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  • Gli italiani nel 2017 navigano sempre più da mobile e per la maggior parte da app

    Gli italiani nel 2017 navigano sempre più da mobile e per la maggior parte da app

    Gli italiani confermano di navigare sempre più da mobile che da desktop e il recente “Global Mobile Report” di comScore lo conferma. 6 minuti su 10 sono trascorsi online da dispositivi mobili e il 26% della popolazione online italiana naviga esclusivamente da smartphone o da tablet. Tra le app social, Facebook si conferma la più usata, seguita da Instagram.

    Gli italiani da sempre hanno una forte preferenza per il mobile, una passione che, almeno dal 2011, è cresciuta nel tempo. E questa passione si manifesta, per lo più, per quanto riguarda la navigazione su internet. Qualche mese fa vi avevamo riportato che nel mese di marzo di quest’anno in Italia la navigazione da mobile aveva, per la prima volta, superato quella da desktop. Un fatto eccezionale, in linea con quanto accaduto in altri paesi, che si spiegava proprio in questa grande passione che gli italiani hanno verso i dispositivi mobili.

    Negli anni vi abbiamo raccontato, qui sul nostro blog, come questa passione si sia sviluppata, concentrandosi proprio sulla navigazione online, rilevando anche che gli italiani usano davvero poche app sul proprio dispositivo.

    italiani mobile 2017

    Ebbene, alla luce di quanto detto, il recente “Global Mobile Report” di comScore (indagine effettuata in 14 paesi del mondo) conferma che gli italiani navigano online sempre più da mobile e questi sono i dati più aggiornati.

    Su 10 minuti di navigazione online, 6 vengono effettuati da dispositivi mobili (62%) un dato che si può dire essere simile a quello degli Usa (65%) e Regno Unito (61%). In Indonesia si arriva al 90% e in India all’86%, in Messico al 75%. Ma, forse, il dato più rilevante, quello che fissa un dato importante è che il 26% della popolazione internet italiana naviga esclusivamente da dispositivi mobili, smartphone o tablet. Stiamo parlando di oltre un quarto della popolazione online in Italia, vale a dire quasi 10 milioni di persone. Dato che assume una rilevanza ulteriore se lo confrontiamo a quello di paesi come la Germania (4%), Regno Unito (8%) Stati Uniti (12%). In India poi si arriva al 70%, per il fatto che lì non esiste una banda larga ed è il motivo per cui Facebook ha scelto proprio il paese asiatico per sperimentare e realizzare il programma internet.org per portare internet attraverso strumenti alternatici come mongolfiere o droni.

    italiani mobile 2017 minuti navigazione

    italiani mobile 2017 dispositivi mobili

    Interessante notare anche i minuti di navigazione medi per utente. I paesi sud americani si rivelano essere tra i primi al mondo da questo punto di vista: Argentina (5,6 minuti); Brasile (4,5 minuti). In Italia invece ci si ferma a 2,85 minuti, poco sopra ai 2,84 dell’India.

    Come già sottolineato in una precedente occasione, anche questo rapporto evidenzia che il traffico internet effettuato da dispositivi mobili in Italia è per l’87% realizzato dall’utilizzo di applicazioni mobili. Quindi la gran parte del navigazione avviene da app. Ma il dato ancora più sorprendente è che in realtà le app che gli italiani utilizzano sono poche: solo 11 app riescono a raggiungere una audience più consistente.

    Va detto anche che gli italiani ormai effettuano operazione di banking più da mobile che da desktop e che il tempo trascorso per la navigazione tra la categoria retail è ormai il 52%.

    Ma a guidare la classifica delle app social più utilizzate in Italia troviamo, come sempre, Facebook al 42%. Tra le più usate troviamo anche Instagram, che si ferma sotto il 20%. Non sono indicati altri dati, ma questo è sufficiente per dire che gli Italiani navigano più da mobile e lo fanno, nella maggior parte dei casi da app come Facebook, e tutto torna. Il binomio Facebook e Instagram, con proporzioni simili a quelle italiane si manifesta un po’ ovunque a livello globale, tranne in Indonesia dove l’app social più utilizzata è Instagram al 45%. Da notare che in Malesia, dopo Facebook, la più usata è WeChat e che in Francia è Snapchat. In Canada si registra invece l’utilizzo di Facebook più alto al 79%.

    italiani mobile 2017 facebook instagram

    Allora, questi i dati più interessanti del rapporto di comScore che ci conferma, ancora una volta, che il nostro paese comincia ad essere davvero a trazione mobile per quanto riguarda la navigazione in internet. E si registra un utilizzo più alto di paesi europei e degli Stai Uniti. E’ un dato che per certi versi riflette una situazione della banda larga del nostro paese non ottimale.

