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  • Il doodle di Google oggi è per Lucy Maud Montgomery

    Il doodle di Google oggi è per Lucy Maud Montgomery

    Il doodle che vediamo oggi su Google è per una delle più importanti scrittrici canadesi, Lucy Maud Montgomery, conosciuta nel mondo, e anche in Italia, per la serie “Anna dai Capelli Rossi”, tradotta in 20 lingue ed è ancora oggi uno dei libri per ragazzi più conosciuti.

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    Il doodle, anzi i doodle, che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato alla scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery in occasione dei 141 anni dalla nascita, era nata infatti il 30 novembre del 1874 a Clifton.

    I doodle che vediamo oggi in rotazione (curioso vedere che in Europa sono solo tre paesi, Italia compresa), sono stati realizzati dalla doodler Olivia Huynh ispirati al romanzo che più ha fatto conoscere Lucy Maud Montgomery. Stiamo parlando del celebre “Anna dai Capelli Rossi“, storia che certamente conoscete tutti, il cui titolo originale è “Anne of Green Gables” (Anna dei Tetti verdi), molto conosciuto nel nostro paese anche per via del cartone animato del 1979, trasmesso in Italia dal 1980 su Rai Uno e Rai Due in seguito. Dal 2004 anche sulle reti Mediaset. Ricorderete anche la sigla del cartone, con la musica di Vince Tempera e cantata da “I Ragazzi dai Capelli Rossi” e da Paola Orlandi. La voce italiana è di Antonella Baldini, già doppiatrice in “L’Ape Maia”, “I Puffi” (la voce di Puffo Forzuto), “Due Fantagenitori” e tanti altri.

    Lucy Maud Montgomery

    Lucy Maud Montgomery doodle

    Lucy Maud Montgomery, dopo lo scarso successo ottenuto con il suo primo romanzo scritto nel 1905, scrisse la storia di Anna Shirley nel 1908, concepito inizialmente come romanzo per i lettori di ogni età. Ma via via divenne sempre più un classico della letteratura per ragazzi. La Montogomery trovò l’ispirazione per suo romanzo in un biglietto che aveva scritto anni prima in cui descriveva la storia di una coppia a cui era stata erroneamente affidata una ragazzina orfana, anziché un maschio, ma che aveva deciso di tenerla ugualmente. La Montgomery inserì nella storia anche le proprie esperienze infantili nella zona rurale dell’Isola del Principe Edoardo. Il personaggio di Anne Shirley si ispeira ad una foro di Evelyn Nesbit,  modella, ballerina e attrice statunitense. Il successo ottenuto fama portò Lucy Maud Montgomery a proseguire fino a scrivere un’intera serie che comprende ulteriori sette libri più altri due con la stessa ambientazione e alcuni personaggi della serie principale. Scrisse anche altri libri per l’infanzia, tra cui “Emily della luna nuova” e “Emily cresce”, oltre a “La via dorata”.

    Lucy Maud Montgomery è una delle scrittrici più importanti in Canada, è stata la prima donna canadese a diventare membro della British Royal Society of Arts ed è stato anche nominata Officer of the Order of the British Empire.

  • Il doodle di Google è per i 41 anni dalla scoperta di Lucy

    Il doodle di Google è per i 41 anni dalla scoperta di Lucy

    Il doodle animato che vediamo oggi sulla homepage del motore di ricerca più usato del web è dedicato i 41 anni dalla scoperta di Lucy, il nostro più antico antenato. L’ominide più più famoso della storia fu scoperto proprio il 24 novembre del 1974. Il suo nome lo si deve ad una canzone dei Beatles, “Lucy in the Sky With Diamonds”, usata per festeggiare la scoperta.

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    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google è l’omaggio ad un nostro più diretto antenato, l’ominide più antico (forse) della storia mai ritrovato, quello che ha permesso di comprendere meglio la relazione tra primati e umani e come questa si è evoluta nel tempo, Lucy appunto. Il doodle disegnato da Kevin Laughlin ne è la chiara dimostrazione (l’unico disegno a colori è quello dell’ominide). Come sapete, i doodle di Google sono spesso sorprendenti, non hanno regole cronologiche (se non il giorno dell’evento) precise, e spesso sono la celebrazione di eventi e di personaggi della storia. Ecco, quello di oggi è un omaggio a tutto quello che c’era prima della storia che conosciamo.

    L’Australopiteco più famoso del mondo fu scoperto il 24 novembre del 1974, ad Afar in Etiopia, dai paleontologi Yves Coppens, Donald Johanson, Maurice Taïeb e Tom Gray i quali rinvennero i resti di un esemplare femmina di A. afarensis dell’età apparente di 25 anni, vissuta circa 3,2 milioni di anni fa. Fu una scoperta che aiutò a comprendere meglio l’evoluzione della nostra specie e quale è stata la relazione tra primati e umani. Anche se gli scienziati sostengono tesi diverse, comunque la scoperta di Lucy ha fatto luce su tante cose fino ad allora poco chiare.

    Perchè il nome Lucy?


    Il gruppo di paleontologi per festeggiare la grandiosa scoperta gli diedero il nome Lucy, in onore della canzone “Lucy in the Sky with Diamonds” dei Beatles usata proprio per i festeggiamenti. La canzone risuonava di continuo sul luogo del ritrovamento.

    I resti dell’ominide ritrovato comprendono circa il 40% dello scheletro, sono state rinvenute 52 ossa. Anche se resta un dubbio, sollevatosi di recente, che una delle ossa, una vertebra, possa appartenere ad un babbuino gelada, “Theropithecus gelada”. Anche se proprio su questo elemento si stanno effettuando ulteriori analisi più approfondite.

    Lucy era alta 1,07 metri e pesava tra i 29 e i 45 chili, con denti simili a quelli umani, ma il cranio era ancora scimmiesco.

    I resti di Lucy sono conservati oggi all’interno del Museo di Storia Naturale di Addis Abeba in una cassaforte e non è consentito l’accesso al pubblico. Nel 2007 comunque il governo etiope diede il suo assenso per un tour di Lucy negli Usa. Al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durante il suo ultimo viaggio in Africa, fu consentita una visita privata per vedere da vicino Lucy.

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Hedy Lamarr

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Hedy Lamarr

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato a Hedy Lamarr in occasione dei 101 anni dalla nascita. Nata il 9 novembre del 1914, è stata una star di Hollywood negli anni ’40 ed è passata alla storia delle telecomunicazioni con il suo brevetto.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato alla start di Hollywood degli anni ’40, l’attrice austriaca Hedy Lamarr, di cui oggi si ricordano i 101 anni dalla nascita, quella che era conosciuta come “la donna più bella del mondo” era nata infatti il 9 novembre del 1914 a Vienna. Anche se alcune fonti, mai confermate, riportano il 1913 come data di nascita.

    Hedy Lamarr

    Il doodle è stato realizzato dalla doodler Jennifer Hom che ha già in passato realizzato doodle interattivi come quello dedicato a Little Nemo di Winsor McCay oppure quello dedicato a Niccolò Copernico, o ancora quello dedicato a Jules Verne. Il video realizzato racconta quella che è stata la vita di Hedy Lamarr tra il cinema e la sua invenzione.

    Hedy Lamarr è stata una delle dive di Hollywood, deve la sua notorietà al film Estasi di  Gustav Machatý del 1933 in cui l’attrice è stata una delle prime allora ad apparire in scene di nudo. Il film venne presentato alla seconda edizione della Mostra del Cinema di Venezia e subì una pesante censura e in alcuni casi la pellicola venne proprio ritirata. Tra gli altri film si ricrodano anche “Tortilla Flat” , “Lady of the Tropics” e “White Cargo”.

    La Lamarr girerà 25 film collaborando con personaggi del calibro di Spencer Tracy, Judy Garland, Clark Gable e James Stewart.

    Ma il cinema non fu la sua unica passione, o comunque professione. La Lamarr ad un certo unto della sua carriera sente che il cinema le sta stretto e con il suo amico compositore, George Antheil, brevetta un sistema di modulazione per la codifica di informazioni da trasmettere su frequenze radio, importante per comandare a distanza siluri e mezzi navali. La sua idea di modulazione codificata della portante di un segnale radio (“trasmissione a divisione di spettro”, spread spectrum) ossessionerà gran parte della sua vita. Il metodo sviluppato dalla coppia Lamarr/Antheil è, nella sostanza, un sistema di codifica delle informazioni da trasmettere ad un’entità che li riceverà nello stesso ordine col quale sono state trasmesse; sarà successivamente al centro dell’attenzione anche di servizi segreti e apparati militari (fonte: Wikipedia).

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    Hedy Lamarr voleva dare il suo contributo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma il suo progetto non trovò facile realizzazione. La tecnologia di quel tempo forse non era abbastanza avanti per dare seguito a quell’idea e così fece ritorno ad Hollywood.

    Si narra che nelle serate organizzate dall’esercito Usa offrisse un suo bacio a chi sottoscriveva almeno 25 mila dollari di obbligazioni e che sarebbe riuscita in tal modo a raccogliere 7 milioni di dollari in una sola notte. L’idea della Lamarr era corretta e 1962 la nuova tecnica di comunicazione venne adottata dagli Stati Uniti come sistema di comunicazione a bordo di tutte le navi impegnate nel blocco di Cuba.

    La Electronic Frontier Foundation nel 1997 le attribuì il premio “EFF Pioner” per “l’invenzione e lo sviluppo nel 1942 del concetto originale di frequency hopping da cui deriva lo spread spectrum”.

    Pensate che oggi il sistema messo a punto da Hedy Lamarr trova applicazione nei cellulari di oggi e nei sistemi wireless.

  • Il doodle di Google è per Adolphe Sax

    Il doodle di Google è per Adolphe Sax

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è decisamente musicale. E’ infatti dedicato ai 201 anni dalla nascita del belga Adolphe Sax, l’inventore dello strumento musicale che porta appunto il suo nome, il Sax. Inventato nel 1841, la grande diffusione dello strumento avverrà solo con la nascita del jazz.

    Il doodle di oggi che vediamo su Google è decisamente musicale, è infatti dedicato ai 201 anni dalla nascita di Adolphe Sax, l’inventore del celebre strumento a fiato che prende appunto il suo nome: il Sax. I doodle sono stati realizzati dalla doodler Lydia Nichols e sono cinque, infatti li vedrete in rotazione.

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    Adolphe Sax nacque il 6 novembre del 1814 nella cittadina belga di Dinant, figlio di un costruttore di strumenti musicali, soprattutto a fiato come  flauti, clarinetti, fagotti e serpenti. E dopo aver imparato a costruire proprio quegli strumenti, Sax comincia ad elaborare un nuovo strumento che univa l’imboccatura ad ancia semplice del clarinetto e il corpo dell’oficleide, uno strumento della famiglia degli ottoni di forma conica e dotato di un sistema di chiavi simile al clarinetto, all’oboe e al flauto traverso. Un ibrido praticamente che produceva un suono simile agli ottoni.

    La prima apparizione del Sax avvenne nel 1841 presso l’Exposition de l’Industrie di Bruxelles sotto la forma di un basso in Fa in ottone. La famiglia del Sax poi si allargò cinque anni più tardi, nel 1846 quando fu brevettata, con sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono, basso e contrabbasso.

    Lo strumento a quei tempi non ebbe vita facile così come il suo stesso inventore che andò in bancarotta per tre volte a causa di ditte rivali che gli soffiavano il brevetto. E quando riuscì ad impossessarsi del suo brevetto originale, la concorrenza era già molto avanti.

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    Ma lo strumento che doveva essere utilizzato in orchestra o in bande non ricevette l’accoglienza che Adolphe si aspettava. A parte poche eccezioni che lo elogiarono. Gioacchino Rossini durante un suo soggiorno nel 1844 a Parigi disse “con il sassofono, è la più bella pasta sonora che io conosca”. Anche Gaspare Spontini ne rimase entusiasta. Il Conservatorio di Bologna adottò gli strumenti di Sax proprio su consiglio di Gioachino Rossini nel 1844.

    E complessa è stata la vita dello strumento, il Sax cominciò a diffondersi in Europa nei primi anni del ventesimo secondo, fu anche messo al bando, fu considerato “opera del diavolo” e Hitler lo farà bandire come “arte degenerata”.

    Ma la vera popolarità del sax avvenne intorno al 1920, negli Stati Uniti, quando cominciò ad affermarsi come strumento principe del jazz e da allora molti puristi dell musica classica cominciarono a non considerarlo più come strumento per le loro musiche.

    Tra i tanti musicisti jazz diventati celebtri per le loro doti con questo strumento va di certo  ricordato Charlie Parker che nel 1940 negli Usa diede vita ad un nuovo filone jazzistico più ballabile che passò alla storia con il nome di “bepop“. Alotr grane musicista fu il mitico John Coltrane, fautore anche lui del bepop, spaziando poi per il jazz modale e per il free jazz. “A love supreme” è ancora oggi un capolavoro.

    Ma vanno ricordati anche Sonny Rollins, Ornette Coleman, Stan Getz, e anche Wayne Shorter. Più recente ma non meno importante è anche Kenny G e i musicisti più recenti come Joshua Redman e Chris Potter. In Italia merita una menzione speciale Stefano Di Battista.

    Apdolphe Sax morì in stato di miseria a Parigi il 7 febbraio del 1894.

  • Il doodle di Google è per la Festa dei Nonni

    Il doodle di Google è per la Festa dei Nonni

    Il doodle che vediamo oggi online, nella sola versione italiana del sito del motore di ricerca più usato, è dedicato alla Festa dei Nonni, ricorrenza civile sancita con la legge 159 del 2005: “quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”.

    Anche Google oggi celebra la Festa dei Nonni con un doodle visibile solo nella versione italiana del sito del motore di ricerca più usato sul web. I doodle che vediamo oggi sono due, visibili a rotazione, che rappresentano una nonna con dei nipotini che danno cibo alle anatre e un nonno coi i nipotino che pescano. Entrambi i doodle sono stati realizzati dalla doodler Olivia Huynh.

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    La Festa dei Nonni in Italia è una ricorrenza civile sancita per legge, la 159 del 2005, da intendersi, come recita l’articolo 1 della legge, “quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”. E infatti i nonni, colonna portante delle famiglie italiane, giocano ancora oggi un ruolo fondamentale. Non è un caso che la festa cada proprio il 2 ottobre, giorno in cui la chiesa cattolica ricorda gli “Angeli custodi“, perchè anche i nonni in effetti lo sono.

    La Festa dei Nonni, come riportato da Wikipedia, è stata introdotta negli Stati Uniti nel 1978 durante la presidenza di Jimmy Carter su proposta di Marian McQuade, una casalinga del West Virginia, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. La McQuade iniziò a promuovere l’idea di una giornata nazionale dedicata ai nonni nel 1970, lavorando con gli anziani già dal 1956. Riteneva, infatti, obiettivo fondamentale per l’educazione delle giovani generazioni la relazione con i loro nonni, portatori di conoscenza ed esperienza. Negli Stati Uniti la festa nazionale dei nonni (National Grandparents Day) viene celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.

    In Italia nasce per volontà di Franco Locatelli (Presidente dell’Unione Nazionale Florovivaisti – Unaflor), Arturo Croci, Wim Van Meeuwen e Walter Pironi del comitato ufficiale della Festa dei Nonni 1997.

    Nel Regno Unito, introdotta nel 1990, dal 2008 viene celebrata la prima domenica di ottobre. In Canada viene celebrata dal 1995 il 25 ottobre. In Francia, i nonni e le nonne sono festeggiati ogni anno separatamente. La Festa della Nonna già dal 1987, la prima domenica di marzo. Dal 2008 è stata introdotta la Festa del Nonno la prima domenica di ottobre.

    E allora buona Festa dei Nonni a tutti voi.

  • E Google ci ricorda l’arrivo dell’Autunno con un doodle

    E Google ci ricorda l’arrivo dell’Autunno con un doodle

    Da poche ore siamo ufficialmente in Autunno, l’Equinozio d’Autunno cade infatti oggi 23 settembre 2015, nell’emisfero boreale. E Google ci ricorda l’inizio della nuova stagione con un doodle sulla home. E vediamo come l’Arte ha raccontato l’autunno.

    Che sia iniziato l’autunno oggi non ci vuole poi molto, basta guardare fuori e accorgersi che l’estate è ormai alle spalle. E infatti, da qualche ora siamo ufficialmente nella nuova stazione. Infatti L’Equinozio d’Autunno cade nella giornata di oggi, 23 settembre 2015. Di conseguenza il giorno e la notte avranno la stessa durata e cominceremo a notare una progressiva riduzione della luce nelle ore diurne.

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    E questa giornata ce la ricorda anche Google che, come ormai fa da tempo, celebra l’evento con un doodle in cui si vedono delle zucche di diverse forme che rappresentano la scritta “Google” e uno scoiattolo che vi gironzola.

    E se lo scorso anno avevamo dato un’occhiata all’Autunno nella letteratura, italiana e mondiale, quest’anno vediamo qualcosa insieme su come l’Arte ha rappresentato l’Autunno.

    E come non iniziare da Giuseppe Arcimboldo, note per le sue “teste composte”. Qui vediamo un duo dipinto che rappresenta al meglio i frutti dell’Autunno.

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    E proseguiamo con Gustave Courbet, pittore francese, rappresentante del realismo del diciannovesimo secolo. Qui vediamo “La foresta in autunno“.

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    E poi abbiamo anche Salvador Dalì, celebre pittore surrealista, con il suo dipinto del 1937, “Cannibalismo autunnale“.

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    Continuiamo questa nostra scoperta con un altro grande artista, Paul Gauguin, famoso pittore impressionista. E vediamo il suo dipinto del 1888, “Donna bretone con una brocca“.

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    E non poteva mancare in questa carrellata anche Vincent van Gogh, celebre pittore olandese, con questo quadro “Les Alyscamps in autunno” del 1888.

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    Questo è “Autunno in Baviera” di Vassilij Kandinsky.

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    E chiudiamo con un quadro di “Spirit of Autumn” di George Inness, uno di più famosi pittori americani, definito spesso come “the father of American landscape painting“.

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    Speriamo che questa nostra associazione vi sia piaciuta e se volete segnalarne altri sarebbe fantastico.

     

  • Il doodle di Google per i Mondiali di Rugby

    Il doodle di Google per i Mondiali di Rugby

    Il doodle di Google di oggi è dedicato all’ottava edizione dei Mondiali di Rugby che iniziano stasera a Twickenham, in Inghilterra, la patria di questo sport che in questi ultimi anni sta appassionando anche gli italiani. La Nazionale ovviamente è molto attesa.

    Il doodle che vediamo oggi sulla homepage di Google, il primo visibile anche in Italia dal cambio del nuovo logo di inizio mese, è dedicato all’ottava edizione dei Mondiali di Rugby che stasera prendo il via a Twickenham, in Inghilterra, la vera patria di questo sport. Una disciplina, il Rugby che negli ultimi anni ha appassionato anche l’Italia, grazie ad una Nazionale che negli ultimi tempi si è dimostrata più matura e preparata. E infatti, proprio la nostra Nazionale è chiamata ad una prova di maturità e crescita in questi Mondiali.

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    Il doodle, dinamico, vede un giocatore infangato che corre con la palla ovale tenuta con il braccio destro al posto della “G” del logo, e poi si vede il resto del logo. Semplice, nello stile già visto in altre occasioni simili.

    I Mondiali di Twickenham vedono la partecipazione di 20 squadre divise in 4 gironi. L’Italia è nel girone D insieme a squadre come la Francia e Irlanda, e ci sono anche Canada e Romania. Come sempre la squadra da battere è quella della Nuova Zelanda, la mitica squadra degli All Blacks, il team che  vanta il maggior numero di giocatori ammessi nella International Rugby Hall of Fame. Incutono già timore con il loro tradizionale haka (danza Māori) prima di ogni match.

    Ma temibile è anche la squadra dell’Inghilterra, la squadra di casa che oggi alle 21, ora italiana, inaugurerà i Mondiali incontrando la squadra delle Fiji. La nostra Nazionale debutterà domani sera nel match contro la Francia. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta da Sky e una semifinale e la finale saranno trasmesse anche in differita su Mtv, da poco acquisita.

    Val la pena ricordare che il Rugby è uno sport di squadra tra i pià antichi al mondo (nasce infatti nel 1823, anche se esistono testimonianze più antiche come il “calcio storico fiorentino”) ed è il padre degli altri giochi a squadre, Calcio compreso.

  • Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Ecco il doodle di Google per Duke Kahanamoku, padre del surf moderno

    Il doodle che Google dedica oggi è per Duke Kahanamoku, un nome certo noto a tutti i surfisti. Infatti l’hawaiiano, oltre che grande nuotatore nei primi anni del ‘900, è considerato il padre del surf moderno. Non è un caso infatti che il doodle sia una grande tavola da surf.

    La grande tavola da surf che troviamo oggi sulla homepage di Google è una dedica particolare. Ricorrono oggi i 125 anni dalla nascita di Duke Kahanamoku, grande nuotatore hawaiiano dei primi anni del ‘900, considerato il padre del surf moderno.

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    Duke Kahanamoku nasce a Honolulu il 24 agosto del 1890 e già da subito si appassiona al surf, disciplina che nasce proprio nell’isola. Comincia a surfare da giovanissimo con una tavola primitiva che lui chiamerà “papa nui“. Ma non è questo il momento della sua vita in cui mostra le sue grandi doti da surfer, infatti già nel 1912 si qualifica alle Olimpiadi di Stoccolma vincendo i 100 m stile libero e l’argento nella staffetta 4×200 m. Celebre il suo “Kahanamoku kick“, il calcio che lui usava come sua arma in più, una tecnica, dati i suoi grandi piedi, che gli era utile per spingere la sua lunga tavola, e che gli tornò utile da nuotatore. Chi lo vedeva in vasca sosteneva che grazie proprio al “Kahanamoku kick” quasi si sollevava dall’acqua “come un motoscafo”. Kahanamoku si confermerà campione olimpico anche alle Olimpiadi di Anversa del 1920.

    Duke Kahanamoku

    Dopo il nuoto si dedica al surf ed è da questo momento che viene considerato ambasciatore della disciplina negli Usa prima, e “padre del surf moderno” dopo, proprio per le sue grandi doti. E’ celebre la surfata del 1917 su un’onda enorme che si era generata dopo un terremoto in Giappone. Alla vista di quell’onda enorme tutti gli altri surfisti scapparono, ma Kahanamoku decise di affrontarla.

    Nel 1925 Kahanamoku dimostrò che la tavola da surf poteva essere usata anche come strumento salvavita. Mentre si trovava nelle acque californiane insieme ad un gruppo di attori per un film, uno yacht si capovolse al largo di Newport Beach. Kahanamoku prese la sua tavola e si lanciò a surfare verso l’imbarcazione. Delle 12 persone presenti sull’imbarcazione ne portò in salvo 8. Tra il 1920 e il 1930 si mise a produrre tavole da surf grandi specifiche per il salvataggio in mare.

    Duke Kahanamoku fu la prima persona ad essere iscritta sia nella International Swimming Hall of Fame (la Hall of Fame del nuoto) che nella Surfing Hall of Fame (la Hall of Fame del surf).

    Kahanamoku morì per attacco cardiaco nel 1968 all’età di 77 anni.

     

  • Google omaggia Giorgio Morandi con un doodle

    Google omaggia Giorgio Morandi con un doodle

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    Google omaggia oggi con un doodle il grande pittore bolognese Giorgio Morandi in occasione dei 125 anni dalla sua nascita. Il grande pittore “metafisico” viene ricordato con un doodle, visibile solo in Italia, che richiama le sue celebri opere.

    Era da un po’ che Google celebrasse con un doodle grandi artisti e personaggi italiani, ma certamente questo che troviamo oggi sulla homepage, nella versione italiana, del più grande motore di ricerca del web, è, come si dice, un gran bel vedere e anche motivo di orgoglio. Si perchè oggi il grande pittore, e incisore, bolognese Giorgio Morandi avrebbe compiuto 125 anni e come grandi artisti viene celebrato con un doodle che si rifà alle sue celebri opere “metafisiche”, quelle opere tanto semplici ma che rappresentano davvero l’opera morandiana.

    Giorgio Morandi nasce a Bologna il 20 luglio del 1890, viveva in via Fondazza con la sua famiglia e la sua casa rimase il suo studio per molti anni, prima di trasferire il suo laboratorio nel paese di Grizzana, sulle colline bolognesi, che nel 1985 cambiò il suo nome proprio in onore del pittore bolognese diventando Grizzana Morandi.

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    Giorgio Morandi

    Morandi frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bologna e tra gli artisti che influenzarono il suo percorso c’erano Paul Cézanne, André Derain e Pablo Picasso. L’influenza di Derain non su mai diretta, si dice che ne fosse venuto a conoscenza dal suo amico Osvaldo Licini, mentre di Cézanne di di Picasso ci sono influenze dirette nelle sue opere.

    Giorgio Morandi è un artista completo, guarda al passato ispirandosi a nomi come Giotto, Masaccio, Piero della Francesca e Paolo Uccello che ebbe modo di ammirare in suo viaggio a Firenze, ma in un primo momento della sua vita artistica espose con in “futuristi” diventando nel 1918 uno dei massimi rappresentanti della scuola metafisica affiancato a nomi come Carrà e De Chirico. Molto presenti, in questo periodo che durerà fino al 1920, le nature morte di bottiglie, tazze e alcuni motivi paesistici. Del resto il doodle di oggi si ispira proprio al periodo metafisico di Morandi.

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    Giorgio Morandi muore a Bologna nel 1964 e oggi giace nella Certosa nella tomba di famiglia. Nel 1992, all’interno di Palazzo d’Accursio, la sede del comune, nacque il Museo dedicato a Giorgio Morandi e dal novembre del 2012 lo stesso museo è ospite presso il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna.

    Il MoMa di New York ha dedicato un’area all’artista bolognese e alcune opere si possono ammirare anche online.

  • Il doodle di Google è per New Horizons in flyby vicino Plutone

    Il doodle di Google è per New Horizons in flyby vicino Plutone

    Il doodle animato che vediamo oggi su Google è dedicato alla sonda della NASA New Horizons che oggi, dopo un viaggio lungo 9 anni, dovrebbe avvicinare Plutone, il “Pianeta Nano”. Plutone è il pianeta più lontano del nostro Sistema Solare e mai prima di oggi era stato visto così da vicino.

    E’ una giornata storica quella di oggi dal punto di vista delle missioni spaziali e infatti anche Google non ha voluto essere da meno. Quello che oggi vediamo sulla homepage del popolare motore di ricerca è il doodle animato dedicato alla sonda New Horizons della NASA che oggi, attorno alle ore 13:39 (ora italiana) passerà vicino a Plutone, il cosiddetto “Pianeta Nano”, il più lontano del nostro Sistema Solare.

    La sonda è in viaggio dal 2006, esattamente pochi mesi prima che Plutone venisse “declassato” dagli scienziati a “Pianeta Nano”, e dopo un viaggio durato 9 anni oggi passerà in “flyby” come dicono gli esperti, in forma di “saluto”. A differenza della sonda al Lander Philae che lo scosso novembre si posò sulla cometa 67P, la sonda New Horizons oggi passerà molto vicino al pianeta ma senza atterrare. La distanza minima dal pianeta è prevista di 12.500 chilometri, una distanza che gli scienziati reputano essere “molto vicina”. In effetti è così se pensiamo che la Luna dista dalla Terra 400 mila chilometri.

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    Una volta avvicinato Plutone la sonda New Horizons, alla velocità di 50 mila chilometri orari, scatterà immagini a colori con una risoluzione altissima e i suoi strumenti raccoglieranno informazioni che aiuteranno gli scienziati a capire meglio la morfologia della superficie del pianeta e a studiare meglio la composizione della sua rarefatta atmosfera, costituita probabilmente di azoto, anidride carbonica e metano.

    Plutone fu scoperto da Clyde Tombaugh nel 1930 e le sue ceneri oggi sono a bordo della sonda New Horizons.

    Clyde Tombaugh New Horizons Plutone

    E sempre a bordo della sonda ci sono un cd contenente i nomi i 434 mila persone che si sono registrate nel 2005 all’iniziativa “Manda il tuo nome su Plutone”2 monete, una del Maryland, dove la sonda è stata costruita, e una della Florida, l’ultima superficie terrestre toccata dalla sonda prima della partenza; una foto della squadra di tecnici che ha costruito New Horizons e un francobollo americano del 1991 con la scritta “Plutone: non ancora esplorato”.

    New Horizons dopo il “flyby” a Plutone continuerà il suo viaggio verso quella zona considerata “La Culla delle Comete”, la Fascia di Kuiper.