Categoria: InCampaign

In questa categoria racconterempo le nuove campagne di advertising dei brand

  • Negli spot di Natale vince il Brand con una storia

    Negli spot di Natale vince il Brand con una storia

    Il Natale è anche il momento in cui il consumatore è assalito da annunci pubblicitari di ogni tipo. Ma come dimostra lo studio di Kantar, oggi vince il brand che sa comunicare emozionando con una storia.

    Il Natale è sempre un momento di grande coinvolgimento, ma è anche un momento in cui il consumatore è letteralmente assalito da annunci pubblicitari di ogni tipo. Una massa di pubblicità che inonda qualsiasi media allo scopo, ovviamente, di attirare attenzione sui prodotti nel momento dell’anno in cui le persone, tendenzialmente, sono portate a fare più acquisti.

    Ma c’è da fare una considerazione a proposito ed è quella che ormai l’utente, il consumatore, è sempre più attento alle emozioni, ad una storia. La sua propensione è rivolta al brand che riesce a suscitare un’emozione, al brand che sa associare una storia e sa raccontarla.

    Brand, suscitare emozioni

    Una considerazione, questa, che trova conferma nell’ultimo studio di Kantar che ha evidenziato che le marche per distinguersi devono essere in grado di suscitare emozioni, differenziarsi e rimanere coerenti alla propria identità. Una modalità che i brand potrebbero adottare anche in qualsiasi periodo dell’anno.

    Negli spot di Natale vince il Brand con una storia

    Secondo lo studio, che ha analizzato i copy natalizi attualmente in onda in Italia, Nutella è la top performer. Lo storico vasetto del brand di Alba, nella sua versione natalizia, ispira la giovane protagonista dello spot a passare un momento di condivisione con la nonna, come citato dal payoff “L’amore è il regalo più prezioso”. Tutti gli elementi più tradizionali che contraddistinguono il Natale, come la famiglia, l’inclusione, la condivisione e la convivialità, sono raccontati attraverso una storia che riesce ad emozionare.

    Negli spot di Natale vince il Brand con una storia

    Al secondo posto si piazza Pan di Stelle che “Risveglia il sogno di Natale” attraverso la voce narrante della giovane protagonista che ci guida nella riscoperta della magia della festività all’interno di un mondo Pan di Stelle già riconosciuto.

    Negli spot di Natale vince il Brand con una storia

    Terzo posto per Pringles spicca con l’originale copy “Pop play it” utilizzando l’ironia tipica dell’umorismo anglosassone e del brand: risulta vincente la trovata di usare il prodotto nel contesto natalizio.

    Il Brand e i valori: inclusione e diversità

    La centralità del brand/prodotto all’interno della storia è un fattore essenziale soprattutto in un contesto natalizio che per sua natura è poco differenziabile. E i winner in questo ambito sono ancora i copy Pan Di Stelle e Nutella, seguiti da Disney che tratta il Natale con valori legati ai temi di Inclusion & Diversity in pieno stile disneyano.

    Alla luce di questi studio, si può ben affermare che l’assenza di un ruolo di marca chiaro e coerente nel racconto, si riscontrano performance negative.

    Tratto comune a molte comunicazioni di successo è anche la presenza di un forte brand purpose associato al tema natalizio all’interno di storie fortemente apprezzate anche grazie ad elementi creativi come la musica, i personaggi, il ritmo e lo stile.

    In questa selezione emergono quelle comunicazione che evidenziano i Valori che un brand abbraccia e che appartengono alla sua storia, facilmente riconoscibili dal consumatore.

    Oltre a Pan di Stelle e Nutella, fin qui già citati, si distinguono anche gli spot di Coca Cola, OVS per Save the Children, Dr Schär e Amazon.

    La grande sfida per i brand

    La grande sfida per i brand, specie in un periodo molto affollato come quello del Natale, è quella di  emergere e distinguersi per catturare in modo positivo l’attenzione dei consumatori e creare predisposizione verso la marca. Il segreto è quindi quello di emozionare con una storia.

    Analizzando le pubblicità natalizie, è evidente – e questo vale per tutti i copy a prescindere dal momento natalizio – come non sia sufficiente generare emozioni all’interno di un piacevole narrative: è fondamentale che i consumatori siano in grado di ricollegare la storia al brand“, afferma Stéphanie Leix, Head of Media and Creative di Kantar. “Alcuni risultati del nostro studio potrebbero sorprendere: dietro un’apparenza di un copy wow, possono comparire delle criticità che solo il confronto con il consumatore può far emergere”.

    Per realizzare questo studio, Kantar ha intervistato 3.000 consumatori italiani (18-65 anni, 50% donne e 50% uomini) attraverso la soluzione Link Now di Ad Testing di Kantar Marketplace.

  • Programmatic spot tv, Bayer sperimenta il nuovo advertising

    Programmatic spot tv, Bayer sperimenta il nuovo advertising

    Il modo di fare advertising in Tv sta cambiando e questo cambiamento sarà sempre più evidente. Cresce il fenomeno del programmatic spot tv e Bayer è la prima multinazionale a sperimentare questa nuova modalità.

