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  • WhatsApp: ecco come aggiungere corsivo, grassetto e barrato

    WhatsApp: ecco come aggiungere corsivo, grassetto e barrato

    L’ultima versione di WhatsApp, sia per iOS che per Android, permette di formattare il testo aggiungendo il corsivo, il grassetto e il barrato. Dopo la funzionalità che permette di inviare file in pdf, WhatsApp aggiunge una nuova funzione che la rende sempre più una piattaforma sempre più completa.

    WhatsApp continua il percorso di aggiornamento arricchendo l’app di nuove funzionalità. Quella che vi segnaliamo oggi è stata rilasciata con il nuovo aggiornamento dell’app, sia per iOS che per Android, e permette di formattare il testo. Si, WhatsApp, dopo aver introdotto la possibilità di inviare file in pdf, introduce con l’ultimo update anche la possibilità di formattare il testo aggiungendo il corsivo, il grassetto e il barrato. L’app di messaggistica istantanea, da oltre 1 miliardo di utenti oramai, diventa una piattaforma sempre più completa e questa nuova funzione può incrementare l’utilizzo. In effetti, resta sempre una app di messaggistica istantanea, ma va sempre più nella direzione di allargare i propri orizzonti. Non solo messaggi veloci, ma anche la possibilità di evidenziare la comunicazione aggiungendo uno stile per sottolineare alcuni passaggi.

    Come aggiungere corsivo, grassetto e barrato su WhatsApp

    E come si possono aggiungere questi stili?

    whatsapp formattare corsivo testo

    Prima di tutto è necessario effettuare l’aggiornamento dell’applicazione, fatto questo passaggio è sufficiente:

    • aggiungere prima e dopo la parola o la frase * (asterisco) per ottenere il grassetto;
    • aggiungere prima e dopo la parola o la frase _ (underscore) per ottenere il corsivo;
    • aggiungere prima e dopo la parola o la frase ∼ (tilde) per ottenere il barrato;
    • è anche possibile aggiungere più stili insieme inserendo *_ prima e dopo la parola, o la frase per ottenere un grassetto in corsivo.

    In questo aggiornamento trovate anche la possibilità modificare lo sfondo avendo a disposizione più scelta. Da Impostazioni>Chat>Sfondo. E anche la possibilità di poter condividere i vostri file direttamente da Google Drive.

    Facebook punta a differenziare WhatsApp e Messenger

    Facebook quindi punta a potenziare in maniera differente, almeno così sembra, le due app di messaggistica istantanea di casa Menlo Park. WhatsApp che va nella direzione di diventare sempre più piattaforma di condivisione sempre più estesa, mente Messenger sta diventando sempre più una piattaforma di utilità, con la continua introduzione di strumenti di utilità allo scopo di offrire diverse tipologie di servizi sempre in-app: dai pagamenti, alla prenotazione di un’auto con Uber, al monitoraggio del proprio volo con KLM, per non parlare dell’assistenza clienti che apre nuovi scenari nella relazione cliente/azienda.

    Forse è questa la strategia con cui Facebook punta a differenziare le due app, solo in apparenza simili, ma che stanno via via prendendo una fisionomia sempre più chiara e distinta.

  • Periscope compie un anno con 200 milioni di live broadcast

    Periscope compie un anno con 200 milioni di live broadcast

    Periscope, l’app di Twitter per il live broadcasting ha compiuto in questi giorni il suo primo anno di età. E nei primi 12 mesi i live degli utenti sono stati ben 200 milioni per un totale di tempo trascorso per osservarli pari a 110 anni. Diamo un’occhiata all’andamento dei download su iOS e Android in questi 12 mesi.

