Live Audio Rooms, disponibile solo negli Usa. Al via anche lo streaming dei podcast sulla piattaforma.

    A distanza di 15 mesi dal lancio di Clubhouse, arriva anche la risposta di Facebook all’app che ha sicuramente, come già sottolineato altre volte, a dare una scrollata al panorama dei Social Media. Non che lo stesso panorama fosse fermo, ma che fosse attorcigliato su sè stesso questo sì. La chat audio ha sicuramente fatto riscoprire la voce come strumento efficace per dare vita a nuovi contenuti coinvolgenti.

    C’era molta attesa attorno alla risposta di Facebook, già in test in Taiwan, ma adesso disponibile negli Usa, e soltanto lì per ora, in attesa di raccogliere qualche dato e poi passare ad un graduale rilascio a livello globale. Una pratica già vista in altre occasioni in cui Menlo Park ha provveduto a lanciare nuovi prodotti.

    Facebook Audio Rooms

    La risposta a Clubhouse in salsa Facebook si chiama Live Audio Rooms e per ora solo alcuni utenti selezionati negli Usa, per lo più influencer (si parla comunque di personaggi pubblici e creators), e una decina di gruppi sono abilitati ad usarli attivamente solo per iOS. Gli ascoltatori possono però unirsi alle stanza audio sia da iOS che da Android.

    Facebook risposta Clubhouse podcast franzrusso intime blog

    Come detto all’inizio, Live Audio Rooms arriva a distanza di oltre un anno da Clubhouse e sette mesi dopo Twitter Spaces. Con la funzionalità audio di Twitter, la proposta di Facebook ha molte cose in comune. La prima, e forse la più impostante, è quella di essere appunto una “funzionalità” e non un’app separata dalla piattaforma centrale. Questo permetterà a Facebook quello che è già possibile fare su Twitter, ossia declinare i contenuti in diverse forme. La seconda è che anche Live Audio Rooms permette interazioni attraverso emoji e i sottotitoli, esiste un modo per attivarli. Ma vediamo meglio le caratteristiche salienti di Live Audio Rooms.

    Live Audio Rooms presenta un format molto simile a quello visto già su Clubhouse o anche su Twitter Spaces, con l’host e gli speaker che appaiono in alto e gli ascoltatori più in basso. Vero, su Twitter l’impostazione tra “palco” e “platea” non è così netta, ma grosso modo è quella. Diciamo che questa somiglia molto a quella che dovrebbe apparire nella proposta audio di LinkedIn che dovrebbe arrivare presto.

    Live Audio Rooms, fino a 50 speaker

    Gli speaker possono essere fino ad un massimo di 50, mentre non vi è alcun limite per gli ascoltatori presenti in una stanza. Gli host possono invitare gli speaker a partecipare anche un attimo prima, o addirittura durante il live, e tutti possono essere invitati nei gruppi di Facebook dove la stanza viene aperta, a meno che non si tratta di gruppi privati, a quel punto la partecipazione è limitata ai soli iscritti a quel gruppo. Tutti gli utenti riceveranno una notifica nel momento in cui un amico si è unito ad una stanza.

    facebook live audio rooms franzrusso

    Nella parte bassa della stanza di vede l’icona di una mano, che serve per chiedere di intervenire, e quella del pollice in su che da accesso alle emoji che possono essere espresse dagli utenti durante l’evento live.

    Inoltre Facebook prevede per le Live Audio Rooms che gli utenti possano inviare delle “Stelle” che possono essere acquistate per poi inviarle allo stesso modo di come si inviano le emoji. Solo che queste “Stelle” permetteranno agli utenti di avanzare fino alla “Front Row” una sezione speciale della stanza dove questi utenti saranno facilmente riconoscibili dagli utenti.