    Il modo di fare advertising in TV sta cambiando e questo cambiamento sarà più evidente. Soprattutto perché il digitale, grazie alla possibilità di fornire dati sempre più precisi e di qualità. Si va quindi nella direzione di abbandonare progressivamente la strada basata sul GRP (Gross Raiting Point), il valore della dimensione dell’audience raggiunta da una campagna che indica la percentuale della popolazione, in target, raggiunta. E per popolazione raggiunta si intende anche quando un utente non è davanti ad un dispositivo acceso.

    Quindi, la programmatic TV mette in atto una procedura di acquisto di spazi pubblicitari data driven, ossia mettendo i dati al centro di tutto. Significa una grande passo in avanti in termini di innovazione del settore. Secondo Pwc, quest’anno già un terzo del mercato utilizza questa tecnologia, con un valore che si avvicina ai 4 miliardi di dollari per il 2022.

    Programmatic spot tv Bayer nuovo advertising franzrusso.it

    Questa premessa, doverosa, per raccontarvi che Bayer, brand farmaceutico che tutti conosciamo, è la prima multinazionale a sperimentare la nuova applicazione del programmatic negli spot TV dei suoi prodotti consumer, vale a dire i farmaci da banco. Grazie alla collaborazione con Sky Media e Google, gli spot dei principali brand Bayer sono ora in grado di veicolare un messaggio pubblicitario personalizzato e puntuale, con il supporto dell’analisi dei dati.

    Attraverso l‘Addressable Free to Air, Sky permette di selezionare i target della campagna attraverso diversi criteri, ad esempio per area geografica, genere, interessi, migliorando sensibilmente l‘efficacia. Con la modalità Programmatic Guaranteed, Bayer può verificare autonomamente, in qualsiasi momento, l’andamento e le performance finali delle campagne di brand.

    Il test è il risultato della proficua collaborazione tra Bayer, Sky Media e Google. Come ha sottolineato Luisella Tecchio, Head of Cross Media & Digital nella divisione Consumer Health di Bayer:

    Siamo da sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni che facciano leva sullo sviluppo tecnologico applicato alla comunicazione e lavoriamo con i nostri partner nell’intento costante di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei nostri investimenti media. L’apertura dell’Addressable free to Air di Sky al Programmatic ci ha consentito di programmare insieme il primo progetto di comunicazione, deliverando una campagna pubblicitaria a un target ben profilato attraverso DV360, adeguando così il mezzo e l’audience televisiva a una modalità di pianificazione che ha già ha dimostrato risultati positivi”.

    Siamo felici di aver realizzato al fianco di Bayer e Sky Media la prima campagna televisiva in Programmatic Guaranteed in Italia, un‘esperienza che pone la tecnologia programmatic al servizio di advertiser e broadcaster traghettando l‘investimento televisivo su un nuovo livello di efficacia ed efficienza, sull‘esempio di un trend già avviato in mercati più maturi come US e UK – ha commentato Paola Marazzini, Director Strategic Partnerships di Google ItaliaCi auguriamo di continuare a collaborare a progetti come questo, capaci di far diventare realtà nel presente, il futuro della pubblicità programmatica”.

    Un’altra novità utilizzata da Bayer è l‘Audience Cluster, strumento che consente di selezionare con ancora più precisione i target delle campagne di comunicazione sull’on-demand, analizzando le abitudini di visione digital e On Demand degli abbonati e segmentando le audience sulla base dei loro interessi.

    Precisione e personalizzazione stanno diventando quindi centrali per ottimizzare non solo gli investimenti digitali ma anche TV, nella direzione di offrire ai consumatori messaggi rivelanti. Questo è il momento in cui l’innovazione passa anche dai mezzi di comunicazione usualmente ritenuti più tradizionali.

  • Lo spot Omega per Tokyo 2020, vero trionfo di creatività

    Lo spot Omega per Tokyo 2020, vero trionfo di creatività

    Avrete sicuramente visto già lo spot di Omega per Tokyo 2020, un video di un minuto che è un trionfo di creatività, “fatta in casa”.

    Mancano pochi giorni al termine dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, dove la squadra italiana ci ha dato grandi soddisfazioni. Ma l’occasione non è solo quella di ricordare le prestazioni sportive degli atleti, abbiamo già visto come l’impresa di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi è stata vissuta sui social media.

    Quello che vogliamo è portare alla vostra attenzione che un grande evento globale come le Olimpiadi, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia ancora in corso, sono anche occasione di comunicazione e creatività per le aziende che sfruttano questo momento per promuoversi.

