Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Twitter estende Tips a tutti anche con i pagamenti in bitcoin

    Twitter estende Tips a tutti anche con i pagamenti in bitcoin

    Dopo la fase di test iniziata a maggio, Twitter estende Tips, ossia la possibilità di fare e ricevere pagamenti e donazioni, a tutti gli utenti, iOS per ora. La novità è che adesso si possono effettuare in bitcoin.

    Twitter continua per la sua strada sui pagamenti in piattaforma e quella che era stata lanciata, a maggio scorso, come una funzionalità in test, denominata Tip Jar, da ieri è diventata per tutti Tips. E la grande novità, forse neanche troppo per chi segue molto da vicino le vicende di Twitter e in special modo del CEO, Jack Dorsey, è che i pagamenti, o donazioni, possono essere effettuati anche in bitcoin.

    E quindi da oggi sul profilo Twitter di ogni utente ci sarà uno spazio apposito in cui inserire i link ai propri account Cash App, Patreon, Venmo e ad altre piattaforme per poter effettuare
    pagamenti e donazioni. Diciamo subito che si tratta di una estensione della funzione per tutti gli utenti iOS in questa fase iniziale di rilascio, successivamente, nelle prossime settimane, la possibilità verrà rilasciata anche per tutti gli utenti Android.

    Con Tips sarà possibile inviare una piccola somma di denaro per finanziare un account
    particolarmente apprezzato, manifestare il proprio sostegno ad un comico emergente per i suoi Tweet divertenti, ancora aiutare un piccolo imprenditore in un momento difficile e donare per una causa importante e sostenere qualsiasi persona o progetto si voglia.

    Twitter estende Tips pagamenti bitcoin ios franzrusso

    Come avevamo già sottolineato in occasione nel lancio del test, Tips diventa quindi uno strumento attraverso il quale sostenere quegli utenti che sono individuati come content creator. Di conseguenza, questa funzione diventa per Twitter una ulteriore occasione per essere sempre più parte della Creator Economy.

    Ecco come funziona Twitter Tips

    Prima di passare ai metodi di pagamento abilitati e a come effettuare un pagamento o donazione, è utile spiegare come fare per attiva Tips sl proprio profilo Twitter, si tratta di una operazione molto semplice. È sufficiente cliccare dalla timeline la foto profilo in alto a sinistra e scorre sul menù fino a “Profilo“, da qui cliccare su “Modifica profilo“. Una volta fatto questo, scorrere in basso fino a trovare la voce “Tips“, cliccarci sopra, attivare la voce “Attiva mance” e poi inserire il proprio account rispetto al servizio di pagamento scelto.

    Una volta completata questa fase, Tips comparirà attiva sul vostro profilo.

    come usare twitter tips social media

    Gli account che hanno attivato Tips visualizzeranno l’icona dei soldi accanto al
    pulsante “Segui” sul proprio profilo. Cliccando sull’icona verranno elencati i servizi o le piattaforme di pagamento che l’utente ha attivato, potendo così scegliere quale utilizzare per la donazione.

    Qui di seguito, i servizi di pagamento attualmente disponibili, e sono:

    • Bandcamp
    • Cash App
    • Chipper
    • Patreon
    • Razorpay
    • Wealthsimple Cash
    • Venmo

    Twitter sta lavorando per integrare altri due metodi come GoFundMe, una piattaforma di raccolta fondi online e PicPay, una piattaforma di pagamento da mobile brasiliana.

    Una volta scelto il servizio che si desidera utilizzare, l’utente sarà reindirizzato da Twitter
    all’app selezionata per il pagamento. Con questo servizio, ed è bene specificarlo, Twitter non tratterrà alcuna percentuale.

    Tips abilita i pagamenti e le donazioni in Bitcoin

    Oltre ai servizi attualmente abilitati per Tips, le persone potranno ora inviare una piccola somma di denaro senza soluzione di continuità in Bitcoin usando Strike, un’applicazione di pagamento basata sul Lightning Network che permette alle persone di inviare e ricevere Bitcoin. Strike assicura pagamenti istantanei e gratuiti a livello globale.

    come usare twitter tips social media bitcoin

    Strike è disponibile per gli utenti in El Salvador e negli Stati Uniti, con Hawaii e New York
    esclusi. Le persone nei mercati registrati dovranno avere un account Strike e aggiungere il loro nome utente Strike per ricevere mance in Bitcoin sul Lightning Network. È possibile utilizzare qualsiasi portafoglio Bitcoin Lightning per inviare donazioni agli altri utenti Strike.

    L’obiettivo di Twitter è di fare in modo che tutti sulla piattaforma abbiano la possibilità di ricevere pagamenti. Le valute digitali sono un ulteriore strumento utile per raggiungere questo obiettivo.

    Tips, come aggiungere il proprio indirizzo Bitcoin

    Dopo aver abilitato Tips, l’utente potrà aggiungere anche il suo indirizzo Bitcoin. Le persone, quindi, copiandolo e incollandolo in un portafoglio Bitcoin a loro scelta, potranno effettuare direttamente un pagamento. A questo link è possibile consultare il centro assistenza di Twitter per la guida step-by-step su come attivare la nuova funzione Tips e come inviare le mance.