    Atra cosa molto interessante che sarà possibile fare all’interno delle Live Audio Rooms riguarda la raccolta fonti. Infatti, gli host possono individuare una organizzazione non profit e organizzare una raccolta immediatamente coinvolgendo i presenti nella stanza. Una cosa molto simile l’abbiamo sperimentata anche all’interno del nostro #SpazioTech su Twitter Spaces, in quel caso però potendo riportare all’interno dello spazio il link della organizzazione a cui chiedevamo di effettuare una donazione. Nel caso della room di Facebook si può anche verificare sempre all’interno lo stato delle donazioni.

    facebook live audio rooms franzrusso

    Lo streaming dei podcast su Facebook

    Oltre alle Live Audio Rooms, Facebook completa il ciclo per quanto riguarda i podcast. dopo aver avviato la partnership con Spotify attivando un player attraverso il quale rintracciare podcast su Facebook, ma ascoltarli sulla piattaforma di musica on demand, in questo caso l’ascolto avviene direttamente su Facebook senza più uscire verso app esterne.

    I podcaster potranno quindi pubblicare gli RSS feed degli episodi direttamente su Facebook e permettere agli utenti di ascoltarli anche mentre si naviga sul News feed, anche se il display dello smartphone si disattiva, in modalità background. Dopo l’estate dovrebbero esseri attivi anche i sottotitoli automatici.

    Insomma, Facebook dopo aver studiato a lungo Clubhouse, ricordiamo che Zuckerberg ha usato diverse volte l’app di cha audio, si appresta ad investire molto su questa modalità, permettendo agli utenti di attivare stanza audio nei gruppi in modo tale da affrontare tematiche che riguardano i temi del gruppo stesso, o anche permettendo di creare dei live show. Così come Twitter Spaces, anche le Live Audio Rooms saranno programmabili e precederanno una forma di tipping, quindi una modalità per effettuare donazioni agli host.

    Facebook Live Audio Rooms è l’ultima proposta audio di un colosso social media, dopo quella di qualche giorno fa di Spotify. Adesso non resta che attendere LinkedIn.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook lancia lo strumento per scoprire dove vaccinarsi

    Facebook lancia lo strumento per scoprire dove vaccinarsi

    Facebook lancia ha lanciato uno strumento che mostrerà “quando e dove” ci si potrà vaccinare contro il Covid-19, fornendo un link sul quale effettuare la propria prenotazione per l’appuntamento.

    Durante la pandemica da Covid-19 i social media hanno giocato un ruolo importante, e qui sul nostro blog lo abbiamo raccontato. E ora che ci troviamo nella fase che riguarda i vaccini, il ruolo degli strumenti digitali può rivelarsi ancora prezioso. E un buon esempio ce lo offre il sempre bistrattato Facebook che resta comunque la piattaforma social media che più di altre ci conosce meglio.

    E infatti, l’annuncio di oggi va segue proprio questa caratteristica.

    La piattaforma di Mark Zuckerberg, e l’annuncio lo ha dato proprio lui, ha lanciato uno strumento che mostrerà “quando e dove” ci si potrà vaccinare contro il Covid-19, fornendo, addirittura, un link sul quale effettuare la propria prenotazione per l’appuntamento.

    facebook strumento vaccinazione franzrusso.it

    Uno strumento che arriva in un momento cruciale che è quello della vaccinazione e sappiamo quanto queste tema sia molto sentito nel nostro paese, alle prese con un nuovo, parziale, lockdown a distanza di un anno e con una campagna di vaccini che stenta ancora a decollare.

    Oggi stiamo lanciando una campagna globale per aiutare a portare 50 milioni di persone un passo più vicino a ottenere i vaccini Covid-19“, ha scritto oggi Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook.

    Lo strumento verrà visualizzato dagli utenti nella sezione “Centro Informazioni COVID-19“, e lo stesso avverrà su Instagram, quella che appare nella parte alta del feed. Nato in collaborazione con il Boston Children’s Hospital, lo strumento orari, informazioni di contatto e link che sarà utile per fissare l’appuntamento per la vaccinazione. Sarà disponibile da subito in 71 lingue, ma la previsione è di estenderlo già nei prossimi giorni.

    Lo strumento disponibile anche su Instagram

    Come detto prima, lo stesso strumento comparirà anche su Instagram, con le informazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, come accade ormai dallo scorso anno, insieme a nuovi stickers che, se usate in maniera opportuna, potranno essere di aiuto e “spingere” altri a vaccinarsi.

    instagram vaccini stickers

    E si prevede anche di coinvolgere WhatsApp, l’app di messaggistica di casa Facebook, con l’utilizzo di bot che avranno come scopo di spingere gli utenti a prenotare la vaccinazione. “Più di 3 miliardi di messaggi relativi a Covid sono già stati inviati da governi, organizzazioni non profit e organizzazioni internazionali ai cittadini attraverso i chatbot ufficiali di WhatsApp, quindi questo aggiornamento aiuterà anche per quanto riguarda la fase della vaccinazione“, ha scritto Zuckerberg.