    E una su tutte ci ha colpito in modo particolare. Stiamo parlando di Omega, la celebre casa svizzera specializzata nella produzione di orologi di lusso, per la 29esima volta cronometrista ufficiale della manifestazione (dal 1932), che ha realizzato uno spot di 60 secondi che è un trionfo di creatività. Uno spot che sicuramente avete già visto in televisione che su YouTube ha totalizzato oltre 57 milioni di visualizzazioni.

    spot Omega Tokyo 2020 creatività franzrusso.it intime

    Tradizione e Creatività

    Lo spot è intitolato “Timekeeping and tradition: Omega meets Japan” – “Cronometraggio e tradizione: Omega incontra il Giappone”. La canzone che fa da colonna sonora allo spot è Dreams degli Imagine Dragons (del 2015) e combina in maniera magistrale e coinvolgente momenti della tradizione giapponese insieme a momenti sportivi. “Una celebrazione a schermo diviso tra la precisione al secondo e i tradizionali costumi giapponesi“, così spiega lo spot la casa svizzera.

    Vi starete di certo chiedendo a questo punto, ma chi ha realizzato questo spot meraviglioso? Chissà quale grande agenzia internazionale?

    Spot Omega per Tokyo 2020, tutto fatto in casa

    E invece no, si tratta di uno spot realizzato da un team di comunicazione interno all’azienda, un prodotto “fatto in casa”, si direbbe. E il risultato è eccezionale. Un anno e mezzo per realizzarlo, con riprese effettuate in Giappone e negli Usa. Un lavoro che rappresenta il meglio di quello che è oggi Omega, azienda leader nella produzione di orologi, fondata a La Chaux-de-Fonds (Cantone Neuchâtel) nel 1848, la sua storia, la cura per i dettagli che ben si concilia con le tradizioni del Giappone.

    Un lavoro creativo che si è basato sulla conoscenza piena dell’azienda e del paese che ospita i Giochi Olimpici, in modo da far emergere al meglio le caratteristiche di ognuno. E il risultato è quello che vedete nello spot.

    Se avete tempo, leggete anche i commenti degli utenti lasciati su YouTube.

    Molte volte tanti progetti si sviluppano in maniera sbagliata, per la smodata voglia di voler stupire con effetti speciali, spesso integrando degli elementi estranei alla propria storia, al proprio modo di essere.

    Questo spot dimostra anche che a guardarsi dentro una risposta la si trova sempre e che la conoscenza delle cose arriva sempre dopo un attento studio. Il tutto condito da una sana creatività. Il bello è che questo può essere anche realizzato internamente, anche se questa non è sempre la regola.

    E voi che pensate, vi piace questo spot? Ne avete notati altri durante questi Giochi Olimpici di Tokyo 2020?

  • Elton John nello spot di John Lewis & Partners, l’advertising che emoziona

    Elton John nello spot di John Lewis & Partners, l’advertising che emoziona

    Quando John Lewis & Partners lancia il suo spot a metà novembre, allora vuol dire che davvero sta arrivando il Natale. Il video di quest’anno vede protagonista il grande Elton John che, sulle note di uno dei suoi brani più amati, Your Song, rivive a ritroso la sua storia ritornando a quel giorno di Natale di tanti anni fa, quando ricevette in regalo quel pianoforte che gli cambiò la vita, perchè “un regalo è molto di più di un regalo”.

    Questo è quel periodo dell’anno in cui tutti attendono lo spot natalizio di John Lewis & Partners, la più grande catena di giocattoli del Regno Unito, perchè vuol dire che davvero il Natale sta arrivando. Pensate che in Uk l’altra sera, il momento in cui lo spot doveva fare il suo debutto sulla rete ITV è diventato quasi un dramma nazionale, solo per il fatto che la messa in onda dello spot è avvenuta qualche minuto prima del previsto e in tanti si sono lamentati di aver perso l’attimo. Questo per dire quale sia il livello di attesa di questo momento per i britannici.

    I video di Natale di John Lewis & Partners non sono mai banali e, di anno in anno, si arriva a livelli di emozioni sempre più alti, come appunto quello di quest’anno, forse il più bello in assoluto. Se è la prima volta che vi imbattete in John Lewis & Partners, allora date un’occhiata qui a #ManOnTheMoon e a Monty the Penguin, solo per respirare l’atmosfera che è solita creare quest’azienda in attesa del Natale.

    video elton john John Lewis & Partners 2018

    Protagonista del video spot del 2018 è Elton John, vero mito vivente, l’artista inglese più amato, che ha come titolo “The Boy and The Piano“, titolo molto eloquente. Lo scopo è quello di raccontare una storia che avesse come filo conduttore il regalo di Natale, ma non uno qualsiasi, proprio quello che può cambiare la vita di un bambino. E così è stato per Elton John che, alla fine del video, rivive quel momento in cui ricevette il suo primo pianoforte, quello strumento che gli ha permesso di avere una lunga carriera di 50 anni, con oltre 400 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, di scrivere oltre 700 canzoni e di diventare anche Cavaliere, Knight Bachelor, “per i servigi resi alla musica”.

    Il video in soli 4 giorni ha già collezionato oltre 4,5 milioni di visualizzazioni su YouTube.