    Per attivare Tips o inviare una donazione a qualcuno bisogna essere maggiorenni e accettare la nuova General Tipping policy di Twitter, pensata per garantire la sicurezza delle persone che utilizzeranno il servizio. Questa policy guiderà le azioni esecutive di Twitter e, come per tutte le regole sulla piattaforma, verrà rinnovata continuamente e in modo pubblico man mano che più persone in tutto il mondo useranno Tips.

    Twitter prevede anche di permettere agli utenti di collegare i loro portafogli di criptovalute e autenticare la proprietà degli NFT che twittano con un badge speciale.

  • Twitter al lavoro per evitare che i tweet spariscano

    Twitter al lavoro per evitare che i tweet spariscano

    Sicuramente vi sarà capitato di leggere un tweet da mobile e vederlo sparire dopo l’aggiornamento automatico della timeline. Ecco, Twitter fa sapere che risolverà tutto entro i prossimi due mesi.

    Quante volte vi è capitato, spesso da app mobile, di leggere un tweet dalla timeline e, proprio quando eravate a metà lettura, vederlo sparire. E quante altre volte vi è capitato di leggere le risposte a quel tweet e poi di non riuscire a risalire allo steso tweet che ha generato la conversazione. La risposta sarebbe “tante volte” ed è quella che darebbe qualsiasi utente Twitter che, almeno una volta (se non di più) si è trovato in una situazione come questa.

    Ebbene, facciamo questa considerazione perché ieri Twitter ha ufficializzato che sta lavorando per risolvere questo disagio, più che problema. Infatti, dall’account Twitter Support ieri è stato twittato che nei prossimi due mesi verrà posto rimedio a tutto questo con una soluzione, senza spiegare però come fare per evitare che il tweet scompaia con l’aggiornamento automatico della timeline.

    Twitter evitare tweet spariscano franzrusso intime blog

    “Sappiamo che è un’esperienza frustrante, quindi stiamo lavorando per cambiarla“, si legge nel primo dei due tweet. “Nei prossimi due mesi, introdurremo degli aggiornamenti al modo in cui ti mostriamo i tweet in modo che non spariscano“, “l’unica cosa che si sa è che “le modifiche impediranno ai tweet di sparire a metà lettura“, chiude il secondo e ultimo tweet.

    La tempistica dei due mesi vuol dire che si tratta di una operazione che ha bisogno di tempo e non dimentichiamo che Twitter ha avviato un processo di rinnovamento della piattaforma che prevede l’avvio di Community, che di fatto introduce i gruppi nella piattaforma da 280 caratteri. E poi, nel corso di questo mese ha iniziato un test su uno strumento che permette la rimozione dei follower senza procedere con il blocco. Vedremo quando accadrà.

  • Ecco come funziona il sistema dei video consigliati su YouTube

    Ecco come funziona il sistema dei video consigliati su YouTube

    Come funziona il sistema dei video consigliati di YouTube, argomento che interesserà molto tutti gli youtuber. Facciamo un po’ di chiarezza grazie al contributo di Cristos Goodrow, VP dell’Ingegneria di YouTube.

    Chissà quante volte vi siete chiesti come funziona il sistema che regola i video consigliati su YouTube. Si tratta di un tema che sta particolarmente a cuore agli youtuber, ma non solo e che oggi può essere più chiaro grazie alla spiegazione che ne fa Cristos Goodrow, VP dell’Ingegneria di YouTube. In pratica, la persona più adatta per aiutare a capire meglio e ci fa piacere potervelo segnalare. Teniamo conto che anche dai video consigliati dipende anche un po’ la visibilità di uno youtuber, per il fatto che i video possono essere consigliati nel proprio canale e anche in un canale diverso. Questo perché i video consigliati si basano sulle preferenze e sulla cronologia degli utenti.

    I video consigliati su YouTube si possono trovare o sulla homepage della piattaforma oppure e nel “Video Successivo“, questa modalità appare quando si sta guardando un video e suggerisce contenuti aggiuntivi basati su ciò che si sta guardando in un dato momento, insieme ad altri video che possono essere interessanti.

    Il sistema, che appare per la prima volta nel 2008, passa in rassegna più di 80 miliardi di video al fine di suggerire contenuti che incontrino gli interessi specifici degli utenti. Un esempio può essere quanto il sistema di video consigliati su YouTube riconosce che quell’utente a guardato dei video di calcio e trova tutta una serie di contenuti consigliati per meglio approfondire. E spesso tra quelli consigliati si trovano video che non si sarebbero visualizzati altrimenti. Una cosa che va specificata è che il collegamento dei video consigliati su YouTube non si basa su ciò che si visualizza su altre piattaforme social media.

    come funziona sistema video consigliati YouTube franzrusso.it

    Un aspetto da sottolineare in merito è rappresentato dalle “opzioni di controllo” che che vi aiutano gli utenti a decidere quanti condividere con la piattaforma. In pratica, è possibile sospendere, modificare o cancellare le ricerche e la cronologia di YouTube quando si vuole.

    Video consigliati YouTube, personalizzazione

    Ma come avviene la personalizzazione dei video consigliati di YouTube? Intanto bisogna dire che ci troviamo di fronte ad un sistema in continua evoluzione, anche vista la dimensione dei video da analizzare. Ogni giorno il sistema impara da oltre 80 miliardi di video, come dicevamo prima, che vengono chiamati “segnali”.