    E voi che ne pensate?

  • Instagram sperimenta Direct come nuova app di messaggistica per immagini

    Instagram sperimenta Direct come nuova app di messaggistica per immagini

    Instagram sta avviando una serie di test su Direct con l’intento di trasformare la funzionalità di messaggi in una vera e propria app di messaggistica istantanea per immagini. La fase di test riguarda di versi paesi, tra cui l’Italia, e l’idea nasce dal fatto che ad oggi Direct viene usata da 375 milioni di giovanissimi.

    Molti di voi ricorderanno quando Instagram lanciò Direct, un servizio di messaging interno all’app con cui inviare messaggi allegando immagini e video. Era il 2013, Facebook non aveva ancora acquisito WhatsApp e nessuno ancora parlava di app di istant messaging “stand-alone”. Messenger, l’app di messaggistica interna a Facebook, lo sarebbe diventata più avanti, nel 2014. Negli anni Instagram è cresciuta molto, cerchiamo di raccontare spesso qui sul blog le vicende e le novità che la riguardano, al punto che adesso anche Direct sarebbe pronta a fare il passo da funzionalità interna ad app di messaggistica stand-alone. E la cosa è già in uno stato avanzato.

    Al momento su tratta solo di una fase di test avviata in alcuni paesi, e sono: Cile, Israele, Italia, Portogallo, Turchia e Uruguay ma, ovviamente, è previsto un lancio globale anche se non si conoscono, ad oggi, ulteriori dettagli.

    instagram direct new app messaggistica
    Immagine via The Verge

    In pratica, si tratta di qualcosa di già visto, in parte. Così come fece Facebook tre anni fa per Messenger, Direct punta a diventare l’app di messaggistica di Instagram. Una volta scaricata l’app, tutti i messaggi verranno gestiti dall’app e, contemporaneamente, di disattiverà la funzionalità dei messaggi all’interno di Instagram.

    Ma perchè Instagram dovrebbe dotarsi di un’app di messaggistica “stand-alone”? La motivazione sta nel fatto che, nel tempo, Direct ha raggiunto un discreto numero di utenti che abitualmente utilizzano l’app. Sono infatti 375 milioni gli utenti, specie giovanissimi, che utilizzano Direct. Instagram a questo punto vuole giocare la carta delle “conversazioni” per provare a creare un nuovo filone di business. Niente di più e niente di meno, rispetto alla strategia che Facebook ha utilizzato per Messenger.

    Instagram ha quindi raggiunto un livello tale di maturità da cominciare a diversificare e questo è stato possibile grazie alle Stories. Il successo di Instagram Stories ha senza dubbio trainato Instagram verso un livello di crescita specie in quella fascia di utenti più giovani (e non solo) e ora ci si può permettere questo nuovo passo.

    La sfida che ha di fronte Instagram ora è enorme, sarà difficile ripetere il successo di Messenger divenuta oggi non solo un’app di instant messaging ma è anche un’app di utilities. Basti pensare ai vari servizi di prenotazione, di customer care, di trasferimento di denaro, giochi. Insomma è un’app che ha diversificato il suo ruolo. Instagram potrebbe puntare allo stesso obiettivo.

    Le conversazioni saranno un volano per far crescere ancora l’app e per alimentare nuove Stories, con evidenti risvolti di business.

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  • Sicurezza e Tecnologia, ecco le app per la sicurezza personale

    Sicurezza e Tecnologia, ecco le app per la sicurezza personale

    La Tecnologia è in grado di offrire un aiuto per la propria sicurezza? QualeScegliere.it ha testato le applicazioni a disposizione, selezionando le migliori e segnalando quelle più adatte a seconda delle varie esigenze: se SecurWoman 2.0 è la soluzione più completa, Siamo Sicure! e S.H.A.W. offrono molte informazioni utili, bSafe è perfetta per le giovani smart e Where Are U è il progetto ufficiale del NUE 112.

    La Tecnologia è in grado di offrire un aiuto per la propria sicurezza? La risposta è sì e oggi abbiamo modo di scoprirne di più grazie a uno studio di QualeScegliere.it, il contenitore online di guide, consigli, recensioni e informazioni utili per il consumatore digitale, che ha testato e selezionato le migliori applicazioni, segnalando quelle più adatte a seconda delle varie esigenze. Purtroppo i fatti di cronaca recenti non offrono un quadro confortante, ma quanto meno si prova a suggerire queste applicazioni che possono offrire una maggiore percezione di sicurezza.

