Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Le squadre di Calcio che vincono la stagione sui Social Media

    Le squadre di Calcio che vincono la stagione sui Social Media

    Nuovo rapporto di TOK.Tv “TOK Football Report” che indaga ogni mese come le squadre di Calcio italiane e internazionali usano i Social Media per comunicare e dialogare con i tifosi di tutto il mondo. Novità di questo mese è l’aggiunta di Google+. E anche in questo report le squadre spagnole e inglesi.

    Nuova edizione, pubblicata qualche giorno fa, di TOK Football Report, il report realizzato da TOK.Tv con lo scopo di indagare come le squadre di Calcio usano i Social Media, nello specifico: Facebook, Twitter, YouTube e Instagram. Un rapporto, questo realizzato dalla social media company, che ci offre uno spaccato interessante di come le squadre di Calcio. E grande novità di questa edizione è che viene aggiunto anche Google+ tra i canali monitorati, per osservare come le squadre di Calcio europee lo utilizzano per dialogare e creare coinvolgimento coi propri tifosi e appassionati.

    Allora, visto che i campionati sono terminati e visto che si è ormai nella fase di calciomercato, considerando anche che molti appassionati stanno seguendo anche la Coppa America, scopriamo insieme con questi dati qual è la quadra che ha vinto il campionato anche sui Social Media.

    Ancora una volta sono le squadre spagnole e inglesi sono quelle che riescono a sfruttare meglio i propri canali. E poi Real Madrid e Barcellona sono i club europei con il più alto numero di utenti tra i vari canali social monitorati, e molto ben piazzati anche su Instagram. Prima di passare a vedere in dettaglio le squadre in relazione ai singoli canali, è utile sottolineare che a livello di Leghe è la English Premier League la più seguita con più di 30 milioni di fans su Facebook e 8,5 milioni di follower su Twitter. A seguire la Liga spagnola con 4,6 milioni di fans su Facebook e 1,3 milioni di follower su Twitter. La Serie A si piazza in terza posizione tra le cinque principali leghe su Facebook con 3,1 milioni di fans e quarta con 460 mila follower su Twitter.

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    Anche questo report evidenzia che sono sempre Facebook e Twitter i canali più utilizzati. Tra le squadre su Facebook al top troviamo il Barcellona, vincitore dell’ultimo campionato spagnolo, con 84,1 milioni di fans, seguito dall’altro team spagnolo, il Real Madrid, con 82,6 milioni di fans. Tra le italiane la squadra con più fans è il Milan con 24,3 milioni di fans.

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    Su Twitter resta il predominio spagnolo ai vertici della classifica, solo che in prima posizione troviamo stavolta il Real Madrid con 16 milioni di follower seguito dal Barcellona con 15,1 milioni di follower. Tra le italiane, nella classifica, troviamo ancora una volta il Milan con 2,6 milioni di follower, il team meneghino si conferma dunque uno dei team italiani più seguiti sui social media.

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    E, come già anticipato all’inizio, in questo report per la prima volta fa il debutto anche Google+. E vediamo che anche in questa occasione notiamo che le squadre più presenti sono sempre le squadre spagnole e quelle inglesi. In prima posizione troviamo infatti il Barcellona con 8,1 milioni di follower e in seconda il Real Madrid con 6,5 milioni di follower. Tra le italiane è sempre il Milan quello che riesce a sfruttare anche G+, lo vediamo qui con 5,2 milioni di follower. E poi troviamo anche la Juventus con 1,5 milioni di follower.

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    Canale molto usato è anche YouTube e qui è evidente il predominio spagnolo che staccano tutti gli altri team. Il Barcellona vanta 1,8 milioni di follower e il Real Madrid 1,75 milioni. Il Chelsea è terzo con 432 mila follower e tra le italiane stavolta troviamo la Juventus con 269 mila follower.

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    Infine, diamo un’occhiata anche a Instagram che, come dicevamo prima, è dominato dalle due principali squadre spagnole. Infatti in prima posizione troviamo il Barcellona con 11,4 milioni di follower e in seconda troviamo il Real Madrid con 10,3 milioni di follower. Gli altri team sono tutti molto distaccati e tra le squadre italiane troviamo in questa classifica solo la Juventus con 1,3 milioni di follower.

    Ecco, questo il nostro resoconto su quest interessante report, anche se all’interno di esso esiste poi un dettaglio per tutte le squadre delle leghe considerate per ongi canale monitorato che vi invitiamo a consultare scaricando il report da questo link.

    Allora, tifosi e appassionati di Calcio, che ne pensate di questi dati?

  • Expo 2015, dopo un mese sui social se ne parla tanto e bene

    Expo 2015, dopo un mese sui social se ne parla tanto e bene

    Blogmeter diffonde i dati delle discussioni sui social media relativi al primo mese dell’Esposizione Universale a Milano. Ebbene, di Expo 2015 se ne parla molto sui social e cresce il sentiment positivo. I canali più utilizzati sono Twitter, Facebook e Instagram.