    Periscope, l’applicazione di proprietà di Twitter per i live broadcasting, disponibile per iOS e Android, ha compiuto il suo prima anno di età. Fece infatti il suo debutto il 26 marzo del 2015 solo per la versione iOS, due mesi dopo, il 26 maggio dello stesso anno fu resa disponibile anche per Android. Sin dal suo debutto abbiamo sempre seguito con molta attenzione l’evoluzione dell’applicazione che, nonostante un avvio molto lento, ha avuto sicuramente il merito di sdoganare completamente il live broadcasting via app. Come più volte abbiamo sottolineato, Periscope avrebbe meritato un supporto maggiore specie da parte di Twitter, inteso come piattaforma, avrebbe sicuramente giovato ad una espansione maggiore dell’utilizzo dell’app.

    periscope un anno

    Il team di Periscope per l’occasione ha diffuso alcuni dati relativi ai primi 12 mesi dell’app e di come gli utenti l’anno usata. Il dato più rilevante è che i live su Periscope nel primo anno sono stati ben 200 milioni e il tempo trascorso a guardarli, da iOS e da Android, è pari alla durata di 110 anni. Oltre un secolo di dirette.

    Il primo fine settimana dell’app lo scorso anno fu spumeggiante, infatti dopo pochi giorni dal lancio i live erano già 100 mila, il 28 marzo si toccò il picco di 58 mila live. Ad agosto del 2015 gli utenti erano già 10 milioni. Oggi abbiamo il dato relativo ai live totali anche se non si conosce ancora il dato relativo agli utenti complessivi che utilizzano l’app.

    periscope 200 milioni live un anno

    Noi, come già abbiamo fatto in altre occasioni, ci siamo basati sui dati del download dell’app, ossia i dati che conteggiano l’evoluzione dell’espansione dell’app tra gli utenti. E, come possiamo vedere, dai dati che abbiamo rilevato grazie ad App Annie, per quanto riguarda iOS si osserva un evoluzione calante. Il 5 aprile del 2015 l’app è al top essendo la quarta applicazione più scaricata in assoluto poi un calo altalentante, fino al minimo toccato il 2 gennaio scorso quando era la 23° app più scaricata nella categoria Social Networking, la 356° in assoluto. Come potete notare dal grafico, si è registrata una risalita proprio nelle ultime settimana, lo scorso 18 marzo era la 7° app più scaricata nella categoria Social Networking e la 54° in assoluto, salvo poi ricadere di nuovo.

    periscope italia ios un anno

    Questo invece il grafico che ci evidenzia l’evoluzione di Periscope su Android sin dal suo debutto, avvenuto il 26 maggio scorso. Anche in questo caso potete notare, dopo un avvio sfrecciante, una evoluzione in calo. Il 3 giugno, quindi dopo pochi giorni dal debutto, l’app era la 3° app più scaricata nella categoria Social, la 36° in assoluto da Google Play. Il punto minimo lo si tocca il 15 dicembre scorso quando era la 18° app più scaricata della categoria Social, la 537° in assoluto. Il 20 marzo scorso, quindi pochi giorni prima del compleanno, c’è stata una risalita, diventando la 14° più scaricata della categoria Social e la 285° in assoluto, per poi ricadere di nuovo.

    periscope italia android un anno

    Questi dati ci indicano, ripetiamo, l’andamento dei download dell’app, quindi quante volte viene scaricata e come viene posizionata dai market di riferimento. Ci offre quindi un dato dal punto di vista dell’interesse verso l’app.

    A distanza di 12 mesi Periscope è ancora un’app viva, da poco i live sono stati inglobati nei tweet e ora Twitter sembra voler puntare molto su questa app. L’osservazione che possiamo fare però è che questo impegno magari sarebbe stato più vantaggioso qualche mese fa. Uno dei meriti, o svantaggi (a seconda dei punti di vista) di Periscope è quello di aver aperto il mercato, non è un caso infatti che anche Facebook abbia deciso in questi mesi di puntare al live broadcasting lanciando i suoi Live Video, supportati direttamente dalla piattaforma, quindi non facendoli vivere come app separata. E non è un caso che anche Google adesso voglia introdursi nel mercato con YouTube che da poco permette di realizzare i video dal vivo.