    L’obiettivo è poi quello di raccogliere questi dati derivanti dalle prenotazioni attraverso questo strumento e renderli disponibili nella sezione “Data for Good“, in modo tale che tutti coloro che operano nel mondo dell’informazione possano avere accesso ai dati stessi e raccontarne l’evoluzione.

    In un momento in cui il nostro paese fatica a partire in maniera efficace, questo strumento di Facebook potrebbe rivelarsi molto utile, vista la diffusione capillare di questa piattaforma nel nostro paese.

    Per una volta questa potrebbe essere un strada da percorrere, e speriamo anche in fretta.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook è pronta a lanciare il suo smartwatch nel 2022

    Facebook è pronta a lanciare il suo smartwatch nel 2022

    Facebook sta per lanciare il suo smartwatch basato su Android. Un modo per accedere ad altri dati degli utenti, dopo aver fallito l’acquisizione di Fitbit finita poi nelle mani di Google.

    Da tempo Facebook sta cercando di sviluppare non solo software ma anche hardware, cercando di posizionarsi sul mercato con proprio prodotti e provare a sfidare le grandi aziende tech che da tempo presidiano i vari settori. Stavolta, secondo quanto riporta The Information, sempre molto informato appunto, l’azienda di Mark Zuckerberg starebbe lavorando ad un proprio smartwatch e sarà sicuramente basato su Android. Una scelta questa quasi obbligata, vista la maretta tra i due colossi a proposito dell’aggiornamento iOS 14 che andrebbe a penalizzare in maniera rilevante proprio il colosso di Menlo Park.

    Non si sa se alla fine Facebook opterà per Wear OS, il sistema operativo di Google per i dispositivi indossabili, ma è certo che per il futuro Facebook vuole sviluppare un suo sistema operativo, facendo presagire che ha serie intenzioni ad inserirsi nel mercato dei wearable devices. Il lancio sarebbe previsto entro il prossimo anno.

    facebook smartwatch franzrusso.it

    Lo smartwatch di Facebook avrà come focus la messaggistica e una sezione salute e fitness molto strutturata, il tutto andrebbe poi a posizionarsi insieme agli altri prodotti come le cuffie Oculus per la realtà virtuale e Portal, il dispositivo che permette anche le video chat, completando, al momento l’intero ecosistema. E non mancheranno, nei prossimi mesi, gli occhiali, in collaborazione con Ray Ban (andando a sfidare, ad esempio Snapchat ma anche Google e Huawei).

    Non è la prima vola che Facebook si lancia sul mercato con un proprio dispositivo. Molti di voi ricorderanno lo sviluppo di uno smartphone, in collaborazione con HTC, che non venne accolto benissimo.

    Chiaro che in questa fase Facebook ha bisogno di posizionarsi nel grande mercato dei dati che derivano dall’utilizzo di questi dispositivi. E come sappiamo bene, da questo punto di vista Facebook non si presenta benissimo e quindi questo tema, se non curato secondo le leggi vigenti, soprattutto in Europa, rischierebbe di trasformarsi in una specie di boomerang, rischiando di buttare all’aria gli investimenti.

    Ricorderete anche che Facebook aveva cercato di comprare Fitbit, finita nelle mani di Google per 7,3 miliardi di dollari, proprio per cercare di mettere la sua “bandierina” anche nel mercato dei dispositivi indossabili e avere accesso ad altri dati. E anche Google ha avuto le sue grane da questo punto di vista.

    Per ora di tratta di informazioni verificate, ma non è escluso che possano nascere anche delle problematiche per cui tutto questo non vedrà mai la luce. Intanto, va registrato come Facebook cerchi di posizionarsi anche in altri mercati, pur sapendo dei rischi che non derivano solo dalla gestione dei dati. L’intento è sempre quello di riunire a messaggistica delle tre app al momento, Instagram Messenger e WahtsApp, in modo da veicolarla come una entità unica e cercare di evitare qualsiasi problema con l’antitrust Usa. E di questo se ne parlerà ancora.

