Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Instagram supera i 2 miliardi di utenti, ma non lo dirà

    Instagram supera i 2 miliardi di utenti, ma non lo dirà

    Instagram supera i 2 miliardi di utenti. A scoprirlo è stata la CNBC che secondo quanto riportato da alcuni dipendenti di Meta, il traguardo è stato raggiunto ad ottobre.

    Era dal giugno del 2018 che non si aveva più notizie del numero effettivo degli utenti attivi al mese su Instagram. Ma lo scoop della CNBC rivela oggi che quel numero ha superato i 2 miliardi di utenti. Non sono dati ufficiali, certo, ma comunque sono per avere un quadro effettivo sulla app di proprietà di Facebook, cioè no, di Meta.

    La notizia viene diffusa dal sito specializzato in informazioni aziendali e finanziarie citando come fonte dipendenti che lavorano in Instagram “con conoscenza della metrica” che riguarda, dal punto di vista temporale, il dato di questo autunno, quindi in chiusura della terza trimestrale.

    I dipendenti, citati da Salvador Rodriguez nel suo scoop, raccontano di essere venuti a conoscenza del numero all’interno di conversazioni interne all’azienda e, nello specifico, uno di essi ha rivelato che il traguardo dei 2 miliardi di utenti è stato raggiunto qualche giorno prima che Facebook cambiasse il nome in Meta.

    Instagram supera i 2 miliardi di utenti

    Intanto TikTok supera il miliardo

    Stiamo parlando di un dato che non è stato confermato da fonti ufficiali di Instagram, anche se resta comunque verosimile. Un dato questo che assume una importanza rilevante in un momento in cui la concorrenza di TikTok, che ha superato 1 miliardo di utenti (restando comunque vietata in India) si fa sempre più agguerrita e nel momento in cui Instagram è stata al centro dei Facebook Files.

    E proprio in relazione alle rivelazione di Frances Haugen, nei giorni scorsi il Congresso Usa ha ascoltato il CEO Adam Mosseri in audizione, il quale ha dichiarato che l’app è ormai pronta ad introdurre il parental control. Questo, in risposta a tutta la polemica sollevata dalle rivelazioni della Haugen in merito alla pericolosità di Instagram sugli adolescenti.

    Restando sul dato dei 2 miliardi di utenti, che come detto Instagram non ha confermato, e forse non lo farà (visto i tempi che corrono, appunto), va rilevato un ulteriore dato. E cioè, cosa peraltro nota, Instagram ha impiegato 8 anni per raggiungere il miliardo di utenti e, guardando questo dato, solo 3 anni per raggiungere i 2 miliardi di utenti.

    Instagram continua a crescere

    Un segnale non di poco conto, a dimostrazione che Instagram, nonostante davvero tutto quello che abbiamo visto nel corso di questo anno, continua a crescere. Se guardiamo Facebook e Instagram, le due principali piattaforme di Meta, allora notiamo mentre Instagram ha raddoppiato la sua base utenti in tre anni, Facebook è cresciuta solo del 30%. E poi, dal punto di vista delle entrate, secondo gli analisti finanziari Instagram dovrebbe crescere entro il prossimo anno del 30% fino a 60,5 miliardi di dollari, mentre Facebook crescer del 18%, arrivando a 135,1 miliardi di dollari.

    Questo scenario appena visto indica una sola cosa. E cioè che se è vero che Meta punti dritto verso il metaverso, combinando realtà virtuale e realtà aumentata, è però anche vero che per raggiungere quell’obiettivo è necessario che Instagram continui il suo percorso di crescita. Al momento è l’elemento più importante di tutta la famiglia Meta.

  • Ecco chi è Parag Agrawal, il nuovo CEO di Twitter

    Ecco chi è Parag Agrawal, il nuovo CEO di Twitter

    Ecco un profilo di Parag Agrawal, nuovo CEO di Twitter succeduto a Jack Dorsey. Il suo nome arricchisce la lista dei CEO di origine indiana delle grandi aziende tech.

    La stragrande maggioranza delle persone ha sentito il nome Parag Agrawal ieri per la prima volta, colti di sorpresa dalle dimissioni di Jack Dorsey da CEO di Twitter. Eppure, Parag Agrawal, nuovo CEO della società nata nel 2006 a San Francisco, Twitter la conosce bene.

    Per saperne di più, tracceremo un breve profilo del personaggio che fino a ieri ha ricoperto il ruolo di CTO di Twitter, funzione che ricopriva dal 2017. Il suo nome va ad aggiungersi alla già lunga lista di CEO di origine indiana che guidano aziende della Silicon Valley, e non solo, e, a soli 37 anni, è il più giovane CEO tra le aziende S&P500 (le 500 aziende americane quotate a Wall Street con la più alta capitalizzazione). E c’è già chi parla di “scuola indiana” alla guida delle aziende tecnologiche del futuro.

    Parag Agrawal, da Mumbai alla Silicon Valley

    Parag Agrawal nasce a Aimer, nello stato del Rajasthan, il 21 maggio del 1984 anche se da subito si trasferisce a Mumbai (quella che fino al 1995 si chiamava Bombay). Il padre era un ingegnere, alto funzionario del Dipartimento Indiano dell’Energia Atomica, e sua madre era un’insegnante.