    Periscope deve quindi adesso giocare la sua partita sapendo che il vantaggio competitivo, l’essere arrivata (quasi) prima non è stato sfruttato. Però adesso ha una community molto più forte e i 200 milioni di live lo dimostrano. Twitter ovviamente dovrà fare la sua parte.

    Staremo a vedere. E voi la utilizzate?

  • Peeple, ecco l’app che sembra Yelp per le persone

    Peeple, ecco l’app che sembra Yelp per le persone

    Lanciata lo scorso anno, da qualche giorno si torna a parlare di Peeple, definità Yelp per le persone, in occasione del suo ri-lancio con delle novità rispetto alla prima versione. L’app ideata da Julia Cordray e da Nicole McCullough serve a raccomandare le persone in tre ambiti: professionale, personale e “dating”. E’ necessario un account Facebook e 21 anni di età.

    Da qualche giorno si torna a parlare di Peeple, l’app che serve a raccomandare le persone lanciata lo scorso anno che, in verità, non venne accolta benissimo. L’avvio era stato permesso grazie ad un finanziamento di oltre 400 mila dollari. Molte furono le critiche negative, alcuni la definirono “l’app per i bulli”, ma Julia Cordray e Nicole McCullough, le co-fondatrici hanno comunque deciso di andare avanti e di lanciare, anzi di ri-lanciare, l’app lo scorso 7 marzo in Usa e in Canada per ora solo in versione iOS. E in questi mesi non ha certo aiutato a migliorare le attese verso l’app che proprio nell’articolo del WP era stata definita  come “il Yelp delle persone“, una definizione sfortunata che non ha aiutato. Ma adesso ci riprovano con alcune novità e sono già 10 mila gli utenti per testare la versione “beta”.

    peeple app

    La vera novità è che nella nuova versione viene abbandonato il sistema di valutazione a “stellette”, quello che in effetti aveva fatto molto discutere, e viene rimpiazzato dalle “raccomandazioni”, adesso gestibili direttamente dall’utente e i profili possono essere disattivati. La valutazione quindi viene definita per il numero di raccomandazioni ricevute e appare al’interno dell’avatar dell’utente. Sembra quasi una sorta di Klout che in questo caso determina l’affidabilità di un utente. E’ come se fosse anche LinkedIn, nel senso viene ripreso il sistema delle raccomandazioni anche se le stesse valgono per le persone con cui si lavora. Tutte queste informazioni possono poi essere condivise sui social media.

    Non è possibile registrarsi a Peeple in maniera anonima, infatti è necessario avere 21 anni e un account Facebook attivo da almeno sei mesi. L’attivazione sicura dell’account viene poi garantita dall’invio di un codice sul proprio numero di telefono.

    Con Peeple è possibile anche cercare l’anima gemella infatti è possibile costruire relazioni in questo senso ed è anche attiva la ricerca geolocale per trovare persone entro un raggio di 10 miglia (16 km circa). E’ possibile poi cercare altre persone e anche chattare.

    peeple cordray

    Il mese prossimo verrà poi rilasciata una feature premium, al costo di 1 dollaro, “The Truth License” che permetterà di vedere tutto ciò che è stato scritto su un dato utente, una sorta di documento che rivela tutto quello che si dice su quella persona.

    Al momento, anche in questa seconda versione, l’app è stata accolta con un certa freddezza, certamente non ha entusiasmato come forse Julia Cordray e Nicole McCullough si aspettavano, pesa certamente il lancio non felicissimo della prima versione. Peeple si presenta come l’app che dovrebbe aiutare gli utenti a gestire meglio la propria reputazione, mettendo insieme aspetti professionali e personali che in realtà servono solo a confondere e non a fare chiarezza. L’idea di mettere insieme una sorta di LinkedIn più una sorta di Tinder e sulla base di questo ricevere delle raccomandazioni è solo un modo per confondere e non specializzarsi. Che vuole cercare persone con cui fare business probabilmente non la userà perchè non specifica, idem per chi cerca l’anima gemella. Quindi? La raccomandazione in versione “estesa” non sembra essere una buona idea. Per ora il lancio è solo negli Usa e in Canada e difficilmente l’app potrà andare oltre oceano.