    Elton John, 71 anni, vero nome Reginald Kenneth Dwight, ha annunciato ad inizio anno il suo ultimo tour che lo vede impegnato in 300 date. Evidentemente lo spot di John Lewis & Partners è un omaggio a questo grande artista.

  • Pubblicità e Social Media: il caso Dove e il contenuto razzista su Facebook

    Pubblicità e Social Media: il caso Dove e il contenuto razzista su Facebook

    In una campagna negli Usa Dove, brand per l’igiene personale che tutti conoscono, sulla propria pagina Facebook pubblica un’immagine che uscita le proteste degli utenti sui Facebook e su Twitter, additandolo come contenuto razzista. Dopo i primi deboli tentativi di spiegare la propria posizione Dove ritira la campagna e chiede scusa. Ma è davvero difficile oggi fare pubblicità sui social media?

    Fare pubblicità al tempo dei Social Media non è da tutti, diciamolo chiaramente. O, quanto meno, di fronte al fatto che tutto diventa più veloce, più immediato, è anche vero che le dinamiche di interazione non sono più quelle di una volta. La velocità oggi conta molto nel rendere pubblica una campagna (molto rischioso), ma, e soprattutto, conta per quel che riguarda la reazione degli utenti. E sta tutto in questo ultimo elemento il senso della velocità. Gli utenti oggi hanno la possibilità di poter reagire immediatamente ad una campagna sui social media, per approvare o per protestare. Il cambio del paradigma della comunicazione, nell’era dei social media, sta proprio in questa velocità di reazione da parte degli utenti. Una velocità che, in alcuni casi (ma ce ne sono davvero tantissimi) può ritorcersi contro all’azienda stessa.

    Di cosa stiamo parlando allora? La rete e i social media ogni giorno registrano errori, o epic fail come li definiscono in tanti, da parte di brand che nel pubblicare una campagna compiono degli errori clamorosi, al punto da scatenare reazioni negative infinite da parte dei loro stessi utenti di riferimento, in primis. Ultimo esempio di quanto sia facile cadere nell’errore, senza considerare i danni d’immagine che da questo possono derivare, ce lo offre Dove, brand che tutti conosciamo che fa parte della grande scuderia Unilever.

    facebook campagna dove
    Immagine creata da @NayTheMua dal video della campagna

    Ebbene, sabato scorso sulla pagina Facebook negli Usa compare un’immagine in cui si vede una ragazza di colore che, una volta toltasi la t-shirt, diventa bianca. Un chiaro ed evidente errore di comunicazione, assolutamente incontrollato da parte di un brand che, per quello che se ne sapesse, non si era mai trovato in situazioni simili. Inizialmente Dove, una volta che gli utenti hanno cominciato a commentare contestando il contenuto a sfondo razzista, ha cercato di difendersi sostenendo che il loro fosse un messaggio aperto a tutti i tipi di bellezza. Dove? (nel senso di domanda). Dove si sarebbe dovuto comprendere questo messaggio, sbiancando una ragazza di colore? Ma davvero nessuno ha preso in esame quel contenuto prima di pubblicarlo?

    E dopo che le proteste sono diventate su Facebook, e su Twitter, sempre più pressanti, Dove ha ceduto, ha ritirato la campagna e ha chiesto scusa:

    https://www.facebook.com/DoveUS/posts/1493719354007207

    Intanto, tra i tantissimi commenti ricevuti prima del ritiro, c’era anche chi faceva notare che nel 2011, sempre Dove, era stata ancora accusata di razzismo per questa immagine dove si vede un “prima” di colore e un “dopo” bianco. Non molto diverso, quindi, dal messaggio diffuso nella campagna poi ritirata.

    Insomma, questo è un esempio di come sia difficile oggi fare pubblicità sui social media, nonostante questa attività venga sempre considerata con molta faciloneria accompagnata dal pensiero “e che ci vuole??”. Invece ci vuole tanta competenza; conoscenza approfondita degli utenti a cui si parla, conoscenza che si affina con un dialogo quotidiano perchè quegli utenti sono preziosi per un brand; ci vuole preparazione e pazienza, tanta pazienza, perchè in gioco, val la pena ricordarlo, c’è l’immagine del brand, c’è in gioco la reputazione stessa dell’azienda. Allora, perchè mettere tutto a rischio? Essere veloci, nel senso di voler rincorrere tempi di pubblicazione (sforando in quel mood “real time” che non sempre giova) non è la regola. La regola è essere chiari, semplici, aperti al dialogo/confronto senza mai mettere a rischio ciò che si fa.

    E voi che ne pensate?

