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  • Facebook Moments, la condivisione delle foto con il riconoscimento facciale

    Facebook Moments, la condivisione delle foto con il riconoscimento facciale

    Novità in casa Facebook, da oggi negli Usa è stata rilasciata una nuova app. Si chiama Facebook Moments e permette la condivisione delle immagini sincronizzandole con i vostri amici in modo privato. Tutto questo è possibile grazie al riconoscimento facciale e non è da escludersi un problema di privacy in Europa.

    Novità in casa Facebook, è stata infatti rilasciata da oggi solo negli Usa (per il momento) una nuova app standalone (per iOS e Android) che proviene da quel laboratorio chiamato Facebook Creative, specializzato nello sviluppo di applicazioni autonome in modo da rendere più completa l’esperienza di Facebook. La novità si chiama Facebook Moments e permette la condivisione di immagini in maniera sincronizzata con i vostri amici. Tutto questo è reso possibile grazie al riconoscimento facciale che consente all’applicazione di riconoscere gli utenti, vostri amici, presenti nelle immagini, e condividerle con loro.

    Facebook-Moments

    Per intenderci, quante volte vi sarà capitato (qualche anno fa, per la verità) di scattare foto con amici e sentirvi dire “non ti preoccupare, arrivo a casa e te la mando”, senza poi ricevere nulla. Nell’era dei Social Media tutto questo diventa molto più semplice perchè basta un “tag” e l’immagine viene condivisa con tutti i presenti. Ma non è proprio così, perché l’immagine in realtà viene condivisa in maniera pubblica. Ed ecco che allora gli sviluppatori di Facebook Creative hanno voluto realizzare un’app che superasse questo passaggio.

    Infatti con Facebook Moments le immagini vengono condivise in cloud solo con le persone che effettivamente sono presenti nelle immagini, in modo sincronizzato. Così non si dirà più “non ti preoccupare che te la mando io”, infatti basta solo avere l’app e l’immagine viene condivisa subito.

    Come già detto, tutto questo viene rese possibile da riconoscimento facciale, un elemento che in Europa potrebbe creare qualche problema in termini di privacy. La tecnologia utilizzata è quella di Face.com, la startup israeliana che venne acquisita da Facebook nel 2009 per 55 milioni di dollari. In ogni caso, ormai da diversi anni è possibile disattivare il tagging, semplicemente da questa pagina e gestire come e se gli utenti possono taggarvi.

    L’applicazione sembra carina, in linea con la filosofia del Facebook Creative che è quella di arricchire l’esperienza su Facebook. Certo, per quanto riguarda l’Europa desterà qualche preoccupazione proprio l’elemento del riconoscimento facciale. E’ notizia di ieri che la Commissione per la Privacy del Belgio vuole portare Facebook in Tribunale per “continue violazione delle leggi sulla privacy anche a livello europeo”. In discussione vengono messi il modo in cui il social network traccia gli utenti attraverso i “like” e le condivisioni. Quello che in realtà si teme è che dal Belgio la questione possa poi allargarsi in altri paesi europei. E non è detto che non succeda.

  • La musica in streaming arriva anche su LINE

    La musica in streaming arriva anche su LINE

    La musica in streaming da oggi arriva anche su LINE, l’app di instant messaging giapponese che ad oggi conta 200 milioni di utenti attivi. Per 8 dollari al mese si ha accesso illimitato ad un catalogo di oltre 1,5 milioni di brani musicali. E’ la conseguenza dell’acquisizione di MixRadio avvenuta a dicembre del 2014.

    La musica in streaming è ormai una opportunità da cogliere al volo. Anche se all’interno del grande mercato della musica ha un peso di circa il 17% sul totale, è evidente che ci sono grandi opportunità da cogliere. E il successo di Spotify è lì a dimostrarlo. Appena pochi giorni dopo l’annuncio di Apple Music, il nuovo servizio di musica in streaming presentato dal colosso di Cupertino al recente WWDC15, ecco che arriva la notizia di un’altra grande realtà si lancia in questo mercato. Stiamo parlando di LINE, la popolare app di messaggistica istantanea che ad oggi conta 200 milioni di account attivi (600 milioni gli iscritti totali) che ha lanciato in Giappone il nuovo servizio che prevede un abbonamento con accesso illimitato ad un catalogo di circa 1,5 milioni di brani, per 8 dollari al mese.