    Un’analisi Istat, del marzo 2017, rilevava che il numero delle donne che ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale supera i 6 milioni in Italia, mentre sono oltre 3 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che sono state vittime di stalking. Un aiuto diretto e personale può arrivare dal mondo della tecnologia, che mette a disposizione diversi sistemi per sentirsi più sicuri. Gli esperti del portale QualeScegliere.it hanno messo a confronto le più note applicazioni per smartphone, mettendo in evidenza le cinque soluzioni migliori per praticità d’uso, innovazione ed efficienza, utili per la sicurezza personale delle donne e non solo. L’analisi è stata fatta secondo alcuni parametri generali e sulla base di test pratici e ha l’obiettivo di aiutare gli utenti a fare una scelta orientata all’affidabilità e soprattutto alle specifiche necessità.

    E allora, scopriamole insieme:

    SecurWoman 2.0

    Una delle più note applicazioni di pronto intervento, è compatibile con sistemi iOS e Android. L’interfaccia è pulita ed intuitiva, può quindi essere usata da tutte, a prescindere dalla familiarità che si ha con gli strumenti tecnologici. Mette a disposizione i principali sistemi di sicurezza: permette di essere geolocalizzati, di attivare segnali per attirare l’attenzione o disorientare, ed allontanare, eventuali malintenzionati (grazie a suoni e segnali luminosi). Basta un tocco su un pulsante per chiamare direttamente i numeri di emergenza e, grazie all’esistenza di una community che mette in relazione tutti gli utenti, permette di segnalare la presenza di eventuali pericoli agli altri utilizzatori nei paraggi. È disponibile solo in italiano ed è una delle poche soluzioni a pagamento: prevede infatti un canone mensile di 2,99 euro per una serie di servizi extra.

    Plus: non si occupa solo di sicurezza in termini di prevenzione, ma anche di rimedi, grazie ad un’assicurazione che copre furto e scippo, assistenza medica, ripristino serratura e rifacimento chiavi o documenti. Ha la funzione “outdoor”: basta tirare il cavetto delle cuffie per ricevere soccorso immediato. La Centrale Operativa può tenere compagnia telefonicamente in caso di bisogno; è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, disponibile in due lingue (italiano ed inglese) e può interfacciarsi, se serve, con le Forze dell’Ordine e di Primo Soccorso.

    sicurezza personale app donne franzrusso.it 2017

    Siamo Sicure!

    Interfaccia semplice ed immediata: da un unico “ambiente virtuale” che mostra quattro pulsanti, è possibile attivare allarmi sonori o luminosi (anche il segnale codificato luminoso di SOS); far partire una chiamata di emergenza al 112; inviare, con due soli “tap”, un SMS di richiesta di aiuto (con indicazione della propria posizione ai destinatari tramite tracciamento del GPS). Compatibile sia con sistemi iOS sia con Android, ha la peculiarità di essere interamente gratuita: gli sviluppatori hanno segnalato che non saranno previsti neanche in futuro aggiornamenti a pagamento (eventuali upgrade saranno sempre rilasciati gratuitamente).

    Plus: oltre ad essere davvero semplice nell’utilizzo, si distingue perché mette a disposizione dei consigli di comportamento con un decalogo. Lo scopo è porre l’attenzione anche sulla prevenzione, segnalando i comportamenti migliori per scoraggiare eventuali aggressori o per essere pronte ad affrontarli.

    S.H.A.W.

    Ideata e realizzata da Soroptimist International (associazione femminile internazionale, composta da donne professionalmente attive che opera per la promozione dei diritti umani, l’avanzamento della condizione della donna, l’uguaglianza e lo sviluppo e l’accettazione delle diversità) per la prevenzione della violenza contro le donne, oltre ai tasti di chiamata rapida al 112 o al 1522 (snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking), permette alle utenti di individuare i centri antiviolenza o di ascolto più vicini alla propria posizione, tramite liste, mappe o ricerche avanzate, regione per regione. Nella sezione “Leggi” sono sintetizzati i principali aspetti legislativi relativi ai reati di violenza sessuale, con un focus aggiuntivo sullo stalking. È una soluzione gratuita e disponibile sia su Apple Store, sia sul market Google Play.