  • Catalogo IKEA 2018, come l’azienda svedese ha previsto i cambiamenti

    Catalogo IKEA 2018, come l’azienda svedese ha previsto i cambiamenti

    IKEA, celebre brand svedese, come ogni anno lancia il suo catalogo, la modalità con cui presenta le novità dell’anno. Ma quest’anno con il Catalogo IKEA 2018 si scopre di più, e cioè che l’azienda nei suoi cataloghi è stata addirittura in grado di prevedere gli eventi. La nuova campagna dimostra infatti come l’azienda sia stata in grado di prevedere 8 cambiamenti epocali. Vediamo insieme quali.

    IKEA, storico brand svedese nel settore dei mobili e dell’arredamento, tra i primi 30 brand più amati al mondo, ha presentato in questi giorni, come da tradizione, il suo catalogo, molto atteso. Il Catalogo IKEA 2018 è, come sempre, portatore di tutte le novità che l’azienda svedese propone per il prossimo anno, un modo per presentare i propri prodotti e per anticipare le tendenze. Ma quest’anno Ikea presenta davvero qualcosa di più, per con il nuovo Catalogo IKEA 2018 non si parla più di anticipare le tendenze, no. Qui si tratta addirittura di prevedere i cambiamenti della società. Ora, pensare fino a questo punto ci è sembrata una leggera forzatura, ma poi, guardando bene, le cose stanno veramente così. E sono ben 8 i cambiamenti epocali che IKEA è stata in grado di prevedere, nel corso di questi anni, tutti raccolti e “documentati” in altrettanti video.

    catalogo IKEA 2018 prevedere eventi epocali

    E’ questa la nuova campagna di Ikea, “Ispirazione o Cospirazione?” che lancia il nuovo catalogo IKEA 2018 con il nuovo concept #SiamoFattiPerCambiare.

    Cavalcando il web trend delle conspirancy theories, la nuova campagna analizza in 8 video i cambiamenti epocali che IKEA avrebbe previsto già da tempo tra le pagine delle edizioni passate del catalogo: dal Royal Baby alla Brexit, passando per gli alieni e la fine del mondo. Teorie assurde, spesso sconclusionate e proprio per questo virali, il brand rivela così la natura pseudoprofetica dei suoi cataloghi:

    Millennium Bug 

    https://www.youtube.com/watch?v=sXrqaa1x9jo&feature=youtu.be

    Fine del mondo 

    https://www.youtube.com/watch?v=BNZrW9GzB3Q&feature=youtu.be

    Royal Baby 

    https://www.youtube.com/watch?v=-5t7C8RCjBA&feature=youtu.be

    Alieni

    https://www.youtube.com/watch?v=1-4KfBItheQ&feature=youtu.be

    Onde gravitazionali 

    https://www.youtube.com/watch?v=zXBicZ33KPQ&feature=youtu.be

    Brexit 

    https://www.youtube.com/watch?v=HBL9leKhTls&feature=youtu.be

    7 pianeti 

    https://www.youtube.com/watch?v=gNT-KTAKlOA&feature=youtu.be

    Acqua su Marte 

    https://www.youtube.com/watch?v=rnnSqtcOGRA&feature=youtu.be

    Insomma, guardando questi video di sicuro guarderemo i cataloghi IKEA in maniera diversa.

    Campagna molto carina che ci piaceva farvi conoscere.

  • Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    I dati Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017 evidenziano un calo complessivo di -0,4%. Un calo che poteva essere più pesante se a trainare il settore non fossero stati gli investimenti sul web e sui social media: +2,6%. A giungo 2017 il calo complessivo è di -4,7%; web e social media +3,9%.

    In Italia gli investimenti pubblicitari riescono a sviluppare performance positive solo grazie agli investimenti su web e social media. Questo è un dato di fatto che evidenzia anche l’ultimo report di Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017. Complessivamente, gli investimenti sono in calo dello 0,4% rispetto allo scorso anno. A trainare in senso positivo gli investimenti è il dato di +2,6% riferito a web e social media, infatti senza questi dati il dato complessivo sarebbe di -3%. Tradotto, significa 1 milione di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2016.

    Se guardiamo poi il dato riferito solo al mese di giugno 2017, notiamo che l’andamento non cambia e i numeri sono quelli. E cioè: -4,7% come dato complessivo; +3,9% per web e social media. Senza questi ultimi investimenti, il dato complessivo sarebbe di -8,6%.

    web social media pubblicità advertising 2017 franzrusso.it

    In pratica va consolidandosi la tendenza che avevamo giù evidenziato a inizio 2016, sono gli investimenti su web e social media che trainano la pubblicità in Italia, a fronte di un settore che è sempre più in calo. E guardiamoli i dati riferiti ai singoli mezzi, come rilevato da Nielsen.

    La Tv nei primi sei mesi dell’anno è in calo dell’1,9%, un dato che risente il calo drastico di giugno 2017: -10,9%. E non va meglio per la stampa, nel singolo mese su giornali si registra -12,8% e sui magazine si registra -11,7%. Nei primi sei mesi del 2017 rispettivamente si ha -10,8% e -7%. Dato diverso quello che fa registrare la radio, con +5% nel primo semestre e +8,9 nel mese di giugno di quest’anno.