    Di Expo 2015 se parla sempre di più e sempre meglio. E’ quello che emerge dai dati dell’Osservatorio Expo 2015 Milano, curati da Blogmeter. Il primo mese sui social media è da considerarsi più che positivo, dopo un periodo non certo entusiasmante, e si sono riconfermate le impressioni positive dei primi giorni. Tutti i dubbi legati al successo dell’Esposizione che, prima dell’inizio erano una tra le criticità relative ad Expo, sono stati quasi spazzati via e sostituiti da tanti messaggi positivi rispetto al successo dell’Esposizione Universale di Milano. I temi sui social media che hanno catturato maggiormente l’attenzione degli utenti sono stati  l’Albero della Vita e il Padiglione Italia, a cui la maggior parte dei post e tweet sono dedicati. Da registrate molta partecipazione ed entusiasmo anche per il #MatchForExpo, la partita di calcio giocata il 4 maggio e promossa da Fondazione Pupi, la onlus dell’ambassador di Expo 2015, Javier Zanetti. È suo tra l’altro uno dei tweet più retwittati, con il quale ha ringraziato tutti i sostenitori dell’iniziativa.

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    E i canali più utilizzati in questo primo mese sono stati Facebook, Twitter e Instagra. Vediamo qualche dettaglio.

    Expo 2015 su Facebook

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    Durante il mese di maggio, quindi il primo mese di esposizione, il profilo Facebook di Expo 2015 ha conquistato quasi 250.000 nuovi fan e circa 1,36 milioni di interazioni, il 75% in più rispetto ad aprile anche grazie a un ritmo di pubblicazione contenuti più che raddoppiato da parte dell’account, che ha raggiunto una media di circa 39 post pubblicati al giorno. I contenuti che sono risultati più coinvolgenti spaziano da immagini relative all’inaugurazione, #TheOpening, in particolare l’accensione dell’Albero della Vita, a notizie provenienti dal sito espositivo che vengono categorizzate con hashtag tematici: ad esempio #expofacile, l’hashtag con cui vengono raccolti tutti i post che fanno riferimento all’accessibilità del sito espositivo, o #progettoscuola, il programma educativo che Expo 2015 dedica a tutte le scuole italiane per favorire l’approfondimento di tematiche legate all’alimentazione e promuovere l’utilizzo di nuove tecnologie all’interno della scuola.

    Expo 2015 su Twitter

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    Su Twitter, nonostante i numeri siano inferiori rispetto a quelli di Facebook, sono state raggiunte performance molto interessanti. Dall’inizio di maggio infatti sono stati 72.600 gli utenti che hanno iniziato a seguire il profilo di Expo 2015 Milano, permettendo dunque di raggiungere 216 milioni di total impressions. Altrettanto numerosi sono i tweet pubblicati quotidianamente (più di 94 al giorno). Per quanto riguarda le interazioni, il picco è stato raggiunto in occasione dell’inaugurazione (48.400), giorno in cui il tweet più coinvolgente è stato quello relativo alle Frecce Tricolori.

    Expo 2015 su Instagram

    Dai dati relativi a Instagram si osserva una grande crescita del profilo: le interazioni raccolte a maggio sono infatti circa 1,3 milioni, quasi tre volte quelle totalizzate ad aprile. Mediamente sono 11 le foto pubblicate ogni giorno e tra le più coinvolgenti spiccano quelle che ritraggono l’Albero della Vita, sebbene protagonista indiscusso del profilo Instagram di Expo2015milano rimanga il cibo in tutte le sue sfaccettature, grazie anche all’iniziativa #WeEatTogether, lanciata da WeWomenForExpo che invita gli utenti a condividere su Instagram foto sull’importanza del cibo nella quotidianità.

    Allora che ne pensate di questi dati? E come vedete voi #Expo2015 sui social media?

     

     

  • Gestire lo stress per ritrovare la creatività

    Lo conferma anche l’American Psichological Association: lo stress, raggiunti certi livelli, blocca la creatività. In particolar modo, per chi lavora sul Web e sui canali Social, dove l’overload di notizie da monitorare e la velocità della comunicazione è pressante. Tuttavia lo Stress non è sempre negativo e, addirittura, può diventare un’ottima risorsa. E’ necessario imparare a gestirlo perché si tramuti in nuova energia creativa e emotiva.

    In una vita sempre più veloce e interconnessa, chi si occupa di scrivere per il Web deve tenere costantemente conto di aggiornamenti quotidiani – della realtà virtuale e dei canali Social -, mantenere il più possibile spigliate relazioni digitali e curare il proprio Personal Branding, ovvero l’immagine proposta e poi percepita dai nostri lettori.
    L’overload di informazioni da monitorare, il desiderio di condividere anche il lavoro altrui, la necessità di concentrarsi quotidianamente su più fronti e su più mezzi (in media almeno tre diversi device) innalza inevitabilmente quello che comunemente viene chiamato Stress.
    Ma che cos’è realmente lo Stress e cosa comporta?
    Nei casi peggiori, progressivamente, si tramuta da un’eccellente capacità di lavoro multitasking a una condizione nervosa di pressione e ansia, e quando questo succede passiamo dall’essere perfettamente attivi e percettivi a sentirci, all’opposto, insicuri, facili alle risposte puramente emotive e vulnerabili.