    Si è laureato all’Indian Institute of Tehcnology Bombay (IIT Bombay) nel 2005 per poi trasferirsi negli Usa per proseguire i suoi studi e conseguire un dottorato di ricerca in informatica presso la Stanford University.

    Ecco chi è Parag Agrawal, il nuovo CEO di Twitter

    Nell’ottobre 2011 entra in Twitter per lavorare sulla pubblicità, diventando poi il rimo ingegnere della società ad assumere il titolo di “Distinguished Engineer“. Paraga Agrawal continua negli anni successivi il suo lavoro, ricoprendo altre mansioni. Fino a quando arriva la svolta con la nomina, nel 20217 con Dorsey come CEO, a CTO dell’azienda. Un ruolo che lo vede lavorare a stretto contatto con Dorsey, sempre più impegnato, in quel periodo, ad occuparsi anche dell’altra società, Square.

    Agrawar legato al progetto Bluesky

    In un questi ultimi 4 anni Parag Agrawal si occupa del problema tecnologico della piattaforma, come quello delle password. Ma il suo nome è legato invece al progetto Blue Sky, il progetto che ha come obiettivo di trasformare Twitter in una “piattaforma libera e decentralizzata”. Il progetto sta andando avanti, lavorando a stretto contatto con il team “Crypto” voluto da Dorsey, visto il suo grande interesse per i bitcoin, che adesso continuerà a seguire, in maniera esclusiva a questo punto, con Square e la sua app Cash.

    Il progetto Blue Sky continuerà a crescere sotto la guida diretta di Parag Agrawal, visto anche il suo ruolo, per rendere Twitter più veloce e più, appunto, decentralizzata. In questo solco si inserisce la partnership con Google Cloud e la gestione della timeline ad Amazon Web Services (AWS).

    Questo un primo profilo del personaggio Parag Agrawal, persona non conosciuta ai più, ma che conosce bene i meccanismi di Twitter e gli obiettivi che l’azienda vuole raggiungere. Entra il 2023 l’azienda deve puntare a 7,5 miliardi di dollari di ricavi e ad avere 315 milioni di utenti giornalieri (oggi 211 milioni). E, nel contempo, riuscire a costruire un equilibrio attorno alla piattaforma.

    Twitter e le conversazioni da destra

    Sappiamo delle ultime vicissitudini che hanno spinto la piattaforma a sospendere per sempre l’account di Donald Trump e sappiamo anche, da un recente studio, che l’algoritmo di Twitter (senza che la società sappia spiegare il perché) ha nei fatti favorito le conversazioni di destra sulla piattaforma. Situazioni che devono trovare un equilibrio guardando sempre a Twitter come “un luogo sano dove conversare”, parole sposate proprio da Parag Agrawal.

    Ecco, queste sono le due sfide più insidiose per Agrawal già per i prossimi due anni, sapendo bene che l’azienda ha innovato tanto la piattaforma, puntando anche su nuove forme di contenuto, come Twitter Spaces, riuscendo a fornire sempre nuove funzionalità agli utenti.

    Tutto questo però ha bisogno di un piano più organizzato e siamo sicuri, da quello che abbiamo riportato in questo articolo, e da quelle che sono le opinioni di chi lo conosce bene, che Parag Agrawal sarà all’altezza del suo compito.

    I tanti CEO di origine indiana

    Ma come dicevamo in apertura, il nome Parag Agrawal come nuovo CEO di Twitter si va ad inserire all’interno di una lista di nomi di origine indiana che guidano aziende tecnologiche della Silicon Valley, e non solo. La lista di nomi, tra i più importanti, hanno una caratteristica in comune. Un grande background tecnologico, quasi tutti ingegneri, e arrivano al ruolo di CEO per dare una volta all’azienda, alla ricerca di un maggiore equilibrio per raggiungere gli obiettivi.

    E parliamo di Sundar Pichai, che arriva a diventare CEO di Google nell’agosto del 2015 quando nasce Alphabet, di cui diventerà CEO quattro anni più tardi nel 2019.

    E parliamo di Satya Nadella, altro grande nome, CEO di Microsoft nominato nel febbraio del 2014, dopo Steve Ballmer. Con lui il colosso di Redmond diventa l’azienda più valutata al mondo, superando la Apple.

    E ancora, nella lista c’è anche Arvind Krishna, CEO della IBM, nominato nel gennaio dello scorso anno, definito da Ginni Rometty come “l’uomo giusto per la nuova era di IBM”.

    E di origine indiana sono anche Ajay Banga, CEO di Mastercard, Shantanu Narayen, CEO di Adobe.

  • Jack Dorsey lascia la guida di Twitter, subentra Parag Agrawal

    Jack Dorsey lascia la guida di Twitter, subentra Parag Agrawal

    Le notizie che si sono susseguite nel pomeriggio, hanno poi trovato conferma. Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, lascia il suo incarico e al suo posto arriva Parag Agrawal, attuale CTO.