    Plus: è davvero alla portata di tutte le donne, a prescindere dalle loro nazionalità. È infatti disponibile in dodici lingue: Arabo, Albanese, Cinese, Francese, Inglese, Italiano, Rumeno, Russo, Sloveno, Spagnolo, Tedesco e Ucraino.

    bSafe

    Una delle più note app di tracciamento, è adatta a chi è pratico di social network e non ha problemi con l’inglese. L’app, disponibile gratuitamente per iOS e Android, è infatti disponibile solo in questa lingua. Le funzioni la rendono adatta soprattutto alle più giovani: come un social network, permette di creare una rete di amici o familiari all’interno della quale indicare il contatto principale da avvisare in caso di pericolo; il pulsante “Alert Friends” consente di avvisare i contatti della rete in caso di bisogno, di lanciare un allarme sonoro, di registrare video e audio e di inviare immediatamente la propria posizione; è possibile anche invitare gli amici a seguire l’utilizzatore nei suoi spostamenti, tramite tracciamento GPS e in caso di percorsi poco sicuri.

    Plus: si tratta di due funzioni molto semplici, ma pratiche. Da una parte “Fake Call” – una simulazione di chiamata in entrata per allontanarsi da qualcuno, utile anche in caso di appuntamenti al buio che non stanno andando come ci si aspettava -, dall’altra “Follow Me with Timer” – permette di definire la durata di un’attività; se non si fa check-in in tempo e non si sposta la scadenza, l’allarme allerta gli amici del ritardo.

    Where Are U

    Un’interfaccia abbastanza chiara e la gratuità contraddistinguono questa soluzione connessa direttamente alle Centrali Uniche di Risposta del NUE 112 (Numero Unico di Emergenza europeo con il quale richiedere l’intervento di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Soccorso Sanitario), che vede tra i partner il Ministero dell’Interno, la Regione Lombardia e la Regione Lazio. Permette di contattare immediatamente i soccorsi della propria zona, inviando la posizione all’operatore del 112 che sta gestendo l’emergenza. Attualmente è disponibile solo in alcune zone: Lombardia, provincia di Roma, Liguria, Friuli Venezia Giulia, provincia di Trento, Catania, Caltagirone, Siracusa e Ragusa.

    Plus: oltre ad una “vicinanza” virtuale con gli operatori di emergenza della propria zona, permette anche una “chiamata muta”. Nel caso in cui si sia fisicamente impossibilitati a parlare, la app consente di chiamare e di segnalare tramite appositi pulsanti il tipo di soccorso richiesto. Oltre che per iOS e Android, è disponibile anche per Windows Phone.

    Queste le app che QualeScegliere ha testato e selezionato per la sicurezza personale. E’ un chiaro esempio di come la Tecnologia può essere utile anche per sentirsi più sicuri. Certo non risolve tutti i problemi, ma ad esempio queste app possono dimostrarsi utili nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Ecco, abbiamo ritenuto che fosse utile comunque conoscerle e rendervi informati.

  • Instagram Stories anche sul Web: saranno visibili da Mobile e anche da Desktop

    Instagram Stories anche sul Web: saranno visibili da Mobile e anche da Desktop

    Instagram continua ad estendersi sempre più verso il Web. E’ di qualche giorno fa l’annuncio che le Instagram Stories saranno visibili anche via Web, da desktop e da mobile. Le Stories compariranno nella parte alta del sito e saranno visibili a livello globale, in modo graduale. Una modalità che tornerà utile a quanti non dispongono di connessione adeguata per usare l’app.

    Obiettivo di Instagram è quello di crescere (e non potrebbe essere diversamente) anche grazie alle Instagram Stories che stanno conoscendo sull’app di proprietà di Facebook un continuo successo. E proprio in questa ottica arriva l’annuncio, dato qualche giorno fa, che le Instagram Stories saranno presto visibili via Web, sia da Desktop che da Mobile. Nata un anno, con più di 250 milioni di utenti, Instagram Stories si apre al Web proprio per dare la possibilità ai tanti utenti che non dispongono di una connessione sufficiente di poter usare comunque Instagram senza utilizzare l’app.

    La spinta vero il Web era iniziata nel marzo dello scorso anno, quando le notifiche hanno cominciato ad essere visibili dal mobile web.

    Al momento le Instagram Stories cominciano ad essere visibili, gradualmente, sul Web accedendo a instagram.com dal proprio dispositivo mobile. Per vederle da desktop ci vorrà forse un po’ di più. Instagram fa sapere anche che nei prossimi mesi sarà possibile aggiungere le Stories anche da Web. Ma ci vorrà ancora qualche mese per arrivare a questo aggiornamento.

    instagram stories web mobile desktop

    Riuscire a portare le Instagram Stories anche sul Web significa riuscire a portare questa modalità verso quegli utenti che non hanno la possibilità di poter raccontare momenti della propria giornata (che spariscono nell’arco di 24 ore) dall’app perchè non dispongono di una connessione adeguata. Un dato che trova conferma nel fatto che l‘80% della base utenti dell’app proviene dal di fuori degli Stati Uniti.