    E vediamo adesso quali sono gli elementi, anzi segnali, che danno forma al sistema. E sono: numero di clic, watchtime, risposte a sondaggi, condivisioni, mi piace e non mi piace.

    • Numero di clic: cliccare su un video è comunque una indicazione importante per il sistema, anche se questo non fornisce l’informazione completa sul fatto che il video sia stato effettivamente guardato.
    • Watchtime – Il tempo di visualizzazione: ossia quali video si guardano e per quanto tempo, fornisce al sistema dei segnali personalizzati su ciò che più probabilmente si vuole guardare. Quindi, se un utente appassionato di tennis guarda 20 minuti di video di Wimbledon e solo pochi secondi di video che riguardano l’analisi della partita, è possibile supporre che abbia trovato utile guardare proprio i video dei momenti salienti.

    sistema video consigliati youtube infografica

    • Risposte ai sondaggi: il sistema, per assicurarsi che gli utenti siano davvero soddisfatti del contenuto che stanno guardando, misura quello che si definisce “watchtime di valore“, il tempo trascorso a guardare un video considerato prezioso. Quindi si considera il tempo di visione valorizzato attraverso sondaggi tra gli utenti che chiedono di valutare il video che gli utenti hanno guardato, da una a cinque stelle, offrendo una metrica per determinare quanto si è trovato soddisfacente il contenuto.
    • Condivisione, Mi piace, Non mi piace: si sa che quando un utente trova interessante un video, allora mette un like o lo condivide. Il sistema dei video consigliati di YouTube utilizza queste informazioni per cercare di prevedere la probabilità che gli utenti condividino o apprezzino altri video. Chiaro che quando si mette un “Non vi piace”, per YouTube è un segnale che probabilmente non quel video non era adatto a quell’utente.

    Ma non dimentichiamo che YouTube è ormai diventato uno strumento attraverso il quale gli utenti reperiscono notizie e si informano. Per questo, nel suggerire i video consigliati, serve un grande senso di responsabilità, al fine di suggerire agli utenti notizie e informazioni di qualità. YouTube su questo aspetto lavora con molta attenzione anche attraverso la condivisione di Linee Guida che definiscono ciò che si può condividere sulla piattaforma.

    YouTube e la disinformazione, il lavoro dei valutatori

    La crescita del fenomeno della disinformazione ha indotto YouTube ad ampliare ulteriormente i modi con cui viene usato il sistema di video consigliati in relazione alla disinformazione e ai contenuti definiti borderline, contenuti fuorvianti ma che non violano le regole della community.

    Aspetto importante è il lavoro svolto dai valutatori, che arrivano da tutto il mondo, i quali svolgono un lavoro di verifica attenta su ogni contenuto e ogni canale al fine di classificare gli stessi come “autorevoli” oppure “estremi”. La classificazione avviene sulla base di elementi che riguardano l’argomento del contenuto, la finalità, l’autorevolezza e la reputazione dell’autore.

    Rispetto a questo ambito e, soprattutto, al mondo in cui i video consigliati vengono suggeriti, vi invitiamo alla visione di questo video in cui Cristos Goodrow risponde alle domande che ci si pone più spesso riguardo ai video consigliati su YouTube.

    Val la pena di sottolineare un aspetto che Goodrow sottolinea nel video, e cioè che i video classificati come “estremi” non fanno guadagnare, in quanto è vietata la monetizzazione dei contenuti estremi. “Questo significa – evidenzia Goodrow – che ogni video dal contenuto estremo guardato è un’opportunità persa di monetizzare, il che porta a un reale mancato guadagno per YouTube. Allo stesso modo, questo tipo di contenuto genera sfiducia e desta preoccupazioni non solo con i partner pubblicitari, ma con il pubblico, la stampa e il mondo politico. Il nostro obiettivo è quello di avere visualizzazioni di contenuti estremi provenienti dai video consigliati al di sotto dello 0,5% delle visualizzazioni complessive su YouTube“.

    Per approfondire meglio sull’argomento, vi invitiamo a leggere il contenuto integrale sul blog ufficiale di Google Italia, a firma proprio di Cristos Goodrow. E fateci sapere se lo trovate utile come crediamo.

  • Instagram, ecco la nuova funzione Cerca sulla Mappa

    Instagram, ecco la nuova funzione Cerca sulla Mappa

    Instagram da oggi lancia la nuova funzione Cerca sulla Mappa, per premettere agli utenti di cercare un bar o un ristorante nelle proprie vicinanze e per permettere alle attività di attrarre nuovi clienti.

    Instagram è una piattaforma dove gli utenti condividono immagini di luoghi frequentati e, tra questi non mancano mai ristoranti e bar. Ma oltre a condividere questi luoghi, gli utenti usano Instagram anche per cercarne di nuovi. Ecco che allora la novità di oggi farà felici tutte quelle che persone che usano l’app per cercare un ristorante, un bar, un luogo dove poter trascorrere una serata romantica o in compagnia di amici.

    La nuova funzione di Instagram si chiama “Cerca sulla Mappa” ed è stata pensata proprio per andare incontro a tutti quegli utenti che vogliono scoprire ristorante, caffè o anche parchi in base alla propria posizione.

    “Cerca sulla mappa” è stata implementata sulla base dei comportamenti di molti utenti, che come già detto usano Instagram per condividere le foto dei luoghi che visitano attraverso gli hashtag.