    Nel pomeriggio italiano si sono susseguite una serie di notizie sulle fonti raccolte dalla CNBC, il celebre canale finanziario americano, che dava Jack Dorsey, co-founder e CEO di Twitter, pronto a lasciare la guida di Twitter “a breve”. E così è stato.

    Al suo posto arriva Parag Agrawal, già CTO di Twitter, come nuovo CEO con effetto immediato e lo stesso Dorsey resterà comunque all’interno dell’azienda da lui fondata insieme a Biz Stone e Evan Williams. Le notizie dicono che resterà all’interno del board fino al 2022.

    Si è trattato (quasi) di un fulmine a ciel sereno, come si dice in questi casi, che arriva proprio nel momento in cui Twitter ha cominciato ad innovare la piattaforma da 280 caratteri. Quello che gli azionisti, e non solo, hanno sempre richiesto negli ultimi anni.

    Jack Dorsey lascia la guida di Twitter, al suo posto Parag Agrawal

    Dorsey già CEO di Square

    Come noto, Jack Dorsey oltre ad essere CEO di Twitter è anche CEO di Square, la società specializzata nei pagamenti mobile. Un doppio incarico che è stato mal digerito sin dal suo, secondo, insediamento nel 2015.

    In molti hanno sempre ritenuto che proprio quel doppio incarico avesse conseguenze negative nella gestione dell’azienda Twitter.

    E come ricorderete, lo scorso anno, nel mese di febbraio, il Fondo Eliiott (lo stesso che detiene il AC Milan) cercò di mettere alla porta proprio il co-fondatore di Twitter, reo, secondo Paul Singer di non aver fatto abbastanza per la crescita della società. In pratica, il Fondo Elliott, forte del suo ruolo di azionista di maggioranza, voleva fare spazio ad un suo uomo per avere un controllo più diretto della società.

    L’operazione venne poi stoppata, a distanza di pochi giorni, quando arrivò Silver Lake e mise sul piatto 1 miliardi di dollari di investimenti, con l’impegno che Dorsey mantenesse il suo posto. I ben informati dissero che l’operazione era stata animata da Bog Iger, oggi presidente della Walt Disney e grande amico di Jack Dorsey.

    In passato anche la Disney venne data come probabile compratore di Twitter, operazione che in effetti non vide mai la luce.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Dorsey, cofondatore di Twitter

    Jack Dorsey ha fondato Twitter che ha visto la luce nel 2006 e per due anni ha ricoperto il ruolo di CEO, quindi fino al 2008. Ritornò alla guida della sua azienda sette anni dopo, quando Dick Costolo si dimise, anche per non essere riuscito del tutto nella sua missione di traghettare l’azienda dopo la quotazione a Wall Street.

    Nel momento in cui ritorna Jack Dorsey Twitter riversava in una situazione non felice, nonostante la quotazione in borsa nel 2013. E questa situazione si è protratta per diverso tempo, alimentata anche dalla scarsa crescita della base utenti.

    Una scarsa crescita che era figlia di una scarsa innovazione della piattaforma, quando invece tutte le altre piattaforme social media in qualche modo evolvevano.

    Solo nel 2019 Twitter ha cominciato a fare sul serio nell’innovare la piattaforma, mettendo al centro modalità che dessero la possibilità agli utenti di conversare più facilmente. Twitter da sempre è stata vista come una piattaforma difficile, una differenza che diveniva ancora più marcata in confronto con le altre piattaforme.

    Dorsey – Agrawal, quale futuro per Twitter

    Adesso il compito che ha davanti Parag Agrawal è quello di raggiungere entro il 2023 l’obiettivo di 7,5 miliardi di ricavi e 315 milioni di utenti giornalieri monetizzabili.

    Vedremo se riuscirà.

    Intanto, mentre scriviamo, il titolo TWTR guadagna a Wall Street già quasi il 5%. Segno che era un momento atteso dagli investitori. Salvo poi cedere il 2,74%.

    E non sfuggirà ai più attenti che queste dimissioni arrivano nel giorno in cui Twitter si avvia a sviluppare la modalità shopping con una diretta che vedrà come protagonista Walmart.

  • Anche Spotify guarda a TikTok e testa Discover

    Anche Spotify guarda a TikTok e testa Discover

    Nel panorama social media, Spotify era rimasta una delle poche a non aver implementato una funzionalità simile a TikTok. Ma ecco che Chris Messina ha scoperto che in realtà l’app di musica in streaming sta testando Discover.

    Spotify era rimasta una delle ultime piattaforme social media a non implementare ancora una funzionalità simile a TikTok, per farla più semplice. Ma ora questo primato sta per vacillare e anche la piattaforma di musica in streaming più usata al mondo sta per capitolare al fascino del forma in verticale.

    Di cosa stiamo parlando? La notizia è stata diffusa TechCrunch dopo che Chris Messina (sì, quello del primo hashtag su Twitter) ha condiviso un tweet (appunto!) in cui si vede questa nuova funzionalità di Spotify, denominata Discover, che ricorda molto la modalità di visualizzazione dei video su TikTok. La stessa che su Instagram è diventata Reels e tanta altre cose su altre piattaforme.