    Instagram Stories oggi conta 250 milioni di utenti attivi al giorno, un grande risultato rispetto ad una funzionalità nata tra mille perplessità, per il fatto che questa stessa funzionalità fosse già attiva, nella stessa modalità, su Snapchat.

    In pratica, a filosofia di sviluppare meglio la parte Web di Instagram, garantendo a tutti di poter accedere e postare una foto (da mobile web si può fare), e adesso anche di vedere le Stories, rientra nella grande strategia di Facebook, cioè quella di portare il social network in quei paesi dove non esiste una connessione stabile. Basti pensare all’India, dove ci si connette per il 90% da mobile, o ad alcuni paesi dell’Africa.

  • Twitter non è popolare negli Usa, tanto meno tra i Millennials

    Twitter non è popolare negli Usa, tanto meno tra i Millennials

    Stanno facendo molto discutere i dati pubblicati da comScore relativi alla survey “2017 U.S. Mobile App Report” dove si nota benissimo la sfida tra Facebook e Google per le app più scaricate dagli americani. Lo stesso poi lo si verifica tra i Millennials statunitensi. E il grande assente è proprio Twitter, segno che Dorsey ha più di un problema da risolvere.

    Nei giorni scorsi comScore ha pubblicati i dati della survey “2017 U.S. Mobile App Report“, un grande e dettagliato rapporto sulle app pià scaricate dagli americani. E in relazione a questi dati si è molto discusso per via del fatto che i big winner sono Facebook, da una parte, e Google, dall’altra. Praticamente si dividono il mercato, a parte qualche eccezione come Snapchat o Pandora. Facebook vince nel settore delle app di comunicazione e conversazione proprio con Facebook, Messenger e Instagram (sorprende che non vi sia WhatsApp), mentre Google vince tra le app di servizi con Google Search, Google Maps, GMail, e poi con YouTube, seconda in assoluto.

    twitter non popolare usa comscore 2017

    Come avrete certamente notato, manca Twitter. A guardare questi dati Dorsey dovrebbe avere ben più di una preoccupazione, sono dati che determinano il fatto che Twitter ormai ha perso terreno, soprattutto tra gli utenti Usa, ossia quelli di casa sua, tanto per essere più chiari. Certo direte voi, è un dato abbastanza evidente e se fosse stata in quella lista non avrebbe tutti questi problemi. Vero, in parte. Twitter se vuole agire per recuperare terreno, come già ampiamente detto, deve innovare il prodotto. E se vuole puntare in alto, deve muoversi e in fretta. Prima che sia troppo tardi. Prima che anche un accordo con gli editori per trasmettere contenuti video live possa rivelarsi inutile.

    app usate usa comscore 2017

    E tanto è vero che Twitter non sia più popolare negli Usa lo dimostra anche un altro dato, sempre estrapolato dei dati di comScore. E cioè che Twitter non è popolare neanche tra i Millennials statunitensi. Il 35% dice di non poter fare a meno di Amazon, l’app più popolare tra i 18-34enni americani. Google e Facebook sono dietro con GMail (30%) e Facebook (29%). Seguono poi Messenger (18%), YouTube (26%). Chiudono WhatsApp e Instagram all’11%. I Millennials Usa dimostrano concretezza usando acquistare online e usando un servizio email molto flessibile.

    app usate millennials usa comscore 2017

    Si nota l’assenza di Twitter, come si nota anche quella di LinkedIn per la verità. Ma la piattaforma a 140 caratteri , dato il suo potenziale (per la maggior parte ancora inespresso) e per i grandi desideri di Dorsey, che stanno sempre di più trasformandosi in velleità, doveva essere tra quelle app.

    Assenza che certamente avranno notato gli investitori.

    Snapchat c’è, invece. Con tutti i problemi che ha riscontrato in questi ultimi mesi relativi alla forte concorrenza di Instagram Stories, ma è ancora lì. E in borsa, in termini di valore ha ormai superato anche Twitter.

    Insomma Jack Dorsey, ultimamente molto impegnata con la sua azienda, Square, dovrebbe trovare davvero un po’ di tempo per dedicarsi a tempo pieno su Twitter. Questo un altro grande, e vero, problema di Twitter.