    Questo di LINE ovviamente non è un passaggio a vuoto. Lo scorso mese di dicembre aveva acquisito da Microsoft l’applicazione MixRadio, l’app per la musica in streaming presente già sui Windows Phone. E sempre nei mesi scorsi era stata suggellata una partnership con la Sony Music.

    line-musica-streaming---franzrusso.it

    Per chi conosce e usa LINE sa che non stiamo parlando solo di un’app di instant messaging, ma parliamo di un’applicazione più strutturata che ha da sempre avuto l’obiettivo di riuscire a diventare un vero e proprio hub di servizi mobile. E ora con la musica in streaming potrebbe davvero riuscirci. Specie se, e non dovrebbe passare molto tempo anche in questo caso, troveranno applicazione la modalità per la prenotazione dei taxi e anche la possibilità di effettuare pagamenti dal proprio smartphone.

    Ora non resta che vedere come sarà accolto i servizio il Giappone prima di programmare un eventuale allargamento anche in altri paesi.

  • Periscope su Android, in Italia ancora nessun boom

    Periscope su Android, in Italia ancora nessun boom

    Periscope ha debuttato su Android ormai quasi due settimane fa e con App Annie abbiamo verificato che l’eventuale boom in realtà non c’è stato. Nei primi giorni l’app di video live streaming, di Twitter, ottiene il suo massimo, ma in quelli successivi comincia la fase calante. Andamento simile un po’ ovunque.

    In realtà ci si aspettava qualcosa di meglio. Se è vero, come è vero, che Android è più diffuso di iOS anche nel nostro paese, e vista l’attesa che si era creata, allora è il caso di dire che ci si aspettava davvero qualcosa in più. A circa due settimane dal debutto, così come abbiamo fatto al debutto su iOS, abbiamo verificato, con App Annie, quale fosse lo stato dell’app di video live streaming in Italia, e non solo.

    Ebbene, nel primo giorno Periscope in Italia, su Android, diventa la quinta app più scaricata nella categoria “Social”, è invece più indietreggiata nelle altre categorie generali. Il debutto su iOS in realtà fece registrare numeri più bassi. Ma nel corso dei giorni Periscope diventa la terza app più scaricata della categoria “Social”, risultato evidente, calando poi dal 4 giugno in poi. A livello di categorie generali, Periscope riscontra un andamento ascendente fino al 3 giugno, quando è la 36° app più scaricata su Android (andamento riscontrato più o meno ovunque), per poi far registrare un andamento discendente da quel giorno i poi, fino ad arrivare alla data di ieri con questi numeri: 6° app più scaricata nella categoria “Social” e 91° in quella generale.

    Periscope-android-italia

    Come già specificato in altre occasioni, stiamo parlando di un’applicazione un po’ particolare, non proprio generalista che si rivolge ad un pubblico particolare, quello più avvezzo alle caratteristiche di “broadcaster”. Ma, anche su Android, vengono fuori i limiti evidenziati già con iOS. Primo tra tutti è la “pesantezza” dell’app: nel caso la si usasse in 3G, perchè non si ha a disposizione una wifi, l’app “consuma molto”. Ma anche dal punto di vista della durata della batteria, con o senza wifi, l’app anche in questo caso “consuma molto”. Due elementi su tutti che di fatto scoraggiano un uso più generale.

    Ma forse questi dati possono essere letti anche in un altro senso e quindi essere visti come dati positivi, in effetti arrivare ad essere la terza app più scaricata non è poi così male. Sicuramente il dato che più di ogni altro va messo in evidenza è che già nel giro di pochi giorni è iniziata la fase calante e non è escluso che questo possa continuare in questo senso anche nei prossimi. Situazione analoga riscontrata anche in altri paesi con, più o meno, la stessa dinamica e le stesse caratteristiche, e situazione già riscontrata su iOS.