  • Facebook in forte crescita durante la pandemia, ma prevede una frenata

    Facebook in forte crescita durante la pandemia, ma prevede una frenata

    Facebook è cresciuta molto durante la pandemia, sotto il punto di vista finanziario e della base utenti. Ma prevede comunque una frenata, anche in relazione alle mosse della Apple.

    Il Q4 di Facebook, ufficializzato ieri, dimostra che la società di Mark Zuckerberg ha tratto beneficio durante la pandemia. Una situazione positiva che ha coinvolto tutto il mondo digitale, visto che le persone, costrette a stare a casa, si sono rivolte agli strumenti digitali per lavorare, per restare i contatto con amici e propri cari e anche per fare la spesa.

    Tutto questo ha finito per mettere Facebook al centro, gli utenti infatti non lo hanno abbandonato. Come ricorderete, avevamo già intercettato questo trend in crescita nel Q1 2020. Facebook continua a crescere, contrariamente a quanto si è soliti credere, anche se la stessa casa di Menlo Park, al termine della call di presentazione dei dati finanziari, prevede una inversione di tendenza già alla fine del primo trimestre di quest’anno.

    facebook crescita q4 2020-frenata franzrusso.it 2021

    I fattori che hanno contribuito a questa forte crescita di Facebook sono stati infatti il continuo spostamento verso il commercio online e la richiesta da parte di consumatori di prodotti invece che di servizi. Ecco che Facebook stessa prevede che comunque questo trend cambierà nei prossimi mesi: “una moderata inversione di tendenza, riguardo a uno o ad entrambe queste tendenze potrebbe poi avere effetti sui nostri ricavi pubblicitari“. L’azienda, anche di fronte alla chiusura di un anno eccezionale, assume una posizione più prudente per i prossimi mesi. Prevede una inversione di tendenza che non è poi così lontana dalla realtà.

    Ma vediamo insieme qualche dato più in dettaglio.

    Le entrate del quarto trimestre sono state pari a 28,1 miliardi di dollari, con un profitto pari a 11,2 miliardi di dollari e una crescita, rispettivamente, pari a 31% e 53% su base annua. I ricavi da advertising sono pari a 27,2 miliardi di dollari e quasi la metà arrivano da Usa e Canada; dall’Europa 7 miliardi di dollari.

    Tutto questo è ovviamente legato anche alla crescita della base utenti che sulla piattaforma principale, Facebook appunto, sono:

    facebook utenti q4 2020

    • 2,8 miliardi utenti attivi al mese: +12% in un anno;
    • 1,84 miliardi di utenti al giorno: +11% in un anno.

    Crescita sostenuta anche se guardiamo Facebook nel suo insieme, “famiglia di utenti attiva”, e quindi considerano tutte le piattaforme di casa come Instagram, WhatsApp e Messenger:

    facebook famiglia utenti q4 2020

    • 2,6 miliardi di utenti attivi al giorno: +15% in un anno;
    • 3,3 miliardi di utenti attivi al mese: +14% in un anno.

    Facebook è una società solida con zero debiti e una liquidità pari a 62 miliardi di dollari.

    Il lockdown ha (ri)portato gli utenti su Facebook

    In maniera del tutto insolita, Facebook in questa occasione ha manifestato ben più di una preoccupazione, e si spiega l’atteggiamento più contratto del solito, rispetto alle mosse della Apple con il suo iOS 14. Se ne è discusso molto nei giorni scorsi, a proposito del fatto che l’aggiornamento del sistema operativo del colosso di Cupertino prevede alcune funzionalità che consentiranno agli utenti di selezionare quali dati mettere a disposizione delle app in uso. Questo potrebbe avere degli effetti sull’advertising di Facebook.

    Vedremo che così sarà nei prossimi mesi.

  • Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori, aprendo un fascicolo su Facebook e Instagram.

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori.

    Il Garante ha infatti provveduto ad aprire un fascicolo su Facebook e su Instagram, sempre in relazione alla vicenda della bimba di Palermo che, secondo quanto riportato da diversi quotidiani italiani, pare avesse diversi profili attivi proprio sulle due piattaforme.