    Ecco Discover di Spotify

    Discover di Spotify, per come appare nel test, si trova tra il tasto home e quello Search dell’app e, una volta cliccato su di essa, l’utente avrà la possibilità di navigare tra i video, sfogliandoli appunto in senso verticale, dal basso verso l’alto, con a possibilità di mettere anche like.

    Spotify testa Discover

    Da quello che si vede, Discover ricorda molto Canvas, ossia la modalità che viene tutt’ora visualizzata quando si passa all’ascolto di un brano e viene visualizzata una porzione di un video (della durata massima di 8 secondi) al posto della copertina.

    Quindi, partendo da Canvas, sulla quale modalità Spotify ha notato un certo coinvolgimento degli utenti, Discover sembra essere quindi la modalità estesa in senso verticale.

    https://twitter.com/chrismessina/status/1463542273216446472

    Al momento si sa solo questo e non si conosce la tempistica riguardo a questo test e nemmeno se lo stesso diventerà poi una funzione stabile su iOS o Android.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Di certo, Spotify andando alla ricerca di una modalità che possa coinvolgere ancora di più gli utenti, guarda, come già hanno fatto altre piattaforme, a TikTok. Non è un male, ma la conferma che quella modalità lanciata da TikTok è stata una mossa vincente.

  • Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Una recente ricerca di Pew Research negli Usa rileva, non certo una novità, che il 25% degli utenti Twitter genera il 97% dei tweet. E quasi la metà sono retweet.

    Non si tratta di una novità, ad essere onesti, ma una recente ricerca di Pew Research, negli Usa a rilevato, ancora una volta, che in realtà i social media non sono usati da tutti gli utenti. E cosa intendiamo per usati? “Usati” nel vero senso della parola e cioè fare uso dello strumento attraverso tutte le funzionalità che una piattaforma social media mette a disposizione.

    Ebbene, dalla ricerca emerge che solo il 25% degli utenti Twitter (oggi 211 milioni di utenti giornalieri) genera il 97% dei tweet, la quasi totalità. Vale la pena specificare che la ricerca si basa solo sul mercato Usa, ossia quello più importante per Twitter. Per questo motivo, si può ritenere che questi dati possano essere verosimilmente rilevati anche su altri mercati, almeno in media.

    Sono un quarto degli utenti governa la conversazione

    Quindi, solo un quarto degli utenti su Twitter governa la conversazione e questo può dare qualche indicazione anche in termini di uso della piattaforma da parte di un brand, sapendo che riuscire a coinvolgere quella parte di utenti può avere un impatto considerevole.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    È utile considerare anche che, sempre relativamente al 25% di utenti che generano contenuti su Twitter, solo il 14% era caratterizzato da tweet originali, mentre oltre l’80% è costituito da retweet (49%) o da risposte ad altri tweet (33%).

    Inoltre, le risposte e i retweet (RTs) costituiscono la maggior parte delle azioni compiute da chi usa meno Twitter, quindi dal restante 3% sul totale.

    Da questi dati emerge una indicazione che era in parte già nota. E cioè che, come abbiamo visto, l’82% delle azioni compiute sono retweet e risposte, non si tratta quindi di contenuti originali.

    Twitter e pensieri poco originali

    Su Twitter si condivide poco pensiero originale, ma lo strumento diventa utile nell’amplificare i messaggi. Quest’ultima sembra essere un’altra considerazione evidente che emerge da questi dati.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Twitter si caratterizza quindi come strumento per amplificare i messaggi condivisi, considerato che il 50% di tutte le attività svolte è costituito da RTs. Non si conosce la percentuale relativa alle risposte.

    Questa ricerca evidenzia, e conferma, che Twitter è quindi uno strumento legato alla diffusione delle notizie. Risulta uno strumento molto efficace nel creare coinvolgimento attorno alle news.

    Tweet in media 37 like e 1 retweet

    Altro dato interessante è che, considerando un mese di tempo, i tweet generati dagli utenti più attivi (il 25% sul totale come abbiamo visto) ricevono mediamente, come forma di interazione, 37 like e 1 retweet. Se vi state chiedendo come mai notate basse interazioni rispetto ai vostri contenuti, questa può essere una spiegazione.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Inoltre, c’è un aspetto per certi versi allarmanti. Nel senso che buona parte degli utenti che hanno preso parte alla ricerca, non sanno nemmeno se il proprio account è pubblico o privato.

    Il 65% riteneva che fosse pubblico, il 19% lo riteneva privato e il 17% non sapeva nulla a riguardo. Solo che a realtà dei fatti è che l’89% degli account delle persone che hanno partecipato alla ricerca sono pubblici. E poi, l’83% di quelli che sostenevano che il proprio account fosse privato, in realtà era pubblico.

    Un esempio di come, forse, sarebbe più utile parlare di come usare gli strumenti appieno, perché poi le persone non conoscono la differenza su come funziona l’algoritmo che è alla base di una piattaforma social media e come settare gestire il proprio account secondo la privacy.

    Twitter per amplificare le notizie

    Alla fine, tutto questo non deve essere letto come uno scoraggiamento ad usare Twitter, anzi. Questa ricerca ci conferma che Twitter è uno strumento ideale per condividere news e informazioni, che gli utenti lo usano proprio per amplificare queste notizie.