    Segno che l’app è e resterà un fenomeno circoscritto, almeno finora. Forse l’estensione dell’aggiornamento, anche su Android, rilasciato in questi giorni per iOS, che vede la traduzione in italiano e anche l’aggiunta della modalità “Esplora il mondo”, può risollevare un po’ le sorti. Ma serve davvero altro.

    Allora, che ne pensate? Siete tra quelli che hanno scaricato l’app su Android e non siete rimasti soddisfatti? Raccontateci la vostra esperienza.

  • E finalmente Periscope arriva anche su Android

    E finalmente Periscope arriva anche su Android

    A due mesi dal lancio, Periscope oggi approda anche su Android. L’app per il live streaming che tanto sta facendo discutere è disponibile per dispositivi con almeno la versione del sistema operativo Kit Kat (Android 4.4). Per il resto l’app ha le stesse caratteristiche di quella vista su iOS. E da oggi vedremo se l’app si diffonderà di più.

    Era attesa ormai dal primo giorno della sua comparsa, ossia dal 26 marzo scorso, e oggi finalmente, per la felicità di tutti gli androidiani, Periscope è disponibile anche per Android. L’app è disponibile in Google Play e per essere scaricata è necessario che abbiate un sistema operativo almeno nella versione Kit Kat (Android 4.4), altrimenti non potrete usarla.

    Da oggi i potenziali broadcaster con Android potranno dare sfogo all’attesa e soprattutto alla loro fantasia per dare vita a live streaming in tempo reale direttamente dal proprio smartphone. L’applicazione conserva tutte le caratteristiche che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere dalla versione iOS. E quindi è possibile attivare broadcast pubblici o privati (riservati a utenti specifici), abilitare la possibilità di commentare solo a chi si segue e interagire con un utente che sta facendo un live streaming chattando e inviando gli ormai famosi “cuoricini”.

    periscope-android

    A queste si aggiungono alcune caratteristiche esclusive per Android, come:

    • il design dell’applicazione è “Material-inspired”, uno stile familiare e moderno al quale gli utenti Android sono abituati;
    • gli utenti Android hanno un maggiore controllo sulle notifiche push di Periscope, come ad esempio le “First Time Broadcast notifications” (quando un utente che già si segue su Twitter trasmette su Periscope per la prima volta) e le “Share notifications” (quando qualcuno che si segue su Periscope condivide il live streaming di qualcun altro);
    • Periscope per Android offre anche la “Resume notification” che permette all’utente di tornare a seguire un live streaming che ha dovuto interrompere (per esempio a causa di una telefonata o di un messaggio);
    • i replay vengono salvati senza richiedere al broadcaster di fare upload del file. Questo permette di risparmiare sia tempo sia traffico dati.

    Dal blog ufficiale di Periscope si informa di nuovi aggiornamenti che presto saranno rilasciati per Android nelle prossime settimane.

    Intanto quello che ci interessa davvero sapere è se il rilascio per Android potrà aiutare Periscope dal punto di vista di una maggiore diffusione. Nelle scorse settimane ci eravamo concentrati proprio su questo punto notando un calo di interesse a livello globale, quindi non solo circoscritto al nostro paese.

    La situazione di Periscope ad oggi in Italia è questa (con l’aiuto di App Annie):

    periscope-aprile-maggio-italia

    In posizione 18 nella categoria Social Networking e in posizione 159 nella classifica generale.

    Questa invece la situazione negli Usa:

    Periscope--aprile-maggio-Usa

    In posizione 24 nella categoria Social Networking e in posizione 194 nella categoria generale.

    A questo punto non ci resta che attendere qualche giorno per verificare l’impatto del rilascio per Android di oggi, cosa che vi documenteremo certamente e seguiteci.

    Allora, siete contenti voi androidiani di questo rilascio?

  • Facebook Messenger, le video chiamate disponibili anche in Italia

    Facebook Messenger, le video chiamate disponibili anche in Italia

    A distanza di quasi tre settimane dal lancio, da oggi le video chiamate da Facebook Messenger sono disponibili anche nel nostro paese. La funzionalità è disponibile sia per iOS che per Android e per attivarla è sufficiente scaricare l’ultima versione dell’applicazione.