    Le parole del Garante

    In relazione a questo, il Garante si è rivoto alla società di Mark Zuckerberg, che controlla anche Instagram, al fine di “fornire una serie di informazioni, a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme“. E anche di fornire “indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell’età dell’utente adottate per controllare il rispetto dell’età minima di iscrizione“.

    facebook garante privacy minori instagram franzrusso

    Il Garante ha dato tempo 15 giorni a Facebook per fornire una risposta in merito alle questioni sollevate.

    E, da quanto si legge nel comunicato, la verifica del garante proseguirà anche sulle altre piattaforme social media.

    La notizia fa il giro del mondo

    La notizia del blocco di TikTok da parte del garante italiano ha fatto il giro del mondo e ha ottenuto una eco enorme sul tema social e minori. Si è trattata, infatti, della prima volta che un organo preposto a garanzia della Privacy dei cittadini prendesse un provvedimento così duro nei confronti di una piattaforma social.

    E la notizia è stata molto discussa anche in Italia e molto di è discusso se effettivamente la piattaforma fosse o meno usabile. TikTok fino al 15 febbraio non potrà permettere nuove iscrizioni e intanto la piattaforma dovrà verificare l’età degli utenti, disattivando quelle che fanno riferimento a minori. Un tema che ha portato al centro del dibattito, ancora una volta, il tema della verifica dell’età degli utenti, “age verification“, operazione complessa, se non impossibile, che al momento è poco praticabile.

    A questo punto non resta che aspettare la risposta di Facebook al Garante entro l’11 febbraio e di vedere cosa succederà sul fronte TikTok dopo il 15 febbraio.

  • Ecco il nuovo Facebook Messenger, sempre più legato a Instagram

    Ecco il nuovo Facebook Messenger, sempre più legato a Instagram

    Facebook Messenger si rifà il look, aggiungendo anche nuove funzionalità. Ma la notizia è che l’annuncio fatto a settembre trova riscontro in questa nuova versione sempre più legata a Instagram. Il “cross-app” per ora è previsto in Nord America.

    Ricorderete certamente quando Mark Zuckerberg lo scorso anno, alla conferenza F8, presentava “il nuovo Facebook” come più “privato” e sempre più integrato. Vale a dire che il fondatore della piattaforma intendeva anticipare quello che sta avvenendo negli ultimi tempi, e cioè che le varie piattaforme dell’ecosistema Facebook si stanno sempre più integrando tra loro, permettendo agli utenti di comunicare attraverso le diverse piattaforme, creando “spazi di conversazione sempre più privati”.

    L’annuncio di ieri del nuovo Messenger, che segue quello fatto a settembre, va in questa direzione. L’app di messaggistica, meglio di utilità, di casa Facebook si rifà il look presentando un logo che nei colori si richiama a Instagram: dal blu, passando per il viola e poi sfumando verso il rosa. Il nuovo logo presenta quindi quella fase di “cross-app”, ossia di unificazione delle piattaforme, che per ora sarà possibile solo in Nord America, come scrive Stan Chudnovsky, vice presidente di Messenger. Non è dato sapere se e quando questa fase verrà poi estesa al resto del mondo.

    Il nostro nuovo logo riflette uno spostamento verso il futuro della messaggistica, un modo più dinamico, divertente e integrato per rimanere in contatto con le persone a cui si è vicini“, scrive Chudnovsky presentando le novità.

    nuovo messenger logo 2020

    Messenger negli ultimi tempi ha lanciato novità che ormai pongono la piattaforma ben oltre il concetto stesso di messaggistica. Abbiamo sempre definito infatti Messenger come una piattaforma di utilità, per i tanti servizi annessi. E ora permette anche la visualizzazione di un video insieme ad altri contatti, la possibilità di poter attivare delle stanze virtuali.

    Le novità annunciate arricchiscono quindi la piattaforma e si tratta di nuovi temi per le chat, come “love and tie-dye”, e anche nuovi reactions personalizzati. Ma anche i selfie sticker e la modalità “vanish” che permette di nascondere la chat. Tutte novità che saranno presto disponibili per gli utenti.