    Instagram nuova funzione Cerca sulla Mappa franzrusso intime blog

    La nuova funzione può essere utilizzata seguendo due modalità:

    • Tab Esplora: premendo sulla nuova icona della mappa nell’angolo in alto a destra della tab Esplora, vengono mostrati luoghi popolari con hashtag di varie categorie, come ristoranti, caffè e destinazioni turistiche vicino alla tua posizione attuale.
    • Ricerca degli hashtag: ad esempio, quando un utente fa una ricerca utilizzando l’hashtag #ristorante per trovare consigli, nei risultati appariranno le attività commerciali nelle vicinanze pubblicate con quell’hashtag.

    Gli utenti possono quindi scoprire luoghi di diverso tipo attraverso due modalità e, visitando i relativi account Instagram, possono poi ottenere maggiori informazioni.

    Instagram nuova funzione Cerca sulla Mappa franzrusso intime blog hashtag

    La funzione “Cerca sulla mappa” sarà disponibile inizialmente in alcuni paesi tra cui figurano Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. In futuro la funzione verrà estesa ad altri paesi.

    “Cerca sulla mappa” nasce quindi osservando le condivisioni degli utenti e alle ricerche che riguardano attività commerciali e servizi nelle proprie vicinanze.

    cerca sulla mappa instagram tag esplora franzrusso.it

    Con questa nuova funzione, Instagram diventa un luogo dove cercare un ristorante e un bar, rappresenta quindi una opportunità per gli utenti che vogliono interagire coi brand e le aziende che seguono di più, ma è anche una opportunità per le attività che vogliono raggiungere nuovi clienti.

  • Ricerca interna di Facebook: Instagram dannoso per gli adolescenti

    Ricerca interna di Facebook: Instagram dannoso per gli adolescenti

    Una ricerca interna di Facebook è arrivata alla conclusione che Instagram è dannoso per gli adolescenti. La piattaforma di photo-sharing diventa uno strumento di continuo confronto sociale, generando ansia tra i più giovani.

    Sono anni che si discute degli effetti che, usate in modo non corretto e poco sano, alcune piattaforme social media possono avere sulle persone, e sui giovani in particolare. Qui sul nostro blog ne abbiamo discusso spesso, rifacendoci a ricerche esterne, portata avanti ad agenzie e aziende che sulla base dei dati a disposizione sono arrivate a concludere che effetti nocivi possono essere molto più evidenti su alcune persone.

    Il dibattito è sempre tra chi sostiene che siano le piattaforme ad essere dannose e chi sostiene che sia invece il modo in cui queste piattaforme vengono usate. Certo è che il modo in cui usiamo le piattaforme sicuramente incide molto sul risultato finale, anche perché, aspetto certamente non secondario, alla base delle piattaforme social media esistono algoritmi con lo scopo specifico di alimentare ciò che ci piace di più e ciò che vorremmo essere.

    Una dinamica, potente, che in alcuni casi può generare effetti dannosi su alcune persone.

    Ricerca Facebook Instagram dannoso adolescenti franzrusso.it

    Questa, dovuta, premessa, perché da qualche giorno si parla di una ricerca interna di Facebook che, di fatto, certifica quello che, in parte, era già noto. E cioè che Instagram diventa uno strumento dannoso per gli adolescenti. La notizia, resa nota dal Wall Street Journal, l’unico ad essere entrato in possesso delle slide relative a questa ricerca interna al colosso di Menlo Park, fa molto discutere proprio per il fatto che a prendere coscienza del pericolo è proprio la società che possiede la piattaforma di “photo-sharing” più usata proprio dai giovani.

    Instagram rischia di diventare uno strumento di continuo “confronto sociale, una sorta di continuo confronto con modelli che usano come metro di conversazione solo la comparazione della propria immagine. In questo modo passa il messaggio che nella vita si ha “successo” solo se incarni quel modello che punta alla perfezione fisica.

    Un continuo bombardamento di immagini perfette che appaiono nei feed e nella sezione Esplora di questi ragazzi, in particolar modo ragazze, con effetti negativi. “Peggioriamo i problemi di immagine corporea per una ragazza adolescente su tre“, si legge in una slide della ricerca di Facebook, dato che, va specificato, si riferisce ad adolescenti che presentano già problemi in questo senso.

    Ecco, osservando il tema da questo punto di vista, possiamo solo affermare che Instagram non è certo di aiuto.

    Ma vediamo qualche dato più in concreto della ricerca che Facebook ha condotto negli Usa e in Uk almeno negli ultimi tre anni. Ricerca che, ricordiamolo, non è stata diffusa pubblicamente, ma è stata resa nota da un articolo apparso sul Wall Street Journal, unico ad entrare in possesso della ricerca.

    Un dato rilevante, anche rispetto a quanto scritto finora, è che il 40% di coloro che hanno dichiarato di sentirsi poco attraenti ha affermato che questa sensazione è accresciuta usando proprio Instagram.

    E ancora, “gli adolescenti incolpano Instagram per l’aumento del tasso di ansia e depressione“, un dato che è stato riscontrato in altri gruppi di persone.

    La ricerca di Facebook rileva anche tra gli adolescenti che hanno manifestato intenti suicidi, il 6% di quelli che si trovano negli Usa e il 13% di coloro che si trovano in Uk li hanno ricondotti proprio all’uso di Instagram.