    E voi che ne pensate?

  • Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, WhatsApp permette la condivisione di documenti, per ora solo informato PDF. L’applicazione più amata dagli italiani, che da poco ha raggiunto 1 miliardo di utenti, dopo le telefonate aggiunge un’altra funzionalità che sarà molto apprezzata.

    WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea, la più amata dagli italiani (potrebbe essere un “claim” non da poco questo!) che da poco ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti, introduce una nuova funzionalità che sarà molto apprezzata dagli utenti. Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, da oggi è possibile condividere anche documenti, per ora solo in formato PDF. Una funzionalità attesa dagli utenti e che si rivelerà molto utile, per il fatto che l’app viene sempre più spesso utilizzata anche in ambito lavorativo. Di conseguenza, come un messaggio può essere istantaneo, allo stesso modo lo sarà anche l’invio di un documento.

    whatsapp documenti pdf

    Come inviare documenti su WhatsApp da Android e iOS

    Inviare e ricevere documenti sarà molto facile sia da Android che da iOS.

    Da Android, quando vi trovate in una chat, è sufficiente toccare l’icona a “graffetta”, tra quella del telefono e tra i tre puntini delle impostazioni, per vedere poi le funzionalità a disposizione. La prima da sinistra verso destra è “Documenti”, una volta toccata potrete allegare il vostro documento in PDF. Su iOS è altrettanto semplice, basta toccare l’icona a freccia e poi “Condividi documento” dal menù.

    Una volta inviato il documento, nella chat vi comparirà l’anteprima del documento stesso, insieme al numero di pagine, dimensione del file e tipo.

    Un suggerimento che potrà sembrare scontato ma non lo è, se dalla vostra app non visualizzate nulla di tutto questo, allora dovrete effettuare un aggiornamento dell’applicazione scaricandola dal vostro market di riferimento.

    Altro elemento interessante, così come accade per le telefonate, se un utente al quale state inviando il vostro PDF non ha una versione aggiornata dell’app, vi comparirà un pop-up che vi avviserà del mancato invio.

    WatsApp permette la condivisione di documenti anche da Dropbox, Google Drive, iCloud e altre app, oltre ai vostro documenti già visualizzabili.

    Insomma, con questa nuova funzionalità WhatsApp da seguito a quello che Jan Koum, fondatore e CEO, diceva a gennaio quando preannunciava il lancio di strumenti che avrebbero agevolato la comunicazione e la condivisione dal lato business. E la condivisione dei documenti va decisamente in questa direzione.

  • Twitter, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia

    Twitter, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia

    Annunciato una settimana fa, il motore di ricerca delle GIF è disponibile anche in Italia. Il motore appare una volta cliccata l’icona “GIF” e si accede a una serie di GIF per categoria. Il motore di ricerca è stato realizzato in collaborazione con GIPHY e Riffsy. La condivisione è possibile sia via tweet che via DM.

    Dopo esattamente una settimana dall’annuncio ufficiale da parte di Twitter, il motore di ricerca di GIF sulla piattaforma a 140 caratteri è disponibile anche per il nostro paese. Grazie agli screenshot da iOS che ci ha inviato Il Sognivendolo possiamo vedere come questo motore, nato in collaborazione con GIPHY e Riffsy, appare sulle app.