    Con questa prima fase iniziale di “cross-app”, Facebook per certi versi ingabbierà gli utenti, i quali non potranno più effettuare il “log-out” per passare da una piattaforma all’altra. Semplicemente perché gli stessi utenti resteranno sempre all’interno delle piattaforme e, forse, non avranno più interessa ad uscirne, avendo tutto a disposizione in una sola app.

    E voi che ne pensate?

  • Elezioni Usa, Instagram è una piattaforma più liberal di Facebook

    Elezioni Usa, Instagram è una piattaforma più liberal di Facebook

    I dati di CrowdTangle, di proprietà di Facebook, ci dicono che nell’ultimo mese Instagram dimostra di essere una piattaforma più “liberal”, mentre Facebook è più conservatrice.

    Instagram è più “liberal” e Facebook è più conservatrice.

    Si potrebbe sintetizzare così la serie di dati che emerge dalla piattaforma CrowdTangle, di proprietà di Facebook, che analizza come la politica viene discussa dagli utenti sulle piattaforme di Menlo Park. E il quadro che emerge è molto interessante e ci conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che Facebook è sempre più snobbato dai più giovani, mentre Instagram mantiene una sua fisionomia più giovane. Quando si diceva un paio di anni fa (o forse più) che i giovani stavano abbandonando Facebook per passare su Instagram, anche per sfuggire dai propri genitori che nel frattempo scoprivano e usavano la piattaforma, era vero e questi dati lo confermano (ancora una volta).

    Le elezioni presidenziali Usa sono da sempre un fatto politico utile per analizzare il fenomeno anche da punto di vista sociale, e questo è ancor più vero nell’era dei social media. I dati, infatti, ci permettono di vedere aspetti ancora più interessanti, anche quando questi ci sembrano ovvi (o quasi), come in questo caso.

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    La politica ormai usa le piattaforme social per arrivare ad un elettorato sempre più vasto, con la speranza di riuscire a coinvolgere. Ebbene, questi dati ci dicono che i top account, che guardano ai valori “liberal”, ottengono un livello di coinvolgimento più alto su Instagram che su Facebook.

    I dati di CrowdTangle ci dicono che nell’ultimo mese i 50 account account più coinvolgenti che hanno postato contenuti a sostegno di “Black Lives Matter” hanno generato un coinvolgimento del 36% più alto su Instagram rispetto a Facebook. Un dato che diventa di 3 volte più alto a proposito del “climate change“. Invece, contenuti che facevano riferimento a “Make America Great Again” (MAGA, il claim di Donald Trump), hanno ottenuto più del doppio delle interazioni su Facebook che su Instagram, sempre negli ultimi 30 giorni.

    instagram liberale elezioni usa

    Questo è sufficiente a definire Instagram una piattaforma più “liberal” e Facebook una piattaforma più conservatrice. E se è vero che Instagram ha un pubblico più giovane, non è sbagliato dire che i giovani americani guardano a valori più vicini al Partito Democratico, mentre il pubblico di Facebook ha più sintonìa con i valori del Partito Repubblicano.

    Piccola precisazione sulla parola “liberal“. Il Partito Democratico, tra l’altro il partito politico più antico del mondo (fondato nel 1828), viene definito appunto liberale, ma questa accezione non va interpretata all’europea, cioè di area di centro-destra. Per “liberal” negli Usa si intende area di centro-sinistra, o comunque che ha valori simili a quelli della social-democrazia europea.

    Inoltre, sempre dai dati di CrowdTangle, Instagram mostra di essere più attenta al “senso civico“, infatti i contenuti che hanno a tema “resgister to vote” ottengono interazioni ben 14 volte più alte di quelle ottenute su Facebook, sempre nelle ultime quattro settimane.

    In relazione a tutto questo, c’è da fare anche un’altra considerazione che ci aiuta a comprendere meglio le due piattaforme di casa Menlo Park. I dati ci dicono anche che quattro dei cinque account più coinvolgenti su Facebook nell’ultimo mese sono quelli di Trump, Fox News, Breitbart e Ben Shapiro, giornalista da oltre 6 milioni di like sulla sua pagina. Invece gli account più coinvolgenti su Instagram sono quelli che appartengono al mondo dello sport, intrattenimento, per lo più, e hanno una certa affinità con la sfera politica americana più “liberal”, quindi democratica.