    Ma Twitter è molto di più. È anche uno strumento dove, attraverso la condivisione di contenuti, è possibile stringere Relazioni. Il contenuto diventa quindi strumento di relazione e le dinamiche di interazione con esso sono la chiave di tutto.

    Twitter da poco ha lanciato Twitter per Professionisti, una modalità che permette agli account di differenziarsi e distinguersi meglio, definendo la propria attività. Uno strumento in più per aiutare le persone ad usare la piattaforma in modo diverso e utile. Nel senso che Twitter può diventare anche uno strumento per indentificare meglio il proprio lavoro e le proprie competenze.

  • Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    I dati di una recente ricerca di Axios mettono in evidenza che i Creator emergono su TikTok. E poi che si può parlare di social media di vecchia e nuova scuola.

    Creator Economy fa sempre più rima con TikTok, almeno questo è quello che appare da una recente indagine di Axios. Sono dati interessanti che ci aiutano a comprendere meglio come i Social Media stiano cambiando, più di quello che siamo soliti pensare.

    Il dato più rilevante è il dato che su 50 account più seguiti sui social media, TikTok è quella che fa emergere di più i Creator. Sulle altre piattaforme, tra i più seguiti figurano spesso account di aziende, quindi corporate.

    Ma l’aspetto davvero interessante è che gli account più seguiti su TikTok non hanno lo stesso seguito sulle altre piattaforme, come invece ci aspetterebbe.

    Abbiamo sempre pensato che un account era in grado di attrarre una grande audience anche su piattaforme diverse perché, sostanzialmente, c’erano delle affinità tra le stesse audience. Ebbene, tutto questo non sembra essere più vero.

    Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    Altro aspetto che abbiamo sempre considerato, è che, partendo dal presupposto che ogni piattaforma social media ha delle caratteristiche peculiari, le stesse determinassero l’audience. Come a dire che fosse la piattaforma a modellare l’audience attorno ad un account.

    Social Media, piattaforme di vecchia e nuova scuola

    Questo era vero quando le piattaforme, che definiamo di “vecchia scuola” si distinguevano per davvero. Col tempo le stesse sono andate via via inglobando caratteristiche, prese in prestito da altre, al punto da renderle quasi uguali tra loro. Un concetto reso ancora più evidente dall’emergere di piattaforme social media di “nuova scuola” che, a differenza delle “vecchie”, nascono già specifiche con strumenti precisi.

    L’aspetto determinante oggi è quello di abbracciare i valori che sono alla base di una piattaforma e quindi la community che si è in grado di costruire su di essa.

    Questo spiega come mai questi account di creator molto seguiti su TikTok non ottengano la stessa audience su altre piattaforme.

    I creator trionfano su TikTok

    Nello specifico, Charli D’Amelio, Khaby Lame, Addison Rae, Bella Poarch e Zach King sono gli account più seguiti su TikTok che mettono insieme qualcosa come 480 milioni di follower. Gli stessi account di questi creator sono invece poco seguiti su altre piattaforme.

    Ad esempio, Bella Poarch, ha 85 milioni di follower su TikTok, ma meno di 1 milione su Twitter. Khaby Lame ha oltre 120 milioni di follower su TikTok, ma 58 milioni su Instagram.

    Guardando oltre TikTok, possiamo citare Kim Kardashian con 254 milioni di follower su Instagram e 1,9 milioni su YouTube. O anche la nostra Chiara Ferragni con 25,5 milioni di follower su Instagram e poco meno di 700 mila follower su Twitter.

    social media piattaforme 2021

    Difficile emergere su tutte le piattaforme social

    Sono pochi gli account che riescono ad emergere su altre piattaforme e apparire nei primi 10 più seguiti. Come Cristiano Ronaldo che primeggia su Facebook Instagram e Twitter; Ariana Grande (Instagram e Twitter) e Will Smith (Facebook e TikTok).

    La ricerca offre poi uno spaccato sulle singole piattaforme, arrivando ad affermare che TikTok, come abbiamo appunto rilevato, è la piattaforma che meglio aiuta i Creator ad emergere.

    Su YouTube gli account più seguiti sono i grandi della musica e dell’intrattenimento e tra i 20 account più seguiti sei vengono provengono dall’India, quattro dagli Stati Uniti, tre dalla Corea del Sud, due dalla Russia.

    Invece Facebook offre qualcosa in più ai brand, e si vede dai dati di Axios. Gli utenti sono sempre più incoraggiati a mettere “like” alle pagine, al di là dei contenuti.

    Come abbiamo imparato in questi anni, e questi dati di Axios lo confermano, Instagram è il luogo dove costruire il proprio seguito mostrando il proprio stile di vita, influenzando gli utenti attraverso le proprie scelte. Le dinamiche che si generano su questa piattaforma, da questo punto di vista, sono uniche e il seguito che si riesce a generare è molto alto.

    Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Anche Twitter è luogo per influencer

    Anche Twitter mostra di essere il luogo degli influencer e delle celebrità, anche se in misura molto ridotta rispetto a Instagram. All’interno della piattaforma da 280 caratteri chiunque può costruirsi un proprio seguito avendo delle idee e dei contenuti da condividere, attraverso i quali costruire Relazioni. Non è un caso, poi, che Twitter sia l’unica piattaforma che vede insieme, nei primi 50 account più seguiti, politici e business leader.

    Una breve riflessione in chiusura, rifacendoci all’apertura di questo articolo.

    Questi dati di Axios ci mettono davanti al fatto che oggi si può parlare di due forme di intendere le piattaforme social media. Forse può apparire anche un po’ scontato.

    Da una parte abbiamo, come abbiamo già detto, le piattaforme della “vecchia scuola”, come possono essere Facebook o Twitter, dall’altra abbiamo piattaforme di “nuova scuola”, come TikTok e anche Instagram che giocano sui contenuti veloci, video, effimeri. Si tratta di modalità differenti, sia dal punto di vista dei contenuti che del coinvolgimento.

    Di certo, le aziende, di fronte a questi dati, e di fronte all’emergere di TikTok, devono cominciare a guardare anche alle piattaforme social media di nuova scuola. E, per certi versi lo stanno già facendo.

  • Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi delle canzoni in tempo reale, grazie alla collaborazione con Musixmatch.à

    Gli utenti di Spotify, che solo due giorni fa hanno patito un down pesante (chissà, forse per questo!) ne saranno felici. E per utenti intendiamo tutti, sia quelli paganti che quelli free. La notizia è che finalmente, è il caso di dire, su Spotify arrivano i testi in tempo reale sulle canzoni. Una funzionalità che a molti appariva quasi naturale ma che per molti versi non si era mai messa in pratica. Ma adesso è un’altra storia.

    La funzionalità viene lanciata in collaborazione con Musixmatch, l’azienda fondata a Bologna nel 2010 da Max Ciociola e Gianluca Delli Carri che già offre testi per 8 milioni di canzoni. Sapete che Musixmatch è già presente su Apple Music, Amazon Music, Shazam, Vevo e Facebook. Mancava, appunto, solo Spotify.

    Su Spotify arrivano i testi con Musixmatch

    Si potranno visualizzare i testi delle canzoni

    Grande novità è anche quella di poter visualizzare i testi in tempo reale da qualsiasi dispositivo. Infatti, li si potrà visualizzare dall’app di Spotify su iOS e Android, ma anche da desktop, da smart tv e da console per giochi.

    Dall’applicazione mobile, nella visualizzazione del titolo del brano, noterete che prima del nome dell’artista compare una targhetta “Lyrics”. Significa che di quella canzone potrete visualizzare il testo. Ma non solo, la visualizzazione del testo in tempo reale si può trasformare in una esperienza da condividere anche sui social media. Per visualizzare il testo basta scorrere verso l’alto.

    Infatti, nel riquadro della visualizzazione, in basso, compare una voce “Condividi“. Da lì potrete portare un pezzo di testo della vostra canzone preferita ovunque vogliate.

    Si potrà seguirli anche da desktop

    La modalità di visualizzazione è molto simile anche sugli altri dispositivi. Basta attivare “Now Playing View“. Da desktop basta cliccare sul microfono, lo stesso vale anche sulle smart tv.

    La modalità Lyrics è disponibile su Playstation 4, Playstation 5 e XBox One, oltre che su Android TV, comprese FireTV, Samsung, Roku, LG, Sky e Comcast.

    In realtà questa collaborazione tra Spotify e Musixmatch era stata già tentata, si era conclusa infatti nel 2016. Infatti da allora compariva la funzione “Behind the Lyrics” che permetteva all’utente di visualizzare il testo del brano e anche notizie di contesto.

  • Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche in Italia. Per la prima volta Twitter permette ad aziende e professionisti di identificare il proprio account. Ecco come funziona.

    Twitter è una delle poche piattaforme social media a permettere a tutti di registrarsi, aprire un proprio account, senza definire lo stesso come persona o come professionista/azienda. Una modalità che altre piattaforme, come Facebook, Instagram e TikTok già permettono da tempo. Ma adesso tutto cambia e anche Twitter permetterà agli account di definirsi meglio, per sfruttare tutte le opportunità della piattaforma.

    Come molti di voi sanno, Twitter non ha mai permesso una distinzione netta, chiunque poteva aprire un proprio account, una modalità che, a fronte della nuova strategia intrapresa dalla società di Jack Dorsey, non ha più molto senso. Twitter oggi è molto di più di 280 caratteri e presentarsi in maniera chiara può aiutare gli utenti a conoscere meglio gli interlocutori con cui entra in contatto e alle aziende, ai professionisti, influencer, creator di sfruttare tutte le opportunità.

    Ecco Twitter per professionisti

    Annunciato ad aprile di quest’anno e rilasciato verso la fine di ottobre, adesso comincia a propagarsi meglio, anche in Italia, Twitter per Professionisti, quella che era stata presentata come Twitter for Professionals. Si tratta di un modulo che gli utenti stanno vedendo comparire all’interno del menù della app mobile o all’interno della voce “Altro” sul menù della versione web, con cui definire meglio il proprio account.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | franzrusso.it

    E siamo sicuri che questa modalità farà felici le aziende, che da sempre hanno chiesto un modo per poter meglio distinguere il proprio account, e tutti i professionisti/influencer/creator che adesso possono presentarsi meglio.