  • Instagram ora permette di salvare anche i live video sul dispositivo mobile

    Instagram ora permette di salvare anche i live video sul dispositivo mobile

    Dopo aver introdotto i Live Video all’interno delle Instagram Stories, Instagram con il nuovo aggiornamento, per iOS e Android, permette agli utenti di salvare i video trasmessi in diretta. Quindi al termine della diretta, se il video è stato coinvolgente, lo si può salvare e condividerlo nuovamente.

    Se vi ricordate, quando Instagram introdusse i Live Video per Instagram Stories lo scorso gennaio notammo la caratteristica, tipica di altre app come Snapchat (non a caso!) era quella che il video sarebbe scomparso al termine della diretta. Un modo per risparmiare spazio sul telefono, aggiungemmo. Ebbene, dimenticate tutto questo perchè Instagram, con il nuovo aggiornamento 10.12, per iOS e Android, permette di salvare il video anche dopo la diretta. Quindi, se al termine della diretta vi rendete conto che il video è stato molto coinvolgente e che varrebbe la pena condividerlo ancora, a questo punto cliccate su “Salva”, che trovate nell’angolo in alto a destra, e il video resta sul vostro dispositivo per essere visto ancora. Potrete quindi condividere il video anche su altri canali come Facebook o Twitter e quindi fare interagire altri utenti con il vostro contenuto.

    instagram live video

    Quindi si cambia rotta, mentre prima si pensava alla modalità effimera come quella attraverso la quale provare ad attrarre utenti diveri, o anche solo per replicare quanto visto già su altre app come Snapchat, adesso Instagram con i Live Video si comporta come già fa Periscope o Facebook che permette di salvare i video per poi ricondividerli.

    E questo potrebbe indurre gli utenti ad usare di più i Live Video, proprio per il fatto che adesso possono essere salvati. Forse la modalità effimera ha potuto scoraggiare inizialmente gli utenti, proprio per il fatto che i contenuti svanivano immediatamente dopo. Ma adesso, il fatto di poterli salvare potrebbe indurre gli utenti a usare di più la modalità video. Instagram da questo punto di vista non ha ancora rilasciato dati ufficiali.

    Potrebbe essere questa una spiegazione al nuovo aggiornamento dell’app, la versione 10.12, disponibile per iOS e Android.

  • Italiani e Mobile, il tempo online lo si trascorre sulle (poche) app

    Italiani e Mobile, il tempo online lo si trascorre sulle (poche) app

    Secondo gli ultimi dati diffusi da comScore, gli italiani confermano di preferire sempre di più il Mobile, ma il loro tempo online avviene sempre più via app e meno da navigazione in Internet. L’87% del tempo trascorso online avviene via mobile e sono 46 le ore trascorse mediamente, ogni mese, attraverso le applicazioni.

    Come abbiamo imparato a vedere nel corso degli 2/3 anni, gli italiani confermano di apprezzare sempre di più il mobile. Ad oggi il 69% degli italiani usa lo smartphone per comunicare, percentuale, secondo gli ultimi dati Censis, che sale fino all’89% tra i più giovani. Ma i dispositivi mobili sono praticamente usati per accedere alla rete, dati già rilevati nel 2015 e che hanno trovato conferma anche nel 2016. Gli ultimi dati di comScore, che derivano dalle piattaforme MMX Multi-Platform e Mobile Metrix confermano non solo questa tendenza, ma ci offrono qualche dettaglio in più per comprendere meglio come gli italiani si relazionano al mobile e al Web.

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    Il dato rilevante è che, ad ottobre 2016, gli italiani trascorrono metà del proprio tempo online sulle varie app, rispetto all’87% del tempo che gli italiani trascorrono via Mobile. Dall’indagine mensile, in pratica, emerge che, su un campione di utenti con più di 18 anni d’età, con dispositivi Android e iOS, gli italiani passano più di 46 ore al mese su applicazioni, contro poco più di 7 ore di navigazione diretta sul “mobile web”. Complessivamente, i minuti che gli italiani hanno trascorso su app a ottobre 2016 sono 49 milioni di giorni, vale a dire circa 134 mila anni, il tempo che occorrerebbe per tornare nel Paleolitico. I minuti trascorsi sul web da desktop diminuiscono del 21% rispetto al 2015, mentre quelli passati sulle applicazioni per smartphone e tablet crescono fino a rappresentare, come dicevamo prima, l’87% del totale del tempo online su mobile.