    Come certamente ricorderete, un paio di mesi fa aveva fatto molto discutere la decisione del Ministero per l’Infanzia e per la Famiglia in Norvegia di rendere obbligatoria l’indicazione se l’immagine usata all’interno di un post promozionale sia stata ritoccata o meno. Una decisione che il ministero ha preso di fronte al dilagante fenomeno del dismorfismo corporeo, il pensiero continuo sui propri difetti fisici. Una situazione che è alimentata dalla continua ricerca dei like che, come abbiamo visto, genera per lo più ansia in particolare negli adolescenti.

    Era doveroso per noi mettere tutti a conoscenza di questa ricerca, di questi dati e di quanto Instagram possa essere dannoso per alcune persone. Qui non di mette in discussione una piattaforma in particolare o i social media in generale, si tratta solo di avere bene in evidenza le conseguenze che l’utilizzo e l’impostazione di alcune piattaforme possono avere sugli adolescenti.

    L’economia dei Like ha generato anche questo.

    Un uso più consapevole, informato, adeguato al proprio ideale di condivisione può sicuramente essere di giovamento anche per i giovani, come per tutti in realtà. Serve quindi maggiore attenzione, informazione, formazione (perché no), consapevolezza nell’usare queste piattaforme per fare in modo che diventino strumenti di crescita e arricchimento e non strumenti distruttivi.

  • LinkedIn, ecco la modalità scura per desktop e mobile

    LinkedIn, ecco la modalità scura per desktop e mobile

    Anche LinkedIn inizia a rilasciare per tutti i 774 milioni di utenti la possibilità di scegliere anche la modalità scura, sia per desktop che per mobile.

    Anche Linkedin, dopo Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp, Pinterest e altre, inizia a rilasciare la modalità scura, sia per desktop che per mobile. Il rilascio della modalità è iniziato ieri a livello globale per tutti i 774 milioni di utenti e avverrà in modo graduale.

    Da qualche anno le app, web e soprattutto mobile, stano approcciando alla modalità scura per garantire un’alternativa alla modalità classica, ma anche per garantire una migliore visualizzazione in scarse condizioni di luce. A dire il vero, e sarebbe questa la vera motivazione, la modalità scura viene adottata sempre di più per impedire l’esposizione alla luce blu.

    Come abbiamo imparato in questi anni, la luce blu è stata adottata per migliorare la visualizzazione dei display alla luce diurna, solo che la continua esposizione alla luce blu, visto che sono tante le ore che trascorriamo connessi ai nostri dispositivi, in scarse condizioni di luce provoca porta ad una carenza di melatonina (l’ormone che ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia) portando, di conseguenza. a dormire sempre di meno.

    LinkedIn modalità scura desktop mobile franzrusso intime blog

    Un recente studio, pubblicato negli Usa, ha rilevato come negli ultimi 35 anni la percentuale di persone che dorme meno di 6 ora a notte sia cresciuta del 31% e il 45% della popolazione mondiale ha problemi ad addormentarsi. Nel 1910 la media era di 9 ore di sonno per persona. Certo, le cause possono essere diverse ma, senza dubbio, l’uso continuo dei dispositivi anche prima di addormentarsi, e la conseguente esposizione alla luce blu, ha influito negativamente sulla qualità del sonno.

    Ecco, quindi, che anche LinkedIn abilità la modalità scura per: una migliore Accessibilità, la modalità scura contribuisce ad affaticare meno i nostri occhi; per una migliore Inclusività, LinkedIn fa sapere di aver adeguato le grafiche alla modalità scura per renderle meglio visibili, migliorando anche la visibilità dei testi, per permettere a tutti di continuare ad utilizzare l’app anche nella versione scura.

    Come attivare la modalità scura su LinkedIn

    LinkedIn modalità scura mobile franzrusso intime blog

    Attivare la modalità scura su LinkedIn è molto semplice:

    • dal vostro profilo, andare su Impostazioni
    • da “Preferenze Account” attivare la “Modalità Scura”

    Da qui è possibile scegliere tra le “Impostazioni del dispositivo“, nel caso in cui vogliate usare la modalità “notte” che tanti dispositivi permettono già di usare, la “Modalità Scura” o la “Modalità Chiara“.

    Se ancora non visualizzate questa possibilità, non vi preoccupate, entro qualche giorno sarà visibile e potrete effettuare la vostra scelta.

    Che ne pensate? Usate già la modalità scura su qualche app? Se sì, quale?

  • Twitter, ecco come funziona Communities, per ora su invito

    Twitter, ecco come funziona Communities, per ora su invito

    Twitter inizia il test di Communities e mette in pratica quel processo di trasformazione, ormai avviato, annunciato da Jack Dorsey nel 2019. Le conversazioni adesso si sviluppano anche nelle community, per ora su invito. Ma presto le community saranno libere per tutti.

    Ad aprile del 2019, Jack Dorsey, CEO e co-founder di Twitter, al TED 2019 disse che era in atto una trasformazione di Twitter e che la piattaforma da 280 caratteri sarebbe diventata sempre più un luogo dove mettere in risalto gli interessi e, quindi, in contenuti. A distanza di 2 anni e mezzo quel processo di trasformazione è davanti agli occhi di tutti e, da un paio di giorni, inizi il test di Communities, la funzionalità che permetterà agli utenti di connettersi e conversare degli stessi interessi.