    Alla fine di aprile Facebook rilasciò le video chiamate su Messenger, l’applicazione di messaging che ormai vive di vita propria e che conta già più di 600 milioni di utenti a livello globale. Il rilascio era disponibile solo in 18 paesi e cioè: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay.

    Ma da oggi le video chiamate su Messenger sono disponibili anche nel nostro paese. Facebook non ha rilasciato per ora notizie ufficiali su quali siano gli altri paesi in cui sarà possibile effettuare video chiamate direttamente dall’app, ma per usarla è sufficiente aggiornare l’applicazione, per iOS e per Android, all’ultima versione disponibile.

    Una volta aggiornata, e dopo aver scelto l’utente che volete video chiamare, noterete che in alto a destra comparirà l’icona del video. Se cliccate l’icona (notate che sia di colore azzurro, cioè che l’utente sia online) a quel punto parte la video chiamata, di qualità ottima.

    Questa è la schermata della video chiamata da Android:

    facebook-messenger-video-chiamate

     

    Una funzionalità che sicuramente farà crescere l’utilizzo dell’applicazione e a quanto si è visto immediatamente dopo il rilascio di qualche settimana fa, gli utenti hanno apprezzato e molto. Nei primi due giorni le video chiamate sono state più di 1 milione.

    E quindi, dopo il rilascio delle chiamate, con questa nuova funzionalità Facebook Messenger diventa ancora più completa da questo punto di vista, anche per il fatto che le video chiamate possono essere effettuate sia in wifi che in 3G/4G.

    A questo punto le due app di Facebook, Messenger e WhatsApp, si avviano ad essere sempre più complete in grado di fornire un ventaglio di strumenti e funzionalità sempre più completi, andando oltre quello che è il legame tra utenti che si costruisce sulla piattaforma Facebook. Ma soprattutto, come già detto in altre occasioni, questo tipo di funzionalità, tanto le chiamate così come le video chiamate, deve portare le telco a riflettere sulle evoluzioni di questi tempi.

    E voi che ne pensate? Usate già le chiamate da Messenger e pensate di usare anche le video chiamate? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

  • Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    A proposito di Periscope in Italia oggi si è riaccesa l’attenzione verso l’app di video live streaming di Twitter che fa registrare un calo negli Usa uscendo fuori dalla classifica delle 100 app più scaricate. Nel nostro paese si registra in effetti un calo: si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate ed è 11° nella categoria Social Networking, secondo i dati di App Annie.

    Si parla molto di Periscope che negli Usa farebbe registrare un calo di attenzione uscendo dalle prime 100 app più scaricate nell’App Store di Apple ed è comunque tra le 25 app più scaricate nella sezione Social Networking. Su questa notizia in Italia oggi si è molto discusso per la verità, molti hanno solo riportato la notizia senza però verificare l’effettiva situazione. Eppure ci siamo occupati tra i primi nel monitoraggio della situazione di Periscope soprattutto per ciò che riguarda il nostro paese, indicando anche il tool con cui verifichiamo i dati relativi alla diffusione dell’applicazione. In una prima fase abbiamo utilizzato Distimo e App Annie e come forse qualcuno di voi saprà Distimo si è fusa in App Annie proprio in questi giorni ed è di fatto il solo strumento, ad oggi, in grado di dare qualche dato concreto in merito. Tra l’altro lo hanno usato come primobolan fonte anche siti e blog come TechCrunch, Mashable, TNW, The Verge, insomma tutti i blog specializzati che danno questo tipo di informazioni con la solita autorevolezza che li contraddistingue.

    periscope-logo

    In seguito alla notizia molti hanno riportato dell’effettivo calo di Periscope anche in Italia ma senza verificarlo in realtà, cioè senza andare a vedere come stanno le cose usando lo strumento adeguato. Allora ci permettiamo di offrirvi una visione più reale usando, appunto, il prezioso tool di App Annie che ci dice che, alla data di ieri 11 maggio, Periscope in Italia si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate in generale, e in 11° posizione tra le app più scaricate della categoria “Social Networking” del market che fa riferimento a iOS. Ad aprile era la quarta app più scaricata, il miglior risultato dal 26 marzo, ossia dal debutto.

    periscope-italia-maggio-2015

    Questa invece la situazione negli Usa: in posizione 161 nella classifica delle app in generale e in posizione 22 tra le app più scaricate della categoria “Social Networking”.

    periscope-usa-maggio-2015

    Situazione molto simile la troviamo in Spagna (qui il calo è un poì più accentuato rispetto agli altri paesi europei), in Francia e in Germania. Resta forte in Arabia Saudita (3° app più scaricata nella categoria “Social Networking”, 10° in generale), in Qatar.