    Una volta che si clicca sull’icona GIF che appare sulla vostra app, si apre il motore di ricerca che offre centinaia di immagini animate suddivise per categorie. Dalle immagini che ci ha mandato @sognivendolo si vedono decine di categorie, e ce n’è per tutti i gusti. Tanto per citarne alcune: “Applausi”, “Non puoi farci niente”, “Aww”, “Danza”, “Non voglio”, “Deluso”, “Batti il pugno”. E una volta scelta una categoria si ha accesso a decine di GIF per cui c’è davvero l’imbarazzo della scelta.


    twitter gif @sognivendolo @franzrusso.it 2016

    Questo è quello che appare invece una volta cliccato sulla categoria “Applausi”:

    twitter gif applausi @sognivendolo @franzrusso.it 2016

    A cosa servirà un motore di ricerca per le GIF su Twitter? Certamente ad allinearsi con altre app ma soprattutto potrebbe ritornare molto utile nel contesto della Social TV e Twitter da questo punto di vista è molto forte. E’ sufficiente dare un’occhiata a quello che accade durante trasmissioni televisive molto seguite proprio su Twitter, buona parte dei contenuti sono proprio GIF. Anche se, come sostiene anche @sognivendolo, “avranno comunque sempre meno successo di quel ‘qualcosa’ reso gif all’istante e twittato“.

    Nella presentazione di questo motore di ricerca la settimana scorsa, Twitter aveva dichiarato che lo scorso anno sulla piattaforma erano state condivise 100 milioni di GIF. Ecco il perchè della realizzazione di un motore interno con due partner come Giphy e Riffsy. E proprio Giphy qualche giorno fa annunciato un finanziamento di 55 milioni di dollari che fa lievitare il suo valore a 300 milioni di dollari.

    Il motore di ricerca per GIF sarà disponibile per iOS, Android e su twitter.com

    Allora, vi piacciono le GIF su Twitter?

  • GrabMe, la campagna fake di Generali Italia per la privacy

    GrabMe, la campagna fake di Generali Italia per la privacy

    Qualche giorno fa vi avevamo parlato di GrabMe, l’#AppPerLadri che gelocalizza gli utenti rubando i loro dati. In realtà si trattava di una campagna fake di Generali Italia per sensibilizzare tutti sul grande tema della privacy e della sicurezza online.

    Qualche giorno fa scrivevamo di GrabMe, l’#AppPerLadri che gelocalizza gli utenti rubando i loro dati. E bisogna dire che in effetti siamo riusciti nell’intento, e cioè quello di far passare per vero quello che poi in realtà non lo era. Ma leggendo il post il dubbio restava, riflettendo poi sul fatto che quell’app fosse davvero un pericolo per i nostri dati. Come ha rivelato oggi sul suo blog Giuliano Ambrosio, che ringrazio per il coinvolgimento e per il sostegno nel reggere il gioco, questa è una campagna fake di Generali Italia, società leader nel campo delle assicurazioni.

    GrabMe campagna fake generali italia

    Tutti i dettagli circa la campagna li trovate in questo post di Giuliano, [CaseStudy] GrabMe: L’operazione Fake per la protezione della Privacy di @GeneraliItalia che svela le motivazioni della campagna realizzata da JWT e da Mosaicoon. Scopo della campagna di Generali Italia è ovviamente quello di sensibilizzare le persone sul tema della protezione della privacy e sicuramente questo obiettivo è stato raggiunto.

    https://www.youtube.com/watch?v=pD4Ys4-Lt68

    L’idea della falsa intervista all’hacker che svela GrabMe, il sito che da subito viene oscurato, la prova video di Giuliano e anche il video di Luca La Mesa che sventa una rapina, sono tutti ingredienti che fanno davvero pensare alla veridicità della cosa. Quando Giuliano mi ha contattato per partecipare all’iniziativa ho pensata davvero che si fosse “al limite”. Ma vi ho preso parte perchè credevo nella bontà dell’iniziativa che mette gli utenti, in maniera molto diretta e veritiera, su quelli che sono i rischi e i pericoli che si possono incontrare online.

    E in effetti la campagna ha avuto successo, come rivelano appunto i dati raccolti da Giuliano nel suo post. Il video del lancio della campagna fake ha totalizzato 65 mila visualizzazioni, il video della prova fake di Giuliano ha totalizzato 6.500 visualizzazioni, l’hashtag scelto #AppPerLadri è stato addirittura in trending topic.