    Twitter Communities permetterà agli utenti di ritrovarsi all’interno di spazi (parola usata non a caso) e conversare su interessi specifici. Questo perché, come già specificato ad inizio di questo anno quando la funzionalità venne presentata, le raccomandazioni di tweet su argomenti specifici guidano l’8,2% dell’engagement, rispetto al 3,2% delle raccomandazioni di tweet basati su account.

    Come funziona Twitter CommunitiesCommuni

    Con la funzionalità Twitter Communities un utente può pubblicare un Tweet direttamente nel gruppo invece che rivolgersi a tutta la platea costituita dai suoi follower. Allo stesso tempo, solo i partecipanti alla stessa Community potranno rispondere e unirsi alla conversazione, mantenendola intima e pertinente. Le pagine e le timeline delle Community resteranno però pubbliche e consultabili da chiunque su Twitter voglia leggere, citare e segnalare i tweet della Community.

    twitter communities franzrusso intime blog

    Community, le linee guida

    In pratica, con Communities gli utenti hanno la possibilità di prendere parte ad un spazio più ristretto, dove incontrare altri utenti con cui condividere gli stessi interessi e conversare su temi più specifici.

    Ogni Community prevede un moderatore, il quale decide le regole della community stessa, può invitare altre e individuare altri moderatori per mantenere lo spazio ordinato e coerente. Le Community diventano così dei luoghi in cui l’atmosfera e il tono della conversazione è deciso da persone che condividono gli stessi interessi.

    Le community come luoghi

    Al momento, la creazione di Community è circoscritta ai temi più popolari come cani, meteo, sneaker, cura della pelle e astrologia, ma nei prossimi mesi Twitter darà la possibilità a sempre a più persone di sfruttare la funzione Communities, creando gruppi in cui conversare di qualsiasi argomento.

    Allo stato attuale, Twitter Communities funziona su invito, anche se presto verranno aggiunti altri modi per poter farne parte.

     

    Queste alcune linee guida da seguire per mantenere la conversazione sana all’interno delle Communities:

    • Le Community sono visibili pubblicamente, quindi tutti possono leggere, segnalare e
      citare i Tweet pubblicati all’interno della pagina.
    • Tutti i gruppi e i suoi membri devono seguire le Regole di Twitter, e chiunque – sia
      membri che utenti esterni alla Community – può segnalare alla piattaforma violazioni
      di questi criteri.
    • I moderatori, oltre a rispettare le regole della piattaforma, devono soddisfare alcuni
      requisiti di idoneità e, in questa fase sperimentale, essere approvati da Twitter. I requisiti di ammissione saranno perfezionati man mano che la creazione e la moderazione della funzione Communities verranno estese a più utenti.
    • Le regole di Twitter e i provvedimenti in caso di violazione saranno adattati affinché le persone siano al sicuro nelle Community. Questo include lo sviluppo di sistemi per identificare gli spazi potenzialmente problematici, nuovi flussi di segnalazione e azioni su misura.

    Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

    I membri selezionati da Twitter possono accedere alle Community attraverso una tab
    dedicata che si trova in fondo alla pagina dell’applicazione per i sistemi iOS o nella barra
    laterale per chi accede da Twitter.com. Gli utenti Android possono comunque leggere i
    Tweet delle Community in attesa che tutte le funzionalità vengano estese anche ai loro
    dispositivi. Chiunque in tutto il mondo può unirsi a una Community grazie all’invito di un
    moderatore o di un membro tramite messaggio privato.

    A questo tutte le informazioni per il funzionamento di Twitter Communities.

  • Le Media company si trasformano in Lifestyle company

    Le Media company si trasformano in Lifestyle company

    Il processo di trasformazione delle Media company è più profondo. Le tecnologie come Cloud e Intelligenza Artificiale possono dare vita a nuovi modelli più agili, dando vita a Lifestyle company.

    Le Media Company hanno avviato un processo di trasformazione che, come abbiamo visto, la pandemia da Covid-19 ha evidentemente accelerato. Qual è la direzione da intraprendere oggi e soprattutto quale il futuro dei Media? Tentare di dare una risposta in due parole a questa domanda non è facile, allora proviamo a darne una prendendo spunto dai due incontri che Accenture, azienda leader nella consulenza per l’innovazione riconosciuta a livello globale, ha organizzato a Dogliani, in occasione della decima edizione del Festival della Tv e dei Nuovi Media.

    Le Media Company stanno attraversando un grande processo di trasformazione, digitale e non solo. Dai due momenti di confronto a Dogliani, dove sono intervenuti tra gli altri ospiti anche Claudia Caldera, Managing Director – Communications, Media & Technology di Accenture, e Alessandro Riva, Comms & Media Managing Director & Advertising Lead di Accenture Italia, è emerso che il consumatore digitale oggi è sempre più attento, maturo e intenzionato a pagare per i contenuti e che la tecnologia come 5G, Intelligenza Artificiale, Cloud può aiutare le media company a realizzare modelli più rapidi per agganciare le esigenze dei propri utenti.

    media company trasformano Lifestyle company franzrusso.it

    Una ricerca Accenture ha evidenziato come il 65% dei consumatori avverta la necessita di navigare tra più servizi, cosa non facile oggi, e che solo un terzo dei contenuti sia di semplice accesso. Il mutato contesto rappresenta per gli operatori Media una enorme opportunità da cogliere: nello scenario globale si prevede infatti che il calo dei ricavi nel 2020 per l’industria sarà recuperato entro la fine del 2021. La prospettiva per i prossimi 5 anni è assolutamente incoraggiante: con un forte traino dell’universo digitale, la crescita annuale sarà prossima al double digit.

