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  • Macchianera Blog Awards 2011, ecco i vincitori

    L’evento che tutta la blogosfera italiana ha ormai da qualche anno eletto come appuntamento da non perdere ha decretato i vincitori dell’edizione 2011. Grande successo anche per la seconda edizione dei Tweet Awards 2011

    MacchianeraBlogAwardsCon la consegna degli ormai ambiti premi Macchianera Blog Awards 2011 si chiude la Blogfest che anche quest’anno si è svolta a Riva del Garda con un grande successo di pubblico. La consegna dei premi, che ricordiamo avviene dopo un processo di selezione e votazione che si sviluppa interamente sulla rete, ha anche quest’anno decretato qualche sorpresa, non sempre positiva, ma anche molte gradite conferme. All’interno di questa manifestazione si è tenuta anche la consegna dei Tweet Awards 2011, i premi ai twitteri che più si sono distinti durante l’anno. Da segnalare il premio consegnato a Nicola Savino, come miglior twittaro Vip, e a Einaudi Editore, per la migliore comunicazione su Twitter. Ma vediamo i premi più importanti e i vincitori. (altro…)

  • Le qualità per essere un Social Media Manager

    Le qualità per essere un Social Media Manager

    Ma che ci vuole per fare il Social Media Manager? Chissà quante volte ve lo avranno chiesto o lo avrete sentito dire. Bene, oggi vediamo quali possono essere le qualità più importanti per fare il Social Media Manager e farlo bene, anche.

    social media managerIl Social Media Manager è una figura importante per tenere sotto controllo tutta la strategia improntata sui Social Media che si è realizzata per un brand o un personal brand. Spesso, sbagliando, viene confusa con una figura quasi improvvisata che cerca di tenere sott’occhio tutte le fasi della strategia. Invece non è così, il Social Media Manager è un professionista che ha, anzi deve avere delle caratteristiche particolari, basilari direi, affinchè il lavoro che si realizza sia efficace. E quali sono queste qualità, queste caratteristiche?Ci viene in aiuto un post su Social Times, a sua volta ispirato da Fundraising Success Magazine che dal libro “Social Media for Social Good: A How-To Guide for Nonprofits” traccia quelle caratteristiche che devono essere presenti per poter fare questo mestiere. Le ho adattate ed elaborate, quindi vediamo quali sono.

    Nel libro citato esiste un intero capitolo dedicato alle qualità per essere un bravo Social Media Manager. Concordo anch’io nel dire che questa attività è al tempo stesso un arte, ma anche una qualità, una skill. Ci sono persone portate che possono avere più successo nella gestione di una Social Media Strategy e altre meno, come in ogni lavoro. E per meglio chiarire le idee è bene dare un’occhiata a queste caratteristiche che ci aiutano anche ad avere le idee più chiare.

    Necessariamente per fare questo mestiere si deve,

    Avere Passione: lo si vede già dai tweet. Un buon Social Media Manager ha passione per gli argomenti che tratta e  vuole condividerli sui social media. Credo che la passione giochi un ruolo principale in questa attività.

    Essere Amichevoli, Pazienti e Ricettivi: a un buon Social Media Manager piace impegnarsi a seguire e a cercare di rispondere ai vari commenti sui contenuti via via proposti e postati, ama discutere di problemi, trattare nuove idee facendolo sempre con gentilezza e soprattutto, aggiungo, molta pazienza. Presidia e monitora le proprie community tutti i giorni.

    Essere Creativi e attenti ai Dettagli: la creatività è un elemento fondamentale in questo tipo di attività, soprattutto per cercare di distinguersi nella gestione di una particolare strategia. E’ un elemento che entra in gioco soprattutto quando si vuole costruire una campagna sui social media. Attenzione anche ai dettagli per evitare di farsi sfuggire qualcosa che potrebbe poi anche trasformasri un un boomerang.

    Avere esperienza in Comunicazione Online: questo non significa che basta saper usare facebook per essere in grado di gestire la comunicazione online. C’è bisogno di conoscere, di documentarsi, di sapere anche come si è evoluta fino ad ora la comunicazione nel passaggio tra web 1.0 e web 2.0. Avere delle persone che, quasi a tempo perso, si occupano di gestire una campagna o una strategia sui social media è una cosa che andava bene tre o quattro anni fa, quando ancora il social web era in fase sperimentale. Oggi non è più così e come si dice, si ottiene per quello si che paga. No?