    Ma vediamo meglio come funziona Twitter per professionisti.

    Intanto un profilo aziendale o professionale per Twitter non è altro che un aggiornamento, gratuito, di un account esistente che risponda ad alcuni requisiti: non aver commesso ripetute violazioni delle regole di Twitter; essere autentici, significa quindi avere un nome e cognome insieme ad una foto e una bio ben definita. Non sono ammessi account che rappresentano personaggi di fantasia, account che fanno parodia e nemmeno account di animali domestici.

    Trasformare l’account Twitter per aziende e professionisti

    Come detto prima, Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche nel nostro paese e potete trovare la sezione nel menù dalla versione app mobile e all’interno della voce “Altro” all’interno del menù per la versione web.

    Una volta cliccato sulla sezione, potrete cominciare a definire il vostro account.

    La prima cosa da fare, dopo aver accettato di far diventare il vostro account per aziende o professionisti, è quella di scegliere la categoria a cui appartenete, scegliendo quella che più vicina alla vostra professionalità.

    Una volta fatto questo, individuate la vostra figura specifica, in modo da caratterizzare il vostro account, e quindi scegliete tra “Attività” o “Creator“. Quest’ultima è quella che più si addice a personalità pubbliche, influencer, blogger e creator.

    Fatto l’ultimo passaggio, avrete la possibilità di modificare la vostra bio, rendendo visibile la vostra categoria.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | InTime Blog

    E qui ci fermiamo, anche se il modulo prevede anche la possibilità di aggiungere la sezione dedicata alla Newsletter, realizzata grazie all’acquisizione di Revue, e al modulo Shopping, non ancora attivo nel nostro paese. A questi moduli, si dovrebbe aggiungere anche la sezione About, all’interno della quale le aziende avranno modo di specificare meglio l’indirizzo dell’attività, gli orari, i contatti e altro.

    Al momento, non è possibile rendere professionale un account appena creato.

    Perché scegliere Twitter per Professionisti

    La prima cosa da fare è chiedersi se veramente l’account è per aziende o per professionisti. Trasformarlo, come detto, aiuta molto a definire un’attività, vale per un’azienda come per un professionista. Posto che si fa sempre in tempo a tornare indietro. Nel senso che è possibile trasformare un account per professionisti facendo ritornare un account privato.

    Una volta fatta la scelta di trasformare il proprio account per aziende e professionisti, questa stessa trasformazione, come dice Twitter, “apre le porte a diverse opportunità”. Molte delle quali non ancora attive nel nostro paese, come quelle legate all’advertising e quelle legate allo shopping.

    Update adv

    Diversamente da quanto scritto sopra, anche in Italia sono attive, per le aziende e i professionisti che trasformano il proprio account, quelle che Twitter chiama Quick Ads. In pratica, in soli 3 passaggi è possibile promuovere un contenuto.

    Quando si vede la tab “Promuovi” su un tweet già pubblicato, quella è una promozione veloce. Si parte da 10 euro fino a 5 mila euro, scegliendo poi per quanti giorni estendere la promozione.

    Ma, in sostanza, conviene trasformare il proprio account se si intende usare Twitter per creare conversazioni attorno alle propria attività, aziendale o professionalità, in modo da creare Relazioni anche da questo punto di vista.

    E, come detto sempre all’inizio, questa trasformazione aiuta gli utenti a comprendere meglio l’account con cui ci si relaziona.

  • Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, mantenendo l’impegno, dopo due mesi risolve il problema della sparizione dei tweet dalla timeline. L’aggiornamento riguarda la versione web.

    Come certamente ricorderete, a fine settembre vi avevamo dato notizia di come Twitter intendesse risolvere (finalmente!) una volta per tutte il fenomeno della sparizione del tweet dalla timeline. Scritto poi così non è poi chiarificatore. Parliamo del momento in cui un tweet cattura la vostra attenzione dalla timeline, ma poi, per il fatto che la stessa timeline si aggiornava automaticamente, lo stesso tweet spariva. E non c’era verso di rintracciarlo in maniera rapida.

    Questo breve recap per tornare sulla notizia, a distanza di circa due mesi, per fornirvi un aggiornamento importante. E sì, Twitter ha mantenuto l’impegno di risolvere il problema, a partire dalla versione web.

    In pratica, da oggi, il rilascio continua in maniera graduale, una volta selezionato un tweet che si vuole leggere, e quindi rispondere, ritornando sulla timeline la stessa non si aggiornerà più in maniera automatica, come avveniva prima.

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Adesso è l’utente che decide quando aggiornare la timeline. E come?

    Un aggiornamento atteso

    Una volta ritornati sulla timeline, appunto, noterete in alto la barra del contatore dei tweet che intanto conteggia i tweet che vengono man mano pubblicati. Solo cliccandoci sopra aggiornerete la timeline, altrimenti potrete restare lì fin quando avrete letto quello che vi interessava.