    comscore applicazioni mobile italiani online

    Tra le applicazioni più usate ci sono quelle che fanno riferimento a Google e Facebook. A ottobre su smartphone Android oltre il 70% dei minuti trascorsi sulle 100 app più usate, per tempo speso, appartiene alle prime cinque della lista. Un dato che dimostra una forte concentrazione sul mercato delle app, e di quanto sia difficile emergere per le concorrenti. La dimostrazione la si trova anche nei dati sui download: a ottobre 2016 più del 56% degli italiani non ha scaricato nemmeno un’app e di quelli che lo hanno fatto più del 57% ne ha scaricate solamente una o due. Solo pochi utenti hanno scaricato più di sei applicazioni durante il mese e rappresentano meno del 9% dell’audience totale.

    Alla fine, trascorriamo molto tempo da Mobile attraverso 2 o 3 applicazioni che usiamo di più, nonostante una vasta offerta che proviene dal mercato delle app.

    E voi come vi comportate? Quante app scaricate al mese e quale usate di più? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Karaoke One, il social network per gli appassionati della musica

    Karaoke One, il social network per gli appassionati della musica

    Karaoke One è l’applicazione che permette a tutti di cantare i brani preferiti, registrare le proprie performance e condividerle con la propria community. Ed è questo che lo rende un social network, grazie anche alla reaction “You Rock”. Il progetto startup, nato tre anni fa, è stato inserito nel programma di accelerazione di LUISS ENLABS, una volta terminato hanno ricevuto un finanziamento di 450 mila euro. E ora si guarda già all’estero per crescere ancora.

    Come sapete siamo sempre alla ricerca di progetti e idee interessanti da raccontarvi, all’interno di questa sezione del nostro blog, che guarda con grande attenzione al mondo delle startup. E oggi vogliamo raccontarvi di un progetto tutto italiano nato da un gruppo di ragazzi pugliesi che qualche anno fa hanno deciso di reinventarsi il proprio futuro. L’idea si chiama Karaoke One e nasce dall’idea di Giovanni Parato, Antonio Vecchio, Marco Grasso, Chiara Parato e Domenico Rosito che, circa tre anni fa, analizzando i trend topics delle app più ricercate in rete, si sono resi conto che quelle sul Karaoke andavano per la maggiore, ma che non esisteva un vero leader sul mercato. Fatte tutte le analisi e le valutazioni del caso, i ragazzi decidono di presentare il progetto la loro idea a Roma ed entrano subito nel programma di accelerazione di LUISS ENLABS, l’acceleratore di startup più grande d’Europa.

    Il primo passo è stato quello di ricevere un primo investimento di capitale di 60 mila euro da LVenture Group per superare i 6 mesi di accelerazione, da agosto 2015 a gennaio 2016, seguiti da altri 450 mila al primo round dopo la fine del programma di accelerazione, così ripartiti: 150 mila euro da LVenture e 300 mila euro da Business Angel.

    karaoke one app mobile

    Karaoke One è un’app disponibile per tutti i dispositivi, Apple, Android e Windows, e permette agli utenti registrati, una volta effettuato l’accesso alla sezione Be Rock dell’app, di cantare, registrare e condividere video e audio delle proprie performance e interagire con la community degli amanti della musica lasciando commenti, seguendo gli altri utenti e mostrando il proprio apprezzamento con la reaction “You Rock”. Di recente Karaoke One ha dato vita alla partnership con X Factor, dando modo agli utenti di cimentarsi nella veste di cantanti, con la possibilità di vedere le migliori perfomance, in video, sul sito ufficiale della manifestazione.

    Karaoke One sta crescendo, oggi sono già in 15 le persone che lavorano al progetto e il prossimo passo è quello di guardare all’estero, soprattutto verso il mercato asiatico, dove il karaoke è molto amato dai più giovani.

  • WhatsApp, nuove funzionalità della fotocamera e emoji su foto e video

    WhatsApp, nuove funzionalità della fotocamera e emoji su foto e video

    WhatsApp ha annunciato nuove funzionalità che riguardano l’uso della fotocamera sull’app. In particolare, da oggi sarà possibile disegnare, scrivere e aggiungere emoji alle foto e ai video. Viene anche aggiunto uno zoom per la registrazione dei video.

    WhatsApp annuncia novità per quel che riguarda l’uso della fotocamera sull’app. Niente di non già visto, ma evidentemente, forte del grande potenziale che arriva dalla base utenti di oltre 1 miliardo, WhatsApp non vuole certo restare indietro rispetto a quanto già mettono a disposizione app come Snapchat, permettendo di personalizzare le foto e i video che gli utenti condividono.