    Leggere Blog di Social Media e tecnologia: siti come Mashable, TechCrunch, Social Media Today, Social Times, e ce ne sono ancora altri, non devono mancare mai nella rassegna quotidiana di un buon Social Media Manager. Sapere tutto di facebook, twitter, foursquare deve essere anche questo fondamentale e quindi bisogna sempre documentarsi e velocemente anche, perchè i social media vanno orami a velocità elevata e bisogna stare al passo, necessariamente!

    Sempre aggiornati e preparati: un aspetto da non sottovalutare quello della preparazione e quindi anche della formazione. Un errore da evitare è quello di credere di vivere di rendita, ossia che basta la passione e qualche lettura. Sbagliato! Le qualità, come in ogni attività, vanno allenate e per fare questo bisogna partecipare a workshop formativi, webinar, i seminari online, partecipare a conferenze dove ci sono esperti che sono sempre una preziosa fonte di formazione. Questo per imparare ad evitare quegli errori, a volte molto pericolosi, al punto d rivelarsi dannosi per la campagna stessa.

    Pensare come Giornalisti: un contenuto ben scritto e ben strutturato è quanto di meglio serve per far decollare la nostra strategia sui Social Media. Il Blog è un aspetto centrale di tutta la strategia anche perchè consente al Social Media Manager di rispondere in tempo reale ad una notizia creando un valido contenuto che viene condiviso sui vari social network. Importante la velocità, ma anche la cura proprio come farebbe un buon giornalista.

    Essere Mobili e Disponibili: il Social Media Manager interagisce sempre e in qualsiasi luogo e anche in qualsiasi momento. Se possibile, 24 ore su 24 tutti i giorni, domeniche comprese. Come si dice in certi casi, bisogna essere animati da spirito di sacrificio e abnegazione. Sapere di dover sottrarre spazio al proprio tempo libero per dedicarlo ai social media. E’ importante avere sempre a disposizione quindi dei dispositivi mobili.

    Disposti a fondere vita privata e professionale: il Web come sappiamo è Mobile, sociale, è pubblico. E’ anche un mondo nuovo. Bisogna essere disposti e condividere la vostra sfera personale su facebook così come quella professionale su LinkedIn. Si deve cioè essere pronti a fondere aspetti della propria vita personale con quella professionale. Confesso che anche per me è difficile, ma è indispensabile per una gestione al meglio. La Privacy sappiamo essere uno dei grossi problemi sui Social Media, ma al tempo stesso non può diventare un ostacolo in ogni senso. Ecco che serve passare attraverso questa fase e essere pronti, con responsabilità.

    Essere capaci di gestire le difficoltà: il Social Media Manager è tempestato quotidianamente di messaggi tanto da essere troppo in certi casi. Ecco bisogna essere capaci di gestire sempre situazioni di difficoltà con la dovuta lucidità. Sbagliare sui social media è molto facile e alle volte basta veramente poco per fare l’irreparabile. Se si va in confusione o non si è capaci di gestire il flusso di informazioni, richieste, messaggi e tutto il resto, allora diventa un bel problema.

    Queste sono quelle caratteristiche, quelle qualità che per un buon Social Media Manager non devono mai mancare.

    Voi che ne pensate, sono sufficienti o ne manca qualcuna?

    (photo credit: Frederick Wust, flickr)

  • Google+, la vera alternativa a Facebook?

    Ecco alcune considerazioni su quello che al momento si può definire, senza esagerare, il fenomeno web del momento, cioè Google+. E’ questa la risposta di Google a Facebook? Vedremo, intanto eccon un punto di vista interessante.

    Premetto: non ho un profilo su Google+. Ho più o meno consapevolmente deciso di lasciare andare avanti gli altri, complice l’afa assassina che mi immobilizza i neuroni. Francamente, faccio già una fatica tremenda a gestire adeguatamente tutto il “social ordinario” (vale come giustificazione? Mah). Questo non significa che l’argomento non sia interessante: basta leggere tutti i post pubblicati sui blog di comunicazione, Linkedin, Twitter, Facebook ecc, ecc, ecc. In effetti ne stiamo parlando anche adesso. (altro…)

  • Twitter lancia il bottone Follow

    La notizia è stata data ieri sul blog ufficiale di Twitter. In pratica da oggi è possibile aggiungere il bottone Follow sul proprio sito o blog. Questo potrebbe garantire la possibilità di accrescere il numero dei vostri followers. Un’idea mica male.