    Nello specifico, le stime di Nielsen rilevano che il web advertising nei primi sei mesi dell’anno fa registrare +6,8% che diventa -1,7% se si escludono search e social media. Buona la performance della GoTv, +7,6%.

    Tra i settori merceologici, performance positive si registrano nelle automobili e farmaceutici, rispettivamente +0,9% e +6,8%. Negativi telecomunicazioni (-3%), alimentari (-3,8%), distribuzione (-11,5%). Molto positivi invece elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica che incrementano il proprio fatturato rispettivamente del 51,1%, 44,1% e 31,4%, con un apporto complessivo di circa 22 milioni di euro.

  • Adglow è Pinterest Marketing Partner per nuove soluzioni di social advertising

    Adglow è Pinterest Marketing Partner per nuove soluzioni di social advertising

    Adglow, il network spagnolo specialista globale nel social advertising, entra a far parte del Pinterest Marketing Partner Program (PMP) offrendo così nuove opportunità di business per i suoi advertiser.

    Adglow, il network spagnolo specialista globale nel social advertising, ha annunciato di essere ufficialmente diventato Pinterest Marketing Partner (PMP), ampliando in questo modo le opportunità di advertising offerte ai propri clienti alla ricerca di nuove modalità per raggiungere la propria audience. La nomina di Adglow come Partner di Pinterest incrementa ulteriormente il portfolio delle partnership già acquisite con i maggiori social network. Adglow infatti potrà offrire campagne di advertising su Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest e Snapchat.

    adglow pinterest marketing partners

    Il Network, attualmente presente in 14 paesi tra Europa, USA, America Latina, Asia e Africa, collabora con i più importanti player del mercato per incrementare il rendimento delle campagne di social advertising grazie alla piattaforma ADAM, la sua tecnologia proprietaria.

    Siamo entusiasti di questa nomina che ci permette di poter aggiungere i Promoted Pins di Pinterest alla nostra offerta advertising per clienti diretti e agenzie. I primi test Pinterest  effettuati in ambito ecommerce e retail hanno portato ad ottime performance e siamo molto contenti di integrare le Pinterest Advertising API alla nostra piattaforma ADAM” afferma Damian Routley, Partner di Adglow.

    Pinterest, il social network delle immagini, permette agli utenti di scoprire nuove idee e tendenze in vari settori come Food&Beverage, Style, Fashion e Travel. Sono più di 150 milioni le persone che lo utilizzano ogni mese in tutto il mondo e, secondo recenti studi, il 93% di questi utenti usa Pinterest per pianificare o effettuare acquisti (Fonte  – Millward Brown Study).

    Il team di specialisti di Adglow, che ha sede in Italia, è pronto sin da subito nell’integrare Pinterest all’interno della strategia di marketing dei propri clienti, in modo da offrire un panorama sempre più completo per soddisfare le loro esigenze di comunicazione e advertising.

  • Coca-Cola, dalla Visibilità alla Relazione con il Cliente al centro

    Coca-Cola, dalla Visibilità alla Relazione con il Cliente al centro

    Coca-Cola inizia una nuova era in termini di Comunicazione e Marketing, ma soprattutto una nuova era che mette al centro il Cliente. Di conseguenza, i prodotti sono sempre più in linea con le esigenze del Cliente stesso. E lo dimostrano i nuovi prodotti lanciati sul mercato, sempre più a basso contenuto di zuccheri.

    Coca-Cola è un brand che tutti conosciamo, un brand con 130 anni di storia che Interbrand rileva essere nel 2015 il terzo “best brand” al mondo, dopo Apple e Google. Per la sua caratteristica, Coca-Cola nella sua storia ha mostrato sempre di poter interpretare le diverse epoche vissute, e lo fa ancora oggi. In un momento in cui la comunicazione si fa sempre più diretta con il consumatore, ecco che Coca-Cola decide di cambiare il suo paradigma comunicativo, passando da una comunicazione orientata alla Visibilità, ad una comunicazione orientata alla Relazione. E i social media in questo nuovo paradigma per l’azienda giocano un ruolo fondamentale.

    Un passaggio epocale per Coca-Cola che si rifletterà ovviamente sui prodotti che saranno lanciato nel prossimo futuro, ma anche nei prodotti che saranno lanciati prossimamente. E gli asset su cui il brand di Atlanta lavorerà sono:

    • riduzione dello zucchero;
    • ampliamento della gamma di prodotti;
    • confezioni di formato ridotto;
    • una comunicazione fatta di informazioni sempre più chiare e accessibili.