    Può darsi che da questo aggiornamento sia dipeso oggi, 16 novembre, un down che si è limitato, appunto, alla sola versione web della piattaforma, nello specifico per quel che riguarda le notifiche e le pagine dei profili.

    Twitter tweet sparizione web

    Come vedete dall’immagine, il rilascio sta avvenendo e, in questo modo, Twitter si allinea sempre più alla sua versione mobile. Infatti, sia nella versione iOS che Android, questa modalità è già presente.

    Per la società di Jack Dorsey si tratta di un’altra interessante novità a distanza di pochi giorni dall’annuncio che Twitter non taglierà più le immagini che vengono allegate ai contenuti. Adesso, qualunque sia il formato, orizzontale o verticale, l’immagine verrà visualizzata per esteso già nell’anteprima, senza più essere tagliata al centro.

    E, sempre qualche giorno fa, Twitter ha anche annunciato il rilascio di Twitter Blue, la versione di Twitter a pagamento, anche negli Usa.

    E proprio Twitter Blue merita qualche approfondimento che a giorni condivideremo con voi.

  • L’addio alle corse di Valentino Rossi sui Social Media

    L’addio alle corse di Valentino Rossi sui Social Media

    La giornata sportiva di ieri è stata caratterizzata dall’ultima corsa di Valentino Rossi nella Moto GP. Un evento che ha avuto ovviamente un gran risalto anche sui social media. Ecco il nostro racconto con Talkwalker.

    The Last Dance, l’ultima corsa per Valentino Rossi. Ieri a Valencia il pilota di Tavullia ha chiuso la sua lunga carriera. Carriera costellata, tra gli altri, da ben 6 titoli mondiali nella Moto GP: dal 2002 al 2005; poi 2008 e 2009. Una gara che si è trasformata in un tributo da parte di tutti i piloti. E in un lungo e caloroso saluto da parte dei tifosi di tutto il mondo.

    Una giornata speciale per Valentino Rossi che ha avuto grande risalto anche sui social media. Ed è per questo che, grazie a Talkwalker, vogliamo segnalarvi alcuni dati che fanno comprendere come l’evento di ieri sia stato a tutti gli effetti un evento globale.

    addio corse Valentino Rossi Social Media

    Abbiamo voluto portare avanti la nostra analisi prendendo in considerazione quello che è diventato l’hashtag ufficiale della giornata, vale a dire #GrazieVale che vedeva di fiano, su Twitter, il celebre numero 46 in giallo che ha accompagnato la carriera sportiva di Valentino Rossi.

    addio alle corse valentino rossi social media

    Come vedete dall’immagine sopra, i contenuti rilevati per #GrazieVale sono stati 233.600 e l’hashtag continua ad essere in trending topic su Twitter anche oggi.

    Un numero di contenuti che ha generato oltre 1,6 milioni di interazioni, caratterizzato per la gran parte da “Like” su Twitter. Interazioni generate anche sulla scia della messa in onda della gara. Infatti su Tv 8 la gara ha generato 1,1 milioni di interazioni (l’82% su Instagram) e la messa in onda su Sky ha generato oltre 926 mila interazioni (83% su Instagram).

    Addio alle corse Valentino Rossi sui social media

    Oltre 750 mila i temi condivisi e da segnalare oltre 50 mila condivisioni di emoji con espressioni tristi.

    Questo invece il dato relativo al pubblico che ha seguito #GrazieVale sui social media. Possiamo quindi dire che il

    Addio alle corse Valentino Rossi sui social media

    Il 70,8% del pubblico, su una media di circa 100 mila autori unici, è rappresentato da uomini, mentre il 29,2% da donne. Interessante notare come oltre la metà (il 51,5%) ha un’età compresa tra i 25-34 anni. Molto presente anche la fascia dei giovani con il 37% tra 18-24 anni. Il 9,7% è rappresentato dalla fascia di età tra 35-44 anni e poi 1,6% dei 45-54 anni.

    Come dicevamo, #GrazieVale è stato un momento di condivisione globale e la mappa qui sotto lo dimostra. Si tratta della mappa di calore, ossia dove le attività sui social media sono state più calde.

    Mappa di calore social media GrazieVale

    Come vedete, ovunque si è parlato sui social media dell’addio alle corse di Valentino Rossi.

    E arriviamo quindi agli account che sono stati più bravi a generare engagement, quelli che chiamiamo influencer. Dal grafico emerge che l’account ufficiale di MotoGp su Twitter è quello che più di tutti ha generato coinvolgimento, suo il contenuto più condiviso della giornata, tra l’altro.

    Influencer per GrazieVale sui social media

    E ora, la nostra consueta carrellata dei contenuti più coinvolgenti della giornata per #GrazieVale, iniziando con quello più condiviso in assoluto dall’account Twitter di MotoGP:

    http://twitter.com/MotoGP/status/1459880927404961798

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Christof Innerhofer (@innerhoferchristof)

    Ecco, questo era il nostro resoconto su #GrazieVale, la grande giornata dell’addio alle corse di Valentino Rossi vista dai social media. Grazie a Talkwalker come sempre.

    [Immagine originale di Getty Images 2021]

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