    Altro aspetto emerso dai due panel del Festival di Dogliani riguarda i contenuti, sempre più al centro delle strategie degli operatori Media. La ricerca di Accenture evidenzia come il 72% dei clienti Netflix dichiara che l’importanza dei contenuti è predominante rispetto al brand o al servizio di fruizione stesso. Inoltre, secondo una stima Accenture, nei prossimi 5 anni si prevede un incremento negli investimenti per la produzione di contenuti fino al +12% annuo.

    Il panorama che traccia Accenture, di cui si è discusso anche a Dogliani, è che il percorso di trasformazione intrapreso dalle Media company le porti a diventare delle “Lifestyle company“. E cioè di piattaforme che, grazie all’adozione di un nuovo modello sempre più rapido, sono in grado di estendere il proprio portafoglio si prodotti e servizi. Quindi, non solo informazione e intrattenimento, ma anche servizi che saranno parte integrante della esperienza di quotidianità e dello stile di vita (e-commerce, servizi assicurativi e bancari, pagamenti, travel & leisure) degli utenti. Un’offerta integrata per i consumatori costruita sull’analisi costante della customer journey, per ottimizzare i percorsi d’acquisto, le caratteristiche dei prodotti preferiti, il targeting dei contenuti e le strategie di investimento.

    Una grande opportunità che può essere colta adesso, grazie alla tecnologia disponibile come Cloud, l’Intelligenza Artificiale (AI), l’Augmented/Virtual Reality e le Drone Technologies al fine di, oltre a care nuove forme di intrattenimento, di dare vita a nuove forme di interazione, anche con piattaforme tipo Epic Games e Minecraft o piattaforme social come Twitch. E proprio in relazione a quest’ultima, siamo sicuri che a breve non mancheranno esempi.

  • Twitter, ecco Super Follows per pochi utenti su iOS

    Twitter, ecco Super Follows per pochi utenti su iOS

    Twitter ha cominciato a rilasciare Super Follows per pochi creator negli Usa e in Canada. Ogni utente, con almeno 10 mila follower, può proporre abbonamenti mensili da 2,99 a 9,99 dollari.

    A distanza di qualche giorno dal lancio dei Ticketed Spaces, solo su iOS, Twitter ha ufficializzato l’inizio del rilascio di Super Follows, la funzionalità che permette ai creator di realizzare contenuti esclusivi per i propri follower, dietro il pagamento di una piccola quota mensile. Il rilascio di Super Follows sancisce praticamente l’ingresso, ufficiale, di Twitter nella Creator Economy, permettendo, per la prima volta nella sua storia, agli utenti di cominciare a guadagnare. Un’idea che solo fino a qualche anno fa veniva bellamente derisa dai più.

    Su Twitter gli utenti cominciano a guadagnare

    Oggi lo scenario dei social media è cambiato, è più maturo, molto diverso dagli inizi, consapevole del fatto che si è arrivati al punto di dover cambiare qualcosa. Come abbiamo più volte sottolineato qui sul nostro blog, l’avvento di Clubhouse ha sparigliato le carte in tavola; ha portato qualcosa di nuovo e/o ha velocizzato alcune dinamiche che hanno reso più concreto il fenomeno della Creator Economy. E di questo ne abbiamo parlato su Forbes Italia in questa chiacchierata con Cristina Maccarrone.

    Ma torniamo a Super Follows, la funzionalità che si attendeva comincia dunque ad essere più concreta e a fare la sua apparizione ufficiale negli Usa e in Canada, solo su iOS. Questa modalità permetterà da oggi, solo ad un ristretto gruppo di utenti che potranno usarla, di “guadagnare mensilmente, condividendo contenuti per soli follower abbonati su Twitter“, come spiega Esther Crawford, dello staff Product Manager di Twitter, in questo articolo sul blog ufficiale della piattaforma.

    Twitter Super Follows pochi utenti iOS franzrusso.it

    Come funziona Super Follows su Twitter

    Come detto in apertura, Super Follows è da oggi disponibile per un ristretto gruppo di utenti in Usa e in Canada, solo su iOS. L’obiettivo è comunque quello di renderlo disponibile anche su Android, ma non si conosce ancora la tempistica esatta.

    Per poter aderire a Super Follows, bisogna aver compiuto i 18 anni, avere almeno 10 mila followers e aver twittato almeno 25 volte negli ultimi 30 giorni.

    twitter super follows requisiti

    L’adesione, se i requisiti sono tutti soddisfatti, e se avete quindi almeno i 10 mila followers richiesti, può essere formulata, come già accade per gli spazi a pagamento, su Twitter, da mobile, dal menù principale vedrete la voce “Monetizzazione”, cliccando sulla quale si vedrà l’opzione Super Follows. A quel punto si inoltra la richiesta che, una volta accettata da Twitter (la comunicazione avviene via email all’indirizzo che avete indicato per l’apertura del vostro account), si potrà accedere alle funzionalità e cominciare a guadagnare.