    Da oggi sarà quindi possibile disegnare, scrivere e aggiungere emoji alle foto e ai video che realizzeremo attivando la fotocamera dall’app. Gli strumenti di modifica compariranno in maniera automatica ogni qual volta scatterete una nuova foto o farete un video, oppure quando condividerete uno contenuto già presente sul vostro telefono. Inoltre, la fotocamera frontale adesso supporta anche il flash, quindi c’è tutto per il selfie perfetto.

    whatsapp fotocamera emoji

    Viene anche aggiunto zoom per la registrazione dei video, sarà sufficiente far scorrere il dito verso l’alto e verso il basso per ingrandire e rimpicciolire.

    Le nuove funzionalità saranno già disponibili da oggi su Android, mentre per iPhone saranno attive a breve.

    Dopo Messenger, che supporta queste funzionalità ormai da un paio d’anni, dopo le Stories attive su Instagram, Facebook adesso spinge anche WhatsApp verso questo tipo di comunicazione che effettivamente riscuote molto successo, soprattutto tra i giovanissimi. Anche Twitter permette l’aggiunta di emoji sulle immagini e le foto che si condividono in 140 caratteri.

    whatsapp fotocamera emoji android

    Una scelte che però sorprende, soprattutto per il fatto che negli anni (e questa è stata la chiave del suo successo) WhatsApp è sempre stata vista come un’applicazione per comunicare in maniera diretta, senza fronzoli. Esattamente, come abbiamo più volte dimostrato, in sostituzione degli SMS.

    Forse con queste funzionalità ci vuole dotare l’app di più strumenti per non essere da mento rispetto alla concorrenza. Sapendo però la caratteristica di WhatsApp è diversa. Questi sono strumenti che hanno ragione di esistere su altre app, dove in effetti riscuotono più successo.

    E voi che ne pensate?

    [l’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso. Qualora il legittimo proprietario del logo visibile la ritenesse inoppportuna, verrà immediatamente rimossa]

  • Google Duo, in pochi giorni 5 milioni di download su Android

    Google Duo, in pochi giorni 5 milioni di download su Android

    L’applicazione per le video chiamate di Google, Google Duo, lanciata lo scorso 16 agosto, nel giro di pochi giorni ha raggiunto 5 milioni di download. Presentata all’ultimo Google I/O 2016 ha subito conquistato gli utenti, anche se non si conoscono i download su iOS. E in arrivo il lancio di Allo, l’altra app di Google che si inserisce nella messaggistica istantanea.

    Lanciata immediatamente dopo Ferragosto, Google Duo sembra aver già conquistato gli utenti, almeno quelli che usano Android, il sistema operativo mobile di Google. La nuova app per le video chiamate presentata all’ultimo Google I/O 2016, la conferenza per gli sviluppatori del maggio scorso, ha già fatto registrare un piccolo traguardo. In pochi giorni infatti i download sono stati 5 milioni. E adesso li ha anche superati. Senza, fino a questo momento, conoscere i download da iOS, il sistema operativo di Apple che in questo contesto figura come competitor avendo già lanciato un’app simile, Facetime, però solo per utenti iOS.

    google duo video chiamate

    Un traguardo raggiunto da Google Duo che in effetti conferma quanto visto nei giorni immediatamente successivi al lancio, con l’app che è andata subito in prima posizione su Google Play, il market di Google, come l’app più scaricata. E l’annuncio del traguardo è stato dato da Sundar Pichai, CEO di Google (da quando è stata creata lo scorso anno Alphabet):

    Google Duo nasce come diretta competitor di Facetime, per ora solo per iOS, e raggiunge questo risultato grazie alla sua efficienza, seppur ancora utilizzabile con le funzioni base. A conquistare gli utenti è stata senza dubbio la qualità del servizio che garantisce l’applicazione e anche la sua interfaccia semplice. Tra l’altro Google ha già realizzato una funzione che dovrebbe permettere a Duo di funzionare in situazione ottimale anche passando da wi-fi a dati mobile.

    Altra funzionalità che sicuramente attrae gli utenti è “Toc Toc”, che permette di vedere, prima della video chiamata, il volto dell’utente che vi sta chiamando. Un modo per riconoscere subito chi vi sta chiamando ed evitare chiamate da utenti indesiderati.

    E in arrivo c’è anche Allo, la nuova app che permetterà a Google di inserirsi nella messaggistica istantanea dove ormai padroneggiano WhatsApp e Messenger.

    E voi avete scaricato Google Duo? Che ne pensate?