    La riduzione degli zuccheri nelle bevande è un tema che sta a cuore a Coca-Cola e nel pieno rispetto dei consumatori e delle loro esigenze, e in appoggio alle raccomandazioni delle istituzioni sanitarie mondiali tra cui l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Coca-Cola sta mettendo in atto interventi in questa direzione realizzando azioni concrete per incoraggiare i consumatori a controllare l’assunzione di zuccheri: perché se assumere un po’ di zucchero va bene, una quantità eccessiva di zucchero non fa bene a nessuno. In Italia, come a livello globale, Coca-Cola sta quindi puntando su versioni di prodotto a ridotto, basso e nullo contenuto calorico e sta espandendo la sua gamma di prodotti con queste caratteristiche

    conferenza stampa coca-cola italia

    Coca-Cola Life ne è un esempio: lanciata sul mercato italiano nel 2016, quest’anno viene rilanciata con il 50% di calorie in meno con zucchero ed estratto di stevia (grazie al 50% di zuccheri in meno rispetto alla maggior parte delle bevande cole zuccherate in Italia). Ma Coca-Cola Italia non si ferma qui e, a fianco della nuova Coca-Cola Life, presenta Coca-Cola Zero Zuccheri Zero Calorie, Coca-Cola Gusto Limone Zero Zuccheri Zero Calorie e Sprite.

    coca-cola novità 2017

    Evguenia Stoitchkova coca-cola italiaA conferma di tutto questo, come dichiarato da Evguenia Stoitchkova, direttore generale di Coca-Cola Italia, nel 2016 Coca-Cola ha investito il 60% in più in prodotti a basso contenuto di zuccheri e oltre un terzo dei prodotti commercializzati in Italia nel 2016 erano basso contenuto di zuccheri. Il 15% delle Coca-Cola vendute nel nostro paese è rappresentato da varianti a contenuto calorico ridotto, basso o nullo, una tendenza in crescita anno su anno.

    annalisa fabbri coca-cola italiaCon l’introduzione nel 2016 di ‘Taste the feeling‘, la campagna marketing a supporto della strategia ‘One Brand’, abbiamo investito il 60% in più in pubblicità nelle varianti a ridotto, basso o nullo contenuto calorico” dichiara Annalisa Fabbri – Direttore Marketing di Coca-Cola Italia. “L’introduzione di Taste the Feeling ha reso possibile l’estensione del valore globale e il fascino iconico di Coca-Cola a tutti gli altri marchi, così da unire la grande famiglia Coca-Cola sotto il brand della bevanda numero uno al mondo”.

    Sempre per offrire ai consumatori ulteriore possibilità di scelta, Coca-Cola Italia è stata una delle prime aziende a investire nei formati più piccoli, e continuerà a farlo negli anni a venire con una strategia di business e commerciale che punta su mini lattine e confezioni di formato ridotto che forniscano la giusta quantità di bevanda e che aiutino i consumatori a gestire l’assunzione giornaliera di zucchero: Coca-Cola Original Taste, Coca-Cola Zero Zuccheri Zero Calorie, Coca-Cola Life, Fanta e Sprite saranno infatti disponibili in formati più piccoli (da 150, 200 e 250 ml). Scopo di questa operazione è fornire un ulteriore strumento ai consumatori per tenere d’occhio la quantità di calorie assunte quotidianamente e scegliere il formato e il gusto che più si adatta a ogni momento della giornata.

    E per onorare l’autenticità che contraddistingue da sempre Coca-Cola, l’azienda conferma il suo impegno a informare correttamente i suoi consumatori, anche grazie a una politica di etichettatura trasparente.

    E proprio in tema di trasparenza:

    Crediamo che siano i genitori a dover scegliere l’alimentazione dei propri figli, educandoli a conoscere gli alimenti e operare delle scelte sulla base delle proprie necessità” continua Annalisa Fabbri. “Per questo non indirizziamo campagne di comunicazione ai bambini al di sotto dei 12 anni di età, non comprando spazi pubblicitari nelle fasce orarie e sui mezzi di comunicazione in cui il pubblico minore di 12 anni di età costituisce più del 35%, in linea con il codice di Assobibe – la nostra associazione di categoria – e secondo le indicazioni di Unesda”.

    Insomma, Coca-Cola da il via ad una nuova era, più attenta ai consumatori e ai suoi prodotti. Un grande cambio di strategia che dimostra grande attenzione ai propri consumatori, oggi sempre più soggetti attivi.

  • Campari Red Diaries: Paolo Sorrentino alla regia e Clive Owen il protagonista

    Campari Red Diaries: Paolo Sorrentino alla regia e Clive Owen il protagonista

    Campari svela oggi l’intero progetto Campari Red Diaries e le tante storie che lo compongono: una ri(e)voluzione in senso olistico del Calendario Campari che si inaugura oggi a Roma, la città simbolo del cinema italiano. Il cortometraggio vede alla regia Paolo Sorrentino con Clive Owen come protagonista.