    Intanto Periscope continua ad aggiornare l’applicazione, con il nuovo aggiornamento dell’app (ancora solo disponibile per iOS) è possibile registrarsi senza usare le credenziali di Twitter, anche se poi Twitter raccomanda di tenere collegati i due account per poter raggiungere un pubblico più ampio nell’utilizzo dell’app.

    Da tenere in forte considerazione il fatto che a breve verrà rilasciata la versione per Android, anzi è probabile che di fronte a questi dati il rilascio possa essere anticipato. Ed è plausibile che da quel momento in poi si possano vedere delle conseguenze dirette, in positivo, in relazione ad un maggiore utilizzo dell’applicazione. Vedremo.

    Certo, altro aspetto poco considerato, era tutto sommato fisiologico osservare un calo dell’utilizzo. Stiamo parlando di un’applicazione che non si rivolge ad un uso tadalafil generico di massa, ma si rivolge ad utenti definiti ormai “broadcaster”, cioè persone che hanno già una vocazione al video e al live streaming. Resta quindi un’applicazione interessante che certamente ha ancora alcuni aspetti da migliorare, ma è ancora presto prevedere un fallimento come si vuol far credere. Attendiamo il rilascio per Android e poi vedremo di fare un altro controllo.

    E voi che ne pensate di Periscope, la state usando?

  • Già più di 1 milione le video chiamate su Facebook Messenger

    Già più di 1 milione le video chiamate su Facebook Messenger

    Ad una settimana esatta dall’introduzione delle video chiamate su Facebook Messenger, non ancora disponibile in Italia, Facebook fa sapere che nei primi 2 giorni le video chiamate dall’app sono state più di 1 milione. Un risultato comunque sorprendete visto che l’app non è ancora disponibile a livello globale ma solo in 18 paesi.

    A quanto pare le video chiamate impazzano su Facebook Messenger nonostante non siano disponibile a livello globale. E forse non c’è neanche da essere sorpresi più di tanto. Ebbene, la notizia è che nei primi due giorni dal rilascio della possibilità di effettuare video chiamate da Messenger, le telefonate in video sono state più di 1 milione. Ad affermarlo è Stan Chudnovsky, Facebook Messenger’s Head of Product, il responsabile di prodotto, in una dichiarazione fatta a Mashable. E questo risultato è stato raggiunto in 48 ore nonostante che sia stata rilasciata solo per 18 paesi: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay. In Italia, come negli altri paesi, le video chiamate saranno rese disponibili nelle prossime settimane.

    facebook-video-chiamate

    Stiamo parlando di un bacino di utenti a livello globale di 600 milioni di utenti e quindi una volta resa disponibile la funzionalità a livello globale il numero sarà sensibilmente più alto. Ma altra notizia interessante è che le telefonate, invece, rilasciate un anno fa sempre su Messenger, rappresentano il 10% del totale delle chiamate VoIP. Un numero anche questo di una certa rilevanza.

    Senza dimenticare che un mese fa le telefonate via internet sono arrivate anche su WhatsApp, altra applicazione della galassia Facebook che conta invece un bacino di utenti di ben 800 milioni di utenti.

    Insomma il video dimostra di essere davvero lo strumento e il contenuto del futuro, essendo sempre più agevolato da una crescente velocità di connessione che renderà la comunicazione sempre più fluida. E soprattutto se il contenuto è in modalità live, come in questo caso. Altre due testimonianza, anche se in un contesto diverso per certi aspetti, sono Meerkat e Periscope, le due app di video live streaming.

    Ma la seconda considerazione da fare è che, come dicevamo la  volta scorsa in occasione dell’annuncio delle video chiamate su Facebook Messenger, sta cambiando lo scenario delle telecomunicazioni. I servizi web e, in questo caso, mobile sono ormai ad uno stato avanzato dal punto di vista della tecnologia e anche dal punto di vista dell’enorme bacino di utenti da poter raggiungere. Esistono almeno altre dieci app che permettono di fare telefonate gratis.

    E’ il caso che le telco comincino a fare una riflessione.

  • Facebook introduce le video chiamate su Messenger

    Facebook introduce le video chiamate su Messenger

    Facebook ha da ieri abilitato le video chiamate su Messenger, per iOS e Android, ma solo in alcuni paesi come Uk, Canada, Belgio, Polonia e altri. In Italia, e nei restanti paesi, la funzionalità verrà resa disponibile nei prossimi mesi.

    Con un annuncio ufficiale a firma di Stan Chudnovsky, Head of Product for Messenger e di Param Reddy, Engineering Manager, ha dato notizia del rilascio delle video chiamate su Messenger. Era proprio la funzionalità che mancava per rendere Facebook Messenger sempre più completo. Da oggi quindi gli oltre 600 milioni di utenti che usano l’app ogni mese potranno dunque effettuare chiamate video.

    Ad oggi la funzionalità è disponibile per un numero ristretto di paesi. E sono: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay. In Italia, e negli altri restanti paesi, la funzionalità verrà attivata nei prossimi mesi.

    Fare una video chiamata con Messenger è davvero semplice. Una volta avviata una conversazione con una persona, per passare alla video chiamata è sufficiente cliccare, in alto a destra, l’icona video. In quel momento si avviata la chiamata video con una qualità davvero sorprendente. Trovandomi in Canada in questi giorni ho potuto constatare direttamente la funzionalità attraverso alcuni colleghi canadesi che stanno seguendo, come me, il Cisco Partners Summit 2015 qui a Montréal, #CiscoPS15.

    facebook-video-chiamate

    Le telefonate possono essere fatte anche tra sistemi operativi differenti, quindi tra una persona che usa iOS e un’altra che utilizza Android.

    Quindi, dopo aver rilasciato la funzionalità che permette di inviare e ricevere denaro, dopo aver rilasciato una versione standalone di Messenger per utilizzare l’app su desktop, ecco un’altra grande mossa di Facebook che avrà certamente delle conseguenze molto positive per gli utenti.

    Il punto è che Facebook sta di fatto mettendo in difficoltà le compagnie telefoniche, e questo è abbastanza evidente. Se è vero che per fare una video chiamata è sufficiente una connessione base fino ad arrivare a LTE, allora la situazione per le compagnie telefoniche si complica non poco. Senza dimenticare che WhatsApp, altra app di Facebook, avendo esteso la possibilità nei giorni scorsi anche per iOS, permette di fare le telefonate in audio. E vi assicuro che in questi giorni qui a Montrèal non sono poche le persone (incluso il sottoscritto) che usano l’app per telefonare, avendo anche la disponibilità di una wifi in tanti punti della città.

    La riflessione a questo punto nasce, e si svilupperà, proprio intorno a questi temi, se e come le compagnie telefoniche saranno in grado di tenere il passo.

    E voi che ne pensate?

  • WhatsApp, gli utenti attivi sono 800 milioni

    WhatsApp, gli utenti attivi sono 800 milioni

    WhatsApp raggiunge il nuovo traguardo degli 800 milioni di utenti attivi. Solo all’inizio di quest’anno erano 700 milioni, significa che con questo ritmo di crescita gli utenti potrebbero arrivare ad essere, entro la fine dell’anno, più di 1 miliardo.

    Nuovo record di utenti per WhatsApp che nel primo trimestre di quest’anno ottiene 100 milioni di utenti in più rispetto ai 700 milioni di utenti attivi dello scorso mese di gennaio e arriva a toccare gli 800 milioni di utenti attivi. L’annuncio è stato dato, anche stavolta, dal CEO e founder Jan Koum su Facebook. Si parla di un ritmo di crescita notevole che arriva a superare i 300 mila utenti per mese, ossia più di 1 milione di utenti al giorno (qualcosa come 1,1 milioni al giorno).

    whatsapp mobile

    Come molti di voi ricorderanno, la startup che ha dato vita al servizio di messaggistica istantanea più usata del momento, è stata acquisita nel febbraio dello scorso anno da Facebook per una cifra di 16 miliardi di dollari (più 4 miliardi di dollari pagati in cash) e allora aveva 600 milioni di utenti attivi. a questo punto, con i ritmi di crescita di cui parlavamo prima, è più che lecito pensare che l’applicazione farà registrate il traguardo di 1 miliardo di utenti entro (se non prima) la fine dell’anno.