    C’è chi con lo Stress vive e lavora meglio.
    Accade proprio perché i mille stimoli possono funzionare nella psiche e nel corpo come sollecitazioni a fare sempre meglio. E ci si riesce. Non solo perché si tollerano alti livelli di tensione nervosa, ma perché è proprio la tensione nervosa a regalare energia in più.
    In altre parole, si riesce a incanalare la “scossa elettrica” della tensione nervosa in un circuito positivo di azione-reazione, in cui l’individuo rimane padrone della situazione e nel suo organismo non si altera alcun equilibrio.

    C’è chi, invece, con lo Stress sopravvive. 
    Lo si tollera fino a un certo punto, ma poi, per riprendere un equilibrio psico-fisico salutare, si deve ricominciare a fare una cosa sola alla volta.
    In questo caso, moltissimo dipende dalle condizioni ambientali: è risaputo che le persone con minor resistenza allo stress producono migliori risultati in un ambiente lavorativo sereno e accogliente. 

    Allo Stress ognuno reagisce diversamente? Non è proprio così.
    E’ stato rilevato, infatti – secondo i recenti studi dell’American Psichological Association – un dato comune: lo stress inibisce l’apertura mentale, il pensiero laterale, dunque, la nostra creatività.
    Quell‘Intelligenza Emotiva da cui fioriscono progetti, idee, forza interiore positiva: tutti gli ingredienti vincenti e necessari per chi lavora con la Creatività.

    Lo stress è correlato a precisi parametri fisiologici. Eccessivi stimoli provocano un’alterazione della secrezione di ormoni, prodotti da Ipotalamo e Ipofisi, in particolare con un aumento di Cortisolo, anche detto “ormone dello Stress”.
    La natura psicosomatica è spiegata facilmente: una mancanza di adattamento fisiologico all’elevata produzione di Cortisolo conduce a un vero e proprio squilibrio dell’organismo, che, in condizioni prolungate, può comportare perfino disturbi cardiaci, motori e immunologici.

    Lo stress che produce ansia, tuttavia, non è sempre negativo. Serve come segnale di allarme.
    E’ l’avviso che il livello di tensione accumulato dal corpo e/o dalla mente sta diventando eccessivo, che in qualche modo bisogna intervenire.
    Sì, ma come?
    Come è possibile ritrovare quell’equilibrio interiore capace di non spegnere il pensiero creativo?

    Imparare a gestire lo Stress per dare il meglio di sé senza rinunciare ai tempi rapidissimi, alla competizione, alle caratteristiche dinamiche del mondo virtuale non è impossibile, ma richiede un allenamento mentale preciso.
    Personalmente, sono convinta che la prima responsabilità da assumere nei confronti di noi stessi sia quella di rispettare la propria natura.
    Il Web amplifica la voce di tanti, (tutti), molti dei quali diventano veri e propri modelli per noi.
    Avere dei punti di riferimento da cui imparare, delle persone il cui lavoro ci ispira e ci spinge a creare, non significa dimenticarsi di quello che vogliamo e possiamo fare noi.
    Un proverbio orientale dice “Non possiamo essere tutti delle succose mele, ma possiamo essere delle pere, altrettanto buone”.
    E’ nella nostra identità – senza perderla di vista e volerla mutare – che ritroviamo la libertà di pensiero e l’emozione di fare il nostro lavoro.
    E questa emozione è fondamentale per il nostro successo, nel lavoro e nella vita, ma anche nella gestione dello stress.

    Non ci sono tensioni che possono resistere se riusciamo a mantenere lo spazio per sentirci unici, per dare valore (contenuti di valore) agli altri per quello che siamo, ritrovando quella stabilità che lo stress ruba senza far rumore.

    Creatività significa apertura mentale, quindi ricettività, respiro, adattabilità, capacità di accogliere nuove prospettive.
    Significa, quindi, coltivare quell’Intelligenza Emotiva che sta alla base dei nostri tratti di personalità e che, purtroppo, è la prima a perdersi (o è la più facile da dimenticare) quando le scadenze si accumulano.
    La regola è, dunque, quella di gestire le proprie energie, non il tempo che si ha.
    Un ambiente aziendale – o un modo di lavorare – che privilegi i tempi personali, i ritmi biologici, la flessibilità delle nostre azioni e reazioni spontanee anziché la rigidità di un’agenda, è certo un ideale lontano per la maggior parte della gente.
    Eppure forse rifletterci è l’inizio di quell’inversione di rotta che ci porta a schiacciare emozioni e creazioni.

    La parola a voi: come riuscite a gestire lo stress quotidiano per non perdere la vostra creatività?