    Campari svela oggi l’intero progetto Campari Red Diaries e le tante storie che lo compongono: una ri(e)voluzione in senso olistico del Calendario Campari che si inaugura oggi a Roma, la città simbolo del cinema italiano. Con l’obiettivo di portare in scena il concetto che “ogni cocktail racconta una storia”, Campari Red Diaries celebra i cocktail stessi come forma d’arte e potente veicolo espressivo, raccontando le esperienze che ispirano i bartender a ideare e condividere le loro creazioni.

    clive owen campari red diaries

    Killer in Red, il cardine del progetto, è un cortometraggio, molto intrigante, diretto dal pluripremiato regista di fama internazionale Paolo Sorrentino e interpretato dall’attore hollywoodiano Clive Owen. Ambientato in un esclusivo locale, questo noir che presenta gli inconfondibili tratti stilistici di Sorrentino vede il premio Golden Globe Clive Owen calarsi nei panni di un uomo come tanti che assume le sembianze di Floyd, un celebre bartender nei primi anni Ottanta, mentre immagina la storia che sta dietro alla creazione del cocktail Killer in Red. Il film si sviluppa su due piani temporali, ritraendo magnificamente l’incredibile energia che caratterizzava lo spirito di allora con un cast di oltre 170 attori e l’uso di costumi originali del periodo.

    La leggenda narra che Floyd abbia un talento nel leggere la mente dei clienti e servire quindi il cocktail perfetto per il carattere di ciascuno. Nel corso della storia, questo presunto talento permette a Floyd di conoscere la “Signora in rosso”, interpretata dall’attrice franco-svizzera Caroline Tillette. Più il cortometraggio prosegue, più il pubblico inizia a sospettare che la “Signora in rosso” sia assai più complicata di quanto Floyd avrebbe mai creduto … Come spesso accade in molti film di Sorrentino, il finale è aperto ed è lo spettatore a dover trarre le proprie conclusioni, in linea con la filosofia di Campari secondo cui ogni cocktail racconta una storia, e a narrarla è il suo creatore, il bartender.

    https://youtu.be/fKKp6tQeXho

    Clive Owen, star protagonista di Killer in Red, commenta:

    Non potevo dire di no al progetto Campari Red Diaries. Mi è subito piaciuto il fatto che fosse un cortometraggio con una vera storia e non uno spot pubblicitario, e mi ha attirato molto il fatto che a girarlo fosse Paolo Sorrentino. Penso che Sorrentino, con la sua immaginazione visionaria, sia uno dei migliori registi in circolazione.”

    campari red diaries paolo sorrentino

    Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore di Killer in Red, aggiunge:

    Sono orgoglioso di partecipare a questo progetto Campari per due motivi: innanzitutto per gli artisti incredibili che hanno avuto il privilegio di collaborare con il marchio in passato: ora il mio nome è pronunciato insieme a quello di Depero, Fellini e altri, forse immeritatamente. Poi perché questo progetto, almeno per come l’ha inteso Campari, è insolito, e io amo i progetti pionieristici.”

    Se Killer in Red dà il via a questa campagna magistrale, il viaggio di Campari Red Diaries punta a dare un volto all’estro e al talento dei bartender in modo autentico con 12 storie di cocktail create da alcuni tra i professionisti più bravi del mondo, fruibili attraverso video diretti dal giovane regista emergente italiano Ivan Olita. Gli spettatori vengono guidati nella magia che sta dietro alla creazione di ogni cocktail Campari, ponendo al centro la cultura della mixology nelle sue più svariate declinazioni. Ciascuna di queste storie coglie la personalità dei bartender e delle loro narrazioni in maniera intima, e gli spettatori ne vengono coinvolti come quando scelgono un cocktail.

    campari red diaries producer

    Come da tradizione del calendario Campari, nonché per confermare la vera ri(e)voluzione di Campari Red Diaries, i protagonisti di Killer in Red e i bartender su cui sono basate le 12 storie di cocktail saranno immortalati in un Calendario Campari Red Diaries firmato dall’acclamato fotografo argentino Ale Burset, che coglie la vera essenza di ogni storia e del suo narratore. Come negli anni scorsi, sono state stampate soltanto 9.999 copie che non andranno in vendita, ma saranno distribuite in tutto il mondo agli amici di Campari come ricordo.

    J. Walter Thompson Milano ha ideato il concept di Campari Red Diaries, compresa la storia originale Killer in Red, di cui Paolo Sorrentino ha firmato la sceneggiatura. Campari Red Diaries, e quindi anche Killer in Red, sono una produzione Filmmaster Productions.

    Agenzia creativa: J. Walter Thompson Milano

    Casa di produzione: Filmmaster Productions

    CORTOMETRAGGIO KILLER IN RED:

    • Regista: Paolo Sorrentino
    • Sceneggiatore: Paolo Sorrentino
    • Protagonista: Clive Owen
    • La signora in rosso: Caroline Tillette
    • Altri attori: Tim Ahern, Linda Messerklinger, Tom Ashley, Steve Osborne, Emily M. Bruhn, Denise Capezza
    • Direttore della fotografia: Daria D ’Antonio
    • Musiche originali: Lele Marchitelli
    • Scenografo: Andrea Rosso
    • Costumista: Carlo Poggioli
    • Acconciature: Aldo Signoretti
    • Trucco: Maurizio Silvi