    Twitter Follow ButtonNon vi è dubbio che questa è una notizia interessante. Il fatto di aumentare i propri followers è un problema che accomuna tutti quanti abbiano un account su twitter, e in Italia sono quasi 2 milioni. Aumentare il numero dei follower è importante in quanto aumenta le possibilità di allargare il proprio network e, per un’azienda, estende le possibilità di poter farsi conoscere da un numero maggiore di potenziali interessati o acquirenti. Fino ad ora il meccanismo veniva gestito in maniera tale che una volta arrivati su un sito, si guardava se il contenuto fosse interessante e se presente sui social media, quindi anche su twitter, si diventava follower. Ora questa operazione è diventata ancora più semplice, proprio con l’aggiunta del bottone follow, digitando il quale, si diventa automaticamente follower di quell’account. Niente male, direi. (altro…)

  • Italiana Talkability, i risultati della ricerca di Freedata Labs

    Sono stati presentati questa mattina i risultati della ricerca, Italiana Talkability, condotta da Freedata Labs a Milano presso l’Università Bocconi. Obiettivo di questa ricerca è mostrare con metriche nuove l’influenza dei consumatori sulla comunicazione di oltre 250 brand e l’impatto del web 2.0 sulle strategie di marketing di 13 mercati di consumo, evidenziando l’esistenza di una nuova dimensione di marketing: la Talkability.

    Italiana Talkability - Freedata LabsLa ricerca, grazie all’utilizzo della piattaforma di web listening Alterian SM2, ha rilevato le conversazioni in Italiano pubblicate sul web (tra siti mainstream di news, forum, blog, social media, microblog, wiki e photo/video sharing) nel periodo dal 1° luglio 2010 al 31 gennaio 2011 relative a una selezione dei principali mercati di consumo: pannolini per bambini, shampoo, detersivi per lavatrici, yogurt, gelati, birra, vodka, jeans, abbigliamento intimo, borse, telefonia mobile, city car e assicurazioni. (altro…)

  • L’evoluzione del Crowdsourcing

    Sempre di più si parla di Crowdsourcing e sempre di più c’è necessità di sapere e di conoscere riguardo a questo termine coniato da Jeff Howe nel 2006. In questo video vediamo appunto l’evoluzione del Crowdsourcing dall’inizio ad oggi.

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  • L’importanza del Blog aziendale

    Da un pò di tempo si dice che l’era del blog sia morta, schiacciata dall’arrivo dei social network, sempre più visitati. Ma alcuni studi dimostrano che il blog è in risalita, anche quello aziendale. Vediamo alcuni aspetti interessanti

    Corporate BlogNe abbiamo discusso qui, un pò di tempo fa, ma è sempre un argomento che interessa da vicino, ossia quello di considerare l’era dei Blog come fosse in esaurimento. Si dice che non abbiano più quella forza di attrazione degli inizi, sempre più schiacciati dalla forza dei social network, ormai capaci di offrire agli utenti, diversi strumenti, anche alternativi all’uso dei blog. Ma un recente studio, ad opera di HubSpot, dimostra che il blog è in risalita e ci concentriamo oggi sul blog aziendale, che non va considerato come strumento alternativo ai social media, nella costruzione di una strategia di comunicazione, anzi. Il blog aziendale, oggi, costituisce la base per una buona strategia che comprende anche l’uso, mirato e ragionato, dei social media. Sono due aspetti che vanno considerati nel loro insieme. Sarebbe un errore considerarrli come aspetti separati, o, peggio ancora, come antitesi l’uno rispetto all’altro.

    Crescita Blog aziendaliSecondo la recente indagine condotta da HubSpot, il blog aziendale è cresciuto fino al 65% nel 2011,  nel 2010 era al 61% e nel 2009 era al 48%. Quindi, un bel balzo in avanti, e non indietro, come ci si sarebbe aspettati. Da evidenziare il fatto che questa crescita viene rilevata in un momento in cui, come dicevamo prima, apparentemente, il blog appare in difficoltà di fronte alla crescita esponenziale dei social media. Ma perchè questo? Come è potuto succedere? In realtà, le risposte a questi interrogativi sono molto semplici. Ma proviamo ad andare per ordine.

    Prima di tutto, c’è una forte consapevolezza, in ambito aziendale, dell’importanza dei contenuti, in ottica di ottimizzare una strategia di comunicazione sui social media. E un blog che genera contenuti, ben strutturati e organizzati, non fa altro che dare una grossa mano nella gestione dell’immagine e delle attività di un’azienda su Twitter, su Facebook o su LinkedIn.

    Da considerare un altro aspetto molto importante, in ambito di blog aziendale, o corporate blog. E cioè che il blog da la possibilità di sviluppare e approfondire argomenti che sarebbe impossibile fare su Twitter o su Facebook, per ovvi motivi. Su Twitter, perchè è difficile sintetizzare un argomento esteso in 140 caratteri. Su Facebook, più o meno per lo stesso motivo.

    Altro apsetto importante è che i blog danno la possibilità di costruire conversazioni solide, lasciando la possibilità alle persone che vi partecipano di partecipare attivamente lasciando commenti, facendo domande e lasciando dei feedback. Compito dell’azienda è quello di partecipare alle conversazioni, senza mai abbandonarle a se stesse, e farlo con il massimo della trasparenza e anche credibilità. Dando ascolto alle opinioni di chi partecipa alle conversazioni che sono il vero valore che un’azienda deve preservare sempre, cercando di prendere in considerazione i consigli che questi danno, che sono sempre preziosi.

    Se poi vogliamo fare una considerazione in ottica di ottimizzare i contenuti, quindi in chiave Seo, allora non è un mistero dire che a Google i blog piacciono da impazzire. Perchè generano contenuti freschi, ed è quello che Google vuole. E se un’azienda ha la necessità di costruire e organizzare i contenuti, allora il blog divemta una scelta obbligata.

    In ultima analisi, c’è da considerare il fatto che il blog per un’azienda cosituisce, come abbiamo detto, un valore aggiunto, per la possibilità di gestirlo direttamente, quindi intervenire direttamente  e attivamente nella creazione dei contenuti. Aspetto molto apprezzato dalle aziende, in quanto questo era uno di quei limiti coi quali spesso ci si è controntati in passato, quando la gestione dei siti e dei relativi contenuti era fatta in modo statico e anche da terzi. Oggi, nell’era del web 2.0, questo limite è ampiamente superato.

    Di fronte a queste considerazioni, non si può dire che il blog sia in crisi e  il blog aziendale costituisce oggi un’importanza fondamentale per qualunque tipo di attività.

  • Reputazione aziendale, modi o mode?

    Argomento sempre più sentito quella della Reputazione aziendale, soprattutto riferito alla reputazione online che ha allargato la dotazione degli strumenti per gestirla sulla rete. Ne parleremo in un convegno organizzato da VeronaIn Lab e da FacoltàdiComunicare.

    Tutte le aziende ambiscono ad avere una reputazione sempre positiva e non potrebbe essere diversamente. Riuscire a trasmettere un’immagine positiva della propria attività, del proprio modo di operare, ma soprattutto del modo di comunicare penso che sia ciò che ogni azienda desideri. Purtroppo non è sempre facile e allora è necessario adottare delle opportune strategie ed anche degli strumenti che, tra l’altro, la rete mette a disposizione di tutti. L’incontro/dibattito organizzato da VeronaIn e da FacoltàdiComunicare, Università degli studi di Verona, Facoltà di Lettere e Filosofia, che si terrà presso Monumento di Porta Palio – Sala Giavoni, il 19 Maggio 2011 alle ore 18, affronterà questo argomento, dal titolo “Reputazione aziendale, Modi o Mode? Integrazione di linguaggi e strumenti per la comunicazione d’impresa“, trattandolo in maniera ampia, partendo da una considerazione che fa da sfondo all’intera manifestazione. E cioè che alla base di qualsiasi strategia è necessario avere dei buoni contenuti e saperli gestire, affinchè si possa ottenere un ritorno di immagine positivo. E’ un processo che va coltivato, e va curato, e non va concepito come automatico. Sarebbe un errore. (altro…)

  • Italia noi ci crediamo! Il video ufficiale dei promotori

    Ecco il video ufficiale dei promotori di RisorgItalia. Dopo il primo, dedicato ai personaggi che hanno fatto la storia d’Italia negli ultimi 150 anni, il secondo è dedicato a chi ha ideato l’iniziativa e ai tanti che hanno dato il loro contributo.

    Vi ho già parlato di RisorgItalia in occasione del lancio del sito ufficiale, un’iniziativa ideata da Massimo Melica, che ha lo scopo quello di celebrare i 150 della storia d’Italia, coinvolgendo quante più persone possibili a partecipare attraverso molti modi. Dopo il primo video dedicato ai personaggi illustri che hanno caratterizzato la nostra storia in qualsiasi ambito, il secondo video è dedicato a chi ha ideato questa iniziativa e ai tanti che hanno partecipato con il loro contributo. Ho avuto anch’io il piacere di parteciparvi, l’ho fatto perchè convinto che iniziative come queste possono dare vita a nuove idee e nuovi progetti per il futuro del nostro paese. Proprio in un momento in cui queste mancano.

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