    Alla fine, questa campagna ha dimostrato che anche con idee portate al limite, come è appunto questa, lo scopo viene raggiunto, perchè gli utenti, le persone vogliono sapere e conoscere i rischi, quasi toccarli con mano. GrabMe mette appunto l’utente di fronte al rischio reale e al pericolo concreto di quello che può succedere quando si pone poca attenzione ad un tema come come quella della privacy dei nostri dati. Ecco perchè da oggi vale la pena fare ancora più attenzione.

  • GrabMe, la #AppPerLadri che ti localizza

    GrabMe, la #AppPerLadri che ti localizza

    Si chiama GrabMe, l’#AppPerLadri consente di intercettare tutte le informazioni pubbliche sui social e sulla rete andando a mappare chek-in e le localizzazioni attive dei social.

    Come sapete, qui su InTime cerchiamo sempre di raccontarvi tutto quello che accade in termini di innovazione e tecnologia, specialmente per quanto riguarda il Mobile. E ci teniamo a farvi conoscere, quando capita, applicazioni nuove che catturano la nostra attenzione.

    grabme

    Così ieri, in contemporanea con Giuliano Ambrosio, noto blogger e creativo digitale, ci siamo imbattuti in questa app che si chiama GrabMe, la prima #AppPerLadri, è il caso di dire. La cosa che ci ha stupito molto, e allo stesso tempo incuriosito, è che questa app, consente di intercettare tutte le informazioni pubbliche sui social e sulla rete andando a mappare chek-in e le localizzazioni attive dei social.

    A seconda delle informazioni, GrabMe riesce a individuare al 90% l’abitazione della persona e visualizzarla su una mappa e da quel momento viene monitorata la sua attività in rete mostrando quando è presente o meno in casa. L’applicazione è già disponibile per iOS e Android.

    Il sito dell’app http://grabme.name/ da ieri non è più raggiungibile, evidentemente oscurato, e sugli store non c’è presenza dell’applicativo.

    Stiamo parlando dunque di un’app che mappa quello che facciamo e che potrebbe esporci ad evidenti pericoli. Come detto all’inizio, anche noi, dopo una lunga attesa per il download, abbiamo scaricato e usato l’app, ma si riusciva ad individuare poche persone sulla mappa che mostra l’app. Invece Giuliano, in zona Roma, è riuscito ad individuarne molte di più. In basso potete vedere il suo video di prova.

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    Questo invece il video di Luca La Mesa, uno degli utenti che Giuliano è riuscito ad individuare, il quale è riuscito a sventare una rapina.

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    E’ evidente che qui si apre un tema legato alla privacy grande come una casa. Vi abbiamo parlato di questa #AppPerLadri, GrabMe, proprio per accentrare l’attenzione di noi tutti su un tema così delicato come questo. Fare attenzione  su come si usa la rete e i social media è solo la prima vera grande regola.
    Ovviamente vi terremo aggiornati su eventuali aggiornamenti.
  • Amazon Underground, le app gratuite disponibili anche in Italia

    Amazon Underground, le app gratuite disponibili anche in Italia

    E’ da oggi attiva anche in Italia, e in altri paesi, Amazon Underground, la nuova app per smartphone Android che sostituisce App-Shop Amazon. Con Amazon Underground saranno disponibili oltre mille app e giochi completamente gratuiti.

    Da un po’ di tempo, e ci riferiamo agli utenti Android, vi stavate certamente chiedendo che fine aveva fatto Amazon App-Shop, l’app che metteva a disposizione diversi contenuti gratis e ogni giorno rilasciava un’app premium da scaricare gratuitamente nell’arco delle successive 24 ore. Ed ecco la risposta.

    amazon-underground

    Da oggi è disponibile in Italia e Spagna, e in altri 14 paesi europei, Amazon Underground che raccoglie l’eredità di App-Shop, ma aggiunge un’altra grande novità: oltre mille app e giochi completamente gratuiti, inclusi contenuti illimitati all’interno delle stesse app. Questi alcuni dei titoli, completamente gratuiti, in esclusiva su Amazon Underground: Monument Valley, Final Kick, Ruzzle, Star Wars: Knights of the Old Republic, Goat Simulator, Frozen Lampi di Gemme, Angry Birds Slingshot Stella, Office Suite Professional, 8Bad Piggies.

    Con Amazon Underground, quindi, non si dovrà più pagare per app premium o spendere per acquisti in-app per ottenere nuove vite, completare un livello più rapidamente o sbloccare nuove funzionalità, elementi che tipicamente sono a pagamento in altri app store.

    Ma non è tutto, perchè Amazon Underground offre agli sviluppatori di app un approccio innovativo che permetterà loro di monetizzare, ripagandoli per ogni minuto durante il quale il cliente Underground utilizza il loro gioco o la loro app, invece di remunerarli unicamente a fronte del pagamento degli utenti per il download o per gli acquisti in-app. Gli sviluppatori non devono modificare le app per essere presenti in Amazon Underground; dovranno solamente inviare la propria app attraverso il Portale per gli Sviluppatori dell’App-Shop Amazon (Amazon Appstore Developer Portal).

    Dunque, dopo il debutto negli Usa e in Francia, Germania e Regno Unito, Amazon Underground diventa da oggi disponibile in Italia per tutti gli utenti Android.

    Come avere Amazon Underground? L’applicazione, che include anche la selezione completa di oltre 500.000 applicazioni e giochi dell’App-Shop Amazon, è disponibile per il download esclusivamente su Amazon.it. Gli utenti che sono già in possesso dell’applicazione mobile per lo shopping di Amazon riceveranno una notifica per aggiornare l’applicazione all’ultima versione, che include Amazon Underground. Anche i possessori di tablet Amazon Fire HD e HDX troveranno la stessa selezione di app e giochi gratuiti all’interno della sezione “Underground” dell’App-Shop Amazon sul proprio dispositivo.

    Allora, amici androidiani, non vi resta che scaricarla e poi, se volete, venite a raccontarci cosa ne pensate!

  • Google Foto in 5 mesi raggiunge i 100 milioni di utenti

    Google Foto in 5 mesi raggiunge i 100 milioni di utenti

    Google Foto, il servizio di photo storage che Google ha lanciato lo scorso maggio, rendendolo autonomo da Google+, ha raggiunto l’importante traguardo dei 100 milioni di utenti in 5 mesi. E sono diffusi altri dati interessanti. Ad esempio Parigi è la città più fotografata, il cibo è molto fotografato e sono stati dedicati al servizio 3.720 terabyte di spazio.

    Ricorderete certamente quando lo scorso 28 maggio Google decise di rendere autonomo da G+ Google Foto, il servizio di photo storage da quel momento, disponibile come app per iOS e Android, ha cominciato a vivere di vita propria. E oggi si scopre che da quel momento ad oggi, quindi in 5 mesi, è stato raggiunto l’importante traguardo di 100 milioni di utenti (Twitter e Pinterest hanno impiegato invece 5 anni). Un risultato rilevante per la tipologia del servizio, a conferma che Google in quella circostanza ha avuto la giusta intuizione.

    google-foto-logo

    E rendendo noto l’importante traguardo, Google ha diffuso qualche interessante dato che vale la pena di conoscere proprio sull’utilizzo che gli utenti hanno fatto di Google Foto.

    Dopo le persone, il cibo è il più fotografato in assoluto e la città più fotografata è Parigi, seguita da New York e Barcellona. Anche su Google Foto gli animali sono molo fotografati e, da quello che si è visto in questi ultimi 5 mesi, i cani sono di gran lunga i più fotografati.

    Tra gli avvenimenti ed eventi che segnano la vita di ciascuno, su Google Foto i matrimoni sono più fotografati dei concerti, addirittura più del Natale. Anche i bambini sono molto fotografati. E ancora, tra le curiosità, si scopre che in 5 mesi sono stati realizzati 15 milioni di animazioni e collage. E tra le foto scattate in questi 5 mesi non manca la natura e i paesaggi. Infatti, i cieli, le spiagge e le montagne sono tra le 10 cose più fotografate in questo periodo.

    E tra i tanti dati resi noti, forse questa è tra le più importanti. Fino ad ora Google ha reso disponibile uno spazio, per Google Foto, pari a 3.720 terabyte di spazio, una enormità che equivale a riempire di foto uno smartphone da 16 GB di spazio per 637 anni!

    Ricorderete anche però che qualche mese fa, proprio per la funzionalità delle etichette automatiche, Google Foto in un incidente che fece il giro del mondo. Infatti nel mese di luglio due persone di colore vennero etichettate come gorilla, una gaffe eclatante. Gaffe generata dagli algoritmi che servono a riconoscere cosa viene fotografato per meglio organizzare al meglio le foto, appunto etichettandole in maniera automatica.

    Allora, state utilizzando anche voi Google Foto? Che ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Appathon 2015, prorogate le iscrizioni al 25 ottobre

    Appathon 2015, prorogate le iscrizioni al 25 ottobre

    Le iscrizioni per Appathon 2015, l’hackathon che si terrà il 7 e 8 novembre prossimo, che quest’anno avrà ancora di più una dimensione internazionale, sono state prorogate di una settimana. Infatti adesso c’è tempo per iscriversi fino al 25 ottobre. Il montepremi è di 50 mila euro.

    Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno, Appathon 2015 saprà ripetersi sicuramente. Infatti, a grande richiesta vengono prorogate le iscrizioni, ci sarà tempo fino al 25 ottobre per iscrivere il proprio team, il termine inizialmente previsto era fino al 18 ottobre.

    appathon-2015

    La nuova edizione si annuncia ancora più interessante e di respiro internazionale. L’hackathon si terrà infatti in Italia ma anche in Austria e in Germania. In questa nuova edizione di Appathon 75 team di web developer, designer e marketing specialist si cimenteranno ad ideare applicazioni e idee. Parliamo quindi di un evento che unisce diversi ambiti e quindi diversi elementi che vanno considerati quando ci si cimenta in un progetto che non vuole essere solo ragionare sull’idea tecnologica, ma trovare anche soluzioni di marketing e comunicazione. Aspetti questi ultimi che spesso mancano.

    In Italia e Austria si ragionerà sui pagamenti digitali con una sfida sul Customer Centric Wallet, e poi ogni Paese avrà due temi specifici:

    • in Italia i team si affronteranno su social media customer services e servizi a valore aggiunto;
    • in Austria saranno impegnati su advisory e wealth planning;
    • in Germania lavoreranno su wearables & mobile banking, digital private banking e servizi premium.

    Il tempo che si avrà a disposizione è di 24 ore.

    Le APP migliori verranno premiate con un montepremi complessivo di oltre 50.000 euro e numerosi premi speciali come stage, licenze software e partecipazioni a corsi di digital innovation.

    https://youtu.be/mk-cVGiU6-k

    Ma oltre al contesto internazionale e all’ampio spettro dei temi toccati, la capacità creativa e innovativa dei concorrenti sarà chiamata a confrontarsi con due ulteriori livelli di profondità:

    • Alcune delle app dovranno poter essere utilizzate su wearable device, in particolare Apple Watch e Samsung Gear
    • In Italia e Germania, le app potranno essere sviluppate con l’utilizzo delle cosiddette API (Application Programming Interface) ovvero dei codici di programmazione che consentono di sviluppare un vero e proprio prototipo dell’app.

    A questo punto non ci resta che ricordarvi ancora una volta che le iscrizioni saranno aperte fino al 25 ottobre, quindi una settimana in più rispetto alla data prevista. E noi continueremo ad aggiornarvi sulle novità.