    [cover image by @ ra2 studio via Fotolia]

  • Twitter punterebbe agli eventi con Project Lightning

    Twitter punterebbe agli eventi con Project Lightning

    Secondo le informazioni raccolte da Buzzfeed dagli stessi dirigenti compreso il CEO uscente Dick Costolo, Twitter starebbe per lanciare un nuovo progetto che dovrebbe rilanciare la piattaforma. Il progetto, tenuto segreto, si chiama Project Lightning e punta decisamente sugli eventi per coinvolgere gli utenti registrati e non.

    Da mesi ormai, ossia da quando il problema è venuto a galla, e che è coinciso con lo sbarco di Twitter a Wall Street – era il 7 novembre del 2013 – il vero problema di Twitter è la crescita della base utenti. Infatti negli ultimi due anni gli utenti sono cresciuti di poco. Pensate, erano 288 milioni gli utenti attivi per mese nel 2013, oggi sono 302 milioni. E sempre due anni fa, Twitter veniva indicato come il social network che cresceva più rapidamente di altri, lo sosteneva uno studio di GlobalWebIndex. Abbiamo già ricordato, in occasione delle dimissioni dell’attuale CEO, Dick Costolo, che il vero problema della piattaforma a 140 caratteri nasce proprio da quel momento. In quella fase è mancata una strategia più incisiva e sicuramente è mancata una maggiore chiarezza nei confronti degli investitori e quindi del mercato.

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    Questa breve premessa perchè si viene a sapere da Buzzfeed che Twitter starebbe per lanciare un nuovo progetto che dovrebbe proprio rilanciare la crescita della base utenti. Secondo le informazioni raccontate proprio dai manager di Twitter, Costolo compreso, il progetto, tenuto segreto fino a questo momento, dovrebbe chiamarsi Project Lightning e  punterebbe con una certa decisione sugli eventi – contraddistinti proprio da un’iconcina a forma di fulmine –  in modo tale da coinvolgere gli utenti già registrati ma, soprattutto, quelli non ancora registrati. Infatti, secondo le informazioni che Twitter ha in suo possesso, ci sarebbe una larga fetta di audience sulla piattaforma di utenti che guardano ma non si registrano.

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    Allora per invogliarli alla registrazione, e quindi per poter godere di una esperienza più ampia, ci sarebbe il Progetto Lightning che in sostanza mette in evidenza gli eventi della giornata, costruendo attorno a questi una serie di contenuti correlati. I contenuti saranno video e immagini, e a tal proposito arrivano in aiuto Vine e anche Periscope. Per gli utenti registrati poi ci sarà molto di più. Infatti, nel momento in cui si decide di seguire un dato evento, ad esempio X Factor oppure Masterchef – tanto per citare due esempi a noi più vicini – il flusso dei contenuti occuperà il feed fino alla conclusione dell’evento stesso, il quale terminerà in maniera automatica.

    Al momento si ipotizza che nel proporre gli eventi Twitter possa fare affidamento alle tante partnership media create, si pensa agli Oscar oppure ai Grammy. In Italia si adotterebbe la stessa logica e quindi da questo punta di vista ci sarebbe molto da lavorare.

    Ci sarà poi una redazione che selezionerà i tweet da associare alla copertura dell’evento.

    Questo un po’ in sintesi quello che ha rivelato Buzzfeed e che dovrebbe vedere la luce entro la fine di quest’anno, anche se ancora non si conoscono i tempi precisi.

    Twitter dunque punta a portare dentro la piattaforma tutte quelle persone che la frequentano ma senza registrarsi. E punta a coinvolgerli sapendo che quegli utenti consultano la piattaforma alla ricerca di informazioni in relazione ad eventi live. Se così fosse, e se quindi la strategia risultasse vincente, Twitter in un colpo solo potrebbe aumentare la base utenti e aumentare il coinvolgimento sulla piattaforma, vale a dire la visualizzazione dei tweet in quanto, come ricordato, la copertura dell’evento selezionato occuperà il proprio feed per tutta la durata dello stesso evento.

    Questa potrebbe essere la strada, ma come in ogni cosa vale la prova dei fatti. E per fare in modo che tutto possa partire col piede giusto, serve un nuovo CEO al più presto.

     

  • Twitter, ecco l’autoplay dei video e un nuovo standard di misurazione

    Twitter, ecco l’autoplay dei video e un nuovo standard di misurazione

    Twitter continua a migliorare la visualizzazione dei video sulla piattaforma. E infatti introduce l’autoplay, la riproduzione automatica, per fruire meglio video nativi, GIF e anche di Vine. E allo stesso tempo lancia anche un nuovo standard per la misurare l’effettiva visualizzazione dei video.

    Twitter introduce un nuovo modo per fruire adei video nativi, delle GIF e dei Vine su Twitter. Da oggi questi contenuti, sui quali Twitter ha lavorato molto negli ultimi due anni, si riprodurranno in maniera automatica sulla timeline degli utenti e su tutta la piattaforma. La novità è disponibile per i dispositivi iOS e per la versione desktop di Twitter, e presto sbarcheranno anche su Android.