    Tanto per citare quache esempio, così come li riporta anche Axios, The Shade Room, oltre 21 milioni di follower, che condivide messaggi anti Trump in un mese ha generato 276 milioni di interazioni, ossia un numero 4 volte più alto di quanto generato da Fox News su Facebook. Ancora, Feminist, quasi 6 milioni di follower, ha realizzato il 46% di interazioni in più rispetto a Fox News su Facebook.

    Ora, al netto di tutto questo, c’è da precisare che i dati di CrowdTangle tengono conto degli account pubblici e non degli account privati, quindi diciamo che viene fuori uno spaccato rilevante, ma comunque parziale. Anche perché poi è proprio lì che si gioca la partita. E poi, va anche precisato che su Instagram la maggior parte del coinvolgimento è generato attraverso gli hashtag, sono quelli che poi attraggono maggiormente l’attenzione degli utenti. Invece su Facebook sono le notizie di attualità e cronaca, “hard news”, quelle che attirano l’attenzione del pubblico.

    E che Instagram sia una piattaforma dove i giovani si informano a proposito delle elezioni presidenziali Usa del prossimo 3 novembre, ce lo confermano anche i dati di Politico. Infatti il 53% della “generazione Z” usa Instagram per informarsi. Il 59%, il dato più alto, si informa attraverso YouTube; il 43% dei giovanissimi si tiene informato attraverso Facebook. Non c’è da sorprendersi se all’ultimo posto di questa classifica ci siano i giornali.

    instagram elezioni usa 2020 giovani

    Per tirare le fila da quanto raccontato finora, questi dati ci aiutano a comprendere l’orientamento politico delle piattaforme, ci aiutano a comprendere come i giovani sono sempre più “impegnati” su Instagram e sempre meno su Facebook, anche per quel che riguarda i contenuti politici. Ovvio, questi dati non ci dicono chi la spunterà tra Trump e Biden e come voterà l’elettorato americano più giovane, ma senz’altro ci danno degli spunti molto interessanti.

  • Microsoft sospende l’advertising su Facebook a livello globale

    Microsoft sospende l’advertising su Facebook a livello globale

    Decisione clamorosa quella di Microsoft che complica ancora di più la posizione di Facebook. Il colosso di Redmond ha deciso di sospendere la spesa pubblicitaria a livello globale su Facebook e su Instagram.

    La lista delle aziende che decide di non voler continuare a fare pubblicità su Facebook si allunga. Anzi, in questo caso parliamo di un’azienda che decide di estendere lo stop a livello globale.

    Stiamo parlando di Microsoft che, secondo quanto riporta Axios, dopo aver visionato una chat interna, avrebbe deciso di sospendere la spesa pubblicitaria su Facebook e su Instagram a livello globale.

    A maggio l’azienda guidata da Satya Nadella aveva sospeso l’advertising su Facebook, però solo negli Usa.

    È quindi più corretto dire che Microsoft non si accoda, ma certamente è una delle grandi aziende che decide di sospendere i suoi importanti investimenti pubblicitari sulla piattaforma di Mark Zuckerberg.

    Rispondendo ad una domanda di un dipendente su Yammer, il social network aziendale di Microsoft, il iCMO di Microsoft  Chris Capossela ha risposto: “Sulla base delle preoccupazioni che avevamo espresso già a maggio, abbiamo sospeso tutte le spese pubblicitarie su Facebook e Instagram negli Stati Uniti. Ora abbiamo sospeso tutte le spese per Facebook/Instagram in tutto il mondo”.

    La motivazione è che il colosso di Redmond non vuole più apparire in un luogo dove ci siano contenuti di hate speech, pornografia, terrorismo.

    Le grandi aziende abbandonano l’advertising sui social media

    Per quanto riguarda la tempistica della decisione, sembrerebbe che Microsoft sia intenzionata a portare avanti questa scelta fino a tutto il mese di agosto. E su un possibile ritorno, Capossela chiarisce che “molto dipenderà dalle azioni positive che intenderanno portare avanti”. Quelli di Facebook si intende.

    Sempre dalla conversazione ripresa da Yammer, sembra che Microsoft abbia deciso di non seguire il boicottaggiodi Facebook e i social media, come stanno facendo ormai tantissime aziende, la lista ormai si aggiorna di giorno in giorno. Ma è intenzionata comunque a mantenere un dialogo con Facebook affinché si arrivi ad una conclusione adeguata.