    WhatsApp - now serving 800,000,000 monthly active users. Reminder for the press out there: active and registered users are not the same thing :)

    Posted by Jan Koum on Venerdì 17 aprile 2015

    Pensate che ad agosto 2013 contava 300 milioni di utenti attivi e a dicembre dello stesso anno erano 400 milioni di utenti. Tutto sommato i livelli di crescita sembrano essersi stabilizzati nei 100 milioni di utenti a trimestre, ma ci sono alcuni elementi che potrebbero indurre ad una crescita ulteriore.

    Uno dei tanti motivi è che adesso anche su WhatsApp è possibile fare telefonate (per ora solo su Android) e non è certo una funzionalità di poco conto, anzi. Questa funzionalità, una volta resa disponibile anche per iOS, potrebbero spingere nuovi utenti ad utilizzarla.

    Facebook ha impiegato 8 anni per raggiungere il traguardo di 1 miliardo, mentre WhatsApp, se i dati restano quelli che stiamo vedendo insieme, impiegherebbe ben 2 anni in meno (è stata infatti fondata nel 2009).

    Allora che ne pensate?

  • Periscope migliora la gestione dei live e continua a crescere

    Periscope migliora la gestione dei live e continua a crescere

    Periscope ha aggiornato l’applicazione migliorando soprattutto la gestione dei live con la possibilità di ridurre lo spam, problema sollevato da molti utenti. E intanto cresce l’interesse nel nostro paese. Ad oggi è la quarta app più scaricata nella sezione “Social Networking” dell’App Store per quanto riguarda l’Italia.

    Con l’aggiornamento di ieri la gestione dei live su Periscope migliora notevolmente. Già nei primi giorni da suo utilizzo erano stati diversi gli utenti che avevano segnalato il fatto che non ci fosse modo di gestire il pubblico che poteva seguire i live, dato che molti disturbatori (troll) potevano “spammare” senza problemi. Una delle caratteristiche più apprezzate di Periscope è proprio il fatto che in pochi minuti si  può avviare un live e avere subito un pubblico di sconosciuti, appunto. E allora, in quello che è già il secondo aggiornamento in una settimana, viene introdotta la possibilità di condividere le dirette con i followers permettendo di bloccare gli utenti molesti, basta toccare il nome per poterli bloccare.

    Periscope da oggi in poi metterà in risalto gli stream degli utenti che si seguono e in una sezione a parte le dirette live da tutto il mondo. Una modalità che dovrebbe aiutare gli utenti a distinguere più velocemente i contenuti di utenti che si conoscono da quelle di sconosciuti. All’inizio di ogni stream si potrà quindi decidere se escludere dai commenti gli utenti di cui non si è follower.

    Altra novità che introduce Periscope è quella del “bollino blu” per gli utenti verificati, molto simile a quello che si vede su Twitter.

    Insomma, Periscope cerca di fornire agli utenti possibilità di personalizzare l’app per renderla più interessante e coinvolgente. E ad un settimana dal nostro piccolo monitoraggio su come l’applicazione è stata accolta nel nostro paese, sempre usando i nostri due strumenti, Distimo e App Annie, notiamo che Periscope continua a comunque riscuotere interesse nel nostro paese. Ricordiamo che Periscope è ancora solo per iOS, nel momento in cui verrà rilasciata anche la versione per Android ( a giorni dicono i meglio informati) la crescita sarà maggiore.

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    Ad oggi Periscope è la quarta applicazione più scaricata nella categoria “Social Networking”, come ci conferma anche Distimo.

    periscope-distimo-italia

    Meerkat invece continua a perdere colpi, lo troviamo infatti in posizione 77.