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    Da oggi, quando un utente scorrerà la sua Twitter timeline e vedrà un video, lo stesso si riprodurrà automaticamente senza audio. Una volta cliccato sul video si visualizzarà il contenuto a schermo intero, con l’audio. E lo stesso meccanismo sarà applicato anche alle GIF e ai Vine condivisi su Twitter. Inoltre, i video appariranno sulla timeline con un formato più largo, che darà maggiore risalto al contenuto. Da quello che riferisce Twitter, sulla base di test effettuati, gli utenti interagiscono con più frequenza con i video in questo nuovo formato e  gli stessi i brand ed editori partner di Twitter hanno rilevato un incremento dei tassi di visualizzazione. E questo si traduce in un minore cost-per-view per gli inserzionisti e, potenzialmente, in un maggiore ricordo del video da parte degli utenti. Anche in questo Twitter si accoda a Facebook che proprio grazie a video ha avuto la possibilità di poter competere con un YouTube. Vedremo se questo si verificherà anche con Twitter.

    Questi alcuni dati rilevati:

    • gli utenti i video in autoplay in misura 2,5 volte maggiore rispetto agli altri metodi di visualizzazione (inclusi click-to-play e le anteprime video)
    • grazie all’autoplay gli utenti conservano un maggior ricordo del video. E’ stato rilevato un incremento del 14% della video recall rispetto agli altri formati video.
    • durante i test di autoplay è stato rilevato che, per i brand, le visualizzazioni complete dei Promoted Video sono aumentate di 7 volte.

    Un esempio da citare può essere quello di Budweiser che, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico soecifico come quello dei Millennials, ha realizzato risultati interessanti con la sua campagna video #FriendsAreWaiting: 532 mila visualizzazioni in un’ora, 2 milioni e mezzo in una settimana, e quasi 120 mila interazioni.

    E, allo stesso tempo, Twitter lancia un nuovo modo attraverso il quale le visualizzazioni video saranno misurate e conteggiate. In pratica, la visualizzazione video su Twitter sarà addebitata all’inserzionista solo nel momento in cui il video sarà visibile al 100% nel dispositivo dell’utente e sarà fruito per almeno 3 secondi. E quindi, se un video non è in-view al 100%, Twitter non addebiterà nulla all’advertiser.

    E sempre in relazione a questo, Twitter fa sapere di migliorare l’effettiva visualizzazione dei Promoted Video in modo da riuscire a raggiungere un pubblico sempre più vicino all’annuncio stesso. E sono anche in corso attività con Nielsen e con Moat per fornire una verifica di terza parte sulle metriche delle campagne Promoted Video, in modo da assicurare ai nostri partner la più completa trasparenza sull’efficacia dei loro sforzi di marketing su Twitter.

  • Facebook Moments, la condivisione delle foto con il riconoscimento facciale

    Facebook Moments, la condivisione delle foto con il riconoscimento facciale

    Novità in casa Facebook, da oggi negli Usa è stata rilasciata una nuova app. Si chiama Facebook Moments e permette la condivisione delle immagini sincronizzandole con i vostri amici in modo privato. Tutto questo è possibile grazie al riconoscimento facciale e non è da escludersi un problema di privacy in Europa.

    Novità in casa Facebook, è stata infatti rilasciata da oggi solo negli Usa (per il momento) una nuova app standalone (per iOS e Android) che proviene da quel laboratorio chiamato Facebook Creative, specializzato nello sviluppo di applicazioni autonome in modo da rendere più completa l’esperienza di Facebook. La novità si chiama Facebook Moments e permette la condivisione di immagini in maniera sincronizzata con i vostri amici. Tutto questo è reso possibile grazie al riconoscimento facciale che consente all’applicazione di riconoscere gli utenti, vostri amici, presenti nelle immagini, e condividerle con loro.

    Facebook-Moments

    Per intenderci, quante volte vi sarà capitato (qualche anno fa, per la verità) di scattare foto con amici e sentirvi dire “non ti preoccupare, arrivo a casa e te la mando”, senza poi ricevere nulla. Nell’era dei Social Media tutto questo diventa molto più semplice perchè basta un “tag” e l’immagine viene condivisa con tutti i presenti. Ma non è proprio così, perché l’immagine in realtà viene condivisa in maniera pubblica. Ed ecco che allora gli sviluppatori di Facebook Creative hanno voluto realizzare un’app che superasse questo passaggio.

    Infatti con Facebook Moments le immagini vengono condivise in cloud solo con le persone che effettivamente sono presenti nelle immagini, in modo sincronizzato. Così non si dirà più “non ti preoccupare che te la mando io”, infatti basta solo avere l’app e l’immagine viene condivisa subito.