    Microsoft, secondo i dati di Pathmathics, nel 2019 ha investito sulla piattaforma di Zuckerberg 115 milioni di euro.

    Ora, è molto probabile che la spesa pubblicitaria di Microsoft per il 2020 si aggiri più o meno su queste cifre. È arrivato il momento che Facebook dia un segnale concreto a tutte queste aziende, perché adesso il problema comincia a farsi molto serio, essendo messo in discussione il core business dell’azienda, che è quello di vendere pubblicità.

  • Facebook, ecco il modo per cancellare i vecchi post

    Facebook, ecco il modo per cancellare i vecchi post

    Nei prossimi giorni Facebook renderà disponibile per tutti gli utenti la possibilità di cancellare i vecchi post. La funzionalità sarà disponibile da subito per un ristretto numero di utenti. Un modo per “ripulire” la propria bacheca, cancellando post ormai obsoleti o fastidiosi.

    Da sempre, uno dei grandi limiti de social media, e di Facebook in particolare, è quello di non poter risalire facilmente ai vecchi post, pubblicati anni fa. A differenza dei blog, perdonate il raffronto non proprio adatto ma è solo per rendere l’idea, che prevedono al loro interno una sezione “archivio”, all’interno della quale rintracciare tutti i vecchi articoli, le piattaforme social non prevedono una funzionalità per risalire ai vecchi post. Almeno fino a ieri.

    Sì perchè Facebook sta per lanciare una funzionalità chiamata “Manage Activity”, “Gestione dell’attività” (potrebbe essere questa la traduzione in italiano), che permetterà di cancellare vecchi post, ormai vecchi, obsoleti, forse anche fastidiosi e dannosi. La funzionalità verrà lanciata già da oggi per un ristretto numero di utenti, anche se Facebook non specifica dove, e nei prossimi giorni sarà disponibile per tutti gli utenti. La possibilità di cancellare i vecchi post per ora sarà permessa solo da mobile e in seguito lo sarà anche via web, da facebook.com. Solo che al momento non è specificata la tempistica.

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    Come cancellare i vecchi post con Manage Activity

    Manage Activity permette la cancellazione di post “in massa”, è possibile infatti cancellarne più di un uno con una singola operazione. La funzionalità è semplice da usare, grazie anche ai filtri che permetteranno di rintracciare facilmente il post, o i post, da cancellare.

    Una volta selezionato il post da eliminare, questo verrà spostato nel cestino e resterà lì disponibile per 30 giorni, durante i quali potete anche renderli nuovamente rintracciabili, oppure attendere l’eliminazione definitiva al termine del periodo previsto.

    Se non volete cancellare definitivamente dei post, potete comunque “archiviarli”, nel senso che potete nasconderli a tutti gli altri utenti e renderli visibili solo per voi. Diciamo che si tratta di una sorta di limbo.

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    Effettivamente si tratta di una funzionalità che permetterà agli utenti di risparmiare tempo, avendo, fino ad oggi, come unica possibilità quella di ricercarli manualmente, situazione non semplice da gestire.

    E sarà poi molto utile a chi vuole dare una ripulita alla propria bacheca, magari cancellando qualche contenuto che potrebbe oggi, a distanza di anni, risultare fuori luogo.

    Questa funzionalità, siamo sicuri, potrà tornare utile a chi cerca lavoro e ha bisogno di rimuovere alcuni vecchi post e foto, dove ha espresso opinioni non proprio virtuose oppure perché ritratto in qualche foto non proprio presentabile.

    Social Media e Lavoro, il talento al centro del proprio racconto

    Qualche settimana fa avevamo riportato uno studio interessante di The Manifest che ci mostrava come oggi Facebook sia lo strumento più usato per cercare talenti. La piattaforma di Mark Zuckerberg è più utilizzata di LinkedIn, anche se di poco: 70% contro il 67%.

    Ecco, se siete alla ricerca di un lavoro, sappiate che i recruiter guarderanno la vostra bacheca. Quindi una funzionalità per cancellare i vecchi post vi tornerà davvero molto utile.