    Al momento gli utenti Super Follows possono offrire ai propri followers tre soglie di pagamento mensile: 2,99 dollari; 4,99 dollari; 9,99 dollari.

    Questo che vedete in basso è il tweet di Tiara Willis, esperta di Make-up, scelta da Twitter per promuovere il lancio di Super Follows.

    La sua scelta è caduta sulla proposta di 2,99 dollari al mese per una serie di consulenze, promozioni e consigli mirati ai propri utenti.

    Per creare Tweet esclusivi si avrà quindi la possibilità di selezionare l’audience estesa oppure quella degli utenti abbonati, quindi quelli paganti.

    Social Media e Creator, le piattaforme seguono Clubhouse

    Quanto si guadagna con Super Follows

    La risposta è che Twitter permetterà agli utenti di guadagnare il 97% del guadagno mensile, trattenendo solo il 3% del totale. Il valore trattenuto da Twitter sale poi al 20% nel momento in cui l’utente Super Follows realizza un guadagna di 50 mila dollari al mese o superiore. Da quella cifra in poi il guadagno passa dal 97% all’80% per l’utente.

    Per fare due calcoli, se si hanno poco più di 30 mila follower con il 2% di utenti abbonati si possono guadagnare circa 1.800 euro al mese che, sottraendo il 3% che resta a Twitter, il guadagno è di circa 1.750 al mese.

    Queste le nostre prime considerazioni sulla prima apparizione ufficiale di Super Follows. Ovviamente torneremo sul tema quando la funzionalità sarà attiva anche nel nostro paese.

    Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

  • Anche LinkedIn dice addio alle sue stories da fine settembre

    Anche LinkedIn dice addio alle sue stories da fine settembre

    Le stories non sono per tutti e anche LinkedIn adesso lo sa. Da fine settembre la piattaforma dirà addio alle LinkedIn Stories puntando invece, in maniera più decisa, sui video.

    Le stories non sono per tutti, questa è una regola che abbiamo imparato bene in questi anni, e vale tanto per gli utenti quanto per le piattaforme social media. E così, dopo Twitter che poco meno di un mese fa aveva mandato in soffitta i Fleets, la sua offerta in termini di contenuti effimeri, anche LinkedIn sembra confermare questa regola. Infatti, dalla fine di settembre, la piattaforma di social media business di proprietà di Microsoft dirà addio alle sue stories.

    Alla fine di un percorso durato un anno e mezzo, compreso il lancio ufficiale di un anno fa, LinkedIn si arrende nella rincorsa a riproporre il contenuto breve a tutti i costi e prende coscienza del fatto che agli utenti quella forma lì non piaceva.

    E la spiegazione, precisa, arriva proprio da Liz Li, Direttore di Prodotto di LinkedIn, quando nel suo post pubblicato sulla piattaforma spiega che, durante questo periodo gli utenti non hanno apprezzato lo sforzo della piattaforma di provare a creare qualcosa di diverso. “Gli utenti vogliono creare video più lunghi e duraturi che raccontino in modo più personale la propria storia professionale, mettendo in mostra le proprie competenze“, ha spiegato Li.

    LinkedIn addio stories fine-settembre 2021 intime blog

    In pratica, LinkedIn si è accorta che la base utenti che usa la piattaforma agisce in modo diverso che su altri social media. Gli utenti LinkedIn vogliono condividere video che restino sul proprio profilo ben visibili, in modo da presentarsi meglio, e che quel video sia sempre raggiungibile dagli utenti. La modalità effimera, in questo contesto, non ha avuto presa.

    L’esperienza con le LinkedIn Stories verrà chiusa alla fine di questo mese e, come spiegato dalla Li, inizierà una nuova fase in cui il Video sarà centrale, al fine di realizzare “una esperienza ancora più ricca e più conversazionale“.

    Quindi, questa strategia risponde alla richiesta degli utenti di poter continuare a creare e condividere video che restino visibili oltre le 24 ore e di poter avere più strumenti per creare una esperienza più coinvolgente.

    Al momento non ci sono altri dettagli rispetto a questo punto che resta una buona intenzione e siamo sicuri che sarà sviluppato con più convinzione. Ma resta il punto che questo di LinkedIn non è un fallimento. Tutti hanno provato a sperimentare le stories all’interno delle piattaforme e, quasi, tutti gli esperimenti sono finiti male. In ogni caso, sono esperimenti che aiutano a comprendere meglio la propria audience e le esigenze degli utenti. E se questo fosse un modo per attrarre nuovi utenti, allora sappiamo che era profondamente sbagliato.

    Anche Twitter, come dicevamo all’inizio, si è arresa alle stories, rendendosi conto che gli utenti non le usavano, non riuscendo a comprenderne a fondo l’utilizzo.

    Eppure, val la pena sempre di sperimentare e aprirsi a nuove strade, per crearsi sempre nuove opportunità o per comprendere meglio quelle che già si percorrono, arricchendole. Questa è stata l’esperienza con le Stories di LinkedIn.

    E intanto, siamo in attesa di conoscere l’evoluzione del test sulle audio rooms della piattaforma e siamo sicuri che l’esito sarà ben diverso di quello visto con le stories.

    E voi che ne pensate? Le avete usate, erano utili per la vostra audience e per il vostro scopo?