    Come già detto, tutto questo viene rese possibile da riconoscimento facciale, un elemento che in Europa potrebbe creare qualche problema in termini di privacy. La tecnologia utilizzata è quella di Face.com, la startup israeliana che venne acquisita da Facebook nel 2009 per 55 milioni di dollari. In ogni caso, ormai da diversi anni è possibile disattivare il tagging, semplicemente da questa pagina e gestire come e se gli utenti possono taggarvi.

    L’applicazione sembra carina, in linea con la filosofia del Facebook Creative che è quella di arricchire l’esperienza su Facebook. Certo, per quanto riguarda l’Europa desterà qualche preoccupazione proprio l’elemento del riconoscimento facciale. E’ notizia di ieri che la Commissione per la Privacy del Belgio vuole portare Facebook in Tribunale per “continue violazione delle leggi sulla privacy anche a livello europeo”. In discussione vengono messi il modo in cui il social network traccia gli utenti attraverso i “like” e le condivisioni. Quello che in realtà si teme è che dal Belgio la questione possa poi allargarsi in altri paesi europei. E non è detto che non succeda.

  • Dick Costolo se ne va, più incerto il futuro di Twitter

    Dick Costolo se ne va, più incerto il futuro di Twitter

    Dick Costolo lascia il suo ruolo di CEO di Twitter e al suo posto dal 1° luglio arriva il fondatore Jack Dorsey, nelle vesti di “traghettatore”. Un cambio al vertice che arriva all’improvviso e che è certamente legato ai risultati non entusiasmanti raggiunti finora. Alla notizia, il titolo ha guadagnato il 10% a Wall Street.

    La notizia sorprende tutti. Dick Costolo, CEO di Twitter dal 2010, lascia il suo incarico e dal 1° luglio gli subentra il fondatore, Jack Dorsey. Un cambiamento che era nell’aria, a dire la verità, ma che arriva quando meno te lo aspetti. Sicuramente alla base di questa scelta hanno pesato i risultati non certo entusiasmanti raggiunti finora in questi 5 anni che lo hanno visto alla guida dell’azienda, ma soprattutto hanno pesato i non eccellenti risultati ottenuti dalla quotazione in Borsa in poi, ossia dal 7 novembre del 2013. Questi ultimi due anni hanno senza dubbio evidenziato i tanti limiti della piattaforma, del fatto che non può certo competere con Facebook (come in tanti in realtà credevano e continuano a credere) e del fatto che da due anni a questa parte c’è da tenere in considerazione gli investitori, cioè coloro che hanno permesso a Twitter di quotarsi. A quel punto o hai una strategia forte che ingrana subito alla prima, oppure ti ritroverai gli investitori sempre sul collo che ti renderanno il percorso un po’ più complicato. E così in realtà è successo.

    dick-costolo-twitter

    Serviva la scossa, come quando una squadra di calcio, nonostante il grande potenziale dei suoi giocatori dopo tante partite, si rende conto che è la guida che deve cambiare, e si passa ad un nuovo allenatore. La situazione che si sta creando in queste ore è la medesima.

    Twitter ha forse un potenziale enorme ancora tutto da esprimere, ma serve una guida che sia in grado di sapere approntare una strategia e soprattutto di saper affrontare il mercato e i propri investitori. Proprio quello in cui Costolo non è riuscito.

    Nell’ultimo anno gli utenti sono cresciuti solo del 18%, un dato troppo basso per provare a realizzare numeri in crescita.

    https://twitter.com/dickc/status/609090180725678080

    https://twitter.com/twitterir/status/609089921492459520

    Ora la palla passa, dal 1° luglio, a Jack Dorsey, fondatore di Twitter nel 2006, che in questi ultimi anni si è dedicato ad altro, come ad esempio quello di fondare una startup di successo come Square che consente i pagamenti attraverso lo smartphone. Adesso farà il traghettatore fino a quando 3 membri del board di Twitter, e cioè Peter Currie, Peter Fenton e Evan William, non troveranno un sostituto.

    Il nuovo CEO dovrà cercare di far crescere la piattaforma, di far crescere il numero degli utenti che in questi anni sono calati o comunque non sono cresciuti abbastanza per poter mantenere calmi gli investitori. Serve anche approntare una strategia adeguata, soprattutto dal punto di vista dell’advertising, elemento ancora poco sfruttato che potrebbe, attraverso il mobile. Insomma, di cose da fare ancora ce ne sono tante, solo che adesso serve una figura forte che sappia soprattutto parlare ai mercati e agli investitori, perchè di questo si tratta anche.

    All’orizzonte, non dimentichiamocelo, c’è Google che guarda con grande interesse a Twitter, e da oggi lo farà ancora di più. Ecco perchè da oggi il futuro di Twitter è davvero più incerto.

    Dick Costolo, classe 1963, ex comico, un passato in Andersen Consulting, co-fondatore del 2004 di FeedBurner e dopo l’acquisto di quest’ultima da parte di Google ne divenne un dipendente. Nel 2009 lascia Google e diventa Direttore Operativo di Twitter (COO), fino a diventarne CEO nel 2010 dopo l’abbandono di Evan Williams. Ora resterà ancora in Twitter anche se ancora non si sa in quale ruolo.

    Dopo la notizia dell’abbandono di Costolo, il titolo in borsa ha guadagnato il 10%, altro segnale che in effetti tra Costolo e Wall Street l’amore non è mai sbocciato.

    Adesso in attesa di sapere chi sarà il nuovo CEO vedremo cosa succederà, anche se il momento è davvero molto delicato.

  • Twitter migliora il modo di seguire le conversazioni

    Twitter migliora il modo di seguire le conversazioni

    Twitter migliora il modo di seguire le conversazioni e la modalità ricorda molto quella adottata per seguire le conversazioni sulla timeline. Da ieri la modalità è disponibile per la versione web e in breve tempo lo sarà anche per mobile.

    Twitter continua a rilasciare funzionalità che possano migliorare l’esperienza sulla piattaforma, cercando sempre di essere più attraente e coinvolgente. Allora la leva su cui attivare nuove modalità resta sempre quella relativa alle conversazioni. Più queste sono chiare e facili da seguire, più aumenta il coinvolgimento degli utenti e la presenza sulla piattaforma, e più gli investitori di Twitter sono contenti. In attesa che anche da noi venga rilasciata la nuova homepage che si presenta in maniera più attraente, specie per chi non è ancora registrato sulla piattaforma, Twitter continua il suo percorso di miglioramento dell’esperienza a 140 caratteri.

    twitter-conversazioni

    L’ultima funzionalità rilasciata riguarda il miglioramento relativo al modo di seguire le conversazioni e ricorda molto la funzionalità introdotta nell’agosto del 2013 che migliorava il modo di seguire le conversazioni sulla timeline. Chissà quante volte vi sarà capitato di rispondere ad un tweet che ritenevate interessante, notare e seguire la conversazione e vi sarete accorti, nel mentre, che più aumentava l’interazione attorno a quel tweet e più diventava difficile, se non confusionario, seguire una conversazione. Ecco, il miglioramento rilasciato ieri, solo per la versione web, e a breve lo sarà anche per la versione mobile, migliora decisamente il modo di seguire le conversazioni.

    Quindi, come spiegato nel post pubblicato sul blog ufficiale di Twitter, adesso le conversazioni vengono raggruppate e vengono evidenziate quelle che fanno riferimento al tweet originale. Alcune conversazioni saranno poi messe in evidenza come se l’account originale avesse risposto. L’immagine che vedete in questo post rende sicuramente l’idea. Anche se non è in effetti chiaro, e Twitter non lo spiega, come lavora l’algoritmo per evidenziare le conversazioni.

    https://twitter.com/twitter/status/607989490137722882

    Obiettivo di Twitter, come spiegato nel post che annuncia la funzionalità, è quello di “rendere le conversazioni più facili da seguire e da capire” e anche quello di “rendere più semplice da trovare le conversazioni migliori e i contenuti più rilevanti che offriamo“.

    Insomma, va rilevato il tentativo di rendere l’esperienza sempre più coinvolgente, sperando per Twitter che questo sia apprezzato tanto dai nuovi account quanto dai 302 milioni di utenti attivi al mese.

    E voi che ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza al riguardo.

     

  • Facebook, siamo noi che decidiamo non l’algoritmo

    Facebook, siamo noi che decidiamo non l’algoritmo

    Interessante studio quello realizzato da alcuni ricercatori di Facebook pubblicato su Science che ci dimostra che non è tanto l’algoritmo che decide i nostri contenuti, ma siamo noi stessi. Alla fine il nostro feed è alimentato da ciò che in effetti vogliamo vedere e spesso sono notizie trasversali indipendentemente di nostri interessi.

    Spesso si è portati a pensare a Facebook, e ai Social Media in generale, come fosse una “cassa di risonanza”, la “eco-chamber“, dove sarebbe, in teoria, più semplice far girare notizie che ci interessano particolarmente per raggiungere tante persone.

    Eli Pariser nel 2011 sosteneva che i Social Media hanno il potere di distorcere la realtà. La sua teoria era la “bolla del filtro“, ossia una bolla all’interno della quale vengono immagazzinate informazioni e notizie che più ci interessano, tenendo fuori tutto il resto.

    Ecco il perchè parlava di una realtà distorta. E invece lo studio portato avanti da alcuni ricercatori di Facebook e da un docente dell’Università del Michigan, pubblicato su Science, ci dice che in realtà le cose sono un po’ diverse.

    Sappiamo bene dell’esistenza di un algoritmo che agisce all’interno di Facebook per selezionare e proporci notizie e informazioni sulla base di ciò che ci interessa. Una sorta di selezionatore che svolge un’operazione importante all’interno di un fiume in piena di notizie.

    La ricerca portata avanti da luglio 2014 a gennaio 2015 ha preso in considerazione 10,1 milioni di utenti Facebook che si definiscono, come orientamento politico, liberali, moderati o conservatori.

    Sono stati poi esaminati 7 milioni di link e considerando notizie riguardanti politica, affari internazionali e ambiente. Da questa attività è derivato un volume di 3,8 miliardi di dati notando 903 milioni di esposizioni uniche, cioè link legati ad un contenuto effettivamente apparso sul news feed dell’account e 59 milioni di click unici tra gli utenti considerati dalla ricerca.

    facebook-algoritmo

    Ebbene, la ricerca rileva che, nonostante tutto, sul nostro feed visualizziamo molte notizie che divergono dalle nostre opinioni. Ed è una quota abbastanza consistente. Infatti stiamo parlando del 25%, ossia un quarto delle notizie a cui siamo esposti ogni giorno.

    Il dato è molto interessante perchè ci dice che in effetti siamo molto più esposti ad un contenuto trasversale, “cross-cutting content“, più di quello che noi stessi crediamo. E che alla fine, nonostante l’algoritmo, siamo sempre noi a “costruire” il nostro feed. Siamo quindi più aperti a notizie e informazioni che vanno oltre i nostri stessi interessi, politici in questo caso, ma vale la stessa cosa in senso generale.

    In generale, ogni utente ha una media di “amici” che la pensano diversamente che va dal 9 al 30%. La ricerca nota anche che i liberali sono leggermente più chiusi, infatti il loro feed è costituito per il 24% da notizie che provengono da conservatori. Invece il feed del conservatore sarà popolato per il 35% da notizie “liberali”.

    facebook algoritmo

    Ora, altro punto messo in evidenza dai ricercatori è che l’algoritmo ha una incidenza molto ridotta nel selezionare il nostro news feed. Nel caso dei conservatori incide del 5%, mentre nel caso dei liberali incide dell’8%.

    facebook algoritmo

    Per arrivare alla conclusione, la ricerca ci dimostra che le “casse di risonanza” in effetti non sono così presenti sui Social Media e che la ricerca è utile anche per comprendere quanto in effetti gli utenti sono facilmente influenzabili dall’operato di un algoritmo. Da quello che si vede in effetti siamo proprio noi stessi a selezionare i nostri interessi e non abbiamo difficoltà ad esplorare informazioni che non appartengono alla nostra sfera di interessi.

    E voi che ne pensate? Mi piacerebbe davvero sapere la vostra opinione a riguardo e se anche voi avete riscontrato questo andamento.

    (cover image by @vege – #82206897)

  • Twitter, ecco la nuova home decisamente più attraente

    Twitter, ecco la nuova home decisamente più attraente

    Twitter ha da ieri messo online, solo per gli Usa (per ora) la nuova home che è decisamente più attraente. Infatti lo scopo è quello di attrarre i 125 milioni di utenti che visitano la piattaforma ma poi non si registrano. La nuova home presenta i topics in evidenza e subito consultabile presentando, per argomento, una timeline dagli account più popolari.

    Non si può certo dire che Twitter non si stia dando da fare per cercare di rendere la piattaforma sempre più attraente con l’obiettivo di superare l’annoso problema degli utenti e del relativo engagement che, dallo sbarco a Wall Street, fatica a crescere. Solo di recente abbiamo assistito al lancio di Periscope e alla possibilità di commentare i tweet, prima per web e iOS e poi per Android. Tutte azioni rivolte ad incrementare l’engagement, il coinvolgimento, degli utenti sulla piattaforma. Senza dimenticare poi del Mentre non C’eri.

    E poi, tra qualche giorno, precisamente il 28 di questo mese, Twitter presenterà i dati finanziari relativi ai primi tre mesi dell’anno, il Q1 2015, e già da lì sarà possibile se tutte queste azioni hanno sortito qualche effetto.

    Twitter-home

    E, sempre in questa ottica, Twitter ha rilasciato ieri solo negli Usa (l’obiettivo è quello di rilasciarla per gli altri paesi nelle prossime settimane) la nuova home che risulta, infatti, molto più attraente di quella attuale. L’annuncio è dato da Gabor Cselle (@gabor), Product Manager, sul blog ufficiale di Twitter. E non è un caso che si parli di attrazione. Sono 125 milioni (altri dicono 200 milioni) gli utenti che ogni mese arrivano sulla home ma poi non si registrano. Un numero effettivamente grande se consideriamo che ad oggi (dati relativi al Q4 2014) sono 288 milioni gli utenti attivi sulla piattaforma ogni mese.

    Da oggi, arrivati sulla home, gli utenti troveranno argomenti come Politica, Artisti Pop e anche una sezione dedicata agli animali, tanto per citarne alcune, cliccando le quali si aprirà una timeline, per ogni argomento, che presenta i tweets dagli account più popolari.

    Twitter in questo modo spera che una volta arrivati sulla piattaforma e dopo aver visitato qualche sezione specifica, gli utenti possano poi aprire un account. Ma